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34° Congresso Chirurgia dell'Apparato Digerente, anno 2023 SIMPOSIO SIPAD 1° SESSIONE Litiasi Colecisto-coledocica Lettura: Colangiografia a fluorescenza: lusso o necessità L. Boni (Milano)
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visto che abbiamo già il professor Boni che è collegato a quanto pare, iniziamo
immediatamente con i lavori. Luigi ci sei? Sì ci sono, buongiorno a tutti, spero che mi
sentiate, mi vedete? Sì perché mi vedo, spero che mi sentiate anche. Sì sì perfetto
Luigi puoi andare. Perfetto, ottimo, benissimo. Allora ringrazio dell'introduzione,
purtroppo stamattina facevo la diretta col Palazzini quindi proprio non riuscivo
essere presente con voi. Ringrazio i presidenti, i presidenti, i comoderatori e il presidente
della SIPA, cioè il professor Benevento, che mi lega da anni di collaborazione e anche
di scuola. Inizio subito con la mia lettura che è sulla chirurgia, sulla colangiografia
a fluorescenza e il titolo è giustamente un plus, un lusso o una necessità.
Visto che la sessione in parte parla anche della litiasi della via biliare, dico subito
che la fluorescenza nella litiasi ribiliare ha poca utilità, se non nei pazienti già
operati per colicistectomia con aderenze per l'identificazione della via biliare, ma
ma calcoli non si riescono a vedere con la colangiografia a fluorescenza,
a meno che non si tratti di calcoli di grossissime dimensioni,
come quelle che effettivamente vediamo in questo filmato,
dove si evidenziano dei difetti di riempimento,
ma come vedete dall'esplorazione della via biliare
si tratta veramente di calcoli di più di 2 cm di diametro
e quindi facilmente identificabili.
I calcoli più piccoli, ahimè, con la fluorescenza ad oggi non si trovano.
Quindi la fluorescenza che cosa può servire in chirurgia della colicisti serve fondamentalmente
per cercare di ridurre questo che è un problema ancora oggi, che sono le lesioni delle vie
biliari post-colicistectomie.
Ricordo a molti che le lesioni delle vie biliari post-colicistectomie sono percentualmente poche,
perché sono lo 0,3% se consideriamo soltanto le lesioni un pochino più gravi, ma se consideriamo
che soltanto negli Stati Uniti ogni anno eseguono 750.000 colicistectomia laparoscopica, vuol dire
che ogni anno 2.200 persone hanno una lesione della via biliare. E' stato dimostrato come
effettivamente circa il 50% dei chirurghi che fanno chirurgia, perché sappiamo che il miglior
modo per non avere complicanze è non fare nessun tipo di intervento, ma il 50% dei pazienti che
fanno la chirurgia nella loro vita avranno almeno una lesione della via biliare e a volte ne ha
hanno anche più di una e allora siccome
mi piace sempre parlare anche della mia
casistica personale io effettivamente ne
ho una ed è questa che vedete questa
bellissima colangiografia che io ho
incorniciato nel mio studio di cui forse
il professor Bedretto si ricorda perché
era i tempi in cui lavoravamo ancora
insieme io ero un giovane neospecialista
credo già ricercatore e ancora oggi devo
essere sincero che io ero convinto che
quello fosse il dottocistico ve lo posso
posso assicurare, ma in realtà ho messo due belle clip sulla via biliare e sezionata,
dopodiché un paio di giorni dopo è arrivato il professor Dionigi che era all'estero e
l'ha sistemata, per fortuna mia, perché ai tempi sicuramente non ero in grado di fare
un intervento di questo genere. Come vedete sono passati più di vent'anni, ancora me
lo ricordo, non perché ce l'ho incorniciata, ma perché sono quelle cose che ti segnano
o nella vita, per fortuna per adesso è l'unica che ho avuta.
