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33° Congresso di Chirurgia dell'Apparato Digerente 24 - 25 novembre 2022 S.NERI Neoplasia colon ascendente: Emicolctomia destra laparoscopica Dott.ssa Silvia Neri Ospedale di Sassuolo
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Sì, pronto, mi sentite? Sì, siamo lì. Siamo lì. Ecco. Sì, pronto. Con chi ho il piacere di parlare? Pronto? Sì.
Io mi chiamo Mario Panzera, sono di Milano. Ciao, buongiorno.
In trasferta temporanea a Roma. Eh beh, sì, questo avevo immaginato. Beato te che sei lì, diciamo.
ecco sono qua io vi presenterò un intervento in relive completo perché il colon destro previsto
per oggi e purtroppo ieri è stato in camera con una persona risultata positiva al covid
asintomatica e quindi insieme agli anestesisti e la direzione sanitaria dell'ospedale abbiamo
deciso di fare come facciamo sempre con i contatti stretti cioè vuol dire aspettare
5 giorni prima di fare un tampone, quindi sono stata costretta ad organizzare questa
relive, è un intervento comunque completo di emicolectomia destra laparoscopica.
Vi presento, fatta da me, sì sì ero in collegamento con la scuola della SIC, ecco praticamente,
quindi l'operatore sono sempre io e vi presento il caso, si tratta di una, sì, si tratta
di una donna di 63 anni con un bmi di 21 in anamnesi una colecistectomia l'ipercolesterolemia
una discopatia l5 s1 e lei giunge fa una colonoscopia perché ha un sangue occulto positivo
e la colonoscopia vede a livello del terzo medio del colon ascendente una neoformazione ulcerata
vegetante di circa 4 centimetri che poi viene biopsiata e marcata che è appunto la biopsia
risulta essere un adenocarcinoma. Micronoduli polmonari all'attac del torace e linfonodi
mediastrinici però infacentrimetrici, ma non viene considerato un tumore metastatico, e un angioma
all'attac dell'addome. Per cui è stata chiesta una risonanza magnetica che conferma trattarsi
appunto di un angioma. Qui come faccio per far partire il video? Quindi facciamo l'indicazione
ne veniva posta l'indicazione chirurgica
ok, perfetto
allora
il video è integrale
non è venuta la prima parte quando abbiamo
posizionato i trocar, è nero
non ho capito perché, però
comunque
noi utilizziamo una tecnica
a 5 trocar
in pratica
il primo viene messo a metà strada
tra l'oxifoide e il pube
gli altri
ecco qui li sto mettendo
e gli altri vengono messi, quello sulla mano sinistra dell'operatore diciamo in ipocondro di sinistra, quello sulla mano sinistra in fossiliac di sinistra a formare un triangolo equilatero circa.
Poi utilizzo le due pinze ad esposizione per gli altri due operatori, una sovra pubica e l'altra sotto xifoidea.
Le pinze ad esposizione nella nostra tecnica sono molto importanti perché ci permettono di esporre il campo sempre in un modo chiaro e stabile,
soprattutto dopo aver legato i vasi, quando il colon diventa sempre più, il segmento sempre più mobile.
utilizziamo l'ottica zero gradi questa per abitudine quando andavo perché adesso con il
covid diciamo che ha agevolato gli interventi fatti dal proprio ospedale con i collegamenti
online diciamo così però quando andavo ad operare negli altri ospedali per vari corsi il problema
della zero gradi era sempre era sempre un problema quindi io utilizzavo in quelle occasioni la 30
E devo dire che non mi sono trovata particolarmente male, è solo una questione di abitudine, diciamo così, quindi noi comunque continuiamo con tutta la chirurgia avanzata ad utilizzare l'ottica 0°. Io questo pezzo pensavo che non fosse venuto, non l'avevo visto, per cui...
è in pochissimi
infatti è vero
mi toccava sempre o portarmela dietro
o utilizzare una colonna vecchia
per cui
a quel punto dico
a questo punto qua preferisco utilizzare la 30
e va bene
ma diciamo che il colon
secondo me è un campo
che è abbastanza frontale
per cui cambia relativamente
forse può cambiare
nella chirurgia del retto
intendo con la totale scissione del mesoretto
o nella chirurgia dello stomaco
dove invece
è una questione di abitudine
quindi questo è
l'ultimo
trocar che mettiamo
nella regione exifoidea
sovrapubica
il paziente ovviamente in decubito supino
con le gambe divaricate
le braccia entrambe lungo il corpo
senza l'archetto
anche questo all'inizio
Ormai sono tantissimi anni che facciamo questa chirurgia, all'inizio è stato un po' più difficile convincere l'anestesista, però adesso diciamo che sono praticamente abituati.
Questo è il trocar sotto xifoideo, ci puliamo, mettiamo il catetere vesicale che poi tiriamo via al giorno successivo l'intervento, mettiamo un sondino nasogastico per evitare che eventuali distensioni di gas dello stomaco possano, con la peristalsi, distendere anche l'ileo che poi viene tolto prima che il paziente si svegli e quindi dopo lui nel post-operatorio non ce l'ha.
