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22° CAD anno 2011 A. MUSSI - MELFI Resezione Polmonare
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Pronto Pisa? Sì pronto. Dottoressa buongiorno. Pronto? Sì pronto. Buongiorno qui a Montori, grazie di partecipare a questo grande avvenimento e quindi se si voleva in qualche modo spiegare che cosa intende fare adesso.
Buongiorno a tutti, innanzitutto io sono il professor Musi qui da Pisa
e stiamo approntando, ultimando la preparazione del campo, gli accessi robotici
abbiamo scelto un caso di resezione polmonare
un uomo 53 anni, ex fumatore, di nazionalità armena
che per motivi così occasionali ha fatto una radiografia del torace
che evidenziava un nodulo periferico, l'ambito e l'obo superiore di destra,
completamento radiologico, l'attacca ha confermato la presenza di un nodulo escavato periferico,
intensamente cattante alla pette con un suve di oltre 7, una diagnosi di adenocarcinoma
e quindi è stato deciso una lobettomia superiore destra.
Non ci sono evidenze né radiologiche né alla PET di adenopatie consensuali.
Il paziente è stato portato questa mattina in sala operatoria, abbiamo già verificato che il cavo pleurico fortunatamente è libero e quindi ci consente l'intervento.
E' sempre il problema per noi chirurghi toracici fondamentale, soprattutto in queste tecniche diciamo mini invasive, un impegno, un'oliderazione del cavo pleurico talvolta rende impossibile queste metodologie.
Comunque questo è un caso a quanto si vede perfetto, le scissure sono più o meno complete, il cavo è perfettamente libero, sono stati confezionati tutti gli accessi, ora viene portato il robot e quindi inizieremo l'intervento.
Interventi che seguiranno tutti i tempi che sono previsti per una chirurgia a cielo aperto, come ormai sappiamo.
Ma normalmente adesso tu adoperi sempre i robot per questo tipo di chirurgia oppure ci sono dei casi che selezionano?
Per ora la chirurgia robotica viene riservata a situazioni neoplastiche e non neoplastiche.
In caso di neoplasie sono piccole neoplasie periferiche T1, T2, N0 per ora.
In prospettiva futura non mettiamo limiti.
Per ora sono soltanto stadi precoci e ovviamente come dicevo il limite è l'obliterazione dello spazio pleurico e ovviamente lo utilizziamo tutte le volte che possiamo avere a disposizione lo strumento.
noi abbiamo un centro di chirurgia robotica qui all'interno del dipartimento cardiotoracico
e che serve a molte discipline sia chirurgia generale che urologica, ginecologica e antitrapiantologica
quindi lo strumento viene utilizzato di volta in volta dai vari specialisti
ovviamente non sempre per esempio noi possiamo avere la disponibilità
abbiamo una media di 2-3 interventi la settimana
che possono variare
toracica
certamente
sia per patologie polmonari
che per patologie mediastiniche
soprattutto il timo
e quindi stiamo portando avanti
questa tecnologia
che sicuramente troverà uno sviluppo nel futuro
Ma normalmente dal punto di vista generale viene utilizzata nel mondo soprattutto dagli urologi e sono stati addirittura fatti oltre 120.000 prostatectomie radicali con questo tipo di procedura, però anche in toracica viene utilizzato moltissimo, forse meno in Italia ma in giro, è vero?
Noi abbiamo iniziato l'utilizzo del robot nella chirurgia polmonare già dal 2001, è chiaro che probabilmente siamo uno dei primi centri, però ormai ha preso spazio anche in chirurgia toracica e per le lesioni piccole, periferiche è forse l'ideale.
Molto meglio della videotoracoscopia, perché consente una gestione del campo molto migliore, non soltanto per la lesione tridimensionale, ma anche per la capacità, come tutti sappiamo, della libertà dei movimenti che la tecnologia robotica può mettere a disposizione.
E un'altra cosa, la linfadenetomia è possibile farla in maniera radicale così come a cielo aperto, quindi ci sono tutti i presupposti perché possa avere uno sviluppo.
L'unico problema attualmente è sempre quello economico, finanziario, non soltanto per il costo dell'attrezzatura ma anche per il materiale di consumo e tutto, ma sono cose che come tutti sappiamo nel tempo tenderanno a ridursi.
e quindi avremo la prospettiva di un ulteriore utilizzo e sviluppo di questa tecnica
e contemporaneamente l'industria, la tecnologia metterà a disposizione anche nuove strumentazioni
quando noi avremo la possibilità di poter controllare e gestire anche i grossi vasi
potremmo spingersi con maggior sicurezza oppure con totale sicurezza anche a fare interventi maggiori e non dico una pneumatomia ma anche le resezioni coslive, bronchiali e vascolari, cosa che oggi ancora non è possibile farlo.
