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32° Congresso Chirurgia Apparato Digerente anno 2021 Andrea Gattolin Emicolectomia destra vks con CME A.S.L. CN1 Azienda Sanitaria Locale di Cuneo, Mondovì e Savignano Ospedale Regina Montis Regalis - Mondovì
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Buongiorno a tutti, qua da Mondovì vi presento l'equipo, il dottor Gattolina al timone, all'ottica la dottoressa Travaglio, l'aiuto il dottor Rimonda, l'assumentista Marta De Mauri, modera e commenta il dottor Pietro Cumbo.
Francesco Oriente vi presento il caso, è un emicolettomia destra laparoscopica con CME,
come ha già detto il dottor Gattoline in maniera esemplare,
è un paziente maschio di 55 anni, nulla di rilevante di anamnesi patologica remota,
si presenta alla nostra osservazione per riscontro di severa anemizzazione agli ematochimici
eseguiti per un'astemia severa, esegue un sangue occulto fecale che risulta positivo
successivamente viene poi viene viene trasfuso esegue poi terapia marziale esegue quindi una
gastro che risulta regolare esegue anche ovviamente una colon che mostra livello
della flessura epatica una lesione a manicotto non superabile con lo strumento dura alla presa
bioptica e sanguinante viene eseguito tatuaggio le biopsie danno un adenocarcinoma del grosso
intestino viene eseguita quindi la stadiazione con taca addome torace con mezzo di contrasto
che mostra la nota lesione, spessimento patologico del colon, esteso per 4 cm, associato a una disomogeneità del grasso pericolico e alcuni linfodi nella compagine del grasso pericolico.
Inoltre a livello epatico alcune lesioni cistiche e angiomatose fino a un centimetro di diametro, in S7 una lesione sospetta, anche essa di origine benigna,
comunque meritevole di valutazione poi con risonanza.
Potete vedere queste immagini che mostrano in maniera specifica la lesione
che viene stadiata a livello radiologico come un T3N+.
Abbiamo poi eseguito, dovendo poi sottoporre il paziente a una CME,
le varie ricostruzioni arteriose e venose per essere tranquilli sulla dissezione del comparto mediale.
La risonanza che abbiamo poi eseguito a completamento della stadiazione
mostra fondamentalmente queste lesioni che erano valutate in S5 e S7,
multiple poi lesioni puntiformi rispetto cistico,
che di origine assolutamente benigna, angiomatosa quella in S5, cistica quella in S7.
Quindi in considerazione dei fattori di inclusione, quindi patologia, intervento,
l'ASA score e fattori psicosociali, il paziente veniva quindi inserito nel nostro protocollo aziendale ERAS,
e candidato dopo adeguata visita collegiale, che noi chiamiamo GIC, a terapia chirurgica con intervento di emicolettomia destra con CME.
Lascio la parola al dottor Gattolin e all'ottor Cumbo.
Buongiorno a tutti, sono Cumbo. L'intervento è appena iniziato per esigenze di sala operatoria.
adesso chiedo
all'ottore Gattolini
di farci vedere un attimo
vedo che stai già preparando il piano posteriore
quali sono i punti
di riferimento
all'inizio dell'intervento
prima degli scollamenti
buongiorno a tutti
il dottor Riente
si è dimenticato
preso dalla foga di presentare anche
i nostri collaboratori anestesisti
che senza di loro non avremmo
Ho addormentato il malato e quindi la dottoressa Blangetti che è il primario della divisione di anestesia e rinimazione dell'ospedale di Mondovì, il dottor Valesano che collabora con lei all'intervento questa mattina.
Allora, in attesa del collegamento, viste i dubbi che c'erano all'attacca della risonanza a livello epatico, abbiamo già eseguito un'ecografia che adesso vi mostro velocemente, epatica,
che abbiamo già fatto, possiamo mettere le immagini per favore dell'ecografia sul monitor così possono essere seguite, solo per farvi vedere come in realtà quello che veniva dato come angioma effettivamente anche ecograficamente,
Magari Roberto ce la fai tu? Ok, io sto tenendo sul colon. Si conferma l'aspetto anche intraoperatorio di angioma, eccolo lì. Questo qua è per farvi l'esempio della lesione in S5 che effettivamente anche dal punto di vista ecografico intraoperatorio si conferma essere un angioma.
Insomma, le due lesioni cistiche su S7 effettivamente sono un po' difficili da vedere perché sono molto posteriori, però ci sembra abbastanza chiaro che questo fegato sia un fegato che fa delle piccole cisti e degli angiomi che possiamo vedere anche ad esempio in S4.
se abbassi leggermente qua Roberto, aspetti angiomatosi un po', ecco qua, guarda se si riesce a tenere, le vediamo bene prima, non voglio riprendere, però sono dei piccoli angiomi, dei micro angiomi, anche eccolo qua, eccolo lì un altro angiometto, che non veniva neanche segnalato alla risonanza, perfetto.
Se poi ci sono delle domande, dei dubbi, possiamo rivedere un po' il discorso ecografico anche.
Adesso, dal punto di vista dell'intervento, l'esposizione fondamentale del campo, che sia un buon campo in cui le anse appunto stiano bene dalla parte sinistra del paziente,
I nostri reperi sono il duodeno che è qua, questa è la corda, la tenda dei vasi ileocolici che Roberto mi sta tenendo su, prendendo a livello della valvola ileocecale, questa tensione ci dà l'asse giusto dei vasi ileocolici.
L'asse esenterico sicuramente è a questo livello, il comparto mediano è a questo livello ed è dove noi arriveremo a fare la linfectomia.
Io normalmente in questo tipo di interventi parto ricercandomi il piano di accollamento di Told, che si vede molto bene. Adesso noi qua stiamo lavorando in 3D e quindi la visione sicuramente è più precisa di quella che avete voi in 2D, ma spero che l'immagine sia di buona qualità perché si possono apprezzare alcuni particolari importanti.
Ad esempio la circolarità dell'accollamento di told che da destra va verso la flessura e torna medialmente verso il duodeno ed è quel piano che io voglio cercare adesso per mobilizzare completamente il mesocolon salvaguardando assolutamente il duodeno e pancreas.
Ecco qua, vedete?
Questo strumento che sto usando è una bipolare avanzata.
Difatti io l'intervento cerco di farlo tutto con bipolare avanzata e bipolare normale,
per avere una accurata emostasi.
È un malato tra l'altro giovane, ma con i tessuti un po' fragili.
Abbiamo visto subito all'inizio che toccando un po' i tessuti tende un po' a essere fragile e un po' sanguinolento.
Comunque, ecco qua. Secondo me per fare una corretta CME i piani embriologici citati da Orenberger sono fondamentali per evitare danni, soprattutto a livello vascolare centrale.
Quello che viene descritto ultimamente in letteratura è che queste linfettomie del comparto mediano aumentano il rischio di complicanze emorragiche, sia intraoperatorie che postoperatorie.
Secondo me per prevenire queste complicanze la cosa fondamentale è il rispetto dei piani embriologici di accollamento e il riconoscimento corretto della vascolarizzazione.
Riente prima nella presentazione ha citato queste ricostruzioni vascolari a livello di TAC che secondo me aiutano, indirizzano molto, non sono sempre così precise ma ad esempio in questo caso non abbiamo visto la colica destra come succede molto frequentemente.
E all'anatomia a livello anche del tronco di Enle sembra un'anatomia normale in cui abbiamo una colica che origina insieme a un tronco comune gastrocolico che poi dà una diramazione pancreatica udonale anteriore inferiore successivamente.
Quindi io mi aspetto di trovare a livello del tronco di Enle una situazione anatomica di questo tipo.
Ecco qua, vedete il pancreas, si vede bene, che noi dobbiamo assolutamente rispettare mantenendo questo piano che ci porta, vedete, questo velo che io mantengo e che mi dà poi il piano sul mesocolon trasverso.
Andrea, l'abbattimento della flessura epatica, tu la inizi sempre da sotto?
Allora, quello che io cerco di fare è di non spostare il campo operatorio il più possibile e quindi nell'approccio medio-laterale cerco di fare tutto da questa proiezione, da questa prospettiva.
Adesso abbassare bene il duodeno, riconoscere bene il pancreas, isolare già l'accollamento fra mesocolon e pancreas mi permette poi di avere una verticalità sui vasi durante la linfettomia e un maggior controllo anche dei vasi.
Certo.
Puliamo bene l'ottica per favore. È pulita bene?
Non è perfetta.
Revadiamola.
Ecco, allora, mentre pulite l'ottica facciamo vedere la posizione di trocar, così a scopo didattico.
Spiega anche il motivo per cui metti molto laterali i trocar, soprattutto il trocar paraumbelicale.
Allora, possiamo mettere sul monitor l'immagine proprio dell'esterno in cui si vede, riusciamo ad ottenere un'immagine migliore per favore? Eccole qua, mentre loro puliscono bene l'ottica.
Vedete bene che a livello lombelicale in realtà viene indotto il primo peritoneo con un ago di Verres a questo livello e in semicerchio sul fianco sinistro del paziente vengono posizionati i trocker,
di cui quello centrale è quello per l'ottica, l'inferiore infossiliaca a sinistra è la mano di aiuto dell'operatore, questa qua che sto muovendo, il superiore è l'operativo.
In ipocondro destro viene posizionato il trocar da 5 mm che serve all'aiuto poi per trazionare nei vari passaggi il colon e poi successivamente per l'anastomosi che vedremo intracorporea.
Ecco qua, vedete che poco per volta stiamo abbassando completamente il duodeno.
Lo scollamento mi sembra perfetto rispettando i piani embriologici. Questo ti permette di non sbagliare il piano, di non andare troppo profondo e quindi di portarti poi con le strutture retropelitoneali in mano.
Stavo cercando di vedere dov'è. E' qua bipolare.
Si ha una fragilità tessutale.
No, è fragilissimo, lo dicevo prima.
Sì, sono quelli peripancreatici questi che vede la peristalsi duodenale molto vivace.
Sì.
Ok, via pure bipolare.
Ok, perfetto.
Aspiratore che puliamo.
Ok, allora, a questo punto il discorso anatomia, quello che a me è servito tutto questo lavoro è per sapere che il piano assolutamente deve essere al di sopra del pancreas, quindi andare qua dietro sarebbe un errore perché finiamo sul pancreas, qua ho i vasi leocolici e qua ho i vasi, l'asse mesenterico.
Quindi io quello che faccio a questo punto, apro il peritoneo, il foglietto anteriore, per accedere sull'asse mesenterico.
Cerchi di visualizzarlo sempre?
Assolutamente, sì.
Cioè quando faccio l'infectomia del comparto mediano.
Cioè non dovessi fare l'infectomia del comparto mediano a questo punto bipolare,
Andrei a legare i vasi alla loro origine, gli gliocolici, esponendo l'ascella dell'avena, invece in questo caso vado a cercarmi.
