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Il webinar, condotto dal Dr. Massimo G. Viola e moderato dal Prof. Giorgio Palazzini, esplora in dettaglio le tecniche mininvasive per la resezione del retto, affrontando sia l'approccio laparoscopico che quello robotico. La sessione si apre con la preparazione del paziente, illustrando il posizionamento sul lettino operatorio e l'esecuzione di un blocco antalgico dei muscoli retti sotto visione diretta. Successivamente, vengono mostrate le fasi cruciali dell'intervento laparoscopico, tra cui la mobilizzazione della flessura splenica, l'isolamento dei vasi mesenterici inferiori e la dissezione accurata del mesoretto (TME) lungo i piani avascolari di Toldt e Gerota. Il relatore presenta diverse varianti tecniche e scenari clinici, come la dissezione anteriore nell'uomo, l'impiego della TaTME e il confezionamento di un mini pull-through in resezioni ultrabasse. Un'ampia sezione è dedicata ai vantaggi della chirurgia robotica, evidenziando la precisione nella linfadenectomia pelvica laterale con l'ausilio del verde d'indocianina (ICG) e l'esecuzione di una mucosectomia inversa in un caso di rettocolite ulcerosa. L'incontro è arricchito da una discussione interattiva con un panel di esperti, che affrontano temi complessi come la gestione delle complicanze a lungo termine, in particolare le fistole retto-vaginali tardive nelle pazienti sottoposte a radioterapia neoadiuvante.
Buonasera, benvenuti a questo webinar dell'amico nostro fraterno, ormai da anni, amico Viola che ci ha detto da otto anni si è trasferito dall'Emilia in Puglia e quindi facciamo i nostri complimenti perché sta provando tutte le arti culinarie possibili e immaginabili della buona cucina italiana.
più lui proviene dalla Sicilia
quindi cosa di meglio
e comunque facciamo i suoi complimenti a lui
ma nonché facciamo i complimenti
a tutti i partecipanti che sono
coloro che animeranno
la fidanza e compagni
perché non vedo tutto l'elenco ma
la cosa interessante è che gli iscritti
a questo webinar sono
287, già sono
in onda circa un centinaio
quindi siamo appena all'inizio
la cosa ha suscitato
molto scalpore molto interesse quindi sarà molto interessante vedere che cosa da dirci il nostro
amico viola a te viola sentite sì chiaro siamo allora intanto buonasera a tutti il diciamo
l'incontro di oggi un po e per fare due chiacchiere e definire un po le procedure della varie varie
le varie tipologie di procedure che almeno presso il nostro centro si sono fatte, si fanno ancora
e in qualche modo hanno un po' rivoluzionato negli anni anche gli standard di trattamento dei nostri pazienti.
Allora, iniziamo con la posizione sostanzialmente del paziente.
Come vedete il paziente viene in qualche modo assicurato nel lettino operatorio con un materassino che ha la caratteristica di avvolgere il paziente e di consolidarlo a letto mediante un'aspirazione
che crea una sorta di guscio che prende proprio le salienze del corpo stesso del paziente e lo stesso materassino viene assicurato anche al lettino operatorio con dei mezzi di fissità che lo tengono ancora più saldo.
Come avete visto dalle immagini si riescono a fare anche delle posizioni con delle gradazioni sia di lateralità destra che di trendelenburg anche abbastanza spinti senza avere alcuna problematica nella sicurezza della posizione stessa durante tutto l'intervento.
Come vedete iniziamo con un piccolo schema di quello che è il convenzionale che utilizziamo
normalmente nel posizionamento dei trocar nella resezione del retto alla paroscopica.
Dopo aver fatto lo pneumoperitoneo, diciamo in questo caso con il Verres, si identificano sostanzialmente
Sostanzialmente i tre punti, leggermente sul pararettale di destra, poco sopra l'ombelico, metteremo l'ottico, poi ci saranno altri due trocard da cinque, che saranno uno in fianco sinistro per l'aiuto, per le varie trazioni, e uno in epigastrio, quasi sotto xifoideo.
mentre invece fossa iliaca destra il classico trocar da 12 che ci permetterà anche di accogliere
la suturatrice meccanica che utilizzere entriamo con appunto un trocar ottico nonostante sia stata
fatta la diciamo lo primo perito neanche per vedere di capire se a questo livello ci possono
essere delle difformità dello stesso pneumo peritoneo. Piccolo particolare, facciamo dei blocchi
antalgici con appunto la ropivacaina circa 1,5 mg pro chilo, ma non superiamo mai i 2,5 mg pro chilo.
Sono più o meno delle soluzioni che immettiamo, come vedete sotto visione, è un'alternativa diciamo un po' a quello che è la tecnica del TAP block sotto guida ecografica e questo qui è sotto guida visiva sostanzialmente.
Cioè si ponfa un po' con un po' di soluzione fisiologica, una volta che si apre appunto il piano sopra il trasverso, il muscolo trasverso, iniettiamo l'anestetico.
Oltre a fare l'infiltrazione con questa soluzione
al livello dei due muscoli trasversi,
ci piace anche fare un piccolo blocchettino
anche al livello dei retti dell'addome,
infiltrando lo stesso farmaco
appunto al livello dello spazio che c'è sopra la fascia posteriore
del muscolo retto di destra e di sinistra.
E adesso con questa posizione si può vedere meglio.
Questo è un blocco antalgico che in qualche modo ha un effetto nel postoperatorio
all'effetto di dare un'analgesia che rende molto più sopportabile già la mobilizzazione post
operatoria precoce. Una volta che sono stati infiltrati, come vedete abbiamo infiltrato il
il retto di sinistra, adesso quello di destra, una volta infiltrati anche queste aree procediamo
con l'inserimento degli altri trocar e successivamente posizioniamo come vedevamo nelle immagini
precedenti il paziente in antitrendelenburg e con lateralità destra che è un po' la posizione
classica e convenzionale che si utilizza appunto per tutte le resezioni coliche sinistre o rettale.
A questo punto il trocar ottico viene messo appunto come vedete nel trocar da 10 che è
piazzato poco sopra l'ombelico in pari rettale destra, portiamo l'omento in posizione sotto
sotto diaframmatica sinistra, questo ci permette di ribaltare non solo il colon trasverso ma anche il suo meso, verifichiamo che la sua posizione, come vedete il letto si sta muovendo e man mano sposta non solo le anze verso la zona diciamo sottoepatica,
ma anche con una lateralità tale per cui restano in una posizione che non crea delle difficoltà o
la necessità di avere dei trocaraccessori per tenere le ansie che diciamo solo occasionalmente
può essere utile ai pazienti particolarmente diciamo con bmi particolarmente elevati si
Si esplora, si verifica che la posizione della neoplasia è un retto medio inferiore
in una donna che è già stata isterectomizzata in precedenza.
A questo punto iniziamo con la mobilizzazione della flessura.
Una delle tecniche che può essere utilizzata e che da molti viene utilizzata
è appunto quella di sezionare il legamento coloepiploico
con una leggera trazione che si esercita con una pinza di Johan
che in questo momento traziona verso il basso
un'applica epiploica del colon trasverso
rettilinizzando così non solo il colon trasverso
ma anche il suo meso, si accede a quello che è lo spazio della retrocavitale.
Si prosegue fin quando non è evidente il piano che sarà definito
dalla visione della parete posteriore dello stomaco, per intenderci,
perché quello ci dice che effettivamente siamo nella retrocavità, naturalmente non si devono mai vedere le anze del piccolo intestino perché sennò vuol dire che abbiamo anche sezionato il meso del colon trasverso e questa non è una cosa particolarmente piacevole da scoprire durante questa posizione.
A volte gli appollamenti sono tali che una cosa del genere potrebbe accadere, quindi molta attenzione durante le trazioni e anche per questo rettiliniziamo molto il colon trasverso con anche il suo meso.
Il meso, il collo trasverso, come tutti sappiamo, è inserito lungo il margine del bordo inferiore del pancreas, motivo per cui quello sarà sostanzialmente quello che andremo a cercare una volta sezionato, come vedete, e scollato il collo epiploico,
perché solo la deconnessione dell'inserzione del mesocolon trasverso dal margine inferiore del pancreas
garantirà effettivamente quella che è una mobilizzazione ottimale della flessura plenica.
Le tecniche sono diverse, questa è una tra quelle che più comunemente si eseguono presso il nostro centro, ma poi in altri piccoli frammenti di video vi farò vedere altre tecniche che possono essere eseguite anche abbastanza agevolmente.
Come vedete si inizia a intuire la parete posteriore dello stomaco, questi sono ancora accollamenti fra l'omento, la sacco mentale e il mesocolon trasverso, vengono deconnessi in tutta la loro estensione.
in questo caso naturalmente non è necessario sezionare i vasi gastroepiploici di sinistra
perché l'omento resta fisso allo stomaco
invece nella tecnica che prevede l'apertura del gastroepiploico
in quel caso i colleghi che utilizzano quella tecnica vanno a sezionare
lasciando appunto attaccata alla flessura una parte dell'omento e poi in quel caso si è costretti anche a sezionare la componente epiploica della gastroepiploica di sinistra.
Una volta intuito il bordo inferiore del pancreas, come avete visto, completiamo con degli scollamenti e cercando di utilizzare quel grande amico che è l'opneoperitoneo,
lo invitiamo ad entrare sostanzialmente
in quello che sono i piani
che sono ormai diventati
la ricerca continua del chirurgo
che segue i piani embrionali
e cioè lo spazio fra Toldt e Gerota
in questo caso completiamo a questo livello
lo scollamento
anche in corrispondenza
dell'angolo polico più estremo
E come vedete si intuisce già non solo il pancheas come vedete lì in alto a sinistra, ma in più anche il gerota che tendiamo a mantenere integro in basso e che poi sarà appunto il foglietto che ritroveremo quando tra un po' ci concentreremo all'isolamento e al controllo dei vasi mententerici inferiori.
Questa appunto è l'inserzione di cui si parlava.
Possiamo farti delle domande Massimo?
Ci mancherebbe, se no diventa monotono.
Allora intanto ho visto che stai utilizzando radiofrequenza con taglio,
che è un dispositivo molto utilizzato ultimamente.
E come trocar ho visto che hai usato quelli che hanno la fissazione con il palloncino,
Sì, volevo chiederti se oltre alle procedure sempre meno invasive e laparoscopiche avete anche esperienza, ma mi sembra ricordare assolutamente di sì, di approccio robotico.
Sì, diciamo che il retto ormai da anni è diventato uno di quegli interventi che normalmente eseguiamo in una sala dedicata alla tecnologia robotica.
questo è un retto donna che comunque può trovare anche tranquillamente in chi ha la
procedura robotica può trovare anche lo spazio per la laparoscopia perché sono perdi sempre
molto larghe si muove abbastanza bene per cui non ci sono anche se come risposta devo dirti
che ormai la chirurgia rettale è tutta definita appunto come robotica.
Difatti poi nei passaggi successivi del video parleremo anche di questo,
nel senso che questo è un video abbastanza recente
che in realtà ho fatto proprio per anche soffermarmi su alcuni punti
proprio in occasione di questo appuntamento, ma in alcuni altri tratti di video vedrete altri pazienti trattati con la tecnologia laparoscopica
che sono sostanzialmente stati registrati prima che avessimo la piattaforma robotica.
In questo caso vedete stiamo sezionando, trazionando sulla vena, sezioniamo il peritoneo che la riveste subito sotto
e sempre chiedendo aiuto al nostro pneumo peritoneo
cerchiamo di far entrare lo pneumo nel piano corretto
che in questo caso poi ci ricondurrà a quello che è già il piano
che abbiamo trovato lungo la flessura nella fase precedente
quando abbiamo aperto il gastroponico.
La pressione che utilizzi di pneumo?
12. A questo punto ci proiettiamo senza sezionare la vena, nella maggior parte dei casi per una questione proprio di non far cadere poi quel grasso, quell'infograsso che la riveste,
senza sezionarle a ci concentriamo sull'arteria e a questo punto facciamo in modo da isolarla
come vedete prima hai fatto un osservazione assolutamente che mi dà la possibilità di
poter sottolineare uno il discorso della piccolare della radiofrequenza che utilizziamo durante questo
intervento che una radiofrequenza che ci permette appunto di avere come avete visto anche prima
prima lungo la sezione, di avere una emostasi e un controllo non solo dell'emostasi
ma anche del fumo che genera la stessa radiofrequenza, molto ridotto.
Durante i nostri interventi è raro che con questi dispositivi siamo costretti a pulire la telecamera
perché tende a non sporcarsi quasi mai.
