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34° Congresso di Chirurgia dell' Apparato Digerente, Roma 2023 Dr. A. GATTOLIN Iatoplastica con protesi riassorbibile e plastica anti-reflusso sec. Toupet laparoscopica A.S.L. CN1 Ospedale Regina Montis Regalis, Mondovì
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Pronto? Buongiorno. Buongiorno, chi sei? Buongiorno, sono Marco Enrico Freschi, benvenuti. Grazie Walter, grazie mille. Allora, se vuoi possiamo partire con la presentazione del caso clinico che fa il dottor Rimonda, il mio collaboratore, mentre noi procediamo un attimo e vediamo la situazione com'è. Vai pure Roberto. Assolutamente.
Buongiorno a tutti, mi sentite?
Benissimo, adesso l'audio è ottimo.
Vi presento questo caso clinico, l'intervento che verrà eseguito è una iatoplastica con protesi riassorbibile e plastica antireflusso secondo tupela paroscopica.
Si tratta di una donna di 70 anni, in anamnesi patologica remota, un'ipertensione in terapia,
una tonsillectomia in età infantile e poi plurime interventi chirurgici e addominali,
ma prevalentemente ginecologici, laparoscopici, intervento per retroversione uterina,
per prolasso uterino, per prolasso vaginale e infine una riparazione laparoscopica di un'arnia di spigeglio
sinistra due anni fa in terapia con l'antipertensivo. Dal punto di vista
della patologia esofagea è una paziente in PPI e assume procinetici e
protettori gastrici. Il BMI è di 22,8. È una signora che soffre da molti anni
ormai di ernie iatale ma la sintomatologia è andata via via
via peggiorando con un'accentuazione negli ultimi due anni, episodi di pirosi, di sensazione
di dolore retrosternale, senso di gonfiore, epigastrico, sensazione di reflusso gastroesofageo.
Da circa un anno gli è comparso anche un laparocelo umbilicale paucisintomatico riducibile
che vedremo se eventualmente desse fastidio durante l'intervento. Ha eseguito una gastroscopia
che dimostra un esofago distensibile, una voluminosa ernia iatale, non quantificata ma voluminosa,
una mucosa dello stomaco sostanzialmente regolare.
Ha eseguito un transito esofago gastrico che è particolarmente significativo, documenta la voluminosa ernia gastrica iatale,
il passaggio del mezzo di contrasto ovviamente è regolare, episodi di reflusso alla manovra del Valsalva e uno svuotamento gastrico sostanzialmente regolare.
Ha eseguito però, ha seguito per ulteriore approfondimento, una manometria esofagea in cui innanzitutto è da sottolineare il fatto che non vi sia stata possibilità di progredire col sondino fino allo stomaco
e quindi l'esame sostanzialmente non è diagnostico per la continenza dell'ES
tuttavia documenta un corpo gastrico in realtà discinetico ipocinetico
per la presenza in più di metà delle declutizioni umide di peristalsi interrotta non definita o dropped
Il 2S era di norma. Ha eseguito anche una pH impedenziometria che purtroppo non possiamo farvi vedere perché per motivi tecnici non c'è stato possibile ottenere il documento e la refertazione.
Quindi in conclusione una donna di 70 anni affetta da anni da una voluminosa ernieia tale che è diventata via via progressivamente maggiormente sintomatica associata però a un'ipocinesia discinesia del corpo esofageo.
Per questo viene posta un'indicazione alla plastica di ernieia tale con una protesi riassorbibile e una plastica antireflusso secondo tupela paroscopica. Grazie.
Grazie mille, molto chiaro.
Allora, il discorso è che, come previsto, è un'ernia tale decisamente voluminosa.
Quello che... mi prendo un attimo di tempo per parlare prima di tirare giù lo stomaco.
Roberto ha detto che è peggiorata negli ultimi anni la sintomatologia.
Difatti è stata riferita a me come non rispondere alla terapia.
In realtà, quello che lei dice è che aveva molto dolore a livello epigastrico e retrosternale, non responsivo al PPI.
Secondo me il problema del dolore è legato al tipo di ernia che abbiamo di fronte. Vedete, è molto importante come ernia e si vedeva molto bene al transito come già in posizione eretta questa parte di stomaco non fosse riducibile e rimanesse come bolla gastrica paracardiaca.
e secondo me il dolore posprandiale che lei aveva era legato a un discorso puramente meccanico
ed è per questo che a livello di indicazione secondo me non è tanto un non rispondere ai PPI
ma è più un discorso di voluminosa ernia iatale dolorosa a livello posprandiale
per cui l'intervento chirurgico è volto sì a ridurre il discorso del reflusso gastroesofageo ma soprattutto a addominalizzare lo stomaco e a creare una valva che nel caso di questa donna purtroppo alla manometria abbiamo un risponso abbastanza sfavorevole a livello di motilità
e che quindi io pensavo di fare una toupée che sicuramente riduciamo il rischio di sfagia post-operatoria.
Sei d'accordo con me? Vedendo anche le immagini?
Assolutamente sì e anzi abbiamo assorzo non solo sulla considerazione in merito all'origine puramente meccanica
la distensione e probabilmente anche angolazione del tratto di stomaco erdiato, ma poi oltretutto c'è anche la questione di dismotilità esofagea che sicuramente complica il quadro e in una pazienza del genere fare un altro tipo di plastica è sicuramente estremamente rischioso in termini di sbagli a posta operatoria.
Esatto, è quello che pensavo anch'io.
Allora, in questo caso io approccio la dissezione, questa è un'ernia di tipo 3,
ma la mia idea è di approcciarla come se fosse uno stomaco intratoracico,
cioè fare un approccio a livello del sacco erniario in maniera da addominalizzare il più possibile lo stomaco
e quindi anche poi l'esofago, da averne a sufficienza per poter confezionare una plastica effettivamente in addome senza tensioni.
