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22° CORSO INFERMIERI SALA OPERATORIA Formazione, qualità, innovazione: la nuova anatomia della sanità Governance e innovazione in sanità Prof. Pepino (Napoli) – Digital Twin: modellizzazione e simulazione dei processi come Strumento di Supporto alla Decisioni
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Quindi adesso introduco il professor Pepino che da sempre si occupa di temi, in particolare quello di oggi è il tema della simulazione, quindi quello che ci permette di simulare in modo molto realistico e puntuale un ambiente, un laboratorio di analisi, un blocco operatorio eccetera e quindi prendere e testare delle decisioni, non lo posso fare, aspettate che chiudo una sala operatoria, la riapro, ne costruisco una eccetera, magari svuoto il reparto con dentro i pazienti, ma lo posso riprodurre in un ambiente protetto.
Lo fa da anni, anch'io l'ho fatto anni fa, adesso è più modaiolo dire che si chiamano Digital Twin, ma sempre quello è.
E quindi sono strumenti di supporto alla decisione.
Grazie prof.
Grazie, tra l'altro ringrazio Matteo perché mi ha dato un bel assist per introdurre la mia relazione e mi fa risparmiare un po' di tempo.
perché credo che abbiamo abbastanza capito che cos'è un processo, quindi a questo punto è quanto sia importante descrivere un'attività in un modo formale.
questo è fondamentale perché deve partire anche nella testa degli infermieri
che c'è il concetto, il problema della misurazione
della descrizione quantitativa
e il passaggio successivo alla descrizione del processo è la simulazione
la simulazione è quella tecnica che ci fa vedere il processo mentre funziona
e quindi non ci limitiamo a descriverlo o a misurarlo
ma lo usiamo e questo è importante perché ci permette di prevedere quello che accade,
ci permette in caso di formazione di dare un contenuto più vivo.
La simulazione fa vivere il processo, quindi sostanzialmente la simulazione è qualcosa che è una rappresentazione di un sistema reale.
Questo è tutto. Ora andiamo avanti rapidamente. Perché usare la simulazione? Perché io voglio poter testare qualcosa senza doverla avere fisicamente? Perché la voglio usare per fare formazione? Perché voglio vedere come migliorarla? Come migliorare il processo reale?
vado rapidamente
ed è indispensabile
quando il sistema che io adopero
è un sistema costoso
su quale io non lo posso mettere in mano agli studenti
non posso farci le prove
i settori di applicazione
sono i più ampi
naturalmente la simulazione si usa da sempre
in settori, ad esempio, dei simulatori di volo
in industria
adesso da una decina d'anni
una quindicina d'anni la usiamo molto
anche per le applicazioni mediche. Ora in questo momento parliamo di simulazione organizzativa
perché voi la simulazione la conoscete come i manichini, anche lì invece di avere una persona in carne e ossa
posso usare il manichino. La simulazione organizzativa significa invece di andare a giocare sul sistema organizzativo
perché dove se sposto un infermiere o cambio qualcosa nell'organizzazione succedono danni
quindi io devo provare prima in modo da poter verificare quali sono i benefici dei miei cambiamenti.
E li chiamiamo digital twin di processo perché possiamo trovare dove alla fine diremmo come si può agganciare una simulazione al sistema reale
in modo che il simulatore diventa una descrizione viva di quello che è il sistema reale.
Io vado di fretta ma spero che mi riuscite a seguire.
Non vi devo spiegare cosa sono i modelli organizzativi, è quello che in buona sostanza, in parole diverse, Matteo ci ha descritto per le sale operatori,
quindi sostanzialmente è una descrizione di quello che accade. Il punto e il limite della descrizione di un modello organizzativo è che per l'appunto il modello organizzativo è scritto su carta,
C'è degli indicatori ma non vive, non funziona e quindi è un grosso problema, non è che è il punto base per tutto quello che è la sfida della sanità, che la stragrande maggioranza dei modelli organizzativi sono frutto delle consuetudini, cioè un gruppo di saloperatori ha funzionato quello in passato, è sempre andato bene così, nessuno si è mai lamentato perché mi devo porre il problema.