Ma per quanto riguarda i costi, visto che lo strumento viene utilizzato da più specialisti, ovviamente questo viene ammortizzato?
E certamente, e quindi studi nel mondo hanno pensato che uno strumento che possa eseguire circa 300 interventi l'anno è uno strumento che può ammortizzare, azzerare le spese.
Noi l'altro anno, tra tutte le discipline, siamo arrivati a fare 400 interventi.
Eh però, complimenti.
Tant'è vero che la nostra azienda ci metterà a breve a disposizione una seconda macchina e quindi avremo la possibilità di sbizzarrisci in tutte le procedure.
Dal punto di vista dell'assistenza dei tecnici e delle persone che sono particolarmente attette, come siete messi?
Noi abbiamo più o meno costante presenza della tecnici e nell'eventualità di problematiche che questa tecnologia così sofisticata può avere abbiamo l'intervento nel giro di poche ore, quindi possiamo sopperire a qualunque tipo di inconveniente nell'arco della giornata.
Cioè non avete dei tecnici che fanno parte dell'ospedale?
No, ancora no. Ci vengono messi a disposizione dalla casa fornitrice.
Ho capito.
Vedete ora stanno approntando, stanno mettendo i vadi bracci del robot, una volta stabilizzati inizierà l'intervento,
che come dicevo prima segue gli stessi tempi della chirurgia a cielo aperto.
Noi siamo soliti approcciare per esempio l'allobettomia superiore destra dal bronco
che può passare all'arteria, vena e ovviamente la scissura.
Ora qui vediamo un attimino come è messo esattamente il campo operatorio.
È un polmone, io l'ho già intravista, abbastanza epidematoso,
nonostante che sia un soggetto giovane, 53 anni,
un fumatore che però ha cessato di fumare già da 7 o 8 anni, però è un polmone abbastanza disematoso, quando sarà inquadrato lo vedrete.
Un polmone armeno?
Sì, forse.
Bene, allora ritorniamo da te.
È una lesione che affiora sulla superficie pleurica, si è intravisto, ritrae un pochino la pleura viscerale.
Ho capito. Allora torniamo da te fra un minuto appena tutto è pronto per iniziare. Grazie tanto Mussi e complimenti.
Grazie a voi, certo.
Pronto Pisa?
Sì.
Stiamo vedendo le immagini.
Sì, pronto.
Stiamo vedendo le immagini, se vuoi cominciare a darci una spiegazione di ciò che succede, in modo che i giovani possano capire.
certo, stanno cercando di capire come è messa la situazione
in modo da iniziare poi il trattamento
vedete, si intravede, ora sta con quella garza ripulendo un pochino il campo
ci sono delle aderenze che sono lungo il decorso del nervo frenico
vedete, poi posteriormente al nervo frenico si intravede anche la vena cava
Quindi sta cercando di, diciamo, vedete, muove il lobo verso la parte posteriore in modo da poter esporre tutto il mediastino, ecco, e lo spazio tra cava e trachea.
Ora introduce un uncino che gli consentirà di lisare e fare della coagulazione
e quindi liberare il polmone dalla parte mediastina
in modo da staccare dal nervo frenico e così non possa essere più provocato qualche lesione
Vedete si intravede la vena polmonare
Mi sembra che sia abbastanza intuitivo quello che si sta facendo.
A proposito della domanda che mi avevi posto prima, della diffusione di questa tecnologia,
noi siamo in diretto contatto e collaboriamo con Memoria Sloan Kettering e insieme abbiamo
Abbiamo fatto circa 300 lobettomie con una sopravvivenza a 5 anni che è oltre l'80%,
diciamo sovrapponibile a quella della tecnica a cielo aperto.
Quindi cominciano già ad esserci esperienze significative in tutto questo.
Ah certo, non c'è dubbio, il numero ha il suo valore.
vedete che sta liberando
sulla vena polmonare superiore
molto bene
pensate che sul monito è una visione bidimensionale
l'operatore ce l'ha tridimensionale
eh certo
questa è la differenza
noi ora qui abbiamo l'ultimo modello
con la doppia console
e quindi possiamo
diciamo
portare avanti anche
tutta quella fase di preparazione
e di insegnamento anche ai giovani chirurghi.
Da quest'anno qui da noi è partito un master universitario proprio di chirurgia toracica robotica.
Vedete questo è un linfonodo che viene prelevato e poi ovviamente inviato per l'esame pistologico.
