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7° Corso Infermieri di Sala Operatoria Roma 13-14 maggio 2010 SESSIONE 3 LA TECNOLOGIA APPLICATA ALL'ASSISTENZA Presidenti: P. Iacovoni, I. Lamera Moderatori: S. Iuorio, A. Magini M. ANTONAZZO Profili di competenza nella gestione delle nuove tecnologie
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Buonasera a tutti, ringrazio a nome personale anch'io il professor Palazzini per avermi dato la possibilità a partecipare in qualità di relatore a questo importante evento.
Come diceva la collega io vi parlerò dei profili di competenza nella gestione delle nuove tecnologie.
Come diceva il dottore precedentemente la tecnologia ormai oggi è un fattore importante se una struttura vuole essere al passo con quelle che sono le esigenze del cittadino.
il cittadino che poi è il vero fruitore della prestazione sanitaria e sappiamo benissimo che oggi il cittadino decide le sorti di una struttura, quindi bisogna essere veramente innovativi e quindi confrontarsi con le altre strutture attraverso il famoso benchmarking.
Le strutture devono comunque investire, devono mettere sempre al centro il paziente con notevoli risorse economiche, fermo restando che la tecnologia poi deve essere governata anche da noi professionisti attraverso comunque dei corsi di formazione che possono essere specifici di sala operatoria ma anche per corsi formativi post base di management.
Quindi il blocco operatorio come sapete è una struttura che è ad alta complessità, ad alta invasività ed è un mix di competenze dei professionisti che utilizzano questa tecnologia che deve essere sempre comunque al centro della nostra attenzione.
Quindi il blocco operatorio è comunque una struttura di alta complessità, di costi elevati ma anche di maggiore produttività, quindi chi di voi lavora in un'azienda ospedaliera a differenza di un'azienda asla sa benissimo che i sistemi anche di remunerazione cambiano, quindi l'azienda ospedaliera è incentrata esclusivamente sul DRG, quindi più produttività significa più entrate e la sala operatoria rappresenta anche nel mio caso, nell'azienda in cui lavoro, veramente il volano del sistema azienda.
quindi bisogna essere veramente competitivi.
Le tecnologie quindi hanno interessato la professione infermieristica in maniera predominante
e sappiamo benissimo come la professione infermieristica si sia evoluta nell'ultimo quindicennio
e pertanto con la legge 42 del 99 in particolar modo ha segnato un cambiamento epocale
perché siamo passati dal manzionario, da questo elenco rigido di mansioni, a dei concetti nuovi,
Quindi si parla oggi di atto infermieristico, si parla anche e soprattutto di responsabilità dei risultati che noi raggiungiamo.
Quindi per gestire al meglio le nostre competenze in ambito tecnologico dobbiamo puntare ad un miglioramento continuo delle nostre competenze.
Alla luce quindi dell'abrogazione del manzionario noi dobbiamo tenere chiaramente in mente tre parole chiave che ritornano sempre sui nostri luoghi di lavoro che sono appunto responsabilità, oggi non c'è più nessuno che risponde al posto nostro ma rispondiamo tutti quanti in maniera paritaria.
Quindi in sala operatoria sappiamo tutti quanti che in caso di errore, di dimenticanza di corpo estraneo nell'addome o in qualsiasi altra parte del corpo umano, tutta l'equip ne risponde ognuno per il proprio specifico professionale.
Quindi bisogna essere competenti e competenza spesso è sinonimo di pertinenza e capacità.
La competenza è un mix di diversi aspetti dalla motivazione alla conoscenza all'esperienza ma soprattutto anche dal contesto, quindi abbiamo diversi livelli di competenza, il primo livello è il professionista neotrasferito che arriva in sala operatoria e che ha bisogno di training per effettuare il compito specifico,
al secondo livello abbiamo il professionista che ancora ha bisogno di supervisione per svolgere l'attività in maniera specifica,
al terzo livello già abbiamo l'infermiere competente, l'operatore sanitario competente che svolge il suo compito senza nessun tipo di supervisione.
Il livello 4 è quello auspicabile perché oltre ad essere competente a svolgere autonomamente la sua azione professionale può anche fare formazione.
Naturalmente questi livelli di competenza cambiano anche in relazione al livello della complessità della procedura a cui è chiamato il professionista nello specifico.
Benner in maniera specifica ha comunque fatto il punto sui livelli di competenza prevedendo cinque stadi, il primo stadio il novizio, il secondo il principiante avanzato, il terzo competente, il quarto abile e il quinto l'esperto.
quindi la competenza si sviluppa con un training formativo
uno diventa competente con l'acquisizione del titolo di base
che lo abilita l'esercizio professionale
però sappiamo tutti quanti che bisogna fare una manutenzione continua
quindi fare i corsi di formazione continua secondo il programma dell'ECM
bisogna comunque essere guidati da professionisti esperti
quei professionisti che abbiamo visto a livello 4
che prevedono proprio un affiancamento del neoprofessionista e questo deve essere fatto tutto naturalmente secondo quelle che sono l'indicazione delle società scientifiche, secondo quanto documentato su riviste indicizzate e quindi in database di autorevolezza efficacia.
