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31° CAD anno 2020 31° Laparoscopic - 19/20 Novembre 2020 31° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE 17° CORSO INFERMIERI DI SALA OPERATORIA SIMPOSIO SANITÀ 5.0 Inaugurazione Rettore Antonella Polimeni SimposioVerso la Sanità 5.0 “le tecnologie abilitanti” Moderatore: Umberto Panetta Sanità 5.0: solo un titolo provocatorio o c’è del vero?” Cristina De Capitani - Responsabile di Sede CNR -IPCB, Cluster Managerdel Cluster Lombardo Tecnologie per gli Ambienti di Vita 5G Telesurgery: Recent experience and the future of remote robotic surgery Leonardo De Mattos, PhD - Head of Biomedical Robotics Lab Advanced Robotics Department Istituto Italiano di Tecnologia Il ruolo dei droni in sanità esperienza con il Bambin Gesù Laurent Sissmann -Senior Vice President, Unmanned System Leonardo Drones for long range biological samples air delivery Paola Castagna- Responsabile dell’Unità Nomative Intelligence Leonardo SPA Analytics e Realtà Aumentata a supporto della Sanità 5.0 Laura Brussolo - partner Smartblue s.r.l.Towards the eHealth 5.0: enabling technologiesMichele Gamberini - CTIO TIM Il ruolo delle imprese per una sanità 5.0 Fabio Padiglione - Presidente ADitech srl La chirurgia del FuturoDomenico Di Nardo - Dottorando in Tecnologie Avanzate in Chirurgia, Sapienza Università di Roma
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Buongiorno a tutti e benvenuti al 31° congresso di chirurgia dell'apparato di Girenda.
A nome del professor Palazzini vi do il benvenuto.
Oggi abbiamo l'onore di avere la professoressa Antonella Polimeni,
neoeletta matifica rettrice dell'Università La Sapienza di Roma, che aprirà i lavori.
Quindi professoressa passo a lei la parola.
Allora grazie, un buon pomeriggio a tutti, grazie al professor Palazzini per questo invito ed è in assoluto il primo evento scientifico che la restrice eletta di Sapienza mi ha presto a fare.
E questo 31° congresso di chirurgia dell'apparato digerente che ha una storia importante, che prende le sue origini proprio da sapienza, quindi mi fa particolarmente piacere essere con voi.
In questa forma, obbligata dalla pandemia da coronavirus, è anche una grandissima opportunità non solo per tutti i professionisti che in questi anni hanno sempre frequentato questo evento, ma anche e soprattutto, lo voglio sottolineare, per i più giovani, anche per i nostri studenti degli ultimi anni di medicina e di specializzanti,
In particolare, proprio per gli studenti, nei giorni precedenti al congresso avevamo concordato come facoltà di accreditare l'evento per i nostri studenti.
Quindi io auspico che ci sia una grande partecipazione perché è un'opportunità per seguire nella modalità che ormai da qualche mese ci accompagna non solo delle presentazioni in didattica frontale ma anche con tutta la sessione live di argomenti che possono vicariare in parte la didattica professionalizzante.
Quindi auguri di buon lavoro e un cordialissimo saluto a voi tutti.
Dottor Panetta quando vuole.
Ci scusiamo tra l'altro per i problemi tecnici che ci sono stati quest'oggi anche nei collegamenti, questo è dovuto soprattutto all'enorme numero di collegamenti che ci sono stati nel mondo, mi dicono dalla regia più di 25 mila, questo può aver provocato qualche piccolo problema nei collegamenti per overfill.
Allora, innanzitutto comincerei dando un saluto speciale e le congratulazioni alla professoressa Antonella Polimeni che è stata recentemente eletta come magnifica rettrice dell'Università La Sapienza di Roma e che aprirà oggi i lavori di questo congresso.
Quindi passerei a lei la parola professoressa per un messaggio di saluto.
Buon pomeriggio a tutti, ringrazio il professor Palazzini per l'invito a portare il mio saluto,
devo dire che da rettrice eletta di Sapienza è il primo evento scientifico al quale posso portare da rettrice eletta il saluto a voi tutti.
Questo prestigioso congresso che è una storia che prende le origini proprio in sapienza e quindi doppiamente mi fa piacere essere con voi, ma anche perché in questa modalità che ci costringe a relazionarci anche per tutti i nostri eventi scientifici con la forma del webinar,
Però è anche un'opportunità per estendere una partecipazione, oltre che ai numerosissimi professionisti che annualmente partecipano al convegno, anche ai nostri più giovani, ai nostri specializzanti, ai nostri studenti degli ultimi anni del corso dell'area di medicina e chirurgia,
per i quali nei giorni precedenti avevamo proprio come facoltà di medicina anche predisposto una modalità di frequenza per l'acquisizione di crediti formativi universitari.
Questa è una cosa importante perché la modalità delle giornate congressuali in cui si alterneranno delle relazioni più di tipo formale, ma sono programmate anche delle sessioni di chirurgia live,
saranno un'opportunità ancora più importante per i nostri giovani che in questo periodo sicuramente, viste le restrizioni che il Covid impone e il contingentamento all'interno anche delle nostre strutture ospedaliere universitarie per la frequenza, è un'opportunità da cogliere doppiamente.
Quindi auguri per un buon lavoro e grazie per l'invito che mi avete voluto risolvere.
Bene, grazie professoressa, grazie per la testimonianza perché questo accresce ulteriormente l'importanza di questo convegno. Passerei ora a presentarmi, chi sono io? Mi chiamo Umberto Panetta, sono un dirigente d'azienda, quindi non sono né un anchorman né tantomeno mi occupo normalmente di sanità o di questioni mediche.
Tant'è vero che quando il professor Palazzini mi ha chiesto appunto di moderare questo convegno odierno, questo simposio dal titolo Verso la Sanità 5.0, le tecnologie abilitanti, la prima cosa che ho chiesto al professore è stata ma che cos'è la Sanità 5.0?
E il professore mi ha risposto giustamente dicendo che è un nuovo modello integrato di gestione del paziente e delle cure dove l'intelligenza artificiale, le nuove tecnologie digitali, quindi parliamo di big data analytics, parliamo di blockchain, di realtà aumentate, realtà virtuale e di sistemi autonomi, quindi robot e droni, entrano in corsia, si integrano con le competenze mediche per migliorare l'efficacia.
e l'efficienza dell'intero sistema sanitario. Per approfondire questo tema abbiamo quindi oggi un
nutrito parterre di ospiti in collegamento web, purtroppo la situazione ben nota a tutti della
pandemia non ci consente di essere tutti in presenza qui a Roma, che vi voglio presentare.
Comincerei quindi con la dottoressa Cristina De Capitani che è responsabile di sede del Consiglio
nazionale delle ricerche dell'istituto per i polimeri compositi biomateriali, cluster manager
quindi del cluster Lombardo Tecnologie per gli Ambienti di Vita, il professor Leonardo De Mattos,
che è il Head of Biomedical Robotics Laboratory dell'Advanced Robotics Department dell'Istituto
Italiano di Tecnologia, come sapete è fiora all'occhiello in Italia per quanto riguarda
la ricerca e l'innovazione tecnologica, l'ingegner Laurent Sisman, che è il Senior Vice President
AMEN System di Leonardo SPA e la dottoressa Paola Castagna, che nel suo team è la responsabile
dell'intelligence sulle normative aeronautiche nel settore dei droni, l'ingegner Michele Gamberini
che è il chief technology e innovation officer di TIM, l'ingegner Laura Brussolo che è partner di
Smart Blue, un'azienda innovativa che si occupa di soluzioni digitali, l'ingegner Fabio Padiglione
presidente di Aditec SRL e infine il dottor Domenico Di Nardo dottorando in tecnologie avanzate in
in Chirurgia dell'Università La Sapienza di Roma. Comincerei quindi dando la parola al primo relatore,
la dottoressa Cristina De Capitani, che comincia con un titolo piuttosto provocatorio, Sanità 5.0,
solo un titolo provocatorio o c'è del vero? A lei la parola dottoressa. Grazie mille, chiedo conferma
se mi sentite e vedete le slide. Inizio subito ringraziando il professor Palazzini per la grande opportunità e fiducia
e complimentandosi perché ogni anno riesce a sorprendersi in modo camaleontico, innovando sempre di più
e portando veramente innovazione 5.0 anche nel mondo di fare formazione e comunicazione.
Sicuramente il mio titolo, come quello di tutta la sessione, volutamente richiamava il tema provocatorio o quantomeno quello della sfida, nel senso che se è ben chiaro più o meno dove siamo e dove vogliamo andare,
quale domanda effettivamente che contributo riusciamo per ciascuno di noi per cosa
rappresentiamo a dare per rendere sempre più digitale 5.0 addirittura andare ironicamente
a velocità 5 mandare a velocità 5 0 la sanità diciamo in questo sicuramente le tecnologie e
e il frutto di anni e anni di ricerca o applicazione storicamente più nel manufacturing ci aiutano in questo,
quindi c'è un'expertise particolare, prendere queste tecnologie e portarle in ambito sanitario non è sempre così banale e scontato,
in quanto la sanità ha una complessità intrinseca, non semplicemente data dal fatto che c'è il paziente e c'è l'uomo,
perché comunque anche un atto non sicuro in ambito produttivo può mettere in gioco una vita, ma perché sono tante professionalità con formazioni e obiettivi differenti, c'è elevata aleatorietà, un elevatissimo numero di pezzi quando stiamo parlando di logistica, in sanità e così via,
così come ad esempio l'intelligenza artificiale in altri ambiti, una volta che gli algoritmi e i motori sono testati ci si può affidare, in ambito sanitario dobbiamo concedere che questi passaggi che suggeriscono poi degli scenari al clinico siano adesso trasparenti,
Non si può optare o mettere il clinico nella condizione di accettare o meno o suggerire o meno a un paziente il fatto di scegliere una chemioterapia piuttosto che no senza che ci sia evidenza di come l'algoritmo ha funzionato.
Fatto salvo che bisogna prendere con le pinze e quindi ben conoscere il settore, effettivamente ci sono delle grandi potenzialità che la sanità può utilizzare e quindi in questo periodo di accelerazione sicuramente si può trarre il meglio.
Se questi sono di solito gli obiettivi standard di una nascita digitale e sicuramente poi calati in sanità, il concetto di sostenibilità e di qualità è sì per il sistema in generale, quindi sanitario, nazionale, regionale, lo possiamo calare, calzare sul paziente, sulla famiglia che a volte, non solo in questo periodo, rinuncia a fare alcune operazioni piuttosto che attività preventive,
piuttosto che abbiamo questi viaggi e questi scambi che ci sono fra le regioni, parlavo con un caro amico chirurgo del Lazio, diceva con orgoglio, arrivano anche da noi e dalla Lombardia, io parlo della Lombardia ma spesso c'è una percentuale molto alta di pazienti che vengono a farsi trattare qui, ci sono ovviamente degli scambi dove ci sono delle eccellenze,
In ogni caso è comunque molto pesante per il paziente e per la famiglia. In questo tutta la parte di telecomunicazioni, di telemedicina, teleconsulti permettono di creare anche nuovi modelli, hub spoke, non solo di erogazione di servizio fisico, ma anche di supporto in modo che il paziente stia fermo, la maggior parte dei clinici siano fermi e solo ciò che è realmente indispensabile venga fatto in un altro contesto.
A questi si aggiungono ovviamente tutto il mondo dei decision support system che sono sicuramente un altro aspetto molto importante che nel momento in cui il paziente non è e non può essere, anche per motivi di sostenibilità, sempre di fianco al clinico, monitorato dal clinico, questi tool che sono progettati insieme al clinico possono permettere di avere un monitoraggio continuo
E quindi dare qualità di vita ma anche in ottica di percepito, di sicurezza dal paziente e dall'altra parte oggettivare la cura che sta facendo o appena c'è qualche parametro fuori da quello che sono i range di controllo poter intervenire.
Un punto secondo me chiave quando parliamo di sanità digitale, sanità 5.0 o di innovazione tramite questa è che prendere quelli che sono gli strumenti digitali e questa grande potenzialità che c'è e applicarle ai processi odierni non è sicuramente garanzia di raggiungere quegli obiettivi che citavamo prima,
ma quindi sostenibilità, qualità, tenere livelli di servizio, ma il concetto è se io, come dirà, automatizzo un processo non efficace, non efficiente, rimarrà sempre non efficace, non efficiente.
Quello che invece la grande occasione di questi momenti è riprogettare i processi organizzativi, gestionali e soprattutto clinici e a questo punto rifarlo sapendo che c'è la tecnologia e quindi si può usare la tecnologia per scardinare alcuni modelli e superare, essere più vicino al paziente, erogare più qualità facendo del saving che non è poi così peccaminoso.
il momento in cui pensiamo che poi possa essere reinvestito o ci permetta di erogare più prestazioni a più persone.
La sostenibilità economica è un aspetto che comunque va tenuto sempre molto presente.
Dove la tecnologia e quindi tutta la parte di digitale e anche di decision support system può entrare,
anche non solo durante l'erogazione di un servizio sanitario, quindi durante la vita,
standard ma nella fase di progettazione e nella fase di testing se pensate a tutti i modelli
matematici che ci permettono di fare previsioni di che carico di lavoro ci saranno la parte di
simulatori ad eventi discreti ad esempio che ci permettono di generare risimulare il nuovo
laboratorio il nuovo blocco operatorio confrontarne la gestione utilizzando tutti i dati di storico e
quindi cercare di trovare qual è la soluzione migliore e che possa reggere a un incremento di lavoro piuttosto che a qualche incidente e chiusura parziale di sale piuttosto che di down di macchinari eccetera, quindi fare una progettazione robusta, questo poi ci permette ovviamente di, fatto questo, avere comunque una preparazione dei tool che permettono di fare una gestione tramite decision support system ad esempio,
E di avere comunque un metodo poi di reagire o di gestire l'innovazione che man mano si va avanti a fare, che può essere continua e dell'auspicio costante, testare innovazioni disruptive e quindi l'inserimento di una nuova tecnologia piuttosto che di un nuovo modo di lavoro o addirittura purtroppo regire a cambiamenti che impattano non sul singolo laboratorio, ospedale, ASL se siamo fuori dalla Lombardia,
ma su tutto il sistema come quello che stiamo vivendo in questo momento
ovviamente la cosa più critica
sempre lo è in sanità ancora di più
è la disponibilità di dati per alimentare questi sistemi
e dall'altra parte
il riuscire a fare picking
e che siano poi puliti ed utilizzabili a fare questo
sicuramente l'altro aspetto importante
è coinvolgere gli utenti nel progettare
quantomeno le specifiche funzionali di quello che devono essere tutti questi tool che vanno a supportare così come la riprogettazione dei processi.
