Ottieni il 20% di sconto sul tuo primo ordine con il codice EARLY al checkout. Vedi i piani
Ottieni il 20% di sconto sul tuo primo ordine con il codice EARLY al checkout. Vedi i piani
Ottieni il 20% di sconto sul tuo primo ordine con il codice EARLY al checkout. Vedi i piani
25° CAD anno 2014 Regione Piemonte Ospedale Regina Montis Regalis Mondovì (CN) ASLCN1 Dott. A. GATTOLIN riduzione ernia iatale, iatoplastica diaframmatici e plastica anti reflusso sec. Toupet mini laparoscopica (trocar 3mm)
Questo video non è ancora stato analizzato
Accedi per avviare l'analisi AI o la trascrizione.
Buongiorno, sono Marco Rigamonti da Roma. Temporaneamente devo sostituire il dottor Testa che dovrebbe moderare ma al momento non è disponibile. Io sono la ruota di scorta.
Ah, non credo proprio. Ciao, come, tutto bene?
Ciao, tutto a posto. Grazie della disponibilità, grazie da parte di Giorgio Palazzini e saluti da Roma.
Ci puoi dire...
Sì, grazie a te per il commento. Partiamo dal... che immagini avete adesso voi?
Quelle esterne.
Ok, allora partiamo, parto a presentarvi rapidamente il caso clinico, si tratta di una patologia del giunto gastroesofageo, è una donna di 67 anni con un BMI di 27, ha una storia abbastanza complessa in quanto in anamnesia ha un'ipertensione arteriosa, ha un'artrosi diffusa, ha un diabete mellito,
in trattamento ipoglicemizzante, con le cistectomie appendicite, con un'incisione pararectale destra circa 30 anni fa,
pregressa esportazione di un K mammario con successiva radioterapia, protesi di ginocchio destro.
Voi non potete vederla malata ovviamente adesso perché è coperta e tutto, in realtà ha un'altezza effettivamente non superiore a 1,50,
ha una cifoscogliosi molto importante e effettivamente è una malata che dimostra più dell'età biologica, più dell'età che ha, l'età biologica è maggiore.
Lei ha sempre sofferto da circa 30 anni di disturbi digestivi vaghi, con ogni tanto episodi di disfagia, con saltuari, disfagia acuta anche ai solidi,
ma negli ultimi mesi, nell'ultimo anno fondamentalmente, perché è un anno che la sto seguendo,
questi episodi sono aumentati progressivamente nel tempo, quindi il suo disturbo principale fondamentalmente è una disfagia progressiva.
Ha fatto una gastroscopia e qua vedete anche dalle misurazioni dell'endoscopista che ha una linea Z a 26 cm coniato a 36 cm.
queste misurazioni secondo me
quando vuoi puoi interrompermi
e farmi domande
perché io vado a ruota libera
lo stiamo ascoltando
eventualmente una domanda te la faccio
perché mi preme sapere
sostanzialmente una cosa
ancora non l'hai detto
avete fatto anche una manometria
adesso ci arrivo
sì sì benissimo
perfetto
Allora, quindi ha 26 cm la linea Z, 36 cm il loiato diaframmatico, l'esofago ha pareti elastiche, niente di particolare, l'endoscopista vede già il fondo e parte del corpo erniati in torace, il pilolo è valicabile e il duodeno è regolare.
avanti qua potete osservare il transito in cui si vede secondo me abbastanza bene soprattutto
nell'immagine alla vostra sinistra il tipo di ernia che abbiamo classificato come un tipo 3
una paraisofagea con anche risalita però del dell'esofago e il problema la discussione che
che si possono poi fare e capire se la disfagia è legata alla posizione dell'esofago in torace e quindi dell'ernia
o legata alla strozzatura che c'è al di sotto da parte del diaframma.
Perché la prima impressione che ho avuto io con questo transito era effettivamente che l'oiato non fosse enormemente sfondato
Ma mantenessi in qualche modo la sua incontinenza perché dà proprio un'immagine a clestider dello stomaco.
Avanti.
Sì, Gattolini scusa, ti posso interrompere un attimo solo?
Avrei piacere di passare la moderazione a Marco Barbieri che mi aveva chiesto di parlare con te e di moderarti in funzione del fatto che lui sarà insieme a te a Napoli per lo stesso argomento.
Ah, benissimo, benissimo. Mi chiedeva se potevamo cambiare.
Sì, sì, volentieri. Volentieri nel senso che mi fa piacere anche parlare con Marco, assolutamente.
Benissimo, perfetto. Allora ti auguro buon lavoro.
Grazie.
Pronto?
Sì, sì. Ciao, Andrea Gattolini, ciao Marco, ciao.
Marco Barbieri, ciao. Piacere.
Piacere. Ci vedremo allora a Napoli quindi nella sessione sulle ernie paraisofagee e queste cose qua.
Sai perché io intanto non moderare un termine, non modero nessuno, però appena ho visto operare De Manzini da Trieste ne ha fatta una, poi ne ha fatta un'altra corcione in diretta, in contemporanea, adesso sei tu, mentre peraltro ce n'è un'altra in corso, da Novellino, per cui oggi è la giornata dell'ernia tale di tipo terzo.
Sì, sì, sì. Quindi vuol dire che esiste ed è diffusa, è un argomento effettivamente che vale la pena affrontare. Non so se hai sentito la descrizione prima, perché alcune cose...
L'ho letta, grazie, sì sì.
Ecco, la considerazione mia è che questa donna comunque, a parte di bassa statura,
ma ha una cifo scogliosi molto molto rilevante anche.
E questo secondo me è uno degli elementi che poi favorisce comunque questo tipo di erniazione anche dello stomaco.
Di questo possiamo poi magari discuterne, vedere anche sull'eziologia della formazione di queste ernie
per capire un attimo di più secondo me, su alcune considerazioni che poi farò anche
anche durante l'intervento sul sacco, non sacco, lipoma e queste cose qua,
credo poi sia importante.
Finisco se vuoi la presentazione, così poi...
Certo, scusa.
Allora, no, no, ma...
Allora, ho fatto un attack, in ogni caso,
l'attack in questi casi io la faccio sempre,
perché in certe occasioni di erniazione gastrica, anche completa,
molte volte mi sono trovato anche il colon trasverso, erniato,
trazionato verso l'alto dallo stomaco.
Quindi di principio una TAC, toraco addominale e la faccia, di fatti alla TAC si vede chiaramente questa erniazione che viene misurata di circa 8 cm a livello appunto del transiatale in posizione classica.
A questo punto si è tentato...
Ti interrompo, eccolo qua, perfetto.
E questa è di fatti manometria e PH metria fallite.
Me lo aspettavo, nel senso che fare una manometria nelle ernie tipo 3 è veramente complesso.
Io ad esempio ho fatto manometrie per anni e ho visto che solo in certe occasioni fortunate
si riusciva effettivamente ad andare nella porzione di ernia gastrica che però si rimaneva di solito
sopra diaframmatici, però almeno ci forniva un elemento sulla motilità esofagea.
L'alternativa per questa paziente, ed era una cosa che io facevo ancora fino a qualche anno fa,
è fare una gastroscopia con posizionamento del sondino e quindi poi la retrazione del sondino
per avere questo dato sulla motilità esofagea.
L'altra mia considerazione è che il problema di questa malata e di questi malati è fondamentalmente la sensazione di ingombro a livello toracico, la sensazione di distensione toracica e la disfagia.