L'altro è appunto la corrente monopolare che è un po' anche quello che, come dicevamo prima, nella tecnica robotica comanda un po' tutte le dissezioni più fini, anche in laparoscopia alcune dissezioni si continuano a fare con corrente, io perlomeno preferisco farle con la corrente monopolare.
In alternativa, come molti fanno, può essere utilizzato gli ultrasuoni che da un lato hanno un potere di dissezione maggiore, dall'altro hanno una possibilità di sintesi diversa
per cui tendono ad essere utilizzate secondo me in pazienti specifici.
Come vedete, in questo caso mi soffermo,
proprio perché, ripeto, non ho fatto il video e allora siamo andati avanti,
per tutti quelli che preferiscono durante la dissezione dell'arteria
mantenere la colica di sinistra questo è un diciamo una tecnica che con calma piano piano
ci permette di asportare lo stesso il cellulare linfograsso che sta attorno all'origine della
mesenterica inferiore senza doverci precludere per forza di dover andare a sezionare la colica
di sinistra ma facendo lo stesso comunque una dissezione del cellulare linfograsso che permette
di portare appunto queste stazioni via e quindi non ha una questo genere di dissezione non è
rutinaria nel nostro nella nostra tecnica difatti l'ho messa qui per far vedere grosso modo che
qualora si volesse, è fattibile, non ha grandi difficoltà quando il paziente magari non è
tanto grasso come questo, anche semplicemente con la corrente monopolare, mentre invece con
dei device o di bipolare avanzata o di ultrasuono qualora dovesse essere un po' più.
E ho voluto mettere a punto questa preparazione per tutti quelli che invece preferiscono un risparmio. Perché lo dico? Perché adesso, proprio perché non è nostro uso, noi resecheremo la mesenterica inferiore proprio all'origine e non sotto la collica di sinistra.
In questo punto normalmente mettiamo la clip quando decidiamo di risparmiarla. In realtà sono sempre pazienti anziani o con problemi vascolari tali per cui potrebbero esserci problemi e il bisogno di salvaguardarla. Come vedete invece in questo come in quasi tutti i casi ora sezioniamo dopo aver fatto vedere che è fattibile senza particolari problemi sezioniamo la arteria mesenterica lì dove normalmente la sezioniamo mettiamo due clip e proseguiamo con quello che è la nostra dissezione massimo scusa e quindi tu di routine fai sempre la legatura all'origine. Sì, sono rari i casi, ho voluto, ripeto, nella clip mettere anche questo particolare perché in quei casi in cui facciamo questa è la tecnica che usiamo per risparmiarla perché a quel punto andiamo a sezionare direttamente sulla rettale superiore e si scende giù risparmiando la quella di sinistra. A questo punto, sempre con un gentile scollamento, cambiamo la trazione, prendiamo il moncone dell'arteria che abbiamo appena sezionato, che sarà un po' quello che ci guiderà per scendere verso il mesoretto, abbassiamo lo spazio che abbiamo precedentemente trovato, sempre facendoci aiutare dallo pneumo, e gradualmente, fra Toldt e Gerota, andiamo fin giù a vedere il nostro promontorio a livello del quale poi ci sarà l'ingresso sempre sullo stesso piano che ci permetterà di andare giù fino a trovare i piani corretti per la dissezione del nostro mesoretto. Ultimiamo un po' lo scollamento medio-laterale. Massimo, ciao caro. come stai tutto a posto? Ti volevamo un attimo interrompere velocemente c'è una prima domanda in chat e chiedono quando tu hai fatto l'approccio diciamo la flessura splenica l'hai fatta subito dal colo-epiploico la fai sempre così o fai un primo accesso alla vena mesenterica inferiore? Cioè allora rettifico io e diciamo completo io hai fatto sempre questo tipo quell'accesso colo-epiploico o all'inizio facevi prima la vena, l'arteria e poi il colo-epiploico? Ma facciamo sostanzialmente un po' tutti e tre gli accessi sia quello da sotto la vena sia quello del colo-epiploico che il medio laterale. In realtà quello che vi ho fatto vedere finora è quello che secondo me più semplice da standardizzare. Quindi se tu vuoi dare un messaggio a un giovane che deve iniziare questa fase o che ha visto ma deve cominciare, quale consiglio sia più standardizzato, quale messaggio vuoi dare? Ma diciamo che quella che abbiamo appena visto con l'approccio con colo-epiploico secondo me può avere una sua routine. Quando preferire altri accessi, quando ci sono magari delle ridondanze importanti dell'omento all'interno, difficoltà ad accedere al colo-epiploico perché magari il soma del paziente è particolarmente... allora conoscere altre strade è sempre utile e E quindi in questo video, che in particolare parte con questo intervento, il primo tipo di approccio alla flessura, che è quello più comune che facciamo, appunto ho sentito il bisogno di mettere questo, poi vedrete che ce ne saranno altri piccoli spezzoni in cui faremo vedere l'altra tipologia di cui parlavi tu. e poi mi chiedono il plesso ipogastrico inferiore lo ricerchi sempre? no lo lascio sempre giù a volte si vede molto bene anche senza ma se non si vede visto i piani che teniamo lo lasciamo coperto dall'eventuale grasso a volte ci sono pazienti che hanno una coltre di grasso andarlo a cercare apposta ok grazie c'erano le tue domande te le abbiamo fatte Come vedete la trazione sull'arteria mesenterica inferiore che abbiamo sezionato è un po' quella che ci guida per continuare la dissezione verso il basso e quindi appunto verso quello che sarà l'isolamento del nostro mesoretto. Si può andare di monopolare, come vedete, si può anche accarezzare con lo stesso strumento che utilizzavamo prima per abbassare e creare questo spazio come se stessimo scollando il Toldt e Gerota il concetto è appunto continuare a far entrare lo pneumo nello spazio giusto per poter progredire sullo stesso piano evitando appunto di far entrare lo pneumo in piani che magari non sono corretti Quindi calma nel cercarlo, una volta trovato, con calma lo si segue e lo si accarezza fin quando non abbiamo completato, in questo caso, la resezione del retto o, come vedevamo prima, prima spazio tra Toldt e Gerota, tutte le volte si parla di emicolettomia sinistra, anche quello, il medio laterale che abbiamo visto, è sempre frutto di una ricerca e che una volta ottenuto il piano corretto, proseguire con calma per non perderlo sostanzialmente. Quando c'è un piano che non mi convince, non vado mai avanti, lo cerco. Lo cerco fin quando non lo trovo. Scusami Massimo, in caso di resezioni non oncologiche la tua procedura, il tuo standard è sempre questo o c'hai qualche modifica, paziente di sesso maschile, femminile, non oncologico, qui stiamo parlando di oncologico. Per le resezioni non oncologiche, cioè le diverticolari per intenderci, normalmente abbiamo fatto per tanti anni la resezione con risparmio, in realtà non abbiamo trovato vantaggio. E in più a volte in alcuni pazienti il mese è veramente talmente malponcio che secondo me a lasciarlo, visto che non abbiamo trovato grandi differenze funzionali, alla fine non sentiamo più il bisogno di fare ormai da diversi anni. Abbiamo fatto diverse resezioni non oncologiche con risparmio, ma ripeto, non abbiamo trovato un vantaggio funzionale tale da poi continuare a farle in questo modo, per cui le facciamo grossomodo così. Sì, naturalmente si sta meno attenti a togliere tutti i linfonodi dell'origine, quello è logico, perché una colon completa che non mostra alcun sospetto in una substenosi di particolare o in una fistola colovescicale o in tutto quello che può essere una malattia infiammatoria, non ci porta ad avere la necessità di asportare in maniera così, diciamo, inadeguata i linfonodi all'origine. Per cui stiamo leggermente più alti sulla legatura arteriosa. Quindi, scusami, in una malattia diverticolare tu leghi sempre la mesenterica all'origine? Come? Tu in una malattia diverticolare leghi sempre la mesenterica all'origine, un po' più alta, lascerò 3-4 centimetri e poi vado giù. Se posso dire una cosa, io direi che fare sempre una restrizione oncologica e si rispettano i piani anatomici rimane più facile anche per gli interventi non oncologici. Rispecchi l'anatomia, leghi la mesenterica all'origine, abbassi la flessura splenica e arrivi poi al retto. Sì, diciamo che è anche molto più semplice da trasferire. Certo, è più semplice e più anatomico. Sì, però i risultati funzionali non sono gli stessi. I rischi funzionali sono un po' superiori, ma come dicevo, alcune volte la malattia infiammatoria è talmente complessa e difficile anche da trattare chirurgicamente, perché la malattia infiammatoria può essere estremamente più complessa di una resezione ancora più complessa della mente diciamo almeno quelle che hanno necessità di essere operate poi se operiamo diciamo delle resezioni che facciano delle sezioni che magari non hanno grandi impegni ci dovremmo chiedere anche se effettivamente ha avuto senso operare una volta scesi giù con la dissezione del mesoretto, sia nella donna che nell'uomo la parte che io spingo in questa fase è proprio quella del piano posteriore che poi viene adeguatamente ricollegato con le due zone laterali, le due ali del retto, sinistra e destra, In ultimo, nell'uomo andiamo, come vedremo nell'intervento successivo, a trovare il piano della Denonvilliers passando sotto le vescichette e sotto la prostata, Mentre invece nella donna, quando c'è l'utero, eseguiamo una trazione statica del fondo dell'utero, spesso in due punti diversi, proprio per rettilinizzarlo bene e creare appunto una sorta di esposizione del settoretto vaginale che sia quanto più lineare possibile. In questo caso che non c'è l'utero, non solo andiamo giù e poi troveremo il settoretto vaginale e eseguiremo appunto una dissezione. Diciamo che quando manca la paziente isterectomizzata può essere leggermente più complesso trovarlo, proprio perché manca la trazione. Lo vedete lì ci sono gli elevatori dell'ano di sinistra che si sono già visti. Proseguiamo con la nostra dissezione. Scusa Massimo, in questo caso era evidente la zona della neoplasia e ti sei trovato in alcune situazioni dove l'endoscopista anche in un retto medio faceva delle marcature che poi dopo creavano dei problemi di visione proprio. Fortunatamente ormai è veramente raro dover avere quel problema perché avviene solamente quando vengono marcati presso altra sede. Noi non abbiamo mai marcato il retto. Sono d'accordo con te sul fatto che avere un retto marcato è un disastro per la dissezione del mesoretto. A parte che non serve a niente, perché un retto sia uomo che donna, con l'esame fisico, con una rettoscopia intra, lo riesce a dominare in maniera estremamente semplice. Certamente. Difficile che non si senta o non si veda una lesione, vuol dire che proprio non è un retto basso, per cui la marcatura onestamente mi sento di sconsigliarla assolutamente e noi non la facciamo mai, anzi ci guardiamo bene. Ottimo. Sì, sono d'accordo. Io faccio sempre... della sezione vaginale possono essere molto insidiosi. Per te adesso è diventata una routine l'utilizzo del verde? L'utilizzo? Del verde indocianina. Allora noi abbiamo iniziato circa otto anni fa col verde indocianina su tutti i pazienti come vedrete ora vi faccio vedere anche degli gli altri spezzoni in cui vi faccio vedere i controlli post-anastomosi che eravamo abituati a fare e abbiamo fatto per tanti anni in maniera continuativa e su tutti i pazienti. Ormai saranno circa tre anni che non facciamo più di routine tutti quegli esami perché abbiamo voluto fare Una verifica su quanto cambiava sia dell'auto del paziente che anche della nostra confidenza nel reputare un moncone ben vascularizzato rispetto a quando la facevamo di default a tutti. Abbiamo visto che sostanzialmente le differenze non ci sono, per cui adesso il verde indocianina, almeno nel nostro centro, lo utilizziamo solamente nei casi in cui è molto dubbio per qualche motivo. A questo punto sezioniamo, come vedete siamo usciti dal trocar perché per tutta la dissezione, i vasi, la flessura siamo stati sul trocar su come si vedeva al livello delle tre o quattro dita superiori all'ombelicali parretali destra. Durante la dissezione del mesoretto può essere utile quello che avete visto prima, cioè mettere l'ottica sul trocar della fossa iliaca destra, che è appunto quello che adesso appoglie la strutturatrice perché ci possono essere delle manovre come quelle di ribaltamento dell'ottica da 30° gradi che possono essere utili come vedete per preparare meglio il retto sugli elevatori. Massimo? Massimo? Sì? Ho delle domande posso? Certo. Allora Antonio chiede a quanti centimetri al disorto della neoplasia fai di solito la resezione del retto? Poi c'è un'altra. Allora normalmente la resezione del retto fa la TME e viene resecata a