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30° CAD anno 2019 Università degli Studi di Napoli Federico II DAI di Chirurgia Generale e Specialistica U.O.C. Chirurgia Generale e Oncologia Mini-Invasiva moderatore: Giorgio Di Matteo
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Allora Stefano, Stefano sta parlando, dove sta parlando Stefano? Stefano, mandiamo le immagini, siamo collegati?
Sì, sono collegate.
Oh, maestro, che onore, ci siamo sentiti poco in questo congresso.
Purtroppo succede, purtroppo succede.
Allora, presentiamo il caso clinico, Marcello via.
Il prossimo caso è quello di una paziente di 42 anni con un BMI di 23,05, ASA3, rischio anestesiologico.
La paziente ha subito nel 2012 un taglio cesareo e la storia clinica inizia nel 2013 quando viene diagnosticata la presenza di una cisti dell'apice surrenalico destro come incidente a loma.
Nel corso degli anni la paziente inizia ad accusare sintomatologie per la cisti, quali dolore ed astenia.
Dopo un consulto endocrinologico viene esclusa la presenza di una massa iperfunzionante,
sebbene aumentata di dimensione soprattutto negli ultimi tre mesi del 2019.
All'esame ecografico del settembre 2017 viene confermata la presenza
della formazione anecogena di 44 mm all'apice del surrene di destra.
Nel giugno del 2019 un ulteriore esame RX dimostra la presenza di una massa
con un aumento delle dimensioni e del diametro fino a 49 mm.
Per questa ragione oggi la paziente viene operata di surrenectomia a destra
invidio la paroscopia per la diagnosi di voluminosa lesione cistica del suo rene di destra.
10.
Grazie.
Ok, Marcello, allora, ritornando a noi, volevo intanto spendere una parola sulla posizione del paziente.
Oggi abbiamo detto, abbiamo fatto un'antologia di chirurgia mininvasiva tra ieri e oggi
e abbiamo completato con la chirurgia di lato, un ultimo da 5,
e chirurgia di lato che è una chirurgia che si è evoluta nel tempo, si deve a Michel Gagné l'idea di lateralizzare il paziente
e quindi tutte le patologie di lato, dalla rene al surrene, milza, anche qualche coda pancreatica, hanno beneficiato di questa idea.
L'idea vincente perché? Perché le prime sugranelectomie, nella mia esperienza splenectomie, come dicevo prima, nefrectomie, venivano effettuate col paziente in posizione supina, l'ottica nell'ombelico con posizione alla francese, i trocar molto lontani dal nostro sito di dissezione.
Per cui l'ottica entrava qui nell'ombelico e arrivava con molta difficoltà e molto a distanza dal focolaio di dissezione.
La lateralità del paziente invece consente di non avere interferenze tra la visione e le mani e il nostro sito di dissezione, di non avere interferenze con le anze perché il decupito delle anze spontaneo favorisce quindi l'approccio alla rena, surrena, lilo, quello che è.
e quindi si guadagna tempo, si vede meglio, si lavora meglio, si riducono le complicanze, si riducono i tempi dell'intervento.
Allora, la prima cosa è quindi la posizione di questi trocar, che sono quasi sottocostali.
Il surrene, come ben sappiamo, è un organo di difficile accesso chirurgico e quindi a destra
tracava il fegato, in questo caso esteatossico. Ci sono delle aderenze che andiamo a lisare in
prima istanza. Ultracisione, per piacere. Il molito un po' più su, per piacere. Il molito
deve venire là si solleva un po' solleva un po' qua qua qua qua solleva un po' solleva un po' ok
piano no no qua solleva solo solleva solo ok c'è una cicatrice ok basta basta ok e andiamo a
mobilizzare il lobo destro del fegato il monitor me lo mettete in posizione corretta quando stavo
da Pierino, non mi faceva mancare niente Pierino, mi faceva vedere come volevo, grazie. Poco poco
più in alto, ok grazie. Man mano che procedo la pinza dell'assistente riesce a sollevare meglio
il fegato, sono manovre indispensabili questa mobilizzazione del fegato di testa per avere
una migliore visione del sul rene che è completamente coperto da questo fegato di
grosse dimensioni. Manovra sicuramente indispensabile. La prima manovra indispensabile
è quella di mobilizzare il più possibile il fegato di destra. Molte volte all'inizio dell'esperienza
si era un po' restia, si aveva quasi paura a mobilizzare il fegato, si cercava di andare direttamente sul surrene senza capire che invece tutto quello che si fa adesso permette un migliore approccio successivo e soprattutto addirittura paradossalmente riduce i tempi chirurgici.