Questo aspetto è fondamentale, molto spesso si forniscono software e quindi la parte digitale viene forzata sull'organizzazione non mettendosi poi nei panni di chi li va a usare, quindi dall'infermiera che fa il rifornimento settimanale o bisettimanale dei farmaci in reparto a cui non gli si fornisce qual è il consumo medio, qual è il dato di sottoscorta e così via che potrebbero comunque aiutare molto.
così come nel momento in cui inserisco e coprogetto con dei clinici
sono in grado anche di poter poi passare la gestione di alcuni aspetti
a chi ha competenze più gestionali e organizzative delle segretarie
quindi faccio tutta la gamba dall'ingegnere alle segretarie delle nostre skillate
perché comunque questi tool hanno dentro le logiche espresse dall'utente e dal clinico
che poi si troverà degli scenari da dover approvare, ma il tempo che ci dedica è molto minore e di conseguenza può avere tempo di qualità, permettetemi il termine, da rivolgere verso i clinici.
semplicemente un flash su cos'è il cluster Lombardo per le tecnologie e gli ambienti di vita
o il mondo dei cluster che sono aggregazioni di enti di ricerca, imprese, università, ospedali, RCCS
istituzioni, associazioni come Camera di Commercio, associazioni di categoria
e l'approccio sicuramente nostro è quello di avere sempre questa modalità di co-design
che si declina per poi poter mettere al centro il paziente oppure la chiamiamo medicine by design perché coinvolgiamo il medico nella progettazione ma è la prassi, deve essere così ovviamente, il clinico non può entrare solo all'ultimo momento per fare una validazione di un dispositivo medico, ci deve essere da sempre, così come non possiamo dimenticare che nel momento in cui ho un'innovazione tecnologica devo poi tarifarla.
E quindi torniamo al tema della sostenibilità e al chi paga, di conseguenza nella fase prima di progettazione, oltre a seguire tutte le tappe che devono essere fatte, devo comunque tener conto anche del contesto, del framework in cui ci stiamo muovendo e quindi di come vengono fatti gli acquisti eccetera.
Questo è solo un flash di qual è lo scopo del cluster che è quello di veicolare innovazione diciamo partendo da questo approccio appunto multidisciplinare e multiprofessionale e relazionarsi con i diversi enti regionali piuttosto che nazionali o internazionali in ottica di lobby assolutamente trasparente quindi con tutte le mail, i documenti, le roadmap del caso per indicare quali sono le reali aree di sviluppo e di esigenza su cui i partner
partner industriali oltre che quelli di ricerca intendono lavorare e di conseguenza sulla base
di queste smart specialization eccetera verranno poi erogati finanziamenti. Io vi porto semplicemente
qualche flash anche visivo di qualche esempio di attività che sono fatti da alcuni dei nostri
partner per poi chiudere con richiamo alla sessione che ci sarà domani in cui parleranno
Un esempio è tutto il tema della riabilitazione al domicilio o la neuro-riabilitazione fatta tramite le tecnologie, quindi realtà virtuale, sensoristica, indossabile, mecatronica, che permette da una parte un coinvolgimento emotivo in una cosa molto noiosa come la riabilitazione, sia se la pensiamo su un adulto che su un bambino con un anziano, e permette di farla sia a livello cognitivo che motorio.
In questo spesso abbiniamo anche una sensorizzazione per vedere quali sono le performance, se viene fatta e con che risultati e questo permette di avere un feedback sul riabilitatore piuttosto che sul clinico per poter tarare la terapia.
Questa è la nostra declinazione di medicina personalizzata nel senso che se abbiamo tutta la parte di genomica, farmacologia c'è comunque nella definizione anche europea di medicina personalizzata quella dei modi d'uso e quindi della quotidianità piuttosto che questo tipo di personalizzazione grazie alla tecnologia.
Queste tecnologie ovviamente questi approcci si sposano al domicilio in un ospedale o dove devono essere e sempre nell'ambito del cluster o dall'abbinata fra un centro clinico uno spin off e questi hub multidisciplinari di collaborazione verrà presentato domani ad esempio questo progetto che vede appunto questo progetto.
mix di persone da cui si parte con un'acquisizione di parametri vitali, quindi quello che potrebbe
sembrare un origino classico ma in realtà ha molti più parametri del solito, ma soprattutto
dietro a un motore di intelligenza artificiale e un'analisi quindi dei parametri che sono stati
dettati e le soglie di analisi dal clinico che poi ne è il cliente, è fatto ovviamente in modo
entrare nei dati di tutte le cartelle cliniche eccetera. Questo è un esempio che nasce e serve
per il monitoraggio dei pazienti clonici ma può servire anche nel momento in cui vado a lavorare
ad esempio sul monitoraggio intenso dentro l'ospedale e poi a casa quando sto facendo
deospedalizzazione avanzata quindi uno dei temi ad esempio chirurgico sono i protocolli ERAS e
e quindi di fatto un modo diverso di gestire il paziente chirurgico
ed accelerarne la ripresa e quindi una dimissione accelerata
con un monitoraggio intenso a casa
ovviamente tutti questi pezzettini
dalla riabilitazione al monitoraggio eccetera
possono essere sicuramente interessanti e utili
così come i tool che ci permettono poi di gestire
queste situazioni un po' grigie diciamo
che non sono né di ospedale né di casa che in questo momento sono individuati come ospedale
covid ma sono quelli che poi in un secondo momento ci permetteranno ad esempio di fare
di ospedalizzazione quando è finita la parte di assistenza clinica quindi evitando una spesa
dai 500 700 euro al giorno per persone che non possono essere dimesse e mandate a casa perché
che sono da sole o non c'è un'assistenza a casa, un supporto di un certo livello e quindi si attende
o la clinica poi riabilitativa che li accolga o l'RSA. Quindi queste tecnologie che da una parte
lavorano connettendo l'ospedale, i servizi sociali, il medico di medicina generale e un monitoraggio
dei parametri sono ad esempio tanti pezzettini di puzzle che messi insieme possono permettere
di far sì che la slide iniziale provocatoria, se la sanità 5.0 era solo una cosa frizzante
e una provocazione del prof o si riesce a sostanziarla. Se mi permettete vi invito tutti
con piacere domani ovviamente in apertura col grandissimo professor Palazzini alla sessione
che inizia domani mattina alle 9.45 come saluti e corre fino alle 4.30 in cui parliamo proprio di come la ricerca
diciamo da laboratorio, quindi il ricercatore riesce a portare sul campo e quindi a letto del malato piuttosto che a casa
o sul mercato il prodotto della ricerca e ovviamente la chiave è quella di avere questo approccio multidisciplinare
i clinici coinvolti sempre e seguire ovviamente quelle che sono poi le regole che permetteranno poi di marchiare e certificare il dispositivo piuttosto che l'impatto organizzativo di queste innovazioni tecnologiche sono fondamentali e ci saranno risposte multidisciplinari quindi l'ingegnere clinico, l'operation manager, il risk manager non è presente ma è un'altra figura chiave in tutto questo ovviamente e nella revisione dei processi eccetera
E poi una visione positiva tra virgolette di quel che possiamo prendere e portare, come dire, sfruttare nel senso buono di questo periodo drammatico che è il Covid nel momento in cui ci sono in parte più fondi o ci saranno per il recovery fund molte fondazioni, si sono di territorio, sono state vicine ai propri ospedali permettendo di fare acquisti diretti.
In questo caso alcuni di questi acquisti o soluzioni che possono tamponare dal punto di vista Covid possono essere quelle che veramente accelerano dei processi che adesso sono in essere in modo un po' sperimentale in qualche ospedale.
Verranno quindi presentate delle soluzioni alternando la vista di chi lavora in ospedale a invece delle aziende che portano dei casi studio, non sicuramente in ottica Marchettara, passatemi il termine, ma semplicemente per proporre lungo tutta la giornata opportunità di confronto per nuove progettualità e sinergie e di crescita comune.
Grazie a tutti, resta a disposizione.
Grazie alla dottoressa De Capitani per il suo intervento, devo dire che oltre al titolo la provocazione era anche nei contenuti nel senso che ha lanciato una sorta di sfida, anzi sfida è una delle parole che ho colto nell'ambito del suo intervento.
Mi piacerebbe quindi al termine delle presentazioni di tutti i relatori magari ritornare su alcuni temi e se il tempo ce lo consente riuscire a fare anche un giro di domande rapidissimo a tutti i relatori. A questo proposito chiederei a tutti di cercare di rimanere il più possibile nei tempi assegnati.
Passiamo adesso a una testimonianza, quindi una realtà possibile nell'ambito della medicina e della sanità 5.0. Passerei la parola al professor Leonardo De Mattos. Il titolo dell'intervento è 5G Telesurgery, Recent Experience and the Future of Remote Robotic Surgery.
Professor De Mattos, a lei la parola.
Allora, inizio di nuovo, sono Leonardo De Matos, sono il presidente del laboratorio di biomedica e robotica qui all'IIT a Genova e ciò che voglio presentare a voi oggi è qualcosa di esperienza che abbiamo avuto nel passato,
test per sviluppare un nuovo sistema, un sistema robotico, per testare le capacità
delle rete 5G per la telesurgia. Quindi questa è stata parte di un'iniziativa più grande coordinata
da Vodafone, il nostro 5G per Milano. In questo caso abbiamo anche partecipato a due ospedali,
l'ospedale San Martino, qui da Genova, con cui abbiamo sviluppato tutte le tecnologie robotiche
che si usavano in questo caso, e anche l'ospedale San Raffaele a Milano, che ha
fornito la posizione per i tratti e anche l'expertise clinica per la fine
dimostrazione di questo esperimento di 5G tele-sorgeria.
Quindi, ovviamente, c'erano molte persone involvute in questo.
I nomi di tutti quelli che hanno contribuito sono listati qui, è anche
e anche sul paper pubblicato recentemente all'Annals of Internal Medicine.
Quindi, quando parliamo di...
Scusate, perché queste cose continuano a arrivare in fronte al mio schermo.
Quindi, quando parliamo di telesurgia qui, parliamo di operazioni a lungo distanza
su un paziente usando un robot chirurgico.
Basicamente, non c'è nulla di nuovo.
È stato un sogno dei clinici e degli ingegneri per più di trenta anni ora.
Back in the 1990s, NASA in fact introduced this concept with the idea of the possibility to operate on astronauts from the Earth.
Then there was also the context of military applications with the idea of being able to operate on soldiers on the field.
So, over these 30 years, the benefits or the potential benefits of tele-surgery have been discussed quite a lot and there are many papers about it.
And in my view, the key benefit here is this to facilitate access to medical expertise.
This means that an expert surgeon can be present in an operating room on a distant location,
per esempio in regioni rurali o in paesi sotto sviluppo, dove questa esperienza clinica non è abbastanza disponibile.
Questo ha il potenziale di evitare la necessità di viaggiare a lungo periodo
dai pazienti che spesso devono andare a centri maggiori per essere operati,
con tutti i costi e i rischi associati a questo, o il chirurgo non ha bisogno di viaggiare a lungo distanza per operare un paziente.
Per esempio, molti chirurghi che vanno a fare lavoro volontario in Africa, per esempio, per aiutare a trattare i pazienti in paesi poveri lì.
Un altro beneficio potenziale riguardo a questo è la possibilità di fare operazioni collaborative.
operazioni. Questo significa che un chirurgico esperto può essere presente in una stanza
chirurgica per aiutare un collega in operazioni difficili o per tutore un chirurgico meno esperto
che ancora sta imparando a fare alcune operazioni, che ci porta al punto di un
training e supervisione chirurgico remoto. Quindi, o il tutore può essere presente
on the surgical room of a trainee or less expert surgeon or even the residency could be performed
over the disease using telesurgery equipment, telesurgery setups to perform for example
virtual residency and learn from the surgeons without the need to spend months or years in
in un'altra città, in un altro ospedale, per imparare dagli esperti.
Finalmente, in giorni come questi di pandemia di Covid,
anche la telesurgery offre il potenziale di salvaguardare
il personale critico medico dalla contaminazione,
ovvero che possiamo mantenere la distanza sociale tra il chirurgo
e i pazienti che possono essere infatti,
salvaguardando questo personale per la salute.
health care. So also saying that this is nothing new, the very first pioneers of telesurgery
was the team of Professor Jacques Marisco, who in 2001 already performed the first transatlantic
telesurgery on a living patient. So in this case, they nicknamed this operation as Lindbergh
Il chirurgo era a New York e il paziente era a Strasbourg. L'operazione che hanno fatto è stata una laparoscopica con la sistectomia, usando il sistema robotico di computer motion ZEOS.
robotic system and for that they used a dedicated fiber optic service connecting
the new york to strasbourg and had a quite limited bandwidth 10 megabit per
second but it was enough to demonstrate the feasibility of this and also to
demonstrate some of those potentials that tele surgery can provide due to
The problem is that this feat was impossible to be replicated on a large scale for almost two decades now.
In my view, the reasons here are mainly two.
One was the availability of surgical robots, which previously not many hospitals had surgical robots available for testing, for research.
e anche la seconda questione è la mancanza di un network di telecomunicazione rilevante e rapido per aiutare questo servizio critico della stelesurgia.
Ora la situazione sta cambiando, quindi i robot surgicali stanno diventando avviati in molti ospedali nel mondo.
Per esempio, solo una azienda, Intuitive Surgical, ha più di 5.500 robot, robot surgical, installati in ospedali in tutto il mondo.
E anche 5G è rapidamente diventando realtà in tutto il mondo, quindi portando la performance del network necessario per la tele-surgere in termini di latenza e rilevabilità.
So our experiment that I was describing here was designed basically to test that, to test the capabilities of the new 5G telecommunication systems to support tele-surgery.
And the application we selected to do that was this one, Transora Laser Microsurgery.
e la ragione è che abbiamo collaborato per molti anni con il gruppo del professor Giorgio Peretti qui al San Martino Hospital
per sviluppare tecnologie robotiche per aiutare su questo, quindi abbiamo avuto l'equipaggio per testare
ma anche questa operazione richiede un sergente molto esperto per ottenere operazioni di buona qualità
operazioni. Normalmente queste sono operazioni molto delicate che si realizzano in profondità
sulle larynx dei pazienti per trattare per esempio le corde vocali e se non fatte correttamente
questo può avere un grande impatto sulla qualità della vita dei pazienti, per esempio la qualità della voce
del paziente può essere davvero male dopo la chirurgia o forse questo paziente non potrà nemmeno
essere in grado di parlare dopo. La maniera in cui queste operazioni sono realizzate è mostrata
in questi video qui, quindi usano forzetti lunghi per manipolare la tessuta e un laser
chirurgico di alto potere per realizzare questi punti molto precisi e delicati, in questo video, per esempio,
sull'operazione del cordone vocale. Ci sono molti problemi a partire da questo, perciò l'esperienza
è necessario, ma è qualcosa che la robotica può fare molto per aiutare,
per fornire una migliore controllabilità dei strumenti surgicali,
per aumentare la dexterità del chirurgo,
e anche la telesurgia può fornire benefici qui,
aumentando l'accessibilità a questi chirurghi esperti,
quindi possono operare in altri centri.
