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Il webinar affronta il complesso tema della colite ischemica a seguito di chirurgia colo-rettale, partendo dalla presentazione di un caso clinico di una paziente anziana e fragile. Un panel di esperti chirurghi, tra cui il Prof. Giannone, il Prof. Piazza, il Prof. Conti e il Prof. Garulli, moderati dal Prof. Palazzini, discute le opzioni terapeutiche, le cause delle deiscenze anastomotiche e l'importanza dell'ottimizzazione preoperatoria. Il dibattito si concentra sull'utilità del verde indocianina (ICG) per la valutazione della perfusione intestinale, confrontando esperienze personali e letteratura scientifica. Vengono inoltre analizzate tecniche chirurgiche specifiche, come la mobilizzazione della flessura splenica, l'uso di ileostomie di protezione, i test di tenuta anastomotica e la tecnica di pull-through, offrendo una panoramica completa sulle strategie per prevenire e gestire le complicanze ischemiche.
Benvenuti a tutti, vi ringraziamo per aver partecipato anche questa sera alla seconda edizione di questi seminari
che stiamo organizzando insieme con i colleghi che hanno partecipato al congresso del scorso anno
che era la 34esima edizione come ricordavamo prima con Gigi, il professor Piazza da Catania
e come vedete sullo schermo vediamo il professor Giannone, vecchia ma non sempre, non così vecchia, gloria della chirurgia laparoscopica, personaggio che conosco da tantissimi anni, anche perché io non ne sia proprio giovane e giovane,
e lui ci racconterà della sua esperienza che è iniziata in Italia
è andata a New York negli Stati Uniti, al Mount Sinai, se non ricordo male
poi è ritornato qui a Catania e ha continuato la sua grossa esperienza
e ci parlerà di questo argomento che fortunatamente non è così presente nei nostri reparti
però è un argomento che almeno una volta nella vita capita
E sapere come comportarsi non è proprio così male. Quindi sentiamo la vecchia esperienza del professor Giannone che oltre ad essere un chirurgo, diciamo, open, vecchia maniera, è diventato un grandissimo chirurgo laparoscopico perché io me lo ricordo ormai da trent'anni che si era interessata alla chirurgia laparoscopica, quindi sin dagli albori. A te Giorgio.
grazie grazie della presentazione giorgio io sembra un onore partecipare a questi
avvenimenti ovviamente con l'obbligo di ringraziare ovviamente i nostri sponsor
la B. Braun e perché no Mauro Masso Pasqua che sta da tanta parte nell'organizzazione
nostra per quanto riguarda sia il palazzine sia altri eventi quindi grazie agli amici che
che si sono dati da fare e cominciamo, non perdiamoci in chiacchiere.
Noi abbiamo voluto rivedere il caso che abbiamo presentato al 34esimo Palazzini,
quindi siccome è un argomento che si presta alla discussione,
si presta chiaramente a interpretazioni diverse,
a modalità diverse di proposte terapeutiche,
ripresentiamo il caso clinico, così come l'abbiamo presentato allora al Palazzini
e poi iniziamo la discussione. Io il caso clinico non l'ho voluto presentare io, perché
ho, come potete sentire, questo brutto accento siculo, e allora ho pensato di farlo presentare
alla Dott.ssa Daiana, che vi contro ha un buon accento sardo. Quindi penso puoi andare
presentiamo il caso di questa paziente di 77 anni. L'odissia della paziente inizia a maggio del 2023
quando per disturbi dell'albo viene sottoposta una colonoscopia con riscontro a 40 centimetri
dal margine anale di una lesione vegetante bioptizzata risultata da un carcinoma.
La stagiazione negativa alla paziente viene posta indicazione a chirurgia.
Viene sottoposta allo stesso maggio 2023 a emicolectomia sinistra robotica, con associata anche con l'icistectomia.
L'esame istologico dell'intervento risulta essere un T3N1, 2 su 24 linfonodi interessati,
che porta indicazione per la paziente a iniziare un percorso di chemioterapia adjuvante.
La paziente inizia il suo percorso con un protocollo con capecitabina,
percorso che viene interrotto dopo soli due cicli per necessità di ricovere urgente per sepsi. La
paziente inizia a luglio la capecitabina, a settembre, primi di settembre, fa accesso al
pronto soccorso per iperpiressia, tachicardia, vomito e diarrea. Studiano la paziente,
si viene ricoverata in vicino ad un quadro di shock settico con interessamento polmonare e
e addominale. Marcata anemia, 7 di emoglobina, procalcitonina pari a 188, PCR 270 e 7,5 di
lattati nella paziente settica. Lattati che fanno per studiare la paziente, per cercare
l'origine di questo quadro settico mettono in evidenza una sofferenza ischemica intestinale
specie nel discendente in prossimità dell'anastomosi chirurgica con le pareti del colon a monte ed ematose dilatate
con un quadro anche di versamento pleurico che necessita di toracentesi.
In questo contesto di ricovero, visto il quadro addome, la paziente viene sottoposta ad una prima colonoscopia
che mette in evidenza l'anastomosi rettocolica di calibro ridotto ma comunque transitabile
Il colon ha stomizzato a monte per un tratto di 35 cm con mucosa diffusamente dematosa e ulcerata con riduzione del lume. La paziente fa anche una consulenza chirurgica, si propende per il trattamento conservativo ma i disturbi della paziente persistono.
La paziente è arrivata a perdere circa 15 kg, quindi l'importante è calo ponderare, astenia, anemizzazione come vi dicevo prima dagli esami di laboratorio e algo diarroico con diarrea sanguinolenta.
In un certo modo si dedicano ovviamente i colleghi prima a far rientrare il quadro settico piuttosto che a occuparsi del quadro colico, rientra dal quadro settico e si opta sempre per un trattamento conservativo e la paziente viene mandata a casa.
Dopo circa 20 giorni da questa dimissione la paziente riaccede al pronto soccorso con un secondo quadro di sepsi peggiorativa, con lo scadimento delle condizioni cliniche generali, persistenza della diarrea sanguinolenta fino a 15 scariche al giorno e viene ristudiata.
L'attacco addome vede una risoluzione del foro di distensione addominale con un aspetto assottigliato delle pareti coliche a monte e a valle dell'anastomosi.
Ripete la colonoscopia, ancora mettono in evidenza l'anastomosi di calibro ridotto ma comunque transitabile,
e con mucosa da quadro di colite ischemica, sempre con riduzione del nome.
La paziente continua ad essere trattata conservativamente, risolvono il problema di anemizzazione, risolvono di nuovo lo stato settico e viene mandata a casa.
casa a questo punto la patente si rivolge ai nostri ambulatori la prima la conosciamo in
ambulatori e siamo arrivati a novembre 2023 inizio novembre e prese la visione delle carte
avevamo proposto alla paziente che ovviamente era stanca defedata avevamo proposto un'ulteriore
colonoscopia. Aldona inizialmente ha tentato di fare un tentativo di colonoscopia virtuale ma non
c'è stato verso di fare questa colonoscopia virtuale e quindi è stata sottoposta a l'ultima
diciamo colonoscopia quindi a distanza di sei mesi praticamente dall'intervento da maggio siamo a
novembre e questa colonoscopia mette in evidenza l'anastomosi rettocolica questa volta di calibro
marcatamente ridotto, non transitabile, quindi le colonoscopie nel corso dei mesi mettono in
evidenza questa progressiva stenosi dell'anastomosi e questo quadro di colite ischemica. Quindi in
questo momento, quando la paziente era arrivata alla nostra osservazione, aveva un quadro suboclusivo
perché l'anastomosi collega endoscopista è riuscita a valicarlo solamente con il gastroscopio
pediatrico e quindi da qui nasce la coincidenza diciamo essendo in novembre di presentare questo
caso interessantissimo al congresso al 34esimo congresso laparoscopico palazzini e qui abbiamo
fatto l'intervento ora la parola al dottore giannone bene ritorniamo io non so quanti di
noi avrebbero trattato questo paziente con una terapia attendistica, però mi devo complimentare
chiaramente con i colleghi della medicina d'urgenza che hanno avuto il coraggio di trattare
uno shock settico conclamato con 7 di lattati, chiaramente con una terapia diretta alle
le condizioni generali della paziente che credo in quelle condizioni sia stata corretta
perché sono riuscito a tirarla per le lunghe e sì la paziente per carità si è anemizzata
e ha perso tanto peso, ha avuto tanti disturbi, tuttavia col paziente vivo si possono sempre
fare tante cose quindi loro sono riusciti a portarla certamente non a una condizione
di operabilità. La paziente aveva 78 anni quando è cominciata tutta questa storia, quindi già una paziente geriatrica e quindi una di quei pazienti in cui noi consideriamo il suo stato di fitness prima di parlare di qualsiasi terapia.
La paziente non era fit perché il suo stato nutrizionale chiaramente era scarso, aveva una perdita di proteine e di massa muscolare notevole, siamo alla perdita di peso, non riusciva ad alzarsi dal letto e quindi questa è la seconda fase dell'acronimo NYHA.
Cioè praticamente la sua capacità di esercizio fisico era ridotta notevolmente e certamente era una paziente molto provata dalla malattia. A questo punto il figlio è infermiere quindi immaginate certe volte la cosa non aiuta molto a prendere decisioni e abbiamo prospettato alla paziente un intervento che risolvesse questo quadro clinico.
E nel proprio aspettare l'intervento naturalmente si è posto il problema, cosa facciamo? Reseghiamo il colon? Lo ricostruiamo? Non lo ricostruiamo? Lo ricostruiamo e lo proteggiamo? Questo tipo di discussione l'abbiamo avuto nel corso del congresso stesso con la collega, di cui purtroppo non ricordo il nome, la collega dell'Istituto Mori di Milano, che ci faceva da interlocutore durante il congresso.
Adesso vorremmo chiedere al Gigi e a Piero cosa avrebbero fatto loro, anche se loro già sanno quello che abbiamo fatto noi.
Però vediamo quali sono le motivazioni per scegliere l'uno o l'altro tipo di terapie.
Buonasera a tutti e grazie a Giorgio Palazzini per il gentile mito, grazie a tutti quelli che ci stanno ascoltando.
entrerei anch'io subito nel vivo dell'argomento intanto mi complimenterei con i medici che
immagino nel mercato hanno accolto la paziente hanno applicato un protocollo di failure to rescue
rest in maniera assolutamente incomiabile perché non tutti conoscono questo tipo di approccio non
Non tutti quindi avrebbero chiaramente dato priorità alla cura, all'interpretazione dello shock settico della paziente
e portarla ad amblè in quelle condizioni in sala operatoria probabilmente non sarebbe stata un'ottima idea
ma se statisticamente poniamo all'attenzione di tutti quelli che con un caso di questo tipo
avessero accolto la presente in urgenza un buon 70 per cento di noi avrebbe probabilmente immediatamente
operato la presente con la diciamo interpretando meglio tutto quello che è il quadro critico di
questa sign di questa paziente probabilmente sarebbe stato un errore una paziente altamente
settica sarcopenica in una maniera importante e probabilmente di un atteggiamento interpretistico
non avrebbe tratto un ottimo beneficio. Quindi ancora complimenti per chi ha gestito il pre-operatorio di questo intervento.
