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24° CAD anno 2013
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Adesso ci ragioniamo un po'. Dal punto di vista squisitamente tecnico stiamo mettendo i trocar.
Avete le immagini esterne o interne?
Esterne, esterne.
Io sto lavorando a destra perché tutta la loggia paletocolica destra, la fossa elica destra, è bloccata da aderenze, da una pregressa appendice.
E quindi sono, tra virgolette, mi date le forbici, costretto a effettuare una desiulissi preventiva. Le immagini esterne le avete?
Sì.
E qui dove io devo introdurre il trocar ci sono delle aderenze del colon destro.
Quindi prima di introdurre il quarto trocar a questo livello, sfrutto il mio trocar laterale sinistro.
quindi i trogar sono quattro
uno al centro dell'addome
per l'ottica
uno per la mia mano sinistra
adesso che completiamo il posizionamento
vi spiego bene
allora se
vogliono dare anche le immagini interne
nel frattempo così vedono
le siulisi
adesso abbiamo le immagini interne
perfetto
vedete tutta la loggia è bloccata
e per questa
siulisi preferisco
una sezione a freddo delle forbici, preferisco un po' di sanguinamento piuttosto che una lesione da elettrobisturi o anche da bisturi altrasoli, tutto può scatenare complicanza quando sono queste aderenze così importanti.
il paziente avvertiva anche dei dolori
in questa sede
legato alle aderenze
si
non pensavo che fossero così estese
in verità
quando vedi quelle laparotomie
quei paralettali
in genere ci sono sempre
queste aderenze salgono fino al fegato
si
ecco qua tutto il colon qui
allora un po' di bipolare per piacere
pedale
In passato i disturbi dell'emia addome destra o delle aderenze vengono chiamate sindrome dell'addome destra di Leotta, un grande clinico italiano.
E poi quelle che si formano intorno al fegato in esito a un'infiammazione della pelvi vengono chiamate sindrome di Cortis.
Quindi sulle aderenze poi l'amico Meniero ci può dire...
Ignorante.
No.
la capacità di farmi sentire
ignorante
perché quando mi trovo con i ginecologi
loro in esito
all'epid, cioè l'infiammazione della pelle
trovano spesso
un fegato un po' murato
da queste aderenze
e per loro è la sindrome di Cotis
vedete che aderenze
andiamo sopra, adesso vado
con l'ultracision perché
mi sono allontanato dal colon
e queste aderenze sono invece
magari più
più all'epiplon, quindi più vascolarizzate tutto sommato,
e allora preferisco utilizzare l'ultracision.
Poi mi date un aspiratore.
Intanto questa adesio-lisi è fondamentale,
oltre per l'introduzione del trocar, come vi dicevo prima,
anche perché noi fra poco avremo una lateralizzazione del paziente verso destra
e quindi le ansie devono decombere a destra.
Se invece la loggia è occupata da queste aderenze, le anze non decombano e vanno a disturbare la visione laparoscopica.
Quindi anche quando ci sono delle aderenze alte sul fegato, che apparentemente sono innocenti e non disturbano l'intervento,
perché è al di fuori del campo operatorio del chirurgo e anche lì bisogna cercare di effettuare una buona desiolisi perché altrimenti, ripeto, le ansie non scivolano come dovrebbero.
Adesso un aspiratore, ok, un aspiratore, vediamo adesso se è libera la zona dove dobbiamo introdurre, sì, è liberissima.
E allora a questo punto passiamo dal lato nostro solito, cioè ci posizioniamo a destra del paziente e incominciamo l'intervento.
Allora l'intervento avete le immagini esterne adesso, le vediamo in energia perché facciamo vedere il posizionamento del quarto trocar che avviene in un punto preciso.
Quarto trocar, queste immagini esterne sono segnate anche con lo stoma setting della società dell'iStorm,
ma credo che sia, adesso non ricordo bene, per cui disegniamo prima dell'insufflazione del CO2
quello che ipoteticamente potrebbe essere il sito di un'eventuale gliostomia,
cosa che ovviamente non credo che dovremmo fare ricorso, però abbiamo preso questa iniziativa
che di principio in tutti gli interventi colorettali disegniamo preventivamente nel preoperatorio
un eventuale sito di posizionamento di uniliostomia o colostomia.
Allora, questo trogar della mia mano destra è un trogar molto importante
che va posizionato in un posto molto importante che è ben identificabile.
Allora, avete le immagini esterne e interne o solo le esterne?
Possiamo avere le esterne in cartouche?
Le esterne in cartouche e le interne laparoscopiche?
La regia mi sta mandando le interne. Mi senti Franco? Francesco? Francesco Ruotolo? Francesco? Ah, non mi sentono proprio. Mi sentite in sala? Mi sentono in sala? Non mi sento. Francesco, mi senti? Mi sentite? Mi sentono o no?
e collegato il microfono
io sento il ritorno
però nessuno mi risponde
mi sentono o no?
e nessuno mi risponde
come è possibile?
mi sentite in sala o no?
ma io posso iniziare, è peccato
chi ci sta? Francesco Ruotolo?
vabbè
Francesco Ruotolo?
Gaetano?
MTV?
MTV?
io vado allora
Allora, che devo fare? Vado? MTV? Mi dai una galzina? Galzina? Vedi questo? Volevo farlo vedere.
Ma stanno mangiando allora? Vabbè, io però...
Allora, vedete che questo trocar va a lambire la corda dei vasi epigastrici.
Vedete lì l'arteria che pulsa? Ecco.
E allora questo trocar deve essere posizionato il più vicino possibile, spero che mi sentano,
a quella corda per due motivi. Primo perché in questo modo noi abbiamo una possibilità di accedere
il più vicino possibile alla sezione del colon quando sarà la fine dell'intervento.
Secondo perché abbiamo più possibilità di arrivare bene alla flessura e terzo perché la cosa più importante
quando il paziente sarà lateralizzato sulla destra le ansie scivolano sulla destra e se questo trocar
è invece posizionato più lateralmente, qui per esempio, incontrerà la resistenza delle anze che
vanno a scivolare davanti al trocar stesso e quindi si possono avere dei problemi se appunto
lateralizzando il paziente le anze vanno a posizionarsi davanti a questo trocar. In questa
posizione invece assume un atteggiamento più perpendicolare a quello che sarà lo scivolamento
delle ansie, quindi avrà meno
problemi, vedete? Posizionato
così le ansie vanno sotto e avremo
meno problemi di andare a
leggere queste ansie. Professore, quando lei opera
non c'è bisogno di commento, vediamo tutto
Gaetano ha comprato le pile
da Upim e ci ha ricaricato
il microfono, ma noi vedevamo
tutto, abbiamo la cartusce
e l'interno, non ci manca
niente, magari
quindi posizionate trocarla
io mi ero fermato. Abbiamo sentito tutto
e anche di più
Giù la situazione del colon per il signore, qui è pieno di verticoli, però è fattibile.
Ok, allora ci sono due possibilità per la malattia di verticolare.
Per cortesia alziamo un po' il tavolo appena appena.
Allora due possibilità, fare un intervento uguale a quello oncologico.
Pronto Modena? Pronto? Pronto? 13.
Allora ci sono due possibilità, vai verso il basso, la prima quella che cercheremo di farvi vedere adesso cioè una emicolettomia sinistra con conservazione della mesa enterica, la seconda quella di fare lo stesso intervento oncologico.
Qual è la differenza? La differenza è che l'intervento è più complesso e più difficile, quello della conservazione della mesenterica, ma in pazienti che hanno disturbi funzionali, come in genere sono i pazienti diverticolari, è l'intervento che espone a minori sequele funzionali post-operatorie.
Io in passato ho notato una cosa, che facendo lo stesso intervento, esattamente lo stesso, legatura della mesenterica all'origine, paziente oncologico e paziente invece diverticolare, sistematicamente quello diverticolare a distanza di mesi tornava per disturbi dell'alvo, quello oncologico mai.
Un po' c'è una componente psichica perché chiaramente quello di verticolare è un paziente che vuole stare bene, che non ha un problema oncologico e quindi chiaramente cerca di avere il massimo anche dall'atto chirurgico.
Ma un po' pensavo c'era anche il disturbo funzionale proprio del colon di verticolare che si accentua forse anche dopo l'asportazione della sigla.
E mi sopposto questo problema confrontandomi con Patrick Ambrosetti che come voi ben sapete rappresenta il nome tutelare della patologia diverticolare nel mondo, avendo pubblicato decine di lavori sull'argomento, lui sostiene che il problema è legato all'innervazione del colon discendente, del retto che si perderebbe se andiamo a legare la mesenterica all'origine.
E allora quando è possibile, ed è possibile quando non ci sono delle patologie complesse con grosse flogosi, con ascessi, con residui di ascessi nemesi eccetera, è preferibile fare un intervento conservativo.
Come si fa questo intervento conservativo? Si parte come sempre per la nostra esperienza per l'emicolettomia sinistra, ovvero sia l'epiplon viene portato in alto al di sotto del fegato di sinistra, l'aiuto con la sua pinza che viene introdotta nel trocar laterale sottende il colon trasverso verso il basso, la mia mano sinistra afferra l'epiplon e me lo porta in alto e qui inizia il nostro intervento con lo scollamento colo-epiplon.