Ci sono state un po' di discussioni su questo tipo di atteggiamento oncologico.
Tu come ti comporti?
Adesso vedrai, nel senso che secondo me non va esasperato il concetto di una linfectomia estesa sempre e in ogni caso.
Nel senso che non ci sono dati in letteratura che abbiano dimostrato una maggior sopravvivenza, tranne due lavori in cui effettivamente negli stadi più avanzati c'è un discorso forse di miglioramento di sopravvivenza facendo la linfectomia estesa.
Ma in realtà non c'è nessuna documentazione oncologica reale che ci dica che effettivamente l'anifectomia del comparto migliori la sopravvivenza.
Quello che invece viene appunto, come dicevo prima, descritto sempre è che può aumentare il rischio di morbilità post-operatoria o anche di danni vascolari intra-operatori.
In questo caso, essendo un uomo giovane, con una lesione della flessura epatica, avendo all'attacco dei linfonodini perilesionali evidenti, ritengo utile un'infectomia più estesa, non fosse altro per un discorso di stadiazione successivo.
Sono d'accordo.
Qua mi sembra di intravedere la vena, no?
Sì, esatto.
Ritornando un attimo al discorso della letteratura e quindi dei dati che non sono ancora univoci nello stabilire se serve, se non serve, se serve a tutti o meno.
È probabile che sia legato al fatto che non tutti i centri, non tutti i chirurghi fanno l'anifectomia estesa con la CME.
può essere un ragionamento valido
questo?
sì
ma allora
secondo me come gesto
aspiratore un attimo
è un gesto vedete
almeno delicato
cioè bisogna avere
uno skill secondo me laparoscopico
già elevato
certo
una conoscenza
della chirurgia colorettale
adeguata
non è una cosa che si improvvisa
cioè l'esperienza necessaria
per fare questo tipo di intervento
secondo me è fondamentale
diciamo che è ancora un gesto
in qualche modo operatore dipendente
purtroppo
standardizzarlo sì
ed è appunto quello che sto cercando
di far vedere se riesco
che la standardizzazione
può portare assolutamente
ha una fattibilità più estesa di queste manovre. L'accuratezza preoperatoria è importante per valutare tutte le possibili variabili che ci possono essere a livello anatomico-vascolare in maniera da non incappare in sorprese particolari.
Certo. E qui hai già esposto molto bene la vena.
Vedete, il piano di prima mi è servito per avere la base bipolare un attimo.
E qua si intravede già l'arteria, anche vicino, che pulsa.
Hai mano.
Usi questo con la punta Kelly.
Esatto.
Sì, favorisce anche la dissezione questa.
Esatto, ti permette una distinzione, anche se trovo che la punta sia leggermente, vedete, un po' grossolana ancora.
Cioè la punta Maryland effettivamente aiuta, ma secondo me fosse leggermente più fine, sarebbe il top.
Ma questo anche B. Brown lo sala.
Il signor B. Brown ascolta, ascolta.
metterà la frusta tutti i suoi ingegneri per cercare di ottimizzare però vedete che in questi
movimenti effettivamente la punta smussa e tutto aiuta assolutamente decisamente cioè non devi
cambiare lo strumento dei cambiare strumento certo se sei sul piano giusto è l'ideale ecco
questa parte più vicina adesso alla vena preferisco farla invece molto delicatamente
Esattamente, con la bipolare, con la pinza di Gaillet e poi finire l'opera col Cayman.
Ovviamente strumento in favore di telecamera.
Com'è?
Strumento in favore di telecamera.
Sì, assolutamente.
Vedete che qua inizia ad essere una buona esposizione della vena.
Se molli la trazione si vede sicuramente la pulsazione dell'arteria.
Esatto, perché poi l'arteria solitamente decorre posteriormente alla vena mesenterica e c'è di solito un tratto di un centimetro, un centimetro e mezzo fra dove la si lega normalmente e dove la si va a legare invece con la CME, in cui si asportano proprio i tessuti all'origine della vena.
mi dà l'aspiratore che puliamo aspetti
l'esposizione è perfetta
il fatto di mettere anche
i trocar a semicerchio
laterali e sinistri, in questo caso
l'ho messo leggermente
più verso il fianco
meno paramediani
perché questo mi permette
se fossi più vicino caderei
quasi sopra con l'ottica
e un'ottica anche ad esempio a livello
ombelicale mi fa vedere
in verticale la situazione, invece qua
Io credo di avere una visione buona.
Certo, al di là del fatto che poi ti aiuterà nell'anastomosi intracorporea.
Esatto, bravo. Vedete, il fatto di aver preparato il piano prima mi dice che qua vado sul sicuro che non devo neanche stare troppo basso perché l'altra cosa è l'apertura del peritoneo
che dovrà mantenersi sempre in linea retta verso l'alto, verso i vasi ileocolici, perché se no la tendenza è di uscire di qua e di andare verso sinistra, sui primi vasi digiunali, che anche lì è un altro errore che si può commettere.
respiratore. Certo. Importante è la standardizzazione delle manovre.
Se poi, stando sul piano corretto, viene automaticamente bipolare, l'avena si
scopre da sola. Certo. Ma soprattutto proprio nelle manovre di standardizzazione,
se non ti ritrovi con le strutture anatomiche, c'è qualcosa che non ha
funzionato. Esatto. E allora lì scattano i campanelli d'allarme che ti dicono
ferma un attimo, rivedi i piani. Come diceva un vecchio chirurgo, quando non ti ritrovi
non tutto è anomalia anatomica. Bravo. Esatto, no, quando non ti ritrovi è anomalia del
del chirurgo. Va bene, aspiratore un attimo. Piano praticamente sangue per i piccoli
stilicidi che sono. Ecco è quello che allarga leggermente Elisabetta, vedi avere
i piani sia da laterale che da mediale ben esposti perché vedi qua rischiamo
ancora di stare troppo bassi secondo me. Sì, esattamente. Adesso sei all'inizio dell'acido
denare, esatto, quindi il tessuto pancreatico ti rimane sulla destra, esatto, e io stando
qua sono sicuro, l'avena va legata qui a livello dell'origine, legando poi a questo
A questo punto la vena avrà lo spazio per riprendere il piano posteriormente qua.
Ovviamente, certo.
Dipolare un attimo, perché anche qua il rischio di stare qua, e invece il piano, secondo me, è qua.
Leggermente più alto, sì. In quella maniera non tocchi assolutamente il pancreas.
Sicuramente so che, avendo sollevato l'origine della vena, il pancreas mi è sotto.
Perfetto, sei passato oltre, perfetto, l'hai già isolata.
Ok, insieme alla vena dovrebbe esserci l'arteria.
Allora facciamo così, andiamo a cercarci anche l'arteria.
L'unica anomalia anatomica in questo caso potrebbe avere due vene.
Sì, però io dall'attacca ho già visto che il decorso dell'arteria aspiratore è normale,
dovrebbero essere lì vicine, una vicino all'altra.
Nella legatura dei vasi cosa usi di solito?
Allora uso delle clip, emolock, quello che io faccio oggi è quello che faccio sempre,
cioè gli strumenti che uso sono gli stessi, non ho cambiato nulla di quello che faccio abitualmente.
Perché tutto il blocco linfonodale legato agli iliocolici viene via tutto insieme?
Esatto, completamente pulito qua. Vedi che c'è l'arriere che batte dietro?
Sì, assolutamente sì. Poi ho notato, ed è un'ottima cosa, che non cambi mai la presa.
Il meno possibile, il meno possibile. Se si riesce...
Fondamentale.
Aspiratore, bipolare ancora.
Dalla sala se c'è qualche domanda per il dottor Gattolin.
Non fai come fa qualcuno che lega tutto insieme.
Dipende, dipende. Se ci sono dei rischi vascolari nel separare i due vasi, li leggo insieme.
In questo caso la separazione mi è venuta abbastanza agevole.
non tirarmi via niente
pulire
pulire
domande dalla sala non ce ne sono
quindi io penso che la chiarezza
dell'esposizione
e la bellezza
la precisione del tuo gesto
ha silenziato tutti
bipolare
eccola qua
qualche linfatico
che interrompiamo così
vedete quello che vi dicevo
che va ancora
leggermente
fatta in questa maniera sicuramente ti mette nelle condizioni di avere una visione ottimale,
ottimale sicura. L'obiettivo è quello di ridurre i rischi delle manovre chirurgiche al minimo
indispensabile, fisiologico.
Esatto, bipolare.
E qua secondo me
è la scella
a livello della mesenterica, qua.
Sì, esatto.
Clip. Magari
diamo una pulita all'ottica che è tutta puntinata.
Puliamo pure, va?
Così poi leghiamo l'arteria. Sì, bene, viene molto bene.
Direi che
in mezz'ora hai fatto già
praticamente metà dell'intervento.
Sì, però quello che io
trovo appunto e la calcio e lavorare con calma con precisione e la precisione in
questo intervento è fondamentale aspiratore cosa c'è da noi un po di
niente aspiratore puliamo il campo bene piccolo sanguinamento residuo anche un
po di sangue che si vede che un intervento chirurgico se no sì sì no
No, sembra finto.
È finto. Clip, va?
Però si vede bene l'arteria che batte, la vena che adesso si è spostata leggermente più lateralmente rispetto all'arteria.
E abbiamo guadagnato quel centimetro e mezzo che dicevo prima.
Certo, portando via tutto quel tessuto linfatico, ovviamente, che per il bene del paziente è fondamentale.
Ok, e qua è il punto interessante, secondo me.
Perché, vedete, ci siamo spinti molto sui vasi mesenterici, la tentazione di stare su questo piano.
No, secondo me no, è qua.
Esatto, è giusto.
Il passaggio corretto del mesocolone è qua.
Esatto, esattamente.
Quelli sono tutti piccoli linfatici che...
Che però poi vanno sul pancreas, sulla faccia inferiore del pancreas.
infatti adesso scende il pancreas
perfetto
e ci ricongiungiamo con quel famoso piano
che avevamo fatto prima
vedi questo qua
giustissimo
perché poi l'infectomedia sarà fatta qua
questo è il piano
che hai in mano
e questo a me serve poi per preservare
la gastroepiploica
che ogni tanto viene
erroneamente
compreso nella sezione
Il tronco di Enle vai a cercarlo dopo.
Sì, adesso sì.
Lo leghi sempre o a seconda della posizione del tumore più verso la valvola o più verso la flessura?
Allora il tumore sicuramente più verso la regione cecale, legatura non sicuramente all'origine come faremo oggi a livello dei vasi dei colici medi, quello sicuro.
Magari solo il ramo destro.
Esatto, solo il ramo destro assolutamente.