Di fatto, come dicevo, sono cifre alte, se consideriamo l'aviazione,
ogni giorno a Itro decollano e atterrano 1.400 voli,
quindi se avessimo lo 0,3% di incidenti vorrebbe dire che ogni giorno a Itro
avremmo 4 aeroplani che hanno un incidente,
credo che nessuno volerebbe più né a Itro né in qualsiasi altro tipo di località.
andiamo meglio? Siamo migliorati
negli anni? Ni, nel senso che
le casistiche dicono che
col passare degli anni l'incidenza
è rimasta sempre uguale anche perché
probabilmente adesso affrontiamo anche casi
un pochino più complessi. Forse
gli ultimi report dimostrano che questa
incidenza si sta riducendo lievemente
dallo 0,3 allo 0,2
ma
diciamo così che la lesione
della via biliare è un problema
è un problema perché i costi
e l'adegenza post-operatoria aumenta in maniera significativa,
i pazienti anche quando poi vengono sistemati anche da chirurghi bravi
hanno comunque una riduzione della qualità della vita in maniera significativa
e ahimè la maggior parte dei casi in cui vi è poi una medical legal litigation
come si chiama in termini di sassi, quindi una denuncia da parte del paziente,
la maggior parte dei casi il chirurgo viene trovato in qualche modo responsabile
e da un'altra parte l'ha eseguita lui la lesione della via biliare
e questo è un bell'articolo pubblicato su Anna's Surgery qualche anno fa
il sottotitolo è molto interessante
è 120 million dollar question
perché questa era stata la cifra pagata sommatoria
nell'arco di 10 anni ai pazienti
che avevano subito una lesione della via biliare post-colicistectomia
io lavoro adesso in un centro trapianti
e noi ogni anno facciamo un paio di trapianti di fegato
se non anche tre
per pazienti che hanno subito una lesione
della via biliare post-colecistectomia
alcuni di questi, la maggior parte di questi
sono trapianti eseguiti come conseguenza
diciamo così di riparazioni
che non sono andate a buon fine
alcuni di questi li abbiamo anche eseguiti
in regime di urgenza e quelli in realtà
in regime di urgenza per lesioni combinate
vascolari biliari di fatto
quasi sempre esitano con un
decorso molto sfavorevole con la morte
del paziente quindi anche se vogliamo
lo spreco di un organo, quindi questo è un problema significativo. Come vi dicevo ancora oggi nella mia lesione della via biliare credo di aver legato il dottor Cistico, che ovviamente non ho fatto, perché sappiamo molto bene qual è il meccanismo che porta il chirurgo a avere una lesione via biliare, è un visual perspective illusion, cioè una percezione errata di quella che è la reale anatomia della via biliare.
e nel 97% il chirurgo pensa di aver effettivamente capito qual è l'anatomia biliare
e in realtà non è così perché ha un'illusione percettiva
che la paroscopia è un pochino accentuata, anche se le visioni biliari ce le abbiamo anche in chirurgia open,
perché ci sono vari fattori, la visione molto limitata del campo,
la mancanza della tridimensionalità, potremmo parlarne a lungo.
Che cosa fa la fluorescenza?
La fluorescenza, grazie a questa sostanza che chi faceva chirurgia biliare epatica
che la conosce da molti anni, cioè il verde di indocianina
e permette di chiarire
e di verificare e di migliorare
la visualizzazione dell'anatomia e quindi di non
cadere in quella visual perspective illusion
che porta poi alla lesione
della via biliare. Il verde di indocianina
è una sostanza che si usa da molti anni
con praticamente pochissimi
effetti collaterali
le reazioni adverse severe mi portate
in letteratura sono dello 0,05%
non è mai avuto
nessuna mortalità da somministrazione
della via del verde di indocianina. Il verde di indocianina che cosa fa? Si inietta endovenosa
un po' prima dell'intervento chirurgico, si lega le proteine del plasma e poi se il
fegato funziona bene, rapidamente viene eliminato dal fegato nel giro di una mezz'ora attraverso
la bile e poi dalla bile nell'intestino e quindi con le feci. Il verde di indocianina
può diventare fluorescente con un'apparecchiatura che emette un raggio luminoso oppure un raggio
laser con una lunghezza d'onda di 835 nanometri e rende eccita il verde di endocianina che
quando torna allo stato iniziale emette energia sotto forma di fluorescenza che può essere
identificata dalle apparecchiature. Adesso praticamente qualsiasi apparecchiatura laparoscopica
presente sul mercato è dotata di sistemi a fluorescenza, quindi è quasi impossibile
non acquistare per esempio adesso una colonna senza la fluorescenza, adesso abbiamo sistemi
4k anche 3d con la fluorescenza e quindi una tecnologia che sicuramente è ampiamente disponibile
con dei costi relativamente bassi sicuramente non significativi rispetto ad altre tecnologie
come faccio a convincervi che dovete usare la fluorescenza durante la colcistectomia laparoscopica
ma potrei convincereci dicendovi che comunque questa entra già in alcune linee guida le Tokyo
Guideline nel 2018 nella ultima edizione introducono la colangiografia in fluorescenza
come una tecnica per migliorare la visualizzazione delle vie biliari in corso di colicistectomia.
