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27° CAD anno 2016 Napoli - Francesco Corcione
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Allora, se qua ci mettiamo il 10, questi qua della Stereo FX, dove li mettiamo?
Ma come li mettiamo? Perché questo qua deve entrare dentro un altro troga.
No, il 10 qua mettiamo prima.
Eh, ok, lo mettiamo qua, però questo qua di fatto, datemi prima il 10 mio.
Corcione.
Che fa?
Non lo so, mi ricordo che mi ha detto.
Ma è atomico.
Provi un po'.
Provi a chiamarlo.
Pronto, Corcione di Matteo.
Professore, buongiorno, ben trovato.
Buongiorno, ben trovato anche a te. Ieri hai fatto 4-5 interventi, ma io ne ho viste 4-5. Oggi che hai?
Oggi iniziamo con una voluminosa erneia tale, con disturbi disfagici.
Scusa, parla un po' più piano perché sennò rimbomba un po' troppo. Che avete allora oggi?
Allora iniziamo con una voluminosa ernia iatale.
Sì, signor Rocco, ho capito perfettamente.
E quindi stiamo introducendo i trocars.
Paradossalmente per un colon o per una gastrectomia utilizziamo 4 trocars.
Per l'erna iatale siamo rimasti fedeli alla disposizione a 5 trocars
per avere una migliore esposizione del campo chirurgico.
la chirurgia mini-invasiva si evolve
e si evolve anche nella mini-invasiva
come sono fidanzati il professor Di Matteo
per cui per questi interventi
laddove utilizziamo 5 trogas
almeno 2
cerchiamo di ridurre il calibro
con un nuovo
dispositivo
che è come
un ago di Verres
che adesso farò vedere
come si, molti già lo conoscono
che che ha una peculiarità a differenza degli altri strumenti mini invasivi di essere di un
calibro diverso al dello stelo rispetto a quello che sarà la punta come vi farò vedere tra poco
quindi l'incisione che facciamo e per il beres come vedete dopo di che si introduce questo
strumento che una vera e propria juan come se fosse un beres ecco qua è entrato in addome
io lo vedo, lo indirizzo verso un trocar, mi mettete il cappuccetto, ok, esce dal trocar
sotto guida di questo dispositivo, una volta uscito dal trocar, ok, si toglie la punta
del berres e si sostituisce con una vera punta da 5.
lo proviamo ecco qua per cui adesso ritornando in addome c'ho uno strumento che all'interno mi
risulta da 5 ma all'esterno è come un ago di verres quindi minimo trauma parietale massima
efficace intra addominale questo è uno e lo diamo allora un altro lo mettiamo qua 5 da me
ci sono piccole aderenze da 5
e poi abbiamo il quinto trocar
che sarà lo stesso
allora darmi un attimo l'ultracision
altra novità di oggi
è l'impiego di questo nuovo strumento
questo nuovo ultracision
si chiama in modo diverso
Ultracision, LSI, PPK, non so che, però devo dire che è veramente un superamento del vecchio.
Ecco, sto lisando.
Ho avuto un intervento di una colicistectomia.
Ecco qua.
Adesso produciamo il quinto trocar che sarà uguale a quell'altro aghetto
e quindi alla fine la signora si ritroverà un intervento con semplicemente tre trocars.
Vedete il loro strumento? Ed è una linea, oserei dire, che si sta sviluppando molto perché abbiamo visto dei prototipi di questi strumenti anche per quello che riguarda la bipolare.
ok bipolare addirittura il tentativo di applicazioni di clip
adesso datemi una calzina e una giovanna a me quindi siamo tornati ai 5 trocars
adesso vorrei quindi alla fine immagine esterna ce l'avete o avete l'immagine
interna, avrete l'immagine esterna, spero, che vi mostra come alla fine la signora avrà
soltanto tre trocars, di cui uno da cinque.
Mi dai una Giovanna mia?
Eccola qua.
Un'altra Giovanna.
Quindi adesso andiamo a divaricare il fegato.
Le immagini chiediamo alla regia di portarci all'interno dell'addome.
si deve lavare l'ottica
il sistema più economico
e meno traumatico per divaricare il fegato
credo che sia questo
qua sotto
ci laviamo l'ottica
perché siamo scoppi in qua per piacere
no lascia un po'
ok perfetto
questa è la grossegna
prof l'ha visto gli interni?
il professor Di Matteo?
Gaetano?
un po' di antitrendereburg ancora
appena appena un po' di anti
Abbiamo le immagini interne Stefano?
Stefano?
Professore Di Matteo?
Sì professore stiamo mandando le interne
e un attimo mi consulto con Gaetano
perché mi hanno chiuso un attimo l'audio dall'esterno.
Le immagini ci sono sempre?
Sì, noi le trasmettiamo sempre.
Poco poco di materialità ancora a sinistra.
Ok, allora.
Sterex.
