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34° Congresso Chirurgia dell'Apparato Digerente, anno 2023 Dr. Alberto Patriti Plastica per Ernia Ventrale con approccio laparoscopico Direttore Unità Operativa Complessa Chirurgia Generale presso AST Pesaro - Urbino Azienda Sanitaria Territoriale di Pesaro - Urbino Azienda Ospedaliera Marche Nord
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Gas. Buongiorno, ciao, buongiorno, sono Alberto Patriti.
Buongiorno prof, sono Lagedano, qui il tecnico del professor Parasidia da Roma.
Ciao.
Buongiorno.
Che tipo di intervento fa?
È un intervento per un'ernia ventrale.
Ok.
La paroscopia.
Sì, a breve verrà commentato.
Va bene. Posso iniziare a descrivere il caso?
Sì, vuoi cominciare?
Un paziente è un maschio di una settantina d'anni, non ha importanti comorbidità ad eccezione di un po' di sovrappeso,
che ha avuto il riscontro per dolore di un'ernia epigastrica con una porta erniella di circa 4 cm.
Faremo un approccio laparoscopico come di nostra abitudine, in genere per la maggior parte delle ernie ventrali ormai,
Con l'approccio dal fianco sinistro, mi dai il bisturi?
Primo accesso, usiamo sempre il trocar ottico, avete visto che abbiamo indotto l'opneamo con l'ago di Verres.
Per i trocar ottici, i trocar in generale usiamo i trocar X1 come potete vedere,
ingresso in cavità i muscoli e siamo in cavità peritoneale.
controllo del lago di Verres eccolo qua controlliamo che non abbia fatto danni e
ecco qua la nostra ernia. Mi sentite? Aviamo un attimo l'ottica. Mi sentite? Sì benissimo.
Buongiorno sono Marco Rigamonti. Pronto, piacere. Ciao piacere Alberto. Ciao. Buon lavoro a voi.
Grazie. Grazie da parte di Giorgio Palazzini. No ma grazie a voi per l'invito. Ci stiamo vedendo.
Grazie a voi per l'invito, oggi facciamo chirurgia di tutti i giorni per vedere un po' qual è l'approccio dei materiali utilizzati, in genere facciamo ormai da anni per questi casi di arnie ventrali un accesso laparoscopico dal fianco di sinistra, come vedete il trocar da 10 lo mettiamo molto vicino all'arcata costale,
in maniera da evitare poi di mettere punti alla fine dell'intervento
perché c'è la scatta costale, i muscoli scorrono
e quindi riparano il difetto senza bisogno di punti
in quanto quella è una zona che può determinare dolore molto spesso nel posto operatorio
quindi cerchiamo di evitare
come ho detto prima sempre usiamo trocar atraumatici
il primo sempre ottico
questa ormai è un'abitudine che abbiamo da qualche anno
non so
se anche voi
la pensate un po' come noi
comunque il primo trocar è sempre meglio
vedere il percorso
è molto più potente chiaramente
è meglio vederlo il percorso
che fa
e anche perché sono molto laterali
esatto
quindi se c'è l'intestino disteso
così è meglio vederlo
laviamo l'ottica un pochetto
e alziamo il tavolo di 5 centimetri.
In genere questa ormai è una chirurgia che facciamo in one day surgery,
sono pazienti che vanno a casa la mattina dopo,
raramente succede che siano loro complianti da andare via la sera stessa,
anche se teoricamente è una cosa assolutamente fattibile.
I geni di questi pazienti fanno tutti un tap block prima dell'inizio della procedura, quindi anche il dolore post-operatorio è molto limitato, il grasso mentale è già ridotto, senza bisogno di fare grosse viscerolisi, comunque si ha un'ernia molto dolorosa.
La bipolare ce l'abbiamo?
Ok, facciamo un attimo le mostrasi sul lomento.
Il tap block è una cosa molto importante.
È fantastica, penso il primo presidio per quantomeno la chirurgia di parete, analgesico, sì.
