Ottieni il 20% di sconto sul tuo primo ordine con il codice EARLY al checkout. Vedi i piani
Ottieni il 20% di sconto sul tuo primo ordine con il codice EARLY al checkout. Vedi i piani
Ottieni il 20% di sconto sul tuo primo ordine con il codice EARLY al checkout. Vedi i piani
32° Congresso Chirurgia Apparato Digerente anno 2021 Non si direbbe Nunzio Tricarico Primario chirurgo presso ASL Napoli 2
Questo video non è ancora stato analizzato
Accedi per avviare l'analisi AI o la trascrizione.
Sembrava la fine del mondo, ma sono ancora qua.
Il tempo di inventarsi un'altra diavoleria.
Io sono ancora qua!
Buonasera, pubblico porta a porta.
Parleremo stasera di 30 anni più uno di la varoscopia,
con i protagonisti che sono in collegamento con noi.
Ma cosa accadde davvero di così spettacolare
tra la fine degli anni Ottanta e gli albori degli anni Novanta?
Vediamolo in questo servizio.
Filippe Mouret ebbe l'intuizione per primo.
Di lì a poco il fermento diventò virale e contagiò tutti i chirurghi.
E mentre nel mondo si susseguivano eventi straordinari,
i contagiati ricordano.
nel 1990, c'eri anche tu Nunzio, ricordi? Io mi trattenevo sempre da Mouiel per guardarlo
un po' il saloperatore, lui era come un libro stampato di tecnica chirurgica e quel giorno
io lessi nel listo operatoria colicistectomia per viala peroscopica, ma dissi vabbè ci
sarà un errore di battitura, lui invece il giorno dopo fece questa colicistectomia per
per via la peroscopica, era la prima che faceva, in un modo un po' arrangiato.
Infatti si girò verso di me sorridendo e disse
«Messi rendano, sa se bricolage?»
Perché usava tutti strumenti un po' raccoglitici.
Come tornei a Napoli immediatamente mi detti da fare per trovare lo strumentario
e in un mese riuscii ad averlo.
Io in questo mese ogni notte mi sognavo quella colicistetta mia.
Quindi io dopo 30 giorni feci questa colicistectomia laparoscopica che mi risultò abbastanza facile perché ne avevo fatte 30 in sogno e così è cominciata la laparoscopia, il lap club eccetera eccetera eccetera, cose che tu ben sai.
Per quel che mi riguarda la prima colicistectomia laparoscopica è stata una sequenza di eventi fortuiti
avvenuti nella fine degli anni 80 quando lavoravo col Bruce e con il professor Bismuth
Ad aprile dell'89 il nostro maestro professor Bismuth è rientrato dal congresso della Sages di Nashville
entusiasta per aver visto la presentazione di Jacques Perrissat di una colicistectomia laparoscopica
Unisce tutti i suoi chirurghi per dire bisogna partire con questa esperienza.
Vengono scelti due peones, io che ero l'unico straniero dell'equipe e Marc Joanne che poi divenne famoso per il nome della pinza.
Pochi mesi dopo mio padre che era il direttore della clinica chirurgica di Torino mi chiese se poteva iniziare questi interventi lì
perché si temeva che i francesi, in particolare Mouret, venissero a fare interventi a Torino.
Noi volevamo seguire l'Idriss, spostando in qualche maniera la clientela.
Ma non ci è riuscito!
Io una volta alla settimana prendevo l'aereo, andavo a Torino, la prima volta non ci riuscimmo
e poi a metà di febbraio del 90 riuscimmo a fare i primi interventi.
Napoli è mille colori!
Per pura combinazione vado a visitare la clinica di Filippo Nuretti.
Nel pomeriggio davanti a noi tre coregistectomie laparoscopiche e un'appendicectomia,
dei quali capì poco e niente e quindi però da lì è incominciata la folgorazione verso la chirurgia minima salare.
E raccontai tutto al mio maestro, il professore Califamo.
Mi chiamava ogni tanto e diceva, Corciò, Corciò, racconta che cosa hai visto al mio amico professore.
E io raccontavo ogni volta che avevo visto A, B e C.
Ma che è successo? Non che io tengo un nipote che si chiama Geppino?
E il professore ovviamente, dopo che io avevo raccontato tutto quello che aveva visto, mi diceva
Ma che dici? Ma com'è possibile?
A me? Ma parla strunza!
E ho avuto l'idea di andare a trovare i pazienti il giorno dopo in clinica.
Incontrai un avvocato milanese che si era fatto operare la sera prima e il giorno dopo alle 9 me lo ritrovo seduto in poltrona, canalizzato,
che beveva un tè e leggeva il Corriere della Sera
gli chiedo, avvocato, ma lei come si sente?
lui mi dice, bene, benissimo
e quindi pensai, se questo è il risultato del giorno dopo
il futuro è la chirurgia minipasiva
andiamo bene
ammettere che questi anni 90 hanno davvero un po' rotto le palle
guarda che gli anni 90 sono un'epoca
che con pochi mezzi ma tanta fantasia
ha fatto la storia. Tu devi tutto questo agli anni 90. Sentiamo in collegamento gli altri ospiti.
