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25° CAD anno 2014 AORN "Azienda Ospedaliera dei Colli" Presidio Monaldi Napoli U.O.C. di Chirurgia Generale Centro di Chirurgia Laparoscopica e Robotica Direttore Prof. F. Corcione Moderatore: Giorgio Di Matteo
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Pronto, Corcione di Matteo.
Eccoci qua.
Ecco, mi senti, Corcione?
Bene, molto bene.
La descrizione del caso, la slide che abbiamo mandato,
e come ve lo riassumo, un giovane di 49 anni
che ha avuto un trauma,
e questo è il motivo per cui siamo un po' in difficoltà,
un trauma perché ha una russazione recidivante bilaterale della spalla
e l'ortopedico assolutamente ha proibito la posizione laterale.
E quindi noi stiamo lavorando, per esempio in posizione supina,
e quindi siamo ritornati indietro negli anni perché, come ben sapete,
uno dei vantaggi dei progressi di questa chirurgia
Sono stati determinati proprio dall'idea di Michel Gagné di lateralizzare i pazienti in modo da escurre direttamente l'organo che sia sul rene, rene o minza, non c'è audio credo, non sento il ritorno dell'audio, e quindi noi in questo momento invece abbiamo perso questo beneficio.
Sì, noi sentiamo e vediamo bene.
Adesso abbiamo visto anche Samilza.
Abbiamo questo aumento legato al diaframma e quindi io sto lavorando col paziente in posizione sutina, lateralizzato al massimo, ma purtroppo non è la stessa cosa.
Ha un colon molto medializzato.
La prima cosa è che sto preparando il colon sezionandomi queste aderenze dalla doccia parietocolica.
Sì, sì, però mi pare che sia stata già identificata molto bene e si va sottigliando proprio, quindi dovremmo avere il colon rapidamente.
Sono chiaramente in 2D, noi stiamo lavorando in Full HD 3D, perché questa azienda, stavo descrivendo il caso, poi hanno riscontrato questa grossa lesione surrenalica, parliamo di 7 cm, studiata dagli endocrinologi e inviatoci con la diagnosi di feocromocitoma, per il quale ha fatto tutta la preparazione del caso.
Per evitare sorprese intro o post-operatorie.
è posteriore alla milza, al pancreas e chiaramente sopra il rene,
quindi una posizione di inaccessibilità chirurgica e quindi l'accesso ce lo dobbiamo creare.
Come ce lo creiamo? In primis quello della mobilizzazione della flessura dal gerota e quindi andiamo in senso...
Adesso hai intaccato la flessura, l'adesione, l'aderenza, perché poi non sono veri e propri i legamenti.
Stavo dicendo, prof, che noi stiamo lavorando in questo caso in 3D. Abbiamo gli occhialini, abbiamo una visione assolutamente magnifica, siamo da sei mesi in queste sale operatorie integrate con tecnologia Full HD 3D.
con grande soddisfazione devo dire
e questa tecnologia 3D
adesso dopo un periodo di prova
quindi di learning curve
l'abbiamo destinata a determinati interventi
in cui la 3D può fare la differenza
la Full HD ovviamente è un progresso
incredibile per tutta la chirurgia laparoscopica
la 3D può aggiungere qualcosa a nostro avviso
dopo questa curva di apprendimento
nei interventi o dove c'è una fase ricostruttiva
vedi stomaco, colon destro
o dove la visione
tridimensionale e la dissezione
dei vasi nella ricerca
dell'anatomia può dare qualcosa
quindi
cancro del retto, colon destro
stomaco
e in questo caso anche il surrene
vedete come io sto lavorando
proprio su...