Parliamo dell'equipaggio che usiamo per questo,
Uno dei dispositivi che abbiamo sviluppato qui all'IIT, che chiamiamo CALM, è una micro-surgere di laser di assistenza a computer.
E questo è un micro-manipulatore di laser robotico che è praticamente un dispositivo motorizzato che controlla l'attività di questo laser di cirurgia di alto potere.
E' controllato da un'interfaccia di tabletto che offre una maniera molto intuitiva di controllarlo.
Quindi è facile raggiungere un laser con una precisione molto alta.
Inoltre, essendo un sistema robot, permette la programmazione di tragettorie
e l'esecuzione di tragettorie automaticamente con una precisione e un'accurazione molto alta.
Questo è uno dei sistemi che abbiamo usato e stiamo lavorando in collaborazione con alcuni ospedali
in ospedali e in storte, su un sistema che può ripetere il microscopio attuale usato per le operazioni.
Questi sono i nuovi 3D-exoscopi, che sono camere di alta definizione con una magnificazione molto alta
che possono fornire visualizzazioni 3D molto visibili del campo chirurgico.
Abbiamo mostrato, abbiamo mostrato che può essere usato per la microsurgery transorio
e questo video mostra l'inizio dell'esercizio su questo, su un cadavere, e poi abbiamo dimostrato questo
l'anno scorso sul CEO del Congresso a Rimini, dove il professor Peretti ha fatto la trasformazione
di un micro-surgente laser su un cadavere in fronte ad un'audienza che stava guardando tutto
sullo spazio grande in 3D, quindi era abbastanza entusiasmante. Quindi qui ci sono alcune immagini di questo.
Quindi abbiamo il modo di controllare il laser e il modo di visualizzare il filo surgical a distanza e per manipolare la tessuta abbiamo sviluppato e customizzato i forseps robotici, quindi adattiamo i forseps clinici a un armamento robotico commerciale, il sistema Franca e Nica.
e ciò che vedete su questo slide, sul basso, è una foto del setup chirurgico
del San Raffaele Hospital quando abbiamo testato questo.
Quindi questo è il sito del paziente e potete vedere la camera VITON 3D
che offre la visualizzazione 3D dei tubi chirurgici.
C'è il robot CARM che manipola i forzetti per la manipolazione dei tessuti
che era il sistema DECA.
Puoi anche vedere qui a destra
la configurazione per la videoconferenza che leggeva
la configurazione del sito del paziente
al sito remoto dove il chirurgo controllava tutto.
Questa è una vista chiara del sistema
durante la trama del cadavere.
Quindi stiamo operando attraverso il laryngoscope
che dà una linea diretta del sito
il fuoco chirurgico, che in questo caso sono i cordi vocali, il nostro sistema colore e la parte robotica lì.
E questa è la configurazione del lato chirurgico.
Su questo lato le cose erano un po' più semplici, quindi abbiamo un laptop per stabilire questa connessione tra i dispositivi.
We provided 3D visualization using this 3D display, which provides an immersive experience
and simulates the feeling that the surgeons get when using the microscope.
The tissue manipulation was performed using this Omega device, which is basically a 3D joystick.
And the laser control, as I mentioned before, was performed using a tablet interface.
In questo caso, c'è stato anche un switch di fuoco che controlla l'attivazione del laser
di sorgimento di alto potere per realizzare i tagli.
Questo è più sulla informazione dell'ingegneria riguardo al trasferimento dei dati.
Si può vedere che molta della bandiera necessaria è per trasmettere i video 3D Full HD
da un lato all'altro.
quindi usiamo una connessione di 40 megabit al secondo lì con un po' di compressione e poi le altre
connessioni usano una quantità molto meno bassa, quindi qui abbiamo stimato una quantità di upload totale di
45 megabit al secondo che già solo questo numero mostra una limitazione critica del sistema 4G
attuale, quindi con 4G non possiamo fare questa operazione perché l'upload è abbastanza limitato
for the systems. 4G is designed to provide a very large download bandwidth, but requiring
this very large upload is quite a new requirement, but 5G is able to support this.
From the other side, the data coming from the surgeon to the patient is a much smaller
questo è praticamente solo richiesto, ma principalmente richiesto per la
chiamata videoconferenza che abbiamo linkato a entrambi i piedi del sistema.
Poi, dopo aver messo tutto insieme qui,
vi mostrano un video della fine della dimostrazione,
che è stata realizzata l'8 ottobre 2019.
Il chirurgo è stato al Vodafone Village a Milano,
per fare questa dimostrazione davanti ad un'audienza di più di 200 persone
e in questo caso esauriremo una testa dalla corda vocale di stilicone
che abbiamo usato per questa dimostrazione.
Non potevamo usare un cadavere per questo perché era una dimostrazione pubblica
ma abbiamo usato questo fantano di stilicone e ha funzionato abbastanza bene
quindi il chirurgo, il dottor Trimarchi, è stato in grado di eliminare successivamente la testa
usando il setup dell'estetica. Da questa parte qui vedete la parte del paziente, in questo caso
stiamo usando un PIGLARINK per alcuni esperimenti, quindi vedete il monitor lì con le
immagini dell'endoscopio e questo è il setup del PIGLARINK per il paziente. Il PIGLARINK ha
che ha un'anatomia molto simile alla di un uomo.
Per questo motivo abbiamo utilizzato questo per i test.
Poi abbiamo cambiato questo per un cadavere umano
per fare un'altra sequenza di esperimenti.
La distanza qui è di 15 km
tra il chirurgo e il paziente.
Questi sono i risultati di latenza.
Praticamente, ciò che voglio mostrare qui
l'estimazione della latenza del round trip
era di 120 millisecondi
la maggior parte di questo
veniva dalla trasmissione
di questi video 3D e 4HD
ma questo è un numero molto buono
quindi il numero magico per la teleoperazione
è di 200 millisecondi
che significa
la latenza, se qualcuno vuole conoscere, questo è il ritardo di tempo tra quando il
chirurgo fa un comando e quando il risultato in azione è visto nel video, quindi
comandi a muovere la mano e poi lo vedi nel video e se c'è un ritardo
di questo numero magico di 200 millisecondi, allora inizia a disturbare
in start to disturb the operations and it decrease performance but below that it's you don't notice
so much or you can operate with that default a big decrease in performance so the 5g demonstrated
that the latency was acceptable and also the results of experiments told that the surgeons
i chirurgi sono stati in grado di controllare successivamente e effettivamente il sistema robotico da una distanza più grande per realizzare le operazioni.
Nelle scuole di cadaveri, due chirurgi hanno lavorato su cadaveri,
realizzando la cordectomia, quindi la cordectomia tipo 1 e tipo 4,
e sono stati in grado di controllare i sistemi abbastanza bene e di realizzare successivamente queste operazioni.
questo possiamo dire che il dispositivo era abbastanza intuitivo da usare
perché uno dei pazienti prima della dimostrazione aveva solo 5 minuti di allenamento sui sistemi
e era in grado di controllarlo effettivamente senza nessun problema
e dimostrare questo in fronte al pubblico con praticamente nessun allenamento precedente sul dispositivo
la qualità dell'immagine, la trasmissione su 5G era molto buona
quindi le immagini che abbiamo ottenuto sul sito remoto erano della stessa qualità
come le esperienze nell'ambito operativo e, di nuovo, la latenza era accettabile.
E, finalmente, il link teleconferenziato che avevamo tra le due parti
era molto effettuoso, quindi questo ha stabilito una comunicazione tra il
surgeon, il surgeon remoto e le assistenze locali vicino al paziente.
e era come avere il chirurgo nella sala di operazione, quindi funziona abbastanza bene.
Quindi mi muovo alle conclusioni.
Questo esperimento ci permette di verificare che la 5G sia in realtà capace di supportare la telesurgia,
la latenza bassa, la bandiera alta e la rilevabilità alta dei sistemi 5G
really do show that this is a real enabling technology for telesurgery even though in this
case we used an experimental 5G system since we did these trials the 5G systems are in continuous
development and improvement so they but even at that time more than a year ago this it was already
in grado di supportare la telesurgery. Questo è stato un esperimento di concetto, ma può essere
estenduto a altri sistemi robotici, quindi in questo caso usiamo un robot prototipo che non è certificato per
uso clinico, per esempio, ma mostra la possibilità, quindi può essere estenduto molto bene per
robot clinici come il sistema da Vinci. Finalmente, nei nostri esercizi, entrambi i bordi del sistema
siamo collegati alla 5G wireless, quindi dimostriamo che la tele-surgere può essere
realizzata in locazioni remote, ad esempio in ospedali di campo, che possono essere
abbastanza interessanti in caso di assistenza in area di disastro, per esempio, così si può realizzare
la cura medica in locazioni remote. Con questo concludo la mia parola e
Bene, non so se mi sentite.
Allora ringraziamo il dottor De Mattos per la sua presentazione.
Una prima considerazione, quello che ha illustrato sembra ai più fantascienti,
Almeno fino a qualche anno fa sarebbe sembrata pura fantascienza, mentre adesso invece sta diventando realtà. Sta diventando realtà grazie anche a una nuova tecnologia militante, che è quella del 5G, di cui dopo, grazie all'intervento dell'ingegnere Gamberini, Chief Technologist e Innovation Officer di TIM, andremo ad approfondire.
Per rimanere in tema di fantascienza che diventa realtà, passiamo ora la parola all'ingegner Sisman e alla dottoressa Castagna di Leonardo, che ci parleranno dell'applicazione non dei robot ma dei droni in campo sanitario. Quindi passo la parola all'ingegner Sisman.
Grazie Umberto, mi sentite? Benissimo, ottimo, sono Laurent Sisman, sono responsabile dell'unità organizzativa sui sistemi Enmanel, quindi senza pilota, e Leonardo, Leonardo immagino la conoscete più o meno tutti, siamo il settimo gruppo mondiale a livello aerospace and defense,
Lavoriamo su elicotteri, fabbrichiamo elicotteri, velivoli, sistemi elettronici, lavoriamo nell'ambito spaziale e quindi siamo un'azienda estremamente variegata, circa 50.000 persone nel mondo.
mondo. Stiamo anche noi ovviamente guardando a quelle che le nuove tecnologie possono offrire
e in questo contesto in particolare le nuove tecnologie ci offrono sistemi senza pirota
che sono disponibili sia per quanto riguardano i compiti che noi solitamente facciamo nell'ambito
della sicurezza e della difesa, dell'intelligence, ma oggi anche emergono in modo prepotente
in ambito civile. Nascono con i ragazzi che usano i loro droni per andare a fare le foto
e poi questi ragazzi si appassionano di tecnologia e cominciano a mettere dei oggetti un po' più interessanti, un po' più capaci in volo.
Con questo nuovo mondo tecnologico che si sta facendo noi ci interessiamo non soltanto alla parte della piattaforma,
quindi l'oggetto che vola, ma anche a tutte le tecnologie abilitanti, possiamo parlare del posizionamento di precisione tramite GPS,
possiamo parlare delle telecomunicazioni che vengono potenziate anche loro dal 5G o verranno potenziate anche loro dal 5G, possiamo pensare all'intelligenza artificiale che permetterà a questi droni di viaggiare in modo sempre più autonomo e tutti insieme dentro un sistema organizzato e coerente nei nostri cieli.
Questo ci fa pensare che la tecnologia per certi versi già è pronta, già è matura e che può essere usata.
La differenza con quello che abbiamo appena visto è che il campo aeronautico è un campo estremamente normato perché chi fa la sua esperienza, chi fa il suo esperimento sorvola generalmente dei terzi e va a occupare uno spazio aereo dove un incidente è sempre fatale o molto spesso fatale.
Quindi il modo in cui noi possiamo spingere queste nuove tecnologie ad applicazioni reali è un modo che passa necessariamente dalla sperimentazione, la sperimentazione va a influenzare la regolamentazione, la regolamentazione prende best practice da questa sperimentazione, crea un quadro, da questo quadro poi possiamo derivare effettivamente se dei business possono essere sostenibili a supporto quindi dei enti che andiamo a servire.
In questo contesto una sperimentazione che abbiamo messo in piedi negli ultimi sei mesi e che ha avuto sfogo per la sua prima ondata il mese scorso, un'iniziativa che abbiamo sviluppato con l'ospedale pediatrico del Bambin Gesù di Roma, che abbiamo affiancato, ci hanno chiesto se potevamo usare dei sistemi senza pirota per andare a trasportare materiale biomedicare ai campioni e campioni,
tra una sede di prelievo e una sede di analisi, cercando ovviamente di minimizzare i tempi, di massimizzare quello che poteva essere la tempestività di un'analisi in un futuro scenario in cui questo tempo diventa sorgente di vita, quindi di andare a salvare le persone, a curarle meglio, a curarle più tempestivamente.
Abbiamo lavorato adesso, lo vedrete con Paola Castagna, che ha seguito questa sperimentazione in modo primario, in modo tale di renderla possibile e questo adesso ve lo registreremo.
Io chiederei alla regia di partire con un breve filmato che vi racconta un po' questa avventura e poi continuiamo con Paola Castagna.
La sperimentazione è stata ispirata da un caso reale, siamo stati contattati dall'ospedale pediatrico di Gesù durante il periodo di lockdown di questa primavera
chiedendoci se avevamo la possibilità di lavorare con loro a una sperimentazione di trasporto di campioni biomedici
tra i loro siti, quello di Santa Marinella dove c'è il centro Preglievi e quello di Palidoro
posto sempre sul litorale laziale a una trentina di chilometri di distanza.
I due siti non sono particolarmente distanti uno dall'altro in senso assoluto, diventa però una distanza sfidante considerando il trasporto su gomma perché le strade sono particolarmente trafficate soprattutto durante il periodo estivo per la balneazione
e quindi il tragitto di 30 chilometri si traduce dai 40 minuti alle due ore di trasporto in auto.
D'altro canto, 30 chilometri non sono una distanza molto lunga,
ma per la tecnologia attuale dei media e il pilotaggio remoto
sostituisce comunque una distanza sfidante per la durata principalmente delle batterie.
