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34° Congresso di Chirurgia dell' Apparato Digerente, Roma 2023 Dr. G. BALDAZZI Laparoscopic left colectomy for diverticular disease Sistema Socio Sanitario Regione Lombardia ASST Ovest Milanese Legnano
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Buongiorno a tutti, Filippo Panzera da Roma.
Eccolo, ciao Marco.
Pronto? Pronto, pronto? Non vi sento più.
Mi sentite?
Io sì, voi mi sentite?
Sì, sì, perfettamente.
Ecco, facciamo il bianco, grazie.
Marco, sei tu? Viste?
C'è qualcuno, Marco?
Io sono Filippo Panzera da Roma.
Ah, ciao, ben trovato.
Mi moderi tu?
lavoro. Buongiorno, no? Sì. Ok. Io sono uno dei moderatori, non so se c'è qualcun altro. Ok. Ci
vedete, mi sentite? È buia, che buio che c'è ragazza. Mi spegnete le luci? È buiissima, non so perché.
Spegnete le scialitiche, grazie. Ragazza è buiissima. Ecco, rifacciamo il bianco. Lasciamo
Abbiamo pure immagini esterne adesso, che sistemiamo un attimino, mi dà per favore il bistelli, adesso un secondo, così vi faccio vedere la posizione dei trocker, state vedendo la posizione esterna?
Postiamo il gas, grazie, mi dà ancora…
È un colon sinistro, giusto?
Sì, adesso, allora se ci sentite, io volevo un secondo farvi fare la presentazione dal caso clinico, dal dottor Tarchi, così poi noi iniziamo.
Perfetto, buon pomeriggio a tutti. L'intervento che stiamo per eseguire è un'emicolectomia sinistra videolaporoscopica per malattia di verticolare
in una paziente donna di 66 anni con un BMI di 21,8 che in anamnesi presenta un osteoporosi, una sindrome ansiosa
e nessuna chirurgia pregressa. La malattia di questa paziente inizia nel luglio scorso quando accedeva nel PS della nostra struttura con un quadro di addominalgia localizzata in fossiliaca sinistra associata a disuria e diarrea, per cui eseguiva gli esami ematochimici nel dipartimento d'emergenza che mostravano alterazione degli indici di flogosi.
Ad approfondimento diagnostico la stessa eseguiva un'attacca addome che mostrava, come vediamo nell'immagine, aria libera a livello periepatico e perisplenico, associato a un quadro di marcata di verticolosi del sigma, a ispessimento parietale e un ascesso di 15 mm a livello perisigmoideo.
Alla luce di questi reperti, data la stabilità clinica, gli esami ematochimici permissivi, si decideva di impostare terapia medica antibiotica ad ampio spettro e monitorare la situazione nelle successive 48 ore.
E effettivamente si assisteva ad un miglioramento clinico e all'attacco di rivalutazione a 48 ore la falce d'aria a livello peripatico perisplenico si era risolta completamente, così come anche la raccolta a livello perisigmoideo.
Per cui una volta risolti gli indici di flogosi e risolta anche la sintomatologia, la paziente veniva dimessa con controllo ambulatoriale a sei settimane con Colotac, che mostrava appunto il quadro di diverticolosi diffusa del discendente del sigma senza stenosi del lume del viscere.
e però la signora mostrava ancora una sintomatologia algica a livello della fosseliaca sinistra,
per cui si poneva indicazione ad intervento di emicolectomia sinistra videolaparoscopica.
Grazie.
Allora, adesso avete l'immagine esterna, che così facciamo vedere un attimino il posizionamento dei trocar.
Ok, va bene. Allora, se mi dà un secondo una garza. Allora, la posizione dei trocker è simmetrica a quella dell'emicolettomia sinistra, quindi col primo trocker nella linea paramediana, circonscentiva della linea mediana, nel punto di mezzo tra xifoide e arco pubico.
gli altri due trocar li mettiamo
abitualmente
si vedono?
faccio una cosa, mi passi con
col campo
col campo
con la telecamera interna
che così, con la paroscopica
così forse vedono meglio
che glielo facciamo vedere dall'alto
ok, adesso dovreste vedere meglio
vedete, questa è la linea
mediana, primo trocar
nel punto di mezzo tra xifoide e arco pubico, con gli altri due trocker mano destra e mano sinistra più o meno con un triangolo equilatero e il trocker dell'aiuto in questo caso è sulla stessa linea dell'ottica sulla emiclaveare sinistra.
Vedete che ci sono due segni, tutti i pazienti che devono essere sottoposti a intervento dal colon sinistro al retto vengono preventivamente marcati dai nostri stomatoterapisti nel percorso di preabilitazione del paziente.
A questo punto se ci date il decubito laterale destro, mi da due pinze, possiamo spegnere le luci.
Posso fare una domanda?
Certo, con piacere così almeno. Hai sentito la storia clinica?
Sì, sì, ho sentito. Intanto sull'indicazione, vabbè ci siamo, è giusto. Se fosse un INCEI 1A, l'avreste dato comunque un'indicazione?
Allora, è ovvio che l'indicazione alla chirurgia in elezione dei pazienti che hanno avuto una diverticolite complicata dipende chiaramente dalla loro storia e dall'esito finale dell'esito del loro intestino, insomma.
Anche dall'età, chiaramente.
Certo, una paziente con una problematica come questa, con una substanza intestinale, mi dà per favore un'altra pinza, è chiaro che deve essere candidato a intervento chirurgico.
Laddove ci siano semplicemente episodi di verticoli complicati, 0 o 1A, è evidente che non esiste indicazione chirurgica, anche se ci sono indicazioni caso per caso.
Prima di iniziare l'intervento chirurgico, ci tenevo a ricordare l'equipe con la quale sta lavorando, visto che questo è l'ultimo intervento che faremo oggi e domani non saremo collegati,
di ringraziare ancora una volta tutta l'equipe che ha permesso questo intervento, ma non soltanto quelli che sono qui con me adesso che ringrazieremo, ma anche tutti quelli che hanno partecipato alla realizzazione di tutto questo, quindi a partire dal nostro direttore del servizio di rianimazione forbici, il dottor Mistraletti e la responsabile del blocco operatorio che veramente molto lavoro fanno per poter essere qua,
che è la dottoressa Mauro Albicini. A seguire ovviamente come chiamo io la padrona di casa che è la dottoressa Sabina Alberti che è la coordinatrice del blocco operatorio ma permettetemi di ricordare anche la Barbara Tameni che è colei che aiuta veramente noi chirurghi, me chirurgo perché è quella che si occupa di tutti l'approvvigionamento di materiale quindi veramente persona oltre a essere estremamente capace
Ma per noi è davvero fondamentale. Fatemi menzionare anche la caposala del mio reparto perché ovviamente noi siamo qua in sala operatoria ma far girare i malati è fondamentale, quindi la Monica Iaia che è la nostra coordinatrice.
Qui in sala con me, adesso siamo più o meno sempre gli stessi, abbiamo un po' girato, ma accanto a me c'è sempre la dottoressa Spalluto, stavolta c'è il dottor Renoldi che mi aiuta al tavolo.
Al tavolo con me invece a strumentare c'è Simona che viene aiutata da Giada, da Chiara e Marina.
Sempre dall'altra parte del telone c'è il prode dottore D'Amico che l'abbiamo legata alla sala operatoria per tutt'oggi assieme ad Anna che è qua con noi.
Bene, sperando di non aver dimenticato nessuno, iniziamo a fare l'intervento chirurgico. Io iniziamo a parlare di tecnica, abbatto sempre la flessura di sinistra, forse in avessimi casi 1% che non serve, ma io abbatto sempre e costantemente la flessura sinistra perché secondo me l'anastomia deve essere morbida.
Il primo tempo è l'identificazione, in questo caso si vede bene, dell'avena mesenterica inferiore che è il mio primo landmark attraverso il quale io mi creo lo spazio tra fascia di gerota e lamina di tolde e come vedete spesso lo faccio a freddo perché essendo come sappiamo tutti molto bene un piano di diversa derivazione embrionale è solo un accollamento e quindi dovrebbe essere totalmente avascolare.
Ok? Questo viene condotto in senso medio-laterale e nello stesso senso medio-laterale andremo a fare il distacco colo-epiploico.
Questo per me è il primo tempo di tutti gli interventi che riguardano il colon sinistro, sia il retto che assolutamente il colon sinistro.
Ormai da, poi ne parleremo dopo quando parleremo di legature vascolari, è rarissimo, a meno che non ci siano situazioni anatomiche particolari, io non lego più la vena mesentega inferiore sotto al pancreas ma la levo a livello del resezione di sigma.
Questo è un concetto, devo dire, in verità vecchio, perché questo permette il mantenimento del plesso mienterico intestinale mantenendo la sua funzione integra.
Vedete come facendo la fredda al di là di qualsiasi strumento da dissezione che uno usi, i piani si vedono bene, spero che doveste vedere bene quella che è la lamina digerota e il colon posteriormente.
Quindi questa dissezione la proseguiamo, come vi dicevo, in senso medio-laterale, fino ad arrivare alla doccia parietocolica di sinistra.
