Obtén un 20% de descuento en tu primer pedido con el código EARLY al pagar. Ver planes
Obtén un 20% de descuento en tu primer pedido con el código EARLY al pagar. Ver planes
Obtén un 20% de descuento en tu primer pedido con el código EARLY al pagar. Ver planes
34° Congresso di Chirurgia dell' Apparato Digerente, Roma 2023 Dr. F. LONDERO Lobectomia polmonare superiore destra in VATS biportale ASU FC Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale P.O. S. Maria della Misericordia, Udine Dipartimento Cardio-Toracico SOC Chirurgia Toracica
Este video aún no se ha analizado
Inicia sesión para ejecutar el análisis de IA o la transcripción.
Buongiorno, io ho delle immagini esterne, non so se mi sentite da Udine.
Sì, buongiorno.
Mi presento, sono il dottor Andrea Zuin, direttore della struttura operativa complessa di chirurgia toracica di Udine.
Buongiorno a tutti.
Abbiamo iniziato un caso che vi verrà presentato adesso dal dottor Londero,
di un paziente affetto da una neoplasia polmonare a carico del lobo superiore destro
e candidato a una lobectomia per via videotoracoscopica.
Al tavolo operatorio sarà il dottor Francesco Londaro, il dottor William Grossi,
il dottor Giuseppe Cataldi specializzando della scuola di specializzazione di Padova
in rete formativa con noi di Udine.
In questo momento state vedendo il video, l'intervento è iniziato con un'allisi aderenziale, in questo momento è in preparazione la scissura polmonare tra il lobo superiore e il lobo inferiore.
Posso chiedere scusa?
Sì, è stato rappresentato adesso il caso dal dottor Londero.
Buongiorno a tutti, volevo innanzitutto ringraziare il dottor Petri, il professor Zuin per questa grande opportunità.
Io mi chiamo Francesco Londero, appunto quello che faremo oggi è l'operatoria come anticipato dal professor Zuin,
una lobectomia polmonare superiore destra in vazza biportale, che è il nostro tipico approccio per questo tipo di interventi.
Parliamo di un signore di una certa età, 83 anni, ma molto ben portati.
Come storia pregressa, vediamo una storia di bronchita cronica e un progresso in piema sinistro,
di cui si vede qualche esito anche alle immagini TAC sulla destra.
Paziente che nel mese di agosto di quest'anno si è recato in pronto soccorso per una dispnea,
probabilmente dovuta a una riaccutizzazione della sua bronchita cronica.
In questo caso veniva eseguita un'attacca per esclusione di una tromboembolia polmonare
dove veniva incidentalmente riscontrato questo nodulo a carico del lobo superiore destro.
Vediamo in una posizione abbastanza periscissurale e dopo vi faremo vedere in sala operatoria,
avete avuto già una prima immagine, il nodulo si trova abbastanza al confine con la scissura,
con il lobo medio e con il lobo inferiore.
Il paziente è stato sottoposto a una biopsia attacca guidata che ha dato una risposta di un adenocarcinoma TTF1 positivo, quindi compatibile con primitività polmonare.
Le prove di funzionalità respiratoria sono adeguate per una resezione polmonare e quindi a fronte di uno stadio CT1CN0M0 abbiamo programmato una lobectomia superiore destra in VAS.
Vi ringrazio per l'attenzione e ci risentiamo tra un attimo direttamente dalla sala operatoria.
Allora, guardiamo intanto, possiamo, intanto che andiamo avanti con l'intervento, fare una panoramica di tipo anatomico, vediamo qui stiamo guardando dal basso verso l'alto, in alto vediamo l'apice della cupola preuica.
Buongiorno, posso fare una domanda?
Tanto piacere, sono Roberto Russo di Milano, sono qua a Roma con il suo Giorgio Parazzini e sarò con voi per l'intervento.
Come sapete qua ci sono molti chirurghi anche giovani e volevo fare, se potevate dirci un pochettino la posizione dei trocker e la scelta dei vostri, come ha detto prima, la vostra tecnica con due accessi e non quelli tipici, tre.
E qualche cosa riguardo l'indicazione vostra all'utilizzo di una chirurgia alla VATS, voglio dire una chirurgia toracoscopica, versus una chirurgia tradizionale. Non è questo il caso, però voglio dire a grosse linee se ci sono adesso delle indicazioni sulla scelta di una o dell'altra.
Certo, allora innanzitutto diciamo certo, grazie a voi per la domanda, il paziente in decubito laterale sinistro, contolaterale all'intervento, i due trocar, allora vedete uno è sulla linea diciamo vicino al capezzolo, siamo in quinto spazio intercostale anteriormente e un accesso più in basso, più posteriore,
più o meno in ottavo spazio intercostale per l'inserimento dell'ottica.
Questa è la nostra, in questo momento, metodica biportale.
Su una metodica triportale ormai la questione è molto individuale
tra accessi triportali, biportali o monoportali.
Un accesso triportale, che è un altro che noi anche utilizziamo,
l'accesso di servizio è un pochino più in alto solitamente,
C'è un accesso per l'ottica più anteriore, sempre più o meno in ottavo spazio e un accesso di servizio più posteriore, più o meno in sesto spazio.
In questo caso noi quando possibile utilizziamo questa metodica biportale.
Sulle indicazioni alla chirurgia toracoscopica rispetto alla toracotomica, nei casi di neoplasia in stadio iniziale le linee guida anche europee danno come chirurgia di prima scelta la chirurgia toracoscopica.
La chirurgia toracotomica che deve essere conosciuta, questo è un problema nella formazione dei giovani che non vedono spesso chirurgia in open, è riservata a casi più avanzati, casi complessi o casi in cui non è possibile l'approccio toracoscopico.