E qua quello che io faccio sempre, parto da destra, identificazione anteriore della lamina del Bertelli, che apro.
apro, avete già visto che sulla destra è comparso il pilastro diaframmatico di destra
e per me le repere è proprio questo punto qua, c'è il passaggio del diaframma da pilastro
alla parte circonflessa superiore. Con molta delicatezza cerco di aprire proprio solo il
E' il Cayman che con la punta Merlin effettivamente mi dà abbastanza sicurezza e precisione nella dissezione.
Vedete allora qua, avvicinati pure Fabrizio, intanto vi presento i miei due collaboratori in sala che sono la dottoressa Travaglio che mi aiuta e lei che mi sta aiutando
e il dottore Alisiardi Fabrizio che è all'ottica, che sono due ragazzi relativamente giovani ma direi molto schillati già sul discorso laparoscopico.
Qua vedete il passaggio, secondo me si vede molto bene, dal pilastro al tessuto grasso adiposo retroesofageo legato all'ernia.
L'importante in questo caso è mantenere il peritoneo il più possibile sul pilastro diaframmatico perché sarà quello che poi nella iatoplastica mi darà la tenuta della plastica stessa.
Anche se in questo caso, già dagli esami preparatori, dalle caratteristiche dell'ernia, credo che utilizzerò una protesi riassorbibile per completare l'aiatoplastica perché la mia sensazione preoperatoriamente è che potesse essere una diastasi importante dei pilastri stessi.
L'altra cosa è che voi state vedendo le immagini in due dimensioni, io sto operando in realtà in 3D.
Ho visto non solo gli occhiali ma anche l'immagine. Ecco, il 3D è molto utile secondo te?
allora ormai
sono anni che io lo uso
e quando
mi è successo rarissimamente
perché se no
di operare in 2D
io trovo una differenza
veramente abissale fra il 3D
e il 2D
mi dà un attimo l'aspiratore
nella precisione dell'immagine
della puntualità con cui si vede
perché Fabrizio se ti avvicini ancora
un po' di più
Per me, io vedo perfettamente tutti i foglietti in maniera assolutamente, col senso della profondità che mi permette di fare queste dissezioni proprio dolci dolci, seguendo i piani anatomici.
Qua c'è il pilastro di sinistra, credo, o è aorta ancora? No, no.
Qua siamo nel mediastino posteriore e qua è il piano di dissezione. Perfetto.
Allora a questo punto proseguo con la mia dissezione. Elisabetta riesce a prendere qua?
Vedete, si vede bene il vago posteriore che noi mobilizzeremo solidale all'esofago, consensuale all'esofago e qua continuo la mia dissezione del Bertelli andando a ricercare il corretto piano per risparmiare anche il vago anteriore.
Perfetto, direi che questo è libero.
Avete visto? Si vede bene, no?
Sì, l'immagine è perfetta.
Tra l'altro la malata nel pre-ricovero, ultimamente, nell'ultimo periodo, era stata riscontrata anche delle atipie a livello cardiologico, di battiti prematuri, episodi di fibrillazione atriale parossistica, per cui ha fatto anche un ecocardiogramma che ha escluso problemi di tipo cardiologico e molto probabilmente i sintomi che lei avvertiva soprattutto post-prandiali,
molto probabilmente io credo fossero legati anche al discorso di questa ernia iatale molto voluminosa.
Penso assolutamente anch'io che sia così, a parte il volume stesso dello stomaco erniato.
Vedete, sono molto lento a operare, però la parte disettiva iniziale secondo me è fondamentale per ritrovare i corretti piani e non avere poi problemi successivamente nel riconoscimento delle strutture.
Siccome qua possiamo andare adesso, ok, e secondo i dettami della Seiges passiamo adesso alla parte sinistra del pilastro di sinistra per la mobilizzazione dello stomaco e dell'esofago.
Faccio molto con calma perché anche la preservazione, il più possibile, dei pilastri, come dicevo prima, mi servirà poi per la plastica, per la iatoplastica successivamente.
Quindi il fatto di avere i pilastri, vedete, col peritoneo, che io gli lascio adesso sopra questo qua, il più carnosi possibile, è una di quelle condizioni che con l'aiuto della protesi sicuramente preserva il rischio.
di possibili recidive.
Mi da la bipolare che col...
che col... vogliamo quel vasellino
molto bene, quel vasellino che c'è
lì sopra, l'esofago.
Verifichiamo la bipolare
che mi sembra che non sia
iperattiva, intanto mi da il caiman
allora, adesso Elisabetta ti metti
qua, appoggiata, perfetto
e qua noi continuiamo
la dissezione lungo
il pilastro cercando di lasciare
sul pilastro questo po'
di peritoneo
in maniera
quando adesso passerò sotto
l'esofago da destra
da avere già la finestra aperta
e qua vedete che
è tutto il problema
dell'ernia
del sacco che si rigira
e che risulta essere abbastanza
tenace
alla dissezione
adesso però si è scoperto bene il pilastro
a questo punto
Adesso questo velo dovrei passare, no, è di qua, dal pilastro, perché il pilastro è qua.
Questa manovra deve essere fatta in sicurezza per evitare di creare delle lesioni posteriori,
nella parte posteriore dell'esofago quando si passa la fettuccia.
Ok, fai vedere se ci siamo. Perfetto. Fettuccia, clip. Anche qua con i miei aiuti ormai abbiamo standardizzato da anni i movimenti da fare.
Di fatti, secondo me è importante anche in laparoscopia per avere dei buoni risultati.
Ok, perfetto.