Io questo è un gesto che ho insegnato a tutti i miei, tutti quelli che lavorano con me, perché lo considero assolutamente fondamentale poter indietro, poter abbattere bene la flessura sinistra.
Non so cosa ne pensi tu, vediamo qua, mettiti dritto bene.
Io la penso come te, esattamente.
Bene, quindi vedete come riusciamo, si vede molto bene quella che è la fascia di gerota rispetto alla lamina di Toll, vedete, c'è qualche ovviamente ogni tanto qualche vasettino perforante, ma direi che fondamentalmente questi devono essere due piani avascolati.
Bene, proseguiamo in senso di ceramento laterale per arrivare alla doccia parietocolica di sinistra e mobilizzare bene tutto il colon discendente.
Ok, indietro ragazzi, mi ridà la forbicina, mettiti dritto, bene, bravo.
A proposito dei trocar, se fosse stato un retto, avessi messo...
Uguali, identici.
Ah, uguali.
Mi metto sempre alla stessa posizione, l'unica cosa che cambia è che nel retto, quando devo scendere sotto peritoneale, metto un trocar da 12 sovra pubblico dovendo andare a fare l'incisione di servizio.
Questo perché ho bisogno di qualcosa che mi sottenda o il piano prostatico vescicale o il piano vagino-vescicale.
vedete la signora ha dei mesi molto sottili
però non è un grosso problema
queste piccole discontinuazioni
la cosa importante è trovare bene
vedete come si
si scollano bene i due piani
indietro
e abitualmente arrivo
alla apertura di questo
mi date un po' più di decubito laterale destro
grazie
arrivo all'apertura di questo piano
di questo spazio fino alla sinistra e destra grazie molto bene ok stop
dicevo fino alla collica sinistra che più o meno sento qua ma a quella ci
penseremo dopo ok quindi andiamo avanti a preparare bene il nostro piano vedete
inizia a intravedere il colon
posteriormente
quindi chi aiuta adesso
si infila ruotando
la fonte luminosa in maniera da vedere
un po' dal basso verso l'alto
e riuscire
a entrare in questa finestra
che stiamo facendo
qualche piccola perforata
ok, a questo punto, arrivate
a questo punto, indietro, rimettiamoci
dritti bene, controlliamo
di essere ben sotto, vedete come la mia pinza
alza il colon, indietro
Quindi vuol dire che siamo nel posto giusto e apponiamo una garzetta, mi da una garzetta come repere per il passaggio successivo.
Quindi finito questo tempo, che ti dico è assolutamente standard per tutto il colon sinistro e per il retto, andiamo a eseguire quello che è il distacco colepiploico.
Io come vedi in realtà ancora non sono andato a guardare la pelvi perché preferisco non muovere troppo il paziente e muoverlo soltanto una volta sola.
Andiamo adesso a identificare bene il colon, eccolo qua, vedete questo è il nostro colon trasverso, questo è lo stomaco che è discretamente plongeant, vedete come cade giù, però va bene.
Bene, allora l'aiuto sottende il colon trasverso e inizia a fare il distacco con l'epibroico. Dimmi tutto.
Ah, non ti sento bene.
Parli a me?
Eh, dimmi.
Pronto?
Sì.
No, no, no, non avevo parlato.
Ah, scusa.
L'angolo lo fai sempre così, cioè...
Sempre, sì, sì.
Perché ci sono vari modi, no?
Sì certo, ma di fatti io di solito in queste dirette metto sempre un colon sinistro perché io ho un modo di abbattere la fessura un po' particolare che adesso ti farò vedere, che il primo tempo è sempre questo, quindi il distacco tra l'amina di Tolda e l'amina di Gerota.
Dopo di che partiamo a fare il distacco colipiploico, quindi andiamo a fare questo tempo per poi arrivare al legamento gastrocolico e sezionare il legamento gastrocolico.
Quindi con un accesso alla retrocavità degli epiploni dall'alto. Molti utilizzano l'approccio posteriore, quindi secondo quel piano che avevo identificato io prima, vanno a cercare attraverso la finestra vascolare dell'area di Boucher, la cosiddetta Melanie Window, l'accesso alla retrocavità degli epiploni.
Io invece per abitudine lo faccio dall'alto, quindi seguendo questo piano, eseguendo un distacco coloepiploico, anche perché nel terzo distale del nostro colon trasverso avremo un punto di coalescenza tra il omento e il legamento gastrocolico.
Quindi noi pian piano seguiamo questo piano e proseguiamo andando a aprirci la retocalità di Epipro.
Quello che è importante da controllare e da vedere sempre molto bene è di non attrarsi il mesocolon trasverso perché il rischio può essere quello di discontinuare il mesocolon del trasverso.
Quindi va sempre controllato molto bene. Quello che io dove sono assolutamente fissato è il risparmio di questa plica che è la parte più craniale del regamento frenocolico.
Io quello non lo seziono mai perché dopo diversi anni di lavoro ho come individuato una sua suddivisione in realtà in due lamine, una che adesso pian piano appena ci arriviamo la faccio vedere, una anteriore e una posteriore.
L'anteriore scivola verso il colon, la posteriore si va a fondere invece in quello che è il rivestimento peritoneale del mesocolon trasverso.
Quindi esiste tra i due foglietti uno spazio totalmente avascolare che ci permette di abbassare il colon senza sezionare questo legamento, la parte più craniale del legamento gastro, scusami, frenocolico.
Si è appena appena storta Marta, bravissima. E questo ti permette, vedi, di stare sempre lontano dalla milza e non avere alcun problema. Questo vedi come ti si apre e il nostro colon, vedi come pian piano riesci a disseccarlo senza alcun problema, facendolo proprio scivolare.
Su questo piano vedi che è fatto da due foglietti che noi andiamo ad aprire e in maniera tale da poter abbattere la flessura sinistra senza mai arrivare a ridosso della milza.
Ci sono ovviamente circostanze in cui questo foglietto è veramente un velo, ma se uno diciamo ci crede che esista, ok, tu pian piano ti trovi sempre il piano tra milza.
Ecco, vedi che qua siamo già alla nostra garzetta, quindi noi adesso qui giriamo, sempre facendo molta attenzione ovviamente al risparmio del colon, vedi come l'abbiamo mantenuta completamente integra e riusciamo tranquillamente ad abbatterci la nostra flessura senza manco vedere la minza, che vediamo ma non è così necessario.
Vedi, in questa tecnica che ho un po' descritto come la tecnica fionda, perché vedi, prima andiamo in senso medio-laterale, adesso medio-laterale, poi dopo ti farò vedere in realtà ci congiungiamo a questo piano, invece venendo successivamente dal basso.
allora finiamo
queste ultime due lacigne
ok, e qui
ci siamo, lo facciamo dopo, torniamo un attimo
indietro, finiamo un attimino
quello che è un po' di distacco
colipiploico che
non avevamo ancora completato
ok, signore Magretta
bisogna stare attenti a non
prendere il foglietto
posteriore
del
del mesocolo
vedi qui abbiamo già il nostro stomaco
qui dietro
adesso finiamo di prepararcelo
voilà
così completiamo anche la sezione del mesocolon
del legamento gastrocolico
ecco qua
qui vedi che siamo già posteriormente
indietro grazie
indietro ancora un po'
e qui abbiamo
vedi come è particolarmente adeso
i due foglietti
quindi bisogna stare veramente molto attenti
perché il rischio vedi di pizzicare poi il meso con è abbastanza elevato questo
adesso ci siamo qui ci siamo e adesso ci andiamo a ricongiungere quindi cosa
faccio la pinza del fianco sinistro passa al
trocar in fossiliaca destra dove io primo stavo lavorando e mi sottende il
colon discendente verso il centro dell'addome e adesso ricomincio un po' dal basso e mi
ricongiungo a quello che ho fatto prima, così, sento dei rumori che non so se sia tu che
stai parlando o una roba che non c'entra niente, c'è gente che parla qui nella stanza,
No, no, ma è chiaro. Non sentivo proprio. Ecco, quindi risaliamo verso l'alto, andiamo bene in quadro e verso l'alto. Ok. Anche qui il consiglio che io do sempre è quello di essere molto vicino al colon per evitare il rischio di scivolare posteriormente dietro al rene. Ok.
e piano piano che ci andiamo a ricongiungere alla sezione che aveva fatto prima certo anche
la tecnica diciamo da sotto verso sopra non è male però vedo adesso sta scenografia no
Vedi che adesso poi, così, noi ci ricongiungiamo bene col piano che abbiamo fatto prima, dove abbiamo messo la nostra garzetta e soprattutto quella che è la sezione dell'inserzione del mesocolon trasverso sul bordo del pancreas la facciamo totalmente sotto visione.
