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33° Congresso di Chirurgia dell'Apparato Digerente 24 - 25 novembre 2022 M. CASATI Ernioplastica Inguinale Laparoscopica Bilaterale (TAPP) Sistema Socio Sanitario Regione Lombardia ASST Carate Brianza
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Buongiorno, io sono Massimiliano Casati, sono il facente funzione della chirurgia di Carate e Brianza.
Ci accingiamo a eseguire un intervento di TAP bilaterale, per un'energia bilaterale.
Gli operatori per l'occasione saranno la dottoressa Laface e il dottor Abate, che sono i responsabili della chirurgia di parete.
Al tavolo della strumentista Luana, Grace, Elisa e Marinella che sta girando.
e come anestesisti abbiamo il primario dell'anestesia e rinnovazione,
il dottor Canella, e uno specializzante del primo anno, Federico.
In più ci sono tre specializzanti, Marco Mariani del quarto anno,
Arianna Balconi del secondo che vi presenterà il caso clinico
e Serena Quariello.
Quindi passerei la parola ad Arianna se vuoi presentare il caso clinico
e poi vi passerò la parola al dottor Canella
che vi spiega la gestione del dolore e si stanno accingendo a fare un tap, su una tap, un tap block. Vai Arianna.
Vi presento il secondo caso clinico della mattinata. Il paziente è un uomo di 48 anni con indice di massa corporea 24.
In anamnesi patologica remota ha asma allergica e poliposi nasale. In anamnesi patologica prossima il paziente ha riferito
comparsa di dolore in sede di nota ernia inguinale destra, ha eseguito un'ecografia che ha documentato
una formazione erniare a livello del canale inguinale destro modificabile in corso di
manuale di Valsalva riducibile. Successivamente durante una valutazione clinica dal chirurgo
è stata riscontrata un'ernia controlaterale ed è stata quindi posta indicazione per intervento
di ernioplastica inguinale bilaterale laparoscopica secondo tecnica TAP.
Ok, diciamo che noi riserviamo questa tecnica soprattutto se è bilaterale, ma abbiamo iniziato a farla anche sui monolaterali e nella fattispecie si tratta di un giovane paziente sportivo e quindi abbiamo proposto di fare l'intervento in laparoscopia.
Adesso il paziente è appena stato intubato. Vi passo il microfono al dottor Canella che vi spiegherà la gestione della terapia del tablock, l'esecuzione del tablock.
Lo vedremo, verrà visto in diretta. Diteci quando è aperto il microfono del dottor Canella.
Buongiorno a tutti, grazie per la vostra partecipazione, stiamo terminando di intubare il paciente, è appena fissato tutto, cominciamo col tablock.
Il Tabloc è entrato in uso nel nuovo millennio sostanzialmente, è una delle possibilità di attuare le direttive che la letteratura internazionale ci ha dato negli ultimi anni,
di usare tecniche di anestesia multimodale per raggiungere l'obiettivo di avere una buona analgesia intra e post operatoria
utilizzando diversi farmaci, minimizzando gli effetti collaterali dei singoli usati in dosi diverse.
Per la privacy lo copriamo?
Sì, copriamo il volto, se c'è un telino o un...
come moderatore abbiamo in presenza in sala anche il dottor Marcello Schiavo
che è un amico e collega che modererà l'intervento chirurgico
anche lui nel suo ospedale fa questo tipo di chirurgia
quindi ci sarà anche di supporto oltre che moderare
vediamo se si vede
tu sei comodo lì?
se sei comodo lì si vede
Vedi? Sì, sì, sì. E adesso zooma. Enzo, possiamo zoomare sull'ecografo così? Chi mi sta chiamando? A me non sento niente. Non sento nessun...
Mi sentono? Sì. Allora partiamo. Penso che vediate l'immagine dell'ecografo. Vedete in alto la parete terminale, poi scendendo si vedono i tre muscoli che ci interessano, l'obliquo esterno, l'obliquo interno e il trasverso.
Il blocco che ci interessa deve essere fatto tra la fascia dell'obliquo interno e l'obliquo esterno, i reperi sono la zona equidistante tra la cresta iliaca e il margine costale per le ernie.
si entra sotto la sonda con un ago possibilmente ecco si raggiunge
piano piano la fascia qua si vede bene mi serve ancora un po' di gel per favore
anche voi fate il tablock ok
Alcuni si aggiungono proprio.
Le ho fatte?
Sì.
Aspetta che partiamo più vicini.
Ovviamente quando ci si avvicina...
Sei qui adesso, giusto?
Sì, più o meno sì.
Se gli aghi facessero il loro mestiere si potrebbero vedere,
ma dobbiamo fare i conti, qua in Lombardia almeno,
non so, nel resto del mondo, con quello che ci compra la regione.
prova ad aspirare e fare un cc
ok
prova ancora
quindi tu devi stare sotto la fascia
a livello della fascia
tra l'obliquo interno e l'obliquo esterno
se riusciamo a farla separare meglio
come vedete
siamo poco sopra l'intestino
qui la parete è subito lì sotto
con i movimenti dell'intestino
per distarsi
ecco vedete la fascia interna
dell'obliquo si stacca
da quella del trasverso
quindi dovremmo essere
nel posto giusto
15 cc
con 75 mg
di ropivacaina
per parte
ovviamente non è l'unica
antidolorifica che utilizzeremo
utilizzeremo il
rimanfentanil durante l'intervento
vediamo qua
si vede bene
affrontiamo
l'emilato sinistro adesso
si potrebbe fare l'estomia
sull'idea ecografica
dovresti essere qui
qui
eccoti
prova
ok
vai tutto piano piano
si
si vede benissimo
ci sentono Enzo?
ok
andiamo avanti
Ok, se volete adesso intanto che i colleghi chirurgi si lavano, vi dico due cose sull'intervento di prima, soprattutto per quanto riguarda la gestione anestesiologica.
sempre nel nuovo millennio la letteratura scientifica internazionale ci ha detto a noi anestesisti
che per quegli interventi impegnativi, più impegnativi sul colon, stomaco eccetera
in videolaparo e non solo quelli chirurgici ma anche in urologia e in ginecologia
l'importante è avere un paziente ventilato correttamente senza esagerare coi volumi
per non creare barotraumi, ma neanche stando sotto.