Queste sono le aderenze dovute alla colecistectomia che ha fatto. Per quello che riguarda il preoperatorio, noi applichiamo il protocollo FASTRAC, protocollo ERAS, anche se non in tutti i suoi punti.
in particolare assegniamo una dieta nel peroperatorio fatta di integratori
quindi nutrizione del paziente, correzione dell'anemia
counseling, discussione al gruppo multidisciplinare
non facciamo preparazione intestinale
cioè il purgante in sostanza il giorno prima dell'intervento
non glielo diamo nel colon, lo facciamo solo nel retto
e il giorno prima il malato che si mangia, che si beve
anzi in questo caso gli integratori iperproteici per arrivare all'intervento chirurgico piuttosto
nutrito. Qui stacchiamo delle aderenze, li ricoveriamo tutti il giorno prima perché così
si riprende un pochino la modalità dell'intervento, si firmano i consensi con calma, insomma non che
debbano fare delle grandi cose però al momento noi li ricoveriamo il giorno prima.
I giorni in Emilia ve lo paga quel giorno?
Non ho sentito, scusami, in Emilia lo paga?
I giorni in Emilia ve lo paga quel giorno?
Ma la direzione non mi ha mai fatto storie, per cui vuol dire che non è un problema.
Quindi evidentemente non è...
In Lombardia è più severo.
No, ma me l'immagino, me l'immagino perché anche sulle giornate di degenza, noi per esempio,
con le cistectomie laparoscopiche, io lavoro in un ospedale che ha una gestione, è un SPA,
quindi lavora a DRG
c'è una committenza
e lavora a DRG
e la regione ovviamente rimborsa
e quindi le colecistectomie
laparoscopiche che noi mandiamo a casa in prima giornata
paradossalmente l'ospedale
ci guadagnerebbe a tenerle un giorno in più
però
non puoi tenerle più di tanto
no, assolutamente
anche perché
i malati sono così
abituati che chiedono loro stessi
da andare a casa e noi li mandiamo a casa tutti in prima giornata. Comunque la pinza d'esposizione sotto xifoidea tiene sotteso il mesocolon trasverso in modo da vedere bene l'asse mesenterico e la pinza, quelli sono i vasi gliocolici, e la pinza diciamo sovrapubica, e qui si vede bene l'asse mesenterico,
Vi sto spiegando, infatti ero in collegamento con la scuola SIC e la pinza che è sopra al pube prende l'aggiunzione iliocecale per sottendere i vasi iliocolici.
Questo qui è l'intervento di meccanottina destra, con che tipo di linfectomia prevista?
Con una linfectomia normale, cioè noi facciamo una linfectomia, diciamo una totale escissione del mesoretto, scusate il mesoretto, il mesocolon, una totale escissione del mesocolon senza scoprire i vasi mesenterici e senza legare i vasi, diciamo, senza fare la dissezione vascolare.
Va bene, ok. Questo perché? Perché diciamo che l'asportazione è importantissimo ai fini della recidiva, l'asportazione totale del mesocolon, questo è molto importante, come del resto anche lo è per il mesoretto, è lo stesso concetto.
Esatto, quindi tanto che gli studi di Oemberger, che sono quelli che sono, che è stato il primo a parlare di CME, addirittura c'erano dei pezzi operatori laparotomici in cui veniva il limite della sezione cadeva sulla muscolare smucosa, quindi vuol dire che erano delle resezioni coliche fatte non bene, cioè non oncologicamente corretta.
Questa però l'asportazione totale del mesocolon non significa dover fare per forza una dissezione vascolare di tutto l'asse mesenterico e tirare via tutti i linfonodi peripancreatici, gastroepiploici all'origine e quant'altro.
Anche perché non c'è una definizione precisa su che cosa significa fare una CME completa con dissezione vascolare, perché alcuni parlano di scoprire solo i vasi mesenterici, altri dicono per default di fare una linfodendectomia con i peri pancreatici e anche tutti i gastri piploici.
Quindi noi non vorremmo trasformare un intervento, diciamo, ripetibile con un posto operatorio che va benissimo in un interventone che possono fare in pochi. Quindi noi siamo ancora perplessi da questo punto di vista.
E poi c'è la problematica delle recidive che poi alla fine delle gran recidive nel nostro gruppo multidisciplinare non ne abbiamo.
Però l'importanza di seguire i piani diciamo embriologici, questo sì, ha i fini di fare una corretta escissione di tutto il mesocolon.
poi vediamo qui
la prima parte, cerchiamo
lo scollamento della fascia di Told
sotto i vasi ileocolici
fino ad arrivare
praticamente a vedere
la parete posteriore del colon
lateralmente, qui addirittura
siamo già fuori
alla parte del meso dell'ultima ansileale
si vede molto bene
il duodeno è un punto di riferimento
notevole perché in casi
un po' di tumori grossi
che retraggono i mesi alle volte molto facile soprattutto a destra andare sotto la fascia di
gerota invece il duodeno che si trova qui sulla mia destra che in questo momento non vediamo è
un punto di riferimento perché se siamo sopra il duodeno siamo nel piano giusto se siamo sotto
ovviamente no qui vedete che arriviamo fino alla fine continuiamo la nostra dissezione il duodeno
I magri possono avere dei piani di scollamento un pochino più difficili, ma meglio magri che grassi. Anche se nel colon destro l'obeso si opera meglio che il colon sinistro, perché l'ileo sta dove deve stare.
Ecco, se voi vedete qua, comunque siamo all'origine, perché si vede bene la vena mesenterica superiore, per cui è poi importante, ecco qua, adesso non so se riesco a fare vedere questo, ecco, qui è importante togliere anche questo pezzo di mesentere,
In questa paziente è molto esile perché chiaramente lei è magra, però comunque il mesentere viene via tutto anche se i vasi mesenterici non vengono scoperti.