Ma anche oggi, adesso vediamo come si presenta, però quello che tenderei a fare è fare una buona linfettomia all'origine dei vasi e legare selettivamente poi solo il ramo destro dei vasi con le cime di guarra. Roberto mettiti qua.
Perfetto, perfetto. Piani embriologici perfettamente dissecati, in alto si vede già il pezzo del colon.
Esatto, qua è la parte dove è attaccata sempre al duodeno.
che se si torna per i fatti suoi
spostati Roberto
quello che dicevo prima
io cerco sempre di non cambiare posizione
e continuare la dissezione
fin dove si riesce
da qua
ok
questo mi permette di avere una buona mobilità
di controllo anche
posteriormente sul colon
vedete il pancreas
e quello che dicevo prima
cioè se è stato
rasi la capsula del pancreas
cioè se fosse andato qua
sarei andato sotto
sotto il margine inferiore del pancreas.
E questo è un errore che si può commettere, che non è così impossibile.
Roberto, mettiti qua.
Non è banale.
Però oggi secondo me si è visto proprio bene.
Sì, assolutamente sì.
Là sulla destra in alto c'è il tattoo, l'esito del tattoo.
Esatto.
Ecco, altra domanda.
Fai sempre tatuare la neoplasia?
Assolutamente sì.
Anche se sono di dimensioni cospicue?
più che altro perché ho già avuto esperienze
in cui mi aveva detto che la lesione
era della flessura epatica
e poi invece era sulla flessura splenica
non per errori
degli endoscopisti ma perché magari
anche in endoscopia
si pensa di essere in un punto
e poi invece per colon
dolico colon o altre cose si è in altri punti
bipolare
ti diverti con questa dissezione
poi ci ritorniamo sopra
facciamo qualche domanda
all'equipo anestesiologica
in modo tale che
anche così dal punto di vista didattico
visto che ormai
ERAS è un
atteggiamento
che sta prendendo piede
quindi il coinvolgimento
multidisciplinare
deve essere visto come
un atteggiamento quotidiano
voglio chiedere
all'anestesista che sta
ovviamente dormicchiando
a fianco del paziente
come di solito fanno
no?
dice di no e sveglia
va bene
questo mi conforta
mi passo un attimo il microfono
si presenta e ci dirà
qual è l'atteggiamento anestesiologico
in pazienti come questo
che dal punto di vista della preparazione chirurgica assumono soltanto le maltodestrine
e non fanno nessun'altra preparazione intestinale,
mentre invece dal loro punto di vista c'è un atteggiamento clinico completamente diverso a qualche anno fa.
Sì, allora mi presento, sono Ilaria Blangetti, il direttore dell'anestesia e rianimazione di Mondovì.
Noi abbiamo sposato il protocollo ERAS al 100% insieme ai nostri chirurghi e lo seguiamo anche per la ginecologia. Nello specifico caso partecipiamo attivamente al consuelo in preoperatorio insieme ai chirurghi per la preparazione sia psicologica sia per la visita e l'ottimizzazione preoperatoria del paziente.
In questo caso chiaramente il paziente è paziente giovane, buon paziente, le indicazioni che sono state date sono comunque quelle rilevanti l'ERAS, ovvero ormai il digiuno da soli di solo più di sei ore e assolutamente l'idratazione fino a due ore prima dell'intervento con liquidi chiari.
Qua a Modovia abbiamo anche un protocollo ben definito con il trasfusionale per l'ottimizzazione dell'anemia preoperatoria che il paziente in questo caso ha seguito come diceva prima il nostro il dottor Riente.
Successivamente viene spiegato bene nei dettagli al paziente anche il fatto di una ripresa rapida sia della mobilizzazione sia dell'alimentazione nel posto operatorio.
Tutta questa preparazione ci consente di poter avere un malato ottimamente preparato all'induzione, quindi un paziente che non ha bisogno di farmaci vasocostrittori dopo l'induzione, questo vuol dire che il suo assetto volemico è ottimizzato.
Questa è una cosa molto importante ed è una grande differenza che abbiamo notato rispetto agli anni precedenti.
Si utilizza prima dell'intervento, abbiamo fatto questo malato una spinoanalgesia, in realtà per il colon destro normalmente anche i farmaci normali analgesici hanno un buon effetto e anche lì ci limitiamo solo a FANS e paracetamolo.
In questo caso, essendo l'intervento un po' più lungo, abbiamo preferito, essendo il paziente giovane e quindi più prono ad avere dolore post-operatorio, fare una spinale antalgica che normalmente facciamo con bassi dosaggi di morfina o su fentanil.
Il paziente poi viene addormentato, questo tipo di spinale non influisce assolutamente anche lì sull'aspetto della vasodilatazione, questa è una cosa anche molto importante, e viene attuato un monitoraggio multimodale assolutamente mini-invasivo con monitoraggio ECG con gli ST, monitoraggio di pressione non invasiva, saturazione,
Assolutamente monitoraggio della profondità dell'anestesia, questo ci consente con il BIS di poter avere un piano di sedazione sempre adeguato e non troppo profondo per evitare le complicanze postoperatorie di delirio, disfunzioni neurocognitive e un monitoraggio molto preciso della curarizzazione indispensabile per i chirurghi per riuscire ad operare nelle condizioni ottimali.
di una curarizzazione profonda che viene garantita monitorizzando appunto il grado di curarizzazione.
Si utilizzano anche durante l'intervento farmaci anestetici a brevissima durata d'azione, quindi
i vapori anestetici che hanno un'eliminazione praticamente immediata dopo la sospensione e in
associazione alla spinoanalgesia anche lì un morfinico a brevissima durata d'azione che
che è il remifentani somministrato in questi malati, come nell'ERAS, nella modalità di TCI,
che è una modalità di somministrazione che va al sito effettore del malato e quindi tiene in considerazione peso, altezza e sesso del paziente,
cose molto importanti che invece precedentemente non esistevano.
La dottoressa Blangetti è stata precisa, esaustiva, di solito gli anestesisti sono molto più transciani. Bravissima, grazie. Abbiamo approfittato perché ti abbiamo lasciato tranquillo nella dissezione in questa fase molto delicata.
verso il tronco di Enle
adesso puliamo bene l'ottica così
vediamo bene
rimessa l'ottica pulita ci fai vedere dove sei arrivato
sì sì facciamolo
facciamolo però al volo
adesso dovremmo farlo da solo
ok puliamo bene entriamo
ok andiamo
allora adesso
qua siamo sul punto
del tronco di Enle
allora facciamo soltanto
un resume dei piani anatomici
Allora, qua abbiamo pancreas, duodeno, la vena mesenterica superiore pulita, arterie qua sotto, non lo so se è il caso di andare a togliere anche questo tessuto, sì, io lo toglierei.
Forse sì, perché ci arrivi bene. Anche perché i vasi ideali e digiunali cominciano più sotto e sono molto più sulla destra. Quindi lì si può andare abbastanza sicuri.
È chiaro che questa è una manovra da chirurgo esperto, cioè non è una manovra da chirurgo che si approccia per le prime volte alla chirurgia del colon destro, la paroscopico.
No, va tutta molto ben meditata la cosa, è anche valutata, secondo me non si parte di principio a dire faccio così, bisogna ragionare molto sulla situazione che ci si trova davanti, anche in questo caso non ho tessuto linfangitico sui vasi,
È un tessuto che io posso approcciare abbastanza agevolmente, che non mi dà dei grossi problemi, perché i piani, vedete, sono caiman, sono assolutamente…
Sì, qui se ci fosse una linfangita neoplastica sicuramente…
Meno! A me è già successo di trovarla ed è veramente molto difficile.
Sì, certo. Esporrebbe a grossi rischi il paziente, quindi bisogna sempre fare la valutazione del rischio-beneficio.
Certo, assolutamente.
Ed era poi la discussione di base legata alla CME.
Cioè quando si era iniziato a fare questa tecnica, ovviamente i fautori erano quelli che estendevano tutti.
Bisogna ragionare caso per caso.
E cercare di ottimizzare la tua capacità chirurgica legata all'esigenza del paziente.
Esatto, cioè estremizzare il gesto solo per principio, secondo me, non va assolutamente bene.
Vipo?
Sì, quel tessuto linfonoidale sta venendo via tutto in alto.
Domande dall'aula su questa fase chirurgica?
Bipo, piano.
Ok, allora a questo punto riusciamo a pulirci. Andiamo nella parte un po' più complessa, c'è il riconoscimento dei rami del tronco di Henle e la linfectomia all'origine dell'arteria colica media.
Ok, allora, quello che io cerco di fare a questo punto è vedere il legamento rotondo. Il legamento rotondo mi dà la direzione dei vasi colici medi, sollevo in questo modo in maniera da avere chiaro il mesocolon, la direzione che ha e tentare a questo punto, poi questo lo togliamo successivamente, insieme a questo.
di riuscire ad andare all'origine dei vasi, qua c'è un linfonodo, anche qua, vedete il linfonodino tatuato, questo ci conferma che da dove è stato effettuato il tatuaggio
i linfatici di riferimento di drenaggio sono soprattutto a livello della colica media, quindi questi qua vanno asportati,
fai vedere qua che non ci sono
ok
queste qua io le asporterei e le portiamo via
così ci fanno spazio
allora Andrea
eccoci a noi
io mi sono intrattenuto con gli anestesisti
sentivo
devo recuperare un po'
il fatto che non li abbiamo messi
in favore
di telecamera subito capito?
ho capito bravo bravo
perché poi sono permalosi
per carità
ti svegliano il malato quando non è il caso
sai tutte quelle roba lì
sì sì sì
è giusto
ok mi da una pinza
una Giovanni qua
che portiamo via questi linfonodi
che li mettiamo come comparto mediano
perfetto
tu li segni sempre i linfonodi
come fai nel K-Gastrico
per esempio
ma quelli sì
solitamente quelli che vengono via col pezzo no
aspiratore, quelli che in particolare
vengono
asportati
selettivamente sì, sì, sempre
qua c'era una destra
che è incostante
che è incostante e che prima ho detto che da noi
la TAC assolutamente non c'era
eccola lì, mi dà una
clippina che me la mettiamo
e poi puliamo
l'ottica e qua
secondo me è la parte poi interessante
voilà
Voilà, puliamo l'ottica e adesso questa è la parte secondo me più complessa.
Il malato, non diciamo niente, sembra favorevole come anatomia e tutto,
però per fare una l'infectomia completa del comparto mediano,
secondo me questa è la zona più difficile da affrontare.
certo
anatomicamente lì ci sono
le condizioni
per mettersi nei guai da soli
esatto
allora quello che faccio è questo
cerco di
mi da ancora una pinza per favore
di Gioano una battiola è quello che ha
quindi adesso ti dirigi verso il colon trasverso
ecco qua
ok
qua vedete che però il
mesocolo trasverso
è solo
Non parte da qua ovviamente, perché da qua siamo decisamente più bassi, siamo all'inizio dell'enle.
