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13° CORSO PER INFERMIERI DI SALA OPERATORIA 1° SESSIONE ESIGENZE CHE EMERGONO, INFERMIERE CHE CAMBIA TECNOLOGIA, COMPETENZE ED UMANIZZAZIONE Saluti Inaugurali Prof. G. Palazzini, Dott. B. Tomei, Dott. S. Casarano Moderatore M. Caputo (Bari) Infermiere che cambia A. De Giuli (Bari), C. Cicala (Roma)
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Bene, allora invito le prime due relatrici, Ambra De Giuli e Caterina Cicala, una collega, l'Ambra De Giuli, che abbiamo l'onore di averla come infermiera in Puglia,
E poi la collega Caterina Cicala che oltre a essere docente al master di strumentisti all'Università Cattolica, membro del comitato scientifico di AICO, infermiera di sala operatoria, ci diranno come è cambiata la figura infermieristica, ovviamente in sala operatoria.
Prego. Allora buongiorno a tutti, sono Ambra De Giulia e questo mio lavoro deriva da un'esperienza
che appunto ho avuto l'opportunità di svolgere durante l'anno di master presso l'Università
Cattolica del Sacro Cuore. Allora se si osserva un infermiere oggi ci si rende immediatamente
conto del profondo cambiamento che il corpus infermieristico ha subito nel corso degli
gli anni. L'ultimo ventennio ha infatti determinato all'interno della professione infermieristica
mutamenti di natura legislativa tali da far sì che oggi ci si trovi di fronte ad una professione
rinnovata con ampio campo di attività e di responsabilità. L'infermiere può incontrare
questa formazione dopo aver conseguito quindi una laurea triennale che rappresenta la formazione
base e la può incontrare in quella che è la cosiddetta formazione avanzata, quindi attraverso
una laurea specialistica attraverso il dottorato di ricerca, master di primo o secondo livello
attraverso questi incontri, quindi conveni, crediti, conveni, insomma, e congressi.
L'argomento sul quale mi voglio maggiormente soffermare sono i master, che sono stati istituiti
con la legge numero 43 del 2006 e danno titolo di specialista all'infermiere.
da qui quindi nasce la figura dell'infermiere coordinatore, dell'infermiere specialista
che veniva secondo la suddetta legge considerata valida ai fini di carriera
ed è proprio l'infermiere specialista che però andava a costituire una sorta di sfida per il futuro
in quanto non vedeva ancora prettamente concretizzata la propria professione
qui vediamo esposte innanzitutto le aree di competenza con le quali l'infermiere si può specializzare oggi
Oggi bisogna fare un piccolo passo nel 2000, in particolare con la legge 251 e la legge numero 1 del 2002.
Entrambe vogliono ribadire l'autonomia della professione infermieristica e soprattutto attraverso la legge numero 1 del 2002
definire l'equipollenza dei titoli universitari, per cui in questo modo tutti gli infermieri possono accedere alle specializzazioni.
E' un argomento che emerge nuovamente nel 2014, quindi recentemente, con la legge di stabilità, in particolare con il comma 566, dove si vogliono ridefinire i ruoli delle professioni sanitarie attribuendo quindi ad ogni professionista le proprie competenze.
e tutto ciò per andare ad abbandonare quella che è una logica gerarchica che purtroppo ancora oggi spesso compare in molti ambienti di lavoro.
Ciò che è alla base di queste leggi è sempre l'argomento della formazione
e la formazione nonostante oggi costituisca una leva strategica per il raggiungimento degli obiettivi aziendali
quindi per l'ottimizzazione delle risorse umane viene spesso sottovalutata
e anche se è ovvio sarà meno dispendioso anche per un'azienda affiancare una persona che ha già effettuato una formazione alle spalle
piuttosto che una persona che ne è totalmente sprovvista, soprattutto nel campo della sala operatoria
che tutti sappiamo che è una struttura ad alta complessità.