Poi tra l'altro noi facciamo analizzare, abbiamo un anatomo patologo che ci analizza tutti i pezzi a partire proprio dall'origine e si trovano pochissimi linfonodi mano a mano che si va verso chiaramente la vena, cioè lì vedete il pancreas, tu invece nel tuo ospedale fai una dissezione dei vasi legando tutti i rami.
Forse guardavi per l'uretere.
Ma no, forse stavo facendo il discorso sulla CME che ho fatto a te prima.
È possibile perché stavo, perché l'uretere in genere non andiamo a ricercarlo, se siamo sicuri che siamo nel piano giusto.
Sì, esatto, normalmente, anche perché cercarlo alle volte è agevole, alle volte no, non sempre è così facile.
Sì, stavo facendo quel discorso lì, vedi che segni i vasi mesenterici, perché ero in collegamento con la scuola della SIC,
per cui mi hanno chiesto questa domanda della CME e io stavo spiegando quello che ho detto prima.
No, praticamente sei all'origine.
Sì, sì, infatti è quello che proprio, perché bisognerebbe registrare anche l'audio quando si fanno queste cose, così almeno c'è più interazione.
Comunque quelli sono i vasi leocolici che adesso, dopo che ho finito di parlare, mi propincherò a legare.
Utilizziamo l'emolock per legarli.
Li separi o li metti?
No, all'inizio li faccio insieme, cioè all'inizio quando utilizzavo le clip in titanio sì, perché la clip in titanio se non abbraccia bene il vaso non tiene, poi da quando abbiamo l'emolock, allora a quel punto tra l'altro a separarli si fa un po' di fatica, ma poi le clip sono un po' grossine, ecco quindi da quando ho l'emolock invece, che sono almeno dieci anni, li leghiamo insieme.
me poi quando ho visto diversi anni fa la christine dané che anche lei li legami insieme quindi dico
se lo fa lei lo posso di parigi una chirurga bravissima che era lavorava con gaillet insomma
allora ho pensato di questo lo fa lei lo posso fare lo posso fare anch'io dicevo prima che gli
obesi e gli obesi il colon destro in questa posizione l'ileo sta dove deve stare quindi
quindi non c'è neanche male.
Il colon sinistro invece nell'obeso è più difficoltoso,
perché le ansie ileali vengono continuamente nel campo operatorio,
cosa che invece nel colon destro è più facile che stiano dove devono stare.
Ok, ecco, finalmente abbiamo ricominciato,
dopo aver, sì, evidentemente avevo parlato.
Io utilizzo questa bipolare che consente una dissezione delicata,
un'ottima emostasi.
quasi. Non usi device a ultrasuoni? Sì, uso l'ultracision, uso gli ultrasuoni, però quando
siamo quasi. È un peccato legarli insieme dopo che li hai preparati così bene. Però dopo, è un po'
Un po' come quando leghi, si fanno le splenectomie, dipende dai vasi che sono, magari ci sono molte diramazioni dell'ilo splenico e quindi dopo l'emolock danno un po' fastidio quando ce ne sono un po' tante vicine, ecco diciamo così.
Questi sono clip che danno molta sicurezza perché chiaramente con quel gancino lì fanno collegare qualsiasi tipo di vaso.
poi ci sono diverse dimensioni
infatti
fai sempre quelle che vanno bene
sì sì infatti
teoricamente per le potenzialità
di questo strumento uno potrebbe fare
col 7
anche senza mettere le clip
però
l'abitudine è quella lì
anche perché questo è un tipo di strumento
che se ti muovi un pochino prima
magari agevoli il taglio
per cui alla fine
Infine mettiamo sempre l'eclipo ugualmente. Ecco, a questo punto la pinza che sta sopra il pube, diciamo, prende i vasi e si continua lo scollamento fino a visualizzare il bulbo duodenale, praticamente.
C'è un vaso che potrebbe essere una colica per l'angolo destro, vediamo, perché poi la vascolarizzazione del colon destro è molto variabile.
si segue la porzione discendente
del duodeno
e si arriva
fino proprio al bulbo
più si va su, più è agevolata
la parte di sezione
del legamento epatocollico
direi che lì siamo arrivati
adesso mettiamo come marker
dopo mettiamo una garzina
questa cosa qui
quel vaso lì poi andrà fatto dopo
lo faremo dopo
Il rene è favorevole, ma devo dire che ribadisco nel colon destro, secondo me quello che è sfavorevole nel colon destro sono le aderenze,
Alle volte anche se i pazienti non sono molto grassi hanno delle aderenze tra meso e meso che magari rendono un pochino più, non dico difficile, però comunque più indaginoso l'intervento chirurgico, fanno perdere il tempo e magari disorientano anche i più giovani perché quando fanno le emicolectomie i chirurghi più giovani le aderenze fra meso e meso magari non si vedono subito i reperi
e quindi magari si trovano un pochino più in difficoltà e si rischia di sbagliare piano, esatto, più che altro è quello lì.
che in genere è il ramo, sì, è messo diversamente il ramo destro della colica media, ecco, quindi quello lì potrebbe essere una colica intermedia
che non c'è praticamente quasi mai
un rametto
ma quella la puoi bruciare senza pietà
eh, ma infatti
però sotto sotto c'è qualche cosa
ma lo so, lì
non mi ricordo se ho messo una clip
una almeno sotto
che lì un vaso sicuramente c'è
sia arterioso che piccolino
perché poi a parte i vasi leocolici
che sono un pochino più tonici
gli altri sono poi dei vasi
piuttosto
piuttosto piccolini
Sì, sì, è una colica intermedia, o la colica per l'angolo, vedi che lì l'assegno. Poi mettiamo anche tutti i reperi, cioè quelli che mettiamo a monte, che teoricamente non servirebbero, sono tutti i reperi per l'anatomo patologo, perché così lui sa che sono i reperi vascolari.