Io continuo allora Stefano.
se stiamo sullo schermo mica sto fermo
si professore continuate pure
tranquillamente tanto ci vedono
il collegamento è in piedi
solo che l'audio
non mi arriva
mi hanno messo in muto non so per quale motivo
voglio chiarirmi questa cosa
anche una ragazzina per me
non so se
vabbè siamo collegati vado avanti poi si sentirà
Gaetano
si è offeso papà
te l'ha detto
ti ha chiamato
o il sacco è questo bianco
o se questo bianco è la preda
che quello è il sacco
non è preda
comunque questa cosa mi dà fastidio
ci riprendiamo da Carlo
Carlo
mi fa qua
senza dare fastidio a me
l'ho usato piazza ieri questo?
l'HDS
professore si adesso abbiamo ripristinato l'audio
è colpa tua
si si si
colpa tua
corcione
si
professore
ma che è quest'anno l'audio non va
Napoli
Napoli
buongiorno Napoli
professore, eccomi qua, hai risolto il problema
io lo riporto subito a Di Matteo
professore, non ero io
Corcione sono ritornato
mi sentivo solo
è un sabotaggio
un sabotaggio perché sono geloso
io parlo sempre con te
è un onore
è un onore
no, casomai è l'inverso
No, no, veramente. E complimenti per la sua vivacità e competenza che si aggiorna continuamente. Questa è una cosa incredibile, eccezionale. Allora, io ho iniziato l'intervento, come hanno potuto vedere, andando a recuperare il sacco, partendo dal pilastro di sinistra e venudando il pilastro, che chiaramente è molto divaricato e inconsistente da un punto di vista di tenuta.
Sono interventi che io non gradisco fare perché sono quelli che lasciano sempre l'amaro in bocca in quanto nella mia esperienza sono gravati da un'alta percentuale di insuccessi per cui do indicazioni molto molto selettive però laddove c'è come in questo caso un'alterazione della motilità dell'esofago con disfagia e con sintomi diciamo tra virgolette subocclusivi alti
chiaramente bisogna intervenire e l'intervento credo che sia completamente diverso da quella
di un'ernia iatale di piccole dimensioni perché deve prevedere un tempo parietale molto importante
e in questo caso metteremo una protesi e vi farò vedere quale tipo di protesi oggi utilizziamo.
Il pacco va portato via perché è uno dei primi requisiti per una buona disposizione
dello stomaco in addome per una buona come dire con una buona mobilizzazione
dello stomaco il primo presupposto che siamo sull'esofago
io adesso abbandono questa mia preparazione e disposto a destra dove
anatomia che abbiamo visto prima quando non eravamo collegati ci ha permesso di
di evidenziare la presenza di un'arteria epatica accessoria nel piccolo, eccola qui.
Sì, nella parte membranacea del piccolo epiplono.
E cercheremo ovviamente di salvare, insieme ai rami a destinazione biliare.
Vado quindi a stretto contatto col pilastro di destra, che è anch'esso veramente di modestissime dimensioni
e inconsistente da un punto di vista parietale
si vede bene la cava
ecco il nostro pilastro destro
la cava
è ridotto ben poco il pilastro destro
è proprio zero direi
proprio zero
io cerco di guadagnare un po' di spazi qui
perché
sono pazienti in genere
che hanno problemi di
si sta qui la gazzina
hanno problemi di statica
della colonna vertebrale
hanno delle grosse cifoscoliosi
delle lordosi
e anche questo
determina, qui si è visto bene
la pleura che quasi sicuramente
si aprirà durante questa
dissezione
che è quasi completata
perché qui il sacco è rimasto
ancora agganciato al pilastro
eccolo qua
e veramente quel fogliettino
pleurico
veramente insignificante sottilissimo penso che in queste manovre di sezione si aprirà comunque
non è un problema perché avremo abbiamo visto con gli anestesisti che all'inizio ci preoccupavamo
dovevamo drenare non drenare poi si è capito che non serve a niente basta soltanto monitorizzarlo
si vede molto bene in profondità e vediamo molto bene immagini sono buone però ottimi ottimi perché
perché vanno fino in fondo, fino al punto in cui tu hai fatto la dissezione
della parte più alta del sacco.
L'esofago lo lasciamo lì, ecco qua il sacco, me lo riporto dal basso.
Purtroppo vedo che c'è l'arteria che mi ostacola non poco.
Anche se spessissimo, ma non sempre come tu mi insegni,
quell'arteria potrebbe essere anche sezionata,
ma comunque è sempre meglio aspettare e vedere che possibilità c'ha la riduzione del fegato.
Vai a passarla, mi tengo a stretto contatto con il pilastro.
Sì, modestissimo come tu hai fatto notare, modestissimo.
Una lingua, una lingua.
Anche perché c'è da pensare che, secondo alcuni studiosi, questa sarebbe la parte destra del pilastro destro e il sinistro sarebbe invece la parte sinistra del pilastro destro.
Non è un gioco di parole?
No, è così.
E allora ci si rende conto come, per esempio in questo caso, la parte destra del pilastro destro sia molto modesta?
Io finora sto cercando, come ho detto anche ieri a proposito di altre patologie, di circondare il problema, nel senso che l'esofago e lo stomaco non li ho visti ancora bene.
Credo che la cosa importante sia preparare… è qui la pleura, credo, eccola qui.
Beh, ma non succede mica niente.
