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34° Congresso Chirurgia dell'Apparato Digerente, anno 2023 20° CORSO INFERMIERI SALA OPERATORIA AN OVERVIEW OF ROBOTIC SURGERY: Organizzazione -Innovazione -Tecnologia 1° Sessione Organizzazione & Comunicazione È la squadra che fa la differenza: metodi, interventi e tecniche Stefano Salvemme (Abruzzo, Molise, Marche, Umbria)
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Tant'è che la prossima è la squadra che fa la differenza, metodi interventi e tecniche,
ci parla Salvemme Stefano, Salve, Abruzzo Molise e Marchio, un altro giovane,
infermieri che sicuramente ci darà degli altri spunti di ragionamento.
Credo che vada caricata la relazione, ho provato un attimo con il next, vedi se va.
Ma sì dai, ma che differenza fa? Gruppo, gruppo di lavoro, team, team di lavoro,
chiamateli come volete, sono la stessa cosa, è questo l'obiezione che spesso ci viene mossa
quando si parla di un insieme di persone che lavorano un progetto, che lavorano in un'azienda,
che lavorano in un reparto. Gruppo di lavoro o team di lavoro? Sembra una differenza di poco conto,
un aspetto insignificante, ma in realtà il modo, ovvero il nome con cui chiamiamo le cose,
ha un impatto sulle cose stesse, ha un impatto sulla realtà. Nel modo in cui le percepiamo,
nel modo in cui le pensiamo, nel modo in cui ci relazioniamo ad esse e quindi agiamo.
Vigoschi, noto psicologo del Novecento, affermava che chi ci dà il linguaggio ci dà anche il pensiero,
lo stesso pensiero che poi si traduce in linguaggio e in comportamenti concreti.
Avete mai fatto caso a come si esprimono le persone nella vostra azienda?
Ad esempio dicono l'azienda produce o noi produciamo,
l'ufficio si occupa di o il nostro ufficio si occupa di, il reparto ci sono questi problemi
o il reparto abbiamo questi problemi, perché in un primo caso le parole tradiscono quello
che è un certo distacco dal proprio lavoro, nel secondo caso invece ci raccontano un senso
di appartenenza, di corresponsabilità che si tratturano poi in posture e comportamenti
diversi del proprio stare in azienda, è per questo che chiamare le persone che lavorano
insieme squadra, team, equip, parole che significano esattamente la stessa cosa in italiano, in
inglese, in francese, piuttosto che gruppo di lavoro, ci dà la percezione di come le
persone si sentano all'interno dell'azienda ed ha un effetto tangibile di come esse si
relazionano le une con gli altri, il livello di collaborazione e il senso di appartenenza.
È importante vedere presenti questi aspetti, squadra, team, equip non sono la stessa cosa
del gruppo, sono un upgrade del gruppo, sono una versione potenziata ed aggiornata, si
assomigliano molto ma non sono la stessa cosa, non funzionano allo stesso modo e soprattutto
non portano agli stessi risultati. Il gruppo sta alla macchina da scrivere come la squadra
sta al computer, nessuno si sognerebbe mai di chiamare il computer macchina da scrivere
solo perché entrambi condividono la tastiera e servono per scrivere. Se dovessi chiamare
il computer macchina da scrivere finirei per pensarlo ed utilizzarlo come una semplice
macchina da scrivere, ma con risultati di gran lunga inferiori in termini di produttività
ed efficacia rispetto alle potenzialità di un computer. Va da sé che non è sufficiente
chiamare la macchina da scrivere computer perché questa all'improvviso funzioni come
un computer, oppure chiamare un gruppo di persone molto conflittuali squadra perché
che queste all'improvviso e magicamente funzioni come una squadra. Se da un lato è importante
chiamare le cose con il loro nome per impegnarle al meglio delle loro potenzialità, dall'altro
lato è importante costruire un percorso che ci permetta di passare dalla macchina da scrivere
al computer, in altri termini da gruppo di lavoro a team di lavoro. Ma come facciamo
a capire se siamo un gruppo di lavoro o un team di lavoro? Basti pensare a un gruppo
di amici che si ritrova per giocare a calcetto o una squadra di calcio. In una squadra ci
sono ruoli ben definiti e rispettati, in una squadra ci sono strategie preparate e condivise,
in una squadra ci si supporta, ci si aiuta a vicenda. In un gruppo di lavoro se qualcosa
non va si punta il dito contro gli altri, si cercano alibi, giustificazioni, scuse,
capri e spiatori. In una squadra ci si assume la responsabilità. In un gruppo nella realtà
la realtà lavorativa sul lavoro ci si copre a vicenda, non si segnala il guasto, il malfunzionamento,
nessuno fiata o mertà completa. In caso di sconfitta in un gruppo si sottolineano gli
errori e si cercano i colpevoli, in una squadra si analizzano gli errori e si trovano le soluzioni.
In caso di vittoria in un gruppo si attribuisce il merito, si sminuisce il lavoro degli altri,
In una squadra si riconoscono e si distribuiscono i meriti.
C'è ancora un elemento che differenzia la squadra da un gruppo.
