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22° CORSO INFERMIERI SALA OPERATORIA Formazione, qualità, innovazione: la nuova anatomia della sanità Governance e innovazione in sanità Ing. Leogrande (Roma) – Come implementare progetti di innovazione tecnologica: dal bisogno alla rilevazione dell’impatto
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Allora magari passerei la parola un attimo a Lorenzo Leogrande per un commento volante così si introduce anche, visto che doveva essere qui, quindi vi chiede anche scusa che non c'è, è un caro amico, oltre che un ruolo istituzionale, poi ripasso la parola in aula.
Mi sentite? Mi sentite?
Sì, ti ascoltiamo, vai.
Ok, scusate, ma avevo bisogno di un feedback. Intanto davvero mi scuso per non essere lì, ma siamo andati lunghi con una riunione al nostro interno e non facevo in tempo ad essere lì per tempo, quindi ho preferito anticipare il collegamento,
ma almeno ascoltare l'intervento del professor Pepino con il quale mi trovo sostanzialmente d'accordo, anzi totalmente d'accordo, cioè la capacità di interazione che oramai si manifesta a livello multidisciplinare all'interno delle strutture sanitarie, considerata la complessità dell'organizzazione sanitaria e considerata la complessità che si porta dietro l'innovazione, come magari vedremo più in là,
è un qualcosa che ha bisogno di momenti di mediazione
e ha bisogno di momenti di interfaccia
tra soggetti che parlano linguaggi completamente diversi
ma che hanno attitudini diverse a poter interagire
l'ingegnere biomedico da questo punto di vista
impara questo sui libri di scuola, sui banchi di scuola
Quindi fondamentalmente si trova meglio predisposto a cogliere quelle che sono le necessità e i bisogni da parte dei liberatori sanitari e a trasformarli poi in soluzioni sostenibili, perché questo è un aspetto su cui c'è molta enfasi in questo momento.
sostenibilità che vuole dire tante cose ma vuole dire soprattutto una
sostenibilità di tipo di tipo economico poi oggi si fa riferimento giustamente
anche ad altro però ricordiamoci che tutto quello che implementiamo
nell'ambito delle nostre organizzazioni sanitarie implica risolvi il consumo di
risorse e queste risorse essendo limitate devono essere utilizzate nel
Grazie Lorenzo. Di fatto la sessione si snoda e si snocciola un po' così, nel senso che affronteremo
proprio con Matteo Buccioli il tema della programmazione delle sale operatorie, che quindi è un modo
di lavorare bene per gli operatori ed è anche un modo di fare efficienza.
C'è modo assolutamente di farlo rispettando dei vincoli che sono quelli clinici, intervento breve,
poi i puliti, poi gli sporchi eccetera, ma anche rispettare altri vincoli che sono di disponibilità di operatori piuttosto che di tecnologie che servono.
Questo poi verrà ripreso nell'ultima sessione che è quello sulla formazione perché nell'ambito della programmazione
lavoriamo con quello che gli ingegneri chiamano risorse scarse, cioè poche, non scarse di qualità ma perché sono poche
e quindi c'è anche il problema, il tema da gestire che è quello del task shifting, per cui in realtà il personale che una volta poteva essere specializzato su qualche specialità in ambito chirurgico che deve servire più sale operatori, quindi in ambito rutinario ancora ancora nel momento in cui poi viene spalzato in ambito di emergenza è ovviamente più critico, quindi riprenderemo questi aspetti anche da diversi punti di vista.
Prima di passare la parola a Matteo c'era un commento di Simona o a posto così?
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