Ma questa è la vera questione e quindi non si è nemmeno creata la cultura di affrontare i processi sanitari nell'ottica della modellizzazione e quindi il punto di partenza è proprio cominciare a capire questo perché i modelli organizzativi vanno progettati, non sono frutto di una consuetudine.
e quando ci poniamo questo cerchiamo di capire anche come migliorarlo un modello
e io comincio a descriverlo, comincio a studiarlo perché comincio a toccare con mano
ma questa è una cosa relativamente recente
che le organizzazioni sanitarie, perché prima quando era l'epoca Matteo Pantalone paga
di fatto non ci ponevamo il problema
ma quando cominciamo ad andare in problemi di controlli, misurazioni
limitatezze di risorse, misurazione di rischio clinico eccetera eccetera
allora quindi mi pongo il problema che io devo migliorarlo perché ho degli
indicatori che cominciano ad allarmarmi. Il principio base è sempre questo
qualunque azione di miglioramento va vista come un'ottica iterativa cioè non
c'è un processo che inizia e finisce, i processi sono continui. Quando noi
capiamo che occorre migliorare noi poi entriamo in un loop dove l'ottica
sicuramente è quello di migliorare un poco alla volta ma continuamente
senza pensare di riuscire a fare operazioni drastiche
e questo in analisi dei processi lo si è capito da tempo
qual è il principio di lavoro base?
che io prima parte devo analizzarlo e quindi qui gioco nel lavoro dei bioingegneri
che devono capire come descrivere il processo
devo creare il modello e poi qui la novità che lo metto in simulazione
cioè lo faccio funzionare
quando io sono riuscito a far funzionare questo modello
e poi vedremo degli esempi semplici
io posso ipotizzare un cambiamento
però quegli indicatori, quelle misurazioni
che prima diventavano un fatto statico
se io le applico sul modello di simulazione
vedo anche come posso cambiare
quindi io posso fare tutte quelle prove
e verificare come il mio sistema migliora
e solo quando io ho trovato che i miei cambiamenti
sono effettivamente efficaci
io li trasferisco sul sistema reale
quindi questo
mi permette di evitare
di avere
uno strumento con cui
gioco per vedere cosa devo fare
per migliorare
la tecnica
io parto da un modello che è la fotografia
di quello che è il mio modello attuale
che è il modello esistente, io faccio la simulazione
dopodiché
una volta che io
ho validato la simulazione
Questo è un aspetto molto delicato, molto complesso, perché io devo alimentarlo con dati reali e verificare se il mio modello corrisponde alla realtà.
Quindi solo quando ho verificato che il mio simulatore riproduce in modo accurato, ragionevolmente accurato, la realtà, posso provare a fare le mie modifiche.
Io da decina d'anni vi confesso candidamente che gran parte di queste esperienze le ho fatte in ambito didattico,
anche attraverso una serie di tesi di laurea, perché l'utilizzo della simulazione organizzativa
all'interno delle strutture sanitarie è ancora una promessa.
Questo prodotto Simulet viene adoperato nel mondo anglosassone in tantissimi ospedali.
In Italia siamo ancora in ritardo, devo dire la verità.
Io mi sono reso conto ieri, ho fatto una verifica, che l'unico corso di laurea in Italia
dove la simulazione organizzativa viene insegnata, la simulazione di eventi discreti,
in un corso di studi di ingegneria biomedica, è Napoli, perché questi temi non vengono affrontati
in nessun'altra università in Italia.
Questa è una cosa che naturalmente non agevola il fatto che questa cultura possa andare avanti.
Cos'è un modello di simulazione di eventi discreti?
È un insieme di variabili di stato che cambiano a diversi stati.
