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19° Palazzini 2008 D. Mascagni Fate Bene Fratelli Roma colicistectomia
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Meglio, buongiorno, sono Paolo Vascagni, siamo qui dall'isola Tiberina, fate bene fratelli per trasmettermi un intervento di chirurgia laparoscopica con l'ecistetomia.
Abbiamo in sala i miei collaboratori, sono il dottor Fabio Muratori che è l'anestesista, che ha già provveduto a intubare la malata, a mettere un sondino nasogastrico per detendere lo stomaco.
la ferrista che è la signora Cristina Campi, abbiamo inoltre l'infermiera di sala, la signora Calcagni e la signora Gemmei.
Allora noi saremo pronti per iniziare, vorremmo farvi vedere un secondo la strumentazione che abbiamo,
abbiamo una colonna, si può inquadrare la colonna, una colonna Storz, con una telecamera se potete inquadrare,
Di ultima generazione abbiamo preparato due tavoli per semplificare un po' la presentazione degli strumenti, abbiamo un campo chirurgico che è questo e un campo laparoscopico.
Adesso la signora Campi vi dirà esattamente gli strumenti che abbiamo preparato. È chiaro che in questo momento abbiamo utilizzato una serie di strumenti, anche eccessivo per questo intervento, ma è per farvi vedere le differenti modalità tecniche e gli strumenti che abbiamo a disposizione per eseguire questo intervento, a seconda delle necessità che nei vari casi si possono presentare.
Puoi presentare gli strumenti così poi noi andiamo avanti. Nel frattempo che la signora Campi farà questo, noi intanto introdurremo il primo trocar che poi vi faremo vedere.
Paolo ci dici qualcosa della paziente o paziente?
La paziente è una paziente del Paraguay di 26 anni, non ha precedenti chirurgici all'addome, ha fatto una ecografia che dimostra una calcolossi della colecisti, una via biliare libera, non ha patologie associate importanti e ha avuto precedenti coliche nell'ultimo anno, di cui una abbastanza importante verso dicembre.
per l'altro ha fatto solo un intervento chirurgico
di varici degli arti inferiori bilaterali
ma non ci sono grossi problemi
da un punto di vista ermatochimico
da un punto di vista delle analisi
le analisi sono in ordine, non ha indici di colestasi
non ha patologie associate
Prego, possiamo procedere con...
va sempre messa in posizione e due trocar da 5 e 2. Come vedete il chirurgo farà una
piccola incisione a livello umbilicale e poi noi passeremo il trocar sotto visione. Per
quanto riguarda i ferri che vengono usati la paroscopia ovviamente ne abbiamo messi
in quantità un pochino superiori a quelli che usiamo normalmente. Questa è una portice
ha un'apertura sonomica di 460°, un disettore con una piccola grimagliera all'interno.
Nelle estremità di entrambi i ferri abbiamo la possibilità di mettere un cavo monopolare
se abbiamo bisogno di elettrificare il ferro.
Questa è una pinza bipolare a punte piatte, questa è una pinza da presa con la quale
prenderemo la colicisti ed è l'unico ferro che ha un bloccaggio. Poi abbiamo dei tamponcini
che ci occorrono ovviamente per cercare di spostare i vari organi, le clip di metallo,
gli alluminio di titanio che vengono usati durante l'intervento e il sacchetto con il
quale useremo poi la colicisti. Per quanto riguarda i fili che vengono usati, o almeno
Noi siamo in questi interventi, è il Van Grill, c'è il popolare, si, ti fai dare un manipolo?
Mi date un elettrobiss? Allora, per la varietà usiamo del vatrio 0, per la chiusura il vatrio 1, sotto cute con vatrio 3.0 e con abo piccolo e per la cute nylon 3.0.
Di solito usiamo l'anarotina, prima dell'incisione obericale viene fatta un'infiltrazione con l'anarotina.
Tutti i siti per ridurre il problema.
L'altro ferro che verrà usato è l'ultracidio.
Volevo un attimo l'anestesista che ci descrivesse l'anestesia.
Fabio?
Pronti?
Paolo, volevo che Fabio ci descrivesse il tipo di anestesia effettuato.
Fabio?
No, se gli avvicinate un portatile così magari può parlare.
Da coagulare? Vai, vai.
È possibile ora inquadrare qua dentro che facciamo vedere la disposizione dei trocar?
Perfetto.
Vai, coagula.
