Obtén un 20% de descuento en tu primer pedido con el código EARLY al pagar. Ver planes
Obtén un 20% de descuento en tu primer pedido con el código EARLY al pagar. Ver planes
Obtén un 20% de descuento en tu primer pedido con el código EARLY al pagar. Ver planes
30° CAD anno 2019 U.O. Chirurgia Generale Anthea Hospital GVM care & research Conversano (Bari) Dott. ANTONIO BRAUN Sleeve gastrectomy + by pass gastrico Moderatrice: Angela Pezzolla
Este video aún no se ha analizado
Inicia sesión para ejecutar el análisis de IA o la transcripción.
Angela, ciao cara, siamo pronti, adesso il dottore Giambavicchio ti presenta il secondo caso e nonostante i tempi record di cambio ammalato tipo pit stop Ferrari non siamo riusciti ad andare in onda, ti mostra giusto due immagini sulla sleeve che abbiamo fatto tra un intervento e l'altro, tra una diretta e l'altra
per evidenziare le variazioni che abbiamo fatto sulla tecnica rispetto a quello che poi abbiamo proposto l'anno scorso.
Ok, la parola al dottore Giambavicchio.
Allora, il caso clinico che abbiamo trattato è un paziente di 21 anni di sesso femminile,
un peso di 112 kg, un BMI di 41,1.
1. In anamnesi remota abbiamo una disfunzione diastolica di grado lieve, un'ipercolesterolemia
e un'epatosteatosi. Per quanto riguarda l'anamnesi patologica prossima, la paziente quindi era
affetta da un'obesità di terzo grado, un sovrappeso che andava avanti dall'adolescenza
e non è riuscita a risolverlo dopo numerosi tentativi dietoterapici. Lo screening preoperatorio
Io ho previsto i vari studi del caso, abbiamo sottoposto la paziente a striptomi, queste sono le immagini dell'intervento che abbiamo eseguito poco fa, si vede il posizionamento dei tre trocar, tutti quanti sul lato sinistro del paziente, posizionati assecondando la grande curvatura gastrica ma soprattutto l'assialità longitudinale dell'organo,
quindi posizionato in maniera assolutamente anatomica per poter permettere una maggior compliance con le sparate della suturatrice.
Scusa se interrompo, Angela era giusto qualche immagine per farti vedere come abbiamo modificato la posizione.
Vedi l'operatore è alla destra del paziente, viene posizionato qui con l'aiuto tra le gambe dell'ammalato.
In questo caso, in quell'intervento di sleeve gastrectomy che abbiamo effettuato, il posizionamento dei trocar va sul emilato sinistro e abbiamo il trocar nella mano sinistra, che poi sarà quello importante per le sparate della strutturatrice, in asse perfettamente parallelo alla sondone orogastrico e quindi consente di fare una sleeve in maniera abbastanza anatomica.
Era giusto qualche immagine, visto l'impossibilità di effettuare l'intervento in diretta a causa dei tempi un po' stretti.
Adesso presentiamo il secondo caso.
Mi sembrava abbastanza importante questo dettaglio della posizione dei trocchi, tutto lì, intervento parte bene, sei posizionato bene i trocchi.
Esatto, noi dopo varie modifiche abbiamo standardizzato quella tecnica, per cui la sliva ormai la facciamo soltanto da sinistra del paziente
e ci agevola molto anche in quei casi in cui il paziente ha una laparotomia mediana, magari per una vecchia colicistectomia o un altro intervento, in questo caso noi andiamo in una zona dell'addome quanto meno attaccata possibile dalle aderenze post intervento.
Passiamo al caso adesso, il dottore Giambavicchio ci presenta questo caso di bypass gastrico.
Il terzo caso è una paziente di sesso femminile di 44 anni, un VMI di 46, anamnesi patologica remota caratterizzata da un diabete mellito di tipo 2, un osas e un'ipertensione arteriosa.
L'anamnesi patologica prossima, quindi una paziente affetta da obesità di tipo 3, sovrappeso dall'età di 30 anni, ha un'alimentazione di tipo impulsivo, questo ci è confermato anche dalla valutazione psichiatrica, perché la paziente è una binge eater e un snacking.
Alla gastroscopia abbiamo evidenziato la presenza di un esofagite di classe B secondo Los Angeles
quindi abbiamo proposto alla paziente un bypass gastrico. Grazie
Posizione dei trocar speculare alla precedente, a quella del primo caso, trapezio invertito, 3 trocar da 12 e un trocar da 5
anche in questo caso nonostante il fegato sia abbastanza imponente come puoi vedere c'è un'epatosteatosi
in questo caso anche così riusciamo a mantenere il fegato cercando di essere quanto meno lesivi possibili
e sai bene quanto sia friabile il fegato soprattutto in un paziente obeso a causa dell'epatosteatosi
Passiamo un pochino le luci per piacere, questo è un caso di bypass gastrico primitivo, il primo tempo dell'intervento è la preparazione del pilastro diaframmatico di sinistra,
Molto spesso ci sono aderenze del fondo gastrico, per cui è importante, in virtù del retropassaggio che dovremo effettuare in questo caso su una paziente illibata, ovviamente la preparazione è fondamentale per l'esposizione e soprattutto per avere un passaggio quanto più lineare possibile nella retrocavità degli epiplon.
per via perivastrica. Molto spesso troviamo tenace aderenze, in questo caso la paziente
come ti ha già evidenziato il dottore Giammavicchio ha un esofagite del reflusso e ha anche una
ernia atale di dimensioni non particolarmente importanti, per cui in quei casi in cui abbiamo
una contestuale ernia iatale di notevole dimensioni, in quei casi prendiamo anche in considerazione
un'eventuale iatoplastica. Vedi la pulizia e la precisione dell'HDI anche nella dissezione,
è uno strumento che ci piace molto per le sue punte sottili, vedi il morso allungato
e questo ci dà la possibilità di essere quanto più precisi e anatomici possibili
soprattutto in zone un pochino più importanti
tipo quella in prossimità dei vasi brevi
e nella zona di vicinanza del pilastro diaframmatico
laddove necessita sfruttiamo un po' di emostasi avanzata
vedi piano piano con la liberazione del grasso
in prossimità dell'aggiunzione esofagogastrica, il grasso di Belsi, in prossimità dell'aggiunzione
esofagogastrica, per abitudine puliamo l'aggiunzione e molto spesso laddove è particolarmente
rappresentato, asportiamo il grasso di Belsi, in modo tale da avere una buona esposizione
dell'angolo di IS, soprattutto è una cosa che facciamo negli interventi di sleeve gastrectomy, per avere una linea di sutura quanto più pulita è possibile, per evitare l'intromissione di questo grasso all'interno della trancia di sezione e all'interno della suturatrice che può alterare ovviamente la linea di sutura.
Su questa cosa ci teniamo molto, cercando di essere non troppo aggressivo, una buona pulizia dell'aggiunzione dell'angolo di IS perché talvolta e talmente spesso, come ben immagini, il paziente obeso è molto più rappresentato
e questo crea dei difetti di chiusura della strutturatrice
in corrispondenza dell'angolo
di solito usiamo nella sleeve come anche nel bypass
una carica blu
e questo ovviamente che ha un punto chiuso di 1,5 mm
per questo preferiamo avere una sezione quanto più pulita possibile
In questo caso, vedi, c'è qualche piccola aderenza in corrispondenza del pilastro diaframmatico e magari questo poco di tempo in più che perdiamo nella preparazione è probabile che possa poi agevolarci in un secondo momento,
quando andiamo a fare il passaggio posteriore per darci un miglior passaggio della strutturatrice
che ovviamente nelle sparate trasversali, nelle sparate verticali ci agevola nei movimenti.