Per quello che riguarda le dinamiche che hanno condotto a questo, se vogliamo, errore tecnico del primo intervento, secondo me questo è un tema che andrebbe, e in questa sede lo trovo una sede opportuna, adeguata per poterlo affrontare.
e l'approccio medio laterale alla flessura, l'approccio ai vasi del collo in sinistro
sicuramente sono un tema di non secondaria importanza,
specie, abbiamo parlato prima di chiudi giovani,
specie per il fatto che la laparoscopia in qualche modo può indurre un errore di valutazione,
Non tanto durante l'approccio, perché oggi gli approcci alla mobilitazione della flessura sono standardizzati. Io stesso da Piero Conti ho avuto un grande insegnamento dell'approccio alla flessura attraverso la mesenterica in filo di vena, che io invece trattavo prima in senso lateromediale.
E voglio dire questo che cosa comporta, perché ho fatto questo ragionamento? Perché spesso si arriva a finire l'intervento in maniera corretta, legare i vasi in maniera corretta, si pensa di risparmiare la collega sinistra perché è comunque un vantaggio per la lunghezza del viscere,
succede che chiudiamo, tagliamo, prepariamo tutto per esteriorizzare quindi il colon e prepararci
l'anastomosi, succede che quando si rientra dopo aver fatto l'anastomosi qualcosa non ci piace e
mobilizziamo qui e lì qualcosa per cercare di avere minore attenzione sull'anastomosi e secondo me
Questo è uno dei guai che può portare a un'ischemia dell'anastomosi perché questo deve essere già tutto pre-organizzato prima, cioè il momento in cui tu decidi di fare una resezione del retto basso o una colectomia sinistra, la sezione della vena e dell'arteria e la mobilizzazione della fessura ti devono dare l'idea che questo colon vada giù al retto basso.
in maniera elastica, senza alcuna tensione, perché tutto quello che viene fatto dopo,
dopo aver fatto l'anastomosi, probabilmente può esporre a questo tipo di problema.
Scusate Gigi, io vorrei ritornare indietro un paio di passi, perché questa è tutta una specie di ping pong
che dovremmo fare qui. Allora, intanzitutto io non credo che questo intervento sia stato fatto
in maniera scorretta, per niente. Cioè l'intervento è stato fatto giusto, c'erano fatto dei linfonodi,
c'erano 24 linfonodi. Poi ti vorrei ricordare che non è un retto, perché a 40 centimetri era la neoplasia
e una neoplasia a 40 centimetri non è un retto. Ma guarda caso certe volte è più difficile da gestire
per vascularizzazione, perché noi pensiamo che il colon ha una vascularizzazione standard, tutti i colon
sono uguali, invece non è così
cioè tu lo sai quante connessioni
ci possono essere
io non ritengo che la paziente
abbia avuto un errore di intervento
chirurgico, credo che abbia avuto una colite
ischemica, ora la colite ischemica
può comparire
anche nel corso senza intervento chirurgico
poi noi la colite ischemica
l'abbiamo vista
in open, l'abbiamo vista in laparoscopia
e ora la vediamo anche in robotica
ma non è un problema
di errore di intervento chirurgico probabilmente è una problematica legata alla vascolarizzazione
del colon e al modo che abbiamo noi di mobilizzare e succede raramente non è che succede spesso tanto
che però non deve essere un problema così raro e così difficile da interpretare perché tanti
autori e le ditte stesse hanno
creato un sistema per scoprire
l'ischemia no? Ma l'ischemia
che avviene durante l'intervento chirurgico
tu lo sai
il verde indocianina è stato messo
in commercio
ah ecco ho telefonato a un collega
dico ma tu lo usi il verdendo cianino
uno che fa con
mi ha detto sì specialmente nell'emicolectomia
destra ah vabbè
ho capito allora quando lo usi
e allora dico
c'è un sistema
e quante volte comunque l'impiego del verde indocianina cambia quello che tu non avresti fatto
spontaneamente quando vedi un buon colon che è diventato scuro giusto quindi io credo la
cosa che è stata fatta è la cosa giusta però purtroppo dobbiamo capire che questo tipo di
evoluzione questo tipo di ischemia può succedere a prescindere dall'intervento chirurgico se uno
uno poi va a fare un intervento chirurgico
e tiene conto, ripeto, che
comunque deve mobilizzare dei vasi
comunque deve modificare
e guarda che gli interventi più brutti
non sono quelli sul retto, sono quelli più in alto
perché poi tu la flessura
deve mobilizzare lo stesso, non lo so
qui se la flessura è stata
mobilizzata o meno, però poi quando abbiamo rifatto
l'intervento poi ti racconti il seguito
tuttavia, ripeto
la colite ischemica
è un evento che si può verificare
durante un intervento chirurgico sul colon, comunque tu lo faccia e anche in mani, insomma,
certo, probabilmente alcuni colleghi ce ne hanno di meno, altri ce ne abbiamo di più, però tutti
abbiamo la stessa entità di colitis chemica, no? Io credo che il fallimento di una anastomosi colica
psicologica spesso è legato a un'ischemia del colon, no? Cioè se tu dovessi individuare,
le poche anastomosecoliche
che sono andate in decenza
dovresti dire
in percentuale
quanti sono un errore tecnico del chirurgo
quanti sono
un malfunzionamento
delle suturatrici
non è che le suturatrici siano
foolproof
o noi che le impieghiamo
c'è anche il problema
di chi rimane già le suturatrice non è ma di per sé sono strumenti che possono anche avere
un serio durante l'applicazione no e quindi se io dovessi dire succede una storia si chiamano
in deiscenza quanti sono un errore nell'isolamento quando sono rischia mia c'è un quanti di queste
in estomo si gioca un ruolo importante l'ischemia, giusto? Forse nella maggior parte. Altri vanno
in decenza perché non funziona la suturatrice meccanica, altri magari andranno in decenza
perché c'è sempre lo zampino del diavolo, però ripeto, io sono convinto che la maggior parte...
Giorgio, diciamo che l'80% delle deiscenze anastomotiche sono su base ischemica.
L'ischemia in generale, ma qui non è andata in decenza l'anastomosi, è stato un quadro classico di colite ischemica così come viene descritto nel Sabiston, con tutto il quadro clinico della diarrea mucosanguinolenta, della mucosa e l'evoluzione.
cioè se noi ci imbattiamo
in un caso di colite ischemica
spontanea
cioè il paziente che viene portato al pronto soccorso
non ha mai avuto fatto interventi
ma viene con molte pancie, diarrea sanguinolente
e via discorrendo
e fai una diagnosi di colite ischemica
ma ripeto, trattamento di 20 anni fa
il trattamento poteva essere
sicuramente
conservativo e potreva essere
cioè naturalmente
una colite ischemica viene operata
l'amblè, o viene ressecato
subito, anche perché non esiste una perforazione
intestinale, ma come vedi in questo
caso non esiste la perforazione
intestinale, quindi la colite ischemica
viene trattata in maniera conservativa
e si vede qual è il quadro evolutivo
che in una buona
percentuale di casi
esiste nell'astenosi, no?
Probabilmente
questa paziente avrebbe avuto l'esito
di una RCU classica, cioè
quella che
aveva già i sintomi
avevo già il disfacimento della mucosa
quindi sicuramente
il quadro era compromesso
ricordiamoci che è entrata con uno stato settico
in punto soccorso
quindi
la gente che arriva con 7 di lattati
tu lo sai, noi quando le dilattate superano due o tre
partiamo con la noradrenalina
quindi non è che ci dobbiamo dire
una paziente che è andata
e ha avuto quel decorso clinico
sicuramente non sarebbe
stato logico
portarla in quelle condizioni, almeno
dovevamo fare una resuscitation
come la chiamiamo nel nostro
gruppo. Assolutamente
perché avrebbe avuto già
di per sé una ipoperfusione
splanchnica così severa
che anche mettendo le catecolamine
questa l'avrebbe solo peggiorata
cioè non c'era circolo
quindi è chiaro che è stato un atteggiamento
una paziente
sostanzialmente occlusa
cioè con una paziente che ha avuto
un'evoluzione in
stenosi
stenosi non transitabile
neanche con l'endoscopio pediatrico
come dice l'endoscopista
quindi a questo punto
pur essendo la paziente non fit
pur essendo priva di massa muscolare
non si è alzato più dal letto
l'anemia si può correggere
basta avere a disposizione la banca del sangue
l'anemia bene o male si correggere
ma che facciamo per questa paziente
dovremmo
in qualche modo
aspettare un intervento tailor made per dire in italo inglese un intervento per questa paziente che
la cosa importante cioè è cucito il vestito su che se lo deve mettere non è e sempre ricordandoci di
quel lungo adagio che abbiamo usato tanto nel nostro gruppo che con paziente vivo poi si
possono fare tante cose e invece col paziente morto non si può fare più niente quindi il
problema era fare un intervento salvavita in questa pazienza. Certo no, l'intervento è stato più che
salvavita è stato un intervento veramente diciamo coraggioso ecco io lo voglio dire che io non so
chi ci ascolta e quanti di quelli che ci ascoltano avrebbero fatto quello che hai fatto cioè
ricanalizzare la paziente perché io credo che una grande percentuale di persone di chirurghi con
con una paziente quasi ottantenne e in queste condizioni avrebbero preferito un damage control,
cioè portarla a casa questa nave con una colostomia magari definitiva,
quindi chapeau perché gli hai regalato una qualità di vita che altrimenti non avrebbe avuto.
ma sarei curioso di chiedere a chi ci ascolta
quanti avrebbero approcciato
così temerariamente questa cosa
faccio una domanda
Piero
tu
sei d'accordo che questa pazienza
alla fine andava operata
perché c'era una stenosi, una lunga stenosi
del colon discendente
e una stenosi dell'anastomose
ma opera, adesso tu come lo opere?
open o in laparoscopia?
allora
innanzitutto buonasera a tutti
ringrazio il professore Palazzini per
l'invito e ringrazio il dottore Giannone
per la possibilità di discutere questo
caso saluto il dottore Piazza che è un
esperto in chirurgia colorettale io mi
sento piccolino di fronte a questi nomi
importanti però posso dire diciamo
vorrei fare io alcune domande perché da
alcune domande forse io potrei imparare
perché anch'io ho avuto un caso del
dottore Giannone si ricorda dopo una TATMI
atti attimi di avere un'ischemia colica. Sono d'accordo sicuramente sul fatto che sul secondo
intervento andare a operare una paziente in uno stato settico così importante sarebbe stato
deleterio. Riprendere le condizioni generali del paziente è stato ovviamente vincente, poi per
quanto riguarda la scelta terapeutica mi associo a quello che diceva il dottore Piazza, sicuramente
la stragrande maggioranza dei chirurghi
avrebbe effettuato una resezione, una colostomia
terminale ai pazienti di queste parti
però le domande che mi piacerebbe porre
sono alcune e mi riferisco
anche, sono d'accordo
anche con il dottore Piazza
soprattutto dal punto di vista tecnico
due domande fondamentalmente, la prima
la paziente
le stenosi coliche
le ischemie, diciamo, ischemiche
le ischemie coliche
post chirurgia sono veramente
un evento raro
E vi sono alcune condizioni che vi dispongono. Nell'anamnese della paziente al primo intervento non so se avesse avuto dei precedenti cardiovascolari. Questo ad esempio è uno dei fattori che aumenta il rischio di ischemia colica.
