Ottieni il 20% di sconto sul tuo primo ordine con il codice EARLY al checkout. Vedi i piani
Ottieni il 20% di sconto sul tuo primo ordine con il codice EARLY al checkout. Vedi i piani
Ottieni il 20% di sconto sul tuo primo ordine con il codice EARLY al checkout. Vedi i piani
23° CAD anno 2012 9° Corso Infermieri di Sala Operatoria 3° SESSIONE ASPETTI LEGALI DELLA PROFESSIONE INFERMIERISTICA IN SALA OPERATORIA Moderatore: S. Forlenza (Battipaglia SA) Documentazione infermieristica e responsabilità A. Calvarese (Roma)
Questo video non è ancora stato analizzato
Accedi per avviare l'analisi AI o la trascrizione.
Presento la collega Antonella Calvarese, riprendendo un po' il discorso delle responsabilità e quindi aspetti legali della versione infermieristica in sala operatoria soprattutto,
Antonella ci parlerà della documentazione infermieristica e quindi riancerà un po' a quelle che sono le responsabilità del ruolo infermieristico in sala operatoria.
Antonella, te la parola, grazie.
Come mi hanno presentato io sono un'infermiera strumentista della sala operatoria Torino San Camillo Forlanini di Roma e ho pensato di improntare questa relazione illustrando da subito quali erano i temi principali che intendevo trattare.
In particolare la documentazione infermieristica e il significato di essere professionista e la relativa responsabilità che deriva da questo prendendone coscienza anche attraverso l'uso di strumenti che sono strumenti di lavoro ma che fondamentalmente sono strumenti che possono facilitarci e nello stesso modo possano rendere visibile quello che nel nostro lavoro molto spesso è sottoposto.
valutato e non è facilmente apprezzabile. Chiaramente faccio riferimento in particolare
alla sala operatoria perché quando si parla di documentazione infermeristica si va in
un oceano. Le parole chiave le ho messe all'inizio proprio per chiarire da subito che cosa intendevo
comunicare. Documentare come sinonimo proprio di trasmettere qualcosa, in particolare con
con il riferimento alla forma scritta perché essendo noi una professione che ha una storia con un'evoluzione particolare
chiaramente dobbiamo ancora prendere coscienza dell'importanza di comunicare in forma scritta
come l'unica forma di comunicazione idonea a essere proprio protagonista della crescita professionale.
È brutto parlare ancora nel 2012 di crescita, però bisogna farlo perché la presa di coscienza prevede anche questo.
Chiaramente quando si parla di documentazione si fa riferimento in particolare all'infermieristica come una scienza
e se noi vogliamo rispettarla come tale dobbiamo assolutamente tenere conto dei caratteri che una scienza deve avere
e dunque la forma scritta rimane comunque l'aspetto prioritario e da questo ovviamente deriva tutta una serie di responsabilità.
Io sono partita da una definizione di uno dei maggiori dizionari della lingua italiana
proprio perché non volevo parlare in maniera soggettiva o che significato davo io a queste due parole
Ho voluto partire da qualcosa che dovrebbe essere un riferimento per tutti, la lingua italiana. Dunque se noi andiamo a vedere documentare è proprio provare, informare, accertarsi nella forma riflessiva perché documentare nel nostro lavoro non significa solamente registrare, annotare ma significa a volte anche segnalare delle situazioni.
In camera operatoria il percorso di assistenza è un percorso che il paziente affronta in una situazione particolare ed è importante tenerne conto di tutti gli aspetti che lo riguardano, visto che poi a seconda dei casi il processo che riguarda la parte anestesiologica non lo rende più capace di volere durante il percorso chirurgico.
