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30° CAD anno 2019 16° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA Saluti Inaugurali Presidente 30° Congresso Chirurgia Apparato Digerente Prof. G. Palazzini Presidente Aico Lazio B. Tomei I SESSIONE Moderatori della mattina TRICASE F. Medas (Cagliari) C. Buttarelli (Treviso) ROMA L. Alberti (Monza) B. Tomei (Roma) DIRETTA DAL BLOCCO OPERATORIO In collegamento dall’Azienda Ospedaliera “Cardinale Panico“ di Tricase (LE) Colon destro laparoscopico M. Viola (Tricase, LE)
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Buongiorno a tutti, benvenuti. Vi ringrazio per essere sempre numerosi, preziosamente
devoti a questo congresso. Ringraziamo gli amici di AICO che collaborano ormai da 16
anni, da quando ci siamo trasferiti dal CNR qui in questa prestigiosa sede. Come avete
visto, anno per anno cerchiamo di aumentare la qualità, di aumentare la possibilità
di collegarci con l'Italia ma anche con il resto del mondo per vedere quello che succede
nel mondo chirurgico, vedere quale sarà il futuro del mondo chirurgico, come avete visto
ieri abbiamo presentato la realtà virtuale, quello di poter entrare dentro un'altra sala
operatoria, poter fare delle didattiche, sono cose che io ormai studio da anni perché credo
che sempre più ci sia la necessità che tutto il personale di sala operatoria, che sia un
un infermiere che sia un chirurgo, che sia l'anestesista, è l'equipe che vince, non è una persona singola.
E quindi quest'anno ho voluto fare anche per voi una cosa un po' diversa,
mettendovi a contatto sia con il chirurgo sia con il personale di sala operatoria.
Abbiamo scelto Tricase, dove sapete che sta il vostro presidente,
quindi cerchiamo di vedere se lui effettivamente fa il suo dovere.
è stato un po' duro, è un contrasto tra me e lui per fare il programma
perché lui lo vede a modo suo, io lo vedo un po' a modo mio
e quindi abbiamo cercato una via di mezzo
e se è possibile metterei Tricase in onda
sperando che funzioni perché ieri sera mentre eravamo in collegamento
è scomparso il segnale, il provider in Puglia si era rotto un server
non si erano accorti e quindi abbiamo avuto un po' qualche perplessità per questa mattina
Ma sembra che tutto sia stato risolto, quindi speriamo di poter andare avanti.
E non siete ancora pronti?
L'ho detto, succede di tutto.
Quindi io darei la parola qui al vostro Presidente regionale Lazio,
che si coordinerà con il vostro Presidente nazionale.
E speriamo che non ci facciano capricci,
se no dovrete studiare come fare
per mantenere viva la sessione
ma intanto non vi manca la possibilità
di fare questo
ma no no no
ne avete tanti di argomenti pronti
poi loro vanno preparati
una bella prova
che sarà verso le 10
credo che stravolgerà un pochino
di cose
io vi ringrazio ancora molto
spero di rivedervi il prossimo anno
sempre se tutto funziona
se no dice è meglio non andare a Roma
ma non funziona nulla, già abbiamo le buche nostre, ne aggiungiamo altre.
Grazie di tutto.
Buongiorno a tutti e benvenuti, ringrazio il professor Palazzini per questo invito,
appunto la sedicesima volta che siamo qui per questa occasione.
Ringrazio anche per questo nuovo format, diciamo che è un po' una sfida,
effettivamente vedere poi dopo, seguire la diretta da Tricase e poi vedrete come lavoreranno i colleghi
nella sala a fianco
che sono i colleghi del Gemelli
che proporranno una sessione di simulazione
che è una delle tecniche che loro utilizzano
durante il Master per Strumentisti
all'Università Cattolica di Roma
quindi è una cosa veramente molto interessante
e per AICO questo è stato un anno
un altro giro di boa
perché a primavera sono stati rinnovati
gli organismi nazionali
e poi quelli regionali
e quindi inizia un altro triennio
due parole solo perché finiamo l'anno
poi fondamentalmente Valazzini capita sempre a fine anno
e quindi ci consente di fare un bilancio
e quindi quest'anno si chiude con tutta una serie di eventi
che sono stati organizzati sul territorio nazionale
il fine settimana scorso c'era un evento in Friuli
un evento in Calabria
un evento in Sicilia
e un altro evento a Siena
4 eventi sul territorio nazionale
società scientifiche
infermieristiche che propongono
un'offerta così sul territorio
in un fine settimana
oggettivamente va detto non ce ne sono
il lavoro che però verrà fatto nei prossimi 3 anni
non sarà solo quello degli eventi
noi siamo all'interno dell'albo delle società scientifiche
al ministero e quindi
la prima sfida dovrebbe essere quella
da qui a 3 anni
cioè rimanere lì dentro e cominciare a produrre delle cose
perché lì dentro ci si rimanga e poi si lavorerà su molti altri fronti.
