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31° CAD anno 2020 Azienda Ospedaliero - Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino Reparto di Chirurgia Generale 1U Dott. Mario Morino
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Grazie.
Va bene, vi spiego un attimo il caso.
Aspetta un secondo magari, così siamo sicuri che la gente si collega.
Aspetta un attimino che vediamo, perché adesso credo che scrivano il tipo di intervento.
Sì, sì, ho preso il tipo che ho già.
Ok, allora parti pure col caso.
Va bene, presentiamo adesso un caso di una miotomia secondo Heller
e una fungiculazio secondo d'orla paroscopica
in una paziente di 67 anni
seguita da molto tempo per una storia di reflusso gastroesofageo
che a settembre dell'anno scorso
aveva eseguito una manometria
che mostrava una normale peristalzia esofagea
e un normale tono
e un less sostanzialmente normocompetente
che poi nell'ultimo anno ha manifestato
una disfagia progressivamente ingravescente
per liquidi e per solidi
con diversi episodi di emesi e dolore toracico post-prandiale, per cui è stata poi sottoposta
degli esami di accertamento. Nella sua storia clinica vediamo un'ipertensione, un po' sovrappeso
con 32.4 di BMI, ma non una storia di chirurgia addominale. La gastroscopia è sostanzialmente
normale, anche a livello dell'esse non si è avuta nessuna difficoltà nel passaggio.
Il test del transito ci mostra un esofago dilatato nella sua porzione prossimale e un
un esofago nella sua porzione distale con una sorta di immagine come da esofago schiaccianoce
e un'ernia natale da 24x22 mm.
Alla manometria invece, ad alta risoluzione eseguita a ottobre di quest'anno,
il quadro cambia perché la peristalza esofagea diventa praticamente sincrona con onde paneesofagee,
lo sfintere esofagea inferiore diventa meno competente con un'aumentata pressione a riposo
e una minore capacità di rilascio, tale per cui si fa diagnosi di questa sindrome da esofagogastric junction outflow abstraction
con un'evoluzione verso una classificazione tipo 2, secondo la classificazione di Chicago.
Grazie.
Grazie al dottor Salzano per la presentazione.
Abbiamo selezionato questo caso perché credo sia molto interessante l'evoluzione della diagnosi attuale
e della possibilità di fare diagnosi in una fase precoce, anche se i sintomi sono importanti,
ma anche della commistione dei sintomi e delle diagnosi tra reflusso e acalasia,
che possono sembrare in teoria due cose fortemente opposte,
ma che non raramente vengono, almeno nelle fasi iniziali, scambiate l'una per l'altra.
Infatti questa malata è stata trattata come un reflusso per un certo tempo senza fare esami specifici e col seno di poi probabilmente erano sintomi da lieve stasi più che da reflusso.
Ha poi fatto una manometria in una fase iniziale che si è rivelata negativa sia per reflusso che per acalasia, invece poi col tempo, quando ha sviluppato una importante disfagia, è emersa dall'ultima manometria questa acalasia.
Tra l'altro era stata anche messa in programma in un importante centro di endoscopia per un eventuale poem che poi abbiamo discusso con l'endoscopista che ha preferito una ampia miotomia, una diagnosi che rimane così iniziale da verificare anche adesso in intraoperatorio.
Bisogna fare scendere un po' il letto, per favore, e mettere la malattia in antitrandelenburg.
Contrasta peraltro con la diagnosi l'importante sovrappeso e sicuramente rimane un caso interessante
su cui bisognerà poi vedere i risultati nei prossimi mesi,
anche se l'ultima manometria è stata fatta da una persona molto esperta
e la diagnosi sembra indiscutibile
quindi come vedete tra l'altro come vi ha mostrato il dottor Salzano
il suo transito mostra anche delle contrazioni distali
che fanno immaginare un eventuale esofago a schiaccianoci per lo meno segmentario e quindi la mia idea concordata anche appunto con l'endoscopia
sarebbe quella di fare una miotomia un po' più estesa rispetto alla classica miotomia di 8 cm che siamo soliti fare.
Si associa anche, sembrerebbe una piccola agnia iatale, adesso verifichiamola
direttamente. Mettiamo su una Joan, che è meglio della manina, e poi un'altra Joan qua.