Noi siamo lì come figure di supporto a lui e di assistenza e chiaramente è necessario documentare perché dobbiamo rispettare proprio questa parola, l'infermieristica perché chiaramente è tutto il complesso delle cognizioni che un infermiere inizia ad acquisire dal momento in cui inizia il percorso universitario.
non mi soffermo su questi aspetti perché credo che siano noti un po' tutti. Documentare in forma scritta tutto quello che comprende il processo di assistenza per ogni singolo paziente,
Chiaramente il singolo paziente perché noi dobbiamo essere comunque sempre orientati al care cioè al prendersi cura di lui considerandolo come una unità con rispetto fatta di tante componenti non soltanto quella specifica di cui ci occupiamo nel momento in cui interveniamo chirurgicamente
e quindi questo significa non identificare anche il paziente con l'organo di riferimento in quel momento.
Questo appunto l'avevo appena accennato riguardante la formazione infermieristica
quindi documentare nel nostro ordinamento giuridico significa proprio che tutto quello che si fa per essere provato
deve essere fatto rigorosamente in forma scritta, altrimenti equivale come non fatto, ma non solo non fatto, anche non pensato.
Questo ci deve porre sempre nella condizione di credere che scrivere non equivale ad incastrarci nel labirinto giuridico,
ma equivale semplicemente a essere fieri di quello che facciamo, l'importante è farlo secondo le regole della buona pratica, secondo il rispetto delle norme, secondo quelli che sono gli assetti organizzativi che via via comunque stanno evolvendo.
Bisogna un pochino crederci perché il nostro lavoro è fatto di tante gocce che tutte insieme poi creano un mare. Io sono una molto convinta di questo, non si può soltanto lamentarsi sempre, bisogna iniziare dalle cose pratiche e quindi fare.
Quali documenti in sala operatoria? La cartella infermieristica sicuramente ne è il cardine perché per lungo tempo abbiamo percorso la strada in cui non c'era nulla di scritto,
Tutto si acquisiva attraverso l'esperienza di un collega. Poi chiaramente anche nella sala operatoria è giusto che l'evoluzione arrivi e chiaramente rendere attraverso la cartella infermieristica visibile il percorso che il paziente compie è assolutamente un fatto importante.
È importante per la centralità delle cure verso il paziente, è importante per noi perché da un momento in cui siamo diventati una professione autonoma non più agganciati ad un manzionario non abbiamo più alibi.
Questo significa che dobbiamo assolutamente dimostrare come lavoriamo e che cosa facciamo.
Quindi la cartella infermeristica è lo strumento giusto a questo scopo perché rende visibile la nostra attività, permette l'osservazione durante il periodo che il paziente entra nel nostro blocco operatorio, chiaramente evidenzia tutte quelle che sono le circostanze in cui lui viene assistito.
quindi questo lo possiamo definire processo di assistenza e attraverso la cartella noi abbiamo la possibilità di compiere il processo di nursing
attraverso quelle che sono fasi che tutti noi conosciamo, si tratta solamente di metterle in pratica
quindi identificare i bisogni, formulare le diagnosi relative, pianificare tutti gli interventi, attuare e valutare
Questo è forse più naturalmente accettato in una corsia, io non so perché, ho fatto una piccola indagine e mi sono resa conto che in sala operatoria tutto deve tornare secondo il tempo, cioè si lavora perché bisogna fare presto.
Ma se noi siamo professione intellettuale per quale motivo il nostro operato deve andare con l'orologio e non con la qualità? Questa è una riflessione che faccio perché dal momento che siamo padroni di noi stessi e abbiamo cognizione di quello che siamo diventati è evidente che non dobbiamo giustificarci con nessuno se stiamo facendo quello che è giusto fare secondo la norma.
Noi ci dobbiamo muovere semplicemente utilizzando quelli che sono gli strumenti giuridici a nostra disposizione e ci sono, nessuno di noi li può negare, è necessario però conoscerli in maniera giusta, appropriata e renderli evidenti a chi all'interno dell'equip multidisciplinare,
Io mi riferisco sempre al nostro ambiente, la camera operatoria, a chi li ignora oppure non li conosce e io che ho attraversato diverse realtà specialistiche mi sono spesso trovata di fronte anche alla prepotenza di alcuni chirurghi ma molto spesso loro non conoscono tanto del nostro lavoro mentre noi conosciamo molto del loro.