scusa Corcione, noi vediamo il campo
dall'esterno
ecco, adesso va bene
bene, grazie
a lei prof
me lo dica perché qua abbiamo una regia
guardate il professor Corcione
adesso ci fa vedere
il piano di Gerota
e quello che adesso tocca
eccolo
è il piano di Told
e quello che ribalta adesso
Gerota è un pre-renale
Gerota o Gerota
perché lui è
Gerota sicuramente
ma lui aveva studiato e lavorato in Gerota
e tutti i tedeschi
io l'ho visto fare dai tedeschi
che dicono Gerota
Gerota, Gerota
qui c'è il buon ruotolo
che poi c'ha la sua versione
della fascia di Tolda
si
non è che la mia versione
è di Testù
era qualcuno che ci capiva
io no
tutto qua
ma dopo Testù c'è stato Ruotolo
a dire Fesserie
allora il mio landmark è il Gerota
una volta individuato il Gerota
Come vi dicevo io devo ricercarmi la natura surenalica e quindi siccome devo mobilizzare il complesso spleno pancreatico, il mio landmark, una volta individuato il gerota che ho cercato di non lesionare, di scontinuare,
Vado sulla scorta del gerota a identificare il passaggio in alto tra legamento spleno renale e portare medialmente il complesso spleno pancreatico che quindi si separerà dalla surrene.
Quindi avremo due strutture acinose che in questo momento sono sovrapposte, che dobbiamo identificare proprio per portare il surrene insieme alla milza verso la nostra sinistra, o verso la destra del paziente, e lasciare quindi il surrene nella sua sede alla nostra destra.
Quindi è una mobilizzazione splenica tipo Ginnai e poi come dice il professor Corcione, anche di Matteo, non sono legamenti nel senso strutturale, sono folde, pliche peritoneali quelle che abbiamo visto selezionare.
Rispetto alle immagini di prima queste come vi giungono? Meglio o peggio?
Sono migliori, credo che si può dire che siano molto migliori, qui c'è più il colore da vivo e poi sono precisissime e non incorrono in imperfezioni come precedentemente.
Poi chiederemo ai tecnici una spiegazione di questo perché altrimenti diciamo il 3D per tutto allora. Quasi intravede forse il sorrene ma io continuo in questa mobilizzazione della minza?
Io, se mi permettete, vorrei fare una domanda di messa a punto, ma anche per capire bene. Io ho sempre pensato, perlomeno per l'esperienza che avevo in chirurgia aperta, che non esiste un vero e proprio legamento splenocolico.
perché poi in fondo la milsa è sempre libera al polo inferiore
salvo che non siano intervenuti procedimenti infiammatori
oppure che non ci fosse una gran confusione embriologica
perché vedete che la milsa è completamente libera nella sua amaca
come si diceva una volta
quindi è importante distinguere un po' questi rapporti reciproci
fra parete, colon e melsa per poter indirizzare più rapidamente e meglio l'avanzata chirurgica.
Beh sì, in effetti è descritto il legamento splenocolico, io l'ho imparato così e credo che molte volte è difficile
identificarlo come legamento perché è una membrana peritoneale.
Mi dare un po' di aspirare quel liquido, quella scinta che c'è lì e si è intravisto adesso sul rene, io sto usando tre trocar soltanto per il momento perché il quarto trocar lo introdurremo in caso di necessità e quindi avremo una disposizione del quarto trocar che non è standard eventualmente ma la posizione standard anche in questo paziente in cui non abbiamo potuto utilizzare il vero approccio laterale
è quello che
mi permette di avere dei trocar
direttamente quasi
in corrispondenza dell'ipocondrio sinistro
quindi altrimenti
sarebbe stato veramente difficile in questo soggetto
grosso raggiungere
la regione suvenalica
difatti io te l'ho visto fare
ma per via laterale
perché
il problema è questo che
non può utilizzare la cagnè
allora il vantaggio del
decubito laterale che fa scivolare
i visceri verso destra
non può approfittare di questo
infatti io me lo sto conquistando
con un po' di fatica questo passaggio
beh però procedi
spiritamente a me pare
sarebbe stato più simpatico
farlo in posizione laterale
e beh non c'è dubbio
con la tua esperienza se dici questo
il mio landmark
è sempre il Gerota
quindi sono sempre a contatto con il Gerota
si si si vede molto bene il Gerota
lavoriamo anche in posizioni
meno ergonomiche
perché sono in una posizione obbligo
allora qui si vede forse la splenica
un ramo terminale
della splenica
e qui comincia il ramo inferiore
non bisogna
come sempre diciamo in chirurgia
stancarsi
di mobilizzare
i piani
di avanzare con la mobilizzazione dei piani
perché più
mobilizziamo
più cerchiamo di esporre
meglio è per dopo
sembra la splemica
esce un po'
la intravedo qua il tronco
dell'arteria splemica
lo vedete bene qui?
l'arteria è molto grande quindi credo
che sia la splemica
la vedremo meglio tra un poco
quando avrai mobilizzato
più il blocco sprenopancreatico
perché l'arteria e la vena
stanno nelle fasce del pancreas
e quindi se tu
tu muovi il blocco, l'arteria va col blocco e quindi rimane il piano di clivaggio tolto e gerota.
