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24° CAD anno 2013
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Come? Paolo. Chi è? Ezio. Ciao Ezio, buongiorno. Come va? Abbiamo cominciato da poco. Adesso
non so se presenteranno il caso clinico, credo. Sì, noi siamo nelle fasi preliminari. Adesso
credo che verrà un collega che vi presenterà il caso clinico che abbiamo cominciato a operare.
Va bene, va bene, aspettiamo.
con l'esame istologico successivamente risuoto positivo per l'ageno carcinoma del colombesso
BT1N1 sottoposta a chemioterapia diumante con il successivo collovato radiologico negativo
fino ai giorni di oggi. La paziente riferisce di circa da un mese dopo l'intervento chirurgico
la comparsa di una tumefazione in regione sotto psicoidea che è aumentata gradualmente
appunto di volume
raggiungendo la ragione sopra
con una polterniaria riportata
di circa di 8x10 cm
per cui è sottoposta
indicazione appunto di intervento
chirurgico di plastica
ecco Paolo
eccomi, allora
c'è un difetto
di parete mediano
come avete visto
xifo
con pellicare
adesso noi il sacco era abbastanza luminoso, ha delle aderenze nell'interno che adesso poi andremo a risolvere.
Normalmente il sacco non è sempre, però parte qui molto sottile si sarebbe comunque aperto,
non ha dei fissori subluclusivi nella storia clinica, quindi si sarebbe pure potuto evitare di aprire il sacco,
Vedo che ci sono le aderenze, per cui lo apriamo e poi prepareremo i piani.
Prevediamo di fare un intervento di RIV, cioè con il posizionamento di una protesi retromuscolare, però extraperitoneale ovviamente, quindi retromuscolare ma prefasciale.
Questa è la previsione dell'intervento che contiamo di fare.
adesso vediamo un attimo qua sotto
che vedo che ci sono
le radierenze momentali
prima avete visto un intervento laparoscopico
vero?
sì
questa è la soluzione
open
possiamo dire perché
facciamo una soluzione open in questo caso
è una signora
abbastanza giovane
di 60 anni se ricordo bene
e visto la storia clinica pensiamo che possa essere un'opzione interessante
cercare di ricostruire il più possibile in modo anatomico, anatomo funzionale
la struttura della parete addominale e quindi di fare una ricostruzione anatomica
ma supportata poi ovviamente da una protesi che permette di garantire
che permette di garantire una diciamo buona rischio di recidiva insomma
quindi questa procede da una incisione mediana al di sotto dell'ombelico
E' stata studiata anche dal punto di vista dell'imaging, sta sotto un follow up oncologico, ha visto una chemioterapia aiutante, ha fatto un controllo nell'estate scorsa da un come imaging, è libera da malattie ovviamente.
Questo è ovvio che in tutti i pazienti portatori della paroscele, ma diciamo con una storia oncologica bisogna avere una buona tranquillità che non esistono ovviamente ricidioni di malattia.
questo è ovvio
qui sotto c'è qualcosa che ancora sa
questo è una cosa di routine
che noi facciamo sempre
è stato isolato
per l'aria
si, mi sembra che sia 13 cm
mi avevano detto
io l'ho visitata prima e mi sembra che più o meno
più o meno siano quelle le dimensioni
nella diciamo nell'intervento originario
così come è descritto da
da Rive
da Rive Stoppa
l'apertura del peritoneum come tu sai bene Ezio non è prevista, è prevista
quando nell'anamnesi esiste una storia di subocclusioni però qualche
volta devo dire che la preparazione, come stiamo facendo avvantaggia perché
che permette uno scorrimento migliore dei piani
e quindi tutto sommato mi dispiace che si sia in questo caso pure fatta una...
perché poi non c'è bisogno di fare una preparazione così estesa
perché poi in realtà l'intervento si svolge in una zona diversa da questa
noi facciamo un piano diverso
però qui abbiamo non aperto occasionalmente
perché si sarebbe aperto comunque il peritoneo
per cui a questo punto ci sentiamo di liberare un po' questa struttura
per mettere anche lo scorrimento dei piani in un modo più tranquillo.
Ecco, qui ci possiamo anche fermare.
Non ha difetti sottomelicali, li abbiamo già accertati.
Allora, adesso vedete, questo è il piano che andiamo noi a cercare.
E' un intervento che si fa dopo che si è raggiunto un affiatamento con la propria equipa e si fa a due mani, io adesso opero la mia parte controlaterale, poi il professor Gossetti che mi aiuta opererà la parte mia, cioè senza che io cambio posizione.
Adesso si scolla un po' lo spazio preperitoneale sottofasciale, che è questo che stiamo preparando, per evidenziare bene la parte posteriore, la guaina posteriore dei retti.
I retti stanno qua sotto, non c'è bisogno di fare un grande scolamento. Nel vero intervento di stoppa, che però nessuno fa a questo livello, la protesi in realtà deve essere messa in questo piano.
il vero intervento di stoppa
e questo è il tempo
che è obbligatorio da un puntista anatomico
quando facciamo
il tempo sotto ombelicale
cioè quando si scende
al di sotto dell'arcate
di Douglas
come voi sapete non c'è più
la guaina
posteriormente allora la protesi
viene in realtà messa nel proprio ritoneo
ma in questo spazio ovviamente non c'è motivo
Adesso vedete che noi siamo arrivati ormai al collato, questo è il retto, io adesso vedete, avete visto la contrazione, io farò qui, praticherò un'incisione e scollerò, qui addirittura si intravede già il retto,
per cui già c'è uno spazio
e mi creerò lo spazio che è necessario
per il posizionamento
della protesi
sarà interessante
dove? qui?
sotto la paroxifoide
è certo
questo dobbiamo metterlo meglio
lo tiro soltanto qui fuori
questo scollamento
è il
se vogliamo essere un po' pignori
per chi si occupa soprattutto di questo tipo di chirurgia
non dico specialistico
ma insomma con uno speciale interesse, è il terzo tempo e il terzo step della connessione dei componenti secondo Ramirez, perché il primo tempo, come sapete, il primo step è la dissociazione del sottocutaneo della poronellus e del grandoblico, quindi fasciale,
Il secondo tempo è l'incisione sulla linea semilunare, mentre il terzo tempo è la preparazione della guaina dei retti.