Che è una delle possibilità per accedere alla cavità, alla retrocavità ed è una delle possibilità per ovviamente mobilizzare la flessura splenica che a mio avviso è fondamentale anche in casi in cui come oggi tenteremo, proveremo a fare un intervento.
Dico proveremo perché non c'è evidenza, nel senso che molte volte nella preparazione si è costretti poi a essere più demolitivi e quindi comunque dobbiamo preparare in ogni caso la flessura per avere un'anastomosi tension free che a mio avviso è uno dei primi requisiti per la buona tenuta dell'anastomosi stessa.
Adesso, se tu lasci qua e procedi come me, in senso mediale laterale, afferrando qua, ti tiri questo colon verso il basso.
Da che punto cominci l'elemento gastrocolico, la sezione? Dal punto di mezzo, grossomodo?
Esattamente, da più o meno metà trasverso e mi porto in senso mediale laterale verso la mezza.
E in corso d'opera vi spiegherò perché secondo me questa è la manovra più efficace, ma nello stesso tempo meno pericolosa, soprattutto per chi vuole iniziare.
Innanzitutto io non vado a cercarmi se sono entrato nella retrocavità, perché ci entrerò automaticamente in quanto andrò ad aprire i due foglietti peritoneali.
E secondo, nel momento in cui entro nella retrocavità e ci posso entrare a qualsiasi livello, probabilmente ci entro qui adesso, nel momento in cui seguo la via sovramesocolica per un breve tratto, fino a che può arrivare con lo strumento e poi dopo vedremo che cambierà momento.
Francesco, prima ti ho citato e ho parlato anche della nostra collaborazione per i corsi, per i trattati che abbiamo fatto, per i DVD che abbiamo realizzato.
Sempre nel tentativo di offrire il massimo dell'informazione, il massimo delle nozioni che possono essere utili soprattutto per chi incomincia in chirurgia laparoscopica e soprattutto per chi vuole cimentarsi in una chirurgia avanzata come quella del colon.
Allora procedo sempre in senso mediale laterale, il mio filo di arianna è il bordo del trasverso, mi porto verso la milza, sono quasi a fine corsa, se tu mi avvicini un po' alla tua pinza guadagniamo qualche millimetro e quindi io qui non posso sbagliarmi.
Seguendo il mio filo guida che è il bordo superiore del trasverso io automaticamente entro nella retrocavità, questo è il foglietto posteriore sicuramente, e il vantaggio di questo accesso è che tutto resta a contatto anatomicamente con la grande curva.
con la grande curva
e anche l'epiplon
resta a contatto con le inserzioni
diaframmatiche espleniche
questa è la retrocavità
che ci siamo guadagnati in questa distinzione
qui il foglietto si è aperto
molto lateralmente
ovviamente in questo modo
la cassa epiplogica sinistra viene conservata
completamente
e la retrocavità si sta
aprendo
compare la faccia posteriore dello stomaco
Ecco, però questo strumento proseguirà finché a corsa, non deve necessariamente arrivare alla milza.
Infatti non ci arrivo perché sono a fine corsa, quindi potrei soltanto creare dei danni, mi fermo così, questa è la flessura che gira, vado solo a prepararmi un po' più, mediamente al mese.
vedete come lui
guarda l'epiplano ma guarda anche il meso
perché non è facile
separarli
che poi
le chiavi di volta di tutti gli angoli
colici è quello di distaccare
l'inserzione della radice
del mesocolon trasverso
dal margine anteri inferiore del pancreas
lo si può fare
per via sopra mesocolica
per via sotto mesocolica
per via laterocolica
ma è il distacco della radice
la chiave di volta della mobilizzazione
dell'angolo colico sinistro
e del trasverso sinistro
Stamattina vi ho fatto vedere
l'accesso dall'alto della mobilizzazione
del mesocolon dal pancreas perché
Francesco abbiamo fatto un intervento
di pancreasettomia string preserving
e quindi abbiamo come primo tempo
mobilizzato
il mesocolon dal pancreas
quindi ho fatto vedere come
apparentemente nei casi semplici
può essere semplice ma come può essere anche
difficile qualche volta
ancorché pericoloso
andare a scollare
piani che
molte volte non si riescono a identificare
a questo punto il paziente
va un po' in trendeleburg
e va ruotato verso destra
vai, solleva adesso il mesocolon
quindi abbiamo fatto
questa prima fase soltanto
di sospendi
lateralità verso di me
massima, lateralità
No, abbassate, la laterale, sì. Tutto, tutto, tutto, tutto laterale. Ok, alzate un po' il tavolo, ferma, ferma. Vedete le prese sulle appendici piproiche che praticamente sono utili.
E qui abbiamo, a differenza che a destra, un landmark che riconosciamo subito, costituito dalla vena mesenterica.
Qui c'è probabilmente un ramo accessorio, una connessione tra la colica media e la colica di sinistra, eccola qui, e qui abbiamo il traiz.
Quindi i landmark a sinistra sono più facilmente identificabili rispetto a destra.
Il traiz viene comunque mobilizzato, medializzato o meglio lateralizzato perché in questo modo abbiamo una migliore esposizione dell'avena e nello stesso tempo abbiamo la possibilità di tenere ancora di più le anze verso il mio lato destro.
Scopriamo qui la orta.
Ma poi al termine dell'intervento, quando il colon è retilenizzato, il duodeno non scivola sotto la corda del colon, ma ci va sopra.
Questo è un consiglio che veniva dato già tanti anni fa, di mobilizzare l'angolo del traiz.
Questa è la progressione che lo porterebbe continuando a sezionare il muscolo e i traiz, qualora fosse necessario.
La traiz, la primanza si porta verso di me.
Lui ha detto che ha visto il decorso della vena e poi una struttura vascolare che gli incrocia la strada e ha detto che potrebbe essere l'arteria dell'angolo colico sinistro. Adesso verificheremo.
Tu che dici Francesco?
Vediamo cose fatte. Comunque il concetto è che la struttura è trasversale, laddove la vena è longitudinale, però gli passa davanti, in genere gli passa di dietro.
questa è la zona della fossetta duodenale
in certi soggetti
la mancata fusione porta ai recessi
sede di ernie interne
le ernie interne del traiz
a questo livello
la plica di peritoneo che sta sezionando
è dai pediatri
chiamata plica di Batson e peritoneo
il muscolo di traiz
è qualche altra cosa
viene dal diaframma e si impianta
nella cuscia muscolare
duodeno digiunale
Adesso Stefano lascia il mesocolo e afferra il lavena mesenterica.
Quindi andiamo a ripercorrere un passaggio importante, cioè quello che vi ho mostrato prima a destra della dissezione fratolde-gerota.
Qui il punto, a mio avviso, vedi c'è questa arteria qui, Francesco, vedi qua, vedi?
riscogliamo, potrebbero essere strutture
retropritoneali
allora qual è il sistema
per individuare questo piano
di cosiddetto di salvataggio
si solleva la linea esenterica
e senza
utilizzare bisturi, bisturi
trassoni e quant'altro
si va a cercare con queste manovre
di trazione, di controtrazione
di spatolare
verso il basso
la fascia di gerota che copre il retropritoneo
che lui sta portando verso il basso
e l'avena verso l'alto
che è ospitata
nel mesocolon
e il cui foglietto posteriore
è la fascia mesocolica posteriore di told
una è peritoneo
l'altra è connettivo
ecco qua, vedete per via smussa
io sono rientrato
sul mio piano di salvataggio
qui mi fa piacere vedere
il buon ruotolo in sala
perché qui abbiamo ovviamente l'avena renale
ma qui questa cosa che pulsa
forse è trasmessa
dalla orla
comunque è coperta dalla fascia posteriore
non coagulo
faccio semplicemente manovre
di trazione e di
controtrazione ribaltando
mano destra e mano sinistra
vedete?
e ho preparato già il mio piano di salvataggio
vedete quando lui spatola
i due foglietti
il foglietto inferiore
rassomiglia, tra poco lo vedremo
a una struttura che sembra la fascia trasversalis delle ernioplastiche. Quella è parte dell'endobag,
è fascia endocavitaria, mentre il told è ciò che va verso l'alto, foglietto posteriore
del mesocolon. Tant'è vero che Morton Mayers, un radiologo mondiale, chiama fascia mesocolica
posteriore la fascia di told, derivante dall'accollamento dei due foglietti della descrizione dello
stesso tol. Vedete che a vascolare il piano qualche venuzza, qualche vasetto fa parte
del sistema del rezus, che è un sistema di connessioni tra intraplitoneo e retropolitoneo
che si attivano nelle pretensioni portali, altrimenti sono latenti. La vena è tirata
verso l'alto, questa vena poi passerà sotto il pancreas, dietro il pancreas, per giungere
nel quadrilatero di logi a formare la porta insieme alle altre strutture.
L'ho visto rapidamente senza effettuare mostra, si sono riusciti a individuare il piano e a proseguire in questa dissezione medio-laterale, quindi qui mi rimane questo dubbio di che cosa sia questa struttura.
Vediamo dove afferisce il mesocolon. Questa qui è sicuramente un'anastomosi con la colica media. Adesso ho sezionato il dotto linfatico di ruotolo.