E questo voglio chiedere a te, per vedere anche tu cosa ne pensi, di principio io in questi casi preferisco fare una parziale piuttosto che una totale, in considerazione del fatto che il disturbo principale è legato all'ernia, non al reflusso.
Quindi ho tratto l'ernia e parzialmente il reflusso, se mai questa donna dovesse avere qualche problema io preferisco dargli un inibitore di pompa piuttosto che renderla disfagica.
Concordi o no?
Assolutamente sì, ti dirò di più.
Quello che noi portiamo avanti dal 2008 è l'uso del fondoplicatio tailored,
che vuol dire pazienti che hanno sintomi da reflusso e o esofagite nel preoperatorio.
Nei restanti, che sono la maggior parte dei nostri casi, non facciamo fondoplicatio per niente.
che so che
è assolutamente discutibile
ma comunque noi abbiamo follow up
per il momento, a caso mai ne parleremo più avanti
adesso non voglio annoiarlo
abbiamo follow up che ci
conforta per il momento
follow up ha un anno di un numero
limitato dei nostri casi ma che ci
conforta in questo senso
come in letteratura sai che c'è
scritto di tutto e di più
sull'argomento, è certo
però credo che tu sei una via di mezzo
ho capito bravo bravo ma nel senso che a me anche fare una plastica parziale anche
blande tutto in qualche modo concettualmente quello che io voglio poi
vederti durante l'intervento è avere l'esofago sicuro in addome cavità
domina in cavità dominale fondamentale e avere un qualcosa che riesca a fissarmi
l'esofago in questa posizione e secondo me una una parziale aiuta in nel
mantenimento della posizione dell'esofago perché poi vedrai anche col
calibratore cioè mettendole in assi in maniera giusta corretta effettivamente
secondo me quelli su mezzi di contenzione di contenzione in addome di
queste situazioni in cui secondo in cui l'esofago sicuramente un po un po
po' cortino lo è di suo. Quindi la grossa paura è non tanto, se vuoi poi, una recidiva
anche in asse della cosa, ma il fatto che possa recidivare un'ernia torta all'interno
del torace e i reinterventi poi di queste situazioni, io mi sono sempre trovato in
in grossa difficoltà comunque, non sono interventi semplici, credo.
Ed è per quello che nel mio concetto a questa paziente è quello che io voglio garantire
e togliere il sintomo di sfagia fondamentalmente, non provocando gli altri sintomi collaterali.
Mi dicono dalla regia, scusi se mi interrompo, che anche il professor Testa voleva farti qualche domanda
sull'argomento, dalla sala
si si
ti avvertivo che sentirei un altro
sono io
ciao, sono Silvio Tess
ti lascio
lavorare tranquillo perché io sono appena
arrivato dal video forum
mi hanno dato il gelato in mano
adesso tu inizia che poi
discutiamo, ho sentito tutte le
dissertazioni sullo studio
funzionale, sulle considerazioni
che avete fatto
fatto sia sul caso che sull'approccio e sul razionale, quindi direi che puoi andare avanti
con il tuo intervento.
Va bene, quello che io vorrei fare a questo punto, cioè mentre conduco l'intervento,
io faccio delle mie considerazioni sul perché e il per come di certi miei gesti e certe cose.
Io chiedo a te Silvio o a Marco di intervenire commentando in maniera anche perentoria le cose,
se voi siete d'accordo, non siete d'accordo, cosa fareste, cioè in maniera molto libera, secondo me quello che io ritengo utile è proprio, visto che abbiamo la possibilità di confrontarci dal vivo su queste cose qua, oltre che poi a Napoli, nelle varie discussioni.
Allora, ho già fatto una parziale lisi di aderenze che aveva fra omento e parete a destra, dove c'era il pararettale di destra per la colicistectomia.
La situazione che mi si presenta è questa, un oiato effettivamente beante, abbastanza diastasato e come si vedeva all'attack, mentre c'è una risalita secondo me in asse della piccola curva gastrica, c'è un ripiegamento della parte della grande curva gastrica dal fondo e dal corpo.
Quello che io tendo a fare adesso nella riduzione dell'ernia è identificare, vedete cerco di ridurre completamente, è identificare il bordo del sacco erniario lungo la piccola curva gastrica.
intanto tiriamo fuori anche questa parte di stomaco a sinistra, voilà, ecco questa donna ha dei tessuti estremamente delicati, bisogna agire con cura assoluta, ecco qua,
E in questo tipo di intervento io non parto mai se non ho questa situazione, in cui posso chiaramente identificare dov'è il pilastro di destra, che lo vedete lì sotto, e dove immagino ci sia la riflessione del sacco, trazionandomi anche verso l'addome la pleura.
Allora, eccolo lì. Vi è chiaro cosa intendo dire? Cioè, quello che io voglio avere completamente ridotto è questa situazione.
Eccola lì, la riflessione del peritoneo del pilastro diaframmatico, che sarà il limite che io devo seguire per ridurmi completamente e poi asportare successivamente il sacco erniario.
Un'altra considerazione prima di cominciare la distinzione vera e propria è questa, che in questo tipo di ernie, qua dietro, c'è sempre il lipoma paraerniario, che secondo me va completamente ridotto e asportato per avere una riduzione del sacco completa.
La riduzione del sacco completa, l'asportazione del sacco e l'asportazione di questo lipoma secondo me sono le basi fondamentali per ridurre il rischio di reerniazione, di recidiva erniaria in questi casi.
A questo punto solitamente nei riflussi classici io risparmio le branche vagali che vanno al fegato, il discorso è che questa donna è stata operata di colecistectomia già 30 anni fa, quindi questo mi aiuta a fare un po' più di spazio e avere un po' più di visione senza dovermi preoccupare del problema della successiva alitiasi colecistica.
Quello che uso, questo strumento è il Kaiman, che voi conoscete sicuramente, che io trovo...
E parlaci un po' della scelta.
Ecco, adesso vedrete perché in realtà quello che io ho notato è che effettivamente le branche del Kaiman sono abbastanza sottili
e permettono una dissezione fine abbastanza accurata, oltre a darmi una sicurezza nell'emostasi importante.
Di fatti gran parte della dissezione la faccio con una Wattier e il Cayman. Adesso vediamo se confermiamo queste cose durante l'intervento, ma io mi sono sempre trovato molto bene, perché le branche sono abbastanza sottili, senza essere appuntite da provocare danni o altri problemi.
Certo, il problema oggi già qualcuno ha discorso per altro tipo di interventi, per esempio Mario stamattina ha fatto vedere un sorrene e diceva che tenta l'approccio low cost,
Per cercare di dedicare i device alle situazioni di cui si ha veramente bisogno, non sprecare energie economiche. Secondo me questa è una limitazione giusta, però grave che ci viene imposta.
Noi soprattutto in Piemonte siamo in una situazione complessa, il fatto di non poter utilizzare degli strumenti che ti danno fiducia, che ti danno sicurezza solo perché devi guardare il bilancio non è una bella cosa.