Ok, adesso partiamo e guardiamo se c'è bisogno o meno di fare lo scolamento colloepiploico, non sempre ce n'è bisogno, dipende dall'attacco mentale, qua mi sa di sì, e a questo punto la pinza che è sotto xifoidea tiene l'omento e la pinza che è sopra il pube mi aiuta a tenere il colon.
Qui ovviamente si va fuori perché chiaramente qui la retrocavità è chiusa, poi vedremo andando più in profondità, ma in genere si dovrebbe vedere la garzina e ci sarà bisogno di fare il legamento epatocolico, perché qui ho tagliato il colon a livello della flessura, quindi non c'è bisogno di andare a visualizzare i gas tipiploici eccetera.
Ecco la ragazza. Ormai noi abbiamo standardizzato la tecnica, cioè le pinze d'esposizione in particolare fanno sempre le stesse cose. Questo ci ha consentito di insegnare anche ai più giovani e attualmente ho almeno due, tre, pardon, chirurghi autonomi nella mia equip che riescono a fare comunque questo tipo di intervento chirurgico con me,
non presente in ospedale
presente magari in un altro ospedale
quindi che per me è un grosso risultato
perché insegnare ai più giovani
in modo da renderli autonomi
non è una cosa così semplice
e così scontata
sono assolutamente d'accordo
ed è anche faticoso
molto infatti
però
la tecnologia
devo dire che a me
è avvenuta in aiuto tantissimo
perché io ho un collegamento
streaming con la sala operatoria
quindi io li posso seguire oltre che da casa
se hanno bisogno, anche proprio dal mio studio
o se sono in un altro ospedale
se hanno bisogno, quindi questo
mi consente magari di non lavarmi
e di dare i consigli
perché poi delle volte basta solo
anche un suggerimento
quindi non c'è bisogno proprio
e magari dopo così loro
e secondo me in questo
per me è un aiuto prezioso
perché se dovessi sempre
E poi l'anastomosi la farei intracorporea?
Intracorporea, sì. A noi l'anastomosi intracorporea ha cambiato proprio la vita, nel senso che noi abbiamo cominciato questa chirurgia nel 2002-2001 e inizialmente facevamo l'extracorporea e abbiamo cambiato la posizione della mini laparotomia almeno 10 volte,
E prima in epigastrio mediana e poi dopo al fianco, ma i mesi tiravano sempre, quindi non eravamo contenti della tecnica. Poi ad un certo punto proprio al Palazzini abbiamo visto l'anastomosi intracorporea e dal giugno del 2006 abbiamo cominciato con questa tecnica e proprio si vede il decorso postoperatorio è cambiato tantissimo.
Ecco, noi abbiamo notato una grande differenza. So che ci sono chirurghi che hanno un'esperienza contraria, che fanno rutinariamente l'extracorporea dopo aver fatto l'intracorporea. Non lo so, la mia esperienza è questa qua.
Ecco, proprio una notevole differenza fra le due anastomosi.
Io non so tu che cosa fai, se la fai extracorporea o…
No, siamo intracorporei anche noi.
Ecco, qui evidentemente, sì, mi hanno fatto una domanda, forse mi hanno chiesto della marcatura,
che poi non abbiamo visto perché comunque trattandosi di un colon ascendente,
se il colon scopista vede la valvula iliocecale, in questo caso l'ha marcato, però…
bisogna fare comunque le mie collezioni a destra
sì sì
però sono ancora aderenze alla colicistectomia
tu stai parlando con me?
scusami
sì
ma secondo me sì in parte sono aderenze
dovute forse
sue del colon in parte
alla colicisti
probabilmente mi avranno fatto una domanda
non so perché mi sono soffermata su
facciamo un po' di emostasi
A questo punto ci mettiamo in posizione per poter tagliare il colon e le due pinze da esposizione lo tengono su in modo da poter avere il mese intero bello dritto in modo da andare in modo perpendicolare al colon.
quello è il vaso che ho tagliato
è importante tagliarlo perpendicolare
anche per la ricostruzione successiva
esatto
un relive
ho pensato a questa soluzione
perché io l'ho già fatto un'altra volta
non l'anno scorso ma due anni fa
ho presentato
una splenectomia per trauma
un trauma isolato
un paziente stabile
un trauma puro addominale
che avevo fatto praticamente il giorno prima e il professore mi invitò a presentarlo in relive, per cui ho visto la difficoltà che ho avuto ieri con questa cosa, ho pensato di presentarlo.
Ecco qui teniamo la branca, quella non attiva, verso il colon e poi tagliamo con l'Ecelon. Noi utilizziamo l'Ecelon 60 con la carica bianca. Anche qui si potrebbe aprire una discussione.