Però attualmente, diciamo, nei casi di chirurgia in stadio iniziale, l'approccio toracoscopico dovrebbe essere l'approccio mai standard.
Ecco, vedete, in questo caso ci siamo separati.
Questa è la zona dove si trova il tumore.
Vedete che c'è una stretta vicinanza rispetto alla scissura, quindi abbiamo preferito iniziare la procedura staccandocelo proprio e confinandolo tutto al lobo superiore.
Quindi c'era probabilmente una piccola invasione trans scissurale. La scissura la affronteremo più tardi con una tecnica fissureless che quindi dovrebbe ridurre anche il rischio di perdita aerea che è una delle complicanze più temibili in chirurgia toracica e cominciamo ad approcciare i vasi dell'ilo.
Faccio un commento intanto, se volete, a questo che ha detto il dottor Londero, ha usato questo termine fissureless,
ed è un approccio alternativo, l'approccio tradizionale della lobectomia in torocoscopia inizialmente rifletteva quello che è l'approccio in open,
cioè la ricerca dei rami arteriosi polmonari all'interno, sul fondo della scissura polmonare,
quindi sul fondo della scissura tra il lobo superiore ed inferiore.
Questa è la metodica tradizionale anche in chirurgia aperta.
In chirurgia toracoscopica è stata sviluppata una metodica, vedremo,
in cui si cerca di non scavare il parenchima in scissura, perché questa è una delle cause principali di perdite aeree nel posto operatorio.
Per cui i vasi polmonari verranno ricercati non sul fondo della scissura ma più a monte,
In modo tale da poter dividere direttamente il tessuto parenchimale tra i lobi direttamente con l'endogia, quindi evitando di traumatizzare il tessuto polmonare.
Quella su cui sto lavorando è la vena polmonare superiore, quella che vedete dietro invece un po' più bianca è l'arteria polmonare su cui bisogna lavorare con grande cautela.
e vedete che la vena polmonare superiore prevede anche un ramo che drena il lobo medio
che ovviamente va attentamente identificata e risparmiata
per evitare di alterare il drenaggio venoso del lobo medio
che comporterebbe una richiesta di sacrificare anche quel lobo.
Si tratta di una vena di grosse dimensioni, infatti normalmente riusciamo a passarla con quello strumento che ho utilizzato prima
ma dovremmo usare qualcosa di più lungo in questo caso voi vedete bene la trasmissione buona vi
chiedo le immagini sono perfette volevo una specifica questa qua è una sempre ripeto
tenendo in considerazione che molti dei colleghi presenti probabilmente non hanno una esperienza di
chirurgia toracica questa è una visione media astinale dalla parte anteriore corretto allora
Allora guarda, esatto, noi stiamo guardando da davanti, diciamo, dalla sede, dalla toracotomia, dalla piccola toracotomia, diciamo, vicino allo sterno,
noi guardiamo da davanti a dietro, il polmone è trazionato posteriormente, quindi viene esposto l'ilo anteriormente.
come nota anatomica
se volete Francesco
fai vedere
si vede bene
la vena cava
si
superiore
vedete
con al di sopra
la vena cava
il nervo frenico
vedete
la vena cava
superiore
il nervo frenico
che scorre
sulla vena cava
e sul pericardio
e la vena polmonare
superiore
anche qua
l'anatomia
diciamo
ha spesso
delle varianti
in particolare
per lo sbocco
della vena
del lobo medio che può sfociare autonomamente sull'atrio sinistro come insieme alla vena
polmonare superiore. Per cui è importante sempre la ricerca anatomica come in ogni ambito
chirurgico. Adesso in questo momento vedete la manovra di circondare la vena con grande
attenzione perché dietro la vena polmonare superiore ci sono i rami dell'arteria polmonare
che vanno per il lobo medio e il lobo inferiore.
Quindi il piano posteriore dell'avena è costituito dall'arteria polmonare.
In questo momento il passaggio per via smussa dello strumento
che deve circondare l'avena polmonare superiore.
Come ha detto il dottor Londero, al di sopra dell'arteria polmonare
dell'avena polmonare, dove sta sbucando la punta del passafili,
c'è il primo ramo mediastinico dell'arteria polmonare
ed è il ramo più voluminoso per il lobo superiore
è denominato tronco di Boyden
che dà solitamente i rami per due dei tre segmenti del lobo superiore
per il ramo apicale e per il ramo anteriore
adesso è stata circondata la vena polmonare superiore
Vi faccio una nota, per anche la didattica anatomica, le vie d'accesso e le prime manovre abbiamo iniziato a Padova in collaborazione con Udine adesso un'attività sui cadaveri con la collaborazione dell'Istituto di Anatomia di Padova.
per cui i cadaveri vengono preparati, vengono anche utilizzate delle metodiche di tipo cardiochirurgico
per avere i vasi, il cuore e batte, i vasi pieni di un liquido che simuli il sangue
e questo aiuta moltissimo i nostri specializzanti anche nella pratica,
nell'iniziare queste procedure che ovviamente nel vivo sono particolarmente, diciamo, non sempre semplici.
In questo momento, vedete, è stata circondata la vena polmonare.
E' uno, diciamo, nell'ambito di questo tipo di lobectomia, è il primo passaggio, diciamo.
Va bene? Quindi vedete la sezione della vena polmonare superiore.
Vedete, in questo caso utilizziamo il port più basso per passare alla sotturatrice,
che per dei motivi geometrici è proprio quello che cade meglio.
Questo tipo di lobectomia viene fatto anche con un approccio monoportale
che però comporta insomma una certa esperienza, anche noi ne abbiamo fatta qualcuna
però poi ci siamo un po' disaffezionati al tipo di approccio.