Sono parole di un quarto d'ora fa nel mostrare una recidiva di Akalasia del professor Ancona, quindi non dell'ultimo arrivato, proprio visto che stiamo parlando di patologia del giunto.
ci ha fatto vedere un bellissimo film su un reintervento, una reemiotomia con un emifondopricreazio anteriore, una cosa di grande caratura tecnica.
esatto e detto beh però io da alcune domande sui materiali utilizzati
io dico che è meglio che la smettano
il chirurgo deve usare ciò che lo fa stare tranquillo
quindi con il caiman ti trovi bene
è giusto che tu usi il caiman e non la bipolare o l'uncino o quant'altro
solo perché costano meno
questo è un problema che però diventerà sempre più pressante
sono d'accordo, il discorso è anche questo
io arrivo da una scuola in cui si faceva molta attenzione all'utilizzo delle risorse
e quindi nella mia testa è rimasto assolutamente questo concetto
di utilizzare al meglio le risorse che uno si ha, visto il contesto, visto tutto
però io mi chiedo anche, io utilizzo il Cayman per fare questo tipo di intervento
va bene, spendo quel tot in più
rispetto a usare il solo crochet
va bene
ma se questa malata domani
o al massimo dopo domani
è a casa
e se questa malata, conducendo l'intervento in un certo modo
non ha più i suoi problemi
non ha più bisogno poi
eventualmente dire
non avrà recidive di niente
il costo sociale reale
mi diminuisce di questa malata
assolutamente
anche lì il fatto del rispa
il fatto del risparmio
non del risparmio
bisogna anche contestualizzare un po'
il mondo in cui siamo
io credo, non sono quei soldi del Cayman
secondo me non sono soldi
sprecati
non credo che oggi
forse qualche anno fa
nei momenti del boom
abbiamo forse
esagerato un po'
io sono più un ragazzino
ho visto anche quando
quando non si badava a spese, come si suol dire, ma non si badava a spese solo per sperimentare,
per provare cose nuove, 10-15 anni fa, quando la Lapa è uscita violentemente alla ribalta, 20 anni fa,
per cui le sale operatorie sono molto cambiate, però io credo che qualunque chirurgo degno di questo nome
Si preoccupa anche di gestire i costi e quindi se usa lo strumento lo usa perché ne ha bisogno e non perché è un vezzo e tantomeno perché ha un doppio fine. Non credo che ci sia nessuno che fa cose. Se è una persona seria e per fare questo mestiere bisogna essere abbastanza seri.
se no si ne fa un altro
esatto, ormai secondo me la serietà
non si può più mettere in dubbio
su certe cose, su certe scelte
sono anche finiti
anni in cui effettivamente
si faceva per sperimentare, per vedere
ormai ci sono
le cose talmente codificate
che se anche
lo strumento mi serve per ridurre i tempi
operatori e ridurre
i tempi di sala operatoria
il costo di una sala operatoria è di 400 euro all'ora
Ora, se io ridico di un'ora, mi sono già ripagato lo strumento, no?
Cioè, anche questo tipo di ernie, che sono ernie complesse,
è un intervento, secondo me, complesso, che bisogna conoscere bene e tutto.
Effettivamente, se condotto in un certa maniera, diventa più agevole.
Diventa più agevole e migliore il risultato, sicuramente.
Io di questo ne sono convinto.
Quello che volevo farvi vedere è questo.
Adesso vedete che siamo già, secondo me, arrivati sulla V dei pilastri sotto,
Soprattutto perché di qua parte poi il pilastro di sinistra.
Questo era il lipoma che vi dicevo che c'è sempre a questo livello,
che secondo me, vedete, tirando, seguendo il piano del lipoma,
effettivamente si mantiene la circolarità del piano del sacco che avevo trovato prima.
Certo.
E questo è un momento fondamentale perché, a dire la verità,
me l'aspettavo un po' più complessa questa cosa quest'ernia,
visto il soggetto, visto tutto
si veste anche
le parti
però molte volte io mi sono trovato
con una risalita
dell'arteria gastrica sinistra
piantata magari a livello
dell'oiato
e entrare nel grasso
o nel lipoma voleva dire
rischiare di prendere
o sezionare involontariamente
dei rami che nascono dall'arteria gastrica
sinistra per la piccola curvatura gastrica
verso il cardis
e un sanguinamento
quando non c'è ancora mobilizzazione
quando non si ha spazio
può diventare difficile da controllare
in questa sede
solitamente quello che io faccio è
a questo punto, vedete che
inizia la circolarità anche verso sinistra
della dissezione del sacco
la pleura
è lassù
e vedete che secondo me
io sto portando via
insieme alla riduzione dell'ernia anche il sacco
perché questo è tessuto mediastinico
pulito senza sacco è già venuto giù il sacco condivido adesso quello che io faccio solitamente
approcciare anteriormente cioè mantenendo la circolarità vedete eccola lì la pleura
se vi sta bene ecco la riflessione pleurica quello che io cerco di fare adesso ok mantengo
Tengo la pleura da una parte e asporto il sacco dall'altra.
Ok, Claudio?
Già che abbiamo un attimo, vi presento anche i miei due collaboratori che mi stanno aiutando nell'intervento,
che sono Claudio Dezzani, che è il mio aiuto anziano di reparto,
che anche lui ha esperienza laparoscopica ormai da anni, un po' il mio braccio destro,
e il dottor Rimonda, che è all'Optica, che diciamo che è uno dei giovani del reparto,
che a me farve molto piacere continuasse su questa strada che ha intrapreso la paroscopica
che ha delle caratteristiche molto positive. Ringrazio anche gli anestesisti che in questo
momento mi stanno tenendo addormentata la malattia in maniera ineccepibile, che sono
il dottor Viglietti che è il primario dell'anestesia e la dottoressa Bignone che è il suo aiuto
con cui collaboriamo, con cui abbiamo standardizzato molte cose in questi anni.
Per l'aparo la collaborazione, il feeling con l'anestesista è indispensabile, senza questo se hai anestesisti che hanno una visione diciamo differente, non puoi fare l'aparo a certi livelli, su certi malati, ci vuole una preparazione specifica, quindi sei fortunato.
Esatto, sì assolutamente e non solo, anche quello che io dico sempre, l'equip infermieristica che va dalla strumentista, gli infermieri di sala che partecipano, che tengono l'attrezzatura laparoscopica in un certo modo, che gestiscono anche durante l'intervento l'attrezzatura laparoscopica, si può fare la laparoscopia di un certo livello solo se si hanno queste condizioni.
Ormai in chirurgia un uomo solo al comando in pratica non esiste più, esiste sicuramente un chirurgo più dotato e uno meno dotato, uno più sicuro, uno più prudente, però l'equipe è fondamentale.
Anche perché la tecnologia è in continua evoluzione e ci vuole anche la collaborazione del personale infermieristico e per manutenerla e anche per aiutarci nelle scelte.
Perché qualche volta capiscono molto meglio gli strumentisti di noi che uno strumento va bene, uno strumento delicato, troppo delicato, richiede troppa manutenzione, allora uno può cambiare idea.
E' ovvio che una volta ero un giovane chirurgo, c'era il cestello di ferri, di ferraccio, stava in mezzo alla sala, si prendeva lì, era un'altra chirurgia.
Era un altro modo di lavorare proprio.
Era anche un altro modo di lavorare, altri strumenti.
Ma non con vantaggi e svantaggi, ma secondo me lavorare così ogni giorno...
Chissà come facevamo.
No, quello che volevo farvi vedere è questo, che in realtà, secondo me è abbastanza chiaro che il sacco, effettivamente, adesso passando sul versante anteriore, si vede chiaramente da si...
C'è il plastro di qui.
Esatto.
E beh, succede.
