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Policlinico Sam Marco Zingona (BG) Direttore Scientifico Prof. Giuseppe Pezzuoli Reparto di Chirurgia Generale e Mini Invasiva Responsabile Dott. Lorenzo Novellino 2° video di tecnica chirurgica laparoscopica APPENDICECTOMIA hanno collaborato: M. Longoni, G. Palazzini, A. Casali, M. Andretta, L. Spinelli G. Faillace, I. Perrucchini, A. Piazzini Albani, M. Vitellaro L. Campanati, P. Stefanin, D. De Benedetti, N. Giuzzi Video di Lorenzo Novellino degli anni 90. Nel video vengono riportati diversi interventi di appendicectomia dove si mette in risalto la tecnica chirurgica che a 30 anni di distanza risulta essere ancora valida.
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supino ed orizzontale. Lo schema ripropone la posizione dell'operatore, dell'aiuto,
della strumentista, del tavolo di servizio, del rec laparoscopico, dell'unità delle
elettrobisturi e dell'anestesista. La disposizione degli strumenti di raccordo prevede che i cavi
per l'irrigazione e l'aspirazione risalgano lungo il lato destro dell'addome e vengano
disposti sul petto del paziente. È la sede più comoda per l'accesso transombelicale. Il cavo di
insufflazione così come la telecamera e il cavo per la luce sono posizionati in corrispondenza
della regione pubblica. Questa sede permette un agevole utilizzo della telecamera sia per la
la visione transombilicale sia per la visione attraverso la fossa iliaca sinistra. Il cavo
elettrico gestito dalla strumentista risale lungo la coscia sinistra del paziente. La posizione dei
tre quarti ha subito nel tempo una evoluzione con diverse successive proposte. Quattro trocars,
tutti in emi addome destro, tre trocars ancora nell'emi addome destro, tre accessi di cui due
due sovrapubici. La metodica da noi proposta prevede un primo accesso immediatamente sotto
ombelicale con un trocar da 10 mm del tipo a vista. Un secondo trocar da 10 mm è inserito
in fossa iliaca sinistra, mentre il terzo ed ultimo, da 5 mm, è posizionato in sede
sovrapubica. Si ottiene in tal modo un'angolazione ottimale di lavoro, convergente lungo ampi
spazi verso l'obiettivo operatorio. Attraverso una piccola incisione sotto ombelicale si inserisce
l'ago di veres e si inizia l'insufflazione del pneumo peritoneo. Si utilizza un trocar del tipo
a vista. Questo trocar consente l'inserimento dell'ottica laparoscopica e quindi di seguire
con visione diretta le varie fasi di penetrazione del trocar stesso con superamento degli strati
anatomici componenti la parete addominale. La speciale punta conica del trocar consente
altresì di evitare dei sanguinamenti fastidiosi per la qualità dell'immagine. Eseguita una
una preliminare esplorazione della cavità addominale sotto controllo visivo vengono
posizionati gli ulteriori troccarsi. Il secondo in fossa iliaca sinistra richiede una particolare
cieco può essere utile una manovra di facilitazione nel superamento dello spessore
peritoneale. Si ribadisce che la visione transombelicale è utile come atto preliminare
per la valutazione del cieco e dei rapporti che esso instaura, ma è dalla fossa iliaca sinistra
che solitamente si riesce a ben visualizzare la regione cieco appendicolare e l'appendice
e una pinza del tipo a papera in quello sotto ombelicale. Una volta identificata l'appendice
essa viene afferrata e trazionata verso l'alto in modo da porre in tensione il mesenteriolo.
Inserita la pinza bipolare nel trocar sovracubico, l'operatore procede, utilizzando la mano sinistra, alla coagulazione del mesenteriolo.
È utile ricordare che l'esposizione del mesenteriolo si mantiene sempre ottimale così da consentire il controllo di eventuali sanguinamenti in maniera agevole e sicura sempre con la coagulazione bipolare.
ombelicale si introduce un primo filo premontato a cappio con il quale si serra la base stessa
distalmente di circa mezzo centimetro rispetto al precedente. A questo punto con la pinza da
presa si afferra l'appendice a circa un centimetro dall'ultimo loop e si procede alla sezione del
viscere con le forbici inserite dal trequarti sovrapubico. La coagulazione del moncone residuo
ha lo scopo di impedire il mucocele e di ridurre il rischio di contaminazione batterica.
Il più delle volte l'estrazione è agevole attraverso la cannula da 10 mm.
In presenza di un appendice voluminosa a causa di un processo flogistico
può essere necessario sostituire il trocar sottombelicale con un trequarti più ampio.
L'obiettivo è quello di evitare comunque il contatto tra appendice e parete.
La ricerca del diverticolo di Meckel viene eseguita di principio.
si parte dall'ultima ansa e si procede in senso craniale,
afferrando il versante antimesenterico del teme.
La toilette del cavo peritoneale e la verifica dell'emostasi sono ottenuti mediante l'irrigatore aspiratore e un palpatore da 10 mm.
La manovra di estrazione dei tre quarti va sempre condotta sotto visione, in modo da garantire la perfetta emostasi dei fori di accesso.
È fondamentale mantenere una geometria operativa che vuole la visione al centro e gli strumenti operativi ai due lati.
Immagine e movimenti convergono con un angolo di 60-90 gradi sul punto operativo.
Da proscrivere invece, tranne che in situazioni del tutto eccezionali, è la realizzazione di uno schema tattico che vede l'ottica su un lato e i due strumenti operativi sul lato opposto.
