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27° CAD anno 2016 Regione Lombardia ASST Ovest Milanese Ospedale di Magenta/Abbiategrasso UOC Chirurgia Generale Società Italian di Chirurgia dell'Obesità e delle malattie metaboliche (Centro di Eccellenza 2016) Direttore Dott. Giuliano Sarro Moderatore: Marco Freschi
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Pronto?
Pronto, buongiorno, benvenuti, ho visto il saluto.
Ciao, sono Sarro, con chi è che parlo?
Ciao, sono Marco Trischi.
Sì, ciao.
Finalmente abbiamo il collegamento, adesso ho una mia dottoressa che vi spiegherà il caso clinico,
Poi vi facciamo vedere la posizione dei trocar e l'intervento. Qualunque domanda volete fare, l'operatore e il dottor Rivolta, che è un mio aiuto giovane, vai.
Dottoressa Rotirotti vi parla del caso clinico.
Buongiorno a tutti. La paziente che stiamo operando oggi è una signora di 41 anni, con un peso di 105 kg per un'altezza di 160 cm, con un BMI quindi di 41.
È una paziente che in anamnesi riporta emicrania, un taglio cesareo e un'appendicectomia.
Nella sua storia ha una tendenza all'obesità fino dalla prima infanzia e nonostante diversi tentativi dietetico-comportamentali non ha mai raggiunto un calo ponderale soddisfacente.
Per questo motivo è aggiunta alla nostra consulenza di chirurgia bariatrica.
Per cui dopo averla valutata e aver ritenuto che fosse una paziente che dato il BMI e la sua storia potesse essere candidata ad un intervento chirurgico, le abbiamo fatto eseguire tutte le indagini del caso.
Per cui dal punto di vista degli esami ematochimici, l'emogastanalisi, l'ECG, l'RX del torace non ci sono stati reperti significativi, la spirometria ha mostrato dei volumi polmonari nella norma, l'abbiamo fatto sottoporre a un'ecografia dell'addome.
La quale ha mostrato un fegato dimensionalmente nella norma con una colecissi alitiasica e viabiliari intraextrepatiche non dilatate.
È stata sottoposta inoltre a gastroscopia con la ricerca dell'helicobacter pylori.
L'esofago è risultato indenne, è stata evidenziata una piccola ernia iatale, il duodeno è risultato nella norma.
abbiamo inoltre fatto il test per la ricerca dell'elicobacter che è risultato negativo
dopo le GDS la paziente è stata sottoposta anche a un RX del tubo digerente con gastrografin
che ha mostrato un esofago nella norma, il cardiaspervio, lo stomaco in sede di forma e volume regolare
anche il piloro e il bulbo duodenale sono risultati nella norma
così come tutte le altre porzioni dell'anello duodenale
Per cui dal tubo digerente possiamo vedere che non è stata confermata l'ernia iatale che era stata riscontrata alle GDS.
Queste sono le immagini.
Dopo queste indagini la paziente è stata sottoposta anche a un controllo anestesiologico,
alla visita ginecologica, l'endocrinologo, la visita diabetologica, la visita dietologica e psicologica.
e visto che non c'è stato nulla osta all'intervento chirurgico bariatrico, la paziente è tornata da noi e alla fine, con la rivalutazione conclusiva, abbiamo posto l'indicazione all'intervento di sleeve gastrectomy.
dimmi quando siamo ok
allora, un secondo vi facciamo vedere
noi partiamo
sempre dalla misurazione
dal piloro, 6 cm
adesso vi facciamo vedere dove l'abbiamo fatta
un attimo, fai vedere
allora, piloro
6 cm abbiamo marcato
e abbiamo aperto la retrocavità
nel punto di Van Goethe
è cominciata la dissezione
la schiettilizzazione dello stomaco
Ecco, utilizziamo un bisturi a radiofrequenza, come vedete, il Kaiman della Esculap,
è una metodica che utilizziamo in maniera standard ormai in tutte le sleeve gastrettomi.
Come sapete noi siamo come un centro di eccellenza della società italiana di chirurgia dell'obesità
e effettiamo tutti i diversi tipi di intervento.
Obiettivamente la sleeve oggi è sicuramente l'intervento più diffuso.
