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36° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE SIMPOSIO SIPAD La MRGE - I parte Presidenti: A. Benevento (Gallarate), E. Marciano (Pisa) Moderatori: C. de Werra (Napoli), S. Rausei (Varese) • Manifestazioni cliniche atipiche G. Pomari (Verona)
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Prego Giancarlo Pomari o meglio Carlo Pomari che da Verona ci parlerà delle
manifestazioni cliniche atipiche. Prego Giancarlo. Grazie, buongiorno a tutti e
ringrazio l'amico professor Carlo De Vera per questo appuntamento
importantissimo, per noi importantissimo, per me importantissimo perché è un'occasione
per raccontare i nostri problemi come preomologo e soprattutto per imparare
qualcosa e se mi date le diapositive pomari per cortesia c'è sicuramente nella
patologia tipica ecco questo che noi che succede per noi in ambulatorio
premologico specialmente in ambulatorio che io gestisco mai da dieci anni
sull'ambulatorio della tosse è un diciamo una una quasi quotidiana presenza dei
sintomi descritti dai pazienti che vengono appunto con la tosse
Fortunatamente dal 2006 sappiamo che le manifestazioni estesofagee possono essere
presenti indipendentemente dalla sintomatologia tipica del reflusso,
questo perlomeno l'ho imparato, e questi come vedete possono essere implicati
sia nei sintomi a carico delle basse vie respiratorie sia delle alte vie
respiratorie. Molto spesso questi sintomi, quando il paziente arriva con la tosse,
sono praticamente coincidenti, non sono distinguibili facilmente.
fatalità, scusatemi la brutta diapositiva
ma questo mi è capitato ieri mattina
proprio, è questo paziente che ha
giovane, allergico, che ha una storia
di asma giovanile
che ha avuto una recente infezione delle vie
aeree, che ha fatto due visite
specialistiche, la prima e la seconda
sono sempre visite specialistiche di due
ottorini e a distanza di dieci giorni
uno dall'altro, questo è un paziente che ha
tosse da tre anni
ed ha una storia di
esofagite, diagnosticata
endoscopicamente 15 anni prima
e in terapia con inibitore di pompa
da 15 anni, perché lui appena
sospende l'inibitore di pompa ha acidità di stomaco
per cui lui continua a prendere
il suo farmaco, il suo inibitore di pompa
e vedete la sinistra
il primo autorino fa una diagnosi obiettiva
e dice secondo me il problema
è legato all'allergia e
all'infezione, per cui ti do
l'antistaminico, l'acitriazina e
il cortisonico inalatorio
il secondo a distanza di 10 giorni
l'uno dall'altro, come vedete
fa più o meno lo stesso esame obiettivo
e poi dice no guarda ti conviene andare
al gastroenterologo perché secondo me è legato al reflusso
quindi questa è una patologia che purtroppo
spessissimo accade
il paziente arriva dicendo guardate io ho già fatto tutto
anche la storia di reflusso
metto le mani avanti non ce l'ho
questa è un'altra situazione
vedete questo paziente che ha
una situazione critica
prima di un test di broncodilatazione
e poi dopo
quindi questo ha un'asma certa
e il mio compito è quello di fare una distinzione, cioè scoprire quali sono le patologie che possono avere una condizione pneumologica
e che possono determinare l'asma.
Tutto normale, non trovo mai nulla in questi pazienti qua, anche perché hanno fatto sicuramente altre volte di prove allergiche,
hanno fatto un sacco di esami.
Cosa trovo esclusivamente? Trovo dei sintomi esteroesofagei, quelli che abbiamo visto prima,
e un magari danno già una storia di reflusso trattato appunto quindi
pittori di pompa in questa situazione qua quindi io leggo di vista
interologica scopo che riuscire a fare la diagnosi di sintomi correlati a un
reflusso è deciso di essere su face con l'altro reflusso è una patologia che non
esiste ancora uno strumento chiaro la pia che penso mettiamo troppe ci confonde
l'idea perché viene fuori negativa quindi i pazienti sbagli non sono
è negativo, non venga a tirare fuori
questa storia qua
quindi se è difficile fare i diagnosi
figuriamoci come è possibile fare
una situazione causale
fra il sintomo e il disturbo respiratorio
ancora peggio ovviamente
quindi ci troviamo in questa situazione qua
con questo diagramma di renno
in cui siamo in una zona grigia
che non sappiamo che cosa fare
quindi noi in questo inambulatorio
quando ci troviamo di fronte a questa situazione
cosa possiamo fare?
la società europea di pneumologia nel 2020
ha tirato fuori questo concetto di medicina di precisione, cioè cosa vuol dire?