Il segreto è continuare a mobilizzare la milza che deve cadere verso il lato destro,
in quanto non vedo il pilastro sinistro
vuol dire che la mia preparazione
non è sufficiente
adesso incominciamo a capire qualcosa in più
è il massimo
è vero di lateralità che mi potete dare?
non lo so
ok grazie
anche se è molto lateralizzato come tavolo
e comunque
allora questo è il passaggio tra
pancreas, vedete c'è questa attrazione
dell'arteria colgerota
non la capisco
Ecco, visto che c'è Francesco Ruto che capisce tutte le anomalie, se me la spiega.
Quale anomalia?
No, qua mi vedi un tele che è staccato un po' dalla parte.
Se tu continui a seguire il piano di clivaggio, quella struttura vascolare vediamo con chi va
e se sappiamo con chi va gli diremo chi è.
Ecco la risposta.
Questo è il pancreas, il tumore è di 6 cm, 6,5 cm, quindi un po' una sfida laparoscopica perché per anni si è detto che il feocromocitome è di sopra dei 6-7 cm, non c'è un'indicazione laparoscopica.
e qui si comincia ad andare a vedere l'altro giallo ghiandolare, probabilmente il sirene.
L'arteria sprenica è esattamente quella che avevamo individuato perché
c'è qualcosa che non mi comincia, vediamo a chiudere più facile.
Abbiamo ritrovato il nostro landmark, il pilastro di sinistra
e soprattutto andiamo a individuare l'arteria diaframmatica
che il nostro filo di arianna per individuare la vena surrenatica in queste situazioni un po' più complesse.
Io non vedo per il momento il feocromocitome di 7 cm, sarebbe già dovuto apparire.
Ritorniamo sui nostri passi, andiamo a mobilizzare qui,
questo surrene di 8 cm che dovrebbe stare dietro a me, non lo vedo.
Ah, eccolo qua.
Franco
però diciamo adesso
quello che ti interessa
è la vena renale di sinistra
quella che devi cercare
no ma io prima mi dovevo liberare la mano
dalla trazione sulla milza
ecco perché sono dovuto salire
fino al diaframma
vedete io non ho nessuna trazione
e c'è il campo esposto alla milza
che decombe sul lato sinistro
del campo operatore
e adesso pensavo di trovarmi qui
Qui la massa surrenalica invece, come spesso succede, fusa, eccola qui, nel gerota dall'alto.
Praticamente la massa surrenalica è contenuta nella loggia renale, quindi sta dietro al gerota.
Il surrene si appoggia sul rene come una cosa summobile, sono tutti quanti nella loggia, però sono coperti dal gerota.
Sì, però noi siamo nettamente più in basso, è come se fosse scivolato questo surrene, perché io ho la massa che normalmente dovrebbe stare dietro la milza, l'abbiamo detto prima, e completamente, vedete, per fortuna ho messo il droga leggermente più in basso, per avere maggiore manovrabilità,
ma altrimenti sarei stato nei pasticci in questa posizione con un grosso surrene e di più una posizione leggermente ectopica.
Sono convinto che mi copre anche la vena renale, quindi adesso per il momento faccio questa...
Sì, perché è del tutto mediale, mediale superiore, sì.
Sì, poi c'è un trocar da 5 perché a questo punto credo che bisogna inserire un trocar
che ci possa esporre se è in difficoltà.
Sì, sì.
Un'altra precauzione da prendere in questi casi è quella di evitare le trazioni sul
incomincia a entrare bene, allora abbiamo questi movimenti un po' a scatto che non sono
legati né alla trasmissione né al Parkinson del cameraman ma al fatto che
quest'ottica 3d ha come unico inconveniente quello di essere un'ottica
articolabile quindi non a 30 gradi e quindi per avere la visione a 30 gradi
va a scatti nel senso che deve ruotare su qualche asse e quindi il cameraman
La menna, ancorché bravo, è costretto a effettuare questi movimenti che possono sembrare un po' inconsulti, ma che sono legati proprio a questo inconveniente di una tecnologia che sicuramente è migliorativa, anche se poi l'effetto visivo ci ripaga di queste problematiche.
