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20° Palazzini 2009 A. DEL GENIO (Napoli) Cardias miotomia + fundoplicatio totale sec. Nissen-Rossetti moderatore: I. Barbieri
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Buonasera professor Del Genio. Chi è? Buonasera professor Barbieri da Reggio Emilia. Ciao Barbieri. Buongiorno. Vediamo le immagini. Vedete le immagini? Non so quale vedete, le esterne? Vi vorrei far vedere la radiografia.
le interne, se fate vedere per cortesia
dalla regia le radiografie
in modo da avere un'idea
di questo megaesopoco
un uomo di 62 anni che ha una storia
di 7 anni di disfagia classica
iniziata prima per i liquidi
e poi per i solidi
che pesa
53 kg
è un paziente
grosso fumatore, c'è un enfisema
quindi insufficienza respiratoria
cronica
Va bene, ora se potete ridarmi l'immagine interna.
Abbiamo le immagini?
Avete le immagini interne? Bene, vedete che c'è anche un'ernia iatale associata.
Io parto così come per, avete visto questa mattina, un'ernia iatale, io vado direttamente sul giunto e cerco di preparare.
La posizione di troccare è quella classica che uso per l'ernia iatale, 5 accessi.
Sì, che da sempre. Cinque accessi non ho mai modificato. Io lavoro fra le gambe del paziente.
C'è un trocar dopo che vi posso far vedere magari con l'immagine.
Quindi, ecco il caudato. E ora vado a preparare.
Vediamo gli esterni adesso.
Se mi potete fare... Ecco, state vedendo i trocar?
Sì.
Ecco uno sotto il xipioide, poi uno a destra per il fegato, uno alla stessa altezza più o meno per lavorare, poi c'è il trocar nell'omelico per la telecamera e il trocar a metà strada che mi serve per fare trazione.
vedete che in questo caso ci sono delle aderenze perché il paziente è portatore
anche di un'ernia tale evidentemente il paziente anche di esofagite nel passato
è una cosa che vediamo sempre più di frequente l'associazione di ernie a tali
con la calasia ho fatto una domanda poco fa van der wald che è fatto una miotomia
toraco e con approccio combinato toraco e laparoscopico, su qual era l'atteggiamento
degli endoscopisti a Pretoria nei confronti della calasia, se erano aggressivi come lo
sono almeno dove lavoro io, in cui tendono sia a dare il botulino sia a fare delle dilatazioni,
lui diceva no, hanno cambiato atteggiamento da quando il nostro approccio chirurgico diventa
più difficile una volta che si è stato dilatato al paziente o a cui sia stato
somministrato il botox, per cui oggi tendono ad essere più liberali nei
confronti della chirurgia. Non so qual è il suo atteggiamento, professore.
Il mio atteggiamento è stato quello chirurgico, da sempre. Io ho cominciato a
litigare con Van Trappen che ha convinto tante persone che la dilatazione
risolveva tutti i problemi, volevo sapere come avrebbe potuto risolvere questo
caso in cui siamo già con un'ernia tale in partenza. La dilatazione è una
tecnica convincente, ma è una tecnica comunque che si fa alla cieca e che può
determinare, a parte le rotture che sono descritte, ma può determinare una
incontinenza e quindi c'è un'esofagite molto frequente in questi
perché se è efficace la dilatazione, efficace sarà anche la distruzione dello sfintere e quindi ci sarà senz'altra.
Secondariamente sono d'accordo anche la presenza di periesofagite, poi nei pluridilatati che è abbastanza comune,
è un regno di intervento molto più difficile.
Poi non parliamo del botulino, abbiamo fatto anche delle ricerche, mi ricordo quando operavo anche a San Giovanni Rotondo
con Vito Annese che è in camera operatoria, non c'è dubbio che la chirurgia abbia dei grossi vantaggi rispetto anche al botulino.
Vedete che aderenze ci sono in questo caso, non sono normali, però questo è un caso tipico di un paziente che ha sovraggito e cui poi si è sviluppato,
chissà perché non lo sappiamo, un megaesofago. Dal punto di vista manometrico il quadro è classico e anche
pure, pure avete visto le radiografie, il paziente aveva la classica quota di poli, non ci sono dubbi
sulla diagnosi. Vedete com'è difficile proprio liberare questo esofago dalle aderenze. Che fa in
questo caso con una dilatazione? Professore che tipo di plastica associa la miotomia secondo Ella?