seconda diciamo di quello che normalmente sono circa due centimetri sopra la linea anorettale quando invece il tumore si trova proprio in prossimità come vedremo in qualche filmato successivo e allora quel punto stiamo più bassi e confezionano una colo-ano o il mini pull-through quindi diciamo due centimetri sotto la neoplasia invece Giovanni la neoplasia può essere anche a più di due centimetri sì anche a più di due centimetri sì sì è stato chiaro Giovanni chiede volevo sapere se è un retto neoadiuvato o no e se conviene fare la dissezione bassa con gli ultrasuoni come abbiamo detto prima con gli ultrasuoni va benissimo molti colleghi usano gli ultrasuoni hanno caratteristiche diverse e secondo me non hanno neanche la necessità di usare la corrente monopolare noi onestamente abbiamo sempre preferito utilizzare il la monopolare per per fare sostanzialmente il disegno su quello che poi sono i punti in cui trovare vasi, accollamenti e poi procedere con la sintesi, come vedete, con uno strumento radiofrequenza di quello che sono sia i vasi che appunto i mesi per la preparazione, per come dicevo prima secondo me producono un po meno di fumo hanno minor stress termico laterale e sono per dei mesi più abbondanti e della una componente adiposa maggiore secondo me più utili le radiofrequenze in generale che non l'ultrasuono, però voglio dire, è anche una questione di tecnica, di abitudine, di fidelizzazione dello strumento. L'ultrasuono secondo me è anche un pochettino più difficile da utilizzare rispetto all'aerofrequenza che è un po' più versatile perché ha degli accorgimenti maggiori secondo me nel suo utilizzo, soprattutto vicino alle strutture arteriole vascolari vicino all'uretere vicino atto ai nervi perché può deve avere sostanzialmente un controllo anche della punta sempre molto attento altrimenti lo stesso stress tempo a volte non si nota neanche magari crea delle spottature qui avete visto abbiamo sezionato la vena anche semplicemente con questa parte di mezzo la faccio prima di staccare tutta la parte parietocolica proprio perché così posso avere una sospensione del viscere stesso che rende più semplice la sezione del meso che poi tireremo fuori la domanda se un retto ogni arrivato questo non è massimo aspetta prima di dare dall'altra domanda tu sulla velina non hai messo clip o altro voglio dire soprattutto perché intorno a me o molti giovani ehm non sempre è possibile questo va fatto in sicurezza e se mettere una clip ci lascia più tranquilli ben venga la clip. Certo. Grazie. Allora il nero vogliono chiedere se è un adjuvato o no? Eh come avete visto dalle immagini iniziali della ehm della eh panoramica che abbiamo fatto quando abbiamo identificato il tumore vi sarete accorti che è un retto intraperitoneale e come tutti i tumori del retto intraperitoneali non vengono candidati a neadjuvante per cui questa paziente non aveva fatto la neadjuvante sono estremamente rari ormai i pazienti che non vengono candidati a neadjuvante appunto sono i retti intraperitoneali o i T1, i T2 Massimo un attimo Se permetti vorremmo fare un sondaggio per capire l'uditorio a quanti centimi abitualmente loro preferiscono fare il punto di sezione, così vediamo un pochino anche gli altri cosa ne pensano e poi sentiamo i vari moderatori, sia Fiori di Bartolomeo, La Pezzolla e Francesco Fidanza. Abbiamo messo online la domanda, se gentilmente tutti gli uditori vogliono rispondere. Adesso estraiamo il pezzo mettendo appunto questo proteggiparete che ha anche la possibilità di poter posizionare successivamente il trocar per completare la parte anastomotica tenendolo pneumo in maniera abbastanza semplice, posizioniamo la nostra testina e poi rindotto pneumo peritoneo. Giorgio, adesso stanno votando i partecipanti? Adesso stanno votando i partecipanti. Voi non potete votare, ma potete parlare anche adesso. Ecco, in questo momento, come vedete, l'inserimento della testina in questo paziente, come vedete, ci impone di verificare anche quello che si diceva prima. È vero che abbiamo sganciato il retto verosimilmente dalla vagina, che era molto retratta, coartata e molto corta, ma controlliamo lo stesso con uno strumento che è sostanzialmente un calibre, lo stesso calibre che si utilizza appunto per sondare. Viola, un attimo che stiamo vedendo i risultati, non so se tu li vedi così possiamo commentare di come è votata la platea. Viola tu li vedi i risultati? Allora lui non li vede però glieli commentiamo noi Massimo in pratica i 5 mm in pratica è una percentuale bassissima hanno votato soprattutto per chi ha diciamo il mesoretto completo è al di sopra di un centimetro ma soprattutto anche una buona percentuale almeno due centimetri sotto la neoplasia Io personalmente sono d'accordo con Massimo, almeno a due centimetri di sotto della glottia, se è possibile chiaro. E anche io solo per i due centimetri no. Un'altra cosa interessante è come sta facendo l'anastomosi Massimo e che la sta facendo al centro. Ultimamente invece di portare la testina proprio al centro della linea di sutura preferisco lasciarla un po' più di lato, nel senso che mi viene solo una cosiddetta orecchia da una parte sola mentre l'altra viene compresa dall'anastomosi. Che cosa ne pensi? Parli con me? Sì, con l'operatore. sono assolutamente d'accordo ma io la faccio in mezzo e se posso sulla linea di sutura perché preparando abbastanza il moncone che appunto accoglierà la suturatrice a volte le due code riescono a essere introflesse all'interno lo vedi che non si vedono le code? sì sì ecco ora verifichiamo la pagina che sia completamente libera e a quel punto si procede con quello che è appunto la sezione. Vedete c'è il moncone rettale, è completamente separato. Si vedeva anche prima, però questo è il controllo, vedete mettiamo questo dispositivo che è appunto il GelPoint, che è una piattaforma che permette non solo di vedere l'anastomosi, In più con lo pneumoretto che facciamo ci permette di fare all'interno una prova idropneumatica e contestualmente spegnendo le luci all'interno dell'addome, dell'ottica sostanzialmente, vediamo anche quello che è la vascularizzazione sia del moncone distale che anche del prossimale dopo aver confezionato l'anastomosi. Io qui col video sono passato direttamente poi ora a quello che è la dissezione appunto per il mesoretto uomo, questo come vi dicevo è un video abbastanza vecchio perché ormai è raro eseguire presso la nostra struttura un intervento su un paziente che fa un TME in laparoscopia, non perché non la si poteva fare, come vedete, ma semplicemente perché guadagniamo in salute per la nostra schiena e naturalmente anche in precisione, c'è poco da dire. Per l'uomo, posteriormente, come abbiamo visto, si scende giù come si fa per la donna e quindi non vi annoio facendo quello di vedere, vi faccio vedere la parte anteriore, la parte anteriore si identifica appunto quella che è la fascia, le vescichette gradualmente con una trazione sul peritoneo che abbiamo appena inciso, vengono identificate, preservate e, come vedete, lasciate su. questi sono i nostri vasi che sono le rettali medie di sinistra che vedete in basso a sinistra quello che stavo qui stai usando una ottica a 30 gradi e questo è l'elevatore dell'ano di destra come vedete siamo molto bassi e scolliamo guardando il laterale sinistro tutto il l'elevatore dell'ano di sinistra, scusatemi, di sinistra, per finire di isolare sostanzialmente. Non sono immagini bellissime, ripeto, perché sono un po' vecchiotte e hanno anche un sistema di visione diverso da quello che avete visto prima, colori un po' più rossi, un po' più accesi, un po' più rosella palvido diciamo qui si vede addirittura l'elevatore dell'ano di destra con l'inquadratura da sinistra è un angolo sempre un po' cieco in laparoscopia che poi viene completato guardando con l'ottica nel pelvi di destra trazione al solito sempre molto gentile senza esagerare altrimenti si rischia di portarsi dietro anche le fasce questi sono invece i vasi questo è un paziente radiotrattato? questo è un paziente radiotrattato si trova bene con la dissezione nei pazienti radiotrattati se diciamo si interviene nel momento preciso, nel momento giusto Sì, noi normalmente i pazienti radiotrattati li operiamo dopo la decima settimana. Questa invece è l'ultima parte, appunto superato le vescichette anteriormente si va appunto, come vedete, i lobi prostatici superiori, il lobo di destra e il lobo di sinistra, si scende la trazione che prosegue gradualmente verso l'alto, porta su gli ultimi tralci. Massimo, quando fai l'ileostomia? Quando fai l'ileostomia di protezione o la protezione insomma? Allora l'ileostomia, questo è il famoso discurso di prima, la pelvi uomo dopo la dissezione, i due lobi prostatici che si vedevano male un po' prima ma comunque che fanno da traccia quando si scende giù e si deve preparare appunto il retto anteriormente e quella è la sezione proprio a bordo, al limite degli elevatori dell'ano. L'ileostomia, quando facciamo l'ileostomia, l'ileostomia la facciamo in tutti quei casi in cui se facciamo il mini pull-through nell'ultrabasse non la facciamo, perché poi a 4-5 giorni reseghiamo l'eccesso e confezioniamo la colo-ano quando stiamo a questa altezza e sono radiochemiotrattati le proteggiamo se ho circa 2 cm di retto prima della giunzione anorettale tendenzialmente non la faccio questo è un altro piccolo esempio di quello che facevamo un tempo sempre epoca pre robot quando volevamo fare la famosa TaTME che non sono in quanti ancora facciano noi abbiamo completamente abbandonato ma per dovere di cronica visto che si parlava di tecniche l'abbiamo voluta mettere sempre con la stessa piattaforma che vedevate prima che abbiamo utilizzato per fare il controllo anastomotico appunto il checkpoint piazziamo i nostri strumenti e piano piano proseguiamo procediamo questa tecnica considerate che la prima volta abbiamo fatto credo sette otto anni fa abbiamo fatto almeno una trentina quarantina di casi e poi l'abbiamo completamente abbandonata da quando appunto la struttura si è dotata della tecnologia robotica perché ormai non ne sentiamo completamente la necessità anche nei casi più complessi basta utilizzare degli strategie ecco questa è la parte successiva cioè quella addominale che viene completata come secondo che completa mammo come secondo tempo dopo aver fatto la resezione transanale che sostanzialmente un procedimento inverso si sgancia poi il tratto si tira fuori e confezioniamo l'anastomasi anche in questo caso la dissezione naturalmente fatta con uncino ma invece che parla anteriormente come abbiamo visto prima la facciamo appunto la facevamo transanare tiriamo fuori il tratto di intestino da resegare e poi anche qui borsa di tabacco vi ripeto l'ho messa per una questione ecco in tutte le tme per esempio facevamo l'ileostomia e se c'è qualcuno che ancora fa questa tecnica l'invito a fare sempre l'ileostomia anche in questo caso controllo sia del moncone distale che vi ripeto questi sono video abbastanza datati che che è proprio il periodo in cui facevamo sempre il controllo. Questa invece è un'ultrabassa in una donna molto giovane, con un tumore del retto ultrabasso, molto grosso, insorto su un villoso di circa 10 cm, che gli ricopriva tutta l'ampolla e si era cancerizzato, era diventato un T2, dove resechiamo tutta la massa e poi anche qui tiriamo fuori il pezzo, lo sezioniamo e in questo caso, a differenza del caso precedente, confezioniamo appunto quel mini pull-through di cui vi parlavo, che sostanzialmente, come in molti fanno, blocchiamo sui quattro punti cardinali e una volta finita, una volta fissato il monconcino, facciamo passare quel... Questa è una ragazza di 32 o 33 anni, fatta diversi anni fa, che aveva una brutta malattia in quanto gli prendeva tutta la colla rettale. ecco questo qua è un secondo check anche col buon concino del mini pull-through per far vedere che sostanzialmente quel tratto abbastanza vascolarizzato e dopo quattro giorni completiamo la resezione e si confeziona la colonna massimo ma hai fatto sempre così o qualche volta hai fatto già all'inizio la sezione del moncone come fai sempre questo tipo di che dopo quattro giorni fai la sezione questo è il risultato finale a un mese in realtà in realtà questa secondo me è la condizione migliore per assicurarsi un risultato che non dia problemi perché confezionarla subito la la colo-ano può dare problemi. Eh questa Angela è la preparazione invece di cui parlavamo. Eh sì della vena prima. Naturalmente parlando diretto non potevamo parlare anche di eh questo tipo di tecnologia come dicevamo la stragrande maggioranza dei retti nella nostra struttura da quando è robotica. Abbiamo la sì la piattaforma è robotica di default non cambiamo