Stiamo nel mesocolon, stiamo scollando il mesocolon sul vene, ecco, e come diceva prima Ruotolo, adesso il nostro obiettivo è cercare il nostro Landmark che è costituito dalla vena renale, dietro la quale superiormente e posteriormente è l'arteria.
Allora potremmo dare adesso un trocardacin in modo che io passo da sotto e lui mi sospende la girata e guadagniamo qualche centimetro, quindi una difficoltà aggiuntiva in un caso già di per sé un po' complicato per la mole del paziente, le dimensioni del tumore, le problematiche anestesiologiche ma soprattutto in questo caso ortopediche, ortopediche è stato piuttosto categorico.
Nel movimento del corcione si vede come il piano posteriore e il piano anteriore sono crivabili, magari con progressione, perché esiste proprio questo spazio embriologicamente segnato dallo sviluppo.
trazioni sul vene
e di fare una chirurgia
di sezione fine
ecco qua il suo vene
ok, se mi date adesso
il trocar da 5
vediamo se lo possiamo introdurre qua
così Antonio ci salverà
e ci spoglierà
ok, si, quasi
un trocar da 5 per piacere
fammi vedere
la Giovanna Antonio
se si dice la mia Giovanna
e mi sospendi questo grassetto qui in alto
La fascia che copre il rene e il surrene e la orta e la cava è la fascia di Gerota, è connettivo,
mentre quello che porti verso il basso è peritoneo.
E' chiaro che finché non la apri questa fascia la vena rimane nascosta, traspare.
E' una chirurgia di mobilizzazione questa.
Mi ha ricordato che la vena renale di sinistra medialmente è accavallata dall'arteria mesenterica superiore
che inoltre presenta tre vene importanti da ricordare.
Una è la vena gonadica, una è la vena suranalica e l'altra è la vena dilegiare, una vena reno-azico-solombare che chi fa aneurismi della orta o nefretomie conosce ampiamente.
Quindi adesso il suo scopo è trovare la parte esterna della vena renale di sinistra.
e credo che ci siamo quasi
quando la individua
lui dipanerà il tessuto
che la copre e la vena
apparirà libera da questa
copertura gerotiana
adesso abbiamo trovato il piano
giusto, vedete che
il mio strumento della mano destra
non arriva se non veramente
a stento a questa
questa è la vena spremica
un punto di riferimento
è questo, la vena sprenica e l'arteria sprenica sono compattate nel pancreas, cioè la fascia
che avvolge il pancreas le fa aderire, quando lui cerca un clivaggio la vena e l'arteria
vanno col pancreas, altrimenti il clivaggio, il piano è sbagliato.
Entra qua dentro, fagli vedere la calzina mia, anzi c'hai un tamponcino? Oppure prendi
la calzina e vedi di sollevare il surrene così, con la calzina, che è troppo voluminosa, non mi piace.
Lascia un po' la calza, lascia un po', dammi il tamponcino che mi funziona meglio. La calza me la tengo io, un tamponcino a me,
bisogna evitare trazioni sul surrene
e trazioni sulla capsula
quindi un buon sistema
è quello di introdurre
a maggior ragione
perché questo
produce catecolamine
quindi ogni spremitura
è pericolosa
soprattutto poi le lesioni capsulare
sono diciamo
fastidiosissime
ecco io adesso credo di aver esposto
l'avena in basso
renale
eccola qui
e quella che si vede a sinistra è la surrenalica
la presa sul surrene
in caso di feocromocitoma
è pericolosa per le emissioni di catecolamina
in circolo
perché il feocromocitoma è molto
vascularizzato
proprio per la produzione ormonale attiva
che fa
e poi come regola generale
il surrene va preso soltanto o per l'avena
o per il grasso che la circonda
chiaramente il primo step
dopo tutta questa mobilizzazione non touch
è quello di legare la vena principale
andando a ricercare lo sbocco nella vena renale
quindi la vena renale eccola qui
la prepariamo
dottor Corcione ha detto
io cerco la vena surenalica
la quale a volte si presenta come un Y
in cui c'è una componente frenica
è una componente surrenalica. Comunque lui ha già individuato tre lati del quadrilatero
perché il surrene è contenuto in un quadrilatero descritto da un grande urologo del passato,
Albarran e Chatelaine, il suo aiutante, e questo quadrilatero è fatto dalla vena renale
in basso, quindi vena renale di sinistra è un lato, l'altro lato è la orta, l'altro
lato è il polo superiore del rene e poi la milza. In questo quadrilatero, il cui fondo
è fatto dall'opsoas, è alloggiato il surrene.
