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28° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE VIDEOFORUM SALA AZZURRA VENERDÌ 24 NOVEMBRE 2017 ore 14.30 Presidenti: G. ANANIA (Ferrara) E. DE ANTONI (Roma) Moderatori: V. BLANDAMURA (Roma) A. CRUCITTI (Roma) P. NARILLI (Roma) Discussant: G BARLETTA (Caserta) M. CALGARO (Alba, CN) M. CASTAGNOLA (Genova) G. CHETTA (Barletta) C. SALVATORI (Latina) F. SERENELLI (Brindisi) D. SORIERO (Genova) S. TESTA (Napoli) A. TRAMAGLINO (Benevento) Trattamento inusuale di ricanalizzazione in PZ con pregresso pseudotumore infiammatorio da malattia diverticolare complicata L. Lancione, M. Di Marco, M. Civica, S. Mattucci
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Intanto che risolviamo Covotta c'è lancione inusuale, vediamo questo trattamento inusuale, è molto interessante il titolo.
Allora il caso che vi andiamo a trattare è di un nostro paziente che è stato sottoposto a un trattamento inusuale di ricanalizzazione post-Hartman per una malattia di verticolari e complicata.
Noi lavoriamo presso il presidio ospedaliero di Villa Letizia all'Aquila e usiamo come strumentazione l'Olympus 4K.
Il paziente era già noto alla nostra unità operativa in quanto presentava l'insorgenza di asciassi perianali multipli che noi prontamente incidevamo e velocemente e stranamente andavano incontro a guarigione.
Nel giugno del 2017 il paziente giunge nuovamente alla nostra osservazione per la comparsa di una sintomatologia algica addominale acuta
localizzata prevalentemente in fianco sinistro, costellica a sinistra, associata a febbre, malessere generalizzato, alvo, chiusa, fece e gas.
Facciamo gli esami ematici di routine ad accadome con mezzo di contrasto e notiamo una pseudotumore,
una malattia diverticolare complicata che inglobava tutto quanto il sigma.
In questo modo quindi noi decidiamo di sottoporre un intervento di confezionamento di colostomia in urgenza e laparoscopia.
L'intervento è stato complicato, come potete vedere, dalla forte reazione infiammatoria dei tessuti colici e pericolici. Infatti ci siamo trovati di fronte ad un ascesso che inglobava tutto quanto il sigma e scendeva fino al livello del retto.
In quel momento ci siamo posti la domanda, ma quegli ascessi perianali multipli ai quali andava incontro il paziente erano secondari a questa patologia?
Quindi il paziente l'abbiamo sottoposto a questo intervento, rialimentato in prima giornata post-operatoria, canalizzato in seconda giornata post-operatoria, in quinta giornata post-operatoria l'abbiamo dimesso.
A un mese di distanza l'abbiamo nuovamente ricoverato, abbiamo seguito tutti quanti gli esami di routine, è un esame con mezzo di contrasto idrosolubile sia dalla colostomia che dall'ano.
È risultato tutto quanto negativo, ma col senno di poi posso dirvi che forse il moncone rettale era abbastanza corto.
Decidiamo quindi di sottoporla all'intervento di ricanalizzazione sempre per via laparoscopica.
Come potete vedere all'introduzione dell'ottica la colostomia era in sede e abbiamo notato la presenza di numerose aderenze prevalentemente nel Douglas tra l'ultima ansa ileale ed il moncone rettale.
Quindi abbiamo proceduto con un'attenta desolisi.
Come avete potuto vedere infatti c'è stata una piccola lesione e vi abbiamo voluto far vedere quella lesione a livello dell'ultima ansa ileale proprio perché la desolisi è stata molto difficoltosa.
Abbiamo inserito la testina all'interno della colostomia, reintrodotto il viscere all'interno della colostomia e abbiamo proceduto a mobilizzare il colon di sinistra. Nonostante la flogosi del precedente intervento, però questo momento dell'intervento è stato abbastanza agevole.
Per quanto riguarda invece la liberazione del moncone rettale, abbiamo avuto qualche piccolo problema perché c'erano forti aderenze tra l'ultima ansa ideale, il moncone rettale, e tra il moncone rettale stesso e la vescica.