Individuare i tratti trattabili, cioè individuare dei bersagli terapeutici che
possono essere identificati attraverso il riconoscimento di manifestazioni
fenotipiche della malattia, parlo della malattia respiratoria in questo momento,
non la malattia gastroenterologica, oppure una caratteristica endotipica.
L'endotipico vuol dire il meccanismo fisiopatologico di un'eventuale
causalità, non lo sappiamo ancora, microaspirazione, riflesso, non lo sappiamo
ancora non sappiamo riconoscere questo questo fenomeno però possiamo dire una
cosa ciò che può essere osservato come espressione espressione fenotipica deve
essere considerato nell'algoritmo diciamo diagnostico respiratorio cosa
vuol dire riconoscere le caratteristiche cliniche e funzionale di immagini e
biologiche e qui io purtroppo purtroppo come
immagini ne ho una sola che è l'esofago ambaritato allora io ho trovato questo
questo articolo molto bello di questo radiologo
il quale dice, questo esame qua
è un esame che sebbene eseguito
mi permette di correlare
i miei sintomi, di ipotizzare la correlazione
fra i miei sintomi respiratori
e i risultati dell'imaging
guardate bene, io faccio lo premologo
non faccio il gastroenterologo, io non voglio fare
il diagnosi di reflusso, io voglio sapere
se c'è una causa che mi può
dare una spiegazione al mio problema
e quindi il fatto che io
trovi un'immagine di questo genere
per me è un'espressione
fenotipica che devo prendere in considerazione
nel mio algoritmo
diagnostico respiratorio
il secondo è quello della pepsina come biomarcatore
perché quest'ultima potrebbe essere
per migliorarmi la clonatezza della diagnosi
in presenza in quel momento
di una documentazione di un reflusso
legato alla presenza della pepsina positiva
nelle vie aeree oppure
addirittura nella saliva
come abbiamo fatto?
Negli ultimi 5 anni questi sono
i 633 soggetti a cui io ho
fatto sia la pepsina che il pasto balitato e abbiamo voluto vedere
valutare la capacità diagnostica del pep test e cosa viene fuori che questo test
è utile come il test diagnostico bene su questi pazienti qua abbiamo guardato la
sensibilità vedete c'è la probabilità che un po' sia positivo un rx anche al
pep test cioè i veri positivi è soltanto del 62 per cento
la specificità addirittura cioè quindi i negativi che siano veri negativi è
è addirittura inferiore al 50%, quindi questo test ha una scarsa quantità diagnostica
ed è il motivo per cui i gastroenterologi hanno abbandonato,
ditemi voi se è vero, questo tipo di test.
Ma nel momento in cui io faccio un algoritmo diagnostico,
può essere utile per una valutazione clinica invece?
Ed ecco qua, il valore predittivo positivo di questo test è quasi l'84%,
cioè sbaglio su un 16 per cento in una diagnosi positiva cioè quindi imbalato
quando mi si presenta con la positività di questo genere io devo te atribuirlo
posso attribuirlo con una certa certezza al fatto che sia vero che lui ha un
problema di reforzo addirittura il progettivo negativo è molto basso cioè
la probabilità che sia negativo è molto bassa quindi quando viene negativo se ho
tutta una clinica che me lo sospetta io non devo dargli una certa che di una
credibilità ovviamente quindi quando mi trovo in una situazione come questa che
dicevo prima con un test positivo tutto negativo
la medicina di pressione mi dice che è una caratteristica fenotipica presente
quindi è trattabile quindi usciamo quindi dal concetto della malattia di
reflusso ma come reflusso come causa di patologie respiratorie bene quindi in
conclusione e ho finito la pepsina potrebbe essere come un biomarcatore che
ha delle limitazioni, lo sappiamo
sensibilità e specificità moderate
non sostituisce gli esami più approfonditi
però ha dei vantaggi
può essere utile come test di prima linea
per verificare se questo paziente
mi risponde al trattamento
che io posso fare in quel momento
quindi
questa è l'ultima depositiva
qual è lo sviluppo futuro?
io ho un amico biostatistico bravissimo
che mi sta insegnando
che ci possono essere degli algoritmi
usando l'intelligenza artificiale
ormai lo sappiamo tutti
parla di machine learning e latent class analysis
ci ho messo un po' a capire cosa voglia dire
ma in realtà
questo cosa serve?
cioè identificare legami
o evidenze fra i sintomi
e il mio dato obiettivo
cioè i sintomi e la pepsina
verificare se sono delle classi specifiche
quindi studiare la possibilità
predittiva attraverso i dati reali
che mi permetta di ottenere
delle evidenze oggettive, gli statistici
in questo caso sono molto bravi
e questo mi permette di dire cosa
che se viene fuori positivo
questo aspetto, allora possiamo perseguire
questa linea, altrimenti abbandoniamola
perché non serve a niente, grazie
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