Noi abbiamo standardizzato il primo accesso.
ancora qua
se mi potete far vedere qua sopra
Giovanni
volevo farvi vedere
la disposizione
dei trocar che metteremo
allora questa è l'incisione
umbilicale
abbiamo un trocar da 12
un trocar
tipo asson
poi metteremo il secondo trocar
diciamo che questa è l'apofis
xifoidea e questa è l'arcata costale
un trocar da 5 in questa posizione, quindi a sinistra della linea mediana, un terzo trocar
che metteremo in paraombelicale sul fianco di destra da 5 e il quarto trocar, quello
operativo, da 11 mm ad equa distanza tra il trocar numero 1 e il trocar numero 2, questo
per non determinare una situazione di collisione tra i vari strumenti all'esterno dell'addome.
Questo trocar viene messo sempre a sinistra della linea mediana, con un taglio lievemente più grosso di quello da 5 mm, ma sempre al di sotto del centimetro.
Una ropina?
è il grasso proprietoneare che si inserisce in basso, si mettono due punti zero da ambo
i lati che serviranno per tenere fissato il plantboard o il trocar di asson che si può
utilizzare, quindi si mette un punto a tutto spessore, si reperta con un crane, si lascerà
attivo per poterlo poi utilizzare a fine intervento per la chiusura del tramite di accesso.
Mettiamo un secondo punto qua a tutto spessore, l'aiuto che è il dottor Sinibaldi, Giovanni ultimo anno di specializzazione, sta qui con noi da diverso tempo.
in trazione esclusivamente si tolgono i reperi che abbiamo messo per mostrarveli, si toglie
tutto e si mette con un drogar, come potete vedere, si vede smusso, senza pneumo peritoneo,
si avvita in maniera tale da fissare all'interno della parete e del piano muscolo aponeurotico
e si fissa senza rovinarci il filo che avremo poi a disposizione per la chiusura
in maniera tale da evitare estrazioni accidentali durante l'esecuzione dell'intervento.
Dopodiché inseriamo il tubo dell'anidride carbonica che ci servirà per ottenere un giusto pneumo peritoneo,
si sfila l'introduttore smusso, in genere noi eseguiamo una tecnica che ci permette di avere un pneumoperitoneo senza creare uno dei fastidi che può essere l'introduzione troppo rapida del gas all'interno di una cavità virtuale qual è quella peritoneale.
Quindi in genere andiamo un po' cauti, andiamo sui 2 litri flusso minuto per non determinare una troppo rapida espansione della cavità peritoneale. Subito dopo, una volta che si è stabilizzata questa situazione, passeremo a un flusso ad alto pressione, quindi di sopra tra i 10 e i 20 litri minuto.
Possiamo portarlo anche a 2 perché sta a 1, grazie.
Adesso possiamo abbassare le luci, questi ve li ho già fatti vedere, possiamo togliere la luce, intanto poi lo faremo in transilluminazione.
Poi mettiamo l'ottica sempre a riscaldare attraverso un recipiente metallico collegato ad un strumento che ci determina calore alla base della pentola in maniera tale che ci può riscaldare l'ottica ad evitare che si possa appannare durante l'intervento.
Diamo subito un'esplorazione all'interno dell'addome, la prima fase è sempre esplorativa, si va a vedere che non ci siano problemi che non sono stati segnalati dalle indagini preoperatorie, in questo caso utilizzeremo un'ottica da 0°, alcune volte è opportuno utilizzare quella da 30° a seconda delle situazioni anatomiche che incontriamo.
Come vedete abbiamo il fegato di destra, il fegato di sinistra, lo stomaco che è collassato perché come vedete all'interno ci sta un tubo nasogastrico che lo ha deteso, andiamo ad esplorare adesso la pelvi, qui si intravede l'appendice, la punta, il colon di destra, lo scavo pelvico, non c'è versamento libero, non c'è distensione addominale, non c'è apparenza di patologie associate.
Non ci sono neanche aderenze che normalmente invece in questo intervento se esistono delle coliche ripetute possono essere presenti. Questa come vedete è la colecisti che è abbastanza distesa, acquattata, non particolarmente floggistica.
Si va a vedere anche che non ci sia versamento, che non ci siano cisti o situazioni più importanti a livello del parenchima che del resto comunque non sono state segnalate.
Ora se potete vedere qua in transilluminazione andiamo a mettere in evidenza il trocar che è il secondo che è da 5, infiltriamo con l'anaropina in maniera tale da ridurre anche il trauma chirurgico nel postoperatorio.
Un trocar XL a punta smussa, cioè non ha una lama, quindi non creerà un taglio o una lesione muscolare.
Come vedete la punta di questa lama è assolutamente smussa, è di plastica, non fa male.
L'azione che noi faremo è quella di avvitare e quindi di divaricare le fibre muscolari senza determinare danni.
Ovviamente questa situazione determina una riduzione delle possibilità che vi sia un sanguinamento nei tramiti di accesso che può essere una delle problematiche di questo intervento.
