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Il webinar, condotto dal Prof. Mario Guerrieri, esplora in dettaglio le tecniche di surrenalectomia mininvasiva, confrontando l'approccio laparoscopico con quello robotico. Attraverso la presentazione di un'ampia casistica clinica e la proiezione di video chirurgici non editati, vengono analizzati interventi di surrenalectomia destra e sinistra. Particolare enfasi è posta sull'approccio sottomesocolico per la surrenalectomia sinistra, illustrandone i vantaggi in termini di minima dissezione e rapido recupero post-operatorio. Vengono inoltre discussi aspetti critici come il posizionamento del paziente, la gestione delle complicanze emorragiche intraoperatorie, l'uso di strumenti energetici avanzati come il Vessel Sealer e l'Ultracision, e le indicazioni chirurgiche in base alle dimensioni e alla natura della lesione. La sessione si conclude con un ampio dibattito tra esperti sulle curve di apprendimento, i costi e le prospettive future della chirurgia endocrina mininvasiva.
Salve, buonasera a tutti, benvenuti e siamo arrivati alla terza riunione, terzo webinar del
duemilaventiquattro. Questa sera come ospite abbiamo il professor Guerrieri, clinico chirurgo
di Ancona, che ci parlerà della chirurgia dei surreni. Lui, come sapete, ha una grande
esperienza, viene da un grande maestro che è il professor Lezocche, che ha una grossissima
casistica e ha travasato in lui tutte le
sue capacità e il buon Mario le ha prese
in modo eccelso e quindi ci farà
vedere quello che fa sia in chirurgia
laparoscopica ma anche in chirurgia
robotica e poi abbiamo due colleghi
professore Antonio Lagrusa che tutti
conoscete da Palermo anche lui professore
di clinica chirurgica che farà da
stimolatore e moderatore insieme a Carlo
di Firenze che ho capito che sta organizzando un grande evento e ci ha invitato tutti a Firenze adesso poi magari dopo ci dirà anche quali sono i giorni il periodo ma entrerei subito nel vivo dando la parola a Mario che lo vedo bello concentrato su questa bella lezione perché poi si tratta di una lezione ci porterà i suoi numeri la sua grande esperienza la sua come dire esperienza da chirurgo laparoscopico ma non solo
solo perché è diventato anche chirurgo
robotico e ha dei grossi numeri
quindi farà, senz'altro
varrà la pena ascoltare quello che ci
racconta. A te Mario. Grazie
buonasera a tutti
un ringraziamento particolare al professor
Palazzini che è maestro
di queste
trasmissioni diciamo così
organizzatore come tutti sapete
del più grosso, più grande
congresso al mondo di chirurgia
videochirurgia
chirurgia robotica e meninvasiva
poi ringrazio di cuore
i due moderatori
che sono due grandi amici
ed esperti in chirurgia
del surrene, scelti apposta
che così mi faranno
oltre a voi che ascoltate
tutte le domande possibili
perché so che sono dei grandi esperti
il professor Nino Agrusa
professor ordinario presso
l'università di Palermo
il professor Carlo Bergamini di Firenze
entrambi
entrambi i membri anche della società italiana chirurgia endoscopica che io ho rappresentato
come presidente attualmente pass preso. Inizierei se siete d'accordo con la presentazione,
inizierei con la presentazione, vedete lo schermo condiviso? Allora questa diapositiva la conoscete
è un po' riassunto di tutte le principali tecniche che sono veramente tante di approccio al surrene e come sapete nel 92 Gagné fece la prima surrenalectomia laparoscopica e forse la surrenalectomia rappresenta l'intervento più importante dal punto di vista mini-invasivo
è quello che ha comportato un cambiamento veramente enorme, drastico rispetto alla surrenalectomia a cielo aperto.
Diciamo che la colecistetomia uno la può fare anche con un tagliettino sottocostale e oltre che la paroscopia,
ma il surrene non ha nessun'altra possibilità a cielo aperto se non una grossa laparotomia,
spesso sottocostale, a volte addirittura attraverso incisioni toraco-freno-diaframma, toraco-freno-peritoneale.
Quindi la surrenalectomia laparoscopica e mini-invasiva rappresenta ormai il gold standard in questo tipo di approccio,
una rivoluzione veramente enorme.
Per quanto riguarda la destra e anche la sinistra, ho distinto le due, perché come sapete c'è una differenza notevole e enorme tra le due, perché il tipo di approccio tra destra e sinistra è completamente diverso e quindi cambia tutto.
Per quanto riguarda la destra, tutte e due possono essere fatte con tecnica robotica e laparoscopica, per quanto riguarda la destra conosciamo anche un approccio retroperitoneale di cui però io non ho alcuna esperienza e poi se qualcuno in sala ha fatto dei surreni per via retroperitoneale può intervenire ma io non ho esperienza.
La destra invece può essere fatta per via transaddominale anteriore e transaddominale laterale. L'anteriore è quella che usiamo noi chirurghi generali di solito, comunque nella mia esperienza è quella che utilizziamo noi, è l'approccio anteriore per via addominale, quindi transperitoneale.
L'approccio laterale invece viene usato prevalentemente dagli urologi, io non ho nessuna esperienza di surrenalectomia destra laparoscopica o robotica con approccio laterale cioè extraperitoneale laterale.
La sinistra, anche qua robotica e laparoscopica, può essere anche qui retroperitoneale, transaddominale anteriore e transaddominale laterale, stesso discorso di prima, qui siamo sempre intraperitoneali con un approccio anteriore, come facciamo noi in quasi tutti i casi, nella mia scuola noi utilizziamo un approccio anteriore transaddominale e transperitoneale,
laterale oppure l'approccio laterale col flank approach, anche questo di pertinenza sia dei
chirurghi generali che dei chirurghi urologi, degli urologi. Nella mia esperienza io ho fatto
quasi tutti approcci di tipo anteriore per quanto riguarda la sinistra, ma quello che vi vorrei far
vedere stasera per fare qualcosa anche di dire qualcosa di diverso è l'approccio anteriore sotto
Questo approccio è molto particolare, sono pochissimi chirurghi che lo applicano e vi farò vedere dei casi perché noi ci crediamo molto ovviamente con le dovute indicazioni e quindi mi dedicherò nella parte sinistra soprattutto a questo approccio sottomesocolico fatto per via laparoscopica o robotica.
Questi sono tantissimi lavori che ho messo solo alcuni, tradotti addirittura in italiano, dove è segnalato tutta l'immensità di letteratura in merito, c'è di tutto, si è andata a cercare, vedete i lavori sulla transaddominale laterale, la paroscopica versus aerobotica, che è un po' quello di cui parleremo stasera,
Poi l'approccio retroperitoneale, chirurghi famosi, soprattutto la scuola tedesca che fa questo tipo di approccio. Poi c'è confronti sull'efficacia e la sicurezza anche di queste due tecniche, robotica e la paroscopica.
Vedete questo è uno studio italiano della Michela Piccoli, quindi c'è di tutto, ci sono le meta-analisi, robotica versus la paroscopica anche qua, quindi ho preso solo i principali studi, se qualcuno è interessato può fotografarli e trovarli nella letteratura, insomma c'è veramente tanto.
questa è la nostra esperienza
per dire come diceva appunto
il professor Palazzini
che la clinica chirurgica
di Ancona da quando è arrivato
il professor Lezocche cioè nel 92
nel 93
ha fatto la prima surrenalectomia
sinistra laparoscopica
quindi sono 30 anni
di esperienza ad Ancona
poi ho continuato
quando Lezocche è tornato
a Roma e ho continuato
questo tipo di esperienza e quindi sono più di vent'anni che faccio la surrenalectomia
sulla strada segnata dal mio maestro. Vedete i principali lavori che abbiamo pubblicato,
ma ce ne sono tanti altri, comunque vedete uno dei primi del 2008, c'era ancora il professor
Lezoche che non era più a Dancona, però collaboravamo assieme con Roma e vedete sono i primi 214
surrenalectomie laparoscopiche
un approccio anteriore
questo nel 2008
poi nei lavori più importanti
ce ne sono molti altri
nel 2016
vedete questo qua
qui c'è Giovanni Lezocche
sempre il gruppo di Ancona
due decadi
quindi ventennio di chirurgia paroscopica
320 procedure
in un singolo centro singolo
questo solo Ancona
Nel 2018 abbiamo pubblicato i primi usi del Vessel Sealer robotico in chirurgia laparoscopica robotica, nel 2019 questo è uno studio della SICE, è l'approccio della bilaterale transperitoneale 24 anni di esperienza, anche qua,
e poi l'ultimo, 2021, approccio transperitoneale laparoscopico, uno studio comparativo, anche qua gruppo di Ancona.
