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27° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE VIDEOFORUM Presidenti A. DONINI (Perugia) S. TESTA (Vercelli) Moderatori: S. ARCIERI (Roma) A. BESOZZI (Bari) G. M. BUONANNO (Benevento) A. CATANIA (Roma) R. MAZZARELLA FARAO (Roma) A. PAGANINI (Roma) A. SAGGIO (Catania) G. TIRONE (Trento) Robotic Right Adrenalectomy for Pheochromocytoma G. Ceccarelli, E. Andolfi, M. Angelini, G. Provenza, G. Pellicanò, B. Frezza, M. Scricciolo, A. Rocca, A. Biancafarina
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L'ennesimo Ceccarelli. No, sei cambiato. E questo è grave, direi. Anche il gruppo di Arezzo ci presenta una sua renectomia per feocromocitoma, però con tecnica robotica, sempre destro.
Buongiorno, grazie a tutti. Io mi chiamo Aldo Rocca, faccio anche un percorso di specializzazione ovviamente al dottor Ceccarelli.
questi sono soltanto piccoli richiami più per noi giovani veramente di anatomia
questa è la posizione, l'approccio è quindi in decubito laterale
con tre braccia robotiche e un trocar in ombelico accessorio per l'aiuto
diciamo che l'approccio standard che noi cerchiamo di ricreare
è quello di ritrovare i nostri punti di repere anatomici
che sono da un lato, sulla renalectomia destra, la vena cava
e dall'altro il polo inferiore del rene
Vediamo come l'aiuto ha la possibilità di aspirare e aiutare nelle manovre di dissezione e con le braccia robotiche riusciamo ad avere una scheletrizzazione abbastanza sicura della vena cava fino alla renale e quindi riuscire a identificare la lesione.
In questo decubito, che poi è lo stesso che si può anche utilizzare per un approccio ai segmenti posteriori del fegato, è anche forse un po' più agevole la dissezione del legamento triangolare di destra e dei peduncoli vascolari.
Forse sul fegato il problema di questo decubito qua è l'effettuare la manovra di Pringle, ma in questo caso non è pertinente.
Una volta assicurato il controllo delle strutture vascolari venose tra Emoloc che noi preferiamo usare, a quel punto diventa realmente possibile manovrare la lesione.
Quindi il primo passaggio è sicuramente l'identificazione di queste strutture. Le strutture arteriose, lo ricordo fondamentalmente a me stesso, è difficile identificarle propriamente, quindi vengono man mano coagulate durante le manovre di dissezione.
L'utilizzo della forbice monopolare e dell'abipolare dall'altra parte permette di avere un controllo abbastanza sicuro dei sanguinamenti e di mantenere il campo pulito perché abbiamo con l'abipolare la possibilità di fare sia un movimento di prensione sia un movimento emostatico.
Questo è il momento dove viene posta una clip su una delle strutture venose afferenti al surrene e una manovra fondamentale proprio perché il feocromocitoma essendo secernente nelle manovre di manipolazione potrebbe dare un rilascio di catecolamine con una difficoltà anestesiologica nonostante questo non fosse un paziente sintomatico quindi non avesse almeno una clinica evidente.
La diagnosi è stata incidentale. Per cui si va abbastanza serenamente verso la fine delle assicurazioni vascolari.
Una volta identificato anche il polo superiore del rene la dissezione può procedere più tranquillamente perché non abbiamo strutture pericolose da dover preservare e possiamo limitarci a manipolare l'organo e completare la transizione.
La tecnica robotica in questo caso può sembrare forse un eccesso perché sono interventi standardizzati in laparoscopia, quindi è una cosa che risulta evidente, però innanzitutto c'è un discorso anche di learning curve,
Nel senso che se noi volessimo fare direttamente una duodenocefalo pancreasectomia probabilmente dopo il dottor Ceccarelli non la potrebbe fare più nessuno, quindi così c'è la possibilità anche di trainare un gruppo all'interno di una chirurgia sia in prima persona alla consola ma sia anche come aiuti perché abbiamo notato negli interventi precedenti la sinergia tra l'aiuto al tavolo operatorio e il primo operatore è fondamentale nel gestire i momenti di riscaldamento.
più critici per cui questo diventa un'ottima scuola anche per noi specializzanti o per chi
non ha esperienza di questo tipo di tecnologia o di chirurgia mini invasiva e dà anche la
possibilità di gestire effettivamente degli strumenti laparoscopici perché in laparoscopia
il training si fa all'ottica ma poi la percezione della tensione della profondità dell'utilizzo di
di uno strumento diventa molto relativa, invece con la tecnica robotica si ha questo tipo
di possibilità di learning curve, per cui considerando che questo è un intervento che
sicuramente sarà il risultato più costoso, però non particolarmente dispendioso neanche
dal punto di vista dei tempi, sicuro per l'ammalato e che fa parte di un percorso e di una filosofia
di un percorso di un gruppo, poi è anche interessante valutarlo e discuterne al di là del punto di vista tecnico
che poi nel surrene ha tolto due o tre capisaldi che sono l'identificazione della cava che in questo caso è stata preparata in maniera chiara
e nel polo superiore del rene rispettando quelli che sono i rapporti con il fegato ovviamente non lascia grossissimi dubbi.
ovviamente c'è anche un po' di sicurezza in più nel gestire un'eventuale complicanza
che in questo caso per fortuna non c'è stata dal punto di vista dei sanguinamenti
visto che c'è una struttura comunque molto delicata soprattutto in mini-invasiva
il pezzo viene estratto come sempre in questo caso in sicurezza quindi con un endobag
e viene chiuso tra le brici, questo è il pezzo, lo specimen, con il tumore e la ghiandola surrenalica
e la chiusura è delle brici soltanto maggiori dei 10 mm. Grazie.
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