la diciamo tipologia o la tecnica quello che cambia è sostanzialmente farla con degli strumenti che sono molto più agevoli soprattutto gli spazi angusti nelle pelvi strette poi diciamo tutto come vedete lì si intravede il bordo inferiore del pancreas la tenda che si fa una volta sollevata la vena ci porta a identificare l'inserzione del bordo inferiore a questo punto possiamo sezionata la vena entrare in quello che la retrocavità e poi il chirurgo si stanca meno con la robotica come no è fantastico e si innervosisce anche di meno per tanti motivi perché probabilmente più comodo perché probabilmente essendo meno stanco anche quando arriva nelle fasi più complesse come possono essere mesoretto in questo caso o la ricostruzione nella chirurgia pancreatica o nella chirurgia gastrica diciamo affronta anche quella fase che è cruciale poi naturalmente se pensiamo alla gastectomia totale se pensiamo alla duodenocefalopancreasectomia se pensiamo anche a una gastectomia sul totale dover fare comunque la parte finale con la la stanchezza di tutta la dissezione linfonodale con quello che vuol dire può essere. Questo invece secondo me è uno dei motivi per cui alla fine si preferisce sempre di più fare due o tre interventi di fila di questo non si sentono in robotica o si sentono poco e niente. Poi gli aiuti hanno anche la possibilità di stare seduti, quindi anche per loro diventa una condizione più rilassante. L'importante è fare bere il caffè prima, perché fra le luci che si abbassano, la sedia con la comoda, con lo schienale, ogni tanto si sente russare. Ascolta Massimo, tu sei per l'utilizzo full della robotica, di tutti gli strumenti o fai anche tu, come fanno alcuni, un ibrido? No, no, io sono un sostenitore del full. Come vedete questo paziente ha una posizione dei trocar tali per cui in questo momento stiamo facendo la flessura e quando ci sposteremo per andare giù sul mesoretto non cambieremo assolutamente né la posizione né il docking né nulla. e che abbiamo sviluppato una sorta di triangolazione tale per cui non ci sono conflitti, si va benissimo. Qua come vedete la preparazione della flessura di cui parlavamo prima è in pratica completa già andando sotto la vena e a quel punto si scende giù continuando a portare giù il tolgo, il geroto. Quindi per finire il discorso, sì, sono convinto che l'ibrido potendolo fare lasciando perdere i discorsi economici anche il learning curve o tutto quello che vogliamo che sono tutti argomenti da considerare soprattutto all'inizio ma una volta che la learning curve è completa che c'è una tolleranza amministrativa nell'utilizzo della della robotica secondo me il la tecnica foot robotic continua a essere la migliore quando facciamo per esempio le Ivor Lewis non facciamo il tempo laparoscopico addominale e poi ci spostiamo col trafoscopico dove c'è un'utilità enorme nel fare facciamo la pull-up che paradossalmente costa anche di meno perché se fai la pull-up non devi neanche aprire il corrispettivo di due tecnologie diverse certo è molto agevole la macchina viene utilizzata con gli stessi strumenti sia per uno che per l'altro per il retto ve l'ho detto non cambiamo neanche la posizione quindi sì poi se c'è qualcuno che per vari e svariati motivi o non ha per dire le suturatrici perché ancora non hanno effettuato ah lì per chi chiedeva si vede l'ipograstrio di sinistra lo vedete in fondo sulla sinistra per esempio questo è uno dei casi in cui è ben visibile allora in quel caso si può fare anche un ibrido per esempio per sotturare io non metto in dubbio viene anche bene si può fare però diciamo secondo me è molto una scelta del chirurgo a quel punto ed è dettato di solito da motivazioni ben precise Però la clip non l'hai usata quella robotica. La clip, le Hem-o-lok non hai usato quelle robotiche in questo caso? No, ma no perché l'assistente è messo in una posizione assolutamente a favore di clip. le dobbiamo aprire comunque se le dobbiamo montare dobbiamo tirare fuori uno strumento, caricarlo e metterlo lo sai quando le uso le clip robotiche sulla duodenocefalopancreasectomia perché ci sono alcune digiunali che molto spesso hanno bisogno di posizioni particolari per cui l'aiuto non avrebbe la stessa semplicità del robot In quel caso il vantaggio dell'applicatore di clip ha un'enorme utilità, in questo caso addirittura risparmiamo tempo se l'aiuto perché mentre stai finendo di preparare l'arteria nel frattempo lui ha messo dentro la clip, in quel caso avrebbe dovuto tirare fuori uno strumento metterlo dentro diciamo è una di quelle cose che in questo caso si può anche evitare di utilizzare ma io te l'ho detto perché sennò poi Giorgio dice che non sto attento Massimo quando fai tu la linfadenectomia pelvica? in realtà la faccio solamente quando il paziente che è stato studiato con risonanza prima di farla neoadiuvante, mostra di avere delle linfadenopatie quantomeno sospette o addirittura a volte ti dicono che è certo che le abbia, ma o te le danno come delle catene laterali positive o ti dice che sono sospette allora dopo la radiochemio comunque a quel paziente asportiamo anche le catene laterali anche se, ripeto, non si vedono più nella risonanza di ristadiazione o a maggior ragione se si vedono e le danno ridotte di dimensione ok, grazie Ecco, a volte per la dissezione delle catene laterali, questa è una cosa che facciamo non di rado, è quella di iniettare il verde indocianina sulla lesione, i quattro ponfi, sono soprattutto lesioni sempre molto basse, molto vicine se non sull'anoretto, e a quel punto seguiamo non solo la linfectomia, ma in più con l'aiuto dell'ottica robotica che evidenzia la linfografia polverde, andiamo a bonificare anche i grossi collettori linfatici risparmiando quello che sono nervi e strutture vascolari, perché tu vedi esattamente quel bel tubicino verde con tutte le linfadenopatie che si accendono di verde anche nelle catene laterali. Ed è una bella dissezione nerve sparing quella, che da una linfectomia, associa a una linfectomia estesa anche il vantaggio di una riduzione di quello che può essere la componente funzionale per il genito-urinario. Quindi se si può risparmiare anche di far avere a un paziente un catettere vescicale a vita, ma anche per, come vedete, la tecnica robotica, non cambiamo la tipologia di assetto, andiamo sempre posteriormente, poi ci allarghiamo lateralmente e poi, come in questo caso, si va anteriormente. Questa è una paziente, questa è una donna, una paziente che avendo fatto radio e chemio ha comunque mantenuto, come vedete, una paziente molto giovane, un piano su, e adesso se volete vi dico anche cosa penso, delle ultra bassa nelle donne, i radio trattate, cioè una cosa che stiamo osservando. Come vedete addirittura si può procedere con una dissezione a freddo, è talmente intuitivo e utile e semplice la manovra delle forbici robotiche in questo spazio che anche il piano del settoretto vaginale in alcuni punti viene fatto proprio a freddo, Proprio per ridurre al massimo lo stress termico. Quello che vi volevo dire invece è che ho notato ormai da tempo purtroppo che le donne con le resezioni ultrabasse, sia che abbiano fatto una coloano, sia che abbiano fatto un pull-through, ma che sono state radiochemiotrattate, questo è un particolare di come si riesce a vedere. Questo invece è l'anteriore robotico dell'uomo. Come vedete si seziona il peritoneo, la trazione del quarto braccio mi tiene su il bordo peritoneale, arriviamo giù sotto le vescichette, anche qui vaso della rettale media di sinistra, evitando, e ora faccio vedere un particolare, di danneggiare i nervi qui e si continua la dissezione e si scende giù, idem a destra fin quando identifichiamo anteriormente la Denonvilliers e andiamo giù per finire di preparare appunto. Vedete questa è la Denonvilliers che trazioniamo leggermente verso di noi e sezioniamo come vedete per passarci sotto proprio a livello prostatico massimo sì a questo punto la Denonvilliers viene trazionata dal quarto braccio che sta fino ad adesso ecco vedete la prendo la faccio caricare giro l'ottica a 30 gradi al contrario e proseguo fino a superare completamente tutto il piano postale Dimmi, scusami se ti interrotto No, no, hai fatto bene perché era un momento delicato volevo chiederti, tu hai detto che il retto ha una maggiore indicazione, come tutti sappiamo al robot, oltre il retto, quale tu ritieni sia giusto fare anche al robot? Tu fai anche il colon destro e il colon sinistro se vuoi sapere veramente quello che penso Voglio sapere tu quello che pensi. Oggi io penso che si potrebbe tranquillamente convertire tutta la chirurgia in robotica. Cioè voglio dire, questo è il messaggio che vorrei che tu fassi. Avendone un'utilità importante. Allora. Poi ci sono alcuni interventi, come dicevo prima, che non faccio più, anche se non c'è, cioè che se non c'è robot non faccio. Per esempio il retto ultrabasso uomo non lo faccio. L'esofago non lo faccio, la gastectomia totale non la faccio, la faccio così così ma preferisco sempre le dissezioni retroperitoneali per malattie un po' particolari dove devo andare a spilettare e ho bisogno di stabilità, non la faccio. da un paio d'anni il pancast non lo faccio più l'aparoscopio ed era una cosa che mi appassionava tanto la duodenocefalopancreasectomia l'aparoscopio adesso non la faccio più chiarissimo, hai dato un bel messaggio questa è tutta la Denonvilliers che abbiamo sezionato a questo punto, siamo passati sotto l'aparoscopio le vescichette anche qui si vede la sezione che poi condurremo quindi sostanzialmente quello che abbiamo visto nella prima fase, che era la prima fase dell'aparoscopia, che poi non è che ha cambiato tanto le a questo è un altro un'altra piccola particolare questa è una paziente con una rettocolite ulcerosa che nella sua fa nella fase in cui fa le facciamo la proctectomia facciamo questa che la chiamo mucosectomia inversa cioè una volta preparato tutto il retto elevatori e tutto faccio la rettotomia come vedete circonferenziale prima di arrivare allo spintere quindi per salvaguardare completamente tutto l'apparato sfinteriale lo sezioni tutta faccio tutta la rettotomia fino ad arrivare alla mucosa e una volta che arrivo come vedete lo vedete anche in laterale e poi posteriore sempre con la stessa tecnica del ribaltamento del 30° vedete che i levatori restano assolutamente illesi lo sfintere interno ed esterno restano assolutamente illesi finiamo una volta finita la sezione della parete muscolare scolliamo l'ultimo tratto diretto la mucosa dell'ultimo tratto diretto procedendo in questo piano sottomucoso. Questo ci permette di mantenere integro, come vedete, si sta creando quasi una sorta di anello muscolare che è tutto lo sfintere che viene completamente liberato dalla sua mucosa fino ad arrivare appunto alla mucosa anale. A quel punto estraiamo il tratto diretto che abbiamo sezionato, asportato, questa è la parte inferiore invece, abbiamo l'ottica girata al contrario e questo è il bordo inferiore, infatti si vede la salienza molto bene dei due elevatori, si continua a staccare la mucosa fino ad arrivare sostanzialmente a quello che sono i gavoccioli emorroidari, per intenderci, lo vedete? Qui poi ci sarà la mucosa anale, per cui a questo punto, vedete come si vedono tutti gli strati della mucosa che diventano una sorta di piccola fisarmonica della muscolare, scusate. Massimo secondo me qui la differenza la fa tra la paroscopia e il robot qui la fa proprio la grande per esempio io prima la facevo tutta da sotto naturalmente dando anche uno stretch vedete questa è la visione si si si vede bene e devi naturalmente fare una divulsione anale devi mettere un divaricatore invece a questo punto sezioniamo solamente la mucosa e una volta sezionata la mucosa come vedete si passa dentro perché siamo arrivati all'ano quindi sezioniamo circonferenzialmente solamente l'ano senza fare stretching sul ma questo lo puoi fare solo se c'è la crisi robotica in laparoscopia non ci arrivi e se ne viene fuori tutto in laparoscopia non arrivi fino a sotto per cui questa parte prima in laparoscopia la facciamo transanale io ho finito di annoiarti Massimo stavi dicendo Massimo posso fare un commento perché ti ho lasciato parlare sono Marino dicevo i complimenti per l'intervento che è stato pulito, perfetto e anche didattico e ancora i miei complimenti per la la lastomosi per le due orecchiette che ti rimangono usando una sotturatrice grande come una EEA 31 No, uso una EEA 33. In quel caso uso sempre una EEA 33. Ecco, quando poi sei una EEA 33 è molto meglio, ma si fa anche con la EEA 31. E poi, dicevo io, dopo l'avvento faccio sempre una colonoscopia intraoperatoria. Tu facevi col Babbo il test con l'idropneumatica, che è una cosa validissima. in