In sala abbiamo i nostri due anestesisti, la dottoressa Dejas e il dottor Cova, che ci seguono in questa nostra attività.
La prima tappa è sempre verso la regione pylorica, dopodiché invertiamo gli strumenti e proseguiamo lungo la grande curvatura,
fino ad arrivare alla liberazione completa dello stomaco, preservando ovviamente la gastroepiploica.
Vedete bene l'immagine?
Sì, ottimi, ottimi.
è uno studio ancora preliminare
abbiamo appena cominciato, abbiamo fatto una decina di casi
com'è a Roma il tempo?
qui è pessimo
assolutamente
come da noi
almeno ci siamo più vicini
questo che sembra un passaggio
un pochino banale
in realtà poi man mano che ci avviciniamo
alla regione
del fondo
è uno dei passaggi più importanti
perché è uno dei trucchi
Tip and trick della sleeve è proprio la liberazione a libro completa dello stomaco con attenzione al fondo perché se no si rischia di lasciare parte del fondo e quindi può essere un problema di non successo dell'intervento.
A questo punto invertiamo la posizione ancora degli strumenti, mano destra con la mano sinistra, in questo caso il chirurgo operatore prenderà lo stomaco e io che sono in suo aiuto prenderò il legamento.
Ovviamente ne approfitto adesso, visto che siamo in diretta, per ringraziare tutti i miei collaboratori e il personale che da stamattina alle 6.30 è qua pronto, nonostante sia una giornata ufficialmente di sciopero, devo ringraziare, visto che già stamattina mi hanno sgridato.
Si fa questo e altro, certo. Devo dire che la risposta è sempre molto positiva. Avevamo in procedimento due interventi, però c'è stato un po' un problema di programma perché eravamo convinti di farlo ieri, per cui oggi sono sovrapposti a una serie di eventi a cui purtroppo non abbiamo potuto rinunciare.
Come vedete là in alto arrivano dei punti importanti che è quello della milza, questi pazienti molto spesso hanno un'ipertrofia del loboepatico sinistro che può dare qualche problematica nell'isolamento.
Una volta utilizzavamo una manina, come tutti, sul fegato, però poi in realtà ci siamo accorti che erano più danni che facevamo che il resto, in realtà quello che ci serve è una piccola tenda a livello del pilastro sinistro, per cui come vedete c'è una Johan in un trocca da 5 mm posto in epigastrio, che poi nel momento clou della liberazione può essere anche d'aiuto per tendere in trazione il fondo gastrico.
Anche in questo caso la milza apparentemente sembra abbastanza attaccata, però andando avanti per strati, come un po' tutta la chirurgia laparoscopica, strato dopo strato, vedendo bene e ricordandosi bene l'anatomia, si intravede il pancreas dietro, vedete?
Sì, molto molto bene.
Vasi splenici.
E da quanto tempo lo usate?
Scusa, non l'ho sentito.
No, scusa, è un altro commentatore che è entrato nel microfono.
E noi dobbiamo lottare nel dividerci i commenti perché siamo tutti in una saletta di fianco alla regia.
Ah, non siete più tutti nel salone principale?
No, in salone ci sono dei commentatori, ma poi c'è un gruppettino anche di fianco alla regia, che è lo zoccolo duro.
Di quelli che lavorano.
Certo.
Ecco, questo è un passaggio un po' delicato.
Viene introdotta sempre una sonda già dall'inizio per svuotare lo stomaco,
Poi la tiriamo, ovviamente in questa manovra è portata verso l'esofago, perché se no ci darà dei problemi.
In questo caso è abbastanza attaccata.
Qui c'è un bel vaso breve.
Io mi ricordo i primi interventi, i primi bendaggi, quando c'erano queste milze, all'inizio dell'esperienza dicevamo che non era possibile fare l'intervento.
in questo caso la paziente non ha una malattia da reflusso
perché ovviamente poi potremmo discutere all'infinito su questa indicazione
quindi non andiamo a vedere lo iato
in caso in cui hai descritto un'ernia iatale
in questo caso andiamo a rivederla sempre
eventualmente posizioniamo un punto o due punti sullo iato
facciamo saltare queste piccole aderenze posteriori
che potrebbero darci qualche problema nel momento in cui passiamo alla preparazione
e alla sutura della sezione dello stomaco.