Non è estemporaneo perché non ha...
vedete ora sta cercando di staccare
isolare dalla cava
l'agigus in modo da avere poi
il controllo anche
sull'arteria
poi la visione tridimensionale come sottolineavi
è fondamentale
certo
vedete se è intravista l'agigus e lo sbocco
in cava
c'è stato un applauso
ma è stato un applauso a Patazzini
che lo ha preso
ma voi adoperate anche questa tecnica
per esempio per la
neonectomia
oltre che per l'opectomia
di principio non facciamo
neonectomie robotiche
di principio
ma concettualmente
è difficile prevedere
una pneumonettomia per una lesione piccola periferica, quale è oggi attualmente l'indicazione
per una tecnologia robotica? In genere la pneumonettomia è riservata per neoplasie
centrali con un grosso anche impegno sul peduncolo e l'area. Per carità è fattibile, però
però ecco, concettualmente ancora noi non riteniamo opportuno farlo.
Beh, questo è molto importante che tu l'abbia sottolineato,
perché sai, per la chirurgia generale è molto molto importante,
questo lo si sa.
La dissezione viene proprio sangue, benissimo, l'impegno mio.
Ora sta togliendo un linfonodo che è fra i rami della vena polmonare.
Sì.
Ecco, l'uncino ora è più o meno a livello dello sbocco dell'avena azigos in cava.
Sì, poi si vede benissimo.
Quella è l'avena polmonare.
La cina era più ora.
Ma se vuol dire, sì sì.
Sto mandato a chiamare...
Scusami, il fatto di avere due console porta dei vantaggi?
Dal punto di vista didattico sì, abbiamo la possibilità di insegnare proprio direttamente, ecco vedete un'altra visione ora, si vede la cava, l'azicos e il mediastino, la sede dove ci sono tutte le adenopatie.
Ecco, vi dicevo, ho mandato a chiamare il nostro anestesista, il dottor Guaracino, così vi può dare informazioni su quelle che sono le eventuali problematiche di questa tecnologia.
viene cambiata la garza
per tenere il campo
più pulito possibile
ecco una bella visione della vena azica
e ora sta
isolando andando a cercare
verso la sinistra
dello schermo il bronco e ora
sotto proprio l'uncino c'è l'arteria
si?
è arrivato il dottor Guarracino
il nostro anestesista
lo passo così vi da alcune
alcune nozioni
sulla anestesia
dottore buongiorno
buongiorno a tutti
grazie della collaborazione
questo è molto importante
ci vuole sottolineare oppure fare in qualche maniera
il punto su quanto riguarda
il problema anestesiologico
in questo tipo di chirurgia
fatta per via robotica
si
la chirurgia robotica
nella nostra esperienza
La presenza modifica quelli che sono a volte dei punti di vista standardizzati sulla gestione e anche sulla valutazione di questi pazienti, nel senso che la maggior parte dei pazienti che vengono operati, almeno nella nostra esperienza, come avete sentito dal professor Mussi, è un'esperienza multispecialistica, sono pazienti che si presentano per il tipo di chirurgia come dei pazienti a profilo di rischio.
Mi scusi, l'anestesista è sempre lei? Per tutte le specialità?
Gli anestesisti sono... certo, certo, sì, abbiamo standardizzato in questi ultimi due anni una metodica che consentisse una gestione anestesiologica multidisciplinare dei vari pazienti, delle varie chirurgie.
devo dire che in questo contesto di Pisa abbiamo avuto la fortuna di poter utilizzare le competenze di un gruppo anestesiologico
che prima che iniziassimo questa esperienza robotica si occupava esclusivamente di cardiochirurgia e di chirurgia toracica
e il fatto di essere quindi abituati a gestire pazienti a profilo di rischio molto elevato
e con problematiche cardiovascolari e polmonari importanti ci ha dato una certa serenità
nella gestione di queste condizioni di alterata fisiologia cardiorespiratoria che si verifica
nel corso dell'intervento robotico. Noi abbiamo anche maturato la convinzione che ci sia una
certa differenza nel comportamento, nella risposta fisiologica del paziente alla chirurgia
robotica a seconda che si tratti di chirurgia robotica sopra o sotto diaframmatica. In ogni
un'attenta gestione anestesiologica che parte dalla valutazione preoperatoria di questi pazienti
a una conduzione intraoperatoria ci ha permesso in questi anni di dare a tutte le chirurgie
che sono venute a lavorare in questa sala la massima tranquillità anche su pazienti
che si presentavano non per chirurgia ma per comorbidità come dei pazienti ad alto rischio.
Noi operiamo pazienti molto anziani con la chirurgia urologica o pazienti con compromissione respiratoria
con la chirurgia toracica come stamattina, con la chirurgia addominale.
Operiamo anche grandi obesi, certo, che sarebbero a una prima impressione i pazienti forse meno indicati
per questo tipo di procedure, ma con una gestione molto attenta, anche anestesiologica e chirurgica.