C'è anche la questione nel nostro ambito tra il numero di accessi è abbastanza ormai passata
Quindi non c'è un approccio migliore di un altro, tra l'approccio monoportale, biportale o triportale non ci sono sostanzialmente grandi differenze nell'outcome del paziente e quindi è assolutamente una scelta individuale.
Dammi un batuffalo bagnato, per favore.
Posso?
Certo.
Logicamente qui siamo di fronte a una neoplasia periferica, con neoplasie più centrali,
questo frequentemente, perlomeno nella mia esperienza, può diventare un passaggio particolarmente delicato,
proprio perché la parete posteriore è in pratica alla cieca ed è esposta a lesioni.
Su questo dato di fatto e visto che come è stato detto i risultati poi per i pazienti
su utilizzo di più porte di accesso fondamentalmente non cambiano, spesso nella mia esperienza
Uno dei problemi è quello dell'esposizione del campo, con un pannecchima polmonare che cade, eccetera, e quindi un trocar in più può essere utile proprio per mantenere fondamentalmente un campo operatorio il più possibile fisso e fermo e per poter operare in sicurezza.
Anche voi vi orientate in questo senso o cercate per diminuire i problemi di potenziali neuralgie
per il passaggio di un troca fra le varie coste o cercate in tutti i modi di diminuire il numero dei porti?
Grazie per la domanda perché questa è una delle domande più comuni, degli argomenti più comuni tra noi.
Allora questa è stata una cosa in particolare all'inizio in cui c'era la volontà un po' di innovare e quindi c'era un po' quasi la gara a chi faceva meno buchi.
Dopo si è visto che molto dipende dall'esperienza e da come il chirurgo si sente sicuro, quindi uno deve essere tranquillo e riuscire a esporre il polmone essendo perfettamente tranquillo.
Quindi se servono tre accessi si fanno tre accessi e quindi solitamente all'inizio era stato detto di provare a fare una classificazione degli interventi che potevano essere fatti in monoportale, quali in biportale e quali in triportale.
Dopo sono venuti fuori nel nostro ambito chirurghi che in monoportale facevano qualunque tipo di procedura di ricostruzione bronchiale, vascolare, di neoplasie ilari, neoplasie immunotrattate, chemiotrattate.
quindi insomma anche questa cosa è stata stauranata diciamo così e quindi si è ritornati a un fatto che uno deve fare quello che si sente di fare, hai bisogno di un altro trocar per avere il polmone più stabile, puoi avere un polmone enfisematoso per esempio che non si esclude perfettamente, puoi avere problemi di adenopatie fisse sulle strutture bronchiali, vascolari, quindi diciamo la regola è di finire l'intervento in tranquillità.
Quindi diciamo non c'è nessun problema a fare il buco in più come non ci deve essere nessuna esitazione alla conversione in toracotomia per qualunque sia il problema.
Anche questo, la torocotomia è importante per i giovani, che non va mai considerato un fallimento di un intervento, assolutamente.
il problema un po' che possono avere i giovani è che non vedono tante torotomie
quindi un giovane che adesso impara direttamente in toracoscopia
nel caso di una necessità di conversione magari in urgenza può avere qualche problema
questo è un altro delle problematiche nostre di cui non facile risoluzione
ecco però anche questo è molto molto importante
Quindi l'intervento si inizia in toracotomia, se c'è un problema che richiede la toracotomia, si fa la toracotomia senza nessun problema.
Un'altra domanda proprio riguardo alla toracotomia.
Chiaramente non nel caso dell'emergenza, nella quale immagino che tutti siano d'accordo che si fa una toracotomia classica posterolaterale, penso.
Ma invece su una scelta di approccio d'emblée aperto, quale toroctomia utilizzate nel caso
per esempio come questo di una lobectomia superiore destra, un'anteriore, una laterale
o una classica toroctomia ampia posterolaterale?
Certo, guarda noi anche qua di scuola diciamo usiamo la posterolaterale classica, non ampia
di necessità diciamo
quindi allora tu puoi usare
in corso di toracoscopia
se hai una necessità di apertura
non di emergenza
diciamo comunque per un completamento
di un passaggio
puoi anche ampliare
l'accesso di servizio
quindi diciamo stanzialmente
fai una toracotomia anteriore
questo nel corso di toracoscopia
dicevo che devi convertire
anche se devi convertire in urgenza
diciamo puoi
cioè sia aprire direttamente, allargare la torotomia di servizio, come anche eseguire una torotomia posterolaterale.
Questo se comunque c'è in qualche modo un controllo dell'emergenza nell'attesa della torotomia.
Nelle torotomie, dicevo, d'amblè noi usiamo la posterolaterale, che secondo noi è quella che comunque ti dà l'accesso migliore.
Anche qui diciamo probabilmente molto di scuola, molti fanno tutti in torotomia anteriore, molti in torotomia verticale, per noi diciamo la posterolaterale tuttora è una torotomia molto molto efficace, dà un'esposizione perfetta diciamo su tutto l'ambito.
Posso continuare a disturbare qualcosa che anticipo un attimo l'intervento ma può essere interessante riguardo all'aspetto anestesiologico, il malato sarà intubato con un carnes?
No, chiaramente. Utilizzate d'amblè il fibroscopio, cioè l'anestesista per intubarlo o come una volta, un tentativo prima, l'introduzione di un carnes senza guida fibroscopica?
Ma diciamo che ormai si usa sempre il broncoscopio, una volta c'era il, sì col Carles, adesso non voglio parlare a nome dell'anestesista qua, però diciamo ovviamente essendo sempre coinvolti, diciamo c'erano le valutazioni, prova, controlla, ventilalo, però diciamo ormai col fibroscopio, diciamo è la regola.