Elettronica, anche quella lì abbiamo cominciato con le circolari, le circolari veramente hanno tutta un'altra macchina, la circolare elettronica piuttosto che quella manuale, perché quando si schiacciava, si sentiva quel crack micidiale, veramente era brutto.
adesso invece e anche questa devo dire
che insomma non si deve più
cioè la sutura sta perfettamente
ferma ecco perché poi
quando si usano queste macchine dopo non si torna mica
più indietro infatti c'è stato un momento
in cui erano in difficoltà
a consegnarci ma se volete ci sono quelle manuali
dico capito ormai
ormai che abbiamo
scoperto queste
mi hai dato un ratto
per dare 500 non va bene
appunto
anche qua l'importante è essere perpendicolari
che sia dritto
aspettare i 15 secondi e poi si spara
ecco
meno male che puliamo l'ottica
sempre piuttosto esuberante
adesso in questo caso
diciamo che
l'endoscopista ha parlato di colonna scendente
vedendo bene la valvula ireocecale
perché altrimenti
se magari avesse parlato di flessura
allora avremmo cercato prima la marcatura, prima di fare qualsiasi tipo di manovra, perché alle volte con magari un colon lungo o un colon corto possono falsare le sedie.
Ecco, non sarebbe la prima volta che magari l'endoscopista segnala una flessura epatica e poi in realtà una flessura splenica o un trasverso medio. Tanto che i nostri endoscopisti alle volte mettono anche delle clip quando fanno le colonoscopie e fanno le rix dell'addome, giusto per avere un'idea se parliamo di un colon destro o un colon sinistro.
e alle volte già ci dà
l'idea perché magari loro pensano di essere
da una parte mentre invece
poi soprattutto per quelle lesioni
che all'attack non si vedono perché se poi
uno va a fare l'attack e vede
la lesione allora lì è chiaro
che la vede anche intraoperatoriamente
ecco però per quelle
che non si vedono
è interessante perché così uno sa già
però come primo tempo chirurgico
sicuramente c'è la ricerca
della marcatura perché
sai che intervento devi fare
almeno sai che intervento devi fare
esatto, perché non vai a fare un intervento
che poi in realtà ne avresti dovuto fare un altro
se invece
segnala la distanza o comunque
vede la valvola, allora direi
che ci possiamo fidare, poi in questo caso
penso che l'attack si vedesse la lesione
per cui
alla fine eravamo tranquilli
di fare lo scollamento dell'ultima ansileale
La pinza che è sopra al pube tiene l'aggiunzione erocecale verso il fegato e quella sotto xifoidea aiuta nel tenere l'ultima ansa più a monte.
Qui bisogna sempre pensare, se noi lì l'abbiamo vista, bisogna tenere sempre presente che ci può essere l'appendice perché alle volte se è un appendice erocecale si può rischiare anche di romperla.
Qui la marcatura, quando sono così, che invece di essere laterali, che sono mediali, danno un po' fastidio, perché qui è laterale, quindi diciamo che l'abbiamo vista all'ultimo, nel retto poi non ne parliamo.
Infatti noi abbiamo vietato la marcatura, almeno che non sia un giunto o un sigma distale, insomma, ma retto, altrimenti si è troppo in difficoltà.
Sì, poi si spande tutto attorno.
Fa tutto scuro e quindi non...
E' parte.
Ecco qui eravamo andati un pelo fuori, andiamo a rientrare perché poi lì c'è l'opsoas ma più medialmente ci sono i vasi gonadici e più medialmente ancora c'è l'uretere.
Adesso ci mettiamo in posizione per tagliare l'ileo, ah no c'è ancora un pezzettino.
Anche qui il meso deve essere pari.
Ecco fatto.
Questo è un pezzo di aderenza tra il meso e il peritoneo, fa parte dello scollamento del meso, dell'ultima ansa.
Adesso qua i colori sono un po' in effetti un pochino sul viola ma non so se da voi si vede bene, da me si vede bene però il colore tende un po' all'azzurro diciamo come colore.
Leggialo, sempre bianca.
Adesso insacchettiamo il pezzo e poi normalmente se non è troppo grande lo mettiamo nello scavo pelvico e facciamo la sutura, altrimenti se è ingombrante lo togliamo.
Adesso mettiamo un punto di appoggio che ci serve per tenere uniti i segmenti. Questo è un punto sempre in cui si cerca di non farla troppo corta, ma neanche troppo lunga perché poi si ha fatica a trazionare quando la si va a sezionare.
perché noi sfruttiamo tutta la strutturatrice meccanica
facciamo una struttura lunga 60
tiene questo repere
guardina sotto nel caso
possa uscire un po' di contenuto
e andiamo a tagliare
prima tagliamo l'ileo e poi tagliamo il colon
sempre con la carica bianca
che è il primo, da prendere bene l'angolo. Questo è un punto fondamentale. Ecco,
Adesso mettiamo dei punti di affondamento di quella sutura lì.
Sì, dimmi pure Andrea.
Allora, mi chiedono dalla chat se ho mai avuto problemi di ritardo di canalizzazione.
Sì, qualche volta può capitare di avere ileoparetico.
Poi anche qui potremo aprire anche lì una discussione sull'ileoparetico perché comunque le cause sono molteplici.
Però qualche ileoparetico l'abbiamo avuto.
E la percentuale di complicanze anastomotiche è veramente molto bassa. Adesso la percentuale precisa non la so, perché non supera il 2%.
Ecco, perché? Perché parliamo di colon di destra, non parliamo di colon sinistro, non parliamo di retto, perché con questo tipo di sutura intracorporea la percentuale di complicanze si è notevolmente ridotta perché non c'è trazione sui mesi.