Secondo me questo potrebbe già essere un vaso che però va stomaco ed uodeno gastroepiploica o qualcosa del genere.
Sì, passa sotto.
tirami via il colon
Bipo
mi dà il caimano
molto bene l'acido adenale
così facendo praticamente
arrivo praticamente al piloro
quasi a scheletrizzare
il duodeno
sì, perfetto
siamo sul grasso prerenale
cioè questa mobilizzazione
a me serve poi
per avere più possibili di mesocolon libero
per identificare bene
Bene, il piano è già passato dall'altra parte, credo, no?
Sì, sì, c'è un velo.
Magari c'è qualche aderenza col fegato?
Sì, sì, esatto.
L'aderenza poi la vediamo magari da sopra.
Sì, praticamente sul Morrison.
Esatto, ok, tieni pure così Roberto.
Perfetto.
Bipolare, ce ne mostri anche lì, ok, va bene.
torniamo qua adesso allora perché qua il piano, Roberto tirami sul colon, ok, si anche lì deve essere un pochettino più alto, leggermente più alto, ok perfetto, e vedi che mantieni la circolarità, esatto, e qua Roberto, del duodeno, così facendo mi abbasso, si, tutta la parte della gastropiploica praticamente, si,
bella mossa questa
penso non ci fosse niente
ok perfetto
vieni pure in qua
ok cerchiamo di capire
piano Roberto
ok
cerchiamo di vedere
se si capisce
in realtà questo pensa ad andarsi giù
invece va su
si infila nel mesocolon
che non sia magari
magari, questo secondo me però va sezionato, ma mettiamo una clipina, va? Così, ce l'ha quelle verdi piccole, o mi dia quella lì viola, mi dia in titanio allora.
Visto che di piccola dimensione non ti fidi del caiman.
Sì, sì, ma visto che si dice che su questo intervento c'è un aumentato rischio di sanguinamento, preferisco essere un filo più prudente.
Sì, quello è veramente molto bene.
Eccolo lì, il tronco di Enle, perfetto.
Ecco, quello che stai toccando adesso è uno di quei linfonodi che si è lasciati.
Perché secondo me questa è l'origine del tronco comune dell'arteria.
Sì, esatto.
Allora, a questo punto bisogna fare così per pulire bene tutta l'origine.
Sì, sono quei linfonodi che se non vengono tolti ti danno quelle metastasi linfonodali che voi non togli mai più e non rispondono a nulla.
gli appoglio l'aspiratore
questo è uno dei due o tre momenti
delicati dell'avvento
però secondo me qua siamo
siamo giusti
siamo giusti
sì anche perché forse un ramo
del... aspetta adesso vediamo bene
perché secondo me questo grasso
è ancora da togliere
mi dà il caiman
per liberare bene l'origine
guarda Roberto, fai una cosa, tieni qua
l'importante all'inizio di queste manovre è mantenere verticali i vasi
esatto, cioè avere sempre la giusta trazione
ecco, quindi quello è il tronco principale, quello è il ramo destro
credo di sì, adesso vediamo
sembrerebbe proprio così, quello è il ramo destro
facciamo così
sì, perché se lo segui verso destra va verso il colon trasverso
esatto adesso però vediamo bene la trazione è uno così e l'altro così per
un po' di linfatici sotto caimano in questo caso in effetti fatta l'infettomia anche
sul tronco di elle non è il caso di andargli a legare al tronco comune
perché mi sembra che sia una pulizia
ottimale
non ci sono più linfonodi in giro
aspiratore
adesso poi controlliamo ancora alla fine
però qua mi sembra che adesso la vena
assolutamente pulitissima
pelata
l'arteria si potrebbe pelare meglio
adesso vediamo poi
se riusciamo a trovare l'origine
poi fa vedere qua
qua direi che c'è il vaso di destra
sì esattamente
qua va a sinistra
facciamo ancora
questo po' di tessuto linfatico
all'origine qua
eh?
però volevo capire, questo cos'è?
era modesto?
era modesto, sì
o biforca più su là?
no, no, secondo me era modesto
no, no, non ci sia nient'altro
qui in alto
aspiratore
perché sei molto vicino
siamo sul rotondo e gira di là
quindi clip
Sì, mezzo centimetro più sotto il tronco principale c'è la metà eterica, quindi sei giustissimo.
Adesso ho mollato quella trazione che verticalizza, cioè che angola il tronco comune, si vede poi il ramo di sinistra.
Adesso andiamo a vedercelo bene.
Sì, verticale, esatto, perfetto, molto bene.
Roberto ti verso bene.
Se c'è qualche collega collegato che vuole porre delle domande a Dottor Gattolini è libero di farlo in qualsiasi momento.
Ok, io quello che farei ancora solo, vieni qua Elisabetta, porterei via ancora solo questo tessuto all'origine proprio dell'aspiratore.
ok benissimo eccoci allora va bene qua ok adesso dovremmo far più
si qui a questo punto non abbiamo più vasi importanti da incrociare
l'unica cosa è risparmiare adesso perché devo sbagliare adesso a far fuori l'iliocoli
gastrobiploica
direi che
vediamo però
troviamo leggermente più posteriore
a questo vaso
direi che però questa
è innegabile
che sia l'origine bipolare
della colica media
perché poi
essendoci qua già la vena
più in basso
c'è la mesenterica
direi che è perfetto
dissezione condotta magistralmente. Ok, fa vedere, inquadra tutto, direi che è perfetta. Molto bene,
vedono bene le strutture anatomiche. Qua si vede già, secondo me, dove inizia, dove si unisce la
vena in realtà mesenterica, secondo me qua, si vede già una e due, il pancreas direi che è a
posto dall'infettomia no io non andrei oltre perfetto allora a questo punto la prima volta
che cambiamo aspetta no non è ancora detto perché vuoi vedere bene qua perché in realtà secondo me
il mesocolon è qua mi dà il caimano sì quello sotto è il tessuto peripancreatico esatto ecco
E poi si ha la tendenza sempre a stare...
Sì, andare profondi, sì, sì, è vero.
Roberto, mettiti qua, vedi?
Ecco, la domanda che ti faccio invece è questa.
In momenti di difficoltà, come possono essere quelli di un non ottimale riconoscimento
dei piani di scollamento del mesocolon,
non conviene passare da sopra
assolutamente sì
di fatti
quello che dico è
finché si riesce a vedere bene
tutta la visione
abbiamo l'approccio anche da sopra
all'uscolamento colbiproico
all'apertura del gastrocolico
sono tante manovre che si possono fare
per avere la visione
perfetta
mi sembra che però
in questo caso il paziente
Sì, ideale per fare questo manovro da sotto, sicuramente, però questo ha beneficio di chi approccia, diciamo, non da tanto tempo a questo tipo di chirurgia, tutto sommato le vie di sicurezza ci sono per non correre rischi.
infatti adesso andiamo a vederle perfetto esatto questo è giusto che sotto lasciamo il pancreas e
facendo questa manovra adesso hai la dimostrazione che quel vaso che correva verticale era il tronco
principale della colica media perché vedi inizia a aprire tutto certo gli affondamenti quasi esangui
perché sono piani embriologici e quindi dovrebbero essere praticamente avascolari.
Ai miei tempi l'embriologia era quasi una materia inutile, considerata una materia poco importante
in una perdita di tempo. Con l'avvento della chirurgia mininvasiva e della laparoscopia soprattutto
Soprattutto, ovviamente, il riconoscimento di tutti i piani embriologici, degli accollamenti fisiologici è fondamentale per non correre rischi e fare le cose come vanno fatte.
Si è data molto più importanza a quel tipo di materia.
Visto un intervento di questo tipo, il malato è abbastanza sanguinolento, però rispettando i piani abbiamo visto qualche goccia di sangue.
Certo, certo. No, no, ma questo è un intervento condotto magistralmente.
Vediamo qua Roberto, Elisabetta.
Qua dovremmo entrare praticamente poi da qua nella retrocavità.
Sì, esatto.
Degli epilome a questo punto.
Abbiamo la nostra arteria che ci fa darepere per dove andare.
Certamente.
Quello lì.
Va bene.
Sì, è pulitissimo, il tessuto linfonodale non ce n'è più.
le immagini come sono? come arrivano? bene? qua è solo abbastanza? ok va bene va bene andiamo avanti
questa è la prosecuzione del tronco principale si porta via tutto quello che si sta a sinistra
Esatto, qua c'è parte, un altro ramo.
L'arcata che anastomizza poi con il ramo di sinistra dell'idiocolica.
Esatto, esatto.
Dipolare.
Direi che è perfetta così la dissezione.
Quindi questo è il ramo che va legato e tu lasci la parte che va verso destra.
Esatto.
E così si completa la dissezione del mesocolon trasverso.
Mi dà una clip.
e qua stiamo andando già verso il colon
perfetto
siamo dritti sulla sezione
e abbiamo già il colon
e qua abbiamo già il colon
perfetto
e abbiamo l'arcata marginale
qualche vaso marginale
che si infila
nella parete pericolica
allarga leggermente
l'esabetta
ok
qua abbiamo segnato dove arriviamo
quindi possiamo a questo punto
aprire lo spazio
gastrocolico
la parte di aumento
attaccata al colon
una parte della portovia
in ogni caso della portovia
sicurezza anche per
certo, oncologica
oncologica. Ci vede la trasparenza, il gas aiuta anche nella dissezione in queste fasi,
ci fa scivolare bene sul mesocolon dissecando in automatico il grembiolo mentale. Fino adesso la
lesione praticamente noi non l'abbiamo quasi vista, mai toccata. Ecco anche questo è un
un ottimo atteggiamento oncologico, evitare le spremiture prima di aver legato i vasi,
evitare i contatti con la neoplasia.
Ecco, questa parte di aumento la portiamo via, questa che ho io in mano adesso.
Quella è una regola oncologica che comunque non è mai stata ovviamente messa in discussione
con l'avvento della chirurgia mini-invasiva.
che era una delle regole principali della chirurgia open, evitare gli smanacciamenti sulla neoplasia.
Questa è la parte forse un po' più noiosa, che trova fatta quindi.
Ovviamente non chiediamo agli anestesisti come sta andando il paziente perché la risposta è sempre la stessa,
voi fate il vostro lavoro, noi ci facciamo il nostro e quindi evito accuratamente di chiederglielo.
Mi dite dove sto andando? Sì, va bene.
Qua si accolla così, quindi facciamo così.
In questa fase poi io mi annoio con qualsiasi strumento, quindi non faccio finire i cicli.
E poi sangue, c'è un po'... va bene tutto.
Questa cosa non bisogna dirla ai giovani chirurghi.
No, bisogna essere molto pazienti.
Ogni fase dell'intervento ha la sua importanza, per cui un po' di predica bisogna farla.
Ok, vediamo a che punto siamo. Ah, vedi?