Io non la faccio tanto più lunga, vediamo se il...
Buongiorno a tutti, io sono Federico e ci troviamo adesso all'ospedale di Tricase,
ospedale Panico, Cardinale.
Oggi affronteremo un intervento chirurgico, sarà una surrenectomia e una colecisti.
Quello che mi preme capire insieme a voi è come ci muoviamo all'interno di questa sala operatoria.
Il paziente adesso si trova già all'interno della sala operatoria, è posizionato lateralmente e con un ducubito laterale e poi ci faremo dire anche dagli strumentisti e dal personale che lavora in questa sala quali sono le caratteristiche del paziente, quali sono le caratteristiche della posizione e quali strumenti utilizzeremo oggi.
Ci troviamo in una sala ibrida, una sala che è ad altissima complessità, gli spazi sono molto più ampi rispetto alle classiche sale operatorie delle chirurgie normali e in questo caso abbiamo dei grandi schermi, abbiamo una C di brillanza che si può muovere su un tetto con dei binari e una strumentazione che ci permette di eseguire chirurgia ad altissima complessità.
Adesso in questo momento cominciamo a farvi vedere un po' qual è la posizione che assume il paziente e chiamerei qua con me Luca, se lo troviamo Luca.
Vi comincio già a dire qualcosa su come il paziente è posizionato.
Come potete vedere il paziente è posizionato in un decubito laterale, espone il lato destro e assume una posizione altamente spezzata sul letto operatorio.
Adesso Luca ci dice esattamente come e perché abbiamo posizionato il paziente in questo modo.
La posizione in questo caso è molto importante dal punto di vista chirurgico per facilitare il chirurgo nel suo lavoro.
Dato che si tratta di un intervento di surinectomia destra, il paziente viene posizionato lombotomico destro con relativa spezzatura.
La spettatura viene fatta tra la cresta iliaca e l'arcata costale e facilita l'accesso del chirurgo e automaticamente il suo lavoro.
E' molto importante in questo caso la sicurezza del paziente, onde evitare sia lesioni nervose che da decubito e vengono usati in questi casi dei presidi a facilitare il lavoro nostro di infermiere per evitare questo tipo di lesioni.
Perfetto. Come potete vedere il paziente nella posizione che c'è tu Luca ha dei dispositivi antidecubito che gli garantiscono quindi la sicurezza sul tavolo operatorio, ma potete vedere che abbiamo il paziente avvolto con un dispositivo che attraverso un vacuum toglie l'aria e ci permette di sagomare intorno a lui un dispositivo che lo mantiene in posizione.
Gli altri dispositivi che sono posizionati sul paziente sono una piastra elettrica che ci garantisce la sicurezza per il bisturi monopolare, poi abbiamo un sistema di controllo dell'anestesia dove abbiamo saturimetria, pressione cruenta con un'arteria e pressione non cruenta, un tubo endotracheale armato perché il paziente è posizionato lateralmente quindi questo evita che il tubo si possa strozzare all'interno
e poi abbiamo anche ovviamente l'accesso venoso che ci garantisce la prefusione di liquidi per tutto quanto l'intervento all'anestesia.
Adesso io passerei la parola e cominciamo a parlare.
Sì, è della luce qua.
Quando vuoi mi dici riprendo poi che passiamo la parte della...
Bene, adesso invece passerei all'altra parte e cominciamo a parlare di strumentario e di dispositivi che utilizziamo in chirurgia.
è passare la parola a Moreno, Territory Manager della Mollic, che ci presenta il procedure pack.
Buongiorno a tutti.
Allora, oggi presenteremo un set procedurale e il significato di set procedurale.
Mollic ha la possibilità di creare dei kit per ogni esigenza, per ogni tipologia di intervento chirurgico.