Se noi dovessimo tirare fuori questo colon per anostomizzarlo avremmo dovuto mobilizzarlo molto molto molto di più e poi in qualche modo anche la discorso della non preparazione intestinale anche questo comunque ha influito perché l'intestino, cioè tutto il discorso della flora batterica intestinale, del microbioma che rimane comunque intatto
e che quindi anche questo influisce sulla percentuale di complicanze di fistole anastomotiche.
Noi siamo contenti di questo tipo di sutura, anche perché la fistola anastomotica purtroppo,
perché magari se è fatta bene, se avessimo la sicurezza che va bene, dipende anche da altri fattori,
Come per esempio il paziente, il tipo di tumore, lo stadio, la nutrizione, il microbioma, cioè ci sono molteplici. Ma chissà lì che giro che c'è venuto. Ecco, in urgenza preferiamo fare, per occlusione o per ritonite da tumore del colon destro, preferiamo fare un'iliostomia terminale e poi ricanalizzare il paziente in un secondo momento.
gardina sotto e andiamo a chiudere i mesi ecco sulla riteniamo che sia importante appunto fare
l'accollamento dei mesi perché almeno due in tutti questi anni occlusioni intestinali le abbiamo
avute per cui in certi mesi un po' ridondanti alle volte mettiamo anche dei punti invece di
quella parte qui dell'ileo è sempre un pochino tirata su ed è lì che ci sono certi momenti in
cui anche se si accollano i mesi con la colla può essere che questo fatto che rimane comunque un
po' sollevato dia eh adito a
qualche ansa di infilarsi di
infilarsi lì in mezzo ciao
scusami sì eccomi qua mi sono
mi sono collegato un pochino
tardi per cui ho visto solo la
fine dell'intervento perché
stavo su un altro canale sì eh
chiedevo ciao ho capito che la
fai sempre praticamente la
chiusura qui a destra ma anche
a sinistra eh dici la chiusura
A sinistra mettiamo comunque sempre la colla, perché a sinistra dopo tu in pratica si mette la colla sotto al meso, poi il traiz lo si mette al di sopra.
Quindi dopo il meso è accollato e il traiz è al di sopra, è difficile che si infili sotto.
sotto qua invece abbiamo avuto almeno due casi nonostante avessimo messo la colla di occlusione
perché alle volte questo monconcino qui del col fatto che facciamo la sutura della breccia e
l'affondamento alle volte questo monconcino si tira un pochino su e allora può essere che magari
qualche ansa si infili si infili lì sotto più facilmente in questo caso c'erano dei mesi un
po ridondanti e quindi ho preferito mettere un punto però se invece vediamo soprattutto nei
malati un pochino più corpulenti il meso che rimane più teso ecco allora magari la colla è
sufficiente e non abbiamo avuto delle occlusioni due nonostante avessimo messo la colla ecco quindi
però sì non è una cosa non è una cosa sistematica a sinistra invece mai sempre solo la colla io
Io sai che ho avuto occlusioni a sinistra e a destra, ho sempre chiuso il meso di scuola.
Ora recentemente mi trovo in un altro centro dove non lo fanno, ho cominciato a non farlo e mi sa che riprenderò a farlo,
perché tu mi racconti che hai avuto delle occlusioni a destra.
A destra sì. A sinistra, abbiamo avuto qualche occlusione anche a sinistra, ma se uno ha l'accortezza,
dopo aver messo la colla
di mettere il traiz
le prime anze digiunali
sopra il colon
dopo secondo me si accolla meglio
ecco
però qui a destra
è capitato
sì perché il traiz governa tutte le anze
chiaramente
esattamente
poi qui mettiamo l'omento
faccio dei commenti finali
ma insomma il pezzo lo levi sempre alla fine
dipende
Dipende, se è una marcatura di una lesione non visibile, allora lo tiro fuori subito per controllare che la lesione sia compresa nel pezzo intanto e che ci siano i margini giusti, perché le marcature a volte marcano la lesione, a volte marcano a valle, a volte marcano a monte,
Per cui se c'è una lesione non visibile lo tiro fuori subito. Se è un pezzo ingombrante, quindi grosso, con una massa grossa, lo tiro fuori subito, altrimenti se sono certa che la neoplasia è compresa nel pezzo e non è ingombrante, allora lo lascio lì e faccio la sutura e poi dopo lo tiro via alla fine, anche così dopo io me ne vado e lascio i miei a tirare via il pezzo operatorio.
Sì, perfetto, stesso atteggiamento. Senti, i trocar come li hai messi?
di sinistra a formare un triangolo equilatero e poi mettiamo due pinze da esposizione, una sotto oxifoidea e l'altra sovra pubica e quelle sono quelle che fanno sempre gli stessi movimenti e servono per tenere stabile il campo operatorio nelle varie fasi dell'intervento chirurgico.
senti è quello diciamo ottico
lo metti sulla linea mediana
oppure un po' spostato a sinistra
no sulla linea mediana
perché poi dopo altrimenti in certe flessure
un pochino alte
e faccio fatica poi a arrivare
a vedere bene la sopra
quindi sulla linea mediana
a metà via tra l'oxifoide e il pube
quindi l'ombelico non è più
diciamo il punto di riferimento
ecco
sì come non deve essere
è molto variabile
concordo
invece no, io non metto
quello sovra pubblico che però si può mettere
tranquillamente perché poi lì fai fan
e stila
ora avrei dovuto vedere come esponevi
però penso che potrebbe essere
se vuoi torno indietro perché siccome è una re live
questa qua se vuoi torno indietro
mi dispiace perché
non ho potuto presentare
questo column, non ho potuto
operare perché l'ho dovuto
rinviare per colpa di un tampone covid quindi ho presentato questo questo video ecco però le
pinze da esposizione ci vuole una per utilizzarle bene una tecnica standardizzata cioè fare sempre
le stesse cose perché possono essere anche pericolose le lesioni degli strumenti fuori
campo esistono purtroppo e sono delle complicanze insomma secondo me molto molto gravi per cui se
se uno sa come metterle, possono essere molto utili, però devono avere delle posizioni precise.