Da sinistra verso destra.
esatto, questa è la nostra garza
quindi ci ritroviamo
nel punto esatto
ok
adesso poi
a questo punto
noi andiamo a sottendere
il colon trasverso
verso il basso
in maniera tale da
avere, vedi, tutti i piani
bene in vista
ok
Ok, adesso con questa pinza noi sottendiamo bene il colon trasverso, voilà, verso il basso, in maniera tale da poter avere tutti, adesso lei diceva che questo stomaco è un po' plongeant che ci dà un po' fastidio, però vedi abbiamo qua il pancreas, qui il nostro mesocolon e noi piano piano scendiamo, cioè ci spostiamo in senso lateromediale, ok?
verso il traiz
in maniera tale da prepararci
e dissecare
e sezionare tutto l'inserzione
del meso contratto sul pancreas
guarda che siamo già arrivati
si si perfetto
questa cosa qua ti permette
di avere sempre completamente
sotto visione tutte le strutture
vedi e qui abbiamo
già mobilizzato tutta la flessura
voilà hai visto
non avere mai la milza
sott'occhio non avere nessun tipo di problema eccolo qua ok dimmi se alle volte io metto il
trocar operativo sul fianco sinistro ma infatti io adesso sto lavorando coltro sul troca del
fianco sinistra cosa non l'avevo capito scusa questo è sul fianco di questo questa pinza qua
adesso entra dal fianco sinistro questo mi permette di vedere molto bene il bordo pancreatico ma
soprattutto di sezionare l'inserzione del mesocolon sul pancreas in maniera totalmente sicura che vedi
io sono qua mi tiro su bene chi aiuta tira giù bene il colon trasverso io sono qua vedo benissimo
Guarda il pancreas, vedi, e seguo molto bene tutta la sua inserzione in maniera assolutamente tranquilla. Adesso, finito questo tempo qua, siamo a posto, altro qui non dobbiamo fare perché siamo arrivati a vedere il traizio, rimettiamo il colon al suo posto e a questo punto scendiamo andando verso le emergenze vascolari.
punto il paziente, al paziente diamo anche un trendelenburg, grazie, chi aiuta che fino
adesso era sulla mia destra passa sulla sinistra, mettiamo la paziente in trendelenburg cortesemente,
guarda come plonge il colon della signora, giù giù bene, giù bene la testa, giù giù
abbassiamo il letto e giù bene la testa per favore. Adesso secondo che spostiamo bene
la paziente
allora andiamo giù a vedere qual è
in realtà il nostro vero problema
ho bisogno di più trem del burro però
scusatemi perché se no non ce la faremo mai
si intravede
guardate qua
che grosso
ok giù bene
un altro po' di trem del burro grazie
bene
ok
scusa tu ovviamente non fai nessuna preparazione
allora noi
Noi... guarda qua che caruccio, guarda qua, vedi? Abbiamo un'ansa attratta nella diverticolite a dimostrazione che la signora si meritava questo intervento, poi potremo capire se farlo in diretto o no, ma lo discuteremo dopo.
Purtroppo, dicevo, noi facciamo un programma ERAS completo, quindi il paziente ha l'arruolamento per l'intervento chirurgico e viene chiamato dalla case manager che somministra al paziente i test sia di fragilità sia di nutrizione.
dopo di che il paziente viene avviato al prericovero e il responsabile del nostro progetto è proprio il dottor D'Amico che è qui con noi e inizia il percorso di preabilitazione completo,
Quindi fisioterapico, fisiatrico, nutrizionale, gestione dell'eventuale anemizzazione e lo segue per circa un mese con controlli nel tempo.
Arrivato al mese, cioè più o meno, il paziente viene rivalutato e quindi avviato a chirurgia.
Per quanto riguarda la preparazione intestinale, noi non facciamo preparazione intestinale in tutto il colon e nel colon destro, facciamo la preparazione nel retto, certamente.
Allora, dicevo che nell'Eras oltrooceano invece fanno una preparazione a basso volume, anche nel colon sinistro, con antibiotico.
esattamente, non so se hai avuto
modo di leggere, non so se io ho letto
solo la bozza, essendo uno degli autori
dell'ultimo
paper di iKrall
dove proprio riguardo alla preparazione
dell'antibiotica
è venuto fuori che
guardate qua, lo vedi?
qua abbiamo un problemino
adesso vediamo se riusciamo a gestirlo
oppure dobbiamo fare una
sessioncina, quindi
un secondo
allora vediamo se riesca a staccarlo oppure no no no aspetta aspetta un attimo che voglio
prenderlo bene vedete ha tutto veramente uno servo tumor pazzesco ecco stammi così ok forbicino a me
Adesso vediamo quello che riesca a fare, se è clivabile oppure no.
Forse sì, vediamo.
Vedete, questo è proprio l'esito del suo ascesso e dell'attrazione che ha avuto viscerale.
Ovviamente io di fronte a queste cose qua uso sempre una dissezione a freddo.
essendo una patologia benigna
non abbiamo grossi rischi
di lasciare un minimo
di Cush
ma qui è doppio
guarda
direi che
non si può dire che
l'indicazione sia stata forzata
nella paziente
ma probabilmente questa è l'ansia che è andata a tamponare
è certo
è chiaro
È chiaro. Tu sei parente del Panzera del San Carlo? No, no, no. Perché c'è un collega Panzera del San Carlo. No, mio padre era a Cipollolo, però credo che non lo conosci perché è morto parecchi anni fa.
Ah, no, no, era un collega che più o meno a nostro coetaneo. Adesso qua mi sembra che piano piano stia venendo, adesso qua c'è un po' di duro, speriamo di non appegli l'ansia perché se no... è ovvio che se questa fosse stata una patologia neoplastica avremmo subito fatto una resezione anche d'ansileana, non si...
però se io riesco
a portargli la via così
hai capito
lasciando un po' di
meso sigma qui
mi dà adesso il caiman
grazie
probabilmente le faccio anche un favore
perché le evito una doppia
resezione
quando poi sei più tranquillo mi finisci quel discorso
che non ho capito
ah scusa sì sì sì eccoci qua
abbiamo già finito qua abbiamo già risolto i problemi
Allora dicevo, nel paper di iCrawl, dall'iCrawl 3, è venuto fuori. Ecco qua, abbiamo risolto il problema. Scusa, controlliamo che non ci siano perforazioni, ma mi sembra a posto. Non so se anche a voi sembra così. Mi ridà una pinza, quindi cerchiamo di rimettere bene le anse montane. Io goderò un altro goccio di Trendelenburg, è possibile che siamo arrivati alla fine?
Bravissima, perché lei è un po' plongeante verso il basso e si fa un po' fatica.
Però adesso pian piano ce la facciamo.
Dicevo, in questo studio è venuto fuori che la cosa, tra virgolette, migliore sarebbe preparazione meccanica con antibiotico-terapia.
Sì, questo sì, assolutamente.
Però devo dire che questo paga un po' il fatto che ne ero un po' tutto. Io credo che secondo me l'antibiotico terapia vada fatta e sia quello che è un po' l'ottimizzazione del percorso preoperatorio del paziente.
Antibiotico terapia preoperatoria intendo, vada fatta. Quello che a me interessa molto è quel lavoro che sta facendo Massimo Carlini, che ha pubblicato il suo Miracle, se non sbaglio, proprio sulla preparazione intestinale.
e questo è l'ultima ansa
e questa è un'ansa che non c'entra niente
vedrai che
la faremo nell'Eras
chiaramente
no no no non ci sono pure io
voglio dire vedrai che faremo una preparazione
con probiotici
non so se lo sai ma
lo studio di Carlini è uno studio
dove lui fa un trattamento
intraoperatorio
con una selezione
di microbiota per
adesso io sto un po' litigando con
queste ansie ma tra un po ne veremo fuori almeno ci distraiamo un po dicevo vabbè vogliono stare
lì e lasceremo lì allora il nostro punto di repera comunque in questo momento sono i vasiliaci che
non vedremo mai perché datemi più di cubito destro scusatemi perché la signora è un po scivolosetta
Si vede addirittura il Carrefour, non so se si è riuscito a intravederlo tra un'ansia e l'altra.
Ancora un altro po' di decubito destra, grazie.
Ok, forse pian piano iniziamo.
È l'eterna lotta con le ansie.
Eh sì, però secondo me è un po' di pazienza.
Vabbè, qui adesso secondo me è discretamente sufficiente perché è quello che noi dobbiamo vedere dove eravamo arrivati,
che è esattamente qua.
Il nostro piano è circa un paio di centimetri sopra l'asse iliaco destro e qui troveremo i nostri vasi, l'arteria mesentaria inferiore.
Io ovviamente nella patologia benigna conservo l'arteria colica sinistra, che ormai da diversi anni conservo anche nella patologia maligna, facendo però l'infettomia.
Ormai lo faccio da diversi anni, lo sto insegnando a tutti i miei esaltamenti.
i studi dicono che non cambia assolutamente nulla
quindi
assolutamente sì, così è
peraltro ce l'abbiamo già qua
adesso ci andiamo a ricongiungere
col piano che avevamo creato
precedentemente
vedere qua
sì, non cambia assolutamente nulla
i studi ce ne sono veramente tanti
migliora ovviamente
e certamente
la vascularizzazione
del colon che vai ad anastomizzare e certamente ha più sicurezza e anche un risparmio di quello che diciamo il plesso mielenterico intestinale.
L'unico svantaggio che a volte può accadere è che secondo me non è tanto quello, ma è il fatto che ti può sanguinare più frequentemente l'anastomosi, ovviamente.