Infatti questa è la situazione meno redditizia dal punto di vista dell'agilità esecutiva e più sfavorevole per la nostra strutturazione occhio-mani.
Uno degli indiscussi vantaggi della laparoscopia è la possibilità di eseguire una completa e minuziosa esplorazione della cavità addominale.
In questa paziente, ricoverata per una peritonite acuta, si è giunti alla diagnosi di malformazione complessa dei genitali interni con utero di delfo, emato salpinge ed emato colpo destro.
intervento chirurgico d'urgenza eseguito per appendicite acuta catarrale. Anche in questo
caso appare evidente come sempre efficace sia l'esposizione del mesenteriolo con la
da sezione progressiva del mesenteriolo viene affidato il compito di preparare progressivamente
la base appendicolare. Un sanguinamento di questo tipo non spaventa. Come si era già detto in
precedenza la possibilità di mantenere adeguatamente esposto il mesenteriolo garantisce la possibilità
esegue di routine l'appendicectomia per via laparoscopica non è mai stato necessario ricorrere
a dispositivi diversi dalla coagulazione bipolare per ottenere la perfetta emostasi del mesenteriolo
di ottenere in tutti i casi una adeguata preparazione della base appendicolare. Come
nell'intervento ideale precedentemente proposto il tempo successivo è costituito dall'applicazione
moncone prossimale può essere ottenuta più efficacemente e con maggiore sicurezza con
un coagulatore a bottone. La fase successiva dell'intervento prevede l'esplorazione e la
valutazione degli organi genitali interni e infine l'esplorazione e la toilette dello
un raro caso di appendice laterale esterna. Il primo problema di tattica è il trattamento del
mesenteriolo. Appare evidente come questo possa avvenire più agevolmente scegliendo una posizione
dei due strumenti operativi esattamente invertita rispetto a quella ideale. È la mano di destra che
gestisce coagulazione bipolare e sezione mentre alla mano sinistra competono le manovre di presa
e di trazione. Queste immagini ci offrono lo spunto per ricordare come nell'esecuzione
dell'intervento di appendicectomia laparoscopica sia indispensabile l'ottica angolata. Noi
utilizziamo ottiche di 30 gradi così come sia importante che il chirurgo si abitui all'utilizzo
meno favorevoli i passaggi minuziosi e progressivi sul mesenteriolo portino comunque a una completa
acuta purulenta diffusa. È la situazione emblematica delle possibilità della laparoscopia
la paziente minuziosa e prudente esplorazione del cavo addominale come manovra preliminare
indispensabile. Identificata l'appendice cecale che appare interessata da un grave ed evidente
fenomeno di flogosi gangrenosa con perforazione si procede alla cauta e progressiva esposizione
i vantaggi della tecnica laparoscopica per l'appendicectomia. Già in queste immagini
evidente come la toalette del cavo peritoneale sia non solo estesa ma particolarmente accurata.
Viene spontaneo immaginare quale ampia laparotomia sarebbe necessaria per procedere, con altrettanta precisione e facilità, a una identica pulizia della pelvi.
Una volta ottenuta un'ottimale esposizione del mesenteriolo appendicolare, l'intervento procede secondo i canoni e i criteri già precedentemente esposti.
In presenza di un mesenteriolo reso particolarmente ispessito dal processo flogistico, le prese e le coagulazioni bipolari devono essere più lente e più accurate.
estensione del processo flogistico. Esso si estende a tutta l'appendice cecale di cui solo la base
resta indenne. Il moncone appendicolare è comunque sufficientemente ampio da permettere l'applicazione
utilizzato un trocar da 15 mm. La fase consueta di coagulazione del moncone appendicolare residuo
sarà seguita da una manovra accurata e minuziosa di toilette del cavo peritoneale. La pulizia viene
ottenuta mediante lavaggi ripetuti con soluzione fisiologica tiepida di tutti i recessi della
viscerale, l'intervento terminerà con il posizionamento di un drenaggio nello scavo
lineari meccaniche endoscopiche. Un appendice interessata da un fenomeno flogistico necrotico
si rompe. L'operatore procede all'isolamento e alla dissezione del moncone appendicolare
rimasto. Constatata la fragilità della parete appendicolare anche in corrispondenza della
della base si procede alla chiusura della base stessa mediante un'applicazione di suturatrice
grave flogosi appendicolare sono il preambolo per mostrare come possa essere risolta una temibile
complicanza emorragica post operatoria. L'intervento viene portato a termine secondo i criteri
questo paziente per la gravità della flogosi peritoneale e per la sua eziopatogenesi da
perforazione appendicolare verrà posizionato un drenaggio peritoneale. Nel pomeriggio stesso
Nel processo dell'intervento il paziente ritorna in sala operatoria per un quadro di
anemizzazione acuta davvero simile emoperitoneo.
Alla riesplorazione non sembra di evidenziare alcunché in sede di drenaggio, anzi i vasi
epigastrici appaiono apparentemente indenni e ben pulsanti.
L'evacuazione del materiale ematico non risulta facile a causa della presenza di abbondanti
coaguli. Verrà evidenziato il mesenteriolo che risulta perfettamente curato ed emostatizzato
con la coagulazione bipolare. Semplicemente spostando il drenaggio peritoneale si evidenzierà
invece come il sanguinamento derivi proprio da una lacerazione dell'arteria epigastrica
inferiore sinistra. Rimosso il drenaggio sarà ancora una volta la coagulazione bipolare a
a risolvere il problema emorragico.
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