Questa è la mia esperienza personale, ma ce ne sono altri 300 appunto fatti da Lezoche, quindi come casistica di Ancona siamo oltre 700 pazienti.
La mia personale è di 423 surrenalectomie mini invasive dal 2004, quindi in 20 anni, di cui 395 surrenalectomie laparoscopiche e 28 robotiche.
La robotica in realtà l'ho fatta più per la fattibilità, ma poi mi sono accorto che la chirurgia robotica porta tanti vantaggi
oggi e che poi vi illustrerò e sono veramente adesso sono veramente diciamo tentato di farli
quasi tutti con il robot però poi c'è una questione di costi di budget e diciamo che
l'ospedale non mi consente di fare tanta tantissima chirurgia robotica ho un budget di 100 interventi
all'anno quindi più di 100 interventi non posso fare quindi di surreni robotici ne posso fare
diciamo una decina, 15 all'anno, il resto riservato all'altra chirurgia, il resto della
chirurgia dominica. Comunque nella mia esperienza alla paroscopia ho fatto 204 destri e 191
chirurgia addominale. Comunque nella mia esperienza alla paroscopia ho fatto 204 destri e 191
rappresenta appunto quello principale con 100 interventi, 52% del sinistro. Con la robotica
ho fatto 6 destri e 22 sinistri, di cui 14 sottomesocolici, anche qui 63% robotici sottomesocolici
e 37% sovramesocolici, cioè con mobilizzazione della flessura sinistra.
Questa è l'esperienza dei conversioni, sono 4% di conversioni in laparoscopia per sanguinamento,
Quelli più importanti sono il sanguinamento, grosse lesioni, tumori voluminosi,
abbastanza ofe, cromocitomi grandi, spesso anche a destra, soprattutto a destra,
quasi tutte a destra, retrocavali eccetera.
Queste invece sono quattro conversioni per tumori, carcinomi, piccoli carcinomi
che però al momento della laparoscopia presentavano infiltrazioni ai tessuti circostanti
e quindi sono stati convertiti.
Per quanto riguarda la robotica, sono 28 casi, per ora non ho mai convertito i 28 casi robotici. Io ho inviato anche via mail alla regia i video, comunque intanto parto con questi miei e partirei subito con una sovranalettomia destra, una delle prime.
una delle prime vedete qui ho magari mi fermo un attimo dopo ogni tanto mi interrompetemi se volete
però vi faccio vedere il primo iniziale approccio che ho ottenuto per fare un surene destro robotico
come vedete in questo primo di primissimi casi ho utilizzato il vessel sealer
Questo può essere discutibile, l'utilizzo di questo strumento, perché è uno strumento sicuramente grossolano, molto grande, quindi c'è un po' il rischio che la dissezione della ghiandola non sia proprio, diciamo, estremamente, non sia troppo precisa, troppo accurata.
e vi farò vedere anche dei casi, un caso in cui ho avuto dei problemi, quindi non faccio vedere solo casi perfetti, puliti, eccezionali, ma faccio vedere anche un paio di casi difficili.
Allora, in questo primo caso vedete che ho utilizzato il posizionamento dei troca robotici, quello classico del stesso...
Mario, di che cosa si trattava come diagnosi preparatoria?
questo era una denoma
una denoma
secernente cortisolo
in questo caso qua
allora vedete che
no scusami
Carlo questo è un feocromocitoma
si si
feocromocitoma si vede anche che è molto
vascularizzato infatti come vedete
perché il cushing
come sapete è quello più semplice
perché alla fine c'è edema
ma c'è grasso intorno, invece questo era un febro, preparato ovviamente con la classica preparazione
alfa beta bloccanti per un mese, però ecco diciamo per quanto riguarda la tecnica volevo sottolineare
questo tipo di approccio con questo strumento, dicevo che il posizionamento dei trocar è lo stesso
all'allineamento lo stesso del colon destro robot allora praticamente utilizzo una pinza doppia
fenestrata anche questa un po grossolana però delicata molto delicata è la stessa pinza che
utilizzo per fare le resezioni del colon red quindi la utilizzo nel suono perché perché se
Se usi la Joanne, nel caso di Joanne è un po' più traumatica secondo la mia esperienza
e c'è il rischio di lesionare, lacerare un po' la capsula del surrene e quindi comincia a sanguinare.
Questa pinza invece è molto delicata, che appunto si utilizza nel colon,
mi dà la possibilità di appoggiarmi sulla ghiandola e poter evitare sanguinamenti o lacerazioni della capsula.
Qui c'è il peduncolo surrenalico inferiore che chiudo tranquillamente con questo Vessel Sealer.
Posso chiederti una cosa? Non mi odiare. Vedo una cosa subito di grande interesse. Tu hai un precocissimo approccio mediale perché la dissezione superolaterale l'hai fatta in maniera contenuta.
Come vedete qua, con il Vessel Sealer è molto grossolano, però mi dà una sicurezza notevole nella chiusura dell'avena e dei peduncoli vascolari.
Come vedete qua, con il Vessel Sealer è molto grossolano, però mi dà una sicurezza notevole nella chiusura dell'avena e dei peduncoli vascolari.
Quindi vado direttamente nell'ilo del surrene, sposto leggermente la cava e poi vado direttamente a fare i peduncoli vascolari con un approccio medio-laterale.
come vedete c'è l'aiuto che tiene pronto l'aspiratore
che l'aspiratore sia per il fumo che per eventuali sanguinamenti
perché comunque un po' di sanguinamento c'è sempre nel destro
soprattutto nel feo
però vedete che quella cannula è pronta per far fronte ai sanguinamenti
e anche eventualmente
questa è la vena surrenalica che vedete qua su
ecco si vede molto bene la vena surrenalica media
non ho mai avuto problemi rara me molto raramente avuto progresso e viene isolata bene la vena si
se non è molto grande qui è una vena abbastanza grande quindi mi sono sentito un po più tranquillo
se non è molto grande qui è una vena abbastanza grande quindi mi sono sentito un po più tranquillo
mettendo una Hem-o-lok come vedete sul sul piano cavale però ecco se vedo che la vena non è molto
grande si vedo che sta insomma al di sotto dei 5 mm faccio direttamente la vena con con la
radiofrequenza ecco direi che qui possiamo andare un pochino avanti più veloci per non sediarvi un
Ecco passerei, una volta fatto il, vabbè c'è la chiusura della vena con la parte prossimale che viene chiusa con questo strumento e poi si procede con tutta la dissezione a tutta la parte diciamo medio laterale.
i filmati che ho portato sono quasi tutti in tempo reale
non ho editato quindi vedete che i movimenti sono molto lenti
molto attenti
sopra per sollevare il fegato ci sono tanti sistemi
uso questo endopad che mi sembra molto comodo
e anche poco traumatico sul fegato
perché se usiamo altri tipi di sollevatori
come sapete se poi comincia a sanguinare la glissoniana
Non riusciamo più a lavorare, qui dobbiamo avere il campo pulito e mi piace molto questo strumento che è Solera Altero. L'approccio quindi è proprio diretto, anteriore. La mia scuola ha preferito sempre fare questo approccio per due motivi.
Il primo è quello appunto di chiudere immediatamente subito i vasi surrenalici, in particolare l'avena e il secondo è quello di avere una pronta, un pronto in caso di grosse masse, di essere pronti subito e in caso di conversione, di essere subito pronte ad un'eventuale conversione.
Senza dover girare il paziente, il paziente sta supino tranquillamente con un lieve antitrendere. Vedete il rene, qui si è scoperto il rene e quindi siamo nel...
Un'altra domanda, ma importante secondo me. Questo concetto dell'evitamento del decubito laterale, lo esporti anche alla laparoscopia in generale o solo alla robotica?
No, no, anche alla laparoscopia. Lo stesso approccio lo faccio alla laparoscopia.