Esattamente, ecco qua, vedete, questa è la nostra arteria mesenterica inferiore, che io non ho bisogno di pulirla di questo suo grasso, pian piano scendiamo, qui devo dire si vede molto bene la vena mesenterica inferiore, che noi andremo a legare lì, vedi, e qui io vado a vedere, eccola qua, la vedi, l'arteria colica di sinistra.
A questo punto, adesso qui si vede bene, devo dire la verità, ma noi sappiamo molto bene che nell'angolo tra l'arteria mesenterica e la colica di sinistra, su vado a trovare la vena mesenterica.
Ok, adesso pian piano ce la prepariamo, adesso un po' mi sgoccio la quale, un po' i vaso a vaso, ecco.
Qui fondamentale, soprattutto in una paziente che è magra, molto adesi all'arcata vascolare per evitare di lasciare adeso al piano del mesocolone del sigma il fascio genito urinario.
Di solito io dopo che inizio a trovare lo spazio, senza proprio prendere niente, una pinza chiusa che mi aiuta a trovare.
Guardate qua, si intravede l'uretere e i vasi gonadici, quindi noi continuiamo a scendere verso il basso.
A volte i pazienti molto magri sono anche più difficili.
Purtroppo in chirurgia è così, o il molto magro o il molto grasso non è bene.
Ecco bene. L'equilibrio, ecco qua, vedi come si vede bene, che scatta l'uretere. La cosa importante, almeno io non sono maniaco nel vederlo, se ho la certezza di avere la lamina di gerota integra. Quando tu hai questa certezza, tu non hai veramente alcun problema.
Ecco qua, vedi che ci siamo ritrovati rispetto al piano che avevamo fatto prima, quindi poi lo andremo a completare successivamente. Adesso iniziamo a prepararci bene il nostro vaso, vedi qua abbiamo l'iliaca, qua abbiamo il nostro uretere, tutto questo deve andare giù perché fa parte del fascio di gerota.
Adesso piano piano andiamo giù tra un'ansa e l'altra, le schiviamo, speriamo.
Ecco qua, vedi? Questo deve andare tutto tutto giù perché è tutto parte della lamina digerota.
E il nostro piano è quello proprio attaccato alla arteria mesenterica.
Adesso qui spostiamo un po' le ansie, poi in effetti basta partire che poi pian piano lo spazio lo si crea, insomma.
Ok, ecco qua, vedete come si vede bene la riflessione della lamina di Gerota qua.
Qui arriviamo, questo è il mesosigma, quindi l'inserzione del mesosigma nel piano posteriore,
cosa hai detto, legamento di Gruber.
Sai che c'è qualcuno che riparte, tu stai andando in senso cranio-caudale, no?
Hai trovato il piano e lo segui, è la cosa più, secondo me, più...
Anche più facile, più semplice.
Però c'è qualcuno che invece riparte da sotto e si ricongiunge col piano sopra.
Sì, io credo che, sai, allora, è evidente che è fondamentale nella propria esperienza
battezzare una strada, che la devi saper fare sempre.
Vedi qua come piano piano si abbassa bene, che devi sapere fare sempre.
sempre poi quando hai la tua standardizzazione che nella quale io credo molto che anche l'unica
maniera in cui si può insegnare quando tu hai bene la tua standardizzazione e il tuo piano a quel
punto poi innanzitutto lo puoi insegnare bene innanzitutto lo conosci bene lo sai fare bene
dopodiché puoi anche decidere in alcuni casi di seguire le altre strade che se vuoi portare alla
alla fine a casa di tutti i malati devi conoscere, perché ogni malato è un po' diverso.
Non so se hai avuto modo prima di seguire l'intervento che ho fatto,
io ho un approccio al colon destro un po' diverso dalla maggior parte dei colleghi,
che non approccio subito i vasi, ma approccio prima la testa del pancreas,
con la dissezione dell'ansia di L, e questo secondo me ha dei suoi vantaggi,
ma a parte quello di cui ne abbiamo già discusso prima, ecco qua, vedi?
Qui abbiamo tutta la nostra arcata vascolaria preparata, sotto abbiamo i gonadici, poi qua abbiamo dei sangue che non capisco da dove arriva, allora andiamo a fare un po' di mostasi.
Da qua mi dà da aspirare, c'è qualche vasettino che ho un po' di scatole.
Come energia a te piace questo caio?
Allora, io devo dire che mi trovo bene con le radiofrequenze. Ecco, guardi, mi dà la bipolare, grazie. Io mi trovo bene con queste radiofrequenze perché hanno molti vantaggi.
Allora, iniziamo dal fatto che non devi rimanere col pulsante premuto e secondo me è un plus perché ti permette di schiacciare e lui va tutto in automatico finché lo strumento non legge l'avvenuta sintesi dei tessuti.
ha una punta proprio tipo Maryland
che vedi che nella dissezione
com'è utile e ti permette
di fare anche dissezioni fini
e poi ancora il polare
e poi come si dice
ultimo ma non per ultimo
è anche uno tra i più economici
poi se qua smetti di sanguinare abbiamo vinto
ok
hai capito
e quindi io devo dire mi ci trovo
bene
poi ci mancherebbe
anche gli ultrasoni hanno il loro perché
poi anche
la dissezione è fina soprattutto
se gli ultrasoni
io ho visto
anche colleghi
devo dire che in maniera molto
molto elegante
fanno
tutto con
la
corrente monopolare
d'altro canto quando io avevo la gioia di usare il robot
usavo solo l'uncino
mai usato corrente diversa quindi vabbè ma lì però sono anche strumenti diversi però l'uncino
del robot è un'altra cosa rispetto all'uncino oven ma guarda io ti dico ho visto anche interventi
i colleghi
per dire
la dottoressa Mineccia che si occupa
molto di IBD
che fare
tutto il mesoretto con
una spatolina dedicata
insomma con corrente monopolare
quindi devo dire io credo che alla fine uno
usi quello
che è più
fit
e va bene insomma
poi se uno le può avere
del professor Morino
e Morino, il professor Morino
si si infatti lei è della sua scuola
esattamente, lavora con Ferrero
ma è della sua scuola
però sinceramente
alle volte ti semplifica
la vita e l'energia
perché diciamo
fuori discussione, prima ti dicevo facendo quel
contesto ho fatto la sezione del
meso ileale senza una clip
e questo
è evidente che insomma
è chiaro
aiuta
ma mi sembra che
l'ho visto un anno fa
che invece usavi
il Maryland Ligure
quello devo dire
tra tutte le varie
energie è quello che ho usato
forse meno in assoluto
non mi ricordo
forse
forse il Thunderbit
il Thunderbit
che scalda un po'
ma insomma come vedi io credo che questo strumento sia estremamente efficace ed utile
che ti permetta anche di fare delle dissezioni adeguate abbiamo quasi finito di preparare i
nostri vasi. Quindi tu l'avena la sezioni qua? Assolutamente sì, perché l'avena capita ogni
tanto, soprattutto se uno deve salire molto in alto nella sezione del viscere del colon
discendente, di doverla sezionare più in alto perché ti permette di aprire bene il meso del
Nel discendente questo ti aumenta di quei 10-15 centimetri, mentre l'arteria in realtà, dopo te lo faccio vedere,
meno perché ti dà più, e proprio funge da fulco di un compasso, e questo il viscere viene giù.
Poi ci mancherebbe altro, ogni paziente un po' a casa sé, eccoci qua, vedi?
Vedi? Adesso qui abbiamo, non so scusa, volevo fare un po' di mostrasi qua. Ecco qua, voilà. Mi fai recuperare la garzetta Marta? Grazie.
Ok, adesso guardiamo bene e vediamo bene l'ottimina di anatomia che siamo anche un po' qui apposta.
Ecco qua, vedi? Questo è il nostro arcata vascolare, qui abbiamo il ramo terminale della mesenterica inferiore che vedi siamo riusciti a preparare in maniera adeguata, vena.
E qui abbiamo la coica di sinistra che invece sale di qua. Se avessimo avuto un tumore, tutto questo, l'infograsso ovviamente, tutto questo veniva via con noi.
Assolutamente. Ok, mi dà le clip, grazie. E sotto abbiamo la nostra faccia di gerota bella integra che ci permette di essere sicuri su quello che andiamo a fare.
Ok? Per abitudine io leggo sempre prima la struttura più delicata. Io cerco di pulire sempre. Metti sempre clip metalliche? No, qui dove pulisco bene bene bene bene sì. Devo dire che per abitudine questo ho sempre messo clip di metallo perché vedi, ne metto due, pulita bene, credo che insomma sia più che sufficiente come sicurezza.
Mentre, tipo facendo una gastro-resezione, una gastectomia, sui vasi arteriosi è mia consuetudine mettere l'emoloc.
A volte le metto anche qua, devo dirti la verità, ma questa mi sembrava...
Ecco, vedi come viene giù bene la fascia di Tolder rispetto al nostro Gerot?
Piano piano, vedi come scorrono bene i piani uno sull'altro?
E questo ti dà la sicurezza di essere sul piano giusto.
Certo, rispettando i nervi e tutto.
a farlo anche dopo quando ci rigiriamo a completare il distacco parietocolico sinistro.
