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36° Congresso di Chirurgia dell’Apparato Digerente Roma, 27 e 28 novembre 2025 Felice PIROZZI Resezione Anteriore del Retto con TME Robotica
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Sicuro che ce l'ho io?
Dottor Pirozzi?
Sì, eccoci qua.
Un attimino, io passo il commentatore.
Sì.
Che fai Pirozzi?
Una missincrasia?
Ah, lo fa?
No.
Dov'è?
No.
Poi, commentatore.
Che numero è?
15.
15?
Aspetta che faccio.
Guarda che è aperto.
Siamo pronti a lavorarci?
Sì, pronto.
Pronto?
Ciao Alessandro Pesozzi. Puoi dirci un po' cosa stai facendo?
Allora, noi stiamo avviando ovviamente. Se l'abbiamo l'ottica?
Pronto.
Allora, una resezione anteriore del retto per un tumore radiochiamato adattato.
Ma faccio presentare il caso clinico, c'è il dottore Pierpaolo Riccio che ci presenta il caso.
così abbiamo tutti i dettagli del caso
comunque è una restrizione anteriore del retto
come si può vedere in un paziente
che è un po'
si pronto mi senti dalla sala?
come? non ho capito?
pronto?
pronto? io mi sento eh
pronto? mi senti?
pronto? pronto?
io ritorno, adesso
pronto?
mi sentono?
pronto?
pronto? buonasera a tutti
Siamo tutti? Pronto? Abbiamo fatto anche la prova con l'altro microfono, sono loro che devono rispondere, non è un problema di microfono.
Sì, pronto. Puoi dirci cosa stai facendo?
Abbiamo iniziato una reazione anteriore del retto, in questo momento io sto facendo uno scopo, però vorrei far presentare un attimo il caso clinico in modo che anche chi è collegato con il nostro schermo possa avere la contezza del caso clinico.
Buon pomeriggio a tutti, sono Pierpaolo Riccio della chirurgia 2 dell'ospedale Gardarelli
di Napoli diretta dal dottore Felice Pirozzi. Presentiamo questo caso, un paziente maschio
di 69 anni con un BMI di 21.8, in anamnesi presenta ipertensione arteriosa, diabete tipo
2, dislipidemia. È stato sottoposto a una nefrectomia destra per stenosi d'arteria renale
e una turbo nel 2020. Il paziente ha riportato dei cambiamenti dal punto di vista intestinali
negli ultimi tre mesi con episodi di sanguinamento rettale. All'esame rettale è stata rivelata
una massa vegetante sanguinante se toccata, approssimativamente a 10 cm dal margine anale.
Alla colonoscopia è stata ritrovata una massa del retto medio nella rete posteriore ulcerata con margini regolari
approssimativamente 2 cm di diametro, sanguinante in modo spontaneo.
Sono state fatte delle biopsie e è stata dimostrata che c'era un adenocarcinoma G2.
All'ATC total body è stato dimostrato un consolidamento tessutale a livello della giunzione sigmoido-rettale con diametri di 30x30, alla risonanza magnetica dell'atome pelvi è stato anche qui riscontrato un spessimento della parete delcolica e della giunzione retto-sigmoidea.
Il paziente è stato sottoposto a terapia neoadjuvante dal 1 settembre all'8 ottobre con capacità binaurale e sessioni di radioterapia con 45 grey su retto e linfono di pelvici ed è stato fatto un restaging della risonanza magnetica della pelvi e una TC a 45 giorni.
In immagine possiamo vedere la disposizione dei trocar utilizzati nell'approccio chirurgico, la procedura proposta è una total mesorectal excision robotica per cancro rettale.
L'operatore è il dottore Felice Pirozzi. Grazie a tutti.
Grazie a voi, abbiamo già illustrato il caso.
In questa fase abbiamo fatto lo scolamento colpiploico, abbiamo aperto la retrocavità, è sempre il primo step che facciamo quando affrontiamo questo tipo di chirurgia, ma tutta la chirurgia anche quella del sigmoidea, non soltanto quella del retto, facciamo questo abbassamento dell'angolo sprenico del colon e quindi il primo step è sempre questo.
la liberazione e l'abbassamento quindi dello scolamento colipiploico e poi la sezione del
legamento gastrocolico con l'abbassamento della flessura splenica del collo. C'è un bel po' di
grasso che ti ha fastidio. Il paziente non è magro ma come sempre non siamo noi a sceglierci i pazienti ma sono i pazienti che ci
scelgono quindi quindi dobbiamo un attimo anche di necessità virtù dare supporto poi qui da noi
un po al sud è così senso di benessere si documenta il rapporto alle all'entità della
pancia quindi no io scherzo ovviamente queste cose perché anche il paziente precedente che
abbiamo operato, pur non era da meno per la sua adiposità, però va bene, fa parte
del nostro lavoro, quindi non è questo il problema.
Sempre in diretta capita.
Sì, sì, noi continuiamo in questa nostra liberazione, quindi preparazione dello sconvolgente
colpi ploico. Hai mollato? Se gentilmente riprendi un'altra volta, puoi prendere anche
Anche di qua, se vuoi, in modo che è così.
È importante la trazione dell'aiuto, fermati così per favore.
Avete fatto una preparazione prima dell'intervento?
Solitamente, se non è...
Allora, noi ci comportiamo in questo modo qua così.
Quando le lesioni non sono substenosanti,
facciamo una preparazione semplicemente con cateteri con clisteri da un litro facciamo
quindi facciamo dei clisteroni diciamo così se ci sono segni di subocclusione pensiamo che
il paziente possa non eseguire una adeguata preparazione possa avere un'adeguata preparazione
questa modalità di preparazione
allora gli diamo
facciamo una preparazione per via orale
di solito stiamo utilizzando
ultimamente il clenzia
che non è per fare pubblicità
ma vedo che è più tollerata
dai pazienti e ci prepara bene
ci prepara bene poi anche
il colon
lui non ha fatto preparazione
orale ma ha fatto
questa preparazione
con un clisteri
come dicevo prima
finisco un attimo
un po' di liberare
questa parte qui
dell'epiplon
che ce lo ritroveremo dopo
quando andremo ad abbattere completamente la flessura
faccio un po' di emostasi
anche quando
ti capitano
casi di subocclusione
andate sempre
in laparoscopia
o come vi comportate
Allora, io dico sempre che dalla laparoscopia si può convertire in open, dall'open è difficile convertire in laparoscopia. Se abbiamo la possibilità e c'è la possibilità di lavorare, quindi una buona camera di lavoro e la gestione.