In questo ambito abbiamo accettato la sfida sostanzialmente, quindi abbiamo immaginato
un progetto di sperimentazione basate su fasi progressive, di cui quella che si è svolta
durante il mese di ottobre è stata soltanto la prima fase, nel corso della quale abbiamo
dimostrato la fattibilità di portare un carico mediante drone da Santa Marinella a Palidoro.
Le operazioni si sono svolte oltre linea di vista, quindi il pilota non è stato sempre in contatto visivo con il drone ma ha potuto assistere al volo mediante gli strumenti.
L'attività è stata monitorata da una piattaforma digitale sviluppata da Telespazio, la quale tramite l'utilizzo di alcuni sensori posti a bordo del mezzo aereo ha potuto garantire in qualsiasi momento la consapevolezza della posizione del mezzo,
inviando la posizione tramite tre segnali, il convenzionale segnale radio, il segnale LTE e il segnale satellitare.
Per la sperimentazione abbiamo impiegato un mezzo aereo che noi chiamiamo lifting cruise, sostanzialmente è un piccolo aeroplanino con un'apertura alare di due metri,
con quattro motori che permettono il decollo e atterraggio verticale, più un'elica che consente al mezzo, una volta raggiunta la quota di operazioni, di effettuare il percorso volando come un normale aereo.
Il mezzo pesava 15 kg e aveva una baia di carico per un volume di circa 15 litri e ha volato con un payload di 2 kg, quindi rappresentativo della necessità dell'ospedale che ci aveva richiesto di poter portare per un massimo di 4 kg.
Quindi come prima sperimentazione abbiamo identificato un mezzo che potesse essere non rappresentativo del carico massimo trasportato ma che potesse dimostrare la funzionalità stessa.
L'operazione si è svolta ad una quota di volo di circa 40 metri con il sorvolo del Martirreno e ad una velocità superiore ai 100 km all'ora, infatti l'intera tratta è stata percorsa in un range tra i 20 e i 25 minuti rispetto ai 45 due ore del trasporto in auto,
Quindi sicuramente ha dimostrato il miglioramento significativo che può portare all'impiego di questo mezzo per l'effettuazione dei trasporti di materiale in emergenza.
Come ho detto precedentemente l'operazione è stata gestita e monitorata tramite la piattaforma software di telespazio denominata T-Drones che se da un lato poteva fornire all'operatore stesso una consapevolezza della posizione del drone in tempo reale,
Dall'altra dava anche un'informazione importante alla committenza, quindi anche il personale di laboratorio in qualsiasi momento poteva avere consapevolezza di dove si trovava il suo carico importante.
Le operazioni sono state svolte in accordo con la regolamentazione italiana vigente emessa dall'ente nazionale per l'aviazione civile ENAC che per noi è stato un importante partner in questo progetto di ricerca.
In particolare, in applicazione al regolamento vigente per i mezzi a pilotaggio remoto, l'articolo 8, l'operatore aereo ha richiesto un'autorizzazione per effettuare operazioni specializzate allo scolpo di ricerca e sviluppo.
Per ottenere questo importante foglio di carta, che di fatto costituisce il nulla osta all'effettuazione dell'attività volativa,
è stato necessario sottoporre all'ente regolamentatore una serie di documentazione che dimostrasse che il mezzo era adeguato e sicuro per poter effettuare le operazioni descritte nel concetto operativo.
Ovviamente questa è un'autorizzazione di ricerca e sviluppo, quindi è un passo molto importante per poter effettuare delle prove di volo ma non è ancora un documento che consenta a quella piattaforma di eseguire in qualsiasi momento qualsiasi tipo di operazione.
Questo è specifico per quel mezzo e quella tratta e le condizioni di rischio aereo e a terra specificate nella documentazione richiesta.
Questo è un aspetto particolarmente significativo per quello che può essere poi l'effettuazione di un servizio a regime.
Infatti, per quanto riguarda la regolamentazione di spazio aereo, l'ente regolamentatore ha ritenuto che l'operazione potesse essere effettuata in sicurezza soltanto con una riserva di spazio aereo.
sostanzialmente ha comunicato a tutte le autorità che operano su quello spazio aereo che in
determinati slot al mattino e al pomeriggio quello spazio aereo non sarebbe più stato
utilizzabile da loro perché è impegnato da delle operazioni con un drone. L'area come dicevamo
prima non è particolarmente distante dal punto di vista geografico tuttavia è molto affollata
Dal punto di vista di spazio aereo, perché da un lato siamo nei corridoi di decollo e atterraggio degli aeroporti di Roma-Sinicino e Roma-Urbe e dall'altra attraversiamo la zona militare del poligono di Furbara.
Quindi sia i militari sia le autorità civili hanno dovuto essere informate della necessità di stoppare le loro operazioni in un certo slot.
Come abbiamo effettuato questa attività? Sostanzialmente una settimana prima dell'esecuzione delle operazioni abbiamo dovuto mandare una pianificazione di massima alle autorità coinvolte.
Quindi a ENAV per gli aeroporti romani e all'aeronautica militare per il sorvolo del poligono. Dopodiché un'ora prima dell'effettuazione di ogni operazione di volo abbiamo dovuto chiedere l'attivazione della riserva di spazio aereo e a operazione conclusa effettuare la telefonata per chiudere lo spazio aereo.
Analogamente per effettuare le operazioni in sicurezza lato terra e lato mare abbiamo dovuto garantire che non ci fossero persone o natanti non coinvolti nelle operazioni nello spazio sorvolato.
Per questo è stato particolarmente importante e gravoso trovare la collaborazione dei municipi di Santa Marinella e di Roma Fiumicino, delle polizie locali, così come informare anche Questura e Prefettura delle operazioni che erano in corso.
Per rendere un'idea ai non addetti ai lavori, sostanzialmente per poter attraversare l'area del Bambin Gesù e raggiungere il mare, abbiamo dovuto chiedere un'ordinanza che interdisse ai bagnanti e agli interlocutori il passaggio durante le operazioni.
Per effettuare queste attività, ahimè, non ci sono procedure in corso, quindi allo stesso modo, come abbiamo informato le autorità di terra, abbiamo dovuto trovare il coordinamento con l'autorità marittima, che è la direzione di Civitavecchia,
e andare a ottenere un avviso urgente ai naviganti che sopra le loro teste si sarebbero svolte delle attività rischiose
e quindi si chiedeva di non occupare il tratto di mare.
A questo punto cosa dobbiamo fare?
Questo primo passo ha dimostrato la fattibilità dal punto di vista tecnico e tecnologico
ha dimostrato una fattibilità dal punto di vista regolamentativo, ma è necessario lavorare su fasi successive di sperimentazione affinché vengano definite delle procedure consolidate e poi possibilmente automatizzate per rendere possibile tutta la fase di richiesta di autorizzazioni al sorvolo.
Dall'altra dobbiamo lavorare con il regolamentatore affinché dimostrando un'affidabilità del mezzo aereo utilizzato soprattutto grazie al supporto di piattaforme software quali D-Flight che permette la gestione del traffico aereo dei velivoli senza pilota.
e dall'altra di TDROMS che dà una maggiore consapevolezza del posizionamento del mezzo durante le operazioni stesse,
dobbiamo aiutare il regolamentatore a comprendere che questo tipo di operazioni può essere effettuata in sicurezza
anche senza chiedere il livello di segregazione che ha chiesto per questa prima operazione.
Quindi consentire passo per passo la possibilità di effettuare questo tipo di operazioni anche in normali condizioni di traffico marittimo e terrestre.
E questo passo sarà quello che consentirà pian piano di poter passare da un'attività sperimentale a un'attività che possa effettivamente essere un servizio per il beneficio dell'operatore e del cliente sanitario.
Insomma, i prossimi passi li effettuiamo a breve, sostanzialmente le prossime due operazioni verranno svolte una tra la fine di quest'anno e l'inizio dell'anno nuovo e l'altra entro il primo trimestre del 2021.
Quindi vediamo fino a che punto con la fase sperimentale sarà possibile andare verso un vero e proprio servizio per la sanità.
Io avrei concluso e lascerei a questo punto Sassio a eventuali domande.
Grazie, grazie all'ingegner Sisman e all'ottoressa Castagna. Mi sembra che dal loro intervento abbiamo visto come anche nel settore dei droni la fantascienza sta diventando sempre di più realtà, una realtà che prossimamente potrà essere viviana anche nel mondo della sanità.
e uno dei temi che è emerso mi sembra di capire che al di là degli aspetti tecnologici c'è anche
un tema di normative di riferimento magari poi approfondiremo questo tema se riusciamo ad avere
tempo e la chiedo poi alla regia quindi di aggiornarmi sui tempi a disposizione alla
fine di tutti gli interventi dove vorrei trarre un po delle conclusioni e fare magari alcune
domande specifiche passerei a questo punto la parola all'ingegnere laura brussolo partner di
di Smart Blue SRL, che per ritornare al tema delle nuove tecnologie in campo sanitario
introdotto dalla dottoressa De Capitani, ci parlerà di analytics in realtà aumentata
a supporto della sanità 5.0.
Ingegner Brusolo, lei ha la parola.
Buongiorno, in questo mio intervento andremo a vedere da un punto di vista pratico
come un'applicazione di advanced analytics che genera grafici ed indicatori a partire dalla cartella sanitaria del paziente,
è possibile monitorare velocemente alcuni indicatori chiave per valutare lo stato di salute del malato
e visualizzare velocemente le principali informazioni ritenuti utili per comprendere l'evoluzione della malattia.
come tutti voi ben sapete il professor palazzini però guarda sempre all'innovazione spinta per
comprendere come le tecnologie che noi tecnici spesso chiamiamo in beta release nel giro di
12 ma sono pronte nel giro di 12 18 mesi ad arrivare sul mercato possono essere successivamente
utilizzate in ambito medico. In questo caso in particolare andremo a vedere come sarà possibile
trasformare l'applicazione di Advanced Analytics in ambito sanitario in un'applicazione fruibile
attraverso degli smart glasses, quindi degli occhiali indossabili che permettono di fruire
della visione della realtà aumentata. Gli smart glasses che sono attualmente in commercio ancora
non soddisfano appieno i requisiti che servono per la produzione di una applicazione evoluta
di advanced analytics, o perché sono troppo pesanti come oggetto da indossare o perché non
non hanno la sufficiente capacità elaborativa.
Sappiamo però che nel giro di qualche mese
svariati produttori sono pronti a commercializzare
degli occhiali di nuova generazione
che permetteranno di coniugare la praticità
nell'utilizzo intensivo in corsia per un medico
come un normale occhiale
con la necessaria potenza elaborativa per supportare soluzioni di realtà aumentata di alta qualità.
Vi racconterò due parole su SmartBlue, la nostra azienda, andremo poi a vedere quindi l'applicazione di Advanced Analytics
e infine vedremo come potrà essere utilizzata in realtà aumentata da un medico dotato di SmartGlasses.
Smart Blue è una società innovativa, sviluppa soluzioni nell'ambito dell'intelligenza artificiale, della realtà virtuale e della realtà aumentata.
Abbiamo anche una unità che si occupa di sviluppo di progetti di big data e di sviluppo di algoritmi di machine learning.
Siamo nati nel 2015, lavoriamo prevalentemente nel settore energie e nel settore industria e solo recentemente siamo stati coinvolti nel mondo della sanità.
L'applicazione di Analytics che abbiamo sviluppato in collaborazione con la Sapienza si chiama MediView Plus. In questo momento la andiamo a vedere su monitor per capire come funziona dato che chiaramente da remoto è difficile per voi fruire di quella che potrebbe essere la vista in realtà aumentata.
Nella prima schermata di accesso gli algoritmi di machine learning che sono stati implementati sui dati della cartella sanitaria del paziente propongono sulla base delle patologie del paziente e sulla base delle evidenze e degli esami diagnostici i principali quattro indicatori che permettono di valutare lo stato di salute del paziente.
Nel caso in esame in particolare stiamo parlando di una paziente operata ad urgenza tre giorni fa per un ascesso in un tumore al colon, l'intervento è andato bene, gli indicatori che ci vengono proposti ci dicono che l'emoglobina è in risalita dopo l'intervento che al momento è in un'area dei valori diciamo normali.
Ci segnala però che l'urea e la creatinina sono in area critica e addirittura che stanno salendo. Guardando il trend dell'urea, infatti, notiamo che il valore sta salendo rapidamente, analogamente possiamo vedere la creatinina.
Possiamo andare a guardare adesso la terapia che la signora sta seguendo, sia la terapia prevista per la giornata odierna, sia lo storico della terapia che ha seguito la paziente nei giorni in cui è stata ricoverata.
Tornando al dashboard iniziale vediamo che il valore dei leucociti è alto benché in riduzione se andiamo a vedere gli esami del sangue possiamo vedere lo storico degli esami a nostra disposizione
Ed entrando su un particolare indicatore è possibile vederne l'andamento nel tempo per tutti gli esami che sono a nostra disposizione. Quindi in un istante noi abbiamo del paziente una vista della situazione attuale e una vista evolutiva.
Se guardiamo poi un altro paziente, vediamo che gli algoritmi di intelligenza artificiale consigliano di monitorare gli indicatori, da guardare in prima istanza sono diversi.
infatti in questo caso stiamo parlando di un signore che è stato operato d'urgenza due giorni fa
un signore con pregresse e patologie da tenere in considerazione
che è stato operato per una collecistite acuta
gli indicatori ci dicono di andare a controllare l'emoglobina
che è in risalita come vediamo dopo l'intervento
ma che è ancora in area critica. I diversi indicatori riportano delle date diverse, date e momenti diversi, poiché evidentemente gli esami sono stati ripetuti più volte nel tempo.
Gli indicatori ci dicono di andare a tenere sotto controllo indicatori di infezione come la profalcitonina che è sicuramente in rapida discesa ma che rimane ancora alta.
E analogamente anche il valore di CPK che sta tornando verso valori più bassi ma che rimangono ancora sopra il range di normalità.
Se andiamo a vedere poi gli esami del sangue vediamo che l'emocromo di questa mattina è da ripetere, si vede che c'è stato qualche problema, notiamo inoltre che la procalcitonina è stata monitorata anche ieri sera come valore di urgenza.
che i leucociti sono entrati in un valore di normalità
e che quindi c'è stato un efficace intervento dopo la terapia antibiotica.
Possiamo andare a guardare altri indicatori che ci interessano,
ad esempio gli indicatori della funzionalità epattica,
e entrando possiamo andare a vedere come stanno andando i valori e come stanno andando nel tempo.