Dei buoni risultati è importantissima la standardizzazione di tutti i movimenti che vengono compiuti in maniera che ci sia coordinamento perfetto fra le varie figure che partecipano all'intervento.
Adesso facciamo saltare solo queste cose qua.
Poi è ben evidente il vago di destra che diventa vago posteriore dell'esofago che va verso l'esofago stesso.
Qua completiamo solo la dissezione di queste ultime vasellini del mediastino posteriore dell'esofago in maniera che ci dia la corretta mobilità.
Sono tutti gesti che aiutano questi poi per allungare l'addominalizzazione esofagea.
vedete il vago lì dietro
attenzione perché
quello che dico sempre, sembra sempre che il vago poi
l'abbiamo messo lontano e poi invece torna sempre
a ripresentarsi
ok
però direi che la dissezione
è già buona
aspettate un attimo
che cos'è questo
no, non è niente
è lui?
no, che arriva da così
è già
quello che vedevamo prima
scusa il vago a me sembrava a me inizialmente sembrava questo qua esatto esatto quello lì
è un decorso un po curioso non mi sento di essere io non mi sento di assolutamente sicuro che non
sia nulla andiamo a vedere con calma disse chiamo che non sia addirittura un vaso dalla gastrica
Sinistra che va su. Mi dà un attimo la bipolare perché è fin grosso il caiman per questa struttura. Secondo me qua siamo alla V dei pilastri, ma non ancora.
Allora, quello secondo me non è il vaso, ma la mia interpretazione è che ci sia qui la componente praticamente a livello dell'ipoma dell'ernia di tipo 3 che si è portato su insieme allo stomaco e che adesso andiamo a liberare anche da sinistra.
ma molto probabilmente è un vaso che arriva dalla piccola curva gastrica
perché vedete che poi a questo punto non va più in mediastino
ma rimane assolutamente in addome
adesso vediamo se è così
sì sì mi sembra che tu abbia
sei d'accordo?
si si si
perché qua la V dei pilastri è libera
è lì
è bella come il sole
esatto qua e che quindi questa struttura arrivi in realtà dalla piccola curva da
qua sotto e vada a girare poi verso l'alto molto probabilmente mi dà il
cayman peraltro proprio per in virtù dell'ernia del tipo dell'ernia mi sarei
aspettato anche un po' come dire di ipertrofia della componente di posa
esatto
il problema
come anche negli stomaci intratoracici
è sempre la componente
dell'ipoma paraerniario
che si tira su lo stomaco
come tutte le ernie c'è
e ogni tanto
anche nello stomaco intratoracico
effettivamente
passano dei vasi
che molte volte ho trovato addirittura
la gastrica sinistra erniata
tirata all'interno del mediastro, tirata proprio su, negli stomaci intratoracici completi, di lunga date, queste cose qua.
Però direi che adesso ci siamo.
E adesso togliamo anche la macchia che c'è qua davanti.
Però volevo far vedere la V dei pilastri, in cui vedete che comunque la diastasi dei pilastri effettivamente è importante.
Una riparazione di prima intenzione di questo tipo di diastasi, secondo me, la sola sutura è difficile che possa reggere e la rete, la riassorbibile, come vedrete successivamente, secondo me è un valido aiuto per il mantenimento della sutura.
Allora, laviamo pure l'ottica un attimo adesso, così togliamo la macchia.
E lo step successivo adesso che io faccio di principio, sempre, su cui possiamo anche discutere, è la sezione dei vasi gastrici brevi.
Non so tu come la pensi, cosa fai di solito.
Prendi pure qua, Elisabetta.
Guarda, io vengo da una scuola, un'esperienza che fu quella di Lorenzo Novellino dove si faceva la prova prima, nella realtà devo essere sincero, ma io di essere riuscito a risparmiarli non ne ho contezza, non me lo ricordo, lui era più bravo e quindi riusciva forse,
facilità a fare qualcuno specialmente perché poi questi pazienti qualche
abbigono grosse erbe come dicevo c'è un'ipertrofia nella
componente di posa armiata ma gli stessi vasi brevi vengono un po
stirati e quindi entrano comunque a mantenere lo stomaco distorto cioè la
parte fundica dello stomaco non una volta abbassato in addominalizzato non
recupera mai la propria posizione in realtà quindi credo che anch'io sia
inevitabile secondo me allora di scuole di principio scuola di de mister sempre
vasi brevi in ogni caso è tutto secondo me in questa occasione però vedi che ci
ci aiuta anche a aprire quello che era il sacco dell'ernia.
Cioè, questo qua che io sto prendendo non sono i veri brevi,
è tutto sacco erniario, perché i veri brevi sono qua poi.
Quindi, se io non apro il sacco e non faccio i vasi brevi,
secondo me in queste situazioni è facile poter sbagliare
nel momento del confezionamento della valva
l'orientamento del fondo stesso
vedi? eccolo qua
questi qua secondo me sono i veri brevi
come dicevi giustamente tu
molto allungati e stirati
legati effettivamente al discorso della voluminosa ernia
esatto
e il rischio è di fare un errore
cioè di confezionare una valva
al di là del tipo di plastica che si fa
che in realtà è bassa
bravo
e quello diventa poi
una tragedia
allora ti racconto anche
facciamo questa parte che è un po' noiosa
recentemente
ho rioperato un paziente
che avevo operato
14 anni fa
per una nisse
in classica
allora uomo giovane
aveva 49-50 anni
E' andato bene per più di 10 anni, 12 anni, 13 anni. Poi a un certo punto gli si sono ripresentati dei sintomi.
Allora abbiamo fatto tutti gli esami del caso ed effettivamente c'era un'erniazione abbastanza simmetrica della valva che effettivamente, però più con la componente verso sinistra, che effettivamente era la causa dei suoi dolori.
