Ottieni il 20% di sconto sul tuo primo ordine con il codice EARLY al checkout. Vedi i piani
Ottieni il 20% di sconto sul tuo primo ordine con il codice EARLY al checkout. Vedi i piani
Ottieni il 20% di sconto sul tuo primo ordine con il codice EARLY al checkout. Vedi i piani
21° CORSO INFERMIERI SALA OPERATORIA Robot in sala operatoria: la difficile sintesi tra innovazione e sostenibilità Saluto dei Presidenti: Prof. G. PALAZZINI – Presidente 35° Congresso Chirurgia Apparato Digerente Dott. C. Buttarelli - AICO Presidente Nazionale Dott. B. Tomei – AICO Presidente Regionale (Lazio) 2° Sessione Sale operatorie green Moderatori: Dott. Ferraiuolo Fabio - Dott. Gobbato Alberto Percorsi di miglioramento continuo per la riduzione degli sprechi Dott.ssa Giurissevich Valentina
Questo video non è ancora stato analizzato
Accedi per avviare l'analisi AI o la trascrizione.
Passerei alla dottoressa Valentina Giurisevic che ci presenta percorsi di miglioramento continuo per la deduzione degli sprechi.
Grazie. Allora, grazie per questo invito. La mia relazione tira un po' le somme delle relazioni precedenti, va a chiudere il cerchio sull'argomento di oggi.
In particolare io mi sono focalizzata sul focus che sono i rifiuti e il problema del loro corretto smaltimento che rappresentano un pericolo per il futuro dell'ecosistema, per la salute dell'uomo e la terra in generale.
A causa del crescente progresso della civiltà si verifica un aumento di beni di consumo e di conseguenza un aumento dei rifiuti prodotti.
risultati. Nella programma dell'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile emerge la necessità di
intraprendere azioni urgenti in tema di cambiamento climatico attraverso l'adozione di comportamenti
più adeguati per ridurre l'emissione di carbonio. Il settore legato alla salute contribuisce fino
all'8% dell'emissione globale e gli ospedali ne rappresentano i maggiori contributori. Considerato
ad esempio che ogni singolo intervento chirurgico genera un'emissione di CO2 variabile a seconda
della tipologia ma paragonabile al consumo di carburante di un'automobile che percorre
distanze chilometriche più o meno lunghe. Secondo il rapporto diffuso dall'ISPRA nel 2019 i rifiuti
sanitari prodotti in Italia sono pari a circa 200.000 tonnellate, di questi quasi 175.000
tonnellate sono rifiuti pericolosi. I rifiuti sanitari maggiormente prodotti sono costituiti
da rifiuti sanitari a rischio infettivo, con produzione pari a 142.000 tonnellate. La maggior
parte dei rifiuti viene prodotta e trattata negli impianti del nord Italia, il 48% dei
rifiuti sanitari totali. La produzione dei rifiuti all'interno dei blocchi operatori
negli ospedali rappresenta quasi sempre il punto di maggior produzione dei rifiuti sanitari
a rischio infettivo. Spesso però i rifiuti prodotti nell'area operatoria vengono erroneamente
considerati a rischio infettivo, dimenticando della potenzialità di una corretta differenziazione
dei vari materiali. I materiali correttamente differenziati possono diventare quindi una
nuova risorsa, anche economica, e abbattono così i costi di smaltimento dovuti ai rifiuti
sanitari a rischio infettivo. Qui riporto un articolo dove ho tratto quello che vi sto
dicendo, sul fatto che l'ambiente della sala operatoria è diventato il principale produttore
di rifiuti ospedalieri a rischio biologico. Vi vorrei portare all'attenzione che però ci sono
delle strategie come la creazione della task force Sustainability in Surgical Practice che
si è concentrato sull'implementazione di iniziative, sulle competenze, sulla conoscenza,
quindi sviluppo di programmi educativi, comprensione della sostenibilità chirurgica,
chirurgica, iniziative per valutare quali sono gli ostacoli, quali sono le sfide nell'adozione
di una sala operatoria più ecologica e ovviamente la leadership con società scientifiche che vanno
a lavorare ovviamente su questo tema. Un approccio più green potrebbe realmente incidere positivamente
sull'ambiente, pur essendo evidente che la sostenibilità non può rappresentare la prima
priorità nel momento in cui si deve affrontare una malattia. La comunità scientifica ha ben
in presente il problema, condividendo la necessità di una precisa strategia green, che diventa
ovviamente imperativa, però è l'acquisizione anche di una migliore conoscenza dell'impatto
dentale della chirurgia, identificando possibili soluzioni senza compromettere in alcun modo
la qualità delle cure. È un percorso da affrontare step by step, creando dei green team interdisciplinari
in grado di implementare comportamenti adeguati, verificabili, con indicatori misurabili e
e discussi periodicamente con tutti i membri dello staff.