Nella nostra esperienza abbiamo anche casi operati in urgenza, eseguiti per via laparoscopica.
Per me l'approccio laparoscopico è fondamentale. Poi possiamo sempre convertire, perché al massimo ci troviamo davanti a una situazione in cui non c'è un'adeguata camera di lavoro,
Quindi non c'è la possibilità di gestire, cioè di continuare con un approccio laparoscopico che allora noi convertiamo.
A provare si può sempre provare, ma non perché la mini-invasività a tutti i costi, ma perché sappiamo che in pazienti come questi l'approccio mini-invasivo sicuramente ci fa penare un po' di più.
C'è anche un po' di distensione.
dell'ilio
però
di sicuro poi alla fine il paziente
se ne giova
ma oltretutto se noi andassimo in open
non è che avremmo
una visione migliore
non è che avremmo un'esposizione migliore
ma avremmo soltanto
delle mani dentro l'addome che tira
un po' di ansia di qua, un po' di ansia di là
dammi un po' di qualche gazzina per favore
e vedrebbe
solo l'operatore tra l'altro
Va bene, noi cercheremo di vedere noi insieme con...
Metti un'altra cazzina qua fuori, in modo di appoggi sopra.
Allora, eseguito lo scollamento colipipoico, sezionato il gastrocolico,
noi ci approfittiamo a fare il primo step della parte sottomesocolica,
che è la preparazione, quindi l'individuazione dello spazio fra il tol de gerota
si vede il traizio in basso
il traizio
si vede in basso
allora
la vena ovviamente non si vede
per il motivo che già sappiamo
quindi per non essere
ripetitivo purtroppo
questa è la cosa però
non è questo il problema
il problema sarà nella gestione
allora i step
classici che noi mettiamo in pratica
è andare al traizio
Una parte già l'avete visto, scolamento colipiproico, sezione del legamento gastrocolico, il più lateralmente possibile fino ad arrivare verso la flessura esplenica.
Poi passiamo via sotto mesocolica, andiamo al traiz per recuperare lo spazio fra i told e i geroti in corrispondenza della vena perché è il punto più semplice da poter gestire.
e poi affrontiamo la vena e quindi prepariamo l'arteria, sezioniamo prima l'arteria e poi la vena.
Questo è quello che facciamo in maniera rutinaria, però come sempre bisogna essere anche un po' eclettici
e allora laddove si creano delle situazioni come questa, vediamo un attimo se c'è possibilità di fare questi step che dico io,
altrimenti affronteremo vena, spazio d'olde gerota che qui vedete, spazio d'olde gerota e poi facciamo l'abbassamento dell'angolo splenico, cambiamo il docking perché io non amo mettere il paziente in prima istanza in posizione di trendelenburg spinto.
L'anestesista avrebbe da ridire.
No, no, sì, a parte questo, però è anche giusto, non a di là delle cose, non tenerlo, però poi sono delle scelte tecniche, per l'amor di Dio, e quindi io metto in prima istanza, come sta adesso, il paziente in decubito laterale spinto,
e poi quando andiamo verso il basso facciamo poi il trennello, in modo da tenerlo il meno possibile in una posizione di trennello e burgo spinto,
in modo da preservare comunque il paziente.
Se riusciamo a gestire bene l'arteria in questa fase, bene, altrimenti faccio la vena, vi preparo il toldo e il gerote,
Vedete qui, stiamo proseguendo, preparo l'abbassamento dell'angolo splenico e poi dopo nel cambio di docking e quindi posizione del paziente, noi andiamo ad affrontare l'arteria e quindi tutto ciò che poi è la parte inferiore, quindi verso la pelle.
Ovviamente essendo un po' grassottelli il paziente, anche i suoi tessuti sono più fragili e quindi di conseguenza tendono un po' a cadere in basso.
allora facciamo così
vediamo un attimo
quale è il risultato
si tiene
cambio posizione
gli strumenti li avete visti
nelle depositive
se ve l'hanno trasmesso
si l'hanno trasmesso
il posizionamento dei trogar
sono 4 bracci
più il trogar
dell'air seal
sia per l'insufflazione
che per la rimozione
dello smog
in addome quindi questa è la vena ovviamente e utilizziamo come strumenti
utilizziamo uno strumento a radiofrequenza che abbiamo utilizzato
prima che stiamo utilizzando prima che è l'essincrosil che è uno strumento a
radiofrequenza qui c'è anche un piccolo ramo arterioso oltre che la vena che sta
un po' più indietro qua. Quando sono di piccoli rami, come questi che vanno verso il mese e non
verso l'angolo splenico del colon, noi abbiamo l'abitudine di resegare, perché poi spesso capita
che quando si fa l'estrazione del pezzo per la resezione e tutto, poi questi piccoli vasi si
Si lacerano per la trazione e poi dopo devi rientrare, invece in questo modo noi abbiamo, ok, allora andiamo a sospendere un poco qui in modo da poter creare la nostra linea d'attacco.
ecco, è la vena, avevo avuto l'impressione, mi sembrava per il pallore della superficie, per la compressione forse,
mi sembrava un piccolo ramo arterioso, ma invece era una parte della parete della vena,
ok, questa ansia aveva deciso di sacrificarsi, di buttarsi avanti,
vediamo se, attenzione, se metto un po' più in qua, c'è un po' di questa distensione di queste ansie,
ci siamo sporcati, ok puliamo un attimo l'ottica, non so se era visibile anche a voi però uno dei
due occhi si era sporcato quindi puliamo in modo che vediamo, cerchiamo di darvi delle immagini
le più chiare possibili in modo che si possa avere una corretta visione del campo operatorio.