Io non userei il termine perdere tempo perché tu non stai perdendo tempo ma stai preparando bene questo pezzo, cioè lo stomaco
perché assolutamente senza questa preparazione poi ti trovi veramente in difficoltà
o non fai le cose come si deve
quindi io sottolineerei molto questo tempo che tu stai dedicando più che perdere a questa fase
si vedi questo è un pochino di grasso della piccola etnia natale
e giustamente tutto ciò che fai prima te lo ritrovi dopo nelle condizioni di necessità
Qui c'è un piccolo vaso che andiamo a coagulare in modo tale da evitare quei sanguinamenti scoccianti, cercando di rimanere ovviamente quanto più vicini possibile alla parete gastrica senza tuttavia scottarla né lesionarla.
ovviamente fare attenzione a tutte quelle che possono essere le lesioni
da eccessiva coagulazione o eccessiva trazione
ecco qua, questo poco di grasso lo lasciamo qui, non dovrebbe essere così
ok, diciamo questa è la sonda di calibrazione
esofago, loiatus esofageo del diaframma
questa è l'aggiunzione esofagogastrica
che mi pare abbastanza preparata
questa è la fibra dell'esofago, il pilastro diaframmatico di sinistra, la vena diaframmatica, ok, diciamo che una volta effettuato questo tempo, attenzione al fegato, ok, perfetto, mantieni così, ok, adesso, questa è la sonda, andiamo a effettuare il passaggio per i gastri, non tirare molto lì, lascia, ok, vediamo un po' la sonda, eccola, sfila un pochino la sonda, ok, ok, fermo così, perfetto,
Per quello che ci siamo detti prima, ci manteniamo ovviamente tra la prima e la seconda diramazione dell'arteria gastrica e andiamo per via per i gatti.
Scusami Antonio, siccome c'è qualcuno che si mette in contatto ora, rifarei questi commenti di nuovo, dove c'è qualcuno che non ha seguito il tuo primo intervento.
Ok, perfetto. Dicevamo che nel bypass gastrico cerchiamo di lasciare una pouch gastrica quanto più piccola possibile, ci manteniamo a circa 3 o 4 cm, in questo caso effettuiamo un passaggio perigastrico che ci darà accesso alla retrocavità degli epiplon.
In questo caso c'è qualche piccolo linfonodo infiammatorio della piccola curvatura. Andiamo in maniera molto cauta perché accediamo senza avere una grossissima visione nella retrocavità degli epiplon.
E ovviamente come ci siamo detti prima e lo ribadiamo adesso, è fondamentale questa manovra di dissezione cauta perché ovviamente ci troviamo strutture posteriormente che possono essere il pancreas, l'arteria splenica e ovviamente le diramazioni della coronaria stomacica.
C'è qualche piccolo linfonodo che cerchiamo di scavalcare, altrimenti può dare qualche piccolo sanguinamento.
E ecco, vedi, il passaggio morbido della Joan arriva nella retrocavità degli epiplom. Vedi, questa è una visione della retrocavità degli epiplom per via perigastrica e una volta passata questo ci dà la tranquillità di essere in retrocavità e distante dagli organi posteriori, quindi dal pancreas con l'arteria splenica,
che è la zona che maggiormente ci preoccupa e ci interessa.
Mi dai una Joan, per favore, un enterostato.
Non so se la visione è buona.
Molto buona, molto molto buona.
Molto buona.
Poi tu sei bravo.
Sfila la sonda di calibrazione per piacere Mike.
Aspetta, dammi un attimo l'ultracisen.
Allora, dicevamo, dammi l'enterostato.
Fermi, fermi, fermi, un attimo il fegato.
Ok, bene così.
Fermo, fermo, piano, piano, libero.
Ok.
Perfetto, sottolineo l'importanza di lavorare con un gruppo di giovani, con ragazzi volenterosi che ribadiamo che oggi mi aiuta il dottore Paradies che tu dovresti conoscere,
Dambi la suturatrice, neospecialista ormai da due anni, che ha fatto un percorso di chirurgia generale, chirurgia robotica, poi si è avvicinato alla bariatrica e già avanti all'attivo ha un bel po' di interventi di chirurgia bariatrica.
Alla mia destra c'è il dottore Giammavicchio, neospecialista, sfila un pochino la sonda, ok adesso entra, perfetto, vedi la tasca di cui parlavamo prima, una tasca di circa 3-4 cm, taschetta piccola, sfila la sonda, sfila la sonda di calibrazione, Michele per favore, ok, per evitare ovviamente perché il bypass ha un duplice effetto restrittivo malassorbitivo.
e quindi
adesso nel tempo di clampaggio
ti dicevo la mia destra
il dottore Giambavicchio
neospecialista
che noi abbiamo acquisito
dalla facoltà di
medicina e chirurgia di Foggia
la sua specializzazione
della professore Ambrosi
e anche lui
da poco
si è entrato nel nostro gruppo
e anche lui
si è dedicato, si dedica alla bariatria con molta attenzione e interesse, visto comunque
l'affluenza e ovviamente la necessità di operare i pazienti nel nostro centro qui di
Conversano.
Perfetto, ecco, questo è molto importante rispetto alla, dammi un pochettino da fissare
il fegato per piacere, rispetto all'intervento fatto precedente in cui abbiamo usato una
carica oro, in quel caso era una redosargiri, quindi uno stomaco un pochino più spesso,
un po' più fibroso, dovuta alle aderenze, e ovviamente abbiamo effettuato, in quel caso
In questo caso abbiamo usato una suturatrice oro perché molto, e quello che cerco di trasmettere anche a loro, è l'importanza del feedback tattile, pressorio che riceviamo dalla suturatrice.
Quando raccomando sempre a loro e a me stesso di comprimere il tessuto prima di effettuare la sparata.
perfetto, la compressione di 30 secondi è fondamentale
e avere proprio, prima ancora di determinare la compressione definitiva
prima della sparata, di registrare quello che è
ok, bene così, mettici la manina sopra
ok, di avere quello, dammi l'ultrasession
di avere un feedback, un ritorno dalla suturatrice stessa
comprimere il tessuto, dammi una joan
comprimere il tessuto in modo tale da vedere la resistenza
Che oppone? Molte volte devi uscire fuori da quello che è l'utilizzo standard della strutturatrice. Ad esempio, nell'intervento di sleeve, molto spesso andiamo, secondo quelle che sono poi le indicazioni e i vari consensus statement fatti sull'utilizzo di strutturatrici, eccetera.
In alcuni casi magari trovi un altro, viene consigliato di utilizzare mai al di sotto di una verde, magari a volte trovi degli stomaci un po' troppo sottili o talmente spessi, soprattutto nei maschi con alto grado di obesità, in cui hai necessità di una nera e quindi hanno un punto chiuso di 2 o 3, un pochino più alto rispetto a quello che è la verde.
Io direi che è giusto standardizzare in ogni intervento la tecnica, è un messaggio che mi viene di dare, però soprattutto in questo bisogna vedere quali tipi di pazienti abbiamo avanti, quali sono i risultati, conoscere le varie possibilità e adattare quella che è più giusta.
Esatto, adesso vedi un tempo importante dell'intervento è la preparazione posteriore, noi abbiamo fatto quella piccola finestra sulla piccola curvatura, adesso cerchiamo di andare posteriormente a collocarci in quello spazio che c'eravamo creati prima con la preparazione del pilastro diaframmatico.
Qui vedi c'è un'arteria di Belsi, un'arteria gastrica posteriore che proviene dalla splenica, qualche volta la coaguliamo come in questo caso con l'emostasi avanzata dell'HDI, altre volte la clippiamo o altre volte se è distante possiamo anche preservarla.
ovviamente in base alla vitus costituzionale del paziente
come giustamente tu evidenziavi
scegliamo poi sulla base di quello che abbiamo standardizzato
ma ovviamente adattandoci anche a quelle che sono le condizioni del paziente
adesso continuiamo con la preparazione posteriore
ricordiamo che c'era un pochino di ernia iatale
quindi abbiamo ancora un pochino di grasso posteriore
in questo caso lavoriamo un pochino scomodi
tendiamo a sporcarci
perché siamo molto molto vicini
pulisce ancora l'altra camera
e siamo in una piccola finestrella
ovviamente un piccolo spazio
che ci dà comunque la possibilità di accedere poi dalla retrocavità
allo spazio subfrenico
ecco probabilmente si è vista una piccola apertura
ecco qui
vedi adesso
adesso incomincia a vedersi probabilmente un pochino il diaframma
se abbiamo fatto
Esatto, quello che dicevamo prima e che tu sottolineavi, quello che hai preparato prima lo ritrovi adesso, avendo fatto una preparazione dall'alto del pilastro diaframmatico, adesso potremmo avere una buona esposizione.