Ma quello che dicevo prima, ha dei tessuti e sto usando pinze da 3 mm, molto delicate, molto fini, ma mi suggerisce Rimonda che in realtà lei per l'artrosi prende cortisone, quindi effettivamente, ok, però vedete la circolarità del sacco, io riesco a tirare fuori completamente il sacco e se non ho questa situazione qua, una riduzione completa, non ce l'ho.
l'altra cosa che cerco sempre di fare
che mi riesce ogni tanto sì ogni tanto no
è di mantenere comunque un filo di peritoneo
sul pilastro diaframmatico di sinistra
in maniera che nella chiusura del pilastro
poi effettivamente ci sia un piccolo
rinforzo
dato dal tessuto peritoneo
e direi che è preciso
lo strumento è anche sicuro
si no
uno fa l'invito dove crede
e poi a quel punto
si può iniziare effettivamente una dissezione
e proseguire
adesso riprendo meglio
faccio meglio la presa
che mi è scappata leggermente
ecco qua
e sei quasi
ti stai ricongiungendo
esatto
poco per volta
poco per volta
il camera mi dà
come una saldatura
praticamente
del
del ceritoneo
che è un
un buon effetto
un bel effetto
ok
e qua
ho riuscito a ricongiungermi
non mollare Claudio
no no
tieni da lì
tieni da là, come prima
ok, rimettiti in posizione di prima
ok
ecco qua
qua mi sono ricongiunto al piano primitivo
che ho isolato
a destra
adesso quello che c'è da fare è completare
la dissezione togliendo
mettiti così Claudio, se riesci
dove sono io adesso
passa da sotto, benissimo
ok
ditemi se voi fareste dei passaggi diversi
o se il vostro approccio in qualche modo
è differente
per quello che è la mia esperienza no
no
concordavo anche prima
ti ascoltavo perché non ero ancora intervenuto
sulla
scelta di chi
operare, come operare
perché operare
perché c'è stato un momento
che basta che uno avesse
il gurgitino pensavamo di fare a tutti
la plastica
antireflusso perché era la paroscopia
Bravo, bravo, quanti problemi.
Un approccio, esatto, e poi magari avevi i grani perché il paziente non stava bene, insomma, quindi bisogna ragionarci bene, bisogna avere anche dei, come posso dire, un supporto clinico strumentale sicuro, ecco, che ti dà le risposte e te le dia con una certa certezza.
nella patologia funzionale
è quello che tutti dicono
è vero
l'indicazione è quella che ti dà il risultato
non c'è scampo
secondo me no
è una malattia funzionale
quindi si
mi deve dare dei disturbi tali
per cui io richiedo
la tua valutazione come chirurgo
e non mi dico che mi devi garantire
il risultato però
non ho
quella visione un po'
apocalittica che purtroppo
che hanno purtroppo
quelli che hanno un altro tipo di patologie
si
ti dico, io sono stato
appunto a Bruxelles da Colar
e quello di cui mi sono occupato
in quell'anno era soprattutto
un discorso di Redunissen
sui fallimenti e queste cose qua
è un bel argomento
è un bel argomento ma
problemi mica da ridere
ho visto dei casi
finiti in gastrectomia
alcuni perché
irrisolvibili dal promuovo
di fatto queste sono cose che vanno fatte
da gente che ha grandissima esperienza
secondo me non avventurarsi
se non si ha questa esperienza
perché si può veramente
finire nei pasticci
e soprattutto bisogna secondo me prima di cominciare a fare un discorso
di chirurgia funzionale sull'esofago
vedere i problemi, i danni
una volta che uno vede i danni chirurgici
allora secondo me inizia
ad affrontare la cosa in maniera diversa
qua credo sia l'esofago
che si sta liberando bene
ok, mi da da aspirare
chiediamo una pulita, se no poi diventa rosso
adesso
quello che adesso faccio valuterò se effettivamente
la dissezione è completa, cerco di
riorientare il fondo
gastrico e soprattutto
l'esofago per capire
com'è la situazione
vediamo se c'è qualcosa che sanguina
no
ha qualche cosina
anche la dissezione per via smussa
provoca
facilita un po'
qualche gemizio
ma insomma niente di
preoccupante
posso intervenire
assolutamente
credevo che fosse andato via
sono qua che ascolto
avete qualche sistema di sostegno
del fegato a quel livello perché vedo se facciamo vedere questo ha perfetto cioè allora li ho
provati quasi tutti ma tu con la rotolata ne ho provati ne ho provati molti cioè dalla manina
questo quella io trovo che possibile posizionata la garzina all'inizio in questa posizione con
con esposizione dell'oiato corretta, se tutto procede come deve andare, di solito durante l'intervento non si sposta addirittura il tampone,
cioè io rimango nella stessa posizione per tutto l'intervento.
L'altra cosa, visto che avevi chiesto se c'era qualche differenza di tecnica, se è quello che è la nostra esperienza,
noi di solito iniziamo incidendo il peritoneo che ricopre esofago, se si può, da destra a sinistra,
e utilizziamo quello che è il sacco
invece di utilizzare
trazione sullo stomaco che
qualche volta possono dare qualche problema
qualche ematomia
infatti si è formato
utilizziamo come trazione
ho visto però che è molto interessante anche questo approccio
che tu lo fai in pratica posteriore
prevalentemente all'inizio
io ho il rete del pilastro
per me la cosa fondamentale è il pregione del pilastro
da lì mi trovo il diploma
c'è che la degustazione è subito
esatto
Esatto, questo è probabilmente uno schema mentale che ho dalla Nissan normale, quando l'ernia tale è piccola faccio sempre in questo modo qua, però per me, un po' come in tutta la chirurgia, avere dei reperi fissi mi aiuta molto poi nei casi un po' più complessi a ritrovarmi poi, come dico sempre, devo vedere certe cose e allora lì sono tranquillo, se non le vedo...
Ok, qua direi che posteriormente ci siamo quasi. Adesso mi dai una battuta e cerchiamo a questo punto di ricostruire il sacco e tutto qua.
ok e se si vede bene c'è un bel lipoma dietro esatto eccolo qua il lipoma che si vede che mi
aspettavo un po più grosso anche ma tutto sommato ma guarda che ce n'eri dietro vedi che sale sale
su classico ok eccolo lì ecco qua che è venuto bene che si arrende alla fine è il lipoma però
per arrivare sul margine
sottocardiale
al di sopra della piccola curva
per avere libero poi anche il cardio
si fa vedere bene cos'è questo?
sacco
sacco
bene
ecco qua
facciamo saltare col caiman
la cinghia lì
si deve arrendere prima o poi
ma io trovo che
alla fine tutti
L'importante è non aver fretta di arrivare, perché poi facendo i passaggi giusti viene quasi automaticamente la visione.
Vedete che alla fine siamo già passati dall'altra parte.
E un'altra cosa del Cayman, ad esempio, usato così, lo uso come bipolare.
Infatti vedo, è anche bello.
È efficace?
Sì, sì.
Voilà.
l'anno scorso ce l'hanno fatto vedere
a Firenze
con la bistecchina
e insomma cuoceva bene
voi lo togliete il lipoma o no?
ma io per quello che
è la mia esperienza
se non è proprio che mi
fastidisce nel senso che mi fa da ingombro
lo lascio lì
non so se è giusto
o sbagliato
stesso approccio
l'unica cosa è che c'è che hanno di fare la dissezione del sacco
perché quello
A parte la letteratura voglio dire, ma alla fine si vede meglio.
Hai ragione, sono d'accordo.
Difatti quello che a me piacerebbe discutere con voi adesso è questa parte qua dell'intervento,
perché abbiamo tutto il sacco e io solitamente quello che faccio è lo asporto.
Cioè per tutta questa parte qua di sacco, molla pure, cerco di ridurre e di portarla via.