E tu hai fatto anche laterale? Puoi dare delle coordinate?
laterali a destra no
laterali intendo come decubito
non come approccio retroperitoneale
diciamo
solo con paziente in decubito laterale
non è mai fatto
non ho mai fatto
il sorrene né destro
solo qualche sinistro
sempre con questo approccio
questo è molto interessante
perché è uno dei
elementi
che rendono un pochino più indaginoso
la preparazione
sicuramente
la realizzazione
del decubito
che non è poi così immediato
insomma non è un decubito laterale basso
che già sarebbe non facile comunque
ma è spezzato
tutti i sistemi di contenzione
questo è un concetto interessante
da stressare anche proprio a livello
di vetrina pubblica
per cui al mio congresso dovrai
dire questa cosa sicuramente
perché
insomma diciamo
è proprio una cosa
piuttosto rilevante
cambia molto
semplificando sicuramente
se non ci sono difficoltà particolari
vedo
non sembrano esserci
cambia molto
significativamente
la preparazione del paziente
certo
posso mentre
diciamo
l'arte saliente dell'intervento
è stata chiaramente
ben esposta e visualizzata. Intanto consentitemi di ringraziare degli amici, ma soprattutto oltre
che degli amici dei professionisti che hanno dedicato a questa chirurgia diciamo gran parte
attività e certamente Mario presso Ancona con il
professore Lezoche senz'altro tu come fatto ben vedere ce
lo hai dimostrato. Consentitemi di ringraziare certamente il
caro eh il caro amico grande eh uomo grande professionista e
quando dico grande uomo lo dico perché eh per la sensibilità
che ha in tutti questi anni dimostrato verso l'attenzione al coinvolgimento di tutto lo
scenario chirurgico mondiale e quindi mi riferisco senz'altro al caro professor Palazzini grazie
all'evento ormai di calatura internazionale che lui di anno in anno ormai dimostra sapere
potete organizzare nel migliore dei modi. Allora Mario, detto questo, io continuo ad avere qualche perplessità sull'approccio diciamo robotico e a tal proposito volevo farti qualche domanda.
Io non ho mai approcciato il surrene attraverso la tecnica robotica, certamente Gagner nel 92 dimostra che il gold standard è un trattamento mini-invasivo, mini-invasivo che parte con la laparoscopia e certamente la laparoscopia ci siamo abituati in tutte le maniere,
anche fino all'ottenimento della visione tridimensionale, all'approccio che sia esso transperitoneale che retroperitoneale, ma comunque con una visione veramente magnifica e con una mini-invasività certamente dimostrata.
Allora ti dico, è chiaro che non voglio fare quello che attacca di principio in questo momento la robotica, me ne guarderei bene perché senz'altro la robotica,
Io dico come quando negli anni 90 ci chiedevamo a cosa servisse la laparoscopia, ma più che noi, i nostri maestri, oggi ti dico sarebbe assurdo chiedersi a cosa serva la robotica perché certamente sta dimostrando che è la chirurgia del momento, certamente.
e come dire con un diametro rispettivamente dei 5 trocar certamente superiore a quello utilizzato per la laparoscopia e questo mi pare che sia un dato assodato.
e come dire con un diametro rispettivamente dei 5 trocar certamente superiore a quello utilizzato per la laparoscopia e questo mi pare che sia un dato assodato.
E poi certamente non possiamo non fare riferimento per quanto la tecnica tu stai dimostrando essere veramente sicura, ma non posso non pensare ad un'eventuale conversione,
visto che a destra più che a sinistra, ma comunque nella chirurgia del surrene, sappiamo che un'evenienza per quanto da scongiurare, un'evenienza assai probabile è quella della complicanza emorragica.
Sappiamo quindi che l'approccio in robotica potrebbe determinare nel caso di una conversione un ritardo in quella che è la conversione in senso stretto.
Scusa se mi permetto di attaccare un qualcosa che tu hai bene dimostrato potersi fare in tutta sicurezza, ma certamente anche perché il buon Giorgio me lo ha chiesto, devo animare la discussione e certamente voglio provocare una discussione che sia una discussione reale, sincera e vera.
Bene Nino, posso risponderti. Ti ringrazio intanto per la domanda, molto interessante tutte e due le osservazioni.
Allora, prima di risponderti vi faccio vedere intanto proprio questo caso di approccio sempre destro robotico, però ho utilizzato l'Ultracision e qui, questo è una denoma di cushing, qui vi faccio vedere come si è verificato un sanguinamento, ma il sanguinamento non è dovuto al fatto che ho usato l'Ultracision,
Ma probabilmente vedete che questo trocar ha una deviazione, il trocar è stato posto un pochino troppo laterale per cui ho delle difficoltà in questo caso, pur essendo l'Ultracision robotico molto più piccolo e maneggevole rispetto a quello di prima, al vessel di radiofrequenza.
Però vedete come è molto deviato questo braccio robotico per cui non ho un approccio diretto sulla cava e mi trovo sempre in difficoltà quando vado a fare la dissezione retrocavale perché non ho proprio un orientamento diretto sul piano cavale.
Quindi tendo ad avere difficoltà di movimenti e infatti in questo tipo di surrenetomia, scusate sono andato un po' troppo avanti, vedete ecco ho avuto un sanguinamento importante dal peduncolo inferiore del surrene, probabilmente legato, forse poi vi faccio vedere il punto dove proprio si vede il sanguinamento.
Ecco, quando ho fatto questo qui, il peduncolo inferiore, ho preso il tessuto e poi ho iniziato, o si è rotta forse la capsula, però ho iniziato a perdere sangue.
A quel punto, ecco qui, probabilmente...
Questo è un cushing, avrei detto, scusa Maria, quindi una grande neovascolarizzazione non dovrebbe esserci.
Non dovrebbe esserci infatti, però mi sono fermato per capire cosa è successo, non ho chiuso, non era la vena perché era una parte inferiore, probabilmente ho rotto la capsula forse, questo nella robotica può succedere un po' più frequentemente perché nella laparoscopia uno riesce un pochino a controllare meglio forse la forza che dai agli studenti,
invece in robotica qualche volta è un po' meno controllata la forza che uno dà allo strumento, allora all'inizio perlomeno anche questo era un caso, allora vedete che però che cosa ho fatto?
Ho spostato un pochettino la pinza sinistra, comprimendo un po' il surrene e questa compressione, quindi verosimilmente era uno scapsulame, era un po' scapsulato, questa compressione ha fatto sì che si è un po' fermato il sanguinamento, forse una piccola vena.
E in questo momento non ho fatto niente di particolare, ho continuato l'intervento, però lì per lì stavo per convertire.
Allora rispondendo alla domanda di Nino, sicuramente con la robotica ci vuole un po' di più, se devi convertire di corsa ci vuole un po' di più, questo è vero, qualche minuto in più perché devi smontare il robot, però non è poi tanto il tempo.
Invece direi che l'approccio anteriore comunque ti consente di convertire molto velocemente sia robotico che laparoscopico, ma ci vuole un pochino di più, ma non moltissimo. Quando hai preso mano diciamo che si sgancia il robot in un attimo e intanto l'aiuto comincia ad aprire.
Mario, quanti trocar metti?
Ecco, i trocar sono 5 come hai detto tu, effettivamente un trocar in più, però sono da 7 mm come grandezza, quindi se tu usi trocar da 5 sicuramente è un po' di più.
A sinistra sono 2 in più.
A sinistra sempre 5, sempre 5.
Appunto, a sinistra sono 2 in più.
sì sì sì assolutamente
però devo dirti Nino che
anche nella laparoscopica
metto sempre 4-5 trocar
mi sento più sicuro
mi sento più sicuro anche con un trocar
da 5 in più anche nella laparo
perché ho sempre
bisogno di qualcuno
che mi tenga come vedi anche qui
sempre l'aspiratore pronto
in caso di piccoli sanguinamenti
vabbè questo poi
si può discutere però
però preferisco sempre mettere anche la paroscopia quasi sempre un quinto troppo.
Questo era questo caso che volevo farvi vedere, che poi comunque si è risolto così,
però è usato in questo caso l'Ultracision, che sono comunque più maneggevoli come strumento.