Il monitoraggio che abbiamo a disposizione negli ultimi anni quasi dappertutto
ci permette di raggiungere questi obiettivi.
Il nostro obiettivo è di ventilare con circa 7 millilitri pro chilo di tidal volume,
aggiungere sempre una pressione di fine espirazione positiva
per contrastare gli effetti sul diaframma della scopia con l'insufflazione endo-addominale.
La gestione del dolore, come vi ho detto anche per questo caso, è multimodale.
Un oppiaceo a breve remifentanil durante l'intervento, l'utilizzo di tablock
oppure di, come facciamo noi, uno piace o la morfina in spinale.
La morfina in spinale alla dose di 100 microgrammi non provoca un sostanziale problema di effetti collaterali nel post-operatorio,
al massimo può esserci un po' di prurito gestibile con l'analoxone a basse dosi,
ma il suo effetto quando raggiunge il talamo ha un'analgesia prolungata per almeno 18-24 ore
e nella nostra esperienza anche nei pazienti più anziani non ha dato problemi grossi.
Poi viene gestita anche in reparto la fase post-operatoria antalgica con paracetamolo e FANS a orari fissi e al bisogno.
e penso di poter dire anche se non abbiamo raccolto dati che non abbiamo grosse difficoltà.
Il paracetamolo è sufficiente, non hanno mai avuto, anche perché qua il paziente si mobilizza subito
il prima possibile, si alimenta subito, quindi qualche dose di riserva con un FANS
ma col paracetamolo è più che sufficiente.
Oltre a questo dobbiamo stare attenti all'ipotermia intraoperatoria, per cui il paziente va mantenuto e monitorato la temperatura interna del paziente, perché come sapete tutti aumentano le complicanze soprattutto infettive.
e poi la gestione delle infusioni intraoperatorie con la goal-directed therapy.
In quanto ultimamente anche nel nuovo millennio, prima eravamo un pochino più esagerati nell'infondere,
nel nuovo millennio ci hanno insegnato che dobbiamo infondere quanto serve,
Quanto basta per mantenere sempre almeno una pressione media sopra ai 65 per tutto l'intervento, se così non fosse dobbiamo intervenire con vasocostrittori che possono essere, se la situazione lo consente, l'efedrina o l'etilefrina oppure passare ai vasocostrittori più importanti come la noradrenalina.
ma quello richiede un monitoraggio più invasivo.
Noi utilizziamo, non so se si può essere inquadrato, un monitor multiparametrico
Si vede?
Si
Eccolo qui
Ecco, un monitor multiparametrico con una bassa invasività
cioè soltanto un braccialino tipo quelli della pressione su un dito della mano
si deriva dei parametri di stroke volume, di gettata cardiaca, la pressione ovviamente, senza invasività.
Anche qui la letteratura degli ultimi dieci anni ha sicuramente dimostrato che i parametri derivati
sono vicini al 10% del reale valutato con metodi più invasivi tipo lo svanganze e il catetere endoarterioso
e quindi è una modalità di monitoraggio che ci offre la possibilità di avere i parametri che ci servono
per gestire quello che vi ho detto, cioè le infusioni e la purarizzazione anche valutata col train on form.
Grazie dell'attenzione.
Ok, grazie a te Massimo. Allora, adesso microfoniamo la dottoressa Laface e poi il dottor Abate.
che sono gli operatori di questo intervento
noi abbiamo iniziato
questo programma di chirurgia laparoscopica
di parete prima con i laparoceli
poi siamo passati
a occuparci anche
dei difetti inguinali
e adesso dovremo iniziare
a fare quello per via extraperitoneale
quindi non più la TAP ma la TEP
abbiamo fatto una soltanto
quindi dovremo incrementare
Enzo possiamo
microfonare la dottoressa
allora guarda passo il mio
tanto
grazie
ok Letizia
buongiorno a tutti
prendere in mano la situazione
la dottoressa Laface
è il vice
non posso dire primario perché non si dice più primario
non posso più dire direttore perché non c'è un direttore
il bcff è una nuova funzione
che l'acronimo sta per
vff quindi
buongiorno a tutti
iniziamo l'intervento come sempre
inducendo lo primo peritoneo
utilizzando l'ago di Verres nel punto di Palmer
Prima di introdurre i trocar aspettiamo l'estensione della cavità addominale.
Un po' più centrale, per favore. Grazie.
Grazie a tutti.
la conformazione del paziente sulla linea sopra o sotto la linea ombelicale, in questo caso le spine iliache del paziente sono sulla ombelicale trasversa,
quindi ci manterremo superiormente. Utilizziamo di norma tre trocar da 12 mm per la comodità di poter inserire le protesi senza dover sostituire il trocar
e come nell'intervento precedente entriamo sempre in cavità addominale sotto visione.
Facciamo partire la registrazione, paziente giovane quindi con una parete molto tonica,
distratte la parete addominale, fascia, muscolo, peritoneo, quindi andiamo abbastanza cautamente in questa fase.
Ok, controlliamo sempre il posizionamento dell'ago di Verres prima di rimuoverlo.
Potete abbassarmi un pochino il letto per favore?
Non si è mosso Grace, sì? Basta, grazie.
