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28° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE LITIASI BILIARE: STATO DELL’ARTE III SESSIONE Patologia iatrogena Moderatori: L.Docimo, M. De Palma Closing Remarks G. Conzo (Napoli) – C. Bianchi (La Spezia)
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Cioè alzati e vai a fare l'ultima reazione, rapido.
Grazie, allora grazie della parola, è difficile questo ruolo anche perché io non avevo idea,
mi era stato dato un quarto d'ora, avevo preparato le diapositive e quindi l'applauso è perché faccio prestissimo.
Una cosa sull'incidenza, per fortuna è in riduzione, lo studio di Nuzzo 0,3% del 2005 è stato un po' per andare avanti su questo.
Ok, la 03 che è le lesioni maggiori in Italia al 2005, per fortuna che sono praticamente 300 nuove lesioni biliari all'anno in Italia, sono 100.000 quelle che sono effettuate, oggi si è, per grazia di Dio, ridotta.
Il primo messaggio che io vorrei dare è questo, l'incidenza si è avvicinata un po' a quella della colcistectomia open, questa è una revisione su 500.000 pazienti, l'incidenza mediana è 0,2, quindi si avvicina allo 0,1 della chirurgia open e probabilmente per una maggiore sensibilità di tutta la collettività.
Oggi sono 30 anni dalla colistectomia laparoscopica, il trentennale, ancora se ne parla, le complicanze sono importanti e sono gravi, come Bianchi, l'ultimo relatore, ci ha fatto vedere.
Non è una chirurgia felice, è una chirurgia che purtroppo è seguita da gravissimi danni.
di tutte queste cose
andiamo direttamente a quelle che sono
le nostre, per esempio
un'esperienza nostra in Campania
su 51 lesioni biliari
maggiori, riparate con
epatico di giuno, con care
quindi c'è un po', vedete, tutto quello
che era possibile
avere, una sezione completa
dell'epatico comune, dell'arteria epatica
e della porta, li vedete qui a sinistra
riparate con epatico di giuno
con care, addirittura
con epatectomia destra è uno studio multicentrico della campagna, ha portato un numero di interventi del 20% con una mortalità alta dell'11%, quindi è un problema grave, non è una cosa così semplice, non è una cosa che spesso può essere approcciata per via laparoscopica, è proprio l'ultima cosa.
Forse oggi si va verso quello che ci diceva il brillante radiologo, cioè il trattamento c'è sempre più spazio, non per la chirurgia, forse per un approccio combinato tra endoscopia e chirurgia interventistica.
E il contenzioso medico legale, vedete, in campagna è stato del 20% in base a questi risultati.
Per concludere, le lesioni sono complesse, richiedono la gestione di una volta in centri multidisciplinari,
è ancora in discussione il ruolo del care rispetto all'epatico giuno che resta l'intervento di scelta,
il danno vascolare è importante, ma soprattutto questi pazienti muoiono per complicanze settiche,
che è la prima cosa che il chirurgo deve gestire.
Grazie. Non posso che concordare su tutto quello che è stato detto e ognuno ha anche un po' le sue esperienze. Noi facciamo circa 200-300.000 laparoscopiche all'anno e abbiamo avuto due grossissime lesioni della via biliare, entrambe fatte da chirurghi esperti peraltro, in un momento particolare dell'intervento, un grosso sanguinamento in uno che ha fatto sì che inizia a mettere il cripo ovunque, poi i tagli,
e in un'anomalia anatomica in un altro intervento.
Il messaggio vero è che sicuramente le colicistitomie le facciamo tutti,
uno può anche essere esperto, ma bisogna ben distinguere l'esperienza che si può avere in una colicistitomia
da quella che si può avere in una ricostruzione delle vie biliari, soprattutto in questi casi.
Sicuramente il messaggio da portare a casa è quello di prevenire queste lesioni,
perché ne abbiamo i mezzi, abbiamo le possibilità, la discezione del corredo, del cistico, del cavo e quello di non considerare mai una colicistectomia semplice perché come dicevamo prima, come dicevate voi che avete molta esperienza e più di me, anche le più banali colicistectomie si traducono veramente in tragedie
e quello di avere l'umiltà alla fine di portare comunque a casa il paziente, cioè il paziente va comunque, se qualcuno dell'equipe è in grado di gestirlo bene,
se no ovviamente non si può fare altro che inviarlo a chi è più bravo di noi, è inutile, non si può fare altrimenti. Grazie.
È stata una sessione sicuramente interessante, ci sarebbe ancora molto da discutere, poi sulle vie biliari le incertezze sono tante e ciascuno ha la propria esperienza che filtra molto quello che poi il comportamento che si adotta.
Credo di potervi ringraziare tutti per il contributo dato e do la parola al mio comandatore.
No, soltanto per ringraziarvi e per ringraziare ancora una volta la Sipad, a quest'ora, a chiusura di giornata, avere ancora tante persone, poi siete sempre bravi a individuare l'argomento giusto perché la partecipazione ha dovuto veramente moderare gli interventi e prima di tutti i nostri, quindi diamo la parola al Presidente, al doppio Presidente che è stato precisissimo, abbiamo iniziato con un minuto di anticipo e abbiamo finito con cinque minuti di ritardo.
Siete stati bravissimi ma soprattutto veramente mi compiaccio con Carlo perché bisogna dirlo che è stato l'attore di questa sessione dal mattino a oggi perché veramente si sono sentiti argomenti interessanti trattati da persone estremamente competenti
E se mi lasciate dire, anche all'inizio di questa sessione, in parte anche da giovani. E questa è la filosofia di SIPAD. Grazie a tutti, arrivederci.
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