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30° CAD anno 2019 Università degli Studi di Cagliari Dipartimento di Scienze Chirurgiche Policlinico Universitario "Duilio Casula" - AOU Cagliari Chirurgo Generale ed Endocrina Prof. P.G. Calò
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Buongiorno a tutti, la paziente è di sesso femminile, ha 57 anni, un'altezza di 160 cm, un peso di 78 kg per un BMI di 30.5.
È un'ex fumatrice e come comorbidità abbiamo un'obesità di primo grado, un'iperfricliceridemia e un'ipercolesterolemia.
In anamnesi patologica remota, un infarto del miocardio trattato con angioplastica estente, disturbo d'ansia e nel 1974 una splenectomia open.
La paziente giunge da noi per la comparsa di una tumefazione in corrispondenza della cicatrice chirurgica xifo umbilicale in sorta nel 2017, aumentata progressivamente di dimensioni nel tempo, non associata però ad alcuna sintomatologia.
Vediamo le foto della paziente sul piano frontale e su quello sagitale, la diagnosi è di laparoccele epimesogastrico.
Adesso vediamo l'attacca addome, prima sul piano assiale con il diametro latero-laterale della porta di 43 mm, mentre sul piano sagitale vediamo un diametro craniocaudale di 32,9 mm.
Vediamo adesso la classificazione del difetto secondo l'European Hernia Society, quindi un M2V2R0.
Nella slide successiva adesso vediamo il grading system secondo la Ventral Hernia Working Group, che risulta di grado 2 sia relativamente alla prima versione che poi alla modifica del 2012.
2012. L'intervento previsto in queste giornate è un IPOM Plus con mesh composita, vediamo
nella parte destra della slide un rischio di complicanze post operatorie, in caso però
di chirurgia open del 10% calcolato con il sistema SIDAR. La preparazione del paziente
è stata effettuata attraverso un'ottimizzazione del livello di glicemia, l'esecuzione di una
la fisiochinesi terapia respiratoria, profilassia antibiotica con cefazolina 1 grammo e antitrombotica
con acido acetil salicilico da 100 che la paziente già faceva dopo l'angioplastica con lo stent
e in più le calze elastocompressive. Mi lascio ora al dottor Erda se vuole un intervento.
Come ho detto prima abbiamo già inserito i trocar, intanto la paziente è posizionata il più vicino possibile al margine del letto e ha un cuscinetto sotto il fianco sinistro in maniera tale da esporre bene in fianco e evitare che gli strumenti trocar entri in conflitto con il braccio e con il letto operatorio stesso durante le manovre di discezione e di posizionamento della protesi.
Allora noi induciamo il pneumo peritoneo con l'ago di Veres, devo dire che io sono sempre stato un fautore della tecnica open di induzione dello pneumo peritoneo però per questo tipo di intervento, almeno da quando faccio questo tipo di intervento mi sono dovuto rapidamente convertire perché mi sono reso conto che l'unica possibilità per poter introdurre e posizionare i trocar correttamente è quello di insufflare e di stendere l'addome.
e quindi questo può essere fatto soltanto con la tecnica con Agodiveres.
Agodiveres che viene posizionato nel punto di palmeri, in questa paziente abbiamo avuto qualche remora nel posizionarci sul fianco sinistro
perché avendo fatto una splenectomia ci aspettavamo ovviamente maggiori aderenze in questa serie.
In realtà poi aveva fatto anche una revisione dell'emostasi, o meglio un controllo dell'emostasi di una serie di lacerazioni epatiche
per cui alla fine tutto sommato il rischio di aderenza era un po' diffuso e ci siamo posizionati nella nostra posizione standard, cioè a sinistra del paziente.
I trocar ovviamente vengono posizionati il più lontano possibile dalla cicatrice e dall'orifizio, in genere almeno il trocar per l'ottica viene posizionato in corrispondenza della linea ascellare anteriore,
poi gli altri due, anche questi possibilmente lungo la stessa linea
ma questo chiaramente dipende anche dalla distanza tra il margine costale e la spinelea cantero superiore
che qualche volta, soprattutto nei soggetti brachitipo, sono molto vicine
quindi non ci consentono una corretta triangolazione e una corretta distanza tra i trocar operatori e il trocar per l'ottica
quindi questa è la posizione dei trocar
usiamo due trocar da 12 e un trocar da 5, rispettivamente in fianco sinistro, in ipocondrio
sinistro e fosse lì a casa sinistra. Mi sembra di avervi detto tutto, non so se ancora ritorno
della sala non ne abbiamo, però noi andiamo avanti.
Sì, buongiorno, stavamo seguendo e stavamo ascoltando l'esposizione del caso clinico.
Perfetto, come dicevo abbiamo già iniziato e abbiamo già fatto un po' di lisi delle aderenze con qualche difficoltà, passiamo pure le immagini da dentro.
Sì, perfetto, grazie.
Abbiamo già fatto un po' di viscerolisi, stavo dicendo prima che come ha detto il dottor Canu, la paziente è obesa e con un orifizio abbastanza piccolo,
e questa rappresenta la nostra indicazione tipica, cioè paziente obesa con un piccolo
orifizio, un piccolo difetto erniario ed è in questi pazienti che effettivamente abbiamo
Abbiamo i più grossi vantaggi nell'utilizzare questa tecnica perché sappiamo benissimo
che i pazienti obesi hanno un elevato rischio infettivo, mentre la laparoscopia ci offre
proprio questo vantaggio, cioè di ridurre notevolmente, si passa anche da 10% della
la chirurgia open a meno dell'1% nella chirurgia laparoscopica per quanto riguarda l'incidenza
delle infezioni. Poi certamente il problema è che l'obesità è anche un fattore di rischio
per recidiva e questo ovviamente rappresenta un po' un problema, ma come anche attualmente
dicono le linee guida, in particolare quelle dell'International Endoernia Society, in questi
pazienti sarebbe consigliabile utilizzare qualche step aggiuntivo, qualche manovra aggiuntiva.