Ok, allora l'esplorazione della cavità addominale, ernia inguinale destra indiretta,
un'accento di ernia inguinale sinistra anch'essa indiretta,
non una franca ernia come dal lato controlaterale
ma comunque ovviamente
il razionale della correzione bilaterale
è legato al fatto che correggendo il lato di destra
per una questione di distribuzione delle pressioni
la parete addominale a sinistra
già sede di una debolezza
potrebbe far sviluppare al paziente in brevissimo tempo
un'altra ernia quindi conclamata
e questa è la ragione per cui decidiamo di correggere
anche a sinistra
il posizionamento degli altri due trocar
noi li manteniamo sulla stessa linea
del trocar ottico
ci ripuliamo
si sembra avere
un'anatomia abbastanza
scolastica
adesso vediamo tutto
un po' parca
sul taglio
sulla cute
Ok. Il paziente come lo tieni? Il paziente normalmente è in decubito supino in leggero trend Ellenburg, non una cosa molto spinta, giusto per riuscire a spostare le anze se ci si posizionano anteriormente.
Scusate, basta così? Solleva un pochettino il letto? Ok, va bene così, grazie.
Allora, dove vedete la pressione esterna, diciamo, è il repere sulla spinelli a cantero superiore di destra,
questo è l'inserzione del funicolo all'interno del canale inguinale, gli epigastrici, i vasi epigastrici sulla parete anteriore,
quindi i nostri reperi per andare a correggere l'anguinale saranno la spinellica anterosuperiore in corrispondenza della quale inizierà l'incisione del peritoneo
per poi andare a fare un'incisione e preparare il lembo ovviamente sia inferiore che superiore
in modo da andare a ridurre il sacco erniario che come vedete si introduce nel canale inguinale.
Utilizziamo una corrente monopolare, procediamo all'incisione del peritoneo per andare a creare il nostro flap.
Ovviamente sfruttiamo il gas, la CO2 che entrando in questo spazio ci dilata un po' lo spazio in modo da effettuare una sezione del peritoneo essendo facilitati, in modo da risparmiare eventualmente le strutture circostanti, in modo particolare i vasi epigastrici.
Scogliamo quindi le strutture, i sanguinamenti in questa fase ci possono essere seppur di minima entità, normalmente sono autolimitanti, se ci dovesse essere una problematica di un sanguinamento un pochino più cospicuo normalmente utilizziamo la corrente bipolare.
quindi medializziamo l'incisione in modo poi da andare a identificare il nostro repere anatomico
che per il posizionamento poi della protesi che è il tubercolo pubblico
nulla cambia rispetto alle tecniche tradizionali in quel senso
Allora, sul versante anteriore della parete, come vedete, un piccolo sanguinamento
i vasi epigastrici che si sono paritalizzati e a questo punto andiamo a cercare il nostro tubercolo con delle manovre di dissezione, questa manovra ci servirà poi per creare lo spazio per andare a posizionare la rete.
Il tubercolo ovviamente oltre alla sensazione visiva della visualizzazione del tubercolo è una sensazione tattile dello scontro contro una struttura ossea di consistenza dura.
quindi quindi questo è il tubercolo a questo punto possiamo andare a completare il flap
poi mi prepari una garza per favore per dire che esiste un altro almeno io utilizzo un altro modo
di dissecare una volta entrato nel nel flap sostanzialmente uso due pinze o comunque una
pinza un disettore che ti consente di fare anche emostesi per presa e lo faccio spesso anch'io
sono dettagli
dipende anche da caso a caso
in questo caso il flap sul versante laterale
veniva abbastanza bene
fin da subito
il problema vuole che bisogna andare a scoprire bene
la regione del funicolo
e quindi l'identificazione degli elementi del funicolo
mi dai il disettore
e a identificare, in modo da ridurre bene il sacco erniario e parietalizzare gli elementi del funicolo.
Scontri con la telecamera?
Ma pochino, ma non in modo fastidioso.
Sì, no, infatti sono sempre insieme perché...
Vero, dottor Abatti?
Eh, la nostra conoscenza ormai è ventennale.
Vent'anni?
Eh sì, nei tempi dell'università. Poi ci siamo separati per un po' e poi ci siamo ritrovati.
E noi li abbiamo riuniti.
Esatto.
Non mi resta riscaldare.
Senti, ma allora, qui il funicolo dov'è?
Allora, il funicolo, l'abbiamo visto entrare prima qui, quindi è questo.
Questo è il sacco, questo è il funicolo.
Adesso io cerco di ridurre il più possibile il sacco con il suo lipoma,
in modo poi da identificare gli elementi del funicolo.
e ovviamente preservandoli.
Questo è il flap, ovviamente il bordo inferiore del sacco,
che dobbiamo abbattere per poter poi alloggiare la rete in modo corretto.
La problematica spesso in questi interventi è appunto l'adesione del sacco alle strutture,
in particolar modo al deferente, che ovviamente ci fa da punto di trazione.
Quindi spesso io faccio questa manovra, quindi vado a recuperare il sacco dall'interno in modo da estrofletterlo completamente e andare a identificare bene il bordo interno per poterlo ridurre.
In questa fase chiedo l'aiuto spesso invece di non lavorare sotto sopra con l'ottica massima, in maniera classica magari lateralizzando un po', in questo caso da destra su sinistra o viceversa.
Vedete come è una chirurgia in cui le trazioni sono molto importanti
perché forse ha ancora di più della coagulazione di fatto
perché ti consentono di riportare le strutture nella propria posizione all'inizio dell'esperienza
chiaramente sembra sempre un po traumatico fare queste trazioni perché almeno io avevo
l'impressione di andare a provoca esatto strappare provocare delle lesioni questo
Questo è il lipoma braniario che a volte prima toglievamo, invece adesso manteniamo, quello è il sacco braniario che si vede molto bene, ti avvicini per favore.