Come ha detto prima il collega Menduni, l'obiettivo è da perseguire dettato dalle cosiddette regole dell'ERNE,
quindi riutilizzare, ridurre, riciclare, ripensare, ricercare, quindi su che cosa?
Su camici, teleria, strumentazione monouso, alternandola con strumenti riusabili,
ricercare partnership con l'industria medicale, la possibilità di produrre dispositivi smontabili
nelle loro componenti metalliche e plastiche, quindi riutilizzabili.
Ripensare che lo smaltimento dei rifiuti, modificandone il flusso, genera un risparmio
fino al 60% di materiale non a rischio biologico, come i materiali che compongono le confezioni,
la carta e la plastica. Ripensare anche un'adeguata programmazione del consumo dell'acqua
e alla modulazione delle stesse procedure anestesiologiche.
Di pensare alla proprietà delle procedure chirurgiche,
utilizzando determinate tecnologie e strumentazioni
solo in campi di applicazione specifici,
laddove alternative condotte con rigorosa tecnica chirurgica
garantirebbero comunque la sicurezza dei risultati.
Proprio pensiamo per esempio alla sostituzione dei gas alternativi anestetici locali,
anestesia endovenosa che può portare a sostanziali benefici all'ambiente finanziario e sociale
e contribuire a mitigare il cambiamento climatico e a promuovere rischi sostenibili nella procedura
chirurgica. L'uso di macchine anestetiche che limitano il flusso dei gas che stiamo
sempre di più utilizzando nei nostri blocchi operatori può produrre una maggiore riduzione
segnalata sull'impatto climatico tramite la riduzione dei rifiuti chirurgici e impronta
di carbonio. Qui vi ho portato un articolo che parla di un esempio
di economia cicolare, il riciclo e l'uso dei dispositivi tessili
per la sala operatoria. In particolare i tessili hanno una vita
e però dopo questa vita ovviamente vengono gettati, ma questo potrebbe
essere uno spunto perché seppur non conformi agli standard qualitativi
di richieste dalle norme ospedaliere, possono essere riciclati o riutilizzati in prodotti di altro tipo.
Quindi l'obiettivo è rimettere questi dispositivi in un ciclo di vita di un nuovo prodotto,
in un'ottica di economia circolare, anche se magari non nella parte sanitaria, magari in un'altra industria.
Qui invece vi parlo di un progetto che abbiamo sviluppato in Asugi, qua a Trieste, sulla green surgery,
proprio all'interno dei nostri blocchi operatori. La raccolta differenziata presso il blocco operatorio è già presente.
L'azienda però ha implementato il numero dei contenitori e ha introdotto ulteriori differenziazioni di materiali,
quindi plastica, vetri, metallici, alluminio, tipo il blister, degli aghi, la carta, il cartone,
i rifiuti sanitari a rischio infettivo, i farmaci scaduti non utilizzati e il secco residuo.
L'azienda ha implementato la formazione del personale operante presso il blocco operatorio. Gli eventi formativi hanno avuto come obiettivo di sensibilizzare tutto il personale sulla differenziazione dei rifiuti prodotti.
In particolare attenzione è stata posta anche l'informazione presso i locali mediante cartellonistica e poster, poiché c'erano tantissimi bidoni con colori diversi e poi ovviamente i poster relativi a dove gettare i vari rifiuti.
Quello che abbiamo praticamente i risultati sono stati che abbiamo avuto un risparmio economico e anche un risparmio ambientale. Infatti abbiamo fatto il calcolo delle emissioni effettivamente prodotte dalla differenziazione dei rifiuti e l'eventuale peso delle emissioni nel caso non si fosse attuata la sperimentazione e l'effettivo risparmio ambientale valutato in minor chili di CO2 emessi.
In definitiva nel prendersi cura del paziente si arriverebbe a prendersi cura anche della comunità
costruendo una cultura nel rispetto per l'ambiente sia in sala operatoria che al di fuori di essa
quindi con tutto quello che riguarda poi l'attività perioperatoria.
Le pratiche sostenibili delle sale operatorie possono anche apportare benefici per la salute e la sicurezza pubblica
riducendo gli inquinanti nocivi e migliorando la qualità dell'aria.
L'adozione delle sostenibilità e delle pratiche delle sale operatorie verdi si allinea con le preferenze dei consumatori
e rende le aziende a prova di futuro in un mondo in rapido cambiamento.
Grazie per l'attenzione.
Chat AI
Accedi per chattare con questo video tramite AI.