E quindi lo studio preoperatorio del paziente è importante capire se il paziente avesse avuto un precedente cardiovascolare, un precedente ischemico che possa determinare successivamente un peggioramento dell'autocamera.
l'ha avuto quindi ma che fanno la opera io sto arrivando a arrivare innanzitutto al problema
perché qua stiamo parlando di colite schemi che dobbiamo capire poi tecnicamente a questo fattore
quale potrebbe essere la soluzione tecnica le altre domande che mi sono venute in mente mentre
guardavo la relazione e poc'anzi dottore piazza parlava di di un approccio alla vena un approccio
all'arteria quindi di standardizzazione e di standardizzazione vuol dire non solo la
standardizzazione tecnica dell'intervento io sono per fare sempre la stessa identica cosa
fatta sempre lo stesso modo in modo che sia riproducibile anche per chi mi è vicino per
per i miei colleghi per i più giovani standardizzare una metodica riporta alla
riproducibilità però dal punto di vista tecnico mi chiedo un tumore si parlava di un tumore a 40
centimetri ed è stato scritto emicolectomia sinistra poi l'intervento poi descrivete il
discendente quindi non comprendo se era un tumore del retto è una domanda se è stata fatta un
un'emicolectomia sinistra il discendente
non doveva averlo
perché io ho visto nella slide che si è scritto
un'emicolectomia sinistra con
un discendente poi che è stato valutato
discendente trasverso e il discendente
era quello eh stenotico
e poi anche dal punto di vista tecnico
che tipo di legature
sono state fatte al primo
intervento chirurgico vale a dire è stata
legata l'arteria
all'origine è stata
effettua perché l'emicolectomia sinistra
prevede la legatura dell'arteria mesenterica all'origine, se fosse stato un tumore della flessura splenica
poteva prevedere solamente, esclusivamente, la legatura della colica di sinistra.
Quindi questo è sempre più quanto riguarda la standardizzazione.
E poi volevo chiedere al professore, e finisco, sono davanti a discussione,
se è stata effettuata un'angio-TC alla paziente prima del secondo intervento,
per capire se vi era stato un problema in quelli che sono i punti critici di tipo vascolare
nell'irrorazione delle versioni del colon, perché sicuramente qui vi è stato un difetto
o dell'arcata arteriosa di Drummond, l'arcata arteriosa marginale,
e questa è la cosa più probabile perché un'ischemia cronica non è stata una deescenza dell'anastomosi,
quindi che è stata una insufficienza vascolare cronica e questo è quello che mi chiedo se è
stato fatto uno studio angio-TC poi sul trattamento sicuramente aver portato la
paziente a una condizione fit ha permesso di effettuare un intervento chirurgico brillantemente
condotto dal dottore Giannone e sulla anastomosi e lì in effetti mi ricongiungerei alla domanda
precedente io se avessi saputo se la pazienza che aveva avuto in precedenza un accidente cerebro
vascolare molto ovviamente personalmente non avrei fatto la rastomo si può portare come
c'è detto le piazza la barca in porto però grazie per il colpo di spugna ma il problema nella delle
delle definizioni, viene dopo quello che noi abbiamo fatto. Molte volte vediamo retti resecati a 25 centimetri, questo è di osservazione comune, prendere una cartella di un paziente con un tumore di retto a 25 centimetri, questo ci capita ogni tanto, non è spesso, ma ogni tanto capita.
E certe volte nelle casistiche vediamo che ci sono più pazienti che hanno molti carcinomi di effetto, perché tutte le resezioni coliche fino a che arrivano a resegare tutto il sigma, ma vengono etichettate resezioni di effetto, non lo so perché, e neanche mi ci voglio addentrare in questo argomento, però è una cosa di osservazione comune.
però dico l'anatomia non è cambiata
diciamo
il retto ha una sua lunghezza
che dico per carità salvo rare eccezioni
però 25 centimetri
non si può interpretare
25 centimetri come il retto
perché mi sembra difficile, non è anatomico
ma non ti capita di vedere
che a te la clinica di pazienza operata
di carcinoma del retto dove la neoplasia
era 25 centimetri o questa
e professore infatti il mio
termine standardizzazione
come ho detto, non si deve riferire
alla standardizzazione tecnica
ma rispetto di quelle che sono
alcune terminologie
ho il ruolo
di commentatore
tra virgolette moderatore
lei ha fatto una domanda a me e al dottore Piazza
il dottore Piazza ha detto che nella stragrande
maggioranza
avrebbe fatto una colostomia
io ho detto che personalmente avrei fatto una colostomia
per quanto riguarda
invece l'audience, in questo momento
la collega Tommaso Marzano
Dice anche lui avrebbe fatto una colostomia definitiva. Questo è perché per suscitare un po' di discussione anche tra i colleghi partecipanti che sono numerosi, un evento che il professore Palazzini sta...
Io non metterei queste limpi, perché una cosa è la paziente nelle condizioni in cui noi l'abbiamo portato in salvatore, una cosa è la paziente fa sei mesi, perché è detta che la paziente fa sei mesi e non vuole tolta l'astomia, quindi noi la dobbiamo mettere nelle condizioni di poter togliere l'astomia.
Ma il problema, facendo un passettino indietro, è che questa paziente non è dissimile da tanti altri che secondo me hanno ischemia, a prescindere da quanto regolare e standard noi facciamo la legatura dei vasi.
Questo è una cosa che secondo me può succedere, certe volte ce ne usciamo senza danno perché io penso che ci sono anche pazienti che certe volte guariscono con un pochino di steno se no e poi magari dopo sei mesi le troviamo che l'anastomosi è rigida o estenotica.
magari un paziente che ha fatto
un'iliostomia di protezione
e ha avuto un po' di ischemia
o una minima
di scienza nostromotica
dopo un intervento solo fatto
sul retto, magari avrà avuto
anche il deranaggio sporco
per un paio di giorni e poi noi ci riusciamo
quando andiamo per valutare il paziente
per chiudere l'iliostomia
quando il paziente è messo
sui reggi coscia, facciamo
l'esplorazione rettale, non ci passa il vivo
agevolmente, ma poi ci passa
ecco
tu lo tocchi, ah no no, ci è passato
e quindi capite che il paziente può avere un poco
di stenosi e questa può essere stata
post ischemica e ce ne siamo usciti
senza danno, quindi non è che
ripeto, necessariamente
l'ischemia legata
all'organizzazione del colon
alla mobilizzazione dei vasi
deve necessariamente esitare
in un dramma come questa paziente
può essere che ce ne usciamo con molto di meno
d'altra parte
e noi perché facciamo ancora
le ostomie di protezione
le facciamo perché temiamo
che non funzioni
è quello che mi chiedo anch'io
e a cui non vi do
una risposta
nel corso di
una
compilazione di una tesi
spesso sulle ileostomie di protezione
probabilmente
però noi abbiamo cercato
di calcolare
le number needed to treat
che è il modo migliore per vedere se è una cosa è utile oppure no perché in genere quando il
number di soggetti è inferiore a 20 16 18 comincia a diventare una cosa quando il number di soggetti
è di 1 a 200 non è più utile perché poi c'è un certo numero di ileostomie di protezione
che va in deiscenza attenzione quando tu li chiudo e lì non c'è ischemia lì c'è il problema
di richiudere sempre di fare una mastoma aggiungerei che spesso negli ostomia viene
fatta tardivamente per mantenere una mastomosi il problema è che in quel colon è già passato
un metro circa di feci quindi queste gli ostomia magari potrà anche funzionare ma questo metro di
feci passeranno in quella di scienza
anastomotica quindi anche lì voglio dire
insomma c'è tanto da dire. Si suppone
che tu la preparazione intestinale la
faccia che che ne dica la letteratura
può essere anche questo un argomento
sul colon sicuramente no ma sul retto
la preparazione ad oggi ancora
scientifica e quindi porta a tavolo
per un paziente che l'ho preparato
dopo faccio una ileostomia.
Però, professore, mi permette di sentire,
sicuramente le coliti ischemiche possono avvenire in tutti i soggetti,
secondo anche delle patologie preesistenti,
però si ritorna a quello che diceva il dottore Piazza.
In questo caso, verosimilmente, non trattasi di un'ischemia di tipo primitivo,
perché sicuramente è più rara rispetto alle ischiemie intestinali
il paziente che ha avuto un'ischiemia intestinale
avrebbe interessato il piccolo intestino
perché non credo fosse fibrillante la paziente
nell'anamnesi, nell'apparato cardiocircolatorio
non ricordo di aver sentito dire che fosse fibrillante
quindi è altamente improbabile che questo fosse un fatto trombotico esposto
è un'embolia che sarebbe stata forse molto più drammatica
Quindi le chiedo, io non ho avuto il piacere, diciamo che non ho avuto il piacere o non l'ho visto, così faccio la domanda. La domanda è diretta. Quando ha eseguito l'intervento, che basi ha incontrato?
Cosa? Basi?