Sì, sì, perfetto, sono d'accordo. Va tutto bene quando si espone tutto bene e correttamente, certo.
Invece ti faccio l'ultima domanda, sempre per terminare un pochino.
La sutura della breccia l'hai fatta in due strati, cioè un andirivieni?
Ho fatto una sutura in PDS 3.0, continua, poi abbiamo affondato con del Vicryl 3.0, qualche punto di affondamento.
per affondare la sutura e per detenderla anche un pochino
quindi non segui un po' il protocollo di Corcione che dice di fare una seconda continua sopra
c'è anche uno studio prospettico randomizzato che dice che c'è un'incidenza inferiore di fistole
sono tutte puttanate scusa
no no no ma no è che secondo me uno fa e noi dal 2006 che facciamo questa sutura
e uno fa i cambiamenti o perché si vuole aggiornare, fa qualcosa di nuovo
o perché ha delle esigenze dovute spesso a delle problematiche.
E allora in quel caso uno cambia la propria tecnica e usa materiali magari anche diversi.
Noi siamo contenti di questa sutura, per cui non abbiamo delle motivazioni
per poterla cambiare, perché significa anche per i più giovani,
perché poi quando ci sono anche più giovani che operano, la tecnica deve essere sempre quella e bisogna cercare di rendere le cose il più semplice possibile.
Allora i miei che hanno imparato questa tecnica qui, che fanno in autonomia, ce ne sono almeno tre che sono autonomi in questo tipo di intervento,
fanno questa sutura senza alcun tipo di problema e ribadisco come in termini di complicanze
problematiche post operatorie noi siamo contenti per cui benvengono gli studi guai se non ci fossero
però se anche noi avessimo avuto delle problematiche allora uno può dire noi non siamo contenti di
questa sutura e allora seguiamo magari un altro tipo di protocollo perché poi alla fine quando
Quando si lavora è anche l'esperienza che ti detta poi dei cambiamenti, dei comportamenti.
No, no, va bene, no, ma era solo per parlare, per animare un po' la conversazione.
No, no, ma io sono d'accordo con te e anzi ti ringrazio molto perché già la Relive non è come operare, diciamo, in diretta.
Ecco, poi se ho la possibilità anche di scambiare delle opinioni, io sono solo contenta, hai capito? Quindi, anzi.
Va bene, ti faccio l'ultima domanda di rito, ma forse ne avete già parlato, non lo so. Cosa ne pensi della CME? Quali indicazioni dai?
Allora, ne ho parlato all'inizio.
Se dai un'indicazione in base al T e all'N, come alcuni dicono, non lo sapevo in questo congresso, ho scoperto che ci sono già delle linee guida.
oppure se dai delle indicazioni in base alla sede del tumore
che a mio parere è forse la cosa più importante
sentiamo cosa ne pensi tu
allora io appartengo a quella categoria dei chirurghi
diciamo che la CME per me si divide
non per me insomma
si divide in due parti
una che è la totale asportazione del mesocolon
seguendo i piani embriologici
e l'altra la legatura centrale dei vasi
Allora noi l'asportazione totale del mesocolon la facciamo sempre cercando di essere precisi ma da seguire i piani embriologici.
Il primo che parlò di CME fu Oinberger e guardando i suoi lavori ci sono dei pezzi operatori in cui il margine di restrizione chirurgica era rappresentato dalla fascia muscolaris propria, per cui vuol dire che erano dei pezzi operatori tolti in modo improprio e non oncologicamente corretto.
Per cui per noi la CME è togliere completamente il mesocolon destro. Poi sulla legatura centrale dei vasi siamo un pochino più perplessi perché noi facciamo una legatura all'origine dei vasi gliocolici o all'origine della colica media a seconda del tipo di intervento chirurgico che andiamo a fare e lì a seconda della posizione del tumore e dell'età del paziente anche perché anche lì la colica media si può risparmiare un po' più.
un vaso se il malato è anziano, vasculopatico, eccetera, e però non scopriamo i vasi mesenterici
superiori, quindi non facciamo una legatura così avanzata scoprendo l'arteria e la vena
mesenterica superiore. Tra l'altro su questo argomento, sono curiosa di andare a guardare
le linee guida di cui tu parli perché sono così da andare a vedere perché non c'è chiarezza neanche
sulla tipologia di legature centrali cioè che cosa dobbiamo fare scoprire tutti i vasi la vena
tirar via tutti i linfonodi per scoprire anche l'arteria tirar via tutti i linfonodi per i
pancreatici i gastri piploici di default quindi anche lì ci sono quelli che dicono di scoprire
semplicemente la vena mesenterica portando via quel grasso che c'è lì sopra ci sono altri invece
invece che sostengono di fare di default l'allegatura dell'asportazione di tutte le stazioni possibili e immaginabili.