Ora andrei avanti e vorrei farvi vedere invece una surrenalettomia sinistra laparoscopica.
questo qui
vedete il video è un pochino più vecchio
si vede un po' male ma anche perché
sul sinistro veramente mi piace
molto molto farli
con il robot, allora comunque
questo è un paziente abbastanza
ideale, magra eccetera, questo è
l'approccio, vi faccio vedere prima
l'approccio sotto mesocolico che vi
dicevo prima, laparoscopico
come repere
la vena mesenterica
inferiore, lateralmente
alla vena mesenterica inferiore si trova il peritoneo che avvolge e che sta al di sotto
del mesocolon e apriamo quindi il mesocolon trasverso. Andando in questa loggia, è chiaro
che qui il paziente deve essere relativamente magro perché sennò si è pieno di grasso,
vedete che subito in questo paziente magro chiaramente si vede la vena surreale. Questo
Questo video è editato, quindi qui andiamo molto veloci e si vede l'avena surrenalica media abbastanza velocemente e qui abbiamo cluppato.
Quindi l'approccio prevede di identificare subito l'avena surrenalica media, l'avena renale che sta subito sotto,
qui non c'è stato molto tempo perché questo filmato è montato, però si procede con l'isolamento dell'avena renale sinistra
E poi con la radiofrequenza si identifica il pilastro diaframmatico, si comincia fatta la vena, si scolla progressivamente fino ad arrivare a isolare bene il diaframma.
di repre molto importante e quindi passiamo sempre un approccio mediale e poi laterale anche
qua circondiamo un po' tutta la ghiandola fino alla parte al polo superiore del surrene qui si
vede molto bene il diaframma e questo qui il surrene viene spostato lateralmente con una
una pinza d'anello, anche qui vedete che c'è più fumo rispetto alla robotica,
la paroscopia crea un po' più di fumo perché nella robotica utilizziamo l'air seal,
questo è il surrene, l'approccio finale, la sintesi dell'intervento,
questo è il surrene, il diaframma è sopra il pancras che viene sollevato,
il punk chiaramente viene sollevato
vedete che alla fine
la dissezione è veramente piccola
è veramente minima
se ti interrompo
c'è un intervento di un
di un spettatore
diciamo, di un partecipante
Carmelo Boccafoschi
che è una lunga domanda
anche così di omaggio a noi
di cui lo ringrazio
lo ringraziamo tutti
lui sostiene che anche per gli urologi
ormai
l'approccio principale rigorosamente trasperitoneale insomma il processo personale secondo il collega
è praticamente retro per i giorni alle laterali la posteriore non lo so comunque lui diciamo autore
più facendo diciamo di più rappresentando benissimo ok non è proprio una domanda è
solo un intervento bene carlo no ecco volevo quindi farvi vedere adesso un
un surrene robotico sinistro con approccio sottomesocolico,
lo stesso di prima fatto con il robot.
Chiaro che qui il filmato è più bello, è più recente,
però l'anatomia è la stessa.
Allora vedete la vena mesenterica inferiore,
qui sotto c'è il Treitz e qui si inizia ad aprire il mesocolon trasverso,
subito lateralmente alla vena mesenterica inferiore.
Questo video è in tempo reale, non è editato, quindi se mi volete chiedere, interrompere...
Sì, io scusa, ti voglio chiedere una cosa, perché prima, appunto guardando la domanda un po' lunguità del collega,
non ho potuto dire. Nel sovrane sinistro in particolare, anche in destra, insomma, tutta questa chirurgia,
I concetti, secondo me, fondamentali sono quelli dei landmark, perché le strutture nobili da approcciare, la vena surrenaria soprattutto, non sono così immediate, soprattutto a sinistra.
Invece qui mi sembra che tu dimostri che una volta realizzata questa fenestratura del mezzo cono trasverso si arriva immediatamente a lambire o a toccare o visualizzare la vena surrenale perché nell'approccio classico io sono abituato prima a visualizzare la vena renale e seguirla almeno con rispetto per poi vedere l'emergenza
o comunque la surrenalica, però tu vedi direttamente la surrenalica,
perché prima arrivavate subito a surrenalica, forse era tagliato, non so.
Quello di prima sì, ma questo qui è proprio in tempo reale, ora te lo faccio vedere.
Esattamente, mi piace molto questo tipo di approccio, chiaramente il paziente non deve essere obeso,
perché sennò è un problema
però l'approccio
è proprio come dici tu
i landmarks sono fondamentali
vedete qui la vena splenica sopra
si vede subito il sorrene
questo è magro, va bene
però appena aperto il mesocolon
c'è subito il sorrene lì
lo vedi immediatamente
qui la vena non l'ho ancora isolata
però
sono andato sopra perché
ho visto quella
vena splenica
allora ha detto magari preferisco staccarlo un po', vedete il pannus, l'ho staccato un po' nel polo superiore perché ho visto quella vena e un po' ho pensato che potesse essere meglio isolarlo un po'.
Questo è l'aiuto che tiene una pinza d'anello per sollevare il mesocolon trasverso e in parte quindi anche il pannus.
In queste fasi tu non mobilizzi minimamente il tavolo operatorio, riesci a essere supino proprio, basta.
Supino in leggero anti-trending e una piccola rotazione verso destra chiaramente, però non pogo mai nulla, è un single docking come si dice.
torniamo quindi nella zona del surrene
solleviamo questa parte qui
magari questo posso andare un pochino più veloce
però si vede che
anche questo era descritto come un feocromocitoma
dall'endocrinologo lo dava come feocromocitoma
quindi ha fatto tutta la preparazione
però devo dire che si è scollato molto bene, non ha sanguinato, però vedete le caratteristiche sono anche quelle macroscopiche di un feo, perché si vede questa mascolarizzazione, questo colore rossiccio, adesso vado a cercare la vena,
quindi scollo piano piano questa qui sotto trovo in realtà qui sotto trovo una pulsazione importante
questa in realtà è l'arteria renale l'arteria renale perché normalmente non la vediamo l'arteria
renale però se vedete qui puzza forte quindi di solito troviamo la vena renale però qui si
vede la pulsazione e quindi l'ho interpretata come l'arteria renale e quindi c'era un'arteria
renale diciamo che era posizionata subito al di sopra della vede comunque a quel punto l'avena
renale sarà stata subito un po dietro sono andato a cercare l'avena surrenale entrando qui ho visto
la capsula mi sono fermato sono spostato un po più lateralmente perché vedete che c'è un pochino di
sangue probabilmente una piccola lacerazione della cassa e comunque con tutto con l'ultrasonico c'è
un pochino di sangue a questo punto trazioni sempre verso l'alto e faccio diciamo un po di
emostasi con quella pinza come prima per trazioni un po per fare un po di ma quella secondo me
napolare napolare renali non forse non il ramo principale ma una polare superiore del rene si
qui scollo ecco qui mi sono trovato bene nella parte già nella parte laterale della ghiandola
non sono andato direttamente sul piano mediale perché ho visto che qui c'era un bel piano di
privaggio si vede qua sotto la denoma e medialmente poi sono andato a cercare la vena qui se seziono
questa lamina retroperitoneale, un po' di grasso attorno.
Secondo te, Mario, scusa, non voglio anticipare quello che magari dirai,
dimmi se è una tua intenzione successiva,
quali sono i principali vantaggi di questo tipo di tecnica?
A me mi viene in mente subito una cosa piuttosto macroscopica, a sinistra,
Cioè quella di non determinare il famoso peduncolo sprenopancreatico così un po' ballerino e sappiamo può essere all'origine a volte di guai se non viene riposizionato, ancorato, incollato, si sono descritti casi anche di torsione pericolosa.
È una cosa giusta oppure hai altre indicazioni?
No, Carlo, assolutamente giusta e ti ringrazio per questa osservazione.