Quando ha eseguito l'intervento, che legature ha effettuato?
i vasi che io ho incontrato
e ho utilizzato il colon
estenotico, quello che mi è sembrato
estenotico
e ho boccato l'intestino
non è che mi sono messo lì a contare i vasi
ma la prossima volta se la paziente vuole essere ricostruita
mi sono accertato che l'intestino
che ho boccato naturalmente era ben vascularizzato
non ho fatto
l'verde indocianina
anzi vorrei
l'impressione di tutte e due
sull'indocianina
cioè a un certo punto voi
la farete ordinariamente siete convinti che abbia un'utilità oppure no e poi sentiamo i colleghi
tanto ci sono 300 colleghi che sono collegati con noi speriamo che sia vero e quindi ci saranno
visioni diverse ci saranno quello che ti dice io lo faccio sempre devo dirissima però io un
un quesito picco di questo genere fatto in previsione di un lavoro prospettico randomizzato
non l'ho visto, e il quesito picco si può fare, tutti i pazienti con restrizione di colon,
la P, identificando i pazienti, intervention sarebbe indocianina, comparison no indocianina,
e poi dell'outcome che cosa valutereste voi in questo quesito picco che ci mettereste come outcome?
la colite ischemica, la deiscenza dell'anastomosi, l'astenosi dell'anastomosi successiva, dopo sei mesi,
cioè gli outcome di un'eventuale colite ischemica, secondo voi, da utilizzare per fare un lavoro sul verde indocianina
e calcolare qual è il number needed to treat per il verde indocianina, no?
Perché se prima non vediamo un lavoro fatto con questi criteri metodologici,
possono venire a raccontare tutte le
barzellette che vogliono ma ripeto in
genere le risposte serie escono da un
lavoro che risponde a un quesito picco
no? E per fare un quesito picco dobbiamo
definire anche gli outcome che andiamo a
misurare. Io ho letto sempre lavori
metanalitici sul sull'aspetto della
florescenza però eh diciamo prospettici
randomizzati sulla sulla eh attualmente
non ricordo di aver letto qualcosa ma
Probabilmente è colpa mia perché faccio ammende e non avrò letto a sufficienza, però per quello che riguardava l'utilizzo rutinario che hai chiesto anche a me, io ho la fluorescenza, l'ho utilizzata nel colo, non la uso più, viene ancora utilizzata nell'epatobiliopancreatica a pieno canale dai colleghi che qua la fanno e la fanno anche bene.
Se vogliamo fare una linfadenectomia può effettivamente evitarci, ma sull'aspetto della vascularizzazione, uscire quel moncone e vedere che zampilla è sempre un piacere, vedere un moncone pallido e metterci la testina dentro, un po' sono riluttante a farlo.
non è paleto, è blu
è scuro, non è paleto
tendente al nero
quindi
non te lo devi tenere
attento a ce n'è che tiene
un lavoro cooperativo
mettendo assieme
qualche migliaio di pazienti
lo potremmo fare
per dimostrare una volta per sempre
se è utile o non è utile
perché poi i medici legali
certe volte
leggono pure la letteratura medica
questo lo escludo
però voglio dire che il medico legale
possa leggere letteratura medica
mi riesce difficile che possa leggere
le conclusioni di qualche lavoro forse si
se gli serve e quindi
lo lascerei a parte il ragionamento
c'è lanciare
un trial
prospettico randomizzato con
degli endpoint che tu hai già creato
sull'aspetto della fluorescenza potrebbe essere
interessante
magari
e tu c'è uno che va in deiscenza
e va bene
e questo prima o poi per chi fa chirurgia
succede
e il medico legale ti chiede
ma tu hai fatto il verde endocianina?
no, e allora sei stato tu
il imprudente perché io ho letto
un riassunto di un lavoro
che era retrospettivo
in cui c'era scritto che
serviva il verde endocianina
tu non l'hai fatto e perché non l'hai fatto
quindi insomma hai trascurato un elemento importante
allora dobbiamo sapere
se siamo veramente obbligati a farlo
non so se questa signora l'avesse fatto
ma è probabile che l'abbia fatto
perché ovviamente il robot ha questa capacità
cioè la sua gente
come no, ha la capacità di
visualizzare le due cianine
va bene
io dico a questo punto
visto che sono anche
moderatore, chiederei
all'uditorio
di mandarci in chat
o nella domanda e risposta
dove vogliono
e chiedo ufficialmente
quanti, chi fa chirurgia colorettale
utilizza il verde indocianina
mi prego rispondeteci perché
c'è il verde indocianina
e poi ci aggiungerei
quante volte cambia
il risultato
cioè quante volte fa delle mosse
che vengono giustificate
dal verde indocianina
va bene
allora nel frattempo che rispondono i colleghi posso dire quello che il mio pensiero sul verde
d'indocianina ad oggi come si diceva non c'è una procedenza però forse uno studio uno studio io mi
ricordo averlo visto il gruppo di gruppo di milano in cui di quel more in cui faceva uno studio un
un trial randomizzato sulla chirurgia colorettale
ed iniziava che vi era una riduzione del tasso di anastomotic leakage
tra i pazienti sottoposti a verde indocianina prima del confezionamento dell'anastomo
tra i pazienti sottoposti a verde indocianina prima del confezionamento dell'anastomo
5% versus il 9%.
Ad oggi credo che il verde indocianina, premesso che io non l'ho,
però ho fatto richiesta per avere il modulo nella mia colonna,
credo che nella chirurgia con le rettali
l'utilizzo di docianina possa
migliorare quelli che sono gli outcome
in termini di leakage
e in termini di
ora prima di dare la parola ai colleghi
che ci seguono volevo solo
chiederti questo se noi non precisiamo
quante volte questi colleghi che hanno
fatto questo lavoro
neanche tutto l'hanno fatto in maniera
randomizzata o no?
seconda cosa
quante volte hanno cambiato
qualche cosa dell'intervento
in base ai risultati del verde indocianino
questo è importante da stabilire
perché se loro riportano una differenza
allora secondo me
il lavoro dovrebbe farlo randomizzato
e seguendo quel quesito pico
cioè indocianina
gruppo indocianina
gruppo indocianina no
dopodiché allora ha un significato
se loro mi dicono
ma se lo usano ordinariamente
e poi
retrospettivamente vanno a vedere
quelle con verde indocianina, quelle senza
verde indocianina, può essere che hanno avuto
un'attenzione diversa
nei basieri che hanno fatto il verde indocianina
e poi se col verde indocianina
tutto sommato loro non hanno cambiato
la procedura, perché la procedura
è risultata sempre la stessa
ma loro come la spiegano questa differenza
comunque, la chiudiamo qui questa cosa
perché... No, no, intanto
ti voglio dire che comunque
abbiamo suscitato
Dato comunque un pochino di attenzione, perché ci sono tanti colleghi che ci stanno scrivendo delle cose molto interessanti, sia sull'utilizzo della indocianina, sia sull'adozione o meno di una ileostomia, non tanto per quello che riguarda l'aspetto tecnico, quanto per l'eventuale contenzioso medico legale.
E quindi questo, come dire, ci fa, almeno personalmente, mi fa gioire perché vuol dire che l'argomento è interessante. C'è qualcuno che ha studiato anche lo stesso libro mio perché c'è qua un collega che mi ha detto che il retto è lungo 12 centimetri, quindi evidentemente aveva il mio stesso testo e sono contento perché abbiamo studiato lo stesso libro.
però voglio dire a parte questa battuta poco simpatica dico c'è c'è un interesse perché leggo
che alcuni colleghi l'hai visto anche tu piero alcuni colleghi nel loro ospedale non hanno
addirittura la fluorescenza quindi non la fanno mai probabilmente la farebbero anche ma non la
non la possono fare e molti ecco qui
le domande c'è un collega Gigi che ha
risposto oggi alla domanda del dottore
Giannone e dice che proprio oggi ha
eseguito un intervento e ha dovuto
quanto la vascolarizzazione con i verdi
quanto la vascolarizzazione con i verdi
il collega Luigi Loiotile
Loiotila dice questo quindi la
discussione è sicura l'argomento è
sicuramente un argomento che suscita
una discussione importante
e la cosa più importante è che dice
con colorito appena diverso
dal colorizzato quindi questo è
interessante no perché evidentemente
l'aspetto che c'è quello che
l'impressione che ha avuto che magari
visivamente il colon fosse buono
ma poi il verde lo ha
indotto a resecare quindi
e questa è una cosa
assolutamente interessante
in effetti come hai detto poc'anzi
tutte quelle che sono quelle
manifestazioni diciamo che sono
empiriche che sono sempre
deputate che sono
molto soggettive
del colorito della
con i verde indocianina
queste vengono
meno perché
i verde indocianina ci permette di effettuare
una corretta mappatura vascolare
abbiamo fatto qualche sicuramente
delle prove empiriche
il clampaggio
della arcata arteriosa marginale
se zampilla, se non zampilla
però il verde indocianina in effetti
ci permette di visualizzare bene
la mappatura
vascolare
c'è un intervento in chat
di una persona che secondo me è importante
perché è uno specializzando
e quindi là io
devo assolutamente fermarmi perché
do priorità assoluta
inizia male perché dice io sono un semplice
specializzando, io direi
che sei un collega a tutti gli effetti quindi
Quindi all'inizio della carriera all'ospedale dove stavo prima
utilizzavamo l'ICG rutinariamente sulla biologia colorettale.
Abbiamo i dati in fase di fine raccolta ed analisi
ma ad occhio direi che cambia l'atteggiamento.
La sezione in punto diverso o rite sezione
circa il 15-20% delle volte cambiando quella che sarebbe stata la scelta in visione diretta.
Sarà nostra memoria condividere i risultati appena pronti.
finalmente, grazie
mi pare che ti chiami Francesco
perché vedo solo l'inizio
del Francesco
si, si chiama Francesco, sa ma non vedo
il cognome
ti ringrazio di cuore
perché era quello che
abbiamo detto in premessa
di questa trasmissione
che quello che ci serve è proprio questo
l'info nuova e le idee nuove
grazie dell'intervento
la domanda è
è proprio questa, ma al primo intervento
al report chirurgico
è stato effettuato un test
a vendendocianina?
In questa paziente?
In questa paziente, sì, nel caso clinico
Ah, c'era scritto
Vedi di sì? Quindi è stato effettuato
No, non lo so
Nel primo intervento, certo, è stato effettuato
Ah, comunque volevo dire al collega
che ha fatto quell'intervento
non lo complimenti, perché questo
non lo complimenti, perché questo
Questo significa che ha messo una maggiore attenzione.