In questo caso oggi parleremo di kit procedurale per la paroscopia, dove all'interno del kit procedurale troveremo sia le coperture per il campo operatorio, per i tavoli, tutto ciò che serve agli strumentisti e tutte le coperture per il paziente.
Nello specifico oggi all'interno troveremo un monotelo di copertura con una tecnologia che viene chiamata Barrier Flex, quindi un monotelo che coprirà tutto il paziente, quindi permetterà all'operatore di poter coprire il campo sterile autonomamente.
La tecnologia Barrier Flex è una tecnologia che contraddistingue l'adesivo e l'elasticità di questo, cioè l'adesivo si modella automaticamente adattandosi alla zona chirurgica anche durante il mantenimento dello pneumoperitoneo.
All'interno dei set procedurali sono personalizzabili e personalizzati, è possibile inserire una quantità di dispositivi medici oltre che di coperture di sala operatoria personalizzati, quindi ogni intervento ha la possibilità di essere personalizzato con dispositivi medici che servono per quello specifico intervento.
Melli che ha la possibilità di inserire più di 5.000 componenti, ha a disposizione più di 5.000 componenti da poter inserire al suo interno e soprattutto la specificità del set personalizzato consente di massimizzare l'efficienza in termini di risparmio di tempo, nessuno spreco di prodotto,
minor quantità di rifiuti, minor necessità di prodotti sfusi, accurata pianificazione degli ordini e versatilità della composizione.
Ora la strumentista sta facendo vedere che autonomamente può aprire il set dove all'interno trova già i camici, la sacca di maio.
Allora facciamo così, adesso cominciamo a vedere nella parte del paziente come ho posizionato i teli di cui ci stava parlando Moreno.
Qual è quindi il vantaggio di questi teli Moreno?
Allora il vantaggio di questo telo, come dicevo, è che questo è un monotelo che permette all'operatore di poter coprire in un'unica manovra da solo il paziente.
Quindi è un telo ad alta drappeggiabilità, un telo triaccoppiato impermeabile assorbente e con la tecnologia, se possiamo inquadrare il sito chirurgico, con la tecnologia dell'adesivo barrier flex.
Cioè quando l'addome verrà insufflato con la CO2 vedrete che l'adesivo è talmente elastico che si modella a seconda del gonfiore del pneumo peritoneo.
Sì, termino una cosa. All'interno del kit procedurale troviamo, possiamo anche inserire tutti gli strumenti per la paroscopia, compresi i trocar e gli strumenti.
Moreno, siamo in diretta adesso con Roma, quindi finisci pure il tuo intervento e poi cominciamo con le posizioni a caso clinico.
Ok, e gli strumenti che Mölli che ha una sua linea, che è l'unica azienda che può in un set procedurale inserire anche la propria linea dalla paroscopia.
Grazie Moreno. Allora adesso siamo in diretta, buongiorno, c'è stato un po' di problema di collegamento, adesso siamo riusciti a entrare in merito all'intervento e vorrei iniziare, visto che non c'eravate prima, con l'esposizione del caso clinico dalla parte della dottoressa.
Se posso avere un gelato, così vi spieghiamo che cosa stiamo combinando in questo momento. Moreno il gelato, per piacere. Dottoressa, le chiedo il caso clinico. Ecco qua, prego.
Si tratta di un paziente di 77 anni che faceva dei controlli ecografici per un tumore prostatico in follow up
ha un riscontro ad un'ecografia addome di una lesione surrenalica destra che ai controlli successivi si è vista incrementata di volume
Con gli esami ematici si è vista la funzionalità del surrene, per cui si tratta di un adenoma surrenalico funzionante, incrementato di volume rispetto ai controlli precedenti, per cui è stato candidato ad intervento di surrenectomia destra.
e clinicamente inoltre ha avuto una clinica indicativa per coliche biliari ripetute
anche l'ecografia dell'addome e l'attack successivamente hanno fatto vedere una calcolosi della colecistia
al momento non complicata per cui è stato candidato oltre all'intervento di surenectomia destra
ad un intervento di colecistectomia laparoscopica.
C'è un piccolo particolare, nel senso che abbiamo voluto farvi vedere anche come in alcuni interventi sulle vie biliari, in questo caso un intervento più semplice come quello della colicistectomia, abbiamo utilizzato il verde di indocianina.