Ok, come vedete è proprio liberato bene.
Mi tiri un po' il trocar?
Ok, direi che siamo già dall'altra parte, per cui direi che è più che sufficiente.
A questo punto, completata la liberazione dello stomaco,
l'anestesista provvede al posizionamento della sonda, cioè che attualmente è in esofago e viene spinta, esistono diverse possibilità,
ecco un attimo, vedete la sonda che compare e il chirurgo che la viene a spostare e l'accompagna,
gratamente, piano, aspetta un attimo, l'accompagna nella regione dell'antro, basta.
E' importante che la discussione è molto aperta sul concetto del volume, del diametro corretto della sonda.
Diciamo che le ultime linee guida sono tra 32 e 40, non ci sono grosse differenze.
Noi utilizziamo una 32 French, ma non stiamo attaccati, perché tanto è dimostrato che non è che in maniera così importante il volume,
l'importante è che non sia particolarmente grosso.
Nella strutturatrice utilizziamo una Echelon, elettrica o no, in questo caso abbiamo una manuale,
e il primo colpo, data la diversità di spessore dello stomaco, è con una carica verde.
Il primo colpo è molto importante, ci sono i segni che sono stati correttamente della marcatura,
bisogna stare attenti a non chiudere la zona perché una stenosi qua favorirebbe l'insorgenza della fistola monte, quindi dicevamo il paziente è tra virgolette vergine, quindi non un aredo, la prima manovra è sempre con una carica verde nella regione antrale e poi utilizziamo di solito un numero variabile dalle 3 alle 4 per un totale quindi di 5, massimo 6 cariche oro.
Se invece è una reduced surgery, il numero delle cartucce verdi o delle cartucce nere,
secondo se si usa un altro tipo di strutturatrice, quindi con delle clip più spesse, ha la predominanza.
Cambiamo la posizione dell'ottica, perché nel frattempo vi faccio vedere la posizione dei trocar.
Sono una tecnica a 5 trocar, abbiamo un trocar da 5 in epigastrio,
il primo trocar è questo, in ipocondrio sinistro, che è un trocar ottico, facciamo sempre il Verres, due trocar para, che stanno facendo vedere che sono poi para-ombelicali,
chiamiamolo così, para-linia mediana, una a destra e una a sinistra, e l'altro trocar operatore è in ipocondrio sinistro.
In questo momento io mi sposto, mentre prima avevamo questo come ottica, adesso mi sposto quello in ipocondrio di sinistra, in modo tale che la suturatrice sia sull'asse perfetto con la linea che andiamo a fare.
Come vedete, carica oro, entra la strutturatrice che scivola, forse, se si aiuta con la mano, ok?
Come vedete non siamo attaccatissimi, vicino ma non attaccatissimi.
Sì, infatti, notavo proprio questo, che mi sembra invece un ottimo trick per così dire.
Scusa che lo pulisco perché si è appannata, probabilmente è nell'uscita, ok.
dubito anch'io fortemente che lo stare
proprio rasi rasi
abbia un senso anche per il discorso
che dicevi tu di variabilità
già delle sonde
diciamo
esatto, pensa che all'inizio
partivano con una 60 French
Gagne ha iniziato con una 60 French
esatto
poi
come diciamo sempre
noi che abbiamo un'esperienza ormai decennale
in questa chirurgia
l'intervento non è una bacchetta magica
ci vuole tutto il trattamento multidisciplinare
in cui l'intervento rappresenta una piccola branca
quella più a rischio ovviamente
però è una piccola cosa
e certo a noi lasciano la parte rischiosa
in un certo senso meno divertente
perché la tipologia di questi pazienti
sono pazienti particolarissimi
di una ricattezza estrema
Io ricordo un'esperienza maturata a San Raffaele ai primi tempi del vendaggio gastrico, quando ancora sembrava ormai la panacea, di fatto il successo della chirurgia non dipende dal chirurgo, ma dipende dalla corretta valutazione del paziente.
Certo, il concetto della chirurgia Taylor, cioè del sarto, è proprio questo qua, però purtroppo non sempre è così, più delle volte è un problema proprio di errore della diagnostica, dell'indicazione.
