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27° CAD anno 2016 San Camillo - Spallanzani - Ettorre - Santoro - Roma moderatore: Donatella Girardello
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Buongiorno, io ringrazio Giorgio Palazzini, siamo in diretta qui dallo Spallanzani di Roma, noi siamo il gruppo di chirurghi del San Camillo che è dedicato presso lo Spallanzani,
Un dipartimento interazionale, che è un dipartimento creato nel 2007 dal professor Santoro e quindi è per unire le competenze della grande azienda San Camillo e dell'Istituto Nazionale di Malattie Infettive Spallanzani.
Quindi ringrazio gli infermieri di sala operatore e gli anestesisti che stanno qui dall'alba per preparare questi casi clinici e i pazienti per la chirurgia in diretta.
Ringrazio i chirurghi, al tavolo abbiamo adesso il dottor Santoro Torcolasanti e gli specializzanti e la collega anestesista che anche essa si è prodigata del reparto del professor Antonini qui allo Spallanzani e poi gli infermieri che mi dire dirlo veramente bravi complimenti.
Il caso clinico, io con chi parlo? Ci sono dei colleghi, no?
Allora lei è in diretta con la sala.
In questo momento l'ho introdotta io, che sono la dottoressa Girodello,
sono in caposezione per la chirurgia laparoscopica di anestesia dell'Humanitas di Milano.
Ho visto nascere la chirurgia laparoscopica ai tempi, nel 1988-89,
Al Fatto Bene Fratelli di Milano. Di solito partecipo a questo congresso e aiuto l'ingresso, diciamo, delle dirette televisive.
Benissimo, ha una grande struttura anche la sua, la conosciamo, il nostro amico Guido Torsilli che tanto sta facendo della chirurgia epatobiliare e anche della chirurgia pancreatica.
tra l'altro è l'entrante del capitolo italiano dell'epatopilare pancreatic association
noi parliamo di questo caso un po' diverso
la chirurgia che si vede in corso dell'operatoria
la paroscopica epatica concentrata sui tasti asepati
probabilmente quasi estremamente gli orifini polo-lettale
E' un caso che è stato trasferito da un ospedale periferico, è una donna di 69 anni,
di 60 km e 58, che ha una patologia remota banale con ipertensione arteriosa, tabagismo
modesto e l'unica cosa particolare è che vive in ambiente rurale a contatto con animali
domestici, tra cui cani. Tra gli interventi precedenti abbiamo un'appendicettomia, transletomia,
asportazione fibra nuova d'ammella e una terodiettonia per bozzo
che prende la terapia che vedete, gli eutirox e un anti-ipertensivo.
Allora questa donna ha dei dolori forti addominali,
per cui fa un'epografia che vede una correditiasi
e accanto alla correditiasi vede una formazione tipo cistico
e che è stata come cistiepatica all'inizio dell'epografia importante
E' una risonanza fatta, sempre questo spettacolo inferico conferma questo report ecografico, per cui i colleghi l'hanno sottoposta a una laparoscopia e al momento della laparoscopia trovano questa immagine paracolecistica che credevano fosse una cisti banale e invece erano una cisti, giustamente si sono preoccupati, ecco il dottor Santoro vi sta facendo vedere, credo abbiate le immagini anche in diretta, no?
andiamo ancora alla slide
vediamo se si può mandare
aspettate un attimo
voi tecnici se posso
ok arriva
è arrivata
vedete ecco il dottor Santoro e il dottor Santi stanno
esponendo il campo operatore
vedete la colegisti
e a fianco
di un cittadino
ho iniziato
questa formazione nodulare
A margini irregolari, con delle calcificazioni, insomma giustamente si sono preoccupati, hanno detto ma qui non parliamo a cisti banali, vedete ecco, sollevando il canto del segno, vedete l'ultimo contatto che c'è a posteriore della centrale posteriore,
di passi che sono un po' la chiave di questo periodo.
poi riferimento al nostro. La paziente fa questa laparoscopia e viene trasferita qui
allo Spallanzano. Questa era la risonanza magnetica in T2 in alto e T1 sotto che aveva
fatto la paziente prima di ricoverarsi, in effetti era difficile sospettare da questa
risonanza. Noi arrivati qui allo Spallanzano abbiamo sottoposto ad un'attacca che non
non aveva mai fatto ed all'attacca la diagnosi è stata abbastanza semplice perché corrisponde
al quinto dove sapevamo adeso alla colecisti c'è questo espanso un inoculato 53 per 5
5 5 per 5 3 pareti calcifiche contenuto e densità sopra fluida il reperto anche reazione
al quesito clima dammestico orienta per una formazione cistica di origine parassitaria
Adesso vi vorrei far vedere questa TAC senza contrasto, che è un esame principe che io consiglio sempre, intanto perché noi chirurghi leggiamo un po' meglio la TAC rispetto alla risonanza e due perché quando troviamo una formazione così calcifica, con pareti spessite,
In una donna che ha delle abitudini rurali, che vive in campagna, la diagnosi è abbastanza certa di granulosis.
Adesso vedete i tempi arteriosi, i tempi portali se me lo rilanci, vedete poi il rapporto sia con la colicisti da una parte e sia con il peduncolo epatico.
col peduncolo epatico e al settoriale posteriore, questi sono però i tre elementi che dobbiamo
tenere bene in considerazione nel programmare questa epatettomia.
Poi andiamo avanti, le sangue macotrici che vedete sono abbastanza normali, con transaminasi
normali, gamma GT10, creatina normale, pirubina normale, 14 grammi di mucrobina, 246.000 piastrine
un PT normale, un RR normale e poco modificate il CA19-9 e l'alfa-feta.
Invece importanti sono questi esami ematochimici che noi abbiamo fatto specifici.
Il test di chinococcosi è in corso, può essere positivo sia nel granurosus che nell'alveolare.
Abbiamo una classificazione tipo 5 fatta dai nostri radiologi e poi la dottoressa Goletti qui allo Spallanzani, essendo di studio di malattie infettive, fa proprio una ricerca su queste cisti di echinococco e loro oltre a una classificazione radiologica che adottano quella dell'Organizzazione Mondiale di Sanità,
fanno delle ricerche particolari sull'interleuchina con degli antigeni tipo B specifici che vanno a cercare su sangue periferico e poi tanti altri accertamenti sulla parete della cisti, ma non è il momento di dirlo.
Questo è il caso clinico.
poca agricoltura, è tutto molto più cittadino, però ne vedo veramente poche.
Questa è proprio la ragione, forse stanno un po' più al nord e se ne vedono poche.
Qui, devo dire, nel Lazio, le continuiamo a vedere, ma la nostra casistica, adesso va dal lume di naso,
non supera le 10 resezioni epatiche per Cisse e Chinococco, ma come sai non tutte vanno a chirurgia
e quindi è una patologia che bisogna sempre tener presente quando si vedono queste tumefazioni epatiche.
A tal proposito voglio raccontare un aneddoto di un noto chirurgo italiano che aveva fatto il giro in Sardegna e all'università Sapienza
che si era trovato in uno staff meeting a New York dove presentavano un quadro clinico complesso con questa massa epatica e allora tiravano fuori le diagnosi più disparate e lui disse ma scusate, preso in considerazione echinococcosi e tutti si sono silenziati e hanno detto la cosa è estremamente interessante, bravo, in effetti era un'echinococcosi epatica.
è vero che sono poche
dovrebbero andare in centri specializzati
e questo è un po' lo sforzo
che stiamo facendo allo Spalanzani
in Italia
ma bisogna sempre pensarci
perché poi sono malattie come tu sai
letali, non ben seguite
si, lo so benissimo
lo so però
però appunto te lo chiedevo perché, ad esempio, pur essendo all'Humanitas, come ben sai, di epatetomia, ne facciamo tante, non ne ho mai viste.
No, le avrà fatte, però non ci capitano molto, per noi sarebbe una cosa straordinaria.
Per quanto riguarda il campo operatorio, come vedete il dottor Santoro sta procedendo in prudenza, è interessante che questi cisti di chinococco si era detto che laparoscopicamente mini-invasiva sono difficili da trattare.
Io concordo in linea di massima, soltanto che questa cistica è grado quinto, quindi è calcifica tra quarto e quinto, sembra la risonanza dell'attacca con grosse pareti calcifiche, quindi grossa vitalità questa cistica non dovrebbe avere.
La terapia medica è stata già iniziata e tu sai che sarebbe bene cominciarla 24-48 ore prima della chirurgia, questa è l'unica raccomandazione.
Ciò nonostante, vedete nel recesso in basso a sinistra del campo operatorio, circondato da garze con soluzione ipertonica, iper-salè come chiamano i francesi.
Poi l'altro accorgimento è comunque da uno studio TAC preoperatorio, abbiamo visto che dobbiamo fare una colicistetomia probabilmente in bloc colacisti, quindi abbiamo visto che è meglio preparare la manovra di Pringel che vedete qui in primo piano già preparata.
La prepariamo con un drenaggio toracico che esce esternamente così da avere un rapido accesso al peduncolo portale.