Mi piacerebbe se il nostro responsabile dell'utilizzo clinico e della gestione del verde d'indocianina nel blocco operatorio,
che è il professor Andrea Micello, il nostro infermiere di sala, vi possa elencare un po' quelle che sono le modalità di utilizzo
o almeno quella che è la nostra esperienza nell'utilizzo del verde d'indocianina.
Grazie, buongiorno a tutti, ringrazio la dottoressa Barbieri e tutta l'equipe di oggi.
Il verde endocianina è una flora cianina, le caratteristiche di monofluorescenza vengono utilizzate in molte procedure di chirurgia.
Il tempo di somministrazione dipende dal target chirurgico.
Nella nostra esperienza l'utilizzo nella chirurgia ipotopiliare prevede la somministrazione di una fiala intera circa 25 mg, circa 12 ore preoperatorie per la visualizzazione dell'albero biliare e delle lesioni epatiche primitive o secondarie che vengono visualizzate come alone verde circostante la lesione.
Nell'introperatorio l'utilizzo è finalizzato allo studio della vascolarizzazione tessutale e del sistema linfatico.
Nel primo caso l'iniezione è endovenosa e serve per la valutazione dell'apporto vascolare arterioso e dello scarico venoso
utilizzato in chirurgia conorettale nella valutazione della vitalità dei monconi colici preanastomotici
mentre nel secondo caso l'iniezione viene effettuata dal chirurgo o dall'endoscopista
nei quattro punti cardinali, a ridosso della lesione, specialmente chirurgia colorettale e gastrica.
Ora vi dirò delle piccole chicche di interesse infermeristico.
La principale è la saturazione, la quale dopo la somministrazione di questa fiaba di verde
si va a legare all'albumina, quindi una volta arrivata a livello tessutale
la saturazione potrebbe scendere un pochettino, ma non dovete preoccuparvi perché subito dopo qualche secondo risale di nuovo ai valori normali.
E l'altra è la somministrazione di dosaggi inferiori, tra cui circa 0,2-0,4 mg pro chilo,
permette questa la ripetizione dell'esame senza inficiare comunque sulla ripetizione del test.
Grazie.
Grazie.
Applausi.
Allora, adesso invece diamo la parola nuovamente alla dottoressa Barbieri che ci presenta l'equipo operatoria. Prego, dottoressa.
Sì, allora come vedete questo è il campo operatorio, come il primo operatore il dottor Massimo Viola, accompagnato dal dottor Matteo Gregori e dalla dottoressa Maria Teresa Mita.
È stato posizionato il primo trocker sotto costale destro, l'ottica, sì, quello è il disegno operatorio sul campo, quindi l'arcata costale destra, quella è la cresta eliaca, come vedete la spezzatura di cui parlava prima Luca,
educa e permette di esporre di più il campo per cui si allarga lo spazio tra l'arcata costale
destra e la creste liaca di destra, è disegnato anche, non so se potete passare dall'altra parte
per far vedere l'oxifoide e poi una piccola incisione sovrapubica per il funnestil che
sarebbe poi il punto di estrazione del pezzo operatorio. I trocar vengono posizionati quasi
sulla stessa linea sempre sotto l'arcata costale destra ricordiamo che verrà
tolta anche la colecisti e diciamo che più o meno ergonomica anche la
posizione per l'intervento di colecistectomia laparoscopica quindi
posizionato il primo trocar dell'ottico posizionati gli altri due si esplora la
cavità addominale e si inizia la dissezione
A questo punto possiamo inquadrare anche il lavoro che fa lo strumentista su tutto quello che riguarda il campo operatore.
Dimenticavo il pilastro, Fernando De Vincenti, il nostro strumentista.
Ciao Fernando, buongiorno.
Buongiorno Fernando, scusami Fernando.
Allora, Fernando strumentista di oggi, possiamo inquadrare magari il tavolo operatorio qua,
il campo operatorio dello strumentista, se possibile, e così facciamo vedere anche quali sono gli strumenti
che utilizzerà il dottor Viola in collaborazione con Fernando.