Questo è un tempo normalmente abbastanza esangue, l'importante è non entrare nei ventri muscolari, se no qualche sanguinamento ci sta.
c'è un po' la pazienza, piano piano si raggiungono
c'è chi lo fa
in modo più rapido col dito
insomma ci sono tanti modi
questo poi fa parte un po'
delle abitudini personali
però sostanzialmente
vedete che la guaina qui
la signora
da un puntista parietale
è abbastanza vergine
nel senso che non ha fatto
interventi precedenti
per cui questo ci facilita
e quando invece si fanno
i rare interventi
ovviamente questo è un po' più complesso
poi vi farò vedere
che esiste anche la possibilità
di fare un quarto tempo di dissezione
che è quella
del muscolo trasverso posteriore
quella che adesso viene codificato
molto da Rosen
che è una variante
diciamo che
è un'estensione
della component separation
di Ramirez
un attimo
si qui c'è un po' di grasso che si è ordinato dentro
la componente, vedete che c'è una
una componente di grasso
che è penetrata nell'interno
si vede bene il bordo
del retto che si è allontanato
non viene ovviamente nella parocelli
il problema della parocelli
Ezio, tu mi confermerai
che dipende molto dalla
tempestività con cui si ripara
purtroppo noi abbiamo
Spesso abbiamo l'occasione di operare laparoceli che si sono cosiddetti trascurati e quindi essendosi trascurati arrivano a laparoceli complessi perché si sono andati a allontanare sempre più sui margini laterali retti.
quando il muscolo retto si allontana
in qualche modo ci crea delle difficoltà
e questo è quello che succede
ovviamente quando
il paziente
per qualche motivo non si opera
di nuovo
l'altra parte psicologicamente
il paziente con la parocele
è un paziente particolare
perché in realtà sta vivendo
un successo della chirurgia
e soprattutto lo vive dopo un intervento
già eseguito
Quindi dipende anche dall'entità dell'intervento che è eseguito, per esempio la signora è una signora che è stata operata per una neoplasia, allora è chiaro che quando poi gli viene diagnosticato un laparoscele c'è talvolta una tendenza psicologica a dire vabbè me lo tengo, non crescerà, adesso non mi va di operarmi e così via.
E devo dire che qualche volta c'è anche la compiacenza del medico, non dico del chirurgo, ma del medico che vede il suo paziente che ha risolto un problema importante come magari una patologia neoplastica e comincia a scurare una patologia che per lì non è grave ma potrà un giorno diventare seria, talvolta anche peggiore addirittura della neoplasia.
quindi questo è per esempio un messaggio
che mi permetterei di dare
ai chirurghi
ai giovani chirurghi per fare un grosso follow up
dei loro pazienti
per fare una diagnosi precoce di la parocele
ma dovrebbe essere dato anche ai medici di base
perché
visitando i pazienti se trovano
la parocele non trascurino
questa evenienza
di dover fare un intervento chirurgico
è il paziente
E' il paziente, è tutto un insieme di problemi che portano a trascurare l'intervento chirurgico e a rinviarlo, poi compaiono i laparoceli complessi, difficili, i disastri di parete che spessissimo dipendono proprio da una trascuratezza iniziale.
adesso noi abbiamo fatto la prima parte
ma adesso la ripasseremo tutta perché
lo scorrimento non sarebbe sufficiente
e ricominciamo a rifarlo
in un modo molto più estensivo
scusami Paolo
su Pierluigi
ciao Pierluigi come stai?
bene grazie
ti vedo in ottima compagnia
cerca di dire a Francesco
di tenere la testa un pochino indietro
perché limita il campo visivo
in realtà dovrebbero venire
dietro a me
dovrebbero venire ora dietro a me
e poi tenere i marini lì
e casomai
suggerisco adesso agli operatori
se è possibile di mettersi
dietro non potete?
e allora vedrete meglio
quando Francesco farà il tempo
dalla parte mia
mi dovete credere sulla parola
se non credete io sto cercando di raggiungere
quasi, posso dire quasi
non proprio, il margine laterale
del retto
è chiaro che trovando immaginario del retto
incontro i nervi intercostali
allora i nervi intercostali
devo dire la verità che noi spesso
li sezioniamo e vi devo dire che non c'è nessun problema
però si può cercare
di evitare
in qualche modo facendo una piccola incisione
del perimisio del trasverso
questo è il trasverso che sto toccando ora io
e in modo tale che
il nervo viene isolato
e portato ancora più lateralmente
qui per esempio non so se lo vedete
questo punto qua, lo vedete?
Si vede? Questo è il nervo intercostale. Se io adesso faccio così, vedete, faccio un piccolo incisione a questo punto, io posso entrare sotto il permesso delle trasverse, avete visto che si vede?
e posso scollare e portarlo in là
con un'incisione prolungata
per tutto il tratto
io faccio la cosiddetta
separazione dei componenti posterior
quella di Rosen
che permette un avvicinamento in genere di 2 cm per parte
ma ha il vantaggio
di poter isolare il nervo
non mi limito a questo
che forse non c'è bisogno in questo caso
però vedete che il nervo riesca a spostarlo
senza doverlo selezionare
però ripeto, si può tranquillamente selezionare
se vi faccio vedere un caso magari di sezione, qui c'è un nervo che si seziona, vi assicuro che da un punto di vista funzionale o da un punto di vista clinico il paziente non ha nessun problema, lo facciamo spessissimo e non succede nulla.
Un altro punto importante è la dissezione a questo settore, sottocostale, qui stiamo ormai alla costola, questa è una dissezione che si può estendere abbastanza, ecco qui il margine costale, vedete l'arcata costale, ed è utile perché permette l'avvicinamento della parte sottosternale, scusate, sottoxifoidea.
Posso Paolo fare una precisazione a proposito della parocele?
molto spesso il farocele viene considerato un aspetto estetico
senza considerare che l'addome o la parete addominale non è un contenitore ma è un organo a tutto rispetto
la presenza di un farocele molto spesso è associata a alterazioni della funzione, della dinamica intestinale
e a problemi della colonna vettelare
Molto spesso, indagando, viene fuori che i pazienti manifestano una lombalgia o una dorsalgia che viene corretta riposizionando i muscoli nella linea mediana.
Sei d'accordo?
Sì, sì.
Quindi la ricostruzione della parete addominale ha la funzione di ristabilire un'anatomia, una funzionalità?
allora questo è un tema
molto dibattuto
ed è giusto farlo in questo momento
con un tempo magari un po' morto
anche prima di poi quando parleremo delle protesi
è il problema
dell'alternativa alla paroscopia
o chirurgia aperta
io non sono contrario ovviamente
alla paroscopia come a tutte le tecniche innovative
ci mancherebbe pure
il problema è questo
attento che qui sotto ci sono i vasetti
quindi poi li rompiamo
Il problema è questo, se vogliamo tentare di ridare una ricostruzione anatomofunzionale, l'intervento non può essere altro che anatomico.
Il problema è se c'è bisogno di fare questa ricostruzione, se c'è questo tentativo. Questo è un argomento molto discusso e probabilmente dipende anche dall'età.
In una persona anziana è probabile che la ricostruzione anatomo-funzionale della parete addominale non sia così importante nella meccanica della parete addominale e non ultima, quindi respiratoria.
e quindi ci potrebbe essere paradossalmente
più spazio per la laparoscopia
per la persona più anziana che per il più giovane
in una persona giovane
o anche adulta
non si può dire certa anziana
come la signora di 60 anni
noi se riusciamo a ricostruire
la linea mediana che poi
è il tendine di tutta la muscolatura
della parete addominale
su cui si esercita la funzione
vera e propria muscolare
credo che sia
ha è diciamo più opportuno
il problema è la ricostruzione
che noi faremo
da questa ricostruzione
atomofunzionale, Francesco comincia pure di qua
da questa cosa
obiettivamente non lo sappiamo, ci sono soltanto
pochissimi lavori in questo senso
uno fu fatto, ora vedete
che il professor Gossetti dalla parte opposta
fa quello che ho fatto io
questo è un tempo che
oggi si fa
a due mani, insomma non c'è motivo
che io di giri dall'altra parte
il professor Gossetti opera come messa
e non meglio per cui se lo fa tranquillamente
da parte sua io rimando a chiacchierare con voi
e tornando al discorso funzionale
ecco appunto il discorso funzionale
volevo aggiungere una cosa ancora interessante
allora ci sono due pubblicazioni
una di scarsa
diciamo forse
metodologia
un altro sono i studi preliminari che ha fatto Rosen
che direbbero che
che direbbero che la ricostruzione anatomica open dà dei vantaggi rispetto alla chirurgia laparoscopica, in senso di stretching, di fisiopropiometria, però è un problema che non si sa.
