Obtén un 20% de descuento en tu primer pedido con el código EARLY al pagar. Ver planes
Obtén un 20% de descuento en tu primer pedido con el código EARLY al pagar. Ver planes
Obtén un 20% de descuento en tu primer pedido con el código EARLY al pagar. Ver planes
22° CAD anno 2011 F. CORCIONE - Napoli ERNIA IATALE
Este video aún no se ha analizado
Inicia sesión para ejecutar el análisis de IA o la transcripción.
Per chi ci sente, buongiorno, iniziamo questa seconda giornata del Palazzini, intensa come quella di ieri, diversa perché ieri abbiamo dedicato la giornata alla chirurgia colorettale, che è uno dei nostri campi di battaglia,
e oggi invece avremo il
Foregut Surgery
cioè dedichiamo la giornata a tutta la chirurgia
sovramesocolica
partendo dall'enneatale
saluto Francesco Rotolo
che penso in questo momento
ci abbia il microfono
che mi farà da interlocutore
e descrivo prima il caso clinico
prima di scendere nei dettagli
Palazzini e tecnica
quindi discussione
allora il caso clinico è un giovane
di 35 anni
Con tipica sintomatologia da riflusso, ha fatto una gastroscopia esofagite di secondo grado, ha avuto un certo benessere ovviamente con la terapia medica, questo è importante, il paziente che non risponde alla terapia medica secondo me non è un candidato alla terapia chirurgica, nel senso che molte volte nasconde una patologia che non ha niente a che vedere con quella che andiamo a trattare.
e ha fatto una videofloroscopia che ha dimostrato un riflusso lungo,
ha fatto ovviamente una manometria con un'alterazione dell'esse che non è importantissima stranamente,
una piaccometria, cioè tutto lo studio preoperatorio a cui questi pazienti sono rutinariamente sottoposti.
E quindi la decisione di operarla, a presenza ovviamente di un'ernia etale non enorme ma comunque neanche piccolissima, che è di 4 cm, e quindi la decisione di operarla.
Faccio un commento, apro e chiudo parentesi sulle indicazioni. Nella mia esperienza si sono ridotte notevolmente in questi anni e facendo uno studio retrospettivo della nostra esperienza, negli ultimi anni si sono ridotti del quasi 50% i numeri di interventi per chirurgia, per trattamento di patologie da reflusso.
sono aumentati del 50% grossolanamente i reinterventi per chirurgia da riflusso.
Cioè, voglio dire, questa è una chirurgia che ha avuto una grossa espansione con l'approccio laparoscopico,
si pensava di aver risolto un problema funzionale con la chirurgia laparoscopica,
siamo rimasti tutti delusi perché la chirurgia laparoscopica ci riporta ovviamente
alla stessa situazione di sequele, di complicanze della chirurgia open,
per cui attenzione alle indicazioni, attenzione ai pazienti che andiamo a trattare,
Sono pazienti che stanno bene, non hanno grosse invalidità, vogliono stare meglio, dobbiamo fare in modo di farli stare meglio e di non fare avere delle seguele che possono essere invalidanti e portare a interventi su interventi.
Ho operato una persona che era stata già operata tre volte, l'ho operata per la quarta volta, quindi attenzione a questo.
Detto questo, poi se ci sono commenti o osservazioni mi fa piacere farli con voi, parliamo dell'aspetto tecnico.
anatomia, Franco Ruotolo
io indico e tu parli
adesso abbiamo l'esterno soltanto
appena ci abbiamo l'interno
scusami, allora l'esterno
vi mostra i 5 trocars
il troca dell'operatore
l'ottica, vedete, sale
almeno 4-5 dita dall'ombelico
in modo da avere una visione più
vicino possibile e perpendicolare
all'ilo ma nello stesso tempo
non troppo vicino in modo da evitare
che questi strumenti entrano in conflitto
La mano dell'aiuto che servirà nelle esposizioni del cardias e dell'esofago è invece sull'ombelicale trasversa.
Se la regia ci dà la visione interna, invece che mostra l'enne aiatale, qui c'è il pilastro destro, il pilastro sinistro, vedete?