L'avete visto in primo piano, il drenaggio toracico esce da una incisione sul fianco di destra.
In fianco e destra. Adesso piano piano si è fatto il dotto cistico e l'arteria cistica e sta piano piano scollando la colecisti dal quarto segmento così da lateralizzarla e poter descrivere poi l'incisione parenchimale che si farà.
e fare qualche indagine del vostro percorso
non più
è sicuramente adesa la colecisti
si si si
proprio adesa adesa sono un po' d'accordo
non tanto
ma siccome questa donna ha avuto questi dolori
fare la chirurgia
della cisti senza
ecco questa è l'intimità che ti fa vedere
tra cisti e colecisti
quindi un po' adesa
mi sembra un po' stupitello stare a fare
la Cisti
l'avevo vista prima per questo te l'ho chiesto
ecco
l'occhio dall'insecista
mi preoccupava un po' questa con le Cisti
ma ci preoccupa a tutti infatti
tutti è un caso un po' di frontiera
ma credo sia bello anche dal punto di vista
così iconografico
far vedere tutta questa
questa intervento
io vengo qui da 30 anni
non ne ho viste molte
No, questo credo sì, già è rara la patologia, poi l'approccio alla paroscopia in questi casi è ancora più rara, ma io devo ringraziare Giorgio perché veramente ci ha dato la possibilità di uscire da questa nicchia di chirurgia di elite,
insomma questa chirurgia epatobiliare fatta in centri specialistici e basta, ma insomma di divulgare queste tecniche mininvasive.
No ma comunque è molto bello anche dal punto di vista didattico vedere una cosa che non capita spesso, penso che molti giovani chirurghi quando si parla di cisti di echinococco del fegato sarebbero come i nuovi orchesi, guarderebbero con l'occhio sbarrato e dicono di che cosa stiamo parlando.
Esatto, è proprio così, perché poi sono i centri che ne concentrano.
E' una cosa che non viene assolutamente in mente, non credo che, ti dico anche come anestesista che ho lavorato tanto in toracica, quindi io ne ho viste di cicli con il cocchio ai miei tempi e penso che i nuovi anestesisti neolaureati non sappiano neanche di che cosa si parla.
ma tanto è vero questo che dici
che il collega chirurgo
ma non solo la anestesista, anche il collega chirurgo
giustamente si è spinto a togliere la colecisti
però si è trovato di fronte a questa
immagine cistica
paracolecistica, si è fermato e ha detto
oddio che cos'è, e mi ha mandato
devo dire con la tecnologia di oggi
mi ha mandato le immagini per whatsapp
devo dire congratulazione al chirurgo che non si è avventurato
no no no, è il dottore
Fabio Campanile, fra l'altro è un amico
del Viterbese
e veramente che ringrazio
e secondo me è l'atteggiamento più maturo che poteva adottare
d'accordo con la sua sala operatoria, con l'ospedale, con gli anestesisti
no certo, quando c'è una cosa che non hai mai visto
e non sai come affrontare è molto meglio lasciar perdere
cercare un aiuto esterno piuttosto che fare dei danni
avventurarsi per carità
E' sempre un pericolo in chirurgia
Bravissima, perché abbiamo affinato
abbiamo fatto la diagnosi
abbiamo affinato la terapia
abbiamo iniziato l'abbendazzolo
cioè sono tutte piccole cose
che voglio dire anche nell'ottica di una medicina
difensiva oggigiorno
sai
non parlarmene
no ti dico, non è parlare a tutti ma tanto siamo tutti
sulla stessa lunghezza d'onda
purtroppo
sulla stessa barca
Sua stessa barca, anche io poi farò l'intervento di pomeriggio perché purtroppo devo andare per un problema in tribunale, questa mattina però voglio dire, capito, quindi affinare la diagnosi, mettere in atto tutti i meccanismi che anche voglio dire questa revisione di questa legge sulla colpa medica vuole che ci si giustamente si rifaccia a tutti i protocolli,
uno può fare ma può fare quando tutto è codificato
senza inventare niente
vedete che perfetta colicisettomia
la scollata dal letto
e adesso controllo ecografico
questa è la chirurgia paroscopica epatica
non è programmabile
non è pensabile senza degli ecografi
Tu vieni da una scuola veramente dove l'ecografo con Guido Torzilli fa parte di un altro braccio.
Guido ha due braccia più l'ecografo intraoperatorio.
Sì, è intoccabile l'ecografo Guido Torzilli.
E gli faccio i complimenti pubblicamente perché dà veramente un contributo alla chirurgia epatica mondiale con questi studi raffinati.
Praticamente è in una teca che noi non possiamo toccare.
è giusto, questa cosa posso dirti
noi invece abbiamo l'ecografo per operatorio
che lo usano gli anestesisti
giustamente prima di iniziare
per monitorizzare
il paziente
noi abbiamo i nostri
abbiamo dovuto attrezzarci
ho capito ma tu stai parlando di
humanitas rispetto a
scendiamo di latitudini quindi va bene
ah no guarda ci abbiamo messo
un bel 16 anni
non ti preoccupare
ho capito
devi dimostrare molto
perché ti dicono ma c'è quello di torzilli
dico ho capito, avete mai lottato
con torzilli per usarlo
ho capito
quindi per dirti che l'ecografo per operatorio
è veramente l'occhio
del chirurgo, è ben studiato
il malato prima, come hai visto tacca e risonanza
incrociamo le immagini
e va bene
ma l'ecografia intraoperatoria
da un vecchio studio di Bismuth
grande chirurgo epatico
poi confermato da Belgitia e altri, cambia la strategia chirurgica in oltre il 30% dei pazienti.
Guarda che questa cosa non è banale, cioè 30% dei pazienti che tu programmi,
che tu porti al tavolo operatorio, che tu porti al tavolo operatorio per una chirurgia di metastasi
o di epatocarcinoma, ti accorgi che questa strategia viene cambiata in una grossa percentuale di casi.
Ecco, vedi che si disegna.
Sì, sì, questo ne sono perfettamente cosciente.
adesso non siamo sicuri che questo intervento
finirà la paroscopica
perché è una chirurgia di frontiera
però cerchiamo di riprodurre
anche perché forse puoi trovare
una cisti particolarmente calcifica
quindi è difficile da maneggiare
in la paroscopia
esattamente
è quella specie di coccia che ho visto
prima che mi lascia un po'
ma guarda l'eco per operatoria
vedi che coni d'ombra posteriore
importantissime che ci sono
Quindi è stracalcifica. Questo però devi considerare che da un lato la classifica allo stadio quinto delle cisti di Echinococco, quindi del Granulosus, cioè questa classificazione mondiale, e quindi la vitalità di questa cisti è molto molto limitata.
Molto bassa, esatto, quindi per quello ci permette di avere un approccio laparoscopico e anche se dovessimo arrivare in intimo contatto con il pericistio, aprire la cisti, non abbiamo più quel patema d'anima.
Esatto, questo devo dire è un must, questo quinto stadio laparoscopico.
E quindi vedi che ha disegnato e adesso a breve cominceremo l'epatetomia.
Vedo, e con me tutti gli altri.
ecco vedi disegna e inizia l'epatitomia con questo
poi avremo dello strumentario dedicato
magari man mano che lo usate ce lo descrivi
ah certo, per adesso siamo un po' basic con bisturi elettrico
e io mi giro, vado in sala operatoria
abbiamo un po' di nebbietta
Vedete un po' di nebbietta? Sì, perché questo sta facendo fumo.
Diciamo adesso la nebbietta sparirà perché è solo per disegnare la trancia.
Certo.
Posizionamento dei trocar.
Abbiamo messo per adesso il trocar ottico che è ombelicale.
un po' dei trocar
posti come una colicistetomia
alla francese
quindi in pararetale sinistro
puoi farceli vedere
te li farei vedere volentieri
ma
aspetta aspetta
ecco qua benissimo
bravo vedi
il drenaggio toracico lo potete toccare
drenaggio toracico
eccolo qui sotto
il trocar sul fianco destro
l'ottica che è così
mediana ombelicare, un trocar in paratetale sinistro, un altro piccolo trocar all'esterno
e uno xifoideo. Quindi sono due trocar da un centimetro e tre trocar da 5 mm più il
drenaggio toracico. Insomma prendiamo sicuramente tutte le prudenze possibili, è una chirurgia
delicata e voilà ecco. Sì per fortuna non è una cisti un po'... Sì non è di quelle
cisti che fresche, che ti spaventi a vederle. Però ti posso dire che la scorsa settimana
paziente di 60 anni una voluminosa cisti del domo epatico che prendeva veramente tutto
settimo e ottavo segmento, andava in contatto con il sacco pericardico, infiltrava massimamente
il diaframma, abbiamo cominciato con una chirurgia epatica staccando la cisti dal fegato, una
volta svincolato dal fegato e dalla cava pensavamo fosse finito l'intervento, invece grosse difficoltà
perché è famosa la fistola bilio bronchiale nei cisti e chinococco, però me la raccontava mio padre, 91 anni, vecchio chirurgo, pensavo che queste cose esistessero ancora.