Questa fate come prima, allora lascia la marca.
Ecco, ci mi è concesso... Io ho avuto l'opportunità di lavorare con Lorenzo Luvendino
Mi occupavo, facevo io la fisio-sciatogesofagea, noi la malometria, per cui vuole istituire un laboratorio nostro per i nostri pazienti e spesso ho notato che i pazienti con retuscio, visti solo in ambito endoscopico, poi non vengono studiati completamente, si accontenta un po' e a volte ci sono fatti, non come questo,
ma però di pazienti che hanno dei disturbi molto complessi.
Quindi credo che la manometria sia sempre fatta anche dai pazienti che hanno una malattia del flusso importante e sintomatica.
Sì, grazie per il commento. Condivido pienamente.
Anche noi con la partenza nei primi anni 90 della chirurgia del giunto gastroesofageo
abbiamo incrementato un'attività di fisiopatologia del giunto gastroesofageo
che già la scuola della chinea chirurgica faceva precedentemente.
Il mio collaboratore, il professor associato, il professor Rebecchi, se ne occupa direttamente.
È in effetti un qualcosa che un po' in tutta Italia è gestito più dai chirurghi che dai gastroenterologi
e credo sia molto importante, condivido pienamente.
Allora nella nostra strategia, avete visto, scusate, l'egnaia tale forse c'è ma è veramente minima, direi che non è quella che influisce, vedete c'è una leggera, direi che è quella che influisce sul quadro clinico.
La strategia per me dell'intervento di Akalasia è quella di esporre solamente la parte anteriore in linea di massima dell'esofago poiché tendiamo poi a realizzare una plastica a secondo d'oro.
Abbiamo anche fatto nei primi anni 2000 uno studio randomizzato che è stato pubblicato poi su Analog Surgery tra Dore e Nissen nella calasia confermando che la Dore è sufficiente e che con la Nissen c'è una leggera maggiore presenza di recidive di disfagia.
Se ti avvicini un pochettino, quindi io espongo la faccia anteriore dell'esofago, che qui è più semplice che nel caso precedente della recidiva dopo Nissen che abbiamo mostrato come secondo intervento.
questo è il diaframma
qui davanti abbiamo l'esofago
devo dire che rimane un caso un po' misterioso
perché la malatta riferisce sintomi
veramente importantissimi
però a 32 di BMI
sono sempre quelle situazioni un po' strane
comunque alla fine ai malati bisogna credere
e comunque direi che la manometria
era tipica in questa seconda fase
a differenza di quella di un anno fa, questo è un dato interessante.
Scusa, prego, non stavo dicendo, stavo riempiendo lo spazio morto, prego.
Mi sembra che questo dimostri anche come questi pazienti, anche i semplici repulsori,
non devono poi essere così, diciamo, abbandonati nella loro diagnosi. Sono pazienti che fanno parte
di un divenire, di una storia che si modifica nel tempo. Adesso io ho, per esempio, una paziente di
cui non stiamo assolutamente capendo nulla perché ha un reflusso, ma non ha un reflusso con danno
d'organo anatomico, ha una sintomatologia assolutamente funzionale, manometria assolutamente
non significativa, adesso non ho più la disposizione del laboratorio, però ha una PH metria assolutamente
normale di motilità per i soldi e francamente però sono pazienti sintomatiche per dolore
quindi ci troviamo in grado di difficoltà e credo che bisognerà avere la pazienza di
seguirla un attimo perché adesso con un po' di diete, di trucchi anche ridurre la
rapporto anche di lattosio, anche se non ha una vera intolleranza, lei soggettivamente
sta meglio e io credo che probabilmente qualcuno verrà fuori nei prossimi periodi, nei prossimi
mesi, la situazione si chiarifica.
Sì, sono d'accordo, ci sono malati in cui col passare del tempo poi i sintomi si chiarificano.
Sì, anche perché ricordo che proprio la primissima manometria, diciamo ufficiale dopo
con la fase di apprendimento e di training che feci io, non ci capì un fico secco e quindi del dubbio ci siamo porti al centro di Bonavina
ed era invece una acalasia ai primissimi stadi dove c'era ancora una motilità discreta, conservata,
fico a tiro paziente che in realtà era entrata per fare una tiroidectomia.