e questo ve lo dirà meglio poi sicuramente il professor Giannetta, ha stimolato, guarda caso, il professor Giannetta e la sua equip a iniziare uno studio randomizzato che si chiama Labor, che paragonerà in un follow up serrato i pazienti operati per via laparoscopio e per senti open, avendo proprio come determinazione del follow up delle valutazioni sulla funzione motoria della muscolatura.
intelligentemente
chi ha organizzato questo studio
cioè il professor Gianetta e il suo collaboratore
Cesare Stabilini
l'ha limitato, guarda caso, se ricordo bene
a pazienti che sono diciamo
non anziani ma di una già una certa età
o sbaglio? Esatto. Perché? E hanno fatto bene
perché quella sarebbe
sarebbero proprio
l'indicazione che potrebbe essere dire
a parità dei risultati
allora tutto sommato io mi faccio una bella laparoscopia
che obiettivamente
è più agevole, è più rapida, ha un posto operatorio migliore e soprattutto evita alcune
complicanze di parete che la chirurgia aperta ha. Questo è lo stato dell'arte attuale
su questa situazione. Mi sono detto male?
Perfetto, ritornando allo studio pubblicato vorrei dire che sia i risultati della riparazione
la luce qua per favore
con tecnica open
secondo Rives
confrontati comunque con una popolazione
di controlli sani
sono deficitari entrambi
però
non c'era una selezione d'età
esatto
esattamente
infatti è così la situazione
è una cosa molto interessante
eh ma Francesco
ne abbiamo fatte qualcuna
di questi interventi
qualcuno per cui ormai
lui sa quello che deve fare
io so quello che fa lui
lui sa quello che faccio io
l'equipe è questa
oggi non vi sticciate
no oggi no
ma ieri abbiamo cenato bene insieme
abbiamo visto poi
un riassunto delle partite
insomma tutta una cosa un po' serena
Pierluigi Poli è contento del risultato della partita
che ieri non era iniziata bene
non parla
io parlo
io ho la vicina e sono pochi
non vorrei annoiare
comunque
ritornando a noi
la chirurgia
diciamo di parete
facciamo un discorso che è un po'
quasi filosofico
è una chirurgia che
ormai è risaputo
non è che lo diciamo noi che ci dedichiamo un po' più tempo, ma in realtà è una chirurgia che sta prendendo piano piano, non entrare nel ventre muscolare per favore, che sta prendendo un aspetto di chirurgia, non posso dire specialistica, un po' specialistica e quindi è chiaro che si va un po' sul sofisticato,
cioè prima sarebbe stato impensabile mettersi a fare gli studi sulla ripresa funzionale della parocele
ma chi l'avrebbe mai immaginato di entrare in un settore di chirurgia non tanto gratificante, noiosa
non amata dai nostri nonni, dai nostri padri della chirurgia
quindi importava ben poco di riparare le pareti
oggi invece grazie a tante cose competenze ma anche tecnologie ci sono
delle esigenze che sono ben diverse sono esigenze ben diverse quindi si va
addirittura sul sofisticato perché in realtà è sofisticato è sofisticato
andare a fare degli studi che sono peraltro anche complessi da un punto di
vista proprio di esecuzione sulla fisiologia della parete addominale e
taglia pure, il paritone poi lo ritrovi sotto
c'è qualche cosettina
qualche sanguina
facciamo un po' di mostasi per evitare
che si sporchi il campo
prego
sono io?
ah perché siete avanzati, scusate non avevo visto che era avanzata
la telecamera
c'è qualche fibra muscolare
che adessa
quando sanguina questa zona qua
normalmente ci sono fibre muscolari
che si sono adesi alla parete sotto
se no normalmente non c'è il motivo di sanguinamento
poi normalmente poi dopo riprende
si riprende
il segreto diciamo di questi interventi
c'è mica un divaricatore più piccolino?
no aspetta scusa
ecco qua grazie
potresti tenerlo detto?
ti dispiace?
grazie
aspetta che ti mando giù le anze
vai
diciamo che
quando ci si trova un po'
che non si capiscono i piani
Il segreto è sempre quello di seguire i ventri muscolari, quando si perde un po', l'importante è seguire il margine del retto e andare giù finché poi si supera l'ostacolo di un'aderenza, di un processo cicatriziale o qualcosa del genere.
scusate un attimo ma facciamo approfondire un po' il malato
perché si era leggermente
Paolo, ciao, sono Dalila
Dalila, ciao, come stai?
Bene, grazie
Ascolta, a proposito dell'aderenza del retto alla fascia
noi personalmente infiltriamo con una rovina diluita
ottenendo così uno scollamento per
Qua?
Grazie proprio al fatto meccanico
cioè dissocio il muscolo dal ventre posteriore
ottenendo poi anche un effetto antalgico post-operato
tu cosa ne dici?
non l'ho mai fatto
non ti so dire, può essere un'idea
sinceramente non mi è mai capitato di praticarla
non so se qualcun altro ha avuto esperienza a parte te
di questa metodica
l'avete fatta voi Ezio, Pierluigi?
No, particolarmente no, però c'è una base fisiopatologica e l'esperienza della TAP, cioè l'anestesia fatta infiltrando lo spazio anteriore del trasverso, quindi ha una sua logica supportata dall'anatomia e dalla funzione.
Possiamo provare, si proverà, sono tutte idee buone, innovative che ci fanno piacere conoscere e apprendere.
Lo proveremo. Ma tu lo fai di routine, Dalila?
Sì, lo faccio di routine. Non tanto per agevolarmi lo scollamento, che magari è solo in qualche piccolo punto,
ma proprio per ottenere quell'effetto antagico che è così importante nei pazienti ottenuti.
Sì, infatti. Beh, lo proveremo. L'idea potrebbe essere sempre una cosa utile.
Beh, d'altra parte, Paolo, l'idrodissezione la utilizziamo anche noi.
No, l'idrodissezione io la uso moltissimo nelle aderenze, negli scollamenti, queste cose sì, come no, però non mi è mai capitata, né ho pensato mai di praticarla per questo tipo di scollamento, questo no.
No, la ropina eventualmente può essere utilizzata.
Questo vedete è un nervo intercostale che lo sezioniamo.