La sorpresa è stata l'aderenza tra il diaframma e il polmone, cioè il lobo polmonare inferiore destro era completamente adeso al diaframma, non vi era comunicazione di cisti e fistole,
ma era murato, quindi una volta staccata la cisti dal fegato rimaneva questa attache importantissima
col pericardio, con il diaframma, quindi abbiamo sacrificato il diaframma, abbiamo fatto una resezione polmonare inferiore destra
e abbiamo lasciato una parete minima della cisti sul sacco pericardio, perché lì era veramente impossibile.
Quindi, come giustamente dicevi te, queste cisti poi intorno hanno tutta una reazione infiammatoria che bisogna sempre considerare, capito?
Sì, io ti dirò una cosa come quella che hai descritto, l'ho vista quando...
Scorsa settimana.
No, io non è... Allora, parliamo di 40 anni fa. Neolaureata, lavoravo al Policlinico di Milano in chirurgia toracica su un ragazzo giovane, molto giovane, 18 anni, che aveva fatto un viaggio, diciamo, avventuroso in Asia, venuto a contatto probabilmente con parassitosi di ogni tipo.
E ha residuato un enorme cisti del chinococco. Il nostro attacco è stato toracico, ma poi si è complicato mostruosamente perché era attaccata al diaframma, inglobava il diaframma, andava sul fegato.
Quindi una cosa mostruosa che ha accostato a questo ragazzo un polmone, un pezzo di fegato, un emidiaframma, una roba incredibile.
Per dire che sono patologie che stanno soprattutto nei cassetti dei vecchi testi, bisogna comunque divulgarle perché come dici te il giovane chirurgo o è prudente come il dottor Campanile che l'ha trasferito in un centro specializzato oppure si lancia in cose che poi, io li ho fatto qui perché siamo un centro di alta specializzazione,
resezione polmonare, resezione diaframmatica, fra l'altro abbiamo ricostruito il diaframma
con queste protesi costosissime che tu sai che si mettono specialmente negli immunodepressi
perché vi era proprio un vuoto diaframmatico da dover colmare, se no la sutura sarebbe
stata troppo sotto tensione e veramente a rischio, non va bene.
Le immagini arrivano bene in sala?
Sì.
vedete il dottor Santoro
come sta procedendo
tranquillamente
con calma
direi che la calma
è essenziale in questi tipi di interventi
lui è un grosso chirurgo
è meglio non correre mai
in chirurgia
non è un record
metterci meno tempo
ecco quindi ti dicevo
questo è la scorsa settimana
non so sarà il caso ma ultimamente veramente questa patologia è presente qui allo Spallanzani
ma sai anche l'Istituto Nazionale di Malattie Infettive quindi tutte queste problematiche parassitarie
e altre si affacciano
praticamente abbiamo superato la colecisti
la tascia della colecisti è completamente scollata dal quarto-quinto segmento
adesso stiamo in pieno quinto
avete visto come una vena che è probabilmente un ramo della mediana
perché la vena sovraepatica media decorre nel letto della colecisti
1-2 cm più profondamente, quindi questa vena è stata controllata con una doppia clippatura
e andiamo avanti, vedete quel giallino è parenchima epatico, la parete della cisti
non la vediamo ancora per fortuna, quindi abbiamo deciso, il dottor Santoro ha deciso
di andarsene in intraparenchimale, giustamente perché toglie la cisti e siccome uno dei
dei nemici che tu hai detto prima
perché hai parlato di quadro polmonare
e sai che
il quadro polmonare quasi sempre
viene da un'echinococcosi epatica
uno dei nemici
è che queste cisti possano
infiltrare il sistema biliare
e quindi andarsene in
parenchima sano
è giusto perché si toglie
completamente la malattia da un lato
e dall'altro
poi si riappare dall'altro
esatto
esattamente
sai poi qui siamo in laparoscopia
ai miei tempi
la laparoscopia non esisteva
per cui si andava in open
vedevi forse un po' meglio
però c'erano
non c'era decografo
non c'erano tutti questi sistemi
per cui si stava anche
molto molto larghi
come si suon dire
perché avevi paura
insomma
Ma certo, ma guarda che abbiamo paura anche della paroscopia comunque.
Sì, però avete più mezzi di controllo, una volta non c'erano e quindi era molto più pericoloso lavorare.
Non c'era neanche la medicina difensivistica.
È vero, è vero.
Cosa vuoi?
Non c'era la medicina difensiva, è vero, era un altro spirito, era un'altra chirurgia.
eravamo tutti pionieri
però con questa medicina difensiva
credimi
è una brutta cosa
ormai ci pensiamo dieci volte
prima di fare certi gesti chirurgici
e non è giusto neanche
per il malato
non mi vado a parlare
che deve andare in tribunale pure tra poco
allora, dottor Santoro
come vedi
appunto
portano i pazienti nei centri
più specialistici
senza avventure
però qualche volta
può essere anche disastrosamente
dannosa
allora, guarda, io ti pregherei di vedere
questa immagine in questo momento perché
abbiamo nell'icona a sinistra lo schermo
l'ecografia e lo schermo
lavaroscopico come vedi
Allora l'ecografia è fatta questa volta dal basso verso l'alto e è vero che ci sono un sacco di parassiti che queste calcificazioni ma ti fa vedere come la sezione parenchimatosa ha quasi superato lateralmente sicuramente ma anche sotto sta cercando di passare tra i vasi e la parete della cisti.
Ma sta procedendo bene, non voglio dire troppo a guido ma la sonda ecografica è veramente insostituibile.
Appena torno glielo racconto.
Grazie, ma a tutti, a Zerbi, a tutti.
Sì, anche a Zerbi.
Sì, anche a Zerbi, avete un'ottima chirurgia pancreatica, un'ottima chirurgia epatobiliare,
un grosso centro di riferimento che io stimo tantissimo
adesso la difficoltà come tu vedi posteriormente
si intravede il fegato posteriore
e la difficoltà è riuscire a passare
tra quel fegato posteriore e la settoriale posteriore
che è il ramo portale per i segmenti 6 e 7
che è un grosso ramo
quindi se
questa manovra
l'avevamo descritta prima
era quella di portare
in bloc verso l'esterno
tutto il blocco di colecisti
e cisti
in modo che
il peduncolo ci viene
da
sinistra, da destra verso sinistra
insomma lo vediamo, lo dovremmo affrontare bene
Chirurgia difficile devo dire perché anche qui che viaggiamo sul 30%, no 40% delle nostre patetomie sono laparoscopiche
come un po' nei centri di riferimento italiani ed anche da voi so, sono soprattutto epatocarcinomi
tra l'altro Guida ha organizzato l'anno scorso un bellissimo congresso internazionale sull'epatocarcinoma
con presenza di giapponesi, insomma devo dire che anche da voi il fermento quindi
è una chirurgia. Continuiamo a tenere anche dei corsi in continuo. Corsi in continuo sull'ecografia
per operatori. Sì, sull'ecografia, sulle stadiazioni, su tutta la parte di
chirurgia epatopancreatica. Esatto, allora siamo abituati a vedere questi
epatocarcinomi. Anche l'anno ci sono questi corsi che durano magari non so un paio di
settimane ovviamente non tutto il giorno si fanno delle settimane in cui
anestesisti chirurghi eccetera 1 2 ore al giorno seguono questi corsi insomma
però questa è una bella cosa perché c'è essendo diventati università servono
perché portano anche i giovani studenti, anche se sono dei primi anni, a affrontare argomenti che noi una volta non affrontavamo nei primi anni universitari.
Ah sì, perché voi avete avuto questo passaggio universitario recente, quindi è verissimo, fate anche didattica.
Però al di là dell'università queste cose si facevano anche prima, almeno l'equipe patobiliare e anche pancreatica.
questo serve soprattutto a noi medici interni
però interessa anche i giovani
li indirizza un po'
vedo che sono interessati
guardate che bel vaso
che sta controllando
intraparenchimatoso
lo vedo bene
sono contento che le immagini giungano bene
Devo dire il lavoro del professor Palazzini e poi voglio dire anche dei tecnici qui che sono venuti più volte a mettere a punto tutti i collegamenti, insomma il risultato si vede in sala operatoria, vediamo benissimo.
Diciamo che questo lo stiamo facendo con la nostra ottica, abbiamo anche un impianto 3D, però questo impianto 3D non è il segnale, mi pare che è difficile esportarlo, quindi devo dire che è un ulteriore passo.
Prima parlavo in giro, se non mi sbaglio, c'è solo Corcione che stava usando il 3D.
Ecco, stavo usando il 3D. Devo dirti che questo 3D in chirurgia epatica è veramente un valore aggiunto.
Perché lì, adesso il dottor Santoro sta andando avanti la grossa esperienza con il dottor Colasanti,
ma il fatto di avere una visione tridimensionale all'interno del fegato è un valore aggiunto
cioè riesce a fare cose che con il 2D non riesce a fare
questo lo dico anche per l'esperienza robotica
noi abbiamo un robot che purtroppo quest'anno per problemi economici non abbiamo potuto
volevo chiedertelo
no ce l'abbiamo il robot e abbiamo fatto chirurgia robotica epatica anche con Piero Marini
però ti voglio dire che questa visione robotica 3D, poi riportata qui nella 3D, la paroscopica è eccezionale, il robot si spinge di più, va bene per la tecnologia, per i bracci, per tutto quello che ti pare, ma anche per questa visione fantastica.