Sì, condivido questo commento. Io ho preparato la faccia anteriore dell'esofago, ne approfitto intanto per dire ai miei collaboratori che possono avvertire gli endoscopisti perché adesso facciamo la miotomia.
se mi dai il crochet
quindi una volta preparata la faccia anteriore
su una decina di centimetri
iniziamo la miotomia un po' sopra il cardias
per evitare la zona più difficile che poi è quella del cardias
facendo attenzione alla posizione del vago
che qui è più laterale del solito
sembra questo
perché spesso attraversa qua davanti
ma probabilmente ci attraverserà poi un po' più in basso
E quindi io uso ancora il vecchio crochet per la miotomia che mi sembra rimanere uno dei metodi più semplici associato talora in alcuni momenti alla bipolare, i vasi che si incontrano sono di solito minimi, però bisogna avere una emostasi perfetta perché dobbiamo identificare i due strati muscolari.
Questo primo è quello longitudinale, crocet, no aspetta, un batuffolo magari, una tendenza a sanguinare, bipolare.
Assolutamente condivido l'approccio proprio strumentale, anzi forse con tutta la rete di queste nuove tecnologie,
lo sviluppo di tutti i device, se ci siamo dimenticati forse delle utilità estreme,
metto il crochet
e lo uso anche per fare
la tuffa
consente delle manovre
una precisione
comincia a vedersi qualcosa lì sotto
crochet sempre
poi nel caso specifico della calasia
consente di allontanarsi dalla mucosa
e di sezionare sotto trazione
in modo da non rischiare
di bruciare posteriormente
ecco affiorano le fibre
circolari
quindi nella prima fase un po' minuziosa è l'identificazione di questo piano, però è fondamentale, ecco che tu Milo, bravissimo,
e piano piano si vede la mucosa che fa un bombè, mi dai la batuffa, mi dai la bipolare, e di solito almeno verso l'alto,
Il piano tra mucosa e circolare è un piano abbastanza netto, ecco vedete un piano abbastanza netto, dove è facile poi far saltare le fibre, ripeto vista quell'immagine degli ultimi 10-15 cm con quelle aree di contrazione cercherò di prolungare un pochino verso l'alto.
La miotomia bipolare, sanguina un po' più di altre volte, ancora il batuffolo.
La discussione attualmente è la competizione con la POE,
ma che non siano moltissimi centri di endoscopia che si sono dedicati a questa pratica bipolare.
Qui a Torino dopo una prima partenza non ci sono centri di questo genere.
La nostra endoscopia è molto dedicata all'operatività, però preferiamo fare la miotomia chirurgica.
Credo che forse anche il problema di metodiche endoscopiche di questo tipo è legato ai volumi di pazienti, che sono piuttosto limitati.
sì assolutamente
poi al problema del reflusso
che dopo la poem
ormai è chiarito che è quasi la regola
e quindi batuffo
bipolare
anche in un po' più del solito
ok vedete che piano piano sta
protrudendo
molto chiaramente
avvicinati
no sei storto scusami
l'immagine giusta è questa
ok
dammi ancora il bipolare
una cosa strana che abbiamo notato in questi tantissimi anni di esperienza
nella calazia è che non c'è una corrispondenza
tra la funzione e l'anatomia
nel senso delle dimensioni del muscolo
ho trovato calazie con muscoli sottili
con muscoli spessi
delle volte hai l'impressione che è finito lo spessore
in realtà non hai ancora fatto la miotomia
no, la bipolare, cerchiamo di prolungarla ancora abbastanza
Ecco, quando si arriva alla parte più alta può essere difficile solo con la trazione dello stomaco,
allora può essere utile portare anche la pinza dell'aiuto lungo a prendere una delle due lati muscolari,
volta l'endoscopia è arrivata velocissima per cui mi scuso con Alberto
dammi il battuffolo forse possiamo fermarci per la parte alta visto che ci
Ci riusciamo ancora un pezzettino? Vai Crochet.
Ti stai tirando?
Sì.
Ok, dammi da coagulare lassù e poi ci fanno un battusciolo.
Va bene, siamo risaliti moltissimo, credo.
Lascia andare la trazione.
Adesso dobbiamo fare i due centimetri sul Cardias.