No, no, no, infatti. Si aprirà sicuramente. Anzi, forse è già aperta. Eccola qui. Adesso me la porto via.
Sì, si vede il cul di sacco pleurico.
Sì, sì, ma per il santo sinistro dello scalo termico.
Ok, andiamo alla parte inferiore del pilastro, prepararci il sacco.
Ecco, un po' di pipolare qua.
E a questo punto me ne vado sulla base dei pilastri, chiamiamoli pilastri.
Per azione anatomica è perfetto.
Ok, vieni qua.
Se questo lo puoi prendere qua, che è meglio.
sto utilizzando questo dicevo prima questo nuovo strumento Ultracision
si trovi vantaggi rispetto al vecchio Ultracision
il vecchio si fa per dire
infatti si fa per dire
comunque l'innovazione porta sempre dei vantaggi
questa per me è una vera innovazione
perché è uno strumento più rapido
fa meno fumo devo dire
e nello stesso tempo mi sembra anche più efficace
da un punto di vista di emostasi
quindi
complimenti alla J&J
ecco qua, adesso ho sganciato
il pilastro, adesso vediamo
datemi una Giovanna, vediamo un po' che cosa
rimane, devo
liberare solo il sacco dal
ma a questo punto credo
che mi sembra
più logico far saltare tutto
se no perderemo la testa qui
a liberare
datemi una clip, voglio vedere che cosa
succede al fegato di sinistra
credo che sia di piccole
dimensioni, non credo che... Forse conviene sempre mettere la lamina attiva.
Ok, dai. Ci scherziamo prima, posso rimettere credo che mi convenga sezionarla
quell'arteria perché altrimenti intervento, anche perché la vedo di piccole dimensioni.
Ora recupera qui Serex. E qui ci portiamo da destra a sinistra sui due pilastri.
in queste ernie il vago
potrebbe avere dei corsi diversi
comunque incominciamo a prepararci
la orta
la base
dei pilastri
che è la più robusta teoricamente
io vi so
grande affluenza
si si ottima affluenza
ottima nonostante la pioggia
è l'ora relativamente
precoce
molta pioggia anche su Roma
sì sì, piove, piove allegramente
qui andiamo verso
la pleura di sinistra
di sinistra
ok, adesso
aspetta, aspetta, qua queste
le renze le disiamo
sono molto attento perché
il vago potrebbe avere
dei decorsi
un po' aberranti e quindi non vorrei
eccolo qua forse qui l'abbiamo già individuato
vabbè vediamo dopo
lascia tutto
ritorniamo con lo stomaco in addome
vediamo che succede
molti discutono sulla necessità di
preparare il sacco
credo che sia mandatorio
vieni così
questo no no qua
perché altrimenti
l'esofago non riesce a essere
abbassato un po'
ecco qua
qui dobbiamo continuare a preparare il pilastro destro
sì ma io credo che non ci sia
dubbio che è necessario
portar via il sacco
quante proporzioni
importanti come in questo caso
e come le parasofagee
poi praticamente
sono interventi ripeto che
a proposito possiamo mandare
il filmato
della protesi
adesso comincia a prendere corpo
qui c'è un grosso
l'ipoma come sempre
la signora non ha
come sempre succede in questi casi
sintomi da reflusso
quindi il nostro obiettivo non è quello
poi di fare una plastica
importante, faremo una toupée
una plastica antireflusso
sì sì
ecco l'ipoma
l'ipoma
tipicamente sta lì da quelle parti là
proprio in sede subpleurica
eccolo qua
sì sì si vede molto bene questo ci serve a ecco il bago anteriore credo eccolo qua pronti a
lavarsi ecco senza questa ampia mobilizzazione le sopra certamente non potrebbe scendere giù
ci laviamo abbiamo una macchiettina su un occhio mi piace come hai dimostrato che la
La resezione del sacco è importante ai fini del spostamento dell'esofago verso il basco.
Sì, perché ci permette l'accesso proprio verso il mediastino e l'esofago stesso
e quindi ci permette la buona mobilizzazione dell'esofago intramediastinico.
Ecco, come state vedendo, che credo sia un presupposto a condizio sine qua non.
tutte queste aderenze a tagli. Poi quelle sono le tranche delle bandellette. Salgo sulla orta,
andiamo un po' di qua. Ecco, e qui ritorna il concetto che abbiamo espresso ieri,
A proposito della mini-invasività della laparoscopia, che a mio avviso non è tanto nella mini-invasività parietale, ma nella possibilità di poter lavorare in questi distretti di difficile accesso chirurgico, in modo certamente più semplice rispetto alla chirurgia tradizionale.
Questo senza dubbio, sì.
il vago non riesco a individuarlo bene
anche perché non lo puoi saggiare
con le dita
questo è l'handicap
si sente bellissimo
il vago posteriore
la corda di violino
ecco esatto
la moglie ubriaca la botte piena
lei mi insegna però è difficile averla
adesso esponiamo la V
eccola qui
esponiamo la V diaframmatica
quella parte posteriore
dei due
ecco sì
chiamiamoli pilastri
in genere i pilastri danno l'idea di qualcosa
di solito
qualcosa di
solido
ah sì sì
i pilastri della difesa
del Napoli
Ah sì, ecco. Ma c'era anche una statua enorme nell'antichità, una delle sette meraviglie dell'antichità, a Rodi, e si chiamava il pilastro di Rodi.