Questa è una definizione matematica che a voi non vi dice perfettamente niente, per cui vi faccio vedere come si presenta.
La cosa importante è che, poiché è un modello che evolve nel tempo, io un'attività che ad esempio prende sei mesi posso farla durare due minuti.
Il che significa che io posso vedere quali sono le rigatute organizzative nel breve, nel medio e nel lungo termine,
grazie al fatto che ho proprio questa possibilità di elaborare il tempo.
gli oggetti di cui è costituito un modello di simulazione sono molto semplici
sono le attività, gli entry points
vi dicono queste cose, forse la cosa più semplice
è che vi faccio vedere un modello di simulazione molto semplice
si basa su questo, noi abbiamo lo start point
che genera dei work items, sono delle unità di lavoro
che è quello meno, che vanno nelle attività
quando arrivano nelle attività, le attività reclutano le risorse
e quindi trascorre del tempo legato a quel tempo che è stato programmato.
E poi quando il work item arriva alla fine io posso contabilizzare quello che è stato l'attività nel modello.
E' più semplice anche, vi faccio vedere un video molto semplice che, ecco, se potete cliccare per farlo partire questo video, grazie,
comunque vi faceva vedere
come praticamente i work item transitava
si pigliava la risorsa
eccetera eccetera
e questo dà il senso visivo
di come funziona il processo
che questo è anche un aspetto importante
perché quando faccio un modello di simulazione
che mi dà dei numeri
perché mi dice quanto tempo stanno in attesa
quanti elementi stanno in coda
quanto tempo ci mette a fare tutta l'attività eccetera eccetera. Io questo modello per capire se funziona o no devo condividere con lo stakeholder. Lo stakeholder per dirmi che il modello risponde alla realtà deve vederlo visivamente, non glielo posso raccontare, né glielo posso descrivere attraverso il foglio Excel, perché il foglio Excel è una cosa perfettamente sconosciuta da maggior parte di voi, viceversa se voi vedete una cosa che nella sua animazione ti produce quello che succede nella realtà, dice sì, succede questo.
E' proprio in questa dinamica che si sviluppa tra l'ingegnere biomedico che è colui che realizza il modello e lo stakeholder e riusciamo ad avere quel team che riesce a poi riprodurre effettivamente quello che succede nella realtà.
Questo è un altro modello ovviamente di tipo commerciale che riproduce ad esempio il funzionamento di un pronto soccorso.
Anche qua avevo messo dei video ma questi purtroppo non si possono vedere.
è chiaro che nella realizzazione di un modello di simulazione
è fondamentale analizzare il sistema
e anche questa analisi è l'aspetto che io cerco di insegnare
e poi vi farò vedere come ai miei studenti
come un modello di simulazione diventa un digital twin
banalmente diventa un digital twin
quando io creo un modello che è la fotografia
che poi posso trasformare in un what if
però io questo modello lo alimento con i dati che vengono dal sistema informativo aziendale.
In questa maniera questo ESIS diventa una fotografia vivente di quello che è il mio modello,
che è il mio sistema organizzativo, sul quale io lavoro come se lavorassi sul mio sistema organizzativo.
E questo da un punto di vista gestionale è il valore in più di questo tipo di tecniche.
Ora, questo tema si aggancia su quest'ultima cosa che vi faccio vedere, i digital twin per la formazione degli ingegneri biomedici, questi virtual secondary agents, cosa sono?
Il problema è molto semplice, nei corsi di ingegneria biomedica io ho una classe più o meno pari al numero di persone che sono in quest'aula, a quale io spiego che loro devono imparare a avere questa relazione con il caposala, col primario, col direttore sanitario, che però non è un mio collaboratore, né una persona disponibile.
Quindi loro questa dinamica, questa relazione, come l'imparano? Allora loro devono imparare a fare questa mediazione che sostanzialmente consiste nel capire come fare le domande e interpretare le risposte.