E insegniamo, noi insegniamo personalmente anche ai nostri specializzanti di saper valutare la posizione di un tubo con il broncoscopio che per noi è molto importante in particolare se andiamo tante volte in sala operatoria per collaborazioni, per emergenza in cui magari l'anestesista non è molto pratico del Carles e quindi è bene che anche il giovane chirurgo sappia come è strutturato il Carles, come viene posizionato.
Comunque si usa sempre il broncoscopio che è sempre in sala.
Questo perché può anche esposizionarsi durante l'intervento e quindi la necessità di controllo ha bisogno di avere il broncoscopio sempre presente.
In questo momento, se volete, come commento, vedete, ecco, questa è stata, vedete, c'è il moncone della vena polmonare che è verso l'alto,
Quindi ha esposto l'arteria polmonare. Quello che vedete verso l'alto, che è adesso che il dottor Londro stava isolando, come vi dicevo è a destra il primo ramo mediastinico, cioè il primo ramo dell'arteria polmonare di destra.
Anche questo è un tronco voluminoso, in qualche modo rispecchia il volume della vena polmonare, vi dicevo è chiamato tronco di Boyden, è un tronco voluminoso, corto, che si biforca in due rami che vanno, uno al segmento apicale e l'altro al segmento anteriore del lobo superiore.
Poi come anatomia frequente c'è il terzo ramo che va al terzo segmento, cioè al segmento posteriore, che è un ramo che solitamente nasce separatamente più in basso del ramo di Boyden ed è un ramo che viene chiamato arteria ricorrente solitamente perché è un'arteria che da una zona più bassa dell'arteria pulmonare torna in su verso il lobo superiore.
Anche questo non è un'anatomia, diciamo, però costante, quindi questo terzo ramo può essere presente come altrimenti no.
E va ovviamente ricercato.
Quella che vedete anche, se vuoi far vedere come nota anatomica, c'è la vena azigos,
vedete che la sta indicando, in cui si vede bene la vena azigos arriva dallo spazio paravertebrale,
scavalca il bronco principale di destra e si tuffa nell'avena cava superiore.
Come reper anatomico, per noi molto importante anche perché è uno dei limitanti
delle estrazioni linfonodali che devono essere approcciate nell'ambito di un tumore polmonare.
In questo caso a destra, dopo vedremo le estrazioni linfonodali paratracheali
in cui l'Avena Azigos fa un pavimento per distinguere tra le strutture, le adenopatie mediastiniche e quelle dell'ilo polmonare.
Lo strumento sta circondando il tronco di Boyden.
Grazie.
Un'altra nota, intanto, che volete vedere, queste sono manovre in cui lavoriamo su vasi di grandi dimensioni.
e cos'è che noi insegniamo
al giovane chirurgo
quando prima abbiamo parlato
dell'eventuale problema
e quindi della possibile conversione
cos'è che può fare il giovane chirurgo
che deve saperlo specializzando
in corso di torocoscopia
se c'è un problema, soprattutto vascolare
il problema principale da fare
è di imparare a controllare
sapere cosa fare
per controllare l'eventuale emorragia
in attesa che il chirurgo
anziano il chiuso diciamo possa aprire quindi diciamo la prima cosa che si insegna non è
tanto di aprire il torace eseguire una emostasi vascolare che può essere molto complessa ma
sapere cosa fare in caso di necessità la cosa principale cos'è sostanzialmente quella di
prendere il polmone e appoggiarlo schiacciarlo sulla struttura che sta stranguinando ecco la
strutturatrice. Ognuna di queste manovre c'è sempre il chirurgo operatore che è pronto a
valutare eventuali problemi nell'esecuzione della chiusura del vaso. Ecco in questo caso è stato
chiuso perfettamente. Quindi abbiamo chiuso la vena polmonare superiore, chiuso il tronco di
borden adesso posteriormente al tronco di borden non si vede perfettamente ma la struttura che
c'è dietro c'è il bronco globale superiore questo momento dobbiamo cercare se c'è questa terza
arteria questo ramo ricorrente dal punto di vista statistico il diciamo che il volume del tronco di
Boyden era così voluminoso diciamo che potrebbe anche non esserci quest'altra
quest'altra struttura però appunto è un'ipotesi quindi va cercata e va cercata
vedete in quel punto che è il punto di passaggio per circondare il bronco
globale superiore e per diciamo sbucare nella porzione posteriore nella divisione
posteriore per il lobo
superiore e il lobo inferiore
strutture linfonodali
posso
disturbare
avete chiuso
il boiden
tendenzialmente fate la struttura del boiden
o magari
andare più distali
e separare i due rami
e fare una sezione separata
un po' più distale
certo
domanda anche questa
ottimale perché noi cerchiamo
di solito di chiudere il vaso diciamo prossimamente lasciando meno gavocciolo possibile questo perché
il gavocciolo è una possibile sede di formazione di coaguli di trombi quindi diciamo noi cerchiamo
solitamente di eseguirle diciamo non troppo diciamo a raso eventualmente per evitare eccessive
tensioni sulla parete, però di solito sulla tronco proprio principale, quindi lasciamo
meno gravocciolo possibile. Faccio una nota a questo punto sul gravocciolo, perché mi
è fatta la domanda, un'altra modalità, noi chiudiamo i vasi con la sotturatrice automatica,
in vasi come anche nel vostro ambito, ovviamente in chirurgia generale, per vasi sia di arterie
polmonari che divenne polmonari fino a 7 mm usiamo anche gli strumenti a alta energia che ci consentono
di chiudere. In quel caso si tende invece a lasciare un gravoccio di alcuni millimetri che è quello che
è richiesto proprio perché in quel caso la piccola trombosi in quella sede è un'altra che garantisce
in qualche modo la chiusura del vaso.