Quindi la pratica infermieristica si sta adeguando all'evoluzione della tecnologia
In quanto oggi l'infermiere sarà chiamato ad operare in ambienti sempre più complessi e specialistici per cui ad un infermiere potrebbe essere richiesta oltre alle funzioni assistenziali di base anche la sostituzione o la manutenzione di un'apparecchiatura nel blocco operatorio per mettere in salvezza la sicurezza del paziente e dell'equip stessa
durante un intervento chirurgico. Quindi nonostante non ci sia una formazione obbligatoria e nonostante
il contratto nazionale del lavoro non ne prevede neanche un riconoscimento economico ritengo che
per la carriera di un infermiere un master sia un credito esigibile soprattutto per quanto riguarda
la sala operatoria. Voglio ora riportare uno studio effettuato proprio durante il periodo
di frequentazione del master universitario presso il Policlinico Agostino Gemelli.
Il lavoro è stato realizzato, è stato costituito da due differenti questionari che chiamerò
questionario A e questionario B. Il primo questionario somministrato ad alcuni infermieri
che lavorano presso le sale del Policlinico Agostino Gemelli e il questionario B somministrato
invece a tutti gli studenti che hanno conseguito questo master dal 2006 al 2014, quindi l'anno
in cui è stato istituito. Porterò ora alcuni argomenti del primo questionario. Innanzitutto
ciò che volevo comprendere era capire come fosse stato formato il personale sanitario,
il personale infermieristico delle sale operatorie se ci fosse stata una formazione preinserimento
Ho chiesto quindi se fossero state fornite delle nozioni riguardante procedure, protocolli, istituti contrattuali, organizzazione della sala, norme di sicurezza e il 40% ha affermato che effettivamente queste informazioni sono state fornite ma direttamente nella fase di inserimento, quindi direttamente dai tutor clinici durante il tutoraggio.
Quindi non c'è stata una preparazione pre-inserimento prima di entrare a lavorare nella sala operatoria.
Ho poi proposto un metodo alternativo, quindi l'istituzione di una piattaforma online costantemente aggiornata da poter consultare sempre per rimanere aggiornati costantemente con l'evolversi della tecnologia.
E con piacere ho notato che più della metà, il 53%, ritiene che effettivamente possa agevolare, anche se una piccola percentuale rimane ancorata al materiale cartaceo, quindi già esistente.
Di conseguenza ho chiesto quali fossero state le difficoltà nell'inserirsi in sala operatoria e la maggior parte hanno riconosciuto di aver avuto timore e paura nel commettere errori,
proprio per una mancata preparazione e una difficoltà ad approcciare una realtà
che è diversa da quella del reparto dalla quale la maggior parte del campione intervistato proviene.
Voglio sottolineare che la maggior parte del campione intervistato ha conseguito un diploma di laurea,
solo il 7% ha conseguito il master instrumentista, quindi degli infermieri a cui ho sottoposto il questionario.
e nonostante questo primo impatto di shock e di paura che la sala operatoria a volte può provocare
ho visto che comunque con molto piacere la sala operatoria provoca entusiasmo e soddisfazione a lungo andare
ho voluto fare una domanda poi all'infermiera, al campione intervistato
per capire se effettivamente nella loro carriera avessero mai riscontrato delle differenze
nell'affiancare chi in possesso di una preparazione pre-inserimento, quindi ad esempio di un master, e chi ne fosse totalmente sprovvisto.
Ed effettivamente il 60% ha riconosciuto di aver incontrato questa differenza.
Quindi chi in possesso di un master poi nella pratica effettivamente si trova avvantaggiato, secondo il campione intervistato ovviamente,
in tutte quelle procedure e quelle pratiche che sono alla base di un'assistenza di qualità in sala operatoria.
a partire dalla preparazione della sala, la vestizione sterile, allo stesso capire gli interventi per poter precedere ed anticipare le mosse.