C'è una linea guida, una raccomandazione della EAS insieme alla SEGES,
la Società di Chirurgia Mininvasiva Americana ed Europea,
dove identificano anche la colangiografia a fluorescenza come una delle metodiche
per ridurre l'incidenza delle lesioni delle vie biliari.
Abbiamo la EAS che ha fatto una consensus conference nel 2021 che è stata gestita e organizzata dalla mia collaboratrice dottoressa Cassinotti dove si è dimostrato dove c'è stato un grosso agreement superiore al 70% nell'indicare la colangiografia a fluorescenza quando presente e disponibile nelle sale operatorie da dover essere utilizzata per migliorare la visualizzazione delle lesioni delle vie biliari.
Ma per convincervi potrei portarvi i risultati di un trial randomizzato controllato, un grosso trial randomizzato fatto qualche anno fa, di cui abbiamo partecipato anche noi, dove si è dimostrato come la visualizzazione di tutte le strutture delle vie biliari, sia prima che dopo la dissezione del triangolo di Calot, è significativamente migliore usando la colangiografia a fluorescenza rispetto alla luce standard.
Lo stesso, anche un altro randomizzato controllato, questo porta invece esclusivamente europeo, anche in questo caso i risultati sono stati gli stessi, l'utilizzo della colangiografia a fluorescenza migliora la visualizzazione delle strutture biliari all'interno durante la colicistectomia laparoscopica, quindi è di fatto la visual perspective illusion che causa, la principale causa delle strutture biliari, in teoria con la colangiografia a fluorescenza dovrebbe essere significativamente ridotte.
Vale anche per l'acuzie ma in realtà i dati che sono un pochino inferiori rispetto a quelli degli interventi elettivi hanno dimostrato che anche in condizione di colicistite acuta la visualizzazione delle vie biliari e delle strutture anatomiche delle vie biliari è statisticamente migliore rispetto all'utilizzo della luce standard.
Ovviamente qui non avremo delle immagini così nitide e chiare immediatamente, sarà necessario fare un po' di visualizzazione ma sicuramente è in grado di migliorare la visualizzazione.
Potrei portarvi anche le altre evidenze presenti per esempio in review sistematiche dove dimostrano ancora che si visualizzano meglio, in meta-analisi anche di review sistematiche con moltissimi pazienti.
In tutti questi l'utilizzo della fluorescenza migliora la visualizzazione, nelle meta-analisi migliora anche, riduce anche la lesione delle viabiliari e riduce anche la conversione a chirurgia open, che di fatto è un surrogato di una colicistectomia in cui c'è il rischio di una lesione della viabiliare, mettiamola così.
E' estremamente utile anche per scopi educazionali, noi lo usiamo da anni, i nostri specializzanti adorano questa tecnica perché gli permette veramente di fare una dissezione guidata sotto guida anatomica.
Ma diciamoci la verità, preferite avere una visione di questo tipo o una visione di questo tipo?
O una visione di questo tipo quando eseguite una colistetomia laparoscopica?
Perché mi sembra abbastanza ovvio che essendo una tecnica che migliora la visualizzazione,
un po' come passare dalla definizione di tanti anni fa delle telecamere alla ultra alta definizione che abbiamo adesso,
in questo caso abbiamo addirittura una guida.
Quindi non è che necessariamente noi dobbiamo avere dei 50 randomizzati controllati che dimostrano che una tecnologia, una tecnica è valida, perché questa è una tecnica visiva, di visualizzazione. È come dire che preferiamo guidare una macchina che non ci fa vedere assolutamente nulla attraverso la nebbia piuttosto che una macchina che con una tecnologia ci permette di vedere attraverso la nebbia.