Infatti sulla base di queste considerazioni, che noi ci siamo già fatti da diverso tempo,
che attualmente, essendo questo il nostro paziente tipo, non eseguiamo più la tecnica
iphone classica, ma la tecnica iphone plus, cioè chiudiamo l'orifizio con una tecnica
un po' diversa da quella del suo ideatore, che è l'ala, e oltretutto siamo soliti fissare
la protesi con dei punti traspissi ai punti cardinali e completando poi con delle TAC
per lo più riassorbibili.
Perfetto.
Allora direi che ci possiamo anche accontentare.
La stima, mi sentite dalla sala?
Sì, sì, sì.
Ok, perfetto.
La stima più o meno del difetto erniario, non so se l'hai detto all'inizio.
Sì, l'abbiamo detto, l'ha detto il dottor Cano durante la presentazione, ma non c'è problema, lo rispettiamo tranquillamente.
Credo di ricordare intorno ai 3,5 cm stimato con la TAC, che noi comunque eseguiamo, questo tipo di paziente preferiamo eseguire sempre,
soprattutto quando si tratta non tanto di erni ovelicali ma quando si tratta di laparoceli
perché questa tra l'altro è una paziente che ha fatto una laparotomia mediana
per verificare che non ci siano altri orifizi magari più piccoli
che sono subiti all'esame clinico o ecografico
e quindi l'attacco sicuramente
Poi certamente misuriamo l'orifizio anche dopo la preparazione, la liberazione eccetera e se diciamo così, poi la protesi viene ovviamente adattata alle dimensioni dell'orifizio.
Adesso io direi che qui, prima quando ancora non avevamo il ritorno della voce stavo spiegando un po' il modo con cui facciamo la viscerolisi, allora noi normalmente, cosa c'è?
43 mm
mi correggono
i collaboratori
mi facevano segne
quindi non riuscivo a capire
che succede
ho sbagliato le dimensioni
non erano 3 cm
ma 43 mm
grazie per la precisazione
noi normalmente
facciamo la viscerolisi
ovviamente rispettando i canoni della viscerolisi e questo tipo di intervento
che ci obbligano a utilizzare la lama fredda soprattutto quando siamo in vicinanza dei viscericavi
in questo caso probabilmente nell'orifizio c'è il colon, il colon trasverso
però fino adesso noi ci siamo limitati a utilizzare l'uncino come potete vedere
diciamo nei punti che insomma siamo ragionalmente sicuri che ci sono soltanto delle frangie
che adesso penso che, si ripeto come prima dicevo noi usiamo tantissimo l'oncino nonostante
le evoluzioni tecnologiche, dispositivi di amostasi che oggi no mi servono un paio di
cose perché effettivamente credo che sia ancora uno strumento molto elegante, molto
in particolare se mi consenti con le nuove tecnologie di emostasi di combinazione tra emostasi e dissezione
in percentuali i nuovi generatori consentono di utilizzare la corrente conopolare con una certa tranquillità
e condivido l'eleganza del gesto
No, nel senso che effettivamente l'uscino ancora anche per altri tipi di interventi rappresenta uno strumento che consente ancora oggi di eseguire un'ottima dissezione precisa, elegante e quindi io ancora lo uso parecchio.
Poi, certamente, usiamo anche mezzi di emostasi molto più avanzati, però credo che soprattutto nelle manovre disettive, fini, anche per certi tipi di linfodentomia, eccetera, per l'isolamento dei vasi, sia ancora uno strumento assolutamente utile e non sorpassato.
Assolutamente, sono d'accordo.
Un po'.
Fare un po' la...
Dalle immagini si vince che probabilmente un aiuto sta facendo delle compressioni in tentativo di riduzione, giusto?
Sì, cerchiamo di verificare se la compressione può aiutarci nella riduzione e quindi nella liberazione del contenuto chiaro.
Sì, sono sufficienti per avere aderenze superficiali per poter portare dentro le ciclone,
che sono ovviamente anche una parte dei colon.
Allora, proseguiamo con il filtro, vediamo se riusciamo a portarci dentro quanto più
possibile, senza fare troppo...
Andiamo a vedere se sta servendo a tutti.
E' un po' ridicolare, ma dobbiamo andare avanti.
Preferisco in genere non tralasciare anche piccoli germizi moragici,
Perché poi dopo, una volta che abbiamo liberato tutta la matassa all'interno del sacco inereo, può essere più difficile individuarlo nuovamente.
e quindi va...
pavolo qua
pavolo
pavolo
pavolo
pavolo
pavolo
pavolo
e mi pongo in una pinza
e forse ci sono queste laccine
provo a non andare dentro
provo a sganciarvi queste laccine
queste qui
quelle che tengono
si danno ancora le forbici
e guardiamo
anche qui
si
adesso l'ernia è stata abbastanza ben liberata
allora, qui siamo abbastanza tranquilli quindi credo che possiamo anche ritornare al nostro uncino
forse si prova a vedere un po'
forse l'altro, forse così è meglio
meglio. Dunque adesso chiaramente una volta ridotto il sacco erniario e si è utilizzato
il contenuto erniario in addome dobbiamo ovviamente preparare l'orifizio che significa non soltanto
prepararlo diciamo nelle sue immediate vicinanze ma anche liberarlo per almeno una decina di
centimetri dal grasso diciamo preperitoneale e questo ovviamente ha lo scopo quando dovremo
poi fissare la protesi e di favorire il fissaggio delle tac. Certo, sulla fascia posteriore. Esatto,
se lasciamo troppo grasso rischiamo che chiaramente la penetrazione della tac nella
parete addominale non sia sufficiente. Poi certamente noi mettiamo anche dei punti traspissi,
ma comunque dobbiamo comunque garantire che le tacche muovano la loro funzione insomma.