più la colonoscopia ti permette di controllare se c'è qualche vasellino che sanguina lo puoi controllare o coagulare se c'è una perdita scusami se ti interrompo ti rinforza il punto in cui c'è la perdita sì, di fatti quella piattaforma che vi ho fatto vedere che è appunto il gel point ha la possibilità non solo di mettere l'ottica e di fare il verde o quello che ma di mettere anche mantenendo il pneumoretto anche gli strumenti perché è la stessa che si usa per la TaTME e poi anche dare dei puntini lì dove a volte ci sono quei sgradevolissimi sanguinamenti ma con la colonoscopia che io faccio da anni ti può permettere di salire anche non solo per il tumore del retto ma per un tumore dove fai una resezione a 40-30 centimetri oppure anche anche sul trasverso, così ti permette di fare sempre la prova idropneumatica e apporre dei punti se necessari, dei emostatici. Bene, comunque complimenti. Massimo, assolutamente complimenti perché soprattutto quella paziente con la rettocolite ulcerosa è stata veramente una bella cosa. Senti, però ti sei interrotto quando stavi parlando della pelvi della donna. Ah ecco, quello di cui ci siamo accorti purtroppo è che nelle pazienti radiotrattate che fanno le resezioni ultra basse, ripeto, quello di cui ci siamo accorti è che a distanza di 4, 5, 7 anni fanno delle bruttissime fistole retto vaginali, tardive. Ne abbiamo avuto dai 4 anni ai 7 anni e sono naturalmente un bruttissimo colpo per la paziente, è difficilissimo anche da trattare perché hanno delle vagine con tutto un esito post-attinico, perché paradossalmente il tratto di collo che noi portiamo giù per fare l'anastomosi o per fare il pultrugo, la coloano, è stato comunque non è stato sottoposto all'irradiazione perché sta fuori dal campo invece quello che probabilmente è all'origine di questo è appunto l'esito post-attinico vaginale hai ragione a me è capitato due volte una a distanza di tre anni una di due anni e un'altra a distanza di tre anni spiegabile No, se non con l'esito della radioterapia. infatti per esempio ormai nel consenso diciamo a tutte le pazienti che hanno un ultra basso che devono fare un intervento del genere che purtroppo si registra un alto tasso di fistole tardive retto vaginali che poi verranno trattate quasi sempre in realtà finora sempre con la colostomia e a questo proposito intervengo perché ti chieda te ma poi una volta perché io ce n'è ancora una che c'è la colostomia appunto una di queste che apparentemente con la risonanza con la retoscopia la fistola sembrerebbe che sia completamente chiusa io non li ho ricontrollate più però adesso che mi dici così proveremo a riguardarle e io a questo punto perché io lo lo sto rimandando ormai poi tra l'altro ma sarà il caso di ricanalizzarla io non rischierei perché una fistola tardiva almeno questo è quello che penso io una fistola tardiva come quella anche se tende a chiudersi con l'esclusione io non so quale possa essere il motivo per non riformarsi infatti questo è un e andare anche a scollare a cercare di fare una plastica o altro con una parete vaginale posteriore così compromessa e ormai molto anelastica poco atrofica secondo me è anche un'esagerazione il rischio di insuccesso secondo me è molto alto anche cercando di porre di rimedi io vi devo chiedere, vi saluto perché sto ritornando in sala abbiamo una brutta urgenza e quindi vi voglio salutare grazie innanzitutto a Massimo ma a Giorgio Palazzini il ringraziamento va a Giorgio anche dai giovani che sono vicini a me che hanno seguito in diretta questo intervento questi commenti anche interventi di Massimo e speriamo ce ne siano altri di questi collegamenti, Giorgio che ne pensi? allora intanto ringraziamo la professoressa perché come al solito ha messo un pochino di spicco specialmente all'inizio che eravamo un po' tutti intitubanti io onestamente neanche mi ricordavo tutti i cognomi dei colleghi che si sono stati qui ad ascoltare il nostro amico Viola per 90 minuti perché un po' motivi familiari tutti a casa con 39 di febbre tanto perché io ho detto andiamo tutti in campagna per Pasqua o per carità si rimane tutti a Roma perché prendiamo tutti la febbre e quindi dico rimango in istituto così magari resto tranquillo comunque grazie Angela perché sei stata eccezionale come sempre se tutto va bene da qui fino al congresso ce ne abbiamo altri 10 di webinar ogni 15 giorni ne faremo uno tutti interessanti come sempre il meno interessante è chi li organizza che sono io perché sono un pochino stanco fondamentalmente perché la tecnologia dà sempre problemi avete visto per il viola che è scomparso ho usato il pc senza ricaricare la batteria tutto può succedere comunque ringrazio tutti viola perché è stato eccezionale come sempre perché ha mostrato la sua maestria e dobbiamo fargli i complimenti poi ringraziamo Fiori perché io sto utilizzando ancora la vecchia stanza che mi ha lasciato lui in eredità lo ringrazio perché se no tutto lo spazio non l'avrei avuto a disposizione perché nella mia vecchia stanza riesco a fare tutto cosa che se vado a casa chi strilla, chi urla diventa praticamente impossibile quindi un grazie a Fiori doppio, triplo, quattro come volete dopodiché dobbiamo ringraziare Marino perché si è prestato bensì che anche lui stia in campagna si è andato a comprare l'antenna per essere con noi per poter trasmettere direttamente da casa sua E poi fidanza che ha sfidato la Bora per poter essere presente perché mi dicono che tirava abbastanza forte, io vi posso garantire che ieri che stavo al Bambin Gesù c'era 60 km all'ora del vento, tanto è vero che una dei miei componenti della famiglia l'influenza l'ha beccata lì sicuramente. E quindi speriamo di vederci presto, io non so, Fabrizio penso che fra un paio di giorni tutto sarà messo online su Laparoscopic TV, avete visto che Laparoscopic.it che è il sito del congresso si è rinnovato, c'è un post nuovo, una faccia nuova, molto più performante, speriamo che le persone, i colleghi continuino a seguirci, l'iscrizione al congresso vanno un po' fiacche siamo ancora fermi sui 500 però insomma piano piano arriveremo a riempire l'aula spero anche che stanno gli sponsor si nascondono come loro costume ma speriamo che ci diano una mano come sempre e grazie ancora per tutto quello che avete fatto per noi in questi anni anche perché stiamo andando verso il quarantenesimo quindi dobbiamo spegnarci sempre di più grazie spero di rivedervi presto grazie di nuovo grazie a tutti buona sera grazie a voi e grazie a tutti quelli che si sono collegati che fino adesso erano in 145 fissi ma abbiamo raggiunto il picco del 238 grazie di nuovo grazie a tutti
In questo punto normalmente mettiamo la clip quando decidiamo di risparmiarla. In realtà sono sempre pazienti anziani o con problemi vascolari tali per cui potrebbero esserci problemi e il bisogno di salvaguardarla.
come vedete invece in questo come in quasi tutti i casi ora sezioniamo dopo aver fatto vedere che
è fattibile senza particolari problemi sezioniamo la arteria mesenterica lì dove normalmente la
sezioniamo mettiamo due clip e proseguiamo con quello che è la nostra dissezione massimo scusa
e quindi tu di routine fai sempre la legatura all'origine.
Sì, sono rari i casi, ho voluto, ripeto, nella clip mettere anche questo particolare
perché in quei casi in cui facciamo questa è la tecnica che usiamo per risparmiarla
perché a quel punto andiamo a sezionare direttamente sulla rettale superiore
e si scende giù risparmiando la quella di sinistra.
A questo punto, sempre con un gentile scollamento, cambiamo la trazione, prendiamo il buncone dell'arteria che abbiamo appena sezionato, che sarà un po' quello che ci guiderà per scendere verso il mesoretto, abbassiamo lo spazio che abbiamo precedentemente trovato, sempre facendoci aiutare dallo pneumo,
e gradualmente, fratol del Gerota, andiamo fin giù a vedere il nostro promontorio
a livello del quale poi ci sarà l'ingresso sempre sullo stesso piano
che ci permetterà di andare giù fino a trovare i piani corretti
per la dissezione del nostro mesorendo.
Ultimiamo un po' lo scollamento medio-laterale.
Massimo, ciao caro.
come stai tutto a posto? Ti volevamo un attimo
interrompere velocemente
c'è una prima domanda in chat
e chiedono
quando tu hai fatto l'approccio
diciamo
la presura splenica l'hai fatta
subito dal collo epiploico
la fai sempre così
o fai un primo accesso alla vena mesenterica
inferiore? Cioè
allora rettifico io
e diciamo completo io
hai fatto sempre questo tipo
quell'accesso colo diploico o all'inizio facevi prima la vena, l'arteria e poi il colo diploico?
Ma facciamo sostanzialmente un po' tutti e tre gli accessi sia quello da sotto la vena sia quello
del colo diploico che il medio laterale. In realtà quello che vi ho fatto vedere finora è quello che
secondo me più semplice da standardizzare. Quindi se tu vuoi dare un messaggio a un giovane che deve
iniziare questa fase o che ha visto ma deve cominciare, quale consiglio sia più standardizzato,
quale messaggio vuoi dare? Ma diciamo che quella che abbiamo appena visto con l'approccio con
colepibloico secondo me può avere una sua routine. Quando preferire altri accessi, quando ci sono
magari delle ridondanze importanti dell'omento all'interno, difficoltà ad accedere al colepibloico
perché magari il soma del paziente è particolarmente... allora conoscere altre strade è sempre utile e
E quindi in questo video, che in particolare parte con questo intervento,
il primo tipo di approccio alla flessura, che è quello più comune che facciamo,
appunto ho sentito il bisogno di mettere questo,
poi vedrete che ce ne saranno altri piccoli spezzoni
in cui faremo vedere l'altra tipologia di cui parlavi tu.
e poi mi chiedono
il plesso epogastrico inferiore
lo ricerchi sempre?
no lo lascio sempre giù
a volte si vede molto bene
anche senza
ma se non si vede visto i piani che teniamo
lo lasciamo coperto
dall'eventuale grasso
a volte ci sono pazienti che
hanno una coltre di grasso
andarlo a cercare apposta
ok grazie
c'erano le tue domande
te le abbiamo fatte
Come vedete la trazione sull'arteria mesenterica inferiore che abbiamo sezionato
è un po' quella che ci guida per continuare la dissezione verso il basso
e quindi appunto verso quello che sarà l'isolamento del nostro mesoretto.
Si può andare di monopolare, come vedete, si può anche accarezzare con lo stesso strumento
che utilizzavamo prima per abbassare e creare questo spazio
come se stessimo scollando il ton del gerota
il concetto è appunto continuare a far entrare lo pneumo
nello spazio giusto per poter progredire sullo stesso piano
evitando appunto di far entrare lo pneumo
in piani che magari non sono corretti
Quindi calma nel cercarlo, una volta trovato, con calma lo si segue e lo si accarezza fin quando non abbiamo completato, in questo caso, la resezione del retto o, come vedevamo prima,
prima spazio tra Tondo e Gerota,
tutte le volte si parla di micolettomia sinistra,
anche quello, il medio laterale che abbiamo visto,
è sempre frutto di una ricerca
e che una volta ottenuto il piano corretto,
proseguire con calma per non perderlo sostanzialmente.
Quando c'è un piano che non mi convince,
non vado mai avanti, lo cerco.
Lo cerco fin quando non lo trovo.
Scusami Massimo, in caso di resezioni non oncologiche la tua procedura, il tuo standard è sempre questo o c'hai qualche modifica, paziente di sesso maschile, femminile, non oncologico, qui stiamo parlando di oncologico.
Per le resezioni non oncologiche, cioè le di verticolari per intenderci, normalmente abbiamo fatto per tanti anni la resezione con risparmio, in realtà non abbiamo trovato vantaggio.
E in più a volte in alcuni pazienti il mese è veramente talmente malponcio che secondo me a lasciarlo, visto che non abbiamo trovato grandi differenze funzionali, alla fine non sentiamo più il bisogno di fare ormai da diversi anni.
Abbiamo fatto diverse resezioni non oncologiche con risparmio, ma ripeto, non abbiamo trovato un vantaggio funzionale tale da poi continuare a farle in questo modo, per cui le facciamo grossomodo così.
Sì, naturalmente si sta meno attenti a togliere tutti gli infonodi dell'origine, quello è logico, perché una colon completa che non mostra alcun sospetto in una substenosi di particolare o in una fistola colovescicale o in tutto quello che può essere una malattia infiammatoria,
non ci porta ad avere la necessità di asportare in maniera così, diciamo, inadeguata i linfonodi all'origine.
Per cui stiamo leggermente più alti sulla legatura arteriosa.
Quindi, scusami, in una malattia di verticolare tu leghi sempre la mesentierica all'origine?
Come? Tu in una martiglia verticolare leghi sempre la mesenterica all'origine, un po' più alta, lascerò 3-4 centimetri e poi vado giù.