Devo dire che anche io ho usato il Cayman, è un ottimo strumento, mi sono trovato veramente molto bene.
Sì, secondo me ha delle caratteristiche, ad esempio tutto il...
Eccolo. Abbiamo visto dall'altra parte, quello che sta a sinistra viene portato via con il pezzo operatorio.
Ho notato che non hai fatto la dissezione della doccia parietocolica, questo lo fai d'abitudine?
Come ultimo, come ultimo, perché così il colon mi rimane sospeso, così adesso vedrai, mi rimane sospeso e sono gli ultimi.
Qua? Ok.
Difatti qua è l'aderenza che dicevamo?
Sì.
Lascia pure Roberto, faccio io.
Ok.
Adesso qua la parte più duce del tumore
l'affrontiamo avendo preparato bene questo.
ecco
la trasparenza di discezione
tutto quello che si è fatto da sotto
esatto, praticamente arriviamo qua
e
qualcosa che sanguina lì
adesso vediamo
l'aspiratore
vediamo se ho qualcosa che sangue
bravo
E quello è il legamento epatocolico, che possiamo anche tranciare, infatti là c'era quella piccolare dove si è arrivati da sotto, e qua c'è il margine.
Esatto, perfetto. Abbiamo lo sfondato del Morrison con tutta la parte del legamento che viene portato via.
E lì era la finestrella che era stata aperta da sotto.
Esatto, esatto. Vedi che qua c'è qualche aderenzina. Adesso poi puliamo anche l'ottica perché...
Sì, ma direi che cose importanti non ce ne sono più.
ok va bene
allora
aspira a vedere che non sanguini niente
ok puliamo l'ottica
che si vede male
direi che sulla parte disfettiva ormai
siamo quasi
ormai si perché
due terzi dell'intervento sono stati completati
adesso c'è da
mobilizzare il colon ascendente
e procedere
alle sezioni del
l'ileo e del
colon trasverso
Ok, adesso facciamo una manovra con il caiman, articoliamo, ecco qua. Magari sono pochi momenti dell'intervento, però ci sono alcuni momenti in cui l'articolazione dello strumento io trovo sia di grande aiuto.
di grande aiuto
non ti fa fare il contorsionismo
esatto
tu sei giovane e puoi ancora farlo
ma alla mia età
poteva essere controproducente
per portare a termine
in buona salute una giornata operatoria
guarda, ha degli accollamenti alti
che andiamo a staccare
molto bene
qua è dove c'è il tumore
credo, perché
vediamo
si vede molto bene
c'è l'ombelicatura centrale. Stiamo sul piano corretto. Qui non ti conviene farlo
con il crochet? No, no. Per abitudine lo fai così. Tu dici fai prima con... No, beh sì insomma.
Secondo me sì, è possibile, però almeno mi dà una buona emostesi. Adesso ti chiedo sull'anastomosi
Se quando hai iniziato a fare gli interventi in laparoscopia sul colon destro l'anastomosi l'hai approcciata subito intracorporea o hai passato la fase dell'extracorporea per poi procedere all'intra?
allora assolutamente extra all'inizio ma perché praticamente tutti la facevano extra poi una volta
ho dovuto rifare un'anastomosi perché l'avevo montato i mesi al contrario tirando fuori i due
monconi pazienti obesi io trovo sempre sia una difficoltà comunque riuscire a mobilizzare
adeguatamente per avere una buona disposizione all'esterno una volta che
secondo me si capisce la tecnica intracorporea cioè si capisce non è che
non c'è sia si standardizza anche quella io trovo che adesso vedrete cioè che sia
sia pulita, agevole, cioè che abbia effettivamente tanti vantaggi rispetto all'extracorporea.
Certo, devo dire che non torno a accordo pienamente perché anch'io ho fatto lo stesso percorso.
Devo dire che tra l'altro dal punto di vista delle complicanze infettive sulla parete addominale
Intestinale sicuramente con l'intracorporeo non l'ho mai più avuto, ma già soltanto anche se fai tanta attenzione nell'esporre i due monconi intestinali, comunque su quella minilaparotomia qualche rischio di infezione di parete c'è stata.
Posso intervenire?
Sì, prego
Sono Silvio
Ciao Silvio
Com'è? Tutto bene?
Sì, tutto bene
A parte se lo sbaglio c'è Pietro
Sì, eccomi qua, ciao
Mi sono collegato un po' in ritardo
perché la mia gestazione
mi sono scelto di ascoltarlo
è una discussione a cui tutti abbiamo partecipato
a me è successo la San Andrea
amici di vecchissima
con Piruccio
mi lasciò a finire
quando ancora eravamo
tra le mosche bianche che facevano
la poloscopica
quando io ho messo dentro la telecamera
per controllare
il fatto twist della
ansa ideale
e vi immaginate voi
alle tre e mezzo del pomeriggio
che sappiamo non come adesso
che facciamo presto perché abbiamo imparato
dire a Spinoglio che avevo montato
l'arsa torta
potete immaginare
immagino l'abbia presa bene, vero?
ce l'aveva presa benissimo
mi permetto di poter
è un fratello per me quindi
permetto di poter dire poi insomma
tutti lo stigniamo per le grandissime
capacità e la grandissima
testa e da allora
Poi Casciola ci convinse a fare l'intracorpore. Io sono anche un po' convinto che noi che abbiamo fatto piano piano tutta la strada della laparoscopia, per me fare delle anastomose all'esterno mi sembra veramente un non senso oggi.
Per i motivi che hai detto tu Andrea, nel soggetto robusto, poi non è una mini laparotomia, è una laparotomia.
esatto, perché poi per poter
uscire, io mi ricordo
bene i monconi, fare un'anastomosi
di sicurezza e tutto
5 cm non bastavano mai
non bastavano mai
io faccio una mini laparotomia
ma qual è la mini laparotomia?
non è una mini laparotomia
se il soggetto è semplicemente
robusto non è più tanto mini
e quindi
e poi secondo me è una questione proprio di filosofia
ormai abbiamo
Abbiamo deciso tutti e tre di aver fatto sempre i chirurghi per quello che è possibile e logico fare per quelle proprie esperienze, la laparoscopia e quindi dobbiamo fare la laparoscopia, non fare delle torsioni, degli adattamenti che per girare attorno puoi magari dire io faccio la laparoscopia e invece in realtà è una semilaparoscopia,
Che è una cosa, allora tanto vale, come diceva ieri Marini che ho commentato su un colon destro robotico, poi finisce anche per essere poi un modo così, allora tanto vale dire una video assistita.
Certo, Silvio, mi hai fatto bene, Silvio, mi senti?
Sì, che ti sento.
Oh, benissimo. Tanto ne approfitto per complimentarmi per la riuscita del congresso della società piemontese Ligure, che è stato veramente...
È stata una buona giornata.
Assolutamente, assolutamente. Non l'ho fatto per iscritto, ne approfitto adesso.
Nel mio percorso di vecchio chirurgo che ha visto, ne abbiamo parlato proprio in quel congresso, l'evoluzione della chirurgia, dal grande taglio grande chirurgo alla chirurgia mini-invasiva,
Io sono uno di quelli che ha fatto pubblica ammenda perché il colon destro, mi sono corpasso il capo di cenere, lo facevo vantandomi con un taglietto trasverso sottocostale di 10 cm, facevo tutto da lì in un'ora e un quarto e portavo via il malato così tranquillo.
Quando ho approcciato alla chirurgia paroscopica del colon destro mi sono dato dello stupido per non averlo fatto prima perché in effetti i risultati per il paziente erano tutt'altri ovviamente dal punto di vista proprio della ripresa post operatoria.
Non parliamo di Eras perché quando abbiamo cominciato a farlo Eras non era ancora neanche in voga, però devo dire, ma questo proprio a beneficio dei giovani chirurghi, cioè bisogna fare l'esperienza sì, bisogna anche però riconoscere quando hai commesso degli errori strategici o di apprendimento di una certa tecnica.
perché io quello che ho sempre detto ai miei collaboratori, mi dà fastidio sentir dire abbiamo fatto sempre così e continuiamo a fare così, sono stato uno dei primi a fare sempre così, quindi chiedo scusa pubblicamente a tutti, però i risultati poi sono arrivati comunque.
Hai pienamente ragione e comunque adesso visto che siamo costretti tu e io, anzi io e te, a fare dei ragionamenti generazionali,
dobbiamo anche dire che i vecchi maestri, quelli che abbiamo visto per primi quando quasi eravamo studenti di medicina,
per lo meno per me è stato così dal terzo anno in avanti, perché mi piaceva e quindi volevo fare questo mestiere
e quindi anche se non era magari legittimo
frequentavo lo stesso la patologia chirurgica
all'università di Pavia
dove mi sono laureato
dove ho fatto l'organizzazione di chirurgia generale
e il loro problema era essere veloci
esatto
essere rapidi
poco traumatici
e quindi i tempi avevano allora
un peso
i tempi chirurgici non indifferente
assolutamente
E questo è fisiologico che noi, della nostra generazione, ce ne siamo portati un po' dietro.
Già la generazione, secondo me, di Andrea era già un po' più avanti.
Assolutamente sì.
Se loro non hanno visto i chirurghi, noi abbiamo visto che sono quelli che adesso, se non dico che siano centenari, ma quasi.
Eh sì, eh sì.
Il professor Moreo, il professor Lago, insomma, Zonta, eccetera, è tutta gente che non c'è più da tempo.
Certo, certo. Ma guarda, discutevamo prima, non so se hai sentito quello che dicevamo, sulla embriologia, che per noi era una materia quasi inutile e che è ritornata in effetti alla sua importanza proprio con la chirurgia mininvasiva.
C'è il riconoscimento degli accollamenti embriologici che sono fondamentali in una chirurgia in cui la precisione è fondamentale, mentre nella chirurgia tradizionale tutto sommato non ci stavi tanto a badare, quella roba lì, scollavi tanto con le mani. Sei d'accordo?
Sì, sì, assolutamente.
Bene, adesso che abbiamo dissertato di storia della medicina, perché ormai noi facciamo parte di quell'ambito lì.
no ma avete fatto molto bene
perché questa è un'altra parte
non è un arbitro cascurabile
no assolutamente no
è cultura spicciola ragazzi
ma adesso andiamo a parlare
di storytelling
storie della medicina e queste cose qua
cioè la narrazione
ma la narrazione anche di quello che è stato
la chirurgia negli anni passati
secondo me è fondamentale
per capire quella che è adesso
anche così
Questo è una grande verità Andrea, è quella degli anni passati che ci insegna quello che facciamo adesso.