Noi adesso lo facciamo anche spesso, anche i nostri anestesisti preferiscono farlo anche alle colecisti,
cioè gli interventi brevi in genere facciamo tap block.
Ho fatto anche diversi colon, anche diversi interventi lunghi.
E dopo tutto dà una buona copertura del dolore anche in quei casi, poi evita il disagio del paziente della peridurale, ok, torniamo su, se abbiamo un centimetro misuriamo un attimo il difetto più a scopo didattico che altro, è stato già misurato nel preoperatorio con un'ecografia, vai,
sono quelle cose che in genere poi si fanno a occhio, però molto spesso, il diametro
maggiore è quello laterale, 3 cm per 2 cm, il mio aiuto è, scusami, dicevo poi calcoli
l'overlap sempre dal punto di vista didattico, esatto, di 4-5 cm laterale, su tutti i lati,
Sì, sì. Allora, iniziamo, iniziamo, sì, mi dai una grasper, per favore?
Mi aiuta il dottore Eugeni, Eugeni, iniziamo lateralmente, verso di noi,
e poi tutto il fat pad presente sulla linea mediana lo portiamo, lo abbassiamo.
Sacco sì, sacco no, penso, ci staremo, penso, tutto il giorno a discutere chi lo fa, chi non lo fa,
come suturare sì, suturare no, ormai sta diventando quasi una diatriba filosofica, noi facciamo
un genere quando pensiamo che la cosa può essere di beneficio, tiriamo giù il sacco
e quando il sacco è molto grosso no, io qua penso che toglierlo possa dare un beneficio
per la riduzione del sieroma, anche perché essendo un'ernia piccola, questo rotonda
con una bella camera sottocutanea, secondo me il sieroma è molto probabile che lo faccia.
Quindi se riusciamo anche a ridurre il sacco e poi suturarlo, penso che un beneficio il
paziente lo possa avere in termini di presentazione del sieroma.
sicuramente sì, anche perché è una procedura su questo caso relativamente semplice
esatto, diciamo che è buonsenso secondo me farlo a questo punto
una regola di buonsenso, sì, pienamente d'accordo
poi vedete c'è anche un po' di lipoma
perché ho visto a congressi ci sono delle aspe diatribe sull'argomento
come dicevi è giustamente solo filosofia
l'epigasto è la presenza o meno di una diastasi, come sapete è molto frequente, abbiamo l'ottica,
molto frequente in caso di erne pigastrica, probabilmente anche la prima causa con causa
per lo sviluppo di erne di questo tipo, specialmente nei pazienti un po' cicciottelli come il nostro
Il collegamento è iniziato un pochino tardi, come li studiate questi pazienti? Ecografia,
attacco della parete? Dipende, intanto se sono pazienti che sono ernie primitive oppure
i laparoceli, ernie primitive come in questo caso, l'esame obiettivo e un'ecografia sono
più che sufficienti, poi nei laparoceli invece in genere quelli di dimensioni maggiori richiediamo
comunque sia una TAC di parete in bianco in ponzamento, quindi chiediamo al radiologo
di fare la TAC con il paziente che aumenta la sua pressione intra-addominale in modo
modo da evidenziare bene la porta erniaria e il sacco, però nei piccoli difetti così
no, io penso che la radiologia nel caso delle ernie è usata un po' eccessivamente, specialmente
da medici, perché il paziente va dal proprio medico di famiglia, gli fa vedere l'ernia,
la prima cosa che chiede non è la consulenza del chirurgo, è l'ecografia, non so se
è un'abitudine delle mie latitudini o anche delle vostre, però spesso non è che ci dà
notizie aggiuntive o interessanti. A volte dà dei giudizi forvianti. Per non parlare
dei referti ecografici sui controlli che il paziente fa in autonomia dopo una plastica
la paroscopica, in cui fanno diagnosi le più disparate, le cose più incredibili vengono
fuori, recidive, sieromi, cose che non esistono, poi devi andare a spiegarle ai pazienti, quindi
diciamo che è un mai comune, questo mi fa piacere, mi fa un enorme piacere perché quantomeno
ma un po' e mezzo gaudio. Facciamo le mostrasi sul grasso, laviamo l'ottica. Io penso sulla
chirurgia di parete, a parte nei grossi laparoceri in cui il planning preoperatorio va fatto
correttamente per eventuale valutare l'approccio laparoscopico o la component separation, ma
nelle piccole ernie penso che la mano del clinico sia più che sufficiente. Giriamo.
