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34° Congresso Chirurgia dell'Apparato Digerente, anno 2023 20° CORSO INFERMIERI SALA OPERATORIA AN OVERVIEW OF ROBOTIC SURGERY: Organizzazione -Innovazione -Tecnologia 1° Sessione Organizzazione & Comunicazione Il tecnicismo arricchito dalla cultura dei valori: etica e sicurezza in Sala Operatoria Maria Caputo (Puglia)
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Introduco la seconda relatrice che è un volto arcinoto, ex presidente, past president Aigo Nazionale,
attuale presidente di Aigo Puglia, la dottoressa Maria Caputo, che fa una relazione che praticamente è stata quasi introdotta poi dalla precedente
perché ha chiuso Savino parlando appunto di umanizzazione.
esattamente
e quindi
Maria Caputo ci parlerà del tecnicismo
in relazione alla cultura dei valori
quindi etica e sicura e senza l'operatoria
grazie
sempre così numerosi
a questo evento
Un evento che riteniamo, non ci sentiamo mai più ospiti ma siamo i partner che il professor Palazzini ha deciso ormai da vent'anni ha scelto di avere e noi di questo gli siamo veramente riconoscenti.
allora se Savino si era spaventato del titolo della sua relazione
però la seconda non è stata da meno
perché quando mi hanno affidato questo compito
ho pensato vabbè parlo solo di tecnologia
parlo di cultura, parlo di sicurezza
di che parlo? Parlo di tutto
però non vi preoccupate in brevissimo tempo
E' fondamentale comunque chiarirci sui termini, le parole chiave di questa relazione perché generalmente se dovessimo cominciare dal primo termine che è tecnicismo,
a pelle si ha subito, ci dà la sensazione appunto di qualcosa di antipatico. Perché? Perché quando parliamo di tecnicismo ci riferiamo a un'applicazione rigorosa, talvolta esclusiva o anche eccessiva, di regole specialmente nell'esecuzione di una pratica strumentale o di un'arte o di una scienza ma anche di un'attività professionale.
Quindi ahimè se proviamo questo istinto antipatico però sappiate che forse non vorrei esagerare ma il 70% delle nostre attività fanno parte, sono intrise, sono calate in un tecnicismo che noi quotidianamente ripetiamo
ma nella ripetizione non dobbiamo pensare a un gesto passivo, sono certa che se lo ripetiamo lo ripetiamo ogni giorno in maniera diversa, ma la sostanza di quell'atto, di quella tecnica effettivamente dovrebbe portare al medesimo risultato.
La parola che più mi metteva in quietudine è l'etica che sembra qualcosa di distensivo, cioè qualcosa come l'aria che non si può toccare e quando parliamo di etica pensiamo a un'attività della ragione,
alla ricerca del bene morale, comunque non dobbiamo pensare che sia una credenza popolare o collegata né a fede né ad altre convinzioni,
né si riduce appunto pensare che basta assumere dei comportamenti particolari che noi possiamo ritenerci, diciamo, di essere delle persone eticamente corrette.
Ormai si utilizza così. Invece l'etica si realizza in congreto grazie alla capacità argomentativa che rende capaci di presentare in modo convincente le ragioni che sostengono l'una o l'altra opzione, presentarli agli altri ma ancora prima presentarli a se stessi.
Quindi quello che noi possiamo o abbiamo introiettato all'interno di noi come esseri umani, quando poi dobbiamo occuparci dell'altro, non possiamo occuparci di problemi etici se non ne abbiamo fatto i conti prima con noi stessi.
L'altra parola chiave che è contenuta nel titolo della relazione è valore, questo termine era collegato in passato soltanto semplicemente al linguaggio economico ma poi si è fatto spazio anche nel linguaggio etico,
infatti in passato l'etica utilizzava bene e male, fare il bene, evitare il male, come se il bene e il male fossero qualcosa di concreto, di oggettivo, di riconoscibile.
e invece vedremo più avanti che cosa poi è un valore.
E la sicurezza ovviamente, la sicurezza è quella condizione che rende e fa sentire di essere senti da pericoli
e che dà la possibilità invece di sentirsi sicuri alla base previde appunto tutta quella prevenzione che viene fatta
fatta per eliminare o rendere meno gravi danni, rischi, difficoltà, evenienze spiacevoli e simili.