Io credo che l'attenzione alla vascolarizzazione già di per sé potrebbe cambiare l'atteggiamento
perché anche il dottore Foresta la settimana scorsa ha visto che un tratto di intestino
perché anche il dottore Foresta la settimana scorsa ha visto che un tratto di intestino
Cioè penso che l'attenzione sia già un fattore importante nell'evitare ovviamente
di fare l'anastomosi con l'intestino
e schemi, tuttavia vorrei dire
al collega che l'ha fatta oggi
l'anastomosi
quello che ha usato le verde indocianina
e ha resegato l'intestino
vediamo se ci risponde
il collega
è in chat
domanda risposta
vediamo se ci risponde
sicuramente
dottore Giannone l'esperienza
come quella del dottore Foresta
sicuramente sulla chirurgia colica
è importante però questo non è veramente soggettivo il dottore foresta un'esperienza
sulle chirurgia colica che non ho io quindi sicuramente a me personalmente verrebbe di
di più maggiore ausilio in particolar modo le sezioni del retto basso una verde indocianina che era il punto di vista medico legale è stato introdotto il punto di vista
indocianina che era il punto di vista medico legale è stato introdotto il punto di vista
medico legale oggi fare verde indocianina aiuterebbe dal punto di vista medico ci sono
anche ci sono anche diciamo dei chirurghi di una certa importanza c'è garulli e che saluto perché
un amico caro amico ed è sicuramente poi tutti conoscete sapete quanto è bravo è stato uno dei
primi a fare l'eras veramente il primo centro era si italiano lui dice che penso che se hai
di cg aiuta ma non pensate che gli schemi intestinali dipende da basse portate intra
operatorie dall'effetto microbiota eccetera giorgio vuoi rispondere sì e gg io poco fa
avevo capito che il collega che oggi ha fatto il verde indocianina rire secato l'intestino poi
quindi dobbiamo aspettare dobbiamo aspettare si stanno toccando il mio associato grazie a
dottore carulli che ha introdotto un altro tema importante che quello del microbiota intestinale
vi sono forse c'è qualcuno che sta in questo evento effettuando uno studio in termini dei
dell'anastomosi in pazienti dopo studio del microbiota intestinale. Per quanto riguarda
l'ischemia intestinale non so se c'è una stretta correlazione tra microbiota e ischemia intestinale.
Qui parliamo di una paziente che ha in effetti una colite ischemica, una stenosi dell'anastomosi.
Leggo anche nella mia esperienza il verde indocianina porta ad un overtreatment resettivo
in tre casi i gonconi, soprattutto il prossimale
sembrava poco perfuso
e tuttavia l'anastomosi successiva
ha retto senza riresezione
tecnologia tri-staple
l'anastomia, l'anastomosi che da giochi
ha un ruolo importante in questo
diciamo è un tema importante, non da poco
io penso che
queste sono belle esperienze
di cui noi dobbiamo tenere conto
ma tu non è che lo sai
cosa succede dopo alla ischemia c'è allora l'impiego ordinario del verde indocianina
in uno studio prospettico e randomizzato perché fino a quando non facciamo questo tipo di studio
non dico che sono sicuro di questo e quindi bisognerebbe avere un pensato per dire sì ha
sempre sul tessuto sano quindi ne posso fare almeno del verde indocianina ma dico probabilmente
non dico che sono sicuro di questo e quindi bisognerebbe avere un pensato per dire sì ha
ridotto come quel collega che ha specializzato che dice che ha ridotto le decenze anastomotiche
consideriamo come altra deiscenza anastomotica il tema che ha posto lo specializzando potrebbe
essere interessante è per uno studio abbiamo come avuto la maledicenza anastomotica indocianina si
in docenina no facciamo due gruppi di pazienti l'autica non l'abbiamo già definito alla fine
dobbiamo vedere se c'è una differenza di licenze nostre modi che perché questa è la cosa che poi
importanti ma fino a quando uno reseghe reseghe non mi pare buono non mi pare male nel regolo
ottimo regolo con le indocianina rimaniamo sempre in un ambito di scienza così molto approssimativa
è empirica così ci vuole lo studio prospettico fatto forse è stato già fatto non l'abbiamo letto
che succede a memoria ricordo questo studio del gruppo di milano forse il primo studio
un trial prospettico randomizzato in cui iniziava questa riduzione del tasso di
denis va bene e professore mi scusi lei non ha fatto il posso dire questo chiedere sempre
perché devo imparare lei non ha fatto verde indocianina però ha deciso comunque di effettuare la
l'anastomosi. Noi abbiamo fatto un'anastomosi. Ah scusami, noi abbiamo fatto un'anastomosi. Ah perfetto, allora ho capito invece che avessi fatto un'anastomosi.
anche io ho capito
quindi mi viene sempre il dubbio
perché ha fatto
come se è deciso a fare una stomosi
perché anche la platea abbiamo visto
che ha subito risposto io avrei fatto un Artman
e ora su questo
il verde indocianina era magnifico
bellissimo tutte queste cose
la paziente ha 77 anni
era frail
allora abbiamo fatto
mi comporta questo perché allora avrei fatto
la scelta corretta a fare un Artman
la scelta corretta a fare un Hartmann
ma non mi sarei sentito
non vuol dire che l'aveste fatto
invece professor posso ritornare un momento al discorso
di Pocanzi
che intervento ha subito
il paziente
precedentemente se è stato descritto il polo
indiscendente è stato descritto il retto
che non lo so
perché non c'era quando ha fatto quell'intervento
solo di tirare fuori
la paziente da un guaio in cui era
non bisogna messa a guardare
era un motivo
di era un motivo di discussione per capire poi quale approccio terapeutico fare a questa paziente
si guardi questo ma cosa che invece ora ti porto la domanda che mi è stata fatta durante il
palazzino invece dalla collega che faceva da moderatrice era io farei l'anastomosi perché
io farei una stomose e farei una ileostomia di protezione anche io ho chiesto scusami perché
fareste la gliostomia non sei sicuro della donna stomose? si mi ricordo mi ricordo
diceva io farei la gliostomia scusi la gliostomia ma poi infatti anche il termine di chiamare gliostomia di protezione
io lo abolirei questa protezione perché non protegge da nulla non protegge dalla formazione
dell'deiscenza, semmai riduce
quelle che sono le complicanze
quindi
l'ileostomia di protezione
diciamo
l'ileostomia un paziente che ha fatto
un'anastomosi sottoperitonale
o un paziente che ha fatto un'anastomosi
dopo un trattamento neoterapico
sicuramente diciamo
è mandatoria
in questo caso non lo so se poi
se mi gioco la carta del
verde indocianina faccio l'anastomosi
e non la proteggo
perché se non ho
il verde indocianina come ha fatto lei
farei direttamente una
però
non lo farei comunque con il verde indocianina
perché già il paziente è venuto fuori da uno shock
settico, non penso che una seconda
decenza dell'anastomosi
la potrebbe superare
perché non ho fatto il verde indocianina
non ho fatto l'anastomosi
non ho fatto l'anastomosi perché
quando abbiamo parlato delle
cirurgie delle decenze anastomotiche
Abbiamo detto che il 70% sono dovute all'ischemia, il 10% sono dovute al malfunzionamento delle suturatrici meccaniche o di chi ha usato le suture ricimeccaniche, l'altro 10% sono dovute all'imperizia del chirurgo che non ha capito che l'anastoma se non era stata fatta bene, ma c'è poi un certo numero di indescienze che dipendono da fattori sistemici del paziente.
vogliamo mettere un pochino di
un 10% di scienze
che non dovevano essere fatte
perché il paziente era ad alto rischio
non era in questa condizione
83 anni che dobbiamo operare domani
di
di emicolectomia
destra
ed è frail, veramente frail
cioè non è un paziente
è il fratello dei medici
è un paziente fail
è un paziente fail
non è che non vogliamo fare l'anastomosi
perché non sappiamo fare l'anastomosi
o perché temiamo la suturatrice meccanica
non la facciamo perché un certo numero
di pazienti non perfondono
bene l'anastomosi proprio perché sono
frail e quindi
la salute nutrizionale
non è adeguata
per guarire un'anastomosi
le anastomosi guariscono bene
se lo stato nutrizionale è buono
abbiamo una
puntualizzazione di Ezio Trusso
che dice considerate le indicazioni
delle ultime linee di guida WSES
riguarda la realizzazione
dell'anastomosi anche in urgenza in caso di
potrebbe evitare la realizzazione
potrebbe evitare la realizzazione
di colostomie terminali
non necessarie? Come vuoi
rispondere Giorgio?
Ehi, c'è stato con me, ha lavorato qua
per un po' di tempo, lui sa come me la penso
io. Io penso che
se tu sei sicuro che
l'anastomosi non va in decenza
non è fare
colostomie terminali. Mi faccia
a tutta l'anastomosi, che problema c'è?
Ma se hai un minimo dubbio
cioè tu, il trade-off
tra fare l'anastomosi e fare la colostomia
a che punto lo metteresti?
Per esempio, che cosa
voglio dire? Voglio dire
quante deiscienze
saresti disposto ad accettare
differenza nella deiscienza
anastomotica
che saresti disposto ad accettare?
Cioè, normalmente quando sono 4%
7% a seconda dei colleghi che li pubblicano
le scienze che sono le emicolectomia destra allora se tu quel 5 per cento di dei scienze
delle mecoleptomia destra ma potesse ridurre al 2 per cento giusto questo 3 per cento te lo
compreresti cioè saresti disposto a fare una storia per evitare il 3 per cento delle scienze
anastomotica? Bella domanda. Cioè il trade-off tra fare la colostomia e evitare le deiscenze.
Allora se tu pensi che facendo la colostomia riduci il numero di deiscenze e ricordati Ezio
che il modo migliore per evitare la deiscenza anastomotica è non fare l'intervento. Non fare
l'intervento e ci abbiamo un'altra richiesta un'altra domanda per tasso di deiscenza
anastomotica e non mi sembra di aver sentito quale tipo di anastomosi le fate a termino
terminale o l'altro terminale sicuramente quest'ultima dovrebbe essere più sicura
sulla vascolizzazione del tratto resecato a monte siete d'accordo su questa affermazione
non lo so a che cosa si riferisce ma ripeto certamente c'è che una termino laterale
dovrebbe essere sicuramente meglio ma scolarizzata sul tratto resegato al monte
E poi la termina laterale, non ce ne va in scienza l'anastomosi nel forno quello bello scolarizzato che è lontano?
Di solito è il col di sacro.
Esatto.
Sulle termine laterali...
Se il retto non scende giù al desiderio.
Allora, il dottore Garulli dall'alto...