Questo è uno degli esempi più belli di importanza del lavoro di team,
di una pianificazione della strategia dell'intervento, del chirurgo, dell'anestesista
e a volte anche di altre figure che ci supportano nella fase pre-operatoria, nella preparazione del paziente.
È molto importante non sottostimare, perché come i chirurghi sanno bene,
non sempre la mini-invasività dell'accesso è di per sé una mini-invasività fisiologica nei confronti del paziente.
Quindi sono procedure che richiedono una buona pianificazione, una buona integrazione del gruppo e una gestione attenta.
Noi, come avete sentito dal professor Mussi, in questa sala facciamo tante chirurgie diverse e questo consente anche al gruppo di crescere perché affrontando pazienti con problematiche chirurgiche diverse e con morbidità che sono spesso le stesse, cardiovascolari, metaboliche, respiratorie, siamo riusciti ad avere una competenza nella gestione di questi malati che mette tutti molto sereni.
Noi per primi, ma anche ovviamente i chirurghi che essendo impegnati alla consola hanno necessità di avere una situazione tranquilla in sala operatore.
E' veramente importante quello che lei ha detto perché di fatto questo approccio multidisciplinare di cui lei parlava ormai è una condizione obbligatoria per tutti sia per quanto riguarda l'anestesista, il chirurgo e ciò che precede tutto l'intervento
ma anche le indicazioni all'intervento, ma anche lo studio preparatorio e tutto questo, io credo che effettivamente sia arrivato il momento così di lavorare insieme, di lavorare nel modo migliore,
perché sicuramente solamente così i risultati sono migliori per i nostri pazienti, sono perfettamente d'accordo e rallegrarmi infinitamente veramente per l'importanza del vostro centro e per ovviamente i risultati che avete raggiunto anche con collaborazione con lo Sloan Catherine di New York, effettivamente insomma è un centro che ormai fa onore anche al nostro paese, complimenti e buon lavoro.
Grazie, grazie, buon lavoro anche a voi.
fuso e più vasto noi abbiamo scelto proprio questo tipo di organizzazione, cioè concentrare
su questo blocco operatorio e quindi preparare il nostro personale infermieristico che doveva
essere in grado di poter fare tutte le procedure di tutte le discipline, così come lo stesso
gruppo anestesiologico doveva gestire l'anestesia in tutti gli interventi e quindi noi per esempio
mossi e abbiamo formato tutti i nostri infermieri di sala operatoria che fino a quel momento
erano in grado di fare gli interventi di cardiochirurgia e di chirurgia toracica sia in maniera tradizionale
che mini-invasiva e sono stati portati in grado a poter fare qualunque procedura robotica
tenendo presente che sono subito in grado di poter convertire al momento alla necessità
l'intervento al cielo aperto
questo è stato un grosso
sforzo e ormai siamo arrivati
ad avere un personale
adeguatamente preparato
beh si è anche importante
il messaggio che viene dato
in questo congresso
perché ovviamente non tutti sanno
quali sono i centri migliori
e adesso per esempio sappiamo
io lo sapevo già da prima
molti altri giovani
non lo sapevano quindi è molto
importante questo
Questo ci ha consentito, per esempio quando noi abbiamo iniziato, la manutenzione, il costo della manutenzione era intorno ai 400 mila euro, ora siamo arrivati abbondantemente sotto i 100 mila euro.
Ma pensate che a quel momento 400 mila euro e noi facevamo soltanto una decina, 15 robettomie l'anno e eravamo l'unica specialistica che lo utilizzava, quindi le pressioni della nostra azienda perché potessimo diciamo diffondere questa tecnologia in modo da rendere sostenibile il costo.
Sì, sì, è tutto lì, il costo-beneficio è assolutamente indispensabile, ma in urologia io come dicevo prima ho visto che l'uso della metodica di cui discutiamo è veramente entrata nella pratica comune un po' dappertutto,
Molto di più in Sud America che negli Stati Uniti e anche da noi.
Sud America pensa che in Colombia fanno, diciamo, quotidianamente un'infinità di interventi di prostatectomia radicale.
Sono arrivati a un numero di parecchie migliaia.
E allora credo che questa sia la strada giusta anche perché i risultati mi pare che siano non solo comparabili ma anche in alcuni casi migliori.
La visione tridimensionale e la possibilità di muovere gli strumenti proprio all'interno della cavità
rende questa tecnologia particolarmente indicata in quelle regioni anatomiche estremamente anguste
e che quindi unitamente alla magnificazione dell'immagine ci consente di controllare qualunque struttura anatomica
Nel caso della prostata di preservare tutte quelle terminazioni nervose che diversamente provocano proprio un'alterazione nella funzionalità e quindi la rendano elettiva in certe situazioni.