Qui ha veramente dei piani che sono abbastanza sottili, quindi bisogna stare un attimo inattenti
a seguirli, ma vedi che insomma io credo che una delle grandi cose che ci ha insegnato
la chirurgia laparoscopica è veramente il rispetto dei piani, non che prima in chirurgia
non si facesse, ma insomma
diciamo che
in laparoscopia siamo riusciti
a vederlo tutti
cosa che ovviamente
in open insomma
non sempre si riusciva
vedi come si vede bene
qui vediamo se sanguina
no, molto bene, ok
questo lo facciamo dopo
questo lo facciamo dopo, questo lo facciamo dopo
a questo punto, è arrivato qua, mi ridà un secondo
il cameraman
grazie, scendiamo un po' e stacchiamo
bene il legamento di groove dall'asse vascolare e dopo completiamo il distacco parietocolico
sinistra vedi qui già inizia c'è già il promontorio quindi da qui troveremo il nostro
mesoretto ok ecco qua vedi come pian piano riusciamo a distaccarlo bene qui spesso è un
un po' un punto un po' più difficile perché è un po' più aderente, vedere vicino qui,
qui deve cercare di andare tutto rigorosamente giù,
questo qua probabilmente è un ramo della branca dell'ipogastica,
vedi che è un po' sottilino, ma invece di tagliarlo brutalmente,
l'abbiamo piano piano seguito e risparmiato.
Vediamo ancora qua un attimo, finiamo, aspetta che spostiamo la gasa che è brutta averla qua, se ce la faccio, benissimo.
Ok, finiamo questo angoletto qua e poi dopo completiamo un distacco paretico.
Vedi come io continuo a proseguire su piani anatomici, embrionari diversi, e questo ti permette di fare veramente delle dissezioni per viasmus senza alcun problema.
Ok, io poi ho come abitudine di mettere una garzettina qua a protezione ureterale.
Protezione dell'uretere.
Esattamente, perché lascia pure Marta, grazie.
e a questo punto
ci stacchiamo il colon
e nelle diverticoliti
questo può essere anche
il tempo più difficile
adesso vediamo
cosa ci riserva la signora
devo dire che qui da noi
come credo un po' tutti
la patologia diverticolare
è certamente in grande aumento
noi abbiamo
un servizio di urgenza
abbastanza importante
fosse di malati
vedere Marta
uno fosse di malati significativo
diciamo così
e quindi noi abbiamo sempre ricoverati
uno, due o tre diverticoliti
complicati
perché
è così insomma
cerchiamo
abbiamo anche
dimmi
se mi è capitato
quando c'è un quadro TAC molto complicato
in diverticoliti di dover mettere
un doppio J nell'uretere
per essere sicuro
ma io devo dire
in laparoscopia
no perché in realtà
la laparoscopia non lo senti
ti cambia molto la vita
quello che invece noi abbiamo l'opportunità di avere
è un servizio di radiologia interventistica
veramente
super efficace
super proud
molto bravi di cui sono molto orgoglioso
e
con il dottor Migliorisi
che è il nostro primario radiologo
che sono bravissimi a drenare
di tutto in qualsiasi posizione
quindi noi gli ascessi superiore
a 4-5 cm li dreniamo
tutti radiologicamente
la maggior parte
qui siamo all'infundivolo pelvico
lo vedi
e quindi siamo
veramente fortunati, quelli dove ci sono
questi ascessi
ecco qua, vedi la nostra bella garzetta
e tutto il colo vedi come l'abbiamo completamente mobilizzato ok adesso scendiamo vediamo se perché
nella materia articolare questo è il punto un po più critico dove ci può essere attrazione
dell'uretere
esatto, questo è il punto chiave
proprio, sì
e quindi cerchiamo di stare
laterali
poi basta che lo vedi
fregare una volta, poi dopo te lo ricordi
tutta la vita
non so se sei d'accordo con me
assolutamente, dentro
dentro, dentro, dentro, vedi come qui però
siamo già ben distaccati, il nostro uretere
benissimo, benissimo
pian piano ci stiamo allontanando
E voilà. Adesso ritorniamo all'altra parte e litigheremo forse un po' con le nostre ansie. Qui ha veramente un pseudotumor, non so se si riesce a vedere con le immagini, ma qui è veramente, guarda, è veramente particolarmente duro.
Allora, pinza qui, prendiamo qua, molto bene, ok. Adesso vediamo se...
Adesso forse le ansie ti daranno un po' noia.
Adesso vediamo se riusciamo a convincere di andare via. Da come si pongono non mi sembra, che siano ansie che si convincano facile.
Ecco, e cosa fai quando non riesci proprio?
Così, un pezzo alla volta.
Hai degli escamotage?
Io di solito cerco di girarle un po' come una pagina del libro, tipo così, vedi? In maniera tale da mettere via. Però a quel punto o lavoro con la mano sola, mi dà da aspirare che brutto quel sangue lì, vedi? O lavoro con la mano sola e pian piano vado giù. Poi sai, un po' il peritoneo, un po' la posizione a volte, cioè piano piano rimango lì. Se la vedi è un bel baricocere belvico.
livello di sezione
è una domanda classica
sicuramente retto
anteriore intraperitoneale
direi che su questo
siamo tutti d'accordo
non sezionare
sul sigma
è una cattiveria per il paziente
e per il collega che si troverà a
rioperarla
mi dai
il camera grazie
è vero che io sto tenendo l'ansa
adesso pian piano ce la faremo secondo me ok andiamo giù un chirurgo super esperto posso
chiederti adesso tutti sta approcciando al mezz'oretto no sì sì sì tra poco qual è il
segreto diciamo tu cominci da dietro cominci da laterale come si dice ti ringrazio della
No, questa è una domanda che sembra semplice ma non è facile per niente.
non era particolarmente stressata e quindi insomma gli sto un po' seguendo in quello che è, gli sto un po' insomma preparando quello che è la mia tecnica e gli sto seguendo molto bene e quello che io dico sempre a loro qual è il concetto?
Adesso qua siamo già nel mesoretto. Il mesoretto non è una struttura orizzontale, è una U. Quindi quando io vado a fare posteriormente il retto, io devo disegnare continuamente delle U e scendere.
Ok? Quindi io prima faccio la parte posteriore, vedi come all'improvviso io rallento quando sono sul mesoretto, perché credo che il mesoretto abbia una dignità che va assolutamente rispettata.
Quindi, anche se qui parliamo di patologia benigna, ma non importa, il gesto chirurgico è sempre quello. Vedi, piano piano, io qui sto disegnando, vedo come qui non taglio qua, ma risalgo, proprio perché io qui devo continuamente disegnare una U e disegnando una U non solo risparmio in maniera corretta il mesoretto, ma vado a risparmiare quelle che sono i nervi del plesso ipogastrico.
E questo secondo me è fondamentale perché ti permette di liberare tutto.
Dopodiché quando dobbiamo scendere sotto peritoneale, approcciato questo tempo per la giusta lunghezza, vado anteriormente, mi preparo lo spazio tra retto o vescico seminali o vagina e dopodiché ho dietro, davanti, destra, sinistra.
Dietro, davanti, destra, sinistra, ricordando di sempre il concetto che io qui devo salire, non così, io qui devo salire, questo è fondamentale.
È indubbio che il retto sottoperitoneale io credo che sia l'ultimo grado di chirurgia digestiva con un retto, perché è più difficile.
E' più difficile, guarda, io in queste ultime settimane mi sono trovato ad affrontare delle situazioni, credimi, estremamente complicate, perché non c'è niente da fare, maschio, obeso, grosso tumore, chienio trattato, ti trovi la pelvi, non vedi la pelvi così, non la vedi così.
Eh lo so, è certo.
E' sempre veramente estremamente difficile. Vedi che così pian piano mi sono preparato bene, il mio mesoretto mi rimane, la tenda se riesco a prenderla, solo del peritoneo parietale che io riesco a sezionare non giù. Adesso guardiamo dall'alto esattamente dove siamo arrivati.
Cos'hai fatto? Sei riuscito a farlo?
Poi questo obbeso che mi ha
radiochiamato. Sì, sì, sì.
Le ho fatti tutti. Guarda, l'unico che ho
dovuto convertire settimana
scorsa, o questa settimana, non mi ricordo,
è stato un paziente
ok, ricoverato
d'urgenza per un cancro
a scesso, paziente di 130 kg,
tanto per darci dei nomi e dei cognomi.
Scusi, grazie.
Che ho dovuto, come dire,
scusa, è entrato con questo cancro
accesso del sigma, etichettato come cancro accesso del sigma, che in realtà, fatta colon, fatta TAC, fatto tutto, che in realtà era del retto superiore che scendeva al retto intraperitoneale.
Io direi che qua secondo me siamo arrivati, non so cosa ne pensi più. Io sono arrivato a un punto dove, scusate abbiamo un problema, non so, tira il malato, il dottor D'Amico dopo una giornata passata con me è svenuto, non mangiando, non facendo niente, l'abbiamo tenuto qua segregato.