Ma questa è una competenza che va addestrata. Come faccio ad addestrarla? Mi sono inventato questi virtual second intelligence. Cosa sono? Sostanzialmente sono dei bot che io ho profilato in maniera che loro diano le risposte come se fossero il direttore sanitario, il caposala, il chirurgo, il radiologo, eccetera.
e questi sono profilati, naturalmente non è che posso dare risposte clinicamente, devono dare risposte cliniche assolutamente, ma devono dare delle risposte che nell'impostazione siano sovrapponibili a quello che darebbe un stakeholder reale.
in maniera che gli studenti nell'addestrarsi per fare i modelli di simulazione interrogano questi stakeholder e quindi questo è il bot che sta sulla piattaforma Moodle che io uso e che supporto al mio corso e che vengono interrogati dagli studenti.
Quindi vi dico rapidamente, questo ad esempio è un po' di dati che ho tirato fuori, ovviamente il medico di direzione sanitaria è quello più consultato e questi mediamente sono i feedback di valutazione che hanno dato su diversi parametri gli studenti che hanno adottato questi stakeholder virtuali per poter realizzare i modelli di simulazione che dovevano presentare all'esame.
Quindi questo è diciamo un po' quello che vi volevo dire, speriamo che
naturalmente tutti questi studenti adesso ne partoriamo, sappiate
che ne partoriamo un centinaio all'anno, che hanno un po' di queste competenze
quindi se li chiamate può darsi che vi possano dare una mano nelle vostre realtà.
Grazie, grazie professore. Ecco questo discorso della tesi l'ho citato anch'io
prima i ragazzi
in realtà
in generale tutti, però l'ingegnere
gestionale che si è preso
e buttato in un ospedale, quello che ormai è la figura
che potenzialmente è più vicina
quindi non è biomedico
è un ingegnere gestionale
che razzisticamente
io dico non sono neanche ingegneri gestionali
però in realtà sono interessanti
perché se hanno questi modelli o questi
strumenti e lavorano a fianco
a voi, fanno una bellissima esperienza
perché quanto è complessa
Non c'è nessuna fabbrichetta che tenga. Dal loro punto di vista in fabbrica per migliorare il 2-3% c'è da ammazzarsi, in sanità si riesce a migliorare anche a botte del 10% in un colpo solo con questi strumenti e con la collaborazione del personale.
per cui il fatto anche di aprirsi o cercare di chiedere di avere tesisti vi porta via un po' di tempo, però rimangono dei pilot, delle sperimentazioni, dei risultati che poi possono essere portati al capodipartimento, alla direzione, per scalare, quindi questo è molto interessante, gli dovete dedicare un po' di tempo o dargli dati.
Quello che dico è che noi facciamo continuamente tirocini e tra l'altro i tirocini sono abbastanza severi, nel senso che i ragazzi che vanno a fare il tirocino in ospedale sanno che lo devono fare per lo meno per sei mesi, nel quale portano avanti questo lavoro di sviluppo.
Però quello che ho verificato negli anni è che queste esperienze poi sono formative per loro, ma sono molto formative anche per il personale che ci lavora insieme. Perché lavorando insieme a un ingegnere biomedico, un ingegnere gestionale, a qualcuno che porta avanti un problema di innovazione di processo, insegna agli stakeholder, quindi ai medici, agli infermieri, la cultura della misurazione, la cultura della descrizione delle proprie attività in processo.
quella cultura, tra virgolette, manageriale, che è fondamentale, che certamente non trasforma nessuno di voi, sarebbe grave se lo facesse un ingegnere gestionario, un ingegnere biomedico, ma crea la premessa perché questo binomio, questa mediazione sia efficace,
ed è un qualcosa che entra nelle vostre teste e vi guida nel vostro lavoro quotidiano
migliorando e ponendovi una serie di domande che migliorano il vostro lavoro.
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