Dopo aver fatto l'ultimo passaggio, che anche in questo caso io di principio faccio,
ed è quello di fare i vasi gastrici brevi. Tu quanto, come, quanto basta, come sale la pasta?
Di principio 4, almeno 3-4 gastrici brevi. Valuto sempre comunque la situazione,
Vedete, ad esempio, tendendo così, io credo che da qua in su sia sufficiente, perché questo mi sarebbe per recuperare anche la parte posteriore, che non si vede ancora, del sacco alla base del pilastro diaframmatico di sinistra, per trovare poi il piano anche per toglierlo completamente partendo da lì.
Quindi io farei così e in realtà una volta, una volta. Quando lavoravo a Cuneo, nel mio primario, mi voleva bene a fare questi interventi, mi aveva obbligato a usare il presente bipolare e clip e non utilizzare null'altro per non sprecare soldi.
Però è utile anche, no? Mi sono reso conto che felice è una roba bestia, è una roba bestia.
Mi sembra che tu abbia fatto una bella esperienza.
assolutamente sì
e a lui devo comunque tantissimo
se non tutto quello che uno ha imparato
quindi
ed è stato anche formativo secondo me
il fatto di riuscire
ad arrangiarsi con quello che uno ha
impari
poi nel tempo uno può scegliere effettivamente
cosa è meglio, cosa preferisce
però
non ci sono dubbi
questa è una parte un po' noiosa
ma secondo me quando poi uno arriva effettivamente alla va prendi bene
alla fine per asportare completamente il sacco bisogna secondo me vedete
liberare quest'angolo perché poi il sacco parte di qua capite cosa voglio
nel senso che è un mezzo, se non si libera, ma come anche nelle nisse normali,
quest'angolo qua, vedete, lo stomaco tenderà sempre a risalire.
Così facendo, liberandolo invece, a questo punto è completamente libero.
Cerchiamo di capire bene, eccolo qua, eccolo qua, quello che volevo vedere, qua.
Devo stare attento e servire.
Ok, adesso cerchiamo di capire bene, sacco, piani e tutto.
ok
va bene
portami di là un po' il peritoneo
così
ecco qua di solito
ci può essere un'arteriolina
che nasce dal pilastro
di sinistra
ok
allarga leggermente Roberto
fammi vedere se è venuto giù
sì, c'è ancora
quel po'
c'è ancora un frammentino
ecco Claudio se tieni così
stavo pensando che non stavo parlando che adesso passo l'esofago la fettuccia
siamo a posto in realtà quello che io vedo è che secondo me quello che ho
toccato adesso ancora parte di fondo non completamente ridotto questo qua piano
potrebbe sì però
la parte posteriore
che è ancora svasato
perché lei ha un esofago
evidente forse un po' corto
quindi
un po' di bracchio esofago
esatto
quindi prendi pure lì Claudio
ma
scusate
non ne sarei tanto
il vago è qua
l'avete visto?
ecco lì
non lo so
allora laviamo
Proverei a mettere comunque la fettuccia
e magari aumentando la trazione
si ha una visione più...
Hai detto un consiglio
ottimo, ok?
Via pure la fettuccia, piano Claudio
perfetto
toglietevi l'inquadratura di quello, bravi
ok, passiamo
mi dà le clip
Se ti vede Borghi che sprechi le clip
per fermare la fettuccia ti sgrida
Allora, allora, allora
ragionamento
costa di più un caricatore di clip o un etb indra addirittura
ma voleva soltanto essere una battutaccia per Felice che è un amico
è così è così ma per dirti ragionamenti ci sono arrivati fino a questo punto
cosa conviene di più le clip o le etb indra
ok prendi pure Claudio che ti ho spiegato un po'
vai perfetto va bene
Cayman lo tiri in alto verso sinistra Claudio così
Così, vediamo se riusciamo a mobilizzare ancora un po' l'esofago qua.
Comunque scende già meglio rispetto a prima.
La fettuccia tira bene.
Vorrei sapere da voi adesso le considerazioni che sono fondamentali sul fatto, adesso sacco non ce n'è più, mezzi di contenzione dell'esofago non ce ne sono più.
C'è ancora questo cosino qua sotto.
Lì sotto un filino, ecco esatto.
ok
questo qua è un pezzo di peritoneo che rimane
ce la fai tenere così Claudio?
e tolgo di qua e portiamo via questo peritoneo
che ci disturba
ridolente
tiro fuori con questo
pulisce e me lo ridà, grazie
allora, adesso ci siamo
questo qui è
cardias o no?
quello che io di solito faccio
allora
verso il basso a destra
e tentare ancora
di liberare l'esofago e cercare di individuare le fibre muscolari dell'esofago per vedere dove
cambiano direzione. Prova a tirare di nuovo verso il basso a sinistra stavolta però Claudio di qua,
che questo potrebbe essere un'altra considerazione che faccio sempre se questa donna ha veramente
poi però un esofago corto la probabilità di recidiva dell'ernia e del
cento per cento quindi però non sembra tanto mi sembra che stia sceso bene
adesso è un bel pezzo ecco quello che io credo che il card sia qua c'è il passaggio
esofago mi sembra che svasi qua che sia qua il punto di passaggio
e che sono riuscito a ottenere che gli endoscopisti digestivi
siano sotto la chirurgia qui a Mondovì.
Quindi sono sotto di me.
Da quel momento c'è stata una collaborazione veramente importante
che secondo me è utilissima, fondamentale in certe situazioni
ed è di aiuto sia per noi che per loro anche.
Quando ho dei dubbi, effettivamente, solo quando ho dei dubbi,
attenzione, come in questo caso,
sulla corretta posizione del cardia chiedo di farmi una lavatura di farmi
un endoscopia per sicurezza perché ripeto c'è secondo me a livello di
principio di concetto c'è fare poi la valva sullo stomaco e non sul sul
cardia e fallimento poi del di tutto l'intervento cioè è il punto che ci
abbiamo fatto tutta sta cosa ben tolto il sacco abbiamo mobilizzato infatti
brevi abbiamo fatto e poi farla sullo stomaco e magari non sull'esofago
sarebbe un grosso peccato per la malattia e per il risultato funzionale e
stavolta vorrà tirare un po di più claudio c'è l'impressione e che svazi
qua fa vedere bene fa vedere bene poi dar bene così che svazi qua però non
Ecco, secondo me il punto potrebbe essere qua, il passaggio fra esofago.
Sì, lì sembra scappanarsi un po'.
Sembra qua, che?
Qua non c'è più sapere.
Secondo me è qua.
Esatto.
Casomai risalire ancora un po' nella discessione.
Per farlo scendere un pochino.
Caiman, così benissimo.
Così intanto Corrado ti prepari un attimo.
Ecco, forse lì dove è sotteso adesso l'anello qualche fibra da dissociare per aumentare la mobilità.
Ok, adesso guardiamo laterali e sinistri, tu vai a destra, eccolo qua.
Anche quello, sì, esattamente.
L'altra considerazione che faccio sempre quando opero è che in realtà col caiman, anche se dovesse aprire la pleura o comunque toccare la pleura, automaticamente me la sigilla, quindi evito anche il problema di dover chiudere in qualche modo la pleura o di doverla trattare in caso dovesse aprirsi.