Allora gli faccio una redo per alleviare soprattutto il sintomo di sfagia, era ricomparso, comparso in maniera significativa e mi accorgo clamorosamente, dovendo smontare la valva all'intervento,
che, nonostante avessi fatto i vasi brevi, avevo confezionato una valva in cui avevo utilizzato la parte superiore del corpo gastrico
e non il fondo in maniera corretta.
Cioè, quello che dicevi tu prima, confezionare la valva bassa è un errore che effettivamente si rischia di correre,
è un rischio reale
nonostante si facciano le cose
in maniera il più
diciamo
corretta possibile
quindi
mi ha stupito e ci sono anche rimasto male
nel senso che dice porca vacca
uno va a dire, spiega
non bisogna fare questo, non bisogna fare quell'altro
e poi tohac, l'errore è fatto
proprio da te
classico
per dire che effettivamente
può succedere non è una roba e guarda proprio l'anno scorso qui da palazzini io ho visto
van der walt che è un chirurgo sudafricano che ha fatto una redo di un paziente in cui avevano
usato il corpo gastrico per fare la valvola e al momento ti dici ma come è possibile esatto
In realtà è così.
Anche da chirurghi che si occupano di questa patologia e tutto, non è impossibile fare questo errore.
E lo ti dico, proprio recentemente l'ho visto sulla mia pelle.
Io credo che questo sia molto più frequente nelle grosse discorso.
Bravo, bravissimo.
L'ho studiato.
No, ma siamo proprio d'accordo.
insomma siamo proprio perfettamente allineati
quindi ti dico che
io non ne faccio tantissime
quando poi se io faccio
la stessa listen
quando porto la valva
nel momento in cui mollo
la parte anteriore
della valva con la pinza per portare il portage
comunque vado su un pelino di più
e non mi è mai
successo nulla
perché probabilmente nella mobilizzazione
Quando tu li tieni in realtà il repere, non essendo così preciso, ti dà l'impressione di essere abbastanza alto, invece non lo sei.
Esatto, esatto. Allora qua vedete, aspetto un attimo Elisabetta, ve lo farò vedere questa cosa.
Vedete che anche qua, pur avendo mobilizzato, c'è ancora questa parte di sacco, di appurre il caiman, che prima di fare qualsiasi cosa io faccio saltare.
perché secondo me sarà molto simile
a un paziente che devo operare io
adesso, quindi prima di dicembre
perché devo ancora fare la malometria
così ripasso
ripassi
non hai bisogno di ripassare
ti sfrutto
che bisogno di ripassare hai
ecco vedete
secondo me è un caso
la riflessione del sacco qua
che ho sezionato
adesso porto via solo questo grasso
e così secondo me adesso
qua siamo sotto
l'angolo di is
e adesso dovrebbe essere perfettamente
libero
mi dai una pinza che tolgo il grasso
per trocare più grosso
l'ultima cosa che voglio vedere ancora
è che c'è poi l'ultimo pezzettino lì
ecco questa cosa qua
e guarda non volevo interferire
ma anche esteticamente
esteticamente non è bello
non sta bene
non sta bene esteticamente
però come dicevamo prima
ecco vedi
a lasciare tutte queste parti
di sacco
si rischia poi di non identificare correttamente
quello che dicevi tu l'angolo di is
che deve essere visto
perché se no non hai
l'unico repere che hai di fatto
ok adesso il fondo direi che
è ipermobile
c'era Jeffrey Peters
che lavorava con
con Tom De Mister, che lui a questo punto, possiamo ritirare un po' il sondino per favore,
metteva un punto di repere sui vasi gastrici brevi in maniera che nel momento del passaggio
al di sotto dell'esofago fosse sicuro al 100% di far combaciare parete anteriore con parete anteriore
e parete posteriore con parete posteriore. Io non l'ho mai fatto, anche in questo caso.
anche io non l'ho mai fatto
però tu lo dici
in effetti
però adesso facendo una toupée
secondo me non è necessario
un'altra cosa che mi permetto
di sottolineare
a chi mi sta seguendo
è che vedete la mobilizzazione
dell'esofago
erneato
bella alta che sale su
e che rappresenta forse
il tempo che più terrorizza
chi non ha grandi
di mestichezze
o nelle prime fasi della chirurgia
tutte erano paura perché
si ricorda il terrore
di aprire la pleura
che sembrava
il primo peritorio
ma in realtà è successo
non è spiegato
aprire la pleura non succede mica niente
esatto
invece sono stati
ammissuti con questo
secondo me
molti chirurghi stavano un po' troppo bassi
nella dissezione. Vedete che tirando l'esofago viene giù abbondantissimamente cioè lasciandolo
molle rimane in sede a questo livello quindi direi che come mobilizzazione possiamo ancora
fare qualcosina qua ma non andrei neanche perché poi in realtà il vago arriva già da lì mi da
ancora calmano un attimo. L'altro stratagemma è per evitare di aprire la pleura, il device
in ogni caso mi sigilla eventuali micro perforazioni o qualsiasi cosa. Vedete che però di qua
sull'esofago si può andare su fin dove si vuole, in realtà si può arrivare, vedete
il polmone là, si può in realtà arrivare fino all'arco aortico passando per mobilizzare
se fosse necessario, quando tira un po' di più
Elisabetta, perfetto. Quando c'è il
dubbio di esofagi un po' più corti o che
comunque non si addominalizzano in maniera
corretta. A questo punto
siamo pronti per togliere
il sondino e passare
la bugi.
