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36° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE 22° CORSO INFERMIERI SALA OPERATORIA III Sessione Intelligenza Artificiale e Chirurgia scenari possibili Moderatori: G. Giacomini – C. Merzagora IA e Team multidisciplinari R. Marangone, G. Arcidiacono
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Dovremmo avere in collegamento Rosy Marangone, ecco la vediamo.
Buongiorno a tutti.
Benvenuta Rosy, Rosy è la presidente di AICO Friuli Venezia Giulia.
Intanto vi ringrazio e ringrazio il nostro presidente anche per l'opportunità di questo collegamento da remoto.
e come diceva appunto la collega, l'argomento che mi è stato affidato è di parlare di intelligenza artificiale
nei nostri team multidisciplinari, gli obiettivi di questa relazione sono mostrare l'impatto dell'intelligenza artificiale
sulle nostre organizzazioni sanitarie, evidenzando il ruolo di noi infermieri nei vari contesti organizzativi
sia con l'ospedaliero che con lo territoriale e fare una riflessione su quali sono le sfide e le opportunità della professione.
Partiamo velocemente da una carrellata su quella che è stata l'evoluzione digitale nel nostro sistema sanitario
partendo dagli inizi del 2001 con l'istituzione del nuovo sistema informativo sanitario
che dà un pochino l'avvio alla digitalizzazione dei dati permettendo una prima introduzione del fascicolo sanitario elettronico.
Nel 2012 fino al salto nel 2021 col PNRR, in particolare con la missione 6, salute per la sanità digitale e la legge 25 del 2002 che assegna ad Agenas il ruolo strategico di coordinamento, indirizzo tecnico, governance e monitoraggio della trasformazione digitale del sistema sanitario nazionale.
Negli ultimi anni assistiamo a una progressiva implementazione sia del fascicolo sanitario elettronico che dell'ecosistema dei dati sanitari che permette la condivisione sicura dei dati sia per finalità istituzionali che di ricerca che clinici.
Uno sguardo a quello che potrebbe essere il futuro delle nostre organizzazioni sanitarie. Sicuramente degli ospedali che possano avere degli algoritmi predittivi grazie all'analisi avanzata dei vari dati a disposizione siamo veramente sommersi di una marea di dati, però molte volte essi risultano frammentati e non sempre di uso comune per tutti quanti.
una gestione innovativa delle risorse non solo umane ma anche tecnologiche
e un'intelligenza artificiale che sia sempre più calata e integrata nella sanità territoriale.
Nel 2001 l'Organizzazione Mondiale della Sanità fornisce un documento
che dia delle linee guida d'uso per l'intelligenza artificiale in sanità
rivolta non solo ai governi ma anche alle istituzioni e anche agli sviluppatori
in maniera da mettere al centro la sicurezza clinica, l'etica e i diritti umani
raccomanda dei principi operativi, dei requisiti di qualità
e dei meccanismi di responsabilità che possano ridurre rischi e disuguaglianze
Il contesto però in cui ci troviamo ad operare è sicuramente un contesto di crescente complessità dei pazienti con cronicità, con multimobilità, con la necessità di collaborare tra le diverse figure professionali che siano medici, infermieri, fisioterapisti sia all'interno delle nostre strutture operative che nei nostri territori.
Quindi come si può porre l'intelligenza artificiale? Sicuramente con uno strumento per analizzare tutta la grande quantità di dati clinici che abbiamo a disposizione per dare un supporto decisionale a tutte le varie figure coinvolte nei processi e portare a una personalizzazione dei percorsi di cura.
queste sono alcune delle applicazioni nei contesti organizzativi
come dicevo può coinvolgere sia l'ospedale
può essere un'applicazione per una pianificazione di un turno
per una gestione di un posto letto
riduzione dei tempi di attesa
a livello territoriale
anche a livello dell'emergenza urgenza
ad esempio con l'utilizzo di triage e di algoritmi predittivi
che permettono l'allocazione delle risorse più dinamiche
in base alle esigenze che ci troviamo in quel momento.
A livello della crudicronicità, per cui per tutta la parte di dati, di alert
che permettono di dare un avviso, di coordinare i vari componenti dei team multidisciplinari.
Alcuni esempi sono appunto i sistemi di triage automatizzati,
come si parlava del monitoraggio remoto dei pazienti, l'analisi predittiva per prevenire complicanze
quali la riospedalizzazione, quali ad esempio interazioni farmacologiche in pluriterapie.
Però possiamo anche vedere l'intelligenza artificiale non soltanto come una parte tecnica,
una tecnologia, ma anche come una leva organizzativa.
In questo senso lo strumento può essere utilizzato per agire su processi e flussi di lavoro come ad esempio un'automatizzazione di attività amministrative che possono permettere di liberare tempo clinico, di diminuire le risorse o riallocarle in situazioni di maggior complessità.
può supportare e migliorare la comunicazione tra i reparti, può potenziare il decision making gestionale garantendo coordinamento e continuità multidisciplinare.
In tutto questo l'intelligenza artificiale non si sostituisce al nostro team, ma ne potenzia la collaborazione.