Ok, vai pure adesso a sinistra Claudio, vediamo se si allunga, sì, sembra dire che adesso è qua, va bene, anche esagerare poi non è producibile, se gli faccio una toupée a questo livello secondo me siamo a buon punto.
quando vuoi Corrado vieni pure giù
ok
quando sei pronto vai giù
negli altri casi hanno fatto la gastroscopia intraoperatoria o no?
no nessuno
nessuno?
no no
sono io che sono un po' insicuro
il professor Montori ha ribadito sempre
ah sempre
bravo
bravo
ok
potete vedere anche l'endoscopia?
si si stiamo vedendo la linea z dove la vedi corrado ha già passato
eccola lì spegniamo un attimo la nostra luce del peroscopio abbassiamo
sembrerebbe qua ok ok ok ok ok stop quindi tu la vedi allora vediamo
l'immagine endoscopica ok quindi io ho l'endoscopio qua lì
ma è dove dicevo io, dove svasa
sì esattamente dove dicevi tu
quindi questo conferma che l'esofago adesso è addominalizzato a sufficienza
già che ci sei mi controlli solo che non ci siano lesioni
scendi un attimo in stomaco al volo e poi così
ok, a posto
vieni pure via Corrado, grazie mille
aspira bene, aspira bene, aspira bene
ok, benissimo
quindi la cosa è qua
facciamo una una truppe una truppe da qua all'angolo disse e direi che la signora può
essere ok adesso lavaggio aspirazione altro problema iato plastica voi cosa fareste il
pilastro sinistro sembra piuttosto consistente quello adesso un po meno io la farei anche punti
staccati
e poi
in realtà il destro è un po' più
esile
un po' meno rappresentato
mentre invece il sinistro è bello
bello carnoso
ma di fatti la mia considerazione
io la faccio sempre
la iatoplastica, sempre
il mio discorso era
se mettere in questo caso
ho messo in alcuni casi
delle protesi riassorbibili
in maniera da rinforzare
effettivamente il
quando il pilastro sinistro è molto debole
come il destro, secondo me può essere
utile. Cosa ne pensate
voi? Una protesi riassorbibile
in vicril
che aiuti
in realtà solo la cicatrizzazione
dei pilastri. Si, si, ti protegge un pochettino
il consolidamento
ma non ho
esperienza quindi non saprei
cosa dire
Non mi sembra che venga una grande azione su quei due pirati, quindi dovrebbe tenere.
Secondo te che dimensione avrà questo iato qua? 5? Alla fine? Un po' meno?
Un po' meno, 4 centimetri.
Pensavo anch'io.
4 centimetri a occhio.
Il nostro cut off per la protesi è 5 centimetri.
Chiaramente è assolutamente presuntivo, nel senso che uno potrebbe dire 3.
il questionario della Seges del 2009
da 3 a 8 centimetri
esatto
e uno dice vabbè
noi abbiamo scelto 5 perché ci sembrava quello più
è meglio star via
poi ci sono delle altre considerazioni
sulla tenuta dei pilastri
su quanto questi possano tenere
in realtà qui mi sembra un po' meno grande di 5
le protesi messe fino ad ora
tanto per dire che la tecnica
non solo nel mondo ma anche in Italia
non è consolidata
sono tutte e tre diverse
o meglio
il professor Crocione ha messo
se non sbaglio perché non lo seguivo
sembrava un polipropilene
fissato in parte
con punti
in parte con secure strap
in parte con
con la biologica
a Trieste abbiamo messo
una protesi dual mesh
composta da polipropilene
e ptfe cioè goretex
fissata con due continue
adesso ho visto Novellino
che ha messo un polipropilene keyhole
cioè chiusa completamente di sopra
fissata con delle
ems cioè con delle
meccaniche
quelle che usavano per le ernie
praticamente
per dire
la disomogeneità
poi anche delle valutazioni
che si possono fare a posteriore nel follow up
perché tre tecniche diverse
fai fatica a avere
un follow up
diciamo omogeneo
sul destino biologico
di queste iatoplastiche
quello che io penso
è che comunque
tutte le protesi anche non riassorbibili
quello che ho visto
a lungo andare danno una fibrosi
dello iato
cioè comunque fibratizzano molto
molto a livello dell'oiato e danno una rigidità locale anche al passaggio dell'esofago.
È vero, secondo me, che riducono la probabilità di riergnazione a livello della vaga.
Un attimo che c'è il professor Montori che vuole farti una domanda.
Scusa tanto se intervengo. Io penso che il pilastro di destra non regga, questo nel giro di pochi giorni è tutto sfilacciato,
quindi io sarei del parere in questo caso di mettere una mesh.
se metti una mesh
sei completamente
diciamo
protetto
perché non la metti?
pronto?
sì sì sì
infatti la mia domanda
era valutare
e adesso sto valutando
in base alla struttura
cosa fare
credo che la mesh
il pilastro di
di destra
di destra non tenga
ecco
si sfilacci presto
allora vediamo un attimo
mi ascolti?
mi senti?
sì sì
tu mi senti?
ok
ecco questa è l'inquadrazione
Io la penso così, scusami.
Sì, sì. Il pilastro di destra sono d'accordo, è quasi nullo. Il pilastro di sinistra è più robusto.
Io metterei la protesi, una protesi riassorbibile però a questo punto, secondo la filosofia.
Mi dà la vaggiaspirazione un attimo. Siete d'accordo o no?
sinceramente
io vi faccio vedere come è questa protesi
la vostra ispirazione
vediamo Aldo Cagnazza che è qua vicino a me
che è un esperto anche briso
vediamo cosa ne pensa
ciao Gattalini
senti io non la metterei
anzi proverei
un sasso
nel senso che
sono convinto e la letteratura
è anche abbastanza
a favore di evitare di mettere per quante possibili le protesi. Nei casi che abbiamo
già visto stamattina c'erano situazioni con un oiatus molto più ampio e meno affidabile
rispetto a quello che attualmente sembra vedersi in questo isolamento. Metterei dei
i punti più ravvicinati
e vedrai il comportamento
alla fine, poi eventualmente
metterei
la protesi
facciamo una cosa
io solitamente passo
un calibratore, quando faccio un isseno
comunque in ogni caso che mi mantiene
passiamo il sondone calibratore
e vediamo effettivamente
quanto è lo spazio della cosa
mi da ancora un punto in prolene
e prepariamo la protesi
ci mettiamo nelle condizioni
Se posso, a casa mia un tipo di iato così secondo me meriterebbe una protesi, però quello che usiamo noi, ma è assolutamente opinabile, è una protesi biologica.
in particolare
quella crosslinkata
che commercializza
la Covidien
quello che stiamo usando
noi da 5 anni
6 ormai
abbiamo un follow up di un anno
che ci conforta
quello che dici
della fibrosi è assolutamente vero
l'uso della protesi biologica
è fatta per creare una fibrosi
che però è
a cura dell'organismo
cioè in pratica è una matrice tridimensionale su cui l'organismo attraverso la neoangiogenesi
determina una fibrosi, che è quella che dovrebbe ridurre la recidiva.
Visto che le recidive in questi casi arrivano fino all'oltre 40%,
è dimostrato ormai ampiamente in letteratura, a livello 1 anche per alcuni lavori,
che se non usi la protesi è più facile che tu abbia recidive.
per protesi però
non intendo quelle riassorbibili
quelle studiate in letteratura
finora sono quelle di
polipropilene
su stato pdf
mi dispiace
ingenerarti dei dubbi durante un intervento
che non è molto
a me fa molto piacere invece
il fatto di avere la possibilità di discutere
perché poi di queste cose qua
magari se ne parla ma non
non vedendo appunto la considerazione sul pilastro, la considerazione di quei...
Certo.
Bisogna considerare tutti gli elementi...
D'antico, certo.
Ok, questa è la situazione.
La protesi in vicril, quella in vicril, mi dà.
