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24° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE LA PREVENZIONE E LA REPRESSIONE DELLA CORRUZIONE E DELL’ILLEGALITA' NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ( LEGGE 190/2012) IL PARADOSSO DELL’INAZIONE Saluti di apertura Nicola Surigo, Presidente Collegio Italiano Chirurghi (Novara) Fernanda Gellona, Direttore Generale Assobiomedica (Roma)
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Ne ho letto presidente del collegio italiano di chirurgia, per chi non lo sapesse io sono
un ginecologo che però si è sempre occupato di chirurgia oncologica ginecologica, il mio
mestiere vero è quello di fare il chirurgo. A mio primo punto del programma di questa
condiviso dal direttivo che abbiamo ottenuto recentemente, io ho posto la questione del
contenzioso medico regale, questione di cui mi sono già occupato in qualità di presidente
della società italiana di ginecologia, il mio mandato scade a dicembre, quindi sto già
lavorando per il CIC, ma da dicembre avrò più tempo per dedicarmi unicamente al collegio
di chirurghi. E come sapete è un problema nostro che ci portiamo dietro da moltissimi
Per fare l'esempio dei ginecologi che mi tocca più di vicino, noi siamo i terzi in ordine dopo gli oncologi e gli ortopedici, però siamo i primi per essosità di richieste di rimborso. Milioni di euro ci vengono chiesti a noi.
E' una situazione che è diventata insostenibile perché come sapete le assicurazioni tendono a non più assicurarci, i prezzi delle polizze sono saliti alle stelle, per un direttore di struttura complessa oggi si parla di 25.000 euro ma si ha difficoltà nel contempo a trovare una compagnia assicuratrice.
Ho già preso contatti, anzi chiedo scusa, devo lasciarvi presto perché a me soggiorno ho già un appuntamento al Ministero per parlare di questo argomento e sto organizzando anche un incontro, sapete che ci sono diversi progetti di legge, alcuni simili tra di loro, però migliorabili.
E quindi incontrerò tutti i relatori di questi disegni di legge e i capigruppo di Camera e Senato, oltre i presidenti delle commissioni di sanità Camera e Senato a breve, quindi vi darò informazioni.
L'altro punto del mio programma è il problema chirurgico.
Esiste un problema chirurgia? Secondo me sì, perché la figura del chirurgo è cambiata notevolmente negli ultimi decenni.
la chirurgia diventa sempre più tecnologica, è cambiato molto il rapporto medico-paziente, soprattutto quello che il paziente si aspetta dal chirurgo.
Noi non siamo dei santoni, siamo dei tecnici, muoviamo le mani e usiamo le tecnologie usando il cervello, usando la nostra cultura, la nostra professionalità.
Più di tanto non si può pretendere perché in medicina nulla è perfetto, nulla è matematico, la medicina non ha scienze esatte e quindi ci scappa l'errore, ci scappa la complicanza, complicanza che oggi non è più ammessa e che viene vista sempre dai pazienti o da chi li consiglia come errore e come mala sanità.
L'altro aspetto è quello del governo clinico. Vogliamo riprendere il discorso sul governo clinico anche a livello legislativo perché ci è sorgito completamente di mano. Sicuramente molti errori ci sono stati da parte dei colleghi, da parte nostra, sia in ambito universitario che in ambito ospedaliero, nella gestione delle apicarità e delle cat, delle pensum.
Il governo clinico è finito nelle mani esclusivamente della politica, che ne fa all'uso che tutti conoscete, per cui non c'è una direzione sotto complessa oggi che non venga decisa dall'assessore di turno, il quale delega a sua volta il direttore generale, che sceglie chi vuole.
E la scelta, guarda caso, non è mai di tipo meritocratico, ma è quasi sempre di tipo politico. Questo non ci sta bene. L'aveva già tirata in ballo questa cosa, una delle poche cose buone che il ministro Balduzzi voleva introdurre nella riforma del governo clinico, ma bisogna andare avanti e insistere su questa strada.
dobbiamo riappioparci delle scelte dei direttori di struttura complessa e che siano i colleghi più esperti a fare queste scelte.
Un altro mio pallino, l'ultimo di questo programma, perché se mettiamo tante cose in pentola poi riusciamo a non portarle avanti, è la questione dell'intramenia allargata.
È un mio chiudo fisso, io sono un liberal, quindi sono per la libera professione, tra virgolette, intesa in senso vero. Dalla regge Bindi in poi, fino alla regge Baldussi, sono stati presi sempre dei provvedimenti restrittivi nei nostri confronti, guarda caso proprio nei confronti della classe medica e non nei confronti di altre professioni che godono ancora della loro libertà.