Eh sì, eh sì, il pilastro.
Che poi credo che fu distrutto da un terremoto, terremoto medievale.
La cultura del professore Di Matteo ci arricchisce anche durante il Palazzini.
Pronto?
E poi non dimentichiamoci, una volta era il Di Matteo, per i giovani che non hanno potuto conoscere quel momento storico. Allora, adesso dobbiamo ribaltare tutto questo sacco insieme al nostro ripoma.
il nostro lipoma
ci sentiamo
sabato o domenica mattina
così ci organizziamo
d'accordo?
va bene, d'accordo
ogni tanto sento delle interferenze
esofalus
non vorrei danneggiarlo
dopo dopo
andiamoci a togliere un po' questo saccone
in tranquillità
che questo certamente ci dà fastidio
e man mano che procediamo
si esteriorizzerà
anche meglio il lipoma
come prof. René
avrà operato sicuramente tantissimo la sua vita
come riparava questo iato
perché all'epoca non c'erano
protesi, non c'erano
strumenti efficaci, credo
no, no, assolutamente no
sempre con punti
con punti
cercando di prendere la parte posteriore
dei due pilastri
e poi naturalmente
facendo una plastica
di antireflusso semplice o anteriore o posteriore, o l'atope o l'altra.
E qui dovremmo trovare la prima e la seconda idea.
C'è un grosso rischio in questi casi di denervare lo stomaco e questo risulta sempre un mistero,
nel senso che molte volte abbiamo la sensazione di aver denervato tutto, il paziente non ha problemi,
e altre volte abbiamo la sensazione di aver conservato tutto e il paziente ha problemi.
quindi prof
vis a vis faccio io una domanda
a lei, approfitto della sua presenza
del problema
dei vaghi, lei come lo vede
cioè si possono sezionare
quale dei due si può sacrificare
che cosa succede se si sacrificano
tutti e due, diciamo
una sorta di ripasso anatomico
anche a beneficio dei giovani che sono in aula
e anche a beneficio mio
perché c'è molta confusione su questo aspetto
cosa ne pensa?
Beh, ti dirò la verità, non ho studiato a fondo la cosa perché eravamo piuttosto grossolani al momento in cui si facevano interventi del genere.
La gassetomia totale poi era quella che era e quindi non implicava uno studio approfondito della fisiopatologia, quindi non è che ci fosse molta cultura sotto questo aspetto non sperimentale.
Comunque i vaghi andavano conservati, soprattutto il posteriore, perché quello poteva sfuggire alla ricerca, all'esplorazione.
Perché era il vago assassino, mi pare che si chiamasse, il posteriore.
Le branche criminali.
tra l'altro prof
io faccio anche una considerazione
all'epoca si facevano molti interventi
di resezione subdotale per ucce
si signore, sempre di regola
e lì il vago veniva
ovviamente
sezionato
quindi quello somato che rimaneva
si
e ma veniva sezionato il lago
e il ramo pagale che andava verso il fegato
quello era fondamentale
credo che sia
la corica di sinistra
e questa che c'hai sotto la pinza
adesso è la prima segnoidea
più sopra
se
questa tecnologia
questa dissezione
di questo grasso
sarebbe stata veramente penibile
io a volte li vedo filmati
dei primi
dei primi interventi
senza queste tecnologie
era qualcosa di
veramente difficile
finisce anche un aspetto mia diventava veramente un'impresa ecco qua ci congiungiamo sono sempre
presenti questi grossi lipomi sono sempre persone che hanno problemi di statica della colonna
pare che abbiano anche una certa importanza dinamica per fornire dei cuscinetti funzionali
ai movimenti esofogogastrici, appunto in questi soggetti che avrebbero una statica compromessa.
Ma io ricordo uno dei primi casi operati dal mio maestro, ovviamente in open, senza rete,
alla fine per disfagia e quant'altro finì a esofagettomia.
Per le vene l'hanno sempre usato.
Le interventi, perché l'ernia non si riusciva, la paziente aveva disfagie continue dopo il primo intervento, dopo il secondo, alla fine aveva tutto l'esofago comunque, tutto l'ossofo comunque sempre in torace e finì l'esofagetto via.
Anche perché nella vostra scuola avevate un interesse particolare e prolungato per l'esofago.
Si ricorda prof?
Eh mi ricordo bene perché avevate studiato molto bene tutta la fisiopatologia dell'organo oltre che la chirurgia
Allora adesso è un po' più decente la situazione
Beh io direi che è visibilissimo tutto
Esofago
Esofago a destra e in alto
Qui c'è la budiaframmatica
Sì sì
Siamo all'altezza grossomodo dell'elemento arcuato preaortico no?
Sì sì sì esatto
che è quello che noi abbiamo sezionato in due casi di sindrome di Dunbar.
Sì, sì, ho visto.
Vedete la fettuccina adesso?