provo a girarci di nuovo, forse adesso mi viene meglio con una macchina che mi trova qui
rimando all'istacco dell'epiclon dalla parete addominale
e poi ovviamente lo girassamento della parete addominale
consiste nel liberare fondamentalmente la parete dal grasso
del legamento rotondo
del legamento parciiforme
e giù invece del legamento di muraco
poi vedremo
adesso dovremo misurare dall'interno
il diametro dell'orifizio
e poi sulla base di quello
valuteremo anche
il diametro della portesi
le dimensioni
si si
le dimensioni della portesi
cos'è?
è rotto
esatto
non so, chiedo scusa
siccome l'audio
mi sentite?
l'audio è molto disturbato
molto disturbato
non so se dipende
adesso chiediamo al nostro tecnico
se riesce
mi dispiace molto
ci sono molti rumori
di sottofondo
dei frusci
comunque si riesce a sentire la voce
dicono che non si riesce a ovviare
va bene
va bene
sarà la distanza
tra continui
è così
ieri tra l'altro
avevamo un collegamento con
non ricordo con quale paese
la Chico Torino era collegata
con un paese straniero
adesso non ricordo qua
la Spagna mi dicono
Spagna?
Polonia, dicono, insomma, pare che si sentisse benissimo.
Benissimo.
Evidentemente Roma ha qualche problemina.
Allora, io direi, prendo un'immagine generale, ok, vediamo se c'è qualche sentimento da un po' di colare, una garzina prima, sì.
Come dicevo, tra poco faccio un po' di emostasi, poi ci apprestiamo a misurare le dimensioni del difetto e lo faremo dall'interno, che non è perverso, non è una cosa casuale.
Il problema è che proprio in questi pazienti, in questi pazienti che hanno uno spessore della parete addominale particolarmente importante, c'è una differenza di diametro tra l'esterno e l'interno della parete addominale.
Questo può portare ovviamente anche a degli errori di valutazione, delle stime diverse dalla realtà anche di 3-4 cm, almeno così è risultato in letteratura.
E quindi noi preferiamo sempre valutarlo dall'interno con un'attitudine che io mi faccio amorevolmente preparare dagli strumentisti, graduata, e questo ci dà qualche grande risultato.
più che condivisibile effettivamente
come panicola di posto ben rappresentato
noi inizialmente abbiamo iniziato la nostra esperienza di riparazione iPhone classica
facevamo col metodo classico gli aghi inseriti nella parete
adesso questo ormai non lo facciamo più
non serve neanche fare un disegno sull'acuta
perché poi vediamo tutto dall'interno
chiudiamo l'orifizio, posizioniamo la protesi in maniera centralmente
quindi tutti quei disegni che facevamo prima ormai non sono più.
A quanto riguarda il diametro del difetto, credo che ormai sarete tutti d'accordo
che ormai di 5 cm canonici, di overlap rispetto al margine del difetto,
il dogma di questi 5 cm sia ormai definitivamente caduto.
superato perché si è visto chiaramente che più grande l'orifizio più grande deve essere l'overlap
ci sono degli autori che hanno ormai ben dimostrato come la cosa importante
la cosa importante
allora stiamo
1, 2, 3 centimetri
per quanto riguarda
il diametro longitudinale
e forse
4 centimetri
in senso trasversale
ok
dicevo che in realtà
quello che conta
per quanto riguarda l'overlap
per quanto riguarda l'overlap
il rapporto tra la mesh
e l'area da coprire
del difetto
esatto
e questo rapporto
non deve essere inferiore a 13
e al di sotto di 13
se non siamo in grado
cioè di utilizzare
per via laparoscopica una protesi
di queste dimensioni
è meglio non fare la laparoscopia
perché ci esponiamo
di recidiva, comunque di slippage della protesi.