La iatoplastica
e anche poi la plastica antireflusso
in ogni caso io la
calibro sempre su una
bugi
che dipende
dalle caratteristiche. In questo caso
caso una donna di piccole dimensioni e tutto, uso una bugie da 14 inches che sono 40 e qualcosa
French, 42 French. Il fatto della calibrazione dell'aiatoplastica, anche quella la ritengo
molto importante perché risulta poi essere anch'essa un mezzo di contenzione antireflusso
che effettivamente c'era Demistra che faceva la iatoplastica completa
e poi dava ancora un punto subito al di sotto dell'esofago
dicendo che anche quel punto poteva avere un valore
nell'azione del diaframma che si contrae attorno all'esofago
può avere una funzione di valvola contro il reflusso.
Va bene, partiamo col primo punto.
Quello che uso adesso è un Mersilene 3.0
Una volta, ancora adesso ogni tanto, uso il Prolene 3.0 con eventualmente punto extra corporeo col nodo di Röder.
Per comodità adesso la iatoplastica la faccio.
Vedete che al passaggio del punto la sensazione è comunque che questa parte di pilastro sia bella robusta.
e anche il passaggio del lago
io ho apprezzato
un po' di resistenza
altra cosa fondamentale è qua
vedete che il pilastro è molto più sottile
quindi cercherò
di far cadere il nodo
se riusciamo
in maniera che sia la parte
più concreta
ad andare verso
aspetta, far vedere solo da non
sfilare
ok, lo stortolago
come mai?
Niente, non riesco a dare il giusto...
Vediamo se tirandolo piano dà resistenza.
Questa è una prova che faccio per capire quanta tensione si crea dando i punti sui pilastri.
In realtà stanno abbastanza.
Via pure forbice.
L'altra cosa che cerco di fare è di non tirare troppo sul filo da tagliare il muscolo perché secondo me è troppo stretto, vai avanti un po' Fabrizio, troppo stretto rischia di tagliare. Secondo me questo è l'avvicinamento giusto dei pilastri.
Penso anch'io e in più mi permetto anche di fare una considerazione che forse è un po' anacronistica ma se tu stringi un muscolo, il muscolo di solito poi non viene più vascularizzato e il punto molla.
Bravo, esatto.
una roba che
ok, no no ma sono d'accordissimo
cioè secondo me questo
è la giusta tensione per i pilastri
vedi già
che tende
a fare quest'angolo
e vedi già qua
che si è innebulito
dal solo passaggio del lago
ed è per quello che poi la protesi
in realtà mi mette al sicuro
da possibili lacerazioni
o possibili
quegli danni che vengono creati a livello del pilastro stesso, del muscolo del pilastro.
Possiamo scendere giù con il sondone? Grazie. Mi dà una pinza intanto, di Joan.
La cosa che dico sempre, adesso non ho bisogno di dirlo, spiano, perfetto, stop, agli anestesisti che la malattia deve essere ben curarizzata nel passaggio della sonda,
perché il passaggio della sonda è sempre un momento abbastanza critico che può provocare dei danni, anche questo ho assistito a delle situazioni abbastanza cruente, per cui molta attenzione, passaggio malato ben curarizzato, avete visto come è venuto giù tranquillamente, liscia, fino alla fettuccia.
direi che per adesso lasciamo
la sonda in sede lì, va bene
mi dà un punto ancora di
attenzione alla orta dietro
giustissime le tue precisazioni
continuano così anche
perché sai, qua io devo imparare
sta bravo
le cose
eh no, perché se no
deve servire a questi eventi
direi anche le cose che magari
magari proprio sembrare scontate oppure, figurati se prendi la onda, tutto può capitare.
Diceva, ha detto un mio maestro che...
No, ma di fatti l'altra cosa, passare da destra, adesso qua la cava è bella lontana,
però sono situazioni in cui il caudato è molto più ravvicinato,
guarda che non è poi così lontana dal pilastro la cava,
ho già sentito narrazioni in cui sto preso la cava passando il punto quindi è una cosa non
impossibile oggi sono veramente negato cioè non so cosa mi succede sarà che ho dato tutto
l'intervento prima adesso non sono più capace a fare non ho capito è l'ago troppo grande vero
vediamo un attimo la coda
si è lì
no no è giusto è giusto ma
sono io che sono imbaranato
sono riuscito a recuperare questa cosa qua
grazie al 3D io credo
perché se no
ho magari stato solo una botta di fortuna
non lo so
però qua vedete che
cerco proprio il più possibile
vedete così troppo
così molla lui
allora a questo punto io
riprendo
abbiamo un lato adesso che è un po molle però non è va bene sta sanguinando vedete un po adesso
mia e poi mi dà l'aspiratore un attimo come il passaggio del punto dal pilastro stesso
adesso che hai concluso di dare il punto
voglio spiegarti il perché
della difficoltà del darlo
perché quando le cose semplici
diventano un incubo
quello si chiama chirurgia
sì, allora e qua
clip metallica
trucchetto
per
in caso in cui non sono soddisfatto
della cosa
vi appoggio
ma direi che così mi basta
come volevo
una clip
clip di solito metallica
perché così
in caso dovesse avere dei problemi
la malata e tutto
io ho il repere della clip
di dov'era la chiusura
dell'aiatoplastica
la posso vedere sia in
in un transito, la posso vedere in tac
e queste cose qua
e fare il confronto della valva
rispetto a dove
l'aiatoplastica
infatti, allora
Allora, adesso, considerazioni, mi danno un'altra pinza.
Là ci sarebbe, c'è il sondone e c'è la possibilità ancora di dare un punto eventualmente per chiudere di più la iatoplastica.
Io vedo qua però che c'è già un atteggiamento molto più accentuato adesso addirittura di questo atteggiamento curvilineo del pilastro.
Io mi accontenterei di questa iatoplastica per il momento e posizionerei la protesi adesso in maniera da vedere effettivamente poi come risulta.