Il vantaggio della sleeve è che è un intervento che ti permette di tornarci sopra, quindi in caso di fallimento puoi sempre optare per una conversione a un bypass o un mini bypass.
Noi nella nostra casistica abbiamo circa un 18% di reduced surgery su sleeve, devo dirlo, e le convertiamo fondamentalmente a bypass o mini bypass, con ottimi risultati perché sono interventi in parte malassorbitivi.
Allora adesso controlliamo sotto, andiamo a vedere il nostro passaggio, in questa manovra è molto importante che il fondo resti alla sinistra del paziente, altrimenti corriamo il rischio di lasciare troppo stomaco e soprattutto corriamo il rischio di fare una sutura che non è più lineare ma diventa spiroide,
quindi fattore di rischio per l'astenosi, sanguina ma non ci preoccupiamo, meno male,
d'altra parte con questa tipologia di dimensione del punto questo rischio esiste,
è meglio che sanguini adesso che non nel post-operatorio.
Noi alla fine dell'intervento controlliamo molto questo meccanismo di sanguinamento
portando la pressione del paziente con l'aiuto dell'anestesista a un valore importante,
importante, almeno 140, quale? Quale siamo già sul diaframma, dopo vi facciamo vedere
l'accorgimento che noi utilizziamo per l'emostasi, prima sopra, ok? Ci manca quel centimetro,
lasciamo sempre un centimetro di tessuto perché quella è la zona a rischio, ora guardiamo
Siamo sotto, ok, perfetto, come dicevo prima, stomaco grande o stomaco corto, il numero corretto è dalle 5 alle 6 cartucce, se sono di più abbiamo sbagliato qualcosa, questo almeno nella nostra esperienza che ormai vanta migliaia circa di sleeve.
Siamo un centro di chirurgia generale per cui dedichiamo questa chirurgia un giorno alla settimana e arriviamo a una media di circa 150-180 interventi di chirurgia bariatrica all'anno, interventi che nel nostro centro sono iniziati prima con il dottor Nanni, poi passato all'epoca la paroscopica con l'avvento del dottor Romagnoli che è uno dei nostri maestri, soprattutto sulla sliva.
Come vedete là c'è il diaframma, la suturatrice oltre, leggero trazione per portare via proprio tutto il fondo.
Adesso poi, vedete, non resta praticamente nulla o quasi al di là.
Adesso tutta la linea di sutura viene, è una metodica che abbiamo visto fare da Gagné negli Stati Uniti,
tutta la linea di sutura viene ripassata con delle clips.
clips, in questo caso noi usiamo
delle clip
della Esculap, basso costo
portiamo via lo stomaco
da quella zona
e lo posizioniamo
sotto al fegato, già in posizione
prendendo il fondo
in modo tale che poi dopo
noi basta prendere la regione del pilore
già pronta per portare
l'antrale per poterlo poi rimuovere
a questo punto posizioniamo
le clip, dicevano
da Gagnea, all'inizio devo dire che ci sembrava un assurdo, però poi in realtà i risultati
sono favorevolissimi, nel senso che la percentuale di reintervento nella nostra casistica per
emorragia, poi magari adesso questa sanguinerà, spero di no, è molto bassa, è sotto l'1%
di emorragie e negli ultimi 200-300 casi nessun paziente l'abbiamo riportato in sala, abbiamo
Abbiamo avuto due sanguinamenti ma trattati in modo conservativo.
I trucchi sono il controllo accurato di questa linea di sutura e soprattutto l'aiuto,
e questo deriva molto dall'equip, dall'affiattamento, per che l'anestesista ci porta la pressione a un valore prima del rischio ottimale,
intorno ai 140, non è bisogno che deve andare a 200.
100, attualmente ad esempio c'è 130 su 100, in modo da evidenziare questo sanguinamento.
Nei pazienti che hanno un fattore di rischio maggiore, non è questo il caso, quindi squagulati,
trattamento con Intao o Cardiospirina, facciamo anche sempre una, oltre a questo passiamo
dell'Evichel lungo tutta la linea di sutura a scopo preventivo. Facciamo ancora un passaggio
così, poi togliamo la sonda e passiamo a fare la clippatura, chiamiamola così. All'inizio
dell'esperienza rifacevamo tutta la lunga linea di sutura con una sutura introflettente.