Però questo è interessante.
dice che per quanto riguarda il
verde indocianina sicuramente lo
scrive a caratteri cubitali per
uno specializzando eh aiuta e
migliora la valutazione
soggettiva del chirurgo meno
soggettiva del chirurgo meno
cianina lo consiglia a tutti i
chirurghi iniziano sicuramente
poi dice al professore Giannone
non serve perché ha un'esperienza
importante questo lo dice il
dottore Garulli e quindi il
verde indocianina forse oggi
dobbiamo se ci sono tanti giorni
ci ascoltano
se si ha in casa quando si fa una
recensione colorettale così come quando si fanno a
policisti utilizzarlo
fa perdere dieci minuti ma ci mette
più sicuri
poi scusi professor Giannone
per usare i termini laterali
vorrei dire questo
non vi è un'evidenza che
migliora o riducono le deiscenze
però nelle recensioni
basse del retto
probabilmente migliorano
la funzionalità entro i
i sei mesi questo
non c'entra nel dei scienze
ti dico sulla deiscenze
non c'è un'evidenza ma lo so
sulla funzionalità post
resezione anteriore del retto bassa
il termine laterale migliore
sembra migliorare ma poi il miglioramento
si perde
e col tempo vale a dire
dal termine terminale al termine laterale
a distanza di un anno
hanno la stessa
ma anche lì stiamo parlando
a quanti centimetri perché
il problema là si pone
la sensibilità propriocettiva
della mucosa rettale
il ruolo che questa gioca
se noi stiamo parlando di una resezione entro i 4 cm
dalla linea dentale
è una cosa, se andiamo sopra
mi pare che il capitolo cambi
certo, certo
parlavo di una resezione bassa del retto
quindi che deve cadere
e non di una resezione
del colon
lì non ha
sì
la sento
Sì, sì. Dice esattamente ICG aiuta e migliora la valutazione soggettiva del chirurgo meno esperto. Al professore Giannone ovviamente non serve per l'esperienza che ha.
Sì, sì. Dice esattamente IGC aiuta e migliora la valutazione soggettiva del chirurgo meno esperto. Al professore Giannone ovviamente non serve per l'esperienza che ha.
Ho capito che c'erano gli specializzanti in mezzo, no?
ci sono ci sono diversi specializzanti che partecipano al specializzato io dico specializzata
non gli facciamo fare niente
devono la telecamera al massimo
non è che ci facciamo fare la
ma quando mai
vogliono vogliono devono guardare
e basta perché
si impara con gli occhi
rubando rubando
rubando
esatto si ruba con gli occhi
si fanno la resezione di specializzanti
e usano il vento in docianina
ah buono facciamo
cioè gli specializzanti
devono essere sempre accompagnati
Un messaggio che invece forse dovremmo ancora di più stressare, lo dico così visto che ci sono gli specializzanti, è quello che lei diceva poc'anzi della valutazione preoperatoria del paziente ma soprattutto dell'ottimizzazione del paziente.
Il nostro obiettivo, si dice che i buoni risultati non dipendono dal gesto tecnico, il 70% dell'outcome dipende da un'ottimizzazione preparatoria e da una gestione post-operatoria. Un paziente che lei diceva...
Aggiungere anche intraoperatoria, perché un pensiero che ti ipoperfonde il malato durante l'intervento chirurgico, specie nella paroscopia in cui tu già hai la cavità con la CO2 che pressa, io credo che quello sia anche un fattore di rischio non secondario.
Certo, questo sicuramente, ma l'attenzione che dobbiamo avere al preoperatorio, quindi una valutazione nutrizionale, la valutazione dell'assetto marziale, queste in una chirurgia colorettale oggi a mio avviso sono mandatorie.
e ce lo insegna l'ERAS
quello che è la pre-habilitation
dell'integrazione con le maltodestrine
dell'integrazione con le maltodestrine
nel preparatorio degli immunonutrienti
hanno determinato un miglioramento
con le risorse degli outcome di questi pazienti
non è solo il gesto chirurgico
e dobbiamo finire prima che cominci il Festival di Sanremo
oppure possiamo continuare
quindi guarda che noi, professore, siamo con Amadeus di Fiorello
quindi possiamo continuare fino a domani mattina alle tre a parlare di queste cose che ruolo
attribuite alle varie possibilità di verifica della tenuta della stomosi controllo nell'isotura
se hai fatto l'irrigazione con blu di metilene e poi dopo tre giorni alla stoma se vai in descenso di
se hai fatto l'irrigazione con blu di metilene e poi dopo tre giorni alla stoma se vai in descenso di
ma porca miseria abbiamo fatto anche il blu di metilene
quindi tu lo sai
ma porca miseria abbiamo fatto anche il blu di metilene
io sintetizzo cioè che l'errore
tecnico lo puoi rilevare con
la prova idropneumatica
o con il blu di metilene
certamente il tema ischemico
come dice il professor Gennone
è chiaramente lo vedrai
soltanto a distanza di 3-4 giorni
e poi se esce il blu di metilene
eventualmente dopo che hai fatto
un'anastomosi che ti sono uscite gli occhi di fuori
perché hai fatto un anastomosi
quasi colo-anale
double stapling
cosa fai?
che fai?
che fai?
questo lo chiedo
ai chirurghi anche esperti
c'è Garulli che ci ascolta
quindi a lui lo chiedo di sicuro
speriamo che ci risponda
ok possiamo fare di nuovo la domanda
al professor Palazzini
di quando vuole che noi smettiamo
con questa ping pong a tre
tranquillamente potete continuare ho detto all'infinito però per correttezza penso che
per le otto ho cercato di convincere carulli ma ha detto che va benissimo così quindi non
sono riuscito neanche io però io l'ho interrogato aspetto la sua risposta
comunque mi faccio complimenti perché
diciamo che le persone collegate sono
tante e abbiamo superato quota di come
si suol dire 225 persone poi ovviamente
c'è qualcuno che entra qualcuno che
esce però insomma c'è una grossa
partecipazione e ancora di più vedo che
arrivano molte domande quindi mi
complimento con voi tutti e vi cedo la
parola per poter continuare a andare
avanti fino alle 20. Allora mi chiede Gianluca Garulli ovviamente, rifai la domanda, la domanda
Gianluca era questa, che è stata posta a tutti noi e quindi la poniamo anche a te, se dovessi
avere dopo un'anastomosi diciamo colonale, la brutta evidenza di riscontrare una perdita di
blu con la prova pneumatica, cosa fai? Smonti l'anastomosi dai punti di struttura, fai un
ognuno degli ospedali di protezione fai tutte e due le cose oppure non so di tu dai la tua
opinione perché interessa molto anche all'uditorio che ci sta seguendo mi chiede dice dammi la
connessione ma la connessione della fontana è solo palazzini adesso un istante mettiamo anche
garulli online ma non ci arrivo garulli se in linea sentite forte e chiaro anche bello che
piacere consentitemi di salutare professor giannone che ho avuto l'onore e piacere di
lavorare con la sua figlia la sua figliola bravissima anestesista quando era riccione
quindi è stato un piacere
sono quegli arulli lì io
sono incontrati prof
ma è stata un'esperienza
e spero che ci sia occasione di vederci di persona
alla domanda cattiva dell'amico Gigi
rispondo con molto piacere
nel senso che ovviamente
noi facciamo sempre l'air leak test
il verde indocianina
e facciamo anche la verifica endoscopica
dell'anastomosi del colon sinistro
e dell'anastomosi rettali
a parte quando sono basse
che ovviamente facciamo il controllo transanale
però fondamentalmente bisogna sempre valutare
laddove è possibile riresecare
e noi riresechiamo
se non abbiamo più la stoffa ovviamente
suturiamo o per via transanale
o per via intradominale
ma a quel punto lì
penso che il buonsenso suggerisca una protezione
per gestire una problematica
a quel punto lì non è riparabile
se abbiamo già fatto un'anastomosi
in una colo-anale
in una TMI, dopo una TMI
si cerca di riparare per via transanale
che è un accesso che fondamentalmente
consiglio
è chiaro che bisogna avere tutta un'attrezzatura
che aiuta e poi dopo
si protegge
perché spesso succede
sarà successo anche a professor Giannone
che la dissenza capita sempre a quel paziente
che è giovane
è che chemio è radiotrattato
e che quindi o gli ripari
quell'astomia lì adesso
oppure è candidato
ad avere una colostomia
oppure una pouch incontinente
e quindi il mio nostro atteggiamento
è questo, laddove è
non so se ho risposto a Gigi
ma laddove è possibile conservare
l'anastomosi cerchiamo di
ripararla col punto e di proteggerla
Sì, ciao Gianluca
mi hai risposto, più che altro hai risposto a tutti
quelli che ci stanno ascoltando e questo è molto
importante perché il tuo parere diciamo conta e conta tanto e già che mi hai fatto mi hai aperto
mi hai ricordato un pochino Franco Corcione sul discorso del controllo lui adesso tu sai bene che
con controlla praticamente sempre endoscopicamente l'anastomosi perché teme il sanguinamento post
post-operatorio con la circolare. Ti chiedo, tu fai questo rutinariamente e chiedo a tutti quelli
che ci seguono se qualcuno lo fa rutinariamente. Sì, se posso rispondere, lo facciamo rutinariamente
anche perché l'anastomosi è appena fatta, fondamentalmente anche quando si usa la tecnica
di Knight-Griffen e quindi i crossing staple che ovviamente può fare o il crash della mucosa e
e diventa un locus minore esistenza e quindi quel punto lì noi lo rinforziamo sempre,
ma soprattutto intercetta quei sanguinamenti con la colonoscopia
che poi dopo te li trovi nel posto operatorio quando si è riempito e diventano silenti
e si riempie il colon di sangue e quindi creano delle problematiche gestionali.
E quindi preferiamo soprattutto, è chiaro che ci vogliono tecnologie,
ci vogliono anche dei chirurghi che sappiano fare gli endoscopisti
o dei giovani specializzanti adeguati a questo però voglio ovviamente spezzare una lancia che la colonoscopia da anastomosi appena fatta assolutamente non nuoce l'anastomosi soprattutto anche con le nuove tecnologie tri-staple quindi fondamentalmente di essere molto tranquilli e per me rappresenta l'abbiamo anche pubblicato uno stress test ottimale per valutare quella anastomosi e quindi valutare
fare uno stress test non indifferente
per valutare l'efficacia e la tenuta
Giorgio e Piero voi? Allora se posso io
non ho non faccio il controllo
endoscopico perché diventa difficile da
puntista logistico lo faccio e testo
l'anastomosi allora visivamente quando
faccio una TaTMI e allora ho montato
la piattaforma anale quindi vado a
vedere visivamente l'anastomosi e per
Per quanto riguarda le resezioni di terretto che non testo, faccio sempre il duplice controllo.
Prima il bubble test e a seguire il blu di medilene.
Questa è la mia esperienza.
Giorgio?
Oggi abbiamo un dubbio nel retto.