Quindi ho chiesto per concludere il primo questionario se proprio in merito alla recente legge di stabilità
ritenessero che una formazione specialistica fosse un criterio preferenziale per svolgere attività in sala operatoria
e anche qui con molto piacere ho notato che il 74% ritiene che effettivamente dovrebbe essere riconosciuto come un criterio preferenziale.
A questo punto però ho chiesto se effettivamente, quindi nella pratica, c'è questo risvolto, ovvero se chi in possesso di master ha poi avuto un riscontro lavorativo.
Quindi ho somministrato il questionario agli studenti, come già detto, del Master dal 2006, anno in cui è stato istituito presso l'Università Cattolica, al 2014.
Ho voluto prima di tutto capire quanti effettivamente lavorassero in una sala operatoria e qui il risultato diciamo che si è suddiviso.
Il 46% è attualmente impiegato presso una sala operatoria contro un 44% che lavora in un reparto.
Altre piccole percentuali, chi in cerca di occupazione e chi come infermiere di famiglia. Chi lavora in sala operatoria ha trovato impiego entro i tre mesi di tempo, tre mesi dal conseguimento del master, quindi un dato notevolmente positivo.
Ho voluto poi mettere in relazione una domanda che ho posto in entrambi i questionari, proprio per avvalorare questa mia tesi, ovvero entro quanto tempo il personale si è sentito autonomo all'interno dell'equip?
Il primo campione, quindi gli infermieri che già operano e che ricordo solo il 7% ha conseguito il master, quindi la maggior parte hanno effettuato un inserimento con tutoraggio in sala operatoria, ha impiegato più di 9 mesi, il 64% più di 9 mesi.
Mentre nel secondo questionario, quindi tutti i studenti che hanno conseguito il master hanno impiegato il 44% tra uno e tre mesi di tempo, quindi c'è una notevolissima differenza nel tempo di inserimento nella sala operatoria e addirittura il valore dei nove mesi non compare tra le risposte di chi ha conseguito il master.
A volte gli studenti hanno risposto che il sentirsi più autonomo è scaturito dal fatto che erano a conoscenza ed erano più consapevoli delle attività che si svolgevano già nella sala operatoria, essendo quindi pronti a fronteggiare qualsiasi situazione.
Anche se a volte, dalle risposte del questionario, alcuni studenti hanno risposto che proprio il possesso del master ha provocato invece dei pregiudizi, soprattutto in strutture private e tra colleghi stessi.
Allora, per terminare questo argomento voglio tornare al titolo del dibattito, quindi l'infermiere che cambia, ovvero che evolve e si aggiorna.
e oggi diciamo che la formazione viene considerata quasi un requisito necessario durante la carriera di ogni professionista
però per l'infermiere ha lo stesso valore ovvero costituisce un privilegio anche nella nostra professione
se andiamo a vedere la prima domanda del secondo questionario effettivamente sembrerebbe di sì
perché il 46% di chi ha conseguito il master oggi attualmente lavora in una sala operatoria
Però questo valore così elevato, questa percentuale così elevata è data dal fatto che molti infermieri che hanno svolto questo master già lavoravano in una sala operatoria, per cui l'hanno conseguito solamente per un arricchimento personale e molti altri lavorano in sale operatorie all'estero, quindi comunque non è una realtà italiana, lavorano in Inghilterra, in Germania e in Svizzera.
Dico ciò perché comunque molte delle risposte sono state accompagnate anche da email degli stessi studenti in cui mi spiegavano la loro situazione lavorativa.
Quindi diciamo che seppure la formazione deve essere considerata come un momento di crescita e di arricchimento personale a prescindere dai risvolti lavorativi sarebbe comunque importante che poi ci fosse un riscontro anche a livello professionale
perché comunque vi è sempre un investimento nella formazione e quindi ritengo che sarebbe sempre opportuno continuare a fare formazione
a prescindere dai risultati che poi possiamo ottenere, sempre in vista di una ottimizzazione della gestione delle risorse umane
pensando sempre che il benessere dell'azienda passa attraverso il benessere del lavoratore.