Una volta introdotto il trocar, si sfila l'introduttore e rimane la cannula.
Dopodiché passiamo al trocar numero 3, che è il da 5, grazie, stessa tecnica, senza metodica,
qui avevamo già infiltrato precedentemente, ecco qua, parombelicale, fianco destro.
Ora ci sistemiamo per l'intervento, introduciamo un tamponcino sul trogar numero 2 da 5 che è un tamponcino smusso e servirà per alzare la cole scisti e prenderemo una pinza da presa che verrà inserita nella pinza da presa fenestrata.
la pinza fenestrata che noi prenderemo a livello del infundibolo della coleciste
questo è il quadro che abbiamo a disposizione
stiamo facendo adesso un test sull'ultracision che è un disettore armonico ACE
che sfrutta anche i vantaggi meccanici di un pulsante che abbiamo al davanti
che poi vi faremo vedere
quello che noi dovremo andare a fare adesso è andare a fare una preparazione
come vedete questa è la via biliare, questo è l'ilepatico, questo è lo stomaco che abbiamo già spostato
il paziente è in antitrendere, avvicinati
noi adesso andremo a prepararci e a mettere in esposizione il triangolo di Calot
Quindi quella struttura, quel triangolo formato da la via biliare, qui l'arteria cistica e il dotto cistico.
Questo perché esponendo quello abbiamo la possibilità di limitare in maniera importante i danni che possono essere determinati da un cattivo riconoscimento delle strutture a questo livello.
Con questo strumento possiamo di fatto utilizzarlo così lentamente che ci dà una maggiore possibilità di coagulazione, si deve cercare prima di liberare un po' il peritoneo che riveste queste strutture.
L'importante è che noi andiamo a determinare una giusta trazione, quindi conviene spostare l'infundibolo in basso a sinistra, proprio per esporre, nella maniera più opportuna, il triangolo.
Si cominciano a intravedere le strutture, dobbiamo ancora prepararle un po'.
Vedete bene in sala c'è possibilità di avere un ritorno?
Non si sente? Ecco perché non vi sentiamo noi. Io comunque continuo a parlare e vi dico. Questo che sto liberando è il peritoneo posteriore e qui siamo arrivati quasi sul letto della colecisti. Abbiamo un tamponcino?
Come vedete qua è ancora libero, qua abbiamo l'ilio, la via biliare, le strutture retrocavali.
Ecco qua abbiamo cominciato a preparare, clip, questa che adesso utilizzeremo per clippare, una clip al titanio, una ML come dimensioni che è sufficiente, abbiamo comunque a disposizione anche delle clip più importanti tipo la L se dovessimo averne bisogno.
controllare sempre che abbiamo preso tutto
forbice, ci avviciniamo un po'
ecco qua, questo è un rametto arterioso
vediamo se adesso ce n'è anche un altro
il cistio come vedete in questa situazione
mi da un attimo il distruttore collegato al monopolare
il pedale ce l'ho sotto di me
ecco, controllare, avvicinarsi
è un po' sfocato
se puoi migliorare il quadro
ultracision
abbiamo messo un pochettino più a fuoco
un pochettino meglio
abbiamo anche un po'
ingrandito, avvicinati un po'
ecco, questo vi voglio far vedere
questa sopra è la lama
questa sotto è la lama attiva
quella sopra con il bianco
è la lama protetta
qui andremo a fare una coagulazione lenta
e ci togliamo queste strutture linfatiche, qui abbiamo ancora una strutturina che probabilmente è l'arteriuza del cistico che possiamo coagulare così, ok?
Ora ci andiamo a preparare un po' qua, il settore, è logico che è tutto un discorso di trazioni, per cui dobbiamo cercare di trazionarle con la mano sinistra in maniera tale da avere un buon campo e qui adesso crearci uno spazio incidendo il peritoneo posteriore del legamento che ci dà l'opportunità, abbassate l'altro bisturi,
il cistico, l'arteria in questo caso l'abbiamo selezionata prima perché si sovrapponeva
e nascondeva il cistico e quindi in questo caso conviene, dopo averlo ben visto, sezionare
separatamente e secondariamente. Ok, ci creiamo qua una buona finestra, poi se mi dai anche
un tamponcino e vediamo. Come vedete siamo passati e vi sentiamo molto male, lontani
comunque comunque si proviamo a parlarci ok come vedete ecco la via biliare qua
qui è tutto pronto abbiamo staccato ora vedete l'infondibolo mi dai un
tamponcino faremo vedere che ecco qua lo abbiamo liberato completamente possiamo
passare da tutti e due lati via biliare qua e qua siamo liberi questo poi lo
Lo prepareremo dopo.
Clip.
Utilizziamo le stesse clip di prima.