Sì, forse magari è inutile per altri tipi di chirurgie, ma per alcuni tipi è importantissimo.
Lì secondo me il robot ha un valore aggiunto e il valore ulteriore aggiunto è una visione 3D di questo robot.
A parte la visione, il fatto proprio di poter avere dei bracci lunghi che raggiungono fermamente, perché immagino che per qualsiasi… cioè io non faccio il chirurgo, però so bene la fatica di tenere magari un ferro in trazione.
Insomma, siamo esseri umani, in uno spazio piccolo dei ferri che lavorano si fa fatica e qualche volta è difficile.
Un braccio meccanico non ha queste limitazioni umane, oltre alla visione decisamente superiore.
noi lavoriamo moltissimo
con ovviamente
le prostatettomie radicali
eccetera in 3D
che insomma
permettono una visione
in un campo che è difficilmente raggiungibile
con l'occhio umano
vedo che andate avanti
abbastanza velocemente
velocemente si
insomma piano piano
Piano piano ma insomma è abbastanza buono.
quello che serve. Sai che ormai l'anestesia, lo sa anche la tua anestesista, ti aiuta molto, gli anestetici, i respiratori e tutto ti aiuta molto a mantenere anche tante ore.
Che tipo di anestesia? Così parlate tra colleghi.
Buongiorno, mi chiamo Rachele Di Lorenzo, sono l'anestesista che sta seguendo questo intervento.
L'anestesia è una anestesia bilanciata, usiamo il desflorane come gas anestetico,
estetico e inoltre va bene il fentanest come opiaceo, la paziente è stabilissima e quindi
insomma l'intervento sta andando direi egregiamente.
Come antidolorifico mettete dei peridurari precedentemente oppure no?
No, devo dire che non usiamo anestesie locali, diciamo locoregionali, ma facciamo come antidolorifico, essendo una chirurgia mini-invasiva, comunque VLS, usiamo degli oppiacei minori comunque, il Contramal è sufficiente per controllare il dolore in questi casi nel post-operatorio.
Il monitoraggio come mi chiedeva il dottore Torre usiamo un vaso venoso centrale per monitorizzare la pvc che è un dato molto importante in questo caso
in quanto il paziente deve essere comunque generalmente vuoto o comunque in una condizione di, diciamo, non da punto di vista emodinamico, non eccessivamente pieno in questo senso.
e poi anche la pressione cruenta per garantire la stabilità e il monitoraggio della stabilità emodinamica
e basta, insomma, e poi il classico monitoraggio che si usa in questi casi o in tutti gli interventi chirurgici.
Grazie.
Prego.
Sì, ecco, diciamo che il professor Antonini che è un po' il primario del servizio di anestesia e reanimazione
che viene a Policlinico Umberto I Universitario, ha fatto il primo trapianto di fegati in Italia
qui trovandoci spesso con pazienti cirrodici, grossa attività sull'epatocarcinoma
sono tutti pazienti un po' a rischio, squagolati con la funzione epatica non perfetta
Quindi queste procedure di posizionamento dei cateteri peridurali che facciamo prima, che noi vediamo ai siti di tumori, regginelle, aeroma, un po' l'abbiamo non continuata qui con questa chirurgia degli epatocarcioni.
Anche da noi ogni tanto la limitazione spesso è quella o delle scoagulazioni perché spesso i pazienti sono anche pazienti scoagulati, antiaggregati, non sai se sono ritornati normali più o meno.
ma anche la gestione nel post operatorio di questi cateterini spesso non è facile, noi dobbiamo spesso correre a controllarli, a toglierli, a metterli, qualche volta c'è stato un periodo che non ne mettevamo più,
Adesso abbiamo ricominciato a metterli non sulla chirurgia resettiva epatica, usiamo altri sistemi, anche la pancreatica, usiamo più i cateterini, su quella open, i cateterini intrafasciali.
Ah, cateterini intrafasciali, nella open.
Sì, e poi ovviamente con una terapia post-operatoria mirata con pompe, PCI.
Ecco, io questo me lo sono sempre chiesto perché vedendo le incisioni che fa Guido,
che sono eccezionali, che fa spesso delle toracofreno,
allora questi malati che poi fanno veramente poche complicanze post-operatorie,
Però il dolore nella toracofreno è una cosa presente, almeno è quella che faccio io.
Sì, ma noi usiamo moltissimo l'infiltrazione della ferita e poi soprattutto questi cateterini intrafasciali.
Ecco, ma intrafasciali nella toracofreno, per esempio, li mettete sia in ambito toracico che in ambito addominale, solo in ambito addominale?
Solo in ambito addominale, di solito.
L'ambito toracico viene di solito infiltrato comunque, tutte le ferite vengono infiltrate e poi comunque viene messa una pompa antalgica che può essere peristaltica, oppure adesso ultimamente usiamo molto le PCI.
ah le PCI
c'è la pompa
richiesta
io vengo da una scuola
francese, stavo 5 anni a Parigi
a fare chirurgia epatobiliare
molto ecco
la Francia la utilizza tantissimo
la PCI
però io voglio dire
un must sarebbe che tu
non devi avere dolore
quando hai dolore
io so
la dose di analgesico
poi una volta che tu hai percepito
il dolore è più importante
rispetto alla dose
molto superata
ma per questo comunque
c'è comunque una terapia di base
terapia di base
c'è comunque
la terapia di base la date comunque
si serve solo quando il patente
ritiene
mi viene spiegato anche molto bene
cioè non aspetti di piegarsi in due dal dolore, come gli viene spiegato, che poi non è che può schiacciare ogni 15 secondi e comunque gli arriva il farmaco perché c'è un limite.
Certamente.
Sulla PCI bisogna preparare il paziente, non puoi mettergliela lì e via.
Quindi metti una terapia di base più la PCI.
mettiamo la terapia di base
e poi parlate col paziente
eccetera
e poi parliamo col paziente
viene spiegato anche prima
dell'intervento
in modo che sia anche un po' lucido
magari subito dopo
non è proprio lucidissimo
certo, giustissimo
quindi noi facciamo una terapia
non PCI, fanno un'analgesia
come ti ha detto per operatoria
e poi nel post operatorio
poi sai dipende da paziente a paziente
c'è il paziente che è più compliante
e quello un po' meno
insomma
anche prima
interrogando il paziente
parlandogli eccetera
ti rendi conto che tipo di terapia
dovrei applicare nel post operatorio
insomma
diciamo che in questo
la chirurgia mininvasiva
ci ha aiutato tanto
perché tu anche vedrai
molto meno dolore
tutto un altro paio di maniche
ma la cosa poi impressionante
è che se tu
unisci in lunghezza le varie incisioni
che si fanno, quella sovrapubblica
quella dei due troca
sono praticamente uguali
allora però
la risposta dell'organismo
a questa chirurgia
mini-invasiva è fantastica
non ci hanno veramente dolore
no no si infatti
è stato un grosso passo avanti
Per il dolore, una mente grossa.
Noi abbiamo reintrodotto i peridurali per gli esofagi soprattutto, perché quando si facevano gli esofagi, anche se parte si fanno in la paroscopia,
la parte addominale
infatti sono sempre molto alti
per i durali degli esofagi
perché è la parte
toracica
quella che fa più male
la parte toracica è quella che fa veramente male
perché noi ospitiamo
adesso
la chirurgia toracica del Forlanini
perché si è chiuso il Forlanini
quindi opera qui nelle nostre sale, colleghi toracici che saluto.
Devo dire che loro hanno un'analgesia un po' diversa dalla nostra
perché mi sembra che la toracotomia di base sia veramente più dolorosa.
E poi è un dolore lungo, cronico, che si portano dietro giorni e giorni,
non è come il dolore alla parotomia.