Questo è l'enne, lo scivolamento, eccola qui, non è piccolissima.
Poi pars flaccida, pars condensa del piccolo epipro, i nervi della targe, il caudato sotto il piccolo omento, i nervi della destinazione biliare, qui c'è qualche volta l'arteria epatica accessoria.
piuttosto frequente
piuttosto frequente
qui se stendiamo bene
il piccolo mento
il piccolo mento vediamo anche
vediamo se riusciamo a individuare
i rami dell'atergie
questi qua, eccoli qua
che sono motori per l'antro
destinazione epilorica
motori per l'antro
e
l'arteria diaframmatica è qui
questo è il classico lipoma preerniare
e questo è l'ernia
vedete l'egnazione
del fondo gastrico con l'ipoma
ok?
vuoi aggiungere qualcosa Francesco?
il peritoneo che si estende verso
il diaframma, perché l'esofago
è coperto soltanto sulla faccia anteriore
poi sulla sinistra
il legamento gastrofrenico
che si vedrà tra poco
e sulla destra la parsecondenza del piccolo aumento
sono gli elementi
di sospensione anteriore
comincia la sezione del peritoneo
Io inizio dalla preparazione del pilastro sinistro. Nel prossimo congresso a Coi, prossimo 21, fra 20 giorni, spero di vedere molti di voi, ci sarà una seduta molto interessante di come è evoluta la chirurgia laparoscopica.
e a me hanno chiesto di portare il mio primo filmato che ho presentato a un congresso sull'ernia iatale.
Ho recuperato un filmato nel 1992, quasi 20 anni fa, presentato a un congresso nel 1993
nel quale già portavo un'esperienza di trattamenti di sette ernie atali e di tre acalasie.
Devo dire, rivedendo questa cassetta pneumatic che chiaramente porterò a questo congresso per mostrarla,
pensavo peggio, però rispetto all'epoca è cambiata un po' tutta la nostra
filosofia e il nostro approccio, questo lo dirò, perché prima si partiva dalla destra,
si aveva una dissezione minimalista, praticamente i vasi brevi non venivano
mai preparati, oggi siamo evoluti perché abbiamo capito sulla nostra pelle, su
quella dei nostri pazienti, che è importante in questa chirurgia che il
Il paziente che come dicevo sta bene, vuole stare meglio, dopo le sequele le accetta per un periodo limitato.
Per cui quello che noi parlavamo della normale sequela della disfagica postoperatoria non deve superare il mese, mese e mezzo e chiaramente non deve essere invalidante.
In quest'ottica noi siamo partiti con l'anisse rossetti ipercalibrata, con una manometria intraoperatoria.
Vediamo un po' se lui, che è molto attento in genere, oggi in diretta si emoziona e quindi perde la manina.
Una volta è concessa, la seconda volta no.
Dicevo, siamo partiti con la Nisse Rossetti ipercalibrata.
Ipercalibrata significa che noi facevamo una manometria intraoperatoria.
All'epoca io lavoravo all'università, queste cose erano nell'ordine del giorno.
un collega che aveva buona esperienza su questi studi fisiologici
e la ipercalibravamo in modo da ottenere una pressione dell'ess intorno ai 30
perché si diceva dopo questa pressione andrà a diminuire nel tempo
e il paziente starà bene.
Poi ci siamo visti che questa pressione molte volte non scendeva mai
E quindi questa ipercalibrazione era soltanto filosofica come risultato finale, in pratica molti avevano sequelle per parecchio tempo, per cui siamo poi passati all'opposto, cioè a trattare questi pazienti sempre con una toupée, pensando appunto di migliorare il loro outcome con una toupée.