Linfonodo 11
Anche sulle stue
bronchiali la cosa importante
diciamo è di chiudere il vaso
più diciamo
a raso possibile
non in maniera eccessiva ma anche qua
non lasciare quanto possibile
il cul di sacco che è una zona dove possono
accumularsi secrezioni
e questa è una cosa che tante
volte diciamo
rende l'intervento un pochino più difficile
è più facile tante volte andare in periferia
e chiudere la struttura sia vascolare che bronchiale in periferia
però in periferia non è sempre adeguata come manovra.
Vi ribadisco che fino adesso abbiamo trovato una grande utilità
per i nostri ragazzi nella pratica con i cadaveri.
Siamo ritornati a delle procedure che venivano fatte un tempo anche per l'esecuzione ad esempio di manovre in QG open che ripeto adesso loro vedono più veramente o almeno vedono la QG open sempre in procedure complesse o in urgenza o in procedure complesse.
quindi diciamo in situazioni non sempre ben comprensibili
o su cui magari non possono fare grandi manovre
per il caso cosiddetto semplice non viene praticamente più fatto in chirurgia aperta
la garza asciutta, poi darmela anche qua
eccolo lì, arteriola bronchiale
arteriola bronchiale
fino adesso no
dammi pure la garza
e adesso passerei da sotto con la telecamera
che ci facciamo
ci apriamo la riflessione pleurica
adesso cambiamo ovviamente il visuale
andiamo a vedere
l'ilo polmonare
da dietro
apriamo la pleura mediastinica
posteriormente
per vedere la separazione tra il lobo
l'ulteriore e l'inferiore
da un angolo posteriore
e due pinze da presa a me
in questo caso vedete
ecco questo è il lobo inferiore
il polmone viene trazionato in avanti
approfittiamo che si vede
bene aspetta vi facciamo vedere appena
rientra la telecamera
un'altra nota anatomica
qua vedete
siamo posteriormente
si vede la colonna vertebrale
si vede molto bene
in questo caso anche la catena simpatica
puoi indicare Francesco
anche ragazzi la catena simpatica
si vede la colonna vertebrale
e questa vedete
la catena del simpatico. L'avena azigos, l'esofago e il polmone in questo caso, quindi vedete,
stanno guardando dal basso anche qui verso l'alto, stanno guardando posteriormente con il polmone
che comincia ad essere trazionato anteriormente. Questo è il bronco, qua siamo già sul bronco
intermedio, mentre il bronco superiore è questa struttura che si vede qua. Quindi adesso andiamo.
Quello che sta facendo vedere il dottor Londro è il passaggio che è lo strumento con cui potremmo fare per completare la divisione tra il lobo superiore, tra il segmento posteriore e l'apice del lobo inferiore.
Quando si lavora sulle strutture bronchiali molto spesso il paziente ha delle contrazioni come potete vedere dal diaframma che tende a innalzarsi, quindi chiediamo all'anestesista in questo caso di curarizzare un po' di più il paziente e qui vedete c'è proprio il passaggio tra il bronco superiore e il bronco intermedio.
Nella zona che noi chiamiamo lo sperone, la divisione dove si stacca il bronco lobare superiore dall'albero bronchiale.
È una sede di una delle stazioni linfonodali da campionare e il bronco poi al di sotto si continua come bronco intermedio.
Dammi un batuffolo per favore. Sono ovviamente dei linfonodi anche in questa sede che però non dovrebbero costituire un ostacolo.
Come vedete l'aspetto è di linfonodi sostanzialmente antracotici, compatibili anche con l'età del paziente.
La telecamera è tornata anteriormente, quindi vedete nella torcoscopia biportale la telecamera viene spostata abbastanza frequentemente e viene inserita nell'accesso di servizio.
nella VAZ
triportale
c'è un accesso apposta
per la telecamera
e l'accesso di servizio
si usano esclusivamente
gli strumenti operatori
ovviamente nella VAZ monoportale
è tutto nello stesso
ambito
quella che vedete
è l'arteria polmonare
è la porzione
che invece prosegue verso
il lobo medio e il lobo inferiore. Non c'è evidenza di questo
ramo, come dicevamo, per il segmento posteriore che probabilmente originava anch'esso dal tronco
di Boyden e quindi la manovra procede intanto con l'isolamento del bronco lobare superiore.
qui c'è un ramo arterioso che bisogna capire
se è per il lobo superiore
questo è sempre un 11
che alla fine sia presente
quindi c'è il ramo che va distinto
bisogna capire in questo caso
se quella è la posizione anche
del ramo arterioso
per il segmento apicale
del lobo inferiore
e quindi bisogna capire
se è un segmento che va effettivamente
al lobo inferiore
che come direzione sembrerebbe 45 questo per dire diciamo che vedete che non c'è
preparare una 45 verde vedete l'attenzione si bisogna liberare il
vedete il bronco globale superiore dalle strutture arteriose
interessato viene fatta una verifica diciamo che sia il bronco giusto e soprattutto che non ci
ci siano altre strutture bronchiali inavvertitamente coinvolte.
Questo controllo può essere fatto o diretto col broncoscopio,
in cui andiamo a vedere insieme all'anestesista quale effettivamente struttura bronchiale è chiusa,
altrimenti può essere fatta chiudendo in maniera reversibile il bronco con un clamp o con la scuratrice
e chiedendo poi all'anestetista di gonfiare il polmone e quindi aspettandoci di vedere che la nostra parte non si gonfia
e che invece si gonfia regolarmente la parte che deve restare.
Sembra una banalità, tante volte diciamo dal punto di vista anatomico è evidente questa certezza ma non lo è sempre.
Quindi diciamo anche qua come è buona regola controllare la presenza o meno di strutture vascolari che possono esserci o non esserci, idem di abitudine la verifica sempre della correttezza della chiusura del segmento bronchiale.
