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2° Corso Corso la Chirurgia in Diretta Roma 13-14 maggio 2010 CORSO MIP VALUTARE PER INVESTIRE: LA SFIDA DELLA MULTIDISCIPLINARIETA' Presidente: M. Dalmaso Moderatori: G. Mancini, R. Vincenti M. MACCHEROZZI: Impatto organizzativo delle tecnologie sanitarie dal punto di vista infermieristico
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Sono l'ultima, quindi usufruisco anche un po' di suggerimenti di tutte le relazioni che sono arrivate prima di me.
Innanzitutto sono una collega coordinatore, ho fatto un'infermiera per tantissimi anni in sala operatoria,
non litigo più con la mia collega del reparto perché mi sono presa anche il reparto, quindi gestisco l'intero processo.
Questo è un aspetto molto favorevole per quanto riguarda l'organizzazione comunque della sala operatoria del reparto.
Come devo fare? Andare avanti con il rosso o il verde? Via.
Allora, cosa c'entra l'infermiera in tutto quello che è un processo di tecnologia all'interno di una sala operatoria, di un'unità operativa?
Io la vedo in funzione di quello che è comunque il mantenimento di quelle che sono tutte le apparecchiature e le attrezzature che noi abbiamo a disposizione.
Sono reduce da quello che è un congresso dove ho invitato all'Università di Padova un docente che ci ha lanciato una sfida dicendo che gli strumentisti in una sala operatoria non servono a nulla,
che possono essere sostituiti con dei tecnici, è una cosa che ovviamente non ho tollerato e sono intervenuti in maniera anche abbastanza pesante perché certo che se uno fa l'infermiere come ogni tanto si sente, posso mettere anche una scimmia per passare degli strumenti a un chirurgo, ma noi non siamo così, noi abbiamo in mano e sicuramente il fatto che si continua nello studio,
Si va avanti con quello che è una laurea infermieristica, dei master di specializzazione e quant'altro perché comunque di fronte a chirurghi abbiamo dei professionisti veri, seri ed è per questo che entriamo anche in quello che è tutto un processo di acquisizione di nuove tecnologie.
Partendo da quello, io vi faccio presente un pochettino quella che è l'esperienza che vivo all'interno della nostra unità operativa, mi sono dimenticata di dirvi che lavoro nell'azienda Usla di Cesena.
È un piccolo ospedale, fa parte di un'area vasta a Romagna dove lavoriamo assieme a quella che è l'azienda di Rimini, di Forlì, di Ravenna e Cesena e questo ci permette di lavorare con tutti i nostri colleghi.
Comunque dov'è che entra l'infermiere in quello che sono le acquisizioni delle nuove tecnologie?
Sicuramente un momento molto importante è quando a fine anno o a seconda di come è l'organizzazione dei vostri ospedali
si prepara il budget per l'anno prossimo e quindi si parla di cosa implementare, di cosa presentare con le schede di budget.
Il direttore dell'unità operativa ormai ha capito che per forza di cose comunque l'infermiere c'ha da essere, il coordinatore c'ha da essere perché comunque bisogna valutare se si riesce comunque o a mantenere o a implementare quelle che sono delle attività che fanno parte di quello che è l'iter dell'unità operativa.
La condivisione, sono parole che abbiamo già sentito ripetere più volte, si decide di acquisire una nuova tecnologia, cosa bisogna condividere?
Sicuramente con tutti gli attori protagonisti, quindi con l'ingegneria clinica, con il direttore dell'unità operativa, la direzione infermieristica e il coordinatore.
Qualsiasi tecnologia che viene appunto portata in unità operativa ha bisogno di essere condivisa da tutti.
Capita cosa ci può portare, cosa possiamo implementare. Molte volte facciamo entrare le tecnologie all'interno delle nostre sale operatorie per piacere di un chirurgo, perché serve ad un chirurgo e quindi arrivano nuovi strumenti, nuovi apparecchi che non ne siamo a conoscenza e questo ovviamente ci crea dei grossi problemi.