Andiamo su, vediamo un po', vediamo un po' se è vero quello che stiamo dicendo, eccolo qua, l'ultra-sigeon che fuoriesce al di sopra dello stomaco, allarga l'immagine, libera, divarica un pochino il fegato, e spostiamo questo.
Allontaniamo la garza, ecco qua, allontaniamo la garza, ecco qua, ecco, questo è quello che dicevamo, vedi, il passaggio è stato...
Vediamo bene, perché all'inizio hai preparato bene, se no è un angolo chiuso, è un angolo aperto.
Esatto, aperto. Ecco, tutta la preparazione di questa zona ci ha agevolato moltissimo in questo passaggio,
altrimenti si corre il rischio di andare o nel diaframma, o nel pilastro diaframmatico, o nel grasso peripancreatico.
In questo caso quella preparazione che abbiamo fatto, quel tempo che abbiamo rubato all'inizio, adesso ci è venuto comodo.
dedicato, esatto, ci ha dato la possibilità di avere una buona linea di passaggio, in questo caso possiamo avere un buono spazio poi posteriore per anche il passaggio della suturatrice.
invece ovviamente lo andiamo a perfezionare leggermente per cercare di avere quanta meno sollecitazione possibile su questa zona, ovviamente ricordiamo che siamo vicino alla gastrica di sinistra, la gastrica sotto e quindi quanto meno, Michele entra un poco con il sonnone, fermati adesso, perfetto, e quindi quanto meno manovre effettuiamo più tranquillizziamo, non ti avvicinare molto da, ferma, ok,
Perfezioniamo questo tempo
Penso che
Ora mentre tu la fai io faccio qualche piccolo commento
Assolutamente sì
Qualche anno fa io come chirurgo non ho mai amato la chirurgia dell'obesità
Quindi per me era sempre un bias
Poi ho capito che molti di noi non vogliono capire che l'obesità è una patologia
È una malattia sociale
Devo essere sincera, per me la situazione è cambiata, visto come questa patologia viene
ben affrontata e quindi è una patologia dedicata, con un team multidisciplinare dedicato e il
chirurgo deve dedicarsi alla chirurgia dell'obesità, non possono farlo tutti a parer mio, questo
Sì, assolutamente d'accordo.
con la sonda, ok, del effettuare, entra, entra con la sonda, adesso sfila, sfila, sfila,
sfila, sfila, sfila, adesso entra con la sonda, entra ancora, entra, entra, entra,
entra, entra, perfetto, ok, questo è il reservoir gastrico, vedi, è un, come dicevamo
prima, quindi lo ripetiamo, carica leggermente il fondo gastrico, cerchiamo di fare una sutura
dritta, ok, perfetto, vai su, dai, ecco qua, ok, probabilmente ci vorrà una piccola aggiunta
sulla sparata, ok, ok, fermi così, cerchiamo di mantenere, ovviamente anche in questo caso
l'intersezione delle suture, cerchiamo di farla quanto più dritta possibile per evitare
dei twist sia del moncone gastrico che poi possono, diciamo, alterare quello che è lo
o svuotamento gastrico nell'intervento, questo concetto è esasperato negli interventi di
sleeve gastrectomy in cui ovviamente noi cerchiamo di evitare qualunque tipo di twist perché
poi i twist sono responsabili dei difetti di tenuta della sutura a causa dell'iperpressione
che si crea. Dicevamo la necessità comunque di farlo in centri dedicati, viene effettuato
in centri ovviamente in cui ci sono innanzitutto le condizioni strutturali, ma ovviamente personale
dedicato innanzitutto nell'inquadramento del paziente, vedi il passaggio adesso mi pare
pare che è buona, c'è una buona linea di passaggio e adesso andiamo a perfezionare
la tasca gastrica, è molto importante in ottica la formazione e soprattutto la standardizzazione.
Angela, Angela, Angela mi senti? Credo che ancora non siamo connessi, dammi un entero,
Siamo connessi? Angela mi senti?
Si sento benissimo
Ah ecco, ci eravamo persi nel frattempo
Sì sì, ho avuto una sospensione di un po' di minuti
Va bene, perfetto, allora dicevamo abbiamo preparato la tasca gastrica
come nell'intervento precedente abbiamo effettuato l'intersezione della sparata trasversale con la sparata verticale
togliendo l'ultima fila di punti di agraf creare una zona diciamo all'incisura dove effettuare la gastrotomia
in modo tale da evitare l'intersezione delle suture abbiamo fatto un'apertura a bisturi elettrico
Lo fai sempre sul margine?
La faccio esatto, perfetto, all'angolo, all'angolo tra sparata trasversale e sparata verticale, questo diciamo piccolina in modo tale da poter poi chiudere una breccia piccola e ovviamente sulla parete posteriore gastrica che è una che ci dà diciamo buone garanzie di vascolarizzazione.
In questo caso noi cerchiamo di non allargarci ulteriormente, pulire un poco e a questo punto direi che possiamo passare al conteggio delle anze.
Nel caso precedente di Redo Sargeri facciamo la partizione dell'omento che ovviamente ci consente di, come abbiamo ribadito, lo ribadiamo adesso per chi non ci ha ascoltato stamattina,
che crea una trazione quanto minore possibile sull'ansa che poi verrà portata, basta così fermati, che verrà portata poi allo stomaco, quindi creare quanto meno trazione è possibile sull'anastomosi gastro digiunale.
Questo lo effettuiamo diciamo ormai di routine, visto che comunque è un'anastomosi antecolica, minore trazione abbiamo, migliore è la garanzia di tenuta perché come ovviamente dicevamo prima,
ma quello che va contro le anastomosi, quello che combatte contro di noi è la trazione in ogni senso e queste aperture più o meno importanti, in questo caso la paziente non ha per fortuna un grasso viscerale eccessivamente rappresentato,
ma in alcuni casi è d'obbligo con una porzione di aumento che grava in maniera importante, imponente,
sull'anastomosi c'è il rischio di una trazione eccessiva che possa poi creare una lacerazione.
Ormai l'abbiamo adottato come standard, laddove poco rappresentato,
magari in quei pazienti che rivediamo per problemi di esofagite o che comunque non hanno un BMA importante
e allora in quel caso a volte soprassediamo se l'anastomosi ci viene particolarmente morbida.
Ovviamente quello che comanda è non essere tirato dall'anastomosi, molto morbida, naturale, non colpa.
Sì, esatto, questo sarà il nostro obiettivo.
Abbiamo aperto anche il gastrocolico, abbiamo avuto accesso alla retrocavità degli epipron anche da questa parte, dalla porzione superiore, e quindi oltre all'apertura che abbiamo effettuato sull'omento.
In questo caso ci aiuta questo strumento che ci dà la possibilità di una buona emostasi, quindi senza dover posizionare clip sui vasi, l'HDI che sto usando è uno strumento sotto questo punto di vista che dà buone garanzie di emostasi e di sintesi dei tessuti.
Abbiamo sposato ormai gli ultrasuoni a tutto tondo e li usiamo quasi per ogni tipologia di intervento.
Adesso andiamo nel compartimento sottomesocolico, piano piano libero.
Andiamo alla ricerca adesso del TRAITS e in questo caso, metti presente l'orizzontale Mike.