Il che è vero perché il paziente operato di Toupet all'inizio sta benissimo, però con la Toupet, ed ecco perché sto facendo questa cronistoria per farvi capire un po' il nostro percorso, con la Toupet abbiamo avuto moltissime recidive di reflusso.
in media stat virtus dicevano gli antichi
e la media in questo caso
la virtù in questo caso
è determinata
dalla
Floppi Visserossetti che vi spiegherò
nella mia esperienza in che cosa consiste
intanto vedete stiamo
mobilizzando il fondo
gastrico, sezionando il legamento
gastrofrenico
Franco una cosa
l'oiato esofageo
in realtà nella maggior parte di noi
Non è legato al degustazio dei due emidiaframmi, ma è quasi tutto a carico dell'emidiaframma destro, questo a livello conoscitivo, non è che si cambi la sostanza, però visto che dobbiamo dettagliare, gli studi italiani di Bertelli, quello che tra poco inciderà la membrana, gli studi di Cicero nel 1930 e poi degli americani e così via,
Dicono che è il diaframma destro che fa i pilastri dell'oiato esofageo e nel 10-20-30% dei casi è una degussazio vera, quindi quello che tu chiami pilastro sinistro però attiene in genere al diaframma destro e quindi alla relativa innervazione, cioè al frenico di destra, però non è che cambia molto.
Questa dotta precisazione anatomica del professore Rudol ovviamente ci arricchisce, ma in pratica io che sono molto pragmatico e molto pratico nelle mie cose,
dico che questo comunque per chi sta ascoltando
è la parte sinistra e quella parte sinistra
lo chiamiamo pilastra di sinistra
e quell'altro, se il fegato lo chiamiamo pilastra di sinistra
se non confondiamo le idee non cambiano niente
però diamo anche un'amaggio a chi lo studia
certo, no no ma è questa cosa che arricchiscono Francesco
allora parlando sempre dell'aspetto tecnico
perché, insisto col concetto, i palazzini è soprattutto tecnica. Io, vedete, sto cercando di essere piuttosto pelioso sulla dissezione del pilastro sinistro, cercando di scendere il più possibile.
Anche qui, come succede in chirurgia alla paroscopia, tutto quello che facciamo, che sembra quasi inutile e superfluo, invece diventerà utile quando poi cambieremo la nostra strategia e vi dimostrerò perché.
Perché una cosa importantissima che è cambiata nella nostra esperienza è che questa chirurgia inizialmente in questa fase, ma per quasi tutto il momento della dissezione, è una chirurgia che io dico parietale, nel senso che è una chirurgia dei pilastri.
Io in questo momento non mi sto occupando dell'esofago e dello stonaco, sto andando come vedete sempre a stretto contratto col diaframma, col pilastro, cerco addirittura di evitare di vedere dove è l'esofago, lo vedo chiaramente perché preparando il pilastro emerge l'esofago, però non me ne sto occupando, sto cercando di non circondarlo, di non manipolarlo, sto cercando semplicemente di girare intorno al problema.
E questo genera intorno al problema e mi porta alla sezione ampia di questo legamento gastrofrenico, il quale è la prosecuzione verso l'alto del gastrofrenico e tra l'altro contiene anche dei piccoli vasi brevi, per cui dire che io non seziono mai vasi brevi è improprio, perché anche se fai solo il gastrofrenico, qualche d'uno rimane nelle branche dell'urso sciso.
Io credo che per esempio adesso io un vasillino breve l'ho sezionato.
Certo, perché ci sono anche lì.
Allora, come vedete adesso, e questa è una differenza con la vecchia tecnica,
io tutto il fondo l'ho mobilizzato in modo da poterlo ruotare,
però non vado oltre perché devo valutare se poi, facendo una manovra
che secondo me è fondamentale per questa chirurgia,
se poi c'è la necessità di sezionare veramente uno o due vasi brevi
e questo lo vedremo soltanto alla fine
adesso preparato il pilastro
mi date una garzina
mi vado nel preparare il pilastro
ce l'ho davanti
il professor Di Matteo che sta in tiroide diretta
ma poi ti viene da te
senti il pilastro lui non l'ha denudato
completamente, gli ha lasciato il perimisio
perché se dovesse fare una iatoplastica
il muscolo non è
offerto al filo
ma è protetto dal perimisio
e l'acero di meno
Ok, adesso abbiamo visto quella calzina, ieri il professore Matteo diceva che amo le calzine ma servono sempre, vedete qui vado a coprire il pilastro che ho appena preparato e mi porto a destra per cercare il pilastro destro che vediamo bene qui.