Io guarda dal 72 ho sempre fatto una fundoplicatio secondo Nisser Rossetti quindi non ho mai cambiato atteggiamento perché ritengo che la fundoplicatio non rappresenti contrariamente a quello che sosteneva De Mister la fundoplicatio secondo Nisser Rossetti non ostacola la progressione del volo alimentare.
c'è quel lavoro pubblicato da Morino
con cui abbiamo parlato ieri
in cui preferisce fare la DOR
perché la
ma guardi nel mondo
nel mondo
tutti preferiscono fare la DOR
io ho lasciato la DOR
dopo aver studiato i casi che faceva
il mio professore, il professor Lanzara
e aver notato che aveva un'incidenza
di reflusso notevole
con la DOR, perché la DOR non
protegge dal reflusso, d'altronde
Se noi non utilizziamo la DOR come plastica antireflusso un motivo ci sarà, perché non protegge dal reflusso. Quindi la DOR tutt'al più può servire per evitare aderenze, per coprire l'ernia mucosa, ma non ha alcun significato per la protezione dal reflusso.
e per me la protezione del reflusso è un aspetto importante di tecnica
e che condiziona a mio avviso i risultati
io queste cose le dico da tanti anni
e solo recentemente sono apparse più convincenti
da queste mie ipotesi
e quindi i miei lavori finalmente sono stati pubblicati
da alcuni anni su Anal Surgery
e sulle migliori riviste internazionali
quindi d'altronde il buon Mario Rossetti
questo intervento lo faceva anche lui per la calassia dopo intervento della calassia ed era
perfettamente d'accordo con me. Vedete come risultato indaginoso preparare l'esofago. Io
ho necessità di preparare un'ampia finestra esofagea proprio perché devo fare una fundoblicazio. Questo
è stato un caso un po' particolare proprio per associazione di ernia tale come avete visto dalle
le prime immagini per l'associazione dell'ernia tale. Vedete come si vede bene il vago, ecco
qui il vago, dobbiamo rispettare, è importante avere un bel po' di esofago in addome, vedete
l'esofago come piano piano scende, la chirurgia è una chirurgia dell'esofago, così come
per il reflusso, non è una chirurgia dello stomaco, noi dobbiamo avere un buon tratto
non si trovano mai se non dopo dilatazioni ecco fra l'altro non so se
questo è stato dilatato non mi sembra o dopo dopo botulino le troviamo ma
spontanea e difficile trovare un quadro di peri esofagite così importante
del diaframma
professore vorrei fare una domanda
qual è il suo atteggiamento nei confronti delle protesi
il suo atteggiamento nei confronti
del rinforzo
della plastica crurale con protesi
o materiale
sintetico o biologico
molto chiaro io sono decisamente
contrario non l'ho mai
applicato una protesi
forse con le protesi biologiche
potremmo trovare
un accordo ma con le protesi
di materiale
estraneo non sono d'accordo
perché io le ho tolte protesi di altri colleghi
mi sembra
estremamente pericoloso
l'impiego di protesi
le protesi biologiche sì perché si possono
riassorbire
e devo dire che noi abbiamo documentato
il professore Fede della mia scuola ha documentato
insieme a me
con il pubblico elettronico
che effettivamente
nelle anni atali vi è un difetto
del collagene
del collagene per quel che riguarda sia la membrana di Leimer che le strutture muscolari,
e quindi questo certamente può predisporre senza dubbio alla recidiva.
questo è vero
però io nell'intervento
sto molto attento
come avete visto questa mattina
a non sezionare
le strutture che servono
a mantenere l'esofago
quello è molto importante
dal punto di vista tecnico
quindi l'atteggiamento è valido anche per
ernie più grandi, diciamo quelle tipo terzo
in cui sia l'aggiunzione
che il fondo
lì certamente il rischio diventa
maggiore anche perché
che il rischio di recidiva è elevato e questo si ha in tutte, l'esofago dilatato dà un
i muscoli, quindi bisogna scendere giù perché nella liberazione un po' si scoprono i muscoli,
non c'è niente da fare, ma quello che mantiene per il punto della iatoplastica è la parte
connettivale, il perimisio diciamo, la fascia endodominale. Il punto lo mettiamo sempre
e ora cominciamo la miotomia. Allora a questo punto io invito l'endoscopista a scendere
della membrana di Leimer-Bertelli, il foglietto inferiore. Vedete l'endoscopio, ci fa vedere
Il giunto, cominciamo la miotomia.
Puoi insufflare un po', ci fai vedere un po'.
Ecco, vedete come comincia a inniare la mucosa.
Professore, mi sente?
Dica.
Cambio della guardia, sono il suo nuovo interlocutore, sono Panzera da Milano.
Prego, dimmi.
No, no, volevo solo presentarmi e adesso seguirò con il suo intervento.
Io preferisco oramai farlo con le forbici questo tratto qui, perché vedete com'è spesso qui.
Lei ha qualche sonda introdotta nell'esopago?
Ha qualche sonda introdotta nell'esopago?