Quindi voi capite bene, soltanto dal analizzare i quattro termini contenuti nel titolo della mia relazione
ho pensato che c'è un mondo, c'è un mondo che è e c'è anche il nostro mondo lavorativo.
E' fuori discussione che il progresso ha fatto grande l'essere umano, se non ci fossero stati uomini e donne a sentire questa forza importante che li ha spinti a fare delle cose straordinarie
noi non saremmo qui, forse non so come sarebbe la nostra vita, quindi voler trasportare questo progresso anche nell'attività che noi quotidianamente svolgiamo però dobbiamo fare attenzione perché il rispetto delle tradizioni del passato anche in chirurgia non significa che rinunciamo al progresso ma costringe a molte riflessioni.
E vi spiego, non è che la presenza di una tecnologia, così come diceva bene Sabino, non è che siccome hanno inventato il robot e magari l'azienda l'ha comprato, poi necessariamente tutti i pazienti improvvisamente hanno bisogno di essere operati con il robot.
o perché il chirurgo si è innamorato del pazzamento di questa tecnica, ma il robot chiaramente è un aiuto che la tecnologia ha fornito ma non è totalizzante.
Quindi una prima domanda che viene spontanea è fino a che punto la scienza resterà a servizio dell'uomo e non gli si rivolterà contro.
Vi faccio, credo che tutti quanti abbiamo ascoltato quali sono le grandi preoccupazioni che l'intelligenza artificiale sta provocando.
C'è veramente una parte di umanità che ha paura, ha paura di perdere il controllo e ha paura che effettivamente venga sostituita completamente dalla tecnologia.
Quindi siamo nel mondo in cui conta la manutenzione e il prendersi cura, dove la ricerca di nuove tecnologie conta nella misura in cui questa aiuta a dare valore alla relazione umana con l'utente.
Quindi chiediamoci se la tecnologia che stiamo utilizzando, che ci è arrivata, che ci hanno anche invitato a imparare, a formarci, possa essere di aiuto realmente o possa dare una risposta concreta ai bisogni dell'utente.
Quindi come vedete tecnologia ed etica poi vanno a braccetto e quindi sposo forse questa diapositiva sottolinea quanto è stato detto che nel passaggio dal codice della produzione materiale a quella che possiamo definire riproduzione,
vale a dire produzione di servizi, trova anche spazio la cosiddetta umanizzazione delle tecnologie.
Il buon chirurgo lavora senza mai allontanare dal proprio pensiero la riflessione, l'immaginazione e la meditazione,
elementi che sono capaci di illuminare lo spirito e quindi si conferma in tal modo che la chirurgia,
prima di essere un gesto tecnico è un gesto morale, è un gesto morale, essa non può e non deve ignorare la tecnologia
ma deve innanzitutto appunto valutare i molteplici aspetti che rappresenta e quanto più è avanzata la tecnologia
tanto maggiore deve essere il bisogno del contatto umano perché è strano a dirsi ma la tecnologia se effettivamente efficace
cioè non deve allontanare dall'essere umano, ma deve avvicinare, perché la nuova tecnologia deve essere di aiuto a migliorare la prestazione, a fare delle cose che erano impensabili e quindi non può assolutamente allontanarci da quello che è la centralità dell'essere.
Quindi l'etica infermieristica è proprio dentro l'essere infermiere ed è il motore di ogni suo atto, è il cuore che guida la ragione e la metodologia del processo assistenziale anche in sala operatoria.
Non so se vi è capitato, a me spesso, a volte sono state comunque parole un attimino buttate al vento, quando un intervento si poteva benissimo fare in 20 minuti in open senza dover necessariamente correre all'utilizzo della laparoscopia
e poi invece ci abbiamo impiegato un'ora e mezza di utilizzo di laparoscopia.
Quindi quelle sono, significa appunto, io spesso ho detto magari ai giovani chirurghi, dico va bene che fa curriculum avere un intervento in più nella paroscopia, ma non sarebbe il caso che lo facciamo prima?
quindi queste sono situazioni che effettivamente stanno facendo un attimino dimenticare o allontanare
da quella che è la sostenibilità, l'appropriatezza, da quella che è spesso la buona sanità
in nome di che della tecnologia, perché anziché avere una sutura di 3 cm ha solo un forellino
Ecco, questi sarebbero poi i grandi vantaggi in certe situazioni.