Ma io ho detto che se vado qui vado sull'esofago, io non lo voglio vedere l'esofago, voglio vedere il pilastro bene. Per vedere il pilastro bene ampro la pars flaccida del piccolo epipolone e mi porto vicino ai vasi nervi a destinazione biliare che non seziono per principio.
Nella mia esperienza qualche caso di persone operate in laparoscopia pereneatale che a distanza di pochi mesi o di un anno hanno sviluppato una calcolossi dell'acolicisti, certamente conseguenziale all'intervento perché noi facciamo fare anche un'ecografia nel preoperatorio, credo lo facciano tutti,
E è da allora quindi prendiamo questa precauzione di salvaguardare i nervi che si vedono bene lasciando quella piccola parte di piccolo mento che apponte tra aperto quindi la parte flaccida, i pazienti napoletani mangiano mozzarella, sono grassi.
Ecco il pilastro. Franco, quando vuoi, lontano il caudato, così vediamo pure la cava.
Così, piano piano, eccola qua. Bella. Cavona. Quindi caudato, cava, pilastro.
Esatto.
E ponte nervoso conservato.
Ponte nervoso conservato e vado a espormi il pilastro.
Vedete, io qua, con questa esposizione, non ho idea di dove sta nello stomaco, nell'esofago.
Sono solo dove sta il pilastro. E vado vicinissimo al pilastro.
Vado sul pilastro, sto sempre a contatto col pilastro.
Sette.
Ciao Franco, buongiorno, come stai? Tutto bene?
Oh, non sono un sietto, bene, grazie, tu?
Tutto bene, tutto bene.
Abbiamo visto all'inizio della mattinata, dal Sudafrica,
Aino Van der Valti che ci ha fatto un'ernia iatale.
Un'ernia iatale?
Sì, ci ha fatto un intervento di Nissen.
Io sono arrivato adesso, che intervento ci fai tu?
Io farò una floppy Nissan Rossetti che è diversa da quella che vi ha fatto vedere il nostro Van der Waal perché lui fa la vera Nissan con ampia mobilizzazione del fondo, con i punti che trafiggono l'esofago.
E a differenza degli anni che sono passati è migliorato moltissimo, è diventato ancora più veloce, quindi è una sfida che ti lancio adesso.
Si migliora sempre. Io stando a contatto con il pilastro non mi sono preoccupato dell'esofago, ci sono un po' di aderenze che qualcuno chiama periesofagite e la cosa importante che volevo mostrarvi è come io senza manovre traumatiche rivedo la garzina che ho messo sul pilastro di sinistra.
Quindi tutto sotto controllo visivo, anche in dissezioni un poco più difficili per queste aderenze, io vado in sicurezza sul pilastro e vado da destra a sinistra, vedete, io ho preparato la V diaframmatica, ho preparato l'esofago senza praticamente vederlo ancora bene.
Bene, quindi sono passato da destra a sinistra senza creare traumatismi, senza lacerazioni, senza pericoli di lacerazioni, questo è fondamentale per chi impara e questo è l'aspetto che è cambiato in questi 20 anni di esperienza alla paroscopia perché ripeto nel filmato che ho rivisto e che mi sembra migliore di quello che io ipotizzassi però non c'è rapporto con queste precauzioni che prendiamo noi oggi e con questo approccio che è completamente diverso.
a questo punto se passo qui passo indietro allo stomaco
invece il mio obiettivo è di passare dietro all'esofago
e quindi continuo la mia dissezione verso l'alto
Franco dopo quando hai liberato meglio l'esofago
facci vedere il rapporto con la orta
visto che tu sei esperto di legamenti arcuati
e della sindrome di Dunbar
esperto significa che ho trattato un paziente
è una sindrome rarissima
Anzi approfitto per dirvi che questo filmato sarà presentato oggi da Anna Settembre nella sessione video, quindi chi è incuriosito da questa sindrome che comporta soprattutto i soggetti giovani dolori post-prandiali.