Allora, in questo caso nel tavolo vedete dei ferri chirurgici che possono essere utilizzati per l'apertura,
ad esempio di piccoli accessi chirurgici per il peritoneo e poi abbiamo un termos per l'acqua calda
per scaldare l'ottica che in questo caso è un'ottica che ci permette la visione in endoscopia
alcuni strumenti di videolaparoscopia laterali come forbici, joan, grasper e a video in questo caso
per sospendere la collecisti sta utilizzando una joan e altri strumenti invece che ci permettono
di legare ad esempio vasi o comunque distretti arteriosi o venosi come pinze di hemoloc di
diverse dimensioni. Il campo operatorio che prepara lo strumentista è tutto quello che
serve per il tipo di intervento e quindi tutto quello che invece può servire è disposto
su un altro campo chirurgico. Nel telo che abbiamo posizionato sopra i pazienti sono
Sono presenti delle sacche dove lo strumentista può inserire altre tipologie di strumenti
come aspiratori, crochet o anche bisturi di energia monopolare o bipolare.
E invece nella colonna che è in visione con tutta l'equipo operatoria
è in visione l'intervento, quello che si vede all'interno dell'addome del paziente.
Nella colonna abbiamo insufflatori di CO2 che ci permettono di eseguire il primo portoneo
come ci indicava la dottoressa Barbieri.
barbieri una parte della telecamera e una parte relativa alla fonte luminosa.
Adesso in questo momento possiamo invece passare, se posso ancora collaborare con
la dottoressa Barbieri, possiamo passare alla parte anche un po' più chirurgica
perché abbiamo cominciato dottoressa con la colecisti. Il gelato lo diamo subito,
mi serve un gelato e ti faccio subito fare le cose. Prego. Allora noi adesso come
Come vedete adesso c'è il trocar dell'assistente con la Joanne che regge il fondo della colecisti
e i due trocar dell'operatore dove ci sono la corrente monopolare e la Joanne
che invece iniziano la dissezione, la liberazione in questo caso di alcune ederenze,
aumento epatico, aumento tra l'aumento e la colecisti per esporre quello che è poi il triangolo di calò
dove verranno individuati arteria e dotto cistico.
L'esposizione del calò, come vedete adesso che verrà esposto il calò,
possiamo anche utilizzare l'immunofluorescenza per la visualizzazione,
anzi utilizzeremo l'immunofluorescenza per la visualizzazione della struttura biliare,
in questo caso il dotto cistico e la via biliare.
Dottoressa, perfetto, la ringrazio.
Allora, a questo punto, considerato che abbiamo avuto un piccolo problema con la linea prima,
vorrei far parlare nuovamente Moreno, in collaborazione se c'è ancora Sabrina.
Sabrina, mi serve il tuo aiuto, perché dobbiamo parlare brevemente, come abbiamo fatto prima,
riguardo il Procedure Pack.
Quindi se ti puoi investire esterilmente, sì, per piacere, così facciamo vedere un po' di cose. Mentre stiamo continuando con l'intervento, la collecistica è quasi esposta, facciamo preparare subito la strumentista e vi parliamo quindi in diretta di quello che è il procedure pack.
Il verde di endocianina c'è la viabiliare, questa come diceva prima Andrea è una somministrazione che viene fatta il giorno prima all'intervento,
quindi circa 12 ore prima, questo perché si dà la possibilità per visualizzare le sole viabiliari eliminando quello che è invece il matribolismo dell'endocianina a livello epatico.
vedete il verde opacizza ovviamente la colecisti
opacizza le due strutture
che si andranno ad identificare
per eseguire una corretta colecistectomia
quindi il cistico che verrà successivamente legato
per la viabiliare
invece che verrà preservata
faccio una domanda io
il verde di indocianina quindi in quali indicazioni
viene utilizzato a parte la colecisti?
ma nel fegato
nella chirurgia epatica
in genere viene utilizzato anche
durante gli interventi di resezione epatica
per cui sia tumori primitivi che secondari, quindi metastasettomie da tumori ad esempio colici o rettali e primitivi tipo colangio-carcinoma,
quindi sia nelle resezioni minori che nelle resezioni epatiche maggiori.
Anche qui in genere la somministrazione la facciamo il giorno prima perché quello che si andrà a vedere nell'intraoperatorio
è questa lesione delimitata da un alone verde che è essenzialmente dovuto un po' alla dilatazione dei dotti biliari
che sono intorno alla lesione. Noi lo utilizziamo molto nell'intraoperatorio, diciamo quasi
quotidianamente, anzi quotidianamente, per lo studio, come dicevamo prima, della vascolarizzazione
anastomotica e dell'individuazione del sistema linfatico, soprattutto nelle linfettomie mirate
da chirurgia gastrica, durante gli interventi di chirurgia gastrica.