Grazie.
Era un lavoro a quattro mani, quindi ora la parola a Caterina.
Buongiorno a tutti.
Io voglio solamente continuare un po' il discorso di Ambera,
facendovi riflettere su quelle che sono, al mio avviso, due...
Aspettate un attimo.
Delle riflessioni su due cose che mi hanno fatto pensare un po' sullo studio che abbiamo fatto insieme,
e poi anche su altri due studi che sono stati fatti, uno prima,
e uno invece parallelamente all'incirca a quello che è stato fatto da Ambra.
La foto che metto qui è stata aggiunta proprio stamattina alle sette e mezzo,
in realtà è una foto che è stata fatta ieri, è proprio emblematica perché l'infermiere che cambia,
questa è Pamela, è una mia collega che ha fatto il master 11 anni fa, quindi nella prima sessione,
e ieri mi ha fatto molto piacere, gli hanno fatto una foto appunto dall'auditorium,
era una di quelle che in una sinergia collaborativa ha presentato, ha collaborato durante un intervento chirurgico
e ha presentato la parte infermieristica, questo per farvi capire quanto cambia la nostra posizione
nell'ambito di giornate come queste, ma anche nell'ambito lavorativo.
Allora, la nostra realtà, come ha detto Ambra, è stata, come sapete, fatta da noi tutti che insegniamo
Siamo appunto nel master per strumentisti e da noi è cambiata un po' la situazione da quando esiste il master, nel senso che gli infermieri tra virgolette masterizzati sono davvero tanti, soprattutto nella sala operatoria dove lavoro io.
Noi siamo all'incirca 45 infermieri e diciamo che da noi c'è stato un cambio generazionale completo, come potete vedere soprattutto nella sala dove lavoro io sono diventati 22 gli infermieri che hanno il master.
Questo vi fa capire che la situazione è cambiata, ma vediamo perché la nostra azienda, come ha detto lei, ha capito quanto è un plus valore avere una competenza specialistica nell'inserimento del personale già formato.
Ma questa realtà è diversa, come vi ha detto appunto lei prima, è diversa in tutta Italia e anche fuori. Perché questo? Perché vi faccio vedere, lei vi ha fatto vedere quello che è un grafico, io invece vi faccio vedere quelli che sono dei messaggi di whatsapp che con i ragazzi ci mandiamo dopo che loro hanno appunto effettuato il master.
Il primo, quello di Catalda, è stato, vi fa capire, loro sono due ragazze che hanno fatto il master a Catania e nonostante adesso sono già un paio d'anni che hanno fatto il master, solamente quest'anno Catalda ci scrive e ci dice, vi volevo dire finalmente una cosa, siamo riusciti ad ottenere una cosa importante, da noi in clinica da oggi c'è la figura dello strumentista.
cioè fino alla settimana scorsa da loro lo strumentista era lo specializzando, dall'altra parte d'Italia Giacomo Costanzo che lavora a Cortina Tampezzo, ha fatto il master da noi lo scorso anno, mi manda la foto, ovviamente tutto contento, del badge con infermiere strumentista, cioè da loro c'è proprio la figura dell'infermiere strumentista, questo per farvi capire la differenza già nei due posti d'Italia.
Altri che mi scrivono magari dopo aver conseguito il master e mi dicono, Caterina ti volevo dire che ho firmato un contratto di 5 mesi, un'altra che mi dice che ho vinto un concorso aziendale, il merito è anche vostro perché anche il master pro strumentisti far sì che oltre al master di coordinamento possa far sì che tutti possano inserire come coordinatore in quell'ambito.
La realtà di Daniela invece è un po' diversa, lei è in Svizzera e ha difficoltà invece a far sì che il master sia riconosciuto.