Allora se qui poi scopriamo la vena rena in basso potremmo trovare, come diceva il professor
dei procedimenti chirurgici
molto voluminosa
questa vena surrenare
è ovviamente molto voluminosa
in relazione alla
prima natura
e si
seguiamo qua
a stento la clip riesce a circondare
il vaso, vedete è talmente grosso
che metto due di sicurezza
è vero
vedete quello di sotto non ha preso
completamente il vaso
la seconda si
Sì, poi con questo strumento mi vado a coagulare e adesso chiediamo all'anestesista le cose come vanno.
Bene, mi dice che non ha avuto problemi finora, continuiamo a seguire il nostro landmark,
che è l'unica cosa certa perché questa non è una chirurgia di exerisi diandolare,
questa è una chirurgia di dissezione di loggia e quindi come tale noi dobbiamo circondare il nemico,
Lo dobbiamo circondare seguendo i nostri landmark che abbiamo già visto essere in primis la vena renale, vena surrenalica, portarci sulla vena renalica a circondare il nemico dovunque sia per raggiungere posteriormente l'opsoas e in alto il polo del reno.
quindi adesso possiamo manovrarla
con un po' più di tranquillità
ecco
vedete questa ancora si vede che circonda la vena rena
esatto
allora io vado a trovarmi
il mio secondo landmark
che è il polo superiore del rene
che è l'altro lato
del quadrilatero
e va ricordato che
le arterie sono surrenali superiori
che vengono dalla frenica inferiore
surrenali medie
dalla orta
sui renali inferiori dell'arteria renale. Sono rami piccini che l'energia riesce a sigillare.
Adesso incide Gerota. Aprendo Gerota entra in piena loggia renale.
Vedete come la milza si tiene a sinistra senza nessuna trazione, quindi l'importanza dell'ampia mobilizzazione.
I punti critici sono non tanto a questo livello, che lavora sul polo superiore del rene, ma sulla vena renale, come si è visto, e medialmente verso la orta.
la devo sollevare con la calzina
perché è facile
meno male abbiamo già legato
l'avena
dove ce l'hai?
allora abbassami l'avena
adesso
no no no
tra i giovani io posso anche essere
considerato
non sento prof
no stava parlando con
un altro signore
ah vabbè
che solleva un po' meglio
si vede bene il margine del tumore
ma l'estetista mi conferma che
non ha avuto problemi
io aspetto che torna indietro dalla bocca
in questa dissezione
lui deve usare l'energia
perché i vaselini arteriosi
stanno in quel tessuto
per cui li sigilla
altrimenti si inguinerebbero
io credo che
già la parascopia ha fatto il salto di qualità
quando ha potuto utilizzare queste
queste tecnologie, altrimenti questi interventi...
E poi avrebbe significato di vedere se viene dal tubo di drenaggio il pre-incedito?
Sì, controllo sì, lo faccio in seconda...
...sotto il tumore e ho individuato adesso il mio landmark che è l'Opsoas, eccolo qua,
vedete che basta che lo sfioro, anche il grassetto per ricapsulare e ci sono...
Così è più semplice andare verso il polo superiore del rene perché nel momento in cui abbiamo preparato il polo inferiore, sezionata l'arteria, potremmo incappare solo nelle cosiddette arterie o vene secondarie e quindi quelle si dominano meglio rispetto alla vena principale.
Quindi adesso vedete, seguendo il tumore e seguendo la vena, vado a circondare il tumore in senso laterale e mediale fino a poi scoprire il polo del rene.
Sento una voce, ma non so se è rivolta, sento un no, un altro peraltro.
Sono altre voci degli altri commentatori che si sentono nella sala.
Come diceva il professor Di Matteo, è piena da stamattina.