Ho l'endoscopio.
quindi preferisco coagulare appena si crea la necessità
ma non coagulare in blocco perché si può avere anche dispersione di corrente
naturalmente io metto la parte che non riscalda dalla parte della mucosa
ciò nonostante sono molto attento nell'utilizzare questo strumento
vedete che l'endoscopista mi fa insufflare
In questo caso ci sono più vasi che di norma, quindi può essere utile preparare un po' di adrenalina.
Basta aspettare qualche secondo.
Nel nostro tempo potremmo anche scendere verso il basso, puoi scendere con l'endoscopia verso
il basso, verso il giunto, vediamo di parte la parte, scendi giù verso, ecco vedete qui è molto
sottile la muscolatura, attenzione con l'endoscopia per piacere, un po' più su, un po' più su per
perché il paziente aveva un incontinenza cardinale all'inizio. Questo tratto per noi
chirurghi è il tratto più fastidioso perché è meno facile da individuare però per forza è ancora
sigmoide perché naturalmente i sigmoidi sono quelli che ci danno... si può lavare l'immagine?
Ecco, vedete che oramai è un canale unico, qui siamo nello stomaco, va bene, vedete che siamo nello stomaco.
Ritorno a su, fai vedere, abbiamo abolito l'attività sfinteriale.
In caso ci si facesse un piccolo buco, un micro buco, una mucosa, lo ripari?
Non è un problema, non è un problema, sì, non è assolutamente un problema, si può chiudere con uno, due, tre, una volta mi si coagulò, ecco perché ho paura degli strumenti,
mi si coagulò tutta la mucosa
e me ne accorsi il giorno dopo
e quindi lo dovetti
rioperare e misi
12 punti
il paziente guarì tranquillamente
possiamo ripassare
dentro con le immagini
che sto levando la garzina
quindi questo è un altro trucchetto
quello di utilizzare un po' di adrenalina
diluita in fisiologica
ha imparato sicuramente
dai ginecologi che lo utilizzano spesso
Ma io ho pochi rapporti con i ginecologi, anche se veramente in quest'ultimo periodo, occupandomi molto di pavimento pelvico, sto a stretto contatto con loro, quindi la chirurgo funzionalista.
ecco allora andiamo a vedere verso l'alto vedete che la miotomia è
abbastanza lunga è completa il piano è quell'esatto ma noi non ci
contentiamo e facciamo anche un elettromanometria quindi il dottor
tolone se per cortesia mi introduce è un caso un po particolare però
interessante è stato un caso iniziale non si sarebbero visti e osservati tutti
questi problemi, questa aderenza. Ora che l'esofago si è sfiancato, vi rendete conto come il buco
dell'oiato è enorme, perché una volta che noi abbiamo aperto lo sfintere, l'esofago si è
liberato del ristagno di liquido e quindi si è svuotato, si è acquattato e metteremo un altro
punto per ridurre l'oiato perché è troppo grande ecco se avete introdotto lo sondino ecco vedete
il sondino che sta passando benissimo vedete il sondino domani stesso non ho capito quando lo
farà mangiare o bere il paziente in prima giornata manca non c'è motivo di tenerla a digiuno se la
mucosa non è perforata non c'è motivo se dovesse essere perforata in quinta giornata facciamo un
controllo col gastrografino e poi facciamo riprendere l'alimentazione.
Facciamo vedere la manometria, si può collegare con l'esterno, purtroppo il
manometro non è collegato con la telecamera, quindi non so se riuscite a
vedere bene.
Sì?
Pensione gastroesofagea ed è totalmente azzerata la pressione dell'esse.
Quindi abbiamo creato una cavità comune tra l'esofago e lo stomaco.
A questo punto non possiamo non fare una plastica antireflusso, allora quello che io sostengo da tempo è che la plastica antireflusso deve essere una plastica in grado di risolvere il problema del reflusso, ora è chiaro che la plastica migliore per risolvere il problema del reflusso è la Fondo Plicazio secondo Nissen Rossetti, questa è la mia esperienza, oramai si sta documentando sempre di più.
L'incidenza della disfagia non è superiore alle altre tecniche, certamente inferiore a quella della DOR, però il reflusso che si osserva nel post-operatorio a distanze di sei mesi, un anno e così via è decisamente a favore del fondo obbligazio del condonista Rossetti.
Quindi io preferisco avere qualche episodio disfagico che poi sono transitori di norma in più che non avere un reflusso gas esofageo in un paziente che ha un esofago totalmente, come avete visto, acinetico, totalmente aperistaltico e quindi anche un mini reflusso può portare ad una grave esofagite.
D'altronde il paziente è già esofagitico da ristagno, avete visto anche che è pieno di esofagite, lo mettiamo dopo con l'aiatoplastica.