Quindi questa tecnica qua dà il vantaggio assolutamente, uno dei grossi vantaggi è che non avviene nessun tipo di torsione nel peduncolo vascolare esplenio, perché viene semplicemente sollevato il pancreas e quindi lo vedo appena l'arteria esplenica, quindi non esiste questo problema qua.
adesso ecco vado medialmente in questo caso forse era più corretto farlo subito però mi
sono trovato bene vi dico proprio ecco e con il cuore quello che che facciamo sono trovato
bene più a scollare la parte laterale quindi adesso mi vado nella parte mediale anche se
sarebbe stato più corretto farlo all'inizio però siccome lì mi sanguinava un po preferito
fare un po' le mostre
nella parte mediale
vedete qui si intravede adesso
bene l'avena
ecco l'avena questa qua
però ecco sarebbe stato
essendo un feo più corretto
fare l'avena subito
ma in questo caso è andata così
l'avena la chiudo
questa qui è un'avena si vede che è piccolina
la chiudo tranquillamente
con l'Ultracision robotico
non ho avuto problemi
uso ovviamente il pedale
diciamo quello lì a lenta
pulsazione
quello che va più lentamente
per i vasi e quindi
fatto quello
è quasi fatto insomma
qui si vede molto bene
la ghiandola sana, qui c'è l'adenoma
con la sua vascolarizzazione
questo sotto il diaframma
ma insomma è stato un caso
abbastanza fortunato
perché poi alla fine si è scollato molto bene
scusami
non parlare di caso fortunato
possiamo certamente parlare
di un caso gestito
da un grande chirurgo
abituato ad una chirurgia
così come dire
anche di nicchia
oltre che di loggia
perché noi sappiamo bene che questa è
una chirurgia di loggia
lo abbiamo sempre detto
ma di nicchia io dico anche
perché è chiaro che ormai tendiamo sempre più a dedicare il nostro skill, la nostra expertise verso determinate patologie e quindi trattamenti rispetto ad altri e certamente tu ci hai dimostrato dalla tua esperienza importante che sei un chirurgo assai bravo, assai attento, con una grande esperienza
e che quindi si può permettere, io direi, di lanciare, caro Giorgio, direi, vediamo se tu sei d'accordo, una nuova tecnica, perché devo dire Mario sta dimostrando che la tecnica è fattibile,
Noi sappiamo che con la laparoscopia abbiamo cercato sempre di sostenere che il vantaggio è legato al fatto che si possa riprodurre, standardizzare una tecnica.
Tu lo stai facendo, lo stai dimostrando parlandocene e parlandocene in maniera assai convincente.
Io ti faccio, non ho alcuna esperienza, conoscevo questa tua tecnica, l'ho studiata attentamente e ti dico dacci un motivo per cui convertire la nostra procedura che è quella grosso modo ormai da tutti quanti adottata,
Dacci un motivo per noi convertire la nostra tecnica a quella che tu ci stai proponendo come una tecnica, certamente tu ci stai facendo capire, sicuramente riproducibile, sicuramente standardizzabile, sicuramente sicura.
Mi taccio dopo che ti chiedo, fino a che dimensioni tu ritieni si possa eseguire una surrenalectomia con la tecnica, ormai consentimi di dire, secondo guerrieri?
grazie Nino
grazie per i complimenti
troppo buono
allora
io direi che
questo tipo di approccio
arriverei fino a lesioni
di 5 cm
massimo 6 cm di diametro
perché massimo 6 cm
prima cosa
la cosa che convince
è che la dissezione
è talmente piccola
talmente minima
rispetto a un approccio laterale
all'approccio
retroperitoneale
trance, mettetevi tutti quelli che volete
la dissezione è talmente
minima che se ci pensate
il paziente c'ha
solo un piccolo
foro sotto il mesocolon
cioè non tocco
niente, capito? Non tocco il colon
non mobilizzo la flessura
non mobilizzo
non tocco la milza
niente
Quindi, chiaramente deve essere relativamente magro e la lesione non deve essere oltre i 5-6 centimetri.
Certamente il paziente va selezionato, almeno ad oggi secondo la tua esperienza.
si, guarda Nino
guarda cosa c'ha, non c'è niente
è un buchetto, capito? come ti posso dire
un foro sotto il colo
non c'è
non ho toccato nulla
non ho mosso nulla
vabbè, questo è un caso abbastanza favorevole
però, perché era magra
però ti dico che
li seleziono chiaramente
tu immagina che praticamente
non c'ha dolore
cioè questo il giorno dopo
lo mandi a casa, cioè io ho poi messo
il drenaggio perché
il mio maestro mi diceva meglio
mettere meglio un drenaggio in più
che non costa
niente tenerlo 24 ore
ho messo anche il drenaggio
questo è un paziente che può andare a casa
Mario scusa se intervengo perché
c'è un'altra domanda
in realtà ce ne sono
due una
facendo
diciamo previo complimenti anche lui
ha associato i complimenti
se puoi dirgli quali sono
gli incidenti intraoperatori che hai dovuto affrontare con questo tipo di tecnica e poi
ce n'è alcun'altra no sinceramente qui con questa tecnica selezionando i casi non ho avuto mai
problemi non ho avuto problemi di nessun tipo caro che i casi sono selezionati quindi però
ecco a questo proposito c'è un'altra domanda che chiede se la selezione avviene sostanzialmente
tramite l'imaging tc o hai bisogno di supporto ulteriore strumentale? No no la TAC e poi vedi
il paziente che non deve essere obeso. Giorgio, Mario, Carlo io non so se è un caso ma vi farei
vedere il mio cellulare perché in questo momento sto ricevendo una telefonata dal grande caro
buono Francesco Ruotolo
allora io non so se mi stia
chiamando perché non saprei
ho una chiamata di Francesco Ruotolo
che intendo
a questo punto in diretta
salutare, abbracciare
e
dargli un riconoscimento
di grande professione
Antonino, dì a Ruotolo che se vuole
lo colleghiamo dalla regia
abbiamo visto che lui è già connesso
quindi se vuole lo mettiamo in collegamento
Ma sicuramente ci sta ascoltando perché mi sta chiamando, quindi se ci sta ascoltando vi prego di coinvolgerlo perché chi meglio di Ruotolo, che ripeto abbraccio affettuosamente, saluto affettuosamente come persona che assieme a Giorgio Palazzini possiamo dire ci ha stimolato tutti, ma veramente tutti,
Ad andare a rivedere quella che è la nostra attività nella nostra quotidianità chirurgica. Certamente lo ha fatto Giorgio con la sua nuova maniera di aggiornare e di consentire tutti noi di aggiornarci e certamente lo ha fatto Francesco Ruotolo con la nuova maniera di stimolare ad andare a studiare nuovamente addirittura la anatomia chirurgica.
quella che lui ha stressato e quella che lui ci ha consentito di andare a rivedere con le nuove visioni tutte quante, perché noi qui non abbiamo parlato di manovra di Jinnai, non abbiamo parlato di quadrilatero di Albarran, tutti riferimenti che certamente oggi noi conosciamo perché Francesco Ruotolo ci ha invitato ad andare a rivedere e a studiare.
un abbraccio a Francesco affettuoso
allora nel frattempo che magari si crea questo collegamento
vi faccio vedere questa visione finale
che qui si vede bene Nino i trocar
1, 2, 3 sono 3 da 7
questo da 12 che versi
e questo qua era un altro da 7 dove c'è il drenaggio
quindi sono 5 trocar chiaramente
e questa è la disposizione
di cui 4 trocar da 7 e uno da 12
Quindi di più sicuramente rispetto alla laparoscopia qualche buchino in più. Finisco così poi possiamo fare tutte le domande.
Mario se permetti un secondo ti interrompo prima che cambiamo scenario, che stai per passare alla prossima diapositiva, dovremmo avere Ruotolo in onda, se sei d'accordo gli diamo la parola.
Certo, certo. Questo dimostra l'attenzione che sta mostrando il webinar di Giorgio Palazzini nella nostra comunità. Complimenti Giorgio. Sì, grazie, certo. Luoto lo puoi parlare?
Grazie, grazie. Parole gentili di mio amico e grazie per tutto quello che ci sta dimostrando. Questo intervento il professor Lezoche, che mi ha fatto fare anche qualche lezione nella sua scuola, raccontava sempre che questo è il mio intervento e poi adesso il suo successore lo sta portando avanti.
Grazie per tutto quello che uno può imparare e Antonino è affettuoso tanto, grazie.
Grazie, grazie, grazie.
Ok, vai pure avanti Mario.
Bene, allora riassumo qua i vantaggi e gli svantaggi della laparoscopia.