Analogamente a quanto abbiamo visto con l'altra paziente, possiamo andare a vedere la terapia che il paziente sta seguendo,
facendo gli esami, diciamo, le radiografie e possiamo avere una sintesi della valutazione del paziente che in questo caso particolare è diabetico e ha alcuni problemi di ipertensione.
Questa che abbiamo visto è l'applicazione di Advanced Analytics già operativa Medivuo Plus che abbiamo sviluppato.
Adesso andiamo a vedere come questa applicazione che abbiamo visto nel monitor apparirebbe al medico che sta indossando gli occhiali per la realtà aumentata.
Il medico passa per il corridoio e la tecnologia che consente la navigazione indoors sa già a che piano si trova il medico, davanti a quale stanza, davanti a quale letto.
Fermandosi davanti al paziente, per l'appunto, il medico, se solo con gli occhiali addosso, può interagire con i dati.
Quindi in analogia, quanto abbiamo visto prima, può selezionare il valore dell'urea che è alto, vedere quindi il grafico, passare poi a controllare la creatinina e controllare poi successivamente l'eucociti e quando ha finito la sua esplorazione, che come abbiamo detto può andare su tutte le cartelle,
rientrare alla pagina del dashboard.
Abbiamo visto che con questo tipo di applicazione
il medico utilizzando solo gli occhiali
accede a tutti quanti i dati e può avere sempre le mani libere.
Avere le mani libere significa dimenticarsi di cosa significa
Girare con un portatile o con un iPad, una replicazione di questo tipo significa non dover mai cercare il paziente all'interno di un sistema per avere i suoi dati, ma semplicemente guardare un letto e vedere le informazioni del paziente.
Significa poter utilizzare la vista aumentata per avere sullo stato di salute del paziente una serie di informazioni e tutto il supporto che possono dare degli algoritmi di intelligenza artificiale.
Sono a disposizione al termine per tutte le eventuali domande del caso sulla applicazione che abbiamo visto e sulle possibili implementazioni della stessa.
Bene, grazie all'ingegner Brussolo per il suo intervento, mi sembra di capire che con MediView Plus è già un'applicazione della sanità 4.0 Plus, la nuova tecnologia degli smart glasses leggeri consentirà quindi ai medici di fruire di queste informazioni in maniera più semplice e immediata,
quindi aumentando la fruibilità delle informazioni e quindi può essere un esempio di tecnologia militante e per parlare di tecnologia militante passerei a questo punto la parola all'ingegner Gamberini, il Chief Technology Innovation Officer di TIM che ci parlerà proprio delle applicazioni della tecnologia 5.0 in campo sanitario.
Abbiamo già visto che sia nell'intervento del professor De Mattos, sia nell'intervento dell'ingegner Sisman, abbiamo cominciato già a introdurre il concetto del 5.0 come tecnologia abilitante.
Quindi passo a lei la parola, ingegner Gamberini. Prego.
Buon pomeriggio a tutti, mi chiamo Michele Gamberini, sono il Chief Technology and Information Officer di TIM, quindi mi occupo all'interno di TIM di tutto quello che è tecnologia.
E proprio la tecnologia è al centro di una profonda trasformazione che da qualche anno sta cambiando radicalmente le nostre vite, che è quella che è stata chiamata la rivoluzione digitale.
l'evoluzione
verso quella che
in gergo viene chiamata
la digital society
sarà certamente
graduale, come diceva la dottoressa
dei Capitani
ma fin d'ora possiamo dire una cosa
il 5G giocherà un ruolo fondamentale
in questa evoluzione
il perché rappresentato in questa slide
è una tecnologia
che è profondamente diversa da tutte quelle
che l'hanno preceduta
Per una serie di motivi, ne ricorderei tre, i più importanti sicuramente. La capacità di trasferire dati ad una velocità fino a 10 volte superiore a quella del 4G, cioè della tecnologia che l'ha preceduta, grazie alla capacità di aggregare porzioni di banda molto molto ampie.
La possibilità di ricevere dati con una latenza fino a 10 volte inferiore, la latenza lo ricordavamo precedentemente, è il ritardo che intercorre tra il momento in cui un cliente, un utilizzatore richiede di utilizzare una delle mie applicazioni e il momento in cui quell'applicazione risponde all'utilizzatore
fornendo qualsiasi tipo di dato di prestazione. La terza importante rivoluzione introdotta dal 5G
sta nella capacità di gestire un numero di device fino a 10 volte superiore rispetto a quella del
5G, un numero di device per chilometro quadrato, quindi una densità di device fino a 10 volte
rispetto a quella del 4G e questo naturalmente rende il 5G una tecnologia particolarmente importante per tutto quello che è collegato all'IoT, cioè al mondo degli oggetti connessi.
per questi motivi il 5G è differente dal GSM, dall'UMTS e dall'LTE
e fondamentalmente mentre quelle tecnologie indirizzavano un paio di casi di utilizzo
che erano la voce e la possibilità di fare dati
La 5G è la prima tecnologia che è use case driven, in quanto abilita una serie di casi di utilizzo molto variegati, che vanno dalla smart city alla smart home, al video avanzato, all'industry 4.0, al mission critical public safety, al self driving car.
naturalmente l'evoluzione verso questi questi use case e la maturazione di questi use case sarà
estremamente graduale nel tempo ma siamo già a buon punto anche perché il 5g lavorerà in
congiunzione in combinazione con altri importanti abilitatori tra i quali due sono sono fondamentali
Il primo è quello dell'edge computing che di fatto ci consente di portare molto più vicino al cliente finale, molto più vicino al device, funzioni di core network e contenuti che tradizionalmente venivano collocati centralmente nelle reti degli operatori o addirittura nella big internet.
Tutto questo consente una riduzione importante, un'ulteriore riduzione importante della latenza.
Il secondo abilitatore fondamentale per questi use case e quindi per la digital live, per la rivoluzione digitale, sarà l'intelligenza artificiale e il deep learning, quindi la capacità di lavorare grossi modi di dati in tempo reale e presentare il risultato immediatamente pronto per il suo utilizzo,
anche in una logica preventiva, quindi di analisi preventiva del trend del dato
in maniera tale da azionare immediatamente delle reazioni sulla rete o a livello di applicazioni.
Tutto questo implica che le reti degli operatori si trasformeranno in delle piattaforme
che consentiranno di abilitare in maniera fluida e on demand, su richiesta del cliente,
livelli di servizio differenti
in grado di supportare
use case in uno o qualsiasi
di questi vertical che sono qui
rappresentati
in questo momento
per molti di questi use case
siamo ancora in una fase di sperimentazione
per altri abbiamo cominciato a vendere
delle soluzioni, c'è già qualcosa
di reale, questo è
quello che abbiamo messo in campo
l'anno scorso, in occasione
del trentesimo congresso di chirurgia dell'apparato
il professor Palazzini è stato teletrasportato virtualmente da Roma nella camera operatoria dell'ospedale Sant'Anna di Terni,
dove ha potuto assistere remotamente un'equipe di chirurghi che sta effettuando un intervento in laparoscopia su un paziente.
Tutto questo è stato possibile grazie alla rete 5G e a una serie di telecamere che riprendendo in tempo reale l'operazione eseguita nell'ospedale con riprese 4K e 360, poi post elaborate nel nostro centro media,
hanno dato al professor Palazzini la possibilità di interloquire in tempo reale con la sala e con l'equip
indossando degli oculus, quindi degli occhiali che gli consentivano di interagire tramite realtà virtuali.
naturalmente questo è uno dei possibili use case
ma la virtual e la mixed reality sono delle tecnologie
che consentiranno di abilitare anche altre tipologie di use case
per esempio il training a distanza
quindi studenti e giovani laureati
potranno apprendere in maniera interattiva
attraverso le sessioni di lavoro
basa basando loro il loro apprendimento sui modelli digitali l'altro grande importante
applicazione che noi vediamo basata proprio la mix e virtuality è quello dell'home care in cui
il medico di famiglia viene assistito remotamente da specialisti che possono essere in tutto il
mondo sicuramente in tutto il mondo in qualsiasi posizione attraverso un supporto che arrivi
mediante l'augmented reality e contenuti digitali. Andando avanti con gli use case abbiamo parlato
precedentemente di advanced analytics che sicuramente è uno uno strumento potentissimo
che è in grado di elaborare in tempo reale i dati provenienti da una qualsiasi fonte alimentante e proprio sugli advanced analytics e sul 5G è passato questo use case che è quello delle connected ambulance with mobile teleconsultation
in cui il paziente che viene soccorso è connesso costantemente con i dottori in ospedale
trasmettendo attraverso i sensori che rilevano i suoi dati vitali queste informazioni in tempo reale
in maniera tale da consentire la preparazione
degli interventi non appena
l'ambulanza raggiunga
l'ospedale. Quindi ancora una volta
5G, bassa latenza
advanced analytics
ma
l'applicazione
delle nuove tecnologie
all'IELT
e quindi
all'IELT 5.0
riguarda anche la robotica
coinvolge la robotica
Stiamo lavorando su tre tipologie di tecnologie che riguardano robot, che involgono robot, scusate, i droni e robot più grandi come quelli che vedete rappresentati in basso in questa slide.
Per noi si tratta naturalmente di sostituire una connessione che normalmente, storicamente, tradizionalmente è basata su una rete proprietaria con una connessione passata su tecnologia 5G.
sui droni siamo già a buon punto
e li stiamo già utilizzando per diverse tipologie di use case
poi vedremo successivamente
e sugli altri robot vediamo il tipo di utilizzo tra pochissimo
abbiamo cominciato ad utilizzare i robottini
che vediamo rappresentati nella slide sulla destra
i cosiddetti double
In occasione del lockdown, in particolare li abbiamo utilizzati a Casa Ozza, in Piemonte, a Torino. Casa Ozza è una casa famiglia, una casa di accoglienza per famiglie di bambini immunodepressi che non potevano essere messi in contatto con i bambini a causa del lockdown.
quindi avevamo i familiari presso presso casa ozze bambini in ospedale o viceversa l'utilizzo
dei robottini quindi the double ha rappresentato un use case interessante per cercare di abbattere
in qualche maniera le barriere dalla distanza rappresenta dalla distanza e per per portare
affetto ai pazienti
ai pazienti ricoverati, ai piccoli pazienti
pre-ricoverati
un altro caso di utilizzo
che abbiamo messo in
campo, utilizzando di nuovo la
rete 5G e la
robote, questo tipo di robot
è stato quello
implementato al Sant'Anna Hospital
in cui
le neomamme
che erano in
cura presso l'ospedale proprio durante il lockdown
erano in grado di comunicare con i propri familiari con i membri della propria famiglia
che erano prelegati sfortunatamente fuori sfortunatamente fuori dall'ospedale robot
più complessi sono in questo momento in fase di laboratorio quindi di utilizzo sperimentale
stiamo lavorando con i primi robot che potrebbero essere utilizzati per un primo livello di assistenza ai visitatori
oppure per trasportare materiale all'interno dell'ospedale
naturalmente si tratta dello stesso tipo di utilizzo simile a quello che questi robot avranno in campo industriale
L'impiego del 5G ci consentirà di rendere le operazioni dei robot sempre più accurate e precise a livello di spostamento all'interno di zone con presenza anche di personale non professionale.
L'impiego dei robot poi sarà consentito anche per use case di pattugliamento o di sicurezza per il presidio di zone in cui si voglia conservare materiale di primaria necessità e in cui sia necessaria una sorveglianza 4x4.
E su 24 ore. Stiamo già lavorando con il robot che vedete in basso della Boston Dynamics per implementare questa connettività 5G e cominciare a mettere in campo i primi use case.
sui droni come dicevo siamo a buon punto abbiamo implementato diversi diversi patente diversi
brevetti come team per il controllo dei droni a distanza ne parlavano prima i colleghi di
leonardo la cosa importante con che la progetto 5g l'acti 4g anche mai 5g più ancora del 4g abilità
è proprio la possibilità di guidare i droni oltre la linea di vista e quindi di consentire
l'impiego di questi mezzi per la supervisione, quindi per il controllo a distanza, ma anche
per il trasporto di materiale, in particolare per il trasporto di materiale medicale, nei
nei diversi punti che in questo momento sono collocati in ambito chiaramente ex-urbano,
ma che in futuro, grazie allo sviluppo di questo tipo di tecnologie,
potrà evolvere verso un trasporto in ambito urbano.
Siamo già qua ai primi use case sperimentali,
la tecnologia sta evolvendo, la vedremo sicuramente in ambiti sempre più complessi,
sempre più diffusi nei prossimi nei prossimi anni finiamo con quella che sarà probabilmente
l'applicazione più complessa e che richiederà più tempo per essere messa a punto che quella
di remote surgery e che richiede una estrema precisione nel controllo a distanza e quindi
dei requisiti impone dei requisiti estremamente sfidanti dal punto di vista della della banda
quindi della capacità di trasferire il dato e della latenza. Qui vediamo alcuni requisiti che oggi siamo in grado di rispettare, vedete che nel passaggio dalla 4G al 5G attraverso l'implementazione dell'edge si scende oltre i 30 millisecondi.
Per abilitare questi use case abbiamo bisogno di andare sotto i 20 e probabilmente sotto i 10. Stiamo lavorando, tutto questo richiede chiaramente anche una modifica delle architetture e dell'infrastruttura di rete, ma questi sono i passi che la tecnologia e l'evoluzione tecnologica consentiranno di percorrere nei prossimi anni.
La presentazione vi esce qui, vi ringrazio per l'attenzione e per qualsiasi domanda sono naturalmente a disposizione.