Bravo, ma perché ti ricordi Siglio anche quando Spinoglio si diceva il colon destro non è così utile farlo in laparoscopia,
ma perché il troca si metteva in maniera diversa, abbiamo vissuto tutta la storia dell'elaborazione per arrivare a fare certe cose
in questo senso siamo stati anche dei privilegiati
bravo, bravo
perché adesso molti giovani che arrivano
e vedono le cose già standardizzate
non apprezzano
secondo me fino in fondo
tutto quello che c'è dietro
è una sciocchezza
cosa vuoi che sia
mettere quattro trocker nella panza
è un po' patito
per imparare a metterli
bravo
Andrea che carica usi?
un centimetro in meno
sembrava che un centimetro cambiasse la nostra vita
esatto
che carica usi con l'endogia?
allora questa qua è
ovviamente la signa
la carica viola da 60
ok
e la usi anche sul colon trasverso?
vediamo solo che pasticce abbiamo fatto qua con l'omento
c'è ancora questo qua
questo va su secondo me
da sezionare
no questo
scusate
perché questo va
verso il colon trasverso
ok
qua il momento
sempre è un po' critico
ok
ok
tutto quello che sta di qua
e tutto quello che sta di là
dobbiamo fare un po' d'ordine
esatto
è il momento dell'ordine questo
però se siamo
giusti
dovremmo solo più avere
si c'è il trendelenbo che ti sposta
la massa
però dovremmo avere solo più questa parte qua
ok
ok
è solo la parte pericolica
esatto, da sezionare
mi da una pinza di joan per favore
ok c'è ancora da pulire
leggermente il colon qua
ok mettiti pure
ok
voilà, mi da ancora il caimano
un attimo. C'è ancora la parte di mesocolon. Sì, qua che è da pulire. Questa è la parte
dietro che deve venire in qua. Ok, direi che ci siamo. Va bene, no? Sì, direi perfetto.
Roberto, stai fermo un pochino. L'anastomosi sempre isoperistaltica o qualche volta l'hai
fatta anche anisoperistaltica? Allora, adesso poi facendola spiegherò anche il perché.
Iso peristaltica, perché poi hai dei vantaggi secondo me sul discorso del transito che avviene,
che ti permette di chiudere il moncone ileale senza preoccuparti di chiuderlo perché tanto transito non c'è
e quindi nella chiusura della breccia hai dei vantaggi.
E soprattutto non si creano pressioni a monte e subito dell'anastomosi come si può creare nell'anisoperistaltica.
Forbici, c'è ancora un pezzo qua di aumento dietro, caimano, però mi sembra che all'ultimo momento sembra che hai finito e poi c'è sempre qualche pezzo che ti è attaccato.
Però questa è la parte dietro che non ci preoccupa.
assolutamente
la signa è un bello strumento secondo me
è un po' voluminoso però
anche quell'angolatura che tu hai dato
perché l'espressione
sul colon sia bella
dritta
e non di traverso
a becco di flauto è importante
perché
è sulla vascolarizzazione certo perché poi l'angolino
ti rimane devascolarizzato
esattamente
se no come avevamo imparato
da Franco Corcione si può mettere
la sottolatrice nel trocar più basso
e quindi vai un po' più dritto
verso il legamento rotondo
esatto, però il fatto
di poter fare questo angolo
secondo me ti cambia
la vita, notevole
notevole, notevole, bello strumento
usi sempre endo bag?
assolutamente sì
adesso poi
io farei una cosa, tirerei fuori subito
il pezzo, così poi mentre voi chiudete
il final steel
io mi guardo il pezzo con
No? La facciamo vedere bene? Vediamo se l'infectomia è stata...
Sì, e l'anastomose la fai per ultima.
La faccio sì?
Ok.
Tanto poi ci metterò in cinque minuti. Non è vero.
Ok, va bene.
Tanto il tempo è relativo, Andrea, non ti preoccupare.
Allora, noi ci giriamo per fare... potete mettere il malato in piano.
Sì, adesso procede con il fannestil per l'estazione del pezzo, come ha potuto dire chiaramente, il controllo del pezzo al tavolo per valutare la bontà dell'infectomia così estesa e il confezionamento dell'anastomosi come ultimo atto dell'intervento.
la luce
il disturbo elettrico
siamo inquadrati
si si si vede bene
e le immagini sono anche buone
personalmente di solito
faccio
l'anastomosi
prima di estrarre il pezzo
dipende, anche io
abitualmente si
però a questo punto
mentre loro
poi chiudono il finestro e poi ci concentriamo
alla fine sulla discussione
sull'anastomosi
certo
io volevo vedere il pezzo che fosse
adeguato
questa è una vera
mini laparotomia
quindi oltre al sacchetto usi anche
il
caso, non so se fosse da carcinosi
se fosse da
in cui sul
fannestil era una grossa massa
e non
c'è stato l'insemenzamento
secondo me si
poi avaccarcinose anche da altre parti
magari sulla cicatrice
una doppia protezione
questa è una manovra
perché poi facendo la mini
quello che succede è questo
il pezzo è grosso
io faccio così
di solito non esce
quindi apri poi il sacchetto
e togli via il pezzo
ma è una doppia protezione
è il movimento della maieutica
prova a vedere se riesci ad allargare un po
dicevamo prima Silvio
che
come ha condotto l'intervento
in laparoscopia
ha messo in evidenza
come
il
maneggiamento della neoplasia
non sia mai avvenuto
durante le manovre
di isolamento del piano vascolare dei piani di accollamento eccetera e questo è ovviamente il
ritorno alle vecchie regole che non sono mai state disattese che è quello di non toccare
mai la neoplasia per quanto possibile per evitare ovviamente le migrazioni di cellule neoplastiche
plastiche durante quelle manovre lì. È assolutamente giusto questa osservazione che è uno dei
secondo me dei capisaldi della chirurgia laparoscopica, toccare dove si deve e non pasticciare come
inconsciamente facevamo ai tempi della chirurgia open, perché ti veniva, se la piede era l'ansa
tira di qui, tira di là. Qui le asie si muovono con il decubito del letto operatorio, le
le sposti con delicatezza ed è tutta una riduzione del trauma che non è pascurabile.
Certo, e se ti ricordi all'inizio di quei dettami che erano stati promulgati dalle grosse scuole chirurgiche nazionali,
si metteva addirittura una garza
legata intorno
alla neoplasia
ti ricordi?
c'è stato anche negli anni 70 degli esperimenti
di iniettare un po' di
di un chemioterapico
non ricordo più quale
e di legare a monte e a valle
i corni e li lasciavano così
per evitare che la manovra
mandasse all'insomma
bene bene bene
vedete voi
se mi date un allievo
se lo inquadriamo
il pezzo operatorio
vuoi che ti tolga gli occhiali Andrea?
grazie
ho apprezzato anche il fatto che siate in 3D
io avevo
a Vercelli
ed è una bella soluzione
per il colon destro sicuramente notevole
stavamo dicendo che
ormai dovrebbe essere
l'unica opzione offerta
insomma, inutile stare lì
a fare il discorso 4K
3D eccetera, cioè il 3D
è un'altra cosa, non c'è discussione
Io la 4K
per quel po' di esperienza
che ho avuto di prova
non mi sono trovato così bene
preferisco
lavorare con un bello schermo in 3D
e non con 4K
Secondo me dovrebbero ormai adeguarsi
tutte le ditte che
propongono questa cosa
come unica proposta
cioè ti diamo il 3D
punto e basta
eh già, eccolo là
vi faccio vedere, la lesione è questa
tra l'altro iniziava a essere
anche stenosante
retraente
dalla fossa, sì
il peduncoli
invece secondo me
l'ilocolica
e vedete
la cosa che dicono importante è mantenere la continuità del ventaglio assolutamente che
secondo me c'è perfettamente certo che c'è certo e lì e qua poi c'è ancora la parte centrale eccolo
qua il ramo destro eccolo qua esatto con tutti i linfonodi attaccati si vedono di fatto si vede
La distezione che avevamo fatto sui linfonodi, quelli all'origine, adesso poi la riguardiamo bene prima di fare l'anastomosi, i vasi e l'infettomia, ma mi sembra assolutamente adeguata.
Lesione, vedete, cieco e un ascendente ancora, perché la flessura sarebbe stata questa, trasverso, siamo sul trasverso medio, come legatura, le distanze sono...
il tattoo
è corretto
certo, il tattoo è
molto a monte
dell'elegazia
ed è corretto così
in effetti
direi che mi soddisfa
perfetto
mi date da cambiare per favore
poi gli occhiali glieli infili
me li infilano loro
non vorrei asseccare il maestro
adesso che deve fare la parte
importante
finora abbiamo scherzato
adesso cerchiamo di rimettere
a posto tutto
Silvio ogni tanto
bisogna riderci sopra
queste cose qui, stemperiamo la tensione
dell'intervento anche se
l'esperienza di Andrea è un'esperienza
enorme ormai
però
ogni tanto bisogna far calare
adesso
Adesso entriamo dentro, ricontrolliamo la linfectomia, ricontrolliamo l'emostasi e poi facciamo l'anastomosi.
Ripartiamo pure col gas, mi date i guanti.
L'unico pezzo di intervento che avrà una complicanza sarà la chiusura della polatomia fatta da Roberto Rimonda.
finora non ho chiesto
l'anestesista come va il paziente
perché la risposta è sempre la stessa
voi fatevi gli affari vostri
che noi facciamo il nostro mestiere
perfetto, guarda
mi ha risposto, mi ha detto va benissimo
pulisci bene l'ottica
e non ha neanche la divisa macchiata di caffè
è pulita
Perché io temo di avere gli occhiali un po' sporchi e di vedere sempre sporco, ma...
Ok, pinza, pinza.
Allora, il colon direi che...
Si adatta bene.
Si adagia bene.
Sì, assolutamente.
Ok, adesso vediamo l'ileo, senza ruotarlo o fare cose strane.
Allora, aspetta, facciamo prima la verifica dell'infettomia.
Ah, bellissima.
Roberto, stai...
La dissezione vascolare è bellissima.
Silvio, cosa ne dici?
Direi che va benissimo, non bene.
Direi che...
Meglio di tutti.
Ha la radice, il ramo destro è la colica media e la radice migliore è la colica.
Perfetto.
Si vede bene la vena, pulita, pelata.
Si vede bene il duodeno.
Sì.
Perfetto.
Il pancreas non è stato toccato.
Ok, il moncone è lì.
Il microleptomia destra che si deve fare.
Esatto.
Non ce ne sono altri che il microleptomia destra.
a mio giudizio
se i tempi cambieranno
e non ci sarà più bisogno di farla così
ci penseranno i nostri eredi
o Andrea quando avrà tanti capelli bianchi
ma guarda che inizio ad averne
Silvio purtroppo
io già ho visto
non volevo dire
inizio ad avere capelli bianchi e inizio a perderne qualcuno
anche, mannaggia
questo d'assa che gira là sotto
ah è sempre lui
ecco
Silvio, all'inizio noi abbiamo fatto un po' di chiacchierata sulla necessità di fare la CME a tutti i pazienti e noi due concordiamo, abbiamo concordato sul fatto che bisogna usare sempre il solito buonsenso
e cioè selezionando i pazienti e cercando di mettere sui piatti della bilancia rischi e benefici di una manovra rischiosa.
