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26° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE VIDEOFORUM Presidenti A. BRESCIA (Roma) F. PRETE (Bari) Moderatori G. CONZO (Napoli) P. MASCAGNI (Roma) D. MASCAGNI (Roma) M. F. PANZERA (Milano) Prosthetic complications of incisional hernia. Laparoscopic/laparotomic treatment with biological mesh. Case report T. Petitti, E. Marinelli
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Allora, presentiamo un caso clinico molto interessante, almeno dal nostro punto di vista, è quello delle complicanze delle protesi poste per un laparocele, una protesi di proliproveliene, che era stata posta in un paziente di 51 anni che aveva subito diversi interventi, un'artaman per diverticolite ferforata, una ricanalizzazione e quindi il posizionamento di una protesi in prolene per via open.
Open presentava un laparoccele infossiliaca di sinistra, la sede della colostomia, un piccolo laparoccele sopra quella zona tratteggiata che era una zona in cui la protesi si era completamente accartocciata, non so se perché posizionata male, verosimilmente oppure no.
Dopo questa prima fase di rimozione di una parte della protesi era prevedibile pensare che il paziente avesse delle aderenze, i disturbi che lui lamentava erano il dolore nella sede indicata, quella lì zigrinata dove c'era questa protesi che obiettivamente si sentiva nel sottocute come corpo estraneo e delle crisi dolorose accompagnate da difficoltà di canalizzazione che verosimilmente erano dovute alle aderenze
e in realtà le aderenze c'erano, però la protesi come si vede in questa fase dell'intervento era completamente migrata in addome
e aveva contratto delle aderenze tenacissime con le anze intestinali, in più una delle anze presentava la parete completamente fusa alla protesi stessa
con una soluzione di continuo. A questo punto, poi abbandonato l'ultracisi,
hanno passato a utilizzare le forbici per completare il distaccamento, andando
all'interno della protesi, perché era completamente
mal posizionata, o comunque si era sposizionata nel corso del tempo, e
quindi era comparsa questa soluzione di continuo.
Ora, i problemi erano continuare l'intervento per questa via, che tipo di
protesi utilizzare minimamente come trattare questa parte di ansia
intestinale e quant'altro quindi quella era la garza che si vedeva ho
posizionato inizialmente quando ho fatto la prima incisione cutanea
fondamentalmente ho optato per continuare quasi completamente
l'intervento per via laparoscopica perché in questa maniera avevo intanto
avevo già fatto la viscerolisi quasi completa in questa maniera avevo il
il controllo comunque della cavità e quant'altro e sfruttare in parte questa mini laparotomia di servizio
che in realtà si era creata poi per effettuare comunque il trattamento di questa porzione.
Le immagini non sono chiarissime e me ne rammarico ma era la qualità dei nostri device che non è eccellente.
detto questo allora in questo punto distaccata completamente la protesi o comunque l'ansa intestinale dalla protesi
ho introdotto un anello in quella sede per mantenere sempre la pressione
ho continuato a preparare la parete anche nella zona della precedente colostomia
che protesi utilizzare a questo punto?
sicuramente si aveva a che fare con una zona contaminata che era quella della rimozione della protesi
visto che c'era la fistula, una soluzione di continuo fra la parete intestinale e la protesi stessa
e qui nella sede della pregressa colostomia nonostante fossero passati 3-4 anni dall'intervento di ricanalizzazione
quella viene considerata sempre potenzialmente una zona infetta
quindi ho optato per l'utilizzo di protesi biologiche. Due protesi in particolar modo,
una per il trattamento della zona mediana e l'altra per il trattamento della colostomia.
In questa fase ho rimosso completamente la protesi che era sposizionata, ho fatto la
piccola resezione intestinale e ho preso le protesi che erano in questo caso si tratta
di protesi di pericardio bovino crosslinkato. Sono estremamente maleabili, una volta bagnate diventano molto morbide, fin troppo in alcuni casi, possono essere posizionate in maniera eccellente per via laparoscopica, hanno una bella consistenza, sono leggermente elastiche, mantengono i punti,
Quindi possono essere trattate nella stessa maniera con cui si utilizzano le protesi per via laparoscopica.
Come in tutti i laparoscopici in cui utilizzo delle protesi abbastanza ampie,
preferisco utilizzare sia dei mezzi di fissazione non riassorbibili che mezzi di fissazione riassorbibili
per non lasciare troppo materiale all'interno dell'addome.
come sempre la doppia corona di punti e sostanzialmente l'altro laparocele viene trattato alla stessa maniera.
Ho avuto modo di rivedere il paziente a distanza di un mese, tre mesi, sei e anche nove mesi a distanza dall'intervento
e non presentava recidive di laparocele, non presentava disturbi di canalizzazione, parete solida, nessuna complicanza.
Posso comunque anticipare una cosa che probabilmente presenterò l'anno prossimo.
Questo paziente qualche giorno fa in realtà l'ho rivisto per via laparoscopica per un altro problema
E devo dire che le protesi erano, ad eccezione di una piccola zona della protesi mediana, erano perfettamente in sede, quindi si erano integrate perfettamente con la parete addominale. Le protesi biologiche sono un'ottima risorsa per alcuni casi, hanno un costo che adesso si sta avvicinando molto a quelle delle bicomponenti, sono una soluzione.
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