Alla fine, mi da ancora l'aspiratore un attimo? Il mio concetto è cercare l'eccessiva chiusura a scapito di una tensione importante. Il rischio è quello che poi si lacere anche più in alto il pilastro. Dimmi tu cosa ne pensi.
assolutamente sì ed anzi ti dico che per mia abitudine io gradisco che tra l'isofago e il
primo punto della plastica ci stia un ferro laparoscopico e mezzo in più un'altra cosa
l'oiato normalmente è una goccia, ha la forma di una goccia dato dalla parte più sottile della sovrapposizione.
Perché vedi, se io lascio molle, vedi che non hai una goccia ma su in alto fa un angolo, è diventato un triangolo.
Se lo chiudi di più fa effetto eccessivo proprio.
Cioè adesso vediamo con anche la protesi. Quello che si potrebbe fare eventualmente in questo caso è provare, aspetta abbassati un po' Elisabetta, si può dare un punto di chiusura nell'angolo superiore.
Ma adesso mettiamo la protesi e vediamo cosa succede.
Allora, se volete, la protesi sono queste protesi riassorbibili, le BioA,
e qua si può discutere sul concetto di che protesi usare in questi pazienti.
Nel corso degli anni sono state usate qualsiasi tipo di protesi,
e tu ti ricordi bene, anche gli anni 10-12 anni fa, anche le PTFE, protesi molto dure, non riassorbibili,
che nel tempo effettivamente hanno creato diversi tipi di problemi.
Col passare degli anni ho sempre avuto di più la volontà di usare protesi riassorbibili,
perché il concetto è che la protesi mi rinforza quello che io ho fatto di iatoplastica
ma non è lei che mi fa la iatoplastica, cioè perché è una struttura rigida
e l'esofago e i pilastri diaframmatici invece sono strutture assolutamente mobili
che si muovono in continuazione e che hanno bisogno di essere libere di muoversi per esercitare la loro funzione.
Quindi cerco di dare, anche in questi casi, la massima libertà di movimento.
Questa è un po' la mia filosofia.
E poi, allora, la parte di destra che va a cadere lungo il pilastro destra e cerco di farla scivolare sotto il lobo caudato del fegato.
La parte sinistra che invece mi deve scivolare lungo il pilastro diaframmatico di sinistra.
Ok. Via tutto questo grasso e appoggiata direttamente al muscolo del diaframma. Ok. Va bene? Dire pure su.
Allora, avvicinati pure Fabrizio. Vedete che, allora, la parte qua è tenuta ferma dal lobo caudato del fegato
e anche sulla parte alta andiamo a coprire gran parte del difetto che era rimasto.
Quindi io a questo punto, rispetto a quello che dicevo prima,
di fare una plastica anche alta, applico questo punto,
che è un punto anche in vicrila, avvicinati bene Fabrizio,
in maniera da dare la fissità, qua bisogna stare anche attenti a non fare danni sul diaframma,
In tutta onestà devo dire che io non le ho mai usate, ma sicuramente mentre la protesi riassorbibile che ci stiamo facendo vedere mi sembra che abbia un suo razionale, le protesi non riassorbibili francamente me le lasciano ancora estremamente perplesso.
ricordo ancora
l'immagine di una gastroscopia
con un etilprolene
che faceva ciao ciao dentro l'esofago
e quindi
mi fa venire
una contrazione del pedineo
esatto
ma avendo io
anche visto questo
avendo visto dei bending gastri
entrare dentro
lo stomaco
io direi che è un materiale non
riassorbibile
soprattutto un certo tipo di materiale non non deve essere più usato perché no
no no no intorno a queste strutture come dicevi tu sono strutture attive dinamiche
difatti vedi che qua effettivamente adesso questa cosa qua col tempo
consolida con non è che mi rimanga e che mi dia una sicurezza però so che
bipolare che in qualche modo aiuta la cicatrizzazione dei pilastri senza
creare quella tensione che avrei dovuto creare per avvicinarlo in maniera
corretta ok e qua vedete che l'ho ritagliata ma ci sta giusta giusta
ok adesso diamo il punto qua e più sta attaccata meglio è ok così punto ma
mi da ancora una pinza, ok, adesso è proprio bene a contatto con i pilastri e ci siamo, va bene.
Adesso, vediamo qua, deve stare dietro il caudato, questo è qui sotto, ok, perfetto,
Adesso passiamo lo stomaco per fare la toupee, questo è il fondo, ok, vieni pure giù, ok, va bene.
Vedete, se faccio così faccio corpo con fondo, quello che io devo fare invece è così.
Direi che il fondo ci sta tranquillamente, possiamo scendere leggermente con la sonda,
e qua la plastica possiamo farla dimmi tu se vuoi con il mersilene o con i nodi extracorporei
in prolene vai vai vai vai stop ok così guarda io sono abituato a usare il prolene della verità
poi mi cazzano mi cazzano perché dicono eh ma per un punto un filo allora facciamo i punti a
credo che sia
una questione di lana caprina
della verità
vediamo il nodo di roeder
extracorporeo anche
e appunto devo ripassare
oltretutto devo guardare
io sono in costante contatto whatsapp
con Marco Barbieri
che ti fa i complimenti
ah Marco
non l'ho ancora sentito stamattina
non c'è
quest'anno
non c'è
se no
mi avrebbe strappato la modellazione
perché sai che il giunto è roba sua
mettiti pure qua così
qua adesso facciamo
il siparietto
in cui
lo strumentista di Salem
accende la luce
la strumentista mi mette il dito
per tenere divaricato
i due fili
e io procedo
al nodo di Röder
Facendo il primo passaggio, poi tre giri, ripasso dentro, verifico che scorre, faccio tagliare della strumentista, non troppo corto perché poi si accorce durante il tragitto, rimetto l'ago, spingi in odo, via il dito, via la joanne.