Quindi l'etica della cura enfatizza la varietà, la riducibilità dell'esperienza personale e del rapporto fra le persone,
per cui due sono i fattori importanti ed è l'ascolto e l'attenzione.
L'altro è il punto da cui parte tutto, da cui parte la nostra riflessione, il movimento circolare,
da cui parte il coinvolgimento del soggetto, dell'operatore sanitario, dell'organizzazione, cioè l'organizzazione per quanto possa essere complicata non può prescindere da partire dall'altro, dall'utente, dal paziente, dai suoi bisogni.
E da questa prospettiva prendersi cura ovviamente cosa diventa? Diventa il rispetto dell'altro in quanto altro è soggetto autonomo, diventa considerazione dell'integrità della sua persona, attivazione della relazione prima dell'intervento e tutte le promozioni della dignità dell'altro.
Questo famoso filosofo Heidegger diceva che prendersi cura della fragilità altrui è il costitutivo della moralità di ogni essere umano.
Quindi, visto che ancora, nonostante tutta la tecnologia presente, noi comunque, il nostro materiale è il paziente, è un essere umano, è un'altra persona, è un altro me, ecco, quindi prenderci cura ci rende già di per sé, costituisce un atto morale importante.
La chirurgia moderna ricca di tecnologie avanzate non può considerarsi infallibile, ma deve comunque, nonostante la tecnologia, ritenere possibile che si può fallire.
nonostante ciò e quindi diventa necessario includere nel processo di utilizzo della tecnologia, utilizzare questa tecnologia secondo criteri etici ma non possiamo dimenticare l'umiltà di chi deve poi utilizzare questo strumento.
Ed ecco che entrano in gioco i valori, i valori che devono avere le mission aziendali, i valori che ogni professionista, ogni operatore ha in sé e quindi fanno parte della nostra personalità e vengono fuori.
Quando parliamo di valori però attenzione a non far passare le nostre convinzioni personali per tali perché quelle sono appunto convinzioni personali che di tutto rispetto, perché siamo ancora in un paese libero, però lo stile, la dignità, il gusto teniamolo in quelle che sono le nostre convinzioni.
Poi abbiamo i cosiddetti valori morali che riguardano la libertà, l'autodeterminazione, il benessere sociale, personale, quelli culturali che sono accettati e dominanti di un gruppo culturale specifico, abbiamo valori religiosi, sono i valori che ci vengono offerti dalla storia, dalla cultura in cui si originano,
ci sono valori personali, che sono le convinzioni morali, personali e attitudini, e poi ci sono i valori professionali, che sono quelli che noi condividiamo e che caratterizzano un gruppo di professionisti.
Quindi come vedete, mi avvio alla conclusione, come vedete tecnologia, etica, valori sono gran parte del merito dei traguardi più significativi raggiunti dalla scienza grazie al processo tecnologico.
Ecco, è chiaro che esiste sempre il rischio che la tecnologia finisca col fagogitare l'uomo, ovviamente disumanizzandolo e materializzandolo.
E vi dicevo prima, ecco che la nostra nuova paura è appunto verso l'intelligenza artificiale.
Ma la scienza medica chirurgica sta vivendo, continua a vivere i suoi momenti di gloria, però al tempo stesso continua e ha anche una crisi profonda per quello che può sostenere.
cioè non riguardava la sala operatoria ma basti pensare a quello che è capitato a quella bimba inglese dove una cultura, una parte della scienza ha scelto una strada
e poi c'era un altro paese che avrebbe dato lo stesso risultato, c'è anche il cosiddetto accanimento terapeutico a cui non dobbiamo sempre prestare il fianco,
però come vedete le scelte etiche tra paesi, tra operatori, tra professionisti sono diverse e sono anche basate su convinzioni scientifiche che cambiano.
Ultimo punto è la sicurezza. Come possiamo migliorare la cultura della sicurezza nei contesti sanitari? Rappresenta una componente essenziale.
Ora di sicurezza quelli che se ne fanno i migliori garanti di questo è l'aeronautica e l'ingegneria nucleare e sono quelli che veramente l'hanno fatta proprio,
Ma noi ancora, anche se abbiamo riconosciuto quali sono le attività ad alto rischio, abbiamo investito, incoraggiamo, però vi posso dire che ancora non si fa molto.
Se non stiamo attenti, se non stiamo lì a riconoscere, a fare attenzione tutte le volte, ancora ci capita di trovare una scatola di noradrenalina identica alla scatola del nuovo plastil che circola per le nostre sale operatori, identiche.