Incominciamo a intravedere una piccola lingua di surrene qui. Le indicazioni provengono sempre dagli endocrinologi, sia le indicazioni di tipo ematologico sia quelle di tipo endocrinologico.
A mio avviso sono squisitamente specialistiche. Io non mi permetto mai di dare un'indicazione a una splenectomia o a una surrenalectomia. Se qualcuno me la chiede lo rimando al mittente ed è consiglio che do ai giovani perché dopo troverete sempre qualcuno che dirà ma perché l'hai tolta la milza, ma perché l'hai tolta il surrene.
E quindi dichiarazione scritta dello specialista che indica l'intervento di suranarittomia o spenarittomia.
D'accordo prof perché una volta il chirurgo aveva una sua autonomia, qui invece oggi è diventata talmente specialistica, prendi la gazzina Carolina, talmente specialistica che la scioscia.
D'accordissimo Corcioli, volevo fare una domanda. Tu ti spingi a mobilizzare il fegato anche sacrificando qualche pevena sovraepatica accessoria?
Sì, purtroppo qualche volta può succedere e dipende se è proprio necessario nel senso che questa vena mi impedisce, dipende dalle dimensioni del fegato eccetera, ma a me è capitato di doverla comunque sacrificare per avere una buona visione.
Perché fra le sovraepatiche accessorie c'è sempre una che è dignitosa come diametro, quindi anche pericolosa, comunque sono molto fragili e molto corte, quindi anche questa manovra preventiva che io ritengo fortemente consigliabile, anche questa presenta le sue difficoltà, se vuoi piccole difficoltà.
Eh sì, lei da maestra ha centrato il problema. Io ricordo a me stesso uno dei momenti più terribili della mia vita, quando a un congresso SICE di primavera a Olbia, non so se lei fu coinvolto, parliamo veramente di secoli fa, mi proposto di fare un intervento in diretta, una surrelectomia destra.
non avevo l'esperienza di oggi
non c'erano addirittura i trocar di oggi
e quindi c'erano i trocar con la valvolina
che bisognava mettere ogni volta
o togliere ogni volta in relazione
alle dimensioni degli strumenti da utilizzare
e quindi improvvisamente mi vedo
una sovraenalica accessoria
una sovraepatica accessoria
la vedo e incautamente
Naturalmente la traumatizzo al punto che il campo si inonda di sangue. Quindi congresso SICE, esperti di chirurgia laparoscopica, in diretta, i trocar che non erano quelli di oggi per cambiare strumento, stavi mezz'ora.
Allora, alla fine me ne sono uscito con una compressione, una compressione dell'arena e poi andai a prepararmi la surrenalica e poi alla fine ce ne uscimmo fuori, ma fu un momento piuttosto antipatico.
Entra qua Carolina, si incomincia a intravedere il surrene, qua Carolina, non mi soddisfo ovviamente questa preparazione, così, ecco qua, solleva un po', solleva qua, ok, fermo, si vede bene la cava, quindi tutte queste aderenze che vanno lisate prima di intraprendere qualsiasi.
E qui bisogna fare attenzione perché in questa mobilizzazione il pericolo è proprio quello, come diceva il professore Di Matteo. Vedete che ancora saliamo qui. Ecco il nostro surrene. Solleva Carolina. No, devi mettere bene. Ok. Ferma così. Adesso appare il surrene nella sua magnificenza. Solleva sempre Carolina.
Cerco di sgusciarlo dalla superficie del fegato. Qui c'è una sovlepatica, professore.
Sì, sì, vedo.
Eccola qui. Ed è di grosse dimensioni.
Che poi sono corte, corte, sono cortissime. E con l'accio qualche volta sfuggivano alla legatura manuale che si faceva in open.
Non c'erano tutti questi strumenti così importanti e preservativi del pericolo.
Ma mi credo anche con questi strumenti fanno paura. Adesso vado a completare la mobilizzazione del lato esterno della cava e dico sempre che questa è una chirurgia di loggia di cui noi dobbiamo conoscere i limiti.