No, si, si, tranquilli.
per la dissezione
senti no, mi interessa per esempio
dato che è un confronto
è un confronto interessante
alla fine dell'intervento
i nervi intercostati
voi che fate? li servate sempre
oppure come faccio io
se mi danno fastidio
così conservo
no, io qualche volta
lo faccio apposta perché mi voglio avvicinare
di più, io ho fatto vedere lì
diciamo la
abbiamo problemi di ritorno audio
Paolo, secondo me
il concetto di tagliare il nervo
che rientra in quel concetto
no nerve, no pain
personalmente cerco di risparmiarli
la mia perplessità
non è mai stata tanto il dolore
ma mi sono domandato
se poteva ridurre il trofismo
questo era un po' il problema
però ho domandato
in giro, ho fisiologi, anatomisti
mi hanno detto che non c'era nessun motivo
di preoccuparsi per questo
adesso non so quanto sia vero
però voglio dire, nel concetto
di risparmiare una funzione, vedete
qui ormai siamo arrivati
dobbiamo tanto vedere sotto se abbiamo la possibilità
di ricongiurci
da una parte a un'altra, perché questo è un punto
importante, noi dovremmo fare una sutura
là sotto, dobbiamo vedere
se ancora c'è ancora qualcosa da rimuovere qua si comunque se uno si può risparmiare tutto ciò che
diciamo evita una sezione e risparmiare una struttura è assolutamente da incoraggiare
quindi non c'è motivo di che siamo passati ormai praticamente dall'altra parte ecco faremo una
domanda ho visto che la cicatrice del precedente evento è più lunga di quella di pochissimo di
di 2-3 cm, però io l'ho sentita prima, no direi di no perché l'ho sentita con la mano
prima di visitarla, quando ho visitato la paziente, la parete sotto l'ombelico tiene
benissimo, è completamente chiusa, vi dirò che se fosse stata una persona in sovrappeso
e la signora non la è, io in questi casi preferisco andare fino sotto e andare a fissare
la protesi addirittura sul pube, perché che succede? Ma untando la tensione e la struttura
qui e il rischio è che si faccia poi
una pancetta esteticamente
non piacevole sotto
ma la signora è magra
e quindi penso che questo possa essere evitato
questo penso che qui si potrà sudurare
con una certa facilità
adesso vediamo sopra
ancora mettiamo una pezza da questa parte sotto
sollevare due
i lembi
adesso dobbiamo forse completare
forse completare
qualche cosa a livello
sottocostale dove c'è tutta
una tematica un po' più particolare. C'è chi per esempio fa delle incisioni di scarico
qua sul ventre del trasverso e questo avvicina molto perché facendo queste incisioni ovviamente
si avvicina e bisogna ovviamente aumentare la grandezza della protesi, se non c'è motivo
io non ho. Adesso c'è la problematica
diciamo sottoxifoidea
la protesi
c'è chi la metteva
sopra la povisexifoide
però
la guaina come hai detto prima
tu lateralmente
adesso ne faremo adesso
allora noi adesso faremo
vi dico cosa faremo
noi faremo un'incisione qua
e un'incisione qua
e poi prepareremo qua sotto
ecco vedete
adesso noi incidiamo
questa zona qui
siamo vicini praticamente
paralleli in qualche modo
alla poppia exifoide
e ci prepariamo
la pinza è per piacere
ci prepariamo il grasso
preperitoneale
sottostante
passando quindi sotto
Che dice sempre, quindi facilita lo scollamento per i tonnelli.
Uno lo sente, questa c'è una piccola polsexifoide qui sotto, vedete che l'abbiamo incisa, siamo entrati nello spazio retroxifoideo, questo lo si può sportare, questo frammento, vedete?
vedete la protesi verrà collocata qua sotto, questa l'hanno chiamata il triangolo grasso
dei tedeschi con un nome fat triangle, ma l'abbiamo sempre fatto, loro lo dicono come
un'evoluzione, ma è una cosa che si fa normalmente, insomma gli hanno dovuto dare un nome di una
cosa che esiste già, c'è sempre stata, non capisco qual è la grande novità di segnalarlo,
però insomma comunque la protesi viene fissata qua sotto e poi verrà ancorata con due punti
lateralmente
adesso fatto questo passaggio noi cominciamo
a chiudere
penso che arriverà
qui dovrebbe arrivare tutto
dovrebbe arrivare tutto
però lo proviamo ovviamente prima
vedete che arriva
vedete che c'è un buon margine
vediamo qua sotto perché qua sotto era un po' più lontano
però arriva anche qua
ecco che cosa succede
se non riusciamo
ad avvicinarla
qui ci sono diverse opzioni
Un'opzione sarebbe quella di mettere una protesi a ponte, protesi che noi assolutamente evitiamo, non ci piacciono le protesi a ponte.
L'opzione più logica secondo noi è di fare invece una sutura da sopra a sotto e da sotto a sopra, eventuale rombo che rimane scoperto.
noi normalmente facciamo la tecnica che secondo me è dell'indimenticabile, perché secondo me è stato uno dei padri della chirurgia della parete addominale, Giovanni Trivellini, che è la tecnica della doppia protesi, cioè si mette una protesi riassorbibile, per esempio il Weichler, tanto per dire un nome, che poi è anche la più usata, e poi sopra si mette la protesi definitiva.
L'alternativa potrebbe essere anche mettere una protesi dedicata all'uso intraperitoneale, ma questa è una soluzione che non mi piace molto perché io preferisco mettere le protesi tutte extrafasciali.
Adesso facciamo una sutura, normalmente si può fare o in polipropilene o in PDS, in quello che volete, tutte le suture sono tension free, le suture non sono tension free per loro definizione,
Tutte le suture hanno una loro tensione, il problema è che non ne abbiano tanta, poi voi sapete, oggi sta emergendo molto il concetto che nella chirurgia della parete addominale il posizionamento di protesi completamente senza tensione è probabilmente sbagliato.
E questo sta rovesciando completamente la fisiopatologia su cui noi eravamo abituati dagli anni 80-90, cioè il concetto del tension free.
Questo da cosa nasce questa osservazione? Nasce da studi in vitro in cui si è visto come, ed era un sospetto da altra parte che i fisiologi già ci avevano, come il fibroblasta per poter agire, cioè per produrre sostanzialmente collagene e soprattutto collagene buono, cioè non collagene tipo 3, tipo cicatriziale, ha bisogno di stimoli di tensione.
Quindi se la parete, la protesi, è troppo rilassata, il fibroblasta produce poco collagene e non buon collagene.
E quindi questo è un concetto importante.
Su questo concetto stanno lavorando molti laboratori, molti politecnici e le aziende,
che cominciano a dare un significato, per esempio ai materiali protesici, studiando le capacità di elasticità.
più che la porosità, il peso, le solite cose, ma l'elasticità delle protesi e soprattutto la direzionalità di questa elasticità.
È un concetto importante che potrebbe anche essere, non dico che rivoluzionerà, ma che forse porterà uno step in più
verso la ricerca di quella famosa protesi ideale che tutti noi vorremmo avere.
Non so se pure voi siete d'accordo, tu soprattutto Pierluigi che sei un attento osservatore di queste evoluzioni dei processi riparativi, se anche tu hai quella percezione che gli studi si stanno avviando in quella direzione.
Ci sono diversi studi fatti in vitro che dimostrano l'orientamento dei fibroblasti sulla base della distribuzione delle tensioni, quindi è immaginabile che altrettanto avvenga nel quadro fisiologico umano.