Se posso dire una cosa, io direi che fare sempre una restrizione oncologica
e si rispettano i piani anatomici rimane più facile anche per gli interventi non oncologici.
Rispecchi l'anatomia, leghi la mesenterica all'origine, abbassi la flessura splenica e arrivi poi al retto.
Sì, diciamo che è anche molto più semplice da trasferire.
Certo, è più semplice e più anatomico.
Sì, però i risultati funzionali non sono gli stessi.
I rischi funzionali sono un po' superiori, ma come dicevo, alcune volte la malattia infiammatoria è talmente complessa e difficile anche da trattare chirurgicamente,
perché la malattia infiammatoria può essere estremamente più complessa di una resezione
ancora più complessa della mente diciamo almeno quelle che hanno necessità di essere operate poi
se operiamo diciamo delle resezioni che facciano delle sezioni che magari non hanno grandi impegni
ci dovremmo chiedere anche se effettivamente ha avuto senso operare una volta scesi giù
con la dissezione del mesoretto, sia nella donna che nell'uomo la parte che io spingo in questa fase è proprio quella del piano posteriore
che poi viene adeguatamente ricollegato con le due zone laterali, le due ali del retto, sinistra e destra,
In ultimo, nell'uomo andiamo, come vedremo nell'intervento successivo, a trovare il piano della venomiglie passando sotto le vescichette e sotto la prostata,
Mentre invece nella donna, quando c'è l'utero, eseguiamo una trazione statica del fondo dell'utero, spesso in due punti diversi, proprio per rettilinizzarlo bene e creare appunto una sorta di esposizione del settore ettovaginale che sia quanto più lineare possibile.
In questo caso che non c'è l'utero, non solo andiamo giù e poi troveremo il settoretto vaginale e eseguiremo appunto una dissezione.
Diciamo che quando manca la paziente isterectomizzata può essere leggermente più complesso trovarlo, proprio perché manca la trazione.
Lo vedete lì ci sono gli elevatori dell'ano di sinistra che si sono già visti. Proseguiamo con la nostra dissezione.
Scusa Massimo, in questo caso era evidente la zona della neoplasia e ti sei trovato in alcune situazioni dove l'endoscopista anche in un retto medio faceva delle marcature che poi dopo creavano dei problemi di visione proprio.
Fortunatamente ormai è veramente raro dover avere quel problema perché avviene solamente quando vengono marcati presso altra sede.
Noi non abbiamo mai marcato il retto. Sono d'accordo con te sul fatto che avere un retto marcato è un disastro per la dissezione del mesoretto.
A parte che non serve a niente, perché un retto sia uomo che donna, con l'esame fisico, con una rettoscopia intra, lo riesce a dominare in maniera estremamente semplice.
Certamente.
Difficile che non si senta o non si veda una lesione, vuol dire che proprio non è un retto basso, per cui la marcatura onestamente mi sento di sconsigliarla assolutamente e noi non la facciamo mai, anzi ci guardiamo bene.
Ottimo.
Sì, sono d'accordo. Io faccio sempre...
della sezione vaginale possono essere molto insidiosi. Per te adesso è diventata una routine
l'utilizzo del verde? L'utilizzo? Del verde in docianina. Allora noi abbiamo iniziato circa otto
anni fa col verde in docianina su tutti i pazienti come vedrete ora vi faccio vedere anche degli
gli altri spezzoni in cui vi faccio vedere i controlli post-anastomosi che eravamo abituati
a fare e abbiamo fatto per tanti anni in maniera continuativa e su tutti i pazienti. Ormai saranno
circa tre anni che non facciamo più di routine tutti quegli esami perché abbiamo voluto fare
Una verifica su quanto cambiava sia dell'auto del paziente che anche della nostra confidenza nel reputare un moncone ben vascularizzato rispetto a quando la facevamo di default a tutti.
Abbiamo visto che sostanzialmente le differenze non ci sono, per cui adesso il verde d'Indocianino, almeno nel nostro centro, lo utilizziamo solamente nei casi in cui è molto dubbio per qualche motivo.
A questo punto sezioniamo, come vedete siamo usciti dal trocar perché per tutta la dissezione, i vasi, la flessura siamo stati sul trocar su come si vedeva al livello delle tre o quattro dita superiori all'ombelicali parretali destra.
Durante la dissezione del mesoretto può essere utile quello che avete visto prima, cioè mettere l'ottica sul trocar della fossilea cadestra,
che è appunto quello che adesso appoglie la strutturatrice perché ci possono essere delle manovre come quelle di ribaltamento dell'ottica da 30°
gradi che possono essere utili come
vedete per preparare meglio il retto
sugli elevatori. Massimo? Massimo? Sì? Ho
delle domande posso? Certo. Allora
Antonio chiede a quanti centimetri al
disorto della neoplasia fai di solito la
resezione del retto? Poi c'è un'altra.
Allora normalmente la resezione del
retto fa la tm e viene resecata a seconda diciamo di quello che normalmente sono circa due centimetri
sopra la linea anorettale quando invece il tumore si trova proprio in prossimità come vedremo in
qualche filmato successivo e allora quel punto stiamo più bassi e confezionano una poloano
o il mini poltrono
quindi diciamo due centimetri sotto
la neoplasia
invece Giovanni
la neoplasia può essere anche a più di due centimetri
sì anche a più di due centimetri
sì sì è stato chiaro
Giovanni chiede
volevo sapere se è un retto neoadjuvato
o no
e se conviene fare la dissezione
bassa con gli ultrasuoni
come abbiamo detto prima
con gli ultrasuoni va benissimo
molti colleghi usano gli ultrasuoni
hanno caratteristiche diverse e secondo me non hanno neanche la necessità di usare la corrente
monopolare noi onestamente abbiamo sempre preferito utilizzare il la monopolare per
per fare sostanzialmente il disegno su quello che poi sono i punti in cui trovare vasi,
accollamenti e poi procedere con la sintesi, come vedete, con uno strumento radiofrequenza
di quello che sono sia i vasi che appunto i mesi per la preparazione,
per come dicevo prima secondo me producono un po meno di fumo hanno minor stress termico laterale
e sono per dei mesi più abbondanti e della una componente adiposa maggiore secondo me più utili
le radiofrequenze in generale che non l'ultrasuono, però voglio dire, è anche una questione di tecnica, di abitudine, di fidelizzazione dello strumento.
L'ultrasuono secondo me è anche un pochettino più difficile da utilizzare rispetto all'aerofrequenza che è un po' più versatile perché ha degli accorgimenti maggiori secondo me nel suo utilizzo,
soprattutto vicino alle strutture arteriole vascolari vicino all'uretere vicino atto ai
nervi perché può deve avere sostanzialmente un controllo anche della punta sempre molto
attento altrimenti lo stesso stress tempo a volte non si nota neanche magari crea delle spottature
qui avete visto abbiamo sezionato la vena anche semplicemente con questa parte di mezzo la faccio
prima di staccare tutta la parte parietocolica proprio perché così posso avere una sospensione
del viscere stesso che rende più semplice la sezione del meso che poi tireremo fuori la
domanda se un retto ogni arrivato questo non è massimo aspetta prima di dare dall'altra domanda
tu sulla velina non hai messo clip o altro voglio dire soprattutto perché intorno a me o molti
giovani ehm non sempre è
possibile questo va fatto in
sicurezza e se mettere una clip
ci lascia più tranquilli ben venga
la clip. Certo. Grazie. Allora
in chat vogliono chiedere se è
un neoadiuvato o no?
visto dalle immagini iniziali
della ehm della eh panoramica
che abbiamo fatto quando
abbiamo identificato il tumore
vi sarete accorti che è un retto intraperitoneale
e come tutti i tumori del retto intraperitoneali
non vengono candidati a neadjuvante
per cui questa paziente non aveva fatto la neadjuvante
sono estremamente rari ormai i pazienti
che non vengono candidati a neadjuvante
appunto sono i retti intraperitoneali
o i T1, i T2
Massimo un attimo
Se permetti vorremmo fare un sondaggio per capire l'uditorio a quanti centimetri abitualmente loro preferiscono fare il punto di sezione, così vediamo un pochino anche gli altri cosa ne pensano e poi sentiamo i vari moderatori, sia Fiori, Di Bartolomeo, la Pezzolla e Francesco Fidanza.
Abbiamo messo online la domanda, se gentilmente tutti gli uditori vogliono rispondere.
Adesso estraiamo il pezzo mettendo appunto questo proteggiparete che ha anche la possibilità di poter posizionare successivamente il trocar per completare la parte anastomotica tenendo lo pneumo in maniera abbastanza semplice, posizioniamo la nostra testina e poi reindotto pneumoperitoneo.
Giorgio, adesso stanno votando i partecipanti?
Adesso stanno votando i partecipanti.
Voi non potete votare, ma potete parlare anche adesso.
Ecco, in questo momento, come vedete,
l'inserimento della testina in questo paziente, come vedete,
ci impone di verificare anche quello che si diceva prima.
È vero che abbiamo sganciato il retto verosimilmente dalla vagina,
che era molto retratta, quartata e molto corta, ma controlliamo lo stesso con uno strumento che è sostanzialmente un calibre, lo stesso calibre che si utilizza appunto per sondare.
Viola, un attimo che stiamo vedendo i risultati, non so se tu li vedi così possiamo commentare di come è votata la platea.
Viola tu li vedi i risultati?
Allora lui non li vede
però glieli commentiamo noi
Massimo in pratica i 5 mm
in pratica
è una percentuale bassissima
hanno votato soprattutto
per chi ha
diciamo
il mesoretto completo
è al di sopra
di un centimetro
ma soprattutto anche una buona
percentuale almeno due centimetri
sotto la neoplasia
Io personalmente sono d'accordo con Massimo, almeno a due centimetri al di sotto della neoplasia, se è possibile chiaro.
E anche io solo per i due centimetri no. Un'altra cosa interessante è come sta facendo l'anastomosi Massimo e che la sta facendo al centro.
Ultimamente invece di portare la testina proprio al centro della linea di sutura preferisco lasciarla un po' più di lato, nel senso che mi viene solo una cosiddetta orecchia da una parte sola mentre l'altra viene compresa dall'anastomosi. Che cosa ne pensi?
Parli con me?
Sì, con l'operatore.
sono assolutamente d'accordo
ma io la faccio in mezzo
e se posso sulla linea di sutura
perché preparando abbastanza
il moncone
che appunto
accoglierà la suturatrice
a volte le due code
riescono a essere introflesse
all'interno
lo vedi che non si vedono le code?
sì sì
ecco ora verifichiamo la pagina
che sia completamente libera e a quel punto si procede con quello che è appunto la sezione.
Vedete c'è il moncone rettale, è completamente separato.
Si vedeva anche prima, però questo è il controllo, vedete mettiamo questo dispositivo
che è appunto il GelPoint, che è una piattaforma che permette non solo di vedere l'anastomosi,
In più con lo pneumoretto che facciamo ci permette di fare all'interno una prova idropneumatica e contestualmente spegnendo le luci all'interno dell'addome, dell'ottica sostanzialmente, vediamo anche quello che è la vascolarizzazione sia del moncone distale che anche del prossimale dopo aver confezionato l'anastomosi.
Io qui col video sono passato direttamente poi ora a quello che è la dissezione appunto per il mesoretto uomo, questo come vi dicevo è un video abbastanza vecchio perché ormai è raro eseguire presso la nostra struttura un intervento su un paziente che fa una TME in laparoscopia,
non perché non la si poteva fare, come vedete, ma semplicemente perché guadagniamo in salute per la nostra schiena e naturalmente anche in precisione, c'è poco da dire.
Per l'uomo, posteriormente, come abbiamo visto, si scende giù come si fa per la donna e quindi non vi annoio facendo quello di vedere, vi faccio vedere la parte anteriore, la parte anteriore si identifica appunto quella che è la fascia, le vescichette gradualmente con una trazione sul peritoneo che abbiamo appena inciso, vengono identificate, preservate e, come vedete, lasciate su.
questi sono i nostri vasi che sono le rettali medie di sinistra che vedete in basso a sinistra
quello che stavo qui stai usando una ottica a 30 gradi e questo è l'elevatore dell'ano di destra
come vedete siamo molto bassi e scolliamo guardando il laterale sinistro tutto il
l'elevatore dell'ano di sinistra, scusatemi, di sinistra, per finire di isolare sostanzialmente.