Il patello descrive nel decorso della vena mesenterica inferiore un dotto che lo accompagna,
che viene chiamato il dotto linfabio iuxta meseraico, che va alla cisterna del peche, come tutte le altre strutture.
Quando si sigillano le strutture intorno alla vena, automaticamente si fa una linfostasi.
Allora vedete come contorna l'arteria e va verso il pancreas e quindi nel mesocolo e come l'avena qui la preparo.
Vedi come quella struttura incrocia l'avena, quella struttura che hai visto prima, che sembra pulsare pure.
Allora vediamo se è una pulsazione trasmessa alla orto o se è una pulsazione proprio.
il fatto però Franco che quella struttura
non invan dentro il mesocolon
cioè voglio dire
è più distale
sono linfatici così spessiti
adesso mobilizziamo ancora meglio
il pancreas
sta tirando su
passa dietro il pancreas
poi sul pancreas si inserisce il mesocolon
quindi quando poi vedremo
il lavoro che fa a quel livello
la situazione spaziale
vena più profonda
pancreas e mesocolon verranno indicati.
Preparami il pancreas, si comincia a vedere qui, chiaramente non vado oltre perché è inutile,
ma avendo in cui individuato il corpo pancreatico, il bordo inferiore del corpo pancreatico,
ma vedete che spessore c'è questa struttura, in genere ci sono delle piccole strutture linfatiche a questo livello.
Franco dovremmo capire
se questa struttura passa
tutta dietro al pancreas
oppure quando stacchi il mesocolon
ha un altro rapporto
ma intanto non la tocchiamo
perché sta buona come sta
tornate al nostro discorso
scendiamo sulla corda che ci siamo predeterminati
che è la corda dell'avena
e andiamo sotto la corda
ecco voi vedete che
c'è una plica di Gruber
che adesso se lui tira
quella plica trasversale
quella va dal mesentere al mesocolone
non potendo toccare il piano orto mesenterico
è un repere fondamentale
perché una volta incisa
stai sul piano ortico
poi l'altro repere è l'iliaca
il suo incrocio coluretere
che si intravede
esatto
e la biforcazione
questo è un unico
è un importante passaggio
a mio avviso
vado a congiungermi
promontorio
praticamente
la biforcazione
partendo dall'iliaca destra
vedete
Vedete? Salgo fino a congiungermi in questa sezione peritoneale con quello che ho fatto dall'alto.
Però già in questa situazione si vede come la vena è in un piano più alto, l'arteria invece che adesso lo scoverà sul piano aortico, perfora gerote, vien da dietro, sono due piani diversi.
Uno è retroperitoneale e l'altro si può definire intraperitoneale.
Qual è il vantaggio di questa linea che abbiamo con questa linea d'incisione? Che inevitabilmente io so che in questa linea andando dalla superficie in profondità e dal basso in alto ritroveremo l'arteria mesenterica che è il nostro secondo landmark dopo la vena.
Come dice il tuo amico Sartori, categoricamente è a livello della terza vertebra lombare, per un problema embriologico di origine.
L'arteria, quando lui tira su il meso verso l'alto, come vedete, crea una possibilità di individuare una seconda tenda.
La prima è quella venosa, quella che vedete aperta, dove c'è la garzetta, tenda venosa, sotto la vena pesenterica, inferiore, trattoldo e gerota a quel livello.
Quando si porterà verso il basso, individuata l'arteria, solleverà il mesosigma e avremo una finestra arteriosa, cioè uno spazio tra l'arteria mesenterica e il piano aortico.
Questa finestra non è una cosa che ci deve sorprendere perché a quel livello l'accollamento è molto lasso per cui c'è un recesso,
recesso di Ionesco, che per
i urologi è fondamentale, ma anche per noi
e vedremo quando solleverà
la mesenterica inferiore come tutto
si apre più facilmente, perché c'è
un accollamento blando
lo vedete, lui usa lo strumento
come uno strumento multifunzionale
come vale per tutti
non lo sta usando per l'energia che può dare
infatti
è un pezzo di priga
di Gruber, tra il mesentere
e il mesocolo, un priga che copre
il piano orto mesenterico, il piano di Liliac
che Gruber, quello è sempre
del legamento di Gruber della trachea
e così via, aveva descritto
al suo tempo, verso la fine dell'Ottocento
ecco qui che adesso andiamo a scoprire
l'arteria mesenterica
dell'arteria mesenterica inferiore
che è
contornata da tessuto linfatico
si
la si chiama axilla di Bacon
cioè l'angolo che la mesenterica
inferiore quando nasce
dalla orta, ma con la orta stessa
in quell'angolo ci sono dei linfonodi
normalmente se colpiti dal tumore
realizzano un N3
il problema dei nervi a questo livello è modesto
perché l'arteria ha il suo flesso che la circonda
e quando lui dissega, diaventizia, porta via eccetera
i nervi destinati alla mesenterica inferiore
andranno via con essa o comunque con il colon che va via
il problema dei nervi è che a quel livello
dietro l'arteria c'è il tronco latero-ortico sinistro
di Dermailo della catena
orto simpatica che scivola dietro l'arteria
lui lo vedrà così come
queste patologie di particolare non ha
necessità di andare proprio rasente
e quindi una componente
del plessico gastrico superiore
che presiede l'eagulazione
verrà risparmiata
poi abbiamo anche la corda di destra
la parte centrale quindi non va enfatizzato
questo problema di un danno di un singolo
nervo autonomo che per definizione
ha una capacità picariante
e plessica
Abbiamo la garzina per un problema di pulizia e adesso abbiamo l'arteria mesenterica ancora parzialmente circondata da tessuto linfatico che dobbiamo preparare se vogliamo fare questo intervento di conservazione della mesenterica.
Qui siamo a Roma dove questo intervento è stato veramente comunque dimostrato dal professor Baldoni, quindi lui lo faceva per patologie neoplastiche,
col terrore che il retto lungo non fosse ben irrorato dalle arterie emorridarie medie, definite in passato soprattutto in costanti, e allora conservava l'arteria legando i singoli rami.
Lo faceva per problemi squisitamente vascolari.
E oncologici.
E vascolari, c'è.
Vascolari, vascolari.
Lo faceva per...
In questo momento la chiave del movimento
è quella pinza che tiene su il meso sigma
perché a seconda la curva della mesenterica superiore,
quella che adesso è sulla destra dello schermo,
che tira su il meso.
E lui adesso deve vedere
dal tronco della mesenterica inferiore
nascere, con l'atteggiamento verticale e non obbligo verso il basso, la colica sinistra.
Nella disposizione modale abbiamo colica sinistra, con il ramo che ascende e che va a fare l'ariolano,
il ramo che discende, poi il tronco delle sigmoidee, di cui fa parte anche la sigmoidea ima,
che è l'anastomosi tra l'ultima sigmoidea e le rettali superiori,
e poi la bifurcazione della mesenterica inferiore nell'iro del retto di Mondor.
Che cos'è l'iro del retto di Mondori? È quel pezzetto di vero mesoretto, inteso nel senso di meso, che sta dietro, che irrora, il retto intraperitoneale, laddove per mesoretto di Ilde si intende ciò che circonda il retto pelvico sottoperitoneale.
La definizione è un po' impropria, secondo la nostra lingua, che vede meso come connessione e peri come circonferenza.
Qui abbiamo la vena mesenterica, adesso Franco ci fa vedere l'arco vascolare di Trice, che cos'è questo arco vascolare?
E' che la colica sinistra nel suo ascendere e la vena mesenterica inferiore nel suo ascendere per un segmento vanno insieme e formano l'arco vascolare del Trice dove c'è la pinza adesso.
Poi dopo la vena se ne va per cavoli suoi, assume quello che si chiama
atteggiamento azigotico, perché sappiamo che azigos significa da zegni, vado per
conto mio, quindi ogni vena come la vena pitotina media che va per conto suo è
definita vena in atteggiamento azigotico.
Allora se sei d'accordo possiamo far vedere un po' di anatomia qui adesso?
Credo che questa sia la mesenterica in basso, che dobbiamo preservare,
questa è una biforcazione precoce
alla colica di sinistra che viene da un ramo della sigmidea
per cui per preservare la colica di sinistra
che potremmo anche sezionare
però è buona norma se vogliamo fare l'intervento corretto
lasciarla qui in situ
e quindi sezionare solo questo tronco qua
in realtà Franco nell'intervento del professore
lui legava tutti i rami
tranne le rettali superiori
perché era per l'isolazione
del moncone rettale che rimaneva
quindi
se non era necessario
sezionava anche la colica sinistra
tranquillamente
sì, un abipolare qui?
a volte c'è un tronco comune
colica sinistra e sicmoidee
il tronco sicmoideo rettale
però insomma
pedale, pedale
va e non va, è una fregatura
ok
allora
Voi vedete l'arteria
è un ramo che diparte
quando lui vorrebbe afferrare l'arteria
e tirarla verso l'alto
sotto si apre una finestra
che si potrebbe anche intravedere
che è la finestra sigmoidea
cioè se lui tira su l'arteria
per curiosità nostra
noi vediamo lo spazio
della finestra sigmoidea
se ribalti il colon sigmoideo
verso la linea mediana
ci vedi un buco che è recesso sigmoideo
il corrispondente
Francesco io penso che questo sia un tronco comune
delle sigle
però sì
comunque stai preparando
questo qui quindi
dovrebbe essere legato
però prima di legare
se riusciamo a scheletrizzare l'arteria
nel concetto di portarsi
verso l'ilo del retto
cioè verso il mezzo del retto vero
siamo più
tranquilli
allora vediamo qua
Ecco, vedete, lui sta spatolando, sta spatolando, vedete, riafferra il mesocitema con l'arteria,
tira verso l'alto e sotto l'arteria trova il piano del V3, sotto l'arteria però.