Stiamo in attesa che ci portiamo, prima vi ho chiesto il PDS ma non c'è, adesso prendiamo il Prolene che appena cominciamo.
quindi tu chiudi la fascia
adesso noi chiudiamo
con una continua
normalmente facciamo
due semi continue
da un alto in basso
e dal basso in alto
questo ci permette di scaricare meglio la tensione
mentre la eseguiamo
poi una volta che si sarà creata
questa box
che ha escluso
la cavità addominale
quindi l'ha isolata
e nello stesso momento ha cominciato a praticare la ricostruzione, il primo piano della ricostruzione della parete posteriore, cioè della linea mediana, a quel punto poi posizioneremo a questo livello una protesi e poi decideremo insieme, parleremo un attimo su quale protesi dobbiamo più o meno discutere.
ecco ma
utilizzi sempre un filo a lento riassorbimento
no in questo momento
io ho cercato il PDS e non l'ho trovato
mi hanno dato un problema
è un'ottima alternativa
io normalmente
non ho una differenza tra PDS
e polipropileno
sinceramente è uguale
il Vagri mi sembrerebbe un po' troppo
un po' troppo
rapidamente riassorbito
o rimodellato chiamiamolo
preferisco invece
vedete
normalmente faccio questo tipo di sutura
che mi ha insegnato Parviz Hamid
che mi sembra logica
quella di fare
una sutura
diciamo aduppiata
perché scarica meglio la tensione
vedete che sono praticamente
si può anche fare introflettente
non dipende, questo si può fare come mi pare
però concettualmente vedete che
è una sutura che
scarica meglio la tensione
e probabilmente evita anche in qualche modo un'eventuale frazione dei bordi della guaina.
Questa è una discreta guaina, ci sono migliori, peggiori, insomma dipende.
Ecco, cosa succede per esempio quando si discontinua la guaina? Va richiusa, cioè tutte le tecniche che prevede l'isolamento delle strutture intradominali
con lo scopo di evitare che la protesi
sia a contatto quindi con
le strutture endoviscerali
qualsiasi discontinuità
che si crea sulla guaina va chiusa
qualche volta per esempio la guaina
posteriore è sfrangiata
è alterata, allora in quei casi
normalmente
noi la ricostruiamo, per esempio magari
è sezionata da questa parte e allora
la ricostruiamo in modo trasversale
però il concetto è quello di
il più possibile
posizionarla in modo integro, vedete si va su e giù, non è che sia una procedura.
Un'altra domanda potrebbe essere che mi faccio da solo, ma insomma la faccio per
stimolare un po' la discussione, il sacco se ci fossero dei grossi sacchi cosa fare?
Ecco io raccomanderei prima di resecare un sacco di aspettare un attimo,
il sacco è sempre una struttura
che può essere utile
nei tempi e momenti di ricostruzione
quindi non c'è motivo
di andare a sezionare
un sacco subito
ma si può aspettare
poi dopo si vede
non so se anche voi usate questa accortezza
ma penso che possa essere utile
un'altra cosa importante
qui non c'è bisogno
perché c'è una buona guaina
ma quando per esempio le guaine sono molto leggere
e se ancora
il paziente ha l'omento
perché spesso i pazienti sono anche
plurioperati
è bene che l'omento stia
posizionato prima della chiusura
subito sotto questa sutura
che è un'ulteriore
protezione
che ci dà una garanzia
maggiore
per una tenuta
per un eventuale isolamento
delle strutture endoviscerali
Voi con chi fate la sutura? Con materiale analogo a questo oppure con...
Personalmente sì ma ho visto che molti colleghi usano appunto come ti dicevo il Vibe
Io preferisco sulle fasce almeno utilizzare materiali a lento riassorbimento
Sì, anch'io
Sentiamo Ezio
Io appartengo a quei colleghi là
adesso cominciamo da sotto
questo tiene così
un altro punto così uguale
grazie
purtroppo questi guanti sono un po'
la sensibilità di questi guanti è un po'
io purtroppo uso come vedete
dei guanti che sembrano
un po' da stagnare, ho detto tra noi, ma vedo
che anche la nostra strumentista
fa la stessa cosa perché
possiamo dirlo, siamo allergici
al talco e al latex
per cui
ho trovato una collaboratrice
che ha lo stesso problema, per cui
non mi sento un diverso
si perde un po' la sensibilità
con questi guanti, il problema è questo
come?
dobbiamo cambiare un batteria
cambiamo un attimo la batteria e il microfono
Grazie.
Grazie.
non sentiamo niente
ma noi stavamo uguale
forse c'è un mislesimo
noi aspettavamo voi
e voi aspettavate noi
pensavamo che non ci fosse il collegamento
no, c'è stato Giorgio Palazzini
che parlava
la chiusura è effettuata
ormai la parete è completamente isolata
adesso noi organizzeremo
facciamo un po' di mostrasi qua sotto
e ritaglieremo una protesi
da mettere in questo box
qua vuole per piacere
adesso normalmente
noi si potrebbe fare anche ad occhio
Però noi ci siamo abituati a ritagliarla bene prima, cioè nel senso che Francesco adesso vedrete che prenderà una carta, un cartoncino, dipende da quello che adesso ci offrono, e facciamo una protesi sagomata, il possibile in modo tale che si adatti bene alla struttura che andiamo a prendere.
vedete qua sotto sono entrato con il dito
qua pure è un po' più distante
ma ci si riesce ad entrare
adesso poi Francesco lo sentirà
così ha la sensazione, questo è un po' più lito
invece qua sotto c'è
uno spazio, ci sarà, vedete
una protesi che avrà almeno
un overlap, almeno diciamo
che saranno 5-6 cm di perlato
vedete lì dove avevo fatto la sezione
non so se si vede qua
vedete?
la sezione che avevo fatto per salvare
questo nervo intercostale a modo dimostrativo
si è allargata di
un centimetro e mezzo
a dimostrazione che se avessi fatto
una sezione tutta lungo
la linea longitudinale
ma ovviamente messa
in un piano più profondo, avrei probabilmente
avvicinato, riducendo
la tensione sulla linea mediana di due centimetri
questa è una cosa che si fa soltanto quando
la guaina posteriore ovviamente
è insufficiente per poterlo dire
adesso il problema della protesi
Qui forse è l'aspetto più interessante. Quale protesi mettere? Penso che tutti sappiano che la rib stoppa è nata con l'impiego del mersilene, cioè era un poliestere che posizionavano a questo livello, veniva fissato con dei punti trasfissi,
quindi dei punti che passavano al di sotto del muscolo
e venivano fissati con poi dei gnocchetti
a livello transparietale fissati alla parete
piano piano questa tecnica si è evoluta in due sensi
primo per la scelta della protesi
secondo per il sistema di fissaggio
dal poliestere mersilene si è passata a polipropilene e frulene
c'è stato poi un periodo interessante
in cui anche noi modestamente siamo stati
protagonisti
nel senso che
Hamid da una parte, Ben Davide da un'altra
e noi contemporaneamente a Roma
abbiamo cominciato a pensare che si potessero
posizionare delle protesi composite
cioè composite che vuol dire
con una barriera antiaderenziale
e in effetti
sembrava un paradosso
intanto io parlo mentre Francesco
sta ritagliando e modificando
la protesi
sembrava un paradosso
io ho fatto tutto questo lavoro per isolare
e poi posiziono una protesi composita, cioè con una barriera antiaderenziale rivolta verso la guaina.
È un non senso, sembra dire. Ma perché nasceva questa esigenza?
Nasceva dal fatto che si era visto...
Nasceva dal concetto che posizionare un poliprofileno in questa sede...