Se tu sai che io ho iniziato la mia carriera come endoscopista,
quindi sono affezionato alle metodiche endoscopiche,
ma ora più che andare a trovare il gastroenterologo o endoscopio, giriamo, mettiamo un trocar da 12 nel retto e ci passiamo il laparoscopio che abbiamo finito di fare la parte addominale, come ultima parte, il laparoscopio può essere contaminato, quindi metti un trocar da 12, ci attacchi il gas a 10 e questo ti permette di fare un pneumoretto gentilissimo, ci metti l'ottica laparoscopica e ti vedi tutta l'anastomosi, 70 mm a colore e col suono stereofonico, va bene?
quindi è molto semplice
se c'è qualche cosa da aggiustare
la paroscopicamente si aggiusta
ottimo tips and tricks
questo è un messaggio per chi ci segue
che non ha la tecnologia
dico
perché no?
io stesso ne farò tesoro
la usi per la TaTMI
perché non la devi usare per guardare
anche la rastoma
e non devi cercare nessuno
perché ci metti un trocar da 12
con il palloncino che ti tiene
nel pneumo retto
metti il gas a 10
in modo tale che poi l'energia di carbone
che viene anche riassorbita
e ci passi l'ottica alla paroscopica
che ti consente assolutamente una visione
ottimale
c'è un'osservazione di Giacomo Arcuri
che dice credo che sia stata realizzata
una resezione di sigma
al primo intervento
si riferisce all'intervento che hai fatto tu Giorgio
con legatura all'origine che ha determinato
una compromissione della vascularizzazione
del polo sinistro trasposto
giusto vuoi dire qualcosa? No Gigi tutto può essere ripeto ma io non sono andato a guardare
i dettagli di quello che era stato clampato o quantomeno a mobilizzare il moncone dell'arteria
mesenterica inferiore perché insomma non mi andava di fare tutto questo in quel tipo di
paziente quindi non saprei rispondere in precisione cosa è stato fatto. Se mi capita di incontrare
il collega che ha fatto l'intervento
e un giorno capiterà di discuterne
io mi chiederò
qualcuno ti ha chiesto ma durante
l'intervento che hai
eseguito hai legato
Masi? No
poi c'è un'altra domanda
approfittando della presenza del professore Garulli
che è interessante
cosa ne pensate
ghost ileostomy? Io posso dire
la mia piccolissima esperienza
la facevo d'amblè ed evitavo di fare l'ghost ileostomy perché però la mia è un'esperienza
la facevo d'amblè ed evitavo di fare l'angostileostomi perché però la mia è un'esperienza
piccolissima quindi rivolgo al dottore Giannone, al dottore Piazza, al dottore Garulli, nonché al
professore Palazzini cosa penso dell'ghost ileostomy perché ancora qualcuno mi va a chiedermi
dice facciamola costi le ostoli pur avendo io ho mai maturato un'esperienza che non c'è non basata
sull'elenza scientifica sull'elenza personale è una domanda di una collega che partecipa al
nostro ebbene io non l'ho mai fatta la verità non lo so se devo fare nel resto mia faccio
nell'ostomia ecco se non ho esperienza con l'agosti le ostome proprio non l'abbiamo neanche
voluta fare questa esperienza e quindi non saprei no io non mai fatto mai fatto forse non sarebbe
voluta fare questa esperienza e quindi non saprei no io non mai fatto mai fatto forse non sarebbe
ne ha riparata qualcuna e ho visto qualche guaio di qualche ghost ileostomy
e ci piace parlare più delle complicanze degli altri
che delle nostre
ma comunque qualche complicanza l'ho vista
ma io non ne ho mai fatta
io personalmente non ho nessuna esperienza
a te Gianluca
concettualmente mi sembra una presa in giro
per me come dice il professor Giannone
o fai l'astomia oppure dobbiamo cercare
di arrivare a definire una tecnica
o quei pazienti che veramente beneficiano
È un compromesso che per me è inaccettabile, nonché una contraddizione. Non ho esperienza perché non l'ho mai accettata come concetto e quindi non l'avrei mai fatta. Io cerco di impegnarmi per arrivare a fare ai nostri pazienti un intervento, possibilmente senza stomia, perché sappiamo che anche il fare la stomia, se da un lato riduce l'entità di scienza anastomotica, poi dopo ci sono anche le complicanze da ilostomia.
la mia esperienza personale
soffragata da
i grandi chirurghi
l'avevo fatta per moda
spinto da alcuni lavori
inizialmente ne feci un paio di casi
tutte le volte che l'ho proposta
l'ho poi dovuta aprire
quindi alla fine ho dovuto sottoporre il paziente
un altro collega
uno spettatore anonimo
invece ci pone una domanda
sull'utilizzo delle colle
a rinforzo dell'anastomosi
Il mio ruolo è quello di coinvolgere i maestri della chirurgia, il professore Giannone, il professore Palazzini, il professore Piazza, il professore Garulli, se applicate la colla. Io non ho esperienza, non utilizzo colle sulle anastomosi, non le ho mai utilizzate sulle anastomosi.
personalmente io non credo che aggiunga granché sulla sulla tenuta dell'anastomosi per questo il
motivo per cui non la uso rutinariamente mi spiace che lo spettatore sia anonimo perché
penso che la cosa più bella e dico di che quello che ha creato il giorgio palazzini nella sua
filosofia è quello del confronto diretto se lo possiamo fare sempre da lui ma proprio questo è
un mezzo formidabile per non essere noi avere gianluca oggi è intervenuto da spettatore e ci
ha fatto compagnia e lo ringrazio ancora per questo è bello guardarci negli occhi anche se
attraverso un monitor presentarci presentare le nostre esperienze confrontarle quindi io spero
che questo non sia un pudore inutile
perché qua nessuno detiene
diciamo la verità
e tutto quello che ci stiamo dicendo
sostanzialmente aiuta tutti noi
a migliorarci e a migliorare
la crescita degli specializzanti
quindi
mi rifermo sulla colla
no, non la uso di tutela
ma sai noi
pensiamo che avere una colla
in sala operatoria sia utile
utilizzarla sulle anastomose
però parlando di chirurgia colopettale
ai tempi in cui
non facevamo molta laparoscopia
era facile entrare
nelle vene presagrate
che sono una
allora controllare
sicuramente le vene presagrate
certe volte diventa una cosa
challenging e quindi
a volte mettere
un tampone, mettere
il cianoacrilato o addirittura
come si chiama l'osso sintetico
sul nello spazio presa gara perché sai quando quelle venerale che qualche volta si riesce a
dare un punto qualche volta no e quindi fermare questo è veramente di vende portate in quelle
che qualche cosa potrebbe assieme alle opportune preghiere eh tirarti fuori d'equa? Beh io
che cosa potrebbe assieme alle opportune preghiere eh tirarti fuori d'equa? Beh io
devo dire che tu proprio mi hai insegnato una cosa strana ma quel giorno ero disperato ti
ho chiamato anche perché ero in un altro ospedale ricorderai e avevo un'emorragia
importante dalle pre sacrali e veramente dopo aver perso il primo litro di sangue non sapevo
più a che santo votarmi ho risolto con la puntina da disegno fabriano dovresti conoscere quelli che
che hanno la nostra età ce l'hanno è un pezzettino di tampone infilato dentro diciamo la vertebra
sacrale effettivamente mi ha cacciato fuori dai guai certo voglio dire in termini medico legali
non so fino a che punto questo possa
andare bene però diciamo io ho risolto
il problema
mi associo perché questa è una cosa che
tengo sempre delle puntine sterilizzate
perché me le fece vedere un chirurgo e
mi diceva queste li possono aiutare
alla fine quindi confermo questa tua
esperienza
mi chiedono dall'editorio avete
esperienze nell'uso di AP tube per la
realizzazione di gliostomia temporanea
che evita il secondo intervento
per chiudere l'ileostomia
io no, non so voi
no, no, non ho esperienza
il C-tube, conosco di cosa
si tratta, si è un
è un dispositivo come
è un dispositivo come
se fosse una digiunostomia
quindi è un dispositivo che permette di effettuare
un'ileostomia percutanea però non ho esperienza
invece per quanto riguarda le
scienze, così facciamo
una domanda in due
il professor Corcione ha pubblicato tanti anni fa
uno studio con l'utilizzo del No-Coil nel ridurre le decenze dell'anastomosi colo colore tali quindi
al professore palazzini professore giannone sulle piazza e da rulli esperienza su questo
eventuale device AP tube come per cutaneo il sistema per cutanea e No-Coil come riduzione delle
le scienze anastomotiche. No Piero, come ti ho detto io non ho esperienza in questo campo, nessuno è venuto da me a dirmi
che voleva sponsorizzarmi per utilizzare questa cosa. No io non ho esperienza neanche. Personalmente non ho esperienza
so che Franco l'ha sempre utilizzato da tanti anni ma io personalmente ho visto qualche filmato suo ma non
un'esperienza personale diretta. Leggo anche che qualcuno chiede cosa ne pensassero i relatori,
anzi il relatore, riguardo la colla per chiudere i mesi. La colla per chiudere i mesi? Immagino
per via laparoscopica perché per via open
sì sì
la laparoscopica se stai cucinando
ma che modo è di usare la colla
non viene meglio il punto
sì non ho altre domande
il dottore Ionta
risponde alla mia domanda
io aspetto anche il dottore Corulli
il dottore Ionta ci risponde
il No-Coil è stato abbandonato anche da Corcione
che dice
che conferma
che lo diceva Gigi
verissimo sui vassi sacrali
quindi anche lui sulle puntine
e anche lui a vezzo
e anche alla cera
per quanto riguarda il No-Coil
dice abbandonato anche da Corcione
se è stato abbandonato dal professore Corcione
io mi ricordo l'articolo del professore Corcione
che diceva se abbandona il professore Corcione
vale a dire che qualsiasi sistema
non è realmente utile
l'anastomosi deve essere
deve avere determinate caratteristiche
innanzitutto
essere pervia essere bene basta essere vascolarizzata per sento utilizzare ben
indocianina ci riduce altre cose non credo che possano determinare una riduzione un'esperienza
del No-Coil però rispettare quello che sono i crismi di una buona anastomosi tension free
è ben vascolarizzata quello che credo che sia mandatorio nella anastomosi e la domanda è
questa storia questo a mio avviso credo ad esempio nella chirurgia del retto molti dicono
flessura simi flessura no se poi il retto ci arriva se il colo un po ci arriva va bene se
se il collo non ci arriva, la faccio.
Io credo che invece nella chirurgia del retto, parliamo di retto medio-basso,
l'abbassamento della flessura sia mandatorio e sia da seguire come primo tempo dell'intervento chirurgico.
Cosa pensano i colleghi moderatori?