Il problema della colangiografia a florescenza però è spesso un problema di visualizzazione,
cioè noi vogliamo ottenere delle belle immagini che ci permettano di vedere bene e discriminare molto bene l'anatomia della via biliare
e spesso in realtà, soprattutto in passato, non eravamo in grado di farlo perché lo vedete da queste immagini,
vedete come a parte la tecnologia più vecchia che è quella che è sulla sinistra del vostro monitor
in cui effettivamente la visione è una visione molto scura, ma anche con la tecnologia più moderna
che permette di lavorare in overlay, qual è il problema? Che spesso abbiamo un fegato che è
eccessivamente fluorescente e questo riduce la possibilità di avere un bel contrasto sulla via
biliare e di vedere quelle belle immagini che magari vi ho fatto vedere precedentemente. E
questo lo vedete anche in questo caso, non abbiamo una visualizzazione ottimale, abbiamo un fegato
molto fluorescente, sì certo si vede dell'alta fluorescenza anche nella via biliare, come
vedete nella foto intraoperatoria che è in basso a destra, ma ovviamente la visualizzazione
è inficiata da tutta questa fluorescenza che c'è nel fegato. Noi invece vogliamo avere
immagini di questo tipo, cioè vogliamo avere un fegato che ha un colore normale, cioè
privo di qualsiasi tipo di fluorescenza, e invece la fluorescenza soltanto nella via
viabiliare. Vedete come, per esempio, per identificare anche dei dotti superficiali come
questo sul letto della colecisti, se noi avessimo il fegato completamente a fluorescenza non si
riesce a identificare. Da qui la necessità di riuscire a trovare una situazione in cui abbiamo
un rapporto tra la fluorescenza nella viabiliare e la fluorescenza nel fegato che sia estremamente
basso. Come possiamo ottenere questo? Beh, in realtà abbiamo due possibilità. La prima di
di dare il verde d'indocianina molto prima,
addirittura qualche giorno prima,
in modo tale che il fegato si elimini,
non abbia più anche un po' di verde d'indocianina,
quindi risulti di colore normale.
Ma è una situazione molto poco pratica,
perché i nostri pazienti che fanno la colecistetomia
entrano il giorno stesso dell'intervento
e vengono portati in sala operatoria.
L'altra possibilità è di trovare una dose ideale
che possa andare bene per i pazienti
a seconda del loro peso
e che possa essere iniettata un'ora prima
dell'intervento chirurgico.
Allora in questo caso abbiamo guardato la letteratura, in realtà c'è qualche dato in letteratura ma nessuno fondamentalmente aveva fissato in maniera precisa sia il tempo dell'iniezione del verde di indocianina né il dosaggio del verde di indocianina a seconda del peso del paziente ed erano tutte molto molto pratiche.
quello che abbiamo scoperto dalla letteratura che in realtà noi davamo troppo verde di indocianina ai nostri pazienti
e che probabilmente l'identificazione della via biliare può essere fatta con la fluorescenza
anche dando delle micro dosi di verde di indocianina
da qui uno studio che ha portato avanti una mia collaboratrice che è la dottoressa Baldari
uno studio molto raffinato dal punto di vista metodologico e anche dal punto di vista matematico
che è riuscita a identificare di fatto la dose, la minima dose ideale da dare al paziente
probabilmente a seconda del suo peso corporeo, facendo un'iniezione un'ora prima della chirurgia,
quindi dal punto di vista organizzativo estremamente efficace, in modo tale da avere un rapporto
tra la fluorescenza del fegato e la fluorescenza, scusate, la fluorescenza del biviliare e la
fluorescenza del fegato che fosse il più basso possibile. Di fatto abbiamo prima fatto
una serie di tentativi in cui abbiamo ridotto progressivamente la quantità di verdi di
endocianina data ai pazienti fino a trovare una quantità che praticamente non faceva
vedere assolutamente nulla neanche nelle vie biliari, abbiamo poi fatto una serie di casi
e siamo riusciti fondamentalmente ad ottenere una formula matematica che può essere utilizzata
per calcolare quanto verde di indocianina dare al paziente un'ora prima dell'intervento
per ottenere questo tipo di immagini, vedete, fluorescenza solo esclusivamente nelle vie
biliari e non più nel fegato e quindi ottenere una vera e propria colangiografia a fluorescenza
ideale per essere utilizzata nella pratica rutinaria.