La squadra si allena, il gruppo si ritrova.
Della stragrande maggioranza che trascorrono insieme i componenti di una squadra è dedicata all'allenamento.
Solo una piccolissima parte è dedicata alla partita.
Ma in ambito lavorativo la nostra partita è quotidiana.
sia che siamo chiamati ad erogare un servizio, gestire le risorse umane, assistere una persona, eseguire il setup per un intervento video assistito.
Ma quand'è che ci si allena sul lavoro? Quand'è che si condividono le strategie? Quand'è che si ci prepara? Quand'è che si analizzano gli errori e si elaborano le soluzioni?
L'allenamento dell'equipe di lavoro sono le riunioni. Lavorare senza le riunioni equivale a navigare in internet senza aver installato sul famoso computer un buon antivirus.
Certo non è gratis ma nessuno si sognerebbe ogni giorno di non installarlo perché in caso di perdita o di sottrazione dei dati i costi sarebbero di gran lunga superiori all'investimento fatto per acquistarlo.
Le riunioni sono un investimento, non farle costa molto più che farle, perché funzionino, vanno preparate e gestite seguendo tecnologie non improvviste.
La riunione prevede una preparazione, una strategia, la conoscenza delle dinamiche del gruppo, dei fenomeni e delle modalità comunicative, nonché le fasi che un gruppo attraversa per diventare squadra.
Quando è che la riunione serve davvero? In generale la riunione serve quando le informazioni vanno condivise, la riunione può essere tipo decisionale, motivazionale, creativa, informativa e proprio a seguito di una riunione nella mia realtà lavorativa abbiamo deciso di fare squadra, volevamo capire come comportarci in fase di conversione di un intervento robotico.
Era da un breve periodo di tempo che nel nostro centro si eseguivano procedure robotiche e non tutti sapevamo come comportarci in caso di una conversione dovuta a un sanguinamento.
Prendiamo spunto da questo video che stiamo per vedere. La procedura si risolse in maniera abile ma ci fece capire che serviva essere pronti se non si fosse risolta con esito positivo.
Vedremo un piccolo video.
Un primo oggetto colpisce l'occhio della telecamera e un secondo oggetto colpisce l'occhio della telecamera.
Il chirurgo comunque continua nel controllo del muscolo, viene cambiata la visione e riesce ad arrestare il sanguinamento.
Solo in questo momento si può portare all'esterno la telecamera per poterla pulire.
si rientra nel sito chirurgico, si valuta l'emostasi e viene poi portato fuori dal distruttore.
Esatto, continuiamo un secondo.
Esattamente da questo video abbiamo preso spunto, perché in questo caso l'intervento è terminato
dalla tecnica robotica, ma se ciò non fosse accaduto, noi non sapevamo né modi né tempi
in quel momento di un'eventuale conversione.
Quindi decidemmo di fare una simulazione di questo intervento.
e la simulazione che vedremo adesso è proprio una simulazione di nucleazione renale.
Il personale che vedete coinvolto è il personale infermieristico del nostro blocco operatorio.
Può partire la simulazione.
Siamo tutti infermieri, potete vedere nei video.
Non riesco a controllare il salvinamento.
Il crugano a controllo dice che non riesce a controllare il salvinamento.
Il personale di sala chiama supporto in sala.
Il fluggo da l'ordine alla conversione.
Viene adattato il robot.
Viene mantenuta la CO2.
Lo strumentista richiede i collegamenti.
Vengono accese le lampade sceliche, il chirurgo provvede alla conversione in open della procedura
e vengono rimosti i trocar.
Al termine di questo video decidemmo di fare un'ulteriore simulazione perché volevamo
capire in realtà i tempi che impiegavamo per convertire un intervento, quindi decidemmo
di fare una simulazione di un altro intervento che è una prostatectomia radicale in cui
l'assetto di sala robotica è differente rispetto al precedente assetto di sala e la posizione
del paziente stesso sul letto operatorio è differente rispetto all'altra procedura.
Possiamo vedere sempre qui il personale che vedete interessato, sono sempre i colleghi
infermieri.
Il paziente sta a cura.
Il chirurgo della console dice che il paziente sta salutando.
Il chirurgo dice che non riesce a controllare il salivamento.
Viene chiamato in questo caso sul porto in salvo.
Il chirurgo dà ordine alla conversione.
che probabilmente l'ottica è sporca e non riesce a vedere.
Viene mantenuta la CO2, accese le luci di sala, accese le lampade e le scialinche
e viene notata l'irrabbunazione chirurgica.
Si procede alla vestizione del chirurgo.
Vengono fatti i collegamenti, aspiratore e elettrobistoli.
Si procede con la conversione in open.