A questo punto andremo a chiudere il difetto e anche qua secondo me abbiamo da discutere, lo chiudiamo da dentro o da fuori? Noi facciamo indistintamente le due metodiche, è più veloce il punto trasfisso, su questo c'è poco da dubitare, anche se gli viene riconosciuto un probabile aumento del dolore.
dolore quantomeno un discomfort dovuto alla presenza di un salzicciotto duro diciamo così
al di sotto del lì dove c'è l'azzacco erniario per i tessuti che si accartocciano però però
lo consideriamo molto efficace noi un buchetto dobbiamo farlo perché dopo quando posizioniamo
la mesh faremo comunque sia un buchetto per far entrare un ago aspetta qua vediamo se va
va bene, molto probabilmente utilizzeremo questa tecnica che usiamo di solito con l'ago
trasfisso, che è quello che facciamo quotidianamente, insomma, ok ragazze, quando il buchetto è
piccolo, prepariamoci ad abbassare l'opneumo, a questo punto iniziamo ad abbassare l'opneumo
peritoneo per consentirci la struttura del difetto e poi l'allocamento della rete, allora
Andiamo a vedere il difetto, qua è da fuori, abbassiamo lo pneumo, noi facciamo un piccolo
buchetto cutaneo con la punta del bisturi e usiamo il buchetto per fare un po' di tutto,
per mettere il punto, non prendiamo tanto tessuto, giusto i bordi, a questo punto forse
dobbiamo abbassare un po' di più lo pneumo, mettilo a 8, ottimo, a questo punto suturiamo
normalmente, poi con una pinza chirurgica, con un crail riportiamo la cute al suo livello
normale, perché qui si fa un piccolo infossamento, una crail, con una crail andiamo a scollare
i tessuti dal punto, in modo che quando si risveglia il paziente non si trova anafove
E' un po' di diastasi. Se fosse stata una giovane donna molto probabilmente gli avrei sotturato tutta la diastasi. Tu che pensi? Doverla trattare oppure no? Lui è paziente sintomatico solo per l'ernia e ha una settantina di anni.
Non riesco a vedere di preciso quanto sia la diastasi, penso sia un centimetro, un centimetro e mezzo.
un paio di centimetri forse due sì un paio di centimetri e considera l'età il fatto che è
sintomatico solo per quest'ernia e non è una bella ragazza insomma esatto ok abbiamo messo
i due punti metterei forse uno qua sotto dai un altro usiamo sempre il solito buchetto
Ho chiuso il difetto, anatomica per favore, lo tiriamo sulla pelle, ok, e tagliamo tutti i fili, raso pelle, ci prepariamo una rete, cambio guanti, usiamo una rete Relimesh, quella da quant'è?
11 per 14
e 14 per 18
facciamo 14 per 18
visto che il difetto era di
era di
circa 3 cm
all'ipografia 3,8
però è brutta questa diastasia
la copriamo un po' con la rete
ok, cambio guanti
non so se conoscete la rete
che andiamo a impiantare ora
è una rete Relimesh
è una rete composta
di polipropilene nella parte che va verso la fascia muscolare, di PPFE nella parte che va verso i visceri,
è una rete che secondo me ha il grosso vantaggio di una grande memoria, nel senso, sono inquadrato?
Memoria è un vantaggio dal punto di vista tecnico notevole.
Sì, perché guardate, è completamente accartocciata, la riapri, torna normale.
Quindi nel momento in cui la andiamo a introdurre in addome, la piegheremo tutta per introdurla nel trocar, ma una volta entrata, vedrete, si riapre.