Adesso lo manteniamo posizionandolo anteriormente alla rete, quindi tra la protesi e il flap peritoneale.
Scusami Federico, forse sono io con il mio braccio che do fastidio.
Buongiorno, abbiamo avuto problemi di audio fino adesso, sono Marco Rigamonti, ci sentiamo
da Roma. Buongiorno a voi e buon lavoro. Devo ringraziare innanzitutto l'anestesista
perché è stato molto esaustivo e completo, abbiamo visto benissimo la tecnica del tap block
spero che venga a essere utilizzata da tutti
abbiamo sentito quali siano le vostre indicazioni al tap bilaterale
e abbiamo sentito anche che state iniziando a utilizzare anche l'altra tecnica, la TEP
e quindi volevo sapere quali possono essere le indicazioni
per eseguire un intervento bilaterale in TEP rispetto alla TAP.
Rispetto alla TAP, la TAP di solito viene riservata alle recidive
e ai pazienti che hanno avuto interventi nel distretto anteriore, quindi paziente che ha fatto la prostatectomia
difficilmente lo spazio perperitoneale è accessibile per poter fare una TAP.
Noi appunto non abbiamo ancora grossa esperienza di TAP perché la nostra esperienza era la paroscopica pura
e quindi abbiamo approcciato ai difetti di parete con la tecnica TAP,
però crediamo che sicuramente accedere dal versante properitoneale possa essere vantaggioso per i pazienti che non hanno avuto problematiche precedenti,
anche perché non si va appunto a violare il peritoneo.
Questi sono i vasi probabilmente spermatici, spesso succede questo, nel senso che il sacco è molto adeso alle strutture,
Quindi bisogna staccarlo facendo attenzione ovviamente a non lesionare i vasi anche perché il paziente, soprattutto in questo caso, in ogni caso, ma in questo caso è un paziente giovane e quindi vorremmo evitare di provocare danni di ogni genere a carico poi dei testicoli.
direi che qui ci siamo quasi
vediamo qua, probabilmente questo non è niente
è ancora rottura che si può isolare
a volte, soprattutto all'inizio della dissezione
non è così semplice individuare le strutture
ok, adesso il sacco mi sembra tutto ridotto
dobbiamo completare un attimino il flap
e andare ad individuare il funicolo. I vasi li abbiamo visti bene, il lipoma è abbastanza
voluminoso quindi cercheremo di impostarlo. Eccolo qua. Si vede l'archetto lì.
Ok, entra dentro l'angolo, così stacchiamo.
Così, esatto.
Ok, questo si può fare.
Allora, è importante appunto liberare bene l'angolo del deferente per poter alloggiare la rete,
perché questo è uno dei punti critici di una possibile recidiva,
nel senso che se il peritoneo risale a cavallo del deferente,
potrebbe chiaramente portare con sé la rete nel canale inguinale e quindi provocare una recidiva.
Lo puoi fare?
Sì, sì, solo che non volevo essere bene.
Staccare prima questo, mi libero bene.
Ti avvicini un po' perché non vedo bene.
Ok, vedete che il lipoma è proprio ben piazzato, diciamo così.
Ok, allora mi dai per favore le forbici, o il disettore elettrificato, va bene uguale.
Quindi tendi a mantenere il lipoma in sede per coprire la mesh?
Esattamente, anche perché abbiamo avuto nella nostra esperienza dei casi in cui avendo tolto il lipoma,
poi i pazienti hanno sviluppato dei sieromi importanti.
Quindi tornavano in ambulatorio con clinicamente l'impressione di una recidiva che poi veniva smentita all'attack, però siccome ci sono capitati due o tre, anche sulla scorta dell'esperienza di altri nostri colleghi da cui siamo andati a vedere gli interventi, abbiamo deciso di non asportare il lipoma ma mantenerlo.
Sì, devo dire che da quando lo facciamo grosse problematiche in senso di sieromi non ne abbiamo avute.
Sì, anche noi non lo asportiamo mai.
Esatto, è solo un pochino più fastidioso probabilmente in questa fase perché dobbiamo liberare bene il flap tutto qua.
Qua come vedete si intravede il bordo del sacco.
Allora, come vedete, adesso la visione, questi sono i vasi spermatici, questo è il funicolo
e qua ci sono i vasi liaci che ovviamente non andiamo certamente a cercare, vediamo
un attimo, vediamo se siamo abbastanza liberi sul flap inferiore, completiamo, forse qua
Qua dobbiamo ancora completare un po', certo questo lipoma un po' ci dà fastidio però, sì sì, i vasi sono di là, sì adesso vado di là.
Completiamo, anche questo è una cosa che abbiamo sperimentato personalmente ma che poi abbiamo visto essere molto utile
appunto confrontandoci con i nostri colleghi che avevano più esperienza rispetto a noi su questa chirurgia,
Fare un flap inferiore molto prolungato ci aiuta ad alloggiare bene la rete e a coprire bene il difetto.
Adesso completiamo il flap anteriormente, ritirando un pochettino il nostro trocar sulla mia mano destra,
in modo da fare lo spazio per poter posizionare la rete anche sul versante anteriore e laterale.
Anche un ampio flacco anteriore è importante, no?
Esatto, sì, sì, sì. Non quanto quello inferiore, però è più facile, chiaramente, che la rete poi si posizioni praticamente quasi automaticamente, insomma, una volta inserita nella cavità.
Certo.
Direi che è...
Asciuga un po' che c'è un po' di rosso.