Quindi si tratta esattamente di metterci intorno ad un tavolo semplicemente a scambiare idee, idee che sono basate sulla conoscenza chiaramente, quindi nessuno di noi si deve giustificare se nel momento in cui arriva un paziente,
specie nelle realtà di chirurgia programmata abbiamo bisogno di più tempo per preparare il paziente, raccogliere i dati e fin di fare l'anamnesi e prendere coscienza dello stato in cui lui entra
Perché tutto quello che da quel momento in poi viene fatto se non è stato adeguatamente riportato il suo stato precedente equivale ad averlo fatto noi.
L'ho scritto, io prima ho detto, è l'evidenza di quello che è il nostro operato ma nel caso in cui si riscontra un problema, il paziente fa una denuncia per lesioni, a quel punto se la nostra documentazione è chiara ed è esaustiva sulle sue condizioni all'ingresso della sala operatoria
nessuno potrà mai sostenere la nostra responsabilità in merito ad atti o procedure che erano già presenti prima del nostro operato.
Ecco perché è importante scrivere, perché utilizzarla, diciamo che è un po' quello che ho già detto, è uno strumento che mette il paziente al centro
Quindi è chiaro che quello che cerca di fare è di rendere evidente quali sono le sue necessità.
In una sala operatoria la necessità prioritaria quando entra un paziente non è che il chirurgo lo tagli e lo cucia perché prima di tutto abbiamo una persona, non abbiamo certamente una clinica veterinaria.
Tra l'altro nelle cliniche veterinarie il rispetto per gli animali è agli apici, quindi è giusto che maggiormente questa attenzione la poniamo noi perché noi siamo i responsabili dell'assistenza.
quindi prima che il paziente vada nelle sgrinfie del primario, scusate l'espressione ma ci sta tutta perché a volte si assistono a circostanze anche comiche, è giusto prendere in cura, in carico il paziente perché prima dell'inizio di un intervento ci sta tutta una fase preparatoria
che necessariamente deve tenere conto di tante variabili che lo riguardano, catalizza il lavoro d'equip, perché se veramente viene applicata fin dall'inizio tutti i membri dell'equip, anche i non infermieri, perché almeno nella mia realtà molto spesso i medici chiedono notizie a noi,
Quindi tutti, ma in particolare l'equipe infermieristica, è portata ad avere attenzione nel merito in particolare di quel paziente in quel momento.
Quindi se si evidenziano problemi particolari che lo riguardano tutti hanno l'attenzione riguardo a questo.
Un esempio banale, un paziente che entra in una specialità chirurgica per fare la chirurgia oculistica o la chirurgia del naso
e ha una protesi d'anca, se non è segnalata adeguatamente nell'anamnesi all'ingresso,
perché non abbiamo l'integrazione con il percorso chirurgico preoperatorio
e noi non abbiamo nemmeno evidenziato perché non abbiamo avuto il tempo,
perché dobbiamo sbrigarci e non abbiamo visto tutta la cartella, possiamo fare danno.
Il paziente che ha bisogno di essere spostato con una modalità particolare
è chiaro che tutti devono esserne a conoscenza ed ecco perché ritorna sempre utile utilizzare uno strumento inequivocabile che è la cartella perché è scritta, tutti la possono leggere anche negli avvicendamenti dei cambi turno.
È un collante per l'equip? Sì, io ci credo. Perché è un collante? Perché nel momento in cui si stabiliscono degli obiettivi da raggiungere nessuno è portato a fare spirito di iniziativa personale o a metterci troppa creatività per scostarsi da quelli che sono i percorsi stabiliti da uno standard, da un metodo.
traccia la storia del paziente chirurgico all'interno della sala operatoria
perché un paziente in sala operatoria può entrare una sola volta
ma chi lo dice? Potrebbe anche entrarci più volte
potrebbe entrarci anche per ragioni diverse più volte
magari anche in sale operatorie diverse
dunque se noi consideriamo questo strumento come cardine
possiamo ritrovarlo utile, ancora di più se è informatizzato
perché abbiamo la possibilità di accedere alle informazioni che lo riguardano anche precedentemente.