Come sistema per l'allocamento, per il fissaggio, in genere questo è homemade.
Vedete che qua nel lato EPTFE, nel lato viscerale, ha delle linee che ci indicano i diametri.
Qua nel punto di mezzo della parte opposta ci passiamo un punto, che leghiamo e lasciamo lungo.
e poi usiamo per fissare provvisoriamente la rete
la bagniamo un pochetto
Lamina e Joan
e come vi dicevo vedete l'ho girata completamente guarda è tornata
è andata normale
immediatamente
a questo punto riprendiamo il nostro ago
rientriamo dal nostro buchino
fissiamo il filo con una craile
Giovanni Grasper, ci aiuto l'indice dei diametri per poterla posizionare agevolmente, ecco
fatto, ok, fa vedere verso di noi, perfetto, allora dammi un po' le protac, andiamo più
verso di noi e poi vedete è una rete molto fina, quindi anche le protac non è che faticano
rispetto agli assorbibili. Allora noi i riassorbibili li utilizziamo prevalentemente nelle ernie
inguinali, visto che è per evitare il dolore cronico che è una delle complicanze maggiori
dell'ernia inguinale, se ne parla poco però è così, è vero perché la recidiva ormai
è abbastanza rara con le reti, quindi usiamo le riassorbibili, le ernie ventrali le utilizziamo
solo quando lavoriamo in campi infetti in cui utilizziamo reti riassorbibili, in quel
caso anche le protac le usiamo riassorbibili, se no sulle ernie ventrali no altri usi non
ne facciamo
guarda, l'abbiamo usato
prima, diciamo, sull'altra sala operatoria
abbiamo fatto adesso, un'ora fa
una ernia iatale
recidiva, abbiamo dovuto
mettere una rete
riassorbibile e la prima volta
nella mia vita ho messo delle protac
riassorbibili sui pilastri
perché era molto oltre ai punti
io penso che basti così
penso che basti così
non ne mettere di più
a questo punto abbiamo il nostro filo
lo tagliamo, forbici e ricontrolliamo velocemente le mostre sia a livello di aumento, acqua,
ricontrolliamo qua, dammi una garzina per pulire, Giovanni Grasper, noi in questi interventi
non usiamo neanche sistemi di irrigazione per mantenere i costi bassi, quindi per ricontrollare
un attimo le mostre si mettiamo dentro una garzina, puliamo e controlliamo che non ci
ci siano sanguinamenti attivi, anche perché qui i problemi decodifica bipolare, penso
che sia ormai in questa contingenza storica un problema di tutti, quindi penso sia anche
buona notte, mantenere i costi bassi quanto più possibile, senza mettere ovviamente il
rischio di intervento del paziente, quindi usiamo una garzina senza aprire il sistema
all'irrigazione che sarebbe inutile perché comunque sia sono poche gocce
basta avere la precauzione di utilizzare solo quello che sicuramente serve poi
il resto è spretto. Esatto. A questo punto l'estrazione di trocar la facciamo sotto
visione e poi bruciando il tramite con la bipolare per
evitare sanguinamenti poi come dicevo lì tanto il muscolo scorre su lungo le
coste, quindi sinceramente è brutto dire non abbiamo mai visto, però sinceramente
è vero, non abbiamo mai visti la Parocelli in questa sede su Trocar, da altre parti…
Se è così lo puoi dire?
Eh?
Se è così lo puoi dire?
No, perché quando uno dice mai in medicina mi fa sempre brutto perché mi sa di falsità,
capito? Perché di solito il mai in medicina non esiste, però sinceramente io almeno,
non abbiamo osservato
diciamo così
e a questo punto
desufflaggio è a casa
grazie della vostra attenzione
grazie a te
è stato un intervento molto pulito
didattico, perfetto sotto tutti i punti di vista
quindi molti complimenti
a te e tutta l'equip
e un grande saluto da Palazzini
grazie, grazie
l'invito alla prossima volta
grazie tante
alla prossima, ciao
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