Paroscopia, ecco quello che diceva Nino, chiaramente rapida conversione in caso di laparoscopia, più veloce, più rapida, costi chiaramente più bassi e facilità di posizionamento dei trocar, cioè più semplice, forse anche uno o due trocar in meno.
svantaggi della laparoscopia
un po' ridotta mobilità degli strumenti
avete visto come la punta
dell'Ultracision robotico
o del vessel
è estremamente flessibile
e orientabile
di più sicuramente rispetto alla laparoscopia
la visione lo sappiamo
2D ma possiamo anche usare la 3D
e quindi anche
la laparoscopia si può usare la 3D
ma non è proprio la stessa
rispetto alla robotica
qualche volta un po scomoda la posizione dell'operatore però questa si può discutere
insomma si sposta il letto si muove il letto e beh comunque in robotica sto seduto è questo il
piede allora i vantaggi della robotica quali sono visione 3d posizione appunto ergonomica
la console sto seduto e mobilità degli strumenti estremamente oltre 360 fino a 500 gradi svantaggi
Oggi è quello dei costi, ho fatto un calcolo che una surrenalectomia robotica costa almeno 3.000 euro in più, 2.500-3.000 euro in più rispetto alla laparoscopia, la conversione è più ritardata, parole di giustamente come diceva il professor Agrusa, e qualche difficoltà a volte nel posizionamento dei trocati.
Però devo dire che con questo tipo di approccio il paziente veramente può essere dimesso il giorno dopo. Io vi ringrazio per l'attenzione delle posizioni, interromperei la condivisione per passare in diretta e sono disponibile per qualsiasi domanda.
Mario
permettimi scusa
sono un po' pantagruelico
in cui ci sono i vantaggi di una visione più
in cui uno rimane fortemente impressionato
da una cosa
nuova pur in un campo
e pensava di aver
ampiamente frequentato
le domande si succedono un po' caotiche
nella mente, non avrei tantissime
però ti voglio chiedere
diciamo almeno per fare un punto
scientifico sulla situazione
Quella tecnica è fantastica, quello che hai detto te sulla mini invasività intendendosi non solo nell'accesso ma anche nella dissezione è assolutamente eccellente ed è il trade union tra i vantaggi per chi la realizza della retroperitoneale in cui si sostiene che il paziente ha una minima dissezione, non si apre il peritoneo ovvero ma è una minima dissezione,
però a fronte di questo
deve stare in posizione
prona con tutti i disvantaggi
e la anteriore in cui
ci sono i vantaggi di una visione più
diciamo
wide come dicono gli inglesi
però con una dissezione
sicuramente più ampia
questo sembra fare proprio
una perfetta sintesi
andando a
sfruttare gli elementi
positivi di entrambi
ora il punto però scientifico è questo qui
Io ti chiedo, ma io lo so perché conosco qualche lavoro del professore Zoe, però forse un po' diciamo datato, ci sono le possibilità per fare, perché è talmente bella questa cosa, mi verrebbe da dire facciamo non una validazione ampiamente fatta da voi ma proprio un confronto importante perché verrebbe da dire ma facciamo sempre più questa e invece come sai bene il panorama nazionale non è molto.
eseguita diciamo mi hai mostrato una cosa che io vorrei
agguantare però per fare questo come sai bisogna prima avere
dei dati scientifici quando non è nel luogo in cui ti trovi
eccetera eccetera non è ancora conosciuto o particolarmente
nota eh sì sì Carlo io sono d'accordo con te noi noi l'abbiamo
pubblicata tante volte tante tanti casi eh però ecco voi
Va benissimo la paroscopia, voi selezionate un caso piuttosto magro e piccolino e provate a farlo, poi ti convincerai che è veramente stupendo.
Mi hai più che convinto, mi hai più che convinto, mi hai più che convinto.
Mario tu sei stato presidente della nostra cara società, la società italiana di chirurgia endoscopica e nuove tecnologie e lo hai fatto in maniera egregia come una entità super partners che ha sempre trasmesso l'obiettivo del raggiungimento appunto dell'attenzione,
della dedizione, del rispetto delle regole. Allora, per carità, tu hai dimostrato che la tecnica è fattibile certamente nelle tue mani, cioè nelle mani di un chirurgo di grande esperienza e di grande esperienza nel settore.
Carlo dice bene quando dice ma te l'ho chiesto io prima perché convertirci alla tua tecnica a mio avviso come hai fatto bene la tecnica va selezionata e va ritagliata per pazienti selezionati
Hai esperienza Mario? Invece io tornerei sul confronto che poi è il tema del nostro webinar, confronto robotica versus laparoscopia.
Io ritengo che la robotica abbia un vantaggio invece nelle surrenalectomie bilaterali.
Ne sono convinto perché ricordo per esempio quando l'indicazione alla surrenalettomia bilaterale veniva data e viene data per esempio con una tecnica posteriore, con un approccio posteriore.
Allora io ti dico, certamente la robotica la ritengo assai utile nell'approccio ai surreni bilaterali, alle surrenalettomie bilaterali. Hai esperienza in tal senso Mario?
No, non l'ho mai fatta con la robotica, non mi è capitato e non l'ho mai fatta, però credo molto a quello che dici tu, se mi capita la farò, però non mi è capitata e non ho esperienza di bilaterale robotica.
Anche perché i costi barra la possibilità di intervenire bilateralmente senza cambiare dei pubblici e via dicendo, chiaramente secondo me avvalorerebbero di gran lunga l'approccio robotico.
sì sì assolutamente usa riporta un'altra domanda di medicina devo dire una domanda che dimostra
particolare interesse perché è molto puntuale cioè chiede se secondo te ha un ruolo il verde
d'indocianina in questo tipo di chirurgia personalmente non ho mai applicato non so
secondo me no non applicazioni particolari in questo ok scusa tu avevi menzionato forse l'ho
visto fugacemente mi sono confuso un approccio di questo tipo anche nella destra oltre a quello
lo hai fatto vedere? Hai altri approcci
per la surrenectomia destra?
No, no.
La destra la faccio sempre così
o la paroscopica robotica
sempre in questo modo qua,
per via anteriore direttamente,
diretto diciamo, transperitoneale anteriore
diretta. Anche la lapar
la faccio così. Hai anche esperienza
di surrenectomie parziali?
Solo un caso.
Hai fatto un caso. Un paio di casi.
Ma sai perché, Carlo? Perché
la denoma era talmente
staccato dalla
dalla ghiattola
si è staccato da solo e la ghiattola è rimasta lì
l'ho lasciata lì
non era programmato
è stato casuale
capito
vediamo se c'è qualche altra domanda
è necessario il posizionamento
del drenaggio
io lo metto sempre
lo metto sempre
certo
senti io non voglio entrare
Non so se, forse non abbiamo sempre un campo immenso, ma una tua visione sintetica sull'approccio alle malignità.
Sì, allora faccio, come penso anche tutti quanti voi, le metastasi surrenaliche singole, soprattutto quelle da carcinoma polmonare,
quando non ci sono segni di infiltrazione, le faccio tutte con approccio mini-invasivo.
chiaramente come avete visto
ho dovuto convertire
i quattro casi perché
ho provato difficoltà a dissecare
però se si stacca bene
se c'è il piano
anche le metastasi singole facciamo
mininvasive, secondo me c'è
assolutamente indicazione a fare
e il primitivo?
il primitivo no
lo faccio mininvasive a meno che
non è una diagnosi occasionale
perché come sai
ogni 100 surreni che fai
ormai ne capita qualcuno che è carcinoma, però tu magari prima non lo sai, è solo disomogeneo, eccetera, e allora l'hai fatto la paroscopia, ormai è quello, però se invece la diagnosi preoperatoria è di malignità e della massa voluminosa, eccetera, no, lo faccio al cielo aperto.