questo è il gelota, questo è il tol, continuiamo la nostra distensione. Avere la possibilità di
avere il bipolare nella mano sinistra è importante, o nel braccio robotico sinistro è importantissimo,
ci permette di usare senza problemi uno strumento di dissezione quale può essere l'uncino,
che ha una funzione sia di dissezione delicata in questo caso, che anche tipo passafilo,
soprattutto per la preparazione dei vasi
io lo utilizzo
in alcuni passaggi
anche se
penso che per questo tipo di chirurgia
poi sia imprescindibile
utilizzare anche degli strumenti
come può essere il sincrosil
che esprime tutta la sua bontà
quando ci sono
o sezioni da fare
dei mesi
dove c'è una maggiore rappresentazione vascolare
quindi avere questa possibilità
di non stare lì fra bipolare
e forbici o altre cose a continuamente a coagulare, a fare, penso che sia un grande vantaggio poter avere a disposizione questi strumenti.
Quindi io utilizzo, come dicevo, una tip-up per il braccio 1, il braccio 2 una force bipolar che è una bipolare che però ha la possibilità di aumentare la sua forza di trazione azionando il pedale giallo
e quindi ti permette di avere una maggiore trazione in alcune situazioni di sospensione dei mesi,
dei visci o di altre strutture che necessitano, oppure per un annodamento dove bisogna avere una
migliore forza tensile della pinza. Poi utilizziamo, come ho detto, l'uncino e il
SYNCROSIL perché è uno strumento a radiofrequenza che ritengo sia un ottimo strumento perché sia
per il suo formato tipo Maryland quindi che permette di dissegare anche in maniera molto
efficace le varie strutture vascolari e quant'altro ma che esprime soprattutto la sua bontà quando si
si va per piani dove c'è necessità di avere un'emostosi più accurata
e quindi tipo la sezione dei mesi quando si arriva giù
o sulla preparazione del retto nel caso dell'emicolectomia sinistra
oppure quando si fa un'emicolectomia destra
o quando si va a preparare appunto il legamento gastrocolico
e così via discorrendo
in alcune fasi dell'intervento
io penso che sia una strumentazione
indispensabile
per il suo utilizzo
allora vediamo un attimo
di posizionarci con il nostro
aspetta un attimo
vediamo se riusciamo a prendere più giù
facciamo un po' di mostrasi
ci postiamo questo
voglio vedere se abbiamo
dove sta la tua calzina
aspetta
aspetta vai un attimo un po' un altro poco qua no diventa un po' più avanti che ho la tua calzina
in modo che così mi abbassi un po' ok perfetto chiaramente stai sempre in decubito laterale
sì sì c'è un decubito laterale dammi un'altra calzina ancora così mettiamo la terza e la metti qua
cerco un po' di proteggere le anze con delle calze quindi ce ne abbiamo tre di calze
non amo molto mettere un grosso numero di garze dentro la pancia perché è sempre pericoloso però
in questa situazione qua è fondamentale. Per me è ancora più giù, non abbiamo ancora visione perché
questa è la vena quindi penso che dovrebbero essere queste parti qua. Vediamo un attimo se riusciamo a
gestire questa cosa altrimenti
soprassediamo nel frattempo
alla
preparazione
dell'arteria
e facciamo come vi avevo prospettato
questa è la vena
e qui sotto sta l'arteria
allora dove sei tu?
se riesci
aspetta aspetta
ecco ora si vede bene
vediamo, cerchiamo di dare una trazione minima che al tempo stesso ci consente di avere una corretta
difficoltà allora direi facciamo in questo modo così altrimenti stiamo ad incorrere così per la
fine certo non risolviamo problema quindi dobbiamo fare come pensato dall'inizio facciamo una variante
un po' alla nostra strategia
che mettiamo in atto
sempre quando ci troviamo di fronte
a delle situazioni tipo come questa
in cui c'è questa distensione
non c'è una chiara esposizione
allora vediamo
di aggirare un po' l'ostacolo
allora facciamo in questo modo
prendi questa cartina
quella più sporca
togliela, questa la lasciamo ancora qua
ce n'abbiamo un'altra qui
vai, vieni qua
così mettiamo
poi c'è di qua
per favore
qui siamo qui
dammi queste MOLOC per favore
perché
l'aiuto c'è e sto droga viene qua
potrebbe metterlo soltanto così
invece io le posso mettere in questa direzione
sembra poco ma è un grande vantaggio
nella gestione
nella facilità di posizionamento
nell'evitare traumatismi inutili
e nel credito di tempo inutili. Ok, sincrosi. Avendo il sincrosi non utilizzo le forbici perché
quando devo sezionare utilizzo questo strumento e quindi sfrutto appieno la possibilità di gestire
con l'uncino che ho detto a me funziona anche un po' da passafilo e ritengo che faccia
faccia meglio dissegare
qualora ritengo di avere uno strumento più fine
per la dissezione
i vari piani
rispetto a quello che possono essere le forbici
in effetti come hai fatto correttamente
cambiare strategia è importante
che poi del resto è un sanguinamento minimo
che c'era lì
per cui poi diventa più semplice
Sì, quando cambiamo posizione, cambiamo docking, sicuramente la cosa è migliore.
Risulta più facile poi.
Allora l'obiettivo è quello, però non bisogna per forza ricostruirsi.
Perfetto, grazie per... non mi veniva il termine giusto.
Continuiamo questa nostra preparazione, Fratoldo e Geroda.
Sappiamo che il pancreas sarà qui sopra perché abbiamo sezionato la vena qui.
certo qui sotto quindi perché sta sempre sotto il margine del pancreas quindi da qui in poi dovrebbe
esserci anche se non si vede granché però immagino anatomicamente che ci si è il pancreas perché ho
visto la vena va sotto quindi meglio non vedere dietro la dietro la vena sicuramente che sono
non lo devo fare. Ecco qua, si intravede, ecco qua, forse questa è l'arteria, comunque questo è il pancreas.