Parliamo di retto, non c'è dubbio che se parliamo della chirurgia del retto,
e non della chirurgia del discendente
o del sigma
mi sembra indispensabile
mobilizzare la flessura
perché se no te la vai a cercare
quindi anche tu la mobilizzi
di default
io la mobilizzo adesso
come mi hai insegnato tu
no, io ho insegnato
io ho imparato da voi
approcciando bene
approcciando la vena
come primo step
no
Io ho qualche esperienza senza mobilizzare la flessura, che ogni tanto uno ci prova a fare una cosa nuova, non può fare sempre quello che deve fare a questo e a quello, e comunque io posso condividere delle esperienze veramente belle.
vedere uscire dal retto tutto il sigma necrotizzato quello che è stato realizzato
per fare l'anastomasi i miei colleghi ridono perché l'hanno vissuto anche loro questa qua
e almeno in due casi c'era una giovane specializzata che ora ride qua e allora
utilizziamo il sigma che ci arriva non c'è bisogno di mobilizzare la flessura l'abbiamo
fatto e almeno ripete due casi al letto del malato fatto con un paio di quanti l'esplosione rettale
e ottenuto fuori un pezzo di sigma praticamente totalmente necrotico quindi ecco non non conviene
fare la nostra musica o sigma conviene fare anche se so che i francesi certe volte di cosa non c'è
bisogno di mobilizzare la flessura e questo mi costa personalmente ma a me è capitato di vedere
andare quel sigma in negros anche perché non c'era scritto da nessuna parte che non si potevano fare
le anastomose con sigma ma io l'ho fatta e ho questa esperienza vi posso garantire che da allora
e poi le anastomose con sigma non le abbiamo fatte più insomma l'anno scolare non diceva
Mi piace sempre di più come tutte le cose organizzate dal professore Palazzini perché c'è un confronto che è vasto. Il dottore Ionta ci dice non dimentichiamo la tecnica di Bianco.
per dire il dottore Bianco
un collega campano
che sta riportando con i suoi numeri
in auso quello che è il
come
cosa ne pensa il professore
Giannone, il professore Palazzini
e la dottore Garulli se ancora ci sente
vado io?
sì vai vai
concordo assolutamente con il professor Giannone
l'anastomisi col sigma porta a disgrazia
a me hanno insegnato i miei maestri
che non andavano mai fatti
noi siamo mandatori
la mobilizzazione della flessura splenica
è il primo atto chirurgico
col triplice approccio
mediale laterale
poi caudo craniale
e poi per ultimo il distacco
colepiploico
quindi è un tempo assolutamente mandatorio
per il discorso della pull-through
è ovviamente una tecnica
che noi utilizziamo
ma solamente in pazienti selezionati
In una donna giovane con un canale anale molto corto è un'incontinenza annunciata, mentre invece nei pazienti di sesso maschile che hanno ovviamente un apparato sfinteriale sicuramente più efficiente e efficace, con una rieducazione e con un biofeedback che si fa nel posto operatorio, riusciamo ad avere dei discreti risultati funzionali.
però selezioniamo i pazienti
non le facciamo, nei pazienti di sesso femminile
che hanno avuto due gravidanze
tre gravidanze
con una valutazione che qualche volta è nel dubbio
manometrica ma qualche volta è la semplice
esplorazione rettale
la sconsiglio vivamente perché diventa
una colostomia perineale
certo
se non si può fare altro va bene anche questo
però è giusto
che sia una colostomia perineale
certe volte ci sono dei pazienti comunque
comunque che vengono a lamentarsi perché hanno l'incontinenza, perché la continenza non è perfetta e comunque sono pazienti che in genere hanno avuto già un'astomia, chiamiamolo come vogliamo, allora questi pazienti almeno quando io le vedo nello studio le faccio lamentare, le faccio sfogare sulla non perfetta continenza, che certo non è una cosa piacevole,
Però alla fine dico guarda se lei proprio non può stare con questo tipo di situazione che ne è derivata e ricordiamoci che noi ora vediamo in tutti i reti avanzati chiaramente facciamo in tutta la radioterapia che peggiora la funzione sicuramente dell'anastomosi colo-fettato.
alla fine dico guarda
lei ha avuto l'esperienza dell'astomia
casomai permettiamo l'astomia
e questi problemi di incontinenza
se ne vanno
9 su 10 dico no no no
preferisco starmi così
una continenza
imperfetta a un'astomia
sicura
il dottore Garulli fa fare
a pazienti a sottoporre
l'esezione del retto
con una stomosi bassa
fa fare uno studio funzionale a tutti i pazienti?
No, no, no, nel senso che i pazienti che in qualche modo voglio evitare l'iliostomia
e in qualche modo gli facciamo i due tempi, facciamo la pull-through
a distanza di tre giorni dal primo intervento.
No, mi riferivo allo studio funzionale manometrico.
No, però ecco, i pazienti maschili no, ma i pazienti che in qualche modo femminili
che insistono di avere assolutamente una colostomia cerco in qualche modo di avere più dati soprattutto anche perché dopo nel follow up mi serve per capire se possiamo ambire un miglioramento o non avere un miglioramento però fondamentalmente oggi la tecnica di pull-through che a noi piace molto è quella di evitare un'astomia e quindi va spiegato molto bene al paziente perché è un percorso molto lungo soprattutto con la radicazione bisogna avere all'interno del proprio team delle persone
che si dedicano, non ultimo anche il fisioterapista pelvico
che aiuta e che in qualche modo possa accompagnare
e seguire questi pazienti
che hanno un miglioramento fino a sei mesi
poi dopo quello che si ha guadagnato
dopo i sei mesi non si ha più guadagno
Lottore Garulli, utilizza colla quando fai il pull-through?
Come bianco?
La colla, a me la colla
io mi sono confrontato col collega
la colla a me piace poco
perché la colla una volta
se parliamo di colla di cianoacrilato
Quindi colla vera e non dell'emostatico perché molte volte bisogna anche specificare. Il cianoacrilato dopo una volta irrigidito io non l'ho mai usato per rinforzo delle suture perché comunque irrigidisce un segmento che deve essere morbido e soffice per cui non rientra per me nell'utilizzo.
Non riesco ad accettare l'indicazione. È chiaro che piacerebbe a tutti avere un aiuto, però penso che un punto dato bene sia più di garanzia che una colla messa lì che comunque non conosciamo e che comunque ha una rigidità che non si sposa bene con la morbidezza di una parete colica.
Io mi riferivo alla colla di fibrina che viene utilizzata, il dottore Bianco ha pubblicato i suoi dati con l'utilizzo anche della colla di fibrina, se non ricordo male, mi chiedevo della sua esperienza visto l'utilizzo del pull-through.
No, noi la facciamo senza colla, ma penso che alla fine dopo tre giorni, poi c'è chi in qualche modo aspetta per il secondo intervento, cioè per l'anastomosi coloana aspetta anche meno e c'è una pubblicazione francese dove si aspetta uno, due, tre, quattro, cinque giorni fino a sette giorni.
Il tema è che più ti allontani dal primo intervento, più è complesso l'edema post-operatorio. Per cui andare oltre i tre giorni io lo sconsiglio perché c'è un edema, un'infiammazione post-operatoria e comunque al di là della colla, quella situazione una volta esposto molto bene, il discendente si attacca da solo.
Non c'è bisogno di... noi mettiamo quattro punti ma dopo facciamo l'anastomosi mucocutanea che dopo poi si introflette dopo 30-40 giorni e che comincia a dimostrare i suoi effetti sulla continenza. Ma all'inizio per le prime 4-6 settimane è una colostomia perineale di fatto.
E allora dottore Garulli, ritornando alla prima domanda che ha fatto il dottore Piazza, nel caso in cui ha un test, ha una possibilità, bubble test o glutimedilene, potremmo aggiungere il pull-through come alternativa all'anastomosi diretta?
Questa è qualcosa che forse potrebbe essere attuabile.
No assolutamente concordo però bisogna anche oggi nell'inserimento dell'anastomisi ultravasse inserire la tecnica dell'amico Spinelli, la TTSS perché ovviamente ci stiamo evolvendo nelle modalità e nelle varie tecniche anastomotiche a seconda anche delle altezze e quindi oggi dobbiamo anche sviluppare una tecnica anastomotica a seconda che noi quel retto lo approcciamo totalmente robotico dall'alto
oppure transanale sia robotico sia laparoscopico perché ovviamente poi la tecnica ricostruttiva sarà ovviamente condizionata dal tipo di approccio che andiamo a fare però penso che questa sia la strada che il bagaglio del chirurgo lo dico anche ai giovani sia oggi per questa chirurgia quella di essere e di avere più competenze di avere più esperienze perché oggi non penso che si possa dire che un'anastomosi è una tecnica ricostruttiva è meglio dell'altra.
Oggi il chirurgo colorettale però ha sicuramente necessità di avere nel proprio bagaglio, nella propria esperienza, più di una tecnica anastomotica.
Grazie per la risposta, dottore Garulli.
Grazie a voi. Io purtroppo vi devo salutare perché devo scappare e mi aspetto a una cena. Vi ringrazio veramente.
Ciao Gianluca, ciao.
Grazie a voi, professore. Ciao Gigi. Professore, spero di incontrarla di persona. Mi saluti sua figlia.
la casa quella dell'estate
l'ha comprata Riccione
perché si è innamorata di Riccione
ma nel periodo che era lì
va bene, vi aspetto allora, grazie
grazie a lei
Piero, tu non so
che impegni c'hai
io ho una cena pure io questa sera
anzi
forse vorrei fare tardi
ma comunque penso che abbiamo parlato
di tutto lo scibile del Covid
non dell'ischemia, siamo usciti fuori tema
alla grande
so che potremmo continuare
all'infinito
specialmente se ci sono
dei casi critici
però penso che per oggi
può anche bastare
sentiamo se il professore Palazzini è d'accordo
allora restituiamo
la linea al padrone di casa
per i saluti
e la chiusura di questa giornata
grazie a tutti
grazie a voi perché è stata senz'altro
una sessione molto animata, molto interessante, anche il numero delle domande che sono pervenute
è stato notevole rispetto alle precedenti edizioni che abbiamo fatto e la cosa vedo che sta prendendo
interesse. Per quelli che mi hanno mandato dei messaggini su WhatsApp, le discussioni che faremo
in questi webinar sono sempre attinenti ai film che abbiamo presentato nell'ultima edizione del
congresso quindi poi se avremo spazio magari potremo trattare anche altri argomenti però
vorremmo dare spazio a quei filmati che abbiamo visto che magari non sono stati discussi abbastanza
e quindi potrebbe essere interessante comunque siamo aperti a tutte le nuove frontiere le nuove
prospettive e certo non possiamo farli ogni settimana perché sennò diventa stressante per
tutti e comunque complimenti sia il professor giannone che ai due moderatori conti piazza e
all'amico gianluca carulli che avete visto la regia è stata così brava che è riuscita a
inserirla in automatico anche se era un semplice spettatore quindi grazie a tutti complimenti e
chi sarà interessato ci potremo vedere il 21 di febbraio con un argomento che la chirurgia
dei surreni. Chirurgia
laparoscopica o robotica
staremo a vedere. Grazie a tutti
e buona serata. Grazie
a tutti, ciao Giorgi
Ciao Giorgi
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