Ok, sono d'accordo, sostanzialmente sono d'accordo.
no no no, continua
ho avuto 3-4 casi
adesso mi ricordo, mi pare 4 casi
di incidentalomi
un po' in crescita
un po' sospetti, 3-4 casi
l'ho tolto, ho fatto la sua anatomia
tutto come sempre
sono venuti carcinomi
però carcinomi ben differenziati
allo stadio iniziale
ma se c'è un sospetto
forte
poi come sapete
quando la massa è grande
grande è molto disomogenea vado vado in open faccio tutta la linfadenettomia esatto fanno
tutti insomma senti c'è una dottoressa che sei un po' indispettita no non sei indispettita ma
semplicemente ha puntato il dito anche sulla una cosa di cui abbiamo già detto avere meno
esperienza noi personalmente comunque c'è la linfadenectomia retroperitoneale che a suo
vedere è una tecnica che una volta superata il learning curve può avere dei vantaggi io
io posso parlare solo per
abbastanza sentito dire
per aver visto più che altro il gruppo di Roma
insomma il gruppo di
di Bellantone
e del
esatto del compianto Celestino Pio
loro facevano
molta
avevano contatti diretti
con Walz
subito ab inizio e avevano
sempre mostrato in dubbi vantaggi
è una tecnica forse per pigrizia
ora però quando uno ha in mano
hanno già, come hai te, tre o quattro possibilità di tutti i tipi,
può anche andare bene a restarsi se la letteratura non dimostra vantaggi così significativi.
E tutto sommato, dal punto di vista dell'approccio anestesiologico,
io penso che ci voglia un gruppo che ci crede veramente anche dal punto di vista
perché è più complesso la sistemazione tra operatori di un paziente
che deve essere operato su pin
prono scusa
non so se sei d'accordo
assolutamente d'accordo con te
però è una tecnica di tutto rispetto
per chi la fa
però io non ho esperienza
come dicevo all'inizio
sicuramente vaglia
magari nel paziente anche operato
o nell'obeso
o nel plurioperato
o a cicatrici
comunque si tratta sempre
di un approccio che ha delle forti limitazioni
nelle dimensioni
ma più forti di quelle che hai mostrato
secondo me le dimensioni del tumore
magari le bilaterali
le dimensioni devono essere
sicuramente contenute
tra i 4 e i 5 centimetri
credo che oltre
il rischio poi di una perforazione
del peritoneo quindi infisciare la tecnica
sia piuttosto elevato
non so che ne pensate
almeno a livello teorico
sì sono d'accordo
bene
credo ci siano altre domande
secondo te dal punto di vista invece degli incidenti
intraoperatori, delle complicanze
anche in questo senso della robotica
perché sai, il problema della robotica è questo
al di là del costo
eccetera
è che se è dimostrata una netta facilitazione
come sempre nelle nuove tecniche
che hanno
un supporto
tecnologico più costoso
più avanzato
se sono dimostrati dei forti vantaggi in termini di complicanze o di outcome operatorio ma importante perché io in letteratura ho visto lavori comparativi che alla fine se vantaggi ne identificavano erano più che altro nella durata del ricovero
si parla di un giorno invece di due
nel sanguinamento
ma si parla di 50
invece di 70
secondo te invece
c'è un reale vantaggio
io pensavo molto alla learning curve
a facilitare
anche la didattica
in uno studente giovane
spesso si dice che la robotica
deve essere un punto finale
ma in realtà dal punto di vista
vista della possibilità di far abituare, adattare lo studente a questa tipologia di chirurgia,
magari invece è un vantaggio reale, appiattisce un po' la curva di apprendimento.
Non so se cosa ne pensi, Tessi.
Sì, sicuramente nelle mani, adesso non dico la surrenalectomia perché è comunque un intervento complesso,
insomma nelle mani degli specializzanti i robot non hanno nessun problema a fare le suture perché sono più semplici,
come voi sapete, rispetto alla laparoscopica, però non è che ci sono tutti questi vantaggi a fare un sorrene robotico rispetto a un laparoscopico,
diciamolo anzi costa pure di più
però la fattibilità
la fattibilità
io volevo dimostrare la fattibilità
di questo intervento poi alla fine se lo fai
laparoscopico non è che cambia
tanto insomma sarà un giorno
in più ma neanche di degenza
però mi sembrava giusto
far vedere che è fattibile
sicuramente la paroscopia viene
benissimo
Mario condivido appieno il tuo messaggio
che stai dimostrando essere un messaggio
a questo punto assai saggio
Il punto è fare una procedura o dimostrare una procedura attenta, pertinente, sicura, che poi sia laparoscopica, robotica, transperitoneale, retroperitoneale, sovramesocolica, transmesocolica.
Io ritengo che questo sia un aspetto secondario purché però noi riusciamo a garantire un risultato sicuro e un trattamento adeguato.
Questo è il punto a mio avviso, ritengo che dobbiamo noi che facciamo questa chirurgia dare dei messaggi, penso, a tutti quei giovani che ci stanno ascoltando e che per carità hanno voglia di approcciarsi a queste patologie assai affascinanti.
d'altronde ripeto se esiste la mininvasività perché ce ne siamo convinti e perché tutto
anche attraverso la tecnologia ci ha dimostrato che è in senso migliorativo tutto quello che
stiamo facendo è dimostrabile standardizzabile e riproducibile attenzione questi sono a mio
avviso messaggi fondamentali che dobbiamo continuare a dare poi se lo puoi fare in
robotica se lo puoi fare la paroscopia comunque non sbagli ma purché l'indicazione sia corretta
però scommetto nino e che tra poco nei prossimi giorni e tendremo a frequentare molto la vena
messa in tecnica
questo assolutamente
si
riferivo alla tecnica
no no ma sto scherzando
verso l'approccio
retroperitoneale che anche
per chi lo fa e chi lo fa bene
perché sappiamo bene
che tanti colleghi lo fanno
l'intervento con l'approccio
retroperitoneale lo fanno
altrettanto bene lo fanno
in maniera assai
condivisibile per carità purché appunto
l'indicazione sia quella corretta
laddove per indicazione non possiamo che
dire benignità malignità dimensioni
dimensioni contenute dimensioni avanzate
ricordiamoci che ormai siamo in una fase
eravamo partiti con l'idea secondo
Gagner e negli anni novanta che le
surrenalettomie approcciabili per via
laparoscopica potevano andare dai
dai 3 cm ai 6 cm, dicevamo 5-6 cm, oggi sappiamo che possiamo approcciare in tecnica mininvasiva
certamente la paroscopia, non saprei robotica o con altre tecniche, ma mi viene da pensare
sostanzialmente alla paroscopia, alla robotica e all'approccio retroperitoneale, sappiamo bene
poter approcciare
su reni
di dimensioni di gran lunga
maggiore a quelle dei 6 cm
sappiamo fino a
10-12 cm
per quanto mi riguarda
sono riuscito ad approcciarli anche
per via laparoscopica
va bene, sì sì sì
sono d'accordo
ma non deve essere una moda
non deve essere una necessità
deve essere a mio avviso una convinzione
secondo cui
sia il chirurgo se ne avvantaggia che per carità certamente il paziente perché la mininvasività
garantisce al paziente tutto quello che sappiamo essere fondamentale per una ripresa migliore. Poi
il chirurgo certamente se ne avvantaggia perché questo stiamo sostenendo e lo stiamo e lo dobbiamo
sostenere in maniera convinta cioè non è pensabile oggi approcciare un surrene con una chiamala la
parotomia che ha la lombotomia ma certamente la mininvasività tu curro è assolutamente ormai per
il trattamento del surrene il gold standard si mi permette di aggiungere ma non di aggiungere
di diciamo
dire in altre parole
ancora più stressare
una cosa che hai detto benissimo già
c'è che il chirurgo del surrene
chiamiamolo così
che fa chirurgia del surrene deve essere anche un
una cosa piuttosto elevata
anche un conoscitore della
fisiopatologia del surrene, quella che si
applica alla chirurgia
certo non le finezze
genetiche, endocrinologiche
però molto molto
elevata perché se uno non ha idea
idea di quali sono i comportamenti, di quale è la fisiopatologia, le connotazioni anatomocliniche
di questa ghiandola, come in tutto più che in tutto vorrei dire. E quindi allora dopo nasce
l'indicazione giusta, nasce la flessibilità tra chirurgia di un tipo e di un altro, nasce
l'indirizzamento del paziente verso una sensata strada diciamo di trattamento, altrimenti è un
po' una rischioso avventuroso insomma soltanto gettarsi sull'atto operatorio non so se condividi
ma l'hai detto te meglio che a me. Condivido certamente l'aspetto fisiopatologico perché
certamente sappiamo tutte le sequele durante una surrenalettomia per un feocromocitoma per esempio
E quindi se non sappiamo come approcciare un feocromocitoma è non come approcciare da solo chirurgo, ma in condivisione con tutti quelli che ti stanno attorno, e quindi mi riferisco agli anestesisti, agli endocrinologi, certamente che stabiliscono un iter terapeutico sia pre che durante che posto, non è una chirurgia che si può fare.