La nostra professione è stata umiliata, burocratizzata, siamo soltanto degli esecutori e dei burocrati. La paziente che viene da me, e immaginate il caso un po' particolare se va da un ginecologo, deve raccontare a una segretaria che non sa nulla le sue cose più intime per decidere se avere un appuntamento o meno, se questo appuntamento è urgente o meno.
Cose che sono fuori dal mondo, non solo l'onere fiscale che grava sulla nostra professione. Io sto discutendo con le nostre aziende in questi giorni perché hanno convenzionato i centri per cui noi svolgiamo la professione e ci chiedono il 20% della nostra parcella, detraendo la nostra parcella, non aggiungendole.
E capirete come in tempo di crisi non si possa aumentare la parcella più di tanto perché si ridurrebbe la richiesta da parte dell'utenza. A questo 20% va aggiunto, a seconda dei casi, il 16-18% che pretende l'azienda. Aggiungete l'IRPF e vedete cosa vi rimane. Secondo me è una situazione veramente insostenibile questa che bisognerà affrontare quanto prima.
L'ultimo aspetto, siamo qui invitati da Assio Biomedica a riprendere i rapporti con Assio Biomedica, creare una vera e propria alleanza in modo da poter camminare insieme e poter ottenere quei risultati che tutti ci prefiggiamo.
Ho già detto alla dottoressa Gellona che presto le chiederò un incontro, nominerò una commissione, nomineremo altre commissioni, l'ambito del CICA è breve, ma nominerò una commissione apposita per tenere i rapporti con Asso Biomedica che presiederò io personalmente.
Io vi ringrazio per l'ascolto e chiedo scusa se a breve dovrò lasciarlo.
Bene, buongiorno a tutti, sono Gellona di Asso Biomedica, ci hanno avvisato che siamo in streaming, quindi ci vedono sia dalle altre sale del Palazzo che in Italia, per cui spero che questo evento possa essere utile oltre che interessante per tutti coloro che ci stanno ascoltando.
Io ringrazio naturalmente ACIT e il professor Palazzini per averci dato questo spazio e ringrazio naturalmente il presidente CIC per la disponibilità e il rinnovato intento a collaborare.
noi siamo convinti, l'abbiamo detto tante volte, che la collaborazione trasparente e fattiva
tra l'associazione che rappresenta i produttori e le società scientifiche
sia un atto assolutamente doveroso e utile per la vita delle nostre associazioni, delle nostre imprese
ma anche per il progresso scientifico e tecnologico
Oggi noi siamo qui per parlare di una legge molto particolare
ha detto il Presidente Surigo, vi ha fatto un breve quadro di quanti problemi gestionali, legali, di responsabilità
i medici e gli operatori sanitari si trovano a dover affrontare
in questa sessione affrontiamo uno dei tanti problemi, un altro dei tanti problemi
che può essere naturalmente visto come un problema ma anche io dico come un'opportunità
Parliamo della legge anticorruzione e secondo noi l'opportunità è quella di fare un ulteriore passo verso la trasparenza nei rapporti che è a nostro avviso assolutamente doverosa soprattutto in un momento così difficile come questo dove le difficoltà economiche, normative, i tagli e tutto quello che tutti noi sappiamo e che viviamo quotidianamente certamente non aiutano le imprese serie a lavorare meglio.
E non aiutano i professionisti seri a voler continuare su una strada professionalmente qualificante.
Quindi ancora una volta conoscere i rischi e le opportunità che questa legge comporta credo che sia non solo utile per la responsabilità che ognuno di noi nell'espletare le proprie funzioni si assume, ma credo che sia utile come sistema delle società scientifiche, dei professionisti e delle imprese perché noi vogliamo lavorare bene, possibilmente meglio.
E un'alleanza forte e trasparente, in questo caso tra di noi, può solo, credo che, portare a cose positive.
Noi abbiamo chiesto al consigliere Nordio, che ringrazio davvero per la sua disponibilità, di aiutarci a capire meglio questa legge. Il consigliere, come sapete, è procuratore della Repubblica, ha giunto presso la Procura di Venezia, quindi è persona che quotidianamente, tra le altre cose, vive queste leggi, vive le difficoltà che persone e imprese hanno.
Quindi ci può dare certamente un quadro di vita vissuta, mi permetterei di dire, oltre che naturalmente di grande competenza.
E poi l'avvocato Calesella che ringrazio perché essendo avvocato esperto di questa materia anche lui ci può dare un altro aspetto di quelli che possono essere i più corretti atteggiamenti che professionisti da un lato e imprese dall'altro debbono tenere per stare tranquilli, ovvero lavorare al meglio ma senza incorrere in problemi.
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