Sì, sì, adesso pulisco un po'.
e oggi la giornata è così, lascia perdere una settimana che è così
puliamo un po' e poi ci prepariamo a confezionare la rete
abbiamo provato diversi tipi di protesi
fino a un pochino di tempo fa utilizzavamo una rete mista di polipropilene e di materiale assorbibile
Adesso siamo passati a una rete di polipropilene pura che confezioniamo sul campo operatorio, quelle che abbiamo in dotazione sono di dimensioni standard di 15x15 cm e poi la posizioniamo all'interno dello spazio che abbiamo creato.
Non la fissiamo con le tac perché non abbiamo mai avuto l'abitudine di farlo, a volte spesso utilizziamo una colla di fibrina soprattutto se non si alloggia spontaneamente in modo corretto.
Le industrie ci mettono a disposizione un certo numero di mesh che possono essere scelte
se le aziende ce le lasciano scegliere.
Sì, in realtà quelle di polipropilene non abbiamo problemi perché dal punto di vista
economico non hanno un impatto significativo.
Le altre, le autofissanti, piuttosto che in Regione Lombardia, essendo noi poi in un ospedale pubblico, se non fanno parte di una gara, non vengono acquistate, se non in casi eccezionali, reti particolari. Ci si deve attenere a quello che è a disposizione.
Avete mai utilizzato le 3D?
nella mia esperienza da specializzante in Francia sì
in Italia direi poche volte
non mi sembra memoria di averle neanche mai provate
da quando sono in questa azienda
ok, adesso procediamo a confezionare la rete
Enzo, puoi inquadrare adesso il tavolino
che facciamo vedere come confezioniamo
cioè come prepariamo e ritagliamo la rete
Allora quella che utilizziamo come vi dicevo è una rete in polipropilene 15x15 che andiamo a sagomare seguendo appunto delle indicazioni che ci sono state date da uno dei nostri colleghi da cui siamo andati a vedere un po' di tempo fa.
quindi esatto il professor d'apri recentemente rientrato in italia quindi un lato 10 centimetri
un lato 8 centimetri è un lato 6 centimetri anche l'altra che così per rapidità le tagliamo entrambe
nello stesso momento così ce le avremo pronte poi nella seconda fase che per l'altro lato poi
Poi appunto essendo questa una rete tutta uguale di fatto, mettiamo un punto di repere sul versante che andrà dal lato del tubercolo giusto per orientamento.
Allora noi abbiamo un trocar da 11 mm quindi non abbiamo grossi problemi.
chi utilizza il trocar da 5 mm può semplicemente arrotolare la protesi intorno allo stelo della pinza
in modo da farla passare anche nel trocar da 5 mm senza grossi problemi
se non ci passa di solito si introduce alla cieca dal trocar ottico e poi si riprende la propria posizione
sia con l'ottica che con gli strumenti
quindi io l'ho introdotta dal trocar di destra
con il mio punto di repere che è verso il tubercolo
e poi la vado a piazzare e srotolare
e quindi sono più gestibili
e si aprono praticamente quasi da sole
vedete come si è praticamente posizionato da sola
adesso io la vado a sistemare bene
è molto comodo
oppure essendo una rete low cost
praticamente da Black Friday
esattamente
quindi per questo motivo
non diamo troppo fastidio
all'amministrazione
perché non
insomma il costo di una procedura
laparoscopica
di parete normalmente
è inficiato appunto da queste problematiche
dalle protesi e quant'altro
invece con questo tipo di rete
non abbiamo grosse problematiche
Allora sotto la nostra protesi si è andata a posizionare esattamente al margine del flap inferiore
andando a coprire la nostra V rovesciata e quindi adesso io la sistemo un attimo
e sul versante anteriore come vedete si è praticamente alloggiata da sé
allora volendo si può metterla con la difibrina, io lo faccio sempre anche se il mio direttore non è così d'accordo
quindi lo faccio anche oggi
e poi faccio la sutura del flap
ma perché se li paga lei
esatto
forse la devo spingere un po' più là
ridammi una pinza per favore
quindi il punto è che metti fuori
il repere per il tubercolo
esatto, è solo il repere per il tubercolo
perché
vedi che proprio lì
sono già sul tubercolo
però giusto per essere
la spingo un pochettino più
in fondo
noi invece utilizziamo una rete 3D
più morbida pressa gomata ma c'è il problema delle adesso al di là della
essendo così diciamo non rigida però vedi come si gestisce se si apre da solo
assolutamente di e così no molto più morbida molto morbida per la fatica
fatica no ok adesso non fai le prime posizioni il lipo ma come vi avevo
detto all'interno del flacco come come per questa la rete 3d l'importante è
E poi suturo, sulla sutura essendo io un chirurgo mancino utilizzo la mano sinistra anche se ho imparato con la destra come tutti ma nel corso degli anni durante la mia esperienza ho notato che su questo tipo di suture faccio meno fatica utilizzando la mano sinistra.
e quindi ho deciso che avrei fatto così.
E quindi con la mano sinistra parti?
Con la mano sinistra parto da qua, però diciamo che ho una sensibilità un pochino più spiccata sulla gestione del porta-aghi
che prima mi dava un po' più problemi con la destra perché magari...
Questo è un V-lock?
Questo è un V-lock, sulle strutture di parete utilizziamo sempre questo.
Spero di riuscire a infilare l'asola senza fare figuracce.
C'è un trucco in realtà, che è quello di fare una seconda asola passando fuori il filo.
Quando passi dentro il filo hai già una seconda asola più grande.
Quindi all'inizio appunto ero un pochino contrariata dall'utilizzo di questo filo per questo motivo perché già dovevo farlo con la mano sinistra, in più con la mano destra, in più dovevo infilare l'asola e quindi avevo qualche difficoltà in più, scusate, però va bene, dopo un po' si impara.
Però vedo che difficoltà non te ne sono.