Ecco qua, credo che questo sia il TRAITS, mi pare che possiamo essere convinti.
mesenterica. Ok, incominciamo a contare le anze, 5, 10, 15, ovviamente nella presa andiamo
a ricercare quella breccia che avevamo effettuato all'interno dell'omento in modo tale da sfruttare
l'apertura e come dicevamo per ridurre la trazione. L'importanza di mantenere le anze
intestinale sempre sul versante antimesenterico perché prese in questa porzione, parlo sempre ed esclusivamente ai colleghi più giovani, meno esperti più che altro, presa morbida crea delle lacerazioni, a volte dei sanguinamenti che possono inficiare anche la vascolarizzazione del tratto intestinale.
30, 35, 40, sì sì facciamo 100, 150, abbiamo un poco allungato le anze, abbiamo allungato un pochino le anze sulla base di un centro,
delle esperienze che abbiamo fatto al centro di Bruges, al centro diretto dal professor Bruno Dilleman e anche loro hanno standardizzato, anzi per pazienti che non hanno necessità di particolare malassorbimento, da 100 tratto biodigestivo e 150 tratto alimentare.
siamo a 35, dicevo 40, 45, in alcuni casi in cui 50 e 55 abbiamo necessità invece di un malassorbimento maggiore, si invertono le anze,
Cioè creiamo un tratto bilodigestivo da 150 e 100 è il tratto alimentare.
60, scusa se ogni tanto mi fermo, 65, 70, 75, 80, 85, 90, 95 e 100.
Adesso il dottore Giambavicchio mantiene libero, ci prende l'ansia, sempre presa morbida.
vedi anche il nostro libero ha un'ottima presa morbida e delicata e esponiamo già la radice del meso in modo tale da evitare eccessive trazioni, in questo caso ci stiamo già esponendo quello che poi sarà il tratto biliodigestivo.
In questo caso, come nel caso precedente, noi effettuiamo una tecnica di bypass gastrico con tecnica double loop. L'abbiamo detto prima, lo ribadiamo adesso, questa tecnica ci consente, rispetto a quello che facevamo prima con la Roux-en-Y classica, ci consente di effettuare entrambe le anastomosi nel compartimento sovramesocolico.
E' una questione più che altro di comodità dal punto di vista ergonomico.
evidente è la standardizzazione della tecnica
tu ripeti gli stessi momenti
gli stessi momenti dell'intervento
chiaramente sempre adattando al paziente
quindi una carica alcune volte gold
una volta carica blu
cambia la spessura dei tessuti
cambia la tecnica
ma in ogni tecnica tu standardizzi
e questo è quello che sia il messaggio migliore
da dare ai giovani
la confusione non fa fare una buona curva di apprendimento
invece questi tempi tuoi ripetitivi
sono molto importanti
quindi complimenti per questo
grazie assolutamente
noi dicevamo nel tratto
io per un certo punto ho fatto una digressione
però non eravamo purtroppo connessi
datemi un aspiratore per favore
non eravamo connessi
ribadivo l'importanza
della standardizzazione
standardizzare
si si no assolutamente
infatti tu stai ponendo attenzione
su un concetto essenziale
fondamentale in questo tipo di chirurgia
ma credo in tutta la chirurgia
addominale, la chirurgia
laparoscopica
la standardizzazione di una tecnica
dicevo prima
non so se sentivi
che l'idea mia
La mia felicità è rivedere un intervento chirurgico in video e non rendermi conto se l'intervento l'ho fatto io, l'ha fatto Libero o l'ha fatto Daniele.
Questo è molto importante perché significa avere una tecnica standardizzata, avere dei passaggi e neanche quando c'è un errore o eventualmente c'è una problematica, nel momento in cui abbiamo standardizzato la tecnica sappiamo qual è il problema, cosa abbiamo cambiato e se quel cambiamento, quella variazione di tecnica che abbiamo effettuato è stata responsabile di problemi ovviamente nei pazienti che poi sottoponiamo continuamente.
Ok, dammi una sottratrice blu. Questo è molto importante. Noi ci teniamo molto, ci teniamo molto affinché le cose vengano fatte sempre alla stessa maniera, giustamente con le dovute modifiche a seconda dei casi, dei pazienti, delle complessità dei pazienti, perché molto spesso ci si trova di fronte a delle condizioni anatomiche, lo sai molto molto meglio di me,
che magari controindicano un tipo di procedura al posto di un altro.
Questo perché ovviamente il programma non riesce a rispettarlo,
deve avere comunque a che fare con l'habitus costituzionale del paziente.
Nel nostro centro, ma in generale quello che si fa in tutti i centri italiani,
E questo merito alla SICOB con il notevole incentivo e investimento anche sulle scuole di formazione, sui centri, che danno la possibilità di esprimere, metti il passaggio un pochino in orizzontale, dare la possibilità di formazione e incrementare l'esperienza.
Sia degli operatori con il confronto di altre realtà.
gas, forse il paziente ha necessità di un po' di curaro, il mio amico Pino Contino che
ringrazio quotidianamente, il nostro anestesista dedicato, faccio una breve digressione, aspetta,
ecco qua, no infatti sta bene il paziente, ok, il nostro lascia libero per piacere, ecco
qua. Abbiamo effettuato, vedi la gastrotomia ci ha agevolato, in questo caso andiamo sulla
parete posteriore, adesso l'anastomosi cerchiamo di farla quanto più piccola è possibile
così come prima, circa 3 cm, in modo tale da avere uno stoma quanto più piccolo, ribatendo
il concetto della restrizione perché è fondamentale oltre alla limitazione, alza un pochino la
testa dell'ammalato, è fondamentale oltre alla restrizione anche che ci sia una piccola
bocca anastomotica in modo tale da potenziare quello che è l'effetto restrittivo dell'intervento
e ovviamente ridurre quanto più possibile l'alimentazione del paziente
risolvendo anche quello che è il reflusso gastroesofageo
che poi è quello che ci induce a indirizzarci maggiormente su un intervento di bypass gastrico
questi sono i flussori importanti alcune volte
assolutamente sì
ricordiamo la necessità di un'uscita gentile e cauta della suturatrice
per evitare uno slargamento della massonosi
datemi di aspirare il nostro amico anestesista che è qui in sala
ti saluta, ci tiene molto che ti saluti
adesso è arrivato non per fare il curare
o perché era già stato fatto
ma è venuto per salutarti
esclusivamente per salutarti
adesso dammi l'aspiratore
è stato un errore
adesso se ci aiuta un pochettino
il nostro amico Pino
che ti saluta con molto affetto
e spera di vederti presto
adesso fermiamoci un secondino
così facciamo vedere il tempo del passaggio
lava Daniele per favore
si si subito
Ma il tuo dettaglio nel frattempo non è arrivato.
Un ferro, entra Michele, entra Michele, ok, ancora, aspetta, libero piano piano, ecco qua, piano piano, lascia libero.
Questa è la tecnica del sondone, di attraversare la stomosi, mi sembra un messaggio importante perché, diciamo, fai meglio, chiudi meglio questa breccia e chiudi sul sondone ed è tutto, va tutto meglio.
Sì, ovviamente sì.
E' più comoda fare la chiusura sul sondone, no?
Assolutamente sì, questo ci dà la possibilità.
si esatto, ci dà la possibilità
perché questo ti mantiene un pochino l'anza sopra
me la tiene rettilineizzata
in modo tale da non invertirne il senso
dammi un pochino qui da fare mostrasi con il cistico
cerchiamo di rilassare un pochino qui il paziente
mantieni qua
aspetta che facciamo vedere meglio
ok, questo così
ecco qua
bene, bene, bene
ok, fermo, fermo
lascia a me
mettiti così
vogliamo un pochino il campo
adesso vogliamo anche un po' la telecamera
e dammi da coagulare
il paziente
adesso lo rilassiamo un pochino meglio
aspetta
dammi da coagulare per favore
il cistico quello lì
lascia
ecco qua
dicevamo
quindi la nostra abitudine
è di effettuare comunque sempre
un'anastomosi su sonda di calibrazione
questo per creare
Per avere un'anastomosi, piccola arteriola, ok, adesso ho pazienti, ovviamente molti pazienti sono particolarmente, questa è una paziente ipertesa, ha qualche picco ipertensivo e ovviamente questo inficia qualche volta sul sanguinamento.