Liberiamo quanto più è possibile lateralmente fino a ritrovarci nella doccia periodocolica.
Cioè è tutto lavoro che ti ritroverai fatto nella fase successiva, certo.
E poi la robotica è ancora più fondamentale perché non avendo il trocar dall'altro lato,
quindi perché i trocar si mantengono sempre in una posizione che sta sulla destra del paziente in questo caso,
quindi ancora di più c'è necessità di preparare perché così si semplifica poi l'azione laterale di tutta la procedura.
Bisogna avere pazienza, bisogna sfruttare l'utilizzo degli strumenti nelle due direzioni, una volta mano destra, una volta mano sinistra,
Vediamo un attimo la parte della vena.
Sospendiamo il nostro mesacova, vediamo se ci riusciamo.
Prepariamo anche il pancreas fino al più laterale possibile, senza esagerare,
perché altrimenti poi se proseguiamo le nostre azioni ci ritroviamo poi nell'ilo splenico, quindi non è necessario.
Prima di passare nella doccia facciamo questa manovra, questa lavena,
prepariamo in modo che quando poi estendiamo il pezzo per eseguarlo abbiamo sicuramente nessuna attrazione a questo livello.
che rientra poi nella nostra
discezione, adesso
pulsa benissimo
dai dammi l'emolocco fuori
puliscimi il ferro
sei chiuso l'emolocco
togli piano piano l'emolocco
faccio vedere
se mi do l'emolocco
ok
dammi un altro
meso. Lascia, lascia qui. Ora vai sulla parete laterale. Sì, sì, sì. L'uncino trovo che sia
lo strumento ideale per fare questo manovro perché posso andare verso il basso, verso l'alto,
senza nessun problema
micloiche
solleviamo
controlliamo dal basso
dove sta la gazzina
ancora non l'abbiamo raggiunta
probabilmente
un dolico colon
vedo che se ne va un po' in alto
la flessura
stiamo sempre sotto
quando dobbiamo passare da giù a su e quindi continuare questa nostra distensione. Vediamo un attimo, ok.
Si incollano un po' gli strumenti, allora sfruttiamo la nostra tip-up, prendiamo da questo altro lato,
Adesso rifacciamo il docking, cambiamo posizione al paziente,
quindi stacchiamo la macchina
poiché il tavolo robotico di cui noi abbiamo la disposizione
permette di fare un certo intorno a 5 gradi di cambiamento di posizione
poiché qui noi faremo un cambiamento importante
allora noi stacchiamo la macchina
mettiamo il tavolo nella posizione che decidiamo noi
e poi rifacciamo il docking
se tutto procede bene
5 minuti e abbiamo rifatto il tutto
quindi
sicuramente faremo una cosa molto più rapida
sotto guida visiva
cambiamo la posizione
vediamo c'è questa marcata di estensione
delle anze ideali
la tenda è stata anche nefrectomizzata
a destra
però penso non sia questo il motivo
molto probabilmente è aria
che si è introdotta dentro
l'addome
Dai ancora, dai ancora, date la posizione, vai ancora, vai sempre, ok, abbassa il tavolo,
fammi vedere, Antonio fammi vedere, Antonio sposta un secondo, Antonio sposta. Abbassi
il tavolo, abbassa il tavolo fin quando è possibile, ok perfetto, rientriamo, ok,
riagganciamo la macchina, è il tempo di agganciare il primo trover per fare i docking,
il vantaggio del docking
è che ti permette poi di
posizionare il resto delle braccia
in modo tale che tu
eviti di fare i contrasti
e quindi ti semplifica molto questa procedura
rispetto a strumenti
dove tu devi
posizionare ogni singolo braccio
e quindi devi avere tu in mente
il docking opportuno
invece questo lo fa direttamente la macchina
quindi se sei bravo
puoi mettere gli angoli
dei gomiti, dei vari bracci, non avrai nessun conflitto o quando meno se capita un po' di
conflitto è un conflitto minimo ma soltanto in alcune posizioni viziate, cioè in alcune
posizioni estreme, ecco questo è il termine giusto. Sotto visione controlliamo gli strumenti,
Mettiamo di nuovo il SYNCROSY per vedere un attimo la disposizione della strumentazione.
Fate la tenda anche con il braccio uno, piano piano.
In alcuni casi mettiamo un trocar da questo lato per avere una maggiore triangolazione.
Vediamo un attimo, se non è necessario non lo facciamo.
C'è anche un dolico sigma, però io dico sempre questo, non può basarsi, anche perché poi quando tu vai a legare per un fatto oncologico i vasi all'origine,
Poi non è detto che quando fai il verde in docenino quel tratto di Doligo Sigma sia ben vascolarizzato.
E allora conta fino a un certo punto che il Doligo Sigma è uno che non può basarsi su una situazione del genere.
E' come lanciarsi in una corsa spericolata senza casco, senza cintura di sicurezza, se Dio me la manda è buono.
invece dice
perché bisogna dire aiutati
che Dio ti aiuti
allora noi dobbiamo fare le cose
in modo tale che noi ci mettiamo
in sicurezza
e avendo ancora di più ci viene incontro
avendo mobilizzato la flessura splenica
la possibilità che ci sia
un colon un po' più lungo che ci permette
di avere un migliore
risparmio
quindi avere una maggiore lunghezza
e quindi siamo sicuri che poi
l'anastomosi venga fatta tension free. Poi qui siamo addirittura, non è neanche un sigmo, è un retto,
quindi ancora di più, dobbiamo andare un po' più giù, dobbiamo fare una total mesorectal excision e quindi è ancora
più importante avere una corretta mobilizzazione ed evitare qualsiasi tensione, perché sappiamo
che quando si va sul retto qualsiasi decenza anastomatica poi compromette in maniera
significativa non in maniera minima in maniera significativa qual è la qualità di vita dei
pazienti perché si fa in rigidità locale quindi hanno disturbi della defecazione hanno la sindrome
da deprivazione del retto possono portare stomie per tempi prolungati e questo influisce una
una decenza può fare una stenesi importante e non permettere la chiusura dell'astomia
e quindi quasi che poi un paziente possa addirittura portare per sempre poi un'astomia.