Dobbiamo fare la sezione, sì.
L'esofago è in addome?
Sì, sì.
Ovviamente?
Sì, il cardiastendentamente è in addome.
Ciò ci sono.
Adesso mettiamo una fettuccia intorno all'esofago
in modo da avere una migliore esposizione dell'oiato per la riparazione.
Per poterlo spostare a destra e a sinistra nei momenti in cui si fa.
Ecco, esatto.
Questa è una manovra che si fa anche in chirurgia aperta, insomma,
di cui però tu stai riproponendo i passi endoscopici importantissimi.
Credo che sia necessario.
Qui ancora c'è da preparare un po' di esofago.
Quell'altra forse non serve più.
Questa servirà prima soltanto.
il prof lo sa che la gente è gelosa
che lei mi commenta
ieri si è capito
quando lei se n'è andato
si è stabilito da anni un bel feeling
vedi com'è giusto
lo spazio di scivolamento
la dissezione viene naturale
proprio intorno all'esofro
presso proprio il pleura
questa la sganciamo
in modo che la pleura se ne torna
non mi tira agganciato l'esofago
poi vedo che ti tieni molto
vicino alla parete esofagea
appunto per evitare
la distezione più larga
eccoci qua, abbiamo finito
ok
penso di poter essere soddisfatto di questa
preparazione, abbiamo una buona
mobilizzazione, il vago
non so veramente se c'è o non c'è
non c'è?
non credo
Allora adesso la riparazione
La posizione è ancora buona
Vuoi chiederlo tu?
No, no, lì c'è il paggio Fernando
Ah, capito
Posso mandarlo?
Sì
Ripollare
Lo fai vedere Angiolino?
Adesso, adesso
Vuoi chiederlo?
Vanna, Vanna
Vuoi chiederlo?
No, no, io sono il paggio Fernando
Ah, tutto qui
Il paggio Fernando
In che senso?
Che non fa bella
Che non?
Fa bella
Ah, che non fa bella, ho capito
Allora la mia calzina, la mia calzina, eccola qui, ok, ok prof adesso abbiamo il problema della riparazione parietale che è un problema perché credo che qui occorra sicuramente una riparazione con una protesi
perché abbiamo dei pilastri che chiuderanno sicuramente, ma sono talmente fragili e divaricati
che basterà nel post-operatorio un colpo di tosse della paziente per far recidivare l'ernia
e portare la fundopricazio nel mediastino, che è ancora peggio per quello che riguarda poi i problemi.
anche in serie intraoperatorie
a un certo punto quando vai a stringere il punto
si lacerano perché
sono debolissimi
infatti uno degli accorgimenti da prendere
l'avrei detto
tra poco è quello di non stringere
sui pilastri
ecco appunto
qui da me sono venuti a operare
per quanto possibile andare in profondità
per poter
diciamo ancorare il punto
in qualche cosa di più consistente
Allora io vi racconto un po' la mia esperienza in merito
perché la chirurgia è fatta di modo e come lei mi insegna
nel senso che c'è il momento del bianco
poi c'è il momento del nero
poi c'è il momento del grigio
e anche per questa riparazione
noi abbiamo vissuto vari momenti
non solo noi ma un po' tutti i chirurghi
che si sono occupati di queste problematiche
forse meglio ti lascio di sinistra se ti lavi perché sei un po' sporco con l'ottica
allora noi siamo partiti con l'idea di quando è iniziata l'era la paroscopica
di poter utilizzare le protesi e io ho incominciato
chiaramente parliamo di grosse e neiatali
ho incominciato con una protesi di gore che mi sembrava quella
che più si adattava alla localizzazione per i suoi effetti antiaderenziali e invece ne ha utilizzato un solo caso che è recidivata dopo pochi mesi in quanto la protesi come ben sa è molto morbida, poco fibroadessiva
E quindi ci siamo detti che non va bene per questa chirurgia. Dopodiché siamo passati sull'impulso di alcuni autori, tra cui il nostro Nicola Bass, Granderat e altri ancora, a utilizzare protesi non riassorbibili.
Addirittura Grande Rattiva e Nicola Basso, come ben sapete, utilizzavano delle protesi di poripropilene
che chiaramente hanno delle grosse capacità di colonizzazione e fibra adesiva,
ma comportano delle problematiche di complicanze quando si posizionano a contatto con i visceri.
e quindi noi non abbiamo optato per questa soluzione, siamo andati un po' oltre
perché grazie a Dio in commercio sono incominciate a uscire delle protesi biocompatibili
con versanti di polipropilene e con altri di PTFE
quindi più idonei a un uso a contatto con i visceri.
Ne abbiamo utilizzati un bel numero, tant'è che eravamo entusiasti
Dove sta la calzina? Scusatemi. La calzina mia? La calzina mia? Devo vederla?
Vabbè, facciamolo durare il giusto. Perché non lo chiudo questo diaframma?
Ah, ecco qua. La calzina mia la diamo...
In che senso? Perché non vai con il tuo tipo?
Ah sì, adesso lo fa. Sì.
Ci ancorerà la cosa. Poi ci ancorerà.