Non so se concordi con questa nostra affermazione.
Assolutamente, io già per abitudine di scuola noi abbiamo sempre cercato di fare legature molto centrali,
Quindi questo ci ha abituato a gestire i vasi a ridosso del tronco principale, quindi ad avere una certa confidenza, però non è certo la CME un interventino e concordo assolutamente che innanzitutto perché non c'è ancora letteratura che ne confermi la validità a quanto sostenne Ohrenberger.
E in secondo luogo perché oggi io credo che qualunque terapia, non solo chirurgica, debba essere sempre improttata a una personalizzazione, è un po' lo spirito che sta conducendo coloro che si occupano di terapie come la chemioterapia, il modo di trovare un farmaco che venga poi a sua volta adattato al paziente.
E anche noi chirurghi dobbiamo fare così a mio giudizio, per cui se mi capita disgraziatamente un quarantenne giovane che ha il colon destro io gli faccio altro che la CME perché sarei contento, mi sarebbe piaciuto che quando avevo 40 anni la facessero a me.
A un 83enne devo essere rapido, veloce perché devo fare un discorso di carattere statistico sulle chance aggiuntive di una procedura comunque delicata in cui le complicanze non sono mai facilmente gestibili.
Certo, l'altro punto della discussione era sui dati statistici, cioè sul fatto che non c'è ancora una letteratura che in maniera univoca dica appunto quella roba lì.
Ma allora l'altra domanda è, potrebbe essere che la scarsità di numeri statistici derivi dal fatto che non tutti i chirurghi si sentono di fare la CME per cui mancano ovviamente dei riscontri per poter dire...
È possibile che questa sia una delle spiegazioni, però io credo che un chirurgo che ha coscienza delle proprie capacità e che ha voglia anche di sperimentare, di seguire un certo processo mentale, di correttezza, conoscendo la letteratura, non dico che si debba necessariamente adeguare, ma perlomeno provare a dare il suo contributo.
E quindi in questo senso c'è sempre il solito problema, che comunque in Italia non è che i numeri della laparoscopia siano così, sono migliorati rispetto a 3-4 anni fa, ma di chirurgie dove si fa ancora una chirurgia open di prima scelta ce ne sono veramente tante.
Certo, e la chirurgia di prima scelta è open, non è che per forza di cosa faccia la CME, assolutamente, per cui anche lì non abbiamo dei dati.
Anche se tu lo potresti, anche se uno la può fare anche noi.
Certo, certo, assolutamente sì. C'è anche un altro risvolto secondo me e che visto l'andamento di questi ultimi anni, cioè sulla voglia di fare il chirurgo da parte dei giovani, lo sappiamo perfettamente,
L'aveva anche ribadito il nostro presidente Marini all'ultimo congresso di Milano. La scelta di fare il chirurgo di solito è una seconda, terza, quarta scelta.
cioè pochi hanno voglia di mettersi in gioco con un mestiere faticoso, rischioso, eccetera, eccetera.
Quindi anche il fatto di avere a che fare con dei chirurghi, seppur giovani, ma impauriti delle conseguenze di un loro gesto magari azzardato,
Potrebbe essere anche una di quelle cause per cui non abbiamo dei numeri su questa manovra CME che fa fatica a dare dei risultati, insomma, in termini di sopravvivenza. Cosa ne dici?
Certo, sì, questa può essere una spiegazione, però io credo che tra i vari oneri del nostro lavoro, che comunque io chiamo quando si fanno questi discorsi arte, perché è un'arte la chirurgia, non è un lavoro,
E se uno non ci mette uno spirito appunto artistico, nel senso che non cerca di aggiungere qualche cosa di sé a un lavoro estremamente complesso che richiede una dedizione che inizia il giorno che prendi in mano il primo testo di tecnica e finisce il giorno in cui saluti i colleghi perché te ne vai in pensione e probabilmente non finisce neanche lì.
E' ovvio che i giovani ci devono instradare e quindi tra i compiti istituzionali nostri è quello di formarli, di scegliere coloro che più facilmente, per una questione mentale, si adattano a un certo tipo di stress, sanno gestirlo e fare tutti il percorso.
poi piano piano il momento in cui ti dicono
beh adesso cammina con le gambe tue
deve arrivare e arriva se uno se lo merita
certo, certo, giustamente
io non ho mai creduto che quelli che
scusate, spero di non offendere la sensibilità di nessuno
di quelli che sanno fare soltanto l'ernia destra
soprattutto se è facile e non è recidiva
possono sempre dare la colpa a coloro che non gli hanno insegnato
Qualche volta è perché imparare impone dei sacrifici e perlomeno tutti i chirurghi che io conosco, i presenti in questo momento e tanti, tanti, tantissimi altri che ho conosciuto in tutti questi anni, io di gente che gli abbia regalato qualcosa a qualcuno non ne ho mai trovato in chirurgia.
Sarò stato fortunato.
Assolutamente, concordo pienamente Silvio, concordo pienamente.
Nessuno, per coloro che rampognano tutta la vita di non essere riusciti a imparare o perché non erano portati dal punto di vista attitudinale e questa è una cosa che non deve essere presa come un fallimento purtroppo l'attitudine al ragionamento chirurgico è una caratteristica indispensabile del nostro lavoro perché è una questione di ragionamento.
Come diceva il mio maestro Pinuccio, a operare imparano anche le scimmie, a scegliere quando operare e come operare imparano soltanto le persone che hanno un'adeguata attitudine a questo ragionamento.
È una questione di disciplina mentale. Noi l'abbiamo imparata tutti, perché nessuno di noi ha percevuto, se no ragazzi chi è che è arrivato solo per sbaglio, prima o poi paga e prima o poi o il magistrato o la coscienza ti ferma.
volevo solo farvi notare
mentre voi parlavate
noi abbiamo finito praticamente
no, non è vero
noi siamo dedicati
solo a questo
ci sentiamo sulle banchine e guardiamo
i cantieri
volevo farvi vedere una cosa
che ritengo interessante
della tecnica di chiusura
della breccia
prima di tutto nessun punto di sospensione
i due
L'ileo e il trasverso devono essere assolutamente morbidi e affacciarsi bene uno all'altro, la breccia più piccola possibile, più simmetrica possibile fra ileo e colon, poi avete visto che sono partito decisamente più sul colon, almeno un centimetro dall'inizio della breccia per avere una sicurezza di chiusura e la chiusura trasversale perché questa mi permette, è arrivato a questo punto, che è il punto più critico dell'anastomosi,
così, l'angolo posteriore della strutturatrice, vedete?
Passando colon, ileo, colon, io poi chiudo in questo modo
e questo mi dà una sicurezza importante di chiusura sull'angolo che rimane poi il posteriore.
Quindi tu non parti dall'angolo posteriore come si faceva all'inizio?
una chiusura praticamente orizzontale così
quindi longitudinale invece che trasversa
esatto
poi a questo punto
qua con la 3D è pazzesco perché si vede benissimo
certo, infatti
riesco ancora a prendere
colon
intanto qui non hai problemi di steno
bravo, difatti è quello che dicevamo prima
è perfetto così
quello che si diceva all'inizio
la mucosa si affonda
esatto
e voilà
e poi io faccio un secondo strato
ancora che rinforzo questa chiusura
e lo fai con lo stesso filo avanti e indietro
parto poi di qua
adesso poi vedrete
per rinforzare la parte meccanica
dell'anastomosi
e per rifare un secondo strato sulla breccia
io di solito
do un punto sull'angolo
superiore lassù
dove inizia l'anastomosi, hai capito no? Per evitare punti di tensione tra ilio e colon.
Sì, anch'io sono d'accordo, anche io facevo la stessa cosa, anche perché purtroppo un paio di
casi di fistole nell'emicolectomia destra ne ho avute veramente pochissime, un paio di casi
aveva mollato la sua e non di questa parte. Quasi sempre la sutura è quella che fa meno
dispetti, chissà come mai, è quella che si faceva più forte dall'inizio, in realtà è una sutura,
anche perché se poi uno prova, ha un motivo per cui apre, deve aprire il paziente, si accorge di
aver fatto una sutura estremamente, quasi non dico da microchirurgia perché sarebbe una sciocchezza,
ma comunque con una intensità
e con una cura dei punti
che magari non faresti
certo
perché sei più abituato
perché la storia tua è quella di
farla, ti hanno insegnato così
quindi vai un po' più
questa ci metti sempre attenzione
ce la mettiamo ancora
ce l'ha messa Andrea adesso
pur avendo un'esperienza
non è al primo intervento
alla prima emilia
esatto, io adesso
adesso prendo qua dalla parete quasi posteriore tutta la sutura rinforzi e qua esatto e rinforzo
però solo la parte si rosa adesso cerco di prendere l'occhiello al volo ecco la 3D anche
la 3D è più facile eh sì però è andato devo dire che anche questi fili autobloccanti ci hanno dato
assolutamente sì e quello che io faccio poi è sottendo con questo così in maniera
di avere la rima rettilineata e questo mi permette in un unico gesto di fare esatto
poi il gesto è io allontano l'aiuto arriva prende tira su io tiro giù riprendo qua è
E un altro. E trovo che la standardizzazione della tecnica, cioè anche nei movimenti e tutto, sia quello che poi fa sì, che possa essere riproducibile il gesto dagli altri.
Ebbè, solo così si impara, perché se no, se tutte le volte ti inventi una cosa...
Proprio nei piccoli particolari, di fatto io prendo, allargo, pinza, pinza, prende, giù, riprendo qua e qua prendiamo proprio solo l'assierosa, proprio solo, esatto.
La tristaple della suturatrice meccanica più questa.
E devo dire che appunto i dispiaceri che ho avuto di solito non sono, come dicevate voi, sulla sutura perché poi la fai con molta cura e tutto. Una volta era un filo di trazione del colon che aveva lacerato leggermente attorno, si era lacerato trazionandolo e mi aveva dato una peritonite localizzata.
Per quello adesso minimizzo anche i gesti da fare sul colon e sull'ileo, cioè meno trazioni possibili, il colon deve essere proprio morbido, l'ileo deve essere perfettamente allineato per ottenere, ridurre decisamente il rischio di complicanza fistolosa.
Chiudi sempre il mesocolon ideale?
Sì, questo è un po' vecchia abitudine, però sì. Adesso vediamo quanto è larga anche la breccia, però sì.