La distanza deve essere importante per non creare comunque delle tensioni laterali.
Pronto?
Prenderlo a tutto spessore.
Paolo, mi senti?
Ti sento lontano, però prova a parlare.
Siamo rimasti isolati.
A te ti sentivamo bene, ti vedevamo altrettanto bene.
Perfetto.
Una forbice, ora stiamo tagliando il cistico, così, e no, faccio iniziare lo scollamento, un attimo, manca poco, questo è il cistico che noi andiamo a isolare e lo tagliamo completamente.
Ecco ora abbiamo abbandonato l'arteria cistica e il dotto cistico, da coagulare un attimo.
Si vede molto bene Paolo.
Grazie.
fai rivedere
un attimo
la trazione
sulla colecistiti
la trazione sulla colecistiti
si si per aprire
il triangolo di calò
allora la trazione è questa
noi abbiamo due possibilità
per aprire ovviamente bisogna portarla in bassa a sinistra
perché se facciamo così
come è la sua passione originale la chiudiamo
è in alto
tieni così
diamo adesso una piccola pulizia
locale, l'acqua per cortesia, come vedete va tutto bene, non c'è sanguinamento, non
abbiamo utilizzato nulla e passiamo allo scollamento del letto della colecisti con il disettore
armonico. In questo momento cambia la posizione del malato? No, in genere, cioè dipende anche
dall'anatomia, soprattutto se c'è un lobo sinistro. Questo che vedete, queste bollicine
L'effetto cavitazione, che poi in realtà è uno scollamento che determina l'ultrasuono all'interno della struttura, che facilita anche lo scollamento perché noi ci andiamo poi a inserire nell'aria scollata e questo ci dà l'opportunità di creare uno spazio più importante.
E' l'effetto che provocavamo con l'infiltrazione di acqua.
Sì. Giovanni, mi dicono che dobbiamo passare a iniziare nell'altro intervento. Vi faccio vedere solo due passaggi. Ecco, l'importante qua è fare dei piccoli morsi. Essendo uno strumento di questo tipo è bene che noi rispettiamo comunque il piano.
Il piano come vedete lo possiamo scollare agevolmente, non ha un effetto termico importante, al massimo produce un calore di 80°C contro i 1500°C che può determinare un'elettrofolgorazione.
Ecco vedete se è vista bene anche qua la cavitazione, adesso andremo a fare quest'ultimo pezzo, dopodiché inseriremo la polecisti tolta all'interno di un endocatch, di un sacchettino, di un endobag e lo porteremo fuori all'interno dell'ombelico, sfideremo fuori trocar sotto visione diretta ad evitare sanguinamenti e chiuderemo il tramite ombelicale e quindi dopo l'intervento è finito.
Senti, se l'anestetista ci può dire qualcosa dei parametri che deve seguire durante l'intervento?
Sì, adesso il dottor Muratori vi dirà qualche notizia mentre noi finiamo di scollare la golecistica.
Le problematiche legate all'anestetica carbonica.
Questo strumento è molto agevole, non c'è sanguinamento, non c'è effetto termico, non c'è danno sui tessuti o perlomeno lo minimizziamo.
molto bene
facciamo prima una descrizione anatomica
possiamo ruotare
da una parte all'altra
piano piano
per avere un campo migliore
non avere paura
anche il che sembra che si presenta bene
anche il passaggio
Giovanni
Fabio
si dici
sono Fabio
buongiorno a tutti
abbiamo fatto
un'anestesia bilanciata
in estesia generale bilanciata, quindi con farmaci endovenosi e gassosi, abbiamo monitorizzato
la funzione cardiocircolatoria, la funzione respiratoria ovviamente e la saturazione di
ossigeno, cosa molto importante è la TCO2 espiratoria che quando si induce un pneumo
mitoreo sappiamo avere dei parametri molto importanti per noi perché sono dei parametri
di riferimento per quanto riguarda il circolo polmonare. Abbiamo messo un maderazzino termico
per mantenere la temperatura della paziente e anche un'infusione di liquidi caldi, un
hot layer. Benissimo, non ha avuto il suo problema, no? No, no, la paziente si sta comportando
benissimo, per cui è un ASA1, quindi tranquillamente. Perfetto. Quali problematiche potrebbero
avversi
se aumenta la pressione
endo-addominale
scusa Giovanni non ho capito
in caso di aumento improvviso
della pressione endo-addominale
che cosa
quali sono le precauzioni da prendere
dopo
innanzitutto coprire
adeguatamente il livello anestesiologico
quindi eventuali
rialzi di pressione li possiamo trattare
con diversi pari
dei vasodilatori, del catapresan
perfetto
credo che siano pronti
gli urologi
giuriamo?
Paolo grazie, arrivederci
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