Lavoravo in Francia, una buona esperienza in chirurgia open e una buona esperienza,
e questo forse è stato il là, in chirurgia al microscopio. Quindi avevo già un'esperienza di
qualcosa mediato da un video, forse anche un microscopio. Uscita dalla paroscopia ci siamo
saltati sopra, è stato quasi un passaggio naturale. E i risultati sorprendenti l'hanno
meravigliato? Un po' ci riaspettavamo, un po' vedere che un paziente operato di colecisti
lo potevi alzare il pomeriggio, non dovevi drenarlo, aveva molto meno dolore. Abbiamo
avuto anche i problemi, ma gli insufflatori dell'epoca non ti davano il segnale di allarme,
l'ottica era poco più che un bianco e nero, qualche paziente ha pagato lo sconto.
La stragrande maggioranza di risultati geniali è stato un bel passo in avanti.
Io ho incontrato la laparoscopia a Toronto nel 1989.
Eravamo un gruppo folto di italiani e andammo a sentire il compianto Muret
presentare la sua colecisti laparoscopica.
Quando presentò questa cosa ci fu un mormorio in aula.
A me ma parla strunza!
Qualcuno disse UCAF, Unione Complicazioni Affari Semplici.
Torno a Roma e Nicola Basso mi trascinò in questa meravigliosa avventura.
Professore Basso ci può raccontare che cosa successe quando ne andò a parlare con i cattedratici più anziani?
La prima cosa che mi dissero...
Ma che cazzo dici?
Ma che cazzo stai a dire?
Uno che ha la cattedra di chirurgia a Roma si mette a fare questi giochi di ragazzini.
E io dissi che io in questi giochi di ragazzini ci credevo e ci credevo tanto.
La prima volta che mi chiamarono in televisione, primi tempi del 91, ero io ed un importante cattedratico italiano.
L'intervistatrice poi chiese al cattedratico, lei che ne pensa? Ma dice, penso che è un costume, passeggero, passerà come tutte le mode.
Il mondo tremava per gli attentati. Esordivano l'euro ed i social.
L'Italia vinceva i mondiali, Obama primo presidente di colore, scomparivano personaggi amati in tutto il mondo.
Dunque la chirurgia laparoscopica si sviluppò in tutto il mondo, ma se stessero anche le indicazioni?
Devo dire che ho avuto una grande fortuna, la mia grande fortuna si chiama Alberto Peracchia.
L'uomo è sempre l'uomo e penso rimarrà un uomo.
Sendo uno dei padri della chirurgia dell'esofago e soprattutto era un uomo illuminato che credeva moltissimo nella tecnologia e nei giovani, mi ha teleguidato nelle mie prime mosse, mi ha insegnato tutto quello che ho imparato sulla chirurgia dell'esofago.
Grande maestro che non ha osteggiato come è capitato a molti ma ha spinto.
A settembre del 91 su Sargi Calendoscopi esce l'articolo di Jacobs e Verdeca sui primi 25 colon
operati in laparoscopia. Andai dal mio maestro dell'epoca, Eugenio Santoro, e gli dissi guardi
prof non possiamo non iniziare. Lo scetticismo fu breve e due anni dopo cominciammo a fare
colon laparoscopico nel 93. Il primo colon laparoscopico al vecchio istituto Tumori di
Roma era del giugno del 93. 8 ore di intervento per fare un colon, anestesisti sfiniti e tragedie
e poi invece il futuro. Ci ha dato ragione.
Gli avvenimenti nel globo continuavano ad essere straordinari e straordinario fu anche
il procedere rapido dello sviluppo tecnologico, dall'alta definizione alla 3D, al robot e
e scuole di formazione per i giovani.
Lo scopo è cercare di evolvere, di fare sempre meglio,
per cui da una laparoscopia di base si passa alla laparoscopia avanzata.
Con le difficoltà crescenti, quando sono venuto a conoscenza della robotica
e dopo averla osteggiata sono andato a provarla,
ho capito che era una strada nuova, che dava una nuova filosofia di intervento.
E la divulgazione in tutti i continenti in diretta.
L'idea di fare un collegamento da tutto il mondo che poi da tre collegamenti siamo passati a 18 collegamenti è venuta dalla voglia di dare la possibilità a tutti di vedere che cos'era la nuova chirurgia laparoscopica e di vedere cosa facevano negli altri continenti perché non è detto che in Italia facciamo meglio degli Stati Uniti o del Giappone e quindi poterci confrontare con altri colleghi in modo contemporaneo senza far spostare le persone ma facendo spostare solamente le persone che vengono a casa.
a Roma. Si sentirebbe oggi di dire chi l'avrebbe detto? Ma chi l'avrebbe detto? Chi avrebbe
smosso tanti altri campi della medicina? Nessun'altra rivoluzione è stata così rivoluzionaria
come la chirurgia laparoscopica. Sì direi chi l'avrebbe detto perché la prima volta
che ho visto una colicistectomia laparoscopica ho proprio detto a me ma parla strunza! E
E la prima volta che ho provato a farla, ho detto, ma tu guarda, però viene bene.
Non si direbbe.
Il futuro è questo, quello della laparoscopia.
La robotica è fatta a parte, è un'innovazione tecnica, non è un cambio di qualità della chirurgia.
E dunque, per concludere...
Da dove vieni a chirurgia?
Dove va la chirurgia?
Dove va?
Dove va?
Dove va?
Nella vecchia fattoria, iaiaia, oh!
Cara vecchia chirurgia, iaiaia, oh!
solo la paroscopia, c'è Rendano, Dano e Mujel, c'è Morino, Rino, Perissa e le Zocche, Zocche,
Van der Waal, Giulianotti, Otti e Duluc, c'è Corcione, Cione, Maresco e Sartori, Tori,
c'è Cadier, tutti gli altri annunziato.
Chat AI
Accedi per chattare con questo video tramite AI.