Sì, no, infatti, per questo abbiamo bisogno di avere un qualche cosa
che dura nel tempo e noi facciamo nella torace facciamo anche molta analgesia
intraoperatoria però gli mettiamo il peridurale insomma adesso ormai quasi
tutti mettono il peridurale sulla toracica perché sennò non respirano
insomma sai che la problematica del post operatorio toracico è quella che se un
paziente non respira o respira il minimo indispensabile perché ha dolore
un intervento
va male
ma certo, sì sì
per carità
puoi fare un bellissimo intervento
ma il paziente non ne viene fuori
ma per carità è vero
ecco vedi come ci stiamo accingendo
a mobilizzare questa cisti
dal fegato destro
ci disegniamo
la sezione posteriore
sono molto curiosa di quello
vediamo quanto fegato
ecco se possiamo continuare
come abbiamo fatto
dal versante verso la colecista
entrare intra
perché poi di fatto è un'epatettomia
hai visto che non abbiamo mai visto
il pericistio
non l'abbiamo mai mai visto
adesso chiaramente troppo nel fegato
non potremo andare
perché se andiamo troppo nel fegato
andiamo a cozzare con la settoriale posteriore
quindi lui si disegna
con l'ecografia
bene i rapporti
tra il pericistio
e la settoriale posteriore
e lì cerchiamo di passare
tu rimarrai lì
grossa, pesante
ah si si, grossa, pesante
vabbè tanto da spaventare
tanto da spaventare
il chirurgo dell'ospedale periferico
giustamente
questo è un bene
questo è un bene
è lì con voi il chirurgo
no veramente guarda
è una mia
mancanza perché mi aveva detto che
voleva venire ma io stanotte ho dovuto operare
un'urgenza
sono venuto qui all'alba
ho dormito 4 ore quindi insomma
voglio dire
non l'ho chiamato ma non manca occasione
perché stiamo sempre in contatto
poi c'è la registrazione
stiamo in streaming
adesso ci sarà un po' di fumo
come prima nella sezione
parenchimatosa
un po' di pazienza
come hai avuto prima
e poi sparirà questa cosa
l'abbiamo quasi circondata
con l'incisione
visto che sotto siete molto più adesi
si sotto è adesa
brava
è così
anche qui di lato è abbastanza
questo strumento è eccezionale
perché
disseca
con
i braccini divaricati
e poi i braccini uniti
coagula e fa la lisi
quindi voglio dire
è uno strumento che coniuga, voi avete pure forse le altre sale in visione, coniuga la bontà del dissettore a ultrasuoni tipo Cusa, per non fare nomi, dissettron, questi dissettori a ultrasuoni, alla bipolare se vuoi, cioè in uno strumento hai le due cose.
Prima abbiamo visto una cosa simile a Castellanza su un'enorme ernia ombelicale, l'ernia ombelicale
comprendeva anche una parte dei colon e per diciamo abbassare questa questa
questo momento non si distinguono bene fra aumento e ansa praticamente usavano
questo uno strumento molto con simile che però se non mi sbaglio non è della
stessa azienda era uguale come tipo c'è descritto era la stessa cosa
aiuta molto non sei obbligato a continuare a cambiare strumento ancora in dubbio come
avevi ben detto te adesso posteriormente lì stiamo in un rapporto con questi vasi
adesso vediamo come uscirne
scusa mi senti?
si va benissimo
ti vuoi fare quella tascia da dietro?
no no no
tutto bene
ecco mobilizziamo un po'
l'ala destra del fegato
così da renderlo un pochino più mobile
per le manovre
di lussazione
e
controllo
quando si va nei settori posteriori
7, 8, anche il sesto
in parte, ecco questa cosa è importantissima
mobilizzarlo
che mi sembrava molto adesa
lo è, lo è
infatti
è il punto in cui vi vedo più vicini a racisti
esatto
l'avevamo evocato subito questo
eh sì
legano il chirurgo al paziente
per un po' di tempo
si e poi ti creava
ti staccava di più
il gilets
la scienza della tecnologia
la sua applicazione
Ok, vedi, controlliamo posteriormente questi rapporti, come hai detto te, della Cisti
con il problema che è voluminosa e quindi non si può lussare verso l'alto più di tanto
perché ci sbatte sul diaframma, quindi vediamo.
Eh beh, perché qui avete una visione anche molto più limitata rispetto di sopra.
Esatto.
Poi avete la cole Cisti che vi sbatta anche sopra.
Esatto.
In più.
Avete cambiato un po' posizione per l'aggressione?
Sì, abbiamo, no, posizione no, sempre la stessa, però abbiamo sbandierato la cisti tutta verso l'esterno del fegato per vedere il rapporto con questi, col peduncolo settoriale posteriore. Vediamo se è questo o un ramo del peduncolo, sudoratrice.
Torino, mi sentite?
Quindi andiamo avanti con prudenza?
Sì, meno molti vasi.
Come vedi l'epatettomia va avanti, stiamo senza clampaggio, adesso la paroscopia fa vedere questi sanguinamenti ma sono minimi per arrivare a un cc.
Questo lo so, penso come lo so io che faccio l'anestesia, lo sappiano tutti i chirurghi anche in sala.
No ma ribadisco, non è detta questa cosa.
sai la laparoscopia è diversa
le quantità di sangue che si calca
il sangue perso che si calca
nella laparoscopia chirurgia aperta
noi stiamo senza clampaggio di Pringle
cosa che facciamo fino a quando è possibile
anche per un training più possibile
da creare meno insulto possibile
al parenchima epatico
però quando poi non è più possibile
vedi come l'ha mobilizzata
bene adesso, piano piano
e stiamo non clampati
io gli lascerei
adesso se tu sei d'accordo
lascerei il microfono
al collega
Roberto Santoro
se mi potete
per un'altra cosa
un'altra sala ma tu hai nel pomeriggio
sei sempre te
Siamo sempre qui, non so se sarò ancora io o se sto su qualche altra sala.
Va bene, opero dopo sull'altro caso, quindi ci aggiorniamo dopo.
Quando sarà? Nel primo pomeriggio?
Esatto, primo pomeriggio.
Ok, va bene.
Questo vi lascio un'ottima visione, grazie per la pazienza.
grazie a te
per quello che ci hai spiegato
anche se ci lasci
in un momento in cui vedo che
è in una posizione
non bellissima
ho capito c'è un anestesista
che se non ci vado
mi spara
ah ecco
ok
senti va bene
ciao e adesso tra un po'
microfono al professor Santoro
e a dopo. Va bene, intanto noi continuiamo a seguire questa fase
delicata. Buongiorno, mi sentite? Buongiorno, sì, sono sempre qua io.
Io sono qua pure io da prima. Allora, io sono Roberto Santoro, sono uno degli
aiuti del dottore Torre, ci occupiamo di chirurgia epatica e
e laparoscopica da tanti anni, abbiamo esteso le indicazioni a cose che mai avremmo pensato
solo due anni fa, due anni prima e così via, cioè in dieci anni è cambiato un mondo
in laparoscopia, ne parliamo a tutti i congressi insieme agli altri chirurghi laparoscopisti,
si fanno cose incredibili perché da una parte c'è la tecnologia ed è vero, ma la tecnologia
Sicuramente i video sì, le ottiche e gli schermi hanno molto aiutato la visione d'insieme del campo e i dettagli, però per quanto riguarda la tecnologia più o meno è la stessa da anni.
Quello che abbiamo imparato sono tanti piccoli trucchi, come posizionarsi, come operare.
Vedi, adesso sto usando la bipolare a sinistra, cioè ho due strumenti operatori, a destra e a sinistra.
A volte uso l'aspiratore a sinistra, perché a seconda di tutte le situazioni bisogna essere un po' ambidestri in questa chirurgia.
Abbiamo una visione non bellissima in questo momento, non so se è qualcosa che spara praticamente.
spara a luce
si? ok adesso va bene
va meglio? forse è il fumo
si si va meglio
guarda purtroppo questo è il punto più difficile
dove non ho ancora controllo
finchè non lusso la massa
per cui datemi il beneficio della
della pazienza
sta finendo la bombola?
eh allora
insomma la tecnologia ci ha aiutato
tanto però quello che ci ha aiutato
tanto è l'esperienza
sapere come mettere i trocar
come quali strumenti usare è veramente stato importantissimo e questa è stata parte della
curva d'apprendimento se vogliamo allora questo è un punto difficile dove io non riesco a espormi
molto perché la cisti è di pietra è un sasso e non riesco a fammi campo per favore marco ecco
adesso me ne andrò a riuscire ad usarla un pochino sì ma vedi sbatte al diaframma allora me la devo
fare destra cioè di destra come stavo facendo prima adesso a sinistra non riesco a metterla
verso l'alto la chirurgia paroscopica è il contrario della chirurgia addominale open che
si fa dall'alto verso il basso e dal davanti verso dietro la paroscopia si fa da sotto verso sopra
quindi questa è un'altra rivoluzione tecnica che abbiamo dovuto acquisire con il tempo abituarci
Per esempio il settimo segmento che anni fa facevamo col malato girato di fianco, adesso andiamo a farlo col malato supino andandoci da qua sotto. Quindi è proprio una visione tridimensionale diversa e è venuta con l'esperienza.
I chirurghi epatici che hanno adottato la tecnica laparoscopica, e sono tantissimi tra quelli che fanno chirurgia epatica, sono arrivati tutti allo stessa conclusione, cioè che si fa dal basso verso l'alto.
Questo è il punto dove non ho un gran controllo, preferirei arrivarci dopo, purtroppo.
prima ci ha detto che non riuscivate a lussarla verso l'alto perché è troppo rigida e grossa
allora come dici te non abbiamo nessuna fretta per cui noi ci posizioniamo
e poi non abbiamo freno
ecco con calma e ci mettiamo
quello che abbiamo scoperto pure è che nella paroscopia nella difficoltà mettendo una pezzetta
ci si ferma e si continua dall'altra parte senza nessun problema
Il sanguinamento è molto modesto, più che altro la paroscopia lo magnifica perché... Marco, non c'è premio. Allora scusate un attimo che cambiano la bombola. Ah già fatto, ok.