Questo l'abbiamo fatto sia facendo dei calchi matematici
che poi anche facendo una valutazione soggettiva
di com'era la visione che avevamo intraoperatoria,
ma soprattutto quello di fare anche una valutazione oggettiva
andando a misurare l'intensità della fluorescenza
sulle immagini intraoperatorie.
In questo caso ovviamente l'intensità della fluorescenza
veniva calcolata dal computer che andava a valutare
per ogni pixel che veniva analizzato
della regione di interesse
qual era il tipo di intensità
in modo tale da ottenere una formula ideale
ed effettivamente come vedete
utilizzando questo tipo di formula
che è fondamentalmente
quella di prendere una fiala di verde di nocianina
che contiene 25 mg di verde
va diluita con 40 ml di soluzione acquosa
per iniezioni
e a questo punto una volta che si è fatta
questa diluzione si prende il peso del paziente
in chilogrammi, lo si moltiplica
per 0,019
che è quello che è venuto fuori dal nostro studio
e questo ci dà la quantità
di ml che devono essere somministrati
al paziente un'ora prima
dell'intervento. Per farvi un esempio
una persona di 70 kg
somministra con questa diluzione
1,2 ml endovena
quindi una quantità ben al di sotto
rispetto a quella che avevamo usato
eravamo soliti fare
ma questa quantità è perfetta
per ottenere un fegato non fluorescente
e dei viabiliari fluorescenti
e questo è stato dimostrato
sia dal punto di vista della valutazione soggettiva
che ha dato dei valori molto alti
soprattutto a livello dell'identificazione
della viabiliare
e sia anche per il calcolo
dell'oggettivo fatto al computer
del signal to background ratio
che abbiamo calcolato
che come vedete
soprattutto dopo la dissezione
è molto vicino a 1
che è il valore massimo
che abbiamo ottenuto. Quindi per sommare, se volete ottenere una buona visualizzazione
delle vie biliari con la cronangiografia a fluorescenza, prendete una fiala di verde
di indocianina, la diluite con 40 ml, non ce la fate a mettere 40 ml dentro la fiala
di verde di indocianina, quindi dovete prendere i primi 20 e aspirarli all'interno di una
siringa che contiene già 20 ml di soluzione acquosa e poi rimetterli all'interno della
la boccetta, calcolate il peso del paziente e poi moltiplicate il peso del paziente per 0,01912
e questo vi darà la quantità di verde d'indocianina che con quella diluzione dovrete fare al paziente stesso
un'ora prima dell'intervento. Vi assicuro che funziona nel 100% dei casi.
Questo funziona, lo studio l'abbiamo fatto con il sistema dell'Artex, ma funziona anche col sistema Rubina,
quindi sia sistemi laser che sistemi a LED e vedete queste sono tutte le immagini che noi riusciamo a ottenere indipendentemente dal tessuto e vedete che quando andiamo a vedere anche alcuni dotti superficiali come in questi esempi,
l'assenza di fluorescenza nel fegato permette veramente di andare a identificare anche strutture che hanno delle dimensioni veramente molto basse e se avete un piccolo leak biliare ancora di più l'identificazione è molto semplice.
Le tecnologie permettono ovviamente anche di adattare l'intensità e la potenza della fluorescenza e quindi anche questo può essere utilizzato.
La colangiografia e fluorescenza è cost-effective?
Esattamente sì, in realtà ci sono vari studi presenti in letteratura,
io però vi faccio un esempio.
Noi non sappiamo se la colangiografia e fluorescenza
effettivamente riduce l'esode viabiliare,
non ci sono stati studi che lo hanno dimostrato,
perché avremmo necessità di moltissimi casi.
Allora, ammettiamo che la colangiografia e fluorescenza
ha lo stesso effetto che può avere la standard colangiografia,
che però ha mille altre controindicazioni.
E quindi vedete come dai dati della letteratura ci dice
dicono che se usiamo la standard colangiografia, quella con i raggi X per intenderci,
abbiamo una lieve riduzione rispetto alla colangiotomia standard delle lesioni delle vie biliari.