Queste sono, non so neanche come chiamarle, arterie comunque surrenaliche, perché avete visto c'era un piccolo ramo arterioso, però per cui queste tecnologie ci permettono di lavorare con tranquillità.
ok, molla la tua
cerchiamo adesso su questo
passaggio di guadagnarci
il polo del rene
sarebbe bellissimo
individuarlo subito perché a quel punto
poi, vedete come è spesso
questo gerota
perché il gerota è così spesso?
perché siamo diversi
uno dall'altro, giusto?
penso che
noi definiamo il gerota una sorta di
guarda, ti posso dire una cosa, gerota
molti sanno che cos'è
la fibrosi retroperitoneale, la malattia di Hormone. In realtà il primo che ha studiato
la fibrosi retroperitoneale, a me non risulta, è essere gerota, cioè voglio dire che questi
piani posteriori possono subire delle variazioni in ordine a tanti fattori, comunque sono strutture
connettivali, laddove tolde e altre strutture sono di pertinenza peritoneale. Il connettivo
fa come gli pare in base agli stimoli
che subisce, lo stesso
cromocitoma può dare degli impulsi
se tu pensi
a quei tumori endocrini
che magari vai a fare un carcinoide
e trovi il meso ispessito
è una reazione legata
a queste sostanze, quindi uno
deve attendersi tutto
con una minima propunibilità
grazie professore
di chitarra
capite dove stava il polo del re?
in questo grasso, di mezzo metro di grasso, quindi ecco perché ho trovato questa soluzione
e altrimenti avremmo dovuto scavare nel grasso alla ricerca del pollo e non l'avremmo probabilmente mai trovato.
Invece così, partendo sempre dal presupposto che bisogna andare sempre dal facile al difficile...
Però in realtà tu sei andato dal difficile al facile, ti sei visto la vena renale che è la cosa più importante, dopodiché piano piano sei andato verso il polo che non dà delle fregature perché non ci può essere niente di speciale.
si è andato dal difficile al facile
ad esempio quando uno passa
uno strumento intorno alla vena femorale
mette sempre
lo strumento a protezione
della struttura delicata rispetto a quella
meno delicata, così hai fatto te
sono andato istintivamente
per me facile, nel senso una volta
identificata la vena non potevo
avere problemi
perché vedete io sto
sul rene, non lo vedo, sto andando a cercare
i miei landmark, polo del rene
l'opsoas, l'avena arenale
tutto quello che è compreso lo sto asportando
quindi non sono andato a cercarmi il tumore
questo è il messaggio
perché se non trovavo il rene
il polo superiore del rene
io rischiavo di entrare nel tumore
anche perché Franco
un tumore di 7-8 cm
una certa malignità
ce la potrebbe pure avere
se tu fai tutto a blocco
senza scontinuare
allora è chiaro che riduci le possibilità
eccetera eccetera
pronto il professore?
Quindi, ribadendo quel quadrilatero, c'è la vena renale di sinistra che è il lato inferiore, la orta è il lato mediale, il surrene è il lato laterale, la milza è il lato superiore.
Il fondo di questo quadrilatero, una volta rimosso dalla ghiandola, è l'opsoas.
fa parte del gioco delle ottiche a 3D e che è intollerabile qualsiasi piccolissima macchiolina
perché è come se avessimo un occhio sporco e quindi quello che è normale perché l'adattamento
a 2D permette all'occhio di tollerare anche la più piccola macchiolina davanti dell'ottica
in 3D diventa veramente impossibile
per non dire fastidiosissimo
vedi ancora
se tu chiudi l'occhio destro
c'è l'occhio sinistro sport
se tu chiudi l'occhio sinistro
lavori come se fosse in 3D
però non hai l'effetto 3D
come stiamo trasmettendo al Palazzini
dovremmo dare
ai nostri amici che hanno
la bontà e la pazienza di stare in aula
dare loro le immagini migliori
allora
Un altro landmark che può essere utile, lo dicevo prima, non l'abbiamo utilizzato perché ricorriamo solo in caso di necessità,
è l'individualizzazione della diaframmatica.
Questi sono piccoli vasi che provengono dalla diaframmatica probabilmente
e seguendo la diaframmatica dall'alto si può facilmente trovare almeno nella direzione della vena surrenatica maggiore.