L'arteria, la solleva e vediamo un po' l'arteria, vediamo bene la finestra arteriosa,
Cioè sollevando la mesenterica verso l'alto, lasciando il piano sotto, scolla ancora, noi il piano dell'ureterio lo lasciamo tranquillo, che rimane sotto il piano della mesenterica.
Faccio inutilmente un po' di sangue, dai.
Mi date un tipolare?
Allora, seguiamo l'arteria.
A questo il ramo si evidenza ancora più il tronco comune, credo.
Andiamo a lavarci l'ottica perché è un po' sporca e poi anche qui laviamoci, alziamo poco poco il tavolo per piacere, ok?
da un punto di vista anatomico, anatomo chirurgico, immeso nel senso che immeso non era molto infiltrato,
Comunque ci sono dei linfatici, ci sono delle difficoltà oggettive.
Puoi prendere qua adesso poco poco, piano piano, piano piano, prendi sempre il peritoneo, ok, ok.
E quindi facciamo un'insezione partendo praticamente dalla ventizia dell'arteria, eccola qui.
Ok, credo che quello sia un tronco comune e importante perché normalmente qui se ne ritrovano altri di lami di sigmoidee, per il momento non ne vedo.
A volte però nascono con un tronco comune che poi, quindi è quello che hai visto prima.
Tronco grosso?
Possono essere anche moltiplici, oppure un tronco unico che poi si divide in tanti lami, quello che è previsto.
eccola lì la collega sinistra
ok perfetto, questo è il tronco
il tronco comune che viene sezionato
adesso, così ci facciamo un po' di spazio
datemi un dissettore
mi date una clip
quindi tu leghi il tronco
torrescichio medè e la collega sinistra
separatamente così c'è il più tessuto
giusto?
no, se non è
per il discorso che fa
Ambrosetti di preservarla
per il problema
dell'innervazione
a cui tu non credi
no non credo, non ci ho dati
non è che ci capisca
tu non ci capisci
no perché
no non ci credi
ho capito però
se io porto via un'arteria
col suo sistema nervoso intorno
e quell'arteria
viene via col pezzo
che risparmio? Non ha senso
però se questi sono scienziati e dicono così
sarà così
ma non esistono studi in tal senso?
non lo so
No, però molte cose vanno fatte sul buon senso, cioè se il nervo segue l'arteria e ad esempio la mesenterica inferiore c'è il suo plesso e un gomitolo come c'è la mesenterica superiore e così via, si sa che se la mesenterica superiore la denudi tutta intorno a 360 gradi è chiaro che l'intestino tenue non è più governabile e quindi gli arrea tutto a spiaggo.
e quella può essere un problema
per la mesenterica inferiore il problema è diverso
perché lei finisce con se stessa
non è una mesenterica superiore
che c'ha da fare a destra e a manca
però
diciamo che questo
il problema che faceva il professor Baldoni
era più facile di quello che fai te
perché lui lo faceva per patologie neoplastiche
le quali sono certamente cose peggiori
però tecnicamente rispettano un po' le cose
invece la floco se ne frega di tutto
e fa aderenze e cose
quindi era più facile scheletrizzare una mesenterica in un tumore che in una forma
flogistica. Il famoso punto di Sudeck. Se fosse pieno di tumore a questo livello sarebbe
un T18, invece per la flogosi è diverso. Questi sono dei linfatici, vedete, si vedono
bene qui? Queste sono tutte strutture linfatiche che contornano la componente venosa che deve
che può sanguinare il mezzo.
Ovviamente non stiamo ancora all'Ilo di Mondor.
Praticamente sarebbe questo, che il Mesoretto, che è la continuazione del Mesosigma,
ospita la biforcazione della mesenterica inferiore nelle rettali superiori.
Il grande Mondor, quello francese, a cui sono intitolati gli ospedali in Francia e così via,
lo chiamò ilo del retto
cioè il punto in cui nel retto arrivano
le rettali o i morodari superiori
questo è
lui dice Franco io devo arrivare all'ilo del retto
e rispettare la bifurcazione
delle rettali
perché sennò che ho fatto a far sto lavoro
questa non è la bifurcazione
no, è un ramo che parte
sempre
ok
allora adesso ancora un po' di
aspiratore
Quindi quei nabiti che l'accompagnano sono rami olimpatici o nervosi, ma fanno parte della discezione.
Entriamo adesso, piglia un po' più in basso, piglia qua, scusa un attimo, lascia, lascia, ecco qua c'è il malloppone nostro, oppla, allora conviene quasi quasi fare prima la mobilizzazione in alto e poi finire qua in basso, abbiamo molto rigido qua il colon,
Allora, una volta abbiamo quasi esaurito, dobbiamo solo scendere verso il rito di Mondor, preferisco completarmi la mia dissezione in alto sulla vena, via qua, e sulla mobilizzazione della flessura e poi mobilizzare anche il colon discendente.
Quindi finora abbiamo visto che lui ha aperto la retrogravità degli epiplon per distacco colo epiploico dal punto di mezzo del colon trasverso all'altezza del legamento rotondo del fegato e poi si è portato verso sinistra perché gliel'ha consentito la corsa dello strumento, poi si è portato in via sotto mesocolica, ha cercato la vena, adesso la sta continuando a preparare e dovrà continuare per mobilizzare l'angolo colico.
quindi ancora non è assolutamente all'inizio di questo.
Facendo saltare la vena completamente, esponiamo quell'arteria.
In 10-15 persone su 100, anche più forse, dalla colica media o dalla mesenterica superiore,
nasce un'arteria che incrocia trasversalmente il piano della vena mesenterica inferiore,
arteria colica media accessoria del professor Valdoni, arteria di Moscolizia e per altri,
insomma un'arteria che va all'angolo colico sinistro.
Se è molto grossa va bulldoggizzata, cioè bloccata a un momento,
vedete che effetto fa sulla circolazione prima di sacrificarla,
perché altrimenti può creare dei problemi di ischemia.
Allora, una volta sezionata la vena, normalmente noi ci portiamo sul bordo del pancreas.
Qui invece abbiamo quest'arteria che ci complica un po' la vita,
Vedete, biforcuta, qui un ramo va nel mesocolum, un ramo va verso la corica di sinistra, secondo me.
E allora, mentre questo ramo...
Sai che c'è Franco che è noioso dei computer, che il puntatore che potrebbe indirizzare l'attenzione sul punto non fa presa su uno schermo, lo sai?
Quindi manca un appoggio, insomma.
Allora, Francesco, vedi, questo qui
io lo devo comunque far saltare, perché altrimenti
non mi scende. Sì, perché quella fa parte
dell'arco vascolare
di Traizia, cioè la colica sinistra
che va verso l'angolo colico
la vena che sale su e quindi va sezionata
anche perché poi tu porterai via giù
tutto l'angolo colico
e è importante le rettali superiori
nel schema di Valdoni.
Ecco qua, questo qui
una clip ci vuole.
Certo, ma su libri belli come il testo
tu, quest'arco vascolare, cioè un pezzo di vena mesenterica inferiore e un segmento di
colica sinistra che almeno per un tratto insieme è proprio disegnato da più di cent'anni.
a sezionare il peritoneo del mesocolone portandoci in alto verso la doccia parietocolica che
che essendo stata già aperta dall'alto, risulta più facilmente identificabile grazie al CO2
che sicuramente è penetrato nella retrocavità.
Adesso Franco sta evidenziando il pancreas da cui deve distaccare il mesocolon trasverso, l'inserzione.
Il distacco deve essere rasento al pancreas ma non tanto da ferirne la capsula,
né troppo centrale
altrimenti rincontra i vasi
dell'ambito della colica media
cioè che pensano al trasverso
quindi deve trovare il giusto punto
per non ferire gli acini pancreatici
e per non andare troppo
invece verso la retrocapità centralmente
il programma è quello
ricordare che la vena mesenterica inferiore
è più bassa
ormai non fa parte più dell'intervento
è quella che corre dietro il pancreas
quindi come diceva il professore Ruoto
lo bisogna fare una dissezione tra mesocolone e pancreas cercando di non provocare danni
né entrando nel mesocolone né ovviamente entrando nel pancreas. Il pancreas lo vedete
qui giù, il mesocolone va su e questo è il mio passaggio che è reso un po' più
Difficile dal fatto che, a differenza di quello che facciamo sempre, non siamo sicuri dei due piani, quello dall'alto della retrocavità con quello...
Guardate come sta abbassando però il pancreas, il colore giallo del pancreas rispetto al colore giallo del mesocolone.
Dal margine inferiore del pancreas deve andare, dal margine inferiore.
No, va bene, va bene.
Sotto controllo visivo, in senso mediale e laterale, ci portiamo verso la coda.
Chi devo domandare?