Ovviamente l'ultimo, fornisce utili informazioni al percorso del posto, è chiaro se sappiamo bene cosa è successo dentro la sala operatoria
è evidente che risulta tutto più facile anche ai colleghi che prenderanno in cura il paziente nel posto operatorio.
Perché utilizzarla? Rende visibile l'impegno assistenziale e l'ho detto in partenza
Proprio perché molto spesso si dice in camera operatoria che gli infermieri sono lenti. Permette di fare modifiche organizzative perché laddove tu hai una documentazione puoi studiarla e vedere se per realizzare il meglio in termini di qualità chiaramente lo puoi fare perché hai un supporto cartaceo, digitale, non ha importanza.
Quello che interessa è le informazioni di qualità. Diviene risorsa documentale per la ricerca un po' per la stessa ragione che ho appena detto, uno può mettersi lì e fare uno studio sul materiale che ha relativo al semestre precedente, l'anno precedente perché si pone un obiettivo e chiaramente se ha curato bene l'aspetto della compilazione è facile anche farne una ricerca.
evidenzia gli errori, perché noi veniamo da una cultura in cui l'errore era condannato
e quindi era importante capire chi aveva sbagliato perché bisognava metterlo alla gogna
poi si sta cambiando fortunatamente, tutta la filosofia del risk management è servita proprio anche per prendere coscienza
dell'importanza dell'analisi degli errori, dagli errori si impara, pensiamo ai bambini
A forza di cadere nel primo anno di vita imparano a camminare perché noi non possiamo fare la stessa cosa ed è importante non nascondere l'errore perché altrimenti impara soltanto chi l'ha commesso forse, è importante discuterne, farne argomento perché è una risorsa,
Perché sicuramente se tutti quelli che sono in quel posto e hanno comunque la possibilità o in prima persona meno possibile o comunque perché vivono la stessa situazione di realizzare cosa è accaduto facendone un'analisi sicuramente hanno memoria e non si ripeterà lo stesso errore.
Quindi c'è una crescita in questo senso, ma soprattutto è comunicazione efficace perché poi alla base di tutto in sala operatoria molto spesso la frenesia di compiere ognuno il suo dovere fa un po' perdere di vista quello che è l'aspetto comunicativo che sta un po' alla base del lavoro di equip.
Quando io dico equip non intendo solo gli infermieri, noi dobbiamo uscire dall'idea che noi lavoriamo per noi e gli anestesisti lavorano per sé, il chirurgo lavora per sé, noi lavoriamo tutti insieme.
Tra l'altro essere professione sanitaria significa questo, avere rispetto delle altre figure e pretenderne per la nostra, ma dobbiamo sempre iniziare da noi perché non si può sempre urlare il medico, il medico.
Iniziamo a rispettarci tra di noi perché forse già lì qualche problema ce l'abbiamo, ovviamente la comunicazione sarà efficace se la cartella è compilata in maniera esaustiva e soprattutto vediamo più avanti come e questo ovviamente valorizza.
Questo aspetto è molto evidente anche se con attenzione si va ad analizzare la raccomandazione ministeriale e lo studio che è stato fatto per arrivare a creare i 12 obiettivi che sono stati riuniti all'interno di questa raccomandazione.
L'obiettivo in sostanza qual era? Quello di garantire qualità e sicurezza che non devono essere viste come due entità distinte ma devono essere viste come due entità facenti parte della stessa moneta e quindi alla base di quella raccomandazione c'è sempre la buona comunicazione.
Basta scegliere un obiettivo qualsiasi, come si fa a realizzarlo se tra di noi non si comunica, soprattutto se non si comunica efficacemente.
La cartella infermieristica è prevista per legge perché molti colleghi ancora dicono che è una perdita di tempo, chiaramente forse non avranno ancora capito lo spirito,
Ma al di là di quella che può essere la scelta personale, se è un piacere o no adottarla, se è un piacere o no scriverla, se è un piacere o no lavorarci sopra, sicuramente qualcosa deve imporci nel farlo.