Quindi questo ormai non si dovrebbe più fare, non si deve più fare, per cui quello che è importante è la condivisione di dove vogliamo andare con quella nuova apparecchiatura, cosa comporta, qual è comunque l'impatto che deve avere e cosa implica questo a livello di programmazione infermieristica.
Questa è un pochettino il percorso di come arriva un'apparecchiatura, quindi dobbiamo condividerla, prima la progettiamo nell'unità operativa, abbiamo la condivisione, arriva la giudicazione.
questo è l'esempio che vi facevo prima
delle quattro aziende come noi lavoriamo
Cesena, Forlira, Venna, Rimini
nell'ultima commissione vi ho messo
l'esempio del defibrillatore perché
un infermiere
dell'unità operativa della cardiologia
è stata parte
importante nel team
di scelta di quelli che sono
gli apparecchi che comunque sono quasi
esclusivamente a gestione infermieristica
per cui è molto importante
questo, è un passaggio
che l'infermiere non subisce sempre la scelta di altri come siamo poi soliti dire che ci piangiamo sempre addosso perché è abbastanza scontato sentire dire io comunque non c'ero, io non partecipavo per cui è più facile la mentela ma quando c'è bisogno di mettersi in gioco non è sempre poi così facile trovare anche le persone che sono disponibili a fare questo
Perché comunque implica un impegno, implica uno studio, implica andarsi a studiare, mantenere un aggiornamento approfondito su tutte queste nuove prospettive che ci appaiono all'orizzonte.
L'altra fase dopo che è stata aggiudicata un'apparecchiatura è il collaudo, qui è tutta una sequenza che avviene nelle tecnologie biomediche o nelle ingegnerie cliniche come dir si voglia e è un collaudo che diventa tecnico per quanto riguarda l'ingegneria clinica, funzionale,
tutte le apparecchiature vengono portate all'interno delle unità operative, delle sale operatorie per valutare la funzionalità
e una volta che viene validato e firmato il collaudo c'è la formazione all'uso e alla manutenzione ordinaria
e questo è un momento molto importante per quanto riguarda gli utilizzatori
Perché ovviamente bisogna fare tutto un percorso di uso e manutenzione e formare tutti gli operatori stessi, medici, infermieri.
e non si può, io non accetto molto volentieri quando sento dire
quell'apparecchio a me non interessa perché non sono io che lo devo usare,
un microscopio, lavoro in neurochirurgia quindi abbiamo a che fare con i microscopi,
un'infermiera che lavora in una sala operatoria che non sa bilanciare il microscopio,
è una cosa non corretta perché comunque quello che è importante
Importante è che il paziente che viene all'interno della sala operatoria, comunque in tutto un processo assistenziale, deve avere il meglio. La frase che ha concluso l'ingegnere, il paziente al centro della sanità, che anch'io l'ho messa nella mia ultima slide perché è una cosa sulla quale credo fermamente.
Il team deve lavorare tutti insieme, tutti devono arrivare ad avere degli ottimi risultati, quindi tutte le persone devono aiutarsi l'un con l'altro perché il risultato sia ottimo.
non accetto che un infermiere non sia in grado di farlo
come non accetto che non sia capace un chirurgo di bilanciarsi un microscopio
perché è il suo strumento di lavoro
tutte le persone devono sapere utilizzare al meglio le apparecchiature che sono presenti
ed è per questo che la formazione del personale lo ritengo un momento molto importante
addirittura nel nostro percorso viene accreditato anche con l'ICM
Perché è una formazione sul campo che viene svolta. Quindi come formazione sul campo è molto importante perché ovviamente nelle sale operatorie come sappiamo c'è un grosso turnover, rimane sempre un po' lo zoccolo duro, diciamo delle persone più anziane in quasi tutte le sale operatorie sono persone che sono lì da quando hanno aperto la sala.