Ok, anche questa la farei da sotto, quindi pensa alla presa corta, sì, un attimo che passo la suturatrice e poi facciamo il controllo broncoscopico.
Ecco, diciamo che la lobectomia superiore destra è una di quelle più classiche della chirurgia toracica, con l'unica difficoltà che farla in VATS comporta il fatto di utilizzare la mano sinistra per il passaggio della suturatrice,
quindi è necessario avere un po' di esperienza e ovviamente una difficoltà ulteriore.
Questo problema può essere eventualmente saltato, la strutturatrice può al limite essere inserita ovviamente dall'aiuto,
come spesso viene fatto nella toroscopia triportale.
Vedete il passaggio, ecco la strutturatrice, è all'origine del bronco lobare superiore, adesso viene chiusa, ovviamente non viene sparata la carica e viene fatto il controllo da parte dell'anestesista.
In questo caso il broncolobare superiore nasce quasi a 90 gradi dal bronco principale, quindi è abbastanza facile individuarlo e quindi non prendere altre strutture in mezzo.
Ma quando per esempio si seziona il broncolobare inferiore, la cui origine è molto vicina al broncolobare medio,
Per me in questo caso è molto importante verificare che nel momento della chiusura della strutturatrice il broncolobare medio non venga stenotizzato, ad esempio.
Quindi non aver fretta.
Quindi state facendo un controllo fibroscopico?
Esatto.
Che preferite rispetto all'insufflazione semplice?
Sì, può essere fatta, assolutamente può essere fatta anche quella. Il controllo broncoscopio può ingannarti qualche volta perché si può gonfiare tutto, anche magari parte del lobo che tu devi portare via per la ventilazione collaterale che si ha, soprattutto nei pazienti infisematosi, attraverso i lobi residui.
Però diciamo, siccome è molto rapido il broncoscopio a disposizione, riusciamo anche a vedere se abbiamo messo la sturatrice abbastanza a raso o quasi, però comunque questo è assolutamente sovrapponibile come efficacia, sia la ventilazione che il controllo.
Anzi tante volte la facciamo comunque quando soprattutto abbiamo il dubbio di una stenosi, quindi magari di un piccolo restringimento, quindi oltre a controllarlo facciamo anche l'insufflazione per essere sicuri che aria arrivi, anche se noi lo vediamo magari aperto ma vogliamo essere tranquilli.
Il controllo è stato fatto, quindi è stata sparata la macchina.
Tenete conto che anche in chiugia, per esempio in caso di malattia relativamente periferica,
non c'è coinvolgimento endobronchiale, ma anche il coinvolgimento endobronchiale
non è assolutamente una controindicazione alla torocoscopia.
nel senso che la necessità di dover fare delle ricostruzioni o strutture manuali bronchiali
può essere fatta benissimo in corso di chirurgia toracoscopica.
Siamo ovviamente a un livello di difficoltà e di esperienza più elevato.
Può capitare anche di dover controllare il livello della neoplasia endobronchiale
e quindi in questo caso noi ovviamente abbiamo chiuso il bronco alla cecca.
cioè se capivamo dal controllo broncoscopico preoperatorio che non c'era malattia all'interno
quindi abbiamo chiuso, ma tante volte può essere fatta come veniva fatta in chirurgia open
prima delle strutture attrici in cui il bronco veniva tagliato a mano, veniva guardato all'interno
e veniva ricucito a mano.
intorno al suo piano noi possiamo
oltre alla struttura classica
qui se abbiamo dubbi può essere il bronco
può essere tagliato a mano
poi può essere a limite chiuso con la strutturatrice
per esempio quando si fanno le pneumonectomie
solitamente per essere tranquilli
si taglia, si può tagliare il bronco a mano
in maniera
distalmente
e poi recuperando i monconi
chiudeli con la strutturatrice
come si possono fare strutture
manuali
sia a livello bronchiale che vascolare
ma questo noi l'abbiamo imparato
dalla laparoscopia
che si è evoluta
prima, diciamo, ben prima
della toracoscopia
c'è un piccolo sanguinamento adesso sul ramo arterioso
quello che abbiamo visto prima
però mi pare che per il momento
lo riusciamo a controllare
vediamo a che livello
ecco lì c'è un buchettino
ecco una cosa, diciamo che sui rami
dell'arteria polmonare
su piccole lesioni, di solito è molto più efficace attendere un'emostasi spontanea
piuttosto che cercare di fare un'emostasi chirurgica un po' frettata che rischia di peggiorare il quadro.
quindi tante volte delle piccole forelline su strutture vascolari
contando ovviamente sulla minor pressione del circolo polmonare rispetto al circolo arterioso.
Quindi il solito è prima cosa controllo, compressione, attesa.
Se la situazione si ferma, vedete già come si è quasi già fermato,
si fa tempo poi a controllarlo, eventualmente a utilizzare sistemi di emostesi
o anche a mettere un punto di sutura. Questo è molto importante diciamo. Tante volte tentativi
di emostasi affrettata o guidata un po' dal panico possono peggiorare il quadro perché per i rami
polmonari sono rami molto più fragili rispetto a rami sistemici. Sono strutture che hanno ovviamente
per anatomia una tonaca muscolare molto sottile e quindi diciamo possono facilmente lacerarsi
per manovre non congue più dei rami arteriosi sistemici quindi cautela
nostri di avere altri di sparare altri metodi di struttura vascolare o
bronchiale rispetto alle strutturatrici meccaniche per il rischio che ovviamente
loro imparino esclusivamente a chiudere un vaso o un bronco con la strutturatrice
quindi nel momento che hai a che fare
con una struttura bronchiale
in cui la neoplasia arriva vicino al margine
oppure di un vaso anche lì
che ha una piccola cerazione
in cui bisogna fare un intervento di plastica
cioè di esportazione di una porzione
di arteria polmonare
o di vena polmonare
coinvolte dalla malattia
devi imparare a fare
come si diceva
come si faceva una volta
a mano
tante volte c'è questo problema
di non semplice risoluzione
che cerchiamo di fare
con metodiche alternative
e poi se mi puoi preparare
un hemolock
è un po' tipico
perché sembrerebbe il ramo venoso
per il segmento posteriore
Però ha quel decorso che va verso il mediastino, quindi per sicurezza nel dubbio che ci sia un ramo anomalo che origina dietro lo taglierei.