L'ultimo fogliettino ci separa dalla retrocavità.
Vedete, adesso lui sta abbassando il pancreas su cui si inserisce il mesocolone.
sappiamo che l'inserzione di una radice è avascolare per definizione
incontro alla radice, incontro all'inserzione
il pancreas si vede molto bene, lui sta rasente al pancreas, rasente all'inserzione
non vuole ferire il pancreas ma non vuole nemmeno andare nel contesto del meso che c'è al basi
tra un pochino vedrete che mette una pezzetta, una gazzetta
che gli servirà per proteggere il pancreas nell'ultimo tratto della diserzione
la retrocavità dal basso
eccola qui
se lui apre il meso
a un certo punto lo stomaco
prolassa in addome
cioè la retrocavità che avevamo visto
prima aperta
finisce di aprirla così
eccola qua
si sposta un pochettino più verso il meso
qualche vasellino c'è
quindi la caratteristica è andare dove sta andando adesso
perché lo stesso
mesentere, l'arteria mesenterica
superiore, ad esempio, già un mese, però la sua radice, la sua inserzione è avascolare
per definizione. Ecco l'elettrocavità che lui ha aperto e continua il distacco in senso
medio-laterale, un po' obbligo verso l'alto, seguendo l'andamento del pancreas.
A questo punto, come è anticipato il professore Ruotolo, andiamo a posizionare una garzina.
andiamo a posizionare questa garzina
che ha due scopi
primo quello di proteggere il pangas
dalla nostra prossima dissezione laterale
ma soprattutto quello di
identificare il nostro
passaggio dal colon
discendente
lui parte da questo
che è un punto dove c'è un po' di floco
sia anche legata all'articolite
e il distacco
lungo quella che viene chiamata la linea
bianca di Tolde, di Monk
l'accollamento Landmark. Si vede l'OPSOS sotto per trasparenza, si vede batteri di
diaca e vedremo poi l'uretere, i gonadici e così via. Questo che sta facendo adesso
in un soggetto che non ci ha avuto la diverticolite non è accollato così, anzi Ionesco, un grandissimo
rumeno che in Romania viene onorato come tutti questi grandi del passato loro, viene
viene a scollarsi, si chiama recesso sigmoideo, l'accollamento, vedete come si vedono le strutture
verso la parte destra del teleschermo, e quello è recesso sigmoideo, cioè un punto di scarso
accollamento, perché in anatomia il recesso è il contrario della fusione, il recesso
è un accollamento che non è stato soddisfacente, c'è un vuoto, fusione è qualcosa che si
si chiude bene. Ecco, spatolando, il piano posteriore rimane coperto dal gerota.
Vedete che nonostante l'apparentemente ampia mobilizzazione del tol del gerota, prima di
arrivare al piano di scolla, eccolo qui. Vedete due gialli diversi, questo giallo
che sta sulla parte bassa del teleschermo è l'aspetto posteriore del mesocolon, quello
quello che viene chiamata fascia di Toll per convenienza, per convinzione.
Vedete invece verso l'alto dello schermo il giallo diverso del grasso pre-renale,
quello è Gerota, questo giallo è Toll, del crivaggio Toll di Gerota,
è quello che noi serviamo in chirurgia, al di là della perfezione dell'interpretazione anatomica,
quello è G e quello è T, questo lo porto via e quello lo lascio in pace,
quello è rosso e questo è giallo.
allora giriamo intorno
più al collo di quanto
verrebbe voglia di fare per essere
oggettivi verso la parete
dell'addome perché
andrebbe fuori strada
adesso il problema è l'angolo collico lassù
tra un pochetto vedete quella pezzetta
che ha messo sulla coda
del pancreas quindi
lo protegge nel momento che ci si avvicina
da un eventuale danno
la plica che vedete è chiamata plica di
Morgenstein cioè una plica
epiploica che tende
sulla milza e che uno conoscendo
a Morgensen è quello che ha messo a posto
l'anatomia della milza, cioè
le sezioni spleniche che vengono fatte da noi, da voi
e più che altro, hanno la base
del contributo di questo americano
amargano
allora io ho cambiato il senso
del posizionamento del mio troga
nel senso che sono entrato con
l'ultra...
qui non c'è discussione
il suo sartacolo di Enis
l'Enis l'ha lasciato da parte
parte, adesso la pezzetta, Franco fermi un secondo l'azione, vedete che lui non vede
l'ilo della milza, non vede la coda del pancreas e quindi, anche Sartori usa questa pezzetta
magari in tempo diverso, ma in modo che sa che lui, quello che seziona, che cos'è?
È un po' di legamento gastro-splenico con lo splenico e il pancreas sta sotto, protetto
e non ha potuto danneggiarlo.
Il pancreas è protetto?
Perfetto, genota e integro, parete posteriore dello stomaco, milza lontana dalla nostra discezione, tecnica passata.
A questo punto ritorniamo sui nostri passi, abbiamo mobilizzato la flessura, togliamo la calzina per piacere, abbassiamo il monitor,
La tecnica del distacco dell'angolo colico sinistro, qualunque sia, che sia sopra mesocolica, sotto mesocolica, laterocolica pura come fa il professor Poggioli,
comunque è una tecnica che del tempo laterocolico non può fare a meno.
Questo è il tempo laterocolico che diventa poi piplum gastrocolico di sinistra, insomma quello che gli mancava prima del distacco.
Ecco, prendiamo questo distacco laterocolico, vedete che io non sono entrato lateralmente qui verso l'opsosa, sono riuscito fuori strada, vado sul mio piano di dissezione, che vedete tatuato quasi dall'echimosi che si determina, eccola, e quindi sono sicuro.
di Gerota è quello che rimane
dietro e il piano di tolto
è questo che lui sta attirando verso di sé
e che sarebbe l'aspetto posteriore del mesocolo
finisce di sezionare
qualche lacinia che c'è
ma
adesso ritorniamo
mamma mia perché questo sanguinamento di questo signore
ah già già già già
ecco perché
c'è questo
sanguinamento l'abbiamo rilevato anche nella scheda
tecnica
il signore ha una piastrinopenia idiopatica
e si opera con 55.000 piastrine.
Quindi, vabbè, ecco perché.
Mi sembrava strano, perché vedete, è proprio una soffusione continua.
Va bene, c'è la spiegazione.
E prendi qua tutto adesso,
Trendelburg spinto per piacere,
una calzina pulita a me,
prendi qua, ok, basta così.
Fammi vedere lateralmente, basta così.
Fammi vedere, fammi vedere.
Ok, adesso, da lavare prima.
Dobbiamo incidere questo peritoneo.
Ok, devi prendere qua, guarda, un po' più in basso, qua dove si sente anche più rigida tutta la parte, sì, solleva, senza affossare, solleva.
Da giù si vede, continuando a andare per il cavo di Douglas, lui dovrà sezionare il retto pelvico intraperitoneale, cioè deve sezionare il retto nella parte che è ricoperta da peritoneo al di sotto dello sfintere di Oberne.
Lo sfintere di Oberne è descritto da oltre 100 anni ed è noto ai gastroenterologi come lo sfintere sigmoideorettale, dove in realtà c'è una pressione più alta a riposo di quella dei segmenti sovrastante e sottostante, questa è la caratteristica dello sfintere, di essere un muscolo ma anche di essere in grado di determinare una pressione più alta dove esiste rispetto ai segmenti superiori e inferiori.
viene via quando si porta via
la giunzione sigma-retto
ed è quello che ripropone la diverticolosi
se uno non lo porta via
per cortesia
pronto a lavarsi
appena ti compari sul campo l'uretere
un'occhiadina perché siamo amici dell'uretere
l'uretere come tutte le strutture
come i nervi, pensate che adesso
per gli interventi sulla
total mesolette scission
è uscita fuori la parola
il nome
come neuro, orientamento, meso rettale.
Cioè io vedo i nervi non come nemici,
ma come li cerco in modo che diventano un compromesso.
Guarda, tu non ti danneggiare, però fammi andare avanti.
E l'uretere diventa un amico, il nervo diventa un amico,
e così via, invece che un nemico.
Torniamo adesso sui nostri passi, Francesco.
Mamma mia, questo signore pure qua.
Vedi un po' che puoi prendere meglio,
perché secondo me se tu non mi aiuti,
io non ci posso fare.
Ecco, solleva, bravo.
Oh, com'è cambiata la nostra vita. Allora, scendiamo sulla guida dell'arteria.
Franco, ciao, sono di nuovo Silvio. Oggi ti tormento più di ogni altro. Una domanda. Sono Silvio, Silvio.
Eccoci qua, di nuovo.
Abbi pazienza. Una domanda. Innanzitutto complimenti per la dissezione. A me piace molto questo tipo di approccio, è bello, elegante, eccetera, eccetera.
A parte le difficoltà dovute ai fatti aderenziali che comunque la malattia diverticolare dà, questo tipo di approccio lo dedichi qualche volta magari a dei casi selezionati anche per patologia neoplastica, per esempio l'anziano a cui fare una resezione, non dico pagliativa, ma comunque in cui è meglio non rischiare una fistola,
allora lasciare la colica a sinistra può essere una buona idea, oppure è solo una tua scelta per la patologia di verticolare?