Se il vostro reparto o la vostra struttura esegue 300 colangiotomie laparoscopiche,
utilizzando la colangiografia a fluorescenza avremmo una riduzione di uno 0,6 di incidenza di lesioni delle vie biliari all'anno,
quindi considerando anche i costi che ha una riparazione della via biliare senza contare i costi medico-legali,
voi in un solo anno potete risparmiare 65 mila euro e che è più o meno il costo dell'apparecchiatura di una colonna più o meno completa, recente, presente sul mercato.
Quindi, per concludere la mia lettura, la colangiografia a fluorescenza sicuramente dimostra una migliore identificazione dell'anatomia delle vie biliari, sicuramente è in grado di ridurre la conversione a chirurgia open e probabilmente, questo però non abbiamo delle evidenze se non indirette, ridurre le lesioni delle vie biliari in corso di coesitomie elettive.
La dose ideale della colangiografia a fluorescenza può essere ottenuta moltiplicando il peso del paziente in chilo per 0,019 diluendo una fiala da 25 mg con 40 ml di soluzione acquosa e questo ci permette di dare, amministrando l'endocelina un'ora prima della chirurgia, un rapporto tra la fluorescenza nel fegato e nelle vie biliari ottimale per migliorare la visualizzazione,
che è un elemento chiave
per poi ottenere il massimo
da questo tipo di tecnologia
e con questo io vi saluto
e vi ringrazio moltissimo dell'invito
saluto tutti gli amici della SIPAD
grazie mille
Luigi il saluto era solo per oggi
ovviamente non era un saluto alla SIPAD
era un saluto per oggi
ascolta
in accordo con il presidente della sessione
visto che sei stato molto bravo nei tempi
oltre a quello che ovviamente hai detto
hai detto delle cose abbastanza interessanti
questa che non è stata
una lettura magistrale
ma una lezione magistrale
se qualcuno dalla sala
volesse fare qualche commento
qualche domanda specifica al professor Boni
io credo che
è un'occasione
ecco
nel frattempo che qualcuno
prenda coraggio, Luigi vorrei farti
due riflessioni, poi passo la parola
al comoderatore
Allora hai parlato ovviamente questa è una sessione dove la tecnologia è una tecnologia molto spinta, tu sai ormai la nostra linea politica editoriale della Sibad che è quella ovviamente che punta molto sulla formazione e sulla crescita dei nostri giovani iscritti.
Allora volevo sapere il grado di entusiasmo secondo te perché hai fatto un passaggio tu su questo, c'è il grado di entusiasmo dei giovani rispetto magari a quelli più anziani perché la tecnologia ovviamente dei giovani viene assorbita e percepita rapidamente ma gli manca l'esperienza che ha l'anziano,
L'anziano magari fa più difficoltà a capire la tecnologia però l'esperienza e quindi dobbiamo sapere quale può essere il giusto mix e l'altra riflessione che volevo farti è, ma il fatto tu l'hai detto, c'è stato un tuo passaggio dove hai detto che i giovani adorano questo tipo di tecnologia,
ma il fatto di vedere terribilmente bene le immagini come se stessi sfogliando il netter ad esempio può creare in qualche momento qualche difficoltà in più perché magari uno è sicuro va veloce perché vede bene ecco volevo due tuoi pensieri in questo senso.
assolutamente puntuale questa domanda
per chi arriva meglio naturalmente
ovviamente nessuna tecnologia
rimpiazza la corretta
tecnica chirurgica
nel senso che le regole
della chirurgia vanno rispettate
e di fatto spesso
le scorciatoie portano a disastri
più che a benefici per il paziente
quindi assolutamente sì
nel senso che aiuta molto e c'è molto entusiasmo
dei giovani, devo dire che gli ha aiutati
molto spesso a capire
delle situazioni che sarebbero potute
essere estremamente pericolose
abbiamo avuto tutti esperienze
con le vie biliari che girano
molto vicine o con il ramo destro
della via biliare che si stacca presto e che gira
molto vicino all'infundibolo della colecisti
e che con la fluorescenza si vede
benissimo e il giovane dice cavolo io
questa cosa qua se non l'avessi vista così
sarei potuto andare lì per fare la dissezione
creando appunto dei danni, quindi questo
Questo gli aiuta molto, è ovvio che le regole fondamentali, la critica al viewer safety, la dissezione fatta con cautela dell'area è assolutamente fondamentale.