E il primo disposto normativo che parla di questo è un decreto del Presidente della Repubblica appunto il 384 del 90 in cui si fa riferimento agli strumenti di assistenza infermieristica quando si vuole dare importanza al miglioramento delle prestazioni al cittadino da parte di tutte le professioni e quindi quella infermieristica.
E ancora il codice deontologico ha vari richiami ma in particolare al capo quarto l'articolo 27 c'è proprio scritto così, l'infermiere garantisce la continuità assistenziale contribuendo alla realizzazione di una rete di rapporti interprofessionali attraverso l'efficacia gestione degli strumenti informativi.
chiaramente gli strumenti informativi è un termine che raccoglie molto
però la cartella infermeristica io credo che rimanga comunque la base di tutto
e si torna di nuovo all'interprofessionalità
ovviamente io l'ho lasciato per ultimo ma non è minore importanza
anzi forse l'ho fatto solamente perché è una scelta dialettica
in realtà l'abolizione del manzionario, ce lo dobbiamo mettere in testa, equivale a camminare da soli, non c'è più il chirurgo che ci difende, dobbiamo sapere cosa facciamo, dobbiamo essere noi i protagonisti del nostro operato
e chiaramente come professione intellettuale abolendo la denominazione ausiliaria non si può più lavorare per compiti ma si deve progettare e pianificare
e non si progetta né si pianifica se si va a lavorare e si pensa di usare il passaparola
perché chiaramente nella comunicazione verbale nessuna scienza credo che si sia basata su questo.
Quindi in sala operatoria documentare ha un valore fondamentale per la condizione anche,
ma questo non vale solo in sala operatoria, io ho voluto sottolineare questo carattere in sala operatoria
perché è fondamentale. Il paziente in sala operatoria arriva già premedicato, poi viene sottoposto a un'anestesia
che ne priva della capacità di difesa, quando io per difesa intendo dire un termine molto generico
ma attribuitegli pure tutto il valore che volete. In realtà tutti noi, tutti, tutti e non parlo solo degli infermieri
siamo portatori di garanzia per lui, cosa significa? Che lui viene lì e noi siamo assolutamente obbligati a tutelare il bene che la Costituzione tutela per tutti che è quello della salute, quindi teniamolo presente anche questo che è importante.
Inoltre documentare mette a riparo noi anche come professionisti da indagini future e rende possibile ricostruire tutto quello che è accaduto in quella circostanza.
Teniamo presente che ci sono comunque dieci anni per poter reclamare, per poter fare un ricorso, per poter dire da parte di un paziente io lì ho subito un danno.
Che cos'è però dal punto di vista del diritto amministrativo la cartella infermieristica?
è un atto documentale di tipo sanitario, a certezza è fede pubblica e chiaramente deve essere compilato,
vedremo poi quale attenzioni, sottoscritto in maniera leggibile da chi lo fa e rilasciato o da un pubblico ufficiale
o da un incaricato di pubblico servizio. A questo proposito noi comunque assumiamo a secondo delle circostanze
e entrambe le vesti. Cosa vuol dire fede privilegiata? Ce lo dicono due articoli del Codice Civile
che proprio parlano del documento come atto pubblico che ha ovviamente una delle caratteristiche
di formalità e nell'articolo successivo che è il 2700 si parla dell'efficacia dell'atto pubblico.
E' importante perché quando ovviamente siamo messi in discussione dobbiamo essere certi di averlo compilato rispettando la legge.
E' assimilabile alla cartella clinica per quanto concerne la regolare compilazione, il segreto, la conservazione e i requisiti formali.
Inoltre deve rispettare i criteri di certezza che sono desunti dalla giurisprudenza e cioè rappresentatività, coevità, certezza.
Ora non posso analizzare ognuno di questi aspetti ma andando a farlo si capisce che se noi lavoriamo bene, scriviamo bene, tutto va e scorre.
I requisiti formali sono la chiarezza, la competenza, sono quelli della cartella clinica, quindi è assimilabile, la responsabilità ha una duplice accezione, positiva e negativa.