Però molti giovani se ne vanno, non trovano soddisfazione, gli manca il contatto col paziente, dicono tante cose per cui il turnover ce lo troviamo penso in quasi tutte le nostre sale operatorie.
E l'affiancamento quindi con un infermiere esperto rimane un momento molto importante. All'interno della nostra unità operativa è stato inserito anche nella procedura del neo inserito, sono procedure aziendali dove l'inserimento nella sala operatoria prevede un anno di affiancamento, non dico un anno di affiancamento con un infermiere che non fa nulla.
C'è un periodo che va da quando entra all'anno perché poi viene valutato se quella è una persona in grado di procedere, ovvio che se si vede che non ci sono i presupposti non lo si fa proseguire, però dopo un anno viene finito il suo inserimento con i crediti formativi per il nuovo infermiere che è l'inserito e i crediti all'infermiere che gli sono stati a fianco, quindi i loro tutor hanno dei crediti in medicina.
Tutte queste apparecchiature che noi troviamo all'interno delle unità operative ovviamente si rompono, non funzionano, ci sono tante problematiche e ogni persona ha a disposizione una password per entrare in quello che è il sistema di riparazione.
Vi ho fatto vedere una scheda, questo permette quando hai un'apparecchiatura che non funziona di aprire immediatamente un richiamo alle tecnologie biomediche e di fare presente quale malfunzionamento è in atto.
Se l'apparecchio prevede l'interruzione di un'attività chirurgica perché se è un apparecchio unico ti compromette il proseguimento dell'attività oppure se te lo fa solo parzialmente per cui si richiede un intervento tramite computer e questo ha agevolato molto i tempi, rimane tutto registrato in modo tale che i vecchi fogli di prima via fax e quant'altro portavano sempre comunque a degli errori dei ritardi
o addirittura sparivano e quindi eri sempre al telefono per chiamare cose.
La tecnologia ci ha permesso di fare tante altre cose, ad esempio la cosa che mi sono dimenticata di dire prima
quando parlavamo dell'area vasta Romagna è, essendo stato inaugurato non è da tantissimo tempo
il laboratorio unico di queste quattro aziende, permette di vedere tutti gli esami matologici
di tutti i pazienti che vengono trasferiti da un'azienda all'altra. Quindi la tecnologia è andata molto in aiuto sia al personale sia al paziente che evita comunque di ripetere esami perché ti dà la possibilità di entrare nel software del laboratorio e se uno arriva dall'azienda Usla di Forlivi e viene trasferito a Ceseno o viceversa tu vai a vedere gli esami senza bisogno di ripeterli.
Quindi non c'è la ridondanza in tutti quelli che sono esami radiologici di laboratorio.
Parlando sempre di quello che riguarda l'accreditamento aziendale, mi aggancio un attimo all'accreditamento aziendale perché proprio in questi giorni nella nostra struttura stanno partendo tutti i controlli dell'accreditamento.
Ormai quasi tutte le aziende in Italia, non so quale numero, forse Dalmaso lo sa meglio di me, sono accreditate e ogni due anni ritornano i controlli e in questo momento, in questi tre giorni passeranno all'interno della nostra azienda a random, vanno dove vogliono e chiedono agli operatori di sedersi al computer e di fare vedere come si fa per attivare il sistema OnBioMed per le riparazioni delle parecchiature e vedere se ogni operatore è in grado di farlo.
Perché comunque c'è stata messa a disposizione questa tecnologia ed è importante che tutti gli operatori la sappiano utilizzare.
Questa tecnologia ti permette anche di andare a vedere tutto quello che è successo alla tua parecchiatura, se è una parecchiatura che ha avuto tante manutenzioni, se è una parecchiatura che diventa obsoleta perché è da tanti anni che è in sede.
Quindi la gestione del tuo parco macchine, chi ha la responsabilità di quell'unità operativa ne ha una visione totale. Quindi l'accreditamento in questo momento io non lo vivo tanto come un controllore di una persona che viene in casa nostra e viene a vedere se sappiamo lavorare.
