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36° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE 22° CORSO INFERMIERI SALA OPERATORIA III Sessione Intelligenza Artificiale e Chirurgia scenari possibili Moderatori: G. Giacomini – C. Merzagora Digital Health e Telemedicina D. Zanirato
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Questo è il titolo della mia relazione, oggi parleremo di come la telemedicina e la digital health stanno modificando il percorso chirurgico
con un focus sul ruolo infermieristico. L'innovazione digitale è un cambio di paradigma assistenziale
che richiede nuove competenze, richiede una nuova vision e richiede una grossa responsabilità.
Nell'ultimo periodo, appena trascorso, la sanità ha subito un forte cambiamento, lo sappiamo, un profondo cambiamento e nel documento telemedicina e intelligenza artificiale Agenas nel 2025 ha proprio messo in luce questo grosso salto di qualità che ha fatto l'assistenza, quindi la pianificazione delle cure.
Il ruolo infermieristico è un ruolo da protagonista, è un ruolo strategico in quanto l'infermiere gestisce strumenti digitali, gestisce e monitora il paziente da remoto e garantisce una qualità assistenziale e una continuità assistenziale.
Queste sono state le fonti e la metodologia della ricerca per quanto riguarda la mia relazione, quindi le banche dati, le fonti istituzionali.
La digitalizzazione si inserisce nel percorso chirurgico in maniera trasversale, nel preoperatorio con le televisite, la raccolta di dati digitali, l'educazione digitale del paziente che si prepara all'intervento chirurgico.
Per quanto riguarda l'intraoperatorio abbiamo la chirurgia robotica, il telesupporto che garantisce sicurezza, precisione e collaborazione tra l'equip.
Nel postoperatorio invece abbiamo il monitoraggio e il follow up virtuale con una riabilitazione digitale che vedremo dopo nelle esperienze italiane.
Il ruolo infermieristico, l'infermiere è la base di questa trasformazione.
Nel progetto FNOPI che riguarda il telenursing in cronicità del 2025 si evidenzia quanto questo cambiamento, quanto il follow up infermieristico digitale, quindi la digital earth,
siano garanzia di un processo che tende a diminuire le ospedalizzazioni inutili e a migliorare quella che è la transizione assistenziale.
Come ho detto l'infermiere è protagonista, gestisce queste piattaforme, ha una grossa responsabilità nel monitoraggio dei sintomi e dei parametri del paziente da remoto e nella sua educazione ma ricordiamo che ci vuole formazione, ci vuole anche un adattamento e una formazione continua a questo nuovo cambio di visione.
I vantaggi della telemedicina sono ormai concreti, ha un accesso facilitato per i pazienti che vivono in zone rurali, pazienti distanti e con mobilità ristretta, si è vista e si è proprio negli studi una riduzione delle visite inutili,
Grazie ai wearable e alle applicazioni abbiamo un monitoraggio continuo dopo nel post chirurgico e quindi una rilevazione precoce delle eventuali complicanze e la collaborazione, quindi un'equip multidisciplinare che segue il paziente a distanza e che garantisce decisioni condivise e quindi interventi più sicuri.
Però guardiamoci bene, tutto questo è molto bello, abbiamo un potenziale enorme ma abbiamo delle grosse criticità strutturali, criticità organizzative che non permettono l'adattabilità di questi strumenti in tutto il percorso e quindi a far leva su tutti i percorsi chirurgici.
in quanto abbiamo sistemi informativi un po' obsoleti in alcuni ospedali italiani che non supportano le televisite, il telemonitoraggio e quindi tutto il percorso della digital health.
E poi parte fondamentale, tutti questi strumenti dovrebbero andare a integrarsi col fascicolo sanitario elettronico che in alcuni ospedali è attivo, in altri è molto frammentato.
E poi la carenza di personale, abbiamo una carenza di infermieri, abbiamo una carenza di medici, tutti questi strumenti vanno utilizzati, le persone vanno formate e quindi abbiamo un gap importante da superare, soprattutto nel follow up chirurgico.
Però nonostante questo abbiamo delle esperienze italiane che hanno cavalcato queste sfide e le hanno trasformate in opportunità sviluppando strumenti che sono in uso e che hanno un grande successo.
In Lombardia abbiamo il San Raffaele, l'azienda sociosanitaria territoriale di Bergamo, il Policlinico Gemelli che usano app educative preoperatorie e telemonitoraggio postchirurgico.
L'US2 è marca trevigiana conegliano che usa applicazioni per il telemonitoraggio dopo gli interventi al colon e io volevo parlarvi di due esperienze importanti a Negrar, all'IRCS, ospedale Sacro Cuore di Uncalabria, sono due esperienze che veramente stanno funzionando molto bene.
Una è questo strumento che integra le istruzioni testuali con un QR code, il paziente può inquadrare con il suo cellulare il QR code e da lì si apre una galleria multimediale di video dove i protagonisti siamo noi, infermieri, medici e tutto il personale che poi seguirà il percorso chirurgico
che hanno girato dei video dove spiegano tutto il preoperatorio, spiegano l'accesso in sala operatoria, dall'anestesia al posizionamento, questo per quanto riguarda la protesi ginocchio.
In più c'è il fisioterapista che ha registrato questi video di riabilitazione, quindi il paziente può guardarli sempre, quando ne sente il bisogno, durante la riabilitazione a casa.
Dalla chirurgia ortopedica si passa alla chirurgia colon rettale con l'applicazione iColon, questo è proprio un coach digitale.
I-Colon è un'applicazione che segue il paziente da sette giorni prima dell'intervento, il paziente può compilare un diario ogni giorno, quindi la sua preparazione all'intervento di chirurgia colon-rettale, lui arriverà al giorno dell'intervento nelle massime condizioni, si spera ovviamente,
però i pazienti sono molto attivi rispetto, si è riscontrato una forte attività, quindi loro lo compilano per quanto riguarda l'alimentazione e l'attività fisica.
Nel posto operatorio c'è appunto il telemonitoraggio con le foto della ferita chirurgica, con i vari sintomi, eventuali sintomi, quindi un monitoraggio delle eventuali complicanze.
Concludo dicendo che come abbiamo visto abbiamo parlato in tutta questa giornata di ruolo dell'infermiere strategico, di ruolo protagonista
abbiamo parlato in questa occasione di un'assistenza che cambia il paradigma
abbiamo parlato di proprio di un cambio nostro che dobbiamo avere non perché la tecnologia va in qualche modo a sostituire il rapporto umano
anzi va ad amplificarla, va a potenziare il rapporto umano perché diventa un'alleanza
diventa un'alleanza che ci deve far riflettere nel nostro ruolo futuro
Noi abbiamo parlato anche di, ci considerano poco, come è stato detto stamattina siamo noi i primi a scoraggiarci, quindi in virtù di una sanità sempre più digitale, la sanità digitale non è il futuro, è già il nostro presente, pensiamoci.
Grazie Daria. Complimenti.
Diciamo che tramite queste app la digitalizzazione magari si usa un termine un pochettino che distrae da quella che è il mondo sanitario, la sindrome dell'abbandono.
Nel posto operatorio i pazienti vengono, se non vanno dal medico curante o non vanno dallo specialista, in molte realtà c'è proprio la sindrome dell'abbandono.
E poi come abbiamo visto ieri con Paolo nell'altra relazione degli ingegneri si parlava che con la telemedicina, con questo sistema di monitoraggio si riducono le re-emissioni all'interno dei reparti entro i primi 30 giorni post-operatorio, quindi post-chirurgico.
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