Vedete, rimuovo il lipoma e quindi è importante, giustamente, questo è lo stesso approccio che abbiamo usato per questo trattamento dell'assiduo di Dunbar.
Siamo arrivati sulla orta, sul tribo de celiaco, dall'alto e abbiamo sezionato tutte le fibre che comportavano una compressione.
Qui bisogna fare attenzione perché vedete c'è il vago anteriore che è obliquo, quindi attenzione a questa mobilizzazione del lipoma perché se non lo individuate è facile andare qui e provocare una lesione del vago stesso.
E quindi una plegia gastrica perché è il nervo motore dell'antro.
Allora io adesso ritorno sul mio esofago, finisco la preparazione in alto con la sezione della membrana di Reimer Bertelli.
Di nome Dante. Come dici? Dante Bertelli. C'è un bel libro, molto bello.
Vedete anche l'ernia non è piccolissima perché adesso vediamo bene, vedete i pilastri in alto come aderiscono all'esofago stesso.
Quindi effettivamente, ripeto, non so se esiste la periesofagite, questo paziente era molto sintomatico.
il motivo per cui opero
veramente per le persone motivate
quelli che mi dicono io non posso dormire
se non su tre cuscini
non posso mangiare se non prendo il malox
ok, è giovane
allora qui c'è il vago posteriore
che rimane adesso all'esofago
io adesso passo
in sicurezza
ecco qui
quindi come acronimo
left anterior, right posterior
perché lo stomaco ruota
la fettuccia
Questa si chiama la finestra retroesofagea, quindi mettiamo adesso una fettuccina intorno al nostro esofago, questa fettuccina prima veniva chiusa con delle clip che scivolavano sistematicamente che ci facevano consumare una clippatrice che non serve in questo intervento.
da quando ho visto Bernardo Alemani fare questa semplice manovra
ovviamente la faccio io
in questo intervento c'è la summa di tante esperienze
come sempre succede
io dico sempre che bisogna che un chirurgo veda molto
da tante persone diverse
e poi deve fare su quello che ritiene meglio
ecco qui
e così poi diventa l'intervento di Corcione
non so se mi hai riconosciuto
perché è da tanto tempo che non ci sentiamo
Volevo chiederti una cosa a proposito delle motivazioni per l'intervento, rispetto all'esperienza dei primi dieci anni e l'entusiasmo con cui si affrontava la chirurgia di questa regione perché l'alternativa alla via open presenta dei vantaggi incommensurabili,
come numero, come casistica
e quindi come selezione
alle indicazioni
è aumentato il numero di casi
o meno, perché c'è stato un periodo
in cui l'entusiasmo
ad operare
giovani
qui c'è la pleura di destra
si vede perfetto
eccola qui la pleura
dunque Piero, io l'ho accennato prima
si l'ho accennato
ma se potevi confermarlo
però
ti confermo questo
adesso nella esperienza mia
che deve essere analoga a quella di tutti quanti voi
arriva il paziente
genere giovane che ti dice
allora professor io non sto bene
che disturbi c'ho?
c'ho mal di testa, eruttazioni
non vado bene di corpo
mi sento fiacco
e allora ho fatto l'esame
e c'ho l'enea tale
allora se la tenga
perché alla fine vogliono da un intervento ringiovanire, mangiare, bere
pensano che con questo intervento non hanno più bisogno del Viagra
che ne so, insomma
e allora questo potrei venire assolutamente da evitare
pure se hanno effettivamente l'ennea iatale
pure se hanno veramente l'ennea iatale
ma certamente non è l'ennea iatale che determina i loro risultati
Mi stai dando i presupposti per candidarmi all'intervento?
No, no, per il Viagra, per tutto il resto.
E quindi io dico sempre attenzione, veramente la selezione deve consistere in questo, nell'individuare il paziente giusto, che è quello che poi andrà bene.