Poi ci regoliamo una volta fatta l'aiatoplastica.
La corregge con dei punti?
Prego.
L'aiato poi dopo lo correggerà con qualche punto di chiusura?
Sì, vedrò, io già l'ho corretto con un punto, mi sembra insufficiente, ora voglio fare prima la fondoplicazio, vedete che il fondo, essendo un paziente che non si alimenta da tempo bene, che non ha la bolla gastrica come avete visto dalla radiografia, è un paziente che ha un fondo piccolo rispetto a un'ernia iatale e comunque è sufficiente.
Ci può essere l'indicazione a interrompere qualche vaso breve allora?
Prego?
Ci può essere l'indicazione a interrompere qualche vaso breve?
Io non l'ho mai fatto, non vorrei essere che questa sia la prima volta, perché dice mai dire mai in chirurgia, però sinora non l'ho mai fatto.
Allora portando di là la valva, le tirasse, cioè non stesse naturalmente in posizione?
Non ho capito, no no questo non è un problema.
Ecco qua, vedete, anche questa volta ce l'abbiamo fatta, vedete che è una comoda amaca, non ci sono problematini qui per piacere, se la valva di destra tende a rientrare non è un problema perché la valva di sinistra va verso la valva di destra e quindi non è un problema.
L'importante è creare un cappio di 360 gradi. L'importante è che lo si faccia su un esofago senza trazione, quindi un esofago lungo in addome. Questa per me è la chiave dell'intervento.
Prende qualche precauzione per evitare che la valva possa dislocarsi verso il torace?
un po' di muscolatura
scusami
un po' di muscolatura esotica
andiamo a finire qui
la
lebo
forbici
scusa per vedere
ha stato calibrando la manometria
vabbè
ci passiamo dopo
non è importante
tirate l'altro punto
questo è un ematoma da trazione
ho fatto un piccolo ematomino qui
produce una sonda
un endoscopio
un calibratore
o si fa
dopo
ora facciamo la manometria
e poi metto l'endoscopio
lo vedete anche in questo caso
con un piccolo fondo
non è che ci sia una trazione
sui vasi
onestamente professore
quell'ematoma non è bello bello
lei non le dà nessun tipo di
preoccupazione?
no
è un ematoma legato alla
che ha tenuto
ecco il manometro
facciamo la manometria. Passate all'esterno, fate vedere, ecco la cosa importante vedete che io vado sempre in alto, non seziono il piccolo mento, quindi non seziono i vasi e i nervi, molto importanti, e la chirurgia, quasi, esatto, nell'arteria gastrica accessoria, epatica accessoria di sinistra, vado direttamente proprio sul giunto,
Vedete come l'esofo è portato in basso, questo è un paziente che aveva un'ernia tale importante, quanti millimetri di mercurio? 28 circa, stabile, per una lunghezza di 300 mm.
Ecco quindi siamo nei valori standard diciamo, ok? Ora passiamo con l'endoscopio, la plastica così determina anche un allungamento dell'esofago e una rettilineizzazione dello stesso, vedete? E come l'esofago si ammorbidamente in addome.
Quindi lei ha eventuali punti di fissaggio sull'esofago?
Non metto né fra il wrap, diciamo, fra la plastica e lo stomaco, né fra la plastica e il diaframma.
Lascio libera, morbida, che può girare intorno all'esopoco e posizionarsi nel migliore dei modi
quando il paziente si risveglia
fate vedere ora l'endoscopio
ecco vedete
l'erniazione mucosa
ora se passate
vedete come
anche l'endoscopio serve da calibratore
diciamo no?
ora facciamo
una retroversione
e se passiamo le immagini
all'endoscopia
facciamo vedere
qual è l'immagine della valva
che abbiamo creato come antideflusso
Eccola, vedete? È una valva che chiude perfettamente l'orecchio, quindi vi è una perfetta tenuta.
Pensate che siamo sotto insufflazione con uno sfintere che prima era...
Ecco, la mia preoccupazione da sempre è stata quella di creare una valva che avesse una buona tenuta,
al contrario di quello che dicevano altri, che bisogna creare una valva morbida, ecco perché la dora.
Io ritengo che un intervento, noi possiamo prevenire la recidiva delle ernie facendo una chirurgia che cerchi di rispettare il più possibile tutti i mezzi di fissazione del giunto gastroesofageo in addome, quindi i vasi brevi, il piccolo mento, il legamento triangolare del fegato, una buona chiusura dell'oiato, una plastica che rimane comodamente in addome e che non si insinua nell'oiato.
Questi sono tutti fattori predittivi e importanti, a mio avviso, per la comparsa di una recidiva dell'ernia o della comparsa di un'ernia post-operatoria.
Grazie a voi.
Arrivederci a presto.
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