Il primo è costituito dal polo superiore del rene, l'abbiamo già individuato.
Il secondo dalla vena renale e quindi il mio step adesso è quello di andarmi a cercare la vena renale
perché io non vado a fare una chirurgia d'organo, vado a fare una chirurgia di loggia.
E la loggia è quella compresa tra la vena renale, il polo superiore del rene, l'opsos
e quindi tutto quello che vedrò lì, eccola qui la vena renale, eccola qui la vena renale,
quindi mobilizza ancora di più il fegato in modo da avere una migliore visione poi per la
surrenalica che si situa sempre molto in alto, un po' di bipolare, una calzina a me per piacere,
una gazzina
il pedale
no qua
sul piede destro
allora vediamo
mi era sembrato aver visto la vena renale
in effetti non lo era
voglio vederci meglio
ultraciso
vai giù forse l'abbiamo vista giù
ecco qua l'avevo vista
l'avevo vista
quindi la cava
la vena renale
il mio landmark è la vena renale
parto dalla vena renale
e vado adesso a cercarmi l'avena surrenarica, quindi tutto quello che trovo di venoso sulla cava,
da qui in su, in linea teorica, no guarda Carolina, Carolina lascia, lascia, ok,
devi afferrare bene e sollevare qua, ok, solleva ancora, entra, qui c'è un vasellino accessorio,
che non è, a mio avviso, la vena surrenalica.
Anche qui abbiamo anomalie vascolari importanti.
Cerco di essere molto delicato sulle trazioni
perché, come ben si sa, il surrene è molto fragile
e dà delle microemorragie che disturbano il campo chirurgico.
Quindi ci sono degli interventi che hanno due velocità.
mi porto in questo spazio tra cava e surrene
qui incontriamo la sovraepatica accessoria
Carolina se ti divari che qua per piacere
ok
più lateralmente, più verso di qua
eh ancora, vai
lascia un po'
fai vedere
così
se te la metto così e tu molli io sono fregato
il monitor se me lo mettete un po' meglio a piacere
S'individua l'obsorzo posteriormente, un po' più di... ok.
Eccola qua, prepariamoci il cistico, vedete com'è profonda, com'è fragile, non è piccolissima ovviamente perché...
Allora, quindi era veramente altissima come sempre, a questo punto come dicevo prima è una chirurgia di loggia, quindi io vado a circondare il nemico partendo dalla vena renale, l'opsoas e il polo superiore del rene.
Tutto quello che è contenuto qui può essere asportato senza che io crei interferenze con il surrene stesso o con altre strutture.
quindi denudo il polo superiore del rene, vado come landmark a circondare la patologia che stiamo trattando, questa domefazione, vado a sezionarmi e a distaccarmi la vena,
inizia la testa, entra
entra, vedete che
in questa posizione laterale
entra
si fa fatica a raggiungere
no, c'è un po' di sangue che non riesco
a capire da dove, mi serve
l'aspiratore, un po' di bipolare
forse dalla
versante, ok
un po' di bipolare, sì
sì, mi date una clip
professore Corcione?
sì
ah no, una domanda molto semplice
Perché una volta che ha messo le grappette sul renalica non l'ha sezionata subito?
Perché non mi piaceva le mosse, sì che stava, sto aspettando per circondare un po' il nemico come stai vedendo, vedo che c'è un po' di sanguinamento da questo versante, volevo essere certo di no, perché una volta sezionata qui avrei perso ogni contatto, ogni riferimento anatomico.