Soprattutto ecco questa è ovviamente una regola che vale per quanto riguarda
che vale ovviamente quando noi facciamo la iphone classica cioè il bridging
perché chiaramente la protesi ha come diciamo così quello che dà la garanzia
alla protesi di rimanere ancorato alla parete è certamente i sistemi di fissaggio
ma soprattutto la quantità di protesi che sta all'esterno dell'orifizio, perché sulla protesi ovviamente la pressione addominale imprime una forza diretta verso l'orifizio oriario che appunto non è protetto e predispone come dicevi tu alla recidiva o anche se non la recidiva, la pseudorecidiva che non è meno invalidante in alcuni casi,
che la protesi viene spinta attraverso l'orifizio il paziente è convinto di avere ancora l'ernia
poi magari c'è la protesi che la copre però certamente dal punto di vista estetico
ma anche talvolta dal punto di vista clinico non va bene, in qualche volta siamo costretti a dover rioperare
questa regola poi del rapporto tra la mesh e il difetto orniale in realtà poi viene un po' a cadere
quando facciamo l'Apple Plus, non ci sono, che io sappia, degli studi che valutino questo aspetto,
noi cerchiamo in qualche modo di attenerci, però ci rendiamo conto che una volta che l'orifizio è chiuso,
ovviamente l'overlap forse può essere anche un po' più ridotto rispetto a quello che dovremmo invece ottenere,
a quello che dovremmo tenere se invece dovessimo utilizzare il bridging classico
però in linea di massima soprattutto in questi pazienti uvesi che sono già di per sé predisposti alla recidiva
cerchiamo in qualche modo di attenerci il più possibile a questa regola
c'è una tabella tra l'altro che io ormai mi sono registrato, mi sono memorizzato
certi versi che hanno pubblicato questi autori di cui parlavo prima
non mi ricordo quale rivista è stata pubblicata
l'articolo dove si vede per ogni diametro del difetto
è proprio lontano anche se non è un difetto
per ogni diametro del difetto esiste uno perlato
per esempio 4 cm devono essere 5 cm di perlato
quindi una protesi di 14 cm devono essere più che sufficiente
se fosse 5 cm dovrebbe essere
un oberlato di 6,5
e allora di 100 cm
insomma più si va avanti
diciamo che ho fatto un paio di calcoli
per un rifizio di 7 cm
dovremmo utilizzare
una protesi di 21 cm
e per 8 cm l'apertura di 29 cm
e sono delle protesi enormi
che sono difficili da gestire
all'interno dell'addome
e quindi chiaramente
sicuramente le indicazioni per orifizi di queste dimensioni cominciano ad essere meno raccomandabili.
Poi ho visto che nelle ultime linee guida dell'International Aeronautical Society si dice che sarebbe meglio non eseguire interventi di plastica laparoscopica per orifizi superiori a 15,
ma francamente 15 mi sembra già una misura molto molto importante
e devo dire che eseguire un iPhone Plus con un diametro di 15 cm
è praticamente impossibile perché la tensione sarebbe enorme
sicuramente
a meno che non si eseguano delle tecniche di releasing muscolare
però insomma per via la paroscopica classica credo che
questo spiega anche adesso perché
il robot oggi sta acquistando sempre più importanza in questo tipo di chirurgia c'è chi
vuole assolutamente mettere le protesi diciamo così non a contatto ovviamente con i visceri
quindi chiaramente si tenta con la TAP
oppure quelli che fanno la RIVS robotica
sono ovviamente dei tentativi
per cercare di ovviare a questo problema
Allora, dunque, fammi vedere un po'
Ecco, una domanda
Nella vostra esperienza
l'impiego delle protesi autoespandibili
con le Ventralight ST
si si assolutamente sono bellissime qui tra l'altro abbiamo anche in sala un esponente
diciamo così quindi è felicissimo che tu abbia fatto questo non era voluto non era pilotato
vi siete messi d'accordo? non lo so no no assolutamente le abbiamo utilizzate le utilizziamo
Ora, devo dirti che utilizzeremo un altro tipo di protesi, ma il modo con cui la posizioneremo è praticamente lo stesso, cioè noi cerchiamo di mettere un punto centrale e portare sulla protesi e poi questo ci permette di essere sicuri che la protesi è mentalmente e poi si dispiega e possiamo fissarla senza grossi problemi.
Quindi alla fine abbiamo mutuato questo accorgimento tecnologico e l'abbiamo fatto nostro anche nelle protesi che magari costano anche un po' meno.
Si può dire?
Si deve, si deve dire. Non si abbassano i prezzi.
Sto tranquillizzando il nostro rappresentante, ma tra l'altro sono protesi che abbiamo anche comprato,
che utilizzeremo sicuramente sicuramente hanno un impatto positivo sui termini di tempi di
tempi di posizionamento
stiamo cercando di liberare il più possibile per essere sicuri che la parete sia libera
il più possibile
possiamo sollevare un po' il letto?
che devo dire che
onestamente non starei a sgrassare più di tanto perché effettivamente la
quantità di grasso presente è minima, non so se sei d'accordo, se siete d'accordo
si si, è anche l'overlap
ci sono dei casi in cui effettivamente c'è molto grasso e quindi bisogna magari un po' accanirsi
ma forse in questo caso
sembra più che sia sufficiente
va lì si
ecco una cosa che tra l'altro abbiamo notato
da quando eseguiamo la tecnica dell'iPhone Plus
è che avete visto che il sacco in aria effettivamente non è piccolo
rispetto all'edificio
quindi questo chiaramente si presta alla formazione di diponi
scusate, di sieromi
che prima riscontravamo con una discreta frequenza, poi chiaramente si discute se l'ipoma deve
essere considerata una complicanza o no, sappiamo che l'ipoma deve essere considerata una complicanza
quando dura molto, oltre 3 mesi o oltre 6 mesi secondo alcuni e quando dà origine all'umore
e complicanze di vario genere, però effettivamente non averlo o comunque averlo in maniera assolutamente
asintomatica, è un vantaggio per noi di seguire anche il paziente e ci siamo resi conto che
con questa tecnica effettivamente abbiamo ridotto drasticamente l'incidenza di seromi
e devo dire anche di pseudorecidive perché non infrequentemente i pazienti ritornavano
guardi, ho questa tumefazione, un'ernia, che in realtà non era un'ernia, quindi anche questo, devo dire, coagula?
Ecco, sì, in effetti diciamo che i pazienti affetti da questo tipo di patologia puntano moltissimo sull'estetica
più che sul danno funzionale che subiscono e quindi quando rivedono effettivamente queste
tumefazioni sporgenti che non sono recidive si lamentano e si preoccupano.