Il paziente che invece noi operiamo perché c'è il mal di testa, non va bene di corpo oppure ha rapporti a difficoltà sessuali,
anche se c'è l'enerale, noi l'operiamo
le avrà tale quale, quindi sarà scontento
e sono quelli che poi
si arrabbiano col chirurgo
sono quelli che girano l'Europa
sono quelli che poi si fanno rioperare
la tensione ai criteri di selezione
è maggiore rispetto
a prima, ho capito
è fondamentale
però come dicevi tu
giustamente con l'esplosione
della laparoscopia all'inizio abbiamo visto
un proliferare di indicazioni
di interventi fatti in tutti i modi e questo purtroppo poi l'abbiamo pagato perché è aumentato il contenzioso medico-legale, è aumentata l'insoddisfazione dei pazienti.
Non è un giro di giostra, quindi le complicanze nell'intervento ci sono.
Ti passo l'anatomico.
No, no, caspita, caspita, caspita.
Dopodiché, adesso tra una chiacchiera e l'altra, abbiamo mobilizzato, credo bene, l'esofo che è bene in addome adesso, vedete?
Questo è uno dei presupposti di questa chirurgia, è bene in addome, qui lo dobbiamo preparare ancora un po' dal pilastro di sinistra, è bene che il pilastro, cioè che l'estofago sia bene in addome, il buon Bernardo Alemagna suggerisce almeno 10 cm, qui penso che ci siamo, abbiamo preparato la pleura, quando le legne sono piuttosto grosse c'è sempre una adesione delle pleure stesse, abbiamo individuato le donne sui due passi.
tu adesso stai preparando
la ragione
ti sento Nunzio
io ti sento
ti sento
regia
mi senti?
si ti sento
metterai dei punti
sicuramente
la ragione per la quale
Nunzio mi senti?
io si
certamente
la ragione per la quale poi non sezioni
in vasi brevi, qual è?
pure io
Franco, la ragione per la quale
poi non sezioni in vasi brevi, qual è?
si è arrivato al momento opportuno
come sempre Tricario
allora
mi senti adesso?
mi senti?
se mi senti fai un colpo
Luzio, mi senti?
mi sentite in sala?
noi ti sentiamo
si è arrivato al momento opportuno
si è arrivato al momento opportuno
Mi senti o no?
Io ti sto sentendo.
Allora, si è arrivato al momento opportuno perché se io adesso vado a sezionare i vasi brevi potrei...
Eh, pure io sì, ti sento, sto spiegando.
Se io adesso avessi già sezionato i vasi brevi avrei potuto avere un fondo gastrico ipermobile
per cui la Nissan sarebbe veramente molto molto flaccida.
Noi dobbiamo dire floppy Nissan ma comunque dobbiamo creare un meccanismo antireflusso.
allora, questo è il momento in cui io decido
se sezionare o no i vasi brevi
alla demanda, cioè
giro intorno all'esofago, vado a recuperare
il fondo gastrico
e lo porto di qua
ok? e adesso potrei
teoricamente fare la mia
nisse rossette, perché ci viene facile
però io faccio la prova a finestra
a parte quella dell'asciugamano
che serve a individuare
il lato giusto del fondo
lascio
esatto
e questa è la prova
sta girando intorno
quindi vuol dire che non è tension free
e quindi io devo continuare
la mia preparazione
esatto
però se questo rimaneva qui
un atto inutile è forse dannoso nel sezionare i vasi brevi
ok?
sono d'accordo
allora ciò detto si è arrivato al momento giusto
a questo punto cambiamo strategia
molte volte basta un vaso breve
basta una buona mobilizzazione del franco si posso aggiungere che condivido ea questo punto
noi ci facciamo usiamo un astuzia per si condivido pienamente questo tuo atteggiamento perché proprio
ieri su due di questi schermi analoghi proprio come primo gesto venivano legati i primi due
e tre vasi brevi a prescindere poi dalla tecnica di plastica che sarebbe stata fatta dice così me
me lo trovo già fatto prima, quando sono
meno stressato dall'intervento
ce l'ho libero, pronto e lo utilizzo
mentre invece farlo quando lo fai
tu adesso, lo fai
a demand e a misura
cioè perché ti serve
e lo fai quanto ti serve
lo condivido ed è un messaggio che può
essere
standardizzato
grazie
grazie a te
ma il problema non è solamente
alla demanda
e a vedere se anatomicamente è possibile, c'è anche un discorso poi del follow up e della recidiva del reflusso gastroesofageo
che proprio in uno studio prospettico randomizzato effettuato dal nostro amico Hein van der Waal
che confrontava la Nissen con la Toupet e con la floppy Nissen ha dimostrato che in assoluto la Nissen classica
garantisce molto di più
contro la recidiva del reflusso
gas esofageo
mi hai sentito?