La responsabilità in senso positivo vuol dire prendere coscienza della maggiore autonomia che le norme ci hanno conferito e prendere coscienza dell'impegno che questo ovviamente ne fa necessariamente derivare.
E' importante perché aumenta chiaramente le nostre competenze e la necessità di aggiornarle continuamente.
La responsabilità invece in accezione negativa chiaramente si va a secondo, comunque principalmente sono quella penale civile, amministrativa, ordinistico, disciplinale ed equip.
Io mi sono soffermata in particolare su quella penale perché chiaramente al di là dell'aspetto che conosciamo tutti è personale, ha una funzione sanzionatoria, ognuno risponde soggettivamente per il proprio operato.
quella civile invece ha una caratteristica diversa che appunto mira a rendere monetizzabile il danno che viene eventualmente quantificato.
In particolare però quello che volevo io sottolineare erano i reati che ci riguardano quando noi abbiamo a che fare con i documenti
e in particolare il falso materiale che è previsto dai due articoli e vuol dire proprio che si compie un atto di falso quando viene l'atto, in particolare la cartella infermieristica,
visto che era l'oggetto di quello di cui ho parlato finora, da una persona diversa oppure che venga modificato successivamente alla sua stesura definitiva
e quindi ovviamente questi comportamenti creano una cartella contraffatta o una cartella alterata.
Il falso ideologico invece si verifica quando l'atto non contiene affermazioni o constatazioni che non corrispondono al vero
pur essendo formalmente compilato, quindi non è contraffatto, non è alterato ma se si sono annotate delle informazioni che non corrispondono al vero è comunque un reato.
La compilazione della cartella ovviamente dovrebbe richiamare l'attenzione nell'utilizzare delle accortezze, quindi non andare a scriverci sopra utilizzando un mezzo come può essere la matita e nemmeno quando lo si fa correttamente con la penna andare a fare delle cancellature o ad usare addirittura il bianchetto.
scrivere chiaramente il nome e il cognome del paziente perché ogni foglio che poi parteciperà alla costituzione della cartella clinica chiaramente deve essere identificabile, descrivere poi con precisione ogni informazione contestualmente al verificarsi dell'evento
e più o meno scrivere tutto quello che riguarda il paziente, se ci sono da fare delle correzioni, tracciare una riga su quello che vuole essere corretto lasciandolo visibile
perché molto spesso durante l'acquisizione degli atti in fase processuale può diventare veramente qualcosa che si ritorce contro di noi
l'avere di fronte una documentazione infermieristica tutto sommato anche buona dal punto di vista delle informazioni che vorrebbe apportare
però poi ricca di cancellature, chiaramente pongono chi deve giudicarci con un grosso interrogativo perché qualcosa che è cancellato in quel modo non è possibile nello scopo che si può nell'indagine di andare a verificare che cosa realmente è successo.
la data deve essere segnata ovviamente sempre e l'ora in cui avviene il tutto
ovviamente queste regole valgono per la cartella infermeristica in senso lato
quindi non solo in sala operatoria valgono dappertutto
ci sono alcuni aspetti che magari noi possiamo ritenere meno così peculiari
chiaramente chi compila la cartella deve fare in modo che sia identificabile
scrivendo chiaramente la propria firma e magari se all'interno della sala operatoria è presente un albo in cui ci sono stabilite delle abbreviazioni
si possono anche utilizzare, l'importante è che sia chiaramente evidenziato.
La registrazione deve riferirsi ai fatti e non a interpretazioni dell'operatore, tutto quello che sono la raccolta di sensazioni oppure espressioni di volontà del paziente va sempre virgolettato
perché noi non siamo nella veste di poter interpretare nulla, nel senso che non possiamo esprimere opinioni,
noi dobbiamo limitarci a registrare quello che accade.
Ovviamente il rifiuto da parte del paziente per farmaci o procedure, a volte capita che un paziente arriva in sala operatoria,
magari non è adeguatamente formato da prima e decide di non essere più operato.