Quindi è fondamentale.
A proposito di istomie, tu proteggi l'anastomosi o ti regoli?
Quando si fa la cistoma totale di mesoletto sempre proteggo l'anastomosi
perché io parto da un presupposto che non è come il sigma, visto che siamo a sinistra,
quindi paragoniamo. D'accordissimo. No, dico perché un sigma fa una descenza. Io posso fare
una colostomia terminale o una ileostomia con sutura del punto di descenza. Sto in un ambito
intraperitoneale. Posso sicuramente ricanalizzare il paziente. Io faccio un retto, ha una descenza,
nel frattempo si arriva alla peristalsi, ci sono le feci, fa una descenza maggiore,
fa una colostomia terminale, non lo ricostituisci più. Certo. E quindi l'hai condannato a una
colostomia terminale. Fai un'iliostomia di protezione, è veramente un fastidio,
sicuramente
non è scevra di rischi
però tranne in casi particolari
che sono elementi cari
anche se fa una decenza anastomotica
mantiene la continuità
per cui oltre che è guarito
guarisce
molto spesso guariscono in maniera
efficace se sono delle minime decenze
alla fine tu lo puoi
ricanalizzare
non fa una piega
è il ragionamento corretto
perché come dice il mio maestro
non succede nulla
e se poi succede
che cosa
diciamo anche a noi stessi
che abbiamo fatto un gesto di arroganza
e che pensavamo
di essere talmente bravi
che a noi non succedeva nulla
c'è una chance
che ti devi giocare
e te la giochi bene così
questo è il mio pensiero
per la modifica
No, no, è da condividere perfettamente.
Evitiamo di raddrizzare tutto perché deve fare ancora l'arteria.
Bene, penso che forse possiamo tirarlo su.
È tutto sigma.
Sì, sì, perché anche se è tutto sigma, poi questo finisce tutto e va via.
Eh, certo.
Andiamo qui, ok.
Questo è il nostro punto di...
Ok, metti qualche gallina qua.
Purtroppo queste anze sono molto distese.
Ok, perfetto.
mettiamo uno sopra l'altro
per potersi che si riesce a gestire meglio
attenzione
dai vai
c'è solo trendelenburgo e anche in lateralità
la lateralità la manteniamo sempre
non la abbiamo mai
abbiamo solo trendelenburgo
sistemiamoci meglio
sul benedetto colon che cade
in avanti
metti qua
un po' più in qua
la prima non avevo sentito bene lo scatto
però anche se si è chiusa
quindi ne metto un'altra
abitualmente ne metto una sola
una sopra e una sotto
perché con l'emolock mi sento più
più sicuro
rispetto alle clip metalliche
questa era l'unica modalità
per poterla fare
prima non ci sarebbe mai
no, no, no, e non premere
non ci saremmo mai riusciti dall'alte nell'altra posizione perché troppo troppo impostata nel
grasso c'è chi ha condizionato il grasso questo termine invece così c'è un po di mostri sempre
buon locale e poi è un po il tessuto linfo grasso che tutti intorno che facciamo ciao
Allora, a questo punto facciamo così, mettiamo un'altra volta su, quindi andiamo a segnare qual è la nostra linea di attacco, vediamo se ce lo fa fare.
Lascia, lascia, lascia, andiamo da quest'altro lato. Visto che cade sempre un po' verso destra, lo lasciamo cadere, così sfruttiamo questo andare verso destra del viscere e ci prepariamo sul lato sinistro.
che così
che è successo
si è agganciato
aspetta che mi sono sporcato
ok, andiamo in ottica
si era un po' impigliata
nel viscere
la pinza bipolare
andiamo all'ottica
dicevo, andando a sinistra
facciamo due cose buone
uno, il viscere tende sempre a cadere di qua
e diventa difficile da gestire in questa posizione
questo ci permette di
preparare l'uretere, quindi di allontanarci dall'uretere in maniera più
sicura rispetto al fatto di mantenerci sotto la viscere. Qui stiamo
praticamente a destra, facciamo la nostra preparazione da questo lato qua, l'uretere
una volta che abbiamo pareggiato la preparazione destra e sinistra, facciamo in questo modo
tocco così, un po' di pazienza per tenere questo viscere così, innanzitutto mi togliamo
un attimo le garzine, ce le recuperiamo e le togliamo, aspetta, aspetta devo un attimo
utilizzare questa pinza qua, questa lo spengo, prima garzina via, vediamo se è una sola,
quindi di andarci a recuperare il piano posteriore ovviamente del mesoletto
quindi vuoi pulire un attimo questa pinza per favore tagliala un attimo e puliscila
quindi affrontiamo il piano mesolettale con tutto sto grasso penso proprio che
un mini funnestill non sarà sufficiente. Dobbiamo anche soffrire di meno, pure noi.
Siamo peccato, come si dice. Che tipo di anastomosi pensi di realizzare? Una colore
rettale termino terminale, questa è quella che andavo a fare. Una Nati Griffin. Sì, sì, certamente.
A volte la latro terminale fai o no? No, no, sempre una termina terminale. Termina terminale.
Allora, fatto così, andiamo un'altra volta a sinistra. Troppo. Toglimi anche questo ferie,
destra e sinistra. Antonio, tu hai messo il dedino dietro, dietro la lesione? No, perché poi dopo lo devi mettere, eh sì, anteriore, per avere il re, per questo è successo.
Ok, andiamo da quest'altro lato, facciamo un po' di mostra. Allora, se tu con la tua, Giovanni, mi prendi uno di queste cose qua, però delicatamente, perché questo vedo che è fragilissimo, subito, vedi, fa la chimosi, però.
In modo che me lo sposti dall'altro lato. Va bene così, non c'è bisogno che io sposto un attimo questo qua.
Ai tuoi giovani li fai approcciare prima il colon destro o il sinistro?