Poi devo dire che noi ormai facciamo questo intervento soprattutto nei pazienti molto
obesi per cui effettivamente l'estetica in se stesso non rappresenta un grandissimo problema
per loro però chi che altro si spaventano perché dice mi è ritornata l'ernia
si si in qualsiasi senso
e nemmeno ha finito di prendere questo dicomino ma io direi di fermarmi qui
dunque adesso la cosa che faremo
è quello di iniziare a chiudere l'urifizio
ok allora io non so come esperienza avete voi insomma per quanto
riguarda la chiusura dell'orifizio, la tecnica originale di Kellala prevede l'inserimento di
un grosso ago con un filo non riassorbibile che poi viene ripreso dall'interno con una porta aghi e
poi passato due volte da una parte all'altra e poi ripreso con una sorta di superpasser dall'esterno.
noi non abbiamo questo
io non sono riuscito mai ad acquistare
questo ago
non so che problema abbiamo
però non sono mai riuscito ad averlo
quindi ho dovuto fare di necessità virtù
quindi uso certamente dei fili non riassorbibili
in poliestere
grossi da 1 o 2
e li introduco
attraverso una specie di ago
di reverden
diciamo così
e ottengo comunque lo stesso risultato, poi ho visto che in letteratura sono sbirzarriti,
qualcuno usa le strutture autoserranti, quindi le strutture continue fatte dall'interno,
io credo che poi alla fine la cosa essenziale, il messaggio è chiudere l'orifizio, chiuderlo
ovviamente con dei punti non riassorbibili e questo ovviamente ci consente di ridurre,
cioè di trasformare quella che è una tecnica di bridging in una tecnica invece di rinforzo,
protesico che ovviamente ha dei vantaggi, anche in termini di ricostituzione della funzionalità
della parete addominale, anche se poi di fatto questi sono forse pazienti che potrebbero
non averne stretto bisogno perché sono obesi, sono diciamo già di una certezza e hanno
un orifizio piccolo, però ci dà certamente delle garanzie in più.
Io non so se si possono mettere delle immagini dall'esterno in questo momento, se c'è tecnico...
Adesso abbiamo solo immagini dall'interno.
Adesso, se mi dai il panarello demografico, io adesso cerco di...
Così ci fa vedere anche l'adattamento della tecnica con il repertorio.
Sì, servirebbero delle immagini dall'esterno, c'è un ago cortesiale, voglio fare una prova, è un ago normale, posso vedere dove dobbiamo arrivare, possiamo entrare qui, non so se si vedono le immagini dall'esterno, ad ora no, adesso stiamo un attimo, si vede dall'esterno?
Sì, perfetto, grazie. Vedete? Sì, sì, sì. Pronto? Vediamo, vediamo.
Ok, perfetto. Allora, se avete dall'esterno, io qui mi sono segnato una linea mediana che passa cioè praticamente al centro dell'orifizio
e su questa linea io farò delle piccole incisioni con un bisturi lama 11 e attraverso queste incisioni passerò una serie di punti staccati
che poi annoderò alla fine, previa la parziale disinflazione del pneumo peritoneale
cioè adesso è a 12 la pressione e li annoderemo riducendolo a 6-8 mm di mercurio
quindi adesso faremo questo
ok, perfetto
allora, dobbiamo andare il più lentamente possibile
qui, prima appunto lo metto un po' più craniale
è possibile sbriciare sulle pagine interna endoscopiche
ah perfetto ok
fammi vedere dove è il filo
ok metti una cucchierina qui
ok
mettiamola così
fammi vedere l'altra estremità del filo
metti così
ovviamente dimentichiamoci i tempi brevi dell'Iphone classica
quella diciamo che prevede il semplice bridge a quest'ora probabilmente avremmo anche già finito
e purtroppo sono tutta una serie di tempi che allungano l'intervento però diciamo io
penso che dal punto di vista complessivo ne valga la pena assolutamente non si è vista
ma ovviamente passando sempre dallo stesso foro
ok, io vorrei solamente metterne almeno due
ah, dammi di nuovo un ago, voglio vedere un po' come
dovremmo essere più o meno qui
no vabbè non c'è bisogno, dammi direttamente il misturino
il misturino a lama
siamo sempre con le immagini all'esterno
adesso sì, adesso sì
ok
poi
poi, cioè no, adesso dentro
pocherino
ok
Ok, ancora?
Il passaggio è stato ripreso perfettamente, sia dall'esterno sia dall'interno.
Ok, quindi abbiamo messo i due bordi dell'inizio, adesso penso che serviranno altri tre, massimo
quattro punti, ma non credo ne serviranno di più.
Ok, allora, bisturino.
Scusate, sono tempi un po' noiosi, me ne rendo conto.
No, no, ma dal punto di vista didattico sono importanti questi passaggi.
Ecco, una domanda. Dal punto di vista del risultato definitivo, queste strutture non riassorbibili in quella zona dove il panicolo adiposo non è ben rappresentato, è molto assottigliato,
creano dei problemi ai pazienti o avete risposto a questo?