Esatto, è il bello, certo, ecco qua.
Quindi ci lavoriamo sul follow up per avere un follow up quanto più possibile ampio, quanto più possibile accurato perché ovviamente i pazienti sono tanti e in ottica scientifica e anche di ottimizzazione dei risultati e delle risorse nella standardizzazione dei processi è fondamentale.
Dammi da togliere quella garza. Ok, grazie, continuo. In quell'ottica ovviamente i centri di riferimento danno la possibilità di anche creare dei modelli riproducibili dove si possano catalizzare i pazienti
e ovviamente andare a dare una risposta che ci appare sempre minima rispetto alla richiesta dei pazienti, che però ovviamente sono troppi di più rispetto alle esigenze, rispetto alle capacità soprattutto dei vari centri.
I centri di eccellenza ce ne sono un bel po', ovviamente come dicevi prima per un centro di eccellenza occorrono requisiti strutturali, occorre uno dei progetti che spesso viene sfruttato in questi è proprio considerato il volume e gli esiti.
Esatto, diciamo che la SICOB richiede almeno 100 interventi l'anno, il centro multidisciplinare, in questo centro ci siamo settati su un buon numero di casi,
Siamo arrivati quest'anno e chiuderemo con circa 800 casi, di cui un 60% di Sivigastrectomy,
un 30-35% di bypass gastrico e un 5-10% di mini gastric bypass.
pass. Volevo porre l'attenzione sempre sull'anastomosi, la breccia siamo riusciti ad effettuarla in
maniera abbastanza conservativa, ovviamente l'importanza che abbiamo evidenziato prima
e che adesso ripetiamo di effettuare un'anastomosi quanto più anatomica è possibile riproducendo
quello che avremmo fatto in open, cioè effettuare un'anastomosi serosa, un'anastomosi diciamo
prendendo lo strato muscolare e stroflettendo la mucosa mi senti angela angela 18 angela
pronto gemelli no è conversano non sentiamo più si non sentiamo più angela un attimino
Sì, vai a Milcare, non tieni? Dammi la fare mossa, sì? L'elettrifico a Milcisti? Pronto? Roma Gemelli? No, sempre con Versano, sì, ti rispondo sempre io, a Milcare. Roma Gemelli? Sempre con Versano. Sempre con Versano.
Ma ci vede
La chiudiamo?
Antonio?
Ehi Angela, ok, noi ci siamo fermati un pochino
Perché non ti sentivamo
Angela ti sento adesso
No no, Antonio?
Adesso ti sento, io ti sento bene
Io ti sento bene
E 15
Angela sì
10
Era 10
Antonio?
Ora ci siamo, siamo ritornati
Ok, siamo procedenti dall'anastomosi, siamo un po' più fermati nell'attesa di riaverti, ovviamente l'importanza che riveste l'anastomosi e quindi l'esecuzione di un'anastomosi extramucosa, introflettente in modo tale da evitare qualunque intromissione di mucosa all'interno della chiusura che possa poi essere responsabile di un eventuale leak.
Ecco, il filo che stiamo usando, come ben sai, l'avrei già riconosciuto, è uno StrataFix, un filo autobloccante e questo ci consente di effettuare un'anastomosi con una buona tenuta, grazie alle alette, adesso ci sono anche gli antibatterici che danno ulteriore garanzia di tenuta.
L'anastomosi, la chiusura della breccia, cerco di effettuarla con un punto dritto, un rovescio, introflettendo la mucosa. Anche questo movimento è standardizzato, l'abbiamo standardizzato e cerchiamo di mantenerlo in qualunque tipo di anastomosi intestinale effettuiamo.
L'incisione che abbiamo effettuato ci consente una chiusura più o meno agevole, non dobbiamo troppo smanacciare, ovviamente per...
lontano da quello che è il rischio di una eventuale estenosi e soprattutto ci serve
da tutore nello spazio posteriore, a volte si può avere un eccessivo, viene preso troppo
tessuto e quindi noi siamo tranquilli su questo, ci teniamo in maniera...
Riprendi un po' questo anche per renderla più morbida, più stabile, no?
assolutamente sì
aspetta libero
ok, mantieni
perfetto
ovviamente
l'anastomosi deve essere senza
tensione, come vedi appare
credo evidente che sia
abbastanza morbida
ci sia abbastanza
movimento
e spazio
e
cerchiamo di renderla quanto più dritta
e anatomica possibile
Ok, prendi, sulla linea di direzione proprio per facilitare, mantieni qui, per facilitare ovviamente anche lo svuotamento gastro digiunale.
che cosa consigli
nell'inizio della formazione
per esempio a questi giovani
a Daniele che cosa hai consigliato
con Daniele
oppure con Daniele Sliv
oppure con alcune fasi
dell'intervento
esatto, questa è una cosa molto importante
abbiamo cominciato per la formazione
di quello che ovviamente
aspetta
è un aspetto molto importante
Soprattutto per i chirurghi in learning curve con Daniele e anche con Libero Poi abbiamo cominciato con tempi della preparazione, abbiamo cominciato con interventi di sleeve gastrectomy in cui come dicevamo è un intervento demolitivo, non c'è tempo ricostruttivo, non c'è tempo anastomotico che magari può essere nella learning curve ovviamente un intervento minore rispetto al bypass gastrico,
Lascia libero, qui un attimo solo incavigliando per serrare il primo strato di sutura e come abbiamo fatto già prima e rifaremo adesso, effettuiamo poi un sovraggitto di ritorno che ha l'utilità di proteggere l'anastomosi, ma oltre questo andare a rettilinezzare l'ansa rispetto al moncone gastrico e cosa ancora più importante,
E' importante scaricare la tensione sulla trancia, sulla chiusura della breccia. Questo ovviamente è una cosa che facciamo di routine perché cerchiamo di essere quanto più, visto che la parte fondamentale, importante di questo intervento è la anastomosi, cerchiamo di essere quanto più cauti nell'avere una buona tensione.
questo non chiude bene, puliscilo per piacere, nelle massime accortenze sull'anastomosi.
Dicevamo, in termini di learning curve, la cosa fondamentale è cominciare con tempi interventi.
Hanno cominciato con preparazione del legamento gastrocolico, quindi nel caso per esempio della sleeve gastrectomy,
Dammi una garzetta. In modo tale da prendere attitudine con quello che è il paziente obeso, con la consistenza dei tessuti, manovrare lo stomaco, la preparazione, la posizione del paziente e la standardizzazione della posizione dei trocar.
Prima tu mi hai detto che è fondamentale posizionare i trocar e la posizione dei trocar è una cosa molto molto importante su cui io pongo continuamente l'attenzione. Iniziare un intervento con i trocar posizionati nella giusta maniera ci rende un intervento agevole.
Questo considera Antonio che lo diceva ai giovani, questo sempre per tutti gli interventi, non si possono mettere per tutti gli interventi di troccare a caso ma va fatto proprio un mappaggio, una razionalità sui trocchi e di lì poi la volutina.
Certo, assolutamente sì. Successivamente poi sono passati nella fase di apprendimento, nella fase di learning, alla sezione sullo stomaco, quindi parliamo della sleeve gastrectomy e in questo caso ho stressato il concetto fondamentale di adeguata proporzione tra la parete anteriore e posteriore dello stomaco,
di evitare gli accavallamenti, le angolature tra una sparata e quella successiva, tutte cose che all'inizio gli sembravano un po' eccessive
e poi dopo, nel momento in cui hanno cominciato a fare le loro prime sleeve gastrectomy da soli, sono cose di cui hanno beneficiato
Perché si sono resi conto della difficoltà e della necessità in interventi in cui la linea di sezione, quindi la trancia di sezione è tutto, di rispettare quanto più possibile l'anatomia e i concetti che ovviamente ci vengono impartiti dalle case costruttrici delle suture.