Adesso vi faccio vedere infatti tutta quanta l'erezione proprio a livello perinale.
Quindi qui ci troviamo a livello della flessura di sinistra.
Come vi posso far vedere qui c'è la vescica, abbiamo deciso di riempire la vescica con 180 cc di soluzione fisiologica in modo da staccarla dal retto perché erano particolarmente adese e abbiamo cercato di lisare le aderenze tramite le joanne, tramite l'idrosezione, non abbiamo utilizzato l'ultrasuoni perché avevamo paura di poter ledere la vescica senza potercene rendere conto.
Vedete per esempio come tutto quanto il tessuto perineale si è infiammato, quindi tutto quanto secondario all'intervento precedente.
Adesso abbiamo introdotto la macchina a livello anale e quindi proviamo a far uscire l'introduttore a livello del moncone rettale per procedere all'anastomosi.
Vedete proprio queste aderenze come sono tenaci tra la vescica e il moncone rettale.
La vescica è piena, quindi è stato proprio molto indaginoso.
Qui siamo riusciti quindi a riuscire a trovare un piano e poi abbiamo preso le joanne e quindi abbiamo deciso di sollevare la vescica con le joanne che ci ha permesso quindi di distanziare il retto dalla vescica per permetterci di fare un'anastomosi in sicurezza.
Vedete adesso che prendiamo la Joanna da un lato della vescica e dall'altro la stessa procedura.
Quindi adesso procediamo alla fuoriuscita dell'introduttore e della sudoratrice, procediamo quindi all'anastomosi terminale.
Guardate bene i tessuti, i due capi anastomotici, che non pensavamo ma tiravano abbastanza del colorito, non era nemmeno eccezionale.
provando quindi facciamo immediatamente la prova della tenuta dell'anastomosi
che noi facciamo tutti quanti gli interventi
e quindi introduciamo della soluzione fisiologica all'interno proprio del cavo del Douglas
e quindi dai 60 ai 120 cc di aria a livello del canale anale
come avete visto ci sono proprio delle bollicine
quindi questo evidenziava la presenza di una soluzione di continuo proprio a livello dell'anastomosi
In prima battuta abbiamo deciso quindi di smontare un pochino la flessura collica in modo da rendere la stomosi più morbida, abbiamo provato a rinforzare la sutura con dei punti in prolene 3.0 ma come potete vedere i tessuti erano proprio malaceici, da ogni passaggio avevamo una rottura proprio dei tessuti.
In più avevano questo colorito abbastanza violaceo e essendo un paziente, un forte fumatore, fumando più di 30 sigarette al giorno, in quel momento abbiamo pensato che potesse presentare anche un burger.
Era un paziente che non aveva problemi vascolari, non era iperteso, non era diabetico, molto probabilmente quindi c'era un danno microvascolare associato a questa patologia autoimmune.
Decidiamo allora di ricominciare completamente l'intervento da capo, smontiamo completamente l'anastomosi, sezioniamo tutti quanti i tessuti che al nostro avviso non erano adatti e quindi decidiamo di smontare completamente la flessura di sinistra, tutto quanto il colon trasverso, in modo da rendere morbido il moncone prossimale dell'anastomosi.
Per quanto riguarda la vascolarizzazione abbiamo cercato il più possibile di risparmiare la vascolarizzazione proprio in virtù del sospetto di Berger per il paziente e quindi abbiamo reso questo tratto prossimale all'anastomosi il più morbido possibile e il più vascolarizzato possibile.
Adesso vi faccio vedere proprio il rispetto dei vasi. Quindi adesso il moncone prossimale è
abbastanza morbido, arriva agevolmente proprio al livello del cavo. Questi sono i vasi e quindi
abbiamo rispettato, abbiamo mobilizzato completamente tutto quanto il colon trasverso.
Adesso procediamo quindi sempre al sollevamento della vescica, all'introduzione proprio della
la suturatrice a livello del canale anale. Portiamo e estraiamo l'introduttore, lo uniamo
alla testina e procediamo all'anastomosi che in questo modo verrà bassa e telescopica,
poi procederemo ad una riperitoneizzazione e in questo caso essendo un paziente giovane
abbiamo deciso di fare una colostomia di protezione, dopo 35 giorni abbiamo deciso di ricoverare
Abbiamo fatto quindi una colostomia di protezione e rialimentato in prima giornata post-operatoria.