Non sono immagini bellissime, ripeto, perché sono un po' vecchiotte e hanno anche un sistema
di visione diverso da quello che avete visto prima, colori un po' più rossi, un po' più accesi,
un po' più rosella palvido
diciamo
qui si vede
addirittura l'elevatore dell'ano
di destra con l'inquadratura
da sinistra
è un angolo sempre un po' cieco
in laparoscopia
che poi viene completato
guardando con l'ottica
nel
pelvi di destra
trazione
al solito sempre molto gentile
senza esagerare altrimenti si rischia di portarsi dietro anche le fasce
questi sono invece i vasi
questo è un paziente radiotrattato?
questo è un paziente radiotrattato
si trova bene con la dissezione nei pazienti radiotrattati
se diciamo si interviene nel momento preciso, nel momento giusto
Sì, noi normalmente i pazienti radiotrattati li operiamo dopo la decima settimana.
Questa invece è l'ultima parte, appunto superato le vescichette anteriormente si va appunto, come vedete, i lobi prostatici superiori, il lobo di destra e il lobo di sinistra, si scende la trazione che prosegue gradualmente verso l'alto, porta su gli ultimi tralci.
Massimo, quando fai l'ileostomia?
Quando fai l'iliostomia di protezione o la protezione insomma?
Allora l'iliostomia, questo è il famoso discurso di prima,
la pelvi uomo dopo la dissezione,
i due lobi prostatici che si vedevano male un po' prima
ma comunque che fanno da traccia quando si scende giù
e si deve preparare appunto il retto anteriormente
e quella è la sezione proprio a bordo, al limite dei muscoli interoperatori dell'anima.
L'iliostomia, quando facciamo l'iliostomia, l'iliostomia la facciamo in tutti quei casi
in cui se facciamo il mini pull-through nelle ultra basse non la facciamo,
perché poi a 4-5 giorni
reseghiamo l'eccesso
e confezioniamo la coloana
quando stiamo
a questa altezza
e sono radiochemiotrattati
le proteggiamo
se ho circa
2 cm
di retto
prima della
giunzione anorettale
tendenzialmente non la faccio questo è un altro piccolo esempio di quello che facevamo un tempo
sempre epoca pre robot quando volevamo fare la famosa TaTME che non so in quanti ancora facciano
noi abbiamo completamente abbandonato ma per dovere di cronica visto che si parlava di tecniche
l'abbiamo voluta mettere sempre con la stessa piattaforma che vedevate prima che abbiamo
utilizzato per fare il controllo anastomotico appunto il GelPoint piazziamo i nostri
strumenti e piano piano proseguiamo procediamo questa tecnica considerate che la prima volta
abbiamo fatto credo sette otto anni fa abbiamo fatto almeno una trentina quarantina di casi e
poi l'abbiamo completamente abbandonata da quando appunto la struttura si è dotata della tecnologia
robotica perché ormai non ne sentiamo completamente la necessità anche nei casi più complessi basta
utilizzare degli strategie ecco questa è la parte successiva cioè quella addominale che viene
completata come secondo che completa mammo come secondo tempo dopo aver fatto la resezione
transanale che è sostanzialmente un procedimento inverso si sgancia poi il tratto si tira fuori
e confezioniamo l'anastomasi anche in questo caso la dissezione naturalmente fatta con uncino ma
invece che parla anteriormente come abbiamo visto prima la facciamo appunto la facevamo
transanare tiriamo fuori il tratto di intestino da resegare e poi anche qui possa di tabacco
vi ripeto l'ho messa per una questione ecco in tutte le TaTME per esempio facevamo l'ileostomia e
se c'è qualcuno che ancora fa questa tecnica l'invito a fare sempre l'irostomia anche in
questo caso controllo sia del moncone distale che vi ripeto questi sono video abbastanza datati che
che è proprio il periodo in cui facevamo sempre il controllo.
Questa invece è un'ultrabassa in una donna molto giovane,
con un tumore del retto ultrabasso, molto grosso,
insorto su un villoso di circa 10 cm,
che gli ricopriva tutta l'ampolla e si era cancerizzato,
era diventato un T2,
dove resechiamo tutta la massa
e poi anche qui tiriamo fuori il pezzo, lo sezioniamo e in questo caso, a differenza del caso precedente, confezioniamo appunto quel mini pull-through di cui vi parlavo,
che sostanzialmente, come in molti fanno, blocchiamo sui quattro punti cardinali e una volta finita, una volta fissato il monconcino, facciamo passare quel...
Questa è una ragazza di 32 o 33 anni, fatta diversi anni fa, che aveva una brutta malattia in quanto gli prendeva tutta la colla rettale.
ecco questo qua è un secondo check anche col monconcino del mini pull-through per far vedere che
sostanzialmente quel tratto abbastanza vascolarizzato e dopo quattro giorni completiamo
la resezione e si confeziona la colo-ano. Massimo ma hai fatto sempre così o qualche volta hai fatto
già all'inizio la sezione del moncone come fai sempre questo tipo di che dopo quattro
giorni fai la sezione questo è il risultato finale a un mese in realtà in realtà questa
secondo me è la condizione migliore per assicurarsi un risultato che non dia problemi
perché confezionarla subito la la
poloano può dare problemi. Eh
questa Angela è la preparazione
invece di cui parlavamo. Eh sì
della vena prima. Naturalmente
parlando diretto non potevamo
parlare anche di eh questo tipo
di tecnologia come dicevamo la
stragrande maggioranza dei retti
nella nostra struttura da quando
è robotica. Abbiamo la sì la
piattaforma è robotica di default
non cambiamo la diciamo tipologia o la tecnica quello che cambia è sostanzialmente farla con
degli strumenti che sono molto più agevoli soprattutto gli spazi angusti nelle pelvi
strette poi diciamo tutto come vedete lì si intravede il bordo inferiore del pancreas la
tenda che si fa una volta sollevata la vena ci porta a identificare l'inserzione del bordo
inferiore a questo punto possiamo sezionata la vena entrare in quello che la retrocavità e poi
il chirurgo si stanca meno con la robotica come no è fantastico e si innervosisce anche di meno
per tanti motivi perché probabilmente più comodo perché probabilmente essendo meno stanco anche
quando arriva nelle fasi più complesse come possono essere mesoretto in questo caso o la
ricostruzione nella chirurgia pancreatica o nella chirurgia gastrica diciamo affronta anche quella
fase che è cruciale poi naturalmente se pensiamo alla gastrectomia totale se pensiamo alla duodenocefalo
se pensiamo anche a una gastectomia sul totale dover fare comunque la parte finale con la
la stanchezza di tutta la dissezione linfonodale con quello che vuol dire può essere.
Questo invece secondo me è uno dei motivi per cui alla fine si preferisce sempre di più
fare due o tre interventi di fila di questo non si sentono in robotica o si sentono poco e niente.
Poi gli aiuti hanno anche la possibilità di stare seduti, quindi anche per loro diventa una condizione più rilassante. L'importante è fare bere il caffè prima, perché fra le luci che si abbassano, la sedia con la comoda, con lo schienale, ogni tanto si sente russare.
Ascolta Massimo, tu sei per l'utilizzo full della robotica, di tutti gli strumenti o fai anche tu, come fanno alcuni, un ibrido?
No, no, io sono un sostenitore del full. Come vedete questo paziente ha una posizione dei trocar tali per cui in questo momento stiamo facendo la flessura e quando ci sposteremo per andare giù sul mesoretto non cambieremo assolutamente né la posizione né il docking né nulla.
e che abbiamo sviluppato una sorta di triangolazione tale
per cui non ci sono conflitti, si va benissimo.
Qua come vedete la preparazione della flessura di cui parlavamo prima
è in pratica completa già andando sotto la vena
e a quel punto si scende giù continuando a portare giù il tolgo, il geroto.
Quindi per finire il discorso, sì, sono convinto che l'ibrido
potendolo fare
lasciando perdere i discorsi economici
anche il learning curve
o tutto quello che vogliamo
che sono tutti argomenti da considerare
soprattutto all'inizio
ma una volta che la learning curve è completa
che c'è una
tolleranza amministrativa
nell'utilizzo
della
della robotica
secondo me
il
la tecnica foot robotic
continua a essere
la migliore
quando facciamo per esempio le Ivor Lewis
non facciamo il tempo
laparoscopico
addominale
e poi ci spostiamo col
trafoscopico dove c'è un'utilità
enorme nel fare
facciamo la pull-up
che paradossalmente costa anche
di meno perché se fai la pull-up
non devi neanche
aprire il corrispettivo
di due tecnologie diverse
certo
è molto agevole
la macchina viene utilizzata
con gli stessi strumenti
sia per uno che per l'altro
per il retto ve l'ho detto
non cambiamo neanche la posizione
quindi
sì
poi se c'è qualcuno che per vari e svariati motivi
o non ha per dire
le suturatrici
perché ancora non hanno effettuato
ah lì per chi chiedeva
si vede l'ipogastrico
di sinistra
lo vedete in fondo sulla sinistra
per esempio questo è uno dei casi
in cui è ben visibile
allora in quel caso
si può fare anche un ibrido
per esempio per sotturare
io non metto in dubbio
viene anche bene
si può fare
però diciamo
secondo me
è molto una scelta del chirurgo
a quel punto
ed è dettato di solito
da motivazioni ben precise
Però la clip non l'hai usata quella robotica. La clip, le Hem-o-lok non hai usato quelle robotiche in questo caso?
No, ma no perché l'assistente è messo in una posizione assolutamente a favore di clip.
le dobbiamo aprire
comunque se le dobbiamo montare
dobbiamo tirare fuori
uno strumento, caricarlo
e metterlo
lo sai quando le uso le clip robotiche
sulla duodenocefalo
perché ci sono
alcune digiunali che
molto spesso hanno bisogno
di
posizioni particolari
per cui l'aiuto non avrebbe la stessa
semplicità del robot
In quel caso il vantaggio dell'applicatore di clip ha un'enorme utilità, in questo caso addirittura risparmiamo tempo se l'aiuto perché mentre stai finendo di preparare l'arteria nel frattempo lui ha messo dentro la clip,
in quel caso avrebbe dovuto
tirare fuori uno strumento
metterlo dentro
diciamo è una di quelle cose
che in questo caso
si può anche evitare
di utilizzare
ma io te l'ho detto
perché sennò poi Giorgio dice che non sto attento
Massimo quando fai tu
l'alifadenetomia pedica?
in realtà la faccio solamente
quando il paziente
che è stato studiato con risonanza prima di farla neadjuvante, mostra di avere delle linfadenopatie
quantomeno sospette o addirittura a volte ti dicono che è certo che le abbia, ma o te le danno
come delle catene laterali positive
o ti dice che sono sospette
allora dopo la radiochemio
comunque a quel paziente
asportiamo anche le catene laterali
anche se, ripeto, non si vedono più
nella risonanza di ristadiazione
o a maggior ragione se si vedono
e le danno ridotte di dimensione
ok, grazie
Ecco, a volte per la dissezione delle catene laterali, questa è una cosa che facciamo non di rado, è quella di iniettare il verde d'indocianina sulla lesione, i quattro ponfi, sono soprattutto lesioni sempre molto basse, molto vicine se non sull'anoretto,
e a quel punto seguiamo non solo la linfectomia, ma in più con l'aiuto dell'ottica robotica che evidenzia la linfografia polverde,
andiamo a bonificare anche i grossi collettori linfatici risparmiando quello che sono nervi e strutture vascolari,
perché tu vedi esattamente quel bel tubicino verde con tutte le linfadenopatie che si accendono di verde anche nelle catene laterali.
Ed è una bella dissezione nerve sparing quella, che da una linfectomia, associa a una linfectomia estesa anche il vantaggio di una riduzione di quello che può essere la componente funzionale per il gene urinario.
Quindi se si può risparmiare anche di far avere a un paziente un catettere vescicale a vita, ma anche per, come vedete, la tecnica robotica, non cambiamo la tipologia di assetto, andiamo sempre posteriormente, poi ci allarghiamo lateralmente e poi, come in questo caso, si va anteriormente.
Questa è una paziente, questa è una donna, una paziente che avendo fatto radio e chemio ha comunque mantenuto, come vedete, una paziente molto giovane, un piano su, e adesso se volete vi dico anche cosa penso, delle ultra bassa nelle donne, i radio trattate, cioè una cosa che stiamo osservando.
Come vedete addirittura si può procedere con una dissezione a freddo, è talmente intuitivo e utile e semplice la manovra delle forbici robotiche in questo spazio che anche il piano del settoretto vaginale in alcuni punti viene fatto proprio a freddo,
Proprio per ridurre al massimo lo stress termico. Quello che vi volevo dire invece è che ho notato ormai da tempo purtroppo che le donne con le resezioni ultrabasse, sia che abbiano fatto una coloano, sia che abbiano fatto un pull through, ma che sono state radiochemiotrattate, questo è un particolare di come si riesce a vedere.