Superiore, certo. Lo chiudi con una hemoloc?
Sì.
Una domanda intanto, facciamo un attimo di attesa per ciò che riguarda l'infoadenetomia.
Certo.
È prevista in questo caso, è ancora prevista e se in quali casi la linfettomia intertracheo cavale oppure no.
Certo, qui c'è la querelle tra chi sostiene la linfodonectomia e chi sostiene il sampling nifonodale, non è ancora una querelle discussa, l'importante è sicuramente avere di base dei campioni da quelle che sono le strutture nifonodali, le stazioni che adesso volevo dirvi.
noi di solito, vi anticipo come anche qua come scuola facciamo la linfodentomia radicale
andiamo a sportare ovviamente i linfonodi
le stazioni sono delle stazioni tra virgolette obbligatorie
a destra e a sinistra, in questo caso a destra
quindi partiamo dalle stazioni mediastiniche
che sono quelle paratracheali
quindi esattamente tra quelle che è la loggia del Barretti
cioè la loggia tra la Trachea, la Vena Cava, la Vena Azigos e l'arco della Horta.
E lì sono le stazioni linfonodali paratracheali superiori e inferiori.
Nella mappatura linfonodale sono le stazioni numero 2 e 4.
Poi andiamo sempre come stazioni mediastiniche alla stazione numero 7,
che è la stazione della carena tracheale, quindi che va pulita diciamo anche questa,
le stazioni pari esofagee numero 8 quando è possibile, numero 9 il ligamento polmonare,
più le stazioni diciamo ilari correlate al lobo che viene portato via.
Nel lobo superiore solitamente abbiamo le stazioni infonodali in sede di bronco principale e terra polmonare,
stazioni numero 10 e quelle dell'ILO verso le stazioni peribronchiali dell'orbo coinvolto.
A sinistra cambia un po'.
Le stazioni invece paratracheali hanno un significato prognostico molto inferiore,
quindi non sono tra le stazioni obbligatorie prelevate.
Lì invece andiamo su stazioni in sede di arco ortico, di finestra a orto polmonare
e sembra anche qua di carena, paratracheali e ligamento.
Poi anche qua l'opportunità, diciamo, di regola noi facciamo sempre la linfonertomia,
ovviamente talvolta viene valutato in base alle condizioni del paziente, all'età e tutto,
però di regola la stadiazione per noi è questa qua,
anche perché riteniamo che abbia non solo noi, ma anche un significato in qualche modo terapeutico.
Qui vedete il ramo venoso è stato chiuso alla base con una clip hemolock
e distalmente, o prossimamente, a seconda di come vogliamo definire, viene chiusa con l'alta energia.
Ok, in teoria si è fatto tutto bene, dovremmo essere in grado di passare.
Gli elementi sono stati individuati e chiusi, a questo punto manca la componente palenchimale,
quella che era il tessuto scissurale, tra il lobo anteriormente, tra il lobo superiore e il lobo medio,
posteriormente tra il lobo superiore e il lobo inferiore.
Vediamo se riusciamo a fare il passaggio.
adesso vediamo se riusciamo a fare
questo gioco
anche la linfodenectomia
è una procedura
non sempre agevole
da eseguire
soprattutto in alcune
estrazioni come quella della carena
per cui tante volte
non sempre viene eseguita
correttamente
oppure viene eseguita
in maniera molto superficiale
Perché, ripeto, non è sempre agevole.
Quindi un altro motivo di discussione.
Una volta le prime resistenze alla esecuzione delle lobectomie per motivo oncologico in torocoscopia,
che vi dicevano che avevano avuto molta resistenza rispetto alla chirurgia laparoscopica,
Per esempio dicevano che era impossibile eseguire la linfoanetomia correttamente come in open, soprattutto nella stazione carenale e quindi per molti chirurghi si rifiutavano di procedere con questa metodica con questa convinzione che ovviamente poi è stata smentita.
C'è un po' di ulteriore discussione nel nostro ambito tra i vantaggi della chirurgia robotica su quella torocoscopica, anche qua però non c'è nessuna evidenza di un vantaggio l'una sull'altra.
Ecco, adesso stiamo procedendo alla sezione, alla divisione parenchimale, a questo punto, come vi dicevo, con metodica fissura.
scissura che voi vedete
provo a indicare
Francesco la scissura
quella che ancora dovete completare
il letto della scissura è questo
siamo normalmente in chirurgia
open tradizionale ma anche in
Vazze, lì sarebbe dovuto
scavare per cercare lì
i vasi, poi
l'arteria ricorrente
il bronco, invece questo è stato
isolato da sopra e questo
tratto parenchimale che è una delle sedi
di perdita aerea possibile post-operatoria
se viene resecata teoricamente
cercando di traumatizzarla il meno possibile.
Gonfiare preventivamente un pochettino
il medio all'inferiore può essere utile
per identificare meglio il piano scisturale
e il passaggio magari della punta
della pinza sottostante
per favorire la stapler?
Fai conto che il gonfiare serviva, a mio giudizio, quando dovevi farlo in maniera tradizionale, perché gonfiando tu avevi un'evidenza migliore dei piani per dividere le sessue.