Non guardate adesso questa struttura poneurotica che è buona,
spesso si operano in condizioni reguali
che non danno questa garanzia
significava che il polipropilene
trasmetteva la sua reazione infiammatoria
anche al peritoneo sottostante
e nell'esperienza clinica
noi stessi lo verificammo
assistevamo a delle aderenze
talvolta importanti
come se il polipropilene fosse in cavità addominale
allora piano piano è venuto il concetto
di mettere anche in questa posizione
una protesi antaderenziale
ovviamente rivolta
con la struttura di polipropileno e poliestere
verso il muscolo
in modo tale che si possa integrare la struttura
e la struttura antiterenziale posteriore
peraltro
questa possibilità
dà un'altra opportunità
se il paziente un giorno
dovesse essere rioperato
e diciamo anche in urgenza per questa via
si troverebbe una specie di clivaggio
tra
la struttura antiterenziale e la guaina posteriore
che permette
un accesso in cavità peritoneale
molto più rapida
questo è il razionale
per cui si è pensato a questo tipo di protesi
adesso poi c'era da domandarsi
quale tipo di protesi composita
noi usavamo una protesi
che aveva uno shift sotto di
EPTFE e polipropilane sopra
ne esistono qualcuno ormai nel commercio
esistono nel commercio
allora questa protesi l'abbiamo usata
se ricordo bene in 74 casi
è una protesi molto efficace perché peraltro dato che sembra un po' spessa si può posizionare senza nessun punto, però abbiamo visto che a distanza trovavamo una percentuale di sieromi non trascurabile e soprattutto una percentuale strana di ematomi che sorgevano a distanza di tempo anche talvolta di mesi probabilmente dovuti al trauma, ne pensiamo, del polipropilene,
che se è una struttura quindi piuttosto spessa
aveva sui ventri muscolari lateralmente
infatti insorgeva sempre dopo
un piccolo trauma addominale
di per sé non sufficiente
a dare un ematoma ma evidentemente
con una protesi con capacità
irritativa meccanica capace di dare
un ematoma. Abbiamo avuto anche 3-4 casi
che ho dovuto rioperare a distanza di tempo
allora abbiamo optato
definitivamente per una
protesi macro-porosa
allora nel commercio non c'è
molto di macroforoso con scarsa capacità reattiva. Le opzioni erano o trovare un materiale
alternativo al polipropilene, ed esistono le macroforose non fatte di polipropilene
ma di fluoride, oppure titanizzate o con altre tecniche, o invece passare a una protesi macroforosa
ma mista, cioè una protesi che avesse una capacità reattiva inferiore a una protesi
pura di polipropilene. Doveva avere questa caratteristica di essere macroporosa e doveva
avere un'altra caratteristica importante di elasticità. Questa protesi ha una notevole
elasticità e questo rientriamo nel discorso che facciamo prima. È macroporosa, è mista
perché questa è fatta di una componente di polipropilene ma di una componente che
che ha un'idrolisi chimica e si risolve completamente, ed è l'UltraPro.
L'UltraPro non è una protesi che è nata oggi, è una protesi che c'è già qualche anno,
ma io devo dire che in questo tipo di casi è una protesi veramente a tutto fare,
perché ha una duttilità, diciamo, di utilizzazione veramente straordinaria.
In alcuni casi, pur non amando io il posizionamento on-lay, cioè sopra fasciale e sottocutaneo,
abbiamo posizionato questa protesi con ottimi risultati.
ovviamente questa protesi
necessita di essere tagliata
necessita di essere fissata
perché non è una protesi spessa
come dicevo una protesi fatta di EPTFE
e polipropilene
deve essere fissata
però la fissazione viene effettuata
perlomeno nella nostra esperienza
completamente in modo diverso rispetto alla descrizione di Rigo
noi non fissiamo più da anni
ormai la protesi con un sistema
transparietale
transfasciale
ma viene fissata alla guaina posteriore dei retti
e con pochi punti
perché non ce n'è bisogno di fissare i tanti
in questo caso vedete che noi la fisseremo
soltanto con due punti
che la tengono sotto la popis exifoide
e la posizioneremo
con due punti sotto l'ombelico
poi metteremo un punto
a est e ovest
raramente c'è bisogno di metterne anche
nell'altra rossa dei venti intermedia
e tutto il resto si affida
ai sistemi di collanti sintetici
o biologici come useremo in questo caso
perché non c'è motivo di fare
E' una protesi che alla fine, quanto è diventata Francesco di larghezza? Quanto sarà? Perché la signora è piccolina, vedete che la protesi alla fine, posizionata di 10 cm, ha un overlap di 5 cm per parte, che è ampissimo, ci dà una garanzia assolutamente più che sufficiente.
Questa è la protesi che useremo noi.
Questa parte è così, forse non è così, perché sei assimmetrico, come dico.
Hai fatto un po' di simmetrico, dico che c'è un motivo.
Non è che sia poi indispensabile prepararla prima, però pensiamo che trovarsi già dentro con una protesi che è posizionata bene
ci dà una soddisfazione maggiore al contempo di rapidità.
Ovviamente la misurazione della protesi e il ritaglio è indispensabile per i grandi laparoceli, per i laparoceli asimmetrici, per i laparoceli complessi.
di talvolta facciamo veramente
una quasi opera di sartoria
devo dire la verità
e questo ormai è diventato un super
aspetto per il ciclo possibili
avverrà praticamente
una sartoria per protesi
c'è anche questa possibilità
adesso noi la posizioniamo
sotto la polsia exifoide
portiamo il più possibile sotto
dove deve andare
eccola lì sotto e poi la fisseremo qui di lato
di lato si distende
l'ha fatta un po' corta
quindi noi le cerchiamo
ecco
intanto la comincio a fissare
la comincio a fissare sotto
si si qui va bene anche il vaio
e non c'è bisogno di mettere
altri punti particolari perché
il vaio va più che bene
serve solo per
questo è il punto che mettiamo lateralmente
sotto l'ombelico
e stiamo sotto l'ombelico
non stiamo all'altezza dell'ombelico
la protesi praticamente sulla cittadina ombelicale scorre lateralmente da un lato e da un altro, in alcuni casi scolliamo addirittura completamente l'ombelico, se ci avesse avuto per esempio un'era ombelicale avremmo scollato l'ombelico dalla fascia e avremmo posizionato la protesi un po' più bassa.
L'alternativa in questo caso poteva essere, come vi dicevo, di estendere la cicatrice chirurgica a livello ombelico pubblico e di fissare la protesi retro pubblica dietro la sintesi pubblica e sui legamenti di Cooper per fare una ricostruzione invece ombelico pubblica.
Ma in questa paziente obiettivamente non ce n'è bisogno perché ha una parete molto buona.
Adesso noi normalmente, vedete, fissiamo, ecco questo che forse ho dimenticato di dire,
mettiamo due o tre punti, due o tre punti li mettiamo poi sulla linea mediana,
però prima la fissiamo su una parte alta, qui l'ha tagliata leggermente un po' lunga,
devo dire la verità, ma insomma comunque non è un problema.
Passiamo da sopra del medio, lateralmente alla posexifoide, usciamo,
Quindi prendiamo la protesi, la quale poi viene tirata e tirata in su, e riusciamo con un punto traspesso parallelamente al suo alto, alla forza che si toglie.
Se voleva tutti, soprattutto non abbiamo un divaricatore, quindi lo pensiamo più da di noi, ma non mi importa.
Voi la fissate in questo modo oppure avete tecniche diverse?
Personalmente, Paolo, la fisso con un punto o massimo due, come fai te, a livello dell'apofisi ed uno in basso.
Non ho sentito niente.