La dottoressa Murphy sta continuando con l'isolamento dell'arteria e sta staccando un linfonodo mediastinico ovviamente
Al di sotto dell'agito sale lo spazio in tetracheo cavale.
Credo che tutti possano notare la chiarezza delle immagini e la pulizia del campo operatorio.
Molto bene. Io non so se tu ricordi, noi abbiamo organizzato il primo congresso mondiale qui in Italia nel 98 e in effetti già in quell'occasione mostrammo con la intuitive surgery le prime interventi fatti con la robotica e fu effettivamente qualcosa che ha fatto ridere la maggior parte dei nostri maestri.
si è dimostrato che questo era un inizio di un'era felicissima.
Vedete, ora sta completando l'isolamento, non lo chiamiamo la mediastinica,
gli anglosassoni, il boiden, l'arteria, e quindi prepara tutti gli elementi
per poi iniziare la sezione degli stessi.
Notate il polmone come è enfisematoso?
guardate proprio lì dove tutto si vede molto bene è molto bene ora sta
esponendo la scissura posteriormente si è vedete i tre strumenti e quindi poi
oltre all'ottica fanno si fanno vedere che tutte e quattro i bracci sono in
funzione
Se ritenete opportuno possiamo spostare la telecamera in questo momento che è abbastanza, diciamo, non troppo interessante.
spostare la telecamera nell'altra sala così vi può far vedere l'altro intervento
che stanno facendo l'asportazione di un rene a scopo trapiantologico
decidete voi se farlo ora o tra un pochino
ma io ancora andrei un po' avanti qui perché mi pare che sia interessante
quando credi magari puoi fare una switchata
Perché stiamo seguendo molto bene, le immagini sono chiare e quindi abbiamo visto magnifica l'infettomia e adesso stiamo vedendo la liberazione.
se c'è qualcuno in sala
che vuol fare qualche domanda
a professor Mussi
nell'ambito dell'intervento
che stanno eseguendo
di lobectomia
a destra
superiore destra
è il benvenuto
lobo inferiore siamo all'unione tra la grande e la piccola scissura
quella sarà una bronchiale
si pronto
pronto?
c'è stato un periodo di
piuttosto lungo
di assenza di immagine
e di connessione
adesso siamo ritornati
all'intervento
precedente
certo
allora ci spiega che sta facendo
l'intervento è proseguito
ovviamente è già stata circondata e controllata
la vena polmonare
ora sta cercando di
isolare per bene la via aerea
in modo poi da circondare
anche l'arteria
di Boiden
Ha iniziato anche a fare una dissezione sull'infonodi carenali e sta cercando anche di identificare l'arteria, la ricorrente scissurale, che in genere si trova una volta...
E l'intervento del professor Bocci invece è finito e non è stata nessuna possibilità di...
Ancora, ecco, ora vi facciamo vedere, circondato il boide con quell'accio rosso, ora ve lo fa vedere perché lo mette un pochino in tensione, mentre in blu è circondato l'avena polmonare.
Così gli elementi sono pronti per essere poi sezionati e strutturati.
Vedete, questa è l'avena per il lobo superiore e questo è il boide.
Ora sta cercando di completare l'isolamento a livello bronchiale in modo da poter circondare anche il bronco per il lobo superiore.
E poi procederemo con la...
Vedete come è estremamente didattica la tecnica robotica perché fa vedere come sia necessario e indispensabile una corretta e completa isolamento di tutti gli elementi.
Mentre a cielo aperto a volte possiamo anche trascurare alcune manovre, mentre qui è indispensabile proprio arrivare a un isolamento corretto e completo.
E da punto di vista didattico è l'ideale proprio per i giovani, perché è fondamentale, un corretto isolamento ci consente anche di poter affrontare eventuali situazioni di emergenza che potessero presentarsi.
Per esempio una piccola lacerazione anche sul vaso, se l'isolamento è corretto è possibile in qualche modo rimediare e chiudere il vaso.
Giusto per curiosità, l'intervento di Boggi è stato finito?
Ancora, no, deve completarlo ancora.
Perché non l'abbiamo visto per niente. Io ti avevo lasciato per andare di là.
Certo, certo. Poi abbiamo riportato tutto di qua perché siamo arrivati al momento, diciamo, centrale.
Qui procedi con l'isolamento del bronco.
È fantastico, si vede benissimo e poi è didattico.
Benissimo, ci fa capire come sia pensabile, fattibile per esempio una resezione anastomosi bronchiale.
Il problema è come controllare la situazione a bronco aperto,
che non credo che mancherà molto tempo ad avere tutta l'attrezzatura adeguata.
Scusami, ma c'è una telefonata.