Quello che è importante come strumento, in particolare per esempio nei nostri team in cui ci troviamo a lavorare ogni giorno, è la condivisione di informazioni in tempo reale.
molte volte ci troviamo con un'informazione che è frammentata
che magari è condivisa all'interno dell'equipe chirurgica
o medica anestesiologica
noi siamo fisicamente allocati in un altro corridoio
o in un'altra realtà
e non ci troviamo in tempo reale a poter usufruire di queste informazioni
magari con noi ci sono dei tecnici, ci sono degli specialist
e quindi siamo lì che passiamo un'informazione
che magari è frammentata, magari arriva prima, magari arriva dopo e tutto questo ci riporta anche un po' al contesto alla prima parte della giornata in cui si parlava di gestione anche dei costi, non avere un'informazione, una condivisione di informazioni in tempo reale ovviamente non ci permette di fare determinate scelte anche banalmente sull'utilizzo o meno di determinati dispositivi
o sul mettere in campo determinati professionisti che in quel momento possano risultare necessari o meno.
In tutto questo come ci collochiamo noi infermieri? Sicuramente come un ruolo di ponte tra tecnologia e paziente
dove anche noi siamo collegati alle vari algoritmi tecnologici da cui possiamo ricevere degli output
che vogliamo trasformare in azioni cliniche verso il paziente, ma soprattutto siamo i garanti di tutto il processo di umanizzazione della cura, perché comunque il paziente non si interfaccia con un algoritmo di intelligenza artificiale, ma si interfaccia col professionista sanitario che ne sta dietro.
per cui la partecipazione deve essere assolutamente attiva nella valutazione sia pratica che etica degli strumenti di intelligenza artificiale e di esso non è soltanto l'impatto a livello organizzativo ma soprattutto umano.
su come poi verrà percepito dal cliente o dall'utente finale, questo ovviamente richiede
delle competenze digitali, un'alfabetizzazione informatica che forse è una formazione continua
che forse si spera diventeranno appunto parte del nostro profilo professionale.
Ovviamente tutto questo ci espone a una trasformazione e a un cambio di paradigma
ma anche a livello di responsabilità, non solamente delle responsabilità delle strutture organizzative
che sicuramente hanno l'obbligo di scegliere e validare gli algoritmi, aggiornarli perché comunque
la velocità con la quale l'intelligenza artificiale si evolve, forse molte volte i nostri sistemi sanitari
non sono in grado di far fronte, l'obbligo di formare anche il personale, l'attenzione verso l'utente sulla garanzia di utilizzo dei dati e sulla garanzia di privacy, dal nostro punto di vista sicuramente l'utilizzo dell'intelligenza artificiale non deve essere vista come una mera esecuzione,
Per cui sicuramente ci si può esporre a errori di valutazione e a un dovere di verifica, data ovviamente dalle proprie conoscenze di base sull'algoritmo, ma una formazione che deve essere assolutamente continua.
Quali sfide prevederà il nostro futuro? Quello lo sapremo a strada facendo, sicuramente coinvolgeranno più livelli a livello etico e legale come detto fino adesso con linee guida, necessità assolutamente di linee guida chiare per definire quali sono le responsabilità, quali sono le catene decisionali, come garantire la privacy, come garantire la corretta gestione dei risultati.
del dato a livello strategico perché comunque la non accessibilità in generale, come si
diceva, può portare a nuove disuguaglianze, da una parte può essere un incentivo per
raggiungere dei territori più disparati, ma d'altra parte se anche la popolazione
o l'utenza non è in grado di poter usufruire di queste opportunità, ovviamente tutto questo
predispone e pone su due piani diversi. Ovviamente non dimenticando formazione e soprattutto
l'accettazione di questo cambio di paradigma da parte di noi operatori. Alcune opportunità
che ci si possano aprire nel futuro? Sicuramente puntare alla maggiore efficienza e resilienza
dei sistemi sanitari, migliorare il coordinamento multidisciplinare mantenendo il punto di vista
centrale del paziente nell'uso consapevole dell'intelligenza artificiale. Sicuramente
un alleato per la nostra organizzazione sanitaria richiede un approccio critico, multidisciplinare
sulla persona, il nostro ruolo sarà ancora più centrale per fare da tramite tra tecnologia
e il servizio alla persona e sicuramente sarà un futuro multidisciplinare, umano e in parte tecnologico.
Vi lascio con questa piccola riflessione sull'intelligenza artificiale non reorganizza da sola la sanità,
lo fa insieme agli infermieri, ai team multidisciplinari, prendendo i sistemi più resilienti e centrati sul paziente.
Complimenti Rosy per la disquisizione in materia e per la semplicità dell'approccio all'argomento
che sembra abbastanza complesso, non sembra, è complesso e quindi bisogna cogliere le molteplici sfaccettature
Ma si è andata anche oltre alla responsabilità e agli aspetti che magari ci si dedica un po' meno e si pensa soltanto alla fase attiva, come fare, ma non si pensa a quelle che potrebbero essere i risvolti dell'altra faccia della medaglia.
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