No, no, adesso dopo un po' ovviamente si riesce più facilmente.
Invece Letizia, se vuoi, le indicazioni del paziente alla dimissione?
Allora, quando abbiamo iniziato i pazienti dormivano qua una notte, in ospedale una notte,
perché comunque fanno anestesia generale, normalmente preferivamo tenerli la notte.
Adesso, negli ultimi tempi, se stanno bene, la sera li dimettiamo.
Quindi diciamo che per il paziente l'impatto è minimo.
L'altro piccolo punto di discussione potrebbe essere quello del catetere vescicale che una volta era mandatorio e adesso non più.
No, noi lo mettiamo però lo togliamo al termine dell'intervento più per una nostra tranquillità che per una reale esigenza.
perché poi non sappiamo mai
se il paziente ha veramente urinato
e si è piegato l'ago
questo è il problema
quindi preferiamo
lo mettete sempre
questo è il bello della diretta
mi si è stortato l'ago
però vabbè
lo facciamo lo stesso
lo mettiamo sì ma lo togliamo
prima
tornano su in reparto
senza catetere
secondo me il letto è un po' alto
se posso
infatti sono scesa
ah sei scesa dal trespolo
perché un altro mio problema è l'altezza
rispetto ai miei colleghi
che sono molto alti
io invece no
quindi utilizzo
il trespolo
che però non sempre
in alcune fasi dell'intervento
non è utile
invece come medicazione?
la medicazione anche lì all'inizio
non comprimevamo perché non ci sembrava utile, invece dopo quei casi in cui abbiamo avuto
quei, esatto, ma non tanto, c'è proprio accumulo di sieroma, allora abbiamo deciso
di fare una compressione in sede inguinale che il paziente tiene 24 ore, se va a casa
la sera la toglie lui, la rimuove lui il giorno dopo, cosa c'è?
e invece la gestione del sieroma
una volta esclusa la recidiva
una volta esclusa la recidiva
il paziente viene controllato ambulatorialmente
periodicamente
abbiamo fatto appunto la prima attacca
e poi un'attacca a 6 mesi di distanza
quindi non lo evacuiamo
non lo tocchiamo
no, anche perché il principio è sempre quello
della parete
con la protezione sotto
quindi chiaramente
evacuare il sieroma potrebbe
potrebbe provocare diciamo una comunicazione con una sovrainfezione.
Aspetta fammi vedere l'arco, scusate ma qua mi si è girato un po'.
Durante la sottotitoli ritiene utile ridurre l'applicazione dell'operao per i torrenti?
Sì dipende, in alcuni casi qui abbiamo una visione abbastanza confortevole quindi non c'è necessità.
se invece in alcuni casi la conformazione del paziente ci suggerisce che non abbiamo una visione ottimale
allora sì lo facciamo
ieri per esempio ho fatto una correzione della parrocele su una pregressa di leostomia
in una paziente che aveva anche un'ernia inguinale destra
in quel caso per suturare ho ridotto a 8
perché i difetti erano molto vicini
qui c'è rimasto uno spazietto libero
però quando è di queste piccole dimensioni
non abbiamo problemi
in questo caso visto che siamo
in diretta e della mia prima diretta
torno indietro
lo ritorni un po'
eh sì lo sistemo
però c'è qualcosa che mi
forse il tubo Federico me lo sistemi
mi sa che devi cambiare mano
se posso suggerire
ecco a parte i tanti svantaggi
dell'essere mancino uno dei vantaggi
è che utilizzo entrambe le mani
e diventa ambidestro
esatto
quindi in quel caso
se può consolarti credo che uscia
sì sì no ma io su quello
siete voi che mi dite che non sono
non ho
nessun problema
a usare la mia mano sinistra
ok
questo chiaramente è un filo autobloccante
quindi non ho nessuna necessità
di fissarlo con un clip o cosa del genere
per cui lo seziono
La sezione non lascio molto filo perché sono riportate in letteratura dei casi di occlusione intestinale su questo tipo di sutura.
si
una briglia
su V-Lock
di anni prima o recente?
no no recente
si può tenere molto sottile
molto piccolo
l'estremo del punto
dando l'ultimo punto
non ho capito
dice lasciare corto anche
io incaviglio di solito
l'ultimo punto
basta incavigliare
l'ultimo punto
esatto
normalmente noi
sull'area bilaterale
siccome ormai siamo una coppia
assodata
per rapidità e per non cambiare i lati
facciamo un lato per uno
cioè per non invertirci al tavolo operatorio
la tecnica è praticamente la stessa
è solo replicarlo dal lato controlaterale
bisogna sapere chi fa la destra e chi fa la sinistra
perché nel caso di
la richiesta di risarcimento
dobbiamo riuscire a capire
chi paga
è meglio non saperlo
un lato eseguito da
l'altro lato eseguito da
Letizia dice che di solito
viene scritto nel report
operatorio un lato eseguito
da e l'altro lato eseguito da.
collega quindi sarà un po' ridondante
ripetita Juventus soprattutto per i giovani
specializzanti
insomma per cui probabilmente questa tecnica
è una tecnica che a un certo
punto della loro carriera potrebbero iniziare a fare
a scopo di training
non sembra che la utilizziamo
come diceva la dottoressa alla pace
queste tecniche ormai si vedono un po' in tutti i video
di utilizzo del primo peritoneo
come strumento aggiuntivo alla dissezione.
Si potrebbe invece discutere sulla diagnostica, cioè l'ecografia è un esame...
Io, nella mia esperienza, l'ernia inguinale è sempre stata una valutazione clinica,
il paziente viene all'attenzione del chirurgo comunque perché ha già la comparsa di una tumefazione a livello inguinale.