Il colon sinistro è sicuramente molto più semplice del colon destro.
Sicuramente.
Oggi per come è impostato il tipo di intervento, prima era l'intervento che si regalava al chirurgo per fare un primo colon, perché era molto semplice nell'esecuzione, oggi è diventato molto più complesso del colon sinistro,
però penso che poi uno che è abituato a vedere in un determinato modo sappia poi riprodurre, ovviamente con i suoi tempi,
uno può immaginare che uno possa riprodurre allo stesso modo, però sicuramente se uno fa un mente locale e cerca di memorizzare tutti i passaggi,
Poi puoi ripetere allo stesso modo quello che si fa, perché poi quello che, come diceva un amico mio, quello che fa uno lo possono fare tutti quanti gli altri.
Certo. Statisticamente in chirurgia open quanti retti fate?
In open?
Sì.
Ma praticamente quasi nessuno.
Quasi azzerato, certo.
Sì, sì.
Forme molto avanzato in pazienti anziani.
casi particolari
penso che sia il modo migliore
per farli i retti
perché altrimenti diventa
un intervento un po' alla ciecata
perché è un intervento alla cieca
come ero un tempo
sulla guida della tua mano
noi almeno abbiamo iniziato
con la preparazione delle ali del sacro
non si faceva il mesoreste
Ma perché lì sotto è difficile poterci lavorare, quello che vedi così non riesci a vederlo.
È molto più semplificato, sicuramente, è il piano corretto.
Quello che si vede così non si riesce a vedere.
Assolutamente.
Poi ci sono casi particolari dove è così anatomico la cosa che puoi fare di tutto,
ma di solito i pazienti in generale sono un po' più complicati di quelli che può essere un paziente
occasionalmente, di quei pazienti proprio anatomici che ti permettono di fare tutto, anche alla cieca.
C'è grasso dappertutto.
Eh vabbè, questo lo sapevamo.
Sì.
cerco solo di spostare piuttosto che fare trazioni in modo da non lacerare le strutture che vengono
Così aspiri un attimo là e lavami l'ottica per fuori.
Andiamo. Aspira un po' qua.
Piano piano. Ce la fai?
Così aspirando un po' che fumi.
Qui hai aperto un po'.
Puoi cadere un poco qua.
Sposta un poco qua. Metti un poco qua.
Stai giù qua vicino.
Stai giù qua vicino.
Ma la canna è lunga dove mettere.
Sposta un po'.
altrimenti io non vedo qua
ok
bravo così
mi chiedevano di lavare l'ottica
il tempo che preparo un po' qua
e facciamo questa
pulizia
ok
ok
lavami l'ottica
dai lavami l'ottica
piano piano un po' a destra un po' a sinistra
c'è un bel ingombro
pelvico da parte del mese, un bello doppio di grasso però. Procediamo, se
metti tu qua devi spostare un po' di lato, penso che qui ci dobbiamo, stiamo oltre la
Ok, torniamo sui nostri passi dietro.
In effetti c'è una difficoltà oggettiva per le dimensioni proprio del retto che...
Sì, sì, sì. Vabbè, pian piano. No, è perché dobbiamo, se adesso non liberiamo il peseretto, non riusciremo a sezionare, bisogna preparare bene tutto. Un po' di patina.
Sì, ha una pelvi molto lunga, tanto è vero che...
Lunga e occupata interamente dal viscere.
Sì, sì, vediamo ancora.
Perché dietro ho la sensazione che abbiamo fatto un po' tutto.
E dove si fa sempre... vai, vai.
No, perché così non ti riesco neanche a far vedere.
Di lì è così, sì.
Vabbè, aspira un po'.
Noi sul lato destro abbiamo... io devo soltanto ricongiungermi qua, però vorrei un attimo... non ho capito?
Questo qua è il piano prostatico, che io non riesco neanche a sollevarlo in maniera adeguata.
Ok, dobbiamo l'ottica, dai dobbiamo l'ottica che è sporca. Qui è un po' aperto, appena un poco qua,
No, mi devi spostare un po' questo viscere, che se non ce l'ho spostato, va, prendi un poco,
non riesco a mettere là sotto, quindi non riesco, quindi questa qua. Vediamo un attimo.
Questo può dare alla...
Grazie.
un po' di pazienza, vi dico scusi, però scendere fino giù lì è un po' antipatico, però stiamo procedendo.
vediamo un attimo qua
recuperiamo un attimo
vediamo se andiamo di qua
da sotto
e dall'altro lato
però io devo comunque vedere
un po' di pazienza
dobbiamo andare anteriormente
si si ci dobbiamo lavare dobbiamo fare un poco anteriormente penso che riusciamo a risolvere
qua e qua la stessa cosa, metto un attimo questo, senti il mio dedo lateralmente, da questo punto e
qui in poi, hai sentito la cosa, ci sta qualcosa sopra o no, ok perfetto, e allora secondo me
possiamo mettere anche, però mi cade sempre avanti su benedette cose, mi cade sempre avanti,
Poi mettiamo la sudoratrice, ovviamente considerato l'accesso da dove entra la sudoratrice è impensabile mettere una sudoratrice da parte dell'aiuto perché sarebbe ancora più in alto.
Quindi risulta ancora più fondamentale l'utilizzo della strutturatrice robotica, anche perché la strutturatrice robotica ha un angolo di snodo di 55°, che è il massimo che si può ottenere attualmente in commercio dalle strutturatrici.