Tieni, Crochet.
Qui le fibre cambiano direzione ed è un po' più,
c'è un meno facile il distacco dalla mucosa.
si può anche
diciamo
ma non potete mettere una bombola piena
era pienissima
la tre quarti
per saltare ancora questo
l'autore sta mettendo l'endoscopio
ci fermiamo perché siamo sgonfi
scusate abbiamo finito la bombola
ma nel frattempo possiamo partire con l'endoscopia
tieni
direi che
non avete un sondino vero?
no no toglilo
su questo intervento lo facciamo senza sandino
mi sono dimenticato di dirlo
no ma lo stomaco è sgonfio
adesso è quello che ti trovi
tieni, battuffalo
ok abbiamo avuto un attimo senza insufflazione
adesso è tornata, vedete che la miotomia è molto lunga
facciamo sempre
una endoscopia intraoperatoria
sia per verificare l'integrità
della miotomia
sia per di nuovo come nel caso precedente
identificare la linea Z
in modo da essere sicuri
non tanto verso l'alto ma verso il basso
di averla superata di un paio di centimetri
adesso vedremo probabilmente arrivare
proprio nella parte quasi trasparente
il gastroscopio
aspettiamo l'endoscopio
questa è la grande curva
quindi direi che il cardio dovrebbe essere lì
quindi dovremmo essere scesi a sufficienza
si ce l'hanno quasi sempre
giustamente mi segnala Alberto che c'è della candidosi
noi facciamo quasi sempre una gastroscopia in preoperatorio
per verificare che non ci sia una candidosi massiva
che era presente nei due o tre casi di perforazione
che abbiamo avuto post operatoria
la candidosi sicuramente
eccolo l'endoscopio che arriva
volevo pulire ma va bene
ecco l'endoscopio che arriva
rilascia pure così lui scende tranquillo
si si si
sei a metà della miotomia
ti stai avvicinando
forse lì fa una strana curva
senti un ostacolo lì o no?
no
la linea Z
è proprio qua
ok
mi tieni questo
No, no, no, sei tu, dammi un battuffolo, possiamo forse scendere un attimo, l'endoscopio adesso è posizionato sulla linea Z, perché sei molto basso, prova a venire un po' indietro, tu la vedi molto più, e allora devo scendere, aspetta, devo scendere allora, però non so se loro hanno l'immagine, forse no.
credo di sia, non immagino
ah ok
dobbiamo scendere un po' perché
vedete questa è l'utilità
della
ah sei lì, ok
spegnete un secondo la mia luce
che così vediamo meglio dove
Alberto, datemi
un batuffolo
dai
me la spegnete?
è un po'
no ma spegnere
spegnere ho detto di spegnere quindi qua accendete va bene comunque siamo scesi
Devo solo completare... Ah, ma ha spento la macchina!
No, è perché non si può far diverso, questo è solo per quello.
Bisogna andare più in meno e avere pazienza un attimo. Troppo.
Intanto le scontri lo scontri.
Intanto così non è come l'altra che metti in pausa e...
Abbiamo l'ottica?
Sì.
No, ma me lo dovevate dire che spegnevate la macchina.
No, ma hai detto ci vuole...
Non è la stessa cosa di dire spengo la macchina.
Mai avrei immaginato che spegnevate la macchina.
ok allora
un batuffolo di nuovo
ma non mettermela al 90%
la voglio bassa
tra l'altro questa si usa al 40%
dovete usarla al 40%
questa macchina qua
adesso mettila a 5%
ok
ok allora
scusate abbiamo avuto un po' di
questo qua è la linea Z
lì c'è la luce
quindi direi che l'abbiamo
superata di un paio di centimetri non c'è nessun ostacolo quindi perfetto mi
pare che lo stomaco sia sgonfio fammi vedere lascia un attimo questa presa qua
torna un po dentro se dai ancora una pulitina no lascia lasciare bene ok
vieni pure via va bene quindi abbiamo fatto una miotomia completa e adesso
Adesso procediamo, grazie Alberto.
L'abbiamo visto, devo dire che anche le immagini in doppia con l'endoscopia sono state estremamente dettagliate,
di ottima qualità.
Adesso facciamo una DOR, quindi grazie.