Poi dal punto di vista tecnico è impensabile approcciare una surrenalettomia in qualunque maniera vogliamo ma senza avere una maturità chirurgica che ti consenta di riparare una cava, riparare una milza o risolvere un problema di una milza che durante la manovra di Jinnai può anche in qualche modo scapsularsi.
sanguinarti ecco sono tutte queste
evenienze che non possono rimanere di
secondo piano ma che devono essere
sempre dico sempre tenute in
considerazione allora per carità non ne
voglio fare come un modo per dire la
surrenalettomia deve essere riservata al
centro di riferimento e mi guarderei bene
ma certamente la surrenalettomia io dico
dico sempre, patologia di loggia, patologia di nicchia.
Laddove dico pernicchia, chi se ne occupa deve avere quella maturità chirurgica
che gli deve consentire in qualunque maniera e in qualunque condizione
di sapere approcciare la chirurgia a tu curro.
Certo, non c'è dubbio.
Bene, come hai visto Giorgio, i due moderatori sono forti.
hanno preso il sopravvento
sono fortissimi
è una cosa che appassiona
ma sei te che ci hai appassionato
a me fa piacere sentirvi parlare
Mario aspettiamo che ci inviti
esatto
certamente Carlo
certamente Giorgio
certamente il professore maestro
Ruotolo che ci inviti
ad Ancona per
farci vedere
di presenza
la tua grande maestria
questo te lo chiedo perché so di potermelo
permettere per i rapporti che abbiamo
aspettiamo che ci inviti ad ancora
volentieri
a presto
ragazzi io volevo ringraziarvi
perché siete stati veramente
bravi Mario indubbiamente
ha fatto da padrone perché
ha presentato la sua grossa casistica
io credo che sia una delle più grosse casistiche
almeno nell'ambito italiano
a malapena sono arrivato
a 50 casi poi appena
è arrivato alle zocche a Roma
praticamente non ho visto più uno di
questi di queste patologie la beccate
tutte lui e indubbiamente fa piacere
vedere uno che ha una bella mano che se
l'è cavata in in tutti i casi ha fatto
piacere vedere che è stato costante il
numero delle persone presenti è stato
diciamo un webinar che non ha visto
tantissimi iscritti siamo arrivati a
160 rispetto ai 430 sulle ernie
inguinali però è stato costante un picco
massimo di 130 persone ma una costanza
che non siamo mai sotto le 100 persone
quindi questo qui fa molto piacere ha
fatto piacere poi per intervenire
Ruotolo credo che si sia scollegato
perché avrebbe fatto piacere sentire
anche da parte sua la sua esperienza
a malapena sono arrivato
E quindi, Francesco, se tu sei disponibile a fare una chiusura, perché sei il più anziano di noi, quindi dire il tuo parere, cosa ne pensi di questa chirurgia, ci farebbe molto piacere. A te, Francesco.
Dunque, l'argomento è interessantissimo. Come dice Antonino, praticamente il problema è di conoscere bene le strutture, perché quello che ha fatto il professore Mario se lo può permettere di entrare in quel pertugio per una profonda conoscenza di ciò che c'è intorno.
Quella mossa di immobilizzare, di staccare l'inserzione del mesocolon dal margine del pancreas, passare dietro, riconoscere bene le strutture in piena sicurezza è soltanto il risultato di una conoscenza ampia.
penso che ai tempi con Lezoche la chirurgia era più open e quindi la preparazione era più ampia
in questo campo invece l'aparoscopico robotico, soprattutto l'aparoscopico
bisogna avere proprio chiarissime le cose e penso ad esempio che prima di un intervento di surrelettomia
uno studio angiografico bene della zona non serve soltanto per l'intervento
ma per acquistare una conoscenza della problematica dei vasi e comunque tutte queste lezioni anche a persone come me che vanno più verso i 90 che verso gli 80 consentono di rimanere ancora attento, di avere ancora interessi e di pensare che tutti i giovani da queste cose possano prendere grandi risultati.
Io ringrazio tutti gli amici e grazie per questa vostra gentilezza.
E quindi ci fa senz'altro piacere sentire il tuo parere.
Io ringrazio tutti voi per aver collaborato, ringrazio Mario, ma ringrazio Mario anche per un altro motivo,
perché ha scelto due moderatori che sono stati dei veri animatori della situazione.
Conosciò bene Antonino, meno bene l'amico Carlo, e mi ha fatto molto piacere vedervi all'opera
e ne terremo presente
magari se riusciremo
per il 27 e 28 novembre
o 28-29 novembre
perché ancora non ho ben precise le date
mancano ancora dieci mesi
quindi me la prendo con calma
grandissimo piacere
grazie a lei professore
personalmente un onore veramente
grazie, grazie a voi
grazie a tutti
Mario complimenti
è sempre un piacere vederti
dobbiamo vederci ripeto
ad Ancona
tanto ci vediamo
probabilmente l'undici a Roma
e da lì è facile arrivare a questo
possiamo comunicare
in anteprima ciò che ci siamo detti
in separata sede che presto
potremmo organizzare un nuovo webinar
sul giunto esofago
gastrico te la senti
di farlo? Hai chiesto a me
Antonino? Eh certo
Per me da dopo la metà di aprile, perché fino a aprile ogni 15 giorni ce n'è uno, quindi dopo metà aprile possiamo organizzare anche un altro. Abbiamo fatto il mercoledì di Laparoscopic, ogni due settimane perché sennò diventa pesante, sia per me sia per le persone che devono seguirci, sempre se ne hanno voglia.
Finora diciamo che l'afflusso è stato notevole, ci ha fatto molto piacere, abbiamo visto che ci sono anche molte persone che fanno domande, quindi indubbiamente è interessante e cerchiamo di stimolarli così magari si iscrivono per venire a Roma a novembre e speriamo che le aziende capiscano che questo lavoro che stiamo facendo è produttivo per tutti,
Per le persone che devono crescere ma anche per loro che hanno la possibilità, l'opportunità di far vedere i loro prodotti, la validità del loro prodotto e quindi potrebbero essere anche un po' più magnanimi verso di noi, non verso di noi personalmente ma verso le cose che stiamo organizzando per migliorare la qualità del mondo sanitario.
Giorgio posso dire che so di dare lo stesso messaggio condiviso sia da Mario che da Carlo che sinché sarai tu ad organizzare qualsiasi tipo di evento l'attrazione verso l'evento rimarrà sempre unica.
Quindi questo lo possiamo dire perché ormai sei talmente conosciuto e hai una nomea così tanto veritiera e importante che la vera attrazione certamente sei tu, caro Giorgio.
perché tutti gli eventi che hai organizzato
fino a questo momento sono sicuro
compreso quello di oggi
come dire
sono sempre stati un successo
e quindi continueranno ad essere
un successo, contiamo su di te
grazie
troppo buono, gentilissimo
mi permetto professore
allora chiedo di dire che lei è un'ispirazione
che per me da umile neofita
dell'organizzazione
congressuale
menziono quell'evento di cui si parlava
all'inizio c'è il congresso SICE del
2025 che sto appunto affrontando se era
un po' citato all'inizio di cui lei sarà
se lo desidererà ospite di non di onore
ma di super onore anche perché così
potrà dare le sue osservazioni da super
esperto su cosa poteva essere
migliorabile a Firenze 18-19 settembre
2025. Un po' in lama
confido
nella sua presenza
e nell'accettazione dell'invito
che gli perverrà. Ti ringrazio
molto e senz'altro
cercherò di essere presente
anche perché ci potrebbe essere
una grossa sorpresa a fine settembre
chi lo sa che non ci sia
un piccolo evento
Cine Italia
addirittura
eh sì, mi hanno chiesto alcuni colleghi
cinesi se sono disponibili
a organizzare un palazzini in Cina
quindi vediamo un po'
che cosa riusciamo a fare
è ovvio che verrete
coinvolti direttamente o indirettamente
anche voi
comunque grazie a tutti
ringraziamo Applied che ci ha dato
il supporto tecnologico
per fare questo evento
e grazie a tutti
se l'11 magari siete liberi
ci vediamo a Roma
sicuramente
Un abbraccio a tutti, grazie a voi.
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