Quindi questo sicuramente la rende, di là poi della sua funzionalità intelligente che c'è la Sureform,
nel senso che ci dice se lo spessore della carica è buono, verde, ovviamente la carica deve essere verde,
quindi ci fa la compressione in automatico, cioè ci dà tanti vantaggi che le altre strutturatrici,
attualmente in commercio non hanno
perché le altre sono sempre
basate sulla sensazione del
chirurgo e non su quello
che la macchina in maniera
automatica fa e sicuramente
in maniera molto più oggettiva
di me riesce a
aspetta, aspetta, aspetta
punta un po' verso
ancora, ancora
ok vai, vai, vai
mi dovresti un attimo un po'
prendere qua perché se no
faccio così, vediamo se riesco, mette sempre il dito, vedete, mi dice che è troppo, non c'è niente,
aspetta, aspetta, però non, quindi devo un po', fermati, devo tirare un po' indietro, vediamo,
ok, prima mi aveva detto che il tessuto era troppo spesso, perché avevo messo troppo dentro la sutratrice,
adesso mi ha detto che va bene
è visto sotto?
non c'è niente no?
quando stiamo?
a 3-4 cm
ok perfetto
allora io aspetto comunque sempre
un po' di tempo per far sì che la compressione sia efficace
ma la macchina lo fa da sola
se ritiene opportuna
quindi non sarebbe neanche necessario
questa mia attesa
non penso che una sola carica basterà
penso che ce ne avrà un'altra
un'altra carica
un'altra carica
diciamo non era
semplice lavorare lì dentro
e devo dire che in questo
la robotica consente
di ottenere questi risultati
cioè nel senso di scendere
fino di giù
senza grosse problematiche
anche in laparoscopia sarebbe stato
un po' problematico
perché devi mettere in atto
le strategie che noi abbiamo
che personalmente ho imparato
ma lavorando con
una persona che si chiama Corcione, che mi ha insegnato alcuni trucchi da mettere in atto
quando si va ad agire così basso in una pelvi così stretta e così occupata dalla neoplasia,
ma soprattutto dal retto con tutto il grasso, ma di sicuro in robotica è semplificata la procedura.
tant'è vero che nella mia esperienza mi ero procurato tutta l'attrezzatura per poter fare anche l'approccio dal basso
in modo da fare tipo la TATME, volevo fare per i casi più complessi come questo
però poi devo dire che nella mia esperienza non è mai, almeno fino ad oggi, non è mai servito a fare una cosa del genere
siamo sempre riusciti a gestire
dall'alto
vedete che sta facendo la compressione
un attimo
fammi vedere
togli un attimo qua
dammi sincrosi
ci sta questa piega
peritoneale
del peritoneo prevescicale
che ci dà un sacco di fastidio
ma il catetere sta funzionando
catetere vescicale
funziona bene
no? Perché vedo che si fa questa piega qui, dai, in sincroni, dovete sempre puntare verso il lato
sinistro piuttosto che verso giù la pelle, e poi dopo, aspetta, vai sempre qua dentro, come devo
aspirato là sotto, no, aspirato là dentro, se ci riusciamo ovviamente, va bene, non prendere, non prendere, non prendere, premi troppo, premi troppo, dopo lo puliamo dopo, bene, allora, diciamo che possiamo essere anche contenti per il mesoretto che abbiamo fatto, c'è solo questo piccolo punto qua, ma è sulla parte anteriore, quindi non è significativo,
Se qualcuno prende, aspetta che devo lasciare, aspetta, aspetta, non è preso bene, prendi meglio, piano, piano, piano, ok, sinci, sinci, sinci, ok, carte non ne abbiamo dentro, no? Abbiamo carte dentro? Ok, ok, allora accendiamo le luci, montiamo la macchina e andiamo.
Vediamo adesso se riusciamo a passare bene attraverso la mini laparotomia sovrapubblica,
così vediamo tutto il resto delle procedure che facciamo, quindi facciamo il verde in docianina, la resezione, l'anastomosi.
Quando noi utilizziamo sempre una strutturatrice, come ho detto prima, a tripla fila di punti,
come abbiamo fatto prima nell'intervento per la malattia di verticolare,
Prima, quando utilizzavamo le strutturatrici circolari a doppia fila di punti, mettevamo sempre dei punti di detenzione,
tenevo questa abitudine, e quindi rimontavo il robot e facevo l'anastomosi sotto la guida del robot.
Ma non mettendo più, se non ci sono cose particolari, punti di rinforzo, da quando usiamo le strutturatrici a tripla fila di punti,
noi eseguiamo
cioè l'anastomose lo facciamo
con l'approccio
laporoscopico, quindi è inutile
rimontare la macchina
e altre cose, se non dobbiamo mettere
dei punti
in angoli angusti
dove sicuramente
la strumentazione robotica ci consente
di essere più precisi
ma anche più efficaci
non solo più precisi ma anche più efficaci
e anche meno problematiche
per chi mette il punto
perché è come se mettesse un punto in aperto, piuttosto che fare vari artifici,
si può mettere anche la paroscopia ovviamente, però bisogna fare alcuni artifici per poter
mantenere l'ago dritto, per poter mettere correttamente il punto di sutura.
Avete le immagini esterne, no? Vedo che nessuno ci risponde, ci hanno abbandonato.
Perché sono così stretti questi? No, sono stretti proprio. Sì, sono sette e mezza, però pure prima erano così.
Questa è come l'altra volta che la partita di quanti, bisogna vedere in quale parte del mondo l'hanno presa questa.
Pronto, mi sentite? Siete collegati con noi? Abbassiamo un po' qui il tavolo ancora, per favore.
Sì, sì, sì.
questa non è buona
dammi una più piccola
la metto qua
dai dammi il protettore di parete
usiamo una misura
Penso che possiamo, nonostante tutte le difficoltà, essere contenti, ma si può
vedere anche qual era la profondità della pelvi di questo paziente.
dalla sala ci da un riscontro comunque so che ci vedete le immagini le vedete quindi io continuo
a raccontare quello che facciamo in modo che si ascolta o interagire con noi sia la possibilità
va bene allora continuiamo in questa nostra preparazione del meso attenzione alle mie dita
dammi una gazzina per fuori, una gazzina, ok bene, datemi una legatura per fuori
Ok, puliamo l'ottica, facciamo anche il verde un attimo. Dai, spegniamo le luci di sala,
metti il Firefly, però dovete spostare questa sciaritica, un attimo, un attimo. Spostala la
lascia litica, spostala, spostala e gira in un altro lato, deve spegnere, ok, va inietta, avete l'immagine no?
penso di sì, adesso è stata iniettata, questo è il punto zero, vediamo in quanti secondi si colora
poi mettiamo anche il drenaggio, un trograde 5, riposizioniamo tutto all'interno della cavità
fai un attimo stop e poi fai ripartire
fai stop e fai ripartire
perché fai start
entra dentro
perché non vedi qua
questo è lo stesso che abbiamo tagliato
è spento la luce
ok, dai, pulisci questo drawcard qua
apriamo anche
l'ottica
allora, datemi la lateralità verso di me
ok, datemi
soltanto un po' il tavolo
vediamo un attimo in alto qua
Allora, aspetta, aspetta, ecco qua. Vai, entra. Considera che questo è retto, quindi non devi fare
troppo tuffo. Allora, sei entrato? Bassa un po' la mano. Ok. Vai, apri. Si abbassa un po' la tua mano.