Ok, a questo punto l'aiuto mi porta dentro il filo ancora, io esco con la forbice e poi porta aghi, chiudo il nodo di roeder internamente perché essendo un nodo scorsoio potrebbe mollare, quindi io lo consolido internamente con due giri.
Ok, forbice e mi prepara un altro punto.
E perdonami, ma io ci sono affezionato, secondo me è un sapore antico il reddor, no?
Sì, assolutamente, anche per me è veramente...
Non lo si vedeva in primi tempi, diceva mamma mia, che roba il nodo che entra.
Secondo me, anche rivolto al discorso dei giovani chirurghi,
saper fare tutti e due i tipi di nodi è fondamentale,
perché poi può succedere che si debba aver necessità di saperli fare, secondo me mantenere la cultura su questi nodi anche è importante.
L'altra cosa importante è evitare di prendere il nervo vago col punto sull'esofago, quindi io sto molto attento di prendere solo anche qui la muscolare dell'esofago senza prendere la mucosa,
contate che ho il sondone all'interno e quindi devo stare molto superficiale
qua vedete che è giusto perché ci sono i brevi
esatto, che fanno qui anche da repere
esatto, esatto
mettiti pure qua Fabrizio, si parietto, luce, dito
cioè ci ho messo anni a insegnare loro tutte queste cose
però alla fine direi che hanno imparato bene
oltretutto finché non lo fai come non ti rendi conto di cosa dicevo finché non lo fai di persona
comunque queste manovre ti rendi conto come una stupidaggine come il dito che ti tiene
separate i fini ti cambia la vita bravo esatto esatto cioè sono tutti particolari tutte piccole
cose che però effettivamente o le fa in un certo modo o se no diventa molto complesso
cioè non complesso
cioè non riesce a farlo proprio
proviamo a vedere se scorre
scorre quindi mi faccio tagliare
spingi nodo
via, via
allungami
e anche questo è il bello secondo me di questi interventi
è il fatto
di standardizzare
i movimenti
standardizzare le cose che fa bene
in generale
a un discorso laparoscopico di mentalità
di metodo
forbice e così per quello io i primi tempi anche la stessa plastica la faccio adesso
io ho sbesso e uso come come è fatto sul taiko eccolo così e cerco di stare il più simmetrico
possibile sui 270 gradi in maniera che sia efficace vai bene che non prendiamo il vago
giovani chi non ha visto ma quasi mai questo questo nodo il ferro fa da puleggia scarica
la tensione del tiro sui tessuti è una piccola chicchettina che insomma perfetto perfetto esatto
quindi una volta che si toglie la sonda l'esofago si ammoscerà un po e quindi quello che sembra più
larga come plastica in realtà vedrete che diventa decisamente più stretta rispetto a quello che uno
immagina. Punto ancora e questo lo farò per dare gli ultimi due punti, farò rimuovere la sonda in
cosa che non vi ho fatto notare all'inizio, per sollevare il fegato dopo l'utilizzo di vari
strumenti manine retrattori o altre cose secondo me quello che aiuta a non
massacrare il povero lobo sinistro del fegato per tenerlo su e o sospenderlo o
effettivamente ho visto la garzina arrotolata la lunghetta arrotolata esatto
visto vita io avevo fatto caso ma però secondo me non è traumatico riesceva
aumenti la superficie che non è più tagliente nei confronti del fegato ed è effettivamente abbastanza maneggevole.
Ok, adesso possiamo rimuovere il sondone, vai vai, ecco quello che vi dicevo, vedete l'effetto che alla fine poi è più stretto di quello che si immagina sempre.
a questo punto mi dà ancora un punto di qua che sembra proprio subito qua sotto
solo qua voglio vedere bene prendo giusto il grassetto qua ok così perfetto
punto, dito
spinginodo
forbice, portaghi
allora
adesso per gli esteti
riduciamo un po' questi fili che sono troppo lunghi
forbice
buongiorno Andrea
chi sei? Marco Barbieri
ciao, ma ciao, ma allora ci sei
non è vero che non ci sei
eh, sono purtroppo
a casa però
covid colpisce comunque quest'anno è andata quest'anno è andata così intanto complimenti
per quello che hai fatto ti ho seguito dall'inizio come sempre perfetto no direi che era un caso
secondo me che si prestava bene alle considerazioni che avevamo fatto all'inizio non è l'indicazione
quello che dico sempre l'indicazione in questi casi l'elemento fondamentale c'è la corretta
indicazione dà il secondo me il buon risultato quindi adesso vedete c'è la tupè che bella
ampia e tutto c'è la protesi che non vuole stare sotto il caudato ma che la facciamo stare volevo
sapere cosa pensi della gastropessi bravo assolutamente favorevole nel senso che ok
nelle situazioni in cui di stomaco intratoracico adesso facciamo la prova vediamo vedi però in
questo caso mollando tutto che si rimane in sede rimane perfettamente in sede mi dà la
forma che togliamo questo ma quando ci sono iati ancora più grandi o lo stomaco lo stomaco
intratoracico tende a tornare poi in torace in ogni caso una sospensione gastrica assolutamente
Sì, però io non so tu come la fai, perché io tendo a non farla qua vicino, tipo alla Borema, come faceva Borema, lungo questa cosa qua, ma se riesco porto proprio lo stomaco più fissato possibile, in maniera che mi rimanga in tensione verso il basso.
in questo caso
io non farei
non lo so, mi sembra che tutto rimanga
perfettamente al suo posto
la protesi mi dà
il giusto passaggio
per l'esofoco che è tutto morbido
non lo so
io lascerei così, non farei altro
se sei d'accordo
sì sì, sono assolutamente d'accordo
però sul discorso della gastropessi
assolutamente
sì, sono assolutamente d'accordo
sì, ho capito
Poi in più hai messo la protesi che l'abbiamo cominciata a mettere quando ancora non avevamo evidenze sufficienti per giustificarla, diciamo quella riassorbibile, biosintetica.