Quindi il piano della formazione e dell'inserimento è fondamentale soprattutto in queste strutture come le sale operatorie ad alta complessità tecnologica onde evitare la sindrome del burnout.
Quindi in sala operatoria noi siamo tenuti a governare e a gestire diversa tecnologia, siamo passati, ricordava prima il dottore, dagli elettrobisti da una tecnologia molto elementare ai diversi tipi di strumentazioni che oggi insistono in interventi di laparoscopia fino alla robotica.
Quindi noi di robot di Leonardo da Vinci versione S ne abbiamo veramente tanti.
Quindi dobbiamo essere preparati per gestire al meglio come anche i piani operatori ormai si diversificano a seconda della specialità chirurgica.
Gli elettrobisturi sono sofisticati, vengono modificati continuamente le schede software per quanto riguarda la precisione di taglio coagulo di sezione che sono sempre delle richieste maggiormente impellenti da parte dei medici chirurghi anche perché questo poi accelera quello che è il tempo e la durata dell'intervento e quindi facilita un maggiore turnover di pazienti e quindi significa maggiore produttività come dicevamo all'inizio.
Inoltre mi fermo due minuti solamente su altra tecnologia come i supporti informatici. Il supporto informatico è un'altra realtà che insiste nelle sale operatorie ed è fondamentale perché garantisce la tracciabilità e la rintracciabilità dell'operatore.
Abbiamo detto che oggi l'infermiere risponde a questo compito che non è di poco conto, quindi ognuno entra con una login, con una password e descrive la propria azione sull'atto operatorio, quindi abbiamo un atto operatorio informatizzato.
Un altro elemento che interviene in campo tecnologico sempre in struttura annessa alle sale operatorie è una centrale di sterilizzazione anche essa informatizzata ed è importantissima nella nostra struttura abbiamo delle autoclavi e abbiamo altri sistemi di sterilizzazione a gas plasma o comunque ad acido peracetico di ultima generazione che lasciano tracciabilità attraverso la registrazione dei file su delle pendrive
e quindi abbiamo un archivio che ci permette di risalire all'operatore, alla macchina e all'utilizzatore di quel presidio
e questo ci chiude il cerchio soprattutto dall'accettazione allo stoccaggio del materiale all'utilizzo sul paziente.
Quindi ci torna utile verificare tutte le nostre azioni in caso di controlli ispettivi,
in caso di infezione del sito chirurgico, in caso di infezione di impianto protesico.
Quindi andiamo a ritroso e vediamo tutto il percorso e gli operatori che sono intervenuti su quel determinato presidio e ognuno risponde per la propria parte.
Quindi è fondamentale garantire una formazione continua e certificare le competenze degli operatori. In America ormai è da tempo sperimentato questo sistema della certificazione del professionista.
tutti i professionisti hanno un cartellino con una data di scadenza che sta a significare che quel professionista ha fatto una continua manutenzione delle competenze.
Noi abbiamo cominciato il sistema ECM, dovremmo arrivare veramente lì all'accreditamento del professionista e laddove uno non si aggiorna e non esegue in itinere questi esami
dovrebbe perdere l'abilitazione dell'esercizio professionale e quindi rifare nuovamente l'esame di Stato.
Quindi è fondamentale che la tecnologia vada di pari passo con la formazione, quindi è inutile avere una tecnologia avanzatissima e poi non avere personale preparato per poterla gestire e affrontarla, quindi è un binomio veramente essenziale.
Perché ciò avvenga comunque è la direzione strategica un elemento fondamentale che ci deve credere nell'innovazione tecnologica, investire quelle famose risorse economiche che dicevamo all'inizio perché investendo possiamo veramente essere competitivi ed essere al passo con quelle che sono le nuove esigenze del cittadino utente, cliente come alcuni economisti sanitari lo etichettano
che decidono poi dove farsi operare e quindi anche l'efficacia e l'efficienza della struttura.
Quindi tanto vale che affrontare il cambiamento senza essere travolti. Ne consegue che bisogna improntare la nostra logica proprio su una responsabilizzazione di noi operatori sanitari ai risultati che vogliamo produrre.
Quindi concludendo possiamo dire che siamo passati da un metodo di lavoro in cui la gestione era in maniera ordinaria con poca tecnologia ad una realtà dove l'infermiere e qualsiasi altro operatore sanitario che interviene in un blocco operatorio deve continuamente aggiornare,
continuamente perché comunque è un obbligo e questo richiede naturalmente un cambiamento del nostro modus operandi. Grazie.
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