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36° CONGRESSO DI CHIRURGIA DELL’APPARATO DIGERENTE 22° CORSO INFERMIERI SALA OPERATORIA II Sessione Applicare gli elementi base di HTA alle valutazioni di Sala Operatoria Moderatori: V. Signoriello – S. Naclerio – F. Medas Fondamenti e processo di valutazione: Il Contributo Infermieristico P. Ribetto
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A questo punto chiamerei il dottore Paolo Ribetto, che è il responsabile del team ECM AICO nazionale.
Paolo ci illustrerà una relazione dal titolo Fondamenti e processo di valutazione, il contributo infermieristico.
Prego Paolo di esporre il contenuto della sua relazione e di ricordarsi che siamo leggermente in ritardo.
Ok, tocca a me recuperare.
Grazie a tutti, grazie di essere qui. Ringrazio l'ingegnere Freda che è stato la mia direttore dell'ingegneria clinica per aver accettato questa relazione.
Noi abbiamo lavorato insieme perché appunto l'ha chiesto a lei di introdurre dal punto di vista tecnico cos'era l'HTA e a me qual è il nostro contributo dal punto di vista infermieristico.
Ecco, non si gira perché, ok, ci siamo?
Allora, brevissimamente la definizione, processo multidisciplinare, valuta impatti clinici, economici, organizzativi, etici, sociali.
Questo perché? Perché appunto non è solo un acronimo, ma dietro al termine HTA c'è molto di più.
Come ho detto prima, non è solo un sistema per decidere come fare un capitolato, cosa comprare, cosa non comprare.
In realtà copre tutta la vita di un'eventuale tecnologia che intendiamo portare avanti.
L'HTA serve a capire se vale la pena introdurre, mantenere, dismettere una tecnologia in un determinato contesto.
Vedremo che ci sono HTA a livello aziendale ma può essere anche più in piccolo all'interno di un servizio o di un'unità.
Quali sono le dimensioni?
Niente, non ci siamo.
Nulla.
Allora sicuramente efficacia e sicurezza clinica, la tecnologia migliora davvero gli esiti per il paziente perché non ci dimentichiamo che noi non stiamo lavorando per il chirurgo, io infermiere lavoro per il paziente o perlomeno così ci diciamo da un sacco di tempo.
Quindi veramente è qualcosa che migliora gli esiti per lui e si cura gli aspetti economici. Quanto costa? Qual è il valore aggiunto? Porta un valore aggiunto rispetto ad altre alternative? Ci sono delle alternative?
alternative, aspetti organizzativi, come cambia il flusso di lavoro, la gestione delle risorse, la formazione del personale, spesso appunto introduciamo una nuova tecnologia, ma no, sì, due cose, due manopole da girare, un tasto da schiacciare, niente di che, e poi ci perdiamo in ore e ore di formazione dove non riusciamo a far funzionare quello che è stato acquistato.
O peggio ancora, abbiamo fatto un bellissimo capitolato, abbiamo fatto tutto il percorso di acquisizione per poi scoprire che cosa? Che le parti di consumo riutilizzabile vanno sterilizzate con una tecnica che io in ospedale non ho? Magari vanno solamente a gas plasma e io non ce l'ho. Un errore epocale, cioè non ha nessun senso se poi devo cercarmi un partner esterno per mandare a sterilizzare le cose. Ho fatto un grandissimo errore.
Gli aspetti etici sociali, equa, accettabile, coerente con i valori, potremmo anche dire green, visto quello che ci siamo detti prima, che impatto ha sull'ambiente, inquina, non inquina, come lo smaltisco, cosa devo fare a fine vita.
Il processo di valutazione è dall'idea all'ideazione, cioè una vera e propria catena di decisione strutturata, partiamo dal bisogno, quindi riconoscere la necessità di introdurre o sostituire o valutare una tecnologia.