Bene, ringrazio l'ingegner Gamberini per la sua importante testimonianza che ci ha dato appunto chiaramente l'idea di a che punto siamo con la tecnologia 5G in Italia. Vorrei poi approfondire ulteriormente questo tema nel corso delle domande a chiusura del simposio.
passerei ora la parola al dottor fabio padiglione che il presidente di aditec srl e ci parlerà del
ruolo delle imprese per una sanità 5.0 chiedo quindi alla regia di attivare il collegamento
grazie eccoci buon pomeriggio a tutti intanto ringrazio professor palazzini per l'opportunità
che ci sta dando insomma noi la mia società che si occupa di soluzioni in telemedicina ormai da
oltre 15 anni e quindi il tema dell'innovazione delle tecnologie fa parte della nostra della
nostra cultura naturalmente però quello che dobbiamo definire bene è che cos'è l'innovazione
perché pensare all'innovazione nell'ambito della sanità 5.0 comunque dell'innovazione tecnologica
in ambito health in generale richiede un approccio particolare soprattutto quando parliamo di
pazienti parliamo di medici di cioè di categorie che usano l'innovazione per migliorare i processi
dunque il contesto è un contesto nuovo quando si parla di innovazione e bisogna vedere le nuove
cose da un punto di vista dal punto di vista diverso insomma il cambio delle regole perché
nell'innovazione cambiano anche le regole si crea un nuovo valore in sostanza e soprattutto un
processo di trasformazione questo passaggio lo vediamo anche nella nella sanità 4.0 5.0 come
oggi il professor palazzini appunto ha messo come titolo come provocazione realtà siamo passati da
una rivoluzione industriale dalla macchina a vapore nei vari nei vari stati fino ad arrivare
a oggi cioè al futuro quello che poi è un futuro ormai presente se possiamo dire dove la rivoluzione
industriale, big data, le connessioni tra sistemi fisici e digitali sono ormai presenti e dunque
cambia la domanda, la necessità di reagire alle nuove dinamiche competitive, quindi ingresso di
nuovi attori non tradizionali, mercati di riferimento, relazione diretta e meno mediata
con l'utente dove appunto nell'ambito della sanità il paziente diventa un paziente centrico e qui mi
rifaccio un po anche all'inizio dell'intervento della dottoressa de capitani dove appunto parlava
di paziente di famiglia di scambi ovviamente covite che è stato in questo momento l'acceleratore sta
diventando ed è l'acceleratore di tutti questi processi quindi il ruolo delle imprese diventa
un ruolo molto importante ovviamente parlo di imprese innovative pmi innovative start up
innovative ce ne sono molte quindi che stanno portando soluzioni estremamente interessanti
anche in ambito health e quindi anche questo approccio e questa collaborazione con il mondo
della ricerca e qui alcuni colleghi mi hanno preceduto parlando di telemedicina che poi è
un cappello diciamo ormai orizzontale ma bisogna poi verticalizzarlo questi sono un po le tematiche
dove la telemedicina può essere applicata già da ora, ma sicuramente migliorata poi con dei processi che andremo a vedere, quindi per l'assistenza sanitaria a domicilio, quindi malati terminali, pazienti in stato vegetativo, soprattutto monitoraggio di pazienti cronici, emergenza, teleconsulto, quindi second opinion anche, di missioni protette e non ultimo anche sport e wellness,
cioè sostanzialmente oggi il monitoraggio dei parametri fisiologici sono utilizzati anche su
soggetti sani anzi è proprio dal soggetto sano se vogliamo pensare alla predittività se vogliamo
pensare alla alla valutare e prevedere quelle che possono essere le patologie di ogni singola
persona nasce proprio da un'esigenza di soluzioni che vanno ad acquisire informazioni come diciamo
prima big data partendo proprio da un soggetto sano e quindi oggi esistono delle soluzioni ad
esempio noi appunto abbiamo una soluzione una piattaforma che riprende un pochino questi
elementi e come li riprende li riprende sostanzialmente utilizzando delle tecnologie
e dell'intelligenza artificiale atte a poter rendere disponibili ai medici e clinici tutte
tutte quelle informazioni anche in modalità remota.
Ora diventa importante, soprattutto nella Covid, poter gestire questo,
proprio per evitare i contatti con i pazienti che possono creare dei problemi.
E dunque oggi nella nuova innovazione del concetto della sanità 4.0
si parla di check-up per la valutazione del rischio patologico,
quindi usando delle tecnologie di intelligenza artificiale come i symptom checker,
la videocomunicazione.
Ovvio che oggi l'elemento importante in era Covid è la videocomunicazione per creare delle televisite ma soprattutto anche per continuare ad avere questo rapporto medico-paziente dove anche la videocomunicazione diventa uno stato importante senza allontanamento perché la tecnologia rischia di allontanare anche le persone.
In questo modo, nell'ambito sanitario, questo attraverso la videocomunicazione migliora comunque i processi e i rapporti con il paziente, quindi accettano più volentieri anche questo tipo.
Poi assistenti virtuali, chatbot ovviamente, mi riferisco a questo, la possibilità di lavorare nella second opinion, quindi fare sharing e second opinion con gli altri colleghi, alert e promemoria, abbiamo sentito anche prima, la possibilità di poter valutare da distanti, quindi dare modo all'andamento di una patologia, per esempio di una cronicità,
di avere informazioni derivate dai dispositivi in real time, anche questo è un altro elemento importante, e poi l'analisi comportamentale, l'analisi del comportamento, ovviamente tutti questi elementi diventano elementi basici e fondamentali per poter valutare e gestire meglio lo stato di salute di un paziente, valutare il suo stato di salute e di vita.
Quindi il modello che dobbiamo immaginare oggi anche per una sanità 5.0 è quella che coinvolge in primis ovviamente le strutture sanitarie e il sistema sanitario regionale e nazionale, però come vedete qui sulla sinistra ci sono anche le assicurazioni.
Oggi il mondo della salute sta cambiando, oggi un utente fa anche una polizza sanitaria e dunque oggi sono servizi che le mutue possono erogare in termini e quindi anche loro rientrano in questo modello.
Alla base di questo ci sono delle piattaforme tecnologiche per erogare questi servizi, nel rispetto del GDPR, ma poter gestire e accreditare i pazienti cronici, ad esempio, e poterli gestire in un processo di filiera con i medici di medicina generale, le strutture sanitarie sia pubbliche che private, i centri di ricerca, algoritmi predittivi di intelligenza artificiale, studi ambientali.
il mondo delle farmaceutiche per esempio per lo sviluppo e la ricerca di nuove molecole che poi
devono essere applicate e via via quindi tutti questi elementi diventano necessari in una sanità
5.0 per poter far questo abbiamo bisogno di piattaforme naturalmente che vanno a raccordare
tutti questi elementi non tralasciando ovviamente sempre per la logica della gdpr o comunque per la
gestione dei dati che sono dati sensibili di un paziente, i processi organizzativi legati alla
blockchain e aggiungo anche dai business process perché oggi per poter gestire una quantità
importante di pazienti dobbiamo creare anche dei meccanismi che automaticamente fanno delle
azioni e portano poi il clinico a prendere una decisione, ma molti processi devono essere
automatizzati non possono essere medico centrico perché altrimenti esploderebbero ma non potremmo
gestire una quantità enorme di pazienti verso il domicilio naturalmente quindi in questo senso
oggi c'è un po il modello dell'ospedale virtuale perché oggi si possono realizzare ospedali
virtuali esattamente come un ospedale tradizionale dove al piano terra o una fronte un ingresso e
quindi ho solitamente un pronto soccorso al primo piano servizi a domicilio al secondo piano
prevenzione benessere al terzo piano monitoraggio quindi di pazienti cronici ad esempio al quarto
piano centri di eccellenza e second opinion e al quinto piano magari sistemi di tele soccorso e
tele assistenza o anche teleconforto ecco questi oggi con con le piattaforme per una sanità 5.0
Sono possibili. Vi faccio un esempio per tutti. Il Mercy Virtual, probabilmente alcuni di voi ne hanno sentito parlare, è una struttura come vedete, è un palazzo, è come un'azienda, ma all'interno ci lavorano 330 medici e infermieri che gestiscono da remoto circa 2400 pazienti.
Vedete qui alcuni esempi di come sono strutturati all'interno di questo ospedale virtuale e che cosa fanno? Monitorizzano, valutano, controllano i pazienti come se fossero in un reparto, quindi sono state ricreate le stesse condizioni.
Questo è una sanità 5.0. Nel nostro paese, per come è strutturato il nostro sistema sanitario, sicuramente i tempi saranno un po' più lunghi per arrivare a gestire le cose in questo modo, ma la strada è tracciata. Questo è il percorso da dover fare.
In un modello di ospedale virtuale che cosa abbiamo? Qui faccio l'esempio di un paziente, un paziente cronico, quindi la possibilità di attraverso device, ne parlerò ancora io in qualche passaggio, il paziente cronico attraverso dei dispositivi che possono essere wireable o non, acquisire informazioni, poterle inviare attraverso oggi dei sistemi molto semplici,
nei nostri smartphone, nei nostri tablet
nei nostri pc
verso una centrale di ascolto
quindi verso una piattaforma che a sua volta
è in grado di poter rendere disponibile
queste informazioni per un'analisi
di questi dati e per un report a un clinico
in questo modo si ha la possibilità
di avere un triage
clinico o non clinico e di conseguenza
un'attività di follow up
e quindi nessuna azione
contattare il paziente
contattare il medico curante
contattare uno specialista
contattare il servizio di emergenza queste sono situazioni in cui oggi alcune piattaforme sono in
grado di poter gestire già e poi vi farò dei casi degli esempi qui ancora vediamo un esempio di una
prospettiva dell'operatore medico abbiamo la possibilità di avere un cruscotto una dashboard
dove poter visualizzare è aggiornato in automatico dal sistema tutte le misure che vengono fatte
Questi colori che vediamo, magenta, verde acido, sono per esempio delle soglie di allarme, che possono essere di urgenza ed emergenza, che a sua volta scatenano una serie di notifiche.
È possibile vedere nel breve, medio e lungo termine una serie di trend, quindi per fare anche, utilizzando anche dell'intelligenza artificiale, delle valutazioni predictive, oggi è possibile prevedere un evento che potrà avvenire fra sei mesi, fra un anno, ma per alcune soluzioni sul mercato si trovano per esempio oggi dei fibrillatori impiantabili,
che sono in grado di avvertire già 20 giorni prima di un evento, di una crisi che arriverà, la geolocalizzazione ad esempio, la possibilità di avere un video call center, come dicevo prima la componente video è determinante per poter mantenere questo rapporto medico-paziente e la possibilità della seconda opinion, questi sono alcuni esempi,
e poi dell'intelligenza artificiale a supporto alle decisioni, anche questo è un altro elemento importante, qui c'è una base dati e una componente certificata come medical device naturalmente ed è a supporto del clinico ma anche degli infermieri o meglio ancora di un centro servizi in grado di poter screenare ovviamente il problema che il paziente manifesta,
poter valutare quali possibili cause possono essere, quindi quale potrebbe essere il sintomo, suggerire qual è lo specialista da dover contattare e ancora dare informazioni e comportamento da adottare al paziente e la possibilità di scegliere anche una struttura in automatico per fare una visita, quindi con un CUP.
Ovviamente ci riferiamo a situazioni che sono codice bianco, codice verde.
Tutti gli altri richiedono ovviamente un intervento da parte del 118 o 112 che si voglia.
Ancora un assistente virtuale, anche questo è un elemento importante che può essere fatto attraverso una chatbot ma può essere fatto anche utilizzando oggi tecnologie comuni che conosciamo come Google Home, come Alexa ad esempio e questi sono molto utili soprattutto sulle persone anziane.
Quindi portiamo la digitalizzazione in un contesto però semplificato dove il rapporto è ancora vocale e quindi posso chiedere quali sono i valori della mia pressione, della glicemia, dove trovare la farmacia più vicina, mi ricorda, mi fa dei promemoria ad esempio e tutta una serie di azioni che possono essere utili e un facilitatore verso il paziente.
Qui vediamo degli esempi. Un altro elemento chiave come vi dicevo prima è il video call center. È un elemento chiave in quanto abbiamo sviluppato due modelli di piattaforma di video call center, una per un reparto ospedaliero, quindi attiva 24 ore su 24 dove l'utente, il paziente può interagire facendo una chiamata diretta senza inviti, link o altre cose possibili perché è un paziente arruolato.
Sulla piattaforma per quel reparto e quindi essere connesso in qualsiasi momento con la centrale operativa, diciamo con la control room del reparto. In questo modo anche il medico può interagire in qualsiasi istante con il paziente.
Quindi abbiamo unito questi due elementi esattamente, abbiamo ricreato le condizioni come se il paziente fosse nella struttura in ospedale sostanzialmente e quindi poter interagire con lui, poter gestire anche un intervento di primo e di secondo livello in quanto, vi faccio un esempio, il paziente parla con l'operatore di primo livello, ha un problema cardiaco, deve far intervenire il cardiologo,
In questo caso può mettere in attesa il paziente, attivare una chiamata con l'operatore sanitario di secondo livello e trasferire direttamente la chiamata, esattamente come avviene con un call center audio.
Ma qui in realtà stiamo parlando di un video col centro, quindi tutte queste operazioni vengono gestite in modalità video, ovviamente mantenendo sempre tutta la visualizzazione di quel paziente con il suo storico, le sue misure, tutte le informazioni necessarie ovviamente comprese il diario clinico, la cartella clinica di quel paziente.
E poi la stessa per poterla essere gestita come second opinion con altri colleghi, con altre strutture e quindi come qui vediamo nell'esempio in ambito radiologico la possibilità di condividerlo.
Poi vi farò vedere un piccolo breve video ad esempio tra l'ospedale Gemelli e l'ospedale Grassi a Roma appunto in un contesto cardiologico col professor Massetti.
La possibilità di registrare queste sessioni, quindi avere uno storico e poi abbiamo di recente inserito un sistema di ambulatorio medico virtualizzato proprio perché questa necessità è nata ora con il covid e quindi gli ambulatori come ben sapete hanno un rapporto 1 a 3, quindi molti pazienti gli vengono annullate le visite.
In questa modalità, al contrario, è possibile continuare questo rapporto, ovviamente dove ci sono le condizioni, dove il paziente è leggibile, per poter svolgere questa attività.
In questo contesto abbiamo l'ASL Roma 2, ad esempio, che oggi ha 100 stanze virtuali, esattamente così concepite, con la possibilità di poter mettere a disposizione dei propri medici un ambulatorio, esattamente come un ambulatorio fisico,
e quindi ricreando la sala d'attesa, invitando il paziente, il paziente entra nella piattaforma senza problemi, essendo web RTC vuol dire che è agnostica ai sistemi operativi, funziona su iOS, su Android, su Windows, quindi con tutti i sistemi operativi.
lui vede nella sua dashboard che il paziente è in attesa
o anche più pazienti
decide lui chi far entrare, come farlo entrare
e anche alla fine della sessione
cliccando lo butta fuori
insomma finisce la televisita
esattamente come avviene in una sala d'attesa normale
apro la porta, entra il paziente, faccio la mia visita
lo saluto, entra un altro paziente e via via
esattamente con queste procedure
tutto questo ovviamente è scaturito per esempio la parte ultima che vi ho raccontato proprio sull'esigenza covid, proprio sul covid siamo stati tra i primi ad essere pronti già a fine febbraio appunto con una serie di soluzioni venendo noi poi dal mondo della gestione delle piattaforme e soprattutto le cronicità portando alcune modifiche necessarie per la gestione del covid
Abbiamo dato la disponibilità a molti ospedali italiani di poterla utilizzare. Attualmente abbiamo circa 8500 pazienti in piattaforma gestiti su Covid a livello nazionale, sia con i medici di medicina generale sia con gli ospedali.