E piano piano ovviamente hanno cominciato a fare gli interventi, i loro interventi con risultati buoni, ovviamente seguendo quelli che sono tutti i moniti, le precauzioni e i consigli che cerco di dargli, questo ci ha dato da loro anche già adesso un'autonomia sugli interventi chirurgici in maniera abbastanza importante.
è vero che molti degli interventi li effettuano loro in maniera completamente autonoma e indipendente.
Adesso andiamo a finire, visto il sovraggitto, siero-sieroso, in questo caso siamo stati radenti alla parete gastrica,
cerco con l'ultimo colpo di sutura di fissare un pochino l'anza, il moncone, quello che sarà il moncone,
in modo tale da avere una minore trazione, come ci dicevamo prima, questo piccolo ancoraggio dell'ansa che poi andrà sezionata al moncone gastrico ci riduce ulteriormente la trazione.
Questa cosa è esasperata nei pazienti con un BMI molto alto. Considera che abbiamo operato anche pazienti con BMI molto importanti, ovviamente che avevano fatto dieta preoperatoria, siamo arrivati ad operare pazienti con un BMI anche superiore al 70.
Questi sono pazienti che vanno seguiti molto bene prima e dopo, no?
Assolutamente sì.
Che non è mai sempre solo l'atto chirurgico, quando tutta la preparazione del paziente...
Assolutamente, l'inquadramento anestesiologico da Mina Garza, pre e post operatorio, i pazienti vengono seguiti nella maniera adeguata.
Noi come abbiamo evidenziato anche nell'intervento precedente, come abbiamo detto nell'intervento precedente, effettuiamo fast track, quindi il paziente si ricovera il giorno dell'intervento, effettua un pre-ricovero, ovviamente dopo aver effettuato già lo screening preoperatorio.
la mattina dopo
il pomeriggio già bere
il paziente
effettua un gastrografin
che serve soltanto
dammi una joanne
cominciamo a contare
le anze del tratto alimentare
la mattina dopo
già comincia
a fare il gastrografin
comincia a bere
brodo
teca momilla
la mattina dopo a casa
allora 5
15, adesso un po' di lateralità, 20, 25, 30, 35, 40, 45, 50, 60, 65, il drenaggio 70,
70, 80, 85, vedi che in questo caso la paziente è un po' reticente al curaro e abbiamo un po' di trazione in più rispetto all'intervento precedente, 90, nonostante i dosaggi abbastanza importanti che gli sta facendo, aspetta 95, ma tieni qua, in questi casi il meso tira un pochino,
questo è il caso che evidenziavamo prima
in alcuni casi
abbiamo qualche difficoltà in più
nella trazionale alleanza
probabilmente forse c'è anche qualche
aderenza, la paziente ha fatto
diversi tagli cesari
aspetta
ok, ancora un poco di
lateralità verso
di qua
ok, ok, ok
prima di andare avanti col
conto andiamo a mobilizzare un pochino
del meso, a derotarlo, sempre arrivi a 150? 100-150 sì, qui arriviamo a 95, ok, sì ovviamente
in alcuni casi in cui il meso è particolarmente difficoltoso da mobilizzare, 100-105, ovviamente
ci fermiamo un pochino prima, se questo mette poi in grossa difficoltà e a rischio l'anastomosi
o la trazione o la rottura di ansia, che ovviamente nella manipolazione, 130, 40, mai mai, esatto, vai, 150, vai qua, ok, prendi l'ansa, portalo un pochino un pochino su, mettiamo il paziente in posizione orizzontale, togliamo la lateralità, piano piano, libero a non tirare moltissimo, andiamo a finire di mobilizzare quello che è il meso, e questo probabilmente ci darà un pochino di movimento in più,
vedi è molto, probabilmente ci sarà più giù qualche piccola aderenza, esatto, che ce la tira perché non ho grossissima facilità di movimento, ecco qua, adesso è venuto, quindi aveva bisogno di un po' di detorsione.
Ok, mettiamo il paziente un pochino più orizzontale, così come è stato per l'anastomosi prima, adesso ripetiamo gli stessi concetti, piccola incisione laddove possibile per fare l'anastomosi.
così questa non gira bene, dammi un po' come interossato, cerchiamo di effettuare un'anastomosi
in questo caso ampia, visto che dobbiamo mettere in comunicazione il tratto alimentare con
quello biliodigestivo, in questo caso non abbiamo bisogno di fare un'anastomosi particolarmente
stretta o piccola, ma possiamo fare un'anastomosi a tutta sutura, a tutta carica, in modo tale
da avere un passaggio buono sia del secreto intestinale sia degli alimenti in quanto in questo tratto non abbiamo interesse a creare un'astenosi o un'anastomosi particolarmente piccola.
la breccia, cerchiamo di farla sempre sul versante, come abbiamo detto anche prima, sul
versante antimesenterico, per poi procedere ad una stomosi lateral-laterale, in questo
caso useremo sempre una GST carica bianca e il vantaggio delle GST che abbiamo ribadito
prima è quello di avere un maggior grip, una maggiore tenuta e quindi evitare in quei
pazienti particolarmente difficili che le anze possano scivolare rendendo qualche volta
qualche volta l'anastomosi è molto complessa e indaginosa.
Sì, sono dei piccoli approcciamenti che ti aiutano a volte,
quando ti lanza e si ferma e non ti scivola, deve essere importante.
Esatto, in questo senso il concetto molto buono è il vantaggio di effettuare il double loop,
almeno in questi pazienti, è la possibilità di effettuare le due anastomosi su e evitare
il cistico per un pochino di amostasi e di evitare le trazioni, anche per una questione
di comodità e di ergonomia dell'operatore, fare in maniera tale da poter, attenzione
scottata un pochino, da fare in maniera tale di evitare eccessive trazioni.
La paziente è la sua presenza.
Questa è un'ipertesa, ricordiamo.
Sì, adesso viaggia con pressioni molto alte.
L'anestesista si sta industriando per poter abbassare le pressioni e soprattutto per rilassarcela.
Questo è una cosa molto importante perché quando si trova a lavorare con questa tipologia di pazienti
ovviamente, dicevamo prima
l'intrazione è fondamentale
ma quel ferro che hai
quel cistico è favoloso
hai visto? vabbè
te lo devo regalare
abbiamo
usato
un po' di tutto
il cistico
questo tipo di ferro è buono
perché è molto gentile
è molto comodo
soprattutto quando te lo regalo lo usi
e mi dirai che
che effettivamente ha una presa molto buona.
Adesso precediamo con l'anastomosi, carica bianca per piacere,
dammi una giovane, dammi un enterostato,
e utilizzeremo una carica bianca ovviamente perché la parete intestinale è molto sottile.
Leva la lateralità per favore del paziente, dammi la suturatrice, ok.
Perfetto, questa come dicevamo prima è un pochino più scocciante perché ovviamente facendo una breccia piccola abbiamo l'ansa proprio sotto sotto il trocar operativo e quindi talvolta c'è un po' difficoltoso, soprattutto nei pazienti grossi con notevole spessore di parete, c'è un pochino più indaginoso entrare.
lascia libero per favore, vedi come scivola, subito lanza, libero ci fissa lanza, piano piano, ok cerchiamo di essere quanto più in asse possibile ragazzi, ok, ok, vedi rispetto a prima, lascia libero, rispetto a prima vedi abbiamo molte più trazioni, molta più difficoltà di movimento, un po' la paziente, un pochino la paziente,
vediamo un pochino queste clip
aspetta, libero mantieni un pochino qua
ok
mantieni, ok
ok ok ok ok
perfetto, ecco qua
questa è la prima stomaci
la fai molto ampia
si si, questa dicevamo la facciamo molto ampia
si si, avvicinati libero
per piacere, perché ovviamente qui
non abbiamo necessità di uno stomac stretto
e deve essere
deve consentire
esatto, il passaggio, aspetta aspetta che togliamo
queste graffette, ovviamente ci suggeriscono sempre di eliminare tutti quelli che possono
essere gli ostacoli all'esecuzione di una clip, in questo caso probabilmente per la
sparata precedente sono rimaste intrappolate qualche piccola graffa metallica nella trancia
di sezione, questo è un concetto molto importante che noi ribadiamo e che vogliamo sempre evidenziare
e che ovviamente i cari sostenitori ci implicano.