Sì, ho sentito. Allora mi sembra che devo andare da sinistra verso destra per guadagnare qualcosa qua.
dai dammi ancora l'ultraciccio
allora ogni volta che diciamo che una cosa
è difficile in laparoscopia
ma comunque ci proviamo
poi riusciamo con un po' d'astuzia
a vincere le difficoltà
e alla fine siamo sempre soddisfatti
di averci provato
perché sono poche le procedure, abbiamo fatto quasi 300 pedetomie laparoscopiche,
abbiamo imparato a selezionare i malati ma abbiamo soprattutto imparato a
superare le difficoltà e in effetti il tasso di conferzione è bassissimo
speriamo che non sia questo però diciamo che con molta pazienza e molto
mestiere tra la posizione degli strumenti, la posizione del paziente, la
la posizione degli strumenti da dissezione che usiamo,
destro, sinistro, sinistro, destro,
riusciamo a superare, vedete, difficoltà magari di un centimetro,
di 10 gradi di differenza nell'angolo di visione operativo,
perché purtroppo in chirurgia paroscopica gli strumenti sono dritti, sono assiali.
In chirurgia robotica, avendo dei bracci snodabili,
queste procedure qui in questi piccoli punti diventano molto più facili e poi c'è la visione tridimensionale, quindi la 3D dà una marcia veramente in più, vedete qua in 3D questa piccola esitazione che ho avuto non l'avrei mai avuta, sarei andato sparato nel punto millimetrico a tagliare
E in chirurgia epatica devo dire che essendo un campo fisso, quasi sempre, il 3D aiuta tantissimo.
Abbiamo detto appunto che le braccia meccaniche sono più snodabili, sono molto più facili da usare.
Arrivano dove non riesci ad arrivare, cioè fai fatica e non riesci ad arrivare tu.
Con le tue mani, insomma, col tuo strumento.
E come fare il nodo, la sutura nella prostata, no?
Con i polsi snodabili del robot diventa tutto più facile.
Vedi male, poi in spazi ristretti è molto difficile ruotare gli strumenti se sono dritti.
Sì, ok, dammi il cistico.
vedete che piano piano
poi questa è una chirurgia
che bisogna essere un po' abituati
a fare perché è virtuale
cioè il chirurgo, lo dico per chi
è meno epatochirurgo
deve già immaginare quello che c'è dietro
noi operiamo come se
avessimo il fegato
trasparente perché immaginiamo
quello che potremmo
incontrare sotto, vedendo la TAC
la risonanza, i malati sono strastudiati
quindi
Quindi la grossa differenza rispetto alla chirurgia generale è che noi non operiamo quello che vediamo,
generalmente operiamo quello che immaginiamo che ci sia là sotto, no?
Perché è una spugna piena, è come un arancio diviso per spicchi,
ma gli spicchi non sono anatomicamente disegnati come i lobby del polmone.
Quindi è molto importante per chi fa la chirurgia epatica immaginare tridimensionalmente all'interno come è messo questo fegato.
E quali strutture? Ecco, vedete qua, non ho messo la clip al posto giusto. Dammi il cistico ancora un attimo. Quindi procedere qui non è che sto procedendo alla cieca, sto procedendo immaginando la mia trancia di sezione e quindi trovarmi il mio piano, che non c'è un piano qua, me lo sto creando da solo.
E' questa la differenza della chirurgia generale, dove si vede il piano, ok, tagliare e si scolla. Qui non ci sono piani di scollamento. Questa è una differenza abissale e fondamentale.
Quando facciamo i corsi di chirurgia epatica ai chirurghi generali che li vengono a fare è la prima cosa che diciamo, che devono diventare un po' chirurghi virtuali, ma non nel senso che non fanno la chirurgia, nel senso che immaginano quello che c'è dietro, devono già saperlo quello che c'è dietro, se no poi si rischia, che è già difficile per noi immaginarlo, figuriamoci per chi si affaccia a questa chirurgia per le prime volte.
Ok, vedete, ho lussato parecchio, fammi vedere. Sto andando molto in là. Sono molto soddisfatto, per ora. Mi manca qui di sganciarlo, qua, che è la parte più delicata, perché stiamo qua.
Qua? Prima avevo manifestato la mia preoccupazione per questa parte bassa, visto che è difficilissimo spostarla, cioè tu la sposti a destra, la sposti a sinistra, ma sotto non riesci.
Eh lo so, però essendo me la spinata sopra, poi quando arriverò qua sotto avrò forse uno spessore di uno o due centimetri senza strutture importanti perché quando mi sono allontanato da qua, guarda la mia preoccupazione, metti dritta la telecamera, è qua, questo è il peduncolo e io mi sono adesso allontanato dai rami del settore posteriore, va bene?
Bene, quindi io qui adesso viaggio in molta maggiore tranquillità,
che non faccio guai alla placca ilare, non faccio guai ai peduncoli glissoniani principali di destra.
Quindi qualsiasi cosa trovo qua, poi me la cavo con un po' di mestiere.
Ma non sono strutture vitali per il corretto funzionamento del fegato residuo.
Quindi adesso si tratterà solo di controllare un po' di perdi matiche o di dotti biliari secondari.
Allora adesso proviamo solo avere una visione d'insieme, poi una manovra che facciamo spesso
è il lunging di quello che rimane, quindi dopo se posso passo una fettuccia e mi sospendo
tutta la massa, ecco, vedete che in fondo lì è un quarto d'ora che non controlliamo
qua, la perdita ematica è stata modesta, quindi con un po' di pazienza, qua ci deve
deve essere una vena che rompe. Allora tieni così Lidia, dammi qua, dammi il
croce forte, dai facciamo la prova qua con le maniere forti, l'hai persa? Ok un
attimino, scusate che la posizione avete immaginato che tieni forte, si è quasi
fatta da sola l'emostasi. Adesso farò un po' di fumo. No aspettate scusate, dammi una
I pedali un po' meglio? Ma se c'ho il cavo sotto il piede?
queste sono gocce di sangue che si perdono
qua nella paroscopia è magnificato
sono globuli rossi
però bisogna
quello che diciamo sempre è che la chirurgia epatica
è raro farla ai sangue
ma bisogna farla con un piccolo sanguinamento controllato, globulo rosso, globulo rosso,
poi alla fine dell'intervento magari ci stanno 100 cc. Nell'aspiratore, qua sembra che ce n'è
tanto, poi verificheremo la perdita così tanto per avere un'idea. Allora questa è la cesti,
Sì, ok così, tieni. Vieni di qua Lidia, fa il giro.
Metti da posto di lì. Dai, dammi l'ultracision per favore.
Ovviamente i fenomeni infiammatori che la cisti ha dato in questa...
Ma infatti in quella parte che, scusa, che io vedo adesso dove tu stai usando l'ultracision,
e ancora cisti o no mi sembra diciamo che è coperta dal parenchima però è qui adesso è
morbido non è più quella coccia no cioè secondo me se mollo questa vena mi si sgancia vedi qua
qua riesco a entrare ok dammi l'emolock devo dire che l'introduzione dell'emolock ha cambiato
veramente tanto questa ecco l'innovazione tecnologica è stata l'introduzione leva
l'aspiratore l'introduzione dell'emolock perché non interferiscono non interferiscono con la
dissezione e successivamente non si spostano mentre le vecchie clip anche se erano comode
da mettere perché indubbiamente le vecchie clip sono comode da mettere però succede che poi ci
passi con una pezza o ci passi con lo strumento e te le porti via io penso di non aver controllato
perfettamente spesso con l'aspiratore infatti invece le molocche hanno veramente dato una
dobbiamo sganciare questo punto che è ancora un guacchiato cistico dammi una clipetta piccola è
una chirurgia di pazienza molta infatti non bisogna andare al tavolo operatorio con i
pensieri o con gli appuntamenti messi dopo perché io vuoi sapere un segreto quando devo fare questi
interventi non ci passo mai al reparto prima per dire perché il reparto mi vengono presentati una
se esatto una serie di problematiche anche organizzative che io che devo fare questo
non mi posso incollare no e quindi devi venire al tavolo operatorio veramente zen anche se la
procedura è semplice anzi a maggior ragione se è semplice trovarsi in difficoltà essere costretto
a convertire perché per motivo hicks hai fatto una manovra in consulta è un vero peccato cioè
In chirurgia open c'è molti più margini, qui ogni centimetro te lo devi conquistare e se te lo conquisti con calma non devi mai ritornare indietro a rimetterci le mani.
No, no, no, dammi da coagulare. D'altronde questo è il momento clou dell'intervento, cioè la parte difficile, dove vedi di meno, dove hai meno controllo. Però mi sembra che stiamo andando avanti.
Prima parlavamo con il dottor Ettore del fatto che questo tipo di patologia che io non vedo da molti anni, non è molto frequente da noi al nord,
invece mi ha detto che
forse perché siete lo Spenanzani
sicuramente quello è
un elemento determinante
ecco
Marco qua sotto
e comunque implica
una difficoltà
queste cisti sono come la tua
che hai adesso
rigide
hanno una coccia rigida
sono difficilmente mobilitabili
e quindi
Quindi creano delle difficoltà, molto di più forse di una metastasi epatica che puoi mobilizzare più facilmente.