E quindi siamo passati a utilizzare protesi di tutti i tipi,
sempre con una componente di polipropilene e con una componente antiadesiva
le abbiamo utilizzate di tutte le marche e purtroppo i risultati sono stati deludenti
perché a distanza di 1, 2, 5, 10 anni abbiamo avuto delle complicanze
e adesso prego la regia, il dottore Angiolino, di mandare un attimo un filmatino
per mostrarvi quello che
abbiamo visto più di una volta
Pronto?
Noi siamo pronti
possiamo avviare la proiezione?
Professor Corcione
mi senti?
Sì chi è?
Sì chi è?
Sono Enrico Croce, ciao
Come stai?
Pronto?
Enrico, ti sento bene
Enrico?
No no è l'uno
Enrico?
Enrico? Pronto, pronto, Franco, mi senti? Io ti sento bene, Enrico, buongiorno. Ecco, perfetto, buongiorno, complimenti, grande, grande come al solito, bene, bene, ti vedo in forma grandissima.
Puoi dirci che filo stai usando?
Adesso è un filo intrecciato di poliestere, il nome commerciale è Etibon.
Sì, sì, quindi è un intrecciato rivestito, non riassorbibile.
Mi fa piacere che intervieni, ricordo a me stesso.
Guarda, sono qui preso in mezzo tra il professor Di Matteo e Ruotolo, per cui ti stiamo guardando dall'inizio.
Il mio nemico ruoto.
Eh sì, infatti.
Allora, mi fa piacere perché ricordo a me stesso nel 1996, tu veniste a Napoli a fare un'ernia iatale, non so se te lo ricordi, eravamo io, tu e Rosario.
Mi ricordo sempre di quasi tutto, anche se le carotidi ormai cominciano oggettivamente a cedere, per via che il tempo passa, però mi ricordo benissimo, ci siamo stati insieme tante volte, è stato sempre molto piacevole.
Comunque bel intervento, questo è un tipico caso tecnicamente risolto in modo esemplare, devo dire.
Però dicevo prima quando dialogavo con il professore Di Matteo che questi interventi lasciano sempre delle incertezze perché nella nostra esperienza abbiamo un'alta percentuale di recidive, di sequele e per cui lo indichiamo veramente in casi super selezionati e dicevo anche dell'evoluzione che abbiamo avuto negli anni su questo tipo di riparazione che prevede sempre una riparazione diretta con punti staccati.
ma applicheremo dopo una protesi nel tentativo di limitare i danni nel tempo la protesi è passata
da quella di gore faccio nome e cognomi perché se la lingua ma poi i materiali vanno conosciuti e non
Non è che ci mancherebbe altro, se no...
La protesi di Composix, Proceed, Physiomesh, tutte.
Ti dico che abbiamo avuto complicanze con tutte, perciò faccio nome e cognome perché nessuna è migliore dell'altra.
Purtroppo questa è la verità.
Adesso, nell'arco di pochi anni, abbiamo avuto la bellezza di 5 complicanze di protesi, di cui ben 3 posizionate da noi, 2 in altre mani.
Questo mi ha fatto riflettere sul problema di queste protesi, perché, anzi, adesso pregherei la regia.
Io sono pronto, professore.
Ecco, Angelini, se facciamo vedere un filmato di uno degli interventi, guardate come si lascia il pilastro qui, avete visto?
Io riparo, ma qui c'è una lacerazione importante.
Allora, prof, quando lei ci dice...
Adesso facciamo vedere, tanto questo...
Allora, si è avviato il filmato, questo è il caso di una giovane paziente sottoposta presso il nostro istituto
ad una plastica per voluminosa erniaia etale paraisofagea,
in cui l'oiato venne anche trattato con un rinforzo parietale con protesi.
Sì, questo è il reintervento. La paziente in effetti ebbe un ricorso torpido, venne inizialmente dimessa ma poi tornò alla nostra attenzione ad una certa distanza di tempo per un accesso mediastinico, una raccolta mediastinica e le indagini radiologiche dimostrarono una fissurazione esofagea con una fistola.
Il trattamento fu inizialmente conservativo, fu possibile nuovamente dimettere a domicilio la paziente, la quale però manifestò a distanza di alcune settimane una disfagia importante.
La radiologia e l'endoscopia dimostrarono lo slargamento dell'esofago con una stenosi puntiforme, invalicabile allo strumento endoscopico, al livello della porzione immediatamente preatale.
E questo che state vedendo è il reintervento. Come vedete la protesi è emigrata all'interno dell'ume esofageo e quindi si programmò una risoluzione del caso con una resezione gastrica polare superiore.
Ecco vedete l'esofago viene preparato a livello mediastinico a tratto in addome in modo da avere un moncone prossimale assolutamente compriante, la risezione della porzione ancora interessata dalla penetrazione della protesi,
sempre con la nostra suturatrice Carica Gold che avete visto utilizzare anche negli interventi di ieri, la resezione dello stomaco condotta in maniera un pochino verticale in modo da realizzare una sorta di tubulo lungo la grande curvatura,
Vedete questo rinforzo che abitualmente utilizziamo nella resezione gastrica, che ci dà una maggiore tranquillità e assicura una migliore emostasi sulla trancia di sezione.