Quindi noi delle grandi recidive nei nostri gruppi multidisciplinari non ne abbiamo avute.
Ribadisco, andrò a vedere, perché quando si parla di linee guida bisogna sempre andare a vedere e aggiornarsi.
però bisogna stare molto attenti a non trasformare un intervento chirurgico
che possono fare tranquillamente i tuoi collaboratori anche senza di te
anche senza di me in ospedale in un intervento chirurgico che possono fare in pochi
con delle conseguenze intraoperatorie e postoperatorie non trascurabili
noi medialmente abbiamo un'asportazione molto alta di linfonodi
è vero che abbiamo un anatomo patologo che ci analizza tutti i pezzi
Però non è che tiriamo via, non facendo tutte le stazioni linfonodali che vengono nominate, tiriamo via tre linfonodi in croce, facciamo delle linfodenectomie comunque corrette e le abbiamo sempre fatte. Questo è il mio pensiero sulla legatura centrale dei vasi, sullo scoprire tutti i vasi mesenterici.
D'altronde a sinistra non si fa questa cosa, vabbè che il colon destro si dice che abbia delle dinamiche e un comportamento, il tumore del colon destro è un pochino diverso, però se pensiamo al colon sinistro non andiamo a scoprire la orta pensando per poi avere delle conseguenze sul plesso mesenterico inferiore.
Sono d'accordo, anche perché non è un intervento che esce da complicazioni intraoperatorie e anche postoperatorie, lì c'è anche il tronco di L che non è uno scherzo, ho visto dei grandi casini.
in ogni caso
già l'intervento che facciamo
perché anch'io faccio
l'asportazione completa dei mesi e la legatura
più centrale possibile
poi certo
io anche ho nei miei pezzi
operatori, mi sembra che il numero di linfonodi
sia assolutamente considerevole
quindi, e poi mi domando
anche, ma nel momento in cui poi andiamo a scoprire
che c'è un linfonodo
magari un salto del linfonodo
che sta, non so
Non so, sulla gastroepiploica o sulla testa del pancreas eccetera, ma cosa cambia per il paziente? Non lo so, chiedo.
Concordo, concordo perfettamente. Chissà, forse il verde d'indocianina in questo caso potrà anche aiutarci, perché poi dipende anche dall'età del paziente.
Spesso operiamo dei malati anziani, quindi poi se ha delle metastasi, hanno delle metastasi anche altrove, se sono già tumori metastatici, poi hai ragione tu, non cambia nulla.
Però se dobbiamo operare una persona di 50 anni, cercare di ridurre al minimo la recidiva locale in effetti è un discorso giusto e quindi bisogna fare un intervento adeguato.
Forse in questo caso il verde di endocianina, colorando i linfonodi, quelli che si devono asportare, forse ci potrà anche venire in aiuto.
Perfetto, perfetto. Il verde di endocianina ho capito che l'avete fatto per vedere la vascularizzazione.
No, non ce l'ho, io non ce l'ho perché mi dispiace perché sembra di essere un po' fuori dal coro, diciamo così, però io nel mio ospedale il velo di don Cernina non ce l'ho, perché la vascularizzazione dei segmenti si vede molto bene ad occhio nudo, le volte che ci sono capitate delle demarcazioni si sono viste e poi io mi chiedo sempre,
La parte che va fatta comunque in tutti i malati, mentre invece sento che ci sono chirurghi che lo fanno solo in certe occasioni. Poi dopo, che cosa facciamo? Se abbiamo un dubbio di vascolarizzazione di quella sutura, che cosa facciamo? La rifacciamo? Facciamo un'iliostomia? Non lo so, io non sono molto convinta dell'utilità del verde indocianina nella vascolarizzazione.
Lo facciamo prima di fare l'anastomosi, dopo aver fatto l'anastomosi. Io invece sono molto più affascinata dalla questione dei linfonodi, ecco, quello veramente mi interessa molto di più.
su questo dissento
perché se tu lo fai prima di fare l'anastomia
e ti accorgi che non è ben vascolarizzata
nella mia esperienza
qui dove sono adesso non c'è
però a Roma ce l'avevo
Marco Catacci lo conosci
sì certo per bacco
e ti è stato utile
sì
devo dirti che in alcuni casi
abbiamo modificato
abbiamo riresecato
e siamo andati più giù, insomma, per fare un'anastomosi più sicura.
Ora poi, se questo ha portato veramente un beneficio, non lo so,
perché poi bisogna vedere sempre le statistiche, sai.
Senti, ma tu ti posso chiedere dove stai, che non sento un accento emiliano?
Emiliano, sì. Io lavoro all'ospedale di Sassuolo, in provincia di Modena, sì.
Quindi sono direttore della chirurgia di Sassuolo
e poi ho anche due ospedali più piccoli, che sono Vignole e Pavullo, nei dintorni.
io ti devo fare i complimenti
prima di tutto
perché ho visto una mano chirurgica
pazzesca come spesso
voi donne avete
molto meglio degli uomini
secondo perché ho una sorella chirurgo
e quindi mi fa veramente piacere vedere
un direttore donna
moltissimo, tu non sai quanto
e terza cosa, la cosa forse più importante
perché ho sentito che fai lavorare i giovani
questo è veramente un messaggio
molto importante
assolutamente
ti ringrazio per tutto quello che hai detto
grazie mille
grazie a tutti
vi saluto, grazie
ciao a tutti
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