E dicevo non vedevo più nulla e quindi lì gli ho fatto una ombelico pubblica e gli ho a quel punto prendendo il viscere con la mano, come si faceva una volta un po' alla cieca, con l'elettrobisturi dissecati in retto,
messa una suturatrice
ultra bassa
e confezionata una
colostomia terminale provvisoria
perché peraltro il malato
è brutto, subsettico
quindi insomma
se no, devo dire la verità
onestamente quello è stato
l'unico malato che ho convertito
insomma
diciamo negli ultimi 3-4 anni
gli altri piano piano
ecco qua, questo vedete il mesoretto
Vedete come con questo strumento sia veramente facile fare la sezione. Si trova bene il viscere e si seziona. Io faccio sempre così, identifico il viscere nella sua parte di destra e gli giro attorno.
E lo segui. Anche io faccio così.
l'utero
ho preferito
convertire
la conversione
non è certamente
un problema
noi cosa dobbiamo fare
il bene dei pazienti
credo martedì mi hanno preso
in giro perché
una giovane
collega stava approcciando
una colecisti di elezione
di una paziente che però a qualcuno
era sfuggito, che era stato operato, giovane
peraltro, quattro volte
di un'emoperitonea, di altre
mille robe, cioè
non ti racconto quante
aderenze avesse e
non ti racconto il fatto che
io al terzo tentativo di
lascia pure a me il viscere ragazzi
di trovare, ma un angolo
dove mettere un trocca, ho detto ragazzi
lo apriamo
infatti mi hanno preso in giro e mi hanno detto
ma scusa tu da quanti anni hai che non facevi una cosa di cisti
convertiti, non mi ricordo
ma devo dire la verità
non mi sono fatto problemi
perché alla fine
quello che noi dobbiamo fare
è il bene del paziente
non il suo male
poi anche il bene dei ragazzi
perché anche i ragazzi devono
un problema la conversione
certo è evidente che
non posso abbandonare
i miei giovani
colleghi a fare cose
più difficili di quello che loro
lo riescano a fare e costegno
a fare delle conversioni evitabili
questo credo che non sia corretto
quindi ci vuole
ovviamente una misura in tutto
e fare le robe in maniera sensata
ma ti dico
io ho convertito Storetto, ho convertito Stacolecisti
con grande soddisfazione
insomma
ma adesso dove ti trovi?
dove lavori?
adesso sono a Legnano
è un centro pubblico
è un centro pubblico
molto grosso perché è un centro dove facciamo circa 3.500 interventi all'anno, un'equipe
importante di 21 collaboratori più 7-8 specializzanti, siamo centro DEA di secondo livello, quindi
alle soccorso, trauma, tutte cose, con un volume di malati che è importante, diciamo
ma è veramente importante
abbiamo un momento quando con colleghi
si raccontano le nostre cose
si mette a ridere quando dico che noi abbiamo
24 seduti operatori alla settimana
insomma
una donna
diciamo così
sono parecchiotte
mi date una pinza grazie
me ne da un'altra
allora adesso io faccio
un'altra cosa che io faccio sempre
che è la preparazione del moncone
colico intraoperatoria
perché così faccio anche
il
il meso
faccio il meso e lo faccio interventare
così vedo, facciamo il verde in cianina
per vedere la vascolizzazione
prima abbiamo avuto un dettaglio
tecnico, una problematica
grazie, tre mani, bravissima, ottimo
caimama
dicevo
abbiamo avuto un problema tecnico e non sono riuscito a farlo vedere
ma adesso abbiamo
Abbiamo certamente risolto il problema e vedremo la meraviglia del nostro verde indocianino.
A questo punto io risalgo, anche qui devo dire con il nostro strumento riusciamo a arrivare facilmente alla sezione del mese senza fare niente di particolare se non applicare l'energia.
così me lo preparo direttamente
c'è un altro motivo perché lasciando
la collica di sinistra devi stare attento
a non tirare
perché si può strappare
può capitare perché uno
magari un po' stanco tira
e fai fatica a portarla
fuori quindi io
diciamo sia perché faccio il verde
sia perché secondo me
fai anche più veloce
alla fine ho questa
abitudine di preparare il meso
del colon discendente
intraoperatorio
così
io di scuola questo non lo faccio
però apprendo
è una roba che
come vedi ci metti tre minuti
e sei già
bello comodo hai capito?
guarda vedi
sei già arrivato ti tiri fuori il vice
e soltanto metti il rastrello
per fare la borsa di tabacco
la laboratumia di servizio
dove la allora io faccio sempre sovra pubbliche faccio l'insieme si dice sì tipo perché faccio
una cuscia cioè il taglio il taglio orizzontale la fascia longitudinale questo dà una luce
veramente importante che ho imparato io ho imparato cielo così ho imparato in francia
così faccio, sinceramente
sì sì, ok
però in Italia non lo fanno molto
che cosa, la Kusner?
eh sì
molto conti, permetti di fare i tagli piccoli
è molto carina
a questo punto possiamo fare
3 cc di verdine indocianina
mettiamo
il cg dottoressa
meraviglioso
perché prima si vedeva tutto verde
cioè è stato un momento un po' imbarazzante
che abbiamo, molto bene
Bene, nel frattempo io approfetterei per togliere la garzetta, se no poi la Simona mi sgrida.
Non c'è una goccia di sangue, faccio veramente i complimenti.
A merito dello strumento, a merito dello strumento.
Ok, vedi che queste sono le nuove, io uso una colonna Olympus che ha la sovrapposizione d'immagine 4K più verde in doccia nina.
Mi dà una clippettina, io a questo punto me lo marco appena arriva il verde, due secondi. Ovviamente viene fatta in vena periferica perché questi malati mangiano domattina una dieta solida, viene tolto il catedore in prima giornata.
Ecco qua, vedi? Vedi come si vede bene? Mi dà la clipettina, molto bene, ok, vediamo bene, io direi che, aspetta, fammelo vedere bene, che anche qua sono un po' fissato, io credo che sia qua, ce lo prepareremo un po' meglio dopo, ma credo che sia qua, vedi?
Quindi sì sì perfetto. Io starei qua. Ok a questo punto andiamo giù, vediamo il nostro mesoretto, scusate il nostro retto se è anch'esso ben vascularizzato in questo mare di verde.
Vedere e direi che va molto bene. Ok a questo punto possiamo togliere il verde e mi dà la situazione.
I diverticoli, se tu vedi che ci sono ancora un po' di diverticoli più alti sull'angolo colico, ti preoccupi oppure pensi che avete levato la zona di alta pressione?
No, esattamente, perché pazienti che hanno una diverticolosi massiva ce l'hanno, ma non è che gli devi fare la colectomia totale.
A volte il problema, mi dà scusi la bipolare se ce la faccio, a volte tu ti trovi pazienti che hanno la perforazione magari di un diverticolo del discendente e quindi a quel punto la domanda è che intervento faccio, che tipo di intervento devo andare a fare e lì può essere un problema non da poco.
sulle strutturatrici
come ho detto prima
io sono assolutamente
convinto che sia
necessario nel
2023 avere
quelle elettriche
la robotizzate
ma adesso voglio dire, io uso questa
che sono la conoscenza di tutti, che è la signa
perché la muovi tranquillamente con la mano
senza problemi, ma
è vero che adesso uscirà anche quella nuova
della Johnson per essere corretti
che si muoverà tutta con una mano
senza dover più fare nulla
ma quello che secondo me è fondamentale
è
scusami
è il fatto che sia elettrico in movimento
perché c'è uno studio molto bello
adesso non mi ricordo che ha fatto ma l'ho presentato
recentemente a una relazione dove
tu vedi
la punta della
il diseno della punta della macchina con
una struttura meccanica che fa tutti
dei lunghi percorsi
nell'aria, mentre quella
elettrica, come si può, devo dire, vedere
facilmente, è assolutamente immobile
e questo secondo me
non è rilevante
quello che tu dici è giustissimo
solo che bisognerebbe dirlo ai nostri
amministratori
ma sai, io credo che
io credo che
i costi
a un certo punto sono quasi
sovrapponibili
tra la meccanica
più o meno ci sia
o qua
una dipendente emettronica
che scuote la testa come dire più o meno
sono gli stessi
ok a questo punto
mi togliete un po' di decubito laterale
ma mica troppo
non so
sai cosa magari Luca vuoi far vedere
il tempo open
proviamo a lasciare
ok stop
se ce la facciamo
vedete
più o meno
ok questo è l'arco pubblico
io sto un pochino più in alto
proprio sempre per il discorso
della nostra
arteria
mi da l'elettrico
lasciate grazie
perché se no non vedo niente
ci vedete?
si si bene
quindi vedi incisione
orizzontale
mi viene da dire anche abbastanza piccola
questa è colpa di quando ero un giovane chirurgo
che aiutavo a fare le prime resezioni per endometriosi rettovaginali
e ovviamente i ginecologi sono sempre molto attenti
a quella che è la parte estetica delle giovani pazienti
e quindi facevamo dei taglietti veramente micropi
io ho iniziato con
il professor Mangioni
che era veramente
collega di grandissima esperienza
dell'area milanese
per poi continuare
quando ho fatto per dieci anni il primario
in Veneto
con Alfredo Ercoli che è un aiuto di Giovanni Scambia
che tu immagino conosco
sì, sì
e quindi anche lì
E devo dire la verità con una discreta nota d'orgoglio, noi quando eravamo lì nelle patavine terre abbiamo pubblicato tra i primi le dissezioni retto vaginali robotiche, tirana, e mi chiudete i gas cortesemente, bravissima, due farabef qua, e devo dire è stata una bella esperienza, sono stati veramente tra i primi a pubblicarli,
E credo che ancora adesso peraltro sia, mi tiene, salve con la sesta mano questa, grazie, bravissima, sia uno dei miei lavori più citati, nonostante tutto ancora adesso.