Incrementiamo l'angolo di IS, magari tolgo sta farina qua che...
Ti dai un attimo la bipolare?
Tolgo questo più caldo perché mi si infila poi nella plastica, spatola o crochet, qualche cosa.
Ecco, togliamo questa farina qua, così viene meglio. Può star così?
Aghi? Poi mi dai il mersilene, che qui che devo dare tanti nodi è meglio.
Di 20 centimetri. Allora, il principio della Dora è soprattutto quello di aumentare l'angolo di IS.
Il primo punto di solito lo fisso anche al pilastro, in modo che non sia da una parte che dall'altra,
in modo che non twisti poi troppo l'esofago
verso la
ah scusate avevo
mi si era girato un po' l'aglio
abbiamo la fortuna di avere
essendo un centro di training della Storch
di avere degli strumenti dalla Storch
in deposito
e di solito per questo intervento
usiamo la 3D
che è molto comoda quando c'è da strutturare
assolutamente non indispensabile
ma comunque comoda
Se uso il Prolene, come in questo caso, faccio ancora il nodo fuori, ma dopo preferisco, adesso mi hanno dato il Prolene, ma dopo preferisco usare un filo intrecciato, sempre non riassorbibile, in modo da poter fare i nodi dentro.
Con il monofilamento il nodo dentro non è sufficientemente attenuto, almeno nella mia esperienza.
Taglia pure qua.
Assolutamente, anzi col Prolene, come abbiamo detto, a volte è una lotta e gli impari.
infatti noi facciamo
il nodo scorsoio
è un router semplificato
devi tirarmi il filo
e poi però gli diamo
lo ribadiamo con un nodo
che blocchi
lo scorrimento
nella direzione in cui può scorrere
orbice
si chiama mersilene
ah no etibon
questo qua comunque
l'importante è che sia non riassorbibile
di solito diamo tre punti
con questo filo qua
si può usare anche un paio di volte
bisogna però avere l'avvertenza di fare tre giri
se no non tiene
post operatorio
che in realtà può essere utile
essenzialmente se c'è una complicanza ovviamente
però tendiamo a non lasciare il sondino
facciamo ancora un transito
in prima o seconda giornata, anche se devo dire che non abbiamo mai avuto, se non ricordo
male, solo tre casi, abbiamo avuto due perforazioni intraoperatorie e una sola, forse due postoperatorie,
non so a quanti casi siamo arrivati, purtroppo non ho pensato di chiedere al professor Rebecchi
di darmi la casistima, penso sui 300-400 casi, però proseguiamo col transito postoperatorio,
i malati fanno il transito, poi mangiano e vanno a casa tra la seconda e la terza giornata.
Di qua non può uscire, aspetta che tagliamo un altro filo così. Ok, adesso ribaltiamo la grande
curva e bisogna controllare, vieni indietro che non si twisti la parte centrale dello stomaco,
Quindi che la plastica venga eseguita con la parte alta dello stomaco e che lo stomaco poi nella sua parte terminale rimanga normale.
È rimasto un po' gonfio dall'endoscopia e qui si è un po' spelato nel momento della trazione.
Se stai così diamo il primo punto lassù.
Professor Morino?
Sì?
Sì, ciao, è Gianandrea Baldassi che parla.
Ciao.
Ciao, mi spiace, purtroppo per problemi di collegamenti vari io sono uscito finalmente a collegarmi con voi solo ora, vedo che sei alla fine della procedura.
Mi spiace, sì, siamo stati...
No, ci mancherebbe altro, purtroppo i collegamenti sono stati indietro, non è niente per cui farli riprendere in velocità.
Con tutta questa messe di collegamenti, accompagna su con quello che hai tu, portami su, brava, vai, portalo su, portalo su.
Sì, stiamo finendo con la seconda parte della plastica, secondo DOR, dopo aver fatto una miotomia un po' prolungata in un ammalato che ha una acalasia iniziale con un nutcracker esofagus della parte terminale.