Assolutamente no, una cosa che a me ha sorpreso perché non mi aspettavo questo vantaggio
è quasi la scomparsa del seroma e di anomalie di qualsiasi tipo
oltretutto mi aspettavo che i pazienti avessero più dolore
ecco questa è una cosa che francamente mi ha lasciato un po' sorpreso
ah si sta perdendo un po' di pneumo peritoneo
no forse va a riprendere un po' di pneumo peritoneo
aspettiamo che riprenda un po' di pneumo peritoneo perché è un po' basso
rischiamo di avere poca camera adesso
forse da acquistare per me
e se no aumentiamo un po' il gas insomma
provate a tenere chiuso Giulia
riprendi questo che mi ha scoperto
questo?
devi collegarlo alla cucchia
possiamo aumentare un po' la pressione
ma intanto sta perdicchiando un po' dei punti di entrata
questo può capitare qualche volta quando l'ago passa nel sacco
e allora è un po' attento
il filo
ok
stiamo un po' macchiati
un po' sporcati
prendiamo l'ottica e dicevo quindi io mi aspettavo di trovare dei pazienti con maggior dolore postoperatorio
anche perché poi mettiamo anche i punti trasfissi dopo fissare la protesi, in realtà con mia sorpresa ho notato
che i pazienti stanno molto meglio e hanno meno dolore postoperatorio rispetto a quelli che facevano il bridging
con le TAC non riassorbibili.
Siamo anche chiesti per quale motivo succede questo.
Probabilmente dipende dal fatto che intanto i punti traspessi non sono stretti alla morte,
cioè non li stringiamo particolarmente.
e il fatto di mettere i punti traspessi ci consente di evitare di mettere una doppia corona di TAC
perché sappiamo che più TAC si mettono e più queste possono essere fonti di dolore
quindi la spiegazione che ci siamo dati è questa
in realtà se andiamo a vedere in letteratura l'associazione me ne serve un altro
se ne metto un altro qui perché qui l'ho messo un po' male
l'associazione tra punti trasfissi e tac che sembrerebbe associato a maggior dolore post operatorio
nell'immediato periodo post operatorio, in realtà nella nostra esperienza non è così
non abbiamo ancora dei dati, non abbiamo ancora fatto un lavoro su questo
però l'impressione è proprio questa
perfetto dovrebbe essere sufficiente ok adesso possiamo abbassare il pneumo peritoneo a 8 forse
a questo punto possiamo anche passare le immagini dall'interno pertanto da fuori dobbiamo solo
l'hanno dare so cosa se forse anche troppo poco la camera ecco i regoli comunque sulla visione
sì sì sì assolutamente andiamo più un po più grosso intanto con il filo si è rotto la prima
è la prima volta che mi capita
da quando facciamo questa attività
è bello della tua
speriamo che gli altri vengono
eh?
no no possiamo andare dall'interno
ah ok ok
forse conviene aumentare appena appena
la camera perchè sennò siamo senza camera
e anche dalla platea non vedono bene
andiamo un po'
proprio senza camera adesso
Riccardo
non è che forse bisogna fare un po' di curare ancora?
Ancora? Siamo senza camera? No, adesso abbiamo un nuovo anestesista, il dottor De Giudici.
Cosa ci dici? No, no, cosa ci dici del paziente? Cioè, sì? No, è da fare un po' di curare
probabilmente, perché non abbiamo più camera. Ah, ok. Scusate, adesso ci sono un po' di
imprevisti che sono classici nelle dirette. Adesso il problema. Aspettiamo che il paziente
si rilassi per avere un po' di camera, perché se no ovviamente non vediamo niente noi e
neanche voi.
Poi potete anche procedere in sicurezza.
Certo, fatto?
Ok, due minuti ci dicono e possiamo riprendere.
Poi, ripeto, io non so quale sia l'esperienza vostra per quanto riguarda i metodi di fissaggio
e in effetti dal punto di vista del dolore post operatorio non cambia molto tra attacchi
riassorbibili e attacchi non riassorbibili. Il concetto secondo il mio parere è quello
di lasciare il meno materiale estraneo possibile all'interno della cavità abdominale e quindi
diciamo che usare le attacche assorbibili ci danno la garanzia che dopo sei mesi queste
Non so se tu hai avuto esperienze dei famosi tatuaggi delle protaxi sull'intestino dei pazienti.
No, personalmente no.
Fai i pazienti rioperati, poi si vedeva come le ansie erano praticamente aderenti, non tanto alla protesi quanto ai sistemi.
Sì, no, avevo sentito male perché è veramente disturbato l'audio.
Sì, certo che nei pazienti rioperati sono i mezzi di fissaggio che creano le aderenze.
Ti dico, nella mia e nella nostra esperienza sicuramente scarse differenze in termini di
dolore neuropatico tra riassorbibili e non riassorbibili, leggermente a favore delle non
riassorbibili ma non una differenza non significativa. Ho riscontrato in alcuni casi una certa correlazione
tra il dolore post chirurgico e il riscontro intraoperatorio di un piccolo sanguinamento
durante l'imposizionamento della TAC. Praticamente è come se fosse una spia di allarme, quando metti la TAC
e va a finire che ti salvi in addietro, che hai preso una struttura vascolo-nervosa che probabilmente
può implicare uno di questi problemi, ma è un'esperienza del tutto personale, non so se ti è mai capitato.