Dammi un cistico, ok, vabbè, se ne è uscita da là, forse sì, ok.
Ecco, qui vuol dire che le gianze non scivolano ma si trattengono sulla sottoratrice.
Ecco, c'è un pochino di trazione in più perché abbiamo...
Ok, perfetto, adesso ci siamo.
Dicevamo per l'eccessiva trazione, perché la paziente si è stata adesso messa in posizione orizzontale, c'è comunque trazione a causa del mese un pochino corto e questa volta è la difficoltà che si incontra in pazienti obesi che hanno dei mesi spessiti, dei mesi corti e talvolta ti trovi veramente in condizioni molto scomode per l'esecuzione di nonastomosi e ovviamente tutte quelle che sono le difficoltà di eseguire un'astomosi.
della chirurgia bariatrica, magari i pazienti con un'obesità viscerale importante, con un grosso spessore di parete che crea proprio la difficoltà nei movimenti e nei gesti più semplici.
Ovviamente bisogna industriarsi e adeguarsi a ogni tipo di evenienza per portare a casa l'intervento.
vento. Ok, anastomosi, chiusa, ok, e adesso facciamo quella cosa che abbiamo fatto prima
di far passare il sondone orogastrico anche nella seconda anastomosi. Ripeto, non è una
necessità, dammi un interostato, è un'abitudine che abbiamo preso, ci è piaciuta, la facciamo
facciamo e la riproduciamo, adesso piano piano, entra con la sonda Mike, vai Michele, vai Michele, ok, fermo, fermo, fermo, fermo, fermo, ok, vai Michele, dai ancora, dai ancora, ok, fermati adesso, entra ancora un po', lo facciamo quando ci viene comodo, se ci viene scomodo non lo facciamo, vai, vai, vai, vai, vai, vai, vai ancora Michele, vai, vai, vai, fermati un pochetto,
Ok, vedi questo? Alla fine è anche abbastanza agevole. Vai, vai, vai, vai, vai. Ok, perfetto. Questo ci dà ovviamente la tranquillità di aver lasciato sia il tratto biliodigestivo che il tratto bilioalimentare e andare a chiudere sul tratto comune, evitando quelle che sono le trazioni e le torsioni talvolta nella chiusura del punto.
Sono piccoli accorgimenti che adottiamo per cercare di ottimizzare al massimo la nostra tecnica e per ridurre al minimo quelle che possono essere le complicanze.
quindi a volte abbiamo avuto un caso di torsione sul meso per un punto probabilmente un pochino più profondo
e che aveva determinato una piccola tensione sul tratto comune e questo ci ha portato alla revisione dell'ammalato
che poi è andato bene, abbiamo sistemato, riconfezionato l'anastomosi, però ovviamente per ridurre il discorso
come dicevamo prima, facendo una standardizzazione dei processi e cercare di ridurre al minimo
il bias d'errore, abbiamo modificato successivamente la tecnica con questo piccolo accorgimento
che ci dà una maggiore tranquillità, quindi anche nella chiusura dell'entero-entero.
Ripeto, non sempre lo facciamo, non è tantomeno una cosa, però soprattutto per il fatto che
ci sono tanti giovani in sala, ovviamente far passare il concetto che quante più precauzioni
puoi prendere per cercare di fare le cose per bene nella maniera migliore possibile
non guasta, non è male, sia per noi che magari abbiamo un pochino di esperienze in più,
un pochino di affinità in più, ma soprattutto per loro che ovviamente si avvicinano alla
la chirurgia alaparoscopica, la chirurgia genale, la bariatrica, eccetera.
Anche qui, ovviamente, ribatto sempre sul concetto dell'anastomosi extra-mucosa,
passando sotto il nostro cappietto e cercare di introflettere quanto più possibile la mucosa.
Sì, diciamo, sottolineare prima il problema di non toccare la mucosa, di introflettere,
sono piccoli accorgimenti, il fatto che comunque fai un ripasso dopo,
Sì, lasciarli però.
E noi dobbiamo rispettare quelli che sono i principi sacrosanti della chirurgia. Cerchiamo ovviamente con l'aumento della manualità, dell'apprendimento di riprodurre gesti quanto più possibili vicino a quello che faremmo con le nostre mani.
In questo caso vedi la sinergia fondamentale dell'equip, i movimenti, quasi mai chiedo di cambiare visione della telecamera, l'aiuto già conosce i tempi ovviamente dell'intervento.
Sì, entrambi. Daniele con l'ottica perché era abituato ad operare con una laparoscopista molto più brava di me e quindi mi faceva vedere in maniera diversa da quella a cui era abituato.
E' lui che mi ha cambiato, ha cambiato i miei modi di visione, l'angolazione, perché ovviamente aveva cambiato. E questo è importante, è importante anche la sinergia, l'interazione. Io credo che ogni giorno loro apprendono qualcosa da me, io apprendo qualcosa da loro.
Il confronto su ogni cosa, nelle difficoltà, negli interventi di revisione, abbiamo una bella abitudine di andare a rivedere l'intervento, se per caso c'è stato un problema, se è un reintervento, una redosagere, un paziente che ha avuto un diverso intervento, ci facciamo il nostro disegnino preoperatorio e programmiamo quello che è l'intervento.
Questo credo che sia un aspetto fondamentale di tutta la chirurgia, perché ovviamente uno deve avere bene in mente il piano operatorio, compatibilmente con la riproducibilità di quello che ha in mente, deve avere un piano, un programma.
Questo serve ovviamente per cercare di risolvere la problematica.
Rispetto a qualche anno fa arrivano molti interventi di revisione, quindi ci troviamo sempre più spesso
ad avere a che fare con pazienti che hanno fatto interventi, reinterventi, pazienti che hanno avuto complicanze
e quindi ovviamente abbiamo la necessità anche di interagire con problematiche dovute a effetti a lungo termine
o a breve termine di interventi bariatrici precedenti. Questo è un altro aspetto fondamentale che caratterizza i centri di riferimento perché la redosargeri, chirurgia di revisione, viene richiesta in maniera sempre più imponente soprattutto dalla popolazione di pazienti già trattati che hanno avuto un fallimento o hanno avuto delle complicanze.
e quindi il centro deve essere adeguato, attrezzato anche a gestire, sia dal punto di vista chirurgico e dal punto di vista endoscopico, quelle che sono poi le complicanze a breve e lungo termine degli interventi bariatrici.
Penso che l'importanza di questo filo è fondamentale, perché se noi mettiamo che il filo non fosse autobloccante, tu avresti problemi a seguire bene la progressione del filo, invece di essere più tranquillo.
Certo, assolutamente sì, anche per ridurre la trazione sul filo, sfruttando l'efficacia delle alette autobloccanti,
Lascia un pochetto, lascia un pochetto, ci possiamo anche in maniera più tranquilla far sfruttare il filo senza la necessità di dover stringere o serrare in maniera ossissiva ad ogni passaggio, visto comunque la delicatezza delle anze.
Ok, ultimo passaggio, adesso serriamo, proprio perché come dicevamo prima ci fidiamo, ma fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, facciamo sempre un ultimo passaggio di serraggio della sutura con una piccola incavigliatura in modo tale da bloccare completamente la sutura.
Ok, taglia, va bene? Angela mi senti? Ti sento bene, ti sento bene. Dici un po' quello che devi fare perché non ci sarà più comunicazione, quindi voglio che finisci di stressare qualche altro concetto.