Quindi gonfiavi inizialmente, andavi a scavare finché trovavi l'arteria polmonare, poi facevi sgonfiare il polmone per passare la sturatrice.
però nel momento che l'abbiamo individuato così
diciamo che l'abbiamo individuato
non c'è solitamente bisogno
può essere se hai il dubbio
del piano dove appoggiare la strutturatrice
quindi tra i due lobi
certo questo può
se hai bisogno può essere benissimo un metodo
probabilmente tu hai un lobo che non si gonfia
l'altro che si gonfia
e hai l'evidenza
certo se non è chiaro
assolutamente lo puoi usare
in questo caso diciamo era
Era una situazione in questo momento abbastanza favorevole, quindi non c'era bisogno di gonfiare il polmone.
Allora, in questo caso siamo molto vicini all'arteria, quindi io preferisco verificare di non averla presa dentro la sutura.
Si vede lì sotto tra la suturatrice e la pinza da presa, quindi dovremmo essere a posto.
vedete la strutturatrice viene appoggiata, il ramo viene appoggiato sull'arteria in modo tale da essere sicuri
la branca della strutturatrice è appoggiata sull'arteria pulmonare per essere sicuri
diciamo che ovviamente lei resti sotto
sono tutti i momenti anche questi fatti con grande attenzione
e la scissura è una delle problematiche che spesso possono portare via un po' più di tempo
Poi vi anticipo una cosa che dopo una lobotomia superiore va sempre controllato è il posizionamento del lobo medio perché mancando il lobo superiore se il lobo medio è ben diviso dal lobo inferiore ha molto spazio e può tendere nella riespansione a ruotarsi e a torcersi.
è una delle problematiche che
possibili, non infrequenti
dopo l'obectomia superiore
quindi mettete un puntino
o due puntini o un po' di colla
questo può essere
una volta ne ha fatto con la strutturatrice
ad esempio, mettevamo un colpo di TA
ad esempio
o dei punti a mano
se vediamo che c'è una
eccessiva mobilità
mettiamo dei punti
colla non l'abbiamo usata
Però mettiamo dei punti, può essere sì. In questo modo ritardi un po' l'occupazione del cavo residuo da parte dei due lobi perché sicuramente il lobo medio tende a stare verso il basso legato al lobo inferiore.
Però se si vede che c'è un'eccessiva mobilità è bene farlo, perché è un attimo che si torca soprattutto la vena polmonare e quindi c'è una volta che capita e che in qualche modo si risolve da solo,
un lobo medio molto piccolo, si obliterà tutto, quindi diciamo si atrofizza, diventa telettasico e se va bene, va bene così.
Altre volte però bisogna rioperare il paziente e fare la lobectomia.
Allora in questo caso non riesco a completare la fissureless proprio lineare,
che vuol dire che verosimilmente adesso abbiamo mobilizzato un po' il polmone,
Questo ramo di arteria, che era quello che prima sanguinava, è anche questo destinato al lobo superiore, quindi adesso lo passiamo, lo resecchiamo e poi dovremmo riuscire piacevolmente, il che si vede dal fatto che se vedete il moncone di vena, cioè non ho un piano adeguato tra il moncone di vena e questo ramo arterioso per passare, quindi probabilmente anche questo è tributario del lobo superiore.
Vediamo, tu vedi...
Adesso intanto cercherò di fare molta cautela perché l'abbiamo già traumatizzato.
Dammi pure una carica di PVS, per favore.
Sì, perché se non si riesce solitamente, lui dovrebbe riuscire appoggiato all'arteria,
lui dovrebbe passare dall'altra parte.
Se questo non è possibile, direi che quel ramo, tirando verso l'alto, va verso il lobo superiore.
Quindi, come vedete, abbiamo trovato adesso...
Dovrebbe essere il dorsale ma non è piccolo. Quello è per il segmento posteriore del lobo
superiore. Il segmento per l'arteria e per il lobo inferiore, per il segmento apicale diciamo
e un ramo che potrebbe diciamo come dimensioni essere anche chiuso direttamente con con l'alta
può veramente strapparli dalla loro sede. Adesso riesci a mettere via la strutturatrice
Francesco? Adesso mi pare proprio di sì. Dammi per favore quella pinzona curva.
Yes. Devo di nuovo fare il passaggio. Ok.
Viene usato lo strumento di cui è stata verificata la posizione come piano di scivolamento della strutturatrice.
Qua andiamo proprio dritti.
in modo da comprimere un po' il tessuto e ridurne lo spessore prima di sparare.
Prepara pure un'altra.
Ok, adesso finalmente.
Quando la scissura è spessa, il tessuto...
Tante volte è bene fare tante resezioni una vicino all'altra
che consentono di chiudere meglio il parenchina piuttosto che una sola molto lunga,
usando magari delle cariche più cariche da 45 ad esempio che una sola da 60.
Forse me ne serve un'altra, ma intanto apriamo anche un sacchetto grande.
E quindi adesso...
Sì, un'altra e sacchetto.
Ecco, quindi questa è l'ultima sparata della sturatrice,
quindi noi so che, esatto, chiedono la linea dei colleghi dell'urologia
e quindi cedo la linea
alla sala urologica
qui a fianco
intanto vi ringrazio che siate stati con noi
grazie a voi, complimenti per l'intervento
che mi aveva ricordato un po'
di quando ancora facevo
della chirurgia toracica
è stato
molto piacevole
e ringraziamenti anche e saluti
da parte del professor Giorgio Palazzini
buon fine lavoro
quanti drenaggi?
1-1
ottima domanda
siamo passati da 2 fissi a 1
2 ne mettiamo
in caso di perdite
aeree magari importanti
o perdite liquide
solitamente un drenaggio
posteriore
grazie a voi
buona giornata
Chat IA
Inicia sesión para chatear con este video usando IA.