Allora, di solito anch'io fisso con un punto alla margine inferiore, in posizione podalica, e uno o due punti a livello dell'apofisi, ma non metto altri punti.
per una questione
ma la fissi sull'apofisi?
sì sì sì
lateralmente all'apofisi
io la fisso, non metto altri punti
io mi ho fatto ormai
mi pare 74
75 sono in follow up
da anni
con eccellenti risultati
perché a mio modo di
metti soltanto l'apofisi che basta?
metto l'apofisi e la parte inferiore
quindi cranialmente
e podalicamente
e il resto la incollo con appunto la colla di fibrine con eccellenti risultati perché se il
mio modo di vedere la protesi è difficile che si dislochi una volta che l'hai messa in una
posizione anatomica che qui abbiamo al pari dell'inguine al box di trabucco abbiamo un
Io credo che sia più un effetto estetico, il piacere di distenderla prima che io metto la colla.
Infatti vedete che io in realtà faccio questo, perché metterò un punto qui a est e a ovest e basta.
Poi il resto viene tutta affidata alla colla.
Se mi permetti io lo chiamo punto ipnotico, perché ti fa dormire tranquillo la sera, ma solo per quello.
Ma guarda, neanche il dormire, sinceramente perché mi piace vederla prima di mettere la colla, di vedere la testa, tutto qua.
si distende anche con la colla
si certo
ma ci sono
tecniche che permettono di fare tutto con le colle
non c'è problema
sentiamo Ezio
Ezio come fa?
io la fisso perché
la colla di Genova
costa
ma anche quella è una motivazione
è una motivazione logica
si nel senso
la fisso sotto
sotto come hai fatto tu
e lateralmente anziché
un punto ne metto due
talvolta tre, ma non di più
sì sì ma ormai il concetto è quello
ecco ma qualcuno usa per esempio
ancora i punti transfissi transparietali?
no, personalmente no
io i transparietali
li uso solo per le biologiche
ecco noi li usiamo
talvolta negli grandi addomi
dai ora la colla
la colla, negli addomi veramente difficili, complessi, non ci fidiamo devo dire la verità
e fissiamo qualche volta dei punti in alcuni particolari casi per via transparitale, però
sono casi selezionati. Questo è un prodotto che è ben noto. Io talvolta ho utilizzato
i punti transparitari. Le vedete come viene disposto? Mi dai un tampone o qualcosa per
per abbattere? Paolo, ti dicevo che io talvolta ho usato il punto transvarietale, ma non come
descritto nella tecnica originale, come abbiamo visto solo che due anni fa da Palot, ma facendo
dei piccoli tunnel nel sottocute e facendo dei traspissi sul piano muscolo-poneurotico
La problematica del punto è legata anche al dolore. Io ho avuto diversi pazienti mandati in terapia antagica per diverse settimane per un dolore intensissimo a livello del punto traspisso.
Io ho punti trasfissi se posso lievito, però ce li abbiamo di necessità in alcuni casi di laparosceli molto pubblici.
condivido pienamente
per esempio quando
vi faccio un esempio, se c'è una paroscele
sovrapubbico
spesso qualche volta sono associati
a erni inguinali
io oltre a fissare la protesi
sul cuper e la
diciamo dietro la simplici, metto altri
due punti trasfissi
in fossa eliaca
perché mi dà una garanzia
abbiamo avuto pochi casi
di recidive e abbiamo avuto
ti guarda caso gli erni inguinali in corso
della parcella? Mi sembra
corretto, mi sembra
corretto, ma dobbiamo garantire
vedete come si fissa perfettamente
questo è un prodotto che è veramente
veramente buono, vedete che
per la platea, Paolo
colla perfettamente ed ha anche un effetto
omostatico peraltro, ecco, qual è
il razionale? Lo può spruzzare
anche sui muscoli, ma qual è
il razionale della colla?
Dunque guardate, il razionale
della colla è di evitare
la rapidità
e poi voi sapete che ci sono
tanti tipi di colle di fibrina
se ne può parlare in tanti modi
alcuni reputano che alcune aziende
abbiano le caratteristiche più o meno statiche
altre meno, altre capacità di stimolare
i fibroblast
c'è tutta una problematica biologica
che è importante, però ci sono anche
persone che usano le colle sintetiche
i cianacrilati, che da un punto di vista
di funzione vanno bene
per questo tipo di intervento lo sconsiglierei
perché è troppo la quantità
c'è un acrilato che va messo, che poi è un effetto un po' plastificante, va bene per l'erna inguinali, ma magari per questo tipo di chirurgia meno bene.
Adesso noi facciamo l'altro tempo anatomico importante, che è la ricostruzione, che ora vi farà vedere la dottoressa Ceci.
La ricostruzione della parete addominale, questo perché, tanto io continuo a parlare, è il tempo che per noi è importante,
Abbiamo fatto per ora il piano posteriore della parete addominale, ma adesso facciamo il piano superiore, cioè il momento in cui noi riconosciamo tra loro i muscoli retti.
Normalmente la facciamo con una tecnica, con una sutura continua, con un loop, perché è comoda.
D'altra parte ormai c'è tutta una problematica di fisiopatologia, non so se siete d'accordo,
che consiglia la sutura continua rispetto ai punti staccati, perché è la tecnica più comoda,
e la tecnica più fisiologica
per la tensione
è la meno ischemizzante
e anche la più logica
oggi esistono tanti sistemi di loop
questo è uno
esistono anche dei loop
e ne useremo anche uno per il sottocutaneo
cosiddetti autoreggenti
cioè dotati di piccole spigolosità
piccole ancorette
che permettono alla sutura
di stare in posizione
un po' quella che si usa per esempio
per la chiusura della breccia peritoneale
anche voi chiudete in sutura continua o no sentite mettere i drenaggi che cosa usate
voi adesso ne posizioneremo due drenaggi allora anche il drenaggio dove lo posizioniamo ne
posizioneremo adesso uno perché è piccolo diciamo la signora piccolo taglio piccola
Il drenaggio comunque è obbligatorio in questo tipo di chirurgia che prevede dissezione e quindi deve avere un suo drenaggio.
Normalmente i drenaggi nelle riparazioni sopra ombelicali sono scarsamente produttivi se ovviamente non si è invaso i ventri muscolari, sono un po' più ematici quando si effettua un intervento di tutta la linea mediana fino al pube.
normalmente producono per i primi 48 ore
48-72 ore
poi vengono rimossi quando il drenaggio
è intorno ai 30-40 cc
però il drenaggio è obbligatorio
voi non so se avete la stessa osservazione
sono chirurghi che non lo emettono
io sono personalmente allineato
mentre Ezio mi dice
che ragiona in maniera diversa
in questo caso non lo metterebbe
in questo caso non lo avrebbe messo?
ha difficoltà di audio
perché stanno sostituendo
il sistema
ecco ora te lo passo
ecco
Ezio sta sintonizzandosi
allora dicevo
una cosa che mi pareva
in attesa di Ezio
una cosa che dovremmo stressare
è la posizione delle righe
blu dell'ultra pro
inizialmente
veniva intuitivo
io le mettevo verticale
perché mi sembrava
invece è un errore
perché si è visto
che il corretto posizionamento
è quello che tu hai adottato
cioè la riga trasversale
guarda quello che dice è talmente vero
che è stato pubblicato su Ernia
uno studio interessantissimo
fatto da un gruppo di chirurghi
russi
uno studio peraltro di una complessità
notevole da leggere
per i dati statistici, in elaborazione statistica, in cui dimostravano come spessissimo i chirurghi posizionano anche sul consiglio errato da parte dell'azienda
la protesi nel senso non dell'elasticità, chiamiamola, dell'efficacia, dell'efficienza della protesi.