Eccola lì, sì. Ma com'era in broncoscopia? Era normale? In broncoscopia normale? Cosa c'era? Dal punto di vista morfologico.
abbiamo un problema
sul cavo
c'è un problema sul cavo dell'elettropistolo
lo stiamo sostituendo
si intravede
la ricorrente scissurale
eccola lì
quindi ora vediamo
sistemata
i rami per il lobo inferiore
l'apicale e la piramide
poi sotto
Soprattutto quel linfonodo che va poi a appoggiare sul bronco intermedio.
Sì, è.
Hello, good morning, can you hear me?
Sì, sì.
Hello.
Hello.
Good morning, I hear you.
Yes, yes, we are.
Cosa vuol sapere la resta?
Ok.
Ma a che punto sono?
Giovanni
ma invece dice che Giovanni
noi siamo sempre
in collegamento
ha sollevato
ora il logo medio
c'è da controllare poi
c'è uno scarico venoso
che scavalca
vedete quello
che ora ha caricato
lo lega
con un laccio di lino.
o l'operatore
può descrivere mentre
procede?
Sta isolando, compitando l'isolamento
della ricorrente scissurale.
Sì.
Che ora verrà legata
e poi tagliata.
Noi cerchiamo
di prima passare un laccio
di lino e chiuderla e poi mettiamo
anche delle clip e dell'emolock.
Vedete come la
la sta circondando ora, ecco, la stessa manovra che ha fatto prima su quello scarico venoso,
al calibro del vaso, però l'isolamento era talmente abbondante che ci consente di poterla
Sì, la difficoltà è che chi mette la suturatrice ha una visione diretta sul monitor, quindi non tridimensionale, quindi sincronizzare le due visioni e le due operatrici.
abbassa l'arteria proprio per evitare
ecco fatto
no no
dovrebbe essere passata
è passata
è passata
spingila un pochino avanti
spingila un po' avanti
ecco
così vai
chiudi e spara
ottima visione
abbiamo fatto passare qualche secondo
perché si adattasse
il parenchima, la compressione
e ora avete visto
scorrere la lama
e ritirarsi
e ritirarsi
ci è rimasto un piccolo
pezzetto da completare
sulla scissura
ci posizioniamo un'altra carica
al davanti del bronco lobare superiore
il linfonodo tra bronco
e arteria
e tagliano
ora ci mettiamo
un loop
anche qui noi replichiamo
gli stessi tempi della open
facciamo sempre prima il bronco
prima dei vasi
perfetto
eccola
Sposta così con l'uper bronco verso il basso, eh ma perché lo spazio scivola sul bronco, dai tanto che ti fai spazio, non c'è venura, vai ancora, chiudi e spalla, vai vai.
Sì, sì, ora stiamo facendo il tempo vascolare, prima l'avena e poi completiamo la scissura e poi vediamo un attimino se c'è da fare la linfadenetomia.
Sì, non fate nessun lavaggio alla fine dell'intervento.
Sì, sì, dopo.
Dopo lo fate sempre?
Certo, dopo la linfadenettomia.
Bella la maglia.
Recupera il lupo.
Aspetta che recupera il lupo e anche la gazza, sì.
Vai.
Ci sei? Vai, pensa che c'è quella clip. Prendi la gaza, vai.
Nell'immediato?
No, no, no.
Facciamo un follow up inizialmente abbastanza stretto e poi passiamo a un controllo ogni 6-8 mesi.
6-8 mesi. E da principio ancora più stretto?
Da principio sì, questo paziente sarà controllato da prima valutare l'evoluzione post chirurgica e il primo controllo di tipo oncologico sarà fatto dopo tre mesi.
È chiaro che poi può essere condizionato da quello che possono essere in base alle risposte istologiche eventuali trattamenti adiuvanti.
Questo non ha fatto nessun trattamento neoadjuvante?
No, no, no, assolutamente.
Voi non ne fate i trattamenti neoadjuvanti mai?
Sì, sì, N2 e talvolta anche per i T4.
E il controllo a 6 mesi voi cosa fate? Fate una TAC e una PET?
Una TAC, fondamentalmente la TAC.
La PET è sempre problematico avere la possibilità di farle in maniera frequente, se poi consideriamo che nell'arco di un anno noi facciamo in genere circa 600 resezioni per carcinoma polmonare,
Non avete il tempo per poter fare...
Impegneremo le medicine nucleari in maniera massiva, comunque è fondamentale il controllo clinico e radiologico, nel sospetto facciamo qualunque tipo di indagine.
Non ho capito.
Hai partecipato qualche volta direttamente a questo tipo di manifestazioni qui a Roma?