Sì, vabbè, però diciamo che in questo caso la cisti è molto periferica, ci aiuta, però è vero che è messa incastrata col piano costale, per cui quando mi muovo...
adesso vediamo quanto manca
dammi una giornata per favore
perché secondo me
se faccio l'hanging qua
metto una fettuccia
sono andato di là
sono andato di qua
il mio ponte da resegare
è molto sfinato
sono quasi arrivato
quindi me lo sgancio un po' qua
in tessuto sano
vai
mi pare che siamo a buon punto
qui sono lontano dalle strutture nobili diciamo quindi sono un po più tranquillo
che allora fammi vedere quanto mi manca di qua qui forse c'è un vaso si dà
amicisti con acqua qua ci deve essere una struttura nobile vedi che me lo
Oh, questa è una bella presa, dammi un'altra. Con questa forse potrò lussare.
Questa poi è una chirurgia che richiede, questo non è stato detto, un affiadamento
di equip che fa parte dei quattro requisiti di Louisville e confermati a Morioca, che ci
vuole non solo tanta esperienza in chirurgia epatica ed in chirurgia laparoscopica per
iniziare, ma che poi per fare le procedure avanzate bisogna avere un affiatamento di
equip incredibile, perché mentre in un'epatectomia maggiore si può fare anche un ottimo chirurgo
con un'equipe diciamo alle prime armi perché molto dipende invece l'epatetomia laparoscopica
non ammette vedi in qualsiasi momento ci può essere e c'hai bisogno di un aiuto bravo del
cameraman ferrato di una ferrista ok adesso facciamo il punto dammi un cistico la buccia
banana, come si dice, dietro l'angolo
una grip grande
ti sembra strano ma moltissimi
anni fa a questo stesso congresso
io ho fatto una relazione
sulla chirurgia laparoscopica
che era all'inizio
dicendo che secondo me questa era l'unica
chirurgia che richiedeva una vera
e propria equip
non solo un chirurgo bravo
ma un equip intorno
comprendeva
tutte le figure che c'erano
in sala operatoria
sì ti posso assicurare
un po' scandalo allora
no no no no
hai pienamente ragione
se io non avessi la ferrista
guardate quanti strumenti ho dovuto cambiare adesso
un colonolaparoscopico
entri con uno strumento e non esci più
in chirurgia epatica
gli strumenti li cambi continuamente
e se non avessi
la ferrista che mi sta aiutando
come le altre che lavorano qua con noi
che sono abituate
ogni secondo che perdo
sarebbero
sono sangue che perdo
perdo la posizione, perdo la visione
perdo l'orientamento e succede un guaio
comunque rispetto alla chirurgia
di 40 anni fa
la chirurgia laparoscopica ha portato questo vantaggio
che tutti gli appartenenti
all'equip
devono essere specializzati
quindi deve essere gente che sa quello che sta facendo
adesso mi sembra che qui con il sanguinamento l'ho controllato
dammi la Joanna fammi vedere quanto manca
abbiamo una raffica di hemoloc
che solo a vederle spaventa
ma essendo una diretta ho preferito andare con i piedi di piombo
forse ne bastavano di meno
ecco qua vedete mi manca pochissimo
sappiamo cosa serve. Magari alcuni vasetti avrei potuto coagularli con lo strumento,
poi però se diventa rosso è un peccato. Vedi, dammi una clip di metallo qua. Tagliare. No,
ecco, vedete, stiamo raggiungendo. Sempre dal basso, vedete com'è cambiata? Dai,
fai la visione
d'insieme
ecco vedi qua sto di là
quindi mi rimane solo questo campetto
meno male abbiamo
la strategia adottata
è stata diciamo
programmata bene
si
metti di qua
ecco lui mi sta guidando
qua non c'è più nulla di importante
siamo quasi arrivati
ecco la
Che ne dite? Siamo sorpresi ogni volta che finiamo, poi ci sorprendiamo noi stessi, però devo dire che guardate che bella trancia, invece l'abbiamo ragionato bene, questa è la loggia di resezione, forse qui c'è un pezzettino ischemico della punta del sesto ma non ci importa.
Non c'è una goccia di sangue, questo però devo dire che è merito della curva d'apprendimento, 300 epatettomie laparoscopiche ci permettono di fare cose che anche le epatettomie maggiori, 3-4 anni fa dicevamo che era probabilmente in casi super selezionati,
Adesso è opinione comune che i casi sono comunque selezionati perché è una fatica amicidiale farla, per il tempo, per l'organizzazione, per tutti, gli aiuti perché si opera in 3 o 4, 4 o 5 ore, anche 6, però tecnicamente i tempi che si fanno in chirurgia aperta sono riproducibili.
in particolare su fegato sano
abbiamo visto che i segmenti difficili
sono le indicazioni migliori addirittura
proprio perché la sproporzione con il taglio grande
è tale
per arrivare a fare un settimo segmento
che l'approccio laparoscopico ti aiuta
allora facciamo una cosa, facciamo una piccola pausa
mettiamo una pezza
allora dammi una lunghetta nuova
per favore, aspira tutto
intanto dammi una lunghetta nuova
ah là sotto c'è da fare un pochino
dammi l'elettrico forte
allora lo faremo uscire
da un funnestill
era quello che ti volevo chiedere
perché sono curiosa da inizio
a sapere come farla uscire
da un funnestill perché
e dal funnestill
si riescono a fare uscire
di tutto, tutti i pezzi più grandi
quindi questo è comunque una cisti rigida
che non è
elastica
mi ha detto che supera i 5 cm
quindi non è facile da togliere. Quindi allargare un trocar vorrebbe dire avere un rischio di
laparocele, invece dal fannestil il rischio di laparocele è veramente irrisorio, mi pare che
non l'abbiamo mai avuto forse uno di laparocele su fannestil in dieci anni di chirurgia laparoscopica
scopica maggiore tantissimi colon reti quindi quando è possibile anche per il rene per lo
stomaco un poi utilizziamo il fan stile adesso allora facciamo un secondo di break mettiamo il
sacchetto se sei d'accordo per controllare intanto che le mostra si si fa da sola tiriamo fuori il
pezzo dal sacchetto, quantomeno lo mettiamo nel sacchetto, dammi i bisturi, siamo esterni?
Sì, siamo con la telecamera. Stai facendo il funnesty? Sì, allora se intanto entriamo, mettiamo il sacchetto
poi dopo lo tireremo fuori a procedura finita, dammi due mattie per favore, vieni Lidia,
metti la luce esterna per favore
sì
tira di meno lì
io sono dentro
come dici?
io sono all'interno
sì sì sì
un attimo solo che entro con
fammi
mettimi la luce esterna per favore
ecco qui mi dovresti vedere
sì
mi togli un po' di Trendelenburg per favore
li riprendi?
eh?
dammi il sacchetto per favore
ok andiamo su
senti ma ce l'hai
del pneumoperitoneo
ecco l'ho
perché la paziente è in piedi
praticamente
ha un antitrendello in boruspinto
e non sono
non mi hanno spostato il paziente in tempo
comunque
siamo riusciti a fare lo stesso
ecco c'è la tua grazie il sacchetto della colecisti ovviamente non era sufficiente
abbiamo preso un sacchetto da 15 da qui esce il sacchetto a fine procedura quando abbiamo
completato le mostre si è messo il drenaggio togliamo i trocar e tireremo fuori il pezzo
per ultimo, dammi una Kelly per tenere, allora torniamo dentro, acqua calda, se no loro non
vedono niente, allora dammi una pezza, qui pure in questi tempi qua sembrano stupidaggini
ma questi tempi li abbiamo cambiati nel tempo perché si recupera tanto tempo adottando
delle strategie
più lineari
togli prima, togli dopo
quando lo fai uscire
non sono stupidaggini
ma si imparano la tempistica
col tempo, a furia di farlo
sono i trucchi della laparoscopia
sono i trucchi della pratica clinica
che non basta leggerli sul libro
o vedere un video
poi tutti questi piccoli dettagli
eh capito?
dammi la giovanna, questo è un graspo
allora adesso facciamo un giro
l'emostasi classic con il bisturi caldo monopolare come facciamo di solito, l'emostasi facciamo
utilizzando sempre il monopolare e poi utilizziamo volentieri degli emostatici soprattutto quando
le tranche sono ampie ma quello che è più che ci piace di più nella trancia e sangue sono le
spugnette che le hanno fatte apposta per la paroscopia che si srotolano aderiscono benissimo
insomma ci abbiamo tanti emostatici efficacissimi però nel fegato usiamo meno quelli schiumosi e
E usiamo meglio la spugnetta, perché comunque la trancia è sangue,
mentre nelle nefrectomie parziali, sulle anastomosi, usiamo gli emostatici a schiuma,
per non far nome, insomma.
A me sembra che qua va benissimo.