Voi come vi comportate? Chiedete l'ecografia comunque a tutti come abbiamo preso anche dal professor Dapri da dove siamo andati?
A mio parere nel sospetto di aneguinale l'ecografia è da proscrivere, perché dà troppi falsi positivi e troppi falsi negativi e poi ci mette nelle condizioni di dove spiegare al paziente perché l'arnia c'è anche se l'ecografia non la vede o viceversa.
sono d'accordo
di solito è il contrario
di solito il paziente viene perché dice
ho un'ernia inguinale
alla vista non c'è nulla
e poi tira fuori l'ecografia
che dice che ha l'ernia
esatto
sì però devo dire che se spiegato bene
a meno difficilmente poi il paziente
non capisce la differenza
è un'altra pinza come diceva il dottor Schiavo
che mi ha sempre influenzato
nelle decisioni cliniche e chirurgiche
purtroppo
faccio vedere al paziente
io faccio vedere al paziente
il mio indice e gli dico
questo è il mio strumento diagnostico
esatto esatto
la famosissima ecografia digitale
esatto
anche perché ovviamente
l'ecografista segnala difetti
magari di pochi millimetri
quindi
la mia esperienza facendo anche ecografie
che purtroppo sono esami
molto spesso richiesti dai
non specialisti
esatto
fatto che ti incasinano la vita, come dice il collega, più che altro nello spiegare
che non è un'ernia clinicamente rilevante, quindi semmai devi giustificare il perché
non li operi, non so se sei d'accordo?
Sì certo, è quel aspetto di punta d'ernia come normalmente si chiama una volta, che
che è una terra di confine tra una patologia da operare e una da non operare.
Caridamina Forbice?
Forse in questo caso l'ecografia è un'intiderra, se lui ha un specchio cinico della controlaterale.
No, probabilmente adesso io non conosco un medico di famiglia che visita un anello inguinale,
quindi se il paziente dice io ho fastidio, io ho dolore, mi da fastidio qui,
qui la prima cosa che fa, va dal radiologo, fa l'ecografista e poi dice bene adesso vado dal chirurgo.
Certo, proprio così.
Dammi la forbice, la piolettrificata.
Però c'è da dire che effettivamente la laparoscopia, soprattutto per i difetti erniari,
ha un vantaggio veramente, c'è una bilaterale fatta per via anteriore,
il paziente è anche
fatta con tutti
con tutte le attenzioni
dal punto di vista
analgesico o quant'altro
insomma richiede una convalescenza
sicuramente molto più lunga
si si lo so
è certo
poi c'è il solito discorso economico ma che secondo me
va un po' come dire messo da parte
la mia pinza in realtà
è sospettizzato il discorso economico
esatto
poi c'è quella serie di pazienti che lo chiamano inguinale
che dicono io voglio farmi operare in laparoscopia ed i son dolori si è chiusa
ancora che cerco di andare sul tubercolo come non ho ancora visto in maniera
soddisfacente
Il giovane sportivo o addirittura l'agonista che ha bisogno di una ripresa molto rapida
può avere un'indicazione corretta.
Tutto il resto probabilmente no, parlando di ernia primaria.
Certo
Qua è un po' attaccato ovviamente
Alla parte dove è più piccolo
Una cosa che volevo riprendere
Anche prima
Se per caso il deferente non si vede
Da questo versante
Si può vedere abbastanza facilmente
L'asparenza dal peritoneale
Intraperitoneale esattamente
Il colore di poma
Che si accompagna al funicolo
Agli elementi del funicolo
Si si va qua infatti
Si si va qua
volevo cercare il tubercolo
che ancora non ho trovato così rapidamente
come la mia
devi lateralizzare il deferente
si si
e questo qua lo devo staccare
ovviamente
si si io lo sentivo già il tubercolo
palpatoriamente come diceva
la dottoressa Laface prima
sicuramente aiuta
la sensibilità tattile
adesso lo vedrò anche se Dio vuole
dovrebbe essere
più o meno qua
eccoci qui, lo sento qua
a grosso modo
direi che mi sento abbastanza soddisfatto
qua come
devo soltanto un attimo
esattamente sistemare il flap inferiore
perché come diciamo è fondamentale
poi per facilitare
il posizionamento della rete
mi fai vedere il flap, il margine, scusami, grazie
dammi la forbice
la forbice
elettrificata, grazie
quasi pronto
la vi rovesciate là
direi che più o meno dovremmo esserci. Il tubercolo si è visto? Si è visto, è qui dietro, forse se mi da un'altra
pinza può staccarmi un po' meglio ancora gli elementi del funicolo. L'ingresso del deferente, da
parietalizzare un po' di più il deferente. Sì, qua medialmente in effetti sì, sennò poi mi dà
fastidio per la rete che è proprio qua. Proprio con la rete lui non va d'accordo. No, infatti.
un maschietto nei confronti del deferente
rispetto a una donna
ti prende un dolore
dammi un attimo la forbice per la paroscopica
no, quello lo seguiamo
provo a staccarmi un attimo
vedo che è molto aderente al deferente
non voglio causare ovviamente danno
quindi provo a fare altrettanto
ma semplicemente utilizzando la forbicella paroscopica, per aiutarmi.
Basta, sì sì.
Ovviamente la mia partner in crime cerca sempre di trattenermi e di fare ulteriori danni.
Dammi un'altra pinza che preparo il flap superiore.
La dottoressa Laface chiede se chi è in ascolto utilizza mezzi di fissaggio ulteriori rispetto alla colla per il fissaggio della rete.