Dunque guarda ti volevo dire che qualche volta succede che uno non può seguire proprio continuativamente l'intervento che dovrebbe fare perché è deputato a farlo.
perché vi sono esattamente
12 monitors
davanti a me
e questi 12 monitors
poi sei così attratto
uno c'è una estensione epatica
l'altro c'è una pancatectomia
un altro c'è un
intervento antireflusso
un altro c'è una colicistica
è una cosa incredibile
credo per la verità
che così sia un po' troppo
anche perché inosservatore
poi viene anche un po diciamo presto distratto e distratto da tutte queste
immagini ecco perché qualche volta magari ecco
poi giro lo sguardo e vedo è vero che adesso ancora di ritare arteria mi pare
non lì certo si fa l'arte l'arteria poi il controllo della vita e poi c'è da
completare la scissura anteriormente realmente poi di fatto l'intervento poi
Questo per dirti che qualche volta se non è che sono in continuo filo diretto è perché veramente è una cosa incredibile vedere tutte queste immagini, tutti questi interventi che poi si interessano tutto sommato perché gli fanno una cosa.
Per esempio adesso abbiamo visto anche una tiroidettomia per via transascellare, è molto divertente e allo stesso tempo è abbastanza nuova, almeno per il nostro paese perché gli indiani la fanno sempre.
ma per dire
allora
comunque
non credo
che questo purpurico
sia, bisognerebbe
focalizzare forse uno o due
ma dodici sono tanti
sono tante, sì
contemporaneamente
questo è il mio punto di vista
certo, ma soprattutto
quando uno ha proprio queste
visioni dirette, uno dovrebbe
avrebbe la possibilità di concentrarsi su pochi.
Ci sono diversi ovviamente moderatori e diversi microfoni, però ciò non toglie che le vedi
tutte anche tu.
Credo che c'è un'equipe rosa.
Sì, noi andiamo oltre le pari opportunità.
Andate oltre.
Oltre.
Tutti quanti noi ormai.
diciamo dovremo
riservare l'accesso maschile
e la fare opportunità
è vero
che è successo adesso?
ecco
eccola
dell'intervento
tu che sei un chirurgo doracico esperto
se lo avessi fare
o in
modo tradizionale
questo è molto più lungo
certamente no, in modo tradizionale
Questo intervento qua da noi, dall'acute incisione e chiusura, nemmeno un'ora e mezzo. Questa faremo tre ore, anche meno, perché di fatto abbiamo iniziato abbondantemente dopo le nove.
poi abbiamo
ci siamo concessi un po' di tempo in più
certo
no, me lo dicevo appunto di vista
generale
una questione
diciamo che ogni volta che si fa
a noi per esempio
siamo arrivati anche
nell'arco della giornata a fare
tre interventi, ecco il robot
ah si?
si
quindi diciamo
Stiamo con la disponibilità di sala dalle 8 la mattina fino alle 17-18, ecco, magari un mediastino e due resezioni polmonari.
Che tipo di cucitrice adoperate in questi casi? Sempre le stesse oppure le cambiate?
A seconda della...
Certamente.
Cioè?
Dunque, sui vasi abbiamo usato le 45, con la carica bianca ovviamente.
Sì.
la stessa strutturatrice per il bronco con la carica verde
per la scissura abbiamo usato sia una flex
e ora usiamo una 45
flex sempre
vediamo i basti
c'era da finire le cariche
c'era rimasta una scorta di magazzino di cariche
45
io devo andare di là
vi devo andare di là
e poi allineate il microfono
vai
ecco, non lo togliete ora il pezzo
ora procede con la linfadenetomia
perché devo andare sull'altra sala
che c'è un intervento
e faccio microfonare
Grazie a me e a dottoressa Meffi, che così almeno continuo a spiegarvi.
Sì, sì, sì.
Va bene?
Ti ringrazio molto, ci complimentiamo e grazie di aver partecipato.
Veramente, gratulazioni.
Grazie, grazie.
E auguri di cuore.
Anche a voi, di nuovo grazie.
Ciao, Mussisi.
Ciao.
Buongiorno a tutti.
Buongiorno a lei, dottoressa, complimenti.
Grazie, scusate se...
Allora, adesso sta facendo una linfectomia, mi pare.
Sì, sto completando la linfadenetomia togliendo i linfonodi mediastinici che poi ci daranno ovviamente il reale stadio della malattia e che poi ci condiziona nell'eventuale necessità di...
Trattamento a posto per l'ordine.
Esatto, esatto. Olivia, a questo punto rimuoviamo il lobo polmonare resecato con un endobag. Se c'è qualcuno in sala che vuole fare domande, volentieri, tiriamo via le garze sporche.