Grazie dottoressa. Bene, siamo pronti adesso invece con Sabrina e Moreno, che se prego il cameraman di visualizzare nuovamente il campo chirurgico qui, che ci parleranno brevemente di quello che vi siete persi un po' prima della molliche. Prego Moreno.
Allora, prima ci siamo persi, mi hanno riferito che non sentivate, quindi ci siamo persi l'apertura del set procedurale.
Come sapete ogni intervento chirurgico possiede specifiche esigenze che devono essere costantemente riviste.
E quindi il set procedurale personalizzato permette di creare su misura,
quindi di inserire all'interno sia le coperture sterili per sala operatoria
che tutti i dispositivi medici che a noi servono
per soddisfare le diverse necessità
un set procedurale personalizzato
consente di mantenere e di massimizzare
sempre l'efficienza in sala operatoria
in termini di risparmio di tempo
nessuno spreco di prodotto
minor quantità di rifiuti
minor necessità di aprire prodotti sfusi
un'accurata pianificazione degli ordini
e la versalità della composizione
all'interno dei procedure pack
sono personalizzati e personalizzabili
quindi per ogni procedura noi assieme agli operatori
possiamo decidere che dispositivi medici servono all'interno
Mellic ha a disposizione più di 5.000 prodotti che noi possiamo scegliere da inserire all'interno del set personalizzato.
Mellic è l'unica azienda che può inserire all'interno la propria linea di laparoscopia,
Quindi i propri strumenti, i propri trocar e personalizzare il più possibile quello che viene utilizzato durante un intervento chirurgico.
Grazie Moreno. Io voglio chiedere adesso a Sabrina invece se utilizzare questo tipo di procedure pack ti rende la vita un po' più semplice come strumentista.
Sicuramente renderà la vita più semplice perché non devo raggruppare il materiale per un intervento, invece questo, aprendo un unico pacco, io ho già all'interno tutto quello che mi serve per svolgere l'intervento stesso.
Perfetto, grazie Sabrina.
All'interno del set procedurale noi abbiamo anche un insert card dove vi è scritto tutto il materiale che noi troviamo e decidiamo di inserire con delle etichette rimovibili adesive di rintracciabilità.
Un'etichetta permette la rintracciabilità di tutti i prodotti all'interno, inoltre è possibile personalizzare il kit con un codice colore in modo tale da far sì che durante lo stoccaggio dei set procedurali noi possiamo attribuire un diverso colore per ogni tipologia di intervento o per ogni specialità chirurgica.
Quali siano le specialità di più infermieri? Quanto tempo ci è voluto per arrivare a un...
Sì, staccato.
Aspetta un attimo.
Forse devi proprio provarci a...
3, 1, 2, 3, via.
Buongiorno, grazie per il collegamento, grazie della vostra presenza.
Sapete che siamo in diretta dal Cardinale Panico di Tricase.
Io sono Totò Casarano, il Presidente Aeco Italia.
Abbiamo studiato questa giornata insieme a Giorgio Palazzini, il prof, perché ci sembrava interessante anche far vedere un po' come si fa e l'agire è fondamentale per la definizione piena delle competenze infermieristiche in sala operatoria.
Dalla Cardinale Panico siamo collegati con la sala ibrida, una sala che offre la possibilità con le multitecnologie presenti di effettuare interventi ibridi combinati e abbiamo la possibilità di interagire con lo staff chirurgico del dottore Viola che ha sapientemente saputo mettere insieme per effettuare gli interventi di clinica chirurgica d'eccellenza.
Uno sguardo particolare lo vorremmo dare alla documentazione che utilizziamo nella fase di accoglienza e nella fase di mantenimento del tempo chirurgico, quindi il conteggio di una serie di dati e la dimissione del paziente.
Se vogliamo farla vedere un momento, la documentazione infermieristica è stata racchiusa, è stato fatto un puzzle ma importante dal punto di vista del significato medico-legale.
Quindi abbiamo una prima parte che è la parte iniziale di accoglimento del paziente, poi se ci saranno domande siamo aperti, che è composta dai soliti dati anagrafici e dal team chirurgico e soprattutto il timing, cioè il tempo d'arrivo, il tempo di preparazione, il tempo chirurgico e il tempo di recovery room.
Questa prima fase segue ad un'altra che è la fase fondamentale della gestione infermieristica strumentistica
per cui tutta la fase del conteggio, strumenti, garze e altri dispositivi medici
viene rapportata e riportata pedissequamente durante l'utilizzo.