Esatto, stavo proprio per chiederti questo. All'inizio dell'esperienza la facevamo e abbiamo
Con il mio maestro abbiamo avuto una fistola, ma era un problema tecnico, a livello circa terzo medio dello stomaco, risolta ed è stata trattata subito chirurgicamente in risoluzione in 30 giorni.
Poi abbiamo provato a fare solo la sutura del terzo superiore, ma senza apparenti vantaggi.
Negli ultimi, penso ormai quasi 500 casi, non facciamo più nulla, non usiamo praticamente mai battres material sulla suturatrice, anche perché in realtà di evidence based medicine, di dati reali, c'è qualcosa sul sanguinamento, ma sulla fistola siamo ancora abbastanza lontani.
Non so tu cosa ne pensi?
io onestamente
non mi occupo direttamente di chiugia bariattica
però in generale
però in generale seguendo un po'
l'argomento anche un po' per
la pregressa dell'esperienza di cui ti parlavo
io ho visto
poi
guardando anche gli interventi
anche qua da Giorgio Palazzini
insomma tutti gli anni
abbiamo vissuto un po' l'evoluzione
della sleeve
e vi ricordo i primi anni
delle introflettenti
fatto con un ledo stitch
che a me lasciava
un po' perplesso
non solo perché
la struttura è un po' aggressiva
proprio come lo strumento di per sé
è un po' aggressivo
e poi non ho mai capito una cosa
che senso avesse calibrare
una sleeve
con la sonda dentro
quando poi fai gli introflettenti
che cambia tutto
e recentemente
adesso francamente vorrei dire una stupidaggine come certamente correggerete voi, ho letto un articolo, però devo dire che l'ho fatto durante una notte di guardia, un momento di pausa e quindi forse non ho capito nulla, un articolo in cui addirittura si evidenziava che le discienze sono associate proprio anche a un maggior rischio di discienza associato alla sutura introflettente.
infatti non la fa praticamente
non la fa quasi praticamente nessuno
almeno che tu non hai un problema intraoperatorio
questo è un altro discorso
però di routine no
perché poi è un po' il concetto
che se tu utilizzi lo stesso concetto
anche nell'altra chirurgia nel colon
cioè nello stomaco
nella stessa chirurgia laparoscopica dello stomaco
noi non la facciamo mai perché devo farla qua
adesso puliamo
un attimino la sutura
certo io estenderei addirittura
il discorso proprio a tutto quello che facciamo, spesso che facciamo delle cose
in chirurgia aperta diverse dalla chirurgia laparoscopica, non ho mai capito perché
tutti i miei colleghi quando fanno la pedicetomia aperta, ormai per me
fortunatamente in pochi casi affondano il moncone, non è che si collassa
o che forse il tabacco, è una cosa che anch'io sono smesso di fare.
certo
la chirurgia laparoscopica
sicuramente ci ha permesso di valutare
anche altri concetti
cioè di provare delle cose nuove
e quindi dico se non lo faccio
perché devo farlo
no ma anche perché alla luce
un pochino della cosiddetta
tra virgolette rivoluzione della fast track
io ho imparato un po' a cambiare
un po' la mentalità nel senso che
le cose che facciamo devono avere una giustificazione
esatto
Se non servono, allora è meglio non farlo.
un sondino
in questo caso lo posizioniamo già in fase
nasogastrico
non so, come nel colon
come nella gastrosezione
però se seguiamo
il concetto della fast track
e ci crediamo veramente
questi sono i dati
assolutamente
anche noi
sul colon lo mettiamo già
da qualche anno
ed è veramente
la clinica
il decorso clinico del paziente è completamente diverso, non c'è paragone, no.
Non c'è dubbio assolutamente, infatti io ho discutito con un collega che aveva un'impostazione
magari un po' più, chiamiamola classica, che invece sosteneva l'utilità e ho detto
facciamo una bella cosa, te lo metto, lo tieni due giorni e poi mi dici, e non ce l'hai mica
fatto mettere.
facciamo intanto il verde in docianina
facciamo farlo?