Anche questo è una condizione che va evidenziata, è importante che lo sia. Utilizzare singoli e abbreviazioni concordate, scrivere in modo leggibile anche se può sembrare banale, a volte non lo è perché noi andiamo di corsa e scriviamo come un fiume in piena per cercare di non dimenticare niente.
Il problema è che dobbiamo sempre pensare di scrivere per qualcuno che legge con difficoltà, quindi uscendo dalla nostra calligrafia personale ma utilizzando dei caratteri proprio che siano chiari.
Non scrivere mai per un'altra persona, ognuno deve scrivere per sé perché l'operatore che scrive scrive quello che fa. Non aggiungere informazioni dell'ultimo minuto ai spazi ristretti, magari apporre un foglio in più.
Questo è una sentenza che richiama l'attenzione alla cartella clinica che ovviamente cosa dice la Cassazione?
Il primario è responsabile nell'attempimento delle sue funzioni di direttore su quello che sono il decorso della malattia del paziente attestando tutti gli aspetti che ovviamente ne derivano, la terapia praticata, tutti i fatti clinici.
quello che deve essere evidenziato in questa particolare sentenza
è che le alterazioni o le annotazioni non vanno mai poste in maniera successiva alla chiusura della cartella
quando per chiusura non intendo archiviazione, intendo anche una cartella che giace nel reparto
Ci siamo accorti di aver fatto un errore magari qualche giorno, siamo tentati di andarla così a correggere.
Oppure l'annotazione postuma fatta di un fatto appunto rilevante che può ovviamente creare il reato di falso ideologico.
Le conseguenze?
Le conseguenze ovviamente sono abbastanza gravi, ma secondo me se noi abbiamo la voglia di fare bene queste ce ne dobbiamo preoccupare assai poco.
Io finisco con una frase che secondo me dovrebbe albergare in tutti noi quando lavoriamo in ospedale.
Grazie.
Bravissima.
Complimenti Antonella.
Da questo si vede che è una brava strumentista sicuramente di sala operatoria perché mi diceva prima che era la prima volta che relazionava in un contesto del genere ma è stata molto brillante e molto chiara nell'esporre una testimonianza del genere dove di cartelle infermeristiche, di documentazioni se ne sta parlando da anni.
In questi giorni abbiamo avuto anche testimonianze che si parlava di sistemi informatici, termini informatizzati e quant'altro ma come avete visto Antonella ci ha dato veramente quella testimonianza chiara, quella cosa chiarissima di dire che un semplice documento redatto in modo semplice ma scritto nella sua interezza può far sì che effettivamente noi possiamo migliorare di molto la nostra attività.
quotidiana rispondere di ciò che facciamo quindi essere responsabili ma la cosa più
importante che voglio aggiungere è rispondere eventualmente in termini legali con un documento
scritto ed è quel documento che effettivamente ci può riparare dalle accuse che ci vengono
quotidianamente eventualmente indicate e fatte. Tre punti fondamentali vorrei così sottolineare
come abbigliantemente evidenziato Antonella, la qualità, soprattutto pensare alla qualità
e non andare a rincorsersi gli altri perché il chirurgo va di fretta, l'equipe, tutti
devono terminare presto, questo non ci ripara da ciò che poi può accadere, quindi evidenziare
l'errore come non una colpa ma un superare poi magari eventualmente e prevenire nelle
nelle prossime occasioni che non possa più succedere e poi la cosa che mi è piaciuto moltissimo perché non so quanti ma il rispetto nel team, lavorare con rispetto reciproco tra le varie figure dentro la sala operatoria ma soprattutto come ha detto Antonella tra noi infermieri nella sala operatoria insomma è quello che ci può veramente far raggiungere il livello ottimale per ripararsi da eventuali responsabilità o problemi che possono accadere.
Se voi avete qualche domanda, se in studio qualcuno vuole rivolgere qualche sensazione, siamo un po' stanchi quindi vogliamo andare via quanto prima possibile, però come vedete sono cose interessantissime e solo queste sono le occasioni che possiamo arricchirci di queste esperienze.
Chat AI
Accedi per chattare con questo video tramite AI.