Altre dispositivi che sono oggi IoT, sono smart, sono intelligenti, sono integrabili in una sanità 5.0 sono appunto quelli che vediamo ora rapidamente che sono i sistemi che vengono utilizzati per il monitoraggio del paziente durante le ore notturne,
è un sensore, è una fascia che si inserisce sotto al materasso
quindi non viene a contatto del paziente
e questa viene molto usata nell'ambito dell'RSA e anche di ospedali
e vi faccio vedere quali sono i vantaggi che essa porta
innanzitutto come dicevo non è indossata
e quindi è molto semplice da utilizzare
e anche molto accettata da parte dei pazienti
questo rileva una serie di informazioni molto utili
come il sonno, la variabilità cardiaca, il bilanciamento del sistema nervoso autonomo,
quindi simpatico e parasimpatico, frequenza cardiaca, frequenza di respirazione,
movimenti notturni, quindi disturbi del sonno, incluso azioni di tosse, ma anche apnee notturne.
Questo è uno spaccato della dashboard che fa vedere appunto nel singolo paziente il dettaglio
e qui vediamo come questo si presta per esempio all'interno di una struttura,
di un RSA, di una struttura ospedaliera
quindi abbiamo la caposala
o comunque il punto
di raccordo
il gateway di raccordo dove c'è la stazione
di visualizzazione di queste informazioni
i vari pazienti attraverso
il sensore che è posizionato sotto il letto
quindi un contact free sensor
inviano, il sistema invia
in automatico queste informazioni
le raccoglie in cloud e le rende
disponibili all'operatore
ovviamente le rende disponibili anche
anche quando ci sono situazioni avverse, quindi soglie di misure in allarme, così come la presenza a letto ad esempio,
che è un altro elemento importante. Un altro è questo dispositivo che stiamo usando ora nei pronto soccorsi,
prevalentemente nei pronto soccorsi italiani, è un dispositivo che stiamo utilizzando per il monitoraggio di battito cardiaco,
saturazione temperature allarme qui c'è una base di intelligenza artificiale nel lato nel
lato cloud padiglione mi scusi io devo chiedere di arrivare alle conclusioni purtroppo perché
abbiamo 15 minuti per far parlare il dottor di nato grazie d'accordo ok va bene insomma qui
il concetto è stato chiaro questo dispositivo li hanno utilizzato in questo contesto creando
degli alert e quindi che cosa che cosa come vediamo noi la sanità 5.0 la vediamo nel
analisi cognitiva nella nell'analisi predittiva ovviamente quindi la gestione del master questa
è la situazione in cui ci ritroviamo in una sanità 4.0 ovviamente tutto è molto complicato ma come
diceva martin luther king si ha bisogno di vede non hai se non hai bisogno di vedere l'intera
scalinata inizia semplicemente a salire
dal primo gradino sostanzialmente
questa è la situazione
due secondi ancora proprio perché
nell'innovazione 5.0
dobbiamo fare attenzione anche
cosa stanno facendo in giro per il mondo
Amazon Care per esempio già dal 2019
sta offrendo queste
soluzioni di monitoraggio ai propri
dipendenti quindi a breve arriverà
anche nel nostro mondo
in Germania
il governo tedesco
ha addirittura abilitato la prescrizione di app mediche dai medici medici nel generale direi che
per concludere questo è un po la nostra il nostro risultato del lavoro degli ultimi di quelli di
quest'ultimo anno siamo stati selezionati dal bind dal ministero innovazione tecnologica e digitale
tra le cinque aziende su 504 proposte fatte per il monitoraggio su pazienti Covid. Ultimo ma non ultimo, la Politecnico di Milano ha classificato l'Asle Roma 3, che è il nostro cliente che sta usando la piattaforma mai da tre anni, come primo classificato per l'adozione di una piattaforma di innovazione tecnologica. Vi ringrazio e lascio le conclusioni.
Perfetto, grazie mille
mi scuso ma come moderatore
ho anche l'ingrato compito di richiamare
i relatori al rispetto del tempo
passerei quindi la parola
al dottor Domenico Dinardo
per l'ultimo intervento di oggi
il titolo è proprio
La chirurgia del futuro
a lei dottor Dinardo
Buongiorno, mi sentite?
Dottor Dinardo la vediamo e la sentiamo
mi sento
chiedo alla regia di avviare il collegamento
Allora io sono molto contento di partecipare a questa sessione perché un po' in qualità di chirurgo da commettore è tutto quello che hai detto.
In realtà collaboro con il dottor Panazzini, ci stanno parecchi sei anni, lo specializzano ora, sono specialista in un altro ospedale, ma sono sempre convinto con il dottor Panazzini, quindi la sfida è quella di proporre, meglio di tutto, andiamo a praticare sul campo con l'innovazione in chirurgia.
Parto subito col Covid, perché in realtà il Covid è diventato il nostro ultimo preparato di giorni.
E' anche vero che è una spinta all'innovazione tecnologica, perché da un punto di vista medico e chirurgico, per i pazienti che non necessitano di un contratto diretto, il Covid ha dato una spinta proprio allo sviluppo di robot.
sono in grado di, in qualche modo, emulare le azioni fatte dagli operatori sanitari.
Per cui i ricercatori di questi campi, a fungo della Cina, hanno progettato questo robot
per svolgere le attività parallele a quelle dei ricercatori.
Avete già parlato, Donate, di intelligenza artificiale,
di un concetto del virtual learning,
l'intelligenza artificiale
è un concetto che i computer
possono ovviamente lavorare
in una modalità che l'uomo non può
e anche vedo che l'intelligenza artificiale
è diciamo
uno dei
e con questo faccio un
preampolo a quello che per me sarà
la vera
novità
contro
l'uomo
disponenziale all'intelligenza artificiale
alla telepilogia, alla telemedicina
e cosa possiamo fare?
alla fine
dal punto di vista medico
quello che ci interessa più di tutti
è la diagnosi che c'è
oramai si è passato da
un
il quadramento del paziente
per la terapia
dopo la diagnosi
al quadramento del paziente per una terapia
pre-diagnostica
io con l'analisi del quadrato e con la prevenzione del disco
posso addirittura
prevenire quel tipo
di malattia prevenire conseguenze e complicanze e quindi agire prima di
in realtà l'intelligenza artificiale era meglio applicata alla produzione di esoscuri
la triangolazione, è un robot che è un'automotoria, è stato ovviamente mal al cuore nel 2001,
esattamente 4 giorni prima purtroppo dell'attacco del GbGm e il monitoraggio di distanza, come
abbiamo appena visto, per noi è fondamentale nell'analisi di tasse. Io vedo ogni giorno
tanti pazienti che potrei vedere anche in telemedicina semplicemente per l'analisi dei dati su cui io vado ad agire in avviro e ci sono altri pazienti che in realtà io vedo i registri dei pazienti cronici a cui magari devo controllare semplicemente l'andamento dei dati del laboratorio o dei dati dopo che mi hanno fatto parte o altri.
Questo genererebbe una riduzione notevole dei costi e dei tempi di attesa.
L'ospedale diventerebbe veramente, per quanto riguarda le patologie urgenti, le patologie non riferibili,
sotto il quale, al conto di questo, vediamo tanti pazienti che non necessitano di un ingresso in ospedale.
Potremmo applicare l'emergenza artificiale nel fondo di una medicina territoriale,
quindi non più il paziente, ma il medico, il medico a casa e si installano grandi aziende, non ho alcun interesse, però sto facendo un software di analisi che vi aiutava per poter determinare il trattamento corretto per i pazienti che hanno delle anomalie genetiche.
a prescrivere un determinato tipo di terapia dopo l'analisi. Microsoft ha ideato un'analisi
che utilizza un'immagine di foto canalizzate in modo da filtrare, diciamo, l'immagine
che possono dare, diciamo, segni di patologie tumorali in quell'infermiera. Babilon Health
è un'interazione tra sistema privato e sistema pubblico per compilare l'analisi e questo
la fantasia del medico è enormemente, dal punto di vista pratico, e poi nella pratica
clinica quello che gestiamo tutti è il tempo, quindi c'è un sistema che mi permette
di, in un momento non onestico, di reagire subito sulla terapia. Così come Google, che
ovviamente sviluppare una serie di soluzioni dell'intelligenza artificiale
preduttiva tale da agire addirittura su delle
riemissioni, cioè quando smetto il paziente soggiare il suo preveduto, il suo percorso post-operatorio
e cosa diventeremo? Diventeremo in qualche modo dei medici ibridi e faccio un breve
scenno, l'unico corso di laurea presente al mondo di laurea ibrida, medico
questo è veramente una voglia italiana e mondiale. Il 5G è fondamentale, il 5G sarà la svolta per quanto riguarda tutto quello che si fa a base di ricerca sociale, di psicoterapia, di riscuervo, di paziente, però comunque in altre situazioni.
così dottor Di Nardo è venuto a interrompere
dalla regia mi hanno segnalato che purtroppo
la qualità dell'audio del suo collegamento
non era molto comprensibile
quindi ce l'hanno segnalato anche molti degli ospiti
che sono collegati e partecipati al simposio
che sono collegati
penso che adesso il tecnico venga a sistemare il collegamento
Nel frattempo, per recuperare qualche minuto, io comincerei con attrarre un po' delle conclusioni sulla base di quello che è stato detto, partendo proprio dall'intervento iniziale, quella della dottoressa De Capitani e col suo titolo provocatorio.
Allora, io mi sono segnato un po' di concetti e di parole chiave e vorrei riassumere dicendo che questo nuovo modello integrato di Sanità 5.0, che potremmo definire a questo punto di medicina digitale, come ha detto anche il dottor Paglione,
richiede una vera e propria trasformazione, che è questo uno dei temi e delle parole chiave che è stata anche menzionata nel corso degli interventi, ovvero non basta solo la tecnologia abilitante, bisogna pensare a nuovi protocolli, a nuovi processi, anche nella gestione amministrativa e uso forse una parola impropria, burocratica del paziente e delle cure,
in un'ottica quindi di generazione di valore per tutti gli stakeholders ma soprattutto come è stato detto a iniziare dal paziente stesso che deve quindi essere posto al centro dell'intero sistema, quindi una sanità 5.0 che attraverso le tecnologie abilitanti porti veramente il paziente al centro ma semplificando e re-ingegnerizzando tutti i processi.
Quindi è evidente che questa trasformazione, che è una sfida, un'altra parola chiave menzionata dalla dottoressa De Capitani, per consentire di raggiungere l'obiettivo probabilmente richiede un piano integrato, ma soprattutto cultura e mentalità, competenze e formazione, tecnologie abilitanti, 5G, big data, realtà aumentata virtuale, droni, robot, intelligenza artificiale,
investimenti adeguati e poi magari vedremo chi è che deve investire
investono i privati, il ministro per la salute, investono le università
oppure le regioni che sono titolari ovviamente della sanità
e poi un adeguato costrutto normativo
quindi darei la parola adesso al dottor Di Nardo
sperando che siano riusciti a sistemare i collegamenti
e poi partirò da lei con una domanda
mi sentite?
perfettamente ok perfetto chiedo scusa per il problema diciamo di audio allora e dicevo ero
molto sono molto contento di aver assistito al progetto del drone perché in realtà l'italia si
sta muovendo molto da questo punto di vista un progetto simile a quello del comune in
in collaborazione con il Comune di Santa Marinella, è stato fatto per esempio tra gli ospedali Monalti e Cotugno di Napoli
per la consegna di farmaci. Anche in questo caso, al mio modesto parere, è fondamentale la connessione 5G,
perché quello che preme più di tutti all'operatore sanitario, che sia medico, personale infermieristico o altro,
sono i tempi di latenza. Si parla anche di qualità delle immagini.
il professor Parazzini ci insegnava ormai la chirurgia
una chirurgia basata
sulla chirurgia mininvasiva
il primo intervento
in 8K
con una telecamera 8K
è stato effettuato nel 2014
quindi non dobbiamo parlare
di futuro piuttosto di presente
anzi non rischiamo di perdere
l'occasione di
implementare delle tecnologie
da un punto di vista medico e soprattutto chirurgico
il primo intervento in 8K è stato
da seguito nel 2014 in Giappone. Cosa possiamo fare con l'ottocampo? Non è solo una questione
di qualità d'immagine, ma soprattutto di diagnosi precoce. Ancora una volta, il preme
è sottolineare il concetto di diagnostica precoce. Oramai il medico non è più un medico
che tratta il paziente solo dopo un tumore stato avanzato, una malattia stata avanzata,
ma deve prevenire all'obbligo l'etica e il dovere in qualità di medico
di intervenire prima che le lesioni diventino non più aggredibili
dal punto di vista chirurgico o medico.
Precisione. La precisione che significa?
Significa andare a prevenire le complicanze di un intervento.
La diagnostica per immagini, anche qui, si è passata da TAC,
da risonanze magnetiche, sempre più precise,
sempre più strumenti in grado di andare a diagnosticare lesioni
millimetriche, riduzione dei tempi operatori e ovviamente soprattutto la stanchezza degli operatori sanitari, se io vado ad operare un paziente per 8 ore è ovvio che la mia curva di stanchezza decresce.
MammoScreen è un'altra applicazione
di intelligenza artificiale in sinologia
quindi in chirurgia
cosa fa l'intelligenza artificiale
su questo software
integra il flusso di lavoro
tra migliaia di immagini
e va a screenare
in base ad una precedente
libreria di immagini
tumorali, va a screenare quelle immagini
che possono poi non essere sottoposte
all'attenzione del medico, in questo modo
si può incrementare
quello che è la diagnostica precoce
facendo quante più
mammografie possibili e andando poi
a in effetti individuare
una scuola in grado di sottoporre
quelle pazienti alle indagini di secondo livello
questo si può fare solo
con l'interazione di intelligenza artificiale
perché? Perché non siamo
in grado da un punto di vista umano di andare
ad analizzare i big data
il medico quindi non è più
un medico come una volta chiuso nel suo studio
che è in grado
di fare un'anamnesi o una visita in un medico che va ad analizzare soprattutto i dati. Lo fa in ospedale, lo fa a casa, lo fa a prescindere dal luogo di lavoro, ma lo fa soprattutto in fase predittiva di terapia.
quello che abbiamo fatto
mi fa piacere che
il professor Parazzini
sia citato per quanto riguarda il progetto
con il team perché
parlando con il professor Parazzini
abbiamo realizzato appunto
l'anno scorso in collaborazione
con il team
un teleconsulto
il primo teleconsulto
a monte in 5G con un visore
di 360 gradi collegando
due ospedali, due saloperatorie
simultaneamente
Anche lì quello che è stato sottolineato è restato appunto il tempo di latenza. Non c'è stato un tempo di latenza. In questo modo il chirurgo nella sala operatoria del ospedale di Terni ha avuto modo di soffrire del consulto e del consulto di palazzini in tempo reale.