L'ulteriore preparazione e mobilizzazione del moncone esofaggio prossimale, che è compiacente anche per avere una dilatazione cospicua legata alla preesistente stenosi.
L'anastomosi, come vedrete, verrà condotta nella maniera abituale, secondo Orringer, quindi una latero-laterale con disposizione posteriore dello stomaco rispetto al moncone esofageo, esattamente come facciamo nella gastrectomia totale, nell'esofago digiunale.
Vedete l'utilizzo anche in questo caso di una carica gold senza rinforzo nel caso di questa anastomosi.
Per forza interno?
Certo.
E poi la chiusura della breccia di servizio, i punti d'angolo in vaicri, un punto centrale quando il moncone distale risolti particolarmente ridondante rispetto alla rima del moncone esofageo e poi la sutura il più delle volte in punti staccati come avete visto fare anche ieri sulla gastro digiuno della breccia di servizio.
E' sempre, sempre, dove è possibile, quindi in questo tipo di anastomosi, sempre il test idropneumatico col blu di metilene che ci ha consentito, come vi ha detto ieri il professore Corcione, di rimediare immediatamente a qualche piccola filtrazione.
Vedete il test negativo e questo caso ebbe poi un'evoluzione particolarmente favorevole con la paziente che potrebbe essere dimessa rapidamente, che sta tuttora molto bene, peraltro non ha presentato recidiva di patologia erniaria. Grazie.
Grazie a voi, intervento direi eccellente, questa è una riparazione raro, intervento sesto grado dal punto di vista della difficoltà.
Franco, però ovviamente sono d'accordo su tutto
il problema della protesi è un problema vero
però nel caso specifico la protesi è stata qualcosa di negativamente aggiuntivo
ma non è colpa della protesi se c'è stata questa complicanza
la colpa è la perforazione esofagea
questo è del tutto evidente
qui è evidente
qui abbiamo fatto outing
però abbiamo avuto altri casi
in cui l'intervento
era condotto come questo
apparentemente in modo ineccepibile
e dopo due, tre
una persona addirittura dopo dieci anni
su questo non c'è dubbio
il rischio della protesi
oggettivamente è questo
mi chiedevo
a me è capitato qualche volta
Quando è possibile di utilizzare il sacco erniario, quando ci sono questi grandi sacchi o parte del sacco erniario, conservato, passato dietro per interporlo tra la protesi, adesso la protesi la metterai lì sopra i punti, no?
Con una porzione di sacco erniario conservato qualche volta si riesce a interporre, facendolo scorrere posteriormente, il sacco tra l'esofago o la plastica, se si fa la plastica, e la protesi.
Questo è un meccanismo quando si può fare di ulteriore, come dire, protezione.
Sicuramente, però adesso io ho modificato questo mio atteggiamento,
perché sono nate queste protesi riassorbibili che facciano questa grossa quota di collagio.
Ho fatto mia anche un'idea di Bernardo Alemagne, che voi tutti conoscete,
che è contrario alle protesi, però mi disse una volta io vorrei evitare non la recidiva a 10 anni perché quella è una cosa lenta quindi il paziente forse non se ne accorge neanche, evitare le recidive precoci e nello stesso tempo evitare chiaramente le complicanze maggiori come quella che avete visto perché si tratta poi di trasformare una patologia comunque benigna in una piuttosto aggressiva.
Per cui in Mediasat Virtus da anni stiamo utilizzando, abbiamo più di 40 case ormai, queste protesi di BioA che è chiaro non ci mettono a riparo dalla recidiva a distanza perché sono riassorbibili, però ci mettono a riparo dalle recidive precoci che sono quelle più gravi, più sintomatiche e ci mettono a riparo dalle complicanze come quelle che avete visto.
Quindi diciamo una via di mezzo che per il momento mi sta soddisfando. Abbiamo un'unica recidiva precoce a un anno di distanza dall'intervento, quindi presumo anche per un problema tecnico e gli altri interventi invece anche a distanza abbiamo dei buonissimi risultati, piccoli scivolamenti del fondo che sono praticamente asintomatici.
Quindi andiamo a posizionare questa protesi qui, perché questo come vedete è un pilastro debolissimo, è chiuso veramente con difficoltà e adesso ve la mostriamo. Enrico, che piacere di sentirti.
Grazie mille.
sintetici di Angelfick
che erano terribili
e devo dire che
quelle due volte ho fatto
due interventi di escissione
di queste protesi
con difficoltà estrema perché si trova
un muro quasi
invalicabile
come se fosse cementato
l'esofago intorno a quelle
e con malati che stavano veramente
male perché avevano avuto poi i sintomi
e l'evoluzione di una stenosi esofagea
Quindi volevo ricordare questo per i giovani che adesso si trovano tutto pronto, fatto e non sanno le avventure che noi abbiamo corso e spesso in maniera non soddisfacente nella chirurgia che era considerata tradizionale ma che comunque ci insegnava moltissimo.
Quindi queste protesi Angela Schickson erano francamente un'esperienza dolorosa che poi fu subito superata.