Le domande ne abbiamo fatte tante prima al professor Mussi, perché ovviamente dovevamo un pochettino renderci conto anche perché qui è un assise di chirurghi generali e non solamente toracici o vascolari.
puliamo l'ocica
però quindi per noi è particolarmente
almeno per me è particolarmente interessante
e
devo dire che mi rallegro
sia per le modalità di esecuzione
sia perché ha dimostrato
che nella chirurgia toracica
è vero il trattamento
robotico è vero
non è solo possibile
ma è ormai
è vero è entrato nella pratica clinica
comune perché
si tratta solamente di averle
Si, si tratta chiaramente di abbattere i costi e anche per quanto riguarda la chirurgia toracica noi ancora non abbiamo una strumentazione adeguata, una strumentazione che sia disegnata per la chirurgia toracica.
Un po' come è successo per la videochirurgia quando abbiamo cominciato con la videotoracoscopia, vi ricorderete che abbiamo utilizzato i vostri strumenti, no?
La stessa cosa sta accadendo per la robotica. Finalmente, nel prossimo anno, avremo la possibilità di strumenti robotici dedicati per la chirurgia toracica,
ma soprattutto ci hanno anticipato che ci saranno delle suturatrici robotiche che verosimilmente saranno pronte nel 2012.
Ripuliamo l'ottica se volete, dopodiché togliamo il pezzo.
No, sono considerazioni molto importanti, oggi abbiamo gli strumenti anche per fare la tiroidectomia per via transascellare, quindi senza nessuna cicatrice, cioè scarless totale, mentre prima non avremmo potuto fare perché non avevamo gli strumenti adatti e quindi abbiamo dovuto aspettare parecchio.
Eh sì, infatti, sicuramente questo porterà a un miglioramento della tecnica e senza dubbio ci sarà anche, e spero, uno switch come è avvenuto in passato anche per quanto riguarda l'abbattimento dei costi.
perché immagino e spero
io qui in sala c'è un tecnico clinico
della Bimedica
in realtà che sorride
ma insomma tutti noi ci auguriamo
come è accaduto per la videochirurgia
che nel giro di un paio d'anni
possiamo avere un abbattimento dei costi
e quindi probabilmente l'utilizzo di questa tecnica
su larga scala
E appunto anche utilizzando anche naturalmente da parte di altri specialisti e questo è il punto per cui possiamo abbattere i conti.
Se pensiamo però che ormai con questo mezzo sono state fatte più di 100.000 interventi in giro per il mondo, vuol dire che effettivamente la tecnica vale.
Sì, sicuramente.
quindi da allora a oggi
non è che sono passati poi
è vero tre secoli
eppure abbiamo fatto grossissimi
problemi
è verissimo e noi ci auguriamo
poi che anche per le specialistiche
al più presto
per la toracica
la cardiochirurgia come lei sa bene
aveva cominciato all'inizio
poi si è un pochino
arenata anche se
i colossi americani
effettivamente
Ovviamente poi di fatto ci sono centri in cui sono stati effettuati oltre 700 interventi di sostituzione valvolare, quindi immagino che questo sicuramente fa la differenza.
Mettiamo il sacchetto per rimuovere il pezzo.
Sì, una bug. Bisognerebbe fare anche qui, come negli Stati Uniti, dei centri di chirurgia robotica dedicata. Speriamo di poterlo fare.
Speriamo davvero. Io non so se questo è stato appunto…
Se si farà è anche grazie a lei.
Troppo gentile. Solo una curiosità, quanti siete a Roma?
in aula
in aula un 2000
meno male non l'ho saputo prima
perché mi sarei molto emozionata
devo dire
no va bene
ma si vede che lei è così sicura
e brava
che praticamente non credo che
sarebbe stato
un elemento negativo
e poi ho parlato di questa
equip rosa che mi è piaciuta molto
anche perché
anche io ce l'ho così
e devo dire
ma credo che vi dovrete un po' abituare
no ma ci siamo già abituati
perché siamo
sono talmente tante le iscritte
nella facoltà di medicina
che credo ci sarà poi
le quote rosa diventeranno
le quote azzurre penso
tra qualche anno
noi staremo a vedervi
come ha fatto stamattina il professore
ecco
va bene, vai avanti Olivia
noi dobbiamo interrompere
adesso, che mi pare che
lei ha finito, si tratta solamente di
asportare il lobo
e quindi
mi rallegro molto per come ha condotto
l'intervento e soprattutto
per la delicatezza con cui
lo ha fatto, perché è tutto femminile
grazie, grazie mille
tante cose
a rivederci
ha parlato con Montori
Sì, lo so, professore. Io so che ho parlato con Montori. Volevo fare i miei saluti e ringraziamenti a professor Palazzini che sempre, che intanto si è davvero dato tanto da fare e ha dovuto, insomma, faticare non poco anche con noi per coordinarci tutti.
Grazie di cuore a tutti.
E sono 22 anni.
Eh, lo so, infatti.
Auguri, auguri professore.
Grazie, grazie, grazie. Buona giornata.
Buona giornata.
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