Devo dire che questa tecnologia per esempio agli esperti chirurghi spesso si dice, ma io effettivamente non ne ho tutta questa necessità.
E' vero sì, è vero in un altro momento, nel senso che due cose, di fatto un esperto chirurgo molto spesso una colecistectomia tranquilla o una colecistectomia rutinaria non è neanche coinvolto, nel senso che almeno nel mio reparto le fanno tutti gli specializzanti, magari con un aiuto giovane, quindi io non mi ricordo l'ultima volta che ho fatto una colecistectomia qui in reparto, quindi molto spesso la colecistectomia è a pannaggio di chirurghi meno esperti che quindi potrebbero avere un giovamento.
Devo dire che a noi ha aiutato molto anche nelle condizioni d'urgenza, cioè in quelle brutte colecistiti, soprattutto le colecistiti sclerotrofiche, dove ovviamente le immagini non sono belle come queste, però la via biliare si vede sempre, la florescenza nella via biliare si vede sempre e almeno voi vi riparate dalla lesione tipo quella che ho fatto io da giovane, cioè la transizione completa della via biliare che è veramente un disastro per il paziente dal punto di vista generale e anche per qualità della vita.
Io dico sempre ai miei, riaccordatevi, la fluorescenza, il verde in docianina va solo nella bile, la bile, a meno che non abbiate rotto la cordicisti o la via biliare, è solo nei dotti, quindi voi state lontano da tutto quello che è fluorescente, se è fluorescente c'è della bile e quindi c'è un dotto, quindi bisogna stare attenti, però naturalmente la tecnica chirurgica fa la parola.
Grazie, c'è Stefano Rosei che vuole fare una domanda, c'è il microfono Stefano.
Ciao Luigi, mi onoro di essere un tuo allievo, quindi lo dico sempre, queste innovazioni tecnologiche le ho imparate da te, io ti faccio un commento alla luce del crescente prezzo della fiala in verde e in docianina,
che tu dici vabbè la colonna ha già un prezzo tale
ma oggi anche la simbicola fiala
supera i 100 euro, quindi se vogliamo fare
vista la
frequenza con cui facciamo
le colicistectomie in elezione
un discorso anche cost effective
possiamo considerare
quello che io ho iniziato
ad adottare nel mio reparto, cioè quello di fare
nella chirurgia d'urgenza sempre
il tuo atteggiamento, che raccomandi
e raccomandate, cioè quello di iniettarlo prima
e andare nella colicistica acuta
affrontarlo col verde endocianina è un fegato
soppresso dal punto di vista di fluorescenza
nella chirurgia elettiva utilizzarlo
alla demanda, cioè iniziare
l'intervento senza verde endocianina
poi accettare il fatto
che il fegato sia più fluorescente
evidentemente, iniettando quella
soluzione diluita che tu consigli
e ragionando come hai detto
nell'ultima frase che hai detto, cioè per esclusione
cioè il primo
point, critical view of safety
qualora non raggiungibile la critical view
of safety, andare a
a ragionare sul non fluorescente e quindi rassicurarsi ovviamente escluso dai problemi vascolari
che eventualmente lì anche la fluorescenza può aiutare perché facendo il one shot di fluorescenza
un vaso lo si potrebbe distinguere da una struttura invece non vascolare evidentemente
e quindi dove vedere non fluorescente poter procedere a critica bio ottenuta in maniera più sicura.
Cosa ne pensi?
Luigi scusami, è la stessa cosa che dicevo io.
anche se ci sono tante
differenze tra ospedale e ospedale
quello che facciamo noi
se abbiamo più di una colecisti
programmata nella giornata
in realtà sfruttiamo
con la diluizione che facciamo noi potremmo fare
20 colecisti, anzi 30
in realtà
se ne abbiamo più di uno, 3 o 4
la sfruttiamo e la diamo a tutti
utilizzando la stessa
diluizione e la stessa fiala
che può rimanere per 12 ore
la mia speranza è, siccome adesso stiamo facendo
in un altro studio anche sul colon, sulla
angiografia e anche lì abbiamo visto che bastano
delle dosi molto basse, anzi
è meglio, è che
chi produce il verde di endocianina lo produca
un pochino di meno, 25
milligrammi non ci servono e che quindi
riducano anche un pochino i costi significativamente.