Ok, e secondo sempre i ginecologi Alexis, apertura del peritoneo secondo Stark, ginecologo che visto che lui quando fa i parti ci tira due ditate, se lo fa lui non capisco perché non posso farlo io.
e quindi il peritoneo l'opero per lacerazione. Alexis sicuramente, vedi che il taglietto è proprio, non so se riesci a vederlo, è veramente piccolo, non è sopra i 4 cm, però vedi tagliando la fascia in verticale, vedi come, che bella luce riesca ad avere, adesso mi dà una pinza ad anelli, ok, adesso qui dobbiamo schivare.
Non lo reperti prima?
Sì, sì, mentre chiacchieravo lo avevo repertato su una pinza.
Ah, scusa.
No, no, sono io che non l'ho detto, scusa.
Ecco qua, questo è il nostro, guarda, non so se si riesce a vedere, vedi che...
Del malloppo.
Eh sì, vedi, questo è il nostro viscere, qui dove ce lo siamo preparato, vedi che un pochino qua mi tira,
quindi se io dovessi tirarlo per fare il meso corre il rischio di fare un po' sanguinamento.
Qui è dove avevo messo le mie clipettine, quindi mi abbassate, ho detto, bisturi a 30, cortesemente, una pinza è già a 30, meraviglioso, e tra le altre mie fortune, devo essere adesso, ma non perché sono qua e mi sento, ma ho avuto la fortuna di venire a lavorare qui a Legnano, trovando un gruppo di sala operatoria, di personale, che è veramente meraviglioso,
ma non solo perché sono qua che mi sentono
è la verità e lo penso
ma anche in reparto
devo dire che qua
il personale è tutto estremamente
oltre che preparato ma
molto gentile, motivato
è quasi un'isola felice
che perdonami se lo dico
nel pubblico non è sempre
non è sempre così
e invece qua devo dire ma
veramente sono
carinissimi, lavorare qui è davvero
un piacere, guarda che qui si vede anche
che è abbastanza bene il punto di immercazione, mi dà il nostro rastrello.
Vedi, questi sono i nostri clip, io sto qua e credo che siamo in zona corretta.
Senti, parlando del colon destro, visto che l'hai citato prima,
la nastromosi intracorporea da sempre?
Da sempre, da sempre, nei secoli dei secoli anni.
Da sempre, lo immaginavo.
Sì, proprio, guarda, io mi ricordo, ti dico, gli americani,
allora
non tantissimi anni fa
fai conto 3-4 anni fa
Usher aveva preso il mio posto
quando ero al primo di Abano
mi dà un cocker
per l'altro non l'ho visto Usher tra gli operatori
credo che sia il primo anno in assoluto
no non l'ho visto
non c'è?
lui di solito fa sempre diretta, bistoni
vabbè insomma
la favola organista è stagionata
con John Mark
insomma famoso chirurgo americano
che lui faceva l'anestomio
extracorpore
faceva rigorosamente
l'anestomio extracorpore
quindi noi poveri italiani
ci guardammo con un po' di
stupore
ma insomma, ok
me ne da altre due, grazie
altra domanda che ti faccio
ti prego perché almeno
facciamo due chiare
per me poi è un
onore
la CME
tu ci credi, non ci credi
che in alcuni casi
debba essere fatta e in altri no
guarda, allora io
scusa, un piccolo trucco
questa è una siringa da 20
che ha esattamente il calibro di una testina 29
se entra la siringa da 20
ti entra la 29
non è casuale il fatto che usi
quella testina lì
e bagni un po' con olio di vaselina
ok, via tutto
Allora CME, io seguo in maniera rigorosa quelle che sono le indicazioni della società giapponese di cancro colorettale 2019, ma più che CME io ti parlo di linfadenectomia.
In caso tu hai un tumore che è preoperativamente T3 o ogni T N+, faccio una linfadenetomia completa.
Fare la linfadenetomia completa cosa vuol dire? Vuol dire che la faccio anche in base a dovere il tumore.
Quindi un tumore del cecco gli fai la linfadenetomia soltanto degli iliocecocolici e dei colici destri, tutti gli altri devi arrivare a fare la linfadenetomia fino alla origine dei colici medi.
Quindi, se vogliamo parlare di numeri riguardo le stazioni linfatiche, come abbiamo fatto prima,
Prima tieni qua, pinza e passafili e la dottoressa è il bistro di elettrica.
Adesso scusate pulisco bene.
Quindi prima che avevamo un tumore del ceco abbiamo fatto i 203-213,
cioè anche se a dire la verità ho scoperto anche tutta l'ansia di L perché io come approccio inizio dal pancreas,
cioè faccio la linfadenetomia dei gastroepiploici, tramite i gastroepiploici arrivo alla testa del pancreas, arrivo all'ansadielle che preparo e pulisco,
leggo eventualmente connessioni superficiali con i vasi colici di destra e a quel punto mobilizzo tutto quello che è l'inserzione del mesocolon trasverso sulla testa del pancreas.
Questo fatto dall'alto secondo me è molto utile perché ti permette di vedere molto bene le strutture che ti ho appena raccontato.
Laddove invece ci siano un interessamento, ascendente o flessura, tu oltre ai collici di destra, tu devi andare a legare, a pulire anche quelli che sono i collici medi.
Perché? Che cosa significa CME? CME significa legatura vascolare centrale in base alla serie del tumore, ed è quello che ci siamo raccontati.
Risparmio dell'integrità della fascia del mesocolon, ok, io direi che qua tra una chiacchiera, mi dà, scusi, forse un puntino, che qua, ma, cosa dite? No, va bene, no, basta, basta, basta, basta, stop, prima di niente.
Dicevo, integrità della fascia del mesocolon, che è fondamentale, esattamente come si lascia l'integrità della fascia del mesoretto e distanze di 10 cm dal tumore. Questo 1 più 2 più 3 è ovviamente la CME.
Quindi con queste caratteristiche io mi comporto, quindi se vogliamo chiamarci ME, una emicolettomia destra radicale con legature sull'asse mesenterico,
risparmio della fascia posteriore del meso con ascendente trasverso è adeguata scusate è
riuscito il trocca adesso lo ritroveremo forse voilà mi ridà da ripulire dalla pubblica così
diceva allora sì io faccio la cm ma in realtà adesso stiamo facendo una survey molto bella
guidata da Romano, da Giuseppe De Sica con anche coinvolto Gabriele Anania
dove io sono nel board iniziale di identificazione dei criteri
dove quello che stiamo chiedendo a un po' tutti i chirurghi è che cosa intendi per CME
proprio per rispondere alla tua domanda, capito?
ma l'avete ridato
esattamente di quello
perché in realtà per me CME
è una cosa
oh cazzo, scusate mi è uscito un troca
è una cosa ben precisa
che la
scusa Luca
scusate ma mi è rimasto in mano un troca
nel fare delle chiacchiere
voilà
dicevo
è soprattutto la preparazione
del tronco di gilò
il tronco di gilò è quel pezzo di vena mesenterica
superiore tra
gli ileo cicocolici e
il tronco di L
quando tu prepari quello
e fai la dissezione linfatica
del tronco di L
tu hai fatto la CME
poi
è ovvio che
io per dire
è una roba che mi ha sempre
attratto e affascinato
pulire grazie parecchio
e quelli che sono perplessi dicono fammi capire, cioè il destino del paziente cambia di quel centimetro quadrato di linfonodi.
In effetti potrebbe sembrare così a una prima vista, però insomma in realtà non è proprio così,
nel senso che vuol dire che tu gli hai fatto i 223 e i 214 che sono linfonodi di inserzione dei colici medi sulla mesenterica
e quelli proprio sopra
la mesenterica
e quindi sono un po' questo
però io credo
qua c'è un bel vasetto di quelli che hanno la faccia
che sanguignano con l'anastomosi
mi dà la bipolare
e io devo dire la verità
devo dire la verità
nei
casi che ti ho detto prima
quindi soggetto giovane
dei tumori del colon destro
Io faccio sempre l'infettomia radicale. Quindi se è dell'ascendente mi fermo ai colici medi, se è ascendente, pressura, faccio anche i colici medi. Poi tra dieci anni mi diranno che non serve, pazienza.
guarda che brutta cosa ho visto
speriamo che non ci dia fastidio
mi dà una pinza
prova a salire Luca grazie
allora qui se vuoi
si possono anche fare dei discorsi
su chi usa la stapler
vedi che lui è bravissimo è già arrivato
vai vai prova prova
perché in effetti
spesso certe manovre
si fanno gli specializzanti
ma sali bene Luca
è una manovra importante
No, ancora, bravo, così, io cerco sempre di mettere il trocar sotto, esci, sotto la rima di sutura, poi serve, vai, vai, vai, vai, serve, non serve, non serve, perfetto, vai, vai, vai, vai, vai, ok, adesso puoi abbassare la coda bene, meraviglioso.