adesso cominciano a dire che in realtà non avendo complicanze pare che prevengano le recidive anche
se sono necessari come sempre ulteriori studi per validare questa conclusione però insomma
le conclusioni sono positive questo mi fa piacere perché se non ricordo male che siamo stati fra i
primi a metterle queste qua
similari insomma
noi mettevamo anche quelle biologiche
alla fine
una certa protezione rispetto
alla recidiva che è il problema di questo
intervento c'è
ma ultimamente
si cominciano a uscire delle evidenze in questo senso
allora quello che io credo è che
se lo stomaco
risale in torace o tenta
di risalire in torace
sicuramente ci sono delle forze che
che inducono questa... quindi tenderà sempre a tentare di risalire l'esofago o lo stomaco.
Quello che noi possiamo fare, secondo me, correttamente da un punto di vista filosofico è,
uno, togliere tutti i mezzi di fissità che possono creare questa risalita,
due, cercare di fissare, mettere anche protesi per ridurre il rischio di problema sul pilastro diaframmatico
E tre, cercare di fissare lo stomaco in addome con la gastropessina. Io direi che questi qua sono i tre principi importanti.
Oltre a quello che hai fatto che ridurre l'orificio dietale, che era bello grande.
Esatto, esatto.
Eh, certo.
Va bene, direi che possiamo nebulizzare, un'altra cosa che noi facciamo da quando è iniziata un po' la chirurgia bariatrica, da qualche anno,
E la nebulizzazione con anestetico locale della cavità addominale in questi interventi di upper GI. Non so se serva, se aiuti, se faccia qualcosa, però lo facciamo ormai di routine.
Non metto su un dino nasogastrico e faccio fare alla fine dell'intervento dall'anestesista una fiala di Levopride in 100cc di fisiologica, in maniera da stimolare comunque lo svuotamento gastrico, che un po' di stupore ce l'ha sicuramente legato all'intervento.
e domattina vai da bere
guardando che non abbia senso dal resto
e poi
a pranzo mangia
qualcosa di leggero
esatto
e poi tanto per 10-15 giorni
mangia una cremosa morbida
quindi non è che possa
mangiare chissà che cosa
e solitamente
o va a casa domani nel pomeriggio
o sabato mattina
ma io in questi casi
non è che abbia fretta
di metterle
l'importante è vedere che tutto sia a posto
che vada bene e che non ci siano problemi
poi non è il giorno più giorno in meno
che mi cambia
e quindi non fai nessun transito
no
perché sentivo prima Morino
ha fatto una L
diceva che lui come tradizione lo fa anche se non era molto convinto
neanche lui ha sentito
noi non lo facciamo più
perché in effetti
le volte che capita la cosa
non trovi il problema con il gastrografin
una volta io facevo
anche io di routine
sia nella funzionale
che nei bariatrici
adesso è da qualche anno che non la faccio
né nei funzionali né nei bariatrici
perché alla fine abbiamo fatto tanti di quei transiti
inutili che se hai il problema
ti accorgi prima
del transito
non è che fai il transito per il problema
se hai il problema ce l'hai
e lo fai in altro modo
fai un attack transito
hai un atteggiamento diverso
assolutamente d'accordo
poi c'è anche la clinica
di solito non è che sta proprio
brillante
non chiederti
invece tu non l'hai mai usato anche per le
reti assorbibili
fissate con la colla o simili?
no
voi avete esperienza?
no però mi chiedevo
no no no
va bene
Sì, direi che sono soddisfatto del... No, più che altro quello che io dico sempre, cioè, il problema in questi pazienti è l'indicazione, però quello che tu scrittevamo già all'inizio, i sintomi, non i sintomi, mandatemi come non rispondere alla terapia, cioè questa non deve essere etichettata come non rispondere alla terapia.
Era un problema d'ingombro meccanico di una voluminosa ernie natale tipo 3 ed è per quello che non rispondeva più all'inibitore di pompa o al resto. Quindi secondo me il tipo di trattamento fatto e tutto potrebbe effettivamente trarre un giocamento importante.
Va bene, l'altra cosa che faccio è bipolare, perché ovviamente è già successo che hanno sanguinato i trocar nel posto operatorio, quindi uscendo faccio un'emostasi sui siti di introduzione.
Comunque sono assolutamente d'accordo con te che il problema è sicuramente un problema di indicazioni ma di considerare anche fattori magari non proprio standardizzati.
Io ti dicevo che un paziente adesso da trattare è sintomatico, ma con l'aggravante che questo è un culturista, quindi questo si spara il crunch addominale, lo squat e quindi lo stomaco gli esce dalle orecchie.
Sì, gli arriva alle orecchie molto probabilmente. Esatto, esatto. Va bene, va bene. Grazie a tutti davvero, è stato un piacere operare con voi, essere commentati, parlare, discutere, è sempre un piacere davvero. E poi mi ha fatto Marco, sono contentissimo, non che tu sia a casa col Covid, ma di averti sentito in ogni caso, almeno una volta all'anno che ci sentiamo, che riusciamo a parlare un attimo. Grazie a tutti.
Andrea, grazie a te, sei veramente esemplare, come sempre. È stato un piacere veramente sentirti e vederti. Grazie tante.
Grazie a voi. Ci vediamo a Roma, perché stasera arrivo a Roma, quindi chi c'è ci vedremo domattina sicuramente in sala.
Allora ci vediamo perché io sono a Roma.
Buon lavoro anche a te, ciao Andrea.
Grazie, ciao.
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