Poi l'altra domanda è se fai attenzione a non lasciare un cul di sacco del colon troppo lungo.
sì
mi è successo anche di lasciarlo più lungo
cioè se l'ileo
non arrivasse bene qua
ma arrivasse bene qua
io preferirei fare l'anastomosi qua
senza trazione dell'ileo o altre cose
e lasciare un moncone colico
leggermente più lungo
vedete questo era il punto
dell'angolo posteriore
dove c'era ancora un filo
di mucosa che io vado
a riprendere
e qua il 3D secondo me
cioè abbiamo quasi una visione robotica
eh sì
guarda guarda
io trovo che la precisione che si può avere
sia veramente eccezionale
e devo dire che io da sempre
uso la 3D dell'esculap
l'unica cosa
che gli manca è il verde in docianina
ma forse
mi hanno detto che
ci arriveranno
forse
in questo caso il verde in docianina
cioè nel colon destro
ma lo usi solo episodicamente oppure allora episodicamente cioè nel senso che paziente
anziano che con patologia vasculopatica diabetico e tutto secondo me ha un significato qua si vede
qua si vede chiaramente che i due monconi sono rosei perfetti cioè una sciocchezza fa del
non trovere non vedrei l'utilità in questo caso silvio c'è una domanda anzi una domanda una
constatazione forse di luigi che dice condivido il tuo discorso sull'attitudine ma se trovi maestri o
o direttori che non solo
non insegnano ma ti proibiscono
di fare
mi spieghi uno con tutta l'attitudine di questo mondo
cosa deve fare
cambiare maestro
sì cambiare maestro
sì in effetti
ha ragione
pensiamoci bene
ascoltate
non so se siete d'accordo con me
ma oggi i giovani
hanno degli attu che noi non avevamo
perché strutturalmente
io sto parlando di me e posso parlare di Pietro perché più o meno abbiamo la stessa età
e quindi abbiamo fatto un percorso molto simile.
Avevamo un'autonomia anche in famiglia per dire, da giovani,
i nostri giovani non hanno più, punto primo,
loro grazie a Dio sono molto più liberi di quanto non fossimo noi.
Secondo luogo oggi opportunità di lavoro ce ne sono in tutto il paese, i chirurghi sono richiesti, sono desiderati, si può trovare anche un buon maestro non necessariamente nella metropoli o nella grande città o nella grande scuola.
La grande scuola è quella che traccia un percorso, che segna una strada, ma anche le strutture un po' più periferiche, un po' più provinciali, diciamo così, possono darti un contributo e allora si cambia.
Se il direttore aprioristicamente non ti impedisce di fare, devi cambiare direttore perché probabilmente è un direttore che non ha mai ragione.
Hai ragione perfettamente. Come da un altro punto di vista c'è l'altro discorso che un direttore ha il dovere di fare e cioè dire a chi non ha le...
E credo che non ci sia soddisfazione più bella, perlomeno io per quel poco che posso aver insegnato ai miei collaboratori o quando ero ad Alessandria ed ero l'aiuto anziano di Pinuccio a quelli che adesso, per dire a Fabio Priora che adesso è primario qui ad Alessandria, non c'è maggior soddisfazione che quella di aver insegnato, di aver creato qualche cosa anche nelle persone che ti stavano accanto.
Sono stato qualche volta più tempo con loro che con la mia famiglia e quindi qualcosa dovevo dare, però io questa cosa l'ho sempre sentita.
Dal torneo vengo comunque da una piccola scuola di provincia, Alessandria, che il professor Tommassini ha partorito tre primari, Pinuccio e io e Piero Iacovoni, Pinuccio ne ha partoriti altri due, Fabio Priora e Luca Lenti, insomma tutto sommato per essere una città di provincia qualcosa abbiamo fatto.
assolutamente
che faccia parte dei compiti istituzionali
sì sì
come un altro compito
anche tu hai insegnato
e stai pur certo che oggi
se Andrea non desse queste possibilità
ai suoi collaboratori
non fanno mica tanta fatica
a trovare un altro posto dove andare
assolutamente sì
e si lamentano
perché allora
il discorso è che
Adesso non sto parlando dei tuoi, per carità.
No, no, no, però il discorso è questo, che l'intervento come l'ho fatto io oggi, secondo me, ad esempio Roberto è in grado assolutamente 4-0 di rifarlo, ma con le stesse modalità, con la stessa tecnica e tutto.
giusto. Elisabetta più giovane in realtà secondo me ha bisogno di ancora poco tempo per arrivare a
fare, ma ripeto fatto così l'intervento, però è vero che bisogna dare un po' di spazio, standardizzare,
spiegare, avere quella pazienza che ogni tanto mi fanno passare però. Ma anche perché ti serve per
per correttezza nei confronti dei tuoi pazienti
perché non è che Andrea Gattolini
possa operare tutto bravo
esatto
e quindi devi anche assumerti la responsabilità
di lasciare ai tuoi collaboratori
una situazione di tranquillità
perché li hai ben addestrati
che gli permette di affrontare
anche la sorpresa quando tu sei dall'altro capo
del mondo a un congresso
oppure in vacanza con la tua famiglia
e questo è una
è sempre una questione di correttezza
e di disciplina mentale
quella che deve caratterizzare il nostro lavorato.
Ma anche oggi, se io per qualsiasi motivo avessi avuto un malore o qualsiasi cosa,
io so che loro due avrebbero finito l'intervento come l'ho finito io.
E questo è quello a cui bisogna secondo me tendere.
E certo, e certo.
Poi loro possono trovare un'alternativa a Gattolina, a Testa e a Cumbo,
quando e come vogliono, se la trovano, vanno all'estero,
c'è lavoro
c'è richiesta di chirurghi
in tutto il mondo
ancora assolutamente
certo
se vogliamo discutere perché uno non vuole più fare un chirurgo
è un discorso molto
ha delle ripercussioni
adesso vi faccio
scusiamo
mi scuso con tutti quelli che ascoltano
ma vi faccio
vi faccio ridere
non so se qualcuno di voi ha visto qualche spezzone
di questo fiction
fiction che racconta una storia ovviamente di fantasia, la cardiochirurgia italiana nata a Torino insomma col professor Togliotti e loro hanno preso ispirazione da certe situazioni che non so quanto fossero reali,
ma comunque solo vedere dove hanno ambientato
la casa di questo primario
cioè
noi tre a una casa così non ce la lasciamo
o ce l'ha lasciata il nonno
no no guarda
assolutamente no
esatto
capisci
che
Pietro abbia potuto comprare il castello
di Moncaglieri
per trasferirsi
ah Silvio non te l'avevo detto
Ah Silvio non te l'avevo detto? Ah vedi, quando abbiamo fatto il congresso non te l'avevo detto, era a casa mia.
Siamo un po' cogliati, ma in realtà la voglia è questa.
Certo, e provocatoriamente io ti posso ancora dire un'altra cosa, come dovere però mai messo in pratica, secondo me, o poche volte, dai direttori.
Io ho sempre sostenuto che aver acquisito il titolo di specialista in chirurgia generale non ti dà il diritto di dover per forza a tutti i costi.
Ecco, però sai ci sono, ahimè purtroppo ci sono alcuni che ritengono che una volta acquisito quel titolo, ecco, devo fare, allora dovere istituzionale come altrettanto è il dovere istituzionale insegnare e dire a quel soggetto guarda fai una bella cosa, cambia il tuo mestiere, cambia le tue propensioni,
fai un'altra cosa perché non hai proprio neanche le mani, sono rubate veramente alla zappa.
E allora bisognerebbe veramente avere quel coraggio di farlo.
Purtroppo con la crisi di vocazioni, chiamiamola così, ovviamente tutti noi ci siamo astenuti dal fare discorsi di questo genere,
Coltivando una pletora di collaboratori che alle volte non sono sicuramente all'altezza di potere, no? Concordi?
Sì, sì, assolutamente, anche perché io vi pongo anche questo problema. La chirurgia generale scelta come terza specialità dopo che tu volevi andare, uno voleva andare a fare, non so, una prima specialità, non ce la fa.
Allora pensava alla seconda che aveva messo nelle sue cose e finisce per fare la terza e non è una bella cosa perché questa non è una specialità, non è una specializzazione semplice e quindi inizi già male secondo me.
le motivazioni che ci vogliono per la resistenza fisica e mentale
per lo meno per quello che è stata la mia storia professionale
che richiede questo lavoro
non vanno d'accordo con una scelta di basso profilo
assolutamente
assolutamente, sono d'accordo
mio padre mi aveva
io sono figlio di un chirurgo che poi diventò urologo
perché quando l'urologia si legge autonoma
Mio padre si sposò molto maturo, aveva 50 anni e quindi era nato nel 1903, quindi iniziò come chirurgo e poi diventarono autonomi gli urologi negli anni 30 e si venne fondata la società italiana di urologia.
e mio padre mi diceva
sempre, ricordi che per fare il nostro
mestiere, il mestiere del chirurgo
devi sempre tenere il fucile
puntato verso un obiettivo alto
perché più lo abbassi
prima o poi ti sparerai nei piedi
per dire che abbassando il profilo
non otterrai nessun risultato
Allora l'intervento
volge ormai al termine, l'ultima domanda
per Andrea, dreni, non dreni?
No
Perfetto, ok
Ok, direi che si è concluso brillantemente.
Mettiamo tutto l'omento a ricoprire le malefatte, quello che abbiamo combinato.
Abbiamo dissertato un po' di filosofia della chirurgia, però l'abbiamo fatto anche perché c'erano dei momenti dell'intervento in cui l'attenzione stava un po' calando.
Quindi a questo punto abbiamo lasciato lavorare Andrea in santa pace, ha concluso l'intervento.
Avete visto che prima abbiamo verificato lo stomaco che non fosse disteso, quindi non lo mettiamo.
L'ultima domanda che ti faccio a beneficio dell'uditorio, gastroplegie post operatorie con ritardo di canalizzazione?
secondo me succede
quando leghi la vascularizzazione
della gastropiploica o comunque
irriti quella parte
che ritarda un po' lo svuotamento
gastrico, quello che ritengo io
hai assolutamente ragione
Andrea è così
a questo punto possiamo chiudere il collegamento
saluto Silvio affettuosamente
io vi saluto
scusate se mi sono infilato in mezzo
ma mi piacere
speriamo che
i contatti siano stati numerosi
anche perché hanno visto una bella
emicolectomia destra fatta da un chirurgo
con la cima justa
grazie ancora
grazie Silvio
grazie a te
ci vediamo magari venerdì prossimo
a Torino per l'Eras
e complimenti all'equipe
compresa l'anestesista che non aveva neanche
le macchie del caffè
è incredibile
no no no
la anestesista era brava perché l'intestino
era perfetto
era completamente rilassato quindi
non posso lamentarmi
erano tutti rilassati qui in effetti
perché sai quando ci sono io poi alla fine
si ride e si scherza
ciao
anche l'equipo infermieristica che si dà da fare
per queste situazioni
grazie
ciao Silvio
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