In alcuni casi con le reti 3D non uso assolutamente niente, altrimenti la colla di fibrina e una volta, anzi per quel che riguarda proprio la storia della chirurgia laparoscopica,
All'inizio invece che adesso si va a repertare il tubercolo e nient'altro, una volta si repertava anche il cuper sul quale si mettevano le taxe oppure la colla. Adesso questo si è visto che non è più necessario.
va bene, abbiamo preparato lo spazio
guardo un attimo qua lateralmente
perché è un'altra cosa in cui molto spesso
magari che non prepariamo
perché è la parte iniziale dell'intervento
e poi magari ci dà fastidio
o comunque ci rende più difficoltoso
il posizionamento della rete
come diceva anche Letizia poco prima
ok, perfetto, va bene
puliamo un attimo la telecamera
questa mano mi sembra di morire
me la dai sulla sinistra per piacere?
si, cambiamo i guanti, scusami
grazie
grazie
grazie
io chiedo sempre aiuto alla dottoressa Laface
per l'arrotolamento di questa rete
perché è una cosa
in cui spesso non mi riesco
aspetta che la prendo così
no entro da sinistra
ne usi una per due lati
o sono due reti
sono due reti perché è 15 per 15
testa
dovresti fare 15 per 10
poi su un lato è 8
in realtà, devi fare un lato 10
un lato 8, poi 6 cm
e ti riusci
ok, la rete come avete visto
era già stata preparata in precedenza
durante il precedente
parte dell'intervento
vedi, tu vai lì
sul tubercolo, quando lasci
questa ti si apre, cioè è molto più
si si
è il contrario
no il filo è il contrario
il filo è sopra
il filo è giù di qui
è sul punto di repere
mi è finito sotto quindi devo fare questa manovra qua
però vedi che è come
si in effetti anche in questi
diciamo cosa che capita abbastanza frequentemente
di dover modificare leggermente
il posizionamento della rete
questa rete è un'altra cosa rispetto a quella che utilizzavamo prima
la memoria è molto più utile
Ma questa l'avete vista da Dapri?
Sì.
Lui va così.
Lui ha dietro la 10x5
e lui mette addirittura due punti
sempre sul margine inferiore
con due code e con una coda.
Due code,
stiamo a tuberco e basta.
Però l'abbiamo vista da lui, sì.
Beh sì, effettivamente...
non mi sfugge il tritoneo
ho una velina
conviene che prendi solo quella sopra
esatto
immagini
quella laggiù
solo sopra
si si esatto
adesso prendi sotto e la distendi
di più
nel momento in cui si stagoma la rete
smostare quei due angoli laterali
esatto
non lo facciamo di solito
come avete visto prima
non c'è stato grosso problema
di solito non ne abbiamo
in effetti è un po' alta rispetto a forza d'incisione che ho fatto
e qua adesso la devo abbassare un po'
e in effetti sì. Qui sotto è ancora un paio di centimetri però.
Ok. Ok, più giù. Ok, mandala lì. Quelli che pian piano...
No, se riesci a farti un flap un po' più, se no...
Un pochettino qua. Esatto.
Scusate, lo vedete se lo schiacciamo? Ok, pian piano. In effetti quest'angolo
Quello qui è stato un po' quello che mi ha creato dei problemi, però direi che è correttamente posizionata ora.
Ok, direi che sono abbastanza soddisfatto.
Colla.
Beh, il difetto è completamente coperto, quindi c'è poco da...
Sì.
Ok.
Ok.
Ok, vedi, devi aprirti il flap con la mano destra.
Dammi la colla.
Devi aprirti il flap con la mano destra.
Ok, punto.
Anche per me, confemo, questo è il momento più dedicato dell'intervento,
a parte il posizionamento della rete, cioè infilare.
ma non si blocca
questo
no no no
scusami va bene anche questo
ok
qua utilizzo vari tricks sempre imparati
dal dottor Schiava e dal dottor Casati
cioè accorciarmi un po' qua il filo
non so se potete confermare anche voi
ma vediamo
si si passa passati uno nel flapp
va bene lo stesso
sono passato lo stesso di pura fortuna
scusatemi
no no no grazie ad uno
Va bene così per adesso.
esattamente nella serie dell'ernia e quindi a volte fare il flap inferiore a sinistra è un pochino più complesso.
Sì, però essendo adesso al peritoneo se tu ti fai il flap e te lo abbassi scende insieme.
bisogna far finta che non ci sia
perché se cerchi di staccarlo
se lo peggio ti si apre il peritoneo
anzi in realtà il peso del sigma
una volta che lo stacchi ti aiuta
ad aprire il flap
esatto
ma è denunzio
se ti tendi a volerlo staccare
invece no
anche perché poi se ti si buca lì
anche ci rimetti il sigma per coprire
va bene per adesso
Sì, sì, l'hai incavigliato? Sì, l'ho incavigliato, dai.
Tira sul filo, tira sul filo in giù.
Il dottor Schiavo mi ricorda cose che in effetti ho dimenticato.
Non sei stato più cazziato abbastanza. No, no, no, esatto, non sono stato più cazziato a sufficienza.
Bene.
Forbici.
Vediamolo insieme.
niente abbiamo concluso
questa è una visione di insieme
dell'intervento
come abbiamo detto
è una cosa interessante
che abbiamo scoperto in esperienza
la questione dell'ipoma
che prima la dottoressa non ha sacrificato
lo facciamo prima di routine
abbiamo avuto delle raccolte post operatorie
autolimitanti
che sono risolte con trattamento conservativo
ma che hanno dato veramente fastidio al paziente
quindi siamo tutti d'accordo
ormai nel non farlo
più e in effetti in questo modo abbiamo
limitato questo tipo di complicanze
non so se ci sono
delle domande
del Sufla
la parte dell'utenza no
io non ho altre domande
volevo solo complimentarmi con
l'equip chirurgica
complementare
grazie mille
ringrazio anche a nome della dottoressa
grazie mille a voi
Grazie a tutti e alla prossima.
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