Da queste due simulazioni abbiamo visto che il tempo metto impiegato per la conversione,
cioè da quando il chirurgo ci dà l'ordine alla conversione a quando incide tecnicamente
la cute, trascorre tra 35 e 40 secondi, in cui vengono accese le luci di sala, in cui
vengono accese le tampa di sciarifiche, fatti i collegamenti, cambiata la posizione del
letto operatorio e allontanato il robot dal sito chirurgico. E da qui abbiamo visto come
la collaborazione, gli obiettivi comuni e i benefici per tutti ancora una volta dimostrano
l'efficienza della squadra. La collaborazione è il punto di forza della squadra, è la
creatività nel risolvere i problemi, idee diverse e prospettive diverse permettono visioni
più allargate dei problemi. Gli obiettivi comuni, il lavoro di squadra permettono ognuno
di concorrere al comune successo. Per questo si è andato a passare dall'organizzazione
gerarchica all'organizzazione orizzontale della squadra. I benefici per tutti, con chiarezza
dei cuori e rispetto degli stessi. Questa diapositiva riassume un po' qual è stato
il nostro intervento, mettendo al centro di questo triangolo la squadra e ponendo ai vertici
il metodo, gli interventi e le tecniche, dove il metodo sono le riunioni. Gli interventi
sono orientati ad analizzare gli errori e ad elaborare le soluzioni. Le tecniche sono
orientate alla progettazione e alla collaborazione per il raggiungimento degli obiettivi. Per
questo possiamo affermare che la capacità della squadra e di far lavorare la squadra
non è innata ma è un frutto di un processo di apprendimento ovvero un'eccessi dell'acquisizione
dello sviluppo di conoscenze e convenze specifiche nell'area della psicologia di squadra e della
comunicazione. Grazie a tutti per l'attenzione.
bravissimi complimenti Stefano
per la bella chiara relazione
soprattutto questa simulazione
quindi ovviamente è già tutto pronto
quando voi iniziate un intervento di robotico
un po' come facevamo un po' nelle video là
anche il kit pronto
eventualmente per conversione
abbiamo avuto
un primo approccio molto rapido
alla chirurgia robotica
è stato formato il personale in maniera molto rapida
e non sono stati formati solo
solo alcuni elementi, si è cercato di dare precedenza un pochino a tutti, ovviando al
turnover di sala, malattie o eventuali problematiche, ma dalla formazione ci siamo accorti che mancava
la fase della conversione, indicativamente sapevamo come comportare un intervento laparoscopico
che per noi era di comune utilizzo fare un intervento laparoscopico, ma un intervento
robotico no, alcune persone non sapevano a cosa era la presenza e chi ascoltare soprattutto
soprattutto in caso di conversione, perché appena un qualcosa non andava
dall'anestesista all'aiuto di sala, al circolante di sala,
chiedevano se l'intervento andava convertito o meno,
perché la tecnica robotica dà questa magnificazione estrema dell'immagine,
quindi un sanguinamento per alcuni è associato a una conversione,
non va a valutare la possibilità anche del chirurgo di porre rimedi a quel sanguinamento o meno.
Quindi ci serviva divulgare come si dovevamo comportare
comportare in caso si dovesse convertire un intervento robotico e la cosa più immediata
e fruibile è stata realizzare questi video, realizzati proprio da noi infermieri con l'obiettivo
di coinvolgere più persone possibile, quindi non abbiamo scelto chirurghi, aiutichirurghi,
anestesisti o altre persone, è stato fatto da noi infermieri per gli infermieri, per sapere
come ci fanno comportare, abbiamo visto la tempistica, abbiamo analizzato le pari tappe
necessarie alla conversione dell'intervento stesso e i risultati si sono visti, anche
che se in realtà le conversioni robotiche non sono state numericamente elevate, ma in quei pochi casi
sapevamo come comportarci.
Altro aspetto fondamentale in queste simulazioni, in queste realtà che accadono, è la tranquillità
che è messa in evidenza, cioè stare tranquilli e sapere tutti cosa dobbiamo fare.
Senza dubbio sì, perché a monte della simulazione c'era stato, possiamo rimettere un attimo le slide
per cortesia, c'era stato
un lavoro fatto dal gruppo
e il gruppo stesso poi
si è mosso in base a quel lavoro fatto
vi rubo un secondo per farvi vedere
sì, come no, è facile che appunto in questi casi
ci sia qualche esternalizzazione
un po' fuori luogo
però avere la massima tranquillità
la massima calma per ragionare
su quello che si sta facendo
e concentrati soprattutto
è il punto fondamentale
perché in seguito alla riunione che abbiamo fatta
abbiamo individuato
questi punti che erano i punti che dovevano essere seguiti in base di una conversione
perché un paio di volte che è capitato prima di fare questo lavoro
si muoveva un po' come si poteva fare in base a quello che era
proprio come dice lei l'umore di sala, l'agitazione di sala e la tempistica di sala
quindi abbiamo soltanto cadenziato i punti che secondo noi erano quelli da rispettare
in fase di una conversione
quindi le persone che hanno partecipato erano tranquille
perché sapevano punto punto cosa fare
quindi il vantaggio
della pianificazione e del lavoro di squadra
è stato esattamente questo qui
Quindi Stefano ci ha dato altri spunti
di soluzioni per il ragionamento
che dopo magari ecco pure voi intervenite
per dire la vostra
e quindi contribuire ancora di più a questo aumento
della competenza
in questi casi
Grazie ancora
Grazie a tutti
A questo punto...
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