Ed è uno studio che andrebbe approfondito perché probabilmente noi usiamo delle protesi magari in una posizione non migliore,
Ecco, non posso dire che non idonea, ma no, migliore proprio per la stimolazione di quelli fibroblasti, come dicevo, che hanno bisogno non soltanto di avere uno stimolo di tensione per poter produrre il collagene, ma anche per dare la direzione del collagene sarebbe in qualche modo vincolata alle forze e quindi alla capacità di elasticità e di direzionalità della protesi.
Quindi è una cosa molto interessante di cui penso che avremo in un futuro qualche dato.
Paolo, sono io, sono qua. Io solitamente utilizzo il drenaggio, lo metto nella stede che l'hai messo tu, cioè al di sopra della rete, metto un drenaggio morbido tipo Jackson Pratt,
di una stirazione
per solito
entro 24
48 ore lo tolgo
in questo caso
che è completamente
così, viene veramente
la voglia di non metterlo
però sai qual è il problema Ezio?
che comunque è uno scollamento
lo scollamento di per sé
può dare serosità
e allora è vero che la serosità
il seroma compare più tardi
e non è quello che possiamo trinare
però credo che
non hai neanche scollato il sottopute
niente, l'intervento
è perfetto
certo
Paolo scusami
sono Dalila
complimenti per l'intervento
quando hai un difetto
più importante
non ti capita mai di preparare anche
la fascia anteriore del retto
per aiutarti
no, la fascia anteriore del retto
Mi può capitare, se voglio, di fare il primo tempo della ramirezza, cioè fare lo scollamento sottocutaneo e arrivare addirittura sul margine laterale del retto per fare l'incisione sulla linea semilunare, però preparare la guaina no.
No, è vero quello che dici, che c'è per esempio una tecnica,
quando si prevede che ci sia poca stoffa, si potrebbe fare un'altra cosa,
cioè anziché fare l'incisione sulla guaina posteriore interna,
si potrebbe fare già sulla guaina anteriore e ribaltare poi in senso mediale la guaina,
cioè guadagnare un centimetro circa per parte,
utilizzando una parte della guaina anteriore dei retti.
Questo sì, questa è una cosa che si può fare. Non capita spesso, però si può fare. Adesso vedrete che poi Francesca, quando avrà finito questa sutura del piano della linea mediana, che sta congiungendo praticamente la ponevosi del grande obliquo e quindi i retti, farà poi il sottocutaneo, anche quello in continua.
Oggi c'è un nuovo dispositivo, un nuovo tipo di sutura che abbiamo già usato, che stiamo in fase di applicazione di recente, che è anche quello di un sistema autoreggente.
Lo potete usare che secondo me per la chirurgia open è interessante, penso che soprattutto incontrerà parecchio favore anche dai chirurghi plastici, attualmente è a disposizione soltanto per il sottocutaneo,
ma mi dicono che tra breve
esisterà anche
una variante
in qualche modo per quello che riguarda
andiamo dritti
perché è il passaggio
che ho seguito la cicatrice
ma ci sarà una variante anche
per le strutture fasciali
quindi per questo piano che per esempio abbiamo fatto
noi ora in questo modo
adesso vedete che il loop è finito
se fosse stata più lunga l'incisione
avremmo fatto due semicontinue
ma per una xifo umbilicale
ci siamo limitati
soltanto a una sola sutura
che cosa avete del filo?
e non ce l'ha quella lunga?
e ha detto che lo portava
va beh, però vi facciamo vedere
mi segnalano che per fare
questo nuovo tipo di sottocutaneo
hanno soltanto
una dimensione corta
però vi faccio vedere perlomeno un pezzettino
il concetto che è interessante
magari lo facciamo qua Francesco
se lo fai da qua a qua,
da qui in modale che un pezzo di più lo fai.
Ecco, vedete com'è fatto?
Scusate un attimo,
vedete che è un filo,
è un filo a doppio ago,
e ha quei famosi dentini
che anche altre aziende producono,
però la diversità è che i dentini
sono dalla metà del filo
fino a un ago,
dalla metà del filo opposto
e il senso opposto.
In ultima analisi,
si posiziona il primo nodo a questo punto,
si fa il nodo,
poi il chirurgo da una parte
chiude di qua,
e l'altro chirurgo l'aiuto più di qua, con il sistema autoreggente, adesso vi faccio vedere un pezzettino così si capisce meglio, dato che purtroppo hanno portato soltanto una misura insufficiente per questa linea,
Vedete che ora la dottoressa Sollema fa vedere esattamente la metà, da qua in poi sono in senso opposto i dentini e comincia a fare una sutura che si legge da sola, come classiche autoreggenti di altre marche, di altre ditte, di altre aziende.
questa cosa secondo me sarà particolarmente
interessante quando si farà
per, ecco vedete, tira
e sta ferma, quando si farà
per le strutture fasciali
aponeurotiche, per esempio potremmo
fare tutto il piano che avete visto prima
con quel loop fatto in questo modo
che ne pensate?
non è male, no vabbè, è un piccolo
artificio che per esempio per chirurghi
plastici che fanno addominoplastiche
per la diassa sideretti, molto interessante
poi si deve
deve ripassare alla fine
con un punto, vedete che ora questo è l'ultimo punto
che dà in avanti
ripassa indietro
abbiamo capito che
le autoreggenti ti piacciono
le autoreggenti sono comode
poi sono esteticamente belle
le autoreggenti è sexy
ecco vedete, ferma, ora la fa dall'altra parte
purtroppo il filo non è
sufficiente, mi dispiace per questo
però credo che sia una
una simpatia di novità
chiamiamola così
Se non costerà tanto e costerà quanto un altro filo di sutura, perché non utilizzarla? Se ce la fanno pagare troppo ovviamente non avrà alcuna speranza di successo. Io credo di aver finito. Adesso un'altra cosa, non so se voi l'usate, un'altra accortezza, noi facciamo sempre una fasciatura tenso-compressiva.
Su questo però vorrei dire una parola. La fasciatura tensocompressiva io la consiglierei ma non troppo stretta perché io vedo mettere delle pancie elastiche aderenti con veramente violenza.
Questo significa far accartocciare la protesi, significa irritare i bordi laterali dei retti, che comunque non dimentichiamo che nella parte inferiore accolgono i vasi epigastrici, se si usano protesi non molto delicate come queste, ma protesi un po' più grossolane, un po' di propilene troppo spesso, troppo corpose eccetera,
esistono irritazioni dovute proprio a traumatismi
legate a una fasciatura
attenso-compressiva eccessiva
invece deve essere una fasciatura
che comprime ma non in un modo eccezionale
insomma la ricostruzione è già stata fatta
basta che tiene accollato le strutture
per evitare i seromi
non so se voi avete avuto esperienze negative
sì Paolo però qui ci dicono
che il tempo è tiranno
bisogna interrompere
noi ti salutiamo e ti ringraziamo
per tutto
Noi vi ringraziamo a voi e il buon lavoro per il prossimo anno.
Grazie e complimenti.
Ciao a te.
Ciao.
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