Il paziente è stato dimesso in settima giornata post-operatoria.
L'unico problema di questo paziente è stato il trattamento della terapia antidolorifica post-operatoria.
In 35° giornata post-operatoria abbiamo deciso di ricoverarlo nuovamente, l'abbiamo ricanalizzato ed è uscito in decima giornata post-operatoria.
vedete questa è la riperitonealizzazione
che ha un'ulteriore protezione
in più proprio per la mastomosi
sì, così
non abbiamo fatto la borsa di tabacco
per cui il tessuto
del moncone rettale è rimasto
sull'incubio
l'abbiamo fatta
oddio
scusi la borsa di tabacco
l'abbiamo fatta
io ero in evidente stato di ipoglicemia
via in quel momento quindi però la possibilità non ci deve spiegare come come è venuta alla
nastronosi perché non è che sotto c'era solo un piccolo foro da cui passava l'asta per cui
chiaramente sull'incudine rimaneva il tessuto qui l'abbiamo vista entra completamente nella cavità
addominale lo strumento la circolare quindi quando l'avete tirato indietro la parete del
Come è andata a nastomizzarsi con il moncone del colon?
Questo non si capisce.
Sì, dai il microfono.
Sono Di Marco.
Questa idea mi è già venuta qualche altra volta,
in momenti in cui siamo stati costretti,
perché il moncone rettale ci ha mollato, perché era roppo basso, perché...
Quello che è stato fatto, che la dottoressa ha dimenticato di dire, è la preparazione dell'ano che io ho fatto come quando facciamo un'emorroidettomia, col CAD delle emorroidi.
La borsa di tabacco presa più profondamente viene stretta sull'incudine della macchina che viene portata giù.
questo confeziona un'anastomosi
praticamente telescopica
e questa cosa
l'ho fatta già, questa è la quinta volta
sì, sì, apposta
mi sono permesso di spiegarlo
per via
siccome
quel passo non si è visto, quindi non riuscivamo a capire
come si fosse anastomizzato
non è stato ripreso
è stata un'invaginazione del moncone
colico dentro retto
con un'anastomosi fatta a livello più basso
quando poi è sceso con la strutturatrice
ha stretto la posizione di tabacco sull'incutine
e quindi è sparato
e questo paziente
ovviamente l'ho controllato
prima di ricanalizzarlo
e l'anastomosi
a sto punto era un mucosa
si faceva una volta
praticamente sulla linea pettinata
ha un atteggiamento
substenotico ma
ovviamente canalizzabile
diciamo, passatemi il termine
quindi
Quindi siccome mi era già successo ho avuto l'idea, altrimenti con un moncone così questo ragazzo di 45 anni rimane con una mais praticamente e niente più.
Non ha fatto stenosi questo tipo di anastomosi, praticamente parietale da una parte e mucosa dall'altra, a che distanza di tempo?
Il controllo, adesso sono due mesi, ma il controllo radiologico che abbiamo fatto, transcolostomico e da sotto, perché faceva vedere un atteggiamento substenotico che però poi si dilata, quindi alla peggio farà qualche dilatazione.
complimenti perché ricanalizzare
un'artemilaparoscopia non è mai semplice
anche se questo
il primo intervento era stato fatto in laparoscopia
scusa metti il microfono un po' più
non si sente
comunque io ho ricanalizzato anche artman
fatte in laparotomia e comunque non è mai semplice. Una cosa che io ho adottato, che
ho anche pubblicato, è quando siamo costretti a fare un artman, perché non possiamo fare
altrimenti, in previsione di una ricanalizzazione anche laparoscopica, il moncone rettare lo
fisso con un punto al promontorio e questo mi permette di evitare la retrazione del moncone
quando poi vado a ricanalizzare. Devo dire che è un piccolo vantaggio che comunque quando
fai l'intervento te lo trovi lì e non si retrae.
Ma questo era corto?
Sì, in questo caso sempre. Perché io quando faccio il primo intervento devo pensare a
cosa farò nel secondo intervento.