Noi intanto ci troviamo benissimo con i sistemi di fissaggio che stiamo utilizzando adesso, che sono appunto, non voglio fare pubblicità, comunque sono sistemi riassombibili, l'unica è che vanno bene qui tra l'altro con qualsiasi tipo di protesi, perché praticamente penetrano, non so se si può dare un'immagine da fuori adesso in questo momento, dammi una cucchierina,
perché hanno una sorta di ago centrale
cioè la pistola praticamente ha un ago centrale
che permette di percorare qualsiasi tipo di protesi
l'unico svantaggio che ha è che quando poi questo ago esce
lascia abitata la protesi nella parete
può sanguinare
nel senso che l'attacca non tappa il buco
nel senso lascia un po'
e cava, c'è un po' meno
può sbocciolare
cosa che non ci ha mai creato questi problemi nel senso basta comprimere, aspettare un po'
e poi si risolve spontaneamente, però insomma si fa perdere un po' di tempo
certo
e arrabbi
ok siamo sull'esterno, ecco noi abbiamo passato i punti
quindi adesso li tagliamo e vedete che adesso ci sono come delle sorte di imbuti
sulla punta, ma quello adesso basta prendere due pinze
si scolli, scolli sempre sorrento
il problema si risolve
perfetto
anche esteticamente
diciamo che così
l'orifizio è chiuso
adesso la protesi che metteremo
sarà probabilmente
abbiamo preparato due
per ogni occorrenza
ma penso che sarà una 14x18
che abbiamo già
ecco magari vi facciamo vedere
così prima di posizionarla
La protesi che utilizziamo per questo intervento è una protesi composita, cioè praticamente uno strato in polipropilene e poi uno strato in PTFE, ovviamente il polipropilene va a contatto con la parete addominale e il PTFE a contatto con i visceri.
Si tratta di una protesi estremamente sottile, di 0,55 mm di spessore, molto maneggevole, che ha anche una discreta memoria.
L'unico svantaggio che io gli attribuisco, ma ci sono protesi perfette, è quello che il PTFE, pur avendo delle buone capacità antiaderenziali,
non viene integrato ma viene incapsulato dai tessuti
e quindi è soggetto a un maggiore shrinkage rispetto ad altri tipi di protesi
anche nel senso polipropilene
però ecco diciamo che questo aspetto può essere ovviato intanto
dal fatto che le due strutture sono termosaldate
e poi anche per il fatto che noi come vedete abbiamo 4 punti
anzi 5 punti transpissi che tengono la protesi in sede
e che limitano, o almeno questo è l'obiettivo, limitano lo shrinkage laterale e quindi il rischio ovviamente di recidiva viene comunque minimizzato.
Ovviamente questi sono punti che non sono compresi nella protesi, cioè li abbiamo messi noi, li abbiamo già preparati per risparmiare un po' di tempo e evitare tempi morti.
Come vedete ce n'è uno centrale, sono dei fili 2,0 e astro di giusto, in poliestere,
ce ne sono 4 punti cardinali e uno centrale.
Adesso introduciamo la protesi, ovviamente cerchiamo di proteggere, di non manipolare direttamente lo strato in PTFE,
e quindi diciamo lo arrotoliamo dalla parte del pulipropilene
in maniera tale da lasciare esterna la parte del pulipropilene
ok, adesso possiamo entrare con le immagini all'interno
una pinza, possiamo spegnere le luci
ecco, approfitto per una domanda
il trocar, mi sentite?
si si
Ok, il trocar in ipocondrio sinistro che è un 10-12 lo usi solo per introdurre, perché non penso che hai manipoli o strumentari da 10, solo per introdurre sotto visione la protesi?
La domanda è ovviamente molto pertinente, nel senso che immagino che magari ci sia qualcuno, tu stesso, che metti due trocar da 5, uno da 12, una friscia, una ceca, anche noi stavamo pensando di fare così, effettivamente questo riduce il traumatismo, ci permette anche di essere un po' più minivasivi.
esattamente
penso che probabilmente ci converteremo anche noi
l'idea però di posizionare, di introdurre dentro l'addome del paziente qualcosa la cieca
ancora mi lascia qualche perplessità
ma non è un atto diciamo abbastanza sicuro voglio dire
si no no ma per esempio in un paziente come questo sicuramente non ci avrebbe dato grossi problemi
assolutamente, con una viscerolisi perfetta
così e tanta cavità
l'avresti messa senza problemi
ok ma non è una critica
è soltanto un'osservazione
no no, è di critica, esatto
siamo qui anche noi per migliorare
questo scambio di vedute è utile
anche se devi vedere
sono tecniche queste che abbiamo corretto mille volte
con piccoli accadimenti
quindi ci sta assolutamente
adesso volevo dire di nuovo
perché dovrei prendere questo
per questa fase anziché
anziché il reverdeno
usiamo per un po' più delicato
che il suture passer
che non usiamo invece per
mettere i punti
di sutura dell'orifizio
perché è uno strumento
molto più sottile
quindi quando dobbiamo entrare obliquo
poi tende a storcersi e a rovinarsi
e quindi lo vediamo quando l'orifizio
è perpendicolare
esatto
Prendiamo un atto, sono strumenti molto delicati, infatti in questo caso ci sta un po' spingendo
un po' di grana, vediamo se si riconosce, allora dammi una pinza,
diammi un atto di più, un tiro centrale,
aspetta, che è un attimo, aspetta un atto di più,
allora adesso questo mi prende un atto di meno,
Ok, andiamo a passare l'altro punto
Se è possibile farci vedere come prima anche il passaggio dall'esterno
Sì, ma guarda, adesso dovremmo
Sì, i quattro punti, certo
E anche gli altri punti, quindi lo vediamo sicuramente anche
Allora, qui possiamo togliere
ok adesso
non lo leghiamo ancora
vediamo se la protesi può essere ben dispiegata
se è corretta
dammi due pinze
ok
allora adesso possiamo anche aumentare leggermente
il primo pedicone adesso
noi se stessimo
aumentando il pedicone
per non portarlo un pochettino
si può fare vicino
ok
ok
allora adesso siamo
metto prima delle clip
e punti cardinali
così la protesi è ben rispiegata
comincio a darmi la
sicura
diciamo che sono anche
già abbastanza sicuro
essendo la protesi fissata al centro
e non rischiare poi mettendo i primi le primi le prime attacche dalla spazio
poi ecco diciamo che per prudenza comunque cerco sempre di mettere la prima attacca più vicino
anche se qui chiaramente il rischio d'inferiorità è molto, quasi, resistente, certo, già ancorata al centro, ok, qui è fatto, un attimo, perfetto, allora, facciamo vedere l'altro punto qui, ok,
Il vantaggio del DTF si sta vedendo perché è anche molto resistente, a parte quel po' di memoria di cui parlavi all'inizio, è anche molto resistente alle manipolazioni, non subisce danneggiamenti evidenti.