Ilario?
facciamo il verde in docianina adesso
così farlo riusciamo a vedere
no no così
chiamate Ilario
facciamo il verde
e abbiamo finito
ecco tu dicevi che il test con il verde in docianina
lo stavi facendo
dai ne abbiamo fatti pochi casi
una decina di casi
grazie alla Stort che ci aveva dato la colonna
se no in una metodica
Per vedere la vascolarizzazione fondamentalmente, sai che il discorso della fistola potrebbe essere legato a una zona ischemica eccetera, per cui lo stiamo analizzando e vediamo magari poi i risultati, lo stiamo facendo, non ci costa nulla farlo.
questo è una cosa che
un po' con la logica del discorso di prima
adesso ha senso farlo
perché bisogna capire se serve o non serve
esatto
i dati sono un po'
come sempre contraddittori
certo
non ho mai capito perché chi non li trova
non si fa le cose contraddittorie
comunque
sempre in una notte di guardia
mi ricordo un altro lavoro
ma deve essere di centro
forse da Nans of Surgery
dove hanno fatto più di 1500 casi
e loro
non avevano trovato
una differenza
però siamo in una fase preliminare
ancora in tutti gli studi
anche nell'ambito del colon
ecco l'abbiamo fatto
se vedete nel monitor
io sono un amante
delle prestazioni
della storza
Storz Addicted
poi ci sono gli Apple Addicted
se dici così c'è il nostro
tecnico Storz che
comincia già a salire di grado
è già salito di 4 gradini
oggi sono un rompere di scatola
sono un pessimo chirurgo
ma credo di essere
uno più preparato sul video
queste cose qua
ok, un secondo ancora
facciamo vedere
dobbiamo farti
due domande
una prima
non vuole essere
nel caso invece
delle licenze di tipo primo
come voi comportate?
noi facciamo
nel posto di tipo primo
la diagnosi
noi facciamo sempre in seconda giornata
un gastro grafino di controllo
per il transito
non tanto per l'evidenza della fistola
che secondo me molto spesso non si vede
ma per vedere se quello stomaco si svuota bene, se si svuota bene abbiamo sicuramente il rischio di fistula è nettamente più basso.
Poi in caso di una fistula che compare prima, seconda giornata, allora il reintervento sicuramente è per drenare la zona e poi il posizionamento di una protesi,
Perché il problema fondamentale è quella immediata, quelle a dist che compaiono invece a 15-20 giorni, concetto, drenare, il malato deve risolvere lo stato settico, non deve diventare settico, se lo è drenaggio sotto tacco o se non si riesce per via laparoscopica e posizionamento di endoprotesi.
Meno si fa meglio è e bisogna avere una grande pazienza perché poi alla fine con la protesi nel 75-80% dei casi e drenaggio ovviamente si risolve tutto spontaneamente.
C'è qualche autore che in caso di fistola fa immediatamente la trasforma in un bypass, questo poi lascia il tempo che trova, dipende dal paziente.
Sì, questo è una cosa che ho letto anch'io e mi lascia un po' complesso, non solo perché modifica in maniera sostanziale anche la tipologia di provvedimento che si attua per l'obesità,
e poi comunque vuol dire fare un gesto chirurgico che può essere anche complesso in un paziente che ha in corso una complicanza e quindi muoversi in un terreno potenzialmente settico, io la vedo proprio un po' una forzatura.
Sono d'accordo con te, ma poi alla fine noi essendo in mezzo un po' da anni, qualche volta ci chiamano anche in consulenza quando ci sono queste problematiche e il risultato alla fine veramente meno si fa, l'importante è che il malato si risolva il fatto settico, poi con grande pazienza, sono malati particolari, ci devi stare attento, gestione psicologica, tutto quello che vuoi,
Però poi il risultato alla fine lo porti fuori. L'importante è la diagnostica precoce nel momento in cui compare e il trattamento mirato. Perché a volte il problema è che si rivolgono, soprattutto quando l'intervento viene fatto in pazienti che vivono lontano, se non fanno un centro di riferimento, come ben sai è una chirurgia un po' particolare, la gestione del paziente, poi possono succedere delle problematiche che poi non riesci più a recuperare.
Per questo la SLIV non è un intervento facile, nonostante quello che venga proposto.
No, certo, perfettamente d'accordo. Sulla scorta di quella mia piccola esperienza ho trovato l'idea che la chirurgia barriata si può fare solo in un modo benissimo, non bene.