Sì, Luigi
io sono assolutamente
d'accordo con l'atteggiamento di cui parlava
Stefano, perché
visto che ci sono tantissimi giovani
qui non dobbiamo far dimenticare
come tu hai giustamente sottolineato
i criteri anatomici
e soprattutto le tempistiche
della critical view
perché se no finisce che
magari soprattutto i più giovani
si richiedono alla tecnologia
quello che comunque dovrebbe fare
il proprio cervello
Sì è vero, io nella mia esperienza
in realtà noto che appunto
con la colangiografia forse la ottengono di più
perché vedono meglio
e quindi sanno dove andare a fare la dissezione
sono più tranquilli e paradossalmente
è più critica al biosafety adesso
che prima che la utilizzavamo
bene, prima di chiudere
io ho visto il presidente
scrollare la testa quando
qualcuno ha detto faccio così
e lui faceva no, e allora prima di chiudere
una considerazione dal presidente
te la devi prendere
e se lui vuole
gli dai una risposta, se lui non vuole
non gliela dai
anche perché Stefano Reusei
Luigi ha detto che tu sei il tuo maestro
ma Angelo è il tuo
c'è una matrioska di maestro scusate se sono in camicia ma venendo da varese c'è
una piccola differenza i 10 15 gradi a cui non sono abituato non sono d'accordo mi dispiace
stefano su quello che hai detto perché se noi utilizziamo una tecnologia che ha lo scopo di
evitare un danno grave a un paziente va adottata tutti i pazienti che fanno un intervento di
di colecistettonia
perché altrimenti
introduciamo delle variabili
che
potrebbero essere soggettive
perché io magari
ormai anch'io non è che sia molto presente
nella colecistettonia in sala operatoria
però
il discorso di decidere
intraoperatoriamente
il dosaggio e tutto
potreste avere dei risultati
che non sono attendibili
rispetto ad averla fatta
preoperatoriamente
oltretutto anche nelle urgenze
di solito un'ora
prima che il paziente
prima che vada in sala
magari entra la notte
o al pomeriggio
un attimo
ha detto bene il presidente
diritto di replica
no no no
assolutamente no
chi parla è il professore Boni
E con questo una battuta ancora al professore De Verra prima di rispondere, così rispondi tutto insieme.
Allora, io ritengo che il danno in corso di colicistectomia, il danno importante, non lo splitting del cistico ovviamente,
sia ben più grave per quanto riguarda costi, qualità di vita e sequele rispetto a una fistola colica o una fistola gastrica, una fistola enterica.
Che ne pensi?
Allora, rispondo a tutte e due, anch'io in realtà, ahimè, mi trovo d'accordo sul fatto che vada fatta sempre,
perché quella colangiografia, quell'RCP che ho fatto vedere, la colecisti vi posso assicurare che era banale,
un paziente aveva avuto la pancratite, ma nessun segno di flogosi, e nonostante questo la mia clip è stata posizionata
in maniera anche magistrale attorno alla via biliare, e poi tagliata.
quindi da lì ho detto
ma no, i colicisti semplici non esistono
e la seconda cosa
sì sicuramente
il danno della via biliare
per fortuna è meno frequente
dei lì canastomotici
ma è veramente disastroso
per i pazienti
soprattutto se poi dopo non viene riparato
lì c'è un one shot
se non viene riparato subito bene
il paziente fa una vita di inferno
Luigi, prima di chiudere
e di ringraziarti del tutto
Stava fremendo Stefano Brausei, non posso non lasciargli come presidente la parola.
Dieci secondi, grazie, scusatemi, non voglio fare la figura di criminale, nel senso che è ovvio che si mira la sicurezza del paziente, al punto che io raccomando ai miei, dieci secondi, sono nove,
raccomando ai miei che nel dubbio di una critical view in cui non si riesce a ottenere o in cui neanche la prolescenza aiuta, si fa la chirurgia di istituzione parziale.
quindi che sapete bene
non essere sposata da tanti tra di noi
grazie
bene allora passiamo adesso la parola
per un saluto ancora
grazie mille
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