invece così ho la situazione sotto controllo
se adesso sono contento
e quindi in questo momento posso sezionare la vena
però avrei potuto anche farla
ma se il sanguinamento mi veniva dal versante cavale
avrei avuto più difficoltà
questa mi serviva da trazione
in altre parole
adesso lei ha una grappa sul versante cavale
e due su quello sull'analico
lo sbaglio
perché c'aveva un po' di reflow
bravissimo
esatto
era esattamente questo che volevo
ringraziare
grazie a te
la domanda era
da parte del professor Arceri
che è del nostro
dipartimento
l'accento era romano
adesso abbiamo
i landmark già isolati
Psoas
rene, cava, vena sezionata, aspetto bragale per mettere questo nel bag e portarlo fuori. Quindi
se fosse andato direttamente sulla ghiandola avrei avuto forse più difficoltà e avrei avuto
anche probabilmente delle problematiche intraoperatorie che invece, seguendo questi
dettami. Chiaramente l'anatomia cambia, i reperi anatomici cambiano da destra a sinistra, ma il
concetto è di fare una chirurgia di loggia, una chirurgia più safe e probabilmente anche più
recita che se vai piano alla fine arrivi prima ed è il motivo per cui uso sempre due velocità
quando sto in una situazione delicata preferisco andare con dolcezza a chiarire i miei dubbi o a
cercarmi landmarks e poi quando sono sicuro che non può succedere niente cerco di andare in un'altra
centimetri e qualcosa si vede che la gestione degli spazi stretti comunque comporta qualche
che difficoltà
ok, solleva bene il fegato Carolina
l'ultimo
ecco, prepariamoci un bag
ok, teniamo la calzina
sotto, vediamo di nuovo
l'anatomia
vedete la profondità
del campo chirurgico
psoas, polo del rene
cava preparata, vena renale
vena surrenalica
domande?
professore Di Matteo
Sì, senti, quelle venuzze con arterie di piccolo calibro che corrispondono al polo superiore della formazione, tu che mostra si è fatto?
Con i vissori a ultrasuoni. Io ho messo una sola clip sull'arena surenalica e tutto il resto con i vissori a ultrasuoni che mi sembra più che efficace per la gestione di gran parte degli interventi.
Abbiamo messo quella clip per stare tranquilli anche se molti ritengono di poter utilizzare ultrasuoni anche per basi importanti.
però con la cava non si scherza
quindi il resto
tutto
con il bistro del trasone
perché
i glasellini polari superiori
quelli dipendono da altro tipo di circolazione
più
prossimale se vogliamo dire
e allora qualche volta
paradossalmente fanno meno paura
ecco
se si strappano c'è un po'
di emorregia che si può tamponare
perlomeno in aperto poi no bene io ho finito qui puliamo se è stato ancora più bravo del
solito forse perché forse perché voi manda voi mandarci a mangiare a riposare bensì sono le cinque
ma abbiamo finito prima del previsto oggi abbiamo fatto è natale tutto lo stomaco in
Nel mediastino una sprenopancreasettomia, una gastrettomia per cancro, una sprenettomia di grosse dimensioni, questa sull'anerectomia.
Io ho assistito alla resezione del corpo coda del pancreas, diciamo.
Sì, sì.
Che era esterogicamente poi?
Era un insulinoma.
Un?
Un insulinoma.
Ah, ecco, ho capito.
Un insulinoma.
Sì.
Benigni o maligni, perché insieme possono essere maligni?
No, in linea teorica, quelli sono seguiti dal gruppo NET,
e in genere sono benigni perché vengono seguiti per anni,
in genere, ma in ogni caso noi abbiamo fatto un intervento oncologicamente completo,
quindi qualunque cosa...
Sì, sì, beh, l'ho visto bene l'intervento.
Adesso rimuoviamo i troca, rimuoviamo, asportiamo attraverso una mineraparatomia,
Io la ringrazio prof, non dimentichiamoci che il Palazzini nasce con Di Matteo per tanti anni, poi Giorgio è stato bravo a poter continuare la tradizione di famiglia e lo ringrazio per l'impegno che è profondo nell'organizzare questo congresso che attira sempre chirurghi di tutto il mondo,
giustamente perché è proprio un apoteosi della chirurgia in diretta e in chirurgia in diretta si imparano tante cose, anche come trattare determinate complicanze, anche come uscire fuori da certe situazioni scabrose.
Quindi sarà un congresso che sarà sempre apprezzato e frequentato. Quindi grazie ai due Giorgi, al papà che ha avuto quest'idea e al figlio che l'ha portato avanti. Ringrazio tutti coloro che mi hanno seguito in questi due giorni, ringrazio il mio gruppo e perché no, l'anno prossimo in un'altra sala operatoria, perché come dicevo inizia domani un'altra avventura, sempre qui alla Federico II.
Però sempre con l'impegno e l'entusiasmo di sempre. Buona serata a tutti. Vedrete comunque la conclusione dell'intervento fatto da Bregale.
Bene, buona sera.
Grazie, grazie ancora.
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