adesso controlliamo
è vero che sia un eretto sottoperintoniale
ma vedi come ci arriva
pur avendo conservato arteria
e vena, arteria colica sinistra
e vena mesenterica all'origine
mi ricordo che una volta Ambrosetti
su questa roba qua
sai che lui è un grosso esperto
di diverticolite
insomma fece un commento abbastanza
piccato da un collega che
si era messo a tagliare la vena sotto al pancreas
vabbè
detto questo io unirei
cosa dice che non si faceva
aspetta scusate
si incazzava
non condivise
la cosa
aspetta un secondo che ho un appendice
più poica qua che non è bene
che rimanga dentro
ok chiudi
adesso poi controlliamo bene
in realtà
andiamo su
in realtà mantenendo l'arteria
collica di sinistra
è quasi impossibile che si giri
ma nella vita tutto può succedere
eccola qua
vedi quello che dicevo
il ramo della collica di sinistra
fa da compasso
vedi come vedi bene
adesso è morbidissimo
ma se tu in questo caso
vedi che tira
vai come primo step
a sezionare la vena qua
e ti si apre ancora di più
quindi mi permette di dare questo suggerimento
ok, spara Luca
che ti aiuta
e come ultimo step può succedere
devi sezionarla l'arteria
riperitonizzazione
sì o no?
no, no, io ho finito, faccio la prova pneumatica
ho finito, non dreno neanche
perché il colon sinistro
è il colon o dreno
prima parlavo con l'ele Santoro
che invece, no, è un dreno agivo
lo metto sempre
insomma io non sono di questa cosa
perché volendo seguire
i dettagli
o ci credi o non ci credo
ma allora ti dico
la anche lì
su iCrawl abbiamo pubblicato
anche su iCrawl un paper
sempre sui drenaggi dove in realtà sono ancora
utilizzati
e paradossalmente
Luca mi fai un po' d'arietta qua
ecco che sia chiaro per il mondo
faccio la propria lunatica ma non ci credo però lo scrivi in verbale nessun
medico legale mi può venire a rompere il voglio fatto perfetto avete visti in
diretta planetaria e poi ti faccio una domanda posso farti una domanda con
piacere siamo che tu vediamo che tu vedi uscire delle bolle lì cosa fai o allora
innanzitutto cerco di capire bene dove sono se una roba che vedo gli do un
puntino rifaccio e va bene
se è una roba che continua a vedere
gli pianto un'ileostomia
e allora gli dice grazie
io qua sto rifacendo delle ricanalizzazioni di Arman
che sono degli incubi
di proporzione
enciclopediche
perché pazienti operati due
rotti anni fa
che hanno vissuto per il
covid, per il fatto che qua
abbia una quantità di malati oncologici che non
finisce più eccetera eccetera
abbiamo veramente
ci troviamo a operare malati
mi dà la bipolare, grazie
ci troviamo a operare pazienti che sono lì da due anni e mezzo
allora, riattaccare
un retto che è defunzionalizzato
dopo due anni
è un incubo che non auguro al mio peggior nemico
devi riresseccare tre volte
devi fare
guarda, delle robe terribili
è di una difficoltà
sai cosa succede
che questo tipo di intervento
spesso lo facciamo
noi aiuti
io sono al Pertini di Roma
un grosso ospedale
ma qui stai con Marco Catarci
sì, sì, che l'Eras
con l'Eras ti tira dispari
io Marco
devo dire ovviamente ci conosciamo bene
sai che siamo tutti e due
mi dà la bipolare nel direttivo a COI
quindi io gli dico sempre
che senza di lui i miei CINDEX
sarebbe ridicolo
invece grazie a lui
ho un ICINDIX di grande
rispetto
e quindi proprio perché
lavoriamo assieme in molti lavori
quindi tutto quello che ti ho raccontato
tu lo sapevi meglio di me
perché lo volevo dire per te
insomma devo dire la verità che
la ricanalizzazione, l'atma reversa
può essere uno degli elementi
più complessi che ti puoi affrontare
e io dico sempre ai miei
di spiegare bene al paziente
che si può svegliare con un'iliostomia
io ti dico
le ultime due non le ho fatte
perché una era il papà
di un collega e l'altra
era una situazione che non
è talmente complicata
che ho detto ragazzi speriamo che vada bene
va bene insomma
io direi che da come si può vincere
dal fatto che stiamo sfilando il troca noi avremmo
finito
ok
e la
grazie mi lascio chiudere
Se mi passa con l'immagine... Ah, arca la miseria, non l'abbiamo messo. Aspetta un secondo. In realtà volevo, perché l'avevo fatta aprire, perdonami, volevo farvi vedere, perché l'avevo fatta aprire perché credevo che mi servisse.
perché ultimamente lo sto usando con discreta gioia, un emostatico in polvere, mi aiuti a svoltovarlo, scusate, mi sono malamente ricordato e mi sono perso un po' via.
Allora datemi due secondi che ve lo faccio vedere, tanto è presto e non credo che rubiamo posto a nessuno, perché spesso nel mesoretto mi capita di usare questa polvere mostatica che non è nient'altro che amido,
che lo trovo estremamente pratico e utile e peraltro anche come dicevamo di costo, mi fai vedere qua, grazie, di costo non così importante.
E questo credo che sia, visto che siamo in questo contesto, mi da ancora il trocat, credo che sia importante dimostrarlo. Scusate mi ero fatto un po' prendere dalla fretta e mi spiace di ciò, mi da ancora l'altro trocat e ci siamo.
Adesso ci puliamo e ve lo faccio vedere, perché secondo me sai con quei trucchetti che ti possono servire.
Allora ci puliamo, perché è una cosa veramente molto banale da utilizzare, anzi se lo preparate lo facciamo vedere.
Ok, basta inserirlo così, perfetto.
Vedete, questa pompettina con il suo aspiratore, lo vedi?
Sì, sì.
Questa pomeriggina riempita con questa polvere emostatica, mi dà prima una pinza, grazie, un'altra, che si presta molto bene soprattutto nei retti dove uno fa delle dissezioni fino al piano degli elevatori
dove a volte può succedere di discontinuare la fascia sacrale.
Adesso aspiriamo un attimo, un secondo, aspetta, aspetta, questa lo mettiamo qui così, così, ok, benissimo.
Mi dai l'aspirare e questo secondo me ti serve molto perché ti fa quelle mostre che a volte puoi avere quei sanguinamenti
che insomma non capito se niente ma e quindi io devo dire adesso nessuna onestamente non mi capita
di usarlo a meno che non ci sia veramente un problema però immaginando un ok mi dà la rix
tra grazie e immaginando un una coentrazione un po più complessa avevo previsto di usarlo
Guarda, vedi, io con piccoli puff, vedi, riesco a ricoprire il nostro piano con qualcosa che mi fa l'emostasi e poi dopo mi si va a riassorbire senza nessun problema.
credo che siano avanti quelle cosine che vedi qui io ne ho veramente un sacco questo sicuramente in
quello che è magari la chirurgia dei parenchemi ancora più utile però vedi qui mi dà sicuramente
un'emostasi completa questo in 48 ore viene riassorbito e io ho la certezza di un'emostasi
perfetta mi dà da aspirare meglio scusate meno visto che devo dire insomma andava bene però vedi
che un goccino di sanguetto c'era, e quindi, insomma, dopo 12 ore di palazzini, anche io...
Va bene, ok, potete darmi l'immagine, accendiamo le luci, mi date l'immagine fuori, così salutiamo un attimo.
Non so se la regia di Roma mi sente, volevo ovviamente ringraziare tutto il mio gruppo perché davvero credo che qua in sala operatoria ci sono dieci persone che hanno collaborato alla perfetta riuscita organizzativa di tutto l'evento perché insomma ci si tiene tutti a essere impeccabili.
E quindi veramente il mio ringraziamento a tutta l'organizzazione di Legnano è veramente sentito perché oltre ad essere un piacere lavorare in questo posto è anche un'ulteriore dimostrazione della profonda professionalità e della profonda voglia di lavorare bene assieme.
Ma poi soprattutto al mitico organizzatore, al mitico Giorgio Parazzini, che tutti ci chiediamo, non so come fa a trovare l'energia per ogni anno per organizzare questi congressi che ogni anno sono sempre più belli.
Quindi non so se in questo momento mi sta sentendo e se è vicino alla regia. Gli giungano veramente i miei ringraziamenti per avermi coinvolto l'ennesima volta. Questo credo che sia 12, 13, 14 anni che faccio la diretta con Giorgio da tre ospedali diversi. Questo è il mio terzo ospedale.
Quindi veramente ringrazio Giorgio, ringrazio tutti i tecnici, il tecnico che è qui con noi oggi e posso dire che da Legnano abbiamo concluso. Grazie e buon proseguimento di congresso a tutti. Arrivederci.
Grazie a voi, grazie a tutti.
Ciao, ciao, grazie. Salutami Marco, salutami il tuo Augusto Primario.
Sì, poi ti contatterò attraverso lui per chiederti una cosa.
Con piacere, con piacere. Ciao, grazie, buona giornata.
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