Lo vedo come stimolo, e ci credo fortemente in queste cose, per permettermi di migliorare quelli che sono gli aspetti negativi che vengono messi in evidenza, come l'altro giorno qualcuno mi raccontava, non so, il libro delle manutenzioni di come funzionava una macchina era chiuso nella scrivania della caposala, non si capisce cosa se ne facesse la caposala chiusa lì, però era lì.
quindi avere una persona che ti viene e ti dice come mai non avete questo sotto mano, se non funziona l'apparecchio come fate?
Quindi queste sono tutte le pecche che poi vengono fuori.
Nell'avere tutte queste tecnologie e nell'avere tanti infermieri che girano all'interno delle sale operatorie
quello che è importante è anche come mantenere le apparecchiature che diciamo è un po' la sfida di quello che è il lavoro dell'infermiere perché compriamo macchine nuove, tutti hanno a disposizione tanta tecnologia ad alti costi e a noi è richiesto il mantenimento, è una sfida molto importante ma è quello che dobbiamo fare
Perché il mantenimento, la manutenzione ordinaria, che forse uno dice ma perché io infermiere devo pulire la macchina o perché devo mantenere quell'elettrocardiografo in un reparto funzionante, perché è un apparecchio che a me serve per fare gli esami, non è che per questo io mi debba sottovalutare perché mantengo la pulizia di un apparecchio, a parte che la mantengo anche per tanti altri problemi igienici perché vado da un paziente all'altro.
e tutto questo
qui ho messo la prevenzione degli eventi avversi
in una sala operatoria
sapete tutti che è uscito da parte del Ministero della Salute
nel novembre, ottobre-novembre 2009
tutto quello che è la prevenzione dei rischi
sui pazienti
in modo particolare sono richiamate le sale operatorie
come possiamo fare noi all'interno di una sala operatoria
garantire un corretto utilizzo delle apparecchiature
Sicuramente, forse l'avremo sentito dire altre volte e lo stesso mi ripeto, ma il controllo delle prechiature prima dell'utilizzo. Il Ministero ha fatto tutta una checklist su questo punto, ci sono anche dei filmati se li collegate nel sito dove la Barbara Mangiacavalli, tra l'altro la segretaria della federazione in prima linea, è lì che presenta la checklist.
list su come utilizzarle, ma quello che è importante a mio punto di vista è tutte le
mattine prima che si inizia un intervento chirurgico dobbiamo essere consci che quegli
apparecchi funzionino, non durante l'intervento chirurgico che qualcosa si rompe e noi ci
svegliamo dopo, perché è quello che ci viene richiesto, quindi è importante l'utilizzo
delle apparecchiature. Nella nostra realtà tutti questi dati vengono conservati perché
perché quando si inizia un intervento lì c'è un registro dove si fa il check-in di tutte le apparecchiature utilizzate
e vengono conservate perché sono libri che durano anni.
E questa è una garanzia ulteriore per il paziente.
Sono andata molto rapida, mi sono dimenticata 3.000 cose, me ne ero scritte tante, ma è lo stesso, è sempre così.
Comunque l'infermiere negli anni ha acquisito sempre di più importanza,
A lei è richiesta sempre di più una competenza tecnologica e non si può dire io non lo so utilizzare. Il sentirsi partecipi in un processo di cura dove sia il processo medico infermieristico abbiano lo stesso obiettivo, quello di avere al centro dell'assistenza il paziente.
Questo è una cosa fondamentale che secondo me, non è che lo dobbiamo dire perché lo dicono i sindacati, lo dice il sindaco, lo dice il ministero della salute, lo diciamo tutti, io penso che sia essenziale perché se veramente partiamo pensando che al centro ci sia il paziente forse mettiamo in discussione anche tanti modi di lavorare e a tutti dobbiamo dare le stesse risposte.
Non possiamo permetterci di dare risposte diverse a seconda del tipo di paziente che ci troviamo di fronte.
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