Quindi la fase di conteggio iniziale, di conteggio intermedio, di conteggio a chiusura della cavità
e di conteggio finale dell'intervento.
dopodiché una serie di documenti utili a tracciare
quali sono gli elementi utilizzati durante l'intervento
strumenti, dispositivi, materiali, suture
viene riportata in maniera analitica attraverso le etichette e i barcode
sulla cartella infermieristica
quindi c'è una parte dedicata alla etichetta
questa viene una volta che il paziente è dimesso
ovviamente custodita nel tempo per garantirne la tracciabilità
Le etichette sono utili intanto a monitorare l'utilizzo del set, in più sono anche utili a specificare nel processo di tracciabilità che il set è stato utilizzato, altrimenti il sistema computerizzato ne ravvede la scadenza d'utilizzo.
Per cui è il sistema stesso che nella tracciabilità ti avvisa di avere materiale sterile, quindi c'è un rendiconto virtuoso da parte della tecnologia che in questo caso aiuta in maniera precisa, analitica e puntuale l'infermiere nella gestione del materiale sterile.
La parte posteriore della scheda che vedete in formato A3, perché si è arricchita nel tempo di altri fogli documentali, comporta nella prima fase la checklist di sala operatoria, la cui check non è solamente copiata da quella che è l'originale,
ma al momento è mantenuta, perché esauriente ed esaustiva, soprattutto nell'alta complessità,
di tutti i dati relativi a sign in, time out e sign out.
Per cui all'arrivo del paziente si compila la prima fase, che è questa, una grafica,
dopodiché si va sulla check e nei tempi opportuni viene ovviamente applicata
e infine la stessa grafica viene mantenuta a chiusura dell'intervento dalle direzioni sanitarie
che ne fanno l'uso opportuno, quello di rendiconto e di integrazione con la parte clinica.
Non è che non esista una computerizzata, il problema è ancora che il cartaggio aiuta a questo momento di transito
tra il sistema computerizzato e il sistema cartaggio che rimane sempre valido
nella misura in cui alcuni meno pratici nella parte computerizzata debbano pur avere la possibilità di rendicontare il sistema di gestione infermieristica
e in questo caso avanzato nella clinica di chirurgia del dottore Viola.
Abbiamo chiamato il dottor Medas a moderare la giornata perché ci sembrava anche utile un occhio esterno
capace di fare da moderatore, facilitatore, se volete, presentatore di quella che è la giornata.
Evidentemente Aigo dà dimostrazione di dare voce a tutti, di dare la possibilità a tutti di esprimere la propria professionalità
e di essere garante di quelle che sono le specificità infermieristiche in sala operatoria,
sempre più oggi, dibattute e bistrattate, diciamo anche così.
Quindi affermare l'autonomia professionale in un ambito di così alta specificità diventa una cosa essenziale perché noi non parliamo ma diamo prova coi fatti di quello che siamo.
Io vi auguro oggi una buonissima giornata formativa e vi auguro di darvi una buona occasione di poter fare un sano, vero e professionale, oltre che scientifico, dibattito di confronto.
Buona giornata a tutti.
Grazie Totò. Io colgo l'occasione per chiedere a Totò quanto sia importante avere un'equipe formata all'interno della sala operatoria. Prima voglio chiedere a Totò, innanzitutto siamo oggi qua in questa sala ibrida, c'è tanto personale per questa giornata, voglio chiedere però con quante persone lavorate per eseguire interventi di questo tipo come una colecistectomia e una surrenectomia?
E' un'ottima domanda. La passione con cui ci prestiamo ogni giorno a garantire il nostro lavoro riguardo alla necessità che il cittadino esprime è visibile.
I ragazzi si sono anche volontariamente, quindi lo staff di mattina e di pomeriggio è contemporaneamente presente e quindi abbiamo un bel numero di persone, oltre che addirittura le persone che erano per altri motivi collocate a casa o in ferie o per motivi di salute sono qui con noi.