C'è anche questa di realtà ed è il motivo di riflessione che anche Ambra vi ha dato.
Spesso dopo aver conseguito il master i ragazzi, io magari ci sentiamo e gli dico come va e loro mi dicono bene anche se detto tra noi qui non mi trovo bene, non mi fanno strumentare.
E perché mai nonnismo? Da morire. Questa è una realtà che ha fatto sì che un ragazzo da noi, proprio durante il massero, ha fatto uno studio su quello che è il mobbing orizzontale. Pensi di essere vittima nella realtà lavorativa in cui trovi? E come definisci il tuo rapporto con i colleghi?
Ecco, vedete, fra cordiale, in alcuni c'è addirittura fastidioso, ma quello che mi ha fatto più impressione è vedere quale figura professionale apporta in te maggiore disagio lavorativo.
Fra tutte quante, ovviamente chirurgo, anestesista e coordinatore, ma quello che mi ha fatto impressione è proprio lo strumentista, cioè siamo noi, proprio il mobbing orizzontale,
Il che vuol dire che il nonnismo, quindi la gerarchia fatta fra noi colleghi, è ancora molto esistente e che quindi quando un ragazzo esce fuori dal master non è visto come un plus valore, un valore aggiunto, anzi viene visto, ah, questo chi si crede di essere, ha preso il master, ma mica ne saprà più di noi che lavoriamo da 30 anni.
Questo è un discorso che viene fatto spessissimo nelle sale operatorie. Un altro discorso che brevissimamente voglio farvi è questo, nei blog o nei forum degli infermieri spesso quelli che si iscrivono fanno questa domanda, mi sono iscritto al master, ma voi che ne dite?
e alcuni rispondono, ma potevi spendere meglio i tuoi soldi, questo lavoro lo può fare anche un house, oppure anche un tecnico.
Ma l'infermiere strumentista può essere un tecnico, a vostro avviso?
Questo è uno studio che ha fatto una ragazza, molto bello, dottoressa Alice Manfredini, con cui ho potuto condividere,
ringrazio per le diapositive che ci ha dato, abbiamo avuto la maniera di condividere adesso in un congresso di Pasvi
che è stato fatto sulla sicurezza in sala operatoria a Genova.
Lei ha fatto uno studio proprio su questo, l'infermiere può essere sostituito da una figura tecnica, in altre realtà, ad esempio in Gran Bretagna, esiste una figura parallela all'infermiere, il tecnico di sala operatoria.
Questo è lo studio, il disegno è questo, un descrittivo osservazionale trasversale, la popolazione è professionisti sanitari, questo è il campione, gli strumenti per raggiungere l'obiettivo è un questionario, che è stato fatto quindi a tutti i professionisti sanitari.
e questo è il questionario
vedete che questa figura non infermieristica
potrebbe funzionare
in Italia da quanti anni è stato introdotto il master
e queste sono appunto le domande
brevemente i risultati
la presenza di infermieri specializzati
l'incremento del rapporto infermieri-pazienti
e la maggiore abilità degli infermieri
si correllano con una diminuzione del tasso di mortalità
quindi l'infermiere è determinante
se provvisto di esperienze precedenti
in area critica che fanno sì che possa
aumentare l'asticità mentale
Il tecnico ha solo conoscenze tecniche, l'infermiere con master invece, quindi l'infermiere specializzato, è una figura più completa. L'infermiere di sala operatoria è una figura poliedrica, questa parola mi è piaciuta moltissimo, umano, tecnico e professionale. Questo è l'infermiere di sala operatoria, una figura poliedrica, questi siamo noi.
Ecco, quello slogan delle orne che a me piace moltissimo, proprio per finire questa relazione, per dirvi che la nostra professione è innanzitutto una professione umana.
Grazie a tutti, vi lascio l'invito per noi per legge.
Ringraziamo le nostre due prime relatrici.
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