Io sto pensando nel mio piccolo quando ho chiesto la sostituzione di una pompa infusionale perché sul mio parco in un anno aveva incassato sei fogli di manutenzione, si scassa sempre questa, le usiamo tutte, le usiamo tutte diciamo così allo stesso livello di usura, possibile che questa fa sei volte in un anno a farsi riparare perché è sempre quella che si rompe?
allora forse è il caso di pensare a sostituirla
perché questa ci sta costando un po' troppo
allora è chiaro che
questo è un ragionamento
che non so, mi è sorto in mente
quando, riordinando
dal punto di vista burocratico, ho guardato
questi sei fogli, guardo sempre
lo stesso codice identificativo
e ho detto, che cavolo, ne ho parlato con l'ingegneria clinica
cioè dico, ci facciamo venire
un dubbio, che è sempre quella che si rompe
e non posso dire che è l'unica che usiamo
non è l'unica che ho
e allora dici si sottopone
ruota come tutte le altre
però è sempre quella che si rompe per prima
allora forse è nata male
continua peggio, forse dovremmo anche pensare
di cambiarla
raccolta analisi delle evidenze
cercare dati scientifici, linee guida
dei comparativi
ma anche osservazioni dirette dei dati locali
perché noi abbiamo un osservatorio privilegiato
noi siamo sul campo, noi siamo in prima linea
noi vediamo
e implementiamo
Speriamo, gestiamo, curiamo, quindi noi lo sappiamo quali sono i limiti o quanti sono i benefici di determinate tecnologie. Una valutazione multidimensionale, analizzare da diversi punti di vista, appunto quello clinico, economico, organizzativo e non ultimo anche quello etico.
Sintesi delle raccomandazioni, cioè preparare un report che orienti la decisione finale, magari all'interno di un comitato aziendale, perché come dico è multidimensionale ma non sono io da solo, siamo in un gruppo.
E poi il monitoraggio, quali sono gli effetti dell'introduzione nel tempo, quali benefici oppure no porta. Perché avere un infermiere al tavolo dell'HTA? Perché porta la sua competenza clinica organizzativa, quello che vi dicevo prima, il fatto che noi siamo in prima linea tutti i giorni.
usiamo quel dispositivo tutti i giorni
magari quello nuovo non lo conosciamo
ma conosciamo le alternative
che abbiamo usato fino adesso
quindi siamo in grado
almeno anche dal punto di vista
teorico di pensare
che quando ci spiegano
in quattro parole quello nuovo
di vederne abbastanza
rapidamente aspetti
positivi e anche le criticità
perché io so già che cosa dovrebbe fare
o quello che vorrei potesse fare
L'osservazione diretta quotidiana, l'evidenza è un metodo, in realtà ormai noi tutti bene o male padroneggiamo la ricerca, ormai tutti più o meno, perché possiamo dire che la nostra formazione negli anni è decisamente cambiata,
Quindi siamo in grado di fare un'osservazione strutturata, non improvvisata. E poi questo, l'infermierista in particolare porta una prospettiva unica, appunto quello dell'uso reale, della quotidiana operativa e avendo ben in testa qual è la sicurezza del paziente e anche l'ergonomia del lavoro.
perché poi quando io mi trovo che sì sì macchina bella tutto cose ma lavoro
tutto il tempo così e anche noi sappiamo benissimo dopo anni di la paroscopia che
cos'è il dito della paroscopista e tutta una serie di cose il pedale
disergonomico che scivola via o il pedale che non che non avere quindi noi
abbiamo bene idea di quali sono le criticità sappiamo molto bene che cosa
vogliamo o che cosa vorremmo avere esempi concreti la valutazione per
per esempio di un nuovo kit anche solo di teleria sterile, anche questa è HTA, valutare i tempi di apertura,
il tasso di continuazione del campo sterile, consumo di materiale plastico, di nuovo come prima,
creo molti rifiuti in più e poi un feedback dal team, cioè molto semplicemente a me capitò da strumentista,
bello questo telo, aveva una bellissima sacca integrata armata per raccogliere i liquidi,
A un certo punto dell'intervento si scollò la banda adesiva e fuori andò per terra, volevo sprofondare con quella sacca.
Poi è chiaro che il piano B l'ho avuto, ma non era quello che pensavo e che volevo.
Quando ho detto, secondo me non incolla tanto, me la sono tirata, come si dice in gergo, è crollato.
Per cui non va bene, però se oggi da coordinatore non sono più io che incollo quella sacca, certo che mi deve tornare un feedback.
Secondo me non tiene, secondo me non incolla, non fa, non va.
Allo stesso modo, un sistema di aspirazione di fumi chirurgici, per esempio,
più rumoroso di quello che avevo, più o meno maneggevole, una capacità di filtraggio diversa,
possiamo contribuire alla definizione di indicatori di performance e alla valutazione post-implementazione.