Questo è fondamentale non solo per la parte ecologica, quindi per l'intervento per il paziente, ma pensiamo anche alla teledidattica e alla telemedicina e alla learning curve di giovani chirurghi e medici.
con i medici. La realtà aumentata. Questo è un sistema che viene utilizzato, l'Ocutrix 8K 3D,
che viene utilizzato in chirurgia dell'occhio pulistica, è un sistema che permette di aumentare
la realtà di quello che vede l'operatore andando a ridurre la possibilità di errore su un campo
anatomico così piccolo. Mi prego di sottolineare però il concetto di stampa 3D. Stampa 3D,
oramai è diventata quasi necessaria in medicina, permette l'utilizzo di tanti materiali e tanti
tessuti che non sarebbero replicabili perché l'unica opzione che abbiamo allo stato attuale
è il trapianto e sappiamo tutti cosa comporta un trapianto, ci sono tante società, una di queste
è una start up in collaborazione con l'università di Perugia, 3DFIC, che cosa fa? Va ad analizzare
con dei modelli matematici quello che è l'anatomia di quel paziente, in questo caso vediamo un feto, quindi un'applicazione in ginecologia, la produce con una stampa 3D e in questo modo utilizza questo modello sia per valutare il paziente preparatoriamente,
sia per questioni di didattica, quindi per applicare la stampa 3D alle università, all'insegnamento, alla formazione dei giovani chirurghi, in questo caso i giovani ginecologi.
Anche in questo caso, ancora una volta, la digitalizzazione dell'immagine e poi una stampa 3D in chirurgia è stata applicata, per esempio, con la frattura costale e l'applicazione di una protesi stampata con la stampa 3D.
Prima col modello digitalizzato e poi con la stampa nello stesso.
In realtà tutto quello che avete detto dal punto di vista medico e chirurgico ci fa tanto gola perché sarebbe ideale e sono contento che ci sono già dei progetti in questo senso,
che il medico e il chirurgo andando a visitare quel paziente o operare quel paziente
potesse avere una serie di strumenti che integrano il proprio lavoro
prettamente chirurgico, prettamente medico.
Uno di questi è appunto l'applicazione della realtà aumentata su smart glasses,
su occhiali smart.
Cosa posso fare? Posso andare a vedere quindi i parametri di quel paziente,
posso andare ad insegnare quello che vedo io ad un secondo chirurgo o ad una giovane studente,
posso andare in tempo reale a vedere l'attacco di quel paziente sul sito chirurgico sul quale
io sto in quel momento operando. Questo è un video che tranquillamente possiamo trovare su internet
e ci fa vedere come tutto questo viene applicato
vedete come innanzitutto la realtà aumentata con gli occhiali
io vedo le stesse cose che vedo il primo operatore
quindi imparo dal primo operatore
il primo operatore si consulta con un secondo operatore
e va a scrollare l'immagine TAC sui propri occhiali
e questo in tempo reale mentre sto operando il paziente
è l'ideale, è quasi il mondo dei sogni per un chirurgo
Ancora, quali sono gli altri progetti che sono in sviluppo allo stato attuale?
Web Robotic Tools for Surgery.
Uno dei limiti della chirurgia robotica, se si possono definire i limiti, è quello di utilizzare tre manovre, per cui la learning curve all'inizio della chirurgia robotica è molto molto lunga.
Cosa si propone di fare all'Università di Bristol?
di andare a sviluppare questi guanti che vanno a simulare i movimenti della mano
non sulla base delle tre monopoli come è impostata la stessa chirurgia robotica
ma proprio sui movimenti quanto più fisiologici possibili.
In questo video brevemente viene illustrato lo sviluppo di questi guanti.
Ecco, vediamo la ricercatrice che utilizzando queste specie di guanti va a simulare poi quello che è il gesto della chirurgia robotica, quindi non più le manopole come le vediamo ora, allo stato attuale la chirurgia robotica si basa appunto su una console basata sulle tre manopole vendita, ma una chirurgia basata quanto più possibile sul movimento umano.
Vado avanti per non essere ripetitivo.
Questo è quello che abbiamo realizzato invece con il professor Palazzini
l'anno scorso in collaborazione con la Johnson & Johnson.
L'obiettivo che ci eravamo ripensati è dove possiamo iniziare
da un punto di vista tecnologico nel pratico.
Possiamo iniziare sicuramente dalla didattica.
Abbiamo prodotto questo video sviluppandolo in virtual reality
di una procedura di emicolettomia destra open.
Mando avanti perché il video è molto molto lungo.
Io praticamente ho indossato un visore con un software e un computer disponibili con me
e praticamente ho effettuato in virtual reality un intervento di emicolettomia open.
Questo è molto importante dal punto di vista didattico e universitario
perché per gli studenti in medicina o nelle professioni sanitarie
avere comunque un simulatore in realtà virtuale
che va a simulare gli interventi
sicuramente dimostra una learning curve
molto più rapida poi nel campo pratico
rispetto alla learning curve allo stato attuale
senza l'utilizzo di questi software
ovviamente potete vedere come io utilizzo un visore
e due joystick a mano destra e a mano sinistra
e vado a simulare l'intervento per il proprio
vado un po' avanti per non essere prolisso
Adesso vedete come io con i due joystick vado a simulare il gesto chirurgico come lo farete normalmente in sanitaria, l'utilizzo del bisturio elettrico e l'utilizzo di altri dispositivi.
alla fine
qual è la conclusione?
futuro o realtà?
stiamo perdendo l'occasione o meglio
siamo già in passato, è una sfida ovviamente
non è una critica
mi piace diciamo lanciare
l'idea della smart surgery
perché
tutto quello che avete proposto è veramente molto
bello e credo che
la convergenza di più
professionisti da più parti diverse
questa possibilità dare vita all'era della smart surgery e di una chirurgia non più
convenzionale come ora. Bene, grazie allora al dottor Di Nardo, a questo punto vorrei
fare un rapidissimo giro di domande e anche rapide risposte possibilmente perché il tempo
stringe e cominciamo proprio dal dottor Di Nardo che è stato l'ultimo a presentare
ma quello che come medico specializzando e dottorando, scusate dottorando non specializzando
in tecnologia avanzata in chirurgia, ha fatto un po' una sintesi pratica di tutto quello che abbiamo visto prima. A questo punto, dottore, chiedo proprio a lei, ma l'università è quindi pronta a formare un chirurgo 5.0?
Mi fa una domanda veramente da un milione di dollari. L'università è sicuramente pronta da un punto di vista progettuale perché ci sono tante figure che sono in grado di sviluppare da un punto di vista ingegneristico, da un punto di vista medico queste soluzioni.
Il vero dramma è da un lato le risorse economiche e da un lato le risorse in termini di connessioni, perché tutti questi progetti, sia la robotica, sia l'intelligenza artificiale o gli smart glasses, necessitano di una rete che permetta una bassissima, se non nulla, tempo di latenza.
L'università italiana è sicuramente pronta, tant'è vero che lo dimostra l'unico corso di laurea al mondo presente allo stato attuale che permette di conseguire una laurea ibrida al Politecnico di Milano, la laurea ibrida tra medico e ingegnere biomedico.
E' una sfida che ci lanciamo, quello che sicuramente non dobbiamo fare è restare ognuno nel proprio artificiale, nel senso che l'unica soluzione a tutto questo è la convergenza tra le varie figure e questa sessione lo permette.
grazie per la risposta chiara e rapida
proseguendo su questo tema chiederei a questo punto
se è ancora collegato al professor De Mattos
ma sulla base della sua esperienza
soprattutto all'Istituto Italiano di Tecnologia
che è il fiore all'occhiello della ricerca in Italia
oltre al tema tecnologico che ha appena citato il dottor Di Nardo
esistono altre barriere secondo lei da superare
per avviare concretamente questa nuova era dei robot nella chirurgia?
Sì, grazie per la domanda.
Pensando alla chirurgia da remoto, ci sono almeno tre barriere che posso pensare io.
Uno è quello della etica, perché è risolvibile,
c'è il trasferimento dei dati sensibili dal paziente da una parte all'altra,
passando dalla rete quindi ci deve pensare a questo questa criticità poi collegata a questo
c'è la questione della sicurezza della rete perché non vogliamo che un hacker prenda il
comando del robot chirurgico mentre uno opera o la robustezza della rete anche la collezione non
può cadere in mezzo a una procedura chirurgica chirurgica perché può essere molto rischioso
pazienti e poi c'è tutta la parte di sicurezza dei sistemi robotici anche collegato a questo
di se la rete dovreste cadere cosa si fa cosa succede e poi la parte più critica secondo me
può essere la barriera più critica che sarà più difficile da superare forse sarà quella della
responsabilità legale specialmente quando si parla di un la idea di operare a distanza in
in un altro paese, in un'altra nazione.
Quindi se succede qualcosa che non va bene,
chi è responsabile qui?
Il chirurgo che sta in un'altra nazione
o il fabbricante del robot?
C'è tutta una legislazione da fare riguardo questo
per gestire bene.
Secondo me si farà, però ci avrà un po' di tempo
e tante distruzioni.
Grazie mille per la sua risposta, abbiamo ancora veramente pochissimi minuti, una domanda al volo all'ingegner Sisman, ma entro quanto tempo secondo lei possiamo immaginare di vedere i droni in servizio o meglio integrati in un modello di sanità 5.0?
Allora, bisogna distinguere tra la sperimentazione e il servizio, il servizio anche lì richiederà sicuramente la normativa, la regolamentazione, le tecnologie sono qua, abbiamo le tecnologie già basiche perché i velivoli ci sono, possiamo incrementare l'intensità artificiale 5G, posizionamento di precisione, però quello che manca è una regolamentazione e noi dobbiamo fare delle sperimentazioni per permettere al regolamentatore di tracciare le regole.
con delle regole chiare l'imprenditore
non solamente Leonardo, chiunque
può fare un business case
e decidere se questo effettivamente
può essere un'economia che si avvia, quindi qualche anno
sicuramente ci vorranno ancora
prima di vedere dei servizi
Grazie mille
all'ingegner Sisman
rapidamente quindi andando su questo tema
l'ingegner Brussolo si è ancora collegata
ma quindi voi siete pronti
come Smart Blue ad avviare la sperimentazione
in corsia della vostra
tecnologia?
Sì, come abbiamo visto lo strato, quello che noi tecnicamente chiamiamo strato software è già pronto, quindi tutta la parte di advanced analytics e lo sviluppo della realtà aumentata.
quello che in qualche modo stiamo aspettando è che i dispositivi siano gli occhiali siano oggettivamente comodi e pratici per un utilizzo intensivo non possiamo pensare che il medico abbia cavi che lo collegano gli occhiali a un dispositivo di elaborazione centrale
piuttosto che insomma il soggetto sia un oggetto pesante
Perfetto, grazie mille l'ingegner Brussolo
rapidamente all'ingegner Gamberini
a che punto è il 5G in Italia?
Può già abilitare la sanità 5.0?
Il 5G è a buon punto dal punto di vista della maturità tecnologica
siamo già in una fase di completa maturità
è chiaro che bisognerà aspettare per avere una copertura del 5G
globale. Però use case come questi, che sono use case business enterprise, possono naturalmente
essere supportati con gradualità dal punto di vista poi del supporto alla telemedicina e in
generale all'IELTS, visto che richiedono una copertura dedicata in specificare. Quindi direi
che siamo già in una situazione per poter iniziare a passare dalla fase sperimentale
alla fase applicativa.
Grazie all'ingegnere Camberini, al volo al dottor Padiglione.
Abbiamo parlato quindi anche di necessità di investimenti in queste nuove tecnologie.
Ecco, le aziende, secondo lei, o meglio lei come rappresentante di un'azienda importante,
le aziende sono pronte, le imprese, a investire nella sanità 5.0?
Le aziende stanno investendo ormai da diversi anni, l'accelerazione è stata fatta con il Covid, abbiamo fatto progressi in termini di mercato e di innovazione in questi ultimi nove mesi,
Per il resto sono anni che si portano avanti queste innovazioni e le aziende stanno investendo naturalmente perché c'è un mercato estremamente importante ed anche economicamente interessante.
Quello che io noto solamente e che vorrei aggiungere è che la tecnologia è matura, quello che mancano oggi sono i processi organizzativi all'interno delle strutture sanitarie e del sistema sanitario, questo è l'ostacolo che vedo.
Perfetto, grazie mille. A questo punto chiudiamo tornando al relatore che aveva aperto in maniera provocatoria questo simposio. Quindi alla dottoressa De Capitani, alla fine di questo simposio secondo lei si può vincere la sfida della sanità 5.0 in Italia? Quindi c'è del vero? A lei la parola.
Io sono sempre positiva e ottimista, ma per testare, perché poi San Tommaso, direi abbiamo un partenariato pazzesco in realtà, compreso anche quando veste il cappello non di moderatore, quello del moderatore stesso.
Quindi rivolgendo la sfida, poi in particolare al dottor Gamberini, ma ovviamente a tutti, perché non lavorare invece su una piattaforma che riesca a unire l'ospedale, la casa e il turismo, che è un pezzettino molto importante, andando a identificare tre settori principali che hanno una disposizione di ospedalizzazione veloce, quindi chi è chirurgica, il protocollo ERAS, i cronici e la riabilitazione e su quello poi andiamo a agganciare l'intelligenza artificiale, eccetera.
Secondo me abbiamo già non solo qua dentro le tecnologie ma già dei casi studio pronti su cui poi potersi appoggiare senza quindi chiedere un investimento molto alto che ovviamente è un vincolo e dall'altra parte come dire ritrovarci l'anno prossimo avendo già un bel toto di clienti patenti monitorati e sperando che siano sani possono essere clienti invece.
grazie mille allora chiudiamo quindi questo simposio con questa con l'ottimismo di questa
risposta quindi la provocazione iniziale diciamo che a questo punto la passiamo al professor
palazzini e l'anno prossimo dovrà dimostrare che la sanità 5.0 la realtà chiudo siamo 20
minuti in ritardo sulla tabella di marcia però penso che ne sia valsa la pena e ringrazio tutti
per la loro disponibilità e per la disciplina in questo contesto un po difficile con cui ci
hanno aiutato a gestire questo evento grazie a tutti ea presto grazie grazie
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