È una bella domanda, io non l'ho mai fatto per l'aspetto oncologico, però secondo me tumori piccoli, soggetti anziani con comorbidità,
Certo, a questo mi riferivo.
Una buona indicazione, perché voglio dire che la questione anziana, punista oncologico, poi dipende anche dalla localizzazione del tumore.
Certo, certo.
Vesa interica, mi date un po' di bipolare, vedi la noia di questi interventi è che come tocchi questi...
Eh sì, perché piastrino penico, logistico, quindi comunque complimenti, bellissima la dissezione secondo Valdoni.
Oggi ho fatto tutti gli interventi per te Silvio, perché so che la vostra scuola ama anche questo.
Diciamo che nel tempo che sta svolgendo l'intervento Franco per quanto riguarda la problematica dell'inervazione autonoma,
lui l'unico problema può averlo all'origine della mesenterica inferiore che però lo sta rispettando.
Le problematiche nascono quando scendi più giù, allora il presso ipogastrico, gli ipogastrici, il presso pelvico,
spanchi, qui diciamo
senz'altro qualche nervo soffrirà
ma non più di tanto
sai Francesco, io penso che
il problema non sia tanto l'innovazione
non c'è vicinanza, Franco, no, cioè voglio dire
nell'aria dove stai lavorando
la configurazione del presso interidico
epocastico superiore, i nervi epocastici
stanno in un'altra parrocchia
o comunque sono protetti, quello volevo dire
quindi qui non c'è il problema
della baula di fare qualche problema
di danno nervoso
soprattutto perché l'arteria
hanno una legge all'origine
e quindi il rapporto col tronco lateraortico
che le passa dietro
viene in certo modo evitato
ma insomma poi
eccoci qua
vedete come batte bene l'arteriona
allora adesso un problema
mi fa piacere di avere gli esperti in sala
e effettivamente
molte volte
non è facile identificare il cosiddetto
ilo di Mondor
in genere definito come la mesenterica
si divide
e poi si divide
laddove c'è ancora meso
nel senso classico
cioè che il retto è collato da un meso
e non è circondato dal meso retto
del professor Egli
grossomodo quella è l'aria
e tu devi lasciare le rettali libere
e sezionare il sigma retto
un pochino a monte
della biforcazione
che abbiamo fatto a fa
fammi seguire la stella dall'alto
vediamo come è diventata venosa
ecco qui la vena che è un po' tesa
perché l'abbiamo legata
è il contrario di quello che è legato
la vena invece
è tutta gonfia
infia
sul lato anteriore dobbiamo vedere dove scompargono
le tegne così sappiamo
di essere sotto l'aggiunzione
sul lato polare
qui abbiamo forse un ultimo ramo
Francesco
molti parlavano
dell'arteria
il punto critico di Sud
Sudeck, Ima di Sudeck, che è una comunicazione tra la siglometria ultima e le rettali, non ci riguarda in questo momento, però è stato ridimensionato il concetto perché si va sotto la giunzione siglometria, quindi il pericolo di un punto critico viene meno.
questo è un bel ramo
ok mi date una clip
ma adesso
io ricordo il palazzini
vecchio stile
nel pomeriggio c'erano le relazioni
adesso come funziona?
io sono un isolato
ma in sala
stanno facendo relazioni
stanno mandando le immagini o no?
qui siamo con un sacco di schermi
che fanno vedere
quindi continuano le immagini
fanno vedere Pignata
fanno vedere te
piccoli
Garzia
mi dai la bivola
c'è Rudy Garzia pure
e ci sta pure Raffaele
che dovrà far entrare subito
lo slavo
perché quello li avrebbe messi in crisi
aspettato
appunto io voglio dire
professor Ruotolo
allora intanto tutta la sala operatoria
del Monardi ti saluta con affetto
io ringrazio
la Pirozzi, Angelini
a Mario Vinci
però ti chiedono
cortesemente dovresti dare una risposta
tu in genere
il mercoledì sera che cosa fai?
ieri sera
per esempio ieri sera
cosa hai fatto?
ti chiedono, non so che sono curiosi questi ragazzacci
ho tifato per Napoli
ah quindi hai visto
la Champions?
ho visto il Milan
ho visto
io ho visto uno dei figli
dei perseguitati
sentire che ha detto il vostro premier
che i suoi figli
questi ragazzi che vivono nel loro
sono stati perseguitati come
i bambini ebrei ai tempi
che voi non eravate ancora nati
quello ho sentito
mi ha fatto un po' ridere, anche piangere
e invece
capisci che è assurdo
da qualsiasi
un po' il pulpito venga
a destra, a sinistra, a centro
veramente una bestemmia
la sinopenia si fa sentire
qua eh
vedete il professor Corcione
che uno conti come qui Silvio vicino a me
o uno che conti un figo come a me
è rispettoso con tutti
e questo non è da tutti
questo batte sempre
noi ci dobbiamo andare di qua
se ti giri un po'
adesso deve liberare l'aspetto posteriore
della giunzione sigamaretto
Quella dove insiste il tessuto del mesoretto.
Adesso dovremmo fare attenzione alla biforcazione.
Sì, che deve essere lasciata...
Ho una domanda da 100 milioni all'anatomico, ma se io nella dissezione verso il mesoretto, ovviamente non rendendomi conto, vado a sezionarmi una di due rami terminali.
Sì.
Uno. Che cosa comporta?
ma guarda, intanto
se un anatomico vero si prenderebbe a ridere
però c'è un fatto
intanto le arterie rettali
diciamo la verità
hanno sta caratteristica
tutte sei, quando ci sono
di essere in network dentro il retto
cioè fanno una rete che noi non vediamo da fuori
perché tu quando c'è il colon
metti la transilluminazione e vedi quanto è ricca
l'irrorazione e ti regoli
invece il retto è imprevedibile
però anche una è in grado
di anastomizzarsi
e creare flusso
poi la natura è forte
il problema delle rettali medie
è stato rivisto anche dal professor Nano
quello di Torino
che penso sia il vero anatomo chirurgo italiano
il quale con gli studi di angiologia
ha dimostrato che l'arteria rettale media
è molto più presente
di quanto si sappia
da quegli amici miei che fanno
ginecologia, molte volte
quando loro lavorano sulla pedi
dalla vaginale lunga nasce la rettale media
quindi nasce da una zona che in quel momento
non è prevista
quindi c'è un'incidenza più alta
e poi il network
intralettale è molto buono
cioè capacità di compenso
nel contesto della parete
è importante Franco, in questi pazienti
tutti, tutti, tutti
avendo fatto la resista prima io della mia vita
che gli interventi della pressione
soprattutto quando si opera
su zone in cui si attivano
delle circolazioni collaterali
prendi il punto di Griffith
cioè l'angolo colico sinistro
prendi quello che ti pare
non ci siano cali di pressione
perché le attività collaterali
si esplicano se la pressione è buona
uno che ha insufficienza degli arti inferiori
se non cammina
se non attiva le circolazioni collaterali
va a quel paese
e durante l'intervento
se il paziente ha delle ipotensioni marcate
laddove c'è necessità di compensare
sul cavoli amari
pensa alla capoccia
se uno c'è una botta a destra, il poligono di Willis si attiva, però se è quello di ipotesi, perché si attiva?
Cioè non manco dalla parte sua, figurati se vada a portare il sangue dall'altra parte.
Concetto banalissimo, che però è sostenuto da Libero Amef, che è l'anatomo-chirurga di Siver,
che ha fatto degli studi incredibili su queste cose ovvie.
Noi ci andiamo a inventare cose difficili, però se non mangi, dimagrisci, se non cammini, ti ingrassi,
se il sangue è incerito sono cavoli
però lo devi documentare
sta biforcando, vedi?
qui vedo un ramo
e se è entrato adesso credo nel mesoretto
ok, esce un po'
da lavare a me
le tegne finiscono qui praticamente
quindi questo è il nostro
il nostro livello
perché il sigliometretto praticamente non è un punto
come un pilore dove passi
da una cosa all'altra, è come un po' l'aggenzione
esofogastica, è una specie di
di straffetta dove c'è 10-15 metri in cui il testimone deve essere consegnato.
Ecco, Sigmaretto è una giunzione, quindi è un'area, però un anatomo chirurgo che si chiama O'Bain
aveva dimostrato con rilievi manometrici più di cent'anni fa che a quel livello, poi d'altronde i moderni...
Allora Francesco, ecco qua, vedi questo rambo che va verso, adesso dovrei mobilizzarlo un attimo lateralmente per capire se va nel mesoretto oppure torna, lascia tutto, vediamo di portare tutto fuori così ci rendiamo conto, questo è importante perché a me è capitato, anche se in sala fa piacere sentire anche il suo parere,
Mi è capitato mal interpretare quello che è il passaggio nel mesaretto della mesa enterica, identificare quindi questi rami, identificarli come dei rami sigmoidei, invece poi erano i rami terminali, chiaramente me ne sono accorto solo alla fine.
E quindi vanificando, esatto, vanificando, dammi da lavare, mi dispiace per l'intervento non pulitissimo, ma avete visto un sanguinamento proprio a nappo, microscopico, fastidioso, legato chiaramente alla sua patologia.
Ecco l'amico nostro, vero?
Sì.
Sembreremo in quel buco.