Eh? Che dite? Non c'è bile? Non c'è sangue?
No, infatti.
Avevamo visto all'inizio, a metà trancia, la bile, ma l'abbiamo controllata con una clippa.
Allora, dammi l'emostatico.
Scusate, è pronto per entrare? Adesso siamo collegati normalmente in video e in audio.
Allora, questo è efficacissimo. Noi lo usiamo quando ce l'abbiamo, perché poi l'azienda non è che...
Questo è un mal comune.
Però devo dire che operare questi pazienti, come dicevate prima facevate un discorso di medicina difensiva, ci sono delle cose che non si può operare senza averle.
per esempio tutti gli strumenti che
adesso mi avete visto usare l'ultracision
che usiamo nella chirurgia epatica
poi esiste
le radiofrequenze
questa chirurgia se non hai questi strumenti
non la devi fare
perché è troppo complica, non ci si può mettere
coppinze e forbice
questa sarà l'eterna discussione
fra amministrativi
e medici
non si rende conto che la chirurgia
non è una pratica amministrativa
mi dai un altro per favore
questa chirurgia senza questi presidi
non si può fare, sei costretto a rimandare il malato
se non hai, è come un lavarocelle senza rete
ma come lo fai a fare?
Noi abbiamo avuto
delle discussioni
diciamo accese
quando l'amministrazione
ci ha chiesto di fare le checklist
che poi sono state più o meno
semplificate ma all'inizio
c'è stata una ribellione dei chirurghi
perché
che dovevano certificare che c'era tutto il necessario e dovevano praticamente firmarlo.
Allora tutti si sono inalberati in quanto una volta manca un ferro, una volta manca una roba, una volta manca l'altra
e questo è stato, basta, fermiamo tutto perché con una checklist fatta così, diciamo, non c'è più a rivederci.
non si opera più
insomma
alcune cose sono assolutamente
necessarie, altre
poi che l'utilizzo
non sono indispensabili
ci si arrangia
allora alcune sono intercambiabili
alcune non sono strettamente
necessarie, però due cose
sono indubitabili
uno che quello che serve, serve
secondo ne puoi fare un utilizzo
oculato, cioè puoi evitare
di aprirne tre
puoi evitare di rompere la lama
perché l'hai usato in maniera impropria
e quindi ti servono quattro strumenti
per fare la stessa cosa
puoi evitare di usarlo per fare la colecistina paroscopica
quindi che l'utilizzo
vada regolamentato
però queste procedure
in particolari
senza strumentazione adeguata
non vanno fatte
infatti
è questa che poi è
la battaglia eterna
degli medici
contro le amministrazioni
insomma
vengono accusati di spreco
ma qualche volta
non è così, è una questione
veramente di sicurezza
esatto, quindi sullo spreco
sfondi una porta aperta perché ci mancherebbe
altro, qua stiamo attentissimi
ad aprire tutto lo strumentario
che è strettamente necessario
non aprono nulla se non
lo chiede il chirurgo, qua il tavolo madre
è preparato solo con i ferri chirurgici non aprono trocar non aprono strumenti
disposable se non è il chirurgo che glielo chiede adesso queste sono cose
sono essenziali allora questo qua che vedete questa pezza bianca è la pezza
che avevamo abbiamo messo due lunghette grandi con la soluzione idrosalina
a protezione
che ci ho detto prima
la Cisti questa è sicuramente
morta con questa calcificazione
quindi il rischio
di rottura e disseminazione
degli escolici come hanno avuto l'altra volta
per quel grosso caso di cui
vi ha detto
prima
diciamo qui no, non c'era
aspetta fammi prendere questo filetto, via, allora fammi tagliare, no non mi pare tagliare niente
allora col senno di poi abbiamo fatto bene a porre l'indicazione, la paroscopia a questo malato
a questa paziente, patologia benigna, ma è anche giusto provarci, eh sì, però diciamo che provarci
devi essere
nelle condizioni di arrivarci alla fine
se invece ti mancano le cose
come dicevamo prima
esponi la paziente a un rischio
no certo ma
giustamente come era successo
nell'altro caso
ti puoi trovare davanti a qualcosa che non ti aspetti
insomma nonostante tutto
sappiamo che
adesso
dammi la forbice che tolgo la pringola
vedete noi l'abbiamo preparata
ma non l'abbiamo usata
Devo dire che in chirurgia aperta non la usiamo mai, sono pochissime le epatettomie maggiori, in particolare dove ricorriamo al clampaggio, forse abbiamo un 5% di clampaggio.
Marco potete aspettare, che lo usavo per il trogar, dammi il trogar per favore, si qualcosa per rientrare qua, voglio mettere un drenaggio, perché l'hai tolto?
dai dammi il grasper
e il drenaggino
dammi un drenaggio piccolo
dammi il grasper
togli il mandrino
ti vedo fare una strana manovra
non l'ho capito a mosto
questo è un altro trucchetto
svelacelo
abbiamo messo il drenaggio
si questo l'ho visto
entri con un ferro
nel trogar che toglierai
dove metterai il drenaggio, recuperi il tubo e te lo porti dentro. Ti guadagna in 20 secondi,
sono tutti piccoli trucchetti. Ognuno il drenaggio lo mette come gli pare, noi lo mettiamo sempre
così. Utilizziamo un trocar e da quel trocar ci peschiamo il drenaggio da fuori. Mi pare che più
di questo drenaggio sia inutile mettere, se dovesse fare un leak biliare dovrebbe essere
drenato dal drenaggio e poi si vedrà le fistole biliari nell'epatettomia minori
non sono infrequenti l'importante è che siano ben drenate e poi si aspetta
generalmente guariscono con un po di pazienza può succedere che il paziente
vada a casa anche col drenaggio dai dammi da tagliare come abbiamo
imparato le fistole biliari bisogna trattare il chirurgo e non il paziente
Se è ben drenata è più che sufficiente.
Allora, togliamo i drogar.
Ci sono osservazioni, domande, come non so.
Dammi da tagliare.
Io non ne ho ricevute.
Ok. Allora, noi controlliamo sempre che tutti i drogar,
qui avevamo sospeso il legamento, lo molliamo.
Controlliamo sempre quando togliamo i drogar,
tutti i drogar che non ci siano sanguinamenti
e se ci sono sanguinamenti li controlliamo
in tempo reale
ovviamente
mi associo ai ringraziamenti del dottore Torre
che ha fatto inizialmente perché queste procedure
si fanno solo grazie a un lavoro
d'equip
grazie al dottore Torre che ci ha dato
questa possibilità, grazie a voi
a te alla pazienza
la bella moderazione che hai fatto
stai scherzando
grazie a voi per aver operato
e si faccia vedere un caso interessantissimo
spero che
aspetta, che cos'è quello?
dammi da aspirare un attimo
questo è proprio un sofismo
vediamo come entrare qua
piccoli
sembra veloce
sembra veloce
finito
adesso se fai lo zero per favore
andiamo a togliere
fa vedere dove è il sacchetto
ecco, questa è la Cisti
Adesso ci toglie l'anti-trendelenburg e torniamo in posizione subito.
C'è anche una lama.
Le luci di sala, chiudete il gas della colonna.
Adesso facciamo vedere quando usciamo così vediamo il pezzo, siete d'accordo?
Sì, sono d'accordissimo.
Sei curiosa eh? Anche noi.
Allora però, Lidia, tu inquadra, guarda là allo schermo.
possiamo mettere la telecamera esterna forse ma un po' lontana
allora
mettiti in mezzo alle gambe
stanno in esterna
e dov'è la telecamera?
vabbè rimetti questa
vieni di qua
lo so, ora sceglieranno cosa vedere
dopo dopo
dammi due mattie
un altro mattie per favore
ci vedono qua?
io vedo
ok dammi l'elettrico normale
Il taglio sovrapubblico di Fannestil è quello che preferiamo sempre perché permette di tirare fuori e soprattutto i pazienti, le pazienti o anche gli uomini non se ne accorgono proprio che hanno un'incisione muscolare.
nessuno si lamenta mai di questa incisione come prima parlavate del
dolore nella toracotomia non c'è un paziente uno che si lamenta di questa
no in effetti io adesso la metto in ginecologia ed è un taglio abbastanza
ed è un taglio abbastanza normale nella chirurgia aperta ginecologica e non dà
grandi dolori e non abbiamo problemi
no infatti
no prima parlavamo di
terapia sui
sui grossi tagli addominali
e soprattutto sui toracici
ok si facciamo un pochino
qua sotto
l'importante è aprirlo bene
sconnarlo bene
eccola
allora mi dai un telino blu
apriamo qui
Qui la parte assorbente per favore, questa è come l'abbiamo vista entrando, vedete è proprio lei, questa è la parte sotto, non l'abbiamo proprio scoperta e qua è tutto parenchima epatociti, quindi siamo andati in tessuto sano e la trancia che avevamo disegnato con l'ecografia è quella che ci ha guidato poi nella parte parenchimale.
Sono tantissimi clip, generalmente non è così, ma il caso forse l'ha richiesto.
Che dici?
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