Devi accompagnarlo su, così.
ormai non riesco a farti rivedere, qui non ho capito che filo ho preso
cos'è successo qua, perché è come se avessi avuto due fili
è successo qualche casino con sto nodo, ah ho preso il filo dall'altra parte
è successo un pastrocchio con sto nodo
e si è infilato sotto all'altra
ah ho preso dentro, avevo lasciato lungo il filo di là
e ho preso dentro il filo di la forbice
vabbè così ti facciamo vedere la miotomia
dammi un altro
dammi un altro
l'avevo lasciato a lungo il filo dall'altra parte
e ho preso dentro
dammi un altro di questo
allora abbiamo
lì c'è la prima parte della plastica
la miotomia è molto lunga
adesso non riesco a farvi vedere la parte finale
perché ha questa parte
ha questa diagnosi mista di acalasia
e parte di nutcracker esofagus
con questa nuova diagnosi di esofagogastric junction obstruction
che è una nuova diagnosi che viene fatta dalla manometria
che sinceramente ho scoperto con questo caso
e praticamente sono i malati che stanno evolvendo verso una calasia
ok allora prendiamo il lato muscolare della miotomia
e poi solo il primo punto ma lo fissiamo sui pilastri per evitare che poi il tutto scappi verso la milza
allora ti chiedo di fare meglio di prima questo lavoro qua
così, se no devo annodare su tensione e mi scappa il nodo
ok
metto tre punti per lato
Sì, esatto, oggi essendo giovedì lo facciamo in prima domani perché sennò deve stare fino a lunedì, il sabato non ce lo fanno quindi dovrebbe stare fino a lunedì.
facciamo una gastro intra per identificare il giunto esofago gastrico
e per verificare la completezza della miotomia e l'assenza di perforazioni
ok lascia pure in questo momento
lascia pure
si vede là sotto la miotomia e questo qua è il muscolo
si si si vede molto bene
Ci vuole ancora un filo, un ago dopo perché non riesco a dare un terzo nodo con questo.
Dicevo che è molto comodo usare la 3D per questo tipo di problematica, ma ovviamente non siamo in grado di trasmettervi in 3D e quindi è rimasto un po' gonfio dalla gastroscopia, lo stomaco.
Dicevo la biotomia su un gastrico è sempre di almeno 2-3 cm.
Sì, esatto. È per quello che faccio la gastroscopia intra per identificare la linea Z e poi essere sicuri di essere scesi un paio di centimetri.
Infatti in questo caso, sei arrivato un attimo dopo, ma eravamo stati un po' corti, quindi l'abbiamo allungata.
È il punto più importante.
più importante anche il più delicato perché è un po' più difficile separare la mucosa dal resto della muscolare
hai fatto fare una malometria?
ma li controlliamo soprattutto clinicamente
comunque di solito se non è per motivi di studio no
se vanno bene clinicamente no
abbiamo fatto negli anni 2000
Mila, l'ho accennato all'inizio, un grosso studio randomizzato comparando la plastica
antireflusso secondo d'Orco e la Nissen, che siamo riusciti a pubblicare su Analog Surgery,
quindi è stato un ottimo successo del gruppo e quelli facevano la manometria a un anno,
però di base no, da parte dello studio abbiamo poi smesso.
Ok, abbiamo terminato, adesso vi faccio vedere.
Sì, li alimentiamo in prima o seconda giornata a aspirare, a seconda di quando facciamo il code e gli diamo una dieta
che è un po' quella che diamo anche per le plastiche antireflusso, per le gastrectomie, un po' per tutta la chirurgia dell'Aper-GI.
qui si sono fatti un paio di bozze legate al fatto che è rimasto un po' gonfio
però come dicevo non mettiamo di solito il sondino per la paura di infilarlo adesso
perché vedete qui poi la miotomia è stata veramente molto ampia
va fin da su
è importante appunto che non ci sia un twist dello stomaco
lascia andare
ma che sia solo la parte alta dello stomaco a ricoprire
e che qui poi sia normale
ok noi abbiamo finito
Siccome è il nostro ultimo intervento, oltre a ringraziare Gianandrea per questa moderazione finale, ringrazio soprattutto Giorgio Palazzini per questo ormai tradizionale appuntamento, ringrazio tutta l'equipe qua, gli anestesisti, gli infermieri, chi ci ha aiutato.
e penso all'anno prossimo
comunque in bocca al lupo per il proseguo
del congresso
ciao e grazie
grazie
grazie
un saluto a Lorenzo Novellino
se è ancora
connesso
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