Io posso anche già iniziare a posizionare le prime, perché tanto la protesi è ben posizionata
e poi tutti i cardinali possono fare anche tutta la capa, la protesi è ben spiegata.
Io non le ho contate, questo è da 30, giusto?
Diciamo che è importante almeno alla periferia non lasciare troppa distanza tra un punto e l'altro per evitare che le ansie ovviamente possano passare in ansia all'interno.
Per esempio io personalmente ancora non ho abbandonato la doppia corona.
Ma tu metti i punti traspessi?
Sì, però non riesco ad abbandonare la doppia corona.
E vabbè, ma tu usi le riassorbibili, sì, vabbè.
No, le non riassorbibili, eh, lo so, lo so, mi espongo a critiche.
Ah, vabbè, vabbè, ma...
Ok, dammi un bisturino. Adesso, forse tu vi preferite le immagini dall'esterno?
Sì.
Eh, ok, ok.
Grazie.
Dai, su, tu passi.
Siete all'esterno?
Adesso sì.
ok
un nodo non particolarmente stretto, per ridurre il rischio di dolore,
forbici, pinza da più.
Andiamo dall'altra parte.
Possiamo ruotare leggermente il paziente verso di noi.
Allora, dammi un angolo prima.
Ok, va bene.
Puliamo un attimo l'ottica.
L'intervento in pratica è quasi finito,
abbiamo semplicemente fissare i punti traspressi
poi un accorgimento
quando è possibile ovviamente
è quello di posizionare
l'epiplon
a coprire la mantassa
interporsi
esatto
ci serve acqua a casa
stanno in bianco
e danno un bisturino
e si
e un po'
si direi di si
così abbiamo un riscontro
abbiamo avuto ovviamente un altro piccolo imprevisto nella nostra diretta
il passer ormai fuori uso
e qui dobbiamo per forza utilizzare uno strumento un po' più grossolano
ma non abbiamo alternativi in questo momento
ok, andiamo per un altro nuovo per dopo?
si, ok
Dammi un rispettivo.
Chiedervi in che percentuale, diciamo così, qual è la frequenza di laparoscopica fatta per via laparoscopica rispetto alla quantità globale?
Sì, allora rispetto diciamo alle indicazioni che ponevamo all'inizio si è notevolmente ridotta attualmente.
Ah, è così?
Sì, si è notevolmente ridotto. Adesso siamo intorno al 20-25% di labarocelli trattati per via labaroscopica.
Quanti scusa?
Sul 25%, abbiamo ridotto drasticamente, abbiamo ridotto sempre di più le indicazioni.
Non so, nella vostra esperienza?
Ma noi siamo passati da un periodo in cui praticamente non mettevamo quasi limiti alle indicazioni.
Esatto.
e adesso noi ci siamo ovviamente diventati molto più restrittivi, io penso che non ho fatto un calcolo esatto
ma penso che non faremo più del 10% di la paroscelica, ma ripeto poi è un valore che secondo noi dipende anche dal fatto
che negli ultimi anni stiamo vedendo sempre più la paroscelica complessi, la paroscelica che è impossibile
la paroscopica, gli altri parietali, le tecniche di leasing, il botulino. Poi alla fine i pazienti
veramente dove questo tipo di intervento risulta utile, realmente vantaggioso sono molto pochi.
Anche i pazienti obesi spesso arrivano con grossi rifiuzionari, questi sono dei casi
particolari ma a noi c'è capitato. Adesso metterei il faccente un po' in antiprendere.
Così vediamo l'effetto. Anche perché ti devo dire la verità con l'ormai consolidamento
dell'impiego delle ventre Alexia hanno ridotto, non so se le impieghi tu se le utilizzi, le
ventre Alexia ST hanno facilitato di gran lunga il trattamento della paracelia anche
anche di piccole dimensioni
quindi
insomma chirurgia in desangere
riesce a portare
a ottenere degli ottimi risultati
un unico che tu stai facendo è una gherzetta bianca
ho sentito ma non lo sto
non è voluto
credimi
stai facendo gioire
stai mandando un sull'ucero il nostro
adesso accamperà delle pretese
avanzerà il pretese
si scherza ovviamente
possiamo spegnere un attimo la luce
intanto adesso non serve più
tocca
cosa Domenico scusa?
la Fasix qual è?
ok mi chiedono dalla
dalla sala se tu utilizzi la Fasix
scusa?
mi chiedono dalla sala
se tu utilizzi la Fasix
no
no
no
quindi
è questo un gioco
nel caso
vabbè
mi sembra che
c'è solo quella piccola
si è incarcerato
esatto
ma è proprio una nota
questa era un'aderenza
che non l'avevo vista
ma scusa
pensavo non l'avevo vista
si no no no
era un piccolo aderenza
ma proprio perché
l'occhio vuole la sua parte
si anche a me inizialmente
non si può
dire che è perfetta
va bene io direi che
si
Complimenti per la tecnica e per tutta l'equipe, sei stato esaustivo, profesi ottimamente posizionata, grazie, alla prossima, un saluto a tutti.
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