Ok.
Possiamo passare la sonda anche?
Allora, malata ben curarizzata.
Ecco, un'altra cosa, io quando faccio passare la sonda calibrante,
il malato, il paziente deve stare...
Scusa, da quanti fren c'è la sonda?
51 questa
quella che faccio passare adesso è 51
cioè 54 e 51
in questa donna uso quella da 51 French
ok
quella presagomata
non c'era
eh?
questo qua
ok
state passando la sonda
non mi dicono adesso che in realtà
quella riassorbibile in vicril
presagomata
Non ce l'abbiamo. Quindi la mia domanda è questa. Adesso passiamo alla sonda.
Posso chiederti la funzione della sonda in funzione della decisione di mettere la protesi o meno che dati in più ti può dare?
O lo passi sempre in la sonda quando fai un intervento del genere?
che d'abitudine io passo sempre la sonda per calibrare la plastica.
Il passaggio della sonda mi dà il calibro dell'esofago rispetto ai pilastri diaframmatici
e quindi quello che io considero sempre è che ci sia un minimo di gioco
fra i pilastri e l'esofago con sonda in sede,
in maniera che non sia troppo stretta la iatoplastica.
In questo caso volevo provare a fare una cosa del genere.
Ci sei? Piano? Ok.
Mi da una...
Ok, benissimo.
Questa è una B o A?
Sì, esatto.
Quindi è a lungo riassorbimento?
È a lungo riassorbimento, esatto.
Ok.
Gira.
I risultati per questa sono incoraggianti,
è tuttora almeno.
Ok, va bene.
Allarga di nuovo.
E questa, appunto,
Essendo a lento riassorbimento, secondo me non dà problemi di cicatrizzazione o esasperato o comunque di fibrosi a livello dell'oiato.
La sonda è in sede, vieni pure indietro Paola con la sonda adesso, quindi il passaggio c'è, sì, ok, lavaggio aspirazione.
Come pensavi di fissarla?
Io solitamente questa la fico con dei punti staccati in vitrile, il discorso è questo, si evita in pratica la frizione sull'esofago per quanto si può, senza chiudere di sopra le due estremità.
Esatto, cioè do la libertà all'esofago di muoversi, mi rinforzo la parte inferiore della V dei pilastri e essendo a lento riassorbimento la cicatrizazione, comunque il consolidamento della plastica e dell'elettroplastica una volta che è già avvenuta poi.
Sì.
Credo, no?
Sì.
Ok, punto di Vicril.
Ok, con me, scusa.
la perfetta dissezione che hai fatto di sotto
dalla parte inferiore dell'esofago
ti permette di
l'hai appoggiata
non fa
quell'effetto di pull up
dell'esofago che poi è quello che può dare
i problemi, è proprio appoggiata
perfettamente, si integra quasi
senza suture praticamente
ma di fatti quello che io vorrei fare adesso è proprio solo dare
due punti di stabilizzazione
senza freddo, adesso vediamo poi come viene
però il discorso è che
fegato sul caudato passando perché vedo che c'è un po di sangue di sotto ok
forbice estraiamo lago va bene lavaggio aspirazione per vedere se un quadro lì
roberto verso fatto qualche pasticcetto io si bipolare ok va bene lavaggio
Il risultato è assolutamente corretto. Il solito problema delle protesi è lo metto, non lo metto, che effetto farà, le cose che ci sono scritte in letteratura.
Sì, di fatti, ma non lo so, a me in questo caso dà l'idea comunque, il fatto che sia al lento riassorbimento, che un giorno comunque non ci sarà più, che comunque mi favorisce e mi rinforza questo pilastro che effettivamente era debole, però mi dà anche una bella mobilità dell'esofago nel passaggio, cioè non mi dà senso di rigidità, anche quando tocco qua.
E' morbida, è un tutt'uno con il diaframma. E se andiamo a vedere anche a sinistra...
Sì, sì, la disposizione è assolutamente perfetta.
Adesso facciamo...
Io personalmente sono d'accordo con tutto quello che hai detto.
Chi sei?
Marco Barbieri.
Ah, Marco, Marco, sì, scusa.
Sì, sono d'accordo, fondoplicatio sì o no, tu la fai, 2,70 hai detto?
2,70, sì, una toupée, parziale posteriore, ma vedrai molto soft come, ok.
In questo caso, Roberto, fai vedere il sacco, il sacco mi rimane, non mi ostacola più di tanto,
mi dà ancora una pinza, vediamo se è il caso di toglierlo completamente o no.
Kaiman
io lo tolgo, siete d'accordo?
sì
sì sì
è una parte un po' noiosa questa
però, ok
voilà, ok, direi che è decisamente
più libero adesso
ok, sondone
scendi un po' col sondone
e la visione che per fare la plastica
che vorrei sempre avere io
è questa qua
dell'esofago che scende verso di me
con il fondo
dove ci sono i vasi brevi legati
che si adagia
manovra dell'asciugamano
si, soprattutto che non tenda
a ritornare
in posizione fisiologica
puoi fare tutto quello che vuoi
come lo strano corriere ok sì ben colorizzata la malata ok ma è pure ok
vieni vieni giù piano ti vedi vieni giù vieni giù piano vieni giù piano vieni
giù piano vai vai vai vai stop sul fatto della sonda cioè anche nelle
nissan classiche a me dà l'idea del fatto che l'esofago sia in asse non ci
ci siano torsioni o twist dell'esofago stesso quando porto il fondo gastrico in questa posizione
e mi aiuta anche secondo me un po' nei punti per essere sicuro del mantenimento della stessa
posizione dell'esofago, non so se lo usate di routine anche voi oppure no, il posizionamento
della sonda, sia come calibratore
che come mantenimento, cioè ha la doppia funzione.
In genere per la malattia del reflusso fai una Toupée o una Nissan?
Una Rossetti, una Nissan, 360 comunque.
Il reflusso classico? Sì, Nissan.
In questo caso... E questa signora aveva, scusa, mi son perso
la parte iniziale, aveva sintomi di reflusso? No, aveva
Deva sintomi disfagici importanti, occupazione di spazio e soprattutto al transito c'era un esofago tortuoso
e quindi il problema disfagico secondo me potrebbe arrivare anche da un problema di motilità esofagea.
La manometria ho provato a fargliela fare, non sono riusciti a farglielo quindi non ho il dato manometrico esofageo
Io a questo punto preferisco assolutamente non rischiare una Nissen ma fare una parziale in maniera che come dicevo prima da un lato mi serve per fissare l'esofago in addome
e dall'altro mi dà una continenza, seppur parziale, comunque una continenza anche per il reflusso.
Avendo 67 anni, dovesse mai sviluppare una malattia di reflusso a quel punto secondo me una terapia con l'inibitore di pompo potrebbe essere giustificata in una paziente di questo genere.
C'è qualcuno che ha esperienza di gastropessi? So che la scuola di Pisa lo fa di principio.
No.
Gastropessi una volta io ne ho fatto una perché effettivamente c'era un esofago assolutamente quasi inefficace dopo interventi su interventi.
e con Colara abbiamo fatto
una
una pessia gastrica
del fondo gastrico, adesso vi faccio vedere anche
lungo il diaframma di sinistra
una pessia completa e tutto
effettivamente il risultato
era stato
accettabile, non l'ho visto
a distanza, cioè l'ho visto
nei mesi successivi, quindi non posso
dire a distanza di tempo
quale sia stato il reale risultato
solitamente confeziono
la toupee in questo modo
c'è tre punti a destra
e tre punti a sinistra senza coinvolgere
né diaframma né niente
a differenza della DOR
in cui nell'ultimo punto prossimale
coinvolgo sempre il diaframma
aspetta non ho ben messo l'ago
fa vedere
se mi orienta giusto Roberto
per la struttura
con nodo extra corporeo
esatto
adesso però
il nodo dico?