Come dire, senza il nostro contributo, l'HTA è solo un'analisi tecnico-economica,
economica, priva della componente dell'esperienza reale, perché l'esperienza reale la facciamo
noi, siamo noi a fare quella parte, perché non viene l'ingegnere a usarlo, non viene
in parte neanche il chirurgo, sono io che lo assemblo, sono io che lo smonto, sono io
che lo ricondiziono, sono io che lo ripongo, cioè siamo noi a fare questo lavoro in gran
parte. Esiste anche la micro HTA, cioè quello che vi dicevo prima, una valutazione a livello
locale, che spesso arriva poi all'aziendale, cioè le valutazioni condotte per una singola
unità operativa o servizio, in questo caso noi siamo protagonisti, perché individuiamo
i bisogni della valutazione, raccogliamo i dati operativi, misuriamo l'impatto e documentiamo
le evidenze, cioè noi sappiamo benissimo da sempre, quello che non è scritto non è fatto.
Esatto, quando abbiamo un contenzioso di qualunque esso sia, quello che non è scritto in cartella, quello che non abbiamo tracciato, in astro, chi per esso non esiste, ah ma sì l'ho fatto, mi sono dimenticato di scriverlo, eh signori, se non è scritto non è fatto e quindi siamo in grado di documentare le evidenze di quello che abbiamo osservato.
Valore aggiunto e prospettive future. L'infermiere contribuisce a garantire sicurezza, appropriatezza, sostenibilità e soprattutto la qualità dell'assistenza, non ce lo dimentichiamo mai.
Il nostro lavoro è fare qualità, farlo bene. E poi, visto che già qualcuno prima aveva citato il codice deontologico, ce l'abbiamo all'articolo 31, l'infermiere nell'implementazione e nell'utilizzo di nuove tecnologie si adopera affinché le persone assistite abbiano equità di accesso e siano sempre poste al centro del percorso di cura, verso il paziente, l'organizzazione e la comunità.
Ce l'abbiamo nel nostro codice deontologico, quindi ce l'abbiamo nel nostro DNA, non ce lo dimentichiamo.
Quali sono le sfide del futuro?
Formare sempre più infermieri capaci di partecipare attivamente ai processi di valutazione,
sviluppare competenze in analisi dati, nella metodologia dell'HTA e dell'evidence base,
creare gruppi infermieristici di HTA, favorire la partecipazione ai comitati aziendali,
ma andarci preparati, non ci vado perché ho altro da fare, andarci per portare un vero contributo.
Concludo, partecipare a un processo di HTA significa essere protagonisti consapevoli,
significa passare da utenti di tecnologia a valutatori di qualità, professionisti che portano la propria voce,
le proprie osservazioni e la propria competenza dentro i processi decisionali.
ogni volta che accendiamo un dispositivo
prepariamo un set
ovviamo una tecnologia in sala operatoria
stiamo in realtà prendendo una decisione
di valore, avrei voluto
mettervi un video, poi come sempre
ho il terrore che i miei video non partano e quindi ho saltato
ma immagino che ce l'abbiate
tutti in mente, diavolo veste
prada, quando Miranda
dice quel maglioncino
ceruleo, quando voi aprite
un pacco di teli
partite con un elettrobistro
di quant'altro lo fate senza pensarci, ma qualcuno dietro ha fatto una scelta per voi,
a volte non fantastica, come quando è crollata la sacca a me, ma dietro, non è che abbiamo
preso i primi, a volte a me la storia ci insegna che abbiamo fatto anni dove la parte economica
pesava molto di più della qualità, ma comunque lì dietro c'era qualcuno che ha lavorato
per noi per fare una valutazione, non è che l'abbiamo improvvisato prendere uno piuttosto
che l'altro. Quindi quando facciamo questo stiamo decidendo quando quella tecnologia
contribuirà alla sicurezza e alla dignità del paziente. In fondo valutare anche questo
è un modo per prendersi cura, non solo del paziente ma anche delle tecnologie che stiamo
utilizzando. Io con questo vi ringrazio e vi ricordo che l'anno prossimo, a ottobre,
abbiamo il congresso AICO nazionale che sarà a Riccione.
Grazie Paolo, grazie davvero, l'applauso è meritatissimo, una relazione straordinaria perché ridà il valore del professionista all'interno della sala.
Quante volte dobbiamo ricordare che gli infermieri di sala e lo strumentista non sono solamente delle persone che operano a competenze tecniche
ma hanno anche dei valori relazionali e soprattutto dei valori che implicano anche lo studio, l'analisi dei dati perché bisogna passare da quello che è l'indicatore, la misurazione e l'intervento.
Quindi bravo Paolo, grazie.
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