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22° CAD anno 2011 VIDEOFORUM Presidenti: A. LICATA (Catania) A. REDLER (Roma) Moderatori: A. BESOZZI (Acquaviva delle fonti BA) P. IACOVONI (Acqui Terme AL) P. MARINI (Roma) D. PIAZZA (Catania) Discussant: A. IUPPA (Catania) V. PANEBIANCO (Taormina ME) G. TROMBATORE (Lentini SR) Lesioni traumatiche del diaframma: approccio toraco-laparoscopico B. Pascazio, S. Lattarulo, M. Milella, G. Barile, M. Loizzi, A. Pezzolla
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Prima di inquadrare il caso, un piccolo escursus sulla patologia.
Parliamo delle lesioni traumatiche del diaframma, sappiamo che solitamente sono a seguito di una lesione contusiva o penetrante,
solitamente una forza esterna che agisce appunto a livello toracico o addominale.
Perché abbiamo scelto un approccio toracolaparoscopico piuttosto che un approccio toracolaparotomico?
Ovviamente per una migliore diagnostica, per la possibilità appunto di intervenire, per gli ausili tecnologici, ovviamente il minimo disagio soprattutto per il dolore post-operatorio e la breve degenza.
La controindicazione ovviamente assoluta a procedere con la laparoscopia nei pazienti traumatizzati ovviamente se il paziente è emodinamicamente instabile.
Il paziente è un paziente albanese obeso di circa 38 anni, è stato approcciato laparoscopicamente con un open laparoscopy e un paziente è giunto da noi in elicottero, presentava questa lesione diaframmatica che però è passata per parecchio tempo misconosciuta a seguito dell'incidente, poi è stato subito trasferito da noi.
Questa è l'accesso toracoscopico, abbiamo lavorato insieme all'equip dei chirurghi toracici, la lesione del diaframma era a sinistra, si presentava come una lesione a stella, i margini del diaframma non erano più integri, c'era già fibrina che si apponeva sui margini.
Come potete vedere l'ernia in torace era abbastanza voluminosa, con stomaco, parte del colon e ovviamente epiplon che erano tutti risaliti in torace.
Si è provato all'inizio con una pinza autraumatica, quindi con una Joanne, a riportare i visceri in cavo addominale.
Inizialmente l'equip di chirurgia generale dall'addome e l'equip di chirurgia toracica dalla piccola breccia toracoscopica che era stata fatta,
come vedete con una pezza e una pinza, cercavano di riportare i visceri in cavità addominale.
Poiché l'ernia era molto voluminosa si è passato ad un approccio con un lap disc, l'operatore con una mano ha riportato all'interno dell'addome i visceri erniati perché era molto voluminosa come ernia e quindi per aiutarsi.
Nel frattempo è stata messa una pezza a proiezione dei visceri parenchematosi e nel frattempo il chirurgo toracico inizia la sutura sul diaframma.
Questa è l'attack pre-operatoria e il risultato poi post-operatorio. Un accento lo vogliamo mettere appunto su questo approccio multidisciplinare al paziente politraumatizzato. C'è stata appunto questa collaborazione tra le due echipe che ha portato un ottimo risultato e una breve degenza del paziente.
Bene, complimenti. Domande dall'uditorio? Allora, i nostri moderatori.
Due cose, chiaramente si è visto che siete andati in toracotomia, visto che la lesione era piuttosto grande, visto il doppio accesso toracotomico e poi laparoscopico,
se non avete pensato
per niente di mettere una rete
anche per
perché qualche volta
si vede che poi quando
arrivano in tensione
eravate soddisfatti della sutura
eravamo soddisfatti del risultato
quindi non c'è stato bisogno
complimenti per il film
una sola domanda
c'era un'intubazione selettiva
del polmone destro
non comprendo perché
L'intervento del chirurgo toracico, ho avuto un'esperienza fortunatamente di non solo caso di lesione traumatica del diaframma, ho fatto la paroscopia riportando tutto sotto, ho sudorato il diaframma da sotto, per la verità ci ho messo anche un P5 in quel diaframma, quindi non ho capito perché il chirurgo toracico.
Diciamo che mi piace rispondere perché ero io coinvolta in questo, quindi forse è una domanda che chiaramente so che lei benissimo sa rispondere.
Il messaggio di questo intervento è stato forte, il paziente era un obeso, pesava 140 kg, è arrivato in elicottero dall'Albania, era una lesione inveterata,
Lui era ricoverato, nessuno si era accorto, immagini nostrangiati e col senno di po' gli avremmo dovuto fare, la risposta è subito, gli avremmo sicuramente fatto una laparotomia, io ho cominciato, se vedi l'accesso è stato all'inizio in laparoscopica ma era uno sbanderamento, andava tutto in torace, quindi credo sempre che nella lunghezza dei tempi, che nell'approccio migliore per il paziente, se una multidisciplinarità può servire a una mini-invasività e a durata del tempo di intervento ci è sembrato un giusto ecco.
quello di questo messaggio grazie una forma di diciamo di ottima prudenza anche per per
abbreviare i tempi complimenti complimenti per lei complimenti perché la difesa è
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