Allora il quadrilatero si sta delineando, questo è la vena renale in basso, e lateralmente il nostro polo superiore.
Perché lì c'è un clivaggio, cioè quello che dice il professor Corcione, siccome il surrene si appogge sul rene, non hanno rapporti se non di contiguità, se lui trova il punto giusto non sanguinerà.
Il reno.
Adesso stiamo nel grasso che asportiamo solo per evitare il contatto diretto con la ghiandola
e poi perché in caso di eventuale risposta istologica positiva per neoplasia possiamo
andare al di là della capo sulla stessa, quindi siamo stati più corretti dal punto
Vedete anche l'importanza dell'ampia mobilizzazione dell'anizza proprio perché abbiamo dovuto circondare il tumore a destra e a sinistra e l'abbiamo fatto grazie proprio a questa...
ok
vediamo la calzina
il nostro surrene è qui
il trasferimento
si dammi prima il batuffolo
il batuffolo fuori
da lavare
si si
non ci sono problemi
non mettiamo drenaggi
adesso andremo ad accollare tutta la superficie che abbiamo
adesso vi do un'immagine di quella che è l'anatomia finale
quindi abbiamo adesso l'anatomia ben chiara
abbiamo la vena renale qui
questa è un'arteria polare superiore del rene, il polo superiore, l'opsoas, l'arteria asplenica,
il pancreas, eccolo qua, medialmente che segue la milza, un po' di bipolare qui,
e poi andremo a incollare un po' questo spazio che abbiamo preparato.
proprio è il piano
della dissociazione
di chi ha peggio
e poi
un bag
Francesco domande cose no?
commenti?
Francesco?
si si sentiamo
ho fatto vedere l'anatomia
vuoi fare dei commenti su questo?
no no praticamente i tempi che hai fatto
Esatto, mobilizzazione dell'angolo colico sinistro, mobilizzazione del blocco sprenopancreatico, si è visto che la vena e l'arteria sprenica se ne sono andate col pancreas, conferma che il pancreas è avvolto da fasce, una sorta di retto-mesoretto, pancreas e fasce, il concetto può essere lo stesso.
Poi abbiamo visto bene la vena surrenalica, hai fatto riferimento alla possibilità che ci fosse un vaso che si chiama freno surreno-renale.
Poi abbiamo visto bene il polo superiore, abbiamo visto bene il lato mediale, la loggia e quindi tutto chiaro.
Ho tolto le calzine, i chinuzzi e quant'altro, andiamo a controllare lo spazio che avevamo preparato perché abbiamo un'esperienza pubblicata di un altro coltolo gastro dopo sull'aneltonia sinistra e abbiamo curato con i colleghi di Foggia, hanno rioperato dopo qualche mese dall'intervenzione all'aneltonia questo paziente, quindi allora prendiamo questa precauzione.
lateralizziamo un po' il paziente
verso sinistra
e l'estrazione del pezzo
dove i tirozzi continueranno a farvi vedere
l'estrazione del pezzo
verrà
si basta così
Franco
Franco
sono Giovanni Salvini
ciao
sono arrivato da poco
comunque complimenti
sei sempre un grande
esecutore
senti no una domanda
hai detto che non metti il drenaggio
altre volte avevi detto come mettevi
qual è il motivo
a sinistra se l'intervento è liscio
come è stato liscio
anche perché ingollando questo spazio
c'è solo sta manovra della cosa
perché si può avere una torsione
a destra ti dirò lo metto quasi sempre
a sinistra quasi mai
anche se
ho capito
ho guardato molto indietro sulle mie
mie concezioni di trenagista convinto, perché oggi anche il colon lo treniamo in casi selezionati,
insomma tendiamo a drenare sempre di meno. Allora vedete la minza adesso si dispone dove
deve andare, cioè verso sinistra e io dopo questa emostasi, se non ci sono altri commenti.
un applauso più che un commento
va bene
allora
ok
e io mi vado a prendere un caffè
e poi ricontinuiamo la nostra maratona
che c'è il prossimo?
c'è un colo sinistro
tumore del sito
benissimo
buon caffè allora
adesso ci sarà la sagra dei colon
la panoramica è completa
a tra pochissimo
A più tardi, ciao.
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