Cambia solo il nome, identiche e quindi magari qualcuno che ha messo a posto la farmacia l'ha fatta trovare nell'armadio dei farmaci anziché nel frigorifero.
Quindi come vedete noi siamo, l'errore umano è alla portata, l'errore che si fa ancora in tempo a rimediare, però non siamo ancora ai livelli dei due ambienti di cui vi notavo prima.
Questo strumento ci ha aiutato, anche questa è tecnologia, non è una tecnologia sofisticata, ma questo pezzo di carta all'infermiere di sala operatoria è fondamentale.
Quindi concludo dicendo che la tecnologia non può diventare l'assoluto, più è avanzata la tecnologia maggiore diventa il bisogno del contatto umano.
Questo grande chirurgo ortopedico sosteniva che la chirurgia diventa un'arte quando la mano agisce dopo aver interrogato la mente e il cuore.
Quindi ora senza lasciarci prendere dal facile sentimentalismo però effettivamente è così, non possiamo rendere questa bell'arte, ma io poi aggiungo non solo quella del chirurgo ma anche quella dell'infermiere di sala operatoria, non possiamo farla diventare se fosse meramente puramente tecnicismo.
Quindi il professionista, unità pensante e attiva deve in ogni momento della sua vita apprendere, sapere apprendere perché fino all'ultimo giorno prima di andare in pensione si deve apprendere,
saper valutare
e saper trasmettere
questa è la mission
che abbiamo
noi, tutti
diciamo quelli che hanno un po' i capelli bianchi
ma è la mission
di tutti gli infermieri
che
sono, lavorano
in questo caso in sala operatoria
quindi etica e tecnologia
due forti energie
patrimonio dell'umanità
facce della stessa medaglia
simboli della loro stessa realtà
e io vi ringrazio
grazie a Maria che ha affrontato tanti temi in realtà
e anche un po' uscendo da quello che sia l'ambito della sala operatoria
che l'ambito chirurgico poi alla fine
e quindi di nuovo ho segnato un po' di spunti
che vi comincio anche un po' a lasciare
in modo tale che magari ci pensate durante le altre reazioni
per esempio Maria ha parlato di intelligenza artificiale
e l'intelligenza artificiale è un tema molto caldo adesso, però l'intelligenza artificiale poi in realtà noi già la stiamo utilizzando
nelle sale operatorie e spesso magari neanche lo sappiamo, ci sono dei device che si utilizzano in endoscopia
che già a tutti gli effetti utilizzano l'intelligenza artificiale, l'atteggiamento rispetto a un tema come quello dell'intelligenza artificiale
e questo dovrebbe essere un patrimonio della cultura di tutti i professionisti è non farsi travolgere da una cosa del genere
ma arrivare pronti e quindi comprendere di che fenomeno stiamo parlando.
L'altro tema che io mi sono segnato, Maria, è uno dei temi con cui è chiuso,
che è la sicurezza e lì mi viene di pensare a che punto siamo,
cioè la domanda sarebbe a che punto siamo, perché il manuale della sicurezza è del 2009,
si sono fatti rapporti ministeriali sugli eventi Sentinella che sono fermi,
al quinto o sesto rapporto non ricordo adesso, però fermi almeno da dieci anni,
e comprendere anche
oggi il problema
è la ritenzione del materiale chirurgico
cioè la sicurezza in sala operatoria
anche sì, può darsi anche di sì
però sulla base di che cosa lo diciamo
o ci sono altri problemi
emergenti magari che andrebbero
un attimo attenzionati, quindi questi sono degli spunti
che vi lascio, magari ci torniamo alla fine
Se posso aggiungere
complimenti Maria, comunque bellissima relazione
esposizione come sempre
che ci dà spunti
in più per ragionare
e voglio aggiungere
comunque rimaniamo sempre noi
i fattori principali tra tecnologia
chirurgo, anestesista e paziente
cioè se non funzioniamo noi
tutte le tecnologie che possono portarci
in salvatore non si va avanti
non si può fare niente
quindi alla fine la nostra competenza
il nostro impegno
la nostra capacità di saper applicare
e realizzare bene che la giornata
lavorativa, la giornata programmata chirurgica
si riesce nel meno dei modi possibili
sempre noi insomma siamo noi i migliori principali
quindi altri spunti sempre di riflessione
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