Questo invece è l'anteriore robotico dell'uomo. Come vedete si seziona il peritoneo, la trazione del quarto braccio mi tiene su il bordo peritoneale, arriviamo giù sotto le vescichette, anche qui vaso della rettale media di sinistra,
evitando, e ora faccio vedere un particolare, di danneggiare i nervi qui
e si continua la dissezione e si scende giù, idem a destra
fin quando identifichiamo anteriormente la Denonvilliers
e andiamo giù per finire di preparare appunto.
Vedete questa è la Denonvilliers che trazioniamo leggermente verso di noi
e sezioniamo come vedete per passarci sotto proprio a livello prostatico massimo sì a questo
a questo punto la Denonvilliers viene trazionata dal quarto braccio che sta fino ad adesso ecco vedete la
prendo la faccio caricare giro l'ottica a 30 gradi al contrario e proseguo fino a superare
completamente tutto il piano postale
Dimmi, scusami se ti interrotto
No, no, hai fatto bene perché era un momento delicato
volevo chiederti, tu hai detto
che il retto
ha una maggiore indicazione, come tutti sappiamo
al robot, oltre
il retto, quale tu ritieni sia
giusto fare
anche al robot?
Tu fai anche il colon destro e il colon sinistro
se vuoi sapere
veramente quello che penso
Voglio sapere tu quello che pensi.
Oggi io penso che si potrebbe tranquillamente convertire tutta la chirurgia in robotica.
Cioè voglio dire, questo è il messaggio che vorrei che tu fassi.
Avendone un'utilità importante.
Allora.
Poi ci sono alcuni interventi, come dicevo prima, che non faccio più, anche se non c'è, cioè che se non c'è robot non faccio.
Per esempio il retto ultrabasso uomo non lo faccio.
L'esofago non lo faccio, la gastectomia totale non la faccio, la faccio così così ma preferisco sempre le dissezioni retroperitoneali per malattie un po' particolari dove devo andare a spilettare e ho bisogno di stabilità, non la faccio.
da un paio d'anni
il pancast non lo faccio
più l'aparoscopio
ed era una cosa che mi appassionava tanto
la dotenocefo e l'aparoscopio
adesso non la faccio più
chiarissimo, hai dato un bel messaggio
questa è tutta la Denonvilliers che abbiamo sezionato
a questo punto, siamo passati sotto l'aparoscopio
le vescichette anche qui
si vede la sezione che poi condurremo
quindi sostanzialmente
quello che abbiamo visto
nella prima fase, che era la prima fase
dell'aparoscopia, che poi
non è che ha cambiato tanto le a questo è un altro un'altra piccola particolare questa è una
paziente con una rettocolite ulcerosa che nella sua fa nella fase in cui facciamo la
protettomia facciamo questa che la chiamo mucosectomia inversa cioè una volta preparato
tutto il retto elevatori e tutto faccio la rettotomia come vedete circonferenziale prima
di arrivare allo spintere quindi per salvaguardare completamente tutto l'apparato sfinteriale lo
sezioni tutta faccio tutta la rettotomia fino ad arrivare alla mucosa e una volta che arrivo
come vedete lo vedete anche in laterale
e poi posteriore sempre con la stessa tecnica
del ribaltamento del 30°
vedete che i levatori
restano assolutamente illesi
lo sfintere interno ed esterno
restano assolutamente illesi
finiamo
una volta finita
la sezione
della parete muscolare
scolliamo l'ultimo
tratto diretto
la mucosa dell'ultimo tratto diretto
procedendo in questo piano sottomucoso.
Questo ci permette di mantenere integro, come vedete,
si sta creando quasi una sorta di anello muscolare
che è tutto lo sfintere che viene completamente liberato dalla sua mucosa
fino ad arrivare appunto alla mucosa anale.
A quel punto estraiamo il tratto diretto che abbiamo sezionato, asportato, questa è la parte inferiore invece, abbiamo l'ottica girata al contrario e questo è il bordo inferiore,
infatti si vede la salienza molto bene dei due elevatori,
si continua a staccare la mucosa fino ad arrivare sostanzialmente
a quello che sono i gavoccioli emorroidari, per intenderci, lo vedete?
Qui poi ci sarà la mucosa anale, per cui a questo punto,
vedete come si vedono tutti gli strati della mucosa
che diventano una sorta di piccola fisarmonica della muscolare, scusate.
Massimo secondo me
qui la differenza la fa
tra la paroscopia e il robot
qui la fa proprio la grande
per esempio io prima la facevo
tutta da sotto
naturalmente dando anche uno stretch
vedete questa è la visione
si si si vede bene
e devi
naturalmente fare una divulsione anale
devi mettere un divaricatore
invece a questo punto sezioniamo
solamente la mucosa
e una volta sezionata la mucosa come vedete
si passa dentro
perché siamo arrivati all'ano
quindi sezioniamo circonferenzialmente
solamente l'ano
senza fare stretching
sul
ma questo lo puoi fare solo se c'è la crisi robotica
in laparoscopia non ci arrivi
e se ne viene fuori tutto
in laparoscopia non arrivi
fino a sotto
per cui questa parte prima in laparoscopia
la facciamo transanale
io ho finito di annoiarti
Massimo stavi dicendo
Massimo posso fare un commento
perché ti ho lasciato parlare
sono Marino
dicevo i complimenti per l'intervento
che è stato pulito, perfetto
e anche didattico
e ancora i miei complimenti
per la
la lastomosi
per le due
orecchiette che ti rimangono
usando una sotturatrice grande
come una 31
No, uso una 33. In quel caso uso sempre una 33.
Ecco, quando poi usi una 33 è molto meglio, ma si fa anche con la 31.
E poi, dicevo io, dopo l'avvento faccio sempre una colonoscopia intraoperatoria.
Tu facevi col bubble test con l'idropneumatica, che è una cosa validissima.
in più la colonoscopia ti permette
di controllare se c'è qualche
vasellino che sanguina
lo puoi controllare o coagulare
se c'è una perdita
scusami se ti interrompo
ti rinforza il punto in cui c'è la perdita
sì, di fatti quella piattaforma
che vi ho fatto vedere che è appunto
il gel point ha la possibilità
non solo di mettere l'ottica e di fare
il verde o quello che
ma di mettere anche
mantenendo il pneumoretto
anche gli strumenti perché è la stessa
che si usa per la ttm e poi anche dare dei puntini lì dove a volte ci sono quei sgradevolissimi
sanguinamenti ma con la colonoscopia che io faccio da anni ti può permettere di salire anche non solo
per il tumore del retto ma per un tumore dove fai una resezione a 40-30 centimetri oppure anche
anche sul trasverso, così ti permette di fare sempre la prova idropneumatica
e apporre dei punti se necessari, dei moustatici.
Bene, comunque complimenti.
Massimo, innanzitutto complimenti perché soprattutto quella paziente
con la rettocolite ulcerosa è stata veramente una bella cosa.
Senti, però ti sei interrotto quando stavi parlando della pelvi della donna.
Ah ecco, quello di cui ci siamo accorti purtroppo è che nelle pazienti radiotrattate che fanno le resezioni ultra basse, ripeto, quello di cui ci siamo accorti è che a distanza di 4, 5, 7 anni fanno delle bruttissime fistole retto-vaginali, tardive.
Ne abbiamo avuto dai 4 anni ai 7 anni e sono naturalmente un bruttissimo colpo per la paziente, è difficilissimo anche da trattare perché hanno delle vagine con tutto un esito postattinico, perché paradossalmente il tratto di collo che noi portiamo giù per fare l'anastomosi o per fare il pultrugo, la coloano,
è stato comunque
non è stato sottoposto
all'irradiazione
perché sta fuori dal campo
invece quello che
probabilmente è all'origine
di questo è appunto
l'esito post-attinico vaginale
hai ragione
a me è capitato due volte
una a distanza di tre anni
una di due anni e un'altra a distanza di tre anni
spiegabile
No, se non con l'esito della radioterapia.
infatti per esempio ormai nel consenso diciamo a tutte le pazienti che hanno un ultra basso
che devono fare un intervento del genere che purtroppo si registra un alto tasso di fistole
tardive retto vaginali che poi verranno trattate quasi sempre in realtà finora sempre con la
colostomia e a questo proposito intervengo perché ti chieda te ma poi una volta perché io ce n'è
ancora una che c'è la colostomia appunto una di queste che apparentemente con la risonanza con
la retoscopia la fistola sembrerebbe che sia completamente chiusa io non li ho ricontrollate
più però adesso che mi dici così proveremo a riguardarle e io a questo punto perché io lo
lo sto rimandando ormai poi tra l'altro
ma sarà il caso
di ricanalizzarla
io non rischierei
perché una fistola tardiva
almeno questo è quello che penso io
una fistola tardiva come quella
anche se tende a chiudersi
con l'esclusione
io non so quale possa essere
il motivo per non riformarsi
infatti questo è un
e andare anche a scollare
a cercare di fare una plastica
o altro
con una parete vaginale posteriore
così compromessa
e ormai
molto anelastica
poco atrofica
secondo me è anche un'esagerazione
il rischio
di insuccesso secondo me è molto alto
anche cercando di
porre di rimedi
io vi devo chiedere, vi saluto
perché sto ritornando in sala
abbiamo una brutta urgenza
e quindi vi voglio salutare
grazie innanzitutto a Massimo
ma a Giorgio Palazzini
il ringraziamento va a Giorgio
anche dai giovani che sono vicini a me
che hanno seguito in diretta
questo intervento
questi commenti
anche interventi di Massimo
e speriamo
ce ne siano altri
di questi collegamenti, Giorgio
che ne pensi?
allora intanto ringraziamo
la professoressa perché come al solito
ha messo un pochino di pepe
specialmente all'inizio che eravamo
un po' tutti intitubanti
io onestamente neanche mi ricordavo
tutti i cognomi dei colleghi
che si sono stati qui
ad ascoltare il nostro amico Viola
per 90 minuti
perché un po' motivi familiari
tutti a casa
con 39 di febbre
tanto perché io ho detto andiamo tutti in campagna
per Pasqua o per carità
si rimane tutti a Roma perché
prendiamo tutti la febbre
e quindi dico rimango in istituto
così magari resto tranquillo
comunque grazie Angela
perché sei stata eccezionale
come sempre
se tutto va bene da qui fino al congresso
ce ne abbiamo altri 10 di webinar
ogni 15 giorni
ne faremo uno
tutti interessanti come sempre
il meno interessante
è chi li organizza che sono io
perché sono un pochino stanco
fondamentalmente
perché la tecnologia dà sempre problemi
avete visto per il viola che è scomparso
ho usato il pc senza
ricaricare la batteria
tutto può succedere
comunque ringrazio tutti
viola perché è stato eccezionale come sempre
perché ha mostrato la sua maestria
e dobbiamo fargli i complimenti
poi ringraziamo Fiori
perché io sto utilizzando ancora
la vecchia stanza che mi ha lasciato lui
in eredità
lo ringrazio
perché se no tutto lo spazio
non l'avrei avuto a disposizione
perché nella mia vecchia stanza riesco a fare tutto
cosa che se vado a casa
chi strilla, chi urla diventa praticamente impossibile
quindi un grazie a Fiori
doppio, triplo, quattro
come volete
dopodiché dobbiamo ringraziare Marino
perché si è prestato
bensì che anche lui stia in campagna
si è andato a comprare l'antenna
per essere con noi
per poter trasmettere direttamente da casa sua
E poi Fidanza che ha sfidato la Bora per poter essere presente perché mi dicono che tirava abbastanza forte, io vi posso garantire che ieri che stavo al Bambin Gesù c'era 60 km all'ora del vento, tanto è vero che uno dei componenti della mia famiglia l'influenza l'ha beccata lì sicuramente.
E quindi speriamo di vederci presto, io non so, Fabrizio penso che fra un paio di giorni tutto sarà messo online su Laparoscopic TV, avete visto che Laparoscopic.it che è il sito del congresso si è rinnovato, c'è un portale nuovo, una faccia nuova, molto più performante, speriamo che le persone, i colleghi continuino a seguirci,
l'iscrizione al congresso
vanno un po' fiacche
siamo ancora fermi sui 500
però insomma piano piano
arriveremo a riempire l'aula
spero anche che stanno
gli sponsor si nascondono
come loro costume
ma speriamo che ci diano una mano
come sempre
e grazie ancora
per tutto quello che avete fatto
per noi in questi anni
anche perché stiamo andando
verso il quarantunesimo
quindi dobbiamo spegnarci
sempre di più
grazie
spero di rivedervi presto
grazie di nuovo
grazie a tutti
buona sera
grazie a voi
e grazie a tutti quelli che si sono collegati
che fino adesso erano in 145
fissi
ma abbiamo raggiunto il picco del 238
grazie di nuovo
grazie a tutti
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