Poi un'altra cosa volevo dire, che nei primi tempi in cui ho fatto delle riparazioni per ernie diaframmatiche, che per lo più erano ernie diaframmatiche di una certa importanza perché allora c'era un'indicazione un po' meno ampia alla correzione chirurgica,
in quei casi, nei primi casi
io non ho mai fatto un antireflusso
e devo dire che
perlomeno nella valutazione
grossolana a distanza di tempo
non ho avuto di particolari
pentimenti, però
poi ho visto che
c'era
un comune indirizzo
nel fare un antireflusso
e di regola
facevo un antireflusso
parziale anteriore
io purtroppo
ti devo lasciare Corcione perché
ecco
mi si impone
di un altro operatore
grazie
grazie a lei prof
mi date l'applicatore
io parlo
a coloro che mi stanno ascoltando
quindi sto andando
a posizionare questa rete
che è assorbibile
a lungo termine bio a per chi non la conosce vi serve a proteggere questi pilastri debolissimi
nella fase immediatamente post operatoria la fisso con pochi colpi cioè anche il no
Vedete? Dopodiché mettiamo dei puntini di ancoraggio.
Il concetto di questa protesi è che il suo assorbimento determina il rinforzo della parete e nel mio immaginifico filosofico dovrebbe evitare le recidive immediate, quelle che portano il paziente a un ricovero d'urgenza per disfagia.
perché quando si lacera e si lacera letteralmente il pilastro, purtroppo il paziente ha una migrazione improvvisa della valvula nel mediastino
che gli impedisce di mangiare. Io ho avuto dei casi, per fortuna uno solo, operato da me, ma tutti quelli che fanno questa chirurgia li hanno.
insisto col concetto che è una chirurgia impegnativa sia da un punto di vista di
gestione intraoperatoria sia post operatorio è una chirurgia che non consiglio fare se non
pensieri ultramotivati e ultrasofferenti ed è una chirurgia che ho visto fare nelle migliori
mani qui da me e che nelle migliori mani ha determinato comunque complicanze quindi nessuno
Nessuno di noi può dire la parola definitiva, nessuno di noi può dire che è meglio una cosa piuttosto che un'altra, ho visto mettere dei project, ho visto mettere riparazioni dirette semplicemente, ho visto fare di tutto, tutto con gli stessi risultati.
I migliori risultati, e lo dico perché quando faccio una cosa ci credo, sono legati all'uso di questa protesi.
ecco qua, un altro puntino, oppure mi dai un altro segustrap,
qua un altro puntino dall'altro lato, dall'altro lato, puntino, ok.
La colla ha fatto il suo effetto, allora qua non tocchiamo niente,
la colla ha fatto il suo effetto qua, no, come deve fare così?
Deve rimanere distesa bene, ancora un allegamento triangolare, un po' di inventiva, ok.
non va se vuole
vedi
una clip
pigliati qualcosa
passa a sinistra
passa a destra
una clip
passa a destra
dammi clip
una calzina
dammi la clip
veloce
con la
solo con la
bipolare
mamma mia
è sempre paradossale che questi fondi plastici, lascia un po' che questo deve salire, togliamola
resto qua bisogna togliere, questo sacco qua, dai, è preciso, facciamo una cosa, di là
facciamoci la vasubia
perché così io devo andare un attimo
mentre facciamo la plastica di reflusso
se c'è il tempo
allora noi siamo
ritirate un poco poco il sondone
ritirate il sondone di due dita
il sondone per piacere
ritirate il sondone
anzi lo puoi proprio togliere il sondone adesso
togliete il sondone perché tanto è un'atope
grazie
un sondone via
via, mamma mia, vieni se esisti, grazie, tira tira, tira tira, tira tutto, tira tutto, ok Diego come va?
Andai in aula magna, questo tira da qua, tira, passo di te, drenaggino, ci fai appena appena questo e questo,
un piccolo lifting, andai in aula magna, di là chi mette droga e devo fare l'inaugurazione del congresso di Giorgia Torace, mi togliete?
sta finendo il professor Cucurullo
ah c'è Cucurullo
ecco perché c'è più microfono allora
se vuoi te lo metto
se c'è un moderatore
lo microfoniamo
perché non sentivamo più nessuno
De Matteo si è dovuto andare
e chi?
De Matteo stava prima
e poi si è scacciato
ho capito
io sono rimasto
me li trovo
cosa di corciore ma non sento nessuno che ci parla
Eh sì, perché non c'era la moderatore.
Ma Cucurullo c'ha tanto ancora?
O se la fa chiudere?
No, stai chiedendo.
No, stai mettendo il drenaggio.
Il drenaggio, sì.
Dai, aspettiamo il prossimo allora, sì, dai.
Eh sì, dai.
Ok, allora te lascio come video però.
Gli è Cucurullo che sta come video, eh?
Sì, tienimi a video.
Noi siamo sugli schermi, no?
Sempre sugli schermi, da mattina fino a sera.
A posto.
Bene così.
Ok, grazie.
Grazie a te, Gaetano.
Ok, ciao.
Ciao, ciao.
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