Luzio sì, è quello che dicevo prima
però l'anissa in classica
sì sì, sono d'accordo
ma l'anissa in classica
comunque espone a dei problemi
attenzione
questa non è l'anissa in rossetti
se tu confronti l'anissa in classica
con la classica anissa in rossetti
hai ragione tu
ma questa non è un'anissa in rossetti classica
Questa è una summa di tante esperienze perché l'anisse Rossetti non prevede la sezione dei vasi brevi, non prevede gli atoplastica se non in casi eccezionali, l'anisse invece prevede sempre l'ampia mobilizzazione del fondo e questo non c'è, questo è giusto alla demanda, io adesso sono più soddisfatto di quello che ho preparato perché sicuramente adesso passerà senza tensione.
Quindi ritorniamo adesso, tu ti metti di nuovo sotto l'ombrellone, prendi la tua calzina, divarica il fegato, Federica mi tiene l'esofago e rifacciamo la prova.
Ma hai cambiato equip, chi è Federica?
Eh no, ma tu vuoi sapere troppo? Federica fa parte della proprietà della Chirurgia Generale del Monaldi.
È un anio entri.
Federica, cambiate. È un anio entri, sì. L'anno scorso stava seduta lì, oggi sta qui.
asciugamano è sempre lo stesso
vedo che va molto meglio
lasciamo e come vedete
a differenza di prima rimane da solo qui
quindi siamo soddisfatti
ritorniamo sui nostri passi
e facciamo la iatoplastica
prima
chiedendo alla nostra bellissima dottoressa
che ringraziamo per essere stata qui
dalle 7 di mattina
ieri e oggi
fino a notte inoltrata
di mettere un sondone
entra un po'
Ok, allora credo che ci verranno due punti qui. Il professore Ruotolo parlava del peritoneo, eccolo qui.
Perimisio, perimisio. Non so che valore ha Franco.
Già la iatoplastica, noi le fasce, le fascette di aponeurosi stanno al muscolo come elementi di protezione,
il punto si accade meno. Invece Franco, tu adesso stai chiudendo l'ogliato, se uno volesse accedere alla orta a quel livello,
aorta sotto diaframmatica
sopra cediaca
incide questo pilastro
del diaframma e ci si trova
sopra e questa è una cosa importantissima
nell'accesso d'urgenza
cioè sezione rapidissima
del piccolo mento
il secondo e terzo segmento
portati verso destra
in taccatura sul pilastro
che stai sezionando
siamo sulla aorta e Dio farà
quel che vorrà
è l'accesso sopra cediaco
d'urgenza alla orta addominale punto virgola allora un commento poi non so ieri si sono stati
fatti ma ognuno c'è la propria esperienza sulla iatoplastica e sulla eventuale rinforzo con
materiale protesico allora iatoplastica intanto è fondamentale nella tecnica di rossetti non è
prevista perché non è prevista la preparazione dei pilastri è previsto solo una mobilizzazione
dell'esofago a minima e quindi effettivamente in quei casi l'aiatoplastica può essere inutile,
ma laddove si preparano i pilastri bisogna poi richiuderli, teoricamente senza tensione
e laddove c'è tensione, lacerazione, impossibilità di chiuderli nelle grosse ernie, si pone il
problema delle protesi, protesi che noi abbiamo amato ma sempre con, sapete che noi siamo
Chat IA
Inicia sesión para chatear con este video usando IA.