Ma tu sei amico degli urologi allora?
che quello che ho letto
che quando leggi le cose
dici che è detto da uno grande
che bisogna stare buono
e tu dici io, lo penso anch'io
se non lo dice un grande sono convinto
così quando dicono
queste strutture, conoscetele bene
che così sono le vostre migliori amiche
perché vi regolano, è mica sbagliato
guarda da lavare, laviamoci qua
poi per te che sei
uno degli insegnanti
un po' più importante
diciamo
voi date per scontato
certe volte sentivo dire
persone del fegato molto bravi
ma i grampaggi non servono
grazie ma tu sei un fenomeno
uno medio o uno minore
che fa subito così
prima di imparare così bene
se quanto avete lavorato
allora non è che uno
può imitare
senza
un intero deve stare qui
Qui sotto, mi spiace, è tutto ecchimotico, però.
Qui è il nostro piano, a metà dell'ultracision.
L'urettoio l'abbiamo visto repertato, perché è uno dei problemi di questo accesso.
Secondo me che non si ha la visione che siamo abituati ad avere sulla dissezione del gerodo e del toldo
per tutta la sua lunghezza
per tutta la sua entità
e quindi
eccolo qua il nostro passaggio
esatto, un altro problema
fra tecnologico che devono risolvere
è quello che durante l'intervento
quelle icone di orientamento
vengono poste sullo schermo
in modo che uno in ogni momento
si possa regolare, guarda come finiscono a vedere
guarda, più vedere così
e i gonadi
sono all'esterno
mentre in alto sono gli interni gonadici
si incrociano
laggiù il capo di Douglas
Douglas era un membro
della regina d'Inghilterra
aveva chiamato Douglas per le donne
e poi anche per gli uomini
vale il capo laggiù insomma
ok datemi la
no no riprenditi
c'è un po' di
ecchimosi da tutte le parti
difficile recuperarlo così
ok passati qua, piglia tutto
Eccola qui la nostra arteria che pulsa sempre, piglia qua, sospetti, attenzione, no, no, no, no, clip mai, solleva tutto.
Vedete che sul piano aortico quelle strutture e i cordoni formi che vanno giù sono componenti nervose sicuramente.
Tutto è un po' simpatico.
Allora, la colica sinistra la preserviamo?
Dipende da dove fa cadere la restrizione, se la restrizione è contenuta conviene conservarla.
dice Silvio
Silvio dice di sì
non Silvio quello
che non fa chirurgo
quello che fa chirurgo
ok datemi il tuo
la lasciamo in alto
Silvio però c'è la possibilità
di sezionare l'arteria colica
preservando solo la mesenterica
verso il basso
anche certo
anche se l'ideale è quello di preservare tutto
sono d'accordo con te
se vuole un risultato funzionale
ottimale
comunque quel fatto che tu mi dicevi prima
che poi nella parte
diciamo finale dell'intervento
uno possa anche sbagliare il piano
dopo aver fatto tanta fatica
a salvare la rettale superiore
la sezione è vero
qui abbiamo l'uretera
si vede molto bene
il discorso che facciamo stamattina
sulla prancasettomia
se avessimo fatto la legatura
sarebbe durato sicuramente
a quest'ora devi già prendere l'ultimo caffè
l'ultimo intervento
perché ne abbiamo un altro
si si lo so
sei tutto
ce l'hai detto stamattina che c'erano due colon
una malattia di verticolare
e una patologia neotorastica
è un vaso che va
quello va verso il colon
quello dobbiamo sezionare
quello devi sezionare per forza
sotto ci sarà la rettale
e hai finito
Mi dai una clip? Anzi mi dai una bipolare? Vedete come si divarica lì la pulsazione dell'arteria? E questo forse è l'ultimo ramo? Io penso che questa è la biforcazione.
Questo diceva Francesco prima. Molte volte vai a preservare il ramo che scende sulla destra e questo ritieni che sia un ramo, però poi seguendo l'arteria in basso nel mesoletto non sono stato qualche volta in grado di, però qui siamo piuttosto lontani, questo no, però qualche volta l'immagine è quella.
È un qualcosa che stai tirando verso di te, ok, da lavare a me? Io qui non posso sbagliare adesso perché sto già nel mesoretto, questo è sicuro, ecco qua, e quindi qui questo è il mesoretto, per cui se anche vado in questo senso, mi volare, certamente non provoco danni all'isolazione del mesoretto residuo.
E' chiaro, cioè me ne sono andato più perifericamente, cioè più centralmente, scusate, oltre a scisio, a scheletrizzare il retto dal mesoretto.
Quindi in questo caso non corro alcun rischio.
Che dice Ruotolo?
Vede, vede.
Quando non parlo Ruotolo mi preoccupo io.
Mi è molto.
Capito?
Arrivato qui, se io entro nel mesoretto come sono entrato e non corro il rischio.
L'arteria va più in basso, quindi si divide più in basso.
Dico, non corro il rischio di, ah, di polare, di andare a ledermi la mia arteria.
A me è difficile che i rami risalgono verso l'alto, verso su, dopo che hanno fatto tanta fatica a scendere giù.
In questa preparazione la parte più delicata è la parete posteriore, perché qui c'è il vero meso retto, c'è qualcosa che si attacca su un punto.
Più giù c'è il meso retto del professor Hilde che invece circonda quasi tutto il retto. Qui la preparazione della parete posteriore è più delicata perché deve dipanare e segare il tessuto del vero meso retto.
Franco, come ti regoli con questa bipolare nella coagulazione di questo tessuto che sta sulla parete posteriore del retto? Qual è il tuo modo di regolarti?
come diceva il professor Carlo Tenuto
però con le branche aperte
si
questa è proprio un'arteriola
per avere una mostrasi più efficace
questa è un'arteriola che sta proprio nel mesoletto
si vede bene qua
dammi
la bipolare
manteniamo che è all'interno
si
lascia tutto
ecco qua andiamo di qua
Franco ci butterei un po' d'acqua sopra
che fai una bipolare umida
ultracision
no no la calzina sopra
un po' di acqua
ci metto una bella calzina sopra
e mi vado a completare la preparazione
qui è capito dove lo usiamo
vedete adesso l'ultracision
Franco hai sentito che ti ha detto il professor De Sena?
si si
Franco
tesoro
hai sentito che ha detto dell'acqua?
un po' tesoro di quello che ci ha detto
chiaramente
si pensava che non avresti sentito
sentito e apprezzato
perché
più fai
quando coaguli con la bipolare a branca aperta
se tu fai gocciolare un po' d'acqua
fai una bipolare umida, è molto più potente
l'elettricità viene condotta in maniera
molto più efficace
questo sul fegato
penso che sia la stessa cosa al mesoretto
come giustamente ha detto il professore Desena
però recepisce
vero? è recettivo
per forza perché
ha super ragione
datemi da lavare adesso
siamo pronti con l'acqua
un po' di acqua per piacere
datemi la bipolare pura
tu che tieni in mano
nothing, tieni qua
vedi qua, qua a posto mio
entra, afferra
e tira
Ok, ok, ok, funziona meglio.
Togliamo le calzine sporche, per piacere.
Grazie del suggerimento, è andato bene, vedi?
Ok, togliamo la calzina.
Giovan?
Franco, l'importante è Gian Turco, è Panda, lo capisci?
Il resto conta poco, tu mi conosci.
Ok, la calzina sporca di prima, laviamo anche l'ottica ancora.
ancora, ok, datemi l'ultracision, ok, garzina pulita, ci prepariamo per la sezione del letto, ok, molla tutto, molla tutto, molla tutto, molla tutto, qui proprio finiscono le tegne, si vede bene, è stato un intervento non pulito, mi dispiace, ma ci sono dei pazienti più complacenti, dei pazienti meno complacenti, questo aveva dalla sua la piastrinopenia idiopatica da quando era piccolo,
Ok, ok, ok. Adesso rivediamo un attimo quello che dobbiamo fare per completare la discezione nostra posteriore. Solleva un po'. Allora, qui è tutto libero, l'arteria entra in mesoretto qui, qui c'è la nostra sezione, in alto dobbiamo ancora, dobbiamo congiungere i due piani.
Eccolo qua, questa è la mesenterica all'origine.
Vito ci sei?
Sì Franco, a me sembra pulito l'intervento, non lo so, tu lo vuoi senza nemmeno una goccia di sangue,
ma in questo caso non potrei fare diversamente, non è mica stato sporco anzi.
Stamattina sono stati puliti.
Ah lo so.
Ti volevo chiedere, ma c'è esperienza di questi interventi anche?
in open
in l'Apro ho fatto così bene
che non mi è mai capitato
in open pure
ma è una suggestione
tanto tempo fa
che lo vedi fare
proprio al Monardi
prima che arrivassi tu
è una cosa che mi suggesti
non puoi cominciare pure a farlo
ma non per patologie neoplastiche
ma ottimi
a meno come dicevi tu
di patologie anche neoplastiche
in persone molto anziane
con una potenziale patologia vascolare
quindi tu conservare la mesenterica
fino alla rettare superiore
è sempre una garanzia
comunque si muovono bene
io ne ho fatti pochi in verità
no ma anche io
non è insomma un'indicazione molto rara
però vengono bellissime
qui soltanto voglio capire che cosa c'è ancora
che tira
la collega di sinistra eccola qui la preserviamo
Vediamo, c'è ancora qualcosa che mi tira sull'arteria qui, ecco qui, qui è il tessuto linfatico, vogliamo dire dall'altro lato? Questo qua lo vogliamo dire dall'altro lato? Lascia tutto? Non riusciamo a aprirlo di più? Vabbè, vedi questo? Ok.