Però credo che in questo caso il moncone fosse talmente corto che non riusciva a fissarlo
però se vado a reseccare sotto il promontorio come nelle diverticolite
abbastanza lungo a meno che non una scessa
dunque io ho due cose come al solito
che sono un po'
un po' sì
allora la prima
Enrico noi abbiamo fatti però di colon sempre in urgenza
quindi sempre complicati
però l'angolo colico io ho visto che va abbassato, mi sento forse più sicuro io, però non tira mai, noi abbiamo fatto poi l'intervento sempre con Luca, noi Enrico lo sa siamo cresciuti insieme con Stefanini, con Ribotta e col professor Speranza,
Abbiamo sempre fatto la stessa tecnica, abbiamo fatto la latero-terminale, non ci ha mai creato grossi problemi perché abbiamo sempre avuto allo stesso calibro l'entrata e l'uscita e anche in un caso come questo noi avremmo fatto lo stesso, abbassando l'angolo colico.
il problema era sotto
non c'avevano il moncone
parliamo di un'altra cosa
qui non c'avevano il moncone sotto
e a maggior ragione dovevi abbassare
infatti l'hanno abbassato
l'angolo conico sinistro
probabilmente se avessimo utilizzato
le bollicine forse le ha fatte perché tirava
esatto
questo è un'ipotesi
questo è un'ipotesi mia
sia ben chiaro
rientriamo nel discorso precedente
io vengo da Di Matteo
sapete che ne ha fatti tantissimi
lui faceva sempre
lo svincolo dell'angolo sinistro del colo
io poi nel tempo
spesso non l'ho fatto
perché siccome ho letto
sui report americani eccetera
che dal punto di vista oncologico non serve
e tu per un tumore del retto
puoi fare tranquillamente un'anastomosi
su sigma diciamo
e chiaramente ti risparmi
non è una grande problematica
di fare questo svincolo dell'angolo sinistro del colon
Per questo sono d'accordo, l'ho fatto tante volte anch'io. Quello che viceversa specificavo prima, ma adesso torniamo sul fatto dietro, che d'accordo però a questo punto, come dicono i report nordamericani, non devi legare l'arteria mesenterica inferiore all'origine per ovvi motivi di vascolarizzazione.
se tu leghi l'arteria mesenterica inferiore all'origine
allora è chiaro che devi sgincolare
portate giù anche il trasverso
perché non è più garanzie
che quel moncone sotto
anche discendente sia vascolarizzato
perché rimane alla teorica
pilastro destro dell'arcata di violano
sulla colica media
tutto qua io dicevo questo
mentre sono d'accordo che non sempre va fatto
la liberazione dell'angolo sinistro
del colon
se non serve
a che pro voglio dire
nel caso specifico
questo caso è un'altra cosa
questo caso ci voleva
le bollicine sono
si vedeva che era molto
tirata
forse se fosse stato fatto a quel primo punto
forse non succederebbe
comunque molto originale
la posizione è apprezzabile
due cose da considerare
la prima è che le prime immagini
che la dottoressa ha presentato
fanno vedere il casotto che c'era
era in quella pancia cioè c'era un
ascesso di queste dimensioni il retto
l'abbiamo dovuto chiudere purtroppo
basso e purtroppo quel retto era
sofferente a modista pascolare ora
tirava non tirava sono d'accordo ma voi
avete visto che ho provato a mettere dei
punti io la paroscopia ormai lavoro da
tantissimi anni e cerco di essere no
senza presunzione cerco di adottare del
non reggono i punti cioè il moncone era
era marcio marcio praticamente più semplice lo dico si fa ti hai fatto una
colonale a quel paziente è fatta una colonale lasciando in sede il moncone
sopra del petto ma immaginando tra il primo e il secondo intervento una buona
soluzione ho capito male ma avete aspettato un
mese abbiamo aspettato due mesi io avrei aspettato molto di più per la
confusione che c'era il primo intervento avrei aspettato molto di più sono
Sono d'accordo ma abbiamo a che fare con un ragazzo giovane che ti pressa tutti i giorni, per due mesi l'ho costretto.
No ma certo, tutto contestualizzato al caso, era solo pur parlando.
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