Vai, apri. Così, vai. Vedi dove punta, apri. Ok, vai, va bene, va bene. Vai, vai sempre, vai sempre. Apri, apri, apri.
ha messo a posto questa qua, in modo che possiamo sollevare qua, aspetta un attimo, dammi il mese,
io ti trovo a dare questa qua, vai inizia ad avvitare, alza la domanda adesso, aspetta che ti sposto qua,
avvita sempre, avvita sempre, ok, puoi lasciare quella là, lascia con la pinza, un attimo di pazienza, che rientriamo con l'ottica, vai, esci, esci, non è pulito bene, fai pulito, smettila con questo, non serve, fai per davanti l'ottica,
Nel retto, come ho detto in precedenza, quando abbiamo seguito gli altri interventi, lo mettiamo sempre perché stiamo in sede extraperitoneale e quindi le raccolte che si possono accumulare giù nella pelvi non vengono riassorbite, quindi restano lì.
dai dammi una giovanna
mettiamo un punto qua
il punto
blocchiamo un attimo il drenaggio
dai dagli il punto
ok abbiamo fissato
il drenaggio
il prossimo step è quello
di fissare con
dammi una giovanna
e dammi la colla
blocchiamo il viscere
al peridoneo posteriore
mediante
colla di fibrina
togliamo la lateralità per favore, non la trendellibus, solo la lateralità. Passiamo di nuovo sopra, ci ripetiamo l'anza con cui faremo l'idrostomia di protezione,
vediamo dove sta l'ultima anza, dovrebbe essere questa qua, ok questa, bene. L'idrostomia la facciamo a una trentina di centimetri l'italianza perché così quando andiamo a chiudere l'idrostomia
diventa più semplice, non stiamo proprio in prossimità della valvola che
renderebbe un po' più complicata la anastomosi.
Datemi un filo per bloccare la pinza, blocchiamo con un filo la pinza in modo
da essere sicuri di non avere poi sorprese che non troviamo poi più la presa sul
sul viscere, io ho preso, non ho preso il viscere ma ho preso il meso.
Ok, allora togliamo un po' di questa, anche di questa Trendelenburg, pinza bipolare
questa qui, passa tu sotto all'ultima, ok basta, troppo troppo, è troppo troppo,
quello che poi io non chiudo, quelli più grandi, quelli da 10-12, poiché li sudoriamo non li coaguliamo,
controlliamo solo se fa sangue da dentro, ok, perfetto. Questo qua è posizionato in modo tale
che facciamo poi l'iliostomia in questo punto, quindi comunque non lo coaguliamo. Aspetta un
un secondo, ok, vai, invece tagliamo sotto visione questo qua da 10 a 12, fai vedere, ok, questo qua,
va bene, non sanguino, ok, spegniamo l'insufflazione, e mi scusi, apri qua,
mi dai un portacchi che tiene, e so tre, volete mettere, mi devi dare un portacchi,
Noi chiudiamo sempre gli accessi più grandi perché la possibilità che si formi quello parocele è abbastanza alta,
quindi disegniamo che sia una cosa che vada fatta sempre, questo è il modo più semplice ed economico.
approfitto poi di questo momento
in cui stiamo terminando questo intervento
perché volevo ringraziare ancora una volta
il professore Palazzini
per averci portato anche quest'anno
in questa bellissima manifestazione
ringrazio anche tutti coloro che
mi hanno collaborato in questa giornata
partendo dalla nostra anestesista
Antonella Palma
che è stata così precisa in tutte le sue attività, saltando da una sala all'altra.
Dammi una coca, ovviamente ringrazio anche tutti i personaggi di sala operatoria per la sua attività,
a nome di tutti i miei collaboratori, i quali stamattina a turno si sono prodigati in questa attività
cercando di dare a voi tutti la possibilità di avere delle immagini di ottima qualità
e speriamo anche degli interventi che abbiano quantomeno rappresentato un momento di riflessione per voi
che abbiano potuto significare, spero, in qualche dettaglio, qualche arricchimento della vostra attività.
E in ultimo, però non per ultimo, i tecnici che ci hanno collaborato con a capo Stefano Mascolo, il quale come sempre è preciso nelle sue attività, fa sì che quello che noi trasmettiamo sia vissuto in maniera più significativa possibile.
grazie ancora a stefano no metti non so come la caccia questa no ti sei presa anche adesso
poi metti poi metti metti pure qua metti quest'altra qua dammi una pinza per favore
ok dammi una pinza le forbici la coda di veres per favore ok beh il più buco lo abbiamo giusto
Allora io vi lascio alle immagini esterne che provvederanno a chiudere le brecce per l'ultimo
confezionamento di questa ileostomia laterale secondo Brooke in modo che sia divertente
essendo un'ileostomia per avere minori fastidi per quanto riguarda poi quello che sarà la gestione
del posto operatorio per evitare appunto arrossamenti o altre cose legate proprio alla gestione
dell'astomia in genere. Grazie ancora per la vostra pazienza che avete avuto con noi
e per la vostra attenzione. Mi riferisco sia ai commentatori ma anche alle persone in sala
che ci hanno preferito nella visione di questa giornata. Grazie a tutti.
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