evidentemente esprimono quella che è la loro specificità e il loro ruolo e
affermano qual è l'entusiasmo con cui si prestano al lavoro. Normalmente lo staff
è costituito da tre persone, abbiamo nella sua alta complessità di
casistica del dottore Viola uno strumentista, un infermiere circolante
che è anche uno strumentista o può essere una nurse d'anestesia e una nurse
d'anestesia dedicata. La maturazione a questo livello di competenze è un
percorso per cui nel dal momento in cui questo tipo di chirurgia ha espresso
questo tipo di necessità si sono scelti vedete anche per la robotica le persone
che avessero più appeal con il chirurgo che è fondamentale ma anche più appeal
con la professionalità infermieristica perché è anche quello un percorso di
crescita quindi diciamo che siamo approdati a questo sistema grazie al
fatto che i ragazzi ce l'hanno messa tutta ma hanno creato anche un sistema
Il sistema di scuola, di tutoraggio, per cui chiunque si affacci trova solo che esclusivamente una metodologia applicata su campo, che è la più importante, utile a portare chiunque a quei livelli.
Il chiunque diventa che chiunque può osare. Il problema è che non tutti arrivano.
Grazie Toto. Adesso voglio farvi vedere un po' di sala operatoria e così commentiamo magari entrando in sala operatoria qualcosa che riguarda più prettamente anche l'intervento.
Prego. Quindi ritorniamo in sala operatoria e vediamo a che punto siamo dell'intervento.
Prego il cameraman di seguirmi.
Allora, voglio chiedere a che punto siamo dell'intervento, Luca?
Abbiamo già, abbiamo ancora la colecisti lì.
Siamo sul surrene e quindi procederà la surrenectomia vera e propria.
Posso disturbarla, dottor Viola, per chiederle in questa fase quindi a che punto siamo dell'intervento?
Abbiamo solamente sezionato le aderenze che c'erano tra Colecisti e Colon in modo tale da trovare lo spazio per accedere a Surrena.
Abbiamo con l'occasione anche proceduto a legare il cistico e la cistica e lasciato la colicisti in sede perché potrebbe servirci anche come trazione per il fegato, per avere delle trazioni non traumatiche sul parenchimo epatico.
Poi abbiamo posizionato delle clip sulla vena surrenalica, come vedete, che emerge dalla cava.
In realtà emerge da un ramo comune che dà anche una sovraepatica accessoria.
Qui, vedete, il surrene è questo qui sotto.
Grazie Ottorviola, la lasciamo lavorare.
Mentre continuiamo il tour all'interno della sala operatoria e vediamo che Fernando si è posizionato dall'altra parte del tavolo operatorio rispetto a prima perché necessita di una posizione diversa per aiutare e quindi strumentare l'intervento.
In questo caso se possiamo magari mandare a video con la telecamera l'intervento, notiamo quindi che stiamo utilizzando in questo momento degli strumenti bipolari e ad alta energia per eseguire una sezione di sezione e quindi arrivare sino al surrene.
Il paziente ovviamente all'interno della sala operatoria in questa posizione un po' particolare è riscaldato e quindi mantiene la sua temperatura corporea di circa 37 gradi e oltretutto poi è adagiato quindi su dei dispositivi antidecubito quindi si garantisce la sua sicurezza.
Allora ne approfitto un attimo per chiedere anche al dottor Viola che cosa ne pensa dell'utilizzo di un set procedurale.
me è una cosa è una una soluzione un modo di diverso di concepire la quello che è il lavoro
stesso anche non solo del chirurgo ma soprattutto dello strumentista e che ha dei indubbi vantaggi
ha degli indubbi vantaggi che sono legati al fatto che è un kit che normalmente prevede la definizione di quello che c'è dentro, lo strumentista è a conoscenza di tutto quello che c'è dentro,
Non ha bisogno di concordare o verificare a secondo del chirurgo o dei capricci del chirurgo che quel giorno può essere in sala, che cosa utilizzare o meno, quali ferri.
Che sapete noi chirurghi siamo delle brutte bestie. Per cui questo riduce l'errore, se così si può anche definire, legato alla presenza o meno di strumentario che comunque nelle prime fasi può essere perfezionato.
perché poi si può anche definire quale tipo di strumentario e poi modificarlo nel tempo, come vi dicevano prima, sono kit che possono essere studiati in maniera, adattati a qualsiasi tipo di procedura.
E per finire sostanzialmente il discorso, quindi permettono anche di avere quella serenità da parte dello strumentista che va a preparare la fase fondamentale di inizio.
punto noi passiamo nella sala di là cioè rimaniamo tutti qui il collegamento
passa nella sala di là ci sarà un tempo tecnico per potete chiudere con loro ci
sarà un tempo tecnico per collegare la sala e per far vedere le attività
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