Ok, adesso dammi gli enterostati. Diciamo che il fatto di effettuare il double loop ci dà la possibilità di controllare entrambe le anastomosi. Adesso faremo il bedimetilene, è scorso via il sondone, possiamo controllare sia la gastro digiuno, dammi una garzetta, sia la anastomosi entero-enterale.
aspetta, ok
mettiamo la garzetta soprattutto su questa
che è quella più importante e dicevamo
il fatto di interrompere le ansie alla fine
quindi di spezzare il double loop
alla fine, c'è la possibilità di contrarre
entrambe l'anastomo, si entra poco a poco
ok, fermo così
adesso fammi prendere l'ansa
il tratto alimentare
quello comune, vai con il betimetilene
ok, vedi?
noi così riusciamo a controllare sia
il passaggio all'interno
della comune e del tratto
biogestivo
le controllo entrambi
e adesso poi andremo
sfida la sonda di calibrazione
andremo poi a chiudere
l'Organ Y
andando a
interrompere qui le anze
prima che tu finisci
non so in che momento ci interrogeranno la linea
voglio approfittare
questo momento per
ringraziare
è il primo a Daniele che è nel mio cuore
e a tutto l'equipe, l'anestesista, il mio amico e gli strumentisti
ma tutti quanti perché è una squadra che porta questi risultati
quando poi vedrai il tuo direttore sanitario
che è il dottor Perlecchia, persona eccezionale
che vi sostiene
e quando il direttore sanitario vi sostiene
tutto può andare avanti bene
assolutamente sì
io ti ringrazio, so che verrai qui a Roma
quindi ti aspettiamo nel pomeriggio
e continuiamo a discutere
in modo che quando interrompono
io non ho assolutamente omesso questa parte
che mi sembra fondamentale
sì sì
il discorso è assolutamente
giustissimo
tutto quello che si fa, che si realizza
è grazie alla squadra
qui in questo centro
in cui sono arrivato da non moltissimo
sono un anno e mezzo
abbiamo messo in piedi
diciamo un centro
Un centro di riferimento, un centro anche ad alto flusso grazie alla squadra, la proprietà investita su questo progetto, la direzione.
Ho trovato un gruppo molto molto voglioso di imparare una chirurgia che per loro era nuova, quindi ho trovato infermieri molto esperti e competenti,
un gruppo anestesiologico di altissimo livello e in generale anche tutto quello che è il substrato pronto ad accogliere un carico di lavoro importante.
I pazienti obesi sono pazienti complessi, sono pazienti complicati, sono pazienti difficili, cerchiamo di avere un pochino di premo per favore,
pazienti difficili, pazienti che hanno comunque molte problematiche e hanno necessità di essere ovviamente assistiti nella maniera più adeguata.
Il gruppo che ho trovato era un gruppo di giovani, un gruppo di infermieri volenterosi che non avevano mai visto un intervento di chirurgia bariatrica.
così con la loro disponibilità, la calma e la pazienza mia e loro nell'accettare quello che era la novità e che era la nuova organizzazione, si è riuscito a fare, a mettere in piedi il centro, a mettere su questo gruppo e continuamente siamo qui a migliorarci,
Ci siamo qui a metterci in discussione, soprattutto per i pazienti, perché ovviamente le problematiche sono tante,
le difficoltà sono sicuramente tante, però con la squadra, con il gruppo, si riescono ad ottenere dei risultati.
Sono anch'io, li voglio ringraziare oggi in occasione della diretta, quindi pubblicamente, per la disponibilità che danno,
Per la forza che ci mettono tutti i giorni, il direttore sanitario, il direttore operativo, la proprietà che ha anche investito nell'utilizzo di apparecchiature, materiali, anche come ben sai molto costosi, che ci consentono di fare una chirurgia di livello.
abbiamo tutti i presidi che sono necessari negli interventi di chirurgia bariatrica, quindi dal tavolo ai letti eccetera, e quindi anche lo sforzo e l'impegno della proprietà del gruppo di portare avanti un progetto,
un progetto importante
soprattutto per la regione Puglia
dove tu ben sai
che la problematica e le dinamiche
correlate all'obesità
sono molto
molto molto importanti
e rilevanti
tu hai migliorato
i fuori regione con questi 800
interventi
quindi ti siamo grazie
ti siamo grazie
allora adesso dammi il drenaggio
hai messo quelle clippette per essere più tranquilli
per essere più tranquilli
assolutamente sì
dammi il cistico, dammi una clip
e sì andiamo a perfezionare i sanguinamenti
perché ovviamente magari vedi un intervento
e sangue quasi come questo
poi magari sale su un reparto
e il paziente comincia ad avere 200 cc di sangue
soprattutto perché è un iperteso
Esatto, brava. I pazienti sono già di base disprotidemici, possono avere dei picchi ipertensivi nel post-operatorio, monoso, dei picchi ipertensivi nel post-operatorio e questo può determinare a volte dei sanguinamenti scoccianti.
Infatti in simbiosi con l'anestesista durante l'intervento cerchiamo di lavorare ad una pressione non troppo alta e successivamente a termine intervento effettuiamo uno shot pressorio.
Uno shot pressorio che ci consente di avere un controllo quanto più accurato e tranquillo delle mostasi, perché i pazienti di picchi ipertensivi ovviamente ce li hanno a risveglio, quando salgono in reparto, eccetera.
E per ottimizzare, sulla scia di quello che abbiamo visto a Montpellier e a Bruges, abbiamo anche in questo senso trovato una grossa affinità con gli anestesisti nell'effettuare quanto più possibile questi tempi,
quindi settandoci con i curari antipertensivi, in modo tale da minimizzare anche quelle che sono le complicanze emorragiche sulla trancia di sezione molto spesso in questa tipologia di pazienti.
Adesso vediamo un pochino il remnant gastrico, ecco qua, questo è un altro aspetto molto importante nell'intervento di bypass, andare a controllare sempre, dammi la Joanna per favore.
Andare a controllare sempre anche lo stomaco residuo perché qualche volta si può avere qualche spiacevole sanguinamento sulla trancia residua.
La maggior parte dei sanguinamenti, noi li abbiamo per fortuna quasi azzerati e tutti gli aiuti fanno gesti scaramantici, abbiamo quasi completamente azzerato.
ok qui è liquido
bello rosè
ok adesso mi date un bel Jackson Pratt
e quindi posizioniamo
questo drenaggio
a protezione
che il paziente avrà
per circa 24 ore
esatto
mantieni il fegato
ok dammi un pochino
una Joan
lo posizioniamo
retro anastomotico
in modo tale da avere un buon drenaggio della cavità della loggia, dello spazio posteriore, eccolo qui, ok, dello scollamento che abbiamo fatto sul pilastro diaframmatico, ok, mantieni il drenaggio, lasciami la telecamera, e anche nella zona retronastomotica, così possiamo raccogliere sia qualche piccolo sanguinamento che si può avere qui e raccogliere soprattutto lo spazio retronastomotico.
Come vedi si è rettilineizzata con quel poco di sopraegitto anche l'anastomosi gastro digiunale, il cui percorso diventa abbastanza lineare e non ci sono quelle torsioni a livello anastomotico che possono determinare poi difetti di scarico, ostacoli e quindi per pressione a livello della trancia di sezione.
L'apertura dell'aumento ci dà la possibilità di ridurre la tensione e di coprire anche un po' l'anastomosi.
Ok, ti voglio dire che l'aula non è piena, è strapiena e posta in piedi.
Grazie di tutto, grazie.
è un punto di riferimento a livello nazionale. Grazie ancora al Professore Palazzini per
l'invito anche di quest'anno, siamo sempre onorati di far parte di questo congresso che
è di grosso lustro per tutti noi chirurghi che si avvicinano, che fanno la paroscopia
e grazie a tutto il gruppo. Speriamo di vederci l'anno prossimo.
noi siamo veramente
io pugliese, sono veramente orgogliosa
di avere alcuni di voi che non siete pugliesi
ma siete venuti da noi
ben voluti, anche perché avete messo
su un gruppo di lavoro con dei giovani nostri
quindi in bocca al lupo e buon lavoro
Crepi, ciao, grazie
speriamo di vederci l'anno prossimo
buona giornata a tutti, ciao, arrivederci
Chat IA
Inicia sesión para chatear con este video usando IA.