Ok, allora, questo è finito, questo è finito, questo è finito,
il luce delere sta lì tranquillo, datemi la stapler, orientiamo la stapler.
Allora, sì, sono ritornato alla 45, non era?
Questa non è l'échelon, ha ragione, perché mi hai dato questa?
45 échelon dovrebbe esistere, vabbè, ormai l'ha aperta.
Allora, stavo dicendo, la 60, forse qui sarebbe stato abbastanza buono
perché abbiamo scheletrizzato bene il moncone di colon, però normalmente mi sta dando problemi perché non riusciamo a fare un'incisione bella perpendicolare all'asse perché è troppo grossolana
E quindi per questo tipo di anastomisi, ma soprattutto per quella rettale,
previso le 45 che esistono esattamente come le 60 elettriche,
e quindi opteremo per questa soluzione.
Qui probabilmente l'Eschiano 60 sarebbe stata sicuramente la preferita.
Ok, ok, ok, mi dava un solo colpo senza nessun problema.
Ok. Oh, vedete la vascolarizzazione bipolare? La vascolarizzazione è super conservata, eh? Su questo non ci piove.
Se posso sapere cortesemente che ore sono e che cosa stanno facendo di là, perché alle 6 dobbiamo finire il collegamento, eh?
4 e 35, vabbè, e così avviamo l'altro, è un caso molto interessante, per cui adesso dipende da che stanno di là, l'hanno preparato? Perché di là adesso c'è un signore che ha una lesione del sigma stenosante,
Ti facciamo vedere anche poi. Allora domande su questo? No, commenti? No. Repertiamo il moncone rettale con la giuanda, desuffliamo, togliamo la posizione e andiamo alla nostra mini laparotomia.
vedete questo sanguinamento
di là si è lavato
siete d'accordo
io potrei lasciare
voglio vedere prima il pezzo fuori
vedere anche come viene
che mi fa?
allora mi date adesso l'incisione
lateralizziamo un po' il paziente
ok grazie
adesso offriamo tutto
e stavo dicendo
un caso interessante perché un signore che ha un'astenosi
a 25 cm
neoplastica
e in questi casi
ovviamente come penso tutti quanti
facciamo una coloscopia virtuale
che ha evidenziato una
lesione
nucera, neoplastica, secondo loro è sicuro
a 80 cm
praticamente quasi
appena appena appena al di sotto
della flessura splenica
si pone il problema di che tipo
di intervento
di eventualmente fare una derotazione del colon o abbassare il colon, insomma si vuole un problema aggiuntivo a quello di neumicolettomia sinistra.
Allora se siete d'accordo adesso tiriamo fuori il pezzo, vediamo la qualità della preparazione del colon, quindi la mobilizzazione se è stata efficace e poi lascio Felice per l'anastomosi che insomma è standard, credo che interessi poco o niente e partirei subito con l'altro intervento che può essere molto più interessante.
Ti pare Francesco?
facciamo prima
l'asportazione qui
c'era l'esteriorizzazione del pezzo
andate a bisturio elettrico
per piacere
senti Franco, visto che stai per l'apertura acuta
quindi c'è un momento di tempo
per sapere cosa ne pensi
io tornavo sull'argomento
della indicazione a fare questo tipo
di intervento non solo per sigmoediti
ma anche per patologie neoplastiche
proprio perché mettiamo malati
che hanno avuto un trattamento endovascolare
per una patologia iliecofemorale. Comunque mantenere l'integro, l'asse della mascherina inferiore è sempre una buona cosa.
Non so Francesco Ruoto e Silvio che ne pensano, però io penso che forse in quei casi la persona anziana
con una patologia vascolare concomitante, che a me è già trattata, potrebbe essere anche un'indicazione
a quello che stai facendo tu per la patologia.
Secondo me sì, perché abbiamo un po' esasperato l'importanza della legatura della mesenterica all'origine e diciamo la verità, noi prima dell'avvento dell'aposcopica è quasi obbligato, anche per la facilità del gesto, il chirurgo a sezionare la mesenterica all'origine.
in chirurgia tradizionale non è che erano molti chirurghi che andavano veramente all'origine.
Sei d'accordo Guido? Per cui tutti i risultati che comunque si avevano...
Franco, perfettamente d'accordo, perché poi io e te veniamo dalla stessa scuola,
diciamo sia italiana che francese, ed era mandatorio che tu facevi prima la vena mesenterica interiore,
poi facevi l'arteria, trovavi l'uretere, andavi prima lì e poi dopo ti facevi...
ma questo non era da tutti
e quello era un imperativo
non era da tutti
poi in effetti
quando abbiamo cominciato a farlo per via laparoscopica
è diventato patrimonio di tutti
ma lo era già nostro all'epoca
è così
si sono d'accordo con quello che ha detto Guido del Sena
ci sono delle indicazioni
poi secondo me la laparoscopia
la linfadenectomia del tronco
dell'arteria mesenterica inferiore
si fa perfettamente
quindi quando tu hai tolto il linfonode
di fatto la bonifica locale
la conservazione
piuttosto che rischiare una fistola
in un paziente già magari
che ha altri problemi
penso che sia una buona cosa
non dico che sia la regola di tutti i giorni
perché se no torniamo indietro
però possa essere
presa in considerazione
questo intendo dire
allora qua non mettiamo il drenaggio
perché non è stato
un intervento che mi è piaciuto
Sì, quando l'intervento mi piace nel senso che non ci sono sanguinamenti, non ci sono momenti bui, ovviamente il drenaggio non lo mettiamo più, ma laddove c'è qui ovviamente questo sanguinamento un po' annatto, un po' antipatico.
Dice il professor De Sena, conservare la colica sinistra eccetera, perché in effetti c'è più garanzia in quanto se noi leghiamo la mesenterica inferiore e la colica sinistra tutto dipende dal ramo sinistro della colica media, cioè lui si prende il carico di tutto, quel famoso punto di Griffith dove le due arterie colica media e colica sinistra si incontrano è un punto critico.
se tu invece dici
beh la colica sinistra continua a fare un po' di lavoro
sul colon sinistro
gli fa meno fatica a quello che è
il comportamento della colica media
per tutto il resto
quindi si suppone un'irrorazione
se non altro forse migliore
perché lasci più fonti
come diceva pure prima
lui di Sena
se c'è un anziano
con questa mesenterica inferiore che già zoppica
insomma
gli dai le possibilità di
di avere delle anastomosi più sicure per un patto vascolare.
Allora mi dicono che di là già sono pronti, vero?
Allora mi cambio, vorrei prima estrarre il pezzo per vedere.
Ci può essere un problema legato, dai dai, Francesco,
un problema anatomico per cui con una colica sinistra piuttosto rigida, corta.
Sì, chiaro. Può succedere che non viene fuori perché l'acolica sinistra è vincolante parecchio, però laddove si può rispettare, eccetera.
Qui mi tira, non so se perché è spessito il pezzo o perché c'è la corda.
In effetti era molto corta quella cordita sinistra, nasceva subito dalla mesenterica superiore, molto ancorante, c'era poco gioco.
Però era espessito, non usciva bene.
Allora qui, e questo voglio vedere, perciò sono rimasto.
Allora qui vedete, c'è una retrazione rispetto a quello che siamo abituati a vedere
quando sezioniamo l'arteria.
Qui c'è, perché è l'arteria che ti tira, vedi?
Allora, la mobilizzazione è buona, vedete?
Possiamo scegliere benissimo quello che vogliamo.
Ma qui bisogna, perché c'è tre trazioni proprio sulla collega di sinistra, si vede bene da quest'altro lato, se venite da quest'altro lato, questo vuole farvi pensare.
Allora, o abbiamo fatto questo lavoro inutilmente, tiriamo e si lascia tutto, oppure c'è la necessità di andare a riresegare qui in open.
Guarda, Franco, che la mesenterica inferiore, nel concetto della scheletrizzazione, prevedeva colica sinistra, sigmo e dè e poi i capelli, cioè la colica sinistra doveva venire via, perché già quelli si erano accorti che non sempre veniva tutto fuori, quindi non è che...
Va bene, questo volevo farvi vedere perché mi è capitato già altre volte, alcune volte veniva proprio bene, altre volte invece c'è questa ritrazione, non è mobile e quindi bisogna optare per una riresezione qui.
altre chance non ce ne sono
d'altronde
uno dei motivi non solo oncologico
che abbiamo sempre legato all'origine
è proprio quello di farla scendere bene
quindi è tutto un test che fare quando poi
arriva dentro
questa è la parte rigida
ok vedete questa è proprio una sorta di substansi che c'è qui
vabbè buon divertimento Felice
allora noi andiamo a fare
a iniziare l'ultimo caso
della giornata questo
doppia lesione
una certa l'altra
un'altra evidenziata dall'immagine dell'agroscopia virtuale, abbiamo un buon radiologo,
se no il microfono rimane, mi togliete solo il camice e i guanti.
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