è un raider, sì
raddoppiamo questo
ecco, anche sul raider c'è
alcuni sostengono che il raider di per sé
è un nodo che
tiene
per come è confezionato
e tutto, altri sostengono che in realtà
è un nodo scorsoio
può tendere
a mollare nel tempo
po non so voi cosa ne pensate niente non è un dilemma poi intracorpore quindi cioè intracorpore
come hai fatto prima con le colpi col vai che il primo sì sì sì vabbè cioè ma concordo non credo
sia un problema utilizzando sono d'accordo utilizzando il mersilene o utilizzando il
proline no è utilizzando letti ha intrecciato sì sì o la seta forbice va
bene adesso io darei due punti simmetrici
dall'altra parte poi gli ultimi di qua ok punto non ce l'ago dove non ce l'ago
tutto dove tutto ok vediamo solo qua ok va bene
guarda volendo puoi tornare un po indietro con la sonda così indietro si
Sì, vai pure un po' indietro.
Vai, vai, vai.
Vai, vai.
Ok, perfetto.
Va bene.
C'è ancora un pezzo di sacco.
Ok.
Ok, guarda un po' qua.
Simmetrico a questo qua.
270 qua.
Ok.
Spingi nodo.
Ok.
Roberto, mettiti dritto, dai.
Non fare.
forbice
ok
un punto
ok
benissimo
ok
come tecnica di toupee
eseguite tutti più o meno
questo tipo di
di valva o
più stretta, più larga
più lunga
ma guarda, noi non abbiamo esperienze di toupee
perché le due fondopricazze che facciamo sono la nissan quando oppure nella calasia adoro sì ma
ad esempio la toupee the minister con the mister la faceva sempre anche nel quando trattava la
calasia di principio lui faceva la la toupee e difatti l'ho vista all'inizio appunto quando
era fatta da lui e tutto
e effettivamente
secondo me ha lo stesso valore
dici Tom the mister
lo storico
lo storico
perché lui appunto nella calasia
sosteneva in ogni caso che non era importante
la protezione della miotomia
e di principio lui faceva
la tuppe come antireflusso
e la faceva
anche Cuscieri che dove andai
la faceva così esattamente
ed è mister anche
che la faceva così
c'è un 270, c'è un 180
leggermente più pronunciato ma
non eccessivo come
però è vero che sono pochi quelli che
fanno l'oltre per una pinza a togliere questo filo
ok, va bene
gli ultimi due punti
ok, direi che è abbastanza
soddisfacente
ragazzi
il problema è che quando si perde l'ago
quel problema è veramente
allora quella di trieste come hai fatto tu le altre due ti dirò ho visto siccome siccome quella
di trieste l'ho vissuto passare di cagnazzo che erano nissan scusa aiato plastica dicevi
vola nissan non lo so mi sembra che avevano fatto da insieme diceva cagnazzi euro al videoforum e
quindi non ho visto completamente gli interventi, però Ando dice che avevano fatto un Nissen.
Perché avevano dato i manometrici sull'esofago? Perché questa è una cosa a cui penso molto spesso,
cioè il tipo di plastica, se parziale o totale, da fare in questi casi.
E forse faccio la parziale perché anche in una donna in cui ho fatto una Nissen completa
effettivamente auto un problema disfagico importante per cui l'avevo poi convertita
in una in una parziale non so ma a questo proposito in genere se se tu fai una floppy
molto nice scusano molto floppy allora si è quasi ora di andare a mangiare tra l'altro
in genere
grossi problemi
non ce ne sono
anche abbastanza
confortati da dati
della letteratura, poi qui a fianco
c'è il professor Del Genio che in questo momento
non ci sente
che l'ha sempre fatto anche di routine
lo so, nelle calasie e tutto, certo
certo, certo
poi in questi casi con il fondo
gastrico in genere più ridondante
con queste
ernie paraisofagee
diventa più facile
anche confezionare una nissen
molto molto morbida
ok
l'ultimo punto e poi ci siamo
verifichiamo il tutto
e nel posto operatorio come
come ti comporti?
ma
in questi pazienti
con queste grosse ernie
questa notte tengo il sondino
domattina se non ci sono disturbi
tolgo il sondino
e mangiano a pranzo
se vanno bene
non domani ma dopo domani
possono andare a casa
quindi transito
radiologico niente
ecco, no
chi di voi lo fa?
no
neanche noi, neanche te
lo fa
perché anche
Anche una volta mi è successo che non lo faccio mai e non lo farò ancora.
Paziente però, dimesso, a casa, bene, bene, bene, bene.
Torno dopo una settimana per febbre, brivido, guardiamo, tac, raccolta mediastinica.
Ma tutto sommato in buone condizioni, lui non è che fosse una situazione particolarmente complessa.
aveva una micro perforazione a livello della valva, non so se fosse stato un'escara caduta da un vaso breve, ma più a livello, di fatti quello che adesso farò come gesto finale è verificare ulteriormente tutte le cose, vi faccio vedere dove era poi un pochino.
credo che nel posto operatorio
la cosa più importante sia prevenire
il vomito
e possibilmente la tosse
sono i due motivi
perché quello che ho trovato era
a livello della plastica qua
una micro perforazione che è andata a piantarsi
a livello
della V
diaframmatica
e a quel punto ho dovuto
rivederlo
la cosa poi si è risolta bene
però effettivamente è un l'unico caso che mi è successo di questo tipo fino
adesso però può succedere anche questo lavaggio aspirazione di fatti adesso
Ok, vieni pure via Claudio.
Sto venendo giù, eh?
Guarda cosa è successo, guarda.
Ok, va bene.
Allora, fai vedere un attimo.
Seguite me.
Mi dai una pinza?
Ok, vediamo un attimo.
Così, va bene.
Il cendino dov'è? Fate vedere.
Commenti da fare lavaggio aspirazione ancora?
Direi che è un intervento assolutamente corretto.
E anche su quale hai fatto tutte le riflessioni possibili, come deve essere sempre.
Soprattutto perché si tratta di patologie funzionali, quindi la prudenza deve essere massima.
Direi che un'altra cosa che valuto sempre è l'orientamento dell'esofago alla fine dell'intervento.
Mi sembra che sia assolutamente in asse.
Certamente.
Non ci sono torsioni, la plastica si appoggia da dietro in maniera...
Vediamo solo che non ci sia del grasso in mezzo qua, no?
Ok, la minza è lì, va bene, ok.
Non lasci i drenaggi?
No, ok, ci siamo.
Date una gonfiata con uno schizzettone da 60, guarda qua che sangue, una bipolare a forza di prendere.
Bene, non c'è, no no, inizio la presa, ok, lavaggio ispirazione ancora un attimo, ma io direi che l'intervento è finito, adesso vediamo solo di posizionare il sondino.
Grazie, complimenti.
Però a questo punto direi che mi sembra proprio tutto perfetto.
Grazie, complimenti a te, a te, a la Kip e al personale di sala.
Ci vediamo poi più tardi.
grazie a voi davvero
è stato un piacere
veramente, grazie
arrivederci, ciao, a dopo
ci vediamo poi stasera
Chat AI
Accedi per chattare con questo video tramite AI.