Quindi bisogna essere un gruppo rodato, molto ben calibrato. Dove lavoro io non la facciamo, tutta sincerità, io purtroppo mi sono fatto sfuggire un po'.
C'è sempre tempo, secondo me è una...
No, sfuggire la notizia che mi era occupato e quindi mi sono piovuti addosso dei pazienti.
Abbiamo posizionato un drenaggio che lasciamo per i primi due giorni, poi lo togliamo,
che serve fondamentalmente, oltre che per una diagnostica, ma non è quello,
perché nel momento in cui il paziente ha un minimo dubbio clinico di una fistola,
facciamo l'attacco subito, se c'è una clinica positiva nella paroscopia.
Il drenaggio serve soprattutto per il sanguinamento,
Per evitare che se dovesse sanguinare, che rimanga del materiale dentro, che poi potrebbe, tra virgolette, favorire poi anche l'insorgenza a distanza di una fistola.
Quindi questo è l'unico motivo.
Seconda giornata, se non succede nulla, lo togliamo.
Togliamo lo stomaco dal trocker più basso, semplicemente senza allargare, semplicemente passando.
ci ha insegnato un chirurgo di Bari
di cui in questo momento sfugge il nome
al Palazzini
lo stavamo facendo, noi lo largavamo sempre
con l'elettrobistori, anche la fascia
e lui ci ha detto, guardate che esce sempre
infatti è vero, c'ha ragione
si impara sempre da tutti nel nostro mestiere
esatto, esatto
se volete vedere la manica
aspetta, c'è la Lotti, la telecamera
vi facciamo vedere la
no vabbè, non riesco
questa è la classica manica
con tutto il fondo portato via
ok?
perfetto, ultima domanda
controlli post
cioè come è il vostro
protocollo per seguire questi pazienti?
il nostro protocollo è dimissione in
terza o quarta giornata
poi
vedi che mettendo
semplicemente una joan lì
il fegato praticamente non lo spacchiamo
prima lo spaccavamo sempre, metti la manina, sposta
facciamo la dimissione in terza giornata
viene visto alla dimissione sempre dalla dietista,
che provvede a...
e poi il primo controllo a un mese.
A un mese fa un controllo solo con degli esami ematici,
compresa la vitamina B12,
che a volte vanno in carenza,
che è l'unica carenza vitaminica
che possono avere questi pazienti con la SLEEV.
E poi facciamo i controlli.
Al terzo mese facciamo un tubo digerente di controllo,
sempre esami ematici.
Il primo anno li vediamo ogni tre mesi, salvo complicanze.
Il secondo anno ogni quattro,
e alla fine del secondo anno, se c'è l'indicazione, vanno poi incontro al trattamento plastico post-bariatrico.
Si fa ancora, ha senso ancora fare le profilassi per la colitiasi?
No, noi non la facciamo, però devo dire, se c'è una calcolosi della colecisti,
Gli esami preoperatori fanno sempre una gastroscopia, un tubo digerente, un'ecografia dell'addome e se c'è una calcosia colecisti, se l'intervento va via liscio e la colecisti non è particolarmente brutta, gliela facciamo sempre.
Se è sintomatica lo facciamo direttamente, se invece il paziente dovesse avere a distanza di un anno fa un'ecografia di controllo, se c'è una calcosia colecisti è ovvio che poi va incontro all'intervento chirurgico.
Però il paziente ha perso 50, 70, 80 kg, è passato da un BMI di 45, 40, 50 a un BMI di 28, 30 e come sai diventa molto più semplice.
Noi quando facevamo la diversione bilopancreatica, che facciamo ancora in un numero estremamente ridotto, limitato di casi,
la colicisettomia era la parte più difficile dell'intervento nel paziente obeso.
Non so se era la tua stessa esperienza, ma questo era quello che facevamo.
Esatto. Allora vi ringrazio a tutti, tutto molto chiaro, ottime e bellissime immagini, grazie anche alla colonna.
Però io ringrazierei anche tutti i tecnici che sono qui oggi, che ci hanno dato veramente una grossa mano. Grazie e buona giornata.
Grazie a tutti. Vi invito a legare gli articoli di sicurezza biologica